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SandroWeb

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  1. SABATO 28 GENNAIO 2023

    - Arrivano il difensore centrale Masi e il portiere Matosevic al posto di Pisseri, ma la Triestina prenderà anche un attaccante. E non solo: in questi ultimi giorni di mercato ci può essere spazio per ulteriori due o tre operazioni. Il tutto - come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo" di oggi - perché dopo quell'impasse di inizio 2023, il presidente Giacomini è tornato a tenere la barra dritta e ha dato l'input di prendere i giocatori necessari per salvare la Triestina. Queste le principali novità dette dal direttore generale Giancarlo Romairone in conferenza stampa. Nulla invece è trapelato su eventuali novità societarie: Giacomini è ancora all'estero e farà ritorno a Trieste, e parlerà, in occasione della partita con la Pro Sesto del 5 febbraio.SVOLTA Romairone ha rivelato innanzitutto cosa è successo in quei giorni di inizio gennaio, quando sembrava imminente un cambiamento societario e il mercato è rimasto bloccato. «La sconfitta di Pordenone è stata un duro colpo e ha portato tensioni - ha detto il dg - la cosa più importante in quella fase era ritrovare il nostro presidente. C'è stato un confronto sereno e diretto: quelle criticità lo hanno riportato dentro alle nostre problematiche e lo abbiamo riavuto al 100% per energia e spinta emotiva. Lui è trainante, è un patrimonio per quello che noi vorremmo fare in questa città e alla guida della società. Ciò che è stato perso in quei giorni lo abbiamo riavuto totalmente in società e parzialmente a livello tecnico. Il suo input è stato quello di prendere i giocatori per salvarsi. I bilanci si faranno dopo, ora l'unica cosa importante è la salvezza, poi ognuno vedrà cosa vuol fare a seconda delle valutazioni complessive. E lo dico chiaramente ora: se saremo bravi e ce la faremo, i meriti saranno di tutti, se ci sarà un colpevole quello sarò io».CHIAREZZA Su un eventuale avvicendamento nella direzione tecnica di cui si era parlato in quei giorni, Romairone racconta: «Ho fatto due chiacchiere con persone che potevano entrare o meno, o che forse entreranno, io ho la stima di tutti. Ma a me premeva il rapporto con il presidente e capire quali fossero le sue intenzioni. Quando c'è stata chiarezza in questo senso, ci risiamo rimessi a correre».PORTIERE Più di qualche giocatore, però, ha chiesto di andar via. Sotto questo aspetto Romairone puntualizza: «In realtà c'è solo un giocatore che fuori da ogni arco temporale ragionevole del mercato ha chiesto di andare via perché svuotato. Si tratta di Pisseri. Il presidente mi ha dato l'autorizzazione a sostituirlo (già fatto con Matosevic, ndr): se troverà una squadra, potrà andare, altrimenti rimarrà qua a vedere gli altri».PARTENZE Però altri casi di volontà di andarsene, magari meno spinosi, ce ne sono: «Ma sono più quelli che bloccano perché non vogliono andare - dice il dg - rispetto a quelli che hanno chiesto di andar via. L'emblema è Gori, che ad Avellino aveva pronto un contratto di tre anni vicino casa. Se poi quelli che hanno delle richieste accettano il trasferimento, bene così, noi abbiamo bisogno di chi può dare davvero qualcosa. La squadra è fatta di persone a cui abbiamo voluto legarci. Con qualcuno per vari motivi il matrimonio non ha funzionato, bisogna fare in modo che vadano altrove se vogliano fare i calciatori. Se vogliono fare gli impiegati, possono restare qua, ma stanno fuori».MOSSE E allora quali altri mosse bisogna attendersi in questi giorni? Di sicuro non si finisce con Masi e Matosevic. «Dobbiamo fare una cosa importante ma difficile, poi altre tre o quattro cose a seconda di come si sviluppano delle situazioni. La cosa principale è chiudere il cerchio in attacco, poi ci saranno degli avvicendamenti per migliorare, che dipendono dalle uscite. Si sa, gli ultimi giorni sono quelli degli scambi».FRESCHEZZA «Essere ultimi frena solo un po' le trattative. I quattro arrivati finora erano tutti prime scelte e contenti di venire - dice Romairone - pur arrivando da realtà importanti. C'è stato un lavoro minuzioso con mister e staff per sapere dove andare a puntare. Sono arrivi mirati e portano freschezza, serenità e spensieratezza. Più libertà mentale per arrivare ai risultati che dobbiamo fare».FUTURO I nuovi arrivi hanno parlato di progetto futuro. Romairone spiega perché: «So che ora siamo ultimi. Ma il presidente è una persona credibile: deve maturare esperienza nel calcio, ma è un patrimonio per Trieste. Io qualche credito ce l'ho in giro. Germano ha un contratto che si allunga con la salvezza, Malomo idem. Su Celeghin e Tavernelli c'è un diritto di riscatto, ambiscono a salvarsi per essere riscattati, soldi che andremmo volentieri a spendere. Per questo tutti intravedono un futuro. Non siamo qui per raccattare qualcosa e spendere il meno possibile, noi invece crediamo follemente nel progetto e guardiamo avanti».

    - Pallacanestro Trieste verso la conferma del roster attuale in vista del match di domani contro Napoli. Difficile, infatti, che coach Marco Legovich decida di impiegare Emanuel Terry a pochi giorni dal suo arrivo in biancorosso. I pochi giorni di allenamento con i compagni hanno evidenziato le qualità tecniche e atletiche di un giocatore che farà senza dubbio comodo a Trieste, resta però la convinzione di dover completare l'inserimento sul piano tattico e la consapevolezza di non dover affrettare i tempi. C'è bisogno di almeno un'altra settimana di allenamenti, vista la scelta di non passare al 6+6, per l'ala-pivot statunitense domani sarà tribuna: l'esordio dovrebbe avvenire la settimana prossima contro Milano.Nel frattempo la squadra lavora con rinnovata fiducia in vista di un match che potrebbe darle un ulteriore spinta verso il centro classifica. Battere Napoli, allungare a + 4 su una diretta concorrente per la salvezza con il 2-0 nello scontro diretto, rappresenterebbe per gli uomini di coach Legovich un primo passaggio importante nella stagione.Continua a buon ritmo, intanto, la prevendita: oggi prosegue dalle 10 alle 13, domani solo per i singoli biglietti, gli sportelli di via Flavia saranno aperti dalle 16 e fino alla fine del secondo quarto. Negli orari di apertura della biglietteria chi ha acquistato su Vivaticket l'abbonamento "Be Bold" per il girone di ritorno potrà ritirare la tessera fisica che gli consentirà l'accesso all'Allianz Dome.Stasera, intanto, via alla seconda giornata di ritorno che, dopo il derby lombardo in programma a Masnago (e in diretta su Eurosport 1) tra Varese e Brescia vedrà la Givova Scafati ospitare l'Umana Venezia

  2. VENERDÌ 27 GENNAIO 2023

    - Una ventata di spensieratezza e ottimismo. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", i nuovi arrivati Enrico Celeghin e Camillo Tavernelli sono consci che proprio loro, assieme alle altre novità nella rosa, dovranno portare entusiasmo e una scossa per la risalita della Triestina. Anche se assicurano di aver trovato un ambiente motivato e per nulla depresso. «Sono arrivato in ritiro la sera prima della partita di Vercelli - racconta Tavernelli - e mi aspettavo, vista la classifica, un po' di caos, un ambiente un po' diviso. Invece l'ho trovato sereno e unito. Questo mi ha un po' stupito e reso ancora più felice della scelta fatta». Celeghin, da parte sua, dice che qualche scoria c'è, ma sono di più gli aspetti positivi: «Io ho trovato un gruppo sano, un po' provato dalle difficoltà di questi mesi, ma mi sembra più che normale visti i presupposti che c'erano a inizio stagione. C'è però la necessaria positività, è giusto non deprimersi, è una situazione che va affrontata nel modo migliore. Siamo tutti concentrati sul pezzo: con la fine del mercato inizia un nuovo campionato e possiamo farcela». La curiosità del perché due giocatori accettano di arrivare a metà gennaio in una squadra ultima in classifica, è presto soddisfatta: «L'importanza della piazza è stato uno dei motivi - afferma Celeghin - non ci ho pensato un attimo. Sappiamo della classifica, ma penso che salvarsi qui è un obiettivo importante quanto da un'altra parte può esserlo quello di vincere il campionato. Ci sono 15 partite e l'unico pensiero è centrare l'obiettivo». Anche per Tavernelli nessun dubbio: «Non è stato difficile scegliere, questa piazza ha la sua storia. E poi mi è piaciuto subito il rapporto con il direttore che mi ha spiegato il progetto futuro. Ma ora l'obiettivo è centrare la salvezza». Sui ruoli dove giocare, i due sono molto chiari. «A centrocampo ho giocato sia a due che a tre - dice Celeghin - facendo sia la mezzala che il play. A Vercelli sono entrato come mezzala e ne sono contento, penso di poter dare un contributo in entrambe le fasi». «A Novara giocavo esterno, ma io preferisco giocare nelle vie centrali - confessa Tavernelli - quindi in questo modulo posso fare il trequartista o ancora meglio la seconda punta, come facevo al Cittadella. Se mi ha pesato la discesa dalla B? Con il ds del Cittadella Marchetti si è deciso per Novara per trovare più continuità senza essere usato a spezzoni. Ne ho ricavato beneficio ed è un obiettivo che per me continua anche qui». In serie B ha trovato invece poco spazio Celeghin, ma sta per fare solo 24 anni ed è deciso a tornarci: «Dopo l'annata positiva con il Renate, sono rientrato al Como in B: all'inizio ho trovato spazio, poi anche per la rosa molto ampia, ne ho trovato meno. Ma è giusto ambire a qualcosa in più, lavorando con professionalità e voglia di migliorarsi. Io mi auguro di tornare in B il prima possibile, ma intanto in questi mesi ho un grande obiettivo da centrare. Sono contento che la piazza si aspetti buone cose da me, il direttore mi ha chiesto di portare entusiasmo e spensieratezza. Sento la responsabilità di portare aria nuova e me la prendo volentieri, ma sono un ragazzo ambizioso e autocritico, per cui la pressione me la metto già da solo». Per entrambi, la testa è già al Trento per iniziare la corsa salvezza: «Al Rocco dieci giorni fa col Novara non facemmo un tiro in porta - ricorda Tavernelli - sono stato molto colpito quel giorno dalla compattezza della Triestina. Ora noi nuovi arrivati dobbiamo portare spensieratezza per portare una continuità positiva. Per le potenzialità di questa squadra possiamo fare tante vittorie: se remiamo tutti dalla stessa parte non ci saranno problemi, è solo questione di tempo». «L'anno scorso in basso c'erano squadre meno organizzate - osserva Celeghin - questo complica la situazione, ma abbiamo valori importanti e lavorando su noi stessi sul piano umano, caratteriale e dell'organizzazione, una partita alla volta ne usciremo».

    - La carica dei quattromila è pronta a dare l'assalto all'Allianz Dome per il match contro la Ge.Vi Napoli che domenica metterà in palio punti fondamentali nella rincorsa alla salvezza. Lo scrive Lorenzo Gatto: continua a dare risposte positive la prevendita, sia per quanto riguarda la sottoscrizione degli abbonamenti studiati ad hoc per il girone di ritorno sia in riferimento alla vendita dei soli biglietti per la partita in programma domenica con inizio alle 18.Ieri sera, a tre giorni dal match, erano 312 i nuovi abbonamenti sottoscritti e 734 i biglietti venduti: numeri che potranno essere incrementati ancora oggi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 e domani dalle 10 alle 13. Domenica, solo per i singoli biglietti, gli sportelli di via Flavia saranno aperti dalle 16 e fino alla fine del secondo quarto. Negli orari di apertura della biglietteria chi ha acquistato su Vivaticket l'abbonamento "Be Bold" per il girone di ritorno potrà ritirare la tessera fisica che gli consentirà l'accesso all'Allianz Dome.La squadra chiama e il pubblico di Trieste, dunque, comincia a rispondere. Un trend in continua crescita (contro Scafati si era finalmente sfondato il muro delle 3000 unità), segno che le vittorie conquistate nelle ultime settimane, il buon gioco mostrato dai ragazzi di coach Legovich a Treviso e soprattutto a Venezia e la fiducia portata dalla nuova proprietà americana stanno pian piano ricreando entusiasmo attorno alla Pallacanestro Trieste.Nel frattempo continua la preparazione in vista del match contro la Ge.Vi Napoli di Cesare Pancotto. Si lavora con la forza dei nervi distesi e si deciderà senza forzare i tempi l'eventuale impiego di Emanuel Terry. In questi primi giorni, coach Legovich e il suo staff stanno valutando le condizioni di forma del giocatore e il suo graduale inserimento nel gruppo.Non c'è fretta di decidere come, al momento, è stata rinviata la decisione legata a un eventuale passaggio al 6+6. Se Terry sarà convocato e farà parte della squadra chiamata a sfidare Napoli nell'ennesimo scontro salvezza di questo campionato, lo capiremo probabilmente solo al momento del riscaldamento prepartita.Di certo c'è la volontà di non stravolgere gli equilibri del gruppo in un match così importante per il campionato. Battere Napoli, allungare in classifica e mettere ulteriori punti di margine rispetto alla zona retrocessione diventa la priorità in una giornata che potrebbe sorridere ai colori biancorossi.Novità dal mercato, intanto, con la Nutribullet Treviso che nelle ultime ore ha annunciato la firma del francese Hugo Invernizzi, esterno arrivato alla corte di Marcelo Nicola per sostituire il partente Sokolowski. 

  3. GIOVEDI' 26 GENNAIO 2023

    - Emanuel Terry è arrivato in biancorosso seguendo i consigli di un ex che ha vissuto l'esperienza italiana come trampolino di lancio per guadagnarsi la vetrina dell'Nba. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo" odierno, Javonte Green non ha dimenticato i suoi anni triestini e, da Chicago, è stato decisivo nella scelta di un giocatore che arriva per mettere la sua fisicità e il suo talento al servizio di Marco Legovich. Terry ha iniziato da pochi giorni il suo percorso con la maglia della Pallacanestro Trieste e sta lavorando duro per inserirsi nel gruppo e prepararsi al suo esordio in campionato.L'ARRIVO A TRIESTE «Non avevo mai sentito parlare di Trieste, è stata un po' una scelta alla cieca, ovviamente ho fatto le mie ricerche come faccio sempre quando viaggio. Decisiva è stata la chiacchierata che ho fatto con Javonte. Siamo amici, l'ho conosciuto qualche anno fa durante una Summer League e quando gli ho chiesto cosa pensasse mi ha detto di cogliere l'occasione al volo. Mi ha detto che sarà una bella esperienza e di fidarmi dell'ambiente, che il posto è meraviglioso: che la squadra ha bisogno della mia energia e che qualunque cosa riuscirò a fare sarà di aiuto. Sinceramente non vedo l'ora di far parte di tutto questo».PRIME IMPRESSIONI «Sono stato accolto alla grande dai compagni di squadra. Quando vai in una nuova squadra, e l'ho fatto molte volte negli ultimi cinque anni, devi ricominciare ad imparare gli schemi, e devi farlo nel giro di pochi giorni. I miei compagni di squadra hanno fatto un grandissimo lavoro per rendermi semplice il processo, per assistermi nel capire le diverse posizioni, per inserirmi nel sistema. Il modo di giocare qui mi ricorda quello al quale ero abituato ai tempi del college, molto pick and roll, molti giochi in uscita dai blocchi. Il coach e i compagni hanno fatto di tutto per accelerare l'inserimento, mi hanno dato il libro degli schemi, un sacco di carta, un sacco di filmati già prima che arrivassi, hanno risposto a qualunque domanda facessi loro».IL RAPPORTO CON IL COACH «Marco Legovich è una gran persona. Avevo già parlato con lui un paio di volte quando ero ancora in Corea del Sud, è molto contento di avermi portato a bordo. Mi ha solo chiesto di giocare duro e determinato. Ho questa bellissima sensazione che quando una persona, fra tutti gli individui che ci sono nel mondo, sceglie me, io devo rispondere facendo del mio meglio per far rimanere questa squadra forte almeno quanto lo è ora, perché è forte indipendentemente da quello che potrebbe sembrare dalla classifica. Io devo solo far trasparire la persona che sono per essere d'aiuto, e ringrazio il coach per aver avuto la fiducia nel credere che io possa fare tutte queste cose».CARATTERISTICHE Più ala forte o più centro? In quale ruolo, Emanuel Terry preferisce giocare? «Ho affrontato molte situazioni tattiche nelle quali c'era bisogno di me per occupare il pitturato e altre nelle quali mi è stato chiesto di creare spazio sul perimetro. In generale faccio quello che il coach mi dice di fare e quello di cui la squadra ha bisogno. Se devo scegliere, penso che da ala io riesca ad esprimere meglio la mia pallacanestro».IL CAMPIONATO «Conosco un paio di giocatori delle altre squadre: Jacorey Williams, che incontrerò proprio domenica quando Napoli arriverà a Trieste, e Ky Bowman. È divertente vedere come il mondo della pallacanestro sia così piccolo e ci sia una così bella atmosfera. Girando per il mondo per tanti anni prima o poi ti imbatti in vecchi compagni di squadra, gente che non vedevi da tempo, ti fai nuovi amici. Anche se non conoscevo nessuno dei nuovi compagni di squadra, dopo soli due giorni ho la sensazione di essere in una famiglia, dove ognuno è legato agli altri, ed è veramente bellissimo farne parte

    - Mancano tre giorni all'importantissima sfida con il Trento di domenica (inizio ore 14.30) e cinque giorni alla fine della sessione del mercato invernale. Come scrive Antonello Rodio sul quotidiano locale odierno, logico che in casa alabardata siano ore frenetiche tra la volontà di dare subito ulteriori rinforzi a Pavanel in vista dello scontro diretto per la salvezza e la realtà delle difficili e caotiche trattative degli ultimi giorni di mercato. Soprattutto quando oltre che in entrata, si è alle prese anche con numerose operazioni in uscita. Il principale obiettivo della Triestina, e ormai lo sanno anche i muri, al momento è un attaccante. Proprio per questo si era sondato nei giorni scorsi Bortolussi (ormai approdato al Padova) e si è insistito con De Marchi dello stesso Padova (obiettivo più raggiungibile) ma senza escludere altre piste. A questo proposito la società alabardata sta tentando un difficile colpaccio, quello di arrivare a Facundo Lescano, il bomber italo-argentino classe 1996 attualmente al Pescara da dove in effetti, dopo aver segnato 8 reti in 19 presenze, sembra in uscita. Protagonista e titolare fino a dicembre, da gennaio infatti Lescano è finito in panchina e il rapporto con la società abruzzese sembra essersi deteriorato. Ma per un attaccante che nelle ultime tre stagioni in serie C è sempre andato in doppia cifra (con Entella, Sambenedettese e Sicula Leonzio), è ovvio che le richieste siano tante e l'onerosità dell'operazione elevata. La Triestina però ci sta provando e avrebbe fatto un'importante offerta per Lescano, ma anche qui sembra ci sia la fortissima concorrenza del Padova. Operazione comunque molto complicata e la posizione in classifica dell'Unione offre poco appeal e non aiuta di certo. Intanto si concretizza un'operazione in uscita: Alessio Sabbione, uno dei più discussi dalla tifoseria in questi mesi di campionato, approda all'Alessandria. Il difensore centrale, partito capitano in questa stagione ma poi contestato per qualche errore di troppo, a dire la verità si è speso anche generosamente in più ruoli, finendo per ricevere i complimenti da Pavanel sul piano umano quando ha dato tutto sul campo pur essendo chiamato in causa all'ultimo momento ed essendo già in odore di partenza. Ma sono ore calde anche sul fronte dei portieri: Pisseri ha manifestato l'intenzione di fare le valigie, solo che a lungo per lui non si è fatta avanti nessuna squadra. Ieri sera però si è aperto uno spiraglio per la soluzione Monopoli, che sarebbe in vantaggio sull'Avellino. La società pugliese deve però prima cedere Nocchi, poi potrebbe puntare con decisione sul portiere alabardato che in questo campionato si è diviso i compiti con Mastrantonio. In caso di partenza di Pisseri, l'Unione avrebbe già pronta una soluzione: si tratta del portiere croato Kristjan Matosevic del Cosenza, che quindi eventualmente tornerebbe in alabardato dopo l'esperienza a Trieste tra il 2019 e il 2020. Dopo aver lasciato la Triestina, Matosevic si è messo in bella evidenza con la maglia del Cosenza, in serie B. In uscita dovrebbe esserci anche Furlan, per il quale si continua a parlare con il Pordenone

  4. MERCOLEDÌ 25 GENNAIO 2023

    - Ha cambiato il volto della Pallacanestro Trieste portando qualità nella gestione delle partite. Michele Ruzzier - intervistato da Lorenzo Gatto su "Il Piccolo" - si gode il momento e la crescita di una squadra che, dal suo arrivo, ha cambiato marcia guadagnando 5 successi nelle ultime 9 giornate di campionato. Merito della maturazione di un gruppo che, anche beneficiando della sua presenza, ha saputo trasformarsi. L'esempio più eclatante è rappresentato da Skylar Spencer, per impatto e rendimento un altro rispetto a quello di inizio stagione. Lasciata Bologna per ritrovare la gioia di sentirsi giocatore, Ruzzier sta recuperando pian piano il ritmo partita e domenica scorsa a Venezia ha offerto, con impressionante continuità, una prestazione davvero solida. Regia, punti, personalità e leadership ai massimi livelli. «Mi sto godendo il momento- racconta Ruzzier- devo dire che la vittoria di domenica al Taliercio e prima quelle contro Scafati e Treviso mi hanno regalato una gioia indescrivibile. Ho lasciato la Virtus per rimettermi in gioco e tornare a sentirmi protagonista sul parquet, poterlo fare con la maglia di Trieste e nella società in cui sono cresciuto è per me un privilegio. Aumenta le responsabilità ma allo stesso tempo amplifica le sensazioni positive. Ci ho messo un po' per ritrovare il ritmo partita, a un mese e mezzo di distanza dal mio ritorno a casa devo dire che sto recuperando quella confidenza con il campo che mi mancava». Confidenza che tutta la squadra ha gradualmente trovato in una fase della stagione in cui tutto sembra riuscire facile alla formazione di Legovich. Difficile, dall'esterno, spiegare i motivi di questa trasformazione. «Nessun segreto particolare- continua Michele- direi che le parole magiche sono coesione e lavoro. Ho trovato un gruppo che sta molto bene assieme e nel quale è stato davvero facile inserirmi. Non c'è un leader unico, tutti all'interno della stessa partita sappiamo essere protagonisti. E poi c'è il lavoro clamoroso del nostro staff tecnico che prepara le partite in maniera perfetta. Abbiamo la sensazione di essere sulla strada giusta e questo ci aiuta perchè cresce di settimana in settimana la fiducia nelle cose che facciamo». Nonostante un rendimento che, dopo le prime quattro sconfitte, l'ha vista vincere sette delle ultime dodici partite, Trieste non riesce a scrollarsi di dosso la concorrenza delle squadre impegnate nella lotta per non retrocedere. Difficile, in questo momento, capire fin dove potrà spingersi la formazione di Marco Legovich. «Impossibile in questo momento- sottolinea il play triestino- troppi risultati a sorpresa stanno compattando la classifica con il rischio di vedersi alzare la quota salvezza. Non resta che continuare a lavorare pensando partita per partita». La prossima, domenica al Dome contro Napoli, è l'ennesimo spareggio salvezza di questo campionato pazzo. Un match nel quale l'apporto dei tifosi potrà giocare una componente importante. «Intanto- conclude Michele- vorrei ringraziare i tifosi che ci hanno seguito domenica a Venezia e la settimana prima a Treviso. Vedere tanta gente in trasferta a sostenerci, per noi, non ha prezzo. L'affetto del pubblico te lo devi guadagnare, speriamo che le vittorie delle ultime settimane, in questo senso, siano servite. Perchè, lo dice uno che da avversario ha visto cosa può essere l'Allianz Dome, il tifo a Trieste può davvero fare la differenza». 

    - «Trieste? Gran bella città, con uno stadio altrettanto bello. Il mio amico Carmine Gautieri mi ha detto però che è una piazza esigente. Se ci fosse un progetto serio da parte della Triestina, potrei anche pensare di tornare ad allenare in quella che è stata la città che ha dato i natali ad una mia bisnonna: dopo oltre mille panchine io ancora voglia di divertirmi. E di divertire». Lo scrive oggi Riccardo Tosques sul quotidiano locale: compassato, flemmatico, con la battuta, tagliente, sempre pronta. Di sigarette (pare che da tre sia passato ad un pacchetto e mezzo al giorno) non ne ha potuta tirare fuori nemmeno una al Caffè San Marco, sede ieri pomeriggio della presentazione della sua autobiografia "La bellezza non ha prezzo" (Rizzoli, 18.50 euro), redatta assieme al vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Andrea Di Caro. In compenso Zdenek Zeman, il boemo più conosciuto del calcio italiano, ha intrattenuto il pubblico accorso per sentire un simbolo antisistema del calcio nazionale. «Nei primi anni Novanta col mio Foggia abbiamo sempre vinto a Trieste (9 gol fatti, 0 subiti, a segno, tra gli altri, Signori, Stroppa e Di Biagio, ndr). Nonostante questo sono contento siate arrivato il vostro invito», ha esordito il 75enne tecnico nato a Praga. Una Praga abbandonata a malincuore dopo la chiusura delle frontiere del primo luglio 1969. «Ho dovuto attendere la caduta del Muro di Berlino per tornare a casa mia e riabbracciare mio padre. Il comunismo? Non ci si è mai arrivati e non ci si arriverà mai. Erano solo tempi bui. Ti laureavi per poi andare a fare lo spazzino, se ti andava bene. Grazie ad intellettuali ed universitari l'allora Cecoslovacchia ha ritrovato la libertà». L'esilio dalla sua Boemia permette al giovane Zeman di creare la sua seconda vita. In Italia. Dove conosce e sposa Chiara, ex nuotatrice siciliana. «A Palermo studiai all'Isef. Iniziai a fare l'allenatore di nuoto, pallamano, pallavolo. Ma lo sport più bello era il calcio. Iniziai ad applicare il 4-3-3, un modulo che avevo appreso a Praga ma che rispetto alla scuola danubiana volevo rendere più veloce, con maggiore ricerca di spazi e verticalizzazioni. Vedo tanti allenatori che iniziano con un modulo, poi perdono una partita e cambiano identità. Per preparare il gioco di una squadra ci vuole tempo ed applicazione. Non arrendersi subito». Dopo varie giovanili, Zeman ottiene la possibilità di allenare una prima squadra: il Licata. Che ancora oggi viene ricordata come la sua squadra preferita e con cui vince un campionato di C2. Ma inevitabilmente è il Foggia il team che fa conoscere il tecnico in tutta Italia: nasce "Zemanlandia". «Baiano, Signori, Rambaudi ci portarono in serie A. Con l'aggiunta di Salimov e Kolyvanov conquistammo l'anno successivo una salvezza insperata da tutti. Tranne che da me, perché conoscevo il valore di quei ragazzi». Il calcio spettacolo di Zdenek suscita l'interesse delle squadre della capitale. Prima la Lazio (dove ottiene un secondo posto, suo miglior piazzamento in A), poi la Roma. Allena tanti campioni. Gascoigne, Nesta, il connazionale Nedved in biancoceleste. Cafu, Aldair, Balbo in giallorosso. «Il migliore di tutti? Totti. Aveva occhi anche dietro la testa. È durato fino a 41 anni ma avrebbe potuto giocare ancora qualche anno se fosse andato d'accordo con il suo allenatore (Spalletti, ndr)». La carriera di Zeman subisce uno spartiacque il 26 luglio 1998 quando a Predazzo, durante il ritiro della Roma, il tecnico lancia un allarme con parole che faranno storia. «Cosa serve per essere i migliori nel calcio del Duemila? Bastano due persone che oggi sono indispensabili: uno che sappia di farmaci e uno laureato in economia, molto furbo. Spero che il calcio esca dalle farmacie. E dagli uffici finanziari». Venticinque anni dopo, il calcio tricolore si trova grossomodo nella stessa situazione? «Ho dovuto ingaggiare diversi avvocati per difendermi da cose che erano vere. Purtroppo oggi il calcio è anche peggiorato. Si parla solo di business, ci sono regole diverse da quelle sportive. Un allenatore non conta nulla all'interno di un club. Non c'è più divertimento». Le grandi società non si avvicineranno più (tranne un'altra parentesi con la Roma) a Zeman. Che però si ritaglierà le sue soddisfazioni. Il Lecce, secondo miglior attacco della serie A, con Bojinov e Vucinic. Il Pescara, promosso nella massima serie con 90 gol all'attivo, con i vari futuri campioni europei Immobile, Verratti e Insigne (vale la pena ricordare un 2-2 strappato in trasferta dalla Triestina in Coppa Italia con reti di Princivalli e Godeas e doppietta in rimonta di Insigne). Zeman, nella serata di ieri, ha ricevuto al Rossetti il premio Eastern Star Award. In precedenza solamente un'altra personalità non cinematografica, Michail Gorbacëv, era stata insignita del premio istituito dal Trieste Film Festival-Alpe Adria Cinema. «Non posso paragonarmi certo a Gorbacëv - ha concluso Zeman - ma nello sport ho cercato di avvicinarmi il più possibile alla bellezza. Facendo divertire il pubblico. Perché questo è lo scopo del calcio. Un gioco che bisogna affrontare al meglio possibile, tatticamente, tecnicamente e fisicamente. Nello sport numero uno del mondo devi dare emozioni. Le mie squadre quando perdevano uscivano spesso tra gli applausi. Questa è la mia bellezza». Una bellezza che a Trieste manca da parecchio tempo. Anche Zeman lo sa.

  5. MARTEDÌ 24 GENNAIO 2023

    - La vista delle Alpi innevate alle spalle del Piola è l'unica immagine positiva che conserveranno i 30 tifosi alabardati giunti in Piemonte per assistere all'ennesimo k.o. Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", nelle difficoltà l'ultima cosa da fare è mollare, non è per tutti, servono valori e gli uomini giusti. Nelle difficoltà ci si appella anche alla suggestione dei bei ricordi, a chi è stato capace di trasformare le difficoltà in successi memorabili. Ad osservare la "sua" Triestina al Piola, Ezio Rossi, l'allenatore dei miracoli di inizio millennio. Nel suo Piemonte, Ezio non ha potuto che constatare con la sua schiettezza i limiti della squadra. «Ho visto un primo tempo molto preoccupante, una squadra in grande difficoltà sotto tutti punti di vista. Nel secondo un po' meglio, il gol su calcio piazzato ha rianimato i giocatori spenti ma alla fine non ci sono state tante occasioni, dunque non si può recriminare troppo». Rossi, un dato allarmante, una squadra che in svantaggio non rimonta mai.«Non ho visto le partite ma leggo, se però la Triestina è quella del primo tempo sarà dura salvarsi. Mi auguro che i nuovi arrivi portino entusiasmo e volontà per scongiurare almeno la retrocessione diretta. Seguo molto la D, per quanto visto ci sono giocatori della Triestina che avrebbero fatto fatica anche lì». In tutto ciò si inseriscono alcuni giovani diventati pedine fisse. «Per i giovani, in una squadra in cui non funziona niente è comunque difficile, ma in D assicuro che ce ne sono tanti di valore uguale, mi ha colpito un po' di più Ghislandi, il più maturo». Come si esce da una situazione così?«Mi successe 2 anni fa a Varese, subentrai con loro ultimi. Individuai cose che non mi piacevano e approfittando del mercato ne cambiai una decina. Da ultimo non è facile trovare giocatori che accettino di venire. Alla lunga, con il gioco, ci salvammo».Per Pavanel un compito arduo... «Quando non arrivano i risultati è difficile per l'allenatore, vai al campo a volte e fai fatica ad essere convincente perché realmente non sai più cosa dire. Ma mai mollare, e devi avere la fortuna di avere ragazzi che ti seguono». Cosa servirebbe? «Un attaccante di peso penso sia la prima cosa da trovare sul mercato». Rossi da tempo ha fatto una scelta, rimanere nei dintorni della sua Torino e seguire in particolare la D.«Farei fatica a muovermi da qui, ho sempre detto che lo avrei fatto solo per la Triestina. Purtroppo nessuno negli ultimi 20 anni ha pensato che Ezio Rossi potesse essere utile». Nell'annus horribilis un accento alle incertezze societarie. Lei visse quei 2 mesi di incertezza con i fantomatici ungheresi interessati all'Unione nell'inverno 2002 (una cordata cui Vendramini provò a piazzare la Triestina). Come tutelò la squadra? «C'era la lotta per la società tra Fioretti-Vendramini e Berti, ma ricordo che in modo molto diretto dissi alla dirigenza di non varcare più la porta di quello spogliatoio dopo una partita persa 11 contro 9 ad Arezzo. La squadra si schierò tutta dalla parte di Berti, perché avevamo visto in lui la persona affidabile che poi è stata. Avevo una squadra molto coscienziosa, i vari Birtig-Masolini-Venturelli.. Berti poi si riprese abilmente la società». E la storia parlò poi per quell'uomo dalle cravatte stravaganti, per l'allenatore dei miracoli Ezio Rossi

    - Poteva sembrare uno slogan, invece è realtà. Lo scrive oggi Roberto Degrassi sul quotidiano locale odierno: la triestinità della Pallacanestro Trieste è diventata una chiave dei tre successi consecutivi. Anzi, le chiavi, tutte triestine, sono quattro. La qualità del lavoro di Marco Legovich e del suo staff. Il ritorno di Michele Ruzzier. La crescita di Lodovico Deangeli. L'entusiasmo del tifo.Nelle due vittorie in Veneto a Treviso e a Venezia, entrambe nette e convincenti, oltre alla conferma di Bartley sempre più capocannoniere e alla sorprendente esplosione di Spencer passato nel giro di un mese e mezzo da similbrocco a mister doppia doppia a fare la differenza sono stati proprio i fattori triestini. In attesa di verificare gli effetti dell'inserimento del nuovo arrivato, Emanuel Terry, sbarcato ieri sera. Stamani le visite mediche, poi il primo allenamento. Verranno valutate le condizioni atletiche e si deciderà. Sembra scontato a questo punto il passaggio al 6+6, con Terry che arricchirà il pacchetto dei lunghi con caratteristiche nuove: può giocare in alternativa a Spencer garantendo verticalità ma può difensivamente essere prezioso anche sulle ali forti o persino sui 3 alti. In sostanza, probabilmente con i piedi veloci e le mani rapide di Terry in circolazione il veneziano Brooks domenica si sarebbe divertito meno...Ma torniamo ai fattori triestini. Il più giovane coach della massima serie nelle ultime settimane ha vinto di misura il confronto con un mago delle difese come Caja, ha dominato il confronto a domicilio con Nicola e ha firmato il suo capolavoro stagionale imponendo lo spirito dei biancorossi a un coach biscudettato come Walter De Raffaele. Trieste non ha vinto per fortuna propria o per demeriti altrui nè per una pesca miracolosa nel tiro da tre (ha fatto il 29%, per dire). Ha vinto perchè ha difeso meglio e nei momenti decisivi si è fatta trovare più pronta mostrando personalità.La crescita nella condizione da parte di Michele Ruzzier ha portato Trieste a una svolta. Più regista rispetto a Davis, ha portato ordine e lucidità, con la capacità di coinvolgere anche i lunghi. Alla Virtus, negli spezzoni di partita che gli venivano concessi, non gli venivano richiesti punti visto che tra Teodosic, Belinelli, Weems e compagnia tirante di gente per imbucare il canestro ce n'era a bizzeffe. I 15 punti in 21 minuti con il percorso netto dalla lunetta (6 su 6) certificano che nell'arsenale di Trieste c'è un'arma in più.Dopo il largo minutaggio al PalaVerde, altri 20 minuti di parquet al Taliercio per capitan Deangeli, l'uomo la cui utilità non viene raccontata dalle statistiche. Ma per Legovich Lodo rappresenta ormai una pedina imprescindibile, la vera ala piccola titolare con la capacità di dare equilibrio e annullare gli esterni avversari (Bramos virgola).La quarta chiave triestina del miniboom stavolta era confinata dietro una parete di plexiglass ma al Taliercio si è fatta sentire, eccome. Altra mobilitazione di tifosi al seguito, anche se minore rispetto al Palaverde a causa del numero inferiore di biglietti a disposizione. E intanto la campagna abbonamenti lanciata per il girone di ritorno è partita con il piede giusto.

  6. LUNEDÌ 23 GENNAIO 2023

    - I cori dei tifosi triestini, esultanti sugli spalti del Taliercio dopo la fine della partita, risuonano in una sala stampa che accoglie da trionfatore coach Marco Legovich. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", l'abbraccio e i sorrisi con Frank Bartley nel passaggio di consegne dell'intervista post partita davanti alle telecamere di Eleven, testimoniano il senso dell'impresa compiuta da una squadra che sembra non volersi più fermare. Terzo successo consecutivo per una classifica che, settimana dopo settimana, conferma la crescita del gruppo.«L'analisi di questa partita - le parole di coach Legovich - potrebbe toccare mille aspetti ma credo che sia giusto fermarsi alla grande prestazione che hanno offerto i ragazzi. Sono fiero di loro, della capacità di soffrire nei momenti più delicati della partita e di come sono riusciti a ripetere una prestazione di grande livello difensivo nonostante si trovassero di fronte un'avversaria della qualità e del talento della Reyer. Mi ha colpito la lucidità dei ragazzi di fare sempre la cosa giusta al momento giusto. Non era facile, non era scontato e questo va senza dubbio a loro merito».Una partita vinta due volte da una squadra che, dopo aver a lungo controllato il risultato, ha subito a cavallo tra la fine del terzo e l'inizio del quarto quarto il parziale di 17-3 che aveva rimesso in partita la formazione veneziana. «In quel momento - sottolinea Legovich - abbiamo fatto fatica collassando troppo in difesa contro le iniziative di Parks. Ci stava, era normale che la qualità offensiva della Reyer prima o poi ci mettesse in difficoltà. Ma siamo stati bravi a reagire, ritrovando lucidità offensiva e facendo quelle due-tre giocate in attacco che ci hanno rimesso in mano l'inerzia».Su sponda reyerina, Walter De Raffaele fa i complimenti a Trieste per l'ottima partita disputata. «Credo sia doveroso rendere merito ai nostri avversari per l'ottima partita giocata - sottolinea il tecnico livornese - Sono stati solidi, aggressivi, bravi a contenere tutti gli uno contro uno contro i nostri attaccanti. La reazione del secondo tempo ci ha rimesso in partita ma, nei minuti finali, ci è mancata l'energia per completare la rimonta e rimettere la testa avanti. Rispetto alla partita di Bologna, se non è un passo indietro certamente non è un passo avanti. Stiamo sbagliando tanto, alla fine abbiamo pagato la stanchezza di questo periodo che tra campionato ed Eurocup ci sta sottoponendo a un ciclo di partite impegnativo. Sapevo che Trieste ci avrebbe aggredito da subito - conclude De Raffaele - in questo sono stati molto bravi. Hanno condotto nel corso dei quaranta minuti, alla fine è giusto dire che hanno meritato di portare a casa i due punti»

    - La Triestina non fa un punto lontano dal Rocco dal 24 settembre quando Paganini riuscì a riacciuffare il Trento in casa sua pur giocando in dieci uomini. Come scrive oggi Ciro Esposito sul quotidiano locale odierno, era il terzo pareggio in altrettante trasferte ottenuto dal gruppo guidato da Bonatti. Sembrava una tragedia e invece quel rendimento era da salvezza. Il rovescio subito sabato pomeriggio al Piola è l'ottavo di fila. Con un ruolino di marcia così nefasto è evidente che l'Unione sia relegata all'ultimo posto che, senza un sensibile miglioramento dei numeri lontano dal Rocco, è destinato a restare tale o giù di lì. Ma le sconfitte non sono tutte uguali. Quella pre-talizia aveva messo in evidenza una squadra capace di tenere testa al Pordenone per poi cedere nel finale. La sconfitta con la Pro Vercelli ha visto una Triestina imbambolata e imprecisa nella prima parte della gara, più reattiva e vicina anche al pari nel secondo tempo. Insomma alla squadra manca sempre un pezzo di partita. Così come manca la capacità di riorganizzarsi una volta subito un gol dagli avversari. E questo finora è successo non solo in trasferta ma anche in casa. Soltanto che al Rocco la formazione forgiata da Pavanel, oltre all'atteggiamento più riflessivo degli avversari, riesce a stare più alta e a creare un numero di occasioni che spesso porta a una o due reti di vantaggio (Mantova e Novara) in una frazione più o meno lunga della sfida. E poiché in difesa gli alabardati collezionano quasi sempre uno o due svarioni pesanti (con vari attori) ecco che la forza per spostare il baricentro una ventina di metri più avanti diventa decisivo. E' un lavoro che per esempio Malomo riesce a guidare meglio di Di Gennaro o Ciofani e l'assenza del centrale sabato ha avuto un peso non solo per la retroguardia ma per tutta la squadra. Visto il doppio svantaggio poi Pavanel avrebbe potuto inserire prima le due nuove pedine Tavernelli e Celeghin in relazione anche alle prestazioni inconsistenti di Minesso e Paganini. Ma il tecnico è l'unico a poter valutare le condizioni di giocatori che hanno fatto una buona impressione ma con appena un paio di allenamenti alle spalle.Il fatto è che prima della sosta natalizia si prevedeva come le prime cinque gare di inizio 2023 avrebbero detto se la Triestina è in grado o meno di restare a contatto con le ultime del girone. Tre gare se ne sono andate e i tre punti in cassaforte sono pochini. La settimana di stop di mercato per le ormai note vicende societarie hanno avuto un peso negativo sul progetto di Pavanel. Così come pesa l'incertezza sulle uscite. L'orologio tuttavia non può essere tirato indietro e bisogna guardare avanti. E' necessario che Romairone entro questa settimana metta a disposizione una punta di peso e magari anche un terzino sinistro. Il centravanti a questo punto non potrà essere un fenomeno ma urge la presenza di un uomo di fisico che possa essere alternativa ad Adorante o anche giocare assieme a lui. Non serve a nulla la caccia ai responsabili già identificati e identificabili, e nemmeno la fronda su Pavanel (quali poi sarebbero le alternative in questo frangente?). L'unico obiettivo è quello di non sbagliare le prossime gare con Trento e Virtus Verona. E anche l'apporto dei tifosi potrebbe dare una mano. Perché gettare tutto all'aria a inizio febbraio non ha senso e sarebbe molto pericoloso per il futuro dell'Unione

  7. DOMENICA 22 GENNAIO 2023

    - Provarci è un dovere. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", la Pallacanestro Trieste, ricaricata dalle due vittorie consecutive contro Scafati e Treviso e dalla visita della nuova proprietà Usa, affronta la trasferta del Taliercio (inizio alle 17) con uno spirito diverso da quello con cui si sarebbe approcciata un mese fa. Esame severo, severissimo, ma le partite da vincere assolutamente riapriranno la serie domenica prossima contro Napoli in casa. Questo pomeriggio però c'è tanta voglia di sorprendere e conquistare almeno uno scalpo eccellente in un campionato che già visto alcune concorrenti dirette per la salvezza firmare imprevedibili exploit esterni contro quintetti di fascia alta.La lista dei potenziali pericoli in casa Umana è così lunga che si fa prima a dire chi può venir sottovalutato: nessuno. Da Spissu a Watt, da Willis al nostro amato ex Parks. A proposito degli ultimi due avrebbe fatto comodo avere già qui Emanuel Terry che difensivamente può dare fastidio a lunghi di un certo tipo. Il rinforzo biancorosso arriverà all'inizio della prossima settimana. Nel frattempo questa di oggi non è una prova d'appello per nessuno. La società ha riconfermato la fiducia e l'attaccamento a AJ Pacher respingendo al mittente l'approccio da parte di Cremona.La presentazione del match è stata nuovamente affidata all'assistent Andrea Vicenzutto (scaramanzia? A Treviso ha portato bene): «Abbiamo cercato di mantenere più in alto possibile l'intensità e l'attenzione emotiva dei giocatori che sono stati brabi a rispondere presente. Conosciamo la levatura del roster veneziano, indipendentemente dalle ultime due prestazioni negative. Sono diversi i giocatori in grado di cambiare la partita in qualsiasi momento e dovremo farci trovare pronti di fronte a qualsiasi situazione tecnica».L'assistent si sofferma anche sulla nuova mobilitazione dei tifosi al seguito dopo quella fortunata al PalaVerde di Treviso: «Bello essere seguiti così e percepire il sostegno dei nostri tifosi. Questo, con l'arrivo della nuova proprietà, aumenta il nostro entusiasmo e speriamo di continuare a rendere felici i nostri tifosi».Nell'anticipo Pesaro soffre ma alla fine batte Verona 76-73. 

    - Ennesima delusione fuori casa per la Triestina, ennesima ricerca dei perché da parte di Pavanel, otto partite lontane dal Rocco, otto sconfitte. Difficile salvarsi senza un apporto di punti anche lontano dal Rocco.Come spiega questo cambio di volto così repentino dei suoi ragazzi? «Il primo gol a freddo ci ha messo in difficoltà, l'approccio è stato sufficiente prima del gol, dopo invece abbiamo accusato un po' il colpo ma credo di poter dire che questo è un ko diverso dalle altre perché poi la squadra ha reagito bene nel secondo tempo e i due nuovi innesti sono entrati bene dando vivacità. Credo che avremmo meritato il pari, siamo stati più altalenanti di domenica scorsa ma la reazione che ho visto non l'avevo vista in altre trasferte».Quanto confida nell'apporto dei nuovi, giunti in una squadra che ha inevitabilmente delle scorie da ultima in classifica? «È il nostro obiettivo, mettere facce nuove che mettano dentro aria pulita, e i due nuovi sono entrati con la voglia di cambiare la partita. Nel secondo tempo abbiamo messo in grossa difficoltà la Pro».L'ultima cosa da fare oggi è guardare la classifica? «Anche prima. Ogni battuta d'arresto per noi è un blocco ma ci sono sconfitte e sconfitte e bisogna saper guardare oltre, stavolta non ci siamo disuniti e meritavamo il pari».Serve ancora qualcuno dal mercato? «Sicuramente una alternativa di struttura come Adorante, certe partite in cui spendi molto soprattutto, stavolta non potevo togliere centimetri ad esempio».Malomo come mai mancava? «Ha accusato un risentimento muscolare domenica scorsa, martedì presentava un gonfiore e dalle analisi è risultato uno stiramento di 6-7 millimetri».Torniamo al primo tempo. Ci sono stati nuovamente segnali di disunione dopo uno svantaggio. «Ci siamo allungati in mezzo al campo, le mezze ali si sono aperte molto lasciando tanto spazio tra loro e Gori. All'intervallo ho detto questo, nel secondo tempo abbiamo sistemato questo aspetto, è stato un altro tipo di gara».I due nuovi avrebbero potuto giocare dall'inizio? «No, Tavernelli era arrivato la sera prima e Celeghin aveva fatto due allenamenti ma venivamo da un'ottima gara quindi cercavo continuità. Martedì ci rimetteremo al lavoro per scegliere la formazione migliore da opporre al Trento»

  8. SABATO 21 GENNAIO 2023

    - Sarà finalmente la partita della svolta in trasferta? Sono mesi che tutti si pongono questa domanda a ogni appuntamento esterno, visto il pessimo rendimento stagionale fuori casa della Triestina, che lontano dal Rocco ha finora raccolto 3 punti in dieci partite. Ma come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", a furia di aspettare, non è che adesso ci sia poi tutto questo tempo. La risalita verso la salvezza dell'Unione impone di cominciare a fare punti pesanti da subito anche in trasferta. I tempi potrebbero essere maturi perché quella di oggi contro la Pro Vercelli sul sintetico dello stadio Silvio Piola (inizio ore 14.30, arbitra Grasso di Ariano Irpino), è una partita che si presenta sotto diversi buoni auspici. Innanzitutto la Triestina era già andata vicina a un clamoroso colpaccio nell'ultima partita giocata fuori casa, quella prenatalizia col Pordenone poi finita purtroppo con una beffa. Ma mai gli alabardati erano stati così vicini a un risultato importante lontano dal Rocco. Inoltre la squadra di Pavanel è reduce da un convincente vittoria contro il Novara che ha dato fiducia, e a parte qualche black-out è da un po' che gli alabardati hanno trovato una certa quadratura. C'è poi l'entusiasmo portato dai nuovi arrivi: dopo quelli di Malomo e Germano, è l'ora della prima volta anche per il centrocampista Celeghin e per l'attaccante Tavernelli, freschissimo nuovo arrivo. C'è inoltre da considerare che la Pro Vercelli sta passando un brutto periodo ed è reduce da tre sconfitte consecutive, tanto che dopo un buon inizio di stagione ora si trova appena due punti sopra la quota salvezza. Saprà stavolta la Triestina concretizzare queste promettenti premesse? Sarebbe opportuno, anche perché Pavanel si merita di portare a casa finalmente qualche punto dopo che nelle sei trasferte con lui in panchina è rimasto sempre a secco, un dato che deve bruciargli e non poco. Per quanto riguarda la squadra, subito convocati i nuovi arrivi, mentre restano ancora ai box Sottini, Pezzella e Lollo. Tutto fa presagire per una conferma dell'undici schierato sabato scorso con il Novara, con il solo Celeghin che potrebbe ambire forse a un posto da titolare da mezzala al posto di Paganini. Per il resto davanti a Pisseri ci sarà ancora la coppia Ciofani-Malomo con Ghislandi a destra e Rocchetti a sinistra (torna intanto fra i convocati Sarzi Puttini). A centrocampo Gori in mezzo a dirigere le danze con mezzali Germano e uno fra Paganini e Celeghin. In attacco Minesso dovrebbe nuovamente giostrare alle spalle delle punte Adorante e Felici, con Furlan, Ganz e Tavernelli possibili alternative in corso d'opera.

    - Prima uscita per la Pallacanestro Trieste in versione stelle e striscie domani pomeriggio sul parquet del Taliercio. La formazione di Marco Legovich comincia il girone di ritorno al cospetto di una Umana reduce dalla sconfitta contro Bourg en Bresse, la formazione francese che ha consolidato il suo primato facendo scivolare Venezia al quarto posto del suo girone di Eurocup.Derby all'insegna degli ex: su sponda triestina in campo Ruzzier, Campogrande e Vildera, con la casacca della Reyer ci sarà in campo Jordan Parks. Trieste al completo, pronta a dare continuità al suo buon momento cercando il terzo sigillo consecutivo dopo i successi contro Scafati e Treviso.IL MERCATO Le novità coinvolgono le squadre impegnate nella lotta per non retrocedere. Treviso ha annunciato la firma del centro Ellis e, dopo aver liberato Sokolowski è a caccia di un esterno, Reggio Emilia è uscita dal contratto con RJ Nembhard e ha messo sotto contratto Jeremy Senglin. La firma di Emanuel Terry sta concentrando sulla PallTrieste l'interesse del mercato dei lunghi. Si valuta l'abbondanza nel ruolo e la possibilità di trovare nell'organico di coach Legovich giocatori in grado di rinforzare l'organico delle società di serie A2. Nelle ultime ore si è fatta viva la Vanoli Cremona chiedendo informazioni su AJ Pacher, così come è successo qualche settimana fa con Bossi, però, la società triestina ha rispedito al mittente la richiesta. Il motivo l'ha spiegato Mario Ghiacci durante la presentazione della nuova proprietà americana. «Aldilà del valore di un giocatore sul quale continuiamo a nutrire fiducia - le parole del gm - c'è un aspetto che va oltre la componente tecnica. Pacher è un ragazzo fondamentale per i nostri equilibri, sa fare squadra. In qualsiasi gruppo di lavoro, un ambiente sereno è la chiave per ottenere risultati: nello sport uno spogliatoio compatto è la base per andare in campo e vincere».

  9. VENERDÌ 20 GENNAIO 2023

    - «Se siamo qui è perchè è stata Trieste a fare la differenza. E vogliamo restare con un progetto a lungo termine». Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", Il nuovo presidente della Pallacanestro Trieste Richard de Meo ha le idee chiare. Spirito giovane e imprenditoriale, sana concretezza. Nessun fuoco d'artificio alla presentazione della nuova proprietà del club biancorosso entrato nell'era Csgi, Cotogna Sports Group Italia. E neanche promesse tanto per impressionare la piazza. Certo, l'Europa è nei progetti e nemmeno lontani. Certo, infiammare un entusiasmo che si è finalmente riacceso è una priorità. Ma facendo un passo alla volta, con finanziamenti importanti legati a scelte sostenibili.Quando, parlando dell'obiettivo Europa da raggiungere in qualche anno, un errore di traduzione gli attribuisce la frase «Abbiamo bisogno di capitali», de Meo in italiano immediatamente corregge. «No, noi abbiamo capitali». Ed è come se l'intero Allianz Dome sorridesse di sollievo. La svolta americana è arrivata.In questi giorni, per la firma di acquisto del 90 per cento delle quote e la presentazione a Trieste, de Meo è accompagnato dai soci Fitzann R. Reid (presidente di Csgi) e da Prabhdeep Sekhon. Già la prossima settimana sbarcheranno gli altri soci. Tutta la galassia Cotogna Sports Group potrà quindi conoscere direttamente Trieste e, magari, continuare a innamorarsene.LA SCELTA Già, ma perchè è stata scelta proprio Trieste? «Siamo partiti con l'idea di investire in Europa, ci siamo concentrati sull'Italia e poi ci siamo orientati su Trieste. Questa operazione viene condotta con metodo scientifico, abbiamo valutato tante proposte ma è stata proprio Trieste a fare la differenza. Ci sono voluti sei mesi per portare a termine questa operazione, intanto sono venuto in città, ho conosciuto Ghiacci, l'allenatore Legovich, la vostra organizzazione. Eravamo in luglio e in questo palazzo c'era comunque gente al lavoro. Inoltre sicuramente Trieste ha molti vantaggi stretegici e sta vivendo un momento storico importante in fase di sviluppo» la spiegazione di de Meo. Ghiacci aggiunge: «Chi ha lavorato qui in questi anni, dai ragazzi della sede allo staff tecnico, ha permesso di creare una società seria, sana, con valori importanti. Abbiamo dato a de Meo tutte le informazioni di cui aveva bisogno. Il documento che ha portato al closing ha 156 pagine».In merito alla scelta di Trieste per lo sbarco della proprietà Usa si aggiunge una suggestione raccontata da Fitzann R. Reid: «Sapevamo che qui ha giocato anche Michael Joran, anche negli Stati Uniti molti conoscono la storia di quella partita che ha disputato a Trieste».LA SOSTENIBILITÀ L'aggettivo «sostenibile» è stato ripetuto spesso nel corso della conferenza stampa, soprattutto da parte del managing director di Csgi Sekhon. «Il nostro è un progetto sostenibile, questo è un gruppo di persone, c'è un network che espande i suoi contatti fino alla Nba e in diversi altri sport e sfruttarlo non potrà che permetterci di migliorare. Qui, grazie al lavoro che è stato fatto da Ghiacci e dal suo team, ci siamo sentiti subito a nostro agio».SPONSOR E BUDGET La Pallacanestro Trieste non ha ancora un main sponsor anche se sulla maglia ci sono comunque marchi con apporti importanti. Arriverà dagli Usa anche il main sponsor. «Gli sponsor sono di tre livelli: locali, nazionali e internazionali. Fanno tutti parte dell'autostenibilità del nostro progetto. I capitali che noi vogliamo investire non sostituiscono una sponsorizzazione. I contratti che saranno siglati saranno a lungo termine perchè voglio rimanere per molti anni». È già stato ipotizzato un budget per affrontare la prossima stagione? «Sappiamo di dover investire subito ma ci concentriamo sulla stagione in corso».OBIETTIVI L'Europa in qualche anno, è stato detto. Ma la priorità adesso è una sola e la grida forte e e chiara Mario Ghiacci: «La salvezza diventa basilare per poter realizzare questo progetto. Si tratta di uno dei campionati più difficili di sempre, ma noi siamo fiduciosi perchè a vincere non sono i singoli ma il gruppo e quello di Trieste ha valori».LA COMUNITÀ «C'è una parola che sentirete spesso nei nostri discorsi. Lighthouse. Faro. Vogliamo sviluppare tutto ciò che ruota attorno al settore giovanile, sarà un tema importante per noi, con un Academy per i giovani. Vogliamo che squadra e società siano calati nella comunità, puntare sui giovani, attrarre anche pubblico da fuori regione con giocatori Nba. Non abbiamo intenzione di sconvolgere la cultura e le abitudini locali ma cercheremo solo di aggiungere show allo show».MI MANDA GREEN Si è parlato anche di basket giocato. Di Michele Ruzzier («Arrivato con il convinto sì del vecchio Cda ma anche dei soci Usa» ricorda Ghiacci) e di Emanuel Terry che dovrebbe unirsi la prossima settimana alla squadra. «Un'opportunità maturata nel giro di un'ora, tra la segnalazione da parte del suo agente Usa che è lo stesso di Javonte Green e il sì di Legovich. Su Terry c'era anche Reggio Emilia, che già era stata in concorrenza con noi per Ruzzier e l'avevamo preceduta. La storia si è ripetuta e adesso posso svelarvi un segreto: sapete chi ha consigliato Emanuel Terry a scegliere l'offerta di Trieste? Proprio il suo buon amico Javonte Green. Vai lì che troverai un bell'ambiente...». Non sono mancate le domande sulle prossime mosse tecniche, 5+5 o passaggio al 6+6? Niente è deciso anche perchè, parole sempre di Ghiacci, «le scelte si fanno anche in base a tante valutazioni. Ad esempio Pacher non sta giocando bene ma per noi è un elemento importante, anche nello spogliatoio. Il basket è fatto anche di valori». Si farà quello che verrà considerato necessario, quindi. Del resto, c'è una condizione necessaria - «la salvezza» - per realizzare i progetti. «L'Europa nell'ambito di un programma a lungo termine».

    - Potrà sembrare strano a dirlo visto l'ultimo posto in classifica, ma in questa stagione c'è anche una Triestina da play-off: purtroppo è quella dei primi tempi, mentre le partite durano 90 minuti e oltre. Così scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo": sabato scorso con il Novara finalmente l'Unione ha tenuto fino in fondo l'ottimo risultato del primo tempo, però è stato un evento rarissimo in questa stagione, perché gli alabardati nelle seconde frazioni di gioco di punti ne hanno persi un sacco. Andando infatti ad analizzare tutte le 22 partite giocate fin qui, la Triestina ha perso ben 12 punti nei secondi tempi. Questo significa che se le partite fossero finite dopo i primi 45 minuti, l'Unione non starebbe certo pensando a una difficile salvezza da conquistare, anzi in classifica avrebbe 30 punti e sarebbe al nono posto, quindi in posizione utile per i play-off. Un ulteriore dato decisamente sorprendente, che del resto è anche la causa del pessimo rendimento della Triestina nella ripresa, è nei gol segnati e subiti. Ebbene considerando solamente i secondi tempi, la squadra alabardata in questo campionato ha segnato solamente 5 reti e ne ha subiti ben 20. Uno score, quello delle reti segnate, frutto tra l'altro in gran parte delle primissime partite della stagione. Se Pavanel ha dato finalmente una certa solidità a questa squadra, che soprattutto nell'ultimo periodo ha fornito buone prestazioni, va anche detto che l'unica rete segnata nel secondo tempo nelle 15 partite con il mister in panchina, è quella inutile di Ganz su rigore allo scadere del match di Busto Arsizio. Ed è su questo che l'Unione deve assolutamente migliorare se vuole puntare alla salvezza, perché senza reti nei secondi tempi difficilmente si porta a casa il risultato, a meno di blindare la porta dopo essere passati in vantaggio nel primo tempo. Cosa riuscita con Pergolettese e Novara, solo sfiorata invece nella maledetta partita con il Pordenone. Come ha perso 12 punti la Triestina nei secondi tempi? È presto detto: il primo punto già al debutto, visto che dopo il primo tempo con il Pordenone si era sullo 0-0. Poi c'è stata la trasferta di Novara, con l'Unione che aveva chiuso i primi 45 minuti in avanti prima di subire il pareggio nel finale di gara: e lì di punti se ne sono persi due. Altri due se ne sono andati nei secondi tempi delle trasferte con Pro Sesto e Juve Next Gen, entrambe chiuse in parità nella prima frazione prima che la ripresa fosse fatale. Quindi con il Renate altri due punti se ne sono andati nella ripresa, dopo che l'Unione aveva chiuso il primo tempo in vantaggio. Poi in casa con il Lecco l'1-1 del primo tempo si è trasformato in sconfitta, e un altro punto se ne è andato a Piacenza nella debacle del secondo tempo dopo una discreta prima frazione. E poi sono ben 3 i punti persi con il Pordenone, dal primo tempo chiuso in vantaggio alla grande beffa dei minuti finali. Insomma due Triestine diverse fra primo e secondo tempo: un lusso che gli alabardati non si possono permettere.

  10. GIOVEDÌ 19 GENNAIO 2023

    - La Pallacanestro Trieste adesso ha ufficialmente un'anima americana. E un nuovo presidente statunitense: Richard de Meo. Il 90% delle quote, la cui vendita è stata definita ieri a Milano, tuttavia resta formalmente in Italia: la proprietà del club biancorosso infatti è della Cotogna Sports Group Italia (Csgi), la società controllata da Csg e costituita per operare nel nostro Paese. Cambia anche il Consiglio di amministrazione: Mario Ghiacci, che fino a ieri era presidente e general manager, rimane una figura centrale della società ma come gm.Andiamo con ordine. De Meo e altri due rappresentanti di Csg, Fitzann R.Reid e Prabhdeep Sekhon, sono giunti lunedì sera a Milano. Ieri mattina, sempre nel capoluogo lombardo, si è svolta l'assemblea dei soci della Pallacanestro Trieste che ha approvato il bilancio, chiuso senza perdite al 30 giugno scorso. Il Cda in carica (Mario Ghiacci, Luca Farina, Marco Bono, Vincenzo Settimo e Gianfranco Cergol), preso atto della richiesta da parte di Csgi, si è dimesso insieme ai sindaci e ha nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione. A quel punto è stata formalizzata la vendita del 90 per cento delle quote e si è tenuta la prima assemblea dei nuovi soci che ha assunto le cariche e le responsabilità economiche e gestionali. Questo quindi il nuovo Cda della Pallacanestro Trieste: Richard de Meo presidente, Fitzann R.Reid vicepresidente, Connor Bawin, Mario Ghiacci vicepresidente e a rappresentare il socio di minoranza Trieste Basket Srl Andrea Bochicchio. Confermati i sindaci del precedente mandato Ave Chinetti e Andrea Bussani, con l'inserimento di Anna Masè.Ghiacci opererà come general manager in collegamento con de Meo e Reid. Fitzann R.Reid, che è presidente di Csgi (il braccio operativo italiano di Cotogna Sports Group) ha commentato: «Dopo una lunga due diligence abbiamo chiuso con successo l'accordo di acquisizione. Oggi è cominciato il nuovo corso della Pallacanestro Trieste», anticipando il programma della due giorni triestina dei nuovi proprietari giunti ieri sera in città. Oggi incontreranno la squadra, lo staff, i soci di minoranza, i partner con gli sponsor, la stampa e una delegazione di tifosi. Inoltre tra oggi e domani incontreranno le autorità e visiteranno la città oltre ad assistere a un allenamento della squadra di Legovich. Il rientro negli Stati Uniti avverrà sabato, quindi almeno al momento non è previsto che qualcuno della nuova proprietà assista alla gara di domenica al Taliercio contro l'Umana Reyer Venezia.Anche Prabhdeep Sekhon, managing director di Csgi, ha voluto sottolineare l'importanza dell'operazione formalizzata ieri, ringraziando gli studi legali Pavia e Ansaldo e Campa Avvocati: «Questi atti formali sono il nostro punto di partenza. Abbiamo fortemento voluto Mario Ghiacci nel nostro Cda e nella gestione della società: mantiene il ruolo di gm in segno di continuità e per dare grande valore al lavoro fatto sin qui, che continuerà nel tempo. Vogliamo ringraziare il precedente Cda per il lavoro svolto e per averci permesso di acquisire una società dal bilancio sano e dalla importanti prospettive».

    - Giornata a due facce per il mercato della Triestina. Tutto come previsto per l'arrivo di Enrico Celeghin, ufficializzato ieri, sembra sfumare invece lo scambio di terzini con il Novara, che doveva riguardare Sarzi Puttini e Ciancio.Ma partiamo dal nuovo rinforzo: come anticipato, Celeghin arriva dal Como in prestito con diritto di riscatto. Classe 1999, veneto di Dolo, è un centrocampista mancino capace di giocare sia mezzala che mediano, che porta fisicità e duttilità al reparto. Dopo essere cresciuto nella primavera dell'Inter e del Torino, nel 2018 Celeghin è passato al Como in D ottenendo subito la promozione in C. Lo scorso anno è andato in prestito al Renate dove ha vissuto una stagione da protagonista con 36 presenze e 4 gol, mentre quest'anno ha faticato a trovare spazio in B col Como. Per un'operazione portata a termine, un'altra si è bloccata. Paradossalmente, è stata la vittoria della Triestina sul Novara a frenare un altro arrivo. Dopo la sconfitta al Rocco, la società piemontese ha infatti esonerato Semioli e ha deciso per il ritorno in panchina di Marco Marchionni, che appena arrivato ha dichiarato incedibile Simone Ciancio. Di conseguenza pare saltato lo scambio con Sarzi Puttini, che il direttore generale alabardato Romairone aveva già definito all'inizio di gennaio, prima di essere frenato dal blocco sul mercato della scorsa settimana. Sarzi Puttini resta comunque in uscita, ma per ora soluzioni sulla sua destinazione non ce ne sono.Fra le altre squadre la Feralpisalò ha acquisito a titolo definitivo dall'Arzignano Valchiampo il portiere Giacomo Volpe, mentre il Vicenza pare ormai vicinissimo a Davide Merola, classe 2000, attaccante di proprietà dell'Empoli in prestito al Cosenza. Ma anche il Piacenza, diretta rivale dell'Unione, vuole piazzare un colpo in attacco e sta provando a ingaggiare Davide Luppi, classe 1990, già in B con Modena, Verona e Cittadella, che vuole rilanciarsi dopo una prima parte di stagione sottotono alla Torres. 

  11. MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2023

    - Lo sbarco degli americani a Trieste e l'insediamento della nuova proprietà, che si concretizzerà in questi giorni con la ratifica del passaggio del 90% delle quote del capitale sociale, porta in dote novità dal mercato. Come scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo", dalle parole ai fatti, ieri la società ha ufficializzato la firma di Emanuel Terry, l'ala-centro statunitense che ha siglato l'accordo con il club biancorosso fino al termine della stagione. Un innesto voluto per dare maggior solidità a una squadra impegnata nella lotta salvezza e aumentare il potenziale del pacchetto di lunghi a disposizione di coach Marco Legovich. Terry arriva dal campionato coreano avendo iniziato questa stagione con i Samsung Thunders di Seoul squadra nella quale, nei 24' di media giocati, ha fatturato 11. 3 punti e 9 rimbalzi a partita. Lungo moderno che sa esprimere sui due lati del campo la sua atleticità, è in grado di dare grande profondità nei giochi a due grazie alla capacità di chiudere sopra il ferro. In difesa può rappresentare un valore aggiunto essendo in grado di essere un buon interprete sia con difese contenitive che più aggressive. L'arrivo di Terry rinforza ma non cambia il roster a disposizione di Marco Legovich. Non sono previste partenze, non muta per il momento la formula del 5+5 con la quale Trieste sta affrontando il campionato. «Come noto eravamo alla ricerca di un rinforzo - ha dichiarato il presidente Ghiacci - e per quanto in questo momento il mercato non offra grandi spunti, siamo riusciti ad aggiungere un elemento al nostro roster che consideriamo estremamente utile. Per quanto riguarda le valutazioni sulla squadra e su un eventuale passaggio al 6+6 al momento non c'è ancora nulla di definito. Terry è partito ieri dalla Corea per fare ritorno negli Stati Uniti e sbrigare le pratiche amministrative necessarie per conseguire il visto. Lavoriamo per farlo arrivare a Trieste il prima possibile ma aspettiamo di averlo qui prima di prendere una decisione». Soddisfatto Marco Legovich che con Terry aggiunge un'alternativa di valore nel suo roster. «Ci tengo a ringraziare la proprietà per questo importante innesto che va ad aumentare le soluzioni a nostra disposizione. Il suo curriculum europeo è certamente un biglietto da visita importante. Terry è un giocatore versatile, dalle eccellenti qualità fisiche, capace di esprimere la sua verticalità e rapidità all'interno del gioco del pick and roll. A livello difensivo è un intimidatore d'area, con grande timing per aiuti, stoppate e presenza a rimbalzo. Infine la sua reattività gli permette di essere un fattore in difesa, marcando sia i lunghi che tenendo i cambi difensivi sugli esterni».

    - Dopo quelli di Malomo e Germano, la Triestina piazza il terzo colpo in entrata del mercato di gennaio. Manca solamente l'ufficialità, che arriverà oggi, ma è fatta per l'arrivo dal Como di Enrico Celeghin, centrocampista veneto classe 1999: come scrive Antonello Rodio sul quotidiano locale odierno, la formula è quella del prestito con diritto di riscatto a favore della Triestina. Dopo la conferma della permanenza di Gori, se vogliamo anche quello un vero colpo visto che aveva quasi le valigie in mano, l'arrivo di Celeghin va a puntellare un centrocampo che con lui acquisisce anche fisicità, che in effetti mancava al reparto alabardato. Alto 186 cm, mancino, Celeghin ai tempi delle giovanili ha giocato da mediano ma poi col tempo ha fatto soprattutto la mezzala, ruolo dove presumibilmente giocherà nell'Unione. Ma la sua duttilità gli permette anche di essere eventualmente un vice Gori in caso di necessità. Dopo aver mosso i primi passi da ragazzino con Calvi Noale e Giorgione, a 14 anni Celeghin è approdato nelle giovanili dell'Inter, per poi giocare nella Primavera del Torino, dove ha vinto la Coppa Italia. Poi il trasferimento al Como: con i lariani ha giocato in D e quindi dopo una promozione in C, prima di approdare al Renate, dove lo scorso anno è stato protagonista collezionando 36 presenze e 4 gol. Tornato alla società di appartenenza, in questa stagione non stava trovando molto spazio col Como in B: solo 4 le presenze. Ora per lui inizia l'avventura in alabardato. Puntellato il centrocampo, la Triestina si concentra sull'operazione attaccante. Anche qui si cerca un giocatore strutturato che porti fisicità, oltre ai gol. Come noto gli obiettivi originari erano Maistrello e Bernardotto, poi sfumati per il blocco sul mercato della scorsa settimana. Al momento sono emersi altri due nomi sul taccuino (ma probabilmente si sta lavorando su una rosa più ampia), quelli di Marco Tumminello, in uscita da Crotone e non convocato lunedì sera con i calabresi nel match col Pescara, e di Ferdinando Mastroianni, corteggiato anche da Vis Pesaro e Monopoli. Tumminello, classe '98, è cresciuto nella Roma con la quale ha esordito anche in A ed è stato soprattutto protagonista di una grande annata nella Primavera giallorossa nel 2016-'17. A seguire qualche altra sporadica presenza nella massima serie anche con Crotone e Atalanta, prima di giocare in B con Lecce, Pescara, Spal e Reggina: non molte le presenze, anche perché è stato penalizzato spesso dagli infortuni, fra cui la rottura di due crociati. In questa stagione al Crotone gioca con continuità: per lui finora 13 presenze, senza gol. Più prolifica la stagione di Mastroianni, bomber classe '92, che sta facendo bene nel Fiorenzuola dove ha raccolto finora 22 presenze e 6 gol. In precedenza ha giocato in C con Piacenza, Albinoleffe, Pro Patria e Lecco, sempre con discreti bottini di segnature.

  12. MARTEDÌ 17 GENNAIO 2023

    - Pallacanestro Trieste a quota 12 al giro di boa, finisse ora la A sarebbe salva. Ma c'è ancora tutto un girone davanti. Con Marco Legovich, intervistato sul quotidiano locale odierno da Roberto Degrassi, il check up della squadra biancorossa partendo dall'exploit al PalaVerde.Cosa significa il successo di Treviso? "Vale un certificato della crescita della squadra. Un'esperienza importante: abbiamo vinto fuori casa, in un ambiente difficile, con addosso la pressione dello scontro diretto. Per noi è stata una prova di maturità. Questo non significa che adesso abbiamo capito tutto, non siamo quelli che incassano 87 punti a Verona ma preferiamo soffermarci sulla constatazione che abbiamo difeso bene in tre delle ultime quattro uscite". A fine partita ha voluto ringraziare i tifosi. "Ho incrociato i tifosi felici per il colpo al PalaVerde e per me triestino è stata un'emozione vedere tanta gente al nostro seguito. Tre pullman e un centinaio di tifosi giunti con mezzi propri. Sono orgoglioso di come la gente stia tornando ad appassionarsi alla nostra squadra". Facciamo chiarezza sull'episodio più controverso. Il time-out chiamato a 3"9 dalla sirena. "Non c'era alcun intento provocatorio ma ho pensato esclusivamente alla differenza canestri. Ho buona memoria: l'anno scorso siamo rimasti fuori dai play-off a favore di Pesaro per un'inezia di scarto, non ci tengo a ripetere l'esperienza, soprattutto se fosse in gioco la salvezza. Avevo chiesto il minuto per preparare un attacco, gli arbitri all'istant replay hanno assegnato la rimessa a Treviso e Nicola a sua volta ha chiesto time-out, poi invece la palla è ritornata nuovamente a noi. A dirla tutta, su Deangeli al tiro sulla sirena era stato anche commesso fallo ma non mi pareva il caso di protestare e riaccendere la miccia..."
    Hanno un ruolo sempre più prezioso giocatori che a inizio campionato non venivano considerati dagli addetti ai lavori. Spencer, Deangeli, Vildera. "Spencer si giova di una crescita generale del gruppo ma ci ha messo anche tanto del suo. Inizialmente non aveva ancora capito come stare in campo, adesso si è inserito, è a suo agio. Vedere Vildera servire un assist no look a Deangeli che taglia sotto canestro mi fa piacere: durante il precampionato avevo detto a Giovanni che poteva rivelarsi una sorta di play aggiunto, ci abbiamo lavorato su". Mentre il capitano.... "Con Deangeli c'è inevitabilmente un rapporto speciale. Cerco di stimolarlo sempre ad alzare l'asticella, anche provocandolo. Come alla vigilia della partita del PalaVerde. Gli ho detto: "La nostra prima azione in attacco sarà Deangeli contro Banks. Vedi bene di fare canestro..." Ed è andata proprio così. Servono convinzione e capacità per farlo". Da un triestino all'altro. Cosa ha portato in più Michele Ruzzier? "Esperienza e sicurezza, è uno dei migliori play italiani. Ha una grande comprensione del gioco e ci permette più opzioni, come impiegare insieme lui e Davis. La sua capacità di leggere le situazioni ci permette di sfruttare meglio gli elementi migliori nel gioco senza palla". Davis ultimamente è sottotono. Non è che soffre la crescita di spazio e peso specifico nella squadra di Ruz? "Nessuna crisi di rigetto. A Treviso ha prodotto una prova modesta in attacco mentre è stato presente a livello difensivo. I falli e l'impegno difensivo gli hanno impedito di trovare ilritmo in attacco". Ruzzier è stato un innesto riuscito, almeno un altro nuovo è in vista. Ci si rinforza ma non si rischia anche di alterare equilibri appena raggiunti? "Gli equilibri in un gruppo sano come questo si trovano e si ricreano. Non c'è pericolo che venga scardinato l'impianto del nucleo".Arriva la nuova proprietà Usa. Quale effetto avrà sul lavoro della squadra? "Ho partecipato a colloqui con i nuovi soci, avverto grande entusiasmo in loro, hanno rispetto dei ruoli e sono curiosi di confrontare la loro visione dello sport con la nostra. La loro visita a Trieste faciliterà lo sviluppo di questo rapporto".Domenica comincia a Venezia il girone di ritorno. "Riprendiamo oggi, mi pareva giusto concedere due giorni di riposo per smaltire la fatica e provarci al Taliercio. In un campionato dove con due punti in più vai ai play-off e con due in meno retrocedi bisogna sempre rimanere in apnea, comcentrati, consistenti. Non pensiamo al passato. Dopo lo 0-4 iniziale il bilancio è 6-5. Continuiamo così".

    - Prima il comunicato del presidente Giacomini sulla riapertura del mercato in entrata e la volontà di fare di tutto per salvare la serie C. Poi, dopo la convincente vittoria sul Novara, il messaggio di Pavanel, che avvertiva che davanti alle emozioni date da certe motivazioni particolari, come quella di tentare una salvezza in un contesto oggettivamente difficile, qualche giocatore che aveva già le valigie pronte potrebbe anche ripensarci. Lo scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo": finora erano solo parole, ma tutti, compresi i tifosi, volevano i fatti.Ebbene i primi fatti stanno arrivando e segnano un deciso segnale in controtendenza rispetto a quella che fino a qualche giorno fa sembrava una semi smobilitazione: Mirko Gori, dato già per partente in direzione Avellino, resta invece alla Triestina. Il centrocampista, a un passo dalla firma con gli irpini, dove avrebbe avuto un anno in più di contratto e pare anche una maggior soddisfazione economica, aveva già voluto giocare comunque (e bene) contro il Novara. A fine partita sembrava un giocatore in procinto di congedarsi, fra saluti e abbracci, e invece ieri l'improvviso dietro-front. Gori decide di restare a Trieste, forse i discorsi di Pavanel e la molla emozionale dell'amore per la maglia hanno prevalso, e da parte sua la società dà un preciso segnale di voler veramente puntare alla salvezza tenendosi stretto un giocatore fondamentale, al momento unico con determinate caratteristiche in rosa.Filtrano buone notizie anche per Felici e Adorante: al momento i due giovani alabardati sono incedibili, come è stato confermato ieri sera dal presidente Simone Giacomini intervenuto al "Caffè dello sport". Ovvio che se arrivano offerte di un certo tipo, sarà inevitabile sedersi a un tavolo a parlare. Ma si sono decisamente ravvivate anche le mosse in entrata.Si continua a lavorare su uno scambio con il Novara fra i terzini Sarzi Puttini e Simone Ciancio, 35 anni, laterale destro capace di giocare anche a sinistra. Ma sembra vicino anche l'arrivo in prestito di Enrico Celeghin, classe 1999, mediano del Como (all'occorrenza sa fare anche il difensore centrale), che sta trovando poco spazio con i lariani in serie B. La scorsa stagione è stato però protagonista in serie C nelle file del Renate, dove ha collezionato 36 presenze e 4 gol.Intanto al momento c'è anche chi è già a Trieste, anche se solamente in prova. Si allena con la squadra e verrà valutato infatti Joshua Perez, esterno classe 1998, salvadoregno con cittadinanza statunitense. Cresciuto negli Usa, Perez è poi andato nel settore giovanile della Fiorentina: con la maglia viola vanta una presenza in serie A nel 2016/2017. Passato in prestito a Livorno in serie C (22 presenze), ha giocato poi con Los Angeles F, Phoenix Rising, Ibiza in Spagna e quindi Miami Fc.Ma l'obiettivo principale della Triestina è un attaccante fisicamente strutturato con le caratteristiche, per capirci, di Adorante: sfumati gli affari Maistrello e Bernardotto per il blocco della scorsa settimana, ora si riprende a cercare un ariete. Affiora anche un presunto interessamento il giovane Luigi Cirone, classe 2002 del Monterosi, mentre il Cesena avrebbe effettuato un sondaggio per Alessio Pozzi, il giovane portiere alabardato classe 2000 che attualmente fa il terzo dietro a Pisseri e Mastrantonio. 

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  13. LUNEDÌ 16 GENNAIO 2023

    - I più scettici o realisti diranno che anche le ultime in classifiche ogni 3-4 gare ne azzeccano una. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", è stato così finora anche per la Triestina ma solo sul piano numerico.La vittoria con il Novara infatti, arrivata dopo la miglior prestazione complessiva di questa stagione, non deve far illudere nessuno ma ha un grande valore. E lo si è capito dalle dichiarazioni di Pavanel a fine partita. I tre punti hanno consentito che tra l'Unione e il Piacenza non si creasse un abisso. Aspetto importante ma solo per il morale perchè non ha senso fare i conti in classifica a 16 turni dalla conclusione del torneo. È vero che nella partita di sabato al Rocco la rete in apertura e quella nel recupero del primo tempo proprio quando il Novara stava creando i maggiori pericoli, hanno messo un macigno sul match e che gli episodi una volta tanto sono stati favorevoli agli alabardati. Ma i giocatori hanno saputo coglierli con pieno merito e raramente questo finora era successo. E poi dopo le tante critiche è onesto prendere atto come l'Unione nelle ultime sei gare (quelle successive al disastro di Piacenza) abbia toppato solo quella con il San Giuliano, in parte quella con l'Arzignano e gli ultimissimi minuti della trasferta con il Pordenone dopo una buona gara. Questo significa che Pavanel ha trovato una quadra, pur ancora non stabilizzata, a un gruppo peraltro falcidiato dagli infortuni. Serviranno comunque altre prove abbastanza nelle prossime gare. L'aver fatto giocare con continuità la pattuglia più giovane (Ghislandi, Rocchetti e soprattutto Adorante oltre a Felici) ha dato un po' di corsa alla squadra rinforzata caratterialmente dall'arrivo di Malomo e sul piano tecnico da quello di Germano. Insomma i pochi che sabato erano allo stadio hanno capito che questa Triestina non ha perso le speranze di ottenere la promozione. Il successo e la prestazione vista con il Novara danno fiducia al gruppo e sono un segnale lanciato alla società. Il presidente Giacomini ha ribadito che l'obiettivo del club e anche dei nuovi soci è il mantenimento della C e la prova di ieri ha dimostrato che il traguardo, pur difficile, è raggiungibile. Se questo sarà l'indirizzo lo vedremo fin dai prossimi giorni nelle operazioni di mercato. Visti i risultati è comprensibile sul piano del bilancio agire per una contrazione dei costi anche se su metà stagione non è si possa recuperare tantissimo sull'alto budget stanziato a luglio. Però il dg Romairone dovrà muoversi cercando di non alterare quell'esile equilibrio tecnico-tattico costruito con pazienza e sofferenza dall'allenatore. Insomma certi uomini possono uscire senza la necessità di essere sostituiti altri come Gori, Paganini, Ganz, Minesso per non parlare di Felici e Adorante devono essere assolutamente rimpiazzati magari da giocatori meno illustri e costosi ma di categoria. Per essere in linea con l'obiettivo dichiarato dunque il mercato dovrà essere davvero ponderato. Oltre a questo aspetto per riuscire nel miracolo è necessario isolare il gruppo squadra dagli eventi esterni come ha fatto Pavanel questa settimana. Il tutto con l'auspicio che anche i tifosi siano disposti a dare una mano

    - «Il lavoro paga». Poteva sembrare una scontata considerazione da dopopartita quella di Marco Legovich ma, in realtà, riassume il cambiamento della Pallacanestro Trieste che, considerata alla vigilia tra le più serie indiziate alla retrocessione, chiude il girone d'andata a 12 punti avendo vinto quattro scontri diretti su cinque (e tre di questi in trasferta). Come scrive Roberto Degrassi oggi sul quotidiano locale, in un gruppo in crescita qualcuno ha addirittura trasformato il proprio rendimento con tre esempi eclatanti che hanno preso a schiaffi i pregiudizi che li avevano accompagnati a inizio stagione. «Spencer non dà punti ed è un lungo modesto», «Deangeli ha una sola dimensione», «Vildera è un centro abituato alla A2». Una serie di gare di sconcertante pochezza da parte di Spencer non avevano effettivamente fatto molto per modificare l'impressione. Nelle prime sette giornate aveva segnato una media di 6 punti a partita, un dato pergiunta gonfiato dai 19 dell'exploit personale a Varese. Nelle ultime otto gare ne segna 10 di media e in tre partite delle ultime quattro ha fatto registrare doppie doppie. Una metamorfosi figlia del lavoro in palestra, dell'attitudine da parte di Spencer e dell'arrivo di chi tra i compagni sa meglio di tutti innescarlo, Michi Ruzzier.Etica del lavoro e fatica non sono mai mancati in Lodovico Deangeli e Giovanni Vildera ma nel loro caso sono cambiati atteggiamento e confidenza nei propri mezzi. Il capitano che a inizio campionato si dedicava solo al lavoro oscuro senza prendersi tiri ha allargato il suo raggio d'azione e a Treviso è stato il più utilizzato della squadra, soprattutto perchè dà equilibrio e personalità. Anche Vildera non fa solo legna ma è più protagonista, prendendosi giocate che sono frutto di fiducia nei propri mezzi e sicurezza, come un assist schiacciato in mezzo al traffico dell'area per un compagno.Ma non sono i soli a essere cresciuti in queste settimane. Anche Frank Gaines è cambiato: l'apparentemente apatico esterno delle prime giornate adesso scherza con i compagni ed è più coinvolto nel gruppo, con un apporto di qualità. Al PalaVerde ha raddrizzato la mira da tre, deficitaria nelle precedenti uscite, difendendo bene, anche su Banks nei confronti del quale ha vinto il duello, con l'insolita chicca di una stoppata.Con la crescita o l'adattamento dei singoli è cresciuto il gruppo. Resta qualche eccezione. Il contributo di Campogrande per tutto il girone d'andata è stato decisamente scarso. AJ Pacher non sta incidendo, i sei rimbalzi a Treviso non compensano l'uno su sei dal campo in venti minuti.Intanto è in arrivo la definizione ufficiale dell'ingaggio di Emanuel Terry, ala-centro, 206 cm, 26 anni, con anche esperienza di Eurolega con la Stella Rossa. Se questo significa conferma del 5+5 con sostituzione di uno degli Usa attuali (Pacher) o apertura verso un 6+6 destinato ad accogliere poi un 3-4 resta da scoprirlo. Terry non è un realizzatore ma ha mezzi atletici importanti e soprattutto piedi veloci che lo rendono credibile in difesa anche contro avversari di taglia minore.Si aprirà così la più importante settimana dell'annata biancorossa che vedrà giovedì e venerdì a Trieste la nuova proprietà Usa della CSG (Cotogna Sport Group). 

  14. 15 minuti fa, alvin66 ha scritto:

    Davis è un po' distratto ultimamente.. Ieri ha avuto una brutta giornata.. Ad aggravare il tutto.. 

    Ma capita.. Basta vedere la partita di Banks ieri 

    Magari non sarà così ed è solo un periodo grigio, ma mi sembra che il cambio di gerarchie in cabina di regia, con Ruzz a meritarsi nettamente il quintetto-base, lo abbia mandato un po' fuori giri. Ha una personalità indubbiamente particolare, anche magari difficile da "smussare" e "allenabile": sta un po' a lui stesso cambiare rotta

  15. Girare a quota 12 non era affatto scontato dopo lo 0-4 iniziale. C'è una squadra che è in salute, fisicamente e mentalmente, e a parte i soliti noti che continuano a essere abbastanza dei corpi estranei mi sembra evidente che il gruppo è in fiducia e i risultati non mentono.

    Sinceramente e personalmente, ciò che un po' mi preoccupa di più è l'involuzione di Davis: di passaggi a vuoto ne sta facendo un po' troppi nelle ultime settimane, al netto del miglior Ruzzier della stagione. Servirà riaverlo con un po' più di fosforo e un po' meno di palle perse, anche perché le 4 di ieri si aggiungono alle tante perse nelle ultime partite

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