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SandroWeb

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  1. MARTEDÌ 22 NOVEMBRE 2022 - L'ultima partita in biancorosso sul parquet dell'Allianz Dome fu quella della vita. O, almeno, della vita con la Pallacanestro Trieste, prima di prendere la strada di Venezia e della A2. Come scrive Roberto Degrassi oggi su "Il Piccolo", Michele Ruzzier regalò a Trieste la certezza della salvezza in serie A2 schiantando quasi da solo Forlì. Ventincinque punti, sette assist, una prova esaltante. Quella sera, in mezzo alla calca dei tifosi, le mani di Ghiacci ghermirono il golden boy per un abbraccio infinito di riconoscenza.Stavolta Michele Ruzzier, otto anni dopo, c'è davvero. E alla Pallacanestro Trieste ritorna per rimanerci almeno sino al 2025. Intanto dovrà reinventarsi protagonista di un'altra rincorsa alla salvezza.La formula e la durata del contratto rappresentano in fondo l'ufficializzazione più sostanziosa in fondo è proprio questa, visto che il ritorno del figliol prodigo pareva ormai scontato: non arriva in prestito dalla Virtus Segafredo Bologna dove ha giocato (poco) finora ma si lega al club biancorosso con un contratto pluriennale. Sarà un importante addizione al roster attuale ma sarà anche protagonista di un progetto per il futuro.«Questo, oltre a far piacere a lui, evidenzia anche la nostra volontà di guardare al futuro, di dare basi solide a una squadra che possa essere ambiziosa, pronta ad affrontare i prossimi anni con la volontà di fare un vero salto di qualità». A questo punto scatta un nuovo count-down dopo quello del ritorno del Ruz: il passaggio di proprietà alla cordata Usa. Di date probabili, plausibili, possibili se ne sono fatte sin troppe negli ultimi mesi. Tenendo per buono l'ultimo aggiornamento da parte dello stesso Ghiacci («Sicuramente prima di Natale») entro una ventina di giorni c'è da attendersi che volino tappi di champagne.Ruzzier è da ieri un giocatore della Pallacanestro Trieste ma solo stamani inizierà a lavorare con i compagni di squadra che ieri hanno goduto della giornata di riposo dopo la trasferta ad Assago. Nel pomeriggio la presentazione e sabato il debutto all'Allianz Dome contro Brescia. Cinque giorni per conoscere la squadra e calarsi nei suoi giochi. Ghiacci, che ringrazia la Virtus «per lo spirito di collaborazione che ci ha consentito di chiudere al meglio la trattativa», precisa che «Michele senza dubbio avrà bisogno di tempo per entrare nei nostri meccanismi e riacquisire il ritmo partita ma siamo di fronte a un grande professionista che sono certo troverà con il nostro staff il modo migliore per farsi trovare pronto quando avremo bisogno di lui».Coach Marco Legovich ringrazia la società e si dice felice che «Ruz abbia voluto tornare a Trieste nonostante gli si fossero prospettate diverse soluzioni perchè lo conosco bene e so quanto potrà darci». Il play infatti nelle ultime estati si era trovato in palestra con il coach per sedute di lavoro individuale. Sa quello che il tecnico si aspetta da lui e quale ruolo dovrà recitare. Legovich descrive così Ruzzier: «Un play puro di spiccata personalità, capace di coinvolgere tutti i compagni grazie a un'ottima visione di gioco. Alzerà la qualità della squadra e inoltre la motivazione personale di tornare nella sua città in un team in crescita ci aiuterà a raggiungere obiettivi comuni».Con Ruzzier la PallTrieste ha un play che può alternarsi a Davis ma può anche giocarci insieme visto che l'Usa - tra i giocatori più utilizzati del campionato - ama giostrare anche da guardia soprattutto quando è messo maggiormente sotto pressione. Con il triestino in regia l'attacco potrebbe risultare più bilanciato, sa coinvolgere i lunghi ma sa anche creare condizioni più favorevoli per i tiratori perimetrali. E magari con più tiri aperti Campogrande - il biancorosso che finora ha offerto il rendimento peggiore rispetto ad attese e possibilità - potrebbe finalmente sbloccarsi. - La situazione di classifica della Triestina è sotto gli occhi di tutti. Come scrive Antonello Rodio, il morale, dopo la pesante batosta di Vicenza, è comprensibilmente sotto i tacchi. E lo spettro di una lunga lotta per la salvezza comincia ormai ad aleggiare negli ambienti alabardati.Ma in un momento oggettivamente preoccupante, una piccola luce di speranza arriva dal contesto in cui si sta muovendo l'Unione. Da qualche giornata a questa parte, il girone ha cambiato un po' il suo andazzo, e dopo un periodo di estremo equilibrio stanno pian piano emergendo alcuni valori, con conseguenti maggiori difficoltà per un certo gruppo di squadre.Ecco dunque che se la Triestina nelle ultime cinque giornate ha fatto solo 4 punti, c'è in pratica mezzo girone che è sulla stessa lunghezza d'onda. Innanzitutto c'è chi ha fatto perfino peggio in questo lasso di tempo: il fanalino di coda è il Sangiuliano che dopo una buona partenza ora sta scendendo nelle retrovie e negli ultimi cinque turni ha fatto appena 2 punti. Ma peggio dell'Unione ha fatto addirittura il Padova con 3 soli punti, anche se ovviamente non sono certo i biancoscudati quelli su cui fare la corsa per la salvezza. Alla pari con la Triestina c'è la Pro Vercelli, poi c'è un gruppetto di cinque squadre che hanno fatto 5 punti, quindi appena uno in più della Triestina: si tratta di Virtus Verona, Arzignano, Piacenza, Trento e Pergolettese. Non a caso, qui troviamo le due squadre che stanno sotto l'Unione in classifica, ovvero Piacenza e Virtus Verona. Ma ne troviamo tre che potrebbero essere bersagli ideali se la squadra alabardata dovesse riprendere a un ritmo almeno accettabile. Un gradino più su, a 6 punti, c'è la Pro Patria, che potrebbe venir risucchiata anch'essa nella rete, mentre le uniche rivali che questo periodo hanno fatto bene sono Mantova e Albinoleffe, che con 7 punti hanno guadagnato in questo lasso di tempo ben tre punti sulla Triestina.A livello di curiosità, le "capoliste" degli ultimi cinque match sono a sorpresa Pro Sesto e Juventus Next Gen, che hanno fatto 13 punti. Sorprese a parte, il dato generale che ne consegue dà un minimo di conforto all'Unione, perché c'è un blocco di squadre che con l'andare del tempo fa una certa fatica a far punti. E non sono neanche poche, Questo significa che anche se adesso la quota salvezza (senza passare dai play-out) è lontana 6 punti, in ogni caso restano tanti i club che ancora non sono fuori gittata. E in genere il ritmo di questo secondo spezzone del girone è calato, permettendo dei rientri in gruppo in caso di filotti positivi. Certo, poi i filotti positivi però bisogna farli. O almeno cominciarli.
  2. LUNEDÌ 21 NOVEMBRE 2022 - Marco Legovich nel dopopartita al Forum promuove solo il primo tempo ed è la sala stampa - come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo" - a dargli conforto allungando a quasi tutto il terzo quarto la resistenza dei biancorossi. «Non cambia la vita, 20 o 28 minuti...Nel primo tempo siamo riusciti a mettere in pratica quello che avevamo preparato. Qualche accorgimento come la difesa a zona a tratti ha dato buoni frutti, alla distanza eravamo in balia della fisicità degli avversari. Nel finale ci siamo spenti in malo modo e non meritavamo di subire questo scarto. Dobbiamo evitare questi momenti di calo anche se mi rendo conto che la squadra aveva speso quello che aveva. Inoltre l'Armani ha concluso con percentuali da tre al limite della perfezione».Come mai non si è ricorso al time-out quando Milano ha iniziato ad allungare nel finale del terzo parziale? «Alla conclusione del quarto mancava poco e pensavo che saremmo riusciti a resistere, poi alcuni episodi ci hanno penalizzato e lo scarto è aumentato». Sulle prove negative di Campogrande e Spencer il coach biancorosso precisa che «avevano accusato piccoli infortuni durante la sosta saltando alcuni allenamenti, non erano al meglio».Si sono viste alcune soluzioni inedite. Una, Pacher e Lever insieme, non poteva che essere una novità visto che per l'altoatesino era il debutto ma ha comunque sorpreso vederli contemporaneamente essendo i due "4" del roster. L'altra novità è avere insieme i due play. Davis e Bossi. Una mossa che è sembrata propedeutica per il futuro...«Abbiamo aspettato a lungo la coppia Pacher-Lever ed è giusto che comincino a conoscersi e condividere minuti sul parquet. Quanto a Bossi&Davis, Corey viene pressato continuamente e ha bisogno di respirare nel corso del match, quindi gli fa bene giostrare anche da guardia lasciando a Stefano oppure a Bartley il compito di portare su palla. Questa e quella delle due ali forti insieme sono due opzioni di cui tenere conto per il futuro».Nessun riferimento al mercato e del resto su questo tema Legovich ha sempre chiarito che è pertinenza della società. Va da sè tuttavia che vedere Davis guardia con un altro play in campo ha inevitabilmente fatto pensare a quello che potrebbe accadere con l'arrivo di Michele Ruzzier. Ieri Michi era nei 12 della Virtus Bologna a Trento ma non ha visto neanche stavolta il campo. La concorrenza è stellare ma non entrare mai non dev'essere il massimo per chi era nel giro della Nazionale.Prendiamoci il rischio noi di fare una previsione: da oggi in poi - e ribadiamo da oggi - ogni giorno può essere quello giusto per l'annuncio del ritorno del figliol prodigo.Ettore Messina, dall'altra parte, spiega: «Mi auguro che il nostro secondo tempo ci aiuti a sbloccarci e sia un segnale positivo». - L'esibizione pessima della Triestina contro il Vicenza non è stata diversa da molte altre viste in questa stagione. Esibizione e non partita perché i giocatori non hanno mai dato l'impressione di essere veramente partecipi di un evento agonistico. Come scrive oggi Ciro Esposito sul quotidiano locale, l'aggravante quindi è l'assenza di spirito più che la mortificante quaterna subita al Menti contro una squadra che, pur se reduce da un avvio al di sotto delle aspettative, è ben più strutturata sul piano tecnico e fisico dell'attuale Unione. I denari messi sul piatto finora in questa annata dal signor Diesel sono più o meno gli stessi affidati al dg Romairone dal signor Stardust o Atlas Consulting. Questo la dice lunga sul lavoro fin qui svolto da chi ha allestito la squadra. Ormai la situazione sotto questo aspetto è chiara (enfatizzata dalle assenze Crimi e Pezzella, con Sabbione e Lollo in mediana) e fino a gennaio c'è tempo per correggere almeno in parte l'assetto della rosa. Più difficile da correggere è invece l'atteggiamento di gran parte dei giocatori spesso imbambolati, distratti o comunque senza quella cattiveria necessaria per giocare una partita di calcio. Eppure quello di sabato sera era un derby triveneto, che assieme alla gara con il Padova, è il più sentito dalla tifoseria nella storia ultracentenaria dell'Alabarda. E invece la squadra ha dato dimostrazione di essere impermeabile anche a questo tipo di sollecitazione stando in campo come fosse allo Speroni, al Ferruccio e non al Menti con trecento tifosi al seguito. Se c'era un aspetto che l'arrivo di Pavanel avrebbe dovuto portare è proprio quello della vis pugnandi che è nel suo dna. L'attaccamento del tecnico alla maglia doveva e deve essere quel valore in più che altri bravi professionisti non possono avere. E invece in sette gare della gestione Pavanel quello spirito si è appena percepito forse solo in un paio di frazioni di gara. La mancanza di mordente va di pari passo con i risultati che stanno prendendo una piega sempre più disastrosa ma è anche vero che il coraggio uno ce l'ha dentro e difficilmente se lo può dare. Anche per questo Pavanel a fine gara era mortificato e quasi incredulo della prestazione. I limiti tecnici e fisici sono sotto gli occhi di tutti. Ma non bastano a giustificare certi black-out, certi atteggiamenti sul campo, l'incapacità dei protagonisti di stringere i denti quando si va in difficoltà. L'orgoglio insomma non è un valore che si compra ma si coltiva. La nuova proprietà e dirigenza finora non sono riuscite a coltivare questo aspetto pur trattando tutti da principini. La revoca dei giorni di riposo comunicata da Romairone è solo un segnale opportuno di un aspetto sul quale il club avrebbe dovuto battere quotidianamente, non per scaricare responsabilità ma per far crescere il gruppo. In altre piazze la vita fuori dallo stadio non sarebbe tanto facile. La civiltà delle contestazioni del popolo alabardato però non deve indurre a una sottovalutazione dell'importanza dell'attaccamento alla maglia.Per guardare avanti sul piano contabile e realistico le due gare con Renate e Vicenza, vista la caratura degli avversari, non erano le più indicate per dare una scossa alla classifica. Lo sono invece le prossime cinque partite con ben tre scontri diretti per la salvezza. Il tempo per risalire c'è. Ma senza una scossa morale quel momento sarà sempre rinviato.
  3. DOMENICA 20 NOVEMBRE 2022 - Commentare la sconfitta più pesante sul piano numerico e sentimentale, per i tifosi alabardati attratti a centinaia dal richiamo del derby con il Vicenza, non è facile, anche perché l'amore e di conseguenza la sofferenza di Massimo Pavanel per la Triestina sono radicati nell'animo. Quell'animo da ritrovare totalmente, dopo aver raccolto i cocci di questo ko che lo stesso tecnico alabardato fatica a tradurre. «Ci siamo trovati sotto 2-0 senza neanche entrare in partita, e anche dopo quel gol. Mi aspettavo una partita completamente diversa. Sarà da analizzarla in maniera molto molto approfondita, non possiamo lasciare dei vantaggi in questa maniera, abbiamo steso il tappeto rosso al Vicenza. Non è pensabile, quindi si rientra tutti a Trieste e domani (oggi, ndr) ci si allena». Una settimana fa un grande approccio col Renate. Quanto male fa vedere questa incostanza nel modo di affrontare le gare? «Fa malissimo perché sono situazioni inaspettate, venivamo da una partita buona e da una settimana giusta in cui eravamo carichi, e ti trovi in 7-8 minuti 2-0 o 3-0. Con la Pro Patria era successa la stessa cosa ed è un trend che non ci porta da nessuna parte, viene difficile anche commentare, proprio perché non ne avevi presagio, ma poi manchi al momento della verifica. È come uno che studia tanto a scuola e poi manca il compito». Una gara che era comunque studiata con Pezzella in mezzo? «Pezzella ha avuto la febbre venerdì, si è alzata la mattina quindi niente da fare anche se Lollo è stato quello più dignitoso probabilmente, lo ha sostituito in maniera giusta ma non siamo riusciti a fare niente di quello che avevamo preparato. Non riesco davvero a commentarla questa partita, è lacerante». Il tecnico dell'Unione infine motiva la fiducia concessa a Minesso come prima punta nello scacchiere iniziale. «Lui ha vinto l'anno scorso un campionato giocando da prima punta al Modena, è una opzione che andava valutata e poteva essere la partita giusta questa, se solo fossimo riusciti ad andare al due contro due come volevamo fare, ma non siamo riusciti a imbeccare lui e Paganini sulla profondità, e anzi Paganini si è fatto male ed è uscito. A prescindere abbiamo subito troppo la fisicità del Vicenza, non abbiamo giocato da derby» - La parola "impossibile" nello sport non ha diritto di cittadinanza. Bisogna provarci. Sempre. Come scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo", alle 18 al Forum di Assago palla a due tra la EA7 Armani Milano e la Pallacanestro Trieste. I campioni d'Italia in carica programmati per bissare il tricolore e fare strada in Eurolega contro una squadra che ha come obiettivo la salvezza. Roster, risorse e ambizioni differenti. Ma proprio al Forum i biancorossi hanno scoperto nemmeno troppo tempo fa che la parola "impossibile" non esiste.La Pallacanestro Trieste ha potuto sfruttare la pausa per cercare di fare un altro passo avanti nella crescita del gruppo e nel reinserimento di Alessandro Lever. Per il lungo altoatesino si tratta del vero debutto in campionato visto che finora era finito in panchina solo per permettere di presentare dieci effettivi. Stavolta invece almeno qualche minuto potrà spenderlo, soprattutto se Skylar Spencer non dovesse essere al top. Nell'analisi prepartita affidata dal club stavolta all'assistent Andrea Vicenzutto «ci hanno un po' rallentato gli acciacchi in quanto sia Campogrande che Spencer hanno dovuto saltare qualche allenamento». Il recupero di Lever, per quanto non ancora in forma-campionato, potrà metterci una pezza visto che va a irrobustire il pacchetto dei lunghi consentendo di conseguenza un diverso impiego tattico di Deangeli. Il capitano difensivamente sembra il più credibile da spendere sulle tracce dell'unico ex triestino sul parquet, Alviti. L'altro (e più importante, con tutto il rispetto per l'ala laziale) è Stefano Tonut, out.Trieste non può mettere in preventivo la partita perfetta con 16 su 23 da tre come nella storia vittoria del gennaio 2021 ma può sicuramente imporsi l'approccio con cui affrontare Milano. Coraggio, tanto, ed estrema attenzione difensiva. Deve sapere che dovrà cercare di rimanere sotto pressione e in tensione per 40 minuti. Se appena appena dovesse iniziare con un atteggiamento soft o - peggio - rassegnato si condannerebbe già da sola.Agli amanti delle statistiche segnaliamo che oggi a Gaines bastano tre punti per arrivare a 1300 in A ma il riferimento più intrigante è al career high della guardia: 44 punti con Cantù proprio contro Milano. Otto triple segnate su 16 tentativi. Oggi più che mai conterà metterla dai 6,75
  4. SABATO 19 NOVEMBRE 2022 - Non sarà il derby di alta classifica che si sognava quest'estate, visto che i veneti sono solo settimi e gli alabardati addirittura terzultimi, ma come scrive Antonello Rodio oggi sul "Il Piccolo" Vicenza-Triestina conserva sempre il suo fascino. E in ogni caso la sfida odierna del Menti (inizio ore 17.30, arbitra Costanza di Agrigento) sarà importante anche per la classifica: i padroni di casa vorranno continuare nel loro progetto di avvicinamento al vertice, mentre per l'Unione sarebbe fondamentale trovare un minimo di continuità anche nel muovere la classifica, che resta ovviamente molto allarmante. Certo, sarebbe stato meglio incrociare il Vicenza un paio di settimane fa, visto che i biancorossi erano solo lontani parenti della corazzata annunciata a inizio campionato e navigavano in grosse difficoltà. Non che adesso le cose siano risolte, ma una piccola scossa l'arrivo in panchina di Modesto al posto di Baldini l'ha dato, visto il successo a Verona (ma la Virtus è comunque fanalino di coda) e la qualificazione in Coppa Italia ai rigori con il Rimini. In ogni caso, servirà una grande prestazione per uscire indenni dal Menti e la Triestina vista nel primo tempo contro il Renate può sicuramente giocarsi le sue carte, a patto di mantenere poi quell'equilibrio e quella intensità lungo tutto l'arco della partita. Perché di fronte a questo avversario, ogni disattenzione può essere fatale visto che dall'altra parte ci sono giocatori pronti a punire il minimo errore. Pavanel per l'occasione ritrova fra i convocati Adorante, che gli consente un'alternativa in attacco, ma perde Sarzi Puttini. E in difesa nemmeno Sottini sembra al meglio. Tenendo presente che in gran parte l'intelaiatura sarà quella vista contro il Renate, bisognerà vedere se il tecnico insisterà sul 4-2-3-1 o se, visto che il Vicenza dovrebbe giocare col 3-4-2-1, prevarrà l'idea di mettersi il più possibile a specchio. Nel primo caso davanti a Pisseri (il vice Mastrantonio non è convocato perché impegnato con la nazionale Under 19), potrebbe esserci la coppia Di Gennaro-Rocchi, con Ciofani e Ghislandi terzini. In mezzo al campo Gori e Pezzella, poi il trio Paganini, Felici e Furlan dietro a Ganz. In caso di cambio modulo, Ciofani farebbe il terzo di difesa mentre Ghislandi potrebbe alzarsi a centrocampo, con conseguente rimescolamento degli altri titolari, che comunque dovrebbero essere gli stessi. Su sponda vicentina (Modesto dovrà fare a meno di Jimenez, Desplanches, Begic, Padella e Zonta), davanti a Confente la difesa a tre sarà composta da Ierardi, Pasini e Bellich; in mezzo al campo Ronaldo e Cavion con Dalmonte e Greco sulle fasce, poi Stoppa e Giacomelli a supporto della punta Ferrari. - «Assieme ad Appiano, in questo girone di serie A2, Trieste è senza dubbio la squadra da battere. Portiamo in campo il blasone di quella che è la società più titolata d'Italia, è normale che contro di noi le avversarie moltiplicano gli sforzi. Ne siamo consapevoli, soprattutto in trasferta ogni partita nasconde insidie da schivare». Massimiliano Di Nardo, pivot della formazione di Fredi Radojkovic, presenta cosi la sfida che stasera alle 20 porterà i biancorossi sul campo del Malo. Avversaria da non sottovalutare, ancora in corsa per le posizioni di vertice, che scenderà in campo con l'obiettivo di centrare due punti preziosi per restare a contatto con il terzo posto e la zona play-off.«Non possiamo permetterci il lusso di sottovalutare nessuno - ribadisce Di Nardo - In questa prima parte della stagione non è mai successo. Eccezion fatta per la sconfitta subita ad Appiano, la squadra ha sempre risposto nel modo giusto. Certo, in questo momento stiamo facendo fatica a causa delle rotazioni estremamente corte ma, lo si è visto anche nel match vinto contro il Torri, la squadra è presente».Pone l'accento sulle insidie di un match da interpretare con la giusta verve anche Giorgio Oveglia. «Il roster a disposizione del tecnico Nincevic si è rinnovato ma resta competitivo - sottolinea il ds biancorosso - grazie alla presenza di elementi di spessore come Sartori, Meneghello, capitan Marchioro e il greco Koureta. Il loro punto di forza è rappresentato da ampie rotazioni e buone percentuali in attacco. Far valere la qualità della nostra difesa e gestire i ritmi in fase offensiva le chiavi per venire a capo di questa sfida»
  5. VENERDÌ 18 NOVEMBRE 2022 - Domenica la Pallacanestro Trieste giocherà al Forum di Assago contro l'EA7. Impegno proibitivo per la differente cifra tecnica ma Trieste in passato ha dimostrato di poter sconfessare i pronostici. Proprio al Forum, con un clamoroso 16 su 23 nelle triple totali e con una prova mostruosa di Juan Fernandez, con 24 punti e sette assist. Fine gennaio 2021.Per una singolare coincidenza l'eroe di una delle vittorie più importanti nella storia biancorossa ieri ha rotto un riserbo che durava da tempo e sui social ha postato una riflessione sul suo addio al basket e sulla nuova vita. Parole che confermare lo straordinario valore come uomo del giocatore che ha amato il pubblico triestino.«Ritirarmi dal basket è stata probabilmente una delle decisioni più difficili che abbia mai dovuto prendere in vita mia. Quando fai qualcosa per così tanto tempo (26 anni nel mio caso), smette di essere solo qualcosa che fai; diventa parte di ciò che sei. Il basket era la mia vita. Ma a un certo punto le mie priorità e le mie ambizioni sono cambiate.Con il tempo, ho capito che il basket mi stava facendo più male che bene. Quindi, cosa succede quando finisce una parte così importante della tua vita? In molti modi, devi riscoprire te stesso. Questo processo è impegnativo e ha spesso messo alla prova la mia resilienza, ma mentre percorro lentamente questo percorso sto imparando molto su me stesso. Detto questo, ora sono a un punto in cui mi sento pronto a condividere la mia storia e le mie esperienze, nella speranza che possano aiutare chiunque si trovi ad affrontare circostanze simili.Posso finalmente dire di essere in un posto dove riesco a trovare la pace e la motivazione per perseguire nuovi obiettivi e sogni. Sono pronto a vedere cosa c'è in serbo per Juan M. Fernandez, la persona, non per Juan "Lobito" Fernandez, l'atleta».ARMANI Non è elegante sottolinearlo ma domenica Trieste potrebbe trovarsi di fronte un'Armani non al top della condizione. Ettore Messina lamenta infortuni pesanti (Baron, Shields, Datome e Tonut) e sonda il mercato per un rinforzo, tipo il francese ex Nba Luwawu-Cabarrot. Oggi alle 19 italiane i milanesi saranno impegnati in Eurolega a Kaunas per affrontare lo Zalgiris. Una trasferta tosta a 48 ore dall'impegno in campionato - A vedere i numeri di quanto spendono solo per la prima squadra i top club della serie C fa una certa impressione. In tutto sono 130 milioni di euro (con in testa il Crotone a oltre 7 milioni) e la Triestina - come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo" - per la stagione in corso ha sottoscritto contratti al primo settembre per oltre 6 milioni di euro. Eppure c'è poco da stupirsi sull'ammontare dell'investimento fatto dal presidente Giacomini. È stato lo stesso numero uno a dichiarare pubblicamente a settembre che la cifra stanziata era del 25-30% superiore a quella della stagione scorsa. E poiché il tandem Milanese-Biasin aveva definito un budget iniziale di circa 4,5-5 milioni di euro i conti tornano. Non tornano invece i conti sui risultati finora ottenuti dalla squadra. Se infatti la Triestina a livello di budget (al netto degli emolumenti per dirigenza e gestione del club, incentivi all'esodo, settore giovanile e quant'altro) nel Girone C si colloca di pochissimo alle spalle soltanto del Vicenza della famiglia Rosso, dall'altra nella classifica dei risultati ottenuti sul campo si ritrova al terzultimo posto. Più di qualcosa non ha funzionato finora ma i conti si fanno alla fine. Sul piano dei risultati talvolta il noviziato porta un prezzo da pagare, anche se quello in casa Unione per ora è molto salato. Tanto per fare un esempio la Ternana presa da Bandecchi (proprietario dell'Università Unicusano) nel 17-18 retrocesse dalla B e nel 2018-19, l'anno di grazia per l'Unione di Pavanel, con uno squadrone giunse 11a e nell'anno successivo si fermò ai play-off, prima dell'annata trionfale con la promozione in B. Ad ogni modo il budget dell'Unione è di primissimo ordine e anche il paperone Vicenza ha avuto finora le sue belle problematiche da sbrigare. Dei 6 milioni e passa poi quasi 1,5 milioni sono di parte mobile del contratto, bonus e premi. Parte di questi potrebbero non essere raggiunti dai tesserati. Nella graduatoria dopo Vicenza e Unione troviamo il Padova (5,6) e il Pordenone, a quota 5 milioni, appena retrocesso dalla B. Quinto è il facoltoso Novara (oltre 4 milioni), segue di molto la Pro Vercelli. Sale la graduatoria degli investimenti anche il Trento (2 milioni) di patròn Giacca che. forte di un partenariato diffuso suche di anno in anno si sta ampliando, supera di poco la solita FeralpiSalò del tycoon dell'acciaio Pasini con poco più di 2 milioni. La soglia dei 2 milioni o giù di lì è quella della sostenibilità finanziaria in piazze medio-grandi. Nel caso dei top club sono quindi parecchi i milioni iniettati ogni anno da presidenti e soci per ripianare la perdite. La gran parte delle protagoniste nel girone degli alabardati, così come negli altri, si muove su un budget compreso tra 1 e 1,5 milioni. Nel raggruppamento A sono quasi la metà (fuori graduatoria è la Juve Next Gen perchè è un ramo della Juventus FC) i club che possiamo definire virtuosi sul piano dei costi. Il caso più eclatante è il Renate che con 1 milione, è secondo in classifica ma soprattutto si tiene da anni nelle posizioni di vertice. Evidentemente quelli dell'hinterland milanese ci sanno fare.
  6. GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE 2022 - Il fascino di Vicenza-Triestina (sfida di domenica prossima) è misurato dalla storia, due piazze gloriose del calcio italiano, una - l'Unione - costretta ad avvolgere il nastro al bianco e nero per riaccendere ricordi di serie A, l'altra - il Vicenza - con tonalità più accese grazie ai gol di Paolo Rossi o all'epopea di fine millennio con la Coppa Italia vinta e la semifinale di Coppa delle Coppe persa con il Chelsea. E come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", poco importa se l'attuale L.R. Vicenza, grazie alla fusione col Bassano, è la continuazione de facto del Vicenza fondato nel 1902, la Triestina a sua volta di ripartenze ne ha viste fin troppe.Vicenza e Triestina si sfideranno per la 54ma volta in campionato, numero dispari ad oggi perché nella stagione 2019/2020 il campionato venne fermato dalla pandemia con la promozione in B a tavolino dei berici, allora primi, mentre all'andata maramaldeggiarono al Rocco 3-0 uscendo tra gli applausi del composto pubblico giuliano. È quello l'ultimo precedente tra le due formazioni, Gautieri su una panchina, Di Carlo sull'altra.Ma basterebbe andare indietro di pochi mesi per trovare invece una delle pagine più belle degli ultimi anni, e il direttore d'orchestra era in quel caso Massimo Pavanel. 17 marzo 2019: sconfitta una settimana prima dal Pordenone nello scontro diretto che poteva valere un avvicinamento sensibile al primo posto, l'Unione del centenario dominò al "Menti" con una gara perfetta, 2-0 spinto dai gol di Costantino e Procaccio in tre minuti sul finire del primo tempo. Memorabile, di quella sfida, l'intera fascia destra percorsa da Bariti palla al piede, corsa culminata con l'assist per il raddoppio.Ma l'Unione fu capace di vincere a Vicenza anche la stagione prima, 23 ottobre 2017, forse ancor più a sorpresa perché quel Vicenza era dato favorito in C (finì 18mo e si salvò ai play-out) ma l'Unione di Sannino era certamente più modesta come rosa (segnarono Bracaletti e Petrella due gol). Per il resto il Menti dagli albori della sfida (il 25/10/1942 nell'allora stadio Littorio l'Unione perse 2-1) è sempre stato piuttosto indigesto alla Triestina, capitolata 11 volte, con altrettanti pareggi e 4 sole vittorie, le altre sono riferite alla serie A '45-'46 e al play-out salvezza in B nel 2005 con Godeas a blindare la serie B per sei ulteriori anni di cadetteria.Nell'ultimo anno di A vi fu un rocambolesco 5-4, molti collegheranno invece il "neutro" di Vicenza a quel maledetto spareggio del 1979 in cui un rimpallo del pallone contro l'arbitro D'Elia mandò il Parma di Maldini in B con i gol di Scarpa e Ancelotti nei supplementari (3-1). Ricorsi alla storia per sottolineare il fascino di un derby senza tempo, e forse senza tempo sono anche le esigenze delle due attuali squadre per uscire dai rispettivi tunnel di crisi.L'unico tempo definito, intanto, sarà quello dei 90 e più minuti di gioco in via Schio. Con l'Unione chiamata ad una prova d'orgoglio. Lo sfavore del pronostico, sia da stimolo a scrivere un nuovo capitolo armonioso - A Milano con il rientro di Alessandro Lever aspettando la definitiva fumata bianca per Michele Ruzzier. La Pallacanestro Trieste si prepara al confronto quasi impossibile di domenica pomeriggio (palla a due alle 18) al Forum di Assago contro la EA7 Armani Milano, la novità è il ritorno di Lever dopo due mesi. In realtà in due occasioni il lungo altoatesino era tra i giocatori in panchina ma era stato convocato solo per completare i dieci non essendo ancora in grado di poter reggere il parquet. Adesso sembra giunto il momento del vero esordio e sarà un recupero importante per Legovich che completa la rotazione dei lunghi e ha più soluzioni. Intanto ieri ha preso parte all'amicgevole con la Gesteco Cividale vinta 92-68. RUZZIER Per vedere, anzi rivedere, Michele con la maglia biancorossa numero 10 probabilmente ci vorrà qualche giorno in più rispetto le pià ottimistiche previsioni. A congelarlo non sarebbero problemi sopraggiunti nella trattativa ma esigenze di roster in casa delle Vu nere alle prese stasera con il match contro il Valencia in Eurolega e domenica in campionato a Trento. «Il Valencia durante la pausa per le qualificazioni ai Mondiali ha avuto tutti i giocatori a disposizione e dunque arriverà molto preparati, con un roster molto lungo, si sono rinforzati soprattutto nel reparto delle guardie. Noi abbiamo ancora qualche situazione in dubbio sui nostri giocatori e dovremo capire su chi potremmo contare», questo il punto di coach Scariolo ieri. La Virtus aspetta di rimettere presto in campo un italiano di peso come Abass, fuori per infortunio da settembre.
  7. MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE 2022 - La sessione invernale del calciomercato, quella cosiddetta di riparazione, è ancora lontana un mese e mezzo, visto che partirà il 2 gennaio e durerà fino al 31 dello stesso mese. Ma come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", in casa Triestina, alla luce della partenza così deludente e di una situazione di classifica oggettivamente complicata, si è già iniziato a lavorare per correre ai ripari. Proprio lunedì sera, nelle stanze della sede alabardata, si è svolta una lunga riunione fino a tarda ora. Presenti l'amministratore delegato Ettore Dore, il direttore generale Giancarlo Romairone e il tecnico dell'Unione Massimo Pavanel. Un incontro nel quale sono state gettate in pratica le basi proprio per il mercato invernale, studiando le strategie, verificando quali sono le necessità della squadra e dettando quindi le linee per quelli che saranno i nuovi arrivi. Come del resto si è analizzata anche la gestione delle partenze di chi fino a oggi non ha convinto. Insomma c'è assolutamente voglia di non mollare dopo la falsa partenza e di ripartire tutti insieme con grande convinzione. Dal vertice di lunedì sono dunque già arrivate indicazioni significative. La squadra non sarà stravolta, ma arriveranno almeno quattro nomi importanti che dovranno imprimere una svolta e dare maggiori opzioni a Pavanel. Saranno coinvolti tutti i reparti della formazione alabardata: si parla di un difensore, di un esterno, di un centrocampista e di una punta di peso. Questo dunque il programma minimo ed è su questi obiettivi che Romairone si è già messo al lavoro. Del resto questa prima parte di campionato ha evidenziato parecchie lacune in ogni settore, e se a questo si aggiunge il grave infortunio di Crimi, è ovvio che non solo si deve incidere molto sull'undici iniziale, ma bisogna anche garantire cambi adeguati che riescano a mantenere qualità e intensità della squadra per tutta la partita. Intanto, come si è già sottolineato in società, fino a gennaio bisogna stringere i denti con quello che c'è e racimolare più punti possibili per stare attaccati al treno salvezza. Da gennaio in poi, si spera che la Triestina inizi davvero un altro campionato. - Forse non sarà oggi, più probabilmente domani o al limite slitterà di qualche giorno. Ma stavolta l'annuncio arriverà. Come scrive Roberto Degrassi oggi sul quotidiano locale, il matrimonio tra Pallacanestro Trieste e Michele Ruzzier diventa realtà.L'unico club concorrente, Reggio Emilia, si è ritirato già da due giorni, da parte bolognese l'affare viene dato per concluso, solo Trieste conserva riserbo e basso profilo come a esorcizzare il ricordo di qualche stagione fa quando il ritorno del figliol prodigo alla sera pareva definito e il giorno dopo prese invece la strada di Varese.Stavolta non dovrebbe accadere anche perchè sono cambiate alcune situazioni e alcune condizioni. Ruzzier nell'ultimo anno e mezzo alla Virtus Bologna ha partecipato ad esperienze ad altissimo livello ma ha potuto assaggiare pochissimo il parquet e con queste premesse sembra poco probabile che il contratto in scadenza a giugno 2023 possa venir prolungato. A 29 anni è legittimo che un giocatore fino a due anni fa nel giro azzurro voglia rimettersi in gioco e recuperare lo spazio perduto. Non lo farebbe ovviamente per un ingaggio a tempo ma in questo caso le condizioni porterebbero al 2024.Oltre al ritorno nella sua città, ci sono altre condizioni favorevoli. Il rapporto con Marco Legovich, ad esempio. Nelle ultime estati anche Ruzzier ha preso parte alle sessioni estive di lavoro tecnico individuale avviate dal coach biancorosso. Sa di avere la fiducia dell'allenatore e sa che non arriverà da cambio di Corey Davis. Uno dei freni nella trattativa di qualche anno fa era stato il rischio di spendere il campionato a fare da back up al Lobito. Il play Usa attualmente sfiora i 35 minuti di impiego medio ma, come ha più volte ribadito lo stesso Legovich, è in grado di giocare anche da guardia. Anzi, per esprimersi ha bisogno di sentire alleggerita la pressione venendo impiegato per alcune fasi senza la responsabilità della regia. La ripartizione del minutaggio naturalmente porterebbe a un aumento dell'impiego da Bartley da ala piccola, per un quintetto corto ma d'assalto.Dal punto di vista tecnico inoltre Ruzzier non si sovrappone a Davis rispetto al quale ha alcune caratteristiche di playmaking più marcate ad esempio nella capacità di innescare i lunghi. Una prospettiva interessante per Trieste adesso che ha scoperto di poter ricavare punti da Pacher e da Spencer. Quest'ultimo dopo qualche gara da moloch raramente servito e con un timing sfasato negli alley-oop ha mostrato che qualche punto a casa lo può portare pure lui se imbeccato bene.Intanto, sulla strada per il confronto di domenica ad Assago, oggi la Pallacanestro Trieste affronterà in un'amichevole a porte chiuse (mah...) la Gesteco Cividale. In attesa di Ruzzier, si rivedrà sul parquet Lever. Un passo alla volta
  8. Presentato ieri il nuovo direttivo: https://www.citysport.news/it/notizie/pallamano-trieste/quot-ripartiamo-insieme-quot-presentato-il-nuovo-direttivo-della-pallamano-trieste.html
  9. MARTEDÌ 15 NOVEMBRE 2022 - La fine del tunnel per la Pallacanestro Trieste è sempre più vicina. Lo scrive oggi il quotidiano "Il Piccolo": se fino a dieci giorni fa si intravvedeva la luce, adesso il chiarore aumenta e cresce l'ottimismo. Lo ha confermato il presidente del club biancorosso Mario Ghiacci, ospite ieri sera del "Caffè dello sport" di Telequattro. Nessuna data, entro Natale comunque sarà il regalo più atteso. Quattro i soggetti del fondo Usa, con esperienze di management sportivo ma al primo sbarco in Europa. I futuri nuovi proprietari starebbero anche sondando le possibilità di portare un main sponsor importante.Capitolo mercato. La PallTrieste conferma che Michele Ruzzier piace, smentisce una chiusura di trattativa. Almeno fino a ieri sera visto che Ghiacci ricorda che «sul mercato gli scenari possono cambiare dall'oggi al domani». Va registrato però che da parte di fonti reggiane viene dato per sfumato l'ingaggio del play da parte dell'Unahotels in quanto starebbe firmando per Trieste. In sostanza, il club concorrente nella corsa a Ruz si chiama fuori - o così circola a Reggio - dandolo ormai in certa dirittura biancorossa.Intanto è partita la marcia di avvicinamento della Pallacanestro Trieste alla madre di tutte le trasferte, quella al Forum di Assago domenica contro l'EA7 Armani Milano. Rispetto alle ultime esibizioni Marco Legovich potrà provare a dare minutaggio, anche se ancora ridotto, ad Alessandro Lever, inserito nei dodici contro il Banco di Sardegna Sassari ma solo per tornare a respirare il profumo del parquet. Ad Assago qualche spicciolo di partita per il lungo altoatesino e poi, a partire dal successivo confronto casalingo contro Brescia, sarà a pieno regime nelle rotazioni dei lunghi biancorossi. Intanto domani Trieste si testerà in amichevole con la Gesteco Cividale di A2 - La Triestina, nonostante la buona partita con il Renate, viaggia sempre al terzultimo posto con 11 punti. Ma, come scrive oggi Antonello Rodio sul quotidiano locale, c'è un dato curioso che può aiutare a capire quali possano essere gli attuali limiti dell'Unione: se le partite fossero finite dopo i primi tempi, la squadra alabardata di punti ne avrebbe ben 18, cioè a questo punto sarebbe a metà classifica, anzi in zona play-off. E c'è una bella differenza rispetto a essere sotto 5 punti alla quota che permetterebbe di salvarsi senza passare dai play-out. In pratica la Triestina ha perso ben 7 punti nei secondi tempi. Il primo punto già al debutto, visto che dopo il primo tempo con il Pordenone si era sullo 0-0. Poi c'è stata la trasferta di Novara, con l'Unione che aveva chiuso il primo tempo in avanti prima di subire il pareggio nel finale di gara: e lì di punti se ne sono persi addirittura due. Altri due punti se ne sono andati nei secondi tempi delle trasferte con Pro Sesto e Juve Next Gen, entrambe chiuse in parità nella prima frazione prima che la ripresa fosse fatale. E infine sabato con il Renate altri due punti se ne sono andati nella ripresa, dopo che l'Unione aveva chiuso il primo tempo in vantaggio. C'è un altro dato eclatante che segna l'enorme divario di rendimento fra i due tempi, ovvero quello dei gol segnati e subiti. La Triestina nei primi tempi ha realizzato 7 reti e ne ha subite 6, insomma uno score da classica squadra da metà classifica. Il dato drammatico è quello dei secondi 45 minuti, nei quali l'Unione ha 5 reti all'attivo, ma addirittura 14 al passivo, in pratica di media più di una rete a ogni secondo tempo. Come mai finora si sono viste due Triestine diverse fra primo e secondo tempo? All'origine c'è probabilmente un mix di motivi. Innanzitutto la prima considerazione da trarre è che evidentemente gli approcci gara, casi particolari a parte come quello di Busto Arsizio, sono sempre stati discreti, la squadra che scende subito in campo ha avuto un rendimento dignitoso. La prima causa che viene in mente se nei secondi tempi c'è questa flessione, è di tipo fisico: è evidente che qualcosa non ha funzionato nella preparazione atletica precampionato. Al momento la squadra non riesce a mantenere la stessa intensità e lo stesso spessore agonistico per 90 minuti. Per carità, forse nessuna squadra riesce a farlo, ma sono anche in pochissime ad avere dei simili tracolli. In questi frangenti, come sta cercando di fare Pavanel, è ovvio che si ricorre ai cambi per mantenere un certo ritmo, visto che cinque sostituzioni permettono di modificare metà squadra. Il problema è che al momento l'Unione non ha cambi adeguati, o meglio chi subentra non riesce ad avere lo stesso impatto. Poi subentra anche una questione mentale: quando certe cose accadono più volte, è inevitabile avere sulle spalle il peso e il timore che possano succedere di nuovo. La ricetta passa dunque per un progresso nella condizione fisica, che sta già avvenendo, ma anche da una maggior ricchezza quantitativa e qualitativa dei ricambi nei settori cruciali. Ma per questa bisognerà aspettare inevitabilmente gennaio.
  10. LUNEDÌ 14 NOVEMBRE 2022 - Un sospiro di sollievo formato famiglia: è stata una pausa di campionato serena per la Pallacanestro Trieste, pur passata a lavorare in palestra, reduce da un paio di vittorie di fila fondamentali. E Marco Legovich (intervistato dal sottoscritto nel numero odierno di Citysport.News), che ha dimostrato nervi saldi nonostante l’inizio di stagione da incubo, guarda con un briciolo di positività in più ciò che lo attende nell’immediato futuro. Prima il “sacco” del PalaBarbuto, poi la riconferma in casa contro Sassari: quale è stata la vittoria più importante? “Secondo me hanno il medesimo peso specifico: prima di Napoli arrivavamo da una settimana di allenamenti durante la quale la nostra richiesta a ogni singolo giocatore di alzare il livello ci ha permesso di sbloccarci e al tempo stesso di entrare finalmente nel campionato. Con la Dinamo credo ci sia stato uno step di maturità, importante averlo fatto in casa perché arrivavamo da una precedente gara interna dove eravamo usciti tra i fischi. Entrambe confermano che siamo in un momento di crescita”. Quattro punti conquistati importanti anche per te, dopo che qualcuno già ipotizzava un cambio di guida tecnica sulla panchina biancorossa… “Quelle notizie non mi avevano destabilizzato, anche perché c’è un rapporto estremamente onesto con la società e sapevamo che quelle notizie non trovavano reale fondamento con quanto ci eravamo detti. Queste vittorie non sono assolutamente una rivincita personale, bensì dei mattoncini che ci servono come gruppo per costruire qualcosa di importante”. Dopo le “W” di fila, la pausa è arrivata forse nel momento meno propizio? “Da una parte potevamo sfruttare tutto l’entusiasmo accumulato per proseguire il nostro cammino, di fatto c’è stata la possibilità di far rifiatare la squadra, analizzando ciò che dobbiamo migliorare senza necessariamente pensare agli avversari”. Guardando l’ultimo periodo positivo, che margini di miglioramento sono auspicabili? “Guardo innanzitutto dove era l’asticella un mese fa: ora siamo diventati più intensi, lucidi e capaci di resistere maggiormente agli avversari. Il nostro è un processo di crescita contraddistinto da alti e bassi, al di là del punto di arrivo che ci siamo prefissati dovremo essere bravi a non uscire mai dalle nostre idee di ciò che vogliamo essere sul parquet”. Cosa ti aspetti ora dalla tua squadra? “Che sia più matura e capace di dare spallate decisiva alle partite, pulendo alcuni aspetti del nostro gioco: situazioni come quella con Sassari, dal +14 al +4 a fine secondo quarto, non devono più accadere”. - Quella con il Renate era una partita nella quale ci si aspettava dalla Triestina una segnale forte. Come scrive Ciro Esposito oggi su "Il Piccolo", il segnale è arrivato, non forte ma abbastanza chiaro. La partita e in particolare il primo tempo soporifero di Busto Arsizio è stato metabolizzato e superato. Anche se serviranno delle conferme perché in questa stagione in trasferta le prestazioni dell'Unione non hanno mai avuto un impatto efficacie. E questo è un problema, anche di mentalità, che va assolutamente superato. Tornando alla prova di sabato la Triestina ha giocato il suo miglior primo tempo della stagione alla pari di quello con il Mantova di due settimane fa nonostante l'avversario Renate sia un complesso ben più organizzato e di qualità. Pressing a tutto campo, palloni recuperati, manovre sulla fasce e verticalizzazioni sono state le armi della Triestina per creare un bel gruzzolo di occasioni non finalizzate anche a causa episodi non favorevoli (traversa e palo). Insomma un Renate in parte supponente ma anche sorpreso dall'atteggiamento dell'Unione è diventato una capolista messa alle corse dalla terz'ultima. Questo significa che probabilmente il Renate, pur ben strutturato, non è da primato e che l'Unione nonostante tutto non è da retrocessione.La certezza è che, dopo il trittico maledetto, si comincia a vedere sulla squadra il lavoro e la mano di Pavanel. Il tecnico ha trovato un assetto che gli consente di mettere in campo i migliori a sua disposizione dovendo sacrificare all'inizio a turno o Furlan, o Felici oppure Minesso. Quest'ultimo proprio non gira ma, vista la caratura del giocatore, è opportuno aspettarlo per un po' perché se si sblocca è uno che può fare la differenza. Quell'assetto iniziale, se spinto da concentrazione e coraggio, sta dando dei risultati in termini di gioco e pericolosità. C'è però il rovescio della medaglia che pesa tanto. Quel modo di giocare è dispendioso per chiunque figuriamoci per un nucleo di giocatori non ancora al top della condizione atletica. E soprattutto in questo momento, per difetti nella costruzione della squadra e per motivi contingenti, le alternative in panchina non sono in grado di tenere il passo. L'approccio troppo timido sin dall'inizio della ripresa, probabilmente è figlio della consapevolezza del tecnico di quanta benzina abbiamo i suoi nei loro serbatoi. Se infatti quell'atteggiamento fosse dettato dalla mancanza di coraggio sarebbe grave pur sapendo che nessuna squadra è in grado di fare forcing per tutti i 90 e passa minuti. Pavanel fa bene a non dirlo perché il gruppo va tenuto compatto ma nell'ultima mezz'ora si è visto come la panchina più che corta non sia adeguata. Senza Crimi, con un Lollo indecifrabile, Lovisa giovane e non incontrista, Sabbione mediano adattato e il solo Petrelli davanti che, anziché crescere sembra stia attraversando una fase di involuzione, è difficile tenere botta. Specie quando un avversario come il Renate si gioca alcune delle sue pedine migliori belle fresche. Eppure i lombardi non sono stati straripanti, hanno solo sfruttato le caratteristiche di alcuni uomini, e Maistrello in primis, che l'Unione non ha. Il Renate ha un quarto del budget dell'Unione ma è stato costruito con sapienza in anni di lavoro. Il progetto tecnico della Triestina invece è stato già cambiato in pochi mesi. A gennaio il dg Romairone dovrà cercare di porre rimedio agli errori commessi.Nel frattempo Pavanel, dopo la buona risposta avuta sul campo, deve tentare di raschiare parecchi punti fino a Natale. E soprattutto il tecnico deve trovare quella continuità nelle prestazioni che infonde fiducia al gruppo e all'ambiente. A cominciare dal difficilissimo derby di sabato a Vicenza
  11. Grazie - in tremendo ritardo - anche a @GMarco per la donazione!
  12. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2022 - «Sono qui a chiedere scusa per quello che è successo fino ad adesso, al tempo stesso dico che siamo 20 ore al giorno al campo a lavorare». Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", sono le parole con cui esordisce il direttore generale Giancarlo Romairone in sala stampa, un po' a sorpresa nel contesto di una partita in cui gli alabardati sono usciti applauditi da un pubblico che ha colto impegno e prestazione, soprattutto nel primo tempo e nel finale. Altro passaggio significativo quello in cui si è soffermato sul tecnico. «Pavanel sta rivitalizzando la squadra, a fine gara i giocatori del Renate avevano tutti i crampi, i nostri stavano benissimo invece. Pavanel ha preparato la partita alla grande». Poi una riflessione ad ampia veduta. «Io qui sono l'unico uomo di calcio, gli altri sono tutti giovani da questo punto di vista. E poi c'è una squadra costruita per alcuni aspetti al limite dei tempi, e con 12-13 ragazzi del 2000. Chi va in campo sta dimostrando al mister di non voler mollare niente. Mi è piaciuto come hanno affrontato la partita in una situazione ambientale difficile frutto dei risultati fatti fin qui. Questa partita sia la partenza». La ricetta per uscire da quella che Romairone stesso definisce una nave nella tempesta. «Dobbiamo diventare una squadra e lo stiamo facendo, al caso tra due mesi vedremo cosa fare, la verità è che 50 giorni fa eravamo tutti contenti ed ora siamo in questa situazione. Per certo, dopo prestazioni non all'altezza, speriamo di poter accorciare i tempi e mi piacerebbe questo messaggio arrivasse ai tifosi. Mettiamo un punto, se partendo da oggi capiamo che vogliamo tutti la stessa cosa, sarebbe importante. Io sono sempre al campo e tra due mesi vedremo quale sarà l'obiettivo. Se sarà ala salvezza bene, lotteremo per quella ma per noi conta oggi e tutti dobbiamo capire come si governa la nave in tempesta». Sul silenzio del tifo, il direttore plaude alla complicità positiva nata nel corso della gara tra Curva e squadra. «Dopo quei 15 minuti di silenzio in cui abbiamo preso una traversa e un palo mi è piaciuto come il tifo si è fatto trascinare dalla squadra. Cerchiamo di far sì che la squadra faccia innamorare la gente». Lapidario sull'indisponibilità di Lombardi. «In questo momento chi è in grado di correre bene, chi non è in grado di stare al passo fa niente». - Pieno di rimpianti per il risultato, soddisfatto della prestazione, ma anche prudente, nel senso che aspetta una controprova già dal match di Vicenza. Il pensiero di Massimo Pavanel alla fine del pareggio con il Renate ha diverse sfumature, ma il principale è quello di una Triestina che - come scrive Antonello Rodio - meritava di più: «Se guardiamo alle occasioni create c'è rammarico, il primo tempo potevamo chiuderlo con più di un gol di vantaggio. La squadra ha triangolato bene, ha difeso con ordine, è sempre ripartita. Certo dobbiamo migliorare la gestione della palla, ma io credo che abbiamo ancora grandi margini, perché certi giocatori devono ancora arrivare al loro top. Ce la stanno mettendo tutta, ma in partita bisogna tirar fuori qualcosa in più in certi momenti». Poi però a inizio ripresa il Renate ha preso decisamente campo, almeno fino al gol del pareggio. Il tecnico alabardato spiega così quel momento dell'Unione: «Abbiamo speso tanto, il Renate è una squadra che palleggia bene e ti fa correre, per fare quel lavoro che abbiamo fatto nel primo tempo devi stare bene, e c'è un preciso lavoro da fare nelle scalate con gli attaccanti. Abbiamo avuto un momento che in una partita ci può stare, però non avevano avuto grandi occasioni e il gol è arrivato su un rimpallo». Pavanel comunque è corso ai ripari per migliorare la situazione: «Abbiamo provato con i cambi, ci siamo messi in maniera diversa in una sorta di 4-3-3 e abbiamo tenuto il campo meglio dopo il loro gol. Alla fine comunque, se faccio un'analisi della partita, oltre ai punti che purtroppo fatichiamo a prendere, contro una squadra forte che non è prima per caso abbiamo fatto la miglior partita della stagione». Forse alcuni cambi non hanno dato però quello che ci di aspettava, e Pavanel fa capire che invece c'è bisogno di tutti: «Non puoi pensare di fare partite con questa intensità per 90 minuti contro questi avversari, ovvio che si chiede tanto a chi entra. A volte gli innesti sono entrati bene, altre volte troppo leggeri e poco cattivi, stavolta non è andata benissimo. Ma è importante che capiamo che c'è bisogno di tutti, da chi gioca mezzo minuto a chi una partita intera. Solo se capiamo questo diventiamo squadra e possiamo ripetere partite come questa, altrimenti resteranno sempre partite una tantum: dobbiamo avere continuità, per cui sono contento della prova della squadra, ma aspetto la controprova a Vicenza. Se possiamo recuperare Lombardi? Dipenderà da lui, io non faccio sconti a nessuno, abbiamo bisogno di tutti ma con l'idea di dare il massimo che uno ha».
  13. SABATO 12 NOVEMBRE 2022 - Al Rocco oggi arriva la capolista, ma purtroppo non si tratta di un incontro di cartello, bensì quasi di un testacoda, vista la classifica dell'Unione. Lo scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo": nonostante i 13 punti di differenza e le posizioni quasi agli antipodi, è proprio da questo Triestina-Renate (si inizia alle 14.30, arbitra Galipò di Firenze) che l'Unione deve ricominciare a dare segnali confortanti. La vittoria con il Mantova era stata l'illusione di aver intrapreso la strada giusta, poi la brutta prova di Busto Arsizio ha ricacciato nella depressione l'intero ambiente e la tifoseria. Tra l'altro una parte del tifo più caldo della curva, quella del Nucleo San Giacomo, ha annunciato anche uno sciopero di 15 minuti del tifo e non sarà sugli spalti nella prima parte della partita. In ogni caso la classifica piange, il prossimo impegno sarà in casa di un Vicenza che ha appena cambiato panchina, per cui il match di oggi, per quanto difficile vista la caratura dell'avversario, deve essere affrontato dalla squadra di Pavanel con l'obiettivo assoluto di muovere la classifica, superando tutte le difficoltà fisiche, tecniche o psicologiche del momento. In caso di sconfitta, a parte l'allungarsi della serie negativa, c'è il rischio che a furia di aspettare un progresso più convincente o addirittura i correttivi del mercato di gennaio, ci si trovi davvero troppo indietro per poi poter mettere nel mirino l'aggancio alla quota che porterebbe fuori dai play-out. Certo, per la Triestina vista a Busto Arsizio, oggi sembrerebbe una mission impossible: il Renate è primo in classifica, è reduce da tre successi consecutivi in trasferta, ha segnato 4 reti a Salò, finora ha perso una sola partita. Insomma tutti numeri opposti a quelli alabardati. Ma questo deve essere lo stimolo per tirare fuori qualcosa in più, quella scintilla che consenta di andare oltre gli attuali limiti. Sul fronte delle disponibilità, Pavanel dovrà continuare a fare di meno di Adorante, Lombardi e ovviamente Crimi, mentre rientra fra i convocati Lovisa. Probabile più di qualche cambio rispetto alla partita persa in casa della Pro Patria. Ad esempio va considerato che entrambi i centrali difensivi titolari, ovvero Di Gennaro e Sottini, sono diffidati, e pertanto schierarli entrambi potrebbe essere rischioso, quindi non è escluso un utilizzo di Sabbione o Rocchi. Se Ciofani e Sarzi Puttini hanno finora sempre giocato da esterni, non va scordato che per la seconda settimana è disponibile anche Ghislandi, che dovrebbe essere cresciuto di condizione. In mezzo al campo difficile prescindere da Pezzella e Gori, mentre è apparso chiaro a Busto Arsizio che non si può nemmeno fare a meno dal primo minuto di Felici: se il giovane ex Palermo giocherà esterno, potrebbe restare fuori Furlan, con Ganz e Minesso (o Petrelli) in avanti; se invece giocherà seconda punta, saranno Furlan e Paganini gli esterni a centrocampo. A meno che Pavanel non provi ancora a mescolare le carte provando un altro modulo. E vista la situazione, non ci sarebbe nulla di sorprendente. - Scalare le Torri per ripartire in campionato dopo la sconfitta nel big match di sabato scorso ad Appiano. Imperativo per una squadra che vuole continuare a frequentare le zone alte della classifica, stasera a Chiarbola con inizio alle 19, la vittoria contro Torri, avversaria che dopo il successo contro Palazzolo è arrivata a un solo punto da Trieste.«Avversaria di qualità - l'analisi del direttore sportivo Giorgio Oveglia- che in queste prime otto giornate di campionato ha dimostrato il suo valore, prova ne sia il fatto che è in piena lotta play off per un posto nella prossima serie A Gold. Allenata da un tecnico esperto come il croato Jasarevic, Torri può disporre di un roster completo, con tanti giocatori che all'occorrenza possono diventare intercambiabili. Sicuramente dovremo fare particolare attenzione a Zennaro, tra i più prolifici nelle fila vicentine».«Questa - continua Giorgio Oveglia nella presentazione del confronto odierno - sarà l'ennesima battaglia che ci aspetta vista l'importanza della posta in palio. La nostra arma principale, per cercare di portare a casa il risultato, sarà ancora una volta la difesa, dal versante opposto dalla loro hanno il secondo miglior attacco del torneo. Dovremo tenere la concentrazione alta, mi aspetto un buon pubblico capace di sostenere i ragazzi in questa fase delicata della stagione.»Nelle file dei biancorossi questo sarà il primo match senza Alex Pernic dopo l'infortunio a un ginocchio rimediato nella sfida contro la Sparer Appiano.La lesione muscolare ai gemelli costringerà il pivot triestino ad almeno due settimane di stop: salterà il match di questa sera e la successiva trasferta sul campo di Malo, la speranza è di poterlo riavere a disposizione a fine mese.Nel frattempo la squadra sarà costretta a fare gli straordinari, in difesa da secondo giocherà il giovane Urbaz
  14. Perché non rientriamo in topic e soprattutto la smettiamo di farci del male verbalmente? 🙂
  15. VENERDÌ 11 NOVEMBRE 2022 - È stato il sogno di più di qualche notte di piena estate, forse il primo nome sul taccuino della società nella fase di costruzione della nuova Pallacanestro Trieste targata Marco Legovich. L'obiettivo del coach era chiaro: puntare su una coppia di play italiani (nel nostro caso triestini) per liberare spazio agli americani e spendere il doppio spot in un altro ruolo. Alla fine come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", Ruzzier aveva scelto di restare alla Virtus e la strategia di mercato era cambiata. Nessun ripensamento su Stefano Bossi, l'uomo deputato a dare minuti di riposo al titolare, la rinuncia a Michele aveva aperto la strada al ritorno di Corey Davis. In questi mesi la situazione è però cambiata: in una Virtus costruita per primeggiare in Italia ed essere competitiva in Eurolega, la possibilità di trovare spazio si è ridotta giornata dopo giornata. Ruzzier ha dovuto affrontare la concorrenza di un pacchetto di play composto da Hackett, Pajola e Mannion senza dimenticare sua maestà Teodosic che spesso e volentieri spende minuti ed è decisivo come portatore di palla. Coach Scariolo ha fatto le sue scelte e definito le gerarchie e i minuti a disposizione del play triestino sono definitivamente svaniti. Con ancora pochi mesi prima della scadenza del biennale firmato nell'estate del 2021 con le Vu nere, Ruzzier ha preso atto della situazione e ha cominciato a guardarsi attorno in cerca di una soluzione che possa essere soddisfacente per concludere questo campionato in una società che gli conceda la possibilità di rilanciarsi, giocare e garantisca contestualmente un contratto per il futuro. In questo contesto si è inserita Trieste, che sta lavorando per cercare di trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti. Cosa non semplice vista la concorrenza in atto (Reggio Emilia è a caccia di un uomo in grado di supportare la regia di Cinciarini nel doppio impegno campionato- coppa) e le richieste di un giocatore che in questo momento costringerebbe la società a uno sforzo importante. Nelle pieghe di un accordo ancora tutto da perfezionare, resta da capire l'effettiva utilità di un inserimento che cambierebbe, inevitabilmente, gli equilibri faticosamente raggiunti dal gruppo nelle ultime giornate. In una squadra che ha negli esterni il suo obiettivo punto di forza e che, in questo momento, ha problemi in altri ruoli, l'opportunità di aggiungere un play-maker va attentamente valutata. - Mentre la Triestina si prepara alla sfida di domani con il Renate (al Rocco inizio alle 14.30), l'ex tecnico alabadato della stagione 2013/14 Fabio Rossitto (intervistato da Antonello Rodio su "Il Piccolo"), attento osservatore delle vicende della serie C, assicura che l'Unione può uscire da questo tunnel e che Pavanel è l'uomo giusto per guidarla. Rossitto, si è fatto un'idea del perché la Triestina sta andando così male? «Diciamo che quest'estate è stato fatto tutto nuovo, sono arrivati tanti giocatori, si sono create delle aspettative, e c'è stato un allenatore giovane che forse non conosceva bene certe dinamiche, in una piazza non facile come Trieste. Evidentemente non era ancora tutto pronto per fare bene e quindi non era semplice partire in un certo modo».Ma a suo parere la Triestina quanto vale? «Per me la squadra è competitiva, ma quando la partenza non è buona inizia a venir su ansia, pensi di aver perso la strada intrapresa e tutto sembra un disastro, perché pensavi di lottare per altri obiettivi. Ma non è cosi, bisogna cercare di mantenere un certo equilibrio e avere una visione. Certo, da fuori è sempre facile parlare». E come giudica il cambio di panchina? «Intanto dispiace per un giovane collega come Bonatti che ha avuto un'occasione importante, ma nel calcio purtroppo succede. Comunque credo che Pavanel sia l'uomo giusto in questo momento: conosce bene la piazza e certe dinamiche, è stimato dalla tifoseria, cercherà di toccare i tasti giusti per essere pratici e portar fuori la Triestina da questa burrasca. So quanto bene vuole a Trieste e quanto la città ne voglia a lui, quindi bisogna avere fiducia».La Triestina riuscirà a salvarsi? «Parlare di salvezza con la Triestina sembra di dire una parolaccia talmente è strano, ma per essere pratici è fondamentale tirarsi fuori al più presto dalla melma e portarsi a una quota di tranquillità. Credo che questa squadra, se è serena, può e deve dare molto di più. Poi se comincia un filotto positivo, può pensare nuovamente a cose diverse, ma ora serve grande umiltà e fare un passo alla volta, con pazienza e cercando di tirar fuori energie positive».A questo punto il favorito per vincere il girone è il Pordenone? «Direi di sì, ha indovinato tutto sul mercato, la piazza è tranquilla e ti fa lavorare bene, la squadra è bella compatta, con un giusto mix. E dopo una retrocessione ha aiutato tanto essere partiti bene». Come mai il Vicenza e in parte anche il Padova stanno deludendo? «Torniamo al discorso della Triestina, sono piazze non semplici, le aspettative sono sempre alte e questo è il bello e brutto delle squadre importanti. Perché non è semplice vestire certe maglie, pesano in maniera diversa dalle altre, c'è bisogno di maggior personalità e non sempre è facile sopportare le responsabilità».È un campionato ricco di continue sorprese: come mai?«In effetti è molto equilibrato, non c'è una squadra che sta dominando, i risultati sono altalenanti. Questo dimostra che con un po' di continuità si può tornare presto in carreggiata. E questo dà speranza anche alla Triestina»
  16. GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE 2022 - La classifica della Triestina è sotto gli occhi di tutti. Come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", con appena 10 punti dopo dodici giornate, la squadra alabardata è al terzultimo posto, in piena zona salvezza, sotto di ben cinque lunghezze alla quota che permetterebbe di evitare i play-out. E bene ha fatto Pavanel ad avvertire tutti di calarsi al più presto in questa realtà. L'aspetto più preoccupante, è che finora non c'è stato un solo aspetto del rendimento dell'Unione a cui aggrapparsi, un settore che abbia funzionato meglio degli altri. Perfino la tradizionale scossa del cambio panchina non è arrivata, anche se Pavanel ce la sta mettendo tutta e i miglioramenti nel gioco e nell'atteggiamento si erano visti, prima del nuovo capitombolo con la Pro Patria. E a certificare la situazione sono dei numeri impietosi, sia nel confronto con le altre squadre del girone sia rispetto ai passati campionati. ATTACCO Una delle cifre che balza maggiormente all'occhio è il pessimo rendimento offensivo. Dopo il mercato estivo, con l'arrivo degli esperti Ganz e Minesso supportati da giovani di belle speranze come Petrelli e Adorante, non si pensava una Triestina così sterile. E invece l'Unione ha messo finora a segno 11 reti in 12 partite (di media nemmeno un gol a match), risultando la penultima del girone. Solo la Virtus Verona ha fatto peggio con appena 7 reti segnate. Finora il peggior risultato dal ritorno in serie C si era avuto la scorsa stagione con 13 gol e quella precedente con 14, mentre negli altri anni dopo dodici giornate si viaggiava già tra i 19 e 20 gol messi a segno. DIFESA Non va molto meglio nel reparto arretrato. La Triestina ha 19 reti al passivo, un dato che la pone al terzultimo posto delle difese del girone, assieme a Pro Sesto e Trento. Peggio hanno fatto solamente Piacenza (25 gol subiti) e Mantova (22). Anche in questo caso è abissale la differenza di rendimento rispetto agli anni precedenti dopo dodici giornate: finora il peggior risultato era stato quello del 2019/20 con 15 reti al passivo, per il resto si era fatto sempre meglio, fino alle 10 reti nella stagione 2018/19. CLEAN SHEET Ma il vero grande problema è che in queste prime dodici giornate la Triestina ha preso sempre gol. Un record negativo pesantissimo, perché nessun clean sheet significa partire sempre un gol sotto. Non c'è stata partita, nonostante due ottimi portieri come Pisseri e Mastrantonio, in cui la porta non sia stata violata. Ci si è andati molto vicino solo nel successo contro il Mantova, prima del rigore decisamente generoso concesso ai virgiliani. Per il resto troppi errori e disattenzioni hanno letteralmente regalato gol agli avversari. FATTORE CAMPO Per la Triestina non fa nemmeno molta differenza il fattore campo. Il rendimento casalingo è largamente insufficiente come dimostrano le 3 sconfitte in 6 partite, ma almeno grazie alle due vittorie sono arrivati 7 punti, dato che pone gli alabardati al sestultimo posto. Disastroso invece il rendimento esterno: nelle sei trasferte giocate finora sono arrivati solo 3 punti, frutto di tre pareggi. Un misero bottino che pone l'Unione al terzultimo posto del girone, hanno fatto peggio solo Pergolettese e Mantova. Inoltre al Triestina è tra le cinque squadre che finora non hanno ottenuto successi esterni. VITTORIE Due vittorie in 12 partite sono nettamente il dato peggiore dal ritorno in serie C : nel primo anno e nell'ultimo a questo punto della stagione si era giunti a 4 successi, in tutti gli altri le vittorie erano già state 6, ovvero metà dei match giocati. PUNTI Con queste premesse, inutile ricordare come i 10 punti rappresentino di gran lunga il peggior risultato dal ritorno in C a questo punto della stagione: finora il più negativo era stato quello dello scorso anno con 16 punti, il migliore quello del 2018/19 con 22 punti - Due vittorie consecutive e l'aria attorno all'Allianz Dome si è fatta improvvisamente più dolce. Lo scrive Lorenzo Gatto: è un inizio di settimana con il sorriso per la Pallacanestro Trieste che ha approfittato della pausa legata agli impegni della nazionale di Gianmarco Pozzecco per prendersi un paio di giorni di riposo. Fondamentale la vittoria contro Sassari, importante per dare continuità all'ottima prestazione di Napoli e per sistemare una classifica che adesso vede la formazione di Marco Legovich assestata nel gruppone di squadre a quattro punti con due avversarie, Verona e Scafati, rimaste alle sue spalle. Motivo di ottimismo in più, il ritorno sul parquet di Alessandro Lever, che ha completato il lavoro di riabilitazione dopo l'operazione al ginocchio dello scorso 22 settembre e da oggi si riunirà ai compagni per riprendere gli allenamenti. Tempi di recupero, dunque, confermati. Erano stati previsti due mesi per il ritorno in campo, il giocatore sarà effettivamente a disposizione già per la trasferta del 20 novembre a Milano. La voglia di rientrare è di esordire, finalmente, in campionato si fa sentire e non a caso ieri, nel secondo dei due giorni di riposo concessi dallo staff tecnico alla squadra, il lungo di Bolzano ha lavorato sul parquet dell'Allianz Dome assieme a capitan Deangeli. Le prime sei giornate, intanto, hanno già in parte modificato gli equilibri del campionato. Novità a Scafati, dove la sconfitta di domenica scorsa contro Varese è costata la panchina a coach Alessandro Rossi. Al suo posto arriverà Attilio Caja al rientro nella massima serie dopo la stagione disputata a Reggio Emilia alla guida della Unahotels. Terremoto a Sassari dopo la sconcertante prova offerta dal Banco di Sardegna all'Allianz Dome. Nella giornata di martedì, infatti, la società sarda ha comunicato di aver trovato l'accordo per la risoluzione dell'accordo con Chinanu Onuaku, il centro americano autore di una prestazione decisamente insufficiente contro Trieste. Nel frattempo, favorito anche dalla pausa che distoglie l'attenzione dal campionato, impazza radio mercato con le squadre che stanno cominciando a muoversi per dare un primo ritocco ai loro roster. A Trieste si continua a parlare del possibile ritorno di Michele Ruzzier, indiscrezioni che nelle ultime ore hanno trovato conferma. Il play triestino, chiuso a Bologna da un roster che nel ruolo concede a Scariolo infinite opzioni, ha manifestato il desiderio di trovare un club disposto a regalargli spazio. Trieste ci sta pensando anche se l'operazione nasconde difficoltà contrattuali che andranno superate
  17. MERCOLEDÌ 9 NOVEMBRE 2022 - Questione di tempo. Quello che ci voleva per aspettare una prima crescita della squadra. Quello che ancora ci vorrà per il passaggio di proprietà. Quello che ci vorrà per trovare una soluzione soddisfacente per affrontare le spese aumentate della gestione dell'Allianz Dome. Come scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo" odierno, fermo il campionato per gli impegni della Nazionale, alle prese con le qualificazioni ai Mondiali, è il momento di fare il punto sullo stato di salute della Pallacanestro Trieste con il presidente Mario Ghiacci. Capitolo per capitolo.LA SQUADRA «La scorsa estate avevo predetto che ci sarebbe voluto un po' di tempo per carburare. L'inizio era difficile e lo sapevamo a causa di un calendario che ci ha opposto squadre di prima fascia e dell'infortunio di Lever che ha accorciato le rotazioni. Inoltre l'ambientamento da parte dei giocatori ha richiesto un po' di tempo, Spencer è arrivato a ridosso della prima partita. Davis è rientrato in Italia più tardi di quanto avevamo previsto inizialmente e non per colpa sua. Io ho grande rispetto del lavoro che viene svolto sia dallo staff tecnico che in società e penso che i fatti contino più delle chiacchiere e dei fucili spianati. Parliamoci chiaro: dopo uno 0-4 abbiamo infilato due successi ma questi non fanno...primavera. Però adesso possiamo lavorare con più serenità. Condizioni migliori».MERCATO «Il mercato è in perenne evoluzione. Qualche squadra è già intervenuta, altre lo faranno. Noi stiamo sul pezzo, teniamo le antenne dritte come è inevitabile. Non accostateci nessuno perchè le porte si aprono e si chiudono nel giro di una giornata. Per una squadra di basket gli esami sono settimanali, i roster si possono anche cambiare, dipende dalle possibilità che si ha».SOCIETÀ «La trattativa con il fondo americano è seria ed è nata per dare un futuro stabile. Non vogliamo trovarci al 30 giugno e interrogarci sul domani. Abbiamo aspettato troppo durante la copertura da parte dell'Allianz? Ricordo che c'è stato il Covid, poi è scoppiata la guerra in Ucraina e l'economia ha segnato il passo, nessuno stacca più assegni a cuor leggero. Faccio sempre due esempi: chi deve cedere un'azienda burocraticamente ci impiega 18 mesi, chi acquistare una casa deve rispettare alcuni passaggi. Niente si fa dalla sera alla mattina, nemmeno l'acquisto di un club di basket. Se si vogliono fare le cose con tutti i crismi. E sia noi che i nostri interlocutori preferiamo il bene al presto. Il 30 novembre come dead line? Lo dite voi, probabilmente sarà un po' più in là. Non faccio questione di date. Conta quello che c'è in ballo: un futuro sereno per il basket triestino. Io vedo la luce in fondo al tunnel».PUBBLICO «Voglio rivolgere un ringraziamento enorme a chi ci è rimasto vicino. Grazie. Chi non c'è avrà le sue ragioni e sta a noi cercare di farlo ritornare. Le novità che arriveranno potranno dare soddisfazioni a noi e ai nostri tifosi».ALLIANZ DOME «Ci sentiamo lasciati soli. I costi della gestione dell'impianto hanno inciso pesantemente sull'allestimento del roster. Parliamo di risorse ingenti, preferirei non dare numeri. Con il Comune siamo in contatto ma si va a rilento. Comprendo che le priorità siano altre ma anche noi abbiamo delle priorità e dobbiamo mettere via soldi per coprire le spese. Il nostro lavoro è gestire una squadra di basket, non una struttura». - Nel girone A della serie C un altro allenatore è arrivato al capolinea. Come scrive Antonello Rodio oggi sul quotidiano locale, lunedì sera il Vicenza ha infatti esonerato Francesco Baldini, per il quale è stato fatale il ko interno con la Feralpisalò. Ieri al suo posto è stato ufficializzato l'arrivo di Francesco Modesto, che sarà chiamato a risollevare i biancorossi dopo un inizio di campionato molto deludente, per una corazzata che secondo tutti gli addetti ai lavori avrebbe dovuto dominare in lungo e in largo questo girone A. E invece, dopo cinque sconfitte in 12 partite, al momento il Vicenza sarebbe addirittura fuori dai play-off. Quello di Baldini è comunque già il sesto esonero del girone A in appena 12 giornate di campionato, ma in realtà i cambi di panchina sono stati già sette visto il particolare avvicendamento in casa Pergolettese. Il primo esonero è arrivato addirittura a metà agosto, prima dell'inizio del campionato, quando il Novara ha avvicendato Marchionni con Cevoli. Poi a metà settembre ha iniziato le danze il Lecco cacciando Tacchinardi e chiamando al suo posto Luciano Foschi. Quindi a fine settembre l'avvicendamento morbido in casa Pergolettese: in sella c'era Fabbro, il vice di Mussa dimessosi prima del via del campionato, ma dopo un mese di conduzione ad interim è arrivato il nuovo allenatore Villa. A inizio ottobre cambio di panchina al Piacenza: via Scalise e dentro Scazzola. Una settimana dopo è toccato a Trento e Triestina: i trentini hanno esonerato D'Anna chiamando al suo posto Tedino, mentre per l'Unione come noto Pavanel ha preso il posto di Bonatti. In pratica un terzo di tecnici cambiati in nemmeno un terzo di campionato, una media altissima che paradossalmente, se mantenuta, porterebbe a ribaltoni per tutte le squadre del girone. Ma hanno funzionato questi cambi di allenatore? Purtroppo il cambio che al momento ha prodotto meno risultati è proprio quello di Pavanel, anche se il nuovo tecnico ha ben poche colpe e si è trovato di fronte a una situazione molto difficile: sta di fatto che dopo il cambio la Triestina ha fatto solo 3 punti in cinque partite. Il progresso più eclatante è invece quello del Lecco, che con l'arrivo di Foschi ha fatto 16 punti in 6 partite arrivando in vetta alla classifica, anche se ora è reduce da due brutte sconfitte che hanno portato lo score a 16 punti in 8 partite. Buono anche l'impatto di Tedino a Trento: dal suo arrivo la squadra ha fatto 8 punti in 5 incontri. La Pergolettese con Villa in panchina ha continuato allo stesso ritmo di prima, con 7 punti in 6 match, più difficile invece il compito di Scazzola, che arrivato sulla panchina del fanalino Piacenza ha molto faticato all'inizio, ma dopo il primo successo di domenica vanta 6 punti in 6 partite. Insomma, cambi a volte necessari, ma come sempre i risultati sono altalenanti a seconda delle realtà. E nel frattempo la situazione è calda anche a Mantova, dove dopo il ko interno con il Piacenza, i tifosi hanno addirittura emesso un comunicato nel quale hanno chiesto alla società di sostituire l'allenatore Corrent e il diesse Battisti. Ma proprio quest'ultimo ha chiarito che il tecnico non è in discussione.
  18. MARTEDÌ 8 NOVEMBRE 2022 - La partita persa sul campo "amico" (solo per i tifosi) di Busto Arsizio mette una pietra tombale sui pochissimi alibi rimasti con i quali giustificare il pessimo rendimento di questa Triestina. Adesso è più chiaro che società, giocatori e staff devono pensare a salvare la categoria. Come scrive Ciro Esposito, al di là del risultato (un pari immeritato avrebbe cambiato poco la situazione) quello che conta è la prestazione.IL PRECEDENTE E purtroppo la prova assomiglia molto a quella vista un mese fa a Sesto San Giovanni a tempi invertiti. In quel caso la squadra era stata svogliata, statica e poi senza testa nella ripresa, domenica invece soprattutto nella prima parte della gara. Quella gara aveva segnato il divorzio da Bonatti, oggi Pavanel è in sella anche se al termine della gara dello Speroni è apparso visibilmente sfiduciato. Ne ha tutte le ragioni perché ci tiene tantissimo a vincere questa sfida accettata sul piano professionale ma anche con profonde implicazioni affettive.Anche in quel caso la squadra veniva da una vittoria e tutto l'ambiente si aspettava che l'Unione potesse cominciare a marciare. IL CAMBIO Il cambio di panchina non ha sortito effetti nonostante qualche passetto avanti. Perché le distrazioni, la superficialità, l'assenza di carica agonistica sono rimaste nella testa e nelle gambe di giocatori che non hanno capito che giocano in C e che la C devono salvare. La scelta di non aver confermato alcuni giocatori che quella categoria la conoscevano (basta vedere cosa succede in campo senza l'infortunato Crimi) e l'arruolamento di tanti che quella categoria non la frequentavano da tempo arrivando dalla B, è una responsabilità che fa capo al direttore generale Romairone. IL MERCATO Adesso però non serve a nulla rivangare quel che è stato anche se è chiaro che, dall'esperienza maturata a Trieste in questi anni, per emergere in terza serie è meglio affidarsi ai migliori della categoria anche se i tifosi non si entusiasmano. Il Sudtirol dell'anno scorso è solo l'esempio più fulgido di questa strategia.Ora serve che tutti agiscano per dare una sveglia alla squadra. Perché questo è il momento di pensare a dare tutto sul campo e non di rinviare le soluzioni al mercato di riparazione che pure potranno essere utili. E poi non si possono mica cambiare una decina di pedine nel bel mezzo della stagione quando quasi tutti cercano di tenersi i migliori.I GIOCATORI Se c'è un deficit atletico ci deve pensare Pavanel così come è lui che deve trovare le soluzioni tattiche per mettere in campo sempre gli uomini migliori a disposizione infischiandosene di gerarchie, anzianità di servizio e quant'altro. I più esperti dimostrino di essere tali, i più giovani (Pezzella, Petrelli, Adorante solo per fare degli esempi) facciano esercizio di umiltà senza gigioneggiare con colpi di tacco o alleggerimenti eleganti ma spesso sanguinosi quando si hanno di fronte avversari che mordono le caviglie.IL CLUB Si deve far sentire anche la società perché giocare in questo campionato e in particolare in questo girone non è un videogame. Sono stati investiti milioni di euro e sono state illuse migliaia di persone che si sono abbonate o seguono l'Unione anche negli angoli più remoti del Nord Italia. Bisogna agire adesso perché nelle prossime sette giornate che portano al giro di boa, la Triestina non si può più permettere di perdere altro terreno da quei cinque punti che attualmente la separano dalla zona salvezza senza la lotteria dei play-out.SCONTRI DIRETTI Bisognerà lottare e portare via qualcosa anche nelle gare con Renate, Vicenza, Feralpi ma è evidente che l'Unione non potrà sbagliare gli scontri diretti con Piacenza, Pergolettese e San Giuliano. C'è poco da fare, a questa Triestina che sta collezionando in serie record negativi, in questo momento fanno paura anche le squadre molto meno ricche e sulla carta meno tecniche. Una paura che va trasformata in coraggio ed energia da mettere in campo.Nonostante la stagione sia ancora abbastanza lunga passi falsi con le avversarie più dirette ingarbuglierebbero in modo determinante una situazione già molto difficile da gestire. E attenzione perché la storia dimostra che raccogliere punti nel girone di ritorno, quando i risultati pesano il doppio o anche il triplo, è affare complesso. La Triestina ha la forza tecnica e la struttura economica per risalire almeno un po'. Ma deve farlo subito e soprattutto con un margine di errore prossimo allo zero. - Allenamenti più tirati, video per rivedere e correggere gli errori (e ce ne sono stati, nelle prime giornate, oh se ce ne sono stati) e confronti. Soprattutto confronti. Colloqui individuali, di squadra, con il coach, con la società. Spesso nella storia recente della Pallacanestro Trieste le correzioni di rotta sono iniziate così. Con una sorta di esame di autocoscienza collettivo. E, spesso, come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", sono finiti così: con un gruppo che prende atto degli errori che stanno portando la nave allo sbando e riparte più convinto e coeso.D'accordo, probabilmente l'abbiamo romanzata troppo ma la sostanza è questa. Il dopogara con Tortona, con il terzo pesante ko consecutivo interno, concluso tra i fischi, è stato un punto chiave dell'avvio di stagione biancorosso. Non filtrando niente dallo spogliatoio triestino bisogna rifarsi alle parole di coach Legovich. «Abbiamo rivisto gli sbagli, abbiamo parlato con tutti, abbiamo lavorato sempre più duro». E sono arrivati due successi di fila che significano schiodarsi da quell'ultimo posto solitario e raggiungere un'affollata quota quattro.I CAMBIAMENTI Qualche cambiamento c'è stato. La zona match-up che aveva permesso di sbancare Napoli è il segno di uno staff che vuole esplorare tutte le armi e di un gruppo che lo asseconda. I momenti di intensità difensiva, in precedenza limitati a una dozzina di minuti, sono aumentati. Trieste contro Sassari ha perso di un niente nel conto dei rimbalzi e il saldo recuperi-perse è abbondantemente negativo eppure è stato in contropiede che ha indirizzato il match. Ha ottimizzato le chance di colpire in transizione, facendo le scelte giuste. Contro Sassari è stato più equilibrato l'attacco, coinvolgendo meglio e più spesso i lunghi, senza dipendere esclusivamente dalla vena dei tiratori.È cambiato qualcosa nella rotazione dei giocatori. Diverso lo starting five, con Davis, Gaines e Bartley subito insieme in campo, lasciando Campogrande - ala piccola titolare nelle prime uscite - in panchina. I cinque partiti contro Sassari si sono spartiti 163 dei 200 minuti a disposizione. L'impressione è che la PallTrieste, almeno nei componenti princiali, stia cominciando a divertirsi, meno contratta. E sicuramente coach Legovich la riconosce più sua, simile a quella che aveva progettato in estate.METAMORFOSI SPENCER Tra i singoli almeno tre giocatori hanno mostrato progressi. Il più eclatante è Skylar Spencer, inconsistente nelle prime gare e, di conseguenza, a rischio taglio se solo ce ne fosse stata la possibilità. Il centro non sembra più un corpo estraneo, gli alley-oop che lo chiamano causa non sono più avventure scoordinate e fuori tempo, mostra più personalità. Dopo l'exploit dell'altra sera è il miglior rimbalzista offensivo del campionato, il secondo nelle carambole totali, il secondo stoppatore. In 30 minuti ha tirato tanti liberi (sei) quanti nei cinque turni precedenti. E ne ha messi dentro la metà, che per lui è già un bell'andare.Più sostanzioso l'apporto anche di AJ Pacher. Premessa: non ha senso paragonarlo al predecessore Grazulis che ha caratteristiche diverse. L'attuale ala forte di Trento durante l'esperienza biancorossa si era consolidato come un solido, eccellente collante. Pacher non ha lo stesso tonnellaggio ed è ancora in fase di adeguamento alla Serie A dopo anni di A2. Rispetto alle prime uscite si prende più tiri, si fa sentire a rimbalzo e in difesa, ha un approccio meno soft.La terza metamorfosi riguarda Frank Bartley. L'esterno è fin qui il Mvp biancorosso, confermandosi la bella scoperta che tutti alla vigilia speravano si rivelasse. Rispetto alle prime partite però si è elevata la qualità del suo apporto: meno individualista e disordinato tatticamente, partecipa alla costruzione del gioco, legge i momenti in cui è giusto cercare quell'uno contro uno che ha provocato più di qualche giramento di testa tra gli avversari sardi, aiuta a rimbalzo, si sbatte in difesa. Rimane alta la quantità, si è affinata la qualità
  19. LUNEDÌ 7 NOVEMBRE 2022 - Una vittoria dal peso specifico fondamentale regala sorrisi e serenità a tutto l'ambiente biancorosso. La vittoria contro Sassari è un ulteriore passo avanti nella crescita di un gruppo che, giornata dopo giornata, sta acquisendo fiducia e traducendo sul parquet il lavoro settimanale. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", coach Marco Legovich lo sottolinea con soddisfazione, dando ai suoi giocatori i meriti di un risultato che consente a Trieste di abbandonare l'ultimo posto della classifica.«Abbiamo fatto la partita che volevamo, anche difensivamente, direi che tenere Sassari a 14 punti nel primo quarto ha dato un'impronta a quella che voleva essere la nostra gara. Abbiamo peccato di ingenuità nel secondo quarto facendo rientrare Sassari in partita con degli errori molto banali sui quali torneremo in settimana. Abbiamo avuto un secondo passaggio a vuoto all'inizio del terzo quarto nel quale avevamo un po' perso le redini del match per determinate scelte offensive che avevano iniziato a non pagare come nella prima parte di gara. Ma siamo stati bravi a ritrovare compattezza e unità di intenti e ritrovarci nella parte finale portandola a casa. Una vittoria che ci da conferme e che volevamo fortemente per dimostrare a noi stessi e a tutti i nostri tifosi che eravamo altro rispetto a quelli che avevano visto in questo inizio di stagione».La fotografia più bella della crescita del gruppo è sicuramente la partita di Skylar Spencer. Migliorato decisamente rispetto al giocatore inconsistente visto nelle primissime giornate. «Il lavoro con Skylar è a 360 gradi - sottolinea il coach triestino - lui è stato stimolato a dare di più, gli è stato fatto vedere su quali situazioni poteva migliorare ed è stato bravo a cogliere i suggerimenti facendosi trovare pronto. È chiaro che questa sua crescita va di pari passo con quella delle guardie che sono state brave a capire come servirlo e come metterlo nella condizione migliore per essere utile alla squadra».La seconda vittoria consecutiva non allontana le voci di mercato alla vigilia di una pausa nella quale molte società si muoveranno per mettere mano ai roster. «Sulla squadra c'è un confronto quotidiano - conclude Legovich - ma è giusto che di queste cose parli la società. In ogni caso credo sia giusto parlare dei ragazzi che sono scesi in campo e che hanno vinto con merito una partita difficile».Felice per il successo, Skylar Spencer sottolinea con una battuta il lavoro svolto nelle ultime settimane. «Mi fido ciecamente di quello che lo staff tecnico mi propone, si stanno cominciando a vedere i frutti. Sono felice per la squadra e per i nostri tifosi che dopo tre sconfitte si meritavano questa soddisfazione». - A seguire l'Unione, sconfitta ieri a Busto Arsizio, c'era anche il presidente Simone Giacomini assieme a Ettore Dore. E come scrive Ciro Esposito, entrano nella zona mista e allargano le braccia increduli. Scuro in volto è invece il direttore generale Giancarlo Romairone che si confronta con lo staff. È una squadra che ha costruito lui e sa che c'è molto che non va. Bisognerà trovare qualche rimedio ma non si può mica continuare a zoppicare fino a gennaio. A parlare per tutti è un Massimo Pavanel che quasi non sa darsi una spiegazione. «In settimana avevamo provato delle cose che non abbiamo fatto in campo - dice il mister alabardato - ma soprattutto abbiamo fatto due regali agli avversari che non mi vanno giù. Avevo pensato di tenere un assetto più coperto nella prima parte per poi accelerare ma ci siamo trovati sotto e sul 2-0 è difficile venirne fuori».Nella ripresa si è visto qualcosa di più, merito anche di un attaccante aggiunto come Felici. «Abbiamo tenuto meglio il campo e costruito alcune occasioni - continua -. Il mio obiettivo era però di vedere in campo una squadra attenta nel primo tempo, come era successo domenica scorsa con il Mantova». La mancanza di attenzione è una costante di questa squadra anche prima dell'arrivo di Pavanel. Cosa fare per rimediare a una situazione delicata?«Dobbiamo continuare a lavorare sulla strada intrapresa nella ultime settimane. C'è una costante che accomuna le nostre prestazioni e cioè che concediamo situazioni agli avversari. Non possiamo e non dobbiamo più sbagliare così. Se poi sono gli avversari a metterci in difficoltà va bene. Ma oggi ad esempio non è successo». E questo è un aspetto ancora più preoccupante per il futuro. Nei prossimi due incontri la Triestina dovrà affrontare squadre di alto spessore come Renate e Vicenza.«Ci prepariamo al meglio questa settimana - conclude Pavanel - anche perchè dobbiamo cominciare a fare punti nonostante la caratura degli avversari. Soprattutto in trasferta dobbiamo calarci di più nella realtà della C. Serve più cattiveria agonistica. Contro le big sono sicuro che commetteremo meno disattenzioni»
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