SandroWeb Posted May 8, 2025 Report Posted May 8, 2025 GIOVEDÌ 8 MAGGIO 2025 - La Pallacanestro Trieste ufficializza la firma di Kylor Kelley, centro di 213 centimetri, classe 1997, che in questa stagione, dopo aver calcato i parquet della G League con i South Bay Lakers, ha giocato anche nella Nba vestendo le maglie di Dallas e New Orleans. Undici partite disputate tra Mavericks e Pelicans, nel Texas ha registrato una doppia doppia da 12 punti e 11 rimbalzi, partendo nello starting five nella sfida contro i Cleveland Cavaliers, gara rimasta negli annali per essersi giocata poche ore dopo l'addio a Dallas di Luka Doncic. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", su Kelley gli occhi di Daniele Cavaliero si erano posati già dallo scorso dicembre quando, durante la G-League showcase di Orlando in Florida, lo aveva visionato segnalandolo allo staff tecnico biancorosso. Intimidatore d'area, capace di usare entrambe le mani, è quel lungo dinamico e capace di essere efficace sia a difesa schierata che in transizione, di cui la squadra potrà aver bisogno nella parte finale di questa stagione. Le sue alte percentuali dal campo, oltre il 66% con i South Bay Lakers in G League, testimoniano la sua efficienza come finalizzatore vicino al ferro, sfruttando al meglio alley-oop e pick-and-roll. Kelley diventa l'ottavo straniero della Pallacanestro Trieste in questa stagione, operazione di mercato che testimonia la volontà della società di lanciare un segnale ambizioso all'interno e all'esterno dello spogliatoio in vista dei playoff. «Ho avuto il piacere di seguire la crescita cestistica di Kylor per un po' di tempo, anche di persona, dato che ero presente a una partita che ha giocato in Nba solo pochi mesi fa – racconta il presidente Paul Matiasic –. Non capita spesso che un giocatore finisca la stagione regolare in Nba e poi venga in Italia per dare una spinta a una squadra nei playoff. L'ingaggio di Kylor testimonia il nostro approccio unico ed è la prova dell'estremo livello dell'impegno che la proprietà sta dedicando per realizzare qualcosa di mai visto a Trieste». Continua il presidente. «Vogliamo competere al massimo, partita dopo partita, a tutti i livelli, con l'ambizione, chiara e mai nascosta, di primeggiare sia in Italia che in Europa. Ogni sforzo è volto a un unico, grande obiettivo: rendere la nostra meravigliosa città orgogliosa della sua squadra, far sì che ogni cittadino senta di far parte di una realtà non solo grande e ambiziosa, ma profondamente credibile e solida». Michael Arcieri chiarisce le motivazioni tecniche che hanno spinto la società a firmare il giocatore. «La presenza nel pitturato e la spaziatura verticale che offre – spiega il giemme biancorosso –, si integrano perfettamente con l'abilità a rimbalzo, l'energia e l'attività di Jayce Johnson, nonché con la capacità di aprire il campo, di muovere la palla e il tiro perimetrale di Francesco Candussi. Poiché nelle prossime settimane il ritmo rallenterà e la fisicità aumenterà, la nostra capacità di proteggere il pitturato, di andare a rimbalzo e di costringere gli avversari a fare altrettanto non è mai stata così fondamentale» - Sul piano tecnico la Triestina appare sicuramente superiore al Caldiero, ma in vista dei playout in casa alabardata si fa benissimo a ricordare che nell'arco di due partite secche può succedere di tutto perché entrano in campo anche elementi come la tensione o l'episodio fortuito che possono rovesciare i pronostici. Durante la stagione, analizzando in parallelo il cammino delle due squadre e tenendo conto dei punti effettivamente realizzati sul campo senza le penalizzazioni, ci sono stati in effetti momenti favorevoli alla squadra veneta, ma certo impressiona il fatto che dall'arrivo di Tesser in panchina l'Unione ha rifilato quasi venti punti all'avversaria. Che però vanta un finale di campionato in crescendo. CALDIERO, MALE IN DIFESA Lo scrive Antonello Rodio: i numeri totali la dicono lunga su chi ha fatto meglio in regular season. La Triestina ha chiuso con 44 punti (senza le penalizzazioni) contro i 33 dei veneti. Undici punti di distacco non sono pochi. La particolarità è che in fatto di gol segnati le due squadre si equivalgono: la Triestina ha segnato 40 gol contro i 39 dell'avversaria. Dove il solco è profondo è invece la difesa: se l'Unione ha preso infatti 45 reti, il Caldiero ne ha addirittura 64 al passivo. Il messaggio per la squadra di Tesser è chiaro: certamente bisogna star attenti a non prendere gol, ma il punto debole della squadra di Soave va sfruttato e pertanto sarà opportuno spingere per segnare e chiudere presto la contesa. AVVIO SHOCK La partenza scioccante della Triestina la ricordano tutti. Con Santoni, poi Marino e quindi Clotet, in 16 giornate si sono messi assieme solamente 7 punti (6 a causa della penalizzazione di un punto). In quel periodo il Caldiero non ha fatto nulla di eclatante, ma è comunque andato a ritmo più che doppio mettendo in saccoccia 15 punti. Sicuramente i veneti sono stati più continui durante la stagione nella loro mediocrità, mentre la Triestina ha diviso il campionato in due parti ben distinte. LA RIMONTA DI TESSER Dall'arrivo di Tesser, infatti, è cambiata la storia. Nelle 22 partite con Attilio la Triestina ha fatto 37 punti contro i 18 del Caldiero. Stavolta è stata l'Unione ad andare a un ritmo doppio . Quasi venti punti di distacco grazie ai quali la squadra alabardata ha superato e poi distaccato i veronesi. In questo periodo anche l'attacco è stato migliore della rivale con 30 gol segnati a 22, mentre è confermato il notevole divario del rendimento difensivo: in questo lasso di tempo l'Unione ha preso 24 reti contro le 38 subìte dal Caldiero. OCCHIO AL FINALE Tutto facile dunque? Non proprio. Attenzione al fatto ad esempio che nelle ultime cinque partite della regular season il Caldiero a caccia della quota play-out ha fatto meglio della Triestina: 8 punti per i veneti e 6 per gli alabardati. Ma va ricordato che nel finale di campionato il Caldiero ha incontrato un Lecco già salvo e una Clodiense già retrocessa, mentre l'Unione ha dovuto vedersela con le prime tre in classifica: Padova, Vicenza e Feralpisalò. E c'è una bella differenza. Quote
Recommended Posts
Join the conversation
You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.