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MERCOLEDÌ 23 LUGLIO 2025

- I giorni passano e l'attesa continua. Come scrivono Ciro Esposito e Guido Roberti su "Il Piccolo" odierno, si attendono i soldi per evitare lo svincolo dei giocatori che hanno messo in mora la Triestina, si attende una risposta all'offerta importante messa sul tavolo del presidente, si attende il raduno della squadra convocato formalmente per venerdì (salvo probabili slittamenti) senza uno staff tecnico nè medico. Si attende soprattutto che Ben Rosenzweig, da giocatore d'azzardo più che da presidente di un club centenario, faccia una mossa. La farà all'ultimo secondo utile (dicono venerdì), se non sarà troppo tardi.

LA MESSA IN MORA

Tra ieri e oggi vanno in scadenza i 20 giorni dalla messa in mora del club di alcuni giocatori di peso che reclamano lo stipendio di maggio e che possono chiedere lo svincolo al Collegio Arbitrale. Il club (o chi per lui) vuole saldare due mesi (una cifra inferiore ai 150 mila euro) almeno a quei pochi che costituiscono un valore sul mercato di 2,5 milioni. Certamente si tratta di Correia, Olivieri e Braima e forse di qualche altro giocatore. Gli altri, per la società, se ne possono andare altrove alleggerendo i conti. A ieri l'operazione non è stata chiusa ma un leggero slittamento nei tempi ci può stare. Perché 2 mesi? Per portare il vincolo almeno fino ad ottobre quando scadranno le mensilità di luglio e agosto e sarà conclusa la sessione estiva di mercato. È un ragionamento astuto di chi ovviamente se ne infischia del progetto sportivo e non prende ancora in considerazione la scadenza del primo agosto. Senza i soldi però nemmeno questa mossa è accessibile.

L'OFFERTA

Il primo gruppo italiano che si era manifestato verbalmente una decina di giorni fa è tornato a bussare con una proposta inviata formalmente. Il presidente Rosenzweig ha ricevuto il plico ma non si è pronunciato. Il finanziere americano, che vorrebbe 3 milioni per la vendita (oltre ai debiti), sembra stia ancora cercando in autonomia la liquidità che cerca invano da febbraio e ha trovato in extremis solo in occasione dell'iscrizione del 6 giugno.

L'ARRIVO DELLA SQUADRA

Senza un direttore sportivo viene da chiedersi chi avrebbe venerdì il compito di accogliere la squadra. Ci sarà il direttore generale Menta davanti agli occhi di Correia, Olivieri e compagni? In fondo, in assenza del presidente, sulla parte tecnica spetterebbe a lui e solo a lui rapportarsi in questo preciso momento al gruppo squadra. Altri aspetti. Sono le visite mediche ad aprire una stagione, in coincidenza con il raduno. Visto che il ritiro lontano da Trieste non ci sarà è facilmente ipotizzabile che in tutte queste giornate attorno al venerdì vadano evase le visite e tutti gli esami del caso, la famosa idoneità valida un anno, è soggetta nei professionisti ad un check parziale semestrale. Ma nessuno dello staff medico è stato allertato.

- Ultimi giorni triestini per Marco Legovich, l'ex coach della Pallacanestro Trieste (intervistato da Lorenzo Gatto) che dopo l'esperienza biennale vissuta a Varese ha accettato la sfida lanciatagli dallo Dziki Varsavia e, dal prossimo 11 agosto, comincerà la preparazione per affrontare la stagione nella massima serie polacca. Un Legovich carico e motivato, pronto a vincere la sua scommessa.

«Avevo bisogno di tornare a sentire queste emozioni e vivere queste sensazioni – racconta –. Per chi fa questo mestiere, la responsabilità di gestire un gruppo è adrenalina pura, le sensazioni sono molto positive perché sia con la società che con lo staff il rapporto in questi primi mesi di lavoro è stato ottimo. La squadra? Sono contento – continua Legovich –. Fare mercato in Polonia non è semplicissimo però il gruppo di giocatori che abbiamo assemblato mi sembra di qualità. Giovani che hanno sicuri margini di miglioramento e che, soprattutto, hanno scelto il progetto dello Dziki con convinzione».

In attesa di tuffarsi nel campionato polacco, Legovich guarda con attenzione al mercato italiano cercando di capire come potrà essere la prossima stagione e come potranno cambiare gli equilibri rispetto all'ultimo campionato.

«Come sempre alla vigilia ci sono due squadre, Milano e Bologna, che partono con una marcia in più – sottolinea –. Milano, in particolar modo, mi sembra che abbia fatto un mercato dirompente. Per il resto guardo con curiosità ad alcuni progetti. Voglio capire se Brescia, che è stata bravissima a confermare il gruppo dello scorso anno e promuovere Cotelli come capo allenatore, riuscirà a ripetere i risultati della passata stagione, mi incuriosisce la nuova Napoli».

Un'occhiata, naturalmente, anche a Trieste.

«Mi sembra che la conferma dei giocatori della passata stagione crei una base di grande qualità – sottolinea – qualità aumentata con l'arrivo di Moretti. Adesso, naturalmente, dipenderà dagli ultimi tasselli ma, personalmente, nutro grande fiducia nella società. Pensando alla Champions League ho un unico grande rammarico. Speravo che Trieste pescasse il Legia per andare a vederla qui a Varsavia. Non è andata così – conclude Marco – peccato»

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