SandroWeb Posted August 22, 2025 Report Posted August 22, 2025 VENERDÌ 22 AGOSTO 2025 - Un primo giorno di scuola colmo di promesse e buoni auspici quello vissuto ieri dalla Pallacanestro Trieste che, sotto la supervisione di Michael Arcieri, ha ufficialmente presentato alla città Israel Gonzalez. Sereno e sorridente, come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo" il nuovo coach spagnolo è apparso decisamente a suo agio in un ambiente nel quale, grazie anche a uno staff di assoluto livello, ha saputo inserirsi con grande velocità e naturalezza. In questo rapido processo di ambientamento, la perfetta conoscenza della lingua ha avuto indubbiamente un peso rilevante. «Ho vissuto quasi due anni a Milano per cui l'italiano l'ho imparato bene – racconta l'allievo di Aito Garcia Reneses –. Certo, sono passati 25 anni e non avendolo praticato molto, qualcosa ho perso. Faccio ancora fatica, a volte, a trovare le parole giuste ma è solo questione di tempo». Tempo che non gli è servito, invece, per calarsi a fondo nella realtà di un club che dopo una stagione d'approccio nella massima serie, quest'anno vuole recitare da protagonista nel campionato che sta per cominciare. «Siamo ambiziosi e vogliamo fare la miglior stagione possibile – conferma Gonzalez –. Partiamo da un livello molto alto e in questo senso ho la fortuna di aver ereditato l'ottimo lavoro svolto lo scorso anno da chi mi ha preceduto. Ho visto giocare Trieste e mi è piaciuta, ha uno stile che si avvicina molto alla mia idea di pallacanestro. Velocità, corsa, contropiede e tanto tiro da tre punti, sono caratteristiche sulle quali punteremo anche noi nella prossima stagione». Arcieri ascolta, annuisce e si coccola un coach sul quale, assieme al presidente Matiasic, ha puntato con decisione. «Quando abbiamo capito che Jamion Christian avrebbe preso una strada diversa dalla nostra rientrando negli Stati Uniti – racconta il general manager biancorosso –, ci siamo guardati attorno prendendoci il tempo necessario per valutare con la dovuta calma. Ripartire dal coach giusto era fondamentale, a volte conta anche avere un pizzico di fortuna e per noi è stato importante che le nostre necessità collimassero con la figura di un allenatore che si era appena liberato. Abbiamo trovato una persona che con noi condivide tutto, dal tipo di basket ai valori e la cultura da portare in campo. Siamo felici di averlo con noi qui a Trieste». Tutto è pronto, dunque, per una squadra che in questa stagione dovrà dividersi tra la stagione di Serie A e l'impegno europeo nella Basketball Champions League. «Un doppio impegno che considero un aspetto positivo della nostra stagione – sottolinea il coach spagnolo –. Certo, avremo a volte meno tempo per allenarci in palestra e a volte saremo costretti a preparare le partite in aereo tra un trasferimento e l'altro, ma questo ci costringerà a essere concreti e sempre particolarmente concentrati nella quotidianità del lavoro». Chiosa finale sul derby che il prossimo 26 ottobre tornerà nella massima serie a 21 anni di distanza dall'ultima sfida disputata al PalaRubini. «Conosco l'importanza di questo tipo di partite – conclude –. Personalmente ho la convinzione che aldilà dell'aspetto emotivo dovremo essere in grado di affrontarlo con la calma e l'equilibrio di sempre senza stravolgere quelle che diventeranno le nostre abitudini » - Continua l'attesa in casa alabardata. Come scrive Antonello Rodio, il piano di Alex Menta per stravolgere l'assetto societario e voltare pagina con Tim Buckman e altri sei soci, nelle promesse del dg necessita ancora di qualche giorno. E di conseguenza, come ribadito ai dipendenti, la robusta iniezione di denaro per risolvere la situazione è prevista per martedì o comunque per la prossima settimana. Nel frattempo domani inizia il campionato di serie C, uno start passato quasi in secondo piano nel caotico contesto in cui si muove la Triestina. Ma ammettendo che arrivino davvero le risorse per fare tutta la stagione e che si sblocchi anche il mercato, condizione necessaria per rimpinguare la rosa, quanti punti dovrebbe fare l'Unione per salvarsi? Perché non va scordato che la Triestina partirà da un handicap di meno 7 che ben presto dovrebbe diventare un meno 13, una volta che il giudice si pronuncerà sui deferimenti per le inadempienze del primo luglio. Immaginando che con nuove risorse si possa costruire una squadra che possa sperare in una difficilissima salvezza, a cosa può realisticamente puntare la Triestina per raggiungere il traguardo? L'obiettivo minimo dovrebbe essere quello di arrivare penultima a non più di 8 punti di distanza dalla quintultima, in modo da potersi giocare la salvezza ai play-out. Ebbene che campionato dovrebbe fare per centrare il traguardo? Non resta che basarsi sugli esiti dei tornei precedenti: premettendo che ogni stagione fa storia a sé, dal ritorno dell'Unione in serie C quella posizione che permette di giocarsi almeno i play-out, anche se in una condizione di svantaggio, è stata raggiunta con un range che va dai 30 (un'eccezione, a dire la verità) ai 38 punti. La media dei sette campionati presi in considerazione (escluso quello con il covid) però è di esattamente 35 punti. Se la Triestina dovesse partire da meno 13, quindi, dovrebbe fare almeno 48 punti per evitare l'ultimo posto, contenere il distacco dalla quintultima e giocarsi i play-out. Questo, dati alla mano delle ultime stagioni, significa fare in sostanza un campionato di metà classifica: non servirebbe nulla di eccezionale, perché con 48 punti solo in tre occasioni si è arrivati per il rotto della cuffia ai play-off, nelle altre stagioni si è arrivati dall'undicesimo al quattordicesimo posto. Insomma non servirebbero miracoli, a patto però di avere una squadra competitiva e rodata, perché fare una stagione di metà classifica significa comunque, pur fra possibili alti e bassi, avere una certa compattezza di fondo per scavare punti di qua e di là. Senza dimenticare il grave peso psicologico che comporta una rimonta da fare e vedere per tante giornate la propria classifica sotto zero. Insomma è vero che non è necessaria un'impresa leggendaria, ma il problema qui è che non sembrano esserci almeno al momento le basi per una stagione da 48 punti. C'è una squadra che appare poco competitiva, che ha scarsa esperienza e pochi ricambi, che ha uno staff tecnico alla prima esperienza con i Pro. Con l'aggravante che gli allenamenti sono iniziati da poco più di due settimane e che non c'è stato lo straccio di un'amichevole. Non esattamente i presupposti per una rimonta. Quote
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