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LUNEDÌ 22 SETTEMBRE 2025

- La Triestina sotto zero in classifica comincia a riscaldare i cuori. Forse anche di quelli che non ci sono allo stadio Rocco. Perché due rimonte con vittoria consecutive sono una prova. E come scrive Ciro Esposito su "Il Piccolo", una prova che questa squadra ha saputo stare in campo con orgoglio ma anche con una tecnica e una tenuta che nessuno osava pensare il 3 agosto. Non era facile venire a capo dell'Arzignano: contro una squadra tosta di C ben organizzata, contro la mazzata dei punti di penalizzaione, contro lo svantaggio, contro un paio di decisioni arbitrali apparse (video o non video) poco chiare, contro gli spalti vuoti (e gli ultras fuori a contestare Alex Menta). E invece il gruppo di Marino è stato capace di risalire, con una mezz'ora del secondo tempo feroce e la doppietta del suo cannoniere Vertainen. L'uscita con la fronte sanguinante è l'istantanea della sua prestazione e dell'abnegazione dimostrata da tutti i compagni.

IL CAMPO E LA SCRIVANIA

I giocatori meritano, per la seconda volta consecutiva, un encomio. Soprattutto loro meritano una società che finalmente supporti questa squadra, e lo stesso vale per il pubblico che soffre a non entrare al Rocco. In questi giorni uno dei nuovi investitori Olivier Centner, dopo aver incontrato il sindaco, il primo cittadino di Muggia e il presidente della Regione ha incontrato anche la squadra. Oggi dicono, nascerà finalmente il nuovo cda di Lbk e ci sarà il nuovo presidente. Bene, il tempo e il denaro perso è stato già troppo. E anche i punti in meno in classifica (ora a-12)

PARTENZA INGARBUGLIATA

Marino fa qualche modifica rispetto a Lumezzane. Anzi riparte dal modulo del secondo tempo con due punte (Vertainen-Faggioli) e un trequartista D'Urso. Risparmia anche qualcosina (Tonetto) forse pensando alla partita di giovedì con l'Inter. Nei quattro dietro, i terzini sono Anzolin e Silvestro e D'Amore va a centrocampo. Le intenzioni di aggressività però sono spente dal buon pressing e dall'assetto compatto dei vicentini. Gli inserimenti di Lakti fanno tremare Matosevic così come D'amore scalda le mani del bravo Manfrin poco prima del vantaggio ospite. L'Unione si fa trafiggere da un cross morbido che Milillo tira in rete. Per l'arbitro c'è qualcuno in fuorigioco ma non è dello stesso avviso dopo il controllo video.

L'FVS MALIGNO

L'Arzignano beneficia della nuova tecnologia, la Triestina invece no. Perché Faggioli al 42' si trova in ottima posizione, dovrebbe calciare, invece indugia e cade con le mani di un avversario appoggiate sulla schiena. Episodio dubbio, con l'Unione che reclama un penalty non accordato dall'arbitro dopo la ricognizione video.

REAZIONE SONTUOSA

La prima frazione oggettivamente, al di là degli episodi, non consegna una Triestina convincente anche se sempre sul pezzo. D'Urso e compagni ripartono a testa bassa e trovano subito la rete. D'Amore da destra fa filtrare un pallone in area e Vertainen trova lo spiraglio azzeccato bucando una retroguardia tutt'altro che irreprensibile. L'Unione ci crede e una staffilata di D'Amore è deviata con maestria da Manfrin. Ci prova ancora D'Urso in semirovesciata mentre un Faggioli poco pronto si fa deviare la palla da Manfrin su assist di Vertainen.

FINALMENTE IL SORPASSO

L'Unione stazione con costanza nella metà arzignanese. Ed è un buon segno. Il là al sorpasso lo dà Jonsson: la sua botta di destro dai 20 metri trova la punta delle dita di Manfrin, palla sul palo e tap-in vincente del finlandese. Il vantaggio per quanto visto, anche dopo il buon ingresso di Kijine (per D'Urso), ci sta tutto. Solo dal 33' in poi gli ospiti si svegliano: Silvestri salva la porta su un'uscita inguardabile di Matosevic, poi il portiere si riscatta in pieno recupero dopo esser stato graziato dall'ex Minesso.

L'Unione può festeggiare la seconda pesante vittoria della stagione. La squadra c'è. La quota zero ancora lontanissima. Meglio non pensarci.

- Di forza, giocando un match solido e con pochissime sbavature, la Pallamano Trieste si impone sul Cologne e, nel posticipo della terza giornata, torna al successo in campionato. Come scrive Lorenzo Gatto oggi, vittoria costruita con un parziale di 5-0 all'inizio del secondo tempo quando, prodotto il massimo sforzo per rientrare fino a meno uno, la Metelli è scivolata sotto 21-16 compromettendo la sua partita. Da segnalare il problema al gomito che nella seconda parte di gara ha privato i bresciani della presenza di Da Cunha, infortunio che però non ha inciso sull'esito di un match vinto con merito dai padroni di casa. Tra i singoli ottimi per Trieste il solito Esparon affiancato da uno strepitoso Parisato (8 reti con 8/8 dal campo). Cologne si è appoggiato sull'esperienza di Knezevic e ha avuto un contributo da Rossi, scarso l'apporto degli altri a cominciare da De Angelis, forse l'uomo più atteso della formazione di Campana.

Primo tempo di marca biancorossa con la Pallamano Trieste che, dopo l'iniziale sfuriata della Metelli (3-1 con le reti di Da Cunha, De Angelis e Rossi) prende decisamente in mano il comando delle operazioni. Salgono in cattedra Parisato ed Esparon che al 6' firmano il sorpasso sul 4-3 poi, dopo i sette metri firmati da Knezevic e ancora Esparon che al 9'portano il risultato sul 5-5, Trieste allunga. Si sveglia Lindstrom, doppietta, ancora un inarrestabile Parisato a segno con la quarta rete e i padroni di casa firmano il 9-6 al 12'. Vantaggio immutato fino al 16' (11-8) poi dopo cinque minuti senza gol, è Pujol a sbloccare Trieste con il 12-9. Due 7 metri di Esparon per il 14-10 del 24'. Time-out Campana, Cologne accorcia con merito e riduce il passivo chiudendo il primo tempo sotto 16-14. Da Cunha a segno in apertura di ripresa per il 16-15 che regala l'illusione di una ripresa combattuta. E invece, trascinata da Esparon, Parisato e Pernic, Trieste piazza l'allungo che al 6' la lancia fino al 21-15. Senza Da Cunha, contro una difesa brava a non concedere nulla (solido ed efficace come sempre Garcia), Cologne si arrende scivolando fino al 28-18. Nel finale il parziale di 5-1 porta il risultato sul 29-23 prima del sette metri di Lorenzo Ganz che sulla sirena firma il definitivo 30-23

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