SandroWeb Posted January 16 Report Posted January 16 VENERDÌ 16 GENNAIO 2026 - Ritmi serrati, in casa Pallacanestro Trieste, per svuotare l'infermeria e tornare al completo in vista di un calendario che, nel prossimo mese, non concederà tregue. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", l'uscita di scena di Trapani, avversaria che la formazione di Gonzalez avrebbe dovuto affrontare in questo fine settimana, regala ai biancorossi un po' di riposo prezioso. Dopo lo stop forzato causato dall'estromissione della formazione siciliana, Trieste si tufferà in un tour de force da otto partite in ventisei giorni, divise tra campionato e Champions League. Il recupero più atteso riguarda Sissoko, fermo dal 13 dicembre scorso. Il giocatore è ormai in dirittura d'arrivo: ha ripreso a correre e le sensazioni sono positive, anche se non si è ancora aggregato agli allenamenti con i compagni. Difficilmente sarà della partita martedì nel debutto del Round of 16 contro Gran Canaria, ma il rientro appare imminente. Lo staff conta di averlo a disposizione per la sfida di campionato del 24 gennaio contro Sassari o, al più tardi, per la trasferta europea del 28 gennaio a Tenerife. Verso il rientro anche Ross, che si sta già allenando regolarmente con il gruppo. Il suo impiego per il match di Bcl di martedì è possibile, seppur con un minutaggio inizialmente ridotto per gestirne il rientro. Recuperare entrambi, anche alla luce di un mercato che nel breve periodo, non dovrebbe portare novità alla corte di coach Gonzalez, diventa fondamentale per la gestione delle rotazioni nel prossimo mese. L'obiettivo è presentarsi alla volata verso la Coppa Italia con l'organico al completo, condizione necessaria per mantenere alta l'intensità nel doppio impegno settimanale. BCL, MATCH POSTICIPATO AL 4 FEBBRAIO Intanto ieri è giunta la notizia dello spostamento della data del match di Champions contro il Nymburk, partita che si giocherà a Trieste mercoledì 4 febbraio alle 20 - Alla luce di quanto sta accadendo nel girone A, il rammarico per non aver creduto veramente alla salvezza dell'Unione sta diventando gigantesco. Ovviamente stiamo parlando della società, non certo di squadra e staff, che dalla prima giornata con Giuseppe Marino e poi con Attilio Tesser hanno invece sempre dimostrato di provarci veramente, anzi non hanno ancora smesso di farlo. A mettersi di traverso alla volontà della Triestina sul campo c'è stata una buona dose di sfortuna, sommata agli infortuni e a una serie di episodi arbitrali molto discutibili. Ma a ostacolare il cammino c'è stato anche il mancato intervento della società, che dapprima non è intervenuta in autunno per sopperire alle carenze dell'organico con uno o due attaccanti, e che poi in questa sessione di gennaio ha data già per persa la battaglia dando il via libera all'addio dei big (pienamente legittimo e comprensibile sul piano economico, stante la situazione delle casse). UNA STAGIONE DA 10° POSTO Ma perché parliamo di rammarico gigantesco? Perché alla prova dei fatti, probabilmente non sarebbe servita nessuna impresa leggendaria per acciuffare i play-out, nessun miracolo. Certo fare i conti ogni giorno con la mazzata psicologica di dover fare una super rimonta pesa, questo è indubbio e si è visto, ma in realtà per agguantare gli spareggi sarebbe bastato fare circa 53 punti, una quota che senza le penalizzazioni sarebbe appena sufficiente a entrare nei play-off, un campionato insomma da decimo posto. QUOTA ABBASSATA La quota play-out si è drasticamente abbassata perché ci sono tre formazioni che stanno andando molto piano. C'è innanzitutto la Pro Patria, ancora inchiodata a 12 punti: se proseguissero con questa media, i bustocchi chiuderebbero il campionato ad appena 22 punti, un punteggio ampiamente alla portata di una Triestina con un organico un attimino più completo. Sentiamo già l'obiezione: non basta superare la Pro Patria, bisogna arrivare a meno di 8 punti di distacco dalla quintultima. Tutto vero, in effetti le quintultime viaggiano a discreto ritmo e finirebbero a 41 punti se continuassero così. Ma per aggirare il problema la Triestina avrebbe avuto un'altra possibilità data proprio dallo scarso ritmo di altre squadre. PLAY-OUT A QUOTA 30 La Pergolettese che è terzultima a 15 punti è poco sopra la Pro Patria e con questo trend chiuderebbe a 27 punti. Finendo terzultimi, per accedere ai play-out bisognerebbe guardare quindi alla quartultima per il distacco da contenere entro 8 punti. Ebbene qui c'è la Virtus Verona, anch'essa in grave crisi, che ha 18 punti e con questo ritmo finirebbe a 33. Insomma l'agghiacciante verità è che se non ci saranno accelerazioni improvvise in coda, basterebbero 28-30 punti per accedere ai play-out: una quota che consentirebbe di arrivare terzultimi e contenere il distacco dalla quartultima. In sostanza la Triestina doveva fare in totale 53 punti. Con questa situazione di classifica, perfino adesso i play-out non sarebbero impossibili: bisognerebbe tenere una media di 1,88 punti a partita. Peccato però che Ionita e Crnigoj se ne sono andati. E presto toccherà a qualcun altro. Quote
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