SandroWeb Posted January 30 Report Posted January 30 VENERDÌ 30 GENNAIO 2026 C'è un'immagine che resta impressa nella mente dei tifosi della Pallacanestro Trieste dopo il match di mercoledì sera a Tenerife: quella di una squadra che, per ventotto minuti, ha dato l'impressione di poter insegnare basket a una delle corazzate della Champions League. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo": in un fortino inespugnabile come la Santiago Martin Arena, Trieste ha recitato la parte della protagonista, incurante di un roster ridotto ai minimi termini da un'infermeria che sembra non voler saperne di svuotarsi. Senza Moretti, con Sissoko ancora ai box e con la tegola improvvisa di Ramsey (problema a una caviglia emerso solamente alla vigilia del match), il piano partita di coach Gonzalez si era trasformato in una missione ai limiti dell'impossibile. Eppure, Trieste ha dominato. Ha mosso la palla con una efficacia che ha stordito gli spagnoli, trovando conclusioni pulite e una solidità difensiva che ha fruttato un incredibile +16 (49-65). In quel momento, la sensazione non era solo quella di essere in grado di vincere, ma di poter riscrivere le gerarchie del girone, ipotecando una qualificazione che avrebbe avuto del miracoloso viste le condizioni di partenza. Poi, però, si è spenta la luce. Quegli ultimi dodici minuti sono stati una lunga salita: un parziale di 34-12 che ha ribaltato il match portando gli spagnoli sull'83-77, trasformando una serata storica in un'analisi dei propri limiti. Viene spontaneo chiedersi se la stanchezza possa essere l'unico alibi. Certamente giocare con rotazioni così corte contro una squadra profonda ed esperta come il Tenerife, alla lunga presenta il conto. Ma c'è un però che non può essere ignorato e che riporta alla mente il ricordo della sfida di campionato contro Trento. Anche in quell'occasione, la Pallacanestro Trieste aveva dato l'impressione di avere la partita in pugno, salvo poi sciogliersi di fronte al cambio di passo dell'avversario. Più che un crollo fisico, sembra emergere una sorta di difficoltà nel gestire i momenti di rottura della partita. Quando l'avversario alza la pressione e l'inerzia cambia, la squadra fatica a trovare sicurezze, a rallentare il ritmo per spezzare il parziale altrui. È un po' il paradosso di una squadra che asseconda il talento dei suoi protagonisti quando è in fiducia, ma che sembra ancora mancare di quel cinismo "sporco" necessario per congelare il risultato quando le energie scarseggiano. Uscire da Tenerife con una sconfitta per 84-82 dopo aver condotto in quel modo fa male, perché la qualificazione era lì, a portata di mano. Resta la consapevolezza di essere al livello delle migliori d'Europa, ma anche il monito che nel basket internazionale, così come contro le prime della classe in Italia, non è permesso smettere di giocare prima del quarantesimo. La lezione è chiara: per diventare grandi davvero, bisogna imparare a capire che quando le partite diventano "sporche" bisogna starci dentro e vincere anche superando i momenti di difficoltà - Dopo che questo mercato di gennaio aveva finora riservato solo uscite pesanti (Ionita, Crnigoj e Gunduz), in casa Triestina si parla finalmente anche di entrate. Come scrive Antonello Rodio, è già ufficiale l'arrivo dell'esterno offensivo Simone Ascione ma sembra ormai fatta anche per il trequartista Borna Knezovic, del cui approdo in alabardato si parla già da almeno un paio di settimane. Senza dimenticare che a inizio settimana era arrivato anche l'americano Hudson Thomas Davis dal Sabadell, che al momento appare comunque più un supporto numerico. Curiosamente si tratta di tre ventenni, anche se il prossimo anno in D non sarebbero comunque under e pertanto non vanno visti in ottica futura, bensì al momento solo come rinforzi per questi ultimi mesi di campionato. Ma partiamo dalle cose certe e già ufficiali: Ascione, classe 2005, arriva in prestito dal Venezia ma nella prima parte dell'attuale campionato ha vestito la maglia della Vis Pesaro, nel girone B di Serie C, con la quale ha totalizzato otto presenze. Anche lo scorso anno in Lega Pro aveva giocato pochino (4 presenze nel Foggia), ma nella seconda metà della stagione aveva militato nella Primavera del Venezia. Nella stagione 2023-'24 però aveva fatto molto bene in D con l'Angri disputando 34 gare e mettendo a referto 6 reti, 2 assist e la partecipazione al Torneo di Viareggio con la rappresentativa di categoria (5 presenze). Ora toccherà a Giuseppe Marino valutare come utilizzarlo: il giocatore sembra soprattutto un esterno offensivo, difficilmente inquadrabile quindi nel modulo del tecnico campano, ma vista la carenza nel reparto di attacco Ascione potrebbe dare una mano in quel settore. Decisamente di spessore maggiore sul piano tecnico il nome di Knezovic, la cui telenovela dell'arrivo in prestito in alabardato è iniziata quasi a inizio mese. Il croato classe 2005 di proprietà del Sassuolo è attualmente in prestito alla Salernitana, dove nella prima parte di stagione ha collezionato 12 presenze e una rete. Dopo un lungo tira e molla il giocatore e la società neroverde si sarebbero finalmente convinti del prestito alla Triestina, nonostante la situazione difficile dell'Unione: manca ancora l'ufficialità. Knezovic, che può giocare sia da centrocampista dalle attitudine offensive che da trequartista, dopo le esperienze in patria nelle giovanili del Cibalia è cresciuto con le formazioni U18 e 20 del Sassuolo: è un giovane molto interessante che aveva in questa sessione diverse richieste, che verrebbe a Trieste con la possibilità di giocare di più e mettersi in mostra in questi ultimi mesi di campionato. Sembra invece al momento in stand by l'operazione che porterebbe in alabardato Marco Meli, 25 anni, centrocampista di proprietà della Juve Stabia attualmente in prestito all'Arezzo. Per il momento tutto tace in uscita: in casa alabardata si era fatto capire che le partenze dei tre big potrebbero anche non essere le sole e i nomi papabili che si sono fatti sono quelli di Tonetto, Jonsson e Kljajic. Presto se ne saprà di più. Quote
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