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SABATO 7 FEBBRAIO 2026

- Stop a qualsiasi collaborazione tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la Triestina calcio, dopo il terremoto giudiziario che sta investendo il club del capoluogo. Come scrive Maria Elena Pattaro su "Il Piccolo", è la decisione perentoria presa dal governatore Massimiliano Fedriga. «Valuteremo ovviamente la situazione dal punto di vista legale – ha affermato il presidente –. Quello che posso dire è che ho dato indicazioni molto chiare di sospendere qualsiasi collaborazione». Tradotto significa chiudere tutti i cordoni della borsa: niente più sponsor, in attesa che l'inchiesta della Procura di Trieste e della Guardia di Finanza faccia il proprio corso. Gli inquirenti ipotizzano un riciclaggio di denaro per 50 milioni, oltre al falso in bilancio e un giro di fatture false per oltre 900mila euro. Quindici le persone indagate, coinvolte nelle gestioni che si sono avvicendate tra il 2022 e il 2025. Si va dall'ex calciatore e poi amministratore unico Mauro Milanese al canadese Marco Margiotta, ceo della new entry House of Doge. «Per l'ennesima volta, la società viene utilizzata per altri fini, invece che per un interesse sportivo, che dovrebbe contraddistinguerla – aggiunge Fedriga, riferendosi al presunto riciclaggio di denaro –. È inaccettabile. Vedremo come andranno le indagini. Intanto ringrazio la magistratura, le forze dell'ordine e la Guardia di finanza che stanno facendo un lavoro molto approfondito».

Il nodo focale è la discrepanza tra le iniezioni milionarie e i conti drammaticamente in rosso dell'Unione Sportiva Triestina Calcio 1918, che milita in serie C. Come sono stati usati, dunque, quei soldi? È quello che gli inquirenti stanno cercando di scoprire. Mercoledì sono scattate le perquisizioni e i sequestri nella sede dell'Unione, a Trieste, e nelle case degli indagati. Sotto inchiesta sono finiti: Mauro Milanese, Simone Giacomini, Ettore Dore, Antonino Maira, Antonio Scaramuzzino, Piergiorgio Crosti, Benjamin Rosenzweig, Sebastiano Stella, Alexander Menta, Marco Margiotta, Olivier Centner, Antonio Rappazzo, Andrea Centofanti, Michele Ungaro e Marco Calleri. I finanzieri hanno acquisito documenti e eseguito le copie forensi dei server e dei dispositivi informatici in uso alla società.

Nel frattempo la Regione serra il pugno, dopo aver più volte teso la mano al club, in crisi economica da anni. La Regione è stata generosa sia in termini di sponsor (con il brand di promozione turistica "Io sono Fvg" stampato sulle magliette dei giocatori), sia in termini di interventi legati alle infrastrutture sportive, presenti (lo stadio Rocco) e future (il progetto del Centro sportivo Montedoro per il quale l'ente ha già stanziato 6, 3 milioni). Nel 2024 la Regione aveva speso 1,3 milioni di euro per rifare il campo del Rocco, dopo il disastro causato dal concerto dei Maneskin. A settembre 2023 la Regione si era impegnata in prima linea, con un contratto di sponsor di circa mezzo milione a stagione. Era l'inizio dell'era Rosenzweig, subentrata alla breve parentesi di Atlas Consulting. La nuova gestione Usa sembrava promettere un futuro roseo. La sera della presentazione in piazza Verdi, davanti a mille tifosi, Fedriga era salito sul palco presentando la nuova maglia con la scritta "Io sono Friuli Venezia Giulia". «Abbiamo deciso come Regione di creare una forte partnership con realtà sportive importanti – aveva sottolineato il governatore – e Trieste suscita un interesse ormai internazionale». Non sempre lecito, però, secondo le ipotesi investigative.

I toni entusiastici si erano via via raffreddati, vedendo che la società non rispettava gli accordi presi con le istituzioni locali per il pagamento dello stadio. Tanto che lo scorso agosto la Regione aveva deciso di revocare la sponsorizzazione. Sulle casacche rosse ora campeggia la criptovaluta Dogecoin. Stando alle indiscrezioni, quando i nuovi investitori di House of Doge si sono presentati alle istituzioni, avrebbero chiesto alla Regione di tornare a sponsorizzare la squadra con 230mila euro. Briciole rispetto ai flussi ora sotto la lente della Finanza: 10 milioni di finanzi amenti sospetti durante la gestione Atlas Consulting e altri 40 riconducibili all'era americana.

Visure e incartamenti alla mano, se si prova a tracciare una mappa finanziaria dei prestiti legati alla Triestina, ci si imbatte in una galassia di società con sede nel paradiso fiscale del Delaware (Usa) e investitori di cui non si conosce le reale identità. Sulla carta, dal 2023, la proprietà del club è nelle mani della LBK Triestina Holdings LLC, che a sua volta è controllata dal fondo americano LBK Capital riconducibile a Benjamin Rosenzweig. Ma LBK Holdings risulta aver sottoscritto prestiti con altre due società del Delaware, offrendo in pegno le quote del club, il cui capitale sociale è di 500mila euro. Si tratta della Craft Capital II LLC e Freeport Football LLC (riconducibile a Centner). A dicembre del 2024 Freeport avrebbe fornito 5,4 milioni di dollari alla LBK, mentre la Craft 2, 5 milioni.

Il labirinto finanziario si compone di un ulteriore livello: la Freeport infatti avrebbe ricevuto a sua volta 2,6 milioni di euro da una schiera di finanziatori terzi, per contratti in origine stipulati con LBK Holdings. L'ipotesi al vaglio è che Freeport e Craft siano "scatole vuote" usate per far transitare soldi schermando manovratori e beneficiari delle transazioni. Le perdite di esercizio sarebbero state "in apparenza" coperte da versamenti della LBK Holdings in conto capitale. Resta poi il mistero House of Doge, che pur essendo entrato nella proprietà non figura sulla carta. Forse è inserito nel fondo LBK. Ma saranno le indagini a sbrogliare la matassa.

- Bissare il successo dell'andata per lanciare l'assalto al quinto posto. Come scrive Lorenzo Gatto, è l'obiettivo della Pallacanestro Trieste in campo domani alla Nova Arena di Tortona contro la Bertram. Sulla sua strada, la formazione di Israel Gonzalez troverà un'avversaria reduce dai passi falsi casalinghi contro Milano e Udine e determinata a ritrovare il feeling con la vittoria davanti al suo pubblico.

A fare il punto sullo stato di salute della Bertram e su quelle che saranno le chiavi tattiche del match è Tommaso Baldasso: il playmaker piemontese, uno dei leader tecnici della compagine di Fioretti.

Baldasso, siete a caccia della prima vittoria interna del 2026, dopo i passi falsi contro Milano e Udine. Come sta la squadra in questo momento?

«Il 2026 non è iniziato nel migliore dei modi. Dovremo essere bravi a ritrovare la giusta tranquillità e quella serenità necessaria per esprimere il nostro gioco. L'obiettivo è essere più concreti per raccogliere finalmente i frutti del nostro sacrificio: ce lo meritiamo per il lavoro che stiamo svolgendo ogni giorno».

Quella contro Trieste è una sfida cruciale per la classifica. Che tipo di partita si aspetta e quanto inciderà il fattore campo?

«Trieste è una squadra forte e ben attrezzata, che ci mette sempre in difficoltà. Non dimentichiamo che all'andata sono stati loro a portarsi a casa i due punti. Mi aspetto un match complicato perché hanno un roster importante, con grande talento e capacità realizzativa. Sarà fondamentale contenere la loro fisicità e i loro ritmi alti: dovremo essere bravi a limitare la loro energia e il loro potenziale offensivo».

Quali sono i terminali più pericolosi di Trieste e su quali aspetti difensivi dovrete concentrarvi maggiormente per arginare il loro ritmo?

«I pericoli sono molti e arrivano da più fronti: Ross, Ramsey e Uthoff sono giocatori di alto livello, senza dimenticare l'esperienza di Ruzzier. Ognuno di loro può metterci in crisi in modo diverso. Markel Brown, inoltre, è un giocatore estremamente concreto. Trieste è una squadra con molto talento, che ama giocare ad alti ritmi. La nostra priorità sarà limitare le loro transizioni, cercando di farli correre il meno possibile, per poi essere bravi a colpirli nei loro punti deboli».

Lei come si sente fisicamente e mentalmente in questa fase della stagione? E quanto sente sua la responsabilità di guidare la squadra in un match che potrebbe permettervi di blindare il quinto posto in vista dei playoff?

«Rispetto all'inizio dell'anno il mio ruolo è cambiato, così come sono cambiati gli equilibri della squadra, ma la responsabilità di portare un "mattoncino" utile alla causa appartiene a tutti. Fisicamente e mentalmente mi sento pronto: la stagione è lunga e questo finale sarà agguerrito. Sappiamo quanto conti questo quinto posto e faremo di tutto per blindarlo, ma il risultato passerà dal contributo corale del gruppo»

- Dopo la lunga sosta legata all'impegno europeo della nazionale di Bob Hanning, per la Pallamano Trieste si riaccendono i motori del campionato.

Oggi alle 18.30 la formazione di Andrea Carpanese sarà impegnata sul parquet della Metelli Cologne per un ritorno in campo che si preannuncia tutt'altro che agevole. Nonostante il quartultimo posto in classifica il Cologne arriva alla sfida galvanizzato da un finale d'anno eccellente. I bresciani hanno inanellato una serie di successi pesanti contro corazzate del calibro di Bressanone, Conversano e Pressano, espugnando inoltre il campo dell'Albatro Siracusa.

La squadra di Davide Campagna si presenta rinforzata dall'innesto del pivot Stefan Trkulja e trascinata dal duo offensivo composto da Marko Knezevic e Joao Marinho Da Cunha, rispettivamente 112 e 103 gol segnati in stagione.

Trieste vuole comunque conquistare la posta in palio e per ribadire la ferma volontà di essere protagonista in questa parte finale della stagione si è assicurata le prestazioni di Lucas Hubert, innesto di qualità chiamato a dare nuova linfa al roster.

Il portiere Facundo Garcia suona la carica, analizzando con lucidità il momento della squadra dopo il lungo stop: «Rompere il fiato dopo una sosta così lunga non è mai banale, allenarsi duramente senza il feedback del ritmo partita ci è mancato, ma ora finalmente inizia il bello. Siamo consapevoli che il Cologne sia una squadra migliore di quanto non dica la classifica – prosegue Garcia – i loro recenti successi contro le big del campionato dicono chiaramente che hanno trovato un equilibrio pericoloso. Per noi, però, non esistono alibi: da qui alla fine, ogni match dovrà essere approcciato con la mentalità di una finale se vogliamo restare ai vertici per questo vogliamo i due punti subito, per dare un segnale al campionato».

Garcia ha poi dedicato un pensiero speciale al nuovo arrivato in casa Trieste, evidenziando l'impatto immediato del terzino francese: «La società si è mossa con tempestività e competenza per colmare il vuoto lasciato da Pujol, portando a Trieste un giocatore di valore assoluto. Lucas Hubert non è solo un innesto di qualità tecnica, ma è una persona di spessore che si è integrata immediatamente. Lo spogliatoio – conclude Garcia – è entusiasta: la sua fisicità e la sua visione di gioco ci daranno quella linfa necessaria per affrontare un calendario che non permetterà alcuna distrazione»

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