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MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO 2026

- Dopo gli stop amari con Nymburk e Tortona, la Pallacanestro Trieste torna sulla scena europea per affrontare Gran Canaria. Questa sera alle 20, sul parquet del PalaRubini, la posta in gioco è altissima: ridare slancio a un girone di Champions League ancora in attesa di prendere una direzione precisa.

Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", per superare la formazione spagnola servirà una prova di carattere, indispensabile per piegare un'avversaria ferita da un cammino non soddisfacente ma sicuramente da non sottovalutare. La formazione di Lakovic, infatti, arriva all'appuntamento nel bel mezzo di una stagione altalenante, reduce dal pesante rovescio interno contro il Baskonia di Paolo Galbiati. Per Trieste, può essere l'occasione perfetta per voltare pagina: ritrovare se stessa e continuare a sognare il passaggio ai quarti di finale della Bcl. Ne è consapevole coach Israel Gonzalez che nell'analisi del match parte dal successo della gara d'andata, sottolineando le cose positive di quella partita ma anche le situazioni da migliorare. «A Las Palmas avevamo giocato una buona partita, soprattutto in attacco - le parole del tecnico spagnolo -. Condividendo la palla e giocando insieme come gruppo. Cosa che ci aveva permesso di costruire una gara con tanti assist e con buone letture. In difesa avevamo retto bene negli uno contro uno e nella difesa sul pick and roll. Da migliorare, invece, la presenza a rimbalzo». Guardando all'avversaria, Gonzalez evidenzia la complessità della sfida. «Gran Canaria, vale per tutte le squadre della Acb, è una delle candidate a vincere la Champions League. Siamo riusciti a imporci in casa loro, ma restano primi in classifica insieme a Tenerife. Parliamo di una formazione con grande qualità, ben allenata e con tanta esperienza europea, una squadra che ha vinto l'Eurocup e che sa come affrontare queste partite». Sulle chiavi tecniche della sfida, chiara l'analisi dell'allenatore iberico. «Per vincere dovremo giocare una partita praticamente perfetta - sottolinea deciso -. Loro hanno qualità ed esperienza, sarà dunque fondamentale non concedere canestri facili, soprattutto in uno contro uno e in contropiede. In attacco dobbiamo continuare a seguire le nostre regole: giocare insieme, trovare buona circolazione, muoverci senza palla e avere fiducia nel gioco di squadra». Uno sguardo, infine, al momento del gruppo e all'importanza di ritrovare quell'energia mentale e fisica mancata nelle ultime sfide. «Dobbiamo riuscire a essere competitivi per tutti i quaranta minuti - conclude Gonzalez -. Siamo in un momento delicato, c'è stanchezza, ma dobbiamo recuperare velocemente e continuare a far crescere i giocatori che stanno rientrando passo dopo passo. È una nuova partita e va affrontata con la massima concentrazione: se facciamo le cose nel modo giusto, abbiamo chance di portare a casa la partita».

- Dopo aver dominato l'Inter U23 arrivata a Trieste da quarta in classifica, oggi l'Unione torna in campo per affrontare quella che è la nuova quarta del girone, ovvero il Renate (a Meda si gioca alle 18, arbitra Esposito di Napoli). Lo scrive Antonello Rodio: la squadra di Foschi infatti sta volando, arriva da nove risultati utili consecutivi e nel girone di ritorno è quella che ha fatto più punti assieme al Vicenza (ben 14). Questo a descrivere quanto sarà dura la gara della Triestina, che tra l'altro in trasferta ha quasi sempre fatto male quest'anno. Ma mister Marino vuol invertire questo trend: «Indubbiamente il Renate è una delle formazioni più in palla - afferma il tecnico alabardato - ma questo non deve incuterci timore. Anche quando abbiamo affrontato il Lumezzane veniva da una serie utile importante, così come l'Inter nell'ultima gara, sono i nostri valori che dobbiamo mettere in campo sempre. A prescindere dagli avversari noi dobbiamo fare il nostro in ogni partita, cercando di dare del nostro meglio uscendo dal campo con la maglia sudata, le spalle larghe e la testa alta». Rispetto a domenica scorsa, però, la Triestina perde una pedina fondamentale, ovvero capitan Silvestri.

Non è ancora chiaro quanto ci vorrà per il suo recupero, come spiega lo stesso Marino: «Vediamo di quanto sarà lo stop, dagli esami che ha fatto fortunatamente non è uscito nulla di particolare, il punto dell'infortunio è però lo stesso della volta scorsa. In quella zona lui ha una cicatrice e va monitorato, in ogni caso considerando la sua condizione non l'avrei rischiato in un turno infrasettimanale perché va gestito». Naturalmente è un'assenza pesante per il reparto arretrato, ma Marino sembra comunque non voler rinunciare alla difesa a tre: «C'è in effetti anche la possibilità di cambiare sistema, ma nell'eventualità resteremo sempre con la difesa a tre con la quale i ragazzi si stanno trovando molto bene. Abbiamo una rosa con la quale non dico che possiamo farne a meno perché parliamo di giocatori top, ma dalla panchina abbiamo elementi pronti a fare del loro meglio». Per il resto, dopo il recupero di Vicario e Silvestro, c'è solo Vertainen ancora ai box, anche se il finlandese è ormai anche lui in procinto di rientrare. Naturalmente, essendo la seconda di tre partite in sette giorni, le scelte potrebbero dipendere anche dalla salvaguardia delle energie, anche se Marino non vuol sentir parlare di turnover: «Turnover direi di no, che poi sembra che le partite vengano gestite solo in chiave delle energie, mentre noi le giochiamo tutte per vincere e i ragazzi sono tutti vogliosi di fare risultato. Sicuramente cercheremo di gestire un minimo le risorse ma andando a scegliere la formazione che può darci delle garanzie, sotto l'aspetto sia fisico che tecnico. Qualsiasi scelta quindi non va vista nell'ottica di un turnover, ma nell'ottimizzare la rosa». Tirando le somme, dovrebbe essere Kosijer a sostituire Silvestri e a giocare accanto ad Anton e Anzolin in difesa.

Poi Marino potrebbe riproporre anche lo schieramento di domenica, con Jonsson e Voca centrali, Tonetto e D'Amore sulle fasce con D'Urso e Ascione trequartisti dietro a Faggioli. Ma potrebbe anche infoltire il centrocampo passando a cinque (ricordiamo che ora c'è anche Silvestro a disposizione oltre a Pedicillo) sacrificando una punta, come potrebbe pensare addirittura di schierare due attaccanti davanti a D'Urso, visto che le alternative non mancano.

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