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GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO 2026

Avanti con la tabellina del 4. Poker subito ad Arzignano e ieri a Meda. Nel mezzo la quaterna rifilata all'Inter baby. Più che avanti, indietro, anzi fermi. Il mal di trasferta dell'Unione si aggrava contro il Renate perché è il secondo rovescio pesante lontano dal Rocco.

Lo scrive Ciro Esposito su "Il Piccolo": mai era successo in questo campionato e non può che essere un segnale, senza mettere in discussione l'impegno dei ragazzi. Quella di Meda è una sconfitta ineccepibile di una Triestina mai capace di prendere l'iniziativa, se non timidamente nel finale del primo tempo con il rigore che Faggioli si è fatto parare da Nobile. Il Renate di Foschi è squadra organizzata e quadrata e ha avuto vita facile a piegare l'Unione che ha dimostrato di non potersi permettere né il mini-turnover voluto da Marino (corretto nella ripresa) e tanto meno l'assenza di Silvestri e un Matosevic distratto. E infatti la difesa ha ballato senza il suo uomo d'esperienza con Kosijer comprensibilmente in difficoltà sulle verticalizzazioni per Anelli autore alla fine di una doppietta.

LA SCACCHIERA

Marino nonostante le dichiarazione della vigilia opta per un notevole turnover almeno in attacco. In difesa infatti il tecnico, confermando la linea a tre, non ha alternative all' assenza di Silvestri. Quindi al centro ci va Kosijer con Silvestro e Anzolin. Le novità sono Pedicillo e Vicario.

MAZZATA IN AVVIO

Quel volpone di Foschi capisce subito che il tallone d'Achille è il centro della difesa alabardata. Così il Renate comincia con le verticalizzazioni. Alla prima Kosijer è superato da Anelli ma subisce fallo, alla seconda occasione il giovane alabardato offre di testa un assist allo stesso Anelli che trafigge Matosevic con un pallonetto. Ingenuità pesante ma che può starci per il giovanotto che non giocava titolare da settembre. Ma al di là del gol l'Unione non riesce proprio a carburare: è imprecisa nel fraseggio e vulnerabile su ogni accelerazione dei padroni di casa. Fortunatamente non arriva il raddoppio perché ci pensa Matosevic ancora su Anelli.

LA CHANCE SPRECATA

Dopo 25' di buio Jonsson e compagni cominciano a scuotersi e il Renate va in difficoltà.

Arrivano calci d'angolo in serie e qualche pericolosa mischia in area nerazzurra. Al 37' Faggioli e Kosijer vanno a terra in area. L'arbitro decreta il penalty. Faggioli va sul dischetto ma a differenza di domenica al Rocco stavolta si fa parare il destro da Nobile. Secondo errore del centravanti dopo quello di Gorgonzola. La frazione si chiude sull'1-0 con evidente rammarico in casa alabardata.

CAMBI E RADDOPPIO

Marino corre ai ripari con Ascione che rileva D'Amore D'Amore, Anton al posto di Silvestro e D'Urso per Vicario. Nessuna modifica al modulo con Pedicillo a destra e Tonetto nel suo ruolo naturale a sinistra. Ma al primo corner il Renate raddoppia: Spedalieri di testa impegna Matosevic a terra e Calì indisturbato trova il più semplice dei tap-in. L'Unione non sembra centrata anche se tenta una confusa reazione ma alla prima ripartenza subisce il tris. Cross profondo di Ruiz Giraldo, colpo di testa di Ekuban e respinta corta di Matosevic sui piedi di Anelli che si regala la doppietta la seconda gioia personale.

Giuseppe Marino inserisce anche Okolo e Davis. L'Unione comunque non si arrende e nel finale cerca la rete della bandiera. Ascione fa tutto bene ma il palo gli nega il primo gol in alabardato. Ma non è finita purtroppo perché se ne va via Ekuban in progressione e va a firmare la rete del poker finale.

Meglio resettare tutto e pensare al lunch match di domenica contro il Novara al Rocco.

***

Dopo i passi falsi contro Nymburk e Tortona, la Pallacanestro Trieste incassa il terzo stop consecutivo, cedendo il passo anche agli spagnoli di Gran Canaria. Finisce male, 70-94, seconda sconfitta interna di fila in Basketball Champions League, un risultato pesante che compromette le speranze di qualificazione della formazione di Gonzalez ai quarti di finale. Come scrive Lorenzo Gatto, con Tenerife e Gran Canaria saldamente al comando a quota 7 punti, lo spazio di manovra per la formazione di Israel Gonzalez si è ridotto ai minimi termini. Trieste sarà obbligata a cercare l'impresa prima a Praga, contro un Nymburk che ha già dimostrato di essere avversario ostico, e poi tra le mura amiche contro la corazzata Tenerife. Due vittorie sono la condizione minima per sperare, anche se, con questa classifica, potrebbe non bastare.

Ramsey fuori per un problema, pare, alla caviglia. Le palle perse di Ross e Brown spianano la strada alle triple di Brussino che dopo nemmeno un minuto porta il risultato sullo 0-6. Brown sblocca i padroni di casa ma è ancora Brussino con la collaborazione di Tobey a firmare il parziale che porta Gran Canaria sul 4-11. Brown suona la carica, Toscano-Anderson e Sissoko danno sostanza alla reazione di Trieste che rientra a meno uno, sul 12-13. Gran Canaria tenta un nuovo strappo con Robertson, riportandosi sul 14-19, ma la risposta dei padroni di casa è immediata e rabbiosa. 

Una tripla di Uthoff e l'energia di Toscano-Anderson firmano il contro-parziale che vale l'aggancio a quota 19. Solo nel finale, grazie alla precisione di Wong dalla lunetta, gli spagnoli riescono a rimettere la testa avanti, chiudendo un primo quarto intenso ed equilibrato sul 19-21.

La fiammata firmata da Robertson e Salvo spinge Trieste a -7, costringendo coach Gonzalez al timeout. Al rientro, è ancora una tripla di Salvo a regalare il primo vantaggio in doppia cifra a Gran Canaria. La reazione giuliana non si fa attendere: Brown e Uthoff colpiscono in rapida successione e, in un amen, i padroni di casa accorciano sul 24-29, portando stavolta Lakovic a fermare il gioco.

L’inerzia però cambia di nuovo: Salvo e Pelos salgono in cattedra ristabilendo le distanze (27-37). Trieste fatica a contenere gli avversari sul perimetro, dove un ispiratissimo Brussino (15 punti con 5/7 dall'arco) punisce ogni errore avversario per il 31-43. Nonostante gli sforzi finali di Brooks e Brown, gli spagnoli ribattono colpo su colpo, andando all'intervallo lungo sul punteggio di 37-49. 

Trieste sprofonda a meno 19 in apertura. Wong, la tripla di Vila e il layup di Tobey portano Gran Canaria sul 37-56. Immediato time out di Gonzalez, due canestri di Toscano-Anderson riducono sul 46-60 a metà terzo quarto poi la solita processione di errori e palle perse impedisce a Trieste di ridurre ancora il passivo. Gran Canaria non si fa pregare per tornare ad allungare, ci pensa Pelos (8 punti consecutivi) a regalare il massimo vantaggio sul 48-68. I liberi di Brown e la tripla di Vida chiudono il terzo parziale sul 50-71. Ultimi dieci minuti di palese gestione da parte di Gran Canaria, Trieste non ci mette neppure quel minimo di orgoglio indispensabile per ridurre quanto meno il largo passivo e gli spagnoli mantengono il più ventuno con la tripla di Vila che a 6'18" dalla sirena finale fissa il 56-77.

Sprazzo di luce da Brown e Sissoko, ancora Vila da tre punti per il 60-80 su cui cominciano a scorrere i titoli di coda del match. Sconfitta che dice molto sullo stato di salute della squadra. Non basta l'assenza di Ramsey a giustificare una vera e propria debacle, fanno sorridere gli alibi della stanchezza. Trieste, alla vigilia delle final eight di coppa Italia, deve interrogarsi seriamente su ciò che vuole essere da qui alla fine della stagione.

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