SandroWeb Posted February 17 Report Posted February 17 MARTEDÌ 17 FEBBRAIO 2026 - L'incontro che avrebbe dovuto tenersi la scorsa settimana tra il Comune e la Triestina è saltato. Come scrive Laura Tonero su "Il Piccolo", il confronto, sollecitato anche dal sindaco Roberto Dipiazza, doveva servire a definire un piano di rientro dei debiti che la società alabardata, anche a suon di penali, sta continuando ad accumulare nei confronti del Municipio. Marco Margiotta e Olivier Centner & Co non si sono fatti vivi neppure con gli uffici, non hanno fatto un gesto che faccia intendere la volontà di pagare quanto dovuto dal luglio scorso. È evidente che non temono in alcun modo di perdere la possibilità di fruire dello stadio Nereo Rocco, facendo leva sull'affetto che la città nutre per l'Unione. «Non potevo comunque incontrare degli inquisiti e attendo con fiducia il risultato del lavoro della Procura e della Guardia di finanza», si limita a dichiarare Dipiazza. Il Comune si trova a gestire una situazione molto delicata. Resa ancora più complessa ora dallo tsunami giudiziario che ha travolto l'Unione Sportiva Triestina Calcio 1918. Il capitolato del contratto di concessione non viene rispettato in due punti cardine. Il mancato pagamento della concessione e la mancata voltura delle utenze, che così restano a carico del Comune, che continua a pagare i consumi (circa 200 mila euro per ora) che da contratto dovrebbero essere a carico della società sportiva. La società alabardata, quindi, da luglio sta usando completamente a sbafo l'impianto, con luce, gas e acqua pagati dai triestini. L'amministrazione comunale, stando a quanto prevede il contratto, dovrebbe procedere con la risoluzione dello stesso, anche perché più passano i giorni più i debiti della società aumentano . Nel capitolato viene indicato come ritardo grave, e quindi utile a procedere di diritto alla risoluzione immediata del contratto, quello superiore a 60 giorni. Ne sono passati più del doppio, ad oggi 201 dal 31 luglio, la data indicata per il pagamento dei 233.942 euro (Iva inclusa) della concessione, diventati 243.992 calcolando i 50 euro per ogni giorno di ritardo. Ma non è finita qui. Il disinteresse per il Rocco è completo, visto che la Triestina non sta pagando neppure la manutenzione del manto erboso, rimesso a nuovo e in perfette condizioni a suon di finanziamenti pubblici. Prima con 1,3 milioni di euro sostenuti dalla Regione per rifare completamente il campo, e poi con un'altra operazione che ha provveduto alla cucitura di 20 milioni di punti di fibra sintetica, a fronte di un investimento di 160 mila euro sostenuto da Comune, Triestina e Figc attraverso un altro contributo regionale. Insomma, la Regione ha seminato quasi un milione e mezzo di euro sul quel prato. La manutenzione ordinaria da contratto fa capo alla Triestina. Che se ne sta disinteressando dallo scorso luglio. Fino a dicembre, il Comune, visto che la Triestina non lo faceva, per non mandare all'aria tutto l'investimento ha anticipato il necessario (circa 80 mila euro) per le quotidiane cure all'erba. Da gennaio ha sospeso i pagamenti, perché per l'amministrazione comunale non è semplice giustificare un'uscita di cassa per una spesa che non dovrebbe essere a carico del Comune, ma nel frattempo la Triestina non è subentrata nel versare il dovuto alla ditta incaricata, La Gramigna (che non ha mai sospeso la manutenzione). Si limita a corrispondere il necessario per garantire la presenza di due addetti in campo durante le partite, utili a sistemare le zolle se si sollevano. Tra l'altro, per dare la priorità all'Unione di usare il Rocco, la città si è privata anche della possibilità di ospitare allo stadio dei concerti, con precisione le date zero dei tour. Un danno economico, mancati guadagni per la città. Quanto durerà ancora questa situazione? Quanto il Comune, La Gramigna e i triestini sopporteranno ancora? - Il passaggio di testimone è avvenuto nel momento decisivo della stagione, consegnando le chiavi della Pallacanestro Trieste a Francesco Taccetti. Come scrive Lorenzo Gatto oggi, alla vigilia del quarto di finale di Coppa Italia contro l'Armani Milano, in programma domani alle 20.45, il nuovo coach si presenta con la grinta e la consapevolezza di chi sa da dove viene. Pacato, riflessivo, ma con un vulcano di emozioni che ribollono sotto la superficie. Il suo primo pensiero è un ponte gettato verso il passato recente, un saluto doveroso e profondamente sentito a Israel Gonzalez. «Devo ringraziarlo per il percorso fatto assieme» racconta ricordando quei mesi passati a condividere la quotidianità. È un omaggio che profuma di lealtà professionale, il riconoscimento di un legame nato lavorando gomito a gomito, dal quale ammette di aver imparato molto. Ma il tempo corre veloce, tra la consapevolezza del suo nuovo ruolo e la palla a due dell'Inalpi Arena. Taccetti, lei assume la guida tecnica di Trieste in un momento cruciale. Oltre all'ovvia soddisfazione professionale, sente più il peso della responsabilità o l'emozione per questa sua prima esperienza da capo allena tore? «Sento entrambe le cose. Fa parte del nostro lavoro farsi trovare pronti per situazioni simili. Sono sereno perché credo di aver costruito, nel tempo, un rapporto solido con la società, lo staff e i giocatori. Sono una persona estremamente emotiva e uso questa emotività per vivere appieno il momento. Tuttavia sono e rimango Francesco, nonostante il mio ruolo sia cambiato». Ogni allenatore ha un'impronta che sogna di dare alla propria squadra. Guardando al roster, quali sono i primi cambiamenti che vuole imprimere per rendere il suo basket subito riconoscibile in campo? «Credo che questa Pallacanestro Trieste abbia già dimostrato di saper difendere e attaccare con efficacia. L'obiettivo ora è trovare continuità nelle prestazioni. Introdurremo sicuramente degli elementi nuovi nel nostro gioco, ma il passaggio fondamentale resta uno: scendere in campo con l'energia e l'entusiasmo necessari». La Coppa Italia è un traguardo prestigioso, ma il tabellone vi mette subito di fronte a una corazzata come l'Olimpia Milano. Cosa ne pensa e come affronterete il match? «È una partita di una bellezza clamorosa che, dal punto di vista delle motivazioni, non ha bisogno di presentazioni. Giochiamo contro una squadra di Eurolega in una cornice affascinante come quella di un quarto di finale di Coppa Italia. Come la prepareremo? Puntando su poche idee, ma estremamente chiare». A suggellare questo nuovo inizio le parole del gm Michael Arcieri. «Prendere la decisione di cambiare è sempre difficile, ma quando mi sono convinto che il potenziale di questa squadra non era pienamente valorizzato, la scelta è caduta su Francesco. È con noi da due anni, conosce ogni dinamica del club e ne incarna i valori. La sua profonda conoscenza dell'ambiente rappresenta la garanzia migliore per ritrovare immediatamente la nostra identità e il giusto ritmo in campo. Lavora in modo eccellente - conclude Arcieri - la squadra si fida ciecamente di lui perché ha un quoziente cestistico altissimo e una visione lucida degli obiettivi. Cosa gli ho chiesto? Di non stravolgere la sua natura, ma di essere semplicemente se stesso». Quote
SandroWeb Posted February 17 Author Report Posted February 17 SPECIALE CITYSPORT.NEWS FINAL EIGHT COPPA ITALIA 2026 https://www.citysport.news/download/CS-SpecialeFinalEight2026.pdf Quote
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