SandroWeb Posted February 18 Report Posted February 18 MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO 2026 - Il sipario della Inalpi Arena di Torino è pronto a sollevarsi sulle Final Eight di Coppa Italia, l'appuntamento che da oggi a domenica accenderà i riflettori del basket italiano sul capoluogo piemontese. Cinque giorni intensi, un concentrato di adrenalina dove i valori sulla carta si scontrano con l'imprevedibilità di una competizione che, storicamente, ama smentire i pronostici. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", in questo scenario da dentro o fuori, si inserisce la sfida in programma alle 20.45 tra Trieste e Armani Milano: coach Francesco Taccetti, alla sua prima da head coach sulla panchina biancorossa, non cerca alibi, ma punta dritto all'anima dei suoi uomini, consapevole che in una competizione a eliminazione diretta la tecnica conta, ma la testa possa fare la differenza. «Energia e concentrazione sono due ingredienti che devono coesistere per 40 minuti da parte di tutti i giocatori, aiutano ad avere la squadra sempre unita e compatta, cosa che risulta essere un fattore determinante – spiega Taccetti –. In queste sfide secche questo è l'aspetto più importante perché spesso sono i singoli episodi all'interno dell'intera partita a decidere il risultato finale. E questi episodi possono vedere protagonisti non solo i giocatori principali, ma chi è capace di impattare ogni situazione». Non è solo una questione di nervi, però, c'è la consapevolezza tattica di chi sa di aver costruito qualcosa di solido durante l'anno. Taccetti chiede ai suoi di non farsi intimidire dal blasone dell'avversario: «Vorrei vedere una squadra che, prima di tutto, crede nelle proprie potenzialità perché ha già espresso valori importanti sia in attacco che in difesa durante la stagione – sottolinea il coach biancorosso –. Bisogna credere nelle potenzialità che abbiamo ed essere presenti dentro la partita». Una presenza che dovrà essere dinamica, capace di piegarsi agli eventi senza spezzarsi, perché la strategia iniziale è solo il punto di partenza: «Ci saranno situazioni in cui dovremo cambiare qualcosa, adeguarci a quello che succede e, sempre mantenendo fede ai nostri punti di forza e al nostro game plan, essere pronti e adeguarci alla gestione delle partita». Dall'altra parte della barricata, l'ostacolo si chiama Milano, un avversario che Taccetti descrive con il rispetto dovuto a chi è abituato ai palcoscenici continentali. L'Olimpia che Trieste si troverà davanti questa sera sarà una versione potenziata, fisica e profonda: «Mi aspetto una Milano che metterà molta fisicità in campo, come da abitudine per una squadra che gioca in Eurolega – sottolinea Taccio –. Dovremo essere bravi e intelligenti ad affrontare questo tipo di situazioni. Mi aspetto una Milano rinfrancata dal rientro di Bolmaro e Nebo, con rotazioni più lunghe e la possibilità di mettere più energia in campo rispetto alle loro ultime partite». Mossa e contromossa, contro una squadra radicalmente diversa da quella incrociata mesi fa: «Una squadra molto diversa, che cerca di attaccare nei primi secondi dell'azione e che a metà campo ha obiettivi chiari nelle sue grandi individualità». Eppure, nonostante l'importanza della posta in palio, Taccetti sceglie di fare un passo indietro per lasciare che sia il collettivo a brillare. «Non mi aspetto una mia impronta nella partita – ammette con umiltà e pragmatismo –. Sarò contento se sarò riuscito a trasmettere alla squadra il messaggio più importante: nelle difficoltà bisogna aiutarsi e venirne fuori velocemente, reagendo con il gruppo, l'ascolto, la comunicazione e la forza del credere e dell'essere convinti nel nostro potenziale». - Cambio della guardia sulla panchina della Pallamano Trieste. Andrea Carpanese, il grande artefice della promozione biancorossa nella serie A Gold, è stato sollevato dall'incarico di capo allenatore della prima squadra. Una scossa violenta che si inserisce in quello che è un annus horribilis per lo sport giuliano: quello di Carpanese è infatti il terzo cambio in corsa del 2026 nella stagione sportiva triestina, dopo il turbolento valzer Tesser-Marino nel calcio e il recente addio di Israel Gonzalez sulla panchina della Pallacanestro Trieste. Risultati negativi ma non solo in casa Pallamano. A far pesare l'ago della bilancia verso l'esonero di Carpanese è stata l'involuzione di un gruppo che, fino a pochi mesi fa, era stato la vera rivelazione del torneo. Nel passo falso di Cologne e ancor più nella sconfitta casalinga contro Sassari, la squadra è apparsa improvvisamente contratta e priva di quella fluidità che ne aveva caratterizzato l'eccellente girone d'andata. Una situazione inattesa proprio nel momento in cui la società aveva deciso di investire ulteriormente sul mercato con l'innesto del centrale francese Hubert. Paradossalmente l'arrivo del nuovo rinforzo, anziché fornire lo slancio sperato, ha coinciso con il momento di massima flessione, segnando un distacco tra le aspettative del club e l'effettivo rendimento in campo. Ed è qui il nodo focale per spiegare la situazione. Pensare di esonerare l'allenatore di una neopromossa quinta in classifica è sicuramente un paradosso, la scelta della società svela una strategia chiara: Trieste non si vuole accontentare del ruolo di sorpresa del campionato. La volontà è quella di recitare un ruolo da protagonista già in questa stagione, e la convinzione che il ciclo di Carpanese non potesse più assecondare questa fame di successi ha portato al doloroso, ma inevitabile, addio. Il presidente della Pallamano Trieste, Federico Lanza, ha sottolineato quanto sia stato difficile arrivare a questa risoluzione: «Voglio ringraziare Andrea in prima persona per la professionalità messa fino a oggi. Questa decisione porta con sé un grande senso di responsabilità e arriva dopo aver valutato attentamente gli ultimi risultati sul campo. Saremo sempre grati a Carpanese per tutto ciò che, professionalmente e umanamente, ha dato alla nostra realtà». Il futuro della panchina biancorossa è ora il tema centrale. Il direttore sportivo Giorgio Oveglia è già febbrilmente al lavoro per individuare il profilo tecnico ideale, una figura di polso in grado di risollevare prontamente le sorti della squadra. I tempi per l'annuncio sembrerebbero estremamente brevi, segno della volontà della società di non lasciare nulla al caso in un momento così delicato della stagione. Salvo sorprese dell'ultimo minuto, il nuovo coach dovrebbe essere di scuola croata, un profilo internazionale scelto per dare una scossa tattica e caratteriale al gruppo. Il nuovo tecnico potrebbe dirigere il suo primo allenamento a Trieste già nella giornata di oggi, prendendo subito contatto con i giocatori. L'obiettivo è chiaro : bruciare le tappe per far sì che la squadra possa presentarsi sabato a Bressanone, ultimo impegno prima della prestigiosa vetrina delle Final Eight di Coppa Italia, già con la nuova guida tecnica pienamente operativa in panchina. Quote
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