SandroWeb Posted February 20 Report Posted February 20 VENERDÌ 20 FEBBRAIO 2026 - C'è la firma di Paolo Polidori, imprenditore, sindaco di Muggia e segretario provinciale della Lega a Trieste, accanto a quella di Benjamin Lee Rosenzweig sulla fideiussione da 700 mila euro che ha permesso all'Unione Sportiva Triestina Calcio 1918 di iscriversi all'attuale campionato di serie C. Lo scrive Maria Elena Pattaro su "Il Piccolo" di oggi. «L'ho fatto per amore della squadra, di cui sono grande tifoso da sempre. È stata una scelta fatta col cuore, in extremis alla vigilia della scadenza dei termini per l'iscrizione al campionato. Stella (all'epoca amministratore delegato , ndr ) mi chiese una mano dicendo che serviva un'ulteriore garanzia rispetto a quella presentata da un'assicurazione americana e io mi sono fidato», dice Polidori, leghista della prima ora, precisando di aver agito da privato e non in veste di amministratore pubblico. Il club, come è noto, è al centro di una inchiesta giudiziaria condotta dalla Guardia di Finanza su 50 milioni di finanziamenti sospetti nel periodo 2022-2025. Si indaga per riciclaggio di denaro, falso in bilancio e un giro di false fatture per 900 mila euro. Mentre la società calcistica veniva usata, nell'ipotesi investigativa, per riciclare denaro a vantaggio probabilmente di beneficiari d'oltreoceano, a un imprenditore locale veniva chiesto di fare da garante. Una «pattuizione speciale» come si legge nella polizza che vede Polidori «co-obbligato» come persona fisica e come titolare della Polidori Vending srl, società con sede a Muggia specializzata in distributori automatici di bevande e snack per aziende, uffici e spazi pubblici. L'impresa è una realtà da 2 milioni di euro di fatturato, attiva in tutta la provincia giuliana e isontina. «Co-obbligato», dicevamo, insieme alla Triestina calcio, per la quale ha apposto la firma Rosenzweig, all'epoca presidente. La stipula della polizza (contratta con l'agenzia Howden spa di Milano) è del 6 giugno 2025 e ha validità fino al 6 dicembre di quest'anno. Il beneficiario è la Lega italiana Calcio professionistico che, nel caso in cui la società non dovesse adempiere ai compensi dei tesserati, provvede all'escussione attingendo al capitale posto a garanzia. «Stella mi ha interpellato a giugno – racconta Polidori – dicendo che c'era un problema con l'iscrizione della squadra. La Triestina rischiava di non poter accedere al campionato di serie C perché non bastava la garanzia portata da un'assicurazione americana. Serviva anche un soggetto italiano. E mancava solo un giorno alla scadenza dei termini. Mi ha rassicurato sul fatto che c'era già quest'altra fideiussione, appunto». «In me ha prevalso lo spirito del tifoso e ho acconsentito», dice Polidori, sostenitore degli alabardati fin da ragazzino e abbonato al Rocco con un posto nella curva ultras. «Certo, non l'ho fatto a cuor leggero perché significa esporsi economicamente...», riflette Polidori, che ora si chiede se non sia stato un azzardo, alla luce del terremoto giudiziario che ha investito il club e del rischio di fallimento che incombe, tenuto conto dei debiti accumulati, in primis con il Comune per la concessione dello stadio Rocco, la manutenzione del campo e le utenze (siamo già oltre il mezzo milione di euro). «Se lo rifarei? Bella domanda... mi sono fidato e continuo a sperare – dice il sindaco di Muggia –. La società sta pagando gli stipendi e dovremmo arrivare a fine campionato. Ritengo che ci sia un rischio minimo che l'eventuale escussione mi riguardi proprio perché io garantisco in seconda battuta». Negli ultimi anni la Triestina si è cacciata nei guai con la giustizia sportiva per il deposito di fideiussioni irregolari, tanto che erano scattate p enalizzazioni. Per esempio a ottobre del 2024, quando il club aveva perso un punto e aveva ricevuto un'ammenda da 10 mila euro. Come amministratore, invece, Polidori ha in ballo il progetto del Centro sportivo Montedoro. «Siamo in una fase di stallo nelle comunicazioni con gli attuali amministratori della società sportiva. Spero in un lieto fine», conclude il sindaco. - Il cammino della Pallacanestro Trieste in Coppa Italia si ferma ai quarti di finale. Lo scrive Lorenzo Gatto oggi: contro la corazzata Armani Milano, tra le pieghe di una sconfitta segnata dal talento e dalla fisicità dei giocatori dell'Olimpia, coach Francesco Taccetti intravede le fondamenta su cui costruire il futuro prossimo. Nonostante l'eliminazione, il tecnico non nasconde la soddisfazione per l'approccio dei suoi. «Ho detto ai ragazzi che sono stato contento per l'attitudine messa in campo - . Sicuramente è stata una partita molto fisica dal primo minuto, loro hanno puntato su questo e noi abbiamo fatto fatica». Il piano partita di Trieste, improntato su ritmo e transizione, ha dovuto fare i conti con un'assenza pesante, quella di Colbey Ross, rimasto ai box dopo il colpo al polpaccio subìto contro Napoli. «Nel nostro game plan, cercare di correre e sfruttare la nostra velocità, ci è sicuramente mancato Ross. Ma bravi i ragazzi perché, anche quando la partita è sembrata chiusa, siamo riusciti a tenerla viva». Il vero tallone d'Achille a rimbalzo, dove il dominio di Milano ha evidenziato limiti strutturali e di esperienza. «Non è la prima volta che ci capita - confessa il coach con pragmatismo -. Abbiamo sofferto, subendo la loro fisicità e da questo punto di vista non siamo stati all'altezza. È l'aspetto su cui dobbiamo lavorare: i nostri giocatori sono ancora un po' naïf, ci facciamo spingere sotto canestro prima che parta il tiro e siamo in posizione sbagliata. Non è solo questione di aggressività, ma proprio un aspetto tecnico su cui abbiamo ampi margini di miglioramento». Nonostante qualche passaggio a vuoto e la perdita del controllo del ritmo in alcuni frangenti, l'identità della squadra inizia a delinearsi, anche se il processo di adattamento è solo all'inizio. «Abbiamo cambiato pochissimo in questi giorni - spiega l'allenatore - l'idea è preparare un piano gara adattando l'attacco alle difese avversarie. Contro Milano volevamo correre, siamo una squadra che vuole attaccare sapendo dove andare». In questo contesto spicca la prestazione di Ramsey, sempre più faro offensivo della formazione giuliana: «Ci sta dando tantissimo, ha un talento offensivo infinito eppure ha ancora margini. Deve però aiutarci di più nella fase difensiva». Ora per Trieste si apre una finestra di oltre due settimane senza impegni ufficiali, un periodo prezioso per ricaricare le pile, recuperare Ross («il match con Milano era troppo vicino per rischiare») e plasmare definitivamente il gruppo. Il rientro in campionato non sarà dei più semplici, con la trasferta di Reggio Emilia alle porte e l'impegno europeo di BCL a Praga contro il Nymburk. Sarà il tempo del lavoro in palestra per cercare di far sì che l'attitudine vista in Coppa Italia diventi la costante del finale di stagione. Quote
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