SandroWeb Posted February 22 Report Posted February 22 DOMENICA 22 FEBBRAIO 2026 - Una sconfitta per un gol al 6' di recupero è sempre una stilettata. E come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", fa ancora più male se succede cinque minuti dopo il pareggio meritato (gran rete di Vertainen). Il Cittadella passa al Rocco ma la Triestina regala ai suoi aficionados tutto quello che in questo momento può dare: voglia specie nella ripresa, qualche buona giocata, due gol di pregevole fattura. E infatti gli alabardati, pur sconfitti, a fine gara si sono presi gli applausi. Il Cittadella corre verso i piani alti, è stato costruito per salire, ha giocatori (Falcinelli, Rabbi) di altre categorie. L'Unione ha poco da chiedere a una classifica che la condanna a tavolino e ha solo il compito di giocare con orgoglio per sè stessa e per la sua gente. Eppure il Citta ha fatto fatica. Quando la squadra di Iori ha accelerato è entrata come il burro nella raffazzonata (senza Silvestri) difesa di Marino. Gli ospiti hanno colpito due pali ma senza il colpo del vero kappaò è difficile venire a capo di questa Triestina. A VISO APERTO Il match è stato avvincente specie nella ripresa perché a differenza del Novara, visto al Rocco una settimana fa, il Cittadella non ha rinnegato la sua filosofia di squadra che gioca. E l'Unione, di fronte a questo atteggiamento, ha certamente sofferto dietro ma ha potuto e saputo orchestrare qualche buona trama davanti. Il coraggio di Marino di fare entrare nel finale sia Vertainen che Vicario ha dato una spinta che sembrava poter essere decisiva per completare una rimonta poi frustrata dal guizzo di Rabbi. PARTENZA E SCATTO L'Unione, come spesso capita nella gestione Marino, non parte di slancio ma piuttosto compassata. Del resto davanti c'è un avversario di livello e il pressing alto dei ragazzi di Iori spezza le trame alabardate e facilita le verticalizzazioni granata. Matosevic ci mette una pezza di piede su Anastasia ma nulla può sulla stoccata da centro area di un bomber di lusso anche se un po' attempato come Falcinelli. L'UNIONE FATICA La reazione della Triestina non si vede. I veneti controllano il gioco e quando affondano mettono a nudo l'inesperienza di Kosijer e Davis che comunque hanno il pregio di ringhiare sugli avversari. La frazione scivola via con una sola stoccata dell'Unione. Il traversone da destra è di Pedicillo (subentrato all'infortunato Tonetto) e la girata di Ascione è pronta tanto quanto la risposta di Saro in due tempi. LA SOLITA FIAMMATA Al rientro Iori opta per due cambi con l'ingresso di Bonino al posto di Falcinelli e Pavan per Redolfi in difesa ma il modello tattico resta invariato. Non è imvariata invece l'intensità dell'Unione che sul campo sprigiona determinazione ed energia. Per una quindicina di minuti la manovra staziona nella metà campo del Cittadella che si limita ad agire in contropiede. L'Fvs ancora una volta è poco generoso su una trattenuta in area su Asciome. Lo stesso trequartisa però qualche minuto dopo inventa un dribbling ubriacante sulla trequarti e offre un cross calibrato sul quale si avventa di testa Faggioli: palla nell'angolino. Azione di livello. FINALE PIROTECNICO Il Cittadella sa che deve vincere e si rimette in moto. Anstasia ha troppo spazio ma la covclusione a giro di destro nel sette è da manuale. Gli ospiti forse pensano di avere la partita in tasca (l'arbitro ritorna sulla decisione del penalty per intervento di Davis su Bunino) e il palo nega il tris a Bunino. L'Unione è sveglia e si butta in avanti. Escono D'Amore e Ascione, entrano Vicario e Vertainen. E proprio il finlandese dimostra quanto sia mancato in questi mesi. La sua staffilata rasoterra dal limite al 1' di recupero è imprendibile. Il 2-2 è meritatissimo ma in questa stagione va così e il Cittadella piazza il colpo: cross da sinistra e guizzo aereo di Rabbi con Matosevic battuto. Non c'è quasi più tempo per replicare. Per l'Unione è un altro ko. Ma ci sono sconfitte e sconfitte. E questa è da applausi. - C'era bisogno di una scossa, di un segnale forte che spazzasse via le nubi di un periodo fin troppo grigio. E la risposta della Pallamano Trieste non si è fatta attendere: sul parquet di Bressanone, i biancorossi hanno ritrovato non solo la vittoria, ma soprattutto l'anima. Come scrive Lorenzo Gatto, il 33-36 finale è un risultato che pesa tantissimo, due punti "di platino" che regalano a coach Boris Lisica un esordio da incorniciare sulla panchina giuliana. Una vittoria che riporta il sereno in casa triestina alla viglia delle Final Eight di Coppa Italia che a Riccione vedrà i biancorossi sfidare Bolzano. La partita è stata una vera battaglia di nervi e muscoli sin dai primi minuti. Trieste è partita con il piglio giusto grazie a Hubert e al solito, monumentale Bendjilali in pivot, portandosi subito avanti. Ma come spesso accade nelle sfide di alto livello, gli imprevisti sono dietro l'angolo: Garcia deve lasciare il campo per un problema alla caviglia e il Bressanone ne approfitta per tentare la fuga. I padroni di casa, spinti dalle ripartenze di Della Vecchia e Costa, hanno provato a scappare arrivando fino al +4 (16-12), ma i biancorossi hanno avuto il merito immenso di non mollare un centimetro. Grazie alle parate di un prontissimo Postogna e alla vena realizzativa di un Esparon in stato di grazia (sei reti solo nel primo tempo), Trieste è riuscita a restare in scia, chiudendo la prima frazione sotto di tre lunghezze ma con la sensazione di avere ancora molto da dire. Al rientro dagli spogliatoi, Trieste ha cambiato marcia. La difesa è diventata un muro invalicabile e l'attacco ha iniziato a girare con fluidità. Bendjilali ha continuato a martellare dalla linea dei sei metri, mentre le ali Urbaz e Pauloni hanno ricucito lo strappo punto dopo punto. Quando al 39' il tabellone ha segnato il pareggio a quota 25, l'inerzia del match è passata totalmente nelle mani dei giuliani. Negli ultimi dieci minuti è uscito tutto il carattere del gruppo. Mentre il Bressanone faticava a trovare varchi, Trieste ha piazzato l'acuto decisivo: Lindström ha guidato la manovra con lucidità, Vanoli ha colpito nei momenti chiave e Postogna, tra i pali, ha abbassato la saracinesca con interventi che hanno tolto il fiato al pubblico di casa. Il gol del 29-32 al 50' ha gelato il palazzetto e, nonostante l'ultimo disperato tentativo di rimonta dei biancoverdi, l'uno-due firmato da Esparon e Vanoli ha messo il sigillo definitivo sulla gara. Quote
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