SandroWeb Posted March 3 Report Posted March 3 MARTEDÌ 3 MARZO 2026 - Il futuro della Pallacanestro Trieste passa per una Pec. A dare voce alle preoccupazioni dei soci locali è Daniele Muha, presidente del Consorzio Trieste Basket. Come scrive Lorenzo Gatto, l'obiettivo è chiaro: uscire dall'incertezza e capire quali siano le reali prospettive del club dopo le dichiarazioni di Paul Matiasic rilasciate a Il Piccolo , e pubblicate ieri, in cui l'avvocato di San Francisco ha evidenziato come, dopo aver investito di tasca propria 15 milioni, al club serva un main sponsor, confermando che Trieste continuerà comunque ad avere una squadra: ma senza specificare in quale campionato. Il Consorzio, che rappresenta quel prezioso 1% della compagine societaria e funge da ponte tra la squadra e il tessuto imprenditoriale locale, ha inviato una comunicazione ufficiale al presidente. Una richiesta formale e necessaria per un incontro chiarificatore. Muha sottolinea come sia fondamentale, in un momento così delicato, che la proprietà illustri la situazione. «Nessuno vuole dimenticare quanto il presidente ha dato in questi anni – la posizione del Consorzio –. Capiamo le difficoltà incontrate da Matiasic nel reperire sul territorio quel profilo di investitori che cercava e che, purtroppo, Trieste non è riuscita a offrire con la consistenza sperata». Il nodo vero, però, non è tanto il merito della questione, quanto il metodo. Muha non nasconde che l'uscita pubblica di Matiasic sia arrivata come un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Il cuore della critica mossa da Trieste Basket risiede proprio qui, nella gestione dei tempi e dei modi. Sebbene ogni scelta imprenditoriale sia legittima e ogni scenario possa essere oggetto di discussione, la modalità dell'annuncio ha scosso l'ambiente. Ora la palla passa a Paul Matiasic. Una palla che scotta e che chiama in causa anche le istituzioni. Il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, conferma la delicatezza del momento rivelando l'esito dell'ultimo colloquio: «La scorsa settimana ho avuto una video conferenza con il presidente Paul Matiasic e mi aveva detto quanto ha dichiarato ieri nell'intervista al Piccolo. Mi ha rassicurato che la pallacanestro rimane. Io ho domandato "come": sto aspettando la risposta sul tema che mi sembra un passaggio fondamentale». Un'attesa che non smorza le polemiche, come evidenziato da Roberto Cosolini, consigliere regionale del Pd, che analizza con durezza la gestione della crisi: «Se da un lato si può comprendere la delusione di Matiasic per non aver trovato i sostegni economici che sperava, restano comunque sul tavolo questioni che non possono essere ignorate. Prima di tutto, una questione di trasparenza: se le difficoltà erano note, avrebbe dovuto parlare chiaro fin dall'inizio della stagione, magari ponendo un ultimatum pubblico. Se invece ha scelto di farlo solo "nelle segrete stanze", sarebbe il caso di dirlo, anche perché è difficile credere che non fosse consapevole di quanto sia complesso reperire grandi sponsor su questa piazza». Per Cosolini, l'ipotesi di un disimpegno dalla città è inconcepibile: «C'è poi un tema di incredibile ingenuità: come si può pensare di condurre una trattativa per spostare la squadra a Roma nel bel mezzo della stagione, con obiettivi sportivi ancora da raggiungere, senza che nulla trapelasse? Il fatto che la notizia sia uscita ora sta avendo effetti devastanti sui tifosi, sulla società e sulla squadra stessa. Bisogna poi chiedersi se ci sia la piena consapevolezza di cosa significhi spostare la sede: non stiamo parlando di una normale Srl che trasloca i propri uffici, ma di una realtà che porta con sé il titolo sportivo e l'intera storia del basket triestino. In questo contesto, dire che "Trieste avrà comunque una squadra" suona quasi vuoto: per smentire quelli che vengono definiti "allarmismi", serve una chiarezza totale e definitiva». Il punto più doloroso, però, resta il metodo: «Il modo in cui sono state gestite queste manovre ha rotto la magia – conclude Cosolini –. È stata distrutta una passione che si era ricostruita con fatica, e questo rappresenta un danno morale e sociale incalcolabile per la città». - Per una Triestina a caccia di motivazioni speciali in quest'ultimo scorcio di stagione, quella di stasera nella sfida contro le Dolomiti Bellunesi (al Rocco inizio ore 20.30) potrebbe essere sicuramente una di quelle più significative. Come scrive oggi Antonello Rodio, nelle sue valutazioni mister Marino ha infatti sempre parlato di classifica al netto delle penalizzazioni: ebbene dopo essere stata superata venerdì dalla Pergolettese ed essere terzultima in questa graduatoria parallela, stasera battendo la squadra dell'ex allenatore alabardato Bonatti l'Unione tornerebbe a giocarsi i play-out da una posizione di vantaggio. Traguardi puramente virtuali, certo, ma possibili soddisfazioni reali per squadra e staff: «La motivazione che abbiamo dentro e il calcolo che facciamo - conferma Marino - guarda sempre ai punti che abbiamo fatto realmente sul campo senza considerare la penalizzazione. Vivere il campionato in una situazione di classifica virtuale non è semplice, la cosa importante è fare i conti a fine anno». L'occasione è ghiotta perché se la Triestina viene da quattro ko di fila, anche la Dolomiti Bellunesi in piena crisi (e stasera dovrà fare a meno degli squalificati Clemenza e Olonisakin) arriva da quattro sconfitte di fila. «Quando si preparano le partite - afferma Marino - si analizzano anche i rendimenti delle avversarie, questa gara può essere per noi una possibilità in più per tornare a muovere la classifica ma dobbiamo guardare solo a noi stessi e dimostrare che ci siamo e che lotteremo fino alla fine». Siamo nel bel mezzo della classica settimana con tre partite e un po' di gestione delle forze è d'obbligo. Purtroppo Anton è ancora out e per un Silvestro che da un paio di giorni è tornato ad allenarsi col gruppo ed è convocato, c'è un Kosijer che invece dà forfait. Inoltre ci sono giocatori al rientro da infortuni che vanno gestiti attentamente come SIivestri, Vertainen, Tonetto e Okolo, come del resto bisogna pensare a dare un po' di fiato a tanti che giocano sempre come D'Amore e D'Urso. Questo porterà al ritorno delle due punte con un solo trequartista, magari con una staffetta Ascione-D'Urso? Marino non svela i suoi piani ma assicura che in tanti avranno spazio: «Le rotazioni possiamo farle nel momento in cui tutti stanno bene - spiega il tecnico alabardato - quando invece ci sono delle problematiche le rotazioni vengono fatte in base alla disponibilità dei giocatori. In ogni gara dobbiamo mettere i giocatori che sono nelle migliori condizioni e quelli che sono in grado di poterci dare una mano. I cambi sono cinque e anche stavolta ci sarà lo spazio per inserire chi può dare il proprio contributo, in base alla lettura della partita e a quello che succede nell'arco dei 90 minuti, niente è già deciso o già programmato». Insomma la formazione resta un rebus, si può andare solo per tentativi. In difesa davanti a Matosevic tutto dovrebbe restare invariato con SIlvestri in mezzo a Davis e Anzolin. A centrocampo, se è difficile fare a meno di Jonsson e Voca, un'ipotesi potrebbe essere l'utilizzo di Pedicillo in fascia destra, mentre se To netto è già pronto potrebbe tornare sulla prediletta corsia mancina e far rifiatare D'Amore. In avanti uno fra Ascione e D'Urso dietro a Vertainen e Faggioli. Ma è anche possibile che Marino resti all'inizio con due trequartisti dietro a Faggioli, schierando magari Pedicillo o Vicario in quella posizione. Quote
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