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DOMENICA 8 MARZO 2026

- Cronaca di una sconfitta annunciata quella subita dalla Pallacanestro Trieste che al PalaBigi di Reggio Emilia, 97-61 il finale, scrive una delle pagine più tristi della sua cinquantennale storia. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo": esordio complicato in LBA per coach Taccetti, costretto a fare i conti con un roster ridotto ai minimi termini: le troppe assenze hanno limitato drasticamente le rotazioni della formazione biancorossa. Se del forfait di Moretti si era già a conoscenza, e se le indiscrezioni su Ross e Brooks avevano lasciato intuire che non avrebbero giocato, l'assenza di Brown è arrivata come un fulmine a ciel sereno proprio in extremis. In queste condizioni, senza quattro pedine fondamentali, l'incontro si presentava oggettivamente come un'impresa fuori portata. Trieste ha provato a lottare reggendo l'urto reggiano nel primo quarto, nel secondo periodo, abbandonata anche dai suoi uomini di punta, la squadra è naufragata in un mare di errori e palle perse, finendo per alzare bandiera bianca già alla fine del primo tempo. Ne è uscita una sconfitta imbarazzante: nel secondo tempo, infatti, Trieste ha mollato gli ormeggi, trasformando la serata in una lenta e inesorabile sofferenza. Senza più benzina né mordente, i biancorossi hanno assistito passivamente al dominio Unahotels, chiudendo una gara che, oltre al risultato, lascia l'amaro in bocca per l'atteggiamento rinunciatario mostrato nella ripresa.

Coach Taccetti schiera Ruzzier, Iannuzzi, Ramsey, Uthoff e Sissoko. L'avvio di Trieste è incoraggiante: Sissoko, Ruzzier e Ramsey rispondono colpo su colpo, mantenendo i biancorossi a contatto. La Unahotels alza presto il ritmo: Woldetensae sale in cattedra e Caupain inizia a dettare legge, firmando con una tripla il primo vero allungo reggiano sul 16-10. Taccetti corre ai ripari con i primi cambi, inserendo Toscano-Anderson per Iannuzzi e Candussi per Sissoko. Nonostante il canestro di Uglietti valga il +8 per i padroni di casa, Trieste reagisce: grazie alle triple di Candussi, ai tiri liberi di Deangeli e a un canestro di Ramsey, i giuliani ricuciono lo strappo chiudendo la prima frazione sul 24-21. In apertura di secondo periodo, l'inerzia passa totalmente nelle mani del duo Barford-Thor. Dopo soli 3 minuti, sul punteggio di 30-22, Taccetti è costretto a chiamare time-out. Trieste, però, continua a faticare: manca la leadership attesa da Ramsey e Toscano-Anderson e le troppe palle perse spianano la strada a Reggio Emilia. Woldetensae ne approfitta guidando un parziale devastante di 10-1 che scava il solco, 34-22. Un secondo time-out chiamato dalla panchina triestina non sortisce l'effetto sperato. Senza contromisure adeguate, gli ospiti subiscono l'accelerazione dei padroni di casa che, trascinati da un duo Brown-Woldetensae già in doppia cifra, toccano il massimo vantaggio. Si va all'intervallo lungo su un pesante 48-28.

Il secondo tempo fa sanguinare occhi e cuore ai tifosi che, davvero, non meritavano una umiliazione del genere. Il terzo quarto è una lenta discesa all'inferno, con il passivo che cresce minuto dopo minuto. Barford doppia g li avversari sul 60-30, ancora Barford con la collaborazione di Rossato piazza l'ulteriore 10-0 che porta il risultato sul 70-30. Ci sarebbe da gettare la spugna, match sospeso per manifesta inferiorità, è invece nel basket purtroppo bisogna continuare.Terzo quarto che si chiude sul 79-40, ultimi dieci minuti senza senso con le due squadre che si trascinano annoiate fino alla sirena finale. Archiviata la sfida contro Reggio Emilia, arriva immediatamente la trasferta di Praga contro Nymburk. In Repubblica Ceca la formazione di Taccetti si gioca le residue chance di qualificazione. Ma con che formazione i biancorossi affronteranno il match di Bcl? Perchè in queste condizioni, davvero, c'è da chiedersi se abbia senso continuare.

- Il Rigamonti è un palcoscenico che ha vissuto momenti di gloria in un recente passato. Stavolta, come scrive oggi Ciro Esposito, un pizzico di gloria se lo prende la Triestina. Perché con una prestazione di grande equilibrio la formazione di Marino mette in scacco la seconda della classe che tuttavia non dimostra di esserlo. Il merito va senz'altro in buona parte all'Unione che gioca meglio e sfiora anche il colpo del ko con Faggioli nel finale. Il punto non serve a nulla per la classifica ma ha un grande valore dopo una lunga serie di sconfitte arrivate anche per caso. IL pareggio su un campo prestigioso e contro una squadra forte è il giusto premio all'orgoglio di questi ragazzi ai quali una volta di più devono andare gli applausi di tutti. Nonostante il sipario sia quasi chiuso sul palcoscenico ci saranno ancora quei ragazzi che da agosto hanno tenuto in vita l'Unione. Gli unici senza responsabilità per questa retrocessione alla quale hanno cercato di opporsi con tutto quello che potevano e hanno potuto dare.

GLI INFORTUNI

Marino ha come sempre gli uomini contati specie in difesa. A Brescia non c'è l'infortunato Davis e così a destra va un altro convalescente come Silvestro (in linea con Silvestri e Anzolin) che infatti dovrà abbandonare il campo dopo 35'. La novità è Vicario a fare l'esterno di centrocampo con Ascione e D'Urso alle spalle di Vertainen.

L'Unione, nonostante la curva da B dei bresciani, non mostra in campo timori reverenziali. Anzi sono proprio gli alabardati a menare le danze davanti ai lombardi piuttosto imprecisi e compassati. Al 3' grande occasione per Ascione servito in area da Tonetto ma il destro del trequartista esce non di molto. Passano pochi minuti ed è D'Urso ad aver un buon pallone ma il destro viene deviato in angolo. Il Brescia si vede poco specie nella metà campo dell'Unione.

FRAZIONE IN CONTROLLO

Tra Brescia e Triestina ci sono una marea di punti di diustanza in classifica (al di là della penalizazione) ma il gap non si vede. Purtroppo Marino perde verso la mezz'ora Silvestro, fa entrare l'eclettico D'Amore e sposta Anzolin sulla destra. Arriva l'unica occasione per i padroni di casa con una conclusione del guizzante Cazzadori con la palla che si spegne sull'esterno della rete. Il Brescia è tutto qua, davvero pochino e un po' di merito va dato anche all'atteggiamento e all'attenzione degli alabardati. Come le succede quasi sempre però l'Unione non concretizza. E questo di solito non è un buon viatico.

CORINI CAMBIA

il tecnico di casa giustamente non è soddisfatto e cambia interpreti con l'ingresso di Armati, Cisco e Mallamo epoi Valente per CRespi davanti. La scossa c'è e il Brescia mette in campo una maggior intensità nella spinta in avanti. Il Brescia prende campo ma non riesce a trovare sbocchi.

LE STAFFETTE DI MARINO

Arriva il momento dei cambi anche in casa Triestina con Silvestri che evidentemente non sta bene che lascia il posoto a Pedicillo, Ascione a Faggioli e D'Urso a Attys. Il centrale difensivo diventa Voca con Anzolin e D'Amore ai lati, retroguardia veramente da brividi. Ma nonostante tutto l'Unione riesce a sviluppare la sua trama e tiene in pressione i bresciani. Vertainen si bede annullare un gol per fuorigioco millimetrico.

IL FINALE

Per il finale Marino dà anche spazio a Okolo per far rifiatare Vertainen. In contropiede Faggioli, su ottimo passaggio di Attys, si vede deviare alla grande il suo diagonale da Gori. Nel finale il Brescia fa di tutto per passare ma ci va vicino soltanto con una semirovesciata di Balestreto. E l'Unione porta a casa finalmente un pareggio

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