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DOMENICA 15 MARZO 2026

- Nel ricordo di Matteo Babich e Tommaso Andreuzza, anime biancorosse attorno alle cui famiglie tutto il PalaRubini si è stretto in un ideale e caloroso abbraccio, la Pallacanestro Trieste lotta con cuore e coraggio e conquista una vittoria contro la Dolomiti Energia, 84-78 il finale, che sa di tributo. Come scrive Lorenzo Gatto, in un'atmosfera sospesa tra la commozione del pre-partita e l'energia trascinante del palazzo, i biancorossi gettano l'anima oltre l'ostacolo, piegando la resistenza di Trento con una prova di nervi e carattere. Una vittoria che vale tantissimo ed è l'omaggio più bello a chi continuerà a tifare da lassù: due punti che pesano come macigni per la classifica, ma che valgono infinitamente di più per l'orgoglio di una città intera.

Quintetto confermato per coach Taccetti: Ruzzier, Iannuzzi, Ramsey, Uthoff e Sissoko. L'avvio è firmato da Ramsey, la Dolomiti Energia trascinata da un Dj Steward subito nel match, prende il comando delle operazioni e, dopo soli due minuti, scappa sul 2-7. Trieste risponde con la bomba di Ruzzier ma sono ancora Steward e la tripla di Aldridge a scavare il solco, portando il punteggio sul 5-14. La girandola dei cambi rimescola le carte in tavola. Taccetti lancia nella mischia Candussi, Deangeli e Toscano-Anderson, mentre Cancellieri risponde inserendo Jogela e Battle per far rifiatare Steward e Jones. Candussi subito a segno con la tripla dell'8-14. Nonostante una poderosa schiacciata di Mawugbe, Trieste accorcia ancora con Ramsey e lo stesso Candussi, arrivando a meno tre, 13-16, a tre minuti dalla sirena. Un alley-oop di Toscano-Anderson e l'ennesima bomba di Candussi valgono il sorpasso sul 18-16, costringendo Cancellieri a rifugiarsi nel time-out. L'inerzia però non cambia: le triple continuano a piovere (6/11 totale di squadra) e il duo Candussi-Ramsey (8 punti a testa) trascina i biancorossi fino al 24-21 che chiude i primi dieci minuti di gioco.

In apertura di secondo quarto, Jones risponde colpo su colpo a una Trieste che con i tiri liberi di Sissoko e la fisicità di un ottimo Toscano-Anderson (doppia cifra, 3/5 da due e 1/1 da tre) tocca il 39-31 a metà frazione. Trento alza l'intensità, Aldridge suona la carica e Steward punge in penetrazione, riportando gli ospiti a un solo possesso di distanza sul 40-37. Ci pensa ancora uno scatenato Candussi ( 13 punti nei primi venti minuti) a ricacciare indietro gli avversari. La sua tripla suggella l'ottimo 9/16 di squadra dalla lunga distanza e manda Trieste negli spogliatoi sul 45-39.

Due liberi di Mawugbe e due appoggi a canestro di Steward, in 3' Trento pareggia e Taccetti chiama time-out. Inerzia in mano ospite, Jogela completa il parziale favorevole e con un 3-12 la Dolomiti Energia allunga sul 48-51. Ramsey e Toscano-Anderson riportano Trieste sul 52-51 con 4' sul cronometro. Trento litiga con il canestro, Trieste allunga con la tripla di Ramsey poi con tre liberi di Toscano-Anderson ,60-51, poi le triple di Aldridge e Jogela chiudono il terzo parziale sul 63-59.

Stewart e Aldridge pareggiano la partita, la tripla di Battle lancia la Dolomiti Energia a più 3, 65-68, con 7'11" da giocare. Toscano-Anderson, un libero seguito dalla tripla, riporta i biancorossi avanti 69-68, ancora un libero di Sissoko fissa il 70-68 con 5' sul cronometro. Trento sciupa un doppio possesso prima con Jakimovski e Steward poi con Jones e Mawugbe, dall'altra parte Ramsey è ispirato e Toscano-Anderson schiaccia il 76-70 a 2'18. Time out Cancellieri, Trento continua a sbagliare, due liberi di Ruzzier sanciscono il 78-70. Sembra finita e invece l'antisportivo a Toscano-Anderson mette pepe sull'ultimo minuto. Battle firma i liberi del meno 4, 78-74, poi però sbaglia e prima Ramsey, poi Uthoff e infine Ruzzier firmano i liberi che sanciscono l'84-78 finale.

- Oggi potrebbe essere il giorno della retrocessione matematica in serie D per la Triestina, ma come sempre ha fatto con onore e grinta da inizio campionato, la squadra alabardata cercherà di opporsi anche stavolta al destino già segnato. Al Rocco arriva la Pro Vercelli (inizio ore 14.30) e potrebbe essere l'occasione buona per tornare alla vittoria dopo oltre un mese e ritardare appunto il verdetto ufficiale, ma mister Marino assicura che la gara è stata preparata al meglio senza badare a questo aspetto: «Lavoriamo partita dopo partita non pensando ai verdetti definitivi che è cosa per noi poco piacevole, e comunque cerchiamo di farli accadere più avanti possibile. La cosa più importante è la preparazione della gara e basta, la settimana è stata impostata per ripetere l'ottima prestazione di Brescia, perché questa è una squadra che seppur non al completo può fare bene». Di fronte la Pro Vercelli dell'ex tecnico alabardato Santoni, il mister che proprio Marino ha sostituito nella scorsa stagione. I piemontesi fra l'altro arrivano da quattro sconfitte consecutive: «Affronteremo una squadra propositiva e che ha una buona costruzione - dice Marino - l'abbiamo studiata come tutte le avversarie che affrontiamo, sappiamo i loro punti forti così come i punti deboli e faremo la nostra partita come sempre, cercando di affermare la nostra identità». Il tecnico alabardato deve fronteggiare una situazione di totale emergenza difensiva: mancheranno Anton, Silvestro, Davis e Kosijer, ma Silvestri è stato convocato e ha buone speranze di farcela: «Il capitano è stato gestito per tutta la settimana - spiega Marino - penso che ce la dovrebbe fare. Dietro restano tante assenze ma i ragazzi non si sono mai tirati indietro, con queste difficoltà conviviamo in pratica da tutta la stagione. Nel reparto arretrato forse non c'è mai stata la situazione problematica che ci troviamo ad affrontare in questo periodo a livello numerico, ma abbiamo lavorato su alcune soluzioni». L'ipotesi quindi è di un Silvestri in mezzo alla difesa con Anzolin a destra e D'Amore a sinistra. In mezzo al campo Jonsson e Voca, sugli esterni Tonetto e Vicario (favorito su Pedicillo), mentre in avanti c'è incertezza sulla scelta fra due sistemi: quello con due trequartisti (D'Urso e Ascione) dietro a una punta (Vertainen), oppure quello con un solo trequartista e due punte, affiancando in avanti Faggioli al finlandese. Anche se la situazione in difesa è quella che è, Marino comunque non si piange addosso: «Io cerco di mettere i ragazzi nelle condizioni di fare bene, il gruppo ha voglia di giocare, ovviamente di fronte a difficoltà di ruolo ci sono degli adattamenti ma a prescindere da questo, ho la consapevolezza dello spirito e dell'atteggiamento che questi ragazzi ci mettono. Sono sicuro che si impegneranno al massimo e faranno sempre quello che ci ha contraddistinto sin da inizio anno, non mollare mai e crederci fino a quando l'arbitro non fischia tre volte».

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