SandroWeb Posted March 21 Report Posted March 21 SABATO 21 MARZO 2026 - Il Trento doveva vincere per restare nella scia della seconda piazza, l'Unione doveva fare bella figura e basta. E invece, come scrive Ciro Esposito su "Il Piccolo", questa Triestina non finisce mai di stupire. Perché è andata vicino a una vittoria grazie agli spunti di Faggioli e Vertainen, ma si è fatta riprendere solo nel finale, quando è emersa la fatica di un gruppo con pochissimi cambi a disposizione. È arrivato un pareggio per 2-2 pieno di voglia, di dignità e anche di bel gioco. Insomma al Briamasco per l'Unione ci sono solo applausi. LA SQUADRA Marino rompe gli indugi ovvero presenta uno schieramento con due punte vere, rinunciando al doppio trequartista. Quindi restano in panca Attys e Ascione e il tecnico affida a D'Urso di coordinarsi con Vertainen e Faggioli. Il centrocampo è l'unico a disposizione come successo al Rocco con la Pro Vercelli e in difesa va anche peggio visto che retano a disposizione soltanto al centro Silvestri e, a fare da braccetti ai lati, Anzolin e Tonetto. Anche l'ex Tabbiani deve fare i conti con molte assenze ma non tradisce il suo solito modello che una linea anteriore a tre guidata da Pellegrini. PARTENZA SOFFERENTE La partenza dei padroni è pimpante. Con la manovra avvolgente che piace a Tabbiani, il Trento mette in pressione costante la difesa alabardata. E arrivano anche le occasioni da gol. Prima il bomber Pellegrini calcia a lato da buona posizione, poi è il piede di Matosevic pronto a negare il gol. L'Unione fa fatica sul pressing avversario e il talento dell'ex atalantino Capone sale in cattedra: splendido assist filtrante per Ladisa ma conclusione su Matosevic in uscita ed è poi lo stesso Capone a colpire la traversa su passaggio smarcante di Pellegrini Il vantaggio Il ritmo del Trento cala e la Triestina è brava da approfittarne: scocca il 41' e Cristian D'Urso, dopo aver seminato il panico a sinistra, pennella a centro area per lo stacco preciso di Faggioli e palla nell'angolino. Prima occasione e subito gol, un episodio mai successo in questa stagione alabardata. E così, per la prima volta dopo tempo immemorabile, l'Unione torna nello spogliatoio in vantaggio di una rete. La ripresa Tabbiani toglie in difesa Sangalli e inserisce il veterano Trainotti. Il Trento ci prova ma è molto compassato mentre l'Unione è sveglia. Anzi sveglissima quando all'8' Voca ruba palla, la porge a Vertainen che è freddisimo a trovare il raddoppio. Risultato clamoroso e meritato con quel cinismo mancato in tante occasioni. Tabbiani corre ai ripari con l'ingresso di Chinetti e quattro uomini offensivi. Il Trento però è in affanno e un fuorigioco dubbio e millimetrico annulla il tris di Faggioli. IL FINALE Quando il match sembra nelle mani dell'Unione il Trento trova il guizzo: a sinistra si muove bene Chinetti che centra per Ebone pronto a insaccare. Per la Triestina entrano Okolo e Begheldo ma l'assalto finale è dei padroni di casa. E infatti arriva il pareggio con deviazione di testa sotto porta di Trainotti al termine di un'azione confusa na efficace. In extremis Matosevic salva la porta su Fossati. Ma l'Unione porta a casa un pareggio. Un grande pareggio. - Dall'Oceano Atlantico all'Alto Adriatico, per la Pallacanestro Trieste il ritmo è quello forsennato impresso da un calendario che non concede soste. Nemmeno il tempo di asciugarsi il sudore dopo aver domato le onde della laguna di Tenerife in Champions League, che per la formazione di Taccetti è già ora di tornare in campo. Come scrive Lorenzo Gatto, domani alle 17, sul parquet del PalaRubini, arriva un'altra laguna, quella veneziana. Cambia lo scenario, cambiano gli interpreti, ma la missione resta la stessa: non finire sott'acqua e confermare che questa squadra ha imparato a restare a galla sfidando i tanti infortuni che ne hanno condizionato il percorso. Rispetto alla battaglia di martedì scorso in Bcl, il roster triestino prova a rimescolare le carte, cercando di recuperare interpreti fondamentali per affrontare il derby. Sicuro il rientro di Juan Toscano-Anderson, l'ex Nba, rimasto precauzionalmente a guardare i compagni in coppa per un fastidio alla schiena, è pronto a gettarsi nuovamente nella mischia. I segnali arrivati dall'ultimo allenamento sono confortanti. Vederlo restare in campo a fine sessione per sfidare i giovani in serrati uno contro uno conferma che testa e muscoli sono già in modalità partita. Di segno opposto, invece, le notizie che arrivano dalla cabina di regia. Se fino a ieri il ritorno di Colbey Ross sembrava scontato, le ultime ore hanno raffreddato gli entusiasmi. Per il playmaker, fermo dall'infortunio al polpaccio del 14 febbraio contro la Guerri Napoli, il semaforo resta arancione, tendente al rosso. Le probabilità di vederlo in campo si sono drasticamente ridotte, dallo staff medico arriva un 80% di possibilità di forfait. La Reyer di coach Neven Spahjia e dei tantissimi ex che infarciscono la rosa della formazione orogranata, da Parks a Lever, da Janelidze a Denzel Valentine, arriva al derby con la consapevolezza di chi abita i piani alti della classifica. Il consolidato terzo posto in Serie A, a braccetto con l'Olimpia Milano, è il biglietto da visita di una squadra che ha saputo reagire con veemenza all'eliminazione dagli ottavi di Eurocup a spese di una Trento a sua volta eliminata poi all'ultimo secondo dal Besiktas. La vittoria casalinga contro Udine nell'ultimo turno ha confermato il potenziale offensivo di una squadra che deve però fare i conti con qualche problema nel reparto lunghi. L'infortunio muscolare di Chris Horton (Reyer attiva sul mercato per un sostituto), rende più difficile il duello sotto le plance. Derby come sempre sentito e atteso dalla tifoseria. Un PalaRubini che, si è visto chiaramente la scorsa settimana contro Trento è in grado di fare la differenza visto che l'energia che arriva dagli spalti viene assorbita dai giocatori. Come ha sottolineato capitan Deangeli, quella carica accumulata una settimana fa non è svanita, ma è diventata il punto di partenza per affrontare Venezia. Quote
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