SandroWeb Posted March 22 Report Posted March 22 DOMENICA 22 MARZO 2026 - Dopo i successi contro Trento e Tenerife, la Pallacanestro Trieste si prepara ad affrontare, alle 17 sul parquet del PalaRubini, il derby contro la Reyer Venezia. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", un match carico di significati che vanno ben oltre il campanile. Si affrontano, infatti, due squadre in salute, reduci da successi che hanno dato forza alle rispettive ambizioni. Se Trieste ha mostrato i muscoli superando Trento e confermando di voler blindare quel sesto posto che garantirebbe un posto in Champions League, Venezia ha piegato Udine con una rimonta di carattere che le permette di restare sul terzo gradino del podio a braccetto con l'Olimpia. In casa triestina non ci sarà Colbey Ross, dato per certo a inizio settimana e costretto invece a una ulteriore sosta ai box. Tutto a posto, invece, per Juan Toscano-Anderson che sarà regolarmente della partita. A presentare la sfida il tecnico biancorosso Francesco Taccetti che individua nella consapevolezza acquisita recentemente la chiave per affrontare un avversario del calibro della Reyer. «Giocare diverse partite solide, come abbiamo fatto nell'ultima settimana, aiuta sicuramente la squadra ad avere fiducia - sottolinea Taccetti -. Il segreto è proprio questo, la convinzione ci dà solidità mentale nei momenti difficili della partita. Ci saranno, come sempre in tutte le partite e anche contro Venezia sarà così. In quei momenti dovremo fare forza sulla fiducia che stiamo costruendo». L'ostacolo, però, è di quelli altissimi. La formazione di Spahjia arriva a Trieste con un potenziale offensivo che incute timore e richiede una prova di grande consapevolezza. «Sicuramente quello orogranata è uno dei migliori attacchi del campionato - continua il coach - non solo per punti segnati ma anche per efficienza offensiva. Ha vari terminali, giocatori che possono impattare la partita in pochi secondi, come Wiltjer o Parks, che è in un momento di grande fiducia, così come i loro esterni: Cole, Bowman e Valentine. In partita dovremo essere molto attenti dal punto di vista difensivo, controllare le loro situazioni principali e, allo stesso tempo, attaccare quelli che sono i target che abbiamo individuato per questa partita». Oltre alla tattica, c'è però un fattore umano e di spogliatoio che sta spingendo Trieste verso l'alto. La squadra sembra aver trovato la propria anima nelle difficoltà, cementando un'identità che ora si traduce in risultati. «L'energia è sicuramente positiva - conclude l'allenatore biancorosso -. La squadra si è compattata nel lavoro nei momenti di difficoltà, penso agli infortuni e anche alla partita persa a Reggio Emilia, che è stata una serata molto complicata. Questo compattarsi, crederci e continuare a lavorare ha portato buoni risultati e quindi anche un'energia molto positiva. L'impatto di Josh Bannan lo abbiamo visto tutti: quello che può dare alla squadra, quello che ha fatto contro Tenerife. È un impatto che si sente anche nello spogliatoio perché è un ragazzo che porta la sua presenza sotto tutti gli aspetti e siamo felici di averlo con noi». - Di rado in stagione si è vista la squadra avversaria fare la partita. Come scrive oggi Antonello Rodio, potrebbe sembrare un paradosso per chi non conosce la genesi e lo sviluppo del campionato della Triestina, non per la sua tifoseria, men che meno per i protagonisti in campo. Una scelta mirata, stavolta, contro una squadra forte, il Trento. Una scelta che ha regalato agli spettatori una gradevole partita di calcio venerdì sera. Il 2-2 a Trento ha sentenziato, una volta di più, la grande dignità sportiva del gruppo di Marino. Nel merito della partita, secondo il tecnico partenopeo, la squadra ha tradotto in campo il piano gara. «Il Trento è la squadra che più ci ha messo in difficoltà, loro hanno tanta qualità ed i loro cambi nel secondo tempo hanno fatto la differenza. Noi abbiamo dovuto aggiungere ragazzini che ci mettono tanta buona volontà, stanno facendo esperienza ma peccano nei momenti chiave proprio di esperienza, sul forcing finale abbiamo pagato questo aspetto. Ritengo sia l'unica partita in cui abbiamo cercato di contenere e ripartire. Avevamo pensato fosse la strategia giusta ed infatti al 78' eravamo sul 2-0, l'idea aveva pagato». Viene facile dire adesso che la squadra può giocare a mente libera, la verità è che lo ha sempre fatto. «I ragazzi hanno tranquillità perché c'è qualità, sono abituati a giocare la palla e questo ha fatto la differenza. Il rammarico è tanto, era una prestazione inaspettata perché tutti pensano che dopo le vicissitudini potesse arrivare una squadra morta, invece fare una partita così, di sacrificio e sofferenza, è una dimostrazione con i fatti che noi lotteremo fino all'ultimo minuto dell'ultima partita». Giocare con due attaccanti, ancor di più in una partita contenitiva, ha dato i suoi frutti. Vertainen ma soprattutto Faggioli hanno messo in difficoltà gli uomini di Tabbiani. «Il Trento ha sofferto Faggioli, ma anche Vertainen o Vicario, hanno indubbiamente sofferto le nostre ripartenze perché loro giocano, e giocano bene, quindi inevitabilmente lasciano spazi, noi abbiamo preparato la partita per approfittare di queste situazioni. Una strategia diversa che ha pagato fino ad un certo punto. Usciamo da Trento con un pareggio, credo che prima della partita tutti quanti avrebbero messo una firma per questo risultato quindi va bene così, pur con rammarico. Se esci con rammarico significa che hai dato tutto, hai fatto bene con la consapevolezza che si sarebbe potuto fare anche qualcosina in più». Una chiosa sui giovani, il debutto di Gningue, il sacrificio di Okolo, ragazzi che in Primavera hanno per mesi trainato la squadra di Strukelj e Benecchi ad ottimi risultati. «Si stanno allenando bene, i giovani vanno inseriti nei contesi dove possono fare bene, non vanno buttati e bruciati. A Trento c'era bisogno di alcune caratteristiche, Okolo doveva provare a tenere su la squadra come faceva Vertainen, e con Omar ci serviva un incontrista che avesse più velocità e spezzasse il gioco per ripartire, queste le due scelte relative ai giovani. La loro crescita è quotidiana, bisogna continuare così e dar loro la possibilità di mettersi in mostra». Anche perché la scelta sui giovani, in un futuro possibile in serie D, ricadrà ancora più su di loro. Quote
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