SandroWeb Posted March 23 Report Posted March 23 LUNEDÌ 23 MARZO 2026 - Il cuore infinito di Trieste non basta per completare il miracolo, al PalaRubini passa la Reyer Venezia. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", padroni di casa che escono sconfitti nonostante una clamorosa rimonta al termine di un match risolto solo in volata. Sotto di diciannove lunghezze all'intervallo, tramortita dalla precisione chirurgica degli ospiti dall'arco, la formazione di coach Taccetti ha saputo reagire con una frazione ai limiti della follia: un terzo quarto clamoroso da 30-12 che ha riaperto i giochi. Dopo aver agganciato il pareggio in apertura dell'ultimo periodo, Trieste ha trovato addirittura il sorpasso a poco più di due minuti dalla sirena grazie ai liberi di Ruzzier. Nelle battute decisive, però, Venezia è rimasta lucida, trovando la freddezza necessaria per portare a casa i due punti. Oltre al solito prezioso contributo di Ramsey, spiccano le prestazioni di Toscano-Anderson e Sissoko. La nota più lieta resta però il ritrovato Ruzzier: autore di una prova eccellente, il play sembra essersi definitivamente messo alle spalle un periodo opaco. Avvio con la coppia Cole-Parks per una Reyer apparsa subito in missione. Trieste prova a restare in scia aggrappandosi all'energia di Sissoko, ma dopo soli 4 minuti il tabellone segna già 6-12. Fuori Tessitori, due falli immediati contro il centro triestino ma Valentine, Wheatle e Lever colpiscono in rapida successione, scavando un solco in doppia cifra, 11-23, che costringe Taccetti al time-out. Al rientro, Candussi prova a scuotere i suoi con una bomba, ma la risposta di Lever e la tripla finale di Bowman certificano il dominio balistico veneziano: il primo quarto si chiude sul 14-27, con gli ospiti che tirano con un mortifero 50% dall'arco. La musica non cambia in apertura di secondo quarto. Wheatle e Nikolic continuano a bombardare dalla lunga distanza e la Reyer doppia la sua avversaria. Ci provano Toscano-Anderson e Ramsey a reagire ma Spahija chiama time-out e al ritorno in campo Lever, Candi e ancora Wheatle firmano il massimo vantaggio, 23-41. Nonostante Trieste riesca a trovare sprazzi di fluidità offensiva, la difesa non regge l'urto dei tiratori orogranata. Wiltjer e Nikolic mantengono le distanze di sicurezza prima che la firma di Parks, proprio allo scadere, mandi le squadre al riposo su un eloquente 35-54. Trieste cambia marcia: Ramsey e Ruzzier dettano subito il ritmo e, dopo un libero di Parks, è ancora la coppia Ruzzier-Sissoko a trascinare i biancorossi. Grazie a un parziale di 9-1, padroni di casa sul 44-55 con Spahjia costretto a rifugiarsi in un frettoloso time-out. Cinque punti di Cole poi monologo biancorosso. Prima le fiammate di Toscano-Anderson e Ramsey, poi la tripla chirurgica di Candussi che vale il 55-63. La rimonta non si ferma: altre due triple di Ramsey e Toscano- Anderson suggellano un incredibile parziale di 26-9, portando Trieste sul61-63. Nel finale di frazione, una tripla di Nikolic e due guizzi di Deangeli ristabiliscono l'equilibrio quasi totale, chiudendo il terzo quarto su un apertissimo 65-66. Un libero di Candussi e Trieste pareggia la partita. Bowm an e Wheatle riportano la Reyer avanti 69-74, la schiacciata successiva di Nikolic costringe Taccetti al time-out. Ramsey da tre, Ruzzier e due liberi di Uthoff per il nuovo pareggio, 76-76 con 4' da giocare. Nervosismo in campo ed errori sui due lati del campo, il punteggio lo sblocca Nikolic, dalla lunetta due liberi di Ruzzier regalano a Trieste il primo vantaggio della partita sul 78-77 con 2'22". Minuto Reyer, Bowman dalla lunetta fa 78-79 poi dopo due errori di Ramsey fallo di Uthoff su Cole e ulteriori liberi del 78-81 a sessanta secondi dalla fine. Due liberi sanguinosi mancati da Sissoko, Venezia punisce con la magata di Nikolic e la chiude sul 78-84 con il libero di Cole. - Il parquet dice Venezia, ma il cuore della serata resta a Trieste. Al termine di un match intenso, a rubare la scena è un fuori programma ricco di spessore umano e sportivo: l'appassionato endorsement di Neven Spahija. Più che una conferenza post-partita, quella del coach di Venezia è sembrata una dichiarazione d'amore. Dopo aver analizzato il successo della sua Reyer («bene la vittoria, ma una squadra come la nostra non può giocare un terzo quarto così»), Spahija ha sorpreso tutti con un appello diretto alla proprietà triestina: «Vi voglio bene e spero che il basket a Trieste resti a questo livello. Giocare qui è meraviglioso. Io venivo da Sebenico per vedere la grande Trieste di Tanjevic e Fucka, il messaggio che lancio alla società è chiaro: il basket deve restare in questa città». Sul fronte opposto, coach Taccetti sceglie di guardare il bicchiere mezzo pieno, pur col rammarico per un finale amaro. Se il primo tempo era stato da dimenticare, la ripresa ha mostrato il vero carattere dei suoi ragazzi. Rispetto alla debacle di Reggio Emilia, dove dopo il primo tempo la squadra si era spenta, stavolta Trieste ha lottato. «Ho fatto i complimenti alla squadra per un secondo tempo e una rimonta niente affatto facili – ha spiegato Taccetti –. Siamo stati bravi a rientrare, così come nel primo tempo eravamo stati troppo disattenti lasciando scappare i nostri avversari. La grande fatica nei secondi venti minuti la abbiamo pagata proprio nei minuti decisivi. Quando arrivi al punto a punto finale, può succedere di tutto. Resta la consapevolezza – conclude Taccetti – che, nonostante la sconfitta, l'orgoglio visto sul parquet e il calore del nostro pubblico sono le basi da cui ripartire» Quote
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