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DOMENICA 29 MARZO 2026

- Quando l'Unione di Marino vince non fa sconti. Come scrive Ciro Esposito, roboante il risultato ai danni della Virtus (qualche mese fa era successo all'Inter), ma soprattutto è roboante la differenza tra le due formazioni viste in campo e soprattutto la superiorità della squadra di Marino. Quella di Fresco quasi certamente accompagnerà l'Unione in D ma alla Triestina e soprattutto ai suoi tifosi resterà il rammarico per un tetantivo pur disperato di salvezza che non è stato fatto. Perché ieri dopo lo sbaracco di gennaio e con tante assenze pesanti la Triestina indomita ha asfaltato gli avversari. La differenza l'ha fatta la prima frazione quando, dopo un avvio tranquillo, una fiammata alabardata nel finale di primo tempo ha portato al gol di Jonsson e al rigore su Faggioli (con espulsione di Toffanin) realizzato da D'Urso. Nella ripresa è arrivata l'apoteosi balistica contro un avversario in inferiorità numerica e sfiduciato. Merito della Triestina e applausi meritatissimi per un gruppo che tra i marosi di una stagione impossibile ha raccolto 32 punti sul campo.

MATURITÀ INIZIALE

Marino ha modulato gli sforzi partendo con Kosijer al centro della difesa al posto di Silvestri. Insomma partenza in copertura a lasciare sfogare l'iniziativa degli uomini di Fresco per la verità nemme no tanto pericolosi. La gestione oculata di un oredominio solo territoriale della Virtus lascia spazio a partire dal 23' alla fiammata dei padroni di casa. Vanno vicini al gol Anzolin, D'Urso e Vertainen. E il momento brillante trova il suggello di Jonsson, fredissimo da limite, dopo ottima iniziativa di Vertainen a destra.

IL RIGORE DECISIVO

Lo svantaggio manda in confusione gli ospiti e l'Unione ha il coraggio e la forza di insistere in avanti giocando anche con quella leggerezza di chi non ha nulla da perdere a differenza degli avversari. E così in mischia Toffanin abbraccia Faggioli davanti alla porta. L'Fvs è amico dell'Unione (dopo averla bistrattata in passato). Il difensore della Virtus deve lasciare il campo mentre D'Urso clacia il penalty da manuale. Di fatto è il colpo del kappaò.

ARRIVA LA GOLEADA

Gigi Fresco corre ai ripari con l'ingresso di Amadio e Fanini ma anche l'aggiustamento non funziona. Vertainen è scatenato è trova la nona stoccata vincente di una stagione pur funestata dagli infortuni. Il suo destro, su colpo di tacco di Faggioil, sbatte sul palo e varca la linea di porta. Marino ha anche la possibilità di dare minutaggio ai più giovani. Entrano Mullin, Okolo, Begheldo e Kljajic. Uqlche sbavatura in difesa ma davanti l'Unione continua a pedalare a un ritmo impossibile per un pugile suonato e con un giocatore in meno come la Virtus. Pesca il suo momento di gloria prima Kljajic (ottimo destro rasoterra) e poi Begheldo.

Per il pubblico resiliente che ancora si ostina con merito a venire al Rocco c'è da divertirsi. Gigi Fresco dopo tanti anni in C lascia mesto il terreno di gioco. Marino e i giocatori lasciano lo stadio a testa alta e tra gli applausi che non sono mancati nemmeno in circostanze meno favorevoli. Restano quattro turni da giocare e le vittorie, per quanto effimere, fanno sempre piacere.

- Con il morale alto e un roster finalmente più profondo, grazie al progressivo inserimento di Josh Bannan e al ritorno di Colbey Ross, ristabilitosi dopo lo strappo muscolare al polpaccio rimediato lo scorso 14 febbraio contro Napoli, la Pallacanestro Trieste affronta la trasferta di Desio. Come scrive Lorenzo Gatto, contro la San Bernardo Cantù, palla a due alle 18.30, arbitri Lanzarini, Paglialunga e Capotorto, in palio punti pesanti per due squadre che rincorrono i rispettivi obiettivi. Da un lato i brianzoli, penultimi a quota 12 punti e alla ricerca di ossigeno per tenere a bada il ritorno della Nutribullet Treviso, dall'altro la formazione giuliana, solidamente sesta a 22 punti e determinata a blindare il piazzamento playoff e la conferma in Champions League dall'assalto delle inseguitrici. Coach Taccetti, consapevole dell'importanza della sfida, ha voluto tracciare la rotta partendo proprio dall'analisi dell'ultimo periodo, sottolineando come la squadra debba trovare una maturità definitiva. «Dobbiamo portarci dietro le cose fatte bene e allo stesso tempo migliorare per togliere quelle situazioni dove prendiamo dei parziali che in qualche modo condizionano la partita, come ci è successo contro Venezia. Di sicuro stiamo facendo tante cose bene che ci devono dare sicurezza. Noi dobbiamo trovare queste sicurezze e portarle dentro i 40 minuti». La sfida richiede infatti una tenuta mentale costante nell'arco dei quaranta minuti, specialmente contro una Cantù che fa dell'imprevedibilità la sua arma principale, capace di strappi improvvisi che possono infiammare il pubblico di casa. Entrando nel dettaglio tattico della gara, il tecnico biancorosso ha evidenziato i pericoli principali rappresentati dai brianzoli, focalizzandosi sulla loro pericolosità perimetrale e sulla fisicità nel pitturato. «È assolutamente una squadra molto talentuosa dal punto di vista offensivo, con tanti giocatori che possono accendersi e segnare parziali anche individualmente. La San Bernardo farà tanto ricorso al tiro da tre punti, dovremo stare attenti a limitarla da quel punto di vista e allo stesso tempo limitare l'impatto in area di Ballo, che nelle ultime partite sta dimostrando una grande crescita e può essere un fattore vicino a canestro». Oltre al piano partita specifico per la sfida di questa sera, Trieste sta vivendo una fase di transizione interna necessaria per integrare i nuovi elementi e ritrovare fluidità, un lavoro di cesello che Taccetti considera fondamentale per il finale di stagione. «A livello di equilibri stiamo ancora cercando nuove situazioni, perché dobbiamo recuperare tutti i giocatori del roster e allo stesso tempo aggiustare gli equilibri anche in base all'entrata di Josh Bannan. Stiamo sperimentando cose nuove, siamo ancora in una fase evolutiva, però vogliamo tornare a giocare più in rapidità ed essere molto più efficaci e diretti quando dobbiamo attaccare a metà campo».

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