SandroWeb Posted May 7 Report Posted May 7 GIOVEDÌ 7 MAGGIO 2026 - Alla fine, la montagna ha partorito il topolino. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", chi si aspettava i fuochi d'artificio, o magari quel fatidico passaggio di consegne capace di ridisegnare il futuro della pallacanestro cittadina, è rimasto sicuramente deluso. L'incontro tra il sindaco Roberto Dipiazza, l'assessore allo sport Elisa Lodi, i responsabili dell'ufficio tecnico del comune e il general manager Michael Arcieri si è consumato in un clima di estrema cordialità, ma tra i sorrisi e le strette di mano è mancato proprio il cuore del discorso: il domani. Si è parlato dell'ordinaria amministrazione, discutendo di convenzioni per il palasport e scadenze di contributi comunali dopo le polemiche dei giorni scorsi condite da note stampa al vetriolo, ignorando però quel passaggio sul futuro e sugli sponsor di peso che erano stati evocati solo poche ore prima. Se questo topolino sia il segno di una prudenza necessaria per costruire basi solide o sia invece il sintomo di una distanza ancora da colmare lo capiremo nelle prossime settimane. Di certo, il fatto che l'azione politica abbia virato improvvisamente verso una posizione decisamente prudente va preso come un atto di responsabilità. Davanti a una proprietà straniera che non ha ancora chiaramente espresso quali siano le intenzioni per il futuro, la diplomazia è l'unica via possibile per evitare che una parola di troppo comprometta trattative delicate. Trattative che ci sono e continuano, un lavoro minuzioso e attento che ha bisogno però ancora di tempo per essere svelato. La realtà dei fatti, a oggi, dice che il pallino non è in Piazza Unità, ma resta al momento dalle parti di San Francisco. Finché Paul Matiasic non deciderà di scoprire le sue carte, ogni mossa della politica locale rischia di essere prematura. La riunione è stata aggiornata alla prossima settimana, ma va sottolineato come questo silenzio sui temi caldi sia già di per sé una notizia. La partita vera non è chiusa, è stata semplicemente spostata in avanti, in un rinvio che lascia la città e i tifosi con il fiato sospeso. Ci si rivede tra sette giorni, dopo l'ultimo match di stagione regolare contro la Vanoli Cremona. La domanda è se i protagonisti si presenteranno finalmente con qualcosa di concreto o se dovremo rassegnarci all'ennesimo capitolo di questa infinita, logorante attesa, in attesa di un segnale che arrivi, finalmente, a dissipare le nubi sul futuro biancorosso. Messo da parte il discorso sul futuro, è tempo di concentrarsi sul presente: in mezzo a tante voci, c'è infatti una partita fondamentale da giocare. La sfida contro Cremona rappresenta per Trieste l'occasione per blindare il settimo posto, mettendosi al riparo dal possibile ritorno di Varese. Quest'ultima sarà impegnata sul parquet della capolista, ma attenzione: contro una Virtus ormai matematicamente prima, Varese potrebbe approfittare della mancanza di urgenza di un'avversaria già proiettata mentalmente verso i play-off. - Si sperava che in casa alabardata fosse finalmente chiusa la triste epoca dei deferimenti in sequenza, e invece dalla procura federale ne è arrivato un altro, stavolta riguardante mancanze dei nuovi soci e non della vecchia gestione. Come scrive Antonello Rodio, la consolazione è che stavolta l'inadempienza è meno grave sul piano sanzionatorio, nel senso che non dovrebbe portare punti di penalizzazione nel prossimo campionato, ma quest'ennesima mancanza dimostra che non si può continuare a gestire una società dall'altra parte dell'oceano senza nessuno che se ne occupi sul posto e abbia determinate deleghe. Soprattutto se ci si affida a consulenti esterni che per i quali la Triestina non è esattamente fra le principali occupazioni. Ma partiamo dalla nuova spiacevole novità: il procuratore federale, a seguito di segnalazioni della Commissione indipendente per la verifica dell'equilibrio economico e finanziario delle società sportive, ha deferito alla sezione disciplinare del Tribunale Federale Nazionale alcune società (Juve Stabia, Triestina, Ternana, Crotone, Trapani e Siracusa) e i rispettivi legali rappresentanti per una serie di violazioni di natura amministrativa. Nello specifico della società alabardata, Marco Margiotta e Oliver Marc Centner, in qualità di amministratori delegati, sono stati deferiti per non aver provveduto, entro il termine del 31 marzo 2026, al deposito della relazione del collegio sindacale, della relazione del revisore legale dei conti; relazione contenente il giudizio della società di revisione e del verbale di approvazione, sia al deposito, unitamente al bilancio d'esercizio, alla relazione semestrale, del prospetto contenente l'indicatore di liquidità, del prospetto contenente l'indicatore di indebitamento, del prospetto contenente l'indicatore di costo del lavoro allargato, del report consuntivo dello stato patrimoniale, del report consuntivo del conto economico e delle note contenenti le cause degli scostamenti rilevanti rispetto al budget depositato e gli interventi correttivi adottati o da adottare ai fini del rispetto degli obiettivi iniziali del budget. La società è inoltre stata deferita a titolo di responsabilità diretta per le violazioni disciplinari ascritte ai propri tesserati, nonché a titolo di responsabilità propria. Per questo tipo di inadempienza, comunque, è prevista solo un'ammenda di 10mila euro con una squalifica per i legali rappresentanti. Essendoci recidiva, però, l'ammenda potrebbe essere più corposa. Inoltre, sempre causa la recidiva, non ci dovrebbe essere la possibilità di un patteggiamento e la decisione del TNF potrebbe arrivare tra un mese circa. Insomma le conseguenze dovrebbero essere davvero limitate, ma il fatto è l'ennesima spia che anche la nuova gestione paga le sue lentezze decisionali. Eppure alcuni sono adempimenti davvero banali, tanto più che alcuni documenti sono stati regolarmente prodotti, ma colpevolmente non sono stati depositati. Saltando scadenze che sono note da almeno un anno. Quote
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