Jump to content

SandroWeb

Amministratore
  • Posts

    32,852
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    68

Everything posted by SandroWeb

  1. LUNEDÌ 5 DICEMBRE 2022 - Dopo la vittoria importantissima di ieri sera a Reggio Emilia e come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", Marco Legovich in sala stampa non nasconde la propria soddisfazione e premette: «Parlerò poco di tecnica. Abbiamo vinto una partita difficile con una prestazione da uomini veri. I miei giocatori sono stati eccezionali, siamo riusciti a realizzare tutto quello che avevamo preparato nel corso della setimana. Poteva essere una settimana complicata ma ci siamo scrollati di dosso le conseguenze di una sconfitta all'overtime contro Brescia e abbiamo mostrato la voglia di riprenderci, nonostante nei giorni scorsi Gaines e Pacher abbiano dovuto saltare alcuni allenamenti».Continua il tecnico biancorosso: «Questa è una squadra che sta crescendo, si rafforza il legame tra i giocatori e non mi riferisco solo a quello tecnico ma anche ai rapporti umani. Si sta consolidando un gruppo vero che io sono orgoglioso di allenare. Questi sono due punti davvero d'oro. Siamo riusciti a essere lucidi anche contro la zona avversaria, l'unica cosa che non mi è piaciuta è stata la gestione degli ultimi possessi quasi avessimo accusato la paura di vincerla».Nel primo quarto ha ruotato tutti e 11 i giocatori per tenere alta la pressione in difesa. «Lo scopo era effettivamente questo e devo dire bravi a tutti e 11 perchè ognuno ha contribuito a questa vittoria».Tra gli autori dei punti decisivi nell'ultimo quarto i due giocatori che si sono aggiunti alla squadra più di recente, il rientrante Lever e Michi Ruzzier. «Con Ruzzier abbiano un'altra pedina che ci dà tranquillità nei minuti caldi. Lever si è fatto un bel regalo di compleanno, lo stimoliamo perchè ha grandi margini». - «Finalmente ho visto la mia squadra, ho visto il mio carattere». Massimo Pavanel tira fuori la grinta, fiero della prestazione di una Triestina che contro la Feralpi avrebbe meritato di uscire dal campo con i tre punti. «Abbiamo fatto una grande partita contro una grande squadra - commenta il tecnico alabardato - siamo stati eroici viste le difficoltà a livello di disponibilità, i ragazzi hanno risposto alla grande con una partita intensa. E per la prima volta lo hanno fatto per 95 minuti, questo è per me un importante segnale di continuità». A margine della partita, Pavanel ci tiene però soprattutto a elogiare e difendere la società alabardata, spesso accusata dai tifosi di essere assente in questo periodo difficile: «Ne approfitto per dire una cosa - sottolinea il mister - abbiamo una società molto viva: non parlo a vanvera, se dico che ci sono margini importanti per il futuro, è perché li ho visti, altrimenti non avrei accettato di venire. È gente che lavora, che probabilmente non è qui perché fa altro, ma ci sono persone anche qui, come il direttore sportivo che è sul campo sempre ogni giorno, col quale mi confronto e col quale stiamo già pianificando quello che sarà. E ci sono io, fin quando mi sarà data la possibilità di lottare». Da qui, un accorato appello di Pavanel ai tifosi: «Chiedo che tutta Trieste sia al nostro fianco, perché questa battaglia si fa tutti assieme. So che è difficile, so che tutti avrebbero voluto un impatto diverso, ma posso garantire che c'è tanta voglia di fare bene. Dobbiamo uscire da questa situazione tutti assieme, tutta la città, non con fazioni. Chi non vuole venire va benissimo, ma chi viene come stavolta ci ha dato una mano e alla fine ha applaudito, e questa deve essere la nostra forza». Pavanel torna poi a parlare della bella prestazione, nella quale anche la tattica ha avuto la sua importanza: «Per la contrapposizione tattica che si è creata, era il tipo di partita che liberava i terzini in ampiezza: noi l'abbiamo interpretata bene con Ghislandi e Ciofani, ma vorrei un gioco ancora più verticale. Questo è il mio ideale per come vedo io la squadra. Ma non dimentichiamoci che siamo ultimi e che dobbiamo lottare su ogni campo a partire da domenica prossima. Altre volte abbiamo fatto bene in casa, anche se mai come stavolta per 95 minuti, ma siamo mancati spesso in trasferta e ora invece quella che ci serve è la continuità».
  2. DOMENICA 4 DICEMBRE 2022 - Se il calcio avesse sempre e comunque una logica, oggi sulla carta la Triestina non dovrebbe avere scampo. Difficile immaginare un sussulto, come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", da una squadra che ha fatto 4 punti nelle ultime dieci giornate, ha appena perso uno scontro diretto con un secondo tempo disastroso, ha sempre preso gol in 16 match ed è precipitata all'ultimo posto. Ma nel calcio esistono le grandi sorprese e le improvvise resurrezioni, come anche le giornate storte delle favorite, per cui bisogna affidarsi all'irrazionalità per sperare che Triestina-Feralpisalò di oggi al Rocco (inizio ore 14.30) porti buone notizie all'Unione e ai tifosi alabardati. A rendere ancora più ostica quella che sembra una missione impossibile, non solo la forza dei gardesani - 11 punti nelle ultime cinque partite e secondo posto a una sola lunghezza dalla vetta - ma anche le tante assenze per Pavanel, che dovrà soprattutto fare a meno del giocatore fin qui migliore, quel Felici che è stata una delle pochissime luci nella profonda notte alabardata. Ma è anche vero che nelle ultime due partite al Rocco, giocate proprio contro squadre di alta classifica come Renate e Lecco, la Triestina ha prima messo in grande difficoltà e pareggiato con la squadra di Dossena, e poi domenica scorsa non meritava affatto di perdere con quella di Foschi. Insomma qualcosa di più al Rocco l'Unione riesce a dare, soprattutto a livello di prestazioni, per cui non è detto che l'agognata svolta pretesa da Pavanel non arrivi proprio oggi, anche se la Feralpi appare formazione ancora più attrezzata delle precedenti. E la classifica bisogna provare a muoverla, soprattutto adesso che quando ci si guarda alle spalle, non c'è più nessuno. Sul fronte formazione difficile capire dove andrà a parare Pavanel, visto che fino a ieri sera non erano stati diramati i convocati e non si sa chi è disponibile. Pare che ci possa essere forse un tentativo di recuperare Furlan, mentre restano probabilmente ancora out Pezzella, Sottini, Rocchetti e Crimi, oltre ovviamente ai Felici. Dietro difficilmente si potrà vedere qualcosa di diverso dalla coppia Di Gennaro-Rocchi con Ciofani e Sarzi Puttini terzini (al limite c'è Ghislandi): se il tecnico virerà sul 4-2-3-1, in mezzo ci saranno Gori e Lollo, con il terzetto Paganini, Minesso e Furlan a supporto di Ganz. Ma in realtà le opzioni sono tante, in ballo anche il 4-3-3 e, ipotesi più remota, il 3-5-2. Dall'altra parte la Feralpi dovrebbe schierarsi con un 4-3-1-2: davanti a Pizzignacco la coppia centrale Benedetti-Legati con terzini Bergonzi e Tonetto. A centrocampo Musatti, Zennaro e Balestrero, quindi Molfetta dietro le punte Cernigoi e Guerra. - Esauriti gli esami contro le formazioni della parte alta della classifica per la Pallacanestro Trieste si apre una fase di confronti diretti, quella che indirizzerà il resto della stagione. Lo scrive oggi Roberto Degrassi: si parte stasera alle 20.30 al PalaBigi di Reggio Emilia contro un' Unahotels che, accreditata alla vigilia del campionato di più considerazione di una sottovalutata Trieste, ha gli stessi punti in classifica della squadra di Marco Legovich: quattro.Con queste premesse la gara di stasera si gioca su due piani: sarà un confronto sul piano tecnico ma anche della personalità. Reggio ha voglia di risalire, e si sa. Trieste però ha bisogno di confermare di essere in crescita per darsi continuità e consolidare i nuovi equilibri con l'innesto di Ruzzier e il rientro di Lever. Nelle classifiche di squadra Reggio Emilia è ultima per punti segnati (70,8 di media contro i 79,1 biancorossi) ma fa sicuramente meglio in difesa (71,1 subiti contro 89,8 di Trieste). Reggio tira meglio da due (55% contro 50,2%) ma peggio da tre (30,2%, penultima, contro 33,5% di Trieste).L'analisi pre-partita è stata affidata sul sito biancorosso all'assistent Vicenzutto che chiede concentrazione alla squadra: «Dopo la sconfitta con Scafati gli emiliani cercheranno di riscattare questo risultato nel migliore dei modi ma noi vogliamo metterci alle spalle la sconfitta comtro Brescia». Tra i pericoli in casa Unahotels vengono inviduati Hopkins e Michele Vitali, che non hanno giocato nell'ultima gara e naturalmente il leader degli assist Cinciarini.Detto dei progressi di Bartley («Ogni giorno dà il meglio per migliorare sia dal punto di vista tecnico che tattico, vuole capire ciò che è meglio fare per la squadra e per trovare vantaggi nella partita») e di Ruzzier («Siamo felici di come progredisce il suo inserimento anche seci vorrà tempo per riaverlo al 100%»), in ossequio alla pretattica viene comunicato che «piccoli acciacchi fisici a due giocatori ci hanno impedito di allenarci al completo. Monitoriamo la situazione». E qui ci sta un inciso: va bene la pretattica ma - visto che ci si allena a porte chiuse - è possibile che tifosi e media debbano aspettare la palla a due per verificarne l'identità?
  3. SABATO 3 DICEMBRE 2022 - La coppia è di fresca unione, appena una partita che per giunta ha inevitabilmente fornito indicazioni parziali. Undici minuti soli per Michele Ruzzier contro Brescia, giornata da stakanovista, l'ennesima, per Corey Davis. Come scrive Roberto Degrassi oggi su "Il Piccolo", domani al rinnovato PalaBigi di Reggio Emilia la gestione del minutaggio dell'accoppiata della Pallacanestro Trieste dovrebbe cambiare, con una differenza meno marcata: una progressiva crescita dell'impiego del triestino anche se non ancora a pieno ritmo-partita, qualche minuto in più di respiro per Davis chiamato anche ad agire da guardia quando Gaines rifiata e Bartley spende tempo da ala piccola.Se sabato scorso Brescia aveva proprio in regia l'apparente carenza a causa del serio infortunio di Caupain, domani l'esame per la coppia di play biancorossi (anzi, terzetto, non va dimenticato l'apporto di Stefano Bossi) diventa sostanzioso. Di fronte ci sarà l'esempio di una delle più sorprendenti rinascite del basket italiano. Andrea Cinciarini, 36 anni compiuti lo scorso giugno, otto stagioni fa proprio con Reggio Emilia aveva raggiunto una finale scudetto, poi vinta da Sassari. Dopo, il trasferimento all'Olimpia Milano, prestigioso, remunerativo, ma anno dopo anno con un minutaggio sempre più risicato. L'anno scorso il ritorno a Reggio Emilia e si è visto il miglior Cinciarini di sempre, con tanto di tripla doppia stile Nba (12 punti, 11 rimbalzi e 10 assist). Le sue medie in questo campionato raccontano di 10,1 punti e 10,3 assist. Il secondo per punti segnati nella squadra di Max Menetti.Insomma, mentre i lunghi triestini aspettano di capire se si dovranno confrontare con Hopkins o se darà forfait, i registi di Marco Legovich sanno già che dovranno spegnere il faro reggiano.Stasera intanto la nona giornata si apre alle 20.30 con Tezenis Verona-Bertram Tortona. - Le scorie dell'umiliante sconfitta subita a Piacenza aleggiano ancora in tutto l'ambiente alabardato, ha provato a resistervi con grande tenacia e amore per la città il tecnico Massimo Pavanel fin dall'immediato post partita al "Garilli". Come scrive Guido Roberti sul quotidiano locale, questa Triestina sembra un Don Chisciotte incapace di combattere nemici di difficile individuazione, quale che sia il problema principale di questo gruppo e nel complesso dell'annata pessima sul piano sportivo è un enigma ancora irrisolto. Matteo Ciofani è il capitano prescelto da Pavanel. Pochi mesi fa festeggiava la promozione in serie B da protagonista con il Modena di Tesser, oggi si trova a lottare con l'Unione per evitare la retrocessione in serie D. Ciofani, si sarebbe mai aspettato di incontrare tante difficoltà e cambiare prospettiva così in pochi mesi? «È un pensiero che ho fatto negli ultimi giorni, personalmente a livello calcistico è il momento più complicato della mia carriera, è la prima volta che mi trovo a lottare per una salvezza, le emozioni sono contrastanti ma qui sono il meno giovane ed è giusto affrontare la situazione cercando di trasmettere fiducia, un concetto difficile da attuare. Non nascondo che anche io sono in difficoltà ma da padre di famiglia quale sono con dei figli devo assumermi le responsabilità anche questa volta». Il fatto di pensare in estate ad un campionato tranquillo e trovarsi poi ultimi, può avere innescato la spirale negativa? «Una situazione paradossale che innesca effetto contrario, per questo dobbiamo subito calarci, e mi pongo il dubbio se lo abbiamo fatto, nella nuova realtà della salvezza. Ad oggi sarebbe una gran cosa e dobbiamo mettere in campo cose che al momento fatichiamo a mettere. In questo momento siamo soli, giustamente, ma dobbiamo reagire perché è il nostro lavoro. Lo dobbiamo alla società che fa grossi investimenti, per una città e i tifosi che non meritano questo e per noi stessi. La cosa più facile è mollare, ma nel mio vocabolario non esiste». Pavanel ribadisce il buon lavoro della settimana, poche volte tradotto in campo. Come si spiega? «Ci alleniamo bene veramente, poi in campo c'è sempre un tassello che manca e stiamo cercando di capire quale è. Dobbiamo svoltare a livello psicologico. A volte abbiamo preso gol nei primi minuti e nella nostra mente diventa l'Everest». Quanto è mancato Crimi, unico punto di contatto tra voi e la piazza, dentro e fuori? «Una persona bellissima con cui mi trovo benissimo, abbiamo lo stesso vissuto e la stessa idea di calcio e di come si affrontano i problemi. Una perdita importante con la sua assenza, ora è tornato e spero che rientri subito, c'è bisogno di gente così». Ci sono tre partite prima del giro di boa: Feralpi, Sangiuliano, Pergolettese. Come vede dicembre?«Io penso che mercoledì abbiamo toccato il fondo, ero mortificato e mi viene difficile parlarne ma qualcuno deve pur dire qualcosa. Ora non contano tanto le squadre che incontriamo, possiamo battere chiunque, dobbiamo entrare in campo così, perché lo possiamo fare se saremo capaci di svoltare a livello mentale».
  4. https://www.citysport.news/it/notizie/triestina/ci-risiamo-anche-quest-anno-bocche-cucite-con-city-sport.html Dove l'avevamo già vista, questa?
  5. VENERDÌ 2 DICEMBRE 2022 - «Anch'io soffro per questa situazione anche se per lavoro non posso essere sempre presente. Ma il progetto va avanti, mancano oltre 5 mesi alla fine della stagione e sono certo che la Triestina conserverà la serie C». Il presidente dell'Unione Simone Giacomini, intervistato da Ciro Esposito per "Il Piccolo", è appena rientrato da una delle sue ripetute missioni di lavoro a Dubai. Sa che la situazione in casa alabardata è delicata. E domenica il presidente sarà al Rocco.Presidente l'Unione è molto lontana dagli obiettivi di inizio stagione. Come se ne esce?«Con il lavoro come sempre. Nella prima conferenza stampa avevo detto che sarà una stagione di transizione per mantenere la categoria. Poi i giocatori portati a Trieste hanno alimentato delle illusioni. Ma il calcio riserva spesso sorprese. L'importante è che il progetto della società va avanti e che ciascuno si assuma le proprie responsabilità».In queste settimane le è mai venuto in mente di mollare e magari di vendere?«Mai pensato alla vendita o di mollare dopo tutto quello che ho fatto e stiamo facendo. Il calcio è fatto di alti e bassi. Succede anche al Padova che ha una proprietà e una struttura consolidata da anni».Quindi il progetto triennale va avanti senza ripensamenti?«Come presidente e come società stiamo facendo la nostra parte. Abbiamo salvato la società dal fallimento in 24 ore, l'abbiamo strutturata sul piano organizzativo e l'impegno economico importante non è mai mancato. Capisco la delusione dei tifosi ma non vorrei fosse dimenticato quanto fatto finora». Gli investimenti affrontati sono stati ingenti. Sono tutti a carico dell'Atlas Consulting?«Atlas Consulting è la società con la quale il nostro gruppo gestisce la Triestina calcio»C'è stato il closing con la famiglia Biasin e la conseguente distribuzione delle quote?«L'operazione è andata in porto come previsto. Atlas Consulting ha il 100% delle quote della Triestina».Quindi Mauro Milanese non è più nel cda.«Lui rappresentava la quota del 20% della famiglia Biasin e quindi non è più nell'organo amministrativo della Triestina»Lei ha garantito un budget per la gestione sportiva tra i più alti della categoria. Visti i risultati il dg Giancarlo Romairone è al centro delle critiche. Ha ancora fiducia nel suo lavoro?«Romairone ha la delega per la parte tecnica e si assume le sue responsabilità come tutti. Lo stesso vale per il tecnico Pavanel e anche, anzi direi soprattutto, per i giocatori»I giocatori sono stati deludenti per usare un eufemismo. Quali le prospettive per gennaio? Ci sarà un extra budget?«Ci potrà essere un extra budget ma ponderato e in parte riequilibrato dalle uscite. Romairone quest'estate ha preso giocatori forti e molti di loro non stanno giocando a calcio. Sia chiaro non sollevo da responsabilità nessuno dello staff tecnico ma i calciatori devono metterci la faccia. Sappiamo già che ci sono alcune mele marce che manderemo via. Tutti però devono mostrare di essere uomini adesso o da gennaio per quanto mi riguarda possono anche stare fermi. La società ha sempre pagato gli stipendi e ha dato loro tutto quello di cui hanno avuto bisogno».La staffetta Bonatti-Pavanel non ha portato la scossa. È una scelta che rifarebbe?«Non serve a nulla pensare al passato. Io penso a oggi e a domani. Io faccio il presidente, i tecnici devono allenare».Il pubblico triestino è deluso e da settimane contesta squadra e società.«Comprendo la loro delusione ma senza il nostro intervento la Triestina oggi poteva essere in Eccellenza dopo un altro fallimento. Questo non significa non riconoscere da parte mia quella che è un'evidenza. Bisognerebbe però non dimenticare il nostro impegno. Insomma se ci fosse più unità e meno attacchi ad alzo zero credo che usciremmo prima e meglio da questa situazione che non piace a nessuno».Può chiarire qual'è il ruolo di suo padre in società?«Mio padre è un uomo di calcio e ha un ruolo di coordinamento nella Primavera. La squadra sta facendo bene e noi ci teniamo molto al settore giovanile che è una delle basi per sviluppare il progetto sportivo».Mercoledì c'è stato un ultimatum del Comune sul Ferrini. Siete ancora interessati?«Proprio domani faremo una riunione con i nostri legali. Sì ci interessa ma solo relativamente alla struttura sportiva (campo e spogliatoi ndr). Se ci saranno le condizioni ce ne faremo carico pur sapendo che non sarà risolutivo e che comunque dovremo pensare a un'altra struttura se vogliamo fare calcio a Trieste».Sarebbe anche un'importante investimento sul territorio. Non le sembra che la comunicazione con la città vada rafforzata e migliorata?«Io posso essere poco presente ma sono sempre in contatto con i miei dirigenti. L'amministratore delegato vive a Trieste, il responsabile della comunicazione è quasi sempre in città. Ettore Dore ha incontrato i club, i tifosi della curva, le istituzioni. C'è la massima disponibilità. Poi sappiamo che nel calcio a contare sono solo i risultati. Quando arrivano tutto diventa più facile».Cosa si aspetta sul piano sportivo nelle prossime settimane?«Vorrei che fosse chiaro che noi soffriamo come i tifosi. In più ci stiamo mettendo parecchio denaro che non voglio certo buttare. Vorrei che squadra, società e tifosi affrontassero uniti questa battaglia comune. L'Unione si salverà». - Una settimana di lavoro intenso per inserire Michele Ruzzier nei giochi biancorossi e per permettere ad Alessandro Lever di fare un altro passo avanti nella condizione. La Pallacanestro Trieste sta preparando il confronto di domenica sera a Reggio Emilia contro la Unahotels che ha tutto il sapore dello scontro diretto. Anche la formazione di Max Menetti ha 4 punti in classifica, ha incontrato qualche difficoltà nelle scorse settimane e non ha ancora sciolto i dubbi sull'impiego di Hopkins che ha saltato l'ultima partita persa a Scafati. Il clima che attende Trieste - che torna nel rinnovato PalaBigi dopo che nelle ultime due stagioni i reggiani erano stati costretti a giocare a Bologna per permettere i lavoro di adeguamento - sarà infuocato: come ha raccontato il lungo Usa Nate Reuvers in un'intervista la partita di domenica viene vista come un appuntamento assolutamente da non fallire per dare una svolta alla stagione. Trieste, che si sta allenando al completo, partirà per Reggio Emilia nel primo pomeriggio di sabato al termine della seduta mattutina. In questo scorcio di campionato, curiosamente, la squadra di Marco Legovich si sta abbonando agli incontri serali: è successo in casa contro Brescia, accade domenica e capiterà anche l'11 dicembre quando all'Allianz Dome arriverà la delusa HappyCasa Brindisi di questi tempi, uscita di scena dalle competizioni europee. Probabilmente la formazione che maggiormente sta sorprendendo in negativo in questo avvio di stagione. E proprio la voglia di rivalsa da parte della banda di Vitucci sarà uno dei pericoli che i biancorossi dovranno affrontare. Ma prima c'è la tappa importante di Reggio Emilia.
  6. Si può togliere il lampeggiamento, all'occorrenza 🙂 Poi vedo
  7. Che io sappia, da fonti sufficientemente attendibili, la chiusura va in porto entro la fine di dicembre. Non a giorni e non nelle prossime ore...
  8. Gent.mi, con sommo piacere vi comunico che ho effettuato in data odierna un upgrade al server dedicato che ospita il forum. Questo per fronteggiare i problemi degli ultimi tempi, dovuto all'intenso afflusso di utenti che ha generato picchi di traffico di rete con conseguenti down del forum stesso. Grazie a tutti coloro che, con le loro donazioni spontanee, hanno permesso questo piccolo ma importante investimento per la nostra comunità
  9. GIOVEDÌ 1° DICEMBRE 2022 - «Sento un grande spirito di rivalsa, sento grande rabbia, sento la voglia di non mollare neanche un centimetro e di mettermi davanti a tutto il gruppo ed essere il primo al campo a fischiare l'inizio dell'allenamento». Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", sono le parole nette, chiare, inequivocabili con cui Massimo Pavanel dopo l'ennesima sconfitta della Triestina scaccia qualsiasi pensiero diverso dalla prosecuzione del lavoro per quella che è ormai la sua seconda pelle. «Io amo Trieste, amo la Triestina e sono il primo che vado avanti. Fin che ho un secondo, io penso che quel secondo sia il secondo della svolta. Devono venire con me». Chiaro il sottinteso ad un gruppo squadra cui sembra davvero impossibile diagnosticare il problema. Una squadra incapace di reggere 90 minuti con continuità. Incapace di risollevarsi alle prime avversità all'interno di quei 90 minuti. Spiega Pavanel: «È la fragilità che abbiamo in questo momento. Il primo tempo c'eravamo solo noi in campo ma la partita dura 95 minuti, e la squadra si attanaglia alle prime difficoltà e non ne viene fuori. Invece dobbiamo scrollarci di dosso queste difficoltà, lottare e giocare di più, alzare l'intensità del gioco. Siamo incompiuti in questo momento. Ma io combatto». Che sensazioni percepiva durante i tre giorni di ritiro? «Noi lavoriamo sempre bene, e questo mi fa arrabbiare parecchio perché anche oggi parliamo di un primo tempo di un certo tipo e alla fine di un'altra sconfitta. Dobbiamo invertire la situazione con tutte le nostre forze. Non cerco consensi, so quello che valgo e faccio, con tutto l'amore possibile, ma dobbiamo svoltare». Quale che sia il male di questo spogliatoio resta l'enigma più arduo da dirimere in vista di gennaio. «Non possiamo star lì a piangerci addosso, a entrare in questo loop mentale, non voglio lacrime a fine partita, ci vuole forza, essere uomini e dobbiamo lavorare moltissimo». Pavanel non ne fa nemmeno una questione di anagrafe, in un senso o nell'altro, per la reazione piatta della squadra. «Non c'è da fare un distinguo, è la Triestina in toto che deve diventare squadra, deve tirare fuori di più, ed io davanti a tutti perché la alleno questa squadra. Voglio che lotti, che non si abbatta perché subisce un gol. Non fosse così potremmo starcene a casa, e invece no, devi avere la forza di combattere. Il vincente è quello che si rialza, non quello che subisce». - È successo. In un colpo di valzer, una brillante Pallanuoto Trieste sbanca in eurovisione il Noisy Le Sec ed è ad una bracciata dai quarti di finale di Euro Cup. Lo scrive Francesco Bevilacqua: dopo 32 minuti di battaglia navale, il tabellone dell'Aquastadium non indica solamente 12-20, lo abbaglia. E riflette la partita perfetta della "équipe terrible" plasmata da Bettini (che pochi giorni fa ha festeggiato la nascita della terza figlia, Bianca). Un ballo travolgente, irresistibile e internazionale. Immune dal colosso transalpino e impermeabile ad un avvio in rincorsa. Tre sillabe che compongono una squadra vincente ma anche coesa, vivace, decisa. La miglior medaglia della Trieste sportiva si forgia a pochi chilometri da Parigi, nel bacino degli aspiranti campioni d'oltralpe, manovali della rapidità e cultori del bel gioco. Non ieri. Perché la squadra griffata Samer & Co. Shipping ha saputo smantellare le qualità dei padroni di casa demolendone poco a poco le speranze. L'avvio è shock con una tripletta di Petkovic che trasforma in rete le prime tre azioni in superiorità del Noisy, intervallato dalle conclusioni di Bini e Mladossich. Bowen mette i francesi sul 4-2 ma il resto di gara è incalzata dalla doppietta di Valentino, in evidente confidenza con il cloro transalpino, ed il 4-5 di Vrlic che manda Trieste in vantaggio all'ultimo respiro della prima frazione. Servono settanta secondi ai rossoneri per riportarsi in parità, questa volta con Do Carmo mentre Petronio fa 5-6 con una sassata delle sue. Valentino è presente anche sul +2 di Trieste poco prima del 6-7 di Do Carmo. Irrompe anche Inaba, con una tripletta che gli vale copertina e soprattutto la fuga per gli alabardati. Al cambio campo, il Noisy non c'è più; vola invece Podgornik che scolpisce il +5. Petronio di rigore doppia gli avversari e dagli stessi metri fa 6-13. Mladossich allunga di due mentre Bowen prova a defibrillare i suoi con l'8-15 che chiude il terzo periodo. Inaba, Petkovic e Vrlic accompagnano la sfida alle battute finali; Bowen porta i suoi in doppia cifra ma Mezzarobba senza contrasto segna anche il 10-18. Ci pensano Do Carmo e Petkovic ad addolcire il risultato al quale resta un retrogusto amaro perché Inaba fa 19, Bego 20 e Trieste può quasi stappare i quarti di finale. Tuttavia, anche con 8 gol di scarto, la cautela resta l'ingrediente migliore in vista del ritorno (in calendario mercoledì 14 alla Bianchi) la soddisfazione per questo successo straripante però non si può trattenere, come un valzer, per chi piace ballare.
  10. Sto pensando di investire le ultime donazioni su un ulteriore upgrade hardware del server che mi ospita. Questo per evitare i "down" accaduti nelle ultime ore, quando l'intenso traffico di rete ha portato poi a brevi momenti di irraggiungibilità. Vi terrò aggiornati 🙂
  11. Buonasera a tutti, solo per comunicarvi che il forum è rimasto offline per qualche ora, causa una tabella del database che faceva capricci e che ho dovuto ripararla: ora dovrebbe essere tutto ok! Segnalatemi se trovate qualche anomalia, grazie!
  12. MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE 2022 - Siamo appena al 30 novembre, dopo quella di oggi mancheranno ancora 22 partite alla fine del campionato, per cui parlare di sfida decisiva è assolutamente prematuro. Però, come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", il Piacenza-Triestina che va in scena stasera allo stadio Garilli (inizio ore 18, arbitra Madonia di Palermo) è sicuramente uno snodo cruciale della stagione alabardata e, vista la classifica, è inevitabile definirlo scontro salvezza. Non a caso, vista la situazione preoccupante, la squadra già domenica sera è partita per Piacenza in ritiro.MISSION L'Unione da penultima fa visita al fanalino di coda, che ovviamente sogna il sorpasso per togliersi dall'unica posizione che significa retrocessione diretta (dalla penultima alla quintultima c'è l'appello dei play-out). Con queste premesse, ovviamente la mission alabardata è almeno non perdere: non solo per non scivolare in coda, ma anche per non farsi inghiottire in un tunnel dalle implicazioni imprevedibili. E attenzione a non pensare che il Piacenza (mancherà lo squalificato Persia) sia una formazione molle: gli emiliani hanno appena pareggiato a Novara facendo una bella figura e qualche segno di risveglio lo hanno dato con la recente vittoria a Mantova.NUMERI Certo i numeri incrociati sono tragici per entrambe: la Triestina ha fatto 3 punti in 7 trasferte, il Piacenza ne ha fatti 4 nei sei match casalinghi. A rincuorare l'Unione, il fatto che anche contro il Lecco la prestazione è stata dignitosa e la squadra di Pavanel non meritava di perdere, anche se paradossalmente a lungo andare questo rischia di essere un aspetto ancora più preoccupante.INFORTUNI Ma a complicare ulteriormente la situazione ci sono i tanti infortuni. La società diramerà i convocati solo oggi dopo la rifinitura mattutina, per cui è difficile capire se qualche acciaccato può ancora recuperare. Logica vorrebbe che oltre alle assenze di Crimi e Sottini, dovrebbero essere fuori anche Paganini, Pezzella e Furlan, con gli ultimi due usciti anzitempo dal campo contro il Lecco. Quindi emergenza a centrocampo e sugli esterni. Per fortuna rientra dalla squalifica Di Gennaro a puntellare la difesa.ROMPICAPO Pavanel è davanti a un rompicapo e ad almeno tre moduli possibili. La prima ipotesi è una conferma del 4-3-3 di domenica: in questo caso Di Gennaro sarà affiancato in mezzo da Rocchi (o Sabbione), mentre fra i terzini c'è ampia scelta tra Ciofani, Ghislandi, Sarzi Puttini e Rocchetti. A centrocampo, con Gori e Lollo, Lovisa o uno dei terzini adattati, davanti Ganz, Felici e Minesso. In caso di 4-2-3-1, a fare gli esterni potrebbero essere Felici e uno dei terzini da adattare, con Minesso centrale dietro a Ganz. Ma attenzione, perché il Piacenza a Novara ha giocato con il 3-5-2 per cui Pavanel potrebbe mettersi a specchio. In questo caso i tre di difesa sarebbero Ciofani, Di Gennaro e Rocchi (o Sabbione), in mezzo Gori, Lollo e Lovisa con esterni Ghislandi e Sarzi Puttini (o Rocchetti). In quel caso sarebbe Felici a giocare vicino a Ganz.BATTAGLIA Certo, poi oltre alle alchimie tattiche, serviranno soprattutto cuore, grinta, carattere e gamba. Perché al Garilli sarà una battaglia e ultimamente la Triestina non sembra attrezzata per questo tipo di prove. Ma adesso è davvero ora di mettersi l'elmetto e armarsi di coraggio, altrimenti da quella trincea si rischia di non uscire più vivi. - C'è tanto tanto entusiasmo nella valigia che la Pallanuoto Trieste ha sistemato nella stiva dell'aereo che ieri pomeriggio ha condotto gli alabardati in Francia. Come scrive Francesco Bevilacqua sul quotidiano, questa sera alle 20 si aprirà il sipario sul primo dei due incontri degli ottavi di finale di Euro Cup contro la formazione transalpina del Cn Noisy Le Sec: un appuntamento per riscrivere la storia partendo da una pagina bianca sulla quale la Samer & Co. Shipping non vede l'ora di incidere il proprio gioco, portare a casa il risultato più favorevole possibile e trasformarlo nei quarti.Smaltiti i primi due round con un incoraggiante filotto, il team di Bettini torna in acque internazionali con gli stessi tredici che sabato scorso hanno fatto impallidire l'Ortigia Siracusa.«Affronteremo un avversario molto forte, organizzato, completo - ha sottolineato il tecnico ligure - con alcune individualità che possono mettere in difficoltà un po' tutti a livello continentale, costruito per fare strada sia in Francia che in Europa».Un ritratto perfetto dei rossoneri che oltralpe tallonano il Marsiglia capolista ed in Euro Cup ci sono arrivati dalla ghigliottina preliminare della Champions League dove sono serviti tre turni eliminatori per ridimensionare le speranze della squadra di Stefan Ciric. L'organico dei rossoneri sfoggia diversi giocatori di talento: l'attaccante Bowen ed il campione d'Europa Krapic su tutti, senza considerare quel Samuel Nardon (vice di Ciric) che nel 2016 ha festeggiato da assistente allenatore la qualificazione della Francia alle Olimpiadi dopo 24 anni. Non proprio un dettaglio indifferente visto che il successo dei "cugini" è arrivato proprio al preolimpico di Trieste, città che ora spera possa regalargli un altro pass in occasione della giornata di ritorno, in calendario il prossimo 14 dicembre.«Aspettiamo con ansia di scendere in acqua - continua Bettini - c'è un po' di stanchezza, ma abbiamo recuperato bene e dal punto di vista fisico abbiamo dimostrato di essere in grandi condizioni. Sappiamo che sarà dura, ci teniamo a fare bene e siamo pronti per mettere in vasca il massimo impegno».L'incontro all'Aquastadium di Aulnay-sous-Bois, comune situato nella regione dell'Île-de-France a una ventina di chilometri da Parigi, è affidato ai fischietti Koryzna (Polonia) e Savinovic (Croazia).Il risultato di stasera conterà tantissimo nell'economia del doppio confronto che a parità di risultato si avvarrà della differenza reti complessiva nelle due partite. Nel caso in cui le due formazioni dovessero ulteriormente eguagliarsi, il passaggio del turno sarà deciso ai rigori.
  13. MARTEDÌ 29 NOVEMBRE 2022 - La Triestina è già a Piacenza in ritiro. Come scrive Ciro Esposito oggi su "Il Piccolo", l'Unione è partita qualche ora dopo la sconfitta con il Lecco. La decisione è stata presa dal presidente Giacomini che ha dimostrato di essere operativo e attento a dispetto di un'assenza fisica negli ultimi tempi che certamente non ha giovato all'ambiente.Il ritiro può servire o infastidire chi è coinvolto ma andava fatto come mossa estrema di una società che ha già rimosso il primo tecnico scelto e si è spesa la carta del dg Romairone a colloquio per oltre mezz'ora con una curva inferocita.A Piacenza, in una fredda serata padana si consumerà un passaggio chiave per il presente ma soprattutto per il futuro. Nonostante tutto la sfida tra le due squadre con il rendimento peggiore del girone non sarà decisiva sul piano dei numeri. Mancano ancora talmente tante gare alla fine della regular season che per entrambe sarà possibile un recupero. Ma domani, almeno per la Triestina, sarà uno snodo. E lo sarebbe stato anche se con il Lecco l'Unione avesse ottenuto un pareggio che poteva anche starci. Al di là della delusione per i risultati drammaticamente modesti maturati finora, degli errori commessi dalla società, dell'incapacità dei giocatori di tenere botta per un intero incontro, a Piacenza l'Unione dovrà dimostrare di non essere arretrata rispetto a quanto ha fatto negli altri scontri diretti. A parte la sconfitta con l'Albinoleffe, nella quale ha incisio la colpevole e tardiva investitura di Pavanel, l'Unione non ha perso con il Trento e ha vinto con Mantova e Virtus Verona. E nelle prossime setttimane arrivano altri scontri salvezza con San Giuliano e Pergolettese.Pavanel e il gruppo devono concentrarsi su questo aspetto e non sulle polemiche e la negatività dell'ambiente che ci sono e che si basano anche su ragioni fondate. La squadra, pur giocando un match volonteroso, ha perso con il Lecco perché in questo momento i lombardi sono più forti con oltre il doppio dei punti. Il gap tecnico non si è visto ma si sono visti invece gli alabardati fraseggiare a centrocampo a due tocchi perdendo un tempo di gioco come fanno i ragazzini delle giovanili. C'è paura, troppa paura di sbagliare. Pavanel, unico non contestato, ha l'appoggio della società e non deve avere timori. Stando ai rumors rimbalzati la scorsa settimana in rete avrebbe dovuto essere rimosso dopo un eventuale sconfitta o addirittura un pari con il Lecco. E invece è ancora in sella e ha anche la possibilità di compattare il gruppo. I rumors non contano nulla, conta quello che si ottiene sul campo dove finora l'Unione ha ottenuto pochissimo. Il tecnico deve gestire una situazione non delicata ma delicatissima. Lui è il primo a soffrire per ogni sconfitta della sua Triestina. Questa è una sua ricchezza e non deve diventare un limite. Difficilmente Massimo potrà ammortizzare una nuova sconfitta. Ecco perché lo scenario del post Piacenza sarà tutto da decifrare e perché la partita di domani sarà uno snodo nel bene o nel male. È vero che l'appuntamento diventa insidioso sul piano tecnico per le defezioni. Giocare una partita clou senza buona parte del centrocampo con Pezzella out, oltre a Crimi, con Gori in condizioni precarie e anche senza Furlan e Paganini non costituisce il miglior viatico per preparare la gara. Tutti ostacoli che possono essere superati se chi giocherà, contro una squadra forse parigrado, riesce a liberarsi dai fantasmi che stanno attanagliando la mente e lo spirito di chi sta dentro e fuori dal campo. - Dal Cile, passando per la Spagna fino ad arrivare a Trieste. Si chiama Luciano Scaramelli, mancino nato a Santiago e nelle ultime stagioni cresciuto nella cantera dello Huesca, il volto nuovo della Pallamano Trieste.Doppio passaporto italo-cileno, ventun anni il prossimo 23 aprile, è il profilo individuato dal direttore sportivo Giorgio Oveglia per dare a Fredi Radojkovic quel rinforzo che il tecnico chiede per terminare la stagione.Arrivato ieri a Chiarbola e subito in campo, Scaramelli si allenerà con la squadra per qualche giorno poi, alla fine della settimana, la società tirerà le somme e valuterà la possibilità di tesserarlo fino alla fine del campionato.«Abbiamo cercato di conciliare le esigenze tecniche alle possibilità economiche - racconta il diesse biancorosso - portando a Trieste un giocatore giovane ma che, speriamo, possa darci una mano a concludere nel migliore dei modi questa stagione. Può giostrare sia da terzino che da ala destra, da quello che abbiamo visto sembra avere le caratteristiche giuste per inserirsi presto e bene ma, come sempre, i video sono una cosa, la possibilità di vederlo all'opera sul campo un'altra. Si allenerà con noi fino a venerdì, al termine di questo periodo di prova Fredi Radojkovic tirerà le somme e deciderà se aggregarlo al gruppo».L'arrivo di Scaramelli porta entusiasmo in un gruppo che ha reagito bene alla sconfitta di tre settimane fa ad Appiano riprendendo la sua marcia in campionato e consolidando il secondo posto in classifica alle spalle della capolista Sparer.Sabato scorso, nel convincente successo casalingo contro San Vito Marano, si è rivisto su ottimi livelli Federico Urbaz, nove reti e una prestazione convincente che ha contribuito alla larga vittoria ottenuta dai biancorossi.Importante anche il rientro di Pernic che ha recuperato nei tempi previsti allo stiramento ai gemelli del ginocchio destro
  14. LUNEDÌ 28 NOVEMBRE 2022 - Dopopartita ad alta tensione in casa alabardata alla fine della sconfitta con il Lecco. Il tecnico Massimo Pavanel è visibilmente affranto: «La prestazione c'è stata, però paghiamo a caro prezzo le ingenuità, errori troppo gravi che ci stanno costando tanto, troppo. La situazione è preoccupante, nel calcio contano i risultati e c'è poco da fare. È stata l'ennesima buona prova al Rocco nella quale avremmo meritato di più, ma nel calcio vince chi sbaglia meno. Ma io vado sempre a testa alta, perché il lavoro di tutti i giorni è fatto al massimo delle mie capacità e possibilità, non ho nulla da rimproverami e da rimproverarci come staff. Se mi sento in discussione? Noi allenatori siamo sempre in bilico, a maggior ragione se non arrivano i risultati». A complicare la situazione, anche in vista della sfida col Piacenza, gli infortuni di Furlan e Pezzella: «Come sempre i problemi fisici spuntano perché c'è anche un'implicazione mentale importante. Mi dispiace perché abbiamo creato diverse situazioni pericolose concedendo poco o nulla. Fra l'altro ci sono state anche decisioni arbitrali discutibili, a livello di sanzioni che potevano venir prese e che avrebbero potuto indirizzare la partita». Ha un po' sorpreso vedere dopo tanto tempo Mastrantonio fra i pali al posto di Pisseri: «Una scelta che ho fatto io - spiega Pavanel - conscio che il ragazzo è valido e che fosse il momento di provare a cambiare qualcosa dal punto di vista mentale». Sulla situazione ambientale pesante e le contestazioni, Pavanel raccomanda che in questo momento sarebbe meglio stare vicino alla squadra: «I ragazzi stanno somatizzando molto la situazione, caratterialmente devi essere molto forte per venirne fuori e sotto questo aspetto noi qualcosa difettiamo. Adesso serve stare più vicini a questa squadra. Il ritiro? Giusto provare». Mentre Pavanel parlava in sala stampa, il dg Romairone è stato protagonista sotto la curva Furlan di un lungo confronto coi tifosi. Questo il suo resoconto: «I tifosi chiedono alla squadra cose diverse: più cuore, più testa, più consapevolezza di onorare una maglia che ora ritengono non sia onorata. Il nostro obiettivo è far arrivare alla squadra questo amore dei ragazzi che vivono la curva con voglia pazzesca. Sono andato via dopo aver ricevuto strette di mano e incoraggiamenti a svoltare da questa situazione. Ci attendiamo dal mister e dalla squadra la consapevolezza del momento per uscirne fuori». - Ci sono partite che una squadra vorrebbe poter rigiocare già il giorno dopo, per correggere un errore, rifinire un dettaglio, cambiare una scelta. Ecco, Pallacanestro Trieste-Germani Brescia è una di queste. Lo scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo": oerdere di un punto dopo 45 minuti brucia. E diventa rovente pensando che c'è stata l'occasione per cambiare corso alla partita.Nel corso della settimana coach Marco Legovich e il suo staff dedicano particolare attenzione ai video ed è probabile che le immagini dell'Allianz Dome vengano riviste e analizzate al fotogramma. Di spunti ce ne sono. Il punto di partenza è già positivo: c'è da correggere, non c'è niente da stravolgere o rivoluzionare nè da cancellare.COSA VA Frank Bartley è ormai una stella del campionato, ha forza fisica e talento, può coprire tre ruoli visto che lo si vede anche portare palla per dare respiro a Davis, nonostante gli accorgimenti difensivi delle avversarie si conferma un'eccellente macchina di punti (sfiora il ventello di media).Il rientro di Alessandro Lever inizia a farsi sentire, deve ancora ritrovare la miglior condizione e il ritmo-partita ma le due triple messe a segno danno morale. L'innesto di Michele Ruzzier ha già prodotto qualche risultato (tra cui uno stripotoso assist dietro la schiena per Vildera) ma dopo mesi trascorsi in panchina non si poteva chiedergli di più degli 11 minuti disputati. Le dichiarazioni di Legovich nel dopopartita confermano: ogni domenica andrà sempre un po' meglio e domenica prossima dovrà vedersela con un tipetto come Cinciarini. Lo si è visto per qualche spezzone anche in coppia con Davis e accadrà sempre più nel corso della stagione.L'ingaggio di Ruzzier e i biglietti scontati hanno riportato un po' di pubblco all'Allianz Dome. Pubblico caloroso, convinto, che ha applaudito la squadra alla fine dopo la sconfitta. 2803 spettatori. La soglia dei tremila non dovrebbe essere inarrivabile in una piazza come Trieste. Chi c'era ieri probabilmente tornerà. In vista delle prossime partite, oltre alle promozioni e all'effetto Ruzzier, forse la società farebbe bene a iniziare a cavalcare il fenomeno Bartley, il giocatore più eccitante e la miglior pescata sul mercato dai tempi di Javonte Green. Esagerazione? Mica tanto. Wright, Dragic, Banks e Dequan Jones si erano già visti in Italia, il "toro" è un'intuizione.DA MIGLIORARE Una delle pecche emerse contro Brescia era peraltro già affiorata nelle partite precedenti ed è uno dei temi sui quali lo staff sta già lavorando. La difficoltà a chiudere i match. In due occasioni contro la Germani i biancorossi si sono trovati nella condizione di poter gestire un vantaggio o aumentarlo ma hanno sprecato il possesso perdendo il pallone, più per disattenzioni proprie che meriti altrui. In quelle occasioni ecco soluzioni affrettate e passaggi forzati. L'innesto di Ruzzier servirà anche a portare più ordine. Contro Brescia è stato evidente come abbia portato lucidità e fiducia, sia pure nel poco tempo in cui è rimasto in campo.Con "Ruz" verrà anche riequilibrato il minutaggio. Anche contro Brescia Davis e Bartley hanno fatto gli straordinari giocando 40 minuti e, come era emerso già al Forum la settimana scorsa, soprattutto il play ne risente perdendo in smalto e lucidità. Stavolta nella rotazione degli esterni mancava Campogrande, dolorante.Skylar Spencer continua a far discutere. Qualcosa di buono c'è anche nella prova contro Brescia ma poi riesce a commettere comunque un paio di sciocchezze che costano care. Un affondo a canestro cannato e soprattutto quel servizio per l'alley-op di Pacher fuori da qualsiasi logica e misura. A Trieste manca un punto di riferimento offensivo tra i lunghi, lo stesso Pacher, bene in difesa e a rimbalzo, sporca poco il tabellino. Nel quartetto a disposizione di Legovich è Lever il più produttivo nel rapporto con i minuti giocati ma Spencer serve anche per elevare un atletismo del settore lunghi che spesso non è all'altezza degli avversari.Dopo aver affrontato praticamente tutta la crema del campionato, adesso per la Pallacanestro Trieste si apre la fase degli scontri in teoria più accessibili. Domenica si va a Reggio Emilia, la fasse chiave sarà quella di inizio gennaio quando bisognerà affrontare in serie Verona, Scafati e Treviso. E quella volta Trieste dovrebbe essere già "americana"
  15. DOMENICA 27 NOVEMBRE 2022 - Questo rimpianto la Pallacanestro Trieste rischia di coltivarlo a lungo. Come scrive Roberto Degrassi su "Il Picclo", per due volte ha la possibilità di chiudere la partita, con un +6 a due minuti e mezzo nei tempi regolamentari, e gestendo male il finale dell'overtime. L'ultimo sbaglio è dalla lunetta di Frank Bartley ma il "toro" non merita di scontare colpe dopo l'ennesima prova spaziale. A Trieste è mancata la freddezza per venire a capo di un genere di partite che Brescia è più abituata a giocare. E a vincere.Trieste parte con il quintetto base delle ultime partite, lasciando Ruzzier in panchina. Buon avvio di Bartley, pessimo di Spencer tolto dopo quattro minuti per Vildera. I biancorossi faticano a entrare in ritmo, Gaines spara a salve anche dalla lunetta ed è letale concedere due tiri aperti a Gabriel e Petrucelli. Al 7' 11-18 ma c'è subito la reazione, proprio con Gaines che dopo un recupero si inventa un gioco da tre punti. All'8' il momento più atteso, il debutto di Michi Ruzzier sul 16-18. La sua prima azione è, neanche a far apposta, costringere al fallo l'ex Tommy Laquintana. Sul possesso successivo assist per liberare in angolo Lever per la tripla a segno. Peccato che nell'ultima azione Brescia grazie a un contatto visibilmente accentuato da Della Valle goda di tre liberi per chiudere il primo quarto avanti 19-21.Nel parziale successivo riecco Spencer. Anzi, no, dopo un minuto e 50 Legovich ha già visto abbastanza, riecco Vildera. Con due liberi di Ruzzier, poi tolto per il rientro di Davis, e una bomba di Deangeli Trieste allunga 30-25. E un'altra tripla di Lever - bella cosa riaverlo - si vola a +8. Il tabellone racconta di 15 punti segnati in nemmeno quattro minuti ma anche stavolta è dalla difesa che comincia il buon attacco.Per due volte i biancorossi sprecano banalmente il possesso che potrebbe proiettarli con un vantaggio in doppia cifra. Errori velenosi. Brescia con Petrucelli e Gabriel si rifa sotto, rientrando a meno tre. Si va al riposo con un tap in mostruoso di Pacher sul 46-39.Trieste riparte con convinzione, Brescia si affida a un ottimo Petrucelli e Della Valle. Fa il suo anche un arbitraggio sin troppo garantista nei confronti degli ospiti. E a metà del terzo parziale la squadra di Legovich ha due punti di margine (56-54). Due forzature di Gaines vanificano la possiiblità di riallungare e con Odiase dalla lunetta la Germani impatta a quota 60. Fantastico assist dietro la schiena di Ruzzier, appena rientrato, per Vildera. Proprio dal lungo veneto arrivano cinque punti preziosi, ma si mangia un agevole tap in sulla sirena. E i punti da gestire negli ultimi 10 minuti sono solo...uno. 65-64.L'ultimo quarto si apre con il terzo fallo di Vildera che porta al ritorno di Spencer sul parquet. Una tripla di Massinburg regala il sorpasso ai lombardi e lo stesso Usa, dopo un attacco sprecato da Trieste, dall'altra parte corregge a canestro per il 65-69 a 7'30" dalla fine. I biancorossi scoprono di avere le energie in riserva, vivono sull'orgoglio e la forza dei nervi. Una bomba di Bartley, una stoppata di Spencer che innesca il contropiede concluso ancora dal "toro" e Trieste rimette il naso avanti. 70-69 al 34'. Entrata del solito Bartley. Gaines taglia la difesa per il 74-69, altro pallone recuperato ma Davis spreca. Evitabile antisportivo di Gaines su Cournooh che imbuca un solo libero ma Cobbins poi la mette da sotto. 74-72 a 3'43" dalla fine. Spencer riallunga, Bartley soffia il pallone a Cournooh, Gaines prende l'autostrada per il 78-72 con 2'27" da giocare.Bomba di Gabriel. Spencer, servito da Bartley, tenta di andare di prepotenza a canestro, ne esce un patrocchio sfruttato da Brescia che con Petrucelli dalla lunetta è di nuovo lì. 78-77. Gaines sbaglia la tripla, a rimbalzo d'attacco Vildera fa fallo, Cobbins pareggia a 78. Gaines colpisce dai 6,75, difesa a tutta di Trieste ma nella circolazione di palla Brescia pesce Petrucelli libero e spietato. 81 pari a 14" dalla fine. Gaines tenta l'ultima entrata ma non va. Overtime.Parità per metà supplementare, un gioco da tre di Akele spezza l'equilibrio. 85-88. Ennesima tripla fallita da Gaines, rimbalzo biancorosso. Della Valle manda in lunetta Bartley: 2 su 2, 87-88 a 94" dalla fine. Gabriel forza da tre, rimbalzo Trieste, Pacher schiaccia. 89-88 a -1'03".Dopo un istant replay per una presunta interferenza di Spencer, rimessa Brescia, Petrucelli va al tiro subito, rimbalzo biancorosso, Bartley a Spencer che pensa di innescare un alley-oop per Pacher con un passaggio clamorosamente fuori misura. Palla ai lombardi che a 7" dalla fine segnano da tre con Cournooh.A un secondo e un decimo fallo su Bartley. Sbaglia il primo, va il secondo. Finita. - Quando si tocca il fondo, si può solo risalire. Ora per fortuna la Triestina non ha toccato il fondo classifica, e speriamo non lo faccia mai, però la batosta del derby di Vicenza è stato davvero un picco negativo. Con l'aggravante che era una partita sentitissima dai tifosi. Ecco perché, come scrive Antonello Rodio sul quotidiano locale odierno, in settimana il lavoro di Pavanel e del gruppo deve per forza essere stato quello di indirizzare tutte le forze e le energie a una pronta ripresa, perché prestazioni a parte, la classifica è allarmante e bisogna mettere subito punti in cascina. Se oggi al Rocco contro il Lecco (inizio ore 14.30, arbitra Monaldi di Macerata) ci sarà davvero la riscossa alabardata, questo lo scopriremo sul campo. Ma dare un segnale è importante anche perché oggi inizia un trittico che in sette giorni vedrà la Triestina impegnata anche a Piacenza in un fondamentale scontro diretto, e poi chiamata a ricevere al Rocco la quotata Feralpisalò. Certo l'avversario odierno è di quelli tosti. Dopo un inizio problematico, da quando a metà settembre è arrivato in panchina Foschi, il Lecco si è arrampicato in classifica e nonostante un paio di stop ora è secondo. Fra l'altro la Triestina arriva al match con assenze pesanti e un allarme in difesa. Oltre allo squalificato Di Gennaro e al solito Crimi (che la prossima settimana dovrebbe riprendere a lavorare con la squadra), mancheranno per infortunio anche Sottini e Paganini. Rientra invece Sarzi Puttini, mentre Gori e Pezzella sono riusciti a recuperare da piccoli acciacchi. Pavanel si ritrova quindi privo dei due centrali difensivi titolari e ha a disposizione solamente Sabbione e Rocchi per quel ruolo, a meno di preferire l'esperienza di Ciofani in mezzo, lasciando a Ghislandi e Sarzi Puttini il compito di presidiare le fasce. Questo se il tecnico continuerà con la difesa a quattro, altrimenti potremmo vedere addirittura Ciofani, Sabbione e Rocchi tutti insieme in una difesa a tre. Dalla cintola in su peserà l'assenza di Paganini, ma ci sono comunque Felici e Furlan per far male sulle fasce, mentre a centrocampo ci saranno Gori e Pezzella, senza trascurare un Lollo che è stato forse l'unico a salvarsi nel naufragio di Vicenza. In avanti si punterà su Ganz e probabilmente su Minesso, nella speranza che prima o poi l'ex Modena possa sbloccarsi. Altrimenti anche Felici può giocare più avanzato, mentre di rincorsa ci sono i baby Petrelli e Adorante.
  16. SABATO 26 NOVEMBRE 2022 - L'ultima volta all'Allianz Dome furono in poco più di duemila. Prima della palla a due (si inizia alle 20.30) contro la Germani Brescia Michele Ruzzier, all'esordio in biancorosso, una prima partita potrebbe aver già aiutato a vincerla: quella di riavvicinare il pubblico. Come scrive ROberto Stasera l'affluenza a Valmaura infatti non ammetterà alibi. Nel corso della settimana ci sono stati l'arrivo del "Ruz" e l'iniziativa dello sconto ai biglietti. Per battere Brescia servirà il Red Wall.Il debutto del play triestino è innegabilmente l'attrazione della serata. Staff tecnico, dirigenza e lo stesso giocatore nel corso della presentazione avevano fatto capire che il ritmo-partita va recuperato dopo i mesi di panchina alla Virtus Bologna ma adrenalina ed entusiasmo a volte possono rappresentare risorse straordinarie. Del resto, proprio nel confronto tra i play la squadra di Marco Legovich può trovare una chiave per indirizzare il match a proprio favore. Brescia è ancora senza il play titolare Caupain, affidandosi all'ex Laquintana e a Cournooh. Due pedine legate in qualche modo a Ruzzier: Laquintana due stagioni fa arrivò a Trieste nel ballottaggio con "Ruz" dopo che questi firmò per Varese mentre Cournooh ha condiviso con il triestino l'esperienza di Cremona. Ovviamente non stiamo dimenticando in tutta 'sta partita tra play quello che finora vanta i numeri migliori: Corey Davis, anche lui chiamato a trovare nuovi equilibri conservando la leadership.L'analisi prepartita stavolta è stata affidata all'assistente Massimo Maffezzoli che sul sito biancorosso fotografa così l'impatto di Ruzzier. «L'arrivo di Michele ha portato entusiasmo e la possibilità di allungare le nostre rotazioni. Ha bisogno di un periodo di inserimento per togliere un po' di ruggine ma sicuramente ci darà una grande mano. È stata una settimana dove si è visto ancora qualche problemino fisico, su tutti quello di Campogrande che vedremo se riuscirà ad essere della partita. Abbiamo lavorato forte, il gruppo sta crescendo».A proposito dell'avversario Maffezzoli sottolinea: «Brescia ha un potenziale offensivo davvero importante. Noi dovremo fare una prestazione corale difensiva ed offensiva di alto livello per poter contenere il suo talento. Dovremo saperla arginare nella transizione ed essere bravi a limare e limitare le palle perse. I lombardi hanno grande atletismo, vanno a rimbalzo offensivo con grande fisicità. Gli sforzi difensivi dovranno essere fatti partendo da un equilibrio in attacco ma anche mettendo in campo i famosi "intangibles", quel dettaglio che non fa statistica ma che aiuta la prestazione della squadra». - La Triestina sta ultimando la preparazione in vista della sfida di domani contro il Lecco (al Rocco calcio di inizio alle ore 14.30, arbitra Monaldi di Macerata). Un incontro delicato per gli alabardati, il primo di un trittico che in una settimana li vedrà fronteggiare anche Piacenza e Feralpisalò. Ma come se non bastassero le difficoltà del momento e quelle della classifica, Pavanel deve fare i conti anche con qualche defezione di troppo. Oltre allo squalificato Di Gennaro, l'Unione dovrà fare a meno anche di Sottini, out per infortunio con tempi di recupero da valutare, e di Paganini, che a Vicenza ha riportato una lesione addominale che lo terrà fuori per un paio di settimane. Per fortuna ci sono anche buone notizie: Gori e Pezzella ce la fanno per domani nonostante i rispettivi acciacchi, e rientrerà anche Sarzi Puttini, dopo il forfait della scorsa settimana. Inoltre, e questa è una lieta novella soprattutto in prospettiva, dalla metà della prossima settimana tornerà a lavorare con la squadra anche Crimi, che è fuori da oltre un mese per una lesione di secondo grado al quadricipite femorale. Venendo alla partita con il Lecco, è chiaro che l'emergenza più rilevante è quella in difesa. Mancherà Di Gennaro, l'uomo fino a questo momento forse più affidabile ed efficace di un reparto arretrato che finora purtroppo non è mai riuscito a tenere la porta inviolata. E non ci sarà nemmeno Sottini che fino a un paio di settimane fa era proprio il titolare accanto a Di Gennaro in mezzo alla difesa. Se Pavanel continuerà a giocare a quattro, il tecnico ha a disposizione solamente due centrali, ovvero Sabbione e Rocchi, con quest'ultimo che purtroppo è reduce da una prova oggettivamente negativa a Vicenza. Sulle fasce almeno ha un po' di possibilità di scelta in più avendo a disposizione Ciofani, Ghislandi e Sarzi Puttini, oltre eventualmente a Rocchetti. Ma il tecnico alabardato potrebbe studiare anche qualche altra variante: ad esempio potrebbe affidarsi all'esperienza di Ciofani come centrale assieme a Sabbione (o Rocchi), lasciando a Ghislandi e Sarzi Puttini il compito di presidiare le fasce. Ma non va nemmeno esclusa una difesa a tre con Ciofani, Sabbione e Rocchi, con i due laterali che a quel punto andrebbero a fare i quinti di centrocampo per blindare di più la squadra. Ma dalla cintola in su peserà non poco anche l'assenza di Paganini, che non ci sarà per tutte queste tre importanti partite: l'ex Frosinone è stato uno degli elementi più positivi di questo scorcio di campionato, dimostrando non solo di giostrare bene sulla fascia dando una mano anche a centrocampo, ma rivelando anche un certo feeling con il gol, tanto che al momento è il bomber della squadra con 3 reti assieme a Ganz. In ogni caso, se si giocherà ancora con il 4-2-3-1, Pavanel potrà contare su Furlan e Felici come esterni offensivi.
  17. VENERDÌ 25 NOVEMBRE 2022 - Nel segno di Michele Ruzzier la settimana di preparazione alla sfida che domani sera alle 20.30, sul parquet dell'Allianz Dome, vedrà Trieste sfidare la Germani Brescia. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", occhi puntati sul playmaker triestino, alla ricerca delle sensazioni giuste in un ri-esordio con la maglia biancorossa che gli consentirà di tornare a sentirsi protagonista in campionato. Ci vorrà un po' di tempo e la giusta dose di pazienza, l'esperienza chiusa nei giorni scorsi alla Virtus ha costretto Michele a un lungo periodo senza basket giocato, assenza dai campi che richiede un fisiologico ambientamento. L'esperienza di un giocatore arrivato alla soglia dei trent'anni, il suo talento indiscusso e la reciproca, profonda conoscenza con coach Legovich faciliterà indubbiamente il suo inserimento.In vista della sfida di domani, la curiosità principale sarà vedere come cambieranno le rotazione degli esterni. L'arrivo di Ruzzier sposterà gli equilibri di un gruppo che nelle vittorie contro Napoli e Sassari e nell'ultimo match perso a Milano aveva visto Davis, Bartley e Gaines spendere oltre 30 minuti di media a testa sul parquet. Ruzzier a parte, i giorni che hanno preceduto il match contro Brescia sono scivolati via senza particolari problemi. Squadra fisicamente a posto, coach Legovich ha potuto lavorare con il gruppo al completo.In occasione del ritorno davanti ai propri tifosi, la Pallacanestro Trieste promuove il Black Friday. I prezzi dei biglietti di ogni settore saranno infatti scontati del 15% per tutti i tifosi che verranno a tifare i ragazzi di coach Legovich al palazzetto. Ancora oggi orario mattutino e pomeridiano, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, domani solo dalle 10 alle 13 in via Miani e, a dalle 18.30 fino a fine secondo quarto, al botteghino esterno di Via Flavia. Possibile acquistare i tagliandi on-line, come di consueto, anche sul circuito Vivaticket. - Poco più di tre anni fa, Carmine Gautieri (intervistato da Antonello Rodio sul quotidiano locale odierno) approdò sulla panchina della Triestina e dopo aver visto interrotto il cammino dal Covid nel momento migliore della squadra, poi ai play-off fu eliminato dal Potenza agli ottavi solo per un arbitraggio discutibile. L'anno seguente, a novembre 2020, fu invece esonerato quando era a 5 punti dal primo posto, una posizione che da quel momento l'Unione non è più riuscita nemmeno ad avvicinare. L'allenatore napoletano, che per tanti motivi conserva Trieste nel cuore, resta un attento osservatore della serie C.Gautieri, cosa sta facendo in questo periodo in attesa di qualche nuovo incarico? "Sto andando a vedere tantissime partite dalla serie A alla C, soprattutto i gironi A e B di Lega Pro. Conoscere tante squadre, tanti modi diversi di giocare e vedere giocatori rappresenta un bagaglio importante. Ad esempio pochi giorni fa ho visto un allenamento di Gasperini a Bergamo". Da osservatore esterno, si è fatto un'idea sui motivi delle difficoltà della Triestina? "Che ci potessero essere dei problemi era inevitabile, visto che è cambiata praticamente tutta la squadra, però un cammino del genere non se l'aspettava nessuno. Anche perché la società ha preso giocatori importanti e per me l'organico è di livello, è una buona squadra. Evidentemente aver cambiato tutto sta creando più problemi del previsto". Trovarsi inaspettatamente a lottare per la salvezza può essere un tunnel dal quale è difficile uscire? "Trieste è una situazione completamente diversa rispetto ad altre piazze, perché c'è molta pazienza, i giocatori possono vivere sereni nella vita quotidiana e hanno la fortuna di vivere in una città civile, dove il tifo ti aiuta anche nei momenti di difficoltà. E questo per me è un grandissimo vantaggio. Sì, ci sono ovviamente pressioni, ma credo che a Trieste sia più facile uscire da queste situazioni rispetto ad altre piazze molto calde". Pavanel può essere l'uomo giusto in questo momento? "Penso che abbia dimostrato di essere un allenatore valido, Pavanel in serie C ha fatto sempre bene, anche con esoneri ingiusti come quello dello scorso anno. Quando la Triestina ha deciso di cambiare, credo abbia fatto la scelta giusta perché non solo è un allenatore bravo sul campo, ma conosce anche bene la piazza e merita la massima fiducia". La prossima settimana ci sarà lo scontro diretto fra Triestina e Piacenza: lei ha seguito molto gli emiliani, che tipo di squadra è? "Una squadra strana, certe partite non meritava di perderle, è in difficoltà ma ha giocatori validi per uscire da questa situazione e non merita questa classifica. La Triestina dovrà fare molta attenzione". Della sua esperienza a Trieste cosa le è rimasto? "Per me è stata un'esperienza bellissima, ho avuto la fortuna di far parte di una società gloriosa, in una città dove per me è fantastico vivere: a Trieste ho trovato civiltà, cultura e rispetto. Non nascondo che sono felice quando la Triestina vince, auguro ogni bene a questa nuova società e ai tifosi che meritano grandi risultati". Come prese quell'esonero? "A mio parere fu un esonero che non meritavo, perché eravamo a 5 punti dal primo posto, stavamo facendo un buon lavoro tra tante difficoltà e dieci giocatori col Covid. Ma è andata così, e ringrazio Milanese per avermi dato una grande opportunità.Il più grande rimpianto?Mi dispiace solo non aver finito il lavoro, i numeri dimostrano che stavo facendo bene. Comunque devo dire precisare che quando ho avuto l'opportunità di andare ad Avellino ed ero sotto contratto con la Triestina, Milanese si è comportato da vero signore nei miei confronti, e questo mi ha fatto molto piacere". Con queste premesse, quanto spera in futuro di ritornare a Trieste? "Sono sempre legato a Trieste. Ora non voglio nemmeno parlarne, c'è un bravo allenatore sulla panchina alabardata, ma in futuro un giorno mi piacerebbe tornare per continuare il mio percorso: se fossi stato esonerato da quartultimo o con venti punti di distacco dalla vetta, è normale che non sarei proponibile. Ma essere andato via a 5 punti dal primo posto e valorizzando tanti giocatori, mi fa sperare un giorno di tornare a far parte della famiglia Triestina".
  18. GIOVEDÌ 24 NOVEMBRE 2022 - La storia di Mirko Gori - intervistato oggi per "Il Piccolo" da Antonello Rodio - è più unica che rara nel calcio moderno, dove si cambia squadra con una certa frequenza. Il centrocampista alabardato, che a febbraio compirà 30 anni, ha giocato invece per oltre dieci anni nel Frosinone, la squadra della sua città, in una magica storia fatta di tre promozioni (delle quali due nella massima serie) e chiusa con 233 presenze fra serie A, B e C. Appena lo scorso gennaio, quando è andato per qualche mese ad Alessandria, ha vissuto un'esperienza diversa, prima di legarsi alla Triestina con un contratto triennale. Gori, come riassumere in poche parole la sua storia d'amore ricca di successi con il Frosinone? «Dopo aver fatto il settore giovanile, il mio sogno era di giocare nel Frosinone, la mia città. Ho avuto la fortuna di incontrare l'allenatore giusto e i compagni giusti, si sono incastrate tante cose che ci hanno portato a raggiungere traguardi impensabili. Per me è stata un'emozione grandissima». E come mai la storia è finita? «Perché anche le cose più belle finiscono, si era arrivati a un punto in cui non si poteva più continuare questa avventura». Si è trovato a fare un'esperienza diversa appena a 29 anni: che sensazione è stata? «Ho sempre avuto una visione un po' romantica del calcio. Ho avuto delle possibilità di andare via a 23-24 anni, ma ho sempre preferito rimanere a Frosinone. Non perché avessi paura di fare altre esperienze, ma un po' perché era la squadra della mia città e un po' perché giocavamo sempre per vincere o eravamo in A. Ho fatto questo passo a 29 anni, pienamente cosciente del fatto che non c'era più nulla da dare: quindi non è stata una scelta fatta a malincuore». Trovarsi per la prima volta fuori da un contesto che conosceva bene, le sta creando difficoltà particolari? «Assolutamente no, anzi qui mi trovo benissimo e non ho avuto problemi di ambientamento. Purtroppo è un periodo in cui le cose non girano e non riusciamo a trovare le chiavi per farle andare». Ha condiviso i successi di Frosinone con Ciofani e Paganini: vi siete chiesti come se ne esce da questa situazione? «Lavoriamo tutti i giorni per trovare una soluzione, in questo momento la squadra è un po' fragile, ma sono sicuro che come sempre succede in certe situazioni, basta un niente per far sì che le cose possano cambiare». Mancava da questa categoria da quasi dieci anni: che serie C ha ritrovato? «Una C diversa, con un agonismo superiore, ma soprattutto con maggior organizzazione da parte di tutte le squadre, anche quelle cosiddette piccole: dieci anni fa non era così, per cui è una serie C migliore». Qui sta giocando in tutti i ruoli di centrocampo: in carriera come è andata? «A Frosinone negli anni vincenti ho giocato a due, poi col tempo e con altri allenatori ho giocato a tre facendo anche la mezzala, quindi per me non c'è nessun problema in qualsiasi sistema». Quanto è cambiato il metodo di lavoro fra Bonatti e Pavanel? «Difficilmente in carriera ho trovato mai cose simili tra un allenatore e l'altro. Anche se il calcio è sempre uguale, diverso è il modo di spiegare certi concetti e diversa anche la capacità di riuscire a farli assorbire alla squadra. Per cui ci sono sicuramente differenze». In sette giorni incontrerete Lecco, Piacenza e Feralpi: che settimana sarà?«Ci giochiamo tanto, ma non possiamo permetterci di fare calcoli o giocarcela sulle tre partite. Importante ora è pensare una partita alla volta e quindi a quella col Lecco che stiamo preparando al meglio. Solo dopo penseremo al Piacenza». Un pensiero per i tifosi alabardati? «Capisco bene il loro dispiacere perché con una squadra tutta nuova si era creato un certo entusiasmo. Sarà compito nostro far rinascere questo entusiasmo e riportare la gente allo stadio». - A due punti dal trono di miglior realizzatore di serie A. Frank Bartley non è solo l'Mvp della stagione della Pallacanestro Trieste ma sta diventando una delle novità più eccitanti del campionato. Il torello di Legovich dopo l'exploit dei 28 punti segnati al Forum di Assago all'EA7 Armani è infatti secondo nella classifica dei punti segnati dietro al pesarese Abdur-Rahkman. 130 punti Bartley (18,6 di media), 132 il giocatore di Repesa. A 129 punti una coppia tutta bresciana, Amedeo Della Valle e John Petrucelli, che sabato sera saranno proprio all'Allianz Dome.Quella di sabato sera del resto sarà una sfida tra mani roventi. Se la Germani ha due giocatori al terzo posto tra i cannonieri, la Pallacanestro Trieste vanta il secondo e il sesto, Frank Gaines con i suoi 16,1 punti a partita. Davanti a lui si è imbucato il "prof" Logan, rinforzo di Scafati, che ha giocato tre incontri in meno ma sta viaggiando a una media di 18,3 punti.Per quanto riguarda le altre statistiche individuali, lo stesso Bartley è quarto per valutazione (126, il leader è il solito Abdur-Rahkman con 153).Anche Skylar Spencer vanta due presenze in top five di specialità: è terzo nei rimbalzi offensivi (3,1, il leader Pinkins di Scafati ne ha 3,3) e secondo nelle stoppate (1,6, dietro al reggiano Reuvers con 2,1). Corey Davis è invece terzo tra gli assist-man: sei servizi smarcanti vincenti a gara sono tanta roba ma i dieci smazzati dall'eterno Cinciarini per l'Unahotels Reggio Emilia sono veramente di un'altra categoria.Infine il primato meno individiabile che purtroppo dalla prima giornata non ha mai cambiato proprietario: Frank Gaines è il giocatore dell'intera serie A che perde più palloni, ben 3,4 di media. BIGLIETTI In occasione della prossima sfida casalinga con la Leonessa Brescia, la Pallacanestro Trieste promuove il Black Friday. I prezzi dei biglietti di ogni settore saranno scontati del 15% per tutti i tifosi che verranno a tifare i ragazzi di coach Legovich al palazzetto. Oggi e domani la biglietteria dell'Allianz Dome sarà aperta con gli orari 10-13 e 16-19. I biglietti sono acquistabili anche sul portale Vivaticket.
  19. MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE 2022 - Non si tratta di fare processi specifici alla difesa, sia perché finora nessun reparto della Triestina si è salvato dal grigiore generale, sia perché come noto i gol al passivo di una squadra dipendono dalla fase difensiva complessiva: quando si prende una rete su calcio piazzato o su una ripartenza, non sempre sono i difensori i primi colpevoli.Fatto sta che, come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", il dato della Triestina sui gol presi è davvero da record negativo, sia rispetto alle rivali stagionali, sia rispetto alla sua storia. Nelle prime 14 partite l'Unione ha subito ben 24 reti, che significa 1,7 al passivo a match. In pratica è come partire ogni partita con quasi due reti di svantaggio. Con questo disastroso score, la Triestina è penultima nel proprio girone per gol al passivo, visto che peggio ha fatto solo il Piacenza con l'apocalittico dato di 31 gol subiti. Non solo, la squadra alabardata è quartultima in questa classifica fra tutte le 60 partecipanti alla serie C : oltre al Piacenza, solo Turris e Messina hanno fatto peggio nel folto plotone della categoria. Se a questo record negativo si abbina poi un attacco molto sterile, il patatrac attuale è la conseguenza più logica.Ma per capire la portata storica della statistica riguardante i gol al passivo, va dato uno sguardo anche alla storia alabardata, anche se proprio da questa lista degli orrori arriva anche un dato promettente dalla cabala. Dal dopoguerra in poi, solo sei volte la Triestina aveva subito più reti alla quattordicesima giornata, e addirittura appena due volte negli ultimi 60 anni. Ma in tutte queste occasioni, ecco la spruzzata di ottimismo, poi la squadra alabardata a fine stagione si era sempre salvata, in qualsiasi categoria. Cabala a parte e scavando in questi trascorsi del passato, va detto che i 24 gol subiti in questa stagione sono il dato peggiore della storia alabardata in serie C. Era andata peggio nel 2015/16 in D, quando a questo punto della stagione si erano presi già 25 gol, ma alla fine arrivò la salvezza nei play-out contro la Liventina. Sorprendente anche il dato del 2007/8, la prima stagione con Maran in panchina in B quando alla giornata 14 i gol al passivo erano già 26: ma in quel campionato poi l'Unione arrivò a metà classifica, prima di sfiorare i play-off l'anno seguente. Un'altra salvezza in B dopo una partenza da groviera arrivò nel 1962/63, quando a questo punto erano già state 25 le volte in cui si era raccolta la palla in fondo al sacco alabardato. Le altre tre occasioni in cui si è fatto peggio di quest'anno, sono tutte datate anni '50 quando l'Unione era in A: nel 1955/56 ben 25 reti al passivo, nel 1953/54 e nel 1950/51 addirittura 26 gol. Ma alla fine di queste stagioni arrivò sempre la salvezza. Che è il lieto fine che si spera possa arrivare anche quest'anno. Possibilmente senza patemi - Spesso sono anche le cornici ad anticipare l'importanza del contenuto. Per la prima volta nel corso della stagione è stata convocata una conferenza stampa per presentare un nuovo giocatore. Nella sala stampa presenti i vertici della Pallacanestro Trieste al completo. C'è anche una rappresentanza di tifosi. E come scrive Roberto Degrassi sul quotidiano locale, In sostanza è stata la cornice del grande evento.Il ritorno di Michele Ruzzier in biancorosso dopo otto anni, del resto, questo è. La PallTrieste ritrova un giocatore nel pieno della maturità e lui ritrova una ribalta dove recitare da protagonista dopo un'esperienza prestigiosa alla Virtus Bologna ma con poco spazio. Un legame a lungo termine, peraltro, visto che la data sul contratto è il 2025.RUZZIER «L'altra sera percorrendo in automobile la strada che mi portava da Bologna a Trieste mi sono venuti in mente tanti ricordi. Avevo la pelle d'oca. Cercherò di accelerare il mio inserimento nella squadra. L'ultima volta che ho indossato questa maglia in questo Palasport è successo otto anni fa in una serata speciale con la sfida-salvezza contro Forlì. Ci sono tornato da avversario, facendo in realtà abbastanza schifo davanti al pubblico della mia città. Spero che sabato sera contro Brescia tutto possa tornare come l'avevo lasciato, sarà sicuramente emozionante», confessa Michele che ringrazia la Virtus per avergli permesso questa svolta. Cosa pensa di poter portare a questa squadra? «La mia esperienza, entusiasmo e consigli in campo ma soprattutto in allenamento dove si costruiscono i successi di squadra».GHIACCI Il presidente biancorosso Mario Ghiacci ha l'aria soddisfatta al punto che diventa quasi pleonastica l'ammissione di contentezza. «Parto da due elementi. Il primo è la foto di Francesco Bruni pubblicata su Il Piccolo nella quale abbraccio Ruzzier dopo la vittoria su Forlì che ci garantì la salvezza in A2. Se otto anni fa Michele non ci avesse fatto vincere quel match molto probabilmente adesso non saremmo qui, con Trieste in A. L'altro elemento è il messaggio di Sergio Scariolo con cui saluta Ruzzier. Sottolinea che la Virtus ha voluto permettere al ragazzo di cogliere una bella opportunità personale e professionale, non sono parole di circostanza perchè sa quanto sia importante per Michele giocare per Trieste. Scariolo scrive anche "Ci mancherai" e in queste parole leggo l'apprezzamento per i valori che Ruzzier sa trasmettere».Ghiacci spiega poi il significato dell'operazione: «La società vuole fare un salto di qualità e ringrazio i soci che hanno sostenuto la scelta di riportare a Trieste Michele, come sapete io in certi movimenti vado lento, con un occhio al bilancio. Speriamo di concretizzare a breve il passaggio di proprietà perchè quando penso al futuro non voglio un domani in cui barcamenarci ma a una concreta possibilità di crescita. Siamo stati un po' audaci con un contratto fino al 2025 ma ci crediamo. Crediamo in Ruzzier e in questo gruppo e a questo proposito preciso che Stefano Bossi è un giocatore di questa squadra, lo abbiamo voluto per farne parte, è con noi e starà con noi. Qualcuno mi ha fatto notare che a Milano a un certo punto avevamo quattro italiani sul parquet. Due erano triestini, Bossi e Deangeli. Adesso i triestini diventano tre. Quante altre squadre hanno tre giocatori locali da poter mandare in campo? A questo io ho creduto sin dal 2013».LEGOVICH Marco Legovich ieri ha diretto il primo allenamento della PallTrieste con Ruzzier. «Riprendo due parole dell'intervento del presidente. Soddisfazione, per avere Michele con noi, e qualità, sia umana che tecnica. È andato via da Trieste ragazzo, ci ritorna uomo e con esperienze importanti. Lo aiuteremo a recuperare il ritmo-partita. Ci permetterà più soluzioni e sono convinto che possa anche giocare insieme a Davis visto che Corey può giostrare da guardia. Credo che avere due giocatori così bravi nel pick and roll possa essere un vantaggio, ci sarà la possibilità di coinvolgere maggiormente i lunghi e di creare le condizioni ideali per i nostri tiratori, penso a Campogrande o a Gaines. Io ho parlato a Michele di Davis, ho parlato a Davis di Michele, adesso per completare la triangolazione devono conoscersi e parlare tra loro. Nessun dubbio che scatterà l'intesa per dare ancora più qualità a questo gruppo».Sabato sera, contro Brescia, il debutto di "Ruz". Merita di ritrovare il pubblico delle grandi occasioni.
  20. Ad ogni modo, Ghiacci su Bossi è stato categorico in conferenza stampa di presentazione di Ruz oggi Il ruolo di Bossi dopo l’arrivo di Ruzzier? Stefano è un giocatore di questo gruppo e continuerà a esserlo: lui stesso è ben felice del ritorno di Michele a Trieste. Per noi è un vanto poter schierare in campo tre giocatori triestini
×
×
  • Create New...