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MARTEDÌ 13 GENNAIO 2026 - Non c'è tempo per smaltire l'adrenalina, né per godersi troppo a lungo il sapore dolce della qualificazione in Coppa Italia. Pallacanestro Trieste di nuovo in campo a Miskolc dove questo pomeriggio alle 17.30, sul parquet della DVTK Arena, giocherà la gara 3 dei play-in di Basketball Champions League. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo" è dentro o fuori, senza appello, contro un NHSZ-Szolnoki Olajbányász che ha affilato le lame nel silenzio di un weekend di riposo. I biancorossi arrivano all'appuntamento con il fiatone, la vittoria di domenica contro Cantù ha regalato fiducia alla squadra di coach Israel Gonzalez, capace di blindare l'accesso alle Final Eight di Torino, ma ha anche consumato ulteriori energie. Sarà la quinta partita in dieci giorni per un roster che deve fare i conti con rotazioni accorciate e i segni d'usura di un calendario spietato. Al contrario, gli ungheresi hanno potuto guardare gli altri giocare, ottenendo il rinvio del loro match di campionato contro lo Szedeak per presentarsi a questa bella nelle condizioni ideali. «Sono entusiasta di aver raggiunto un traguardo stagionale così rilevante come l'accesso alla Coppa Italia - dichiara Gonzalez - ma adesso ci attende una sfida davvero ostica. Incroceremo un avversario che ha potuto recuperare energie non essendo sceso in campo nel fine settimana, al contrario di noi che, con le rotazioni contate, saremo alla quinta sfida nel giro di dieci giorni. Per sperare nel passaggio del turno dovremo puntare tutto sul collettivo e su una precisa fisionomia di gioco: sarà fondamentale restare uniti, accettando le fasi di sofferenza che inevitabilmente si presenteranno e facendoci trovare pronti a colpire nei frangenti decisivi». Serie sull'1-1, due partite molto diverse tra formazioni che hanno imparato a conoscersi. Questo pomeriggio i tatticismi lasceranno spazio all'agonismo. Gonzalez lo sa bene e non si nasconde: per strappare il pass verso il Round of 16 servirà un'impresa del collettivo. Il pericolo numero uno ha un nome e un cognome: il play Adam Somogyi. È lui il metronomo, il motore che accende il sistema Szolnoki, ed è su di lui che Trieste dovrà montare una guardia asfissiante. Ma non basterà limitare il talento avversario: la vera sfida sarà sotto i tabelloni, dove la stanchezza rischia di appesantire le gambe e dove ogni rimbalzo sporco potrebbe pesare quanto un canestro sulla sirena. «Ci aspetta una grande sfida - conclude il tecnico spagnolo - vogliamo fare il miglior lavoro possibile in campo e continuare il nostro percorso in Basketball Champions League». Successo e qualificazione che proietterebbe Trieste nel gruppo L del Round of 16, risultato che permetterebbe ai biancorossi di entrare nel salotto nobile del basket continentale assieme ai giganti spagnoli di Tenerife e Gran Canaria e alla formazione ceca del Nymburk. - Il super centrocampo della Triestina non c'è più. Si è smaterializzato in una settimana di mercato. Come scrive Antonello Rodio, il sontuoso reparto che ha sorretto fin qui le sorti dell'Unione in questa stagione (nonostante i risultati siano stati inferiori a quanto la squadra meritasse), è ormai smantellato. Dopo l'addio di Ionita, che domenica ha già debuttato vincendo con l'Arezzo di Bucchi giocando tutta la partita, anche Domen Crnigoj ha salutato la squadra alabardata. UN'ALTRA PERDITA PESANTE Il centrocampista sloveno, protagonista anche domenica a Lecco di una buonissima prova nonostante abbia causato il rigore decisivo su una giocata sfortunata, sale addirittura di categoria e approda in serie B: si è trasferito infatti a titolo definitivo al Sudtirol, attualmente al quattordicesimo posto fra i cadetti. A parte la politica ormai chiara della società sui big in questa sessione di mercato per non perderli a zero a giugno, in questo caso la Triestina poteva farci davvero poco perché sul contratto c'era una clausola che poteva liberare il calciatore. Ma è superfluo sottolineare che si tratta di un'altra perdita molto pesante per la squadra alabardata, dopo quella di Ionita. UNA BELLA SORPRESA Ingaggiato la scorsa estate fra lo scetticismo generale, non certo per le sue indiscusse qualità tecniche e di combattente, quanto per una certa fragilità fisica che lo aveva portato negli ultimi tempi a giocare molto poco, alla prova dei fatti Crnigoj è stato una bellissima sorpresa: lo sloveno infatti, una volta trovata la condizione, ha avuto grande continuità di rendimento, esaltando le sue doti da trascinatore e risultando un vero carrarmato in mezzo al campo. Chiude la sua esperienza alabardata con 16 presenze e 4 assist, risultando quasi sempre fra i migliori in campo assieme proprio a Ionita. Crnigoj lascia sicuramente un buon ricordo nella tifoseria, ma anche il rimpianto di aver indossato la maglia alabardata e incrociato i destini dell'Unione nel momento sbagliato della storia. IN ARRIVO KNEZOVIC E adesso, senza Ionita e Crnigoj, cosa rimane ormai a Tesser? Del centrocampo che ha consentito di dominare parecchie partite, c'è ancora Jonsson, per il momento. Per il resto il tecnico dovrà ricorrere a Voca, probabilmente Pedicillo e D'Amore. Ma per fortuna qualcosa in entrata potrebbe sbloccarsi, proprio a centrocampo. Sembra ormai definito infatti l'arrivo in prestito di Borna Knezovic, croato classe 2005 di proprietà del Sassuolo ma attualmente in prestito alla Salernitana, dove nella prima parte di stagione ha collezionato 12 presenze e una rete. L'operazione potrebbe essere definita oggi, con il ritorno del giocatore al Sassuolo e il conseguente prestito all'Unione. Knezovic, che dopo le esperienze in patria nelle giovanili del Cibalia è cresciuto con le formazioni under 18 e 20 del Sassuolo, è sicuramente un giovane molto interessante, che verrebbe a Trieste con la possibilità di giocare di più e mettersi in mostra in questi ultimi quattro mesi di campionato. Quasi impossibile invece immaginare che possa essere utile anche per il prossimo campionato di serie D, del resto il Sassuolo già quest'estate ha rifiutato offerte importanti che miravano all'acquisizione definitiva del giocatore. Da registrare anche la partenza del giovane 2005 Alessandro De Luca, passato al Portogruaro.
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LUNEDÌ 12 GENNAIO 2026 - Cancellata la delusione di un giovedì di Champions League amaro, la Pallacanestro Trieste ritrova sé stessa nel momento più delicato, piegando la resistenza di una San Bernardo Cantù mai doma e centrando l'accesso alle final eight di Coppa Italia. Lo scrive Lorenzo Gatto: doveva essere la partita del riscatto, la formazione di Israel Gonzalez ha risposto presente, mettendo in campo quella cattiveria agonistica che era mancata contro gli ungheresi dello Szolnoki. Non è stata una vittoria esaltante, 84-79 il finale, Trieste ha sofferto la vivacità di un'avversaria giunta all'ottavo stop consecutivo e che ha confermato di non meritare la sua classifica, ma nel momento più difficile, scivolata a meno otto a metà del terzo quarto ha saputo reagire. Visto il momento delicato, va bene cosi: la vittoria contro la San Bernardo regala a Trieste almeno il settimo posto. Se lunedì Napoli batte Milano o se Trapani verrà estromessa dal campionato potrebbe chiudere anche sesta. È Ballo ad aprire le danze, Trieste risponde con un avvio di partita finalmente cattivo e concentrato. Uthoff, dopo l'appoggio a canestro di Candussi, suona la carica con due canestri, cinque punti consecutivi che assieme alla penetrazione vincente di Ruzzier regalano ai padroni di casa il 9-4 dopo i primi 4' di primo parziale. Sul canestro di Sneed e l'antisportivo a Candussi i primi cambi biancorossi con Francesco che cede il posto a Brooks e Toscano-Anderson che subentra a Ramesey. Il libero di Ballo e lo step back di Green firmano la parità, 9-9, al 5'. Ancora Uthoff e Ruzzier protagonisti (7 punti senza errori dal campo per entrambi), parziale di 7-0 e per Brienza è tempo di time-out. Deangeli per Uthoff e Moretti per Ruzzier, Trieste continua a spingere sull'acceleratore e con le invenzioni di Brooks e la tripla di Toscano-Anderson tocca il massimo vantaggio prima del canestro dell'esordiente Chiozza che chiude il primo quarto sul 26-14. Si riparte da Chiozza, tripla mortifera poi due giocate da tre punti di Sneed e la schiacciata di Ballo ricuciono fino al 31-26 su cui Gonzalez chiama time out. Rientra Green, due zampate della guardia di Inglewood e il canestro di Chiozza completano la rimonta sul 33-33 con 4' da giocare. Botta e risposta nel finale di tempo, con Toscano Anderson protagonista (11 punti, 5/5 con una tripla), Trieste chiude avanti sul 44-41. Ribaltone Cantù Sorpasso in apertura di ripresa con Green, Ballo e la tripla di Bortolani che confezionano il parziale di 7-0 che lancia la San Bernardo sul 44-48. Quattro minuti senza fare canestro, Ballo imperversa e Cantù vola sul 44-52. Brooks sblocca la sua squadra dopo più di 5 minuti, Brown e poi le triple di Brooks e Uthoff chiudono il controbreak che rimette le cose a posto sul 54-54 su cui Brienza, con 2'52 da giocare, chiama minuto. Terza tripla consecutiva, questa volta Ruzzier, Deangeli sulla sirena di terzo quarto appoggia a canestro il pallone che chiude il parziale sul 62-56. Finale per cuori forti Apertura di ultimo quarto con la firma di Jahmius Ramsey che riporta il vantaggio della sua squadra in doppia cifra sul 70-60. Sembra fatta e invece Cantù cavalca la voglia di riscossa di Bortolani che a 5' dalla fine riporta i suoi a meno due sul 74-72. Monumento per Ramsey, che colpisce ancora da tre, Moraschini a 3'32" sigla il 77-74. Basile e Moraschini sciupano le triple della parità, i liberi di Ramsey (2/4 per lui) firmano il 79-74 con meno di un minuto da giocare. Tripla di Chiozza e time-out Trieste, sbagliano da tre prima Toscano-Anderson e poi Bortolani e a 12" dalla fine Sneed fa fallo su Brown. Markel fa uno su due, sull'80-77 fallo in attacco di Ballo e palla persa di Cantù. La chiudono Ramsey e Toscano Anderson con il 2/2 dalla lunetta, finisce 84-79 per i biancorossi. - Il Rigamonti-Ceppi si conferma un campo maledetto per la Triestina. Lo è sempre stato anche nelle stagioni più positive. Mai una vittoria degli alabardati in riva al Lario e ieri è arrivato un ko di misura. È la terza sconfitta consecutiva per i ragazzi di Tesser ma, come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", non c'è campo dal quale gli alabardati non escano a testa alta. Perché anche a Lecco, nella prima uscita senza Ionita, la Triestina ha giocato alla pari contro la terza forza del campionato. Un rigore di Sipos nel primo tempo è stato sufficiente ai padroni di casa per incamerare i tre punti. Perché l'Unione. come spesso le capita, ha concesso poco e costruito abbastanza ma non ha la forza per segnare (fondamentali anche alcune parate di Furlan). Gli alabardati ci hanno provato soprattutto nella seconda parte della gara (gol annullato a Silvestri) dopo l'inserimento di Tonetto e Gunduz risparmiati da Tesser nella prima parte del match. L'impegno va sottolineato e applaudito ma se nella gestione Tesser lontano dal Rocco è arrivato un solo punto (il nulla di fatto a Verona) il deficit è più che evidente. Anche se è un granello rispetto alla montagna della penalizzazione con la quale la squadra suo malgrado deve fare i conti. L'APPROCCIO POSITIVO Tesser decide di sostituire Ionita con Voca collocandolo tuttavia nella zona centrale mentre Jonsson e Cernigoj fanno le mezzale. Davanti a sorpresa il tecnico di Montebelluna preferisce Faggioli al talento di Gunduz. La Triestina prende la gara di petto e il pressing alto non fa dormire sonni tranquilli agli uomini di Valente. È una squadra di C, solida, concreta ma tecnicamente ruvida. L'atteggiamento degli alabardati porta a due pericoli per Furlan (D'Urso alto e soprattutto una staffilata di Cernigoj), mentre i padroni di casa non si fanno vedere dalle parti di Matosevic. ANCORA UN RIGORE L'Unione chiede l'intervento video per un presunto fallo (e il rigore ci poteva stare) su Faggioli ma l'arbitro conferma la decisione presa in diretta. E lo stesso fa sull'intervento di Cernigoj che nel tentativo di anticipo colpisce Rizzo. È penalty che al 42' il cannoniere Sipos trasforma spiazzando Matosevic. L'Unione si trova sotto dopo aver giocato almeno per mezz'ora nell'area del Lecco. REAZIONE ALABARDATA La Triestina non si fa irretire dal risultato, anzi. Spinge in avanti sin dall'inizio ripresa e specie dopo una parata decisiva (4') di Matosevic su Metlika. L'accelerazione la imprimono i cambi scelti da Tesser: gli ingressi di Tonetto e Gunduz per un onesto D'Amore e un impalpabile Faggioli mettono in difficoltà il centrocampo di Valente, L'Unione colleziona calci d'angolo in sequenza e va vicina al pareggio con una girata in area di Jonsson respinto con un pizzico di buona sorte dai padroni di casa. IL FINALE IN AVANTI Valente mette forze fresche e riesce a riequilibrare in parte la contesa. Il Lecco si copre bene e la Triestina fa fatica a trovare spazi. Se da una parte Matosevic respinge una staffilata del neontrato Basuli poi Silvestri trova anche il gol annullato per un fallo. Infine D'Urso gira una palla in area ma trova il guizzo determinante di Furlan. È l'ultima occasione per raccogliere un pareggio che sarebbe stato ancora una volta meritato per quanto utile solo per il morale. Negli ultimi minuti si rivede in campo anche Attys. L'ex Trento e Voca a settembre erano stati messi da parte. Questo la dice lunga sulla situazione che si trova a gestire Tesser. E magari tra qualche settimana sarà anche peggio.
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DOMENICA 11 GENNAIO 2026 - PalaRubini pronto ad accendere i riflettori su una domenica da dentro o fuori. Come scrive oggi Lorenzo Gatto, alle 17, per l'ultima giornata del girone d'andata, la Pallacanestro Trieste riceve la San Bernardo Cantù di Nicola Brienza in un match che mette in palio due punti fondamentali per poter sperare nella vetrina della Coppa Italia. In una classifica cortissima, con tante squadre appaiate a 12 punti, il successo contro i brianzoli rappresenta l'unica chiave possibile per tenere aperta la porta delle Final Eight e staccare il pass per l'Inalpi Arena di Torino. Trieste arriva all'appuntamento di questo pomeriggio al termine di un vero e proprio tour de force: dalla trasferta di Trento di domenica scorsa, passando per il doppio impegno europeo in Champions League contro lo Szolnoki, i biancorossi hanno vissuto una settimana senza respiro. Una fatica accumulata che si somma alle pesanti assenze sotto canestro di Sissoko e alla mancanza in cabina di regia di Ross e che costringerà il tecnico spagnolo a ridisegnare ancora una volta gerarchie e minutaggi. Proprio coach Gonzalez, alla vigilia, ha tracciato la rotta per superare l'ostacolo, puntando tutto sul fattore mentale e sulla coesione del gruppo. «Credo che per questa partita sarà molto importante compensare la stanchezza che abbiamo accumulato dopo tante sfide con il gioco di squadra - la sua analisi - facendo uno sforzo extra per equilibrare l'energia durante il match e restando lucidi nei momenti chiave. Cantù è una squadra con tanti grandi giocatori e un'identità precisa. Sarà fondamentale controllare il rimbalzo difensivo, perché loro possono approfittare di ogni nostro errore. Dovremo stare attenti alle situazioni di transizione - continua - dove corrono molto bene nel contropiede primario, e limitare i loro tiratori da tre punti, che rappresentano una minaccia continua. Non possiamo concedere canestri facili, altrimenti rischiamo di essere puniti subito». Chiaro il piano tattico biancorosso. «Dovremo cercare di giocare una pallacanestro di squadra, fatta di passaggi e movimento - conclude Gonzalez -. Vorrei vedere una Trieste che gioca unita, che condivide la palla e che sfrutta al massimo il gioco di squadra». In questo scenario di short rotation, il fattore ambientale diventerà decisivo. Il richiamo al pubblico del PalaRubini è esplicito: in una partita dove le energie fisiche potrebbero venire meno nel finale, sarà la spinta dei tifosi triestini a dover fornire quella benzina necessaria per superare l'ultimo ostacolo del girone d'andata e continuare a sperare nell'importante traguardo della Coppa Italia. Tagliandi ancora disponibili, nel pomeriggio sarà disponibile la biglietteria esterna di via Flavia fino al termine del secondo quarto della partita. - Inutile sottolineare come in casa alabardata sia stata una settimana decisamente pesante. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", la sconfitta con l'Alcione, seppur immeritata, ha ridotto ulteriormente le già flebili speranze di acciuffare i play-out. A questo si è aggiunta la partenza di Ionita, cuore e motore della Triestina 2025, sicuramente il pezzo più importante della squadra alabardata. E quella del moldavo sembra solo la prima di una serie di partenze illustri, viste le intenzioni della società. Difficile tenere attaccata la spina, ma nonostante tutto Attilio Tesser non si abbatte e continua a tenere il focus sul campo, annunciando che l'Unione si è preparata in modo adeguato per la gara di oggi a Lecco in casa della terza in classifica (inizio ore 17.30). «La squadra si è allenata bene - spiega il tecnico alabardato - noi dobbiamo solo concentrarci sul campo, non pensare al mercato o ad altro ed è quello che stiamo facendo, siamo solo concentrati per la partita di Lecco». Di certo quello odierno, considerato il valore della squadra di Valente (a cui mancherà lo squalificato Battistini), è subito un banco di prova importante per capire se la Triestina è ancora sul pezzo. L'assenza di Ionita suscita anche degli interrogativi riguardo alla formazione. Chi lo sostituirà? Si era pensato a D'Amore, oppure a Pedicillo nel caso giocassero entrambi i terzini Anzolin e Tonetto. Ma Tesser rivela di avere già deciso e di avere in testa un'altra soluzione: «Dopo la partenza di Ionita un'idea per l'assetto in mezzo al campo ce l'ho sicuramente, giocherà Voca così com'è stato nell'ultima partita. Poi è vero che abbiamo nuovamente due terzini di ruolo disponibili, ma va detto che Tonetto la scorsa settimana ha fatto un po' fatica quando è entrato e anche lui sa di essere ancora un po' indietro di condizione». Pertanto davanti a Matosevic ci sarà la coppia centrale Moretti-Silvestri, con Pedicillo a destra e Anzolin a sinistra. Secondo quanto detto da Tesser, non ci sono dubbi in mezzo al campo dove Jonsson farà il play con Crnigoj e Voca mezzali. Dubbi invece sul pacchetto offensivo. A partire da Gunduz che causa un colpo al ginocchio accusato contro l'Alcione, è rimasto fermo quasi tutta la settimana allenandosi solamente ieri. Se il turco ce la farà, ci sarà lui a giostrare fra D'Urso e Kljajic, altrimenti toccherà a Faggioli. A dire il vero lunedì scorso Gunduz non ha avuto una serata felice in posizione più avanzata, ma Tesser spiega che non si è trattato del ruolo oppure di pensieri di mercato: «Contro l'Alcione Gunduz non ha trovato una giornata particolarmente positiva, tutto qui - afferma il mister alabardato - Se a Lecco farà nuovamente la punta? Lui deve scegliersi la posizione durante la partita, con grande serenità. Peccato solo si sia fermato per l'intera settimana causa un problema fisico, si è allenato solamente nella rifinitura e quindi farò la valutazione se impiegarlo dall'inizio o farlo eventualmente entrare a partita in corso. Restano indisponibili Silvestro, Louati, Vicario, Moises ed anche Vertainen: speravamo soprattutto in Eetu quantomeno per uno spezzone, invece non è ancora disponibile».
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SABATO 10 GENNAIO 2026 Diventa ogni giorno più complicato, quasi stancante, cercare di dare un senso logico alla stagione della Pallacanestro Trieste. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", giovedì sera contro lo Szolnoki c'era l'occasione d'oro per chiudere i conti, bissare il successo di martedì in gara-uno e vidimare il pass per la qualificazione al Round of 16 di Champions League. E invece, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata l'ennesima fumata nera. Il dato che emerge è impietoso e fotografa una mediocrità disarmante: a cinque mesi dall'inizio della preparazione e dopo tre mesi sul parquet, eccezion fatta per il trittico Udine-Treviso-Igokea e il lampo Galatasaray-Milano, questa squadra non è mai riuscita a infilare due vittorie consecutive. È un elettrocardiogramma piatto che preoccupa non solo per i risultati, ma per la totale assenza di un'anima collettiva. SEPARATI IN CASA In campo si continua a vedere pochissimo: una pochezza tecnica figlia di un assemblaggio che sembra non aver mai trovato una vera quadratura. Ma ciò che ferisce di più l'occhio del tifoso è l'impressione di un gruppo che si sopporta a fatica. Tensioni striscianti tra staff tecnico e giocatori, sguardi poco amichevoli tra i compagni: un'atmosfera pesante, priva di quel fuoco sacro necessario per superare i momenti di crisi. In tutto questo marasma, il silenzio del general manager Michael Arcieri è quasi assordante. Resta incomprensibile come una proprietà che investe tempo e risorse con una passione fuori discussione possa accettare passivamente questo stallo. Dispiace per Matiasic: il suo impegno economico e affettivo meriterebbe ben altro ritorno, ma è proprio per tutelare quell'investimento che servirebbe un sussulto, una sveglia decisa a chi dovrebbe gestire l'area sportiva. In cinque mesi, di fatto, non si è mosso un dito. Si è scelto di ignorare un rapporto tra squadra e allenatore palesemente logoro, trascinando una situazione che, invece di stabilizzarsi, è peggiorata settimana dopo settimana. L'emblema di questa gestione è il post-infortunio di Sissoko: tutti fermi, immobili a guardare mentre la squadra perdeva pezzi e certezze. L'ORA DELLA VERITA' I giri di parole e le analisi pazienti hanno ormai lasciato il posto a una stucchevole rassegnazione. Il calendario non aspetta: domani arriva la sfida delicatissima contro Cantù e martedì si vola in Ungheria per lo spareggio da dentro o fuori in BCL. Tra questi due impegni, Trieste si gioca quel briciolo di credibilità rimasta. Continuare con questo immobilismo, sperando che il problema si risolva per inerzia, non è più una strategia: è un insulto al buon senso. Quattro giorni per mettere ulteriore carne al fuoco poi, chiuso il girone d'andata del campionato e concluso il play-in di Champions League sarà il momento di tracciare un bilancio e cominciare a fare delle serie valutazioni. - È vero, la perdita di Ionita non è solo un colpo al cuore sul piano emotivo, ma anche una vera e propria mazzata tecnica. Però al momento il moldavo è l'unico partente sul mercato, a meno di sorprese dell'ultima ora gli altri sono ancora tutti in alabardato per cui quella che domani andrà a giocare a Lecco in casa della terza in classifica (allo stadio Rigamonti-Ceppi calcio d'inizio alle 17.30), sarà comunque una Triestina competitiva. Come scrive Antonello Rodio, in questa stagione Ionita era già stato assente due volte per motivi di nazionale e l'Unione aveva dimostrato di cavarsela comunque: senza il moldavo sono arrivati infatti due pareggi interni per 1-1 contro Ospitaletto e soprattutto contro il Trento, con il pareggio della squadra di Tabbiani che arrivò come una beffa solo nel recupero. CHI AL POSTO DI IONITA? Con chi rimpiazzare Ionita? Nelle due occasioni citate, a coprire il suo ruolo fu Pedicillo, che però da tempo è costretto a fare in emergenza il terzino destro. Ma con il rientro di Silvestro in mezzo alla difesa accanto a Moretti, al momento Tesser due terzini di ruolo li ha e sono Anzolin e Tonetto. E pur essendo mancini, entrambi hanno giocato spesso a destra, per cui Pedicillo potrebbe davvero essere schierato come mezzala sinistra. Se invece Tonetto non dovesse avere ancora i 90 minuti nelle gambe, ecco che con Anzolin e Pedicillo terzini, potrebbe toccare a D'Amore. L'ultima opzione è quella di Voca, che però lunedì ha giocato a destra e al posto di Crnigoj, fornendo tra l'altro l'ennesima prova deludente. In avanti, con Vertainen che al massimo potrà andare in panchina, possibile che venga riproposta la formula con D'Urso dietro a Gunduz e Kljajic. MERCATO: VIA KIYINE Venendo al mercato, ci sono anche partenze che non fanno male. Anzi, fanno tirare quasi un sospiro di sollievo, sia per il ricco ingaggio risparmiato sia per l'apporto tecnico praticamente nullo. Stiamo parlando di Sofian Kiyine, che ha rescisso il suo contratto con la Triestina e ha firmato un contratto con il Royal Stockay Saint Georges, squadra della terza serie belga. Nessun rimpianto dunque per il 28enne marocchino di cittadinanza belga, che Alex Menta aveva già cercato di portare a Trieste nel gennaio 2024, prima di riuscirvi a settembre dello scorso anno. Nel campionato passato ebbe 9 presenze, ma per soli 243 minuti in campo, prima di essere mandato in prestito al Foggia. La scorsa estate è tornato in alabardato, ma anche stavolta senza incidere: 5 presenze, 143 minuti, solo un paio di giocate di classe che comunque sono nel suo dna, ma per il resto tanta inconcludenza, a onta di un ricco stipendio, uno dei tanti che hanno contribuito al baratro economico dell'Unione. NO SCAMBIO TONETTO-CESTER È saltato invece lo scambio Tonetto-Cester con il Vicenza. Il centrocampista dei biancorossi veneti ha preferito infatti prendere la strada del Giugliano, dove approderà a titolo definitivo. Il Vicenza invece, sempre alla ricerca di un vice Costa e di un quinto di sinistra, ha dirottato le sue mire su due ex alabardati, Damiano Cancellieri che era all'Unione lo scorso anno, e Yuri Rocchetti, protagonista nel campionato 2022/23 dell'Unione.
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VENERDÌ 9 GENNAIO 2026 - C'è scoramento nel dopo partita biancorosso per una sconfitta che compromette le chance di qualificazione. Pallacanestro Trieste che butta via la possibilità di sfruttare il fattore campo per arrivare alla Round of 16, adesso tutto è rimandato alla gara di spareggio in programma martedì 13 gennaio in Ungheria. «Complimenti allo Szolnoki – le parole di coach Gonzalez – per quanto ci riguarda devo dire che abbiamo subito la loro aggressività iniziale e non siamo stati capaci di leggere bene le situazioni. Ancora una volta non siamo partiti bene e devo dire che sono sorpreso perché dopo la vittoria in gara-uno pensavo avessimo trovato la strada giusta. Il parziale negativo ci ha condizionati, la rimonta ci ha tolto energie ma devo dire che loro sono stati bravi a fare sempre la cosa giusta quando ci siamo riavvicinati. Archiviamo questa sconfitta e pensiamo alla gara di spareggio». Sulla stessa lunghezza d'onda Lodovico Deangeli. «Lo Szolnoki e venuto per vincere e ha giocato una partita molto solida – l'analisi del capitano –. C'è rammarico, ma saremo pronti per gara3: abbiamo saputo vincere li martedì scorso e proveremo a rifarlo. Come? Giocando meglio in difesa rispetto a oggi, in una serie si devono fare aggiustamenti. Loro lo hanno fatto questa sera, dovremo farlo anche noi». Felice, come giusto sia, il coach dello Szolnoki. «Abbiamo analizzato con grande attenzione la partita di andata – le parole di Vedran Bosnic – e abbiamo lavorato sui nostri errori. Bravi a limitare le palle perse, bravi ad approcciare nel modo giusto la gara e nel finale, subita rimonta e sorpasso, a trovare la tranquillità per rimettere la testa avanti». - Il suo addio era già purtroppo cosa nota e scontata, ma ieri è arrivata anche l'ufficialità. Come scrive Antonello Rodio oggi, la Triestina ha ceduto Artur Ionita a titolo definitivo all'Arezzo: il centrocampista moldavo, che in questa stagione ha anche indossato la fascia di capitano, chiude la sua esperienza alabardata con 32 presenze e 9 reti. Ionita è dunque passato alla corte dell'ex tecnico alabardato Cristian Bucchi e con l'Arezzo, capolista nel girone B, ha firmato un contratto fino a giugno 2027. Se le partenze, anche prestigiose, sembrano dover caratterizzare questa sessione di mercato per la necessità di fare cassa e non perdere a zero giocatori che a giugno sarebbero comunque liberi, si lavora comunque anche a qualche entrata per tenere competitiva la squadra, magari chissà, anche in ottica della prossima stagione che molto probabilmente sarà in serie D. Intanto la Triestina sta guardando con interesse a Borna Knezovic, centrocampista croato classe 2005 di proprietà del Sassuolo ma attualmente in prestito alla Salernitana, dove nella prima parte di stagione ha collezionato 12 presenze e una rete. Knezovic, che dopo le esperienze in patria nelle giovanili del Cibalia è cresciuto con le formazioni Under 18 e 20 del Sassuolo, è sicuramente un giovane molto interessante, che verrebbe a Trieste con la possibilità di giocare di più e mettersi in mostra in questi ultimi quattro mesi di campionato. Tra l'altro, a proposito di Salernitana, si è fatto anche il nome della società campana fra quelle interessate a Gunduz, vero gioiellino del mercato alabardato, ma per il momento pare che proposte concrete e davvero interessanti non ne siano state fatte. Ma a tener banco in queste ore è un possibile scambio con il Vicenza, che vedrebbe Mattia Tonetto partire in direzione Veneto e il centrocampista classe 2002 Stefano Cester venire a vestire l'alabardato. Qui però ci sono varie questioni in ballo. Innanzitutto quella della formula: Tonetto è in scadenza (a parte che in caso di retrocessione sarebbe comunque libero), per cui è probabile che si lavori a un trasferimento a titolo definitivo, mentre quello di Cester all'Unione sarebbe in pratica un prestito, anche se da specificare meglio nei dettagli, se solo con diritto o con obbligo di riscatto. Ma attenzione, su Cester c'è anche l'interesse del Gubbio su precisa indicazione del tecnico degli umbri Mimmo Di Carlo: l'allenatore infatti apprezza molto il giocatore tanto che nel 2021, quando Cester era ancora 19enne, lo aveva fatto addirittura esordire per qualche minuto in serie B con la maglia del Vicenza. Ma non è l'unico ostacolo sul cammino dello scambio Tonetto-Cester. Perché è noto che al Vicenza il giocatore alabardato piace molto come vice Costa per la corsia mancina, ma non è l'unico profilo seguito con interesse dai biancorossi. Curiosamente c'è il nome di un altro ex alabardato sul taccuino del Vicenza, ovvero quello di Yuri Rocchetti, laterale mancino del Potenza ma in prestito dalla Cremonese, protagonista nel campionato 2022-'23 dell'Unione, quello concluso con la rocambolesca salvezza firmata da Tavernelli nel play-out col Sangiuliano.
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GIOVEDI 8 GENNAIO 2026 - Vietato abbassare la guardia. Questa sera alle 20, sul parquet del PalaRubini, Trieste si prepara a vestire l'abito delle grandi occasioni per la gara di ritorno del play-in di Champions League contro gli ungheresi dello Szolnoki. Come scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo", è una gara che è un'opportunità pazzesca: con la serie sull'1-0, la formazione di Israel Gonzalez ha il match point tra le mani per centrare l'accesso tra le magnifiche sedici di questa edizione della Bcl e accedere al gruppo L della Round of 16 dove troverebbe avversarie di altissimo valore tecnico come La Laguna Tenerife e Dreamland Gran Canaria, oltre alla vincente del play-in tra Heidelberg e Nymburk. Un traguardo che, visto il momento delicato che sta attraversando la squadra, alla vigilia era tutt'altro che scontato e che oggi invece assume i contorni di un obiettivo concreto. In questo scenario, il ruolo del pubblico diventerà, se possibile, ancora più cruciale. In una partita che si preannuncia di grande tensione emotiva, il calore dei tifosi può e deve fare la differenza, spingendo la squadra oltre la fatica e le rotazioni accorciate. Il "sesto uomo" biancorosso è chiamato a farsi sentire ancora una volta per aiutare la squadra a chiudere la pratica e certificare una qualificazione che sarebbe un bel punto di ripartenza in vista della seconda parte della stagione. Israel Gonzalez torna sulla sfida di martedì sera, tracciando il percorso che la sua squadra dovrà intraprendere e sottolineando come l'atteggiamento che i giocatori avranno sul parquet sarà la chiave per portare a casa partita e qualificazione. «Siamo reduci da una prestazione di alto livello, frutto di una difesa che ritengo tra le migliori espresse finora – sottolinea il tecnico spagnolo –. Il cuore del nostro successo è stato limitare il loro playmaker, Somogyi: tenerlo a soli 2 assist contro i 10 abituali ha fatto la differenza. Grazie a questo atteggiamento difensivo abbiamo trovato fiducia anche in attacco, muovendo bene la palla e cercando sempre la soluzione migliore come squadra. Sono molto soddisfatto della reazione dei giocatori, specialmente considerando il peso della trasferta e il poco tempo per recuperare. Sappiamo però – conclude Gonzalez – che lo Szolnoki non va sottovalutato, è una squadra pericolosa e ben guidata. Il fattore campo sarà decisivo per mantenere freschezza mentale e fisica. L'obiettivo è ripartire da quanto fatto martedì sera: voglio una squadra pronta a dare battaglia, unita e determinata dal primo all'ultimo minuto». Prevendita del match in corso, dopo il successo nella gara d'andata sarebbe importante una cornice di pubblico importante. Biglietti in vendita come sempre on line sul circuito Vivaticket oltre che nella biglietteria fisica di via Miani 5/1 dalle 10 alle 13. Nel pomeriggio il botteghino esterno di via Flavia 3 aprirà alle 17 e sarà a disposizione dei tifosi fino alla fine del secondo quarto. - La prima partenza del mercato alabardato, ormai purtroppo già nell'aria da giorni, è davvero di quelle pesanti: Artur Ionita va all'Arezzo, anche la società alabardata conferma l'addio del centrocampista moldavo, che dopo la partita con l'Alcione ha comunicato il suo assenso al passaggio di casacca. Per il suo congedo dal Rocco, capitan Ionita ha fatto un gol ed è andato vicino alla doppietta, dando comunque sempre il massimo fino all'ultimo istante. Del resto anche con i tifosi il giocatore non ha mai nascosto che a Trieste si trovava benissimo, ci ha portato anche la famiglia, ma è ovvio che senza una prospettiva di futuro che la Triestina non poteva dargli, anche un giocatore di 35 anni deve comunque guardarsi intorno, così andrà a rinforzare ulteriormente l'Arezzo dell'ex tecnico alabardato Bucchi che è in vetta al girone B. IONITA NEL CUORE Arrivato nel mercato di gennaio 2025, in un solo anno Ionita ha conquistato il cuore dei tifosi alabardati per la vena di combattente. Non è stato uno di quei giocatori dal curriculum prestigioso e con un passato in serie A che poi alla prova dei fatti hanno deluso, ormai demotivati e senza nerbo. Il moldavo invece è stato da subito una furia, un trascinatore, un vero carrarmato a centrocampo con la capacità di inserirsi e il fiuto del gol. Lo scorso anno è stato decisivo nella salvezza con 4 reti, mentre in questa stagione, nella quale ha vestito i meritati galloni di capitano, ne aveva già realizzati 5, terzo cannoniere della squadra dopo Vertainen e Gunduz. SCAMBIO TONETTO-CESTER? Altra pedina in partenza potrebbe essere il terzino Mattia Tonetto, per lui si sta lavorando a uno scambio con il Vicenza che vedrebbe l'arrivo in alabardato del centrocampista classe 2002 Stefano Cester. La volontà del Vicenza appare chiara, anche dalle parole del suo diesse Giorgio Zamuner: «Vorremmo dare l'opportunità a Cester di fare minutaggio e per il vice Costa vorremmo un quinto a sinistra per averne uno di ruolo». La società veneta pertanto, che attendeva il rientro di Tonetto dopo la frattura alla clavicola, riuscirebbe in questo modo ad abbinare la volontà di arrivare al giocatore alabardato capace di garantire spinta e continuità sulla corsia sinistra, alla necessità di dare opportunità di giocare a Cester, che finora non ha trovato spazio nella corazzata biancorossa e vorrebbe rimettersi in gioco. Cester, 23 anni, nella seconda parte della scorsa stagione era andato in prestito dal Vicenza alla Clodiense, mentre in precedenza aveva giocato nella Torres. OBIETTIVO KNEZOVIC Vista la partenza di Ionita, la Triestina starebbe comunque già lavorando all'arrivo di un centrocampista: ci sarebbero trattative avanzate soprattutto per Borna Knezovic, classe 2005 di proprietà del Sassuolo ma attualmente in prestito alla Salernitana, dove nella prima parte di stagione ha collezionato 12 presenze e una rete. Gli altri nomi chiacchierati in uscita sono sempre i soliti, soprattutto Gunduz e Jonsson, ma per i due al momento, al di là di tante chiacchiere e di superficiali interessamenti, non ci sono ancora offerte concrete. Ci sono invece almeno tre o quattro pedine dagli ingaggi pesanti di cui la società per i motivi ben noti vorrebbe liberarsi, ma è ovvio che proprio a causa degli stipendi onerosi l'impresa è difficile.
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MERCOLEDÌ 7 GENNAIO 2026 - Doveva essere la prova del nove, è diventata la partita del riscatto. In un momento in cui le certezze in campionato scricchiolano sotto il peso di risultati troppo altalenanti, la Pallacanestro Trieste ritrova se stessa nel gelo ungherese di Miskolc. Come scrive oggi Lorenzo Gatto, nella tana dello Szolnoki, i biancorossi firmano l'impresa centrando il successo nella gara-1 dei play-in di Champions League e rovesciando, grazie all'82-62 finale, il vantaggio del fattore campo nella serie. Nonostante le assenze pesanti di Ross e Sissoko e a dispetto di un momento psicologico decisamente complicato, la formazione di coach Gonzalez ha saputo reagire, compattandosi e giocando una partita di sostanza. Primo tempo non indimenticabile, ripresa solida nella quale ha saputo costruire il vantaggio gestito poi con autorità sino alla sirena finale. Avanti 1-0 in questi play-in, domani sera alle 20 sul parquet del PalaRubini, la formazione di Gonzalez può chiudere la serie e centrare l'accesso tra le magnifiche sedici di questa edizione della Bcl. LA PARTITA Quintetto confermato rispetto al match di Trento con Ruzzier, Brown e Ramsey affiancati da Uthoff e Brooks. Buon avvio di Trieste che con i canestri di Uthoff e la tripla di Ramsey vira alla boa di metà primo quarto avanti 9-10. Consuete rotazioni per coach Gonzalez che prima da spazio a Toscano-Anderson e Candussi per Brown e Brooks poi inserisce Moretti e Deangeli per Ruzzier e Uthoff. Ospiti avanti con le iniziative di Candussi fino al 14-16, l'ottimo finale di Darthard riporta in vantaggio i padroni di casa che chiudono i primi dieci minuti avanti 22-17. Massimo vantaggio Szolnoki con il 26-19 firmato Vrabac, Trieste risponde con le triple di Toscano-Anderson e a metà del secondo quarto resta aggrappata al match sul 30-27. Time-out Vedran, Barnes e Somogyi cercano l'allungo ma i biancorossi si aggrappano alla solidità di Brown rispondendo colpo su colpo e segnando con Deangeli, proprio sulla sirena di fine primo tempo, il canestro del 37-38 che manda i biancorossi negli spogliatoi in vantaggio. L'ALLUNGO DECISIVO La mano di Somogyi nell'avvio di ripresa, Trieste risponde con la tripla di Ramsey (43-43 al 3') e con quelle di Brown che con 3' da giocare nel terzo quarto riporta gli ospiti avanti sul 48-51. Rotazioni e cambi di quintetti per entrambe le squadre, la formazione di Gonzalez trova il massimo vantaggio con il parziale di 7-0 firmato dalla bomba e i successivi liberi di Candussi e dal canestro di Toscano-Anderson. Il terzo quarto si chiude con Trieste brava a non alzare il piede dall'acceleratore, i canestri di Ramsey e Moretti mandano i biancorossi all'ultimo mini intervallo sul 50-63. Ultimo guizzo ungherese in apertura con la tripla di Barnes e i liberi di Vrabac. Sul 55-63 la formazione di Gonzalez dimostra di aver fatto tesoro della lezione di Trento e con le triple di Moretti e Ramsey e il canestro di Uthoff chiude il match sul 55-71. Ancora Moretti colpisce da tre, i liberi di Toscano-Anderson regalano ai biancorossi il nuovo massimo vantaggio sul 57-77 e con meno di 4' rimasti sul cronometro Trieste può finalmente guardare lo striscione del traguardo e alzare i piedi dai pedali. Finisce 62-82, finisce con la festa dei giocatori per un successo che in prospettiva può pesare davvero molto. - È cominciata con Fratelli d'Italia, è finita con il Po-po-poropo mutuato dalle tribune calcistiche. Come scrive Ciro Esposito sul quotidiano locale su Italia-Romania di pallamano, così la città ha risposto presente a uno sport con il quale c'è una dimestichezza tramandata da mezzo secolo di padre in figlio. E poi quando risuonano le note dell'inno di Mameli Trieste si alza in piedi. E quando Trieste vede le maglie azzurre si emoziona. È così da sempre, al Rocco, al PalaRubini, ovunque, perché più che altrove il richiamo dell'Italia ha un valore storico, quasi ancestrale. Eppure le Nazionali spesso si dimenticano di Trieste. Per questo l'arrivo della rappresentativa della pallamano non poteva trovare accoglienza più singolare. Si è scomodato anche il meteo con una bufera di neve che non si vedeva da decenni. Al resto ci hanno pensato i quasi mille appassionati accorsi a Chiarbola. Già quel palazzo icona della Trieste sportiva da metà anni '70 fino quasi alla fine del secolo scorso. Ma da sempre, nonostante i segni del tempo si mostrino impietosi, quel parquet, quelle tribune sono uno scrigno di ricordi ed emozioni nel cuore di chi lo ha frequentato. Qui la pallamano triestina ha messo in bacheca scudetti a raffica. Qui il gioiello costruito dal professor Lo Duca ha fatto la storia partendo dal padiglione della Fiera triestina per poi spostarsi in quello che al tempo era il Madison cittadino. E bene ha fatto la federazione a organizzare il match amichevole con la Romania per ricordare il Prof, che ha guidato anche la Nazionale ma che soprattutto ha dato un impulso decisivo alla diffusione di questo sport venuto dall'Est e dal Nord. A ringiovanire ieri il palazzetto di via Visinada ci hanno pensato i triestini. Tante famiglie, tanti giovanissimi e tanti testimoni oculari dell'epopea di Cividin, Principe, Genertel. Prima hanno cantato l'inno accompagnandolo con una danza di luci con gli smartphone in stile grande concerto, poi trascinando i ragazzi a ogni azione, esultando con forza e a suon di percussioni a ogni rete dei padroni di casa. Un boato ha abbracciato la prima realizzazione al 18' di Gianluca Dapiran enfant (si fa per dire) du pays ed emigrato, unico rappresentante triestino a vestire ieri quell'azzurro indossato negli anni d'oro da chi ora ha oltrepassato i sessanta. Subito dopo quel gol è partita la spettacolare coreografia con centinaia di cartoncini tinti di tricolore. Quasi un segno del destino: magliette verdi del Friuli Venezia Giulia e il bianco-rosso-verde in un mix cromatico cadenzato da uno speaker in grande spolvero scatenare anche la ola. La tribuna ha alzato il volume del tifo poi nella ripresa nel momento della rimonta rumena per poi accompagnare con forza alla vittoria gli azzurri in un finale vibrante e adrenalinico. Alla fine tutti felici per il risultato m soprattutto per aver potuto vivere live una partita di alta qualità. Nella speranza che per la prossima occasione Trieste non debba aspettare dieci anni e che presto il vecchio ma prezioso palazzetto possa vivere un'altra serata di gloria. Come un tempo e magari come quella volta anche con le curve aperte e gre mite di sportivi triestini.
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MARTEDÌ 6 GENNAIO 2026 Nemmeno una doppia doccia fredda doma la Triestina nel gelo del Rocco. Come scrive Ciro Esposito oggi su "Il Piccolo", l'Alcione passa sfruttando una perla di Marconi (che ha un conto aperto con l'Unione dalla maledetta finale con il Pisa) e da un erroraccio di Matosevic. Ma il gol splendido di Ionita, vero grande capitano, porta l'Unione a un disperato assedio finale e la squadra manca di un soffio un clamoroso 2-2 (errori di Crnigoj e Ionita). Non arrivano punti e quasi certamente scende più di mezzo sipario sulla stagione. Sul palcoscenico però la Triestina di Tesser merita l'applauso dei pochi reduci del Rocco. Anzi l'applauso di tutta la città LA TATTICA Tesser, con la volontà di preservare un'alternativa in attacco, opta per l'unica variante di modulo che gli è cara. In fase offensiva il tecnico di Montebelluna schiera due trequartisti Gunduz e D'Urso a fare da sostegno al giovane Kljajic. Siccome di questi tempi gli infortuni non danno pace al rientro a lungo atteso di Silvestri in difesa (con Anzolin che torna a fare il terzino sinistro) fa da contraltare l'uscita (a disposizione in panchina) a centrocampo di Crnigoj, uno dei più in forma del lotto. Lo sloveno è sostituito da Voca. Sull'altro fronte (con alcuni influenzati) Cusatis rinuncia a una punta (Morselli) e si affida all'esperto Marconi che ha alle spalle il guizzante Pitou e Bright. IL PRESSING ALTO L'Unione parte come sa e come vuole il suo allenatore e cioè pressing nella meta campo avversaria e verticalità. L'Alcione va in sofferenza anche se Lopes al 4' sbaglia una buona occasione. Ma la vera prima chance la confeziona la Triestina, anzi la costruisce il talento di Gubnduz. Il turco mette in scacco la difesa milanese ma il suo destro trova la parata di piede non facile di Agazzi. Passa una manciata di minuti e la conclusione di D'Urso, seppure da buona posizione, finisce in curva. GIOCO LINEARE La squadra di Cusatis non si chiude e cerca il gioco ma va in affanno sulla pressione degli alabardati che si muovono in modo ordinato e con trame più precise degli avversari . Il match è piacevole e si vede anche un D'Urso nel vivo della manovra offensiva. Nell'ultima fase di frazione l'Alcione alza leggermente il baricentro della manovra ma non fa male a Silvestri e compagni. IL RIGORE SFUMATO L'Unione fa un'accelerazione negli ultimi 10' e colleziona corner in sequenza fino a quando Bertolotti, proprio su corner, stende Moretti (38'). L'arbitro concede il penalty ma poi lo toglie dopo aver visionato l'azione (Bertolotti sembra effettivamente toccare la palla con il piede in extremis prima dell'impatto). Un'altra volta la Triestina non è certo baciata dalla fortuna, per dirla così. Si chiude una frazione equilibrata con un leggero vantaggio ai punti per gli uomini di Tesser. UNIONE SUBITO SOTTO La Triestina comincia malissimo la ripresa. Il merito va ascritto al vecchio Marconi: il bomber al 2' accarezza al volo la palla offerta da Lopes e batte imparabilmente Matosevic. L'Unione potrebbe pareggiare subito su svista di Agazzi ma la palla viene respinta sulla linea di porta da Pirola. TESSER CAMBIA Il tecnico della Triestina non tergiversa. Inserisce Faggioli e Crnigoj per Gunduxz, e Tonetto per Pedicillo. Si gioca a 2 punte ma arriva subito la seconda doccia fredda: Matosevic esce in modo sconsiderato lasciando la palla all'accorrente Pitou che lo giustizia. Sembra finita ma questa Triestina non è mai doma. GRAN GOL DI IONITA L'Unione si getta in avanti e Ionita si inventa un altro dei suoi gol. L'esterno destro rasoterra dal limite dell'area è colpo d altra categoria. Il gol riaccende le speranze alabardate. L'Alcione va a difendersi a cinque. Cernigoj in pieno recupero fallisce un facile tap-in e poi Ionita una chance a tu per tu con Agazzi. L'Unione il pari se lo sarebbe meritato. Ma quest'anno va così. Anzi, è andata così. - Trasferta ungherese per la Pallacanestro Trieste in campo alle 18, sul parquet della Dvtk Arena di Miskolc, contro lo Szolnoki Olajbanyasz nella gara d'andata dei play-in di Champions League. Come scrive Lorenzo Gatto, biancorossi in campo con le cicatrici ancora aperte della incredibile sconfitta rimediata in campionato a Trento, ma consapevoli che la sfida odierna rappresenta molto più di una semplice tappa europea. La Basketball Champions League non è mai stata un obiettivo secondario, bensì uno dei pilastri dichiarati del progetto stagionale: fallire l'approccio oggi significherebbe ammettere che la crisi d'identità è profonda e ormai fuori controllo. Non c'è più davvero spazio per le scuse, in Ungheria non si gioca solo per il passaggio del turno: si gioca per la dignità di un progetto che la società ha difeso strenuamente, ma che ora necessita di un segnale di vita. Non si può restare spettatori mentre la stagione scivola verso una mediocrità pericolosa, lo Szolnoki non è un gigante insuperabile, ma diventerà una montagna se Trieste si presenterà con la stessa anima sbiadita vista nel finale di gara a Trento. In questo contesto, la voglia di riscatto sarà fondamentale: solo approcciando il match con la fame di chi vuole cancellare un passo falso si potrà pensare di portare a casa un successo che spianerebbe la strada verso la qualificazione. E infatti, nonostante le assenze e la stanchezza di un calendario che non concede pause, Gonzalez punta proprio sulla voglia di riscatto di un gruppo che non vuole interrompere il suo cammino europeo. «Affrontiamo una nuova fase della competizione, un play-in con tante partite di fila, senza tempo per riposare – sottolinea il tecnico spagnolo –. È vero che proprio in questo momento abbiamo una squadra corta, ma vedo nel gruppo la voglia di fare bene in questa competizione e di cercare di vincere le prossime due partite. Lo Szolnoki è una squadra che difende molto bene, la quinta per palle recuperate nell'intera Champions League. Adottano una difesa molto aggressiva a uomo, ma alterna anche difese diverse come la zona 3-2. Credo – continua Gonzalez – sia una squadra che gioca con grande impegno, che gioca insieme e che è pericolosa tatticamente, guidata da un allenatore dalle ottime intuizioni». Piano partita ben definito, il coach biancorosso individua nel controllo del ritmo e della palla le chiavi per contrastare l'aggressività degli ungheresi. «Certamente sarà importante la lotta a rimbalzo, in difesa dovremo essere bravi a non concedere seconde opportunità e a non subire canestri facili. In attacco – conclude – dovremo cercare di prenderci cura della palla, evitando le palle perse e continuando a lavorare insieme, condividendo le giocate». Gara di ritorno fissata per giovedì 8 gennaio, alle 20, sul parquet del PalaRubini. Già attiva la prevendita che continua on line sul circuito Vivaticket e da domani riprenderà anche nella biglietteria fisica di via Miani dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30. Giovedì tagliandi disponibili dalle 10 alle 13 sempre in via Miani e dalle 17 fino al te rmine del secondo quarto nel botteghino di via Flavia, 3.
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I suntini sandrini di lunedì 5 gennaio 2026
SandroWeb replied to SandroWeb's topic in L'angolo dei suntini sandrini mattutini
Avrei messo le dichiarazioni di Gonzalez post-partita, ma le abbiamo già messe nel post della partita di ieri -
LUNEDÌ 5 GENNAIO 2026 - Sarà una serata gelida e stranissima quella di stasera allo stadio Rocco. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", alle 20.30 la Triestina affronta l'Alcione con sentimenti contrastanti. Da una parte ci sono i risultati delle avversarie che abbinati a un eventuale successo alabardato renderebbero ancora possibile e concreta la speranza di acciuffare i play-out. Dall'altra c'è la consapevolezza che ben presto alcuni dei migliori giocatori faranno le valigie perché le casse piangono e non si possono perdere a zero pedine che hanno un valore. E anche perché c'è un conto da sbloccare per tornare a essere operativi. In mezzo a tutto questo una squadra che Tesser ha cercato di preparare alla sfida fra mille difficoltà ma con la medesima voglia di vincere. «Preparare la partita con le attuali voci di mercato non è stato semplice - confessa il tecnico - ma confido nella serietà e professionalità dei giocatori, li conosco e mi fido ciecamente sul fatto che tutti saranno concentrati per dare il meglio per la maglia della Triestina». E se le sconfitte delle rivali alimentano ancora flebili speranze, Tesser assicura che questo gruppo non ha nemmeno bisogno degli stimoli dati dagli altri risultati: «La voglia del gruppo nel credere di poter centrare questa impresa non è motivata dai risultati delle altre, chiaro che se quelle davanti fanno male può arrivare un po' di convinzione in più, ma questo gruppo ha dimostrato fin da quando è partito di voler provarci, esserci e lottare. È stato fatto in tutte le partite e l'hanno dimostrato anche a Vicenza, rendendo la vita difficile a una squadra estremamente forte. La squadra ci prova, è consapevole della difficoltà, di tante situazioni non positive legate anche al mercato, ma ha lottato fino adesso e sono convinto che lotterà fino in fondo insieme a noi dello staff». TRA RIENTRI E ASSENZE Almeno stasera, comunque, tutti i nomi chiacchierati sono ancora qui, da Gunduz a Ionita, da Jonsson a Tonetto, sul quale pare crescere il pressing del Vicenza. Tesser recupera Silvestri e proprio Tonetto, ma l'assenza di Vicario si aggiunge a quelle di Silvestro, Louati e Moises. Colpiti dall'jnfluenza inoltre Palma e Attys: Tesser voleva riportare quest'ultimo in panchina visto che sta lavorando bene. Crnigoj invece risente ancora del colpo alla coscia e partirà dalla panchina. Il tecnico dice che vorrebbe reinserire dal primo minuto almeno uno fra Silvestri e Tonetto: la sensazione è che sarà il difensore centrale, con Anzolin che potrà tornare a fare il terzino sinistro. In mezzo al campo il favorito per sostituire Crnigoj sembra Voca (stavolta ci sarà anche D'Amore a poter dare una mano nel reparto in corso d'opera), mentre davanti è probabile che con due sole punte disponibili Tesser mandi in campo solo Kljajic, tenendosi Faggioli di rincalzo. Ci sarà quindi l'impiego dei due trequartisti Gunduz e D'Urso, con il turco che potrebbe addirittura giocare a fianco di Kljajic. INCOGNITA ALCIONE Di fronte un Alcione che era partito forte per poi spegnersi nelle ultime giornate del 2025. Ma Tesser non si fida: «Affronteremo un'ottima squadra, creata per essere competitiva e rimanere in posizioni alte di classifica. Sono partiti molto bene e nell'ultima parte hanno accusato una leggera flessione, ma sono e restano una buonissima squadra. Si ricomincia ed è sempre un punto di domanda per tutti quando si torna dopo una sosta: questo aumenta il coefficiente di difficoltà in aggiunta all'ottimo livello dell'avversaria».