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  1. CITYSPORT.NEWS DI LUNEDÌ 20 MAGGIO 2024 https://www.citysport.news/download/CS-20maggio2024.pdf
  2. LUNEDÌ 20 MAGGIO 2024 - Volare bassi e restare concentrati in vista di gara 2. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", Jamion Christian detta l'approccio che la sua squadra dovrà avere nel match che domani sera porterà Forlì e Trieste nuovamente in campo sul parquet della Unieuro Arena. «In gara 1, contro un'avversaria che nel corso di tutta questa stagione ha dimostrato di essere molto forte, abbiamo giocato una delle migliori partite del campionato – l'analisi del coach statunitense –. Abbiamo vinto la prima ma, di certo, quella in programma domani sarà una sfida molto diversa. Troveremo ad aspettarci un'avversaria ferita, che interpreterà il match con la cattiveria agonistica e la determinazione necessaria per provare a portare in parità questa serie. Dovremo essere preparati al clima che ci sarà sul parquet, pronti ad affrontare i momenti difficili della partita». Un po' quello che è successo alla fine del terzo quarto quando, avanti di 20, Trieste ha subito un parziale di 10-0 che ha riaperto il match. Potenziale pericolo gestito con grande maturità dalla squadra che, avvalendosi del rientro in campo di Ruzzier, ha saputo bloccare sul nascere i tentativi di rimonta forlivesi. «Intanto voglio fare i complimenti al pubblico di Forlì che nonostante una partita difficile ha sostenuto e incoraggiato i giocatori fino alla fine. Per quanto riguarda noi – conclude Christian – in questo campionato ci siamo compattati nelle difficoltà venendo a capo di soluzioni che, visti i tanti infortuni, non erano facili da gestire. Ora che siamo al completo quel lavoro ce lo ritroviamo, siamo una squadra nella quale ogni giocatore si spende per aiutare l'altro e questo fa la differenza in campo». LE ALTRE La Fortitudo Bologna imita Trapani e, battendo 67-58 la Sebastiani Rieti, si porta 1-0 nella serie contro i laziali. Dall'altra parte del tabellone sfida combattuta a Cantù dove la San Bernardo soffre ma regola in volata 64-61 una Old Wild West Udine confermatasi degna avversaria nonostante l'assenza pesante di Jason Clark. - Nella prima parte di stagione l'olandese Daishawn Redan, in particolare con D'Urso trequartista e Lescano faro d'attacco, aveva contribuito alle fortune di una Triestina quasi da record nel girone d'andata, 39 punti spesso trainati dalle magie proprio del settore offensivo. Lo scrive Guido Roberti: corrono i ricordi alla doppietta di Legnago o alla tripletta di Alessandria. La primavera, quasi come si fa con un abito riposto nell'armadio, ha fatto un po' dimenticare l'impatto di Redan sul campo, e proprio nelle ultime settimane è stato rispolverato con risultati evidenti. Un ottimo giocatore che in caso trovasse continuità di rendimento e portamento avrà certamente gioie future nel calcio. Gol all'andata al Benevento, palo che grida vendetta nel Sannio. Una delle tante occasioni create al Vigorito. Il congedo dell'olandese con le inevitabili note di rammarico. «Abbiamo avuto tante buone occasioni per segnare a Benevento, siamo stati decisamente sfortunati anche con i pali, due stasera oltre ai due all'andata. Alla fine hanno portato a casa loro la gara». Dopo 90 minuti di battaglia, logica delusione nel gruppo squadra, che ci ha creduto fino alla fine. «Chiaramente tutti erano tristi in spogliatoio perché volevamo proseguire nel nostro cammino ai play-off». Sul rendimento nel corso nell'anno, un po' come tutti, ci sono stati momenti differenti, di condizione, di rendimento, di motivazione. "Ho avuto un po' di alti e bassi" confida il numero 9 che chiude la stagione con un bottino di 10 gol in campionato più uno nei play-off. «Sono partito credo bene, poi ho avuto un infortunio che mi ha fermato un po', nel mezzo il cambio di mister e quando mi sono ripreso c'è voluto tempo per adattarmi al nuovo sistema di gioco, questo ha determinato un po' di alternanza nel rendimento». Dell'uscita di scena in Campania, scandita dagli applausi dello sportivo pubblico beneventano, rimarrà l'orgoglio. «Tutti noi sabato volevamo vincere, credo sia una cosa normale. Abbiamo dato tutto, anche nel secondo tempo nel quale abbiamo dato battaglia, ci siamo aiutati l'uno con l'altro, purtroppo siamo stati sfortunati, decisamente, e non siamo riusciti ad andare avanti in questi playoff». Sul futuro dell'olandese si vedrà. Le porte del destino hanno fatto cozzare quel pallone sul palo al Vigorito, un peccato perché alcuni uomini chiave parevano tornati ad ottimo livello.
  3. DOMENICA 19 MAGGIO 2024 - Il progetto è quello dei quarti di finale vinti contro Torino: portarne a casa almeno una per poi cercare di blindare il passaggio del turno confidando sulla spinta del popolo del PalaTrieste. Nei quarti di finale il tema è stato svolto alla perfezione, al punto che ne è scaturito un 3-0. Lo scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo": stavolta - si comincia oggi alle 18 - si bussa alla porta dell'Unieuro Forlì, la squadra che ha vinto il girone rosso e ha conquistato la Coppa Italia. L'unica formazione a poter ritenersi alla pari con Trapani, dominatrice del girone verde e vincitrice della Supercoppa. Forlì è senza Kadeem Allen e non è un'assenza da poco. Ha qualche pedina che l'età da pischello l'ha passata da un pezzo (Cinciarini ne chiama 41) ma coach Martino, non a caso premiato come miglior coach della regular season, nei quarti contro Vigevano ha ruotato le pedine a disposizione benissimo. L'Unieuro ha dimostrato che alla bisogna tutti sanno essere protagonisti, da Valentini a Zampini, d Radonjic a Dada Pascolo. Trieste sbarca in Romagna con fiducia e un'autostima esaltata dal "cappotto" inflitto a Torino. Forlì è passata infatti solo in gara4 contro Vigevano. Nella sua analisi prepartita per una volta Jamion Christian non nasconde l'ottimismo. «Abbiamo una squadra di professionisti davvero forti che capiscono cosa serve in questo periodo dell'anno perchè hanno già attraversato questo tipo di percorso nelle loro carriere. Abbiamo messo insieme un'altra grande settimana di lavoro. Quello che dico ai ragazzi è che non c'è tempo per rilassarsi, man mano che la pressione aumenta, dobbiamo continuare a migliorare». In merito agli avversari il coach biancorosso si attende una sfida molto tattica. «Quest'anno contro di noi in difesa hanno giocato a zona, hanno giocato a zona match-up, hanno giocato un po' di 2-3, hanno fatto un po' di pressing. Anche l'assenza di Allen concorrerà a rendere le partite più tattiche. Restano comunque una squadra molto fisica, in grado di giocare forte anche nell'uno contro uno. Un esempio è Zampini, Senza dimenticare Cinciarini e la sua capacità di segnare da fuori. Quando guardo i suoi filmati, non vedo un 41enne ma un ragazzo ancora in grado di dominare le partite. Infine Xavier Johnson può dominare nel pitturato, anche in fase offensiva e a rimbalzo». I PRECEDENTI Sono due i precedenti nella stagione regolare. Questa è l'unica serie tra squadre provenienti dallo stesso girone, il Rosso. Un successo a testa, con fattore campo rispettato in entrambe le gare. All'andata (26 novembre) vittoria interna di Trieste 79-62, grazie a un devastante break di 30-13 nell'ultimo quarto. Per i biancorossi 21 punti di Brooks e 19 di Reyes con 15 rimbalzi. Per l'Unieuro invece 17 punti e 10 rimbalzi di Xavier Johnson e 15 punti di Allen, il grande assente di questi play-off. Nel match di ritorno, il 4 febbraio, vittoria larga dei romgnoli sempre avanti nel punteggio, con 20 punti di Allen e 18 di Johnson con 22 rimbalzi. Trieste si era presentata senza Reyes infortunato e si aggrappò ancora a Brooks (20 punti) e Vildera (19, con 11 rimbalzi). Le due formazioni si erano affrontate, con successo triestino, anche nel torneo di Lignano ma erano entrambe largamente incomplete: Trieste senza Bossi e Ruzzier, Forlì con i due Usa lasciati a riposo. Da ricordare inoltre che nel corso della stagione la Pallacanestro Trieste ha aggiunto Leo Menalo mentre l'Unieuro si è potenziata sotto canestro con l'ex biancorosso Daniele Magro che ha messo ai margini delle rotazioni il friulano Zilli. - Un'uscita di scena con l'onore delle armi, un copione ben recitato dalla cintola in su dagli alabardati, vanificato dagli errori in impostazione sul pressing avversario. Lo scrive Guido Roberti: alla Triestina gli applausi meritati del pubblico sannita al rientro degli spogliatoi sono la prova che il duello sui 180 minuti con il Benevento è stato alla pari. Bordin si è giocato le stesse undici carte iniziali, quella gioia del vantaggio al pronti-via è durata poco. «La squadra ci ha provato fino alla fine e anche questa volta siamo stati abbastanza sfortunati» commenta Bordin. «Dopo il vantaggio abbiamo regalato al Benevento due gol, perdendo palla in uscita. Loro peraltro hanno fatto due bei gol, noi per contro abbiamo preso due pali. Per i miei ragazzi mi dispiace molto, peccato perché davvero ci hanno provato fino alla fine. Bisogna purtroppo accettare il verdetto». La fase difensiva ha di fatto vanificato ciò che di buono l'Unione aveva fatto dalla cintola in su. Tanto all'andata quanto nel ritorno l'Unione si è espressa bene in attacco. Non è bastato per qualificarsi. «Quando siamo riusciti ad uscire con la palla partendo dal basso abbiamo fatto cose buone, abbiamo pagato qualcosa in fase difensiva ed è logico che abbiamo concesso qualcosa nel finale, eravamo anche stanchi. Peccato davvero perché due volte abbiamo colpito il palo e sarebbero stati i gol per pareggiare la partita». L'avventura di Bordin, dopo l'esonero schock di Tesser, era iniziata male, con 4 sconfitte consecutive. La squadra poi ha raddrizzato la barra ed esce di scena dopo la disputa di due tra le migliori partite, anche in relazione all'avversario. «Mi spiace per la società perché ci credevamo, dopo aver fatto quel gol avremmo dovuto giocare senza rischiare niente. Hanno però dato tutto i ragazzi». Alcuni giocatori protagonisti della stagione non hanno potuto prendere parte alla sfida, Celeghin e Lescano. «Purtroppo ho dovuto spendere un cambio con l'infortunio di Malomo, per come si è sviluppato il gioco l'ho impostata così, cercando di favorire i fraseggi».
  4. SABATO 18 MAGGIO 2024 - A Benevento l'Unione si gioca tutto in una gara. O vince o è out. È la legge dei play-off quando non si è teste di serie e dopo il pari del primo round. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", nel capoluogo del Sannio il clima è caldo ma non caldissimo. Quando in tre anni si precipita dalla massima divisione alla terza serie la delusione si fa sentire. Ne sa qualcosa il popolo alabardato che vissuto una situazione simile o anche peggiore nel 2012. Così oggi il Vigorito non sarà certo silente ma meno caliente di un tempo. A ieri erano stati staccati poco più di 3.500 tagliandi e le proiezioni danno circa cinquemila presenze in un impianto che ne puo' ospitare quasi ventimila. In quel contesto comunque l'Unione cercherà di fare un'impresa. IL tecnico dei giallorossi, che recupera Benedetti, sta giustamente in campana: «Niente è deciso, la Triestina ha dimostrato il suo valore e noi commetteremmo un grave errore a gestire la situazione favorevole prima di entrare in campo». L'estate difficile con i propositi dello storico presidente Vigorito di mollare tutto per poi tornare sui suoi passi, l'avvio di campionato difficile (esonero di Andreoletti per Auteri), il finale di regular season non impeccabili hanno smorzato l'entusiasmo della piazza campana. Eppure il pareggio di Trieste è stato accolto con ottimismo nonostante la coda polemica per il gol finale dei campani non convalidato. Nervosismo che ha bruciato il play-off dello squalificato Pinato ma non la consapevolezza dei tifosi giallorossi di avere il pass per i quarti a portata di mano. E questa presunzione di superiorità o comunque di avere in mano due carte (pari e vittoria) per mettere fuori pista la Triestina è un aspetto che il mister di casa Auteri deve tentare di esorcizzare. Bordin invece più che occuparsi dell'aspetto psicologico di un gruppo che non ha niente da perdere deve gestire le energie della sua squadra. Il calo evidente nel finale del primo round può costare molto caro alla Triestina perché il Benevento in casa in questa stagione sbaglia poco e sa affondare. L'Unione tuttavia martedì sera ha dimostrato, specie nel primo tempo, di avere le armi per mettere in difficoltà l'avversario. Bordin ha condotto ieri mattina l'ultimo allenamento, poi la partenza con il charter per Bari, e in serata l'arrivo nell'hotel a una trentina di chilometri dal Vigorito. «Dopo la prestazione di martedì, la squadra è consapevole di poter far bene. Abbiamo disputato un ottimo primo tempo e anche nella ripresa, nella quale abbiamo concesso sì un po' di campo ma facendo comunque bene – dice il tecnico alabardato - Abbiamo ancora tempo per valutare alcune situazioni e sensazioni». Oggi anche gli avversari dovranno gestire il logorio da partite ravvicinate. «E' ovvio che se ci fosse stato qualche giorno di riposo in più, sarebbe stato il top per recuperare un po' di energie dal momento che la partita è stata molto dispendiosa. – continua Bordin - Ma la squadra anche oggi ha lavorato bene, l'importante è l'approccio e l'atteggiamento con il quale scenderemo in campo, i tre giorni tra andata e ritorno ci sono sia per noi che per loro». Almeno in questo tour de force l'allenatore ha a disposizione tutti i giocatori. Mancherà solo il portiere Agostino la cui distorsione pur non gravissima alla caviglia rimediata martedì lo costringerà a qualche settimana di stop. Ma la Triestina farà la partita o aspetterà il Benevento? «Agostino purtroppo è infortunato anche se le sensazioni del ragazzo sono positive e siamo fiduciosi, gli altri sono tutti disponibili. Il Benevento non credo si metterà a difendere l'uno a uno, credo sarà una bella partita, cercheremo di essere aggressivi con alcuni accorgimenti che ci permettano di non rischiare». Dopo la prova con la Giana la prestazione del Rocco ha ridato un po' di fiducia all'ambiente creando qualche crepa anche nei tifosi più scettici (una cinquantina arriveranno in Campania) «Tutto il gruppo ha capito la fiducia della società, non solamente da oggi ma da sempre. Ci hanno messo nelle migliori condizioni per viaggiare non solo in vista di domani ma in tutte le partite, sostenendoci sempre a partire da Alex Menta e Morris Donati. Tutti hanno sempre caricato l'ambiente e sostenuto il gruppo, quando le cose andavano bene e soprattutto quando andavano male». Bordin, come sempre anzi di più, non lascia trasparire nulla sullo schieramento titolare. Ormai il mister sorprende sempre, nel bene o nel male. L'ipotesi è di una difesa quasi intoccabile, un ingresso sulla fasce (Pavlev), un inserimento davanti (Vertainen). La vera sorpresa spetta ai giocatori. Vincere e andare avanti potrebbe schiudere orizzonti inaspettati. Anche per chi ha reso da lunedì il Rocco off-limits. Un cammino finale dei play-off a Fontanafredda entrerebbe nella storia. - Intanto, si scrive nuovamente della questione-stadio: come scrive Laura Tonero, dopo l'accordo firmato lo scorso 19 aprile tra il Comune e la Triestina Calcio – che ha consentito di superare l'impasse generata dalla programmazione dei concerti di Ultimo Max Pezzali al Nereo Rocco in periodo di play off – ora per il municipio si apre la partita della gestione dell'impianto di Valmaura. Resterà diretta da parte dell'amministrazione comunale o sarà data in concessione alla Triestina? Questo tenendo in considerazione che il Comune spende circa un milione all'anno per la gestione del Rocco dove, è bene ricordarlo, convivono anche altre realtà. A cominciare dalle Federazioni sportive e dal Coni. La società alabardata presieduta da Ben Rosenzweig ha già manifestato in più occasioni l'interesse a una gestione diretta del Rocco, anzi lo vorrebbe per 25 anni. Ma con quale modalità, visto che si tratta di un bene pubblico. «Attraverso l'accordo siglato lo scorso aprile – ha precisato ieri l'assessore con delega agli impianti sportivi Elisa Lodi, nel corso della seduta della quinta Commissione presieduta da Manuela Declich – le parti hanno deciso di disciplinare i loro rapporti in vista dei due eventi musicali, ma anche in relazione a un progetto futuro volto alla gestione del Rocco». Ma andiamo con ordine: l'accordo fissa al 30 giugno 2025 la scadenza della convenzione che regola l'utilizzo dello stadio da parte dell'Unione per tutti gli impegni del campionato di calcio. «Qualora entro quella data non ci fossero ancora le condizioni per una gestione diversa, il Comune provvederà a perfezionare con la Triestina una nuova concessione per l'utilizzo del Rocco», ha spiegato il direttore del Servizio strutture sportive del Comune Fabio Cipriani. La questione Rocco, Triestina e concerti è stata trascinata in Commissione da una mozione del capogruppo di Adesso Trieste Riccardo Laterza, presentata ieri dal consigliere comunale Kevin Nicolini. Se il Comune optasse per la gestione esterna dell'impianto «dal punto di vista della normativa – così Cipriani – trattandosi di un impianto in grado di generare rimuneratività per l'eventuale gestore privato, il Comune dovrebbe aprire una procedura a evidenza pubblica, quindi una gara per l'affidamento». Esiste però anche la possibilità di affidare la concessione a un soggetto che presenta un project financing «che preveda – ha spiegato il direttore – oltre alla gestione anche una serie di interventi dal punto di vista strutturale della manutenzione straordinaria o altri generi di lavori». Trattandosi ora di un impianto a gestione diretta da parte del Comune – costruito tra l'altro con denaro pubblico, con il campo appena riqualificato grazie a un importante finanziamento regionale – la possibilità di darlo in gestione a un soggetto esterno dovrà essere vagliata dal Consiglio comunale. Poi un contratto andrebbe a disciplinare i confini dell'utilizzo. Dare in gestione lo stadio, ad esempio, per 20-25 anni, significherebbe lasciare al gestore privato anche la possibilità di organizzare eventi diversi da quelli previsti dall'attività della Triestina, quindi altri eventi sport ivi e pure musicali. Questo senza doversi confrontare con il Comune. L'accordo Comune-Triestina prevede che il Rocco ora sia a disposizione del Comune dal 20 maggio al 30 giungo per lo svolgimento degli eventi musicali. Per lo stesso periodo l'Unione ha già ottenuto dalla Lega Pro l'autorizzazione a disputare le partite di play off allo stadio Omero Tognon di Fontanafredda. Oggi a Benevento il verdetto a riguardo.
  5. VENERDÌ 17 MAGGIO 2024 - Nell'ambiente alabardato continua a esserci grande fiducia in vista della partita di ritorno di domani a Benevento (inizio 20.30), nella quale la Triestina dovrà per forza vincere per qualificarsi e accedere al secondo turno della fase nazionale dei play-off. Come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", lo hanno detto tecnico e giocatori subito dopo il match del Rocco, lo ha dimostrato la società organizzando un volo charter per andata e ritorno immediato per agevolare la squadra e predisponendo le strutture di sicurezza a Fontanafredda per le eventuali prossime gare. Ma per pensare ai turni successivi bisogna prima vincere al Vigorito: cosa deve fare l'Unione per riuscire nell'impresa? Ovviamente sarà Bordin a decidere tattica, formazione e strategie che riterrà opportuni, ma qualche considerazione si può già farla. Per spiegare il calo nella ripresa di martedì, il tecnico ha parlato di un'inevitabile stanchezza fisica a causa della partita ravvicinata col Giana, ma in questi casi conta anche la stanchezza psicologica di giocatori non proprio abituati ad affrontare ogni tre giorni partite da dentro o fuori. Per dare freschezza nella partita di andata, Bordin ha saggiamente apportato molte modifiche inserendo elementi importanti che non giocavano da tempo: sicuramente freschi sul piano fisico, ma senza il ritmo partita per durare a lungo. È il caso, ad esempio, di D'Urso e Redan, ma anche dello stesso Petrasso. Bisogna, in sostanza, scegliere che strada prendere per domani: privilegiare la brillantezza iniziale che non dura a lungo o puntare sulla solidità per tenere il risultato e poi giocarsi tutte le fiche di qualità e velocità nel finale? È tutta qui la chiave per riuscire a risolvere il rebus del Vigorito, perché avere una squadra che si fa a tutta birra 90 minuti è impossibile. Sarà pertanto fondamentale la scelta dei singoli da parte di Bordin, soprattutto dalla cintola in su, anche alla luce delle loro condizioni fisiche dopo il primo round di martedì. Proprio per quello che hanno speso martedì, potrebbe anche essere che D'Urso e Redan vengano utilizzati nel finale, con meno minuti da giocare e squadre più stanche, in modo da poter fare la differenza. Con questa soluzione, potrebbe essere El Azrak a partire dal primo minuto, mentre in attacco potrebbe essere il momento di Vertainen, con la sua fisicità capace di fare a sportellate con la difesa avversaria, oltre a offrire qualche potenziale pennellata di qualità. E poi c'è Lescano che in fondo ha segnato 16 gol in regular season, anche se ultimamente è stato messo un po' da parte: il suo feeling con la rete potrebbe tornare utile, ma si è visto più volte che fa fatica a entrare in partita in corso. Senza dimenticare Minesso, che in questi play-off sta ammirevolmente sgobbando e macinando chilometri. Il pallone però verso gli attaccanti bisognerà portarlo: a centrocampo si è visto come Bordin non possa rinunciare a Correia e Vallocchia (anche se Fofana e Celeghin sono serie alternative), ma sugli esterni quasi sicuramente si rivedrà la verve di Pavlev, che giocherà a sinistra se Germano come pare s arà confermato a destra. In difesa invece non ci sono problemi di scelta: la retroguardia schierata martedì, con il rientro di Struna e Malomo messo a destra, ha tenuto bene, e nel caso c'è sempre un Moretti affidabile da utilizzare.
  6. GIOVEDÌ 16 MAGGIO 2024 - «In finale ci vogliamo arrivare. Forlì è forte ma abbiamo consapevolezza dei nostri mezzi: la serie contro Torino ci ha dato risposte significative, noi ci crediamo». Stefano Bossi, intervistato da Lorenzo Gatto alla vigilia della gara-uno in programma domenica alle 18 alla Unieuro Arena, non si nasconde. La squadra arriva a queste semifinali in fiducia, grazie al rotondo 3-0 strappato alla Reale Mutua Torino, risultato propiziato dal doppio successo strappato dai biancorossi al PalaRuffini. «Vincere due partite in trasferta è stato un segnale per noi importante – sottolinea Stefano – ci è servito per capire che affrontare questi play-off senza l'ausilio del fattore campo non determina necessariamente l'esito della serie. Certo, vincere a Forlì non sarà semplice, ma lo abbiamo fatto per due volte a Torino e possiamo ripeterci. Alla fine quello che il nostro giemme Michael Arcieri ha sempre ripetuto anche nei momenti più difficili si sta rivelando esatto. La cosa importante era arrivare pronti nel momento decisivo della stagione». Difficile, però, spiegare l'evoluzione di una squadra che, dopo aver balbettato nel corso di stagione regolare e fase a orologio perdendo praticamente tutte le sfide in trasferta contro le dirette concorrenti alla promozione, ha improvvisamente cambiato marcia. «In realtà è meno difficile di quanto si pensi – continua Bossi – semplicemente siamo tornati al completo nel momento decisivo e stiamo sfruttando al massimo il potenziale di una squadra che, non dimentichiamolo, in fase di presentazione del campionato era considerata da tutti come una delle grandi favorite per la promozione. Perdere certe partite non ci ha fatto piacere, avremmo potuto anticipare il recupero di alcuni giocatori ma la scelta di aspettarli per ritrovarli in buone condizioni sta pagando. L'assenza di Reyes e Vildera si è fatta sentire, la mancanza di un giocatore di esperienza come Filloy è stata fondamentale ma oggi stanno bene e questo può fare la differenza. Le loro assenze hanno fatto crescere tutto il gruppo: in queste partite di play-off chi come me, Ferrero o Deangeli spende qualche minuto in meno sul parquet è pronto a dare tutto in pochi minuti sfruttando proprio le maggiori responsabilità che si è trovato a gestire nei mesi scorsi». Sulla prossima avversaria, parole di grande rispetto da parte di Bossi. «Si meritano tutto il nostro rispetto e la nostra considerazione – conclude Stefano – hanno vinto stagione regolare e coppa Italia grazie a un impianto di gioco estremamente efficace. L'infortunio di Allen, inevitabilmente, peserà ma hanno un roster di qualità con tanti italiani che possono giocare da protagonisti sopperendo all'assenza del loro straniero». - Dopo la prova mediocre, per usare un eufemismo, di sabato con la Giana Erminio in pochi si sarebbero aspettati una Triestina capace di mettere in difficoltà una corazzata come il Benevento. Lo scrive Antonello Rodio: in pochi anche nei 4.300 tifosi (non una folla) che, nonostante la diretta tv in chiaro, hanno acquistato il biglietto per sedersi al Rocco martedì sera. Ma si sa che lo zoccolo duro triestino non si tira indietro, nonostante le delusioni, e questo è un aspetto positivo nel presente e in chiave futura anche se ci si aspetta una platea più corposa. La Triestina ha mostrato due facce: quella brillante sia nel gioco che nel risultato (e il raddoppio sarebbe stato meritato) e quella oggettivamente in affanno quantomeno dopo il pareggio-prodezza di Lanini. Il pubblico addossa la responsabilità ai cambi operati da Bordin. Certamente le scelte del tecnico hanno avuto un peso ma vanno contestualizzate. In fondo le scelte di giocare con un fronte offensivo mai visto (D'Urso-Minesso-Redan) che potevano suscitare perplessità si sono rivelate azzeccate. Il pressing di questi giocatori brevilinei, la capacità e la qualità di fraseggiare palla a terra, la freschezza di uomini meno utilizzati nella parte finale del campionato hanno creato non poco imbarazzo ai campani. Quindi, per quanto riguarda il tecnico, è stata ottima la lettura nella preparazione della gara, meno quella in corso di partita. Non ci sarà mai controprova, perché esiste anche un avversario con tante frecce al suo arco, ma il sacrificio di un Minesso ancora pimpante, il mancato ingresso di una punta (Lescano o meglio ancora Vertainen) capace di far abbassare un po' meno la linea, l'utilizzo di Ballarini con pochissimi minuti nelle gambe, non hanno mitigato la pressione del Benevento. E nella contingenza va sottolineata con il giusto peso la defezione di Agostino, la cui sostituzione ha tolto la possibilità di utilizzare un giocatore fresco in più nel finale in sofferenza. È evidente poi che l'esperienza di Auteri (mister con cinque campionati vinti un po' come Tesser) nelle accese contese dei play-off si è vista soprattutto nei cambi offensivi. Il mister dei campani ha tolto le punte meno mobili (Ferrante) per inserire giocatori più agili e di talento come Ciciretti e la scelta ha modificato il trend della partita nei 20' finali. Ma il down della Triestina nell'ultima mezz'ora ha una spiegazione più strutturale. L'Unione era reduce da un match concluso martedì sera, il Benevento era fermo da oltre due settimane. E si sa quanto le squadre di C soffrano anche in campionato i turni infrasettimanali. Così Bordin, e lo ha dichiarato, ha sì inserito forza fresca in avvio ma anche giocatori (Redan, D'Urso, Struna e lo stesso Petrasso) che non disputavano da settimane una gara dall'inizio. E questo aspetto, assieme al grande lavoro svolto in pressing, ha sfiancato soprattutto Redan e D'Urso (peraltro anche ai bei tempi usciva dopo un'oretta) la cui qualità si è vista in modo palese. Questi due elementi assieme agli aggiustamenti di un avversario strutturato e con la panchina lun ga, spiegano il finale alabardato in affanno. L'importanza di essere teste di serie in questo turno non dà solo il vantaggio di avanzare anche in parità ma quello di poter risparmiare un turno. Non è un caso che tutte, Benevento a parte, martedì sera si siano imposte fuori casa. La Triestina, e questo è un deficit ascrivibile a squadra e allenatore, si è mangiata con Virtus Verona, Novara e Padova la chance di essere la migliore quarta. Nell'ottica tuttavia del match di sabato al Vigorito questo squilibrio atletico-mentale di partenza tra le due contendenti non ci sarà. La società peraltro ha costruito le migliori condizioni possibili per limitare al massimo i disagi della trasferta. E poi il Benevento, che resta favorito per il passaggio ai quarti per effetto del risultato e per il vantaggio ambientale, martedì al Rocco ha dimostrato dopo la rete di Redan una vulnerabilità sorprendente per una formazione costruita per scalare la categoria. Insomma all'Unione sabato sera, con l'obbligo di vincere, servirà comunque un'impresa ma in 90' di clima play-off è possibile. Se tutti ci credono. E a questo proposito il club ieri ha fatto due scelte che vanno nella direzione di creare le condizioni migliori per proseguire nell'avventura play-off. Per limitare al massimo i disagi della trasferta il club ha deciso di affrontare la trasferta con un oneroso volo charter da usare all'andata e al ritorno (utilissimo in caso di passaggio del turno con la partita già martedì) consentendo a Bordin la rifinitura domani mattina. La società inoltre fa sapere che a spese proprie sta predisponendo le strutture di sicurezza a Fontanafredda per consentire lo svolgimento delle eventuali prossime gare con il pubblico e non a porte chiuse. Due segnali inequivocabili sullo sforzo di tutti per andare fino in fondo. O almeno di non lasciare nulla di intentato.
  7. MERCOLEDÌ 15 MAGGIO 2024 - Solo una prodezza di Lanini, una traversa e un palo tolgono alla Triestina la gioia di una sorprendente vittoria. Come scrive Ciro Esposito su "Il Piccolo", il pari tiene aperto ancora aperto il discorso qualificazione al secondo turno dei play-off ma mette il Benevento in pole position. Ai campani sabato al Vigorito basterà non perdere. Bisogna tuttavia dar atto a Bordin e ai suoi ragazzi di aver fatto vedere un gran primo tempo timbrato da Redan e una ripresa ordinata e in sofferenza solo nel finale legittimando comunque il risultato e la sua forza. LE FORMAZIONI Bordin si avventura in un turnover pesante che sorprende tutti. In difesa torna Struna al centro e Malomo va destra e Rizzo a sinistra. Il sacrificato di turno è il giovane Moretti. Sulle fasce Petrasso viene opzionato a destra al posto di Germano che va sull'altra fascia mentre le uniche conferme sono Vallocchia e Correia. Ma la vera rivoluzione è nella fase offensiva affidata al redivivo D'Urso (scelta alla fine azzeccata) e alla coppia inedita composta da Redan e Minesso. Auteri risponde con il suo classico 4-3-1-2 che ha in Lanini e Ferranti le frecce offensive. INIZIO OK L'Unione comincia con buon piglio e un interessante pressing alto e davanti sale in cattedra D'Urso con alcuni cross morbidi che mettono in difficoltà la retroguardia campana ma non sono raccolti dai compagni. Con il passare dei minuti sono tuttavia i ragazzi di Auteri a pungere con alcune verticalizzazioni ispirate da Pinato. Una volta superato il primo pressing infatti gli ospiti si trovano praterie per avanzare verso la porta di Agostino. IL VANTAGGIO Il Benevento dopo il 20' dà la sensazione di poter affondare ma insiste troppo con le conclusioni imorecise. E la Triestina punisce i campani. Vallocchia trova un ottimo assist per Redan che di destro fredda Paleari (25'). L'Unione è in un momento favorevole e una punizione dai venti metri ben calciata da Petrasso sfiora l'incrocio dei pali. PALO E TRAVERSA Gli alabardati insistono e vanno vicinissimi al raddoppio al 30': D'Urso innesca il contropiede, Vallocchia incespica e sulla conclusione deviata di Germano la palla finisce sul palo. Passano 3' e una staffilata dalla distanza di Vallocchia sbatte sulla traversa. Il Benevento è in sofferenza davanti a un'Unione che gestisce con precisione la palla. La Triestina chiude meritatamente in vantaggio un'ottima prima frazione. LA RIPRESA L'Unione apre le danze con un sinistro velenoso di D'Urso che finisce a lato non di molto. Ma l'Unione comincia ad abbassarsi sotto la spinta dei campani. Le energie di D'Urso e anche Redan cominciano a venire meno e la qualità delle giocate scende. Purtroppo Agostino, fin al momento impeccabile si infortuna. Entra Matosevic. Auteri inserisce Ciciretti per Ferrante. Come vuole la logica il Benevento tiene l'iniziativa ma è approssimativo nella fase di rifinitura anche perché gli labardati si difendono con ordine. LE STAFFETTE Bordin cambia uno stanco e bravissimo D'Urso con Ballarini mentre El Azrak prende il posto di un generoso Minesso. I due entrati si posizionano alle spalle di Redan. Le squadre sembrano entrambe in sofferenza atletica e il ritmo si abbassa ma anche crescono gli spazi. LA PRODEZZA Al Benevento serve un colpo e lo trova al 30' con un destro a giro di Lanini sul quale Matosevic non può nulla. Davvero una prodezza che rilancia le ambizioni dei campani e mortifica gli alabardati. Bordin dà il cambio a Struna e Petrasso con Ciofani e Anzolin. IL FINALE Il Benevento nel finale si mette a fare la partita e Matosevic si supera in due occasioni bene e in modo eccellente su Ciciretti. Va bene così con qualche rimpianto - Entra nel vivo la preparazione della Pallacanestro Trieste in vista della semifinale play-off che da domenica, palla a due alle 18 sul parquet della Unieuro Arena, vedrà i biancorossi in campo contro Forlì. Lo scrive Lorenzo Gatto: buttatasi alle spalle la serie contro Torino e il secco 3-0 che le ha consentito di proseguire il suo cammino verso la promozione, la formazione di Jamion Christian sta lavorando per preparare una serie che, visto il valore di un'avversaria che ha vinto stagione regolare e Coppa Italia, eleverà il livello di difficoltà sul parquet. Da una parte una Trieste che sta bene, ha ritrovato l'organico al completo e una grande fiducia nei suoi mezzi, dall'altra una Forlì che sta faticosamente cercando di trovare nuovi equilibri nelle rotazioni dopo l'infortunio che l'ha privata di Kadeem Allen. Contro Vigevano, eccezion fatta per la gara malamente persa in gara3, la formazione di Martino ha confermato di possedere un impianto di gioco solido nel quale gli italiani, a turno, hanno saputo recitare un ruolo da protagonisti. Biancorossi che lavoreranno sul parquet del PalaTrieste ancora per tre giorni poi, ricalcando il programma dei quarti di finale contro Torino (un po' di scaramanzia non guasta mai) partitanno in direzione Romagna per affrontare gara1 e il secondo episodio della serie in programma martedì 21 maggio alle 20.30. Poi il ritorno a casa per gara3, si gioca venerdì 24 maggio alle 20.30 e l'eventuale gara4 di domenica 26 maggio alle 18. PREVENDITA Parte la vendita dei biglietti delle semifinali sia al PalaTrieste che nella Filiale BCC Venezia Giulia di via Roma 18. In questa prima fase, che va da oggi a lunedì 20 maggio, tutti gli abbonati "Rebirth" potranno confermare oppure cambiare il proprio posto. PalaTrieste operativo oggi, domani e venerdì dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.30. Lo sportello Bcc, sempre nelle giornate di oggi, domani e venerdì sarà aperto invece dalle 10.30 alle 13.30. La conferma del proprio posto sarà possibile, da oggi fino a domenica 19 maggio, anche on line sul circuito Vivaticket inserendo il codice abbonato. PROGRAMMA Unieuro contro Trieste e Cantù contro Udine sono le semifinali del tabellone Oro. Nel tabellone Argento, Trapani sfida la Tezenis Verona mentre la Fortitudo Bologna se la dovrà vedere con la Sebastiani Rieti.
  8. MARTEDÌ 14 MAGGIO 2024 - Scampata per un soffio all'eliminazione sabato scorso con la Giana, la Triestina da stasera rimette le sue fiches sul tappeto della roulette dei play-off. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", alle 21, con diretta su Raisport, l'Unione ospita al Rocco il Benevento (arbitra Caldera di Como), la squadra campana che la sorte ha riservato agli alabardati per questo primo turno della fase nazionale. Come noto, ci si gioca la qualificazione con partite di andata e ritorno (sabato il secondo round a Benevento), ma nel complesso dei 180 minuti la Triestina dovrà necessariamente fare un gol in più degli avversari, che sarebbero invece qualificati a parità di reti in virtù del miglior piazzamento in regular season. Come tutte le gare dei play-off, tutto vivrà sull'equilibrio, i nervi e gli episodi, ma serve anche una conoscenza profonda dell'avversario. Proprio per questo, nonostante le poche ore a disposizione, mister Bordin assicura di aver già inquadrato le caratteristiche del Benevento: «Avevamo già visto alcune situazioni delle eventuali avversarie se avessimo passato il turno e tra queste anche il Benevento. Si tratta sicuramente di una buona squadra, che pratica il 3-4-3 o il 3-4-2-1: è una compagine molto tecnica che costruisce bene dal basso ma è abile anche nelle ripartenze, con giocatori importanti di qualità che hanno fatto categorie superiori. Insomma un avversario da affrontare con il piglio giusto. Ma noi giochiamo nel nostro stadio davanti ai nostri tifosi e vogliamo fare una buona prestazione». Alla domanda se, analizzando il Benevento rispetto a quelle che sono le caratteristiche dell'Unione, prevale la preoccupazione o la fiducia, Bordin preferisce sottolineare un altro concetto: «Direi che prevale piuttosto l'atteggiamento giusto che dobbiamo avere in campo, ovvero quello propositivo nel voler fare la partita. Per noi è importante non abbassarci come abbiamo fatto nel secondo tempo contro la Giana, anzi dobbiamo rimanere alti e cercare la riconquista della palla. È ovvio che non sarà semplice, ma dobbiamo provare a farlo. E di sicuro dobbiamo essere più propositivi rispetto all'ultima partita». Il tecnico alabardato non vuol nemmeno sentir parlare di gestione nell'ottica dei 180 minuti: per lui al momento esiste solamente il match di stasera, tutto il resto verrà dopo: «Non ragioniamo nell'ottica dei due incontri, meglio concentrarsi esclusivamente su questa partita che al momento è quella più importante. In questa o in quella di ritorno dovremo cercare di fare un gol più di loro per centrare la qualificazione, anche se non sarà semplice: concentriamoci per fare una buona gara e per cercare di vincerla in casa nostra, poi si penserà alla prossima». Sul fronte formazione mistero assoluto e Bordin non fa trapelare nulla, se non il rientro in gruppo di Celeghin, che con la Giana era in panchina per onor di firma causa un problema al ginocchio. Anche in considerazione degli impegni ravvicinati, è possibile che il mister cambi qualcosa. Non in difesa, dove davanti ad Agostino dovrebbe esserci il solito trio formato da Moretti, Malomo e Rizzo. Su gli esterni favorito ancora Germano a destra mentre Anzolin o Petrasso avanzano una candidatura sulla sinistra come alternativa a Pavlev. In mezzo non si dovrebbe prescindere da Correia e Vallocchia, assieme a loro Fofana se El Azrak verrà avanzato a fianco di una punta (Lescano o Vertainen), altrimenti lo stesso El Azrak e davanti due attaccanti fra Vertainen, Lescano e Minesso. LE ALTRE PARTITE. Stasera, ma con inizio alle 20.30, si giocano anche le altre partite di andata del primo turno della fase nazionale dei play-off. In questa tornata entrano in scena le terze classificate, quindi anche il Vicenza di Vecchi che sarà impegnato a Taranto. Queste le partite in programma: Atalanta U23-Catania, Juventus Next Gen-Casertana, Taranto-Vicenza, Perugia-Carrarese. - È stato l'ultimo ad arrendersi nella serie che la sua Torino ha giocato contro Trieste. Nel palasport che lo visto crescere e muovere i primi passi di una carriera che lo ha ormai consacrato play di assoluto livello per la categoria, Matteo Schina (intervistato da Lorenzo Gatto) è stato fiero avversario dei biancorossi. L'eliminazione subita nei quarti di finale, lo costringerà a vivere da spettatore questi play-off nei quali, seguendo il cuore, farà il tifo per la sua ex squadra. «Credo che Trieste abbia meritato la qualificazione perché si è presentata meglio e con la giusta fiducia alla fase decisiva della stagione. Noi, dalla sconfitta con Orzinuovi in poi, abbiamo avuto un netto calo: in questi play-off abbiamo recuperato energie e voglia di combattere, purtroppo non è bastato. Nei momenti decisivi, penso alle bombe di Filloy e Brooks in gara2 e al finale di partita in gara3, Trieste si è dimostrata più cinica». Passato il primo turno, si staglia all'orizzonte il profilo dell'Unieuro Forlì. La squadra che, assieme a Trapani, ha dominato stagione regolare e fase a orologio impreziosendo la sua annata con il successo della Coppa Italia ma che arriva a giocarsi la promozione senza il fondamentale apporto di Kadeem Allen. Un'assenza dal peso specifico enorme che rende quanto mai incerta la serie. «Sono dell'idea che Trieste si possa divertire – continua Schina – Con le due vittorie a Torino ha dimostrato che il fattore campo non è più così importante e che le trasferte non le fanno paura, in casa poi l'impatto del PalaTrieste resta un aspetto importante. Non mi sbilancio, se non altro per scaramanzia, ma credo che possa giocarsi le sue carte per proseguire il suo cammino in questi play-off». Play-off che proporranno sfide di grande interesse. «Dall'altra parte del tabellone Trapani-Fortitudo Bologna sembra una finale annunciata. La Fortitudo, al netto dell'infortunio che priverà Rieti di Hogue, resta la favorita per il fattore campo e l'ottima stagione disputata, Trapani è partita per vincere e sta rispettando i pronostici di inizio stagione. Tutta da vivere e da gustare, invece, la sfida tra Cantù e Udine. Credo sarà la serie più bella e combattuta, con due squadre che hanno fatto della qualità del gioco il punto di forza. Roster profondi, gioco corale, giocatori di esperienza che sapranno interpretare al meglio queste partite: difficile indicare chi saprà guadagnarsi la finale». Chiusa una stagione estremamente positiva, ancora da designare il futuro di Schina. «Il prossimo anno? Non so ancora niente, devo capire cosa vorrà fare Torino, direi che è ancora presto per stabilire dove giocherò».
  9. (OT) Di Forlì-Trieste parliamone nel topic relativo, questo usiamolo solo per le altre discussioni inerenti ai playoff
  10. CITYSPORT.NEWS DI LUNEDÌ 13 MAGGIO 2024 https://www.citysport.news/download/CS-13maggio2024.pdf
  11. LUNEDÌ 13 MAGGIO 2024 - Concitati, tambureggianti, senza pause. I play-off di C sono concepiti in questo modo sia in campo che nel calendario. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", agli ortodossi del calcio piacciono poco ma sono stati delineati così e così vanno vissuti. E la formula incontra da anni il gradimento del pubblico. Le palpitazioni dei tifosi vissute nel match pareggiato dall'Unione con la Giana Erminio sono ancora vive ed ecco già il nuovo avversario pescato nell'urna della LegaPro: l'Unione nel primo turno nazionale se la vedrà con il Benevento. E ovviamente si gioca già domani al Rocco (e sabato al Vigorito) contro la terza della classe del girone meridionale. A che ora? Si giocherà alle 21 e in diretta RAI e in giornata partirà la prevendita dei biglietti. Tutto di corsa, tutti di corsa dopo otto mesi di regular season. DI CORSA E di corsa dovrà anche attrezzarsi la Triestina di Bordin. La prima è andata bene anche se è stata giocata male. Tipica storia da play-off. Decidono gli episodi, la fortuna, adesso anche la Var. «L'importante era passare il turno ma dobbiamo fare di più» ha detto il tecnico a fine gara. Parecchio di più verrebbe da dire. Anche perché nella doppia sfida le qualità hanno una possibilità in più di emergere specie quando si ha di fronte un avversario più attrezzato come i campani. LA QUALITÀ E la qualità di questa Triestina al momento è più in panchina che in campo. Di quel quid in più di talento ed esperienza , che aveva entusiasmato i tifosi e raccolto 39 punti in un girone, è rimasto di fatto il solo Correia. L'interruzione del progetto Tesser ha spento quasi completamente l'interruttore dell'asse D'Urso, Lescano, Redan, Celeghin (senza scomodare le uscite di Adorante e Finotto). Bordin utilizza con il contagocce questi giocatori e ha evidentemente le sue ragioni. E quando scendono in campo gli danno ragione. I due aspetti stanno assieme. LA PARTITA Così, per quanto visto negli ultimi mesi, l'Unione equivale alla Giana Erminio. E allora non c'è da stupirsi di una prima frazione giocata in modo equilibrato ma senza incisività, una secondo tempo in discreto affanno e un finale senza capacità di gestione. Ma siamo nei play-off e allora un serie di decisioni favorevoli dell'arbitro, la mancanza della gol-line technology nella Var in C, l'inesperienza dei lombardi e il carattere indomito di capitan Malomo hanno giocato a favore del passaggio del turno. LO SPIRITO Per pensare in modo positivo a domani c'è da ripartire dallo spirito battagliero (nessuno dei ragazzi si è sottratto), dal sostegno dei tifosi (sabato quasi in 5.000) e da un diverso approccio mentale alla gara che, solo nel caso del turno secco, crea un evidente sbilanciamento tra chi deve vincere e chi ha due risultati dalla sua parte. Se poi lo sviluppo del piano tattico sarà più lineare e qualcuno dei desaparecidos di valore sarà fatto risorgere tanto meglio. E tanto meglio sarà se la verve atletica sosterrà gli alabardati e se infortuni e squalifiche non priveranno la squadra di alcuni interpreti (Malomo è già ammonito). L'AVVERSARIO L'unico fatto incontrovertibile è che l'Unione contro il Benevento deve vincere almeno una gara e (in caso di una sconfitta su due) fare un gol più dell'avversario. L'intreccio con i campani non è dei peggiori possibili tra le teste di serie in lizza. La squadra dell'espertissimo Auteri, dopo gli anni di A e quello di B, puntava al primo posto. I giallorossi hanno collezionato 66 punti di cui 37 nel ritorno anche se nelle ultime sette gare hanno frenato (due sole vittorie e due sconfitte). Nel complesso Auteri gioca con la difesa a 3 e con tre punte (o 2 con il trequartista) e gli interpreti sono da serie B anche se un po' stagionati (Improta, Lanini, Ciano, Ciciretti tanto per citarne alcuni). Il fattore ambientale nella gara di ritorno non sarà indifferente ma inferiore a stadi tipo Catania o anche Caserta. A completare il quadro, gli etnei se la vedranno con l'Atalanta, i campani con la Juve, il Taranto contro il Vicenza e la Carrarese contro il Perugia. DOPPIA SFIDA Per la Triestina tuttavia sarà fondamentale mettere un mattoncino al Rocco. Nell'ultima sfida di due anni fa con il Palermo proprio la sconfitta per 2-1 in casa era stata decisiva per interrompere il cammino dell'Unione grande protagonista poi alla Favorita. Domani sarebbe importante almeno non perdere anche se i calcoli sono relativi. Nel gare di ritorno dei play-off, e in particolare negli ultimi 15' si gioca un calcio diverso con l'agonismo, l'emotività o la disperazione a caratterizzare e indirizzare ogni giocata, specie per chi è sotto nel punteggio. Non solo ogni sfida fa storia a sè ma ogni sfida in questa fase è indecifrabile. Così è, nel bene e nel male. E che l'Unione possa andare più avanti possibile. - Sarà l'Unieuro Forlì l'avversaria della Pallacanestro Trieste nella semifinale dei play-off. Nessun miracolo da parte di Vigevano nei quarti, di conseguenza il fattore campo nella prossima serie rimarrà a vantaggio dei romagnoli. Come scrive oggi Roberto Degrassi, Trieste ha appena dimostrato, eliminando la Reale Mutua Torino in tre gare, di aver imparato finalmente come si battono le squadre di livello in trasferta. Adesso dovrà confermarsi sul campo di quella che è stata con gli Sharks Trapani la formazione migliore della stagione, vincitrice del proprio girone e della Coppa Italia. I PRECEDENTI Forlì sta affrontando la fase decisiva con un solo straniero, avendo perso Kadeem Allen per infortunio, ma il coach Antimo Martino, premiato come miglior tecnico del girone, ha dimostrato che la squadra c'è ancora, eccome. I precedenti tra le due squadre raccontano di due confronti senza storia: al PalaTrieste a fine novembre netto successo biancorosso 79-62 (21 Brooks, 19 Reyes, 17 Candussi), in Romagna tracollo della squadra di Christian, umiliata 92-64 (20 Brooks, 19 Vildera, era fuori per infortunio Justin Reyes). In precampionato Trieste e Forlì si erano affrontate anche al torneo di Lignano con successo biancorosso per 87-80 ma quel confronto non può fare testo: Martino dovette rinunciare a entrambi gli stranieri mentre Christian lasciò a riposo Ruzzier e Bossi. LA FORMULA La formula della semifinale resta naturalmente la stessa della fase precedente: i primi due confronti si disputeranno al palasport di Forlì domenica alle 18 e la sera di martedì 21 maggio. Venerdì 24 si torna a Trieste dove andrebbe in scena anche l'eventuale gara4 domenica 26. In caso di "bella" per decidere chi andrà in finale a giocarsi la promozione in serie A appuntamento all'Unieuro Arena la serata di mercoledì 29. Chi la spunterà dovrà vedersela con la vincitrice della semifinale tra Cantù e Udine. Tra le due tifoserie c'è un legame di amicizia che dura da tempo e che non si limita agli spalti di un palasport, quando l'anno scorso la Romagna venne devastata dall'alluvione i tifosi triestini della Curva Nord scesero a Forlì per aiutare i sostenitori locali. LA PREVENDITA Oggi la Pallacanestro Trieste ufficializzerà gli orari e le modalità della prevendita dei biglietti per la gara casalinga del 24 maggio. In gara3 contro Torino era stata sfiorata quota 4200 e sembra scontato che sia destinata a venir migliorata. I prezzi rimarranno gli stessi della serie dei quarti con la Reale Mutua. Dopo il blitz a Valmaura di tre soci della Cotogna Sports Group per seguire la sfida con i piemontesi, invece in occasione della partita interna con Forlì dovrebbe essere presente il presidente della proprietà Usa, Richard de Meo
  12. DOMENICA 12 MAGGIO 2024 - Aveva detto che voleva una Triestina capace di fare la partita e di vincerla, in modo da non rischiare di arrivare alle fasi finali in affanno. Come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", non è andata proprio così e alla fine di sofferenza ce n'è stata tanta, ma mister Bordin spiega che in realtà la partita va divisa in due parti e all'inizio la squadra ha avuto la possibilità di vincerla: «Nel primo tempo abbiamo espresso un buon calcio - dice il tecnico - siamo arrivati spesso vicino a poter tirare in porta, il problema è che non l'abbiamo fatto e questa è stata la nostra grande pecca. Quelle azioni a un certo punto vanno concluse in qualche modo, perché cercando di fare troppo poi si perde palla nei contrasti». Poi però nella ripresa la partita è cambiata, la Giana si è fatta più aggressiva e l'Unione ha arretrato il baricentro: «Sapevamo che poi dovevamo soffrire - dice Bordin - perché il Giana è una buona squadra, allenata molto bene e nella ripresa ci siamo abbassati tanto. Non riuscivamo a ripartire perché loro hanno rischiato il tutto per tutto, come era normale per una squadra che doveva per forza vincere. A quel punto a noi interessava difendere gli spazi, ci siamo difesi come meglio potevamo ed è stato anche bravo Agostino a salvare la porta in qualche situazione. Il gol è venuto a dieci minuti dalla fine, meno male che poi capitan Malomo ci ha messo una pezza e i ragazzi sono riusciti a uscire da una situazione molto difficile». Bordin ammette che però d'ora in poi servirà una Triestina diversa: «Questa è archiviata, era una gara a sé e dobbiamo capire che stavolta l'obiettivo principale era non perdere per passare il turno. Ma è chiaro che dobbiamo essere più fiduciosi e propositivi nelle prossime partite, come del resto era accaduto nel primo tempo, e non solo difenderci come invece è accaduto nella seconda». - E adesso la Pallacanestro Trieste comincia a fare paura alle altre. Da nobile confusa e caduta in disgrazia nella regular season a realtà sorprendentemente concreta nei play-off. Cosa è cambiato? Domanda da un milione di dollari, anche se quelli è meglio usarli per il budget dell'anno prossimo. Tutto e niente. Lo scrive Roberto Degrassi oggi sul quotidiano locale: è cambiato tutto perchè Trieste non è mai stata così spietata. Non ha dominato la serie contro Torino ma l'ha risolta in tre gare, risultando sempre più lucida ed essenziale nei momenti in cui si decideva il match. È cambiato tutto perchè dal claim dei 10-titolari-10 siamo passati a una rotazione a sei. È cambiato tutto perchè dal concetto della squadra di tutti leader siamo passati a due leader indiscussi, Michele Ruzzier e Ariel Filloy. È cambiato tutto perchè c'è una consapevolezza diversa anche fuori dal campo. Siamo passati dalle sconfitte commentate con il "Lavoreremo duro imparando dagli errori" (salvo poi ricaderci puntualmente) alle vittorie commentate con "Non abbiamo difeso come avremmo voluto" e "Possiamo giocare meglio di così". È cambiato niente perchè i numeri della serie play-off sono gli stessi della prima fase e dell'orologio. Impatto offensivo sostanzialmente invariato, percentuali da tre simili così come il bilanciamento con le soluzioni in area. Simili i numeri delle palle perse e dei rimbalzi offensivi. Trieste, insomma, non sta facendo cose speciali. Semplicemente in quello che fa ci mette più concretezza ed energia, a ranghi completi. E pochi leader ma buoni danno più ordine. I MAGNIFICI SEI La Pallacanestro Trieste nei play-off sta usando prevalentemente sei giocatori e ha ridotto le rotazioni. Quattro elementi vengono impiegati attorno alla trentina di minuti, Brooks, Reyes, Ruzzier e Vildera. Filloy, pur non partendo nello starting five, resta in campo 25 minuti, Candussi 22. Rispetto alla prima fase del campionato l'impiego di Vildera è cresciuto sensibilmente, 11 minuti di media in più, in sostanza gioca un quarto di partita più del solito. Succede perchè con Reyes impiegato nella rotazione degli esterni Christian parte con il doppio lungo e quindi aumenta lo spazio per il centro veneto. Drasticamente calato l'impiego di Deangeli (da 22 minuti della prima fase a 9 ora), usato prevalentemente da specialista difensivo in certi frangenti del match. Scomparso dai radar Campogrande che nella prima fase giocava a sera 19 minuti e nella serie dei quarti di finale contro Torino è stato escluso dalla rotazione dei senior a beneficio di Menalo. In sostanza, Trieste è passata da un turn-over abbastanza estremo a una scelta drastica. Sei uomini base e tre alternative dalla panchina con ruoli precisi: Bossi cambio di Ruzzier (Brooks risulta poco produttivo in regia e anche l'altra sera quando ha dovuto gestire l'azione ha sprecato 10 secondi in vacuo palleggio), Ferrero deve dare esperienza in momenti topici e cercare la tripla, Deangeli fa l'arma difensiva e aiuta a rimbalzo. Al momento è ancor abbastanza indefinito l'impatto che può avere Menalo nella serie, apparso abbastanza ingenuo per le battaglie dei play-off. Forlì, probabile prossima avversaria, ruota 9 uomini per ovviare alla mancanza di Allen. Cantù punta su 7 "titolari" e spiccioli per i panchinari. La scelta rappresenta la definizione di un'identità. Il rischio è di avvertire la stanchezza in un'eventuale serie che vada a 4 o 5 gare. Il cappotto confezionato a Torino permette adesso di recuperare le energie. COINCIDENZE Un allenatore in difficoltà. Alcune sconfitte pesanti e inattese. Un confronto. Il gruppo dei giocatori che si prende un ruolo attivo anche nelle scelte di gioco. Stranieri a parte, il più importante tra i triestini del roster e un talento italo-argentino diventano i leader morali della squadra. Cronaca dell'ieri oppure cronaca dell'oggi? Se credete ai corsi e ricorsi e ai deja-vu potete cominciare a sperare. Da De Vico a Vico è un attimo. PUBBLICO E PROPRIETÀ Il borderò di gara3 diffuso dalla Pallacanestro Trieste segnalava quasi 4200 spettatori. Un impatto importante, soprattutto in confronto a quello delle due sfide precedenti al PalaRuffini con 1600 e 1300 presenze. Il pubblico di Valmaura, con larga predominanza di magliette rosse, sa far un bell'effetto e ha risposto presente. Un entusiasmo che per fortuna non è stato annacquato dal risultato, una sconfitta avrebbe raffreddato l'ambiente. Trieste, che deve rendere il fattore campo alle avversarie (a meno che non si qualifichi Vigevano), sa che non può permettersi di sprecare le chances casalinghe. Il tifo del PalaTrieste avrà fatto effetto anche ai soci della proprietà di Cotogna Sports Group presenti. Nel corso della stagione regolare sono state rare le sortite degli esponenti della Csg. Appartiene alla mentalità Usa il concetto che i play-off sono una questione a parte, l'unico momento realmente importante di una stagione sportiva, e infatti ecco a Valmaura ben tre soci ed è probabile che per la semifinale arrivi il presidente Richard de Meo. Di sicuro, vedendo lo spettacolo del PalaTrieste i soci Usa si saranno ulteriormente convinti che la piazza vale un investimento
  13. SABATO 11 MAGGIO 2024 - La Pallacanestro Trieste vola in semifinale. Vince davanti al proprio pubblico, i quasi 4200 del PalaTrieste la più intensa e complicata delle partite della serie con Torino. Come scrive Roberto Degrassi, illusorio il primo quarto, poi una guerra dei nervi risolta perchè il faro con la luce più accecante l'aveva Trieste, Ruzzier. E Trieste adesso dovrà aspettare per conoscere l'avversaria, a Vigevano infatti Forlì alza bandiera bianca. Christian ripropone il quintetto iniziale delle due vittorie al PalaRuffini: Ruzzier, Brooks, Reyes, Candussi, Vildera. La spinta del pubblico del PalaTrieste si fa sentire: i biancorossi attaccano il ferro, 8-2 al 2'. Torino subito in difficoltà contro una Trieste lucida ed essenziale (14-4 4'). E Ruzzier e compagni non mollano la presa, anzi: con Candussi ispirato si vola sul +15 (21-6 6'). Primi cambi, con Menalo per Candussi e subito due falli a carico, Filloy e Bossi per Reyes e Ruzzier. Torino mostra segni di ripresa dopo lo choc iniziale con un break di 8-0 (21-14), la bomba di Brooks allenta la tensione. Sfida nella sfida tra Bossi e Schina, i punti finali sono tutti loro. Al 10' 29-21, con uno dei quarti offensivamente più devastanti della stagione. Nella pausa tra un quarto e l'altro risuonano anche le note di "L'amour tojours". Hai visto che succederà.... Si corre anche nel secondo parziale, con meno precisione anche se è da ovazione lo slalom in entrata di Michele Ruzzier. La Reale Mutua alza il livello dell'agonismo con la forza di chi deve tenersi aggrappato alla partita per non veder chiusa la serie. Trieste se ne accorge quando è ormai troppo tardi e l'unica arma cui sa ricorrere è intestardirsi a provarci da tre punti. Il risultato è che Torino, nella quale ha un grosso merito Schina, al 16' ha recuperato il gap ed è a un punto solo di ritardo (36-35). Alla fine sempre da loro passa la reazione di carattere: Ruzzier e tripla di Filloy, per Trieste che si riprende 7 punti di margine (45-38 18'). Sono quattro invece le lunghezze con cui si va al riposo lungo. 47-43, scontando il 2 su 9 nelle triple e il tradimento del gioco che aveva fruttato l'allungo in precedenza. Prova a puntare al ferro solo Ruzzier. Manna per i piemontesi. In tribuna ben tre soci della Cotogna Sports Gropu (itzann R.Reid, Prab Sekhon e Connor Barwin), una visita per assistere ai play-off italiani ma è lecito pensare che possa anche essere un'occasione per affrontare le partite aperte fuori dl parquet (gestione impianto e chiudere l'operazione sponsor). Tifoso d'eccezione l'ex biancorosso Bartley. Forte è forte, anche se in A1 non si è dimostrato quel che si dice un talismano portafortuna... Torino subito aggressiva. Thomas impatta a 48 al 23'. Impalpabile Reyes in questo frangente, di Brooks buona solo la tripla che fa riallungare Trieste, per il resto poca iniziativa e un fallo antisportivo. Impressione: non ci fosse san Ruzzier a cercare di dare un senso logico in campo il sorpasso sarebbe già cosa fatta. Sette punti in alrrettanti minuti per i biancorossi. Ruzz in panca a rifiatare. Ma è questione di secondi, il tempo di ved ere due possessi buttati al vento. Buon per Trieste, in compenso, che Torino dalla lunetta nel quarto non la sta mettendo mai. Ma bisogna costruire, non sperare negli errori degli altri. Candussi commette il quarto fallo franando su Schina al tiro da tre. Il triestino di Torino ne mette due su tre, resta un secondo e Filloy imbuca da metà campo la più incredibile delle triple. 62-60. Piemontesi ruvidissimi. A otto minuti dalla fine parità a 62. Trieste con poche idee e come sempre in questi casi si rifugia nei tentativi da tre. Quinto fallo di Candussi. 67-64 a 4'30" dalla sirena dopo il tap-in di Reyes. Segna Poser, scorre il tempo tra reciproci errori. La sblocca Ruzzier che subito dopo vola a disturbare l'attacco torinese regalando un'opportunità per Trieste vanificata da un fallo in attacco di Brooks. 69-66 a due minuti e mezzo dalla fine. Forzatura di De Vico, rimessa biancorossa. Sbaglia Filloy, recupero gialloblù. La difesa di Trieste irretisce i torinesi, con le energie al lumicino. Rimessa Trieste che per due volte non la mette da tre. Ultimo minuto. I piemontesi sbgliano, fallo su Vildera che segna un libero. +4 a 37 secondi dalla sirena. Bomba di Thomas, fallo su Ruzzier che dalla lunetta è glaciale. Schina tenta da tre, non va, recupera Brooks fermato fallosamente. Eli sbaglia i liberi, non è ancora finita, Thomas tiene in vita Torino ma stavolta l'ultima chance dalla lunetta Brooks non la spreca. - Finalmente ci siamo, stasera iniziano i play-off anche per la Triestina. Come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", per il secondo turno della fase del girone, allo stadio Rocco (inizio ore 20.30, arbitra Virgilio di Trapani) arriva la Giana Erminio. In palio c'è il passaggio alla fase nazionale, quella con gare di andata e ritorno, ma per arrivare a quel punto l'Unione deve passare indenne la sfida di stasera. Si tratta di una gara secca, nella quale gli alabardati passerebbero il turno anche con un pareggio, ma sappiamo quante insidie possano nascondere partite di questo tipo. E comunque è una gara in qualche modo storica, essendo la prima in assoluto per la Triestina con il Var. Una gara per la quale, come assicura mister Bordin, l'Unione è pronta: «In queste due settimane c'è stata la possibilità di lavorare molto bene curando tutti gli aspetti - afferma il tecnico alabardato - a questi play-off arriva una Triestina carica e pronta per fare una grande partita, anche se non sarà affatto semplice perché incontriamo un'avversaria forte». GIANA. Già, l'avversaria. Un mese fa l'Unione aveva battuto la Giana sul suo campo, ma Bordin avverte che i precedenti non contano assolutamente nulla: «Quello di un mese fa è un match che va dimenticato - dice il mister - bisogna guardare al momento attuale, questa è una gara a sé e si riparte da zero. Si tratta di una gara secca, dove episodi e dettagli possono determinare la partita. Quindi bisogna stare molto attenti, sarà importante essere concentrati e soprattutto essere squadra più che mai per poter portare a casa la qualificazione». VANTAGGIO. Sul particolare aspetto di una partita da gestire con due risultati su tre a disposizione, Bordin ha un'idea piuttosto precisa: «Logico che noi dobbiamo cercare di fare la partita - sottolinea il tecnico - non certo andare in campo per difendere un doppio risultato favorevole. Anzi, dobbiamo cercare di vincerla, questo è il nostro obiettivo. Ovvio che poi dipende dall'andamento della partita, durante lo sviluppo della gara bisognerà analizzare i momenti a seconda anche del risultato». FORMAZIONE. E per farlo l'allenatore dell'Unione avrà tutta la rosa a disposizione, cosa che gli consente un ampissimo ventaglio di scelte, ma anche una grande varietà di armi a gara in corso. Quasi certa la conferma del 3-5-2: davanti a Matosevic ci si affiderà al pacchetto difensivo che negli ultimi mesi ha dato maggiori sicurezze, ovvero quello con Malomo al centro, Moretti a destra e Rizzo a sinistra. A centrocampo, nel mezzo Correia e Vallocchia dovrebbero essere supportati da El Azrak, che si potrà muovere in quella posizione ibrida fra mezzala e trequartista nella quale si è dimostrato abile. Sugli esterni Germano è sicuro a destra, mentre a sinistra Pavlev sembra leggermente favorito su Anzolin e Petrasso. In attacco invece c'è grande incertezza e nessuna presenza è scontata: anzi, per i due posti da titolare se la giocano alla pari Vertainen, Lescano e Minesso, con leggermente defilato solo Redan che potrebbe essere utilizzato in caso di necessità. BIGLIETTI. A ieri sera erano stati venduti oltre 3200 biglietti. Oggi continua la prevendita: online sul circuito DIY Ticket e stamattina nei punti fisici di sede societaria, Centro Coordinamento, Triestina Fan Club Bar Capriccio e Ticket Point. Poi allo stadio saranno aperte le biglietterie della Curva Furlan (via Miani) a partire dalle 14, e delle tribune Colaussi e Pasinati a partire dalle 18.30.
  14. VENERDÌ 10 MAGGIO 2024 - Primo match point nella serie dei quarti di finale play-off per la Pallacanestro Trieste che, forte del 2-0 conquistato al PalaRuffini di Torino, affronta la Reale Mutua di coach Franco Ciani con la possibilità di staccare il biglietto per la semifinale. Come scrive Lorenzo Gatto, è occasione importante e da sfruttare per cercare di mettere più giorni possibili tra la sfida di questa sera e gara-uno contro la vincente della serie tra Unieuro Forlì e Elachem Vigevano in programma, sempre al meglio delle cinque partite, da domenica 19 maggio. Nel presentare il match, Jamion Christian sottolinea le difficoltà di una sfida che non va assolutamente sottovalutata. «Il 2-0 conquistato a Torino è certamente importante ma non chiude necessariamente la serie - sottolinea il coach biancorosso- Lo dice l'andamento delle prime due partite, sfide nelle quali c'è stato, numeri alla mano, grande equilibrio. Non credo che la partita di questa sera sarà diversa, serviranno lo stesso orgoglio e la stessa voglia di vincere per venire a capo di un'avversaria che nulla regalerà nell'arco dei quaranta minuti». Match che Trieste cercherà di far suo partendo da una difesa che a Torino è riuscita a limitare il potenziale offensivo avversario solamente a tratti. Trovare continuità nell'arco della gara sarà una delle componenti fondamentali per portare a casa la partita. «In gara 2 abbiamo giocato con enorme grinta e resilienza e abbiamo avuto un'incredibile connessione tra di noi - continua Christian -, Abbiamo vinto la partite grazie al nostro gioco di squadra e alla nostra capacità di lottare e rimanere uniti davanti alle difficoltà. Detto questo credo abbiamo giocato una delle nostre peggiori partite difensive della stagione. Abbiamo concesso abbondantemente più di un punto a possesso ed è difficile vincere le partite dei playoff quando permetti alle squadre di segnare così facilmente come hanno fatto martedì sera. Dobbiamo quindi cercare di fare alcuni aggiustamenti per migliorare». Fondamentale potrà essere l'apporto del pubblico. «Il supporto dei tifosi è tutto, soprattutto la fiducia e l'energia che danno al nostro gruppo. Mi aspetto un grande pubblico e sono sicuro che i nostri tifosi saranno qui domani, a cantare e sostenerci e so che i nostri ragazzi sono entusiasti di tornare a casa». PROGRAMMA : Si completa tra questa sera e domani il programma delle gare-tre di questi quarti di finale. Nel tabellone argento, Trapani e Fortitudo Bologna affrontano alle 20.30 le trasferte di Piacenza e Treviglio potendo contare sul solido 2-0 conquistato nei primi due episodi della serie. Per entrambe, in caso di successo, si aprirebbero le porte della semifinale. Situazione analoga nel tabellone oro con Cantù in campo alle 20.30 a Cividale contro la Gesteco di coach Pillastrini e Forlì sul parquet del PalaBasletta (ore 21) contro la Elachem Vigevano. Posticipata a domani sera alle 20.30, invece, gara-3 tra Juvi Cremona e Old Wild West Udine con i friulani che cercheranno di andare oltre le difficoltà dei due match casalinghi per chiudere una serie che si sta dimostrando più complicata di quelle che erano le attese della vigilia. - Cresce l'attesa per Triestina-Giana che si giocherà domani al Rocco (inizio ore 20.30). Come scritto da Antonello Rodio, a ieri sera, per la sfida valevole per il secondo turno dei play-off del girone, erano già stati venduti infatti 1.900 biglietti. Un buon dato visto che la vendita è partita ieri mattina, ma ci sarà tempo ancora oggi e domani (anche ai botteghini dello stadio, ma meglio procurarsi il biglietto in prevendita per evitare le code ai tornelli) per rimpolpare l'affluenza. Intanto la squadra alabardata si sta preparando alla partita con tutti gli elementi a disposizione, fatto che permetterà a mister Bordin di scegliere lo schieramento che riterrà più opportuno. Scontata la difesa a tre, nella quale rientrerà Malomo al centro tra Moretti e Rizzo, l'unico dubbio è se il tecnico opterà per il 3-5-2 o se invece sceglierà di schierare un trequartista nel 3-4-1-2. Sicuri di giocare comunque Correia e Vallocchia in mezzo e Germano come esterno, per il resto ci sarà da scegliere fra Pavlev, Anzolin e Petrasso per l'altra fascia. Se si gioca a cinque in mezzo, dentro Fofana, con probabile El Azrak a fianco di Lescano, altrimenti El Azrak giocherà dietro al bomber italo-argentino e a uno fra Vertainen, Redan e Minesso. GIANA. Di certo, anche se gli alabardati avranno a disposizione due risultati su tre in gara secca per passare il turno, servirà la migliore Unione per tenere a bada una Giana che si presenterà in gran forma, forte non solo del convincente successo sulla Pro Vercelli nel primo turno dei play-off, ma anche di un finale di regular season a tutta birra. Nei numeri totali la squadra di Chiappella ha segnato 15 reti in meno della Triestina (46 a 61) ma ha subìto le stesse reti (44), ma è il trend da metà febbraio in poi che preoccupa: nelle ultime 12 partite la Giana ha fatto 22 punti contro i 18 dell'Unione, e ha al passivo appena 3 reti contro le 16 subìte dagli alabardati. ARBITRO E VAR. A dirigere Triestina-Giana sarà l'arbitro Daniele Virgilio di Trapani, coadiuvato dagli assistenti Fratello di Latina e Starnini di Viterbo. Quarto ufficiale Turrini di Firenze. Entrano in questi play-off altre due figure: il Var sarà Maggioni di Lecco e l'Avar Ayroldi di Molfetta. SORTEGGI . Se la Triestina si qualificherà per il turno successivo, l'indomani mattina conoscerà la sua prossima avversaria. Domenica alle 9.30, infatti, in diretta su SkySport24 ci saranno gli accoppiamenti del primo turno della fase nazionale (andata 14 maggio e ritorno il 18 maggio), che verranno sorteggiati dal miglior marcatore all time della Serie C, Felice Evacuo.
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