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SandroWeb

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Everything posted by SandroWeb

  1. DOMENICA 15 GENNAIO 2023 - Marco Legovich ha il sorriso stampato sul volto di chi vede concretizzarsi ciò su cui sta lavorando da mesi. Dopo il successo su Scafati ecco il colpo al Palaverde. «Una vittoria importante, in una cornice di pubblico spettacolare da entrambe le parti. Non avrei potuto immaginare una partita migliore. Alla bella prestazione difensiva di domenica scorsa con Scafati abbiamo aggiunto anche un'efficacia dall'altra parte del campo. Questo è il risultato del lavoro che si svolge in settimana. Vi assicuro - continua il tecnico biancorosso - in ogni allenamento mettiamo tanta di quella energia. I ragazzi sono stati bravi e lucidi nell'attaccare le diverse difese che Treviso ha mostrato nel corso dell'incontro. Cinque giocatori hanno concluso in doppia cifra. Sono orgoglioso del lavoro che stiamo facendo, chiudendo il girone d'andata a 12 punti. Non dobbiamo però perdere la fame che ci sta animando, adesso il gruppo godrà di due giorni di meritato riposo ma già da martedì dovremo tornare ad allenarci xon la stessa intensità di queste settimane».Trieste ha mostrato grande varietà di soluzioni. «E di giocatori - aggiunge il coach - Ognuno ha saputo essere protagonista e anche questo è frutto del lavoro che svolgiamo. Abbiamo dimostrato di avere ben chiaro ciò che volevamo fare sul parquet».Importante aver ritrovato Ruzzier anche in versione attaccante. «Michele ha dato grande sicurezza, il suo impatto offensivo potrà creare ulteriori problemi alle difese». E chiude sottolineando l'apporto dei tifosi. Il più caloroso, continuo, entusiasta, però sedeva a bordo campo. Dani Cavaliero. - «Era una partita determinante per mille motivi: ci siamo detti che siamo noi a dover cambiare le cose al di fuori e non lasciare che l'esterno cambi noi. E i ragazzi hanno risposto alla grande». Massimo Pavanel elogia la squadra dopo il successo sul Novara e sottolinea che anche in altre occasioni si meritava di più: «Altre volte abbiamo fatto buone prestazioni non raccogliendo il risultato, stavolta siamo stati concentrati per tutta la gara. Ma sia chiaro che questa partita deve essere solo un punto di partenza sulla quale fondare il resto del campionato. Dobbiamo lavorare ancora molto per conquistare Trieste». Argomento cruciale il mercato: il comunicato del presidente sembra aver riaperto anche quello in entrata, ma si continua a parlare di giocatori importanti in uscita. Ecco come la vede Pavanel: «Noi due obiettivi fissati li abbiamo presi e poi c'è stato un rallentamento. Ma ora c'è un'apertura e cercheremo di sfruttarla per portare chi ci serve. Poi vedremo i discorsi di chi avrà delle possibilità di andare, ma deve rimanere solo chi è felice di restare, accettando che la situazione in futuro potrebbe variare». La preoccupazione è per le vociferate partenze di chi proprio ieri ha fatto bene, da Adorante, a Felici, a Gori: «Nella scorsa partita - chiarisce il tecnico - il bersagliato Sabbione ha dimostrato di essere un grande uomo: ha giocato e fatto il suo dovere con grande spessore umano dopo che io fino al sabato ho provato un compagno che ha deciso di non rischiare perché doveva partire. Sotto questo aspetto anche stavolta ho avuto grandi risposte: c'è qualcuno che interessa ad altri club, ma ha voluto giocare e arrivare fino in fondo. Poi vedremo gli sviluppi, che potrebbero non essere cosi scontati: quando tocchi le emozioni e senti di far parte di un gruppo che deve fare qualcosa di eccezionale, allora qualcuno potrebbe decidere di non andare». Pavanel elogia la prova di tutti, ma cita due giocatori in particolare: «Adorante ha fatto un partitone. Io l'ho fatto giocare alla seconda gara che ero qua, poi ha avuto un problema al ginocchio ed essendo un giocatore di stazza ha fatto fatica a rimettersi a posto. Ma ha caratteristiche che noi non abbiamo e le sta sfruttando molto bene. A Malomo ho chiesto di trasmettere ai compagni di reparto la sua determinazione e il suo atteggiamento: su questo con lui abbiamo fondato annate importanti. Ora voglio che contagi positivamente anche i suoi compagni di squadra»
  2. SABATO 14 GENNAIO 2023 - Il tanto atteso intervento del presidente sul presente e il futuro della Triestina è arrivato. Come scrive Ciro Esposito su "Il Piccolo", Giacomini chiarisce alcuni aspetti importanti, mancano ancora alcuni dettagli non irrilevanti. Come è normale quando non c'è contraddittorio. Ma i toni sono soft e questo ci voleva dopo giorni nei quali ha dominato la guerriglia via social. Aspetto positivo questo così come la coerenza rispetto a quanto manifestato pubblicamente da Giacomini nelle interviste di dicembre: lui non molla, resta presidente, la salvezza della C è una priorità, altri soci-amici romani acquisiranno quote (entro il 31 gennaio), Stardust resterà sponsor anche nella prossima stagione. Fatto questo che unitamente alla conferma della presidenza indica un segnale sul fatto che anche la maggioranza delle quote resterà a meno di sorprese in capo ad Atlas. Due i nomi fatti: Piergiorgio Crosti (conoscente del presidente della Lazio Lotito) e Antonino Scaramuzzino che diventerà ad. Di entrambi si parla da giorni e sono le due persone arrivate a Trieste già martedì. Non c'è più traccia invece di Marco Calleri (con il ds Lamanna) che in un primo tempo sembrava essere il primo motore dell'operazione.LA RESPONSABILITÀ L'incipit del presidente si concentra sull'assunzione di responsabilità precisando che «non ha abbandonato nulla», sottolineando che ha condiviso le scelte di Romairone nella costruzione della squadra compresa l'operazione di pulizia totale della rosa ereditata e senza rinnegare l'entusiasmo iniziale che è rimasto per la città e il progetto. Tutto bene ma nonostante l'investimento finora sostenuto di 4 milioni i risultati dell'Unione sono i peggiori della sua storia tra i pro. Quindi errori ci sono stati e non da poco e necessitano di correzioni urgenti.LA SOLIDITÀ «Siamo una società solida» continua Giacomini «che ha pagato regolarmente gli stipendi, si è data un'organizzazione, ha realizzato un'ottima campagna abbonamenti, abbiamo dialogato con le istituzioni ma non siamo riusciti a sperimentare insieme alla città il settore legato agli eventi». Tutto vero e onesto ma almeno negli ultimi tempi sulla questione Grezar, Rocco, Ferrini l'impressione è stata che proprio i rapporti con le istituzioni non siano stati idilliaci. Non solo magari per responsabilità della Triestina ma su quel fronte ci sarebbe da lavorare da adesso in avanti.I PARTNER Giacomini sottolinea, per chi non l'avesse capito, che il core business delle sue aziende non è nel calcio e questo lo ha portato lontano da Trieste (negli ultimi mesi a Dubai). Questa necessità, si legge, ha portato alla ricerca di nuovi partner che possano mettere la Triestina al primo posto. E fin qui tutto chiaro. Ma il presidente non ha spiegato ancora perché, in quale forma, con quali società o se a titolo personale, l'amico-romano Piergiorgio Crosti entrerà nella Triestina mentre è certo che Scaramuzzino farà l'ad al posto di Ettore Dore. Forse qualche delucidazione emergerà in questi giorni o lo spiegherà Giacomini a operazione avvenuta (per ora c'è il silenzio stampa) oppure lo spiegheranno i nuovi soci . IL PRESENTE In queste due settimane tutto resta immutato, per quanto si capisce, sul piano organizzativo e della gestione. «Faremo delle uscite e alcune entrate ponderate» scrive Giacomini ma possono bastare per l'inseguimento difficilissimo dell'obiettivo salvezza. La tempistica di ingresso di un partner in tempi di mercato per logica può comportare che i nuovi in qualche modo abbiano voce in capitolo sulle operazioni. Ma questo aspetto sarà evidente nei prossimi giorni.I TIFOSI Il comunicato ribadisce come l'intenzione del presidente non sia quella di retrocedere e gettare i 4 milioni di euro e manda segnali di distensione verso i tifosi. Benissimo abbassare i toni ma ci vorrà del tempo per allentare la rabbia e la delusione della piazza. Prima ancora dell'uscita del comunicato dell'Unione il CC TC ha annunciatoche invierà la revoca dell'utilizzo del marchio (scadenza l'1 luglio, a meno di fallimenti o penalizzazioni che fanno scattare la cessazione) e sono previste altre manifestazioni civili di dissenso. L'intervento di Giacomini sarebbe stato opportuno già giorni fa, perchè la ricerca del dialogo e la chiarezza spesso aiutano a non esasperare gli animi. Anche se alla fine non contano le parole ma i fatti. E soprattutto i risultati. - La sfida salvezza più attesa apparecchiata nell'ultima giornata d'andata. Come scrive Roberto Degrassi, ka Pallacanestro Trieste chiude il trittico di scontri diretti tra pretendenti al mantenimento della categoria stasera (palla a due alle 20.30) al PalaVerde di Treviso. E quelle contro il quintetto della Marca non sono mai sfide banali.Trieste e Nutribullet sono nel quartetto di squadre al penultimo posto a quota 10, +4 su Reggio Emilia ultima. Un successo per i biancorossi sarebbe di vitale importanza in proiezione futura. Permetterebbe di girare a 12, conquistare un pesante 1-0 nei confronti di Banks e soci e affacciarsi con più serenità a un girone di ritorno che riserverà a Trieste buona parte delle sfide-salvezza con il vantaggio del fattore campo. Oltre a Treviso - retour match già tra una cinquantina di giorni - all'Allianz Dome arriveranno nel ritorno anche Napoli, Verona e Reggio Emilia. Una vittoria inoltre sarebbe l'avvicinamento migliore a una settimana di estrema importanza con lo sbarco a Trieste della nuova proprietà americana della CSG.Ma torniamo a stasera. Trieste a ranghi completi. La presentazione della gara è affidata all'assistent Andrea Vicenzutto: «Ci aspettiamo una squadra che non sarà facile fronteggiare sia per entusiasmo che per aggressività. Dovremo essere pronti a pareggiare il livello di intensità che proveranno a mettere in campo. Treviso è una squadra che ha un bel mix di giocatori esperti e giocatori giovani. Iroegbu e Banks sono i due giocatori fondamentali per Treviso, poiché stanno segnando più di 50 punti di media, contro di loro dovremo disputare una gara di grande applicazione difensiva. Non dovremo però sottovalutare gli altri, a partire dal reparto lunghi che sa dare prova di grande solidità». Vicenzutto ricorda che Treviso non ha le caratteristiche di Scafati ma sarà necessario dimostrare la stessa consistenza difensiva per un confronto che non sarà decisivo ma ha un certo peso.Oltre agli uomini in campo c'è un altro elemento sul quale la Pallacanestro Trieste fa affidamento. «Noi proveremo in ogni modo a dare ancora una volta il 110% sapendo che saremo seguiti da molti tifosi e questo ci fa enormemente piacere perché con Scafati la tifoseria è stata fondamentale. Speriamo che possa esserlo nuovamente al PalaVerde».
  3. VENERDÌ 13 GENNAIO 2023 - Altra fumata nera dalla sede alabardata, o meglio altro rinvio a oggi per sapere dal presidente della Triestina Simone Giacomini cosa stia succedendo in casa alabardata. Come scrive Ciro Esposito oggi su "Il Piccolo", dopo l'annullamento della conferenza stampa in presenza per motivi di ordine pubblico (non ritenuti tali tuttavia da fonti della Questura di Trieste), il comunicato annunciato dalla società ieri pomeriggio non è arrivato. La società ha precisato che il tanto atteso chiarimento del presidente sarà affidato a un comunicato che oggi alle 18 sarà diramato dalla società. «La società Triestina Calcio - si legge nel comunicato del club -, domani alle ore 18:00, rilascerà un comunicato stampa dove verranno spiegati, da parte del presidente Simone Giacomini, i cambiamenti che avverranno all'interno della società. Grazie.Ps: il comunicato è stato spostato a causa dei "gravi" fattori emersi ieri e nelle ultime ore. Elementi che abbiamo evidenziato in modo dettagliato nel comunicato precedente». Quali siano i gravi fattori (si suppone le minacce subite dai dirigenti che vanno censurate a prescindere dai contenuti) che inducano a spostare la diramazione di un comunicato sono di difficile individuazione. Ma ha poca importanza, a maggior ragione in un momento in cui in casa Triestina c'è grande confusione. Invece per la prima volta su una comunicazione ufficiale si fa riferimento ai cambiamenti nell'assetto societario e nell'organigramma. Ora c'è un indizio che la trattativa sia arrivata a un punto definitivo o quasi. Al momento però non ci sono dubbi sul fatto che sul piano tecnico quasi ogni giorno ci siano voci su giocatori in uscita e non ci siano notizie sugli arrivi. Il fatto di ridurre i costi in questa fase cozza con le esigenze tecniche evidenziate da Pavanel che sta lavorando in una situazione al limite del sostenibile. Quindi si stanno perdendo settimane decisive per cercare di raggiungere il difficile obiettivo della permanenza in serie C rivendicato fino a un mese fa dal club. Ma volendo anche glissare sul mercato l'interrogativo è su chi provvederà a sostenere i costi dell'attività (anche se in parte ridotti) nei prossimi cinque mesi? E chi garantirà l'osservanza dei parametri per l'eventuale iscrizione in C? Domande che si pone anche il Centro di Coordinamento con un comunicato che sintetizziamo. «Aspettavamo la conferenza stampa della società per capire cosa ne sarà del nostro futuro. Come Centro di coordinamento Triestina Club abbiamo sempre cercato di far uso di moderazione. Il presidente, aveva detto che lui è più che intelligente, a noi non sembra che il modo di operare ultimamente lo sia, la battaglia intrapresa con la tifoseria ne è l'esempio. Sta alla proprietà, tenere il profilo basso, non andare in conflitto con i sostenitori ma cercare d'impegnarsi per migliorare le situazioni negative. Avevamo accettato l'idea di un campionato di transizione ma non avremmo mai potuto pensare di essere ultimi in classifica a 4 punti dalla zona play out, come possiamo tollerare una debacle simile? Il loro atteggiamento attuale, non è solo contro la tifoseria, ma lo è contro l'intera città. Se vogliono passare la mano ed andarsene, liberi di farlo ma questa uscita non dev'essere l'anticamera di un fallimento, le nuove persone, devono dare le garanzie sufficienti per poter acquisire la società. Non vogliamo cadere in mani truffaldine come in passato» - Un vecchio amico sulla strada di Trieste. Come scrive oggi Lorenzo Gatto, Adrian Banks è pronto a incrociare il cammino della formazione di Marco Legovich nel match che domani sera, sul parquet del PalaVerde di Treviso, metterà in palio punti preziosi nella rincorsa alla permanenza nella categoria.Nella Nutribullet che nelle ultime settimane ha saputo fare un deciso salto di qualità raccogliendo risultati importanti, la guardia nativa di Memphis sta avendo un impatto fondamentale.Oltre 17 punti nei 28 minuti di media a partita in un girone di andata che lo conferma tra i tiratori più affidabili dell'intero campionato.Ma l'apporto che Banks garantisce va molto oltre le statistiche: empatia con l'ambiente, capacità di essere leader e prendersi responsabilità importanti nei momenti più delicati della stagione. Una sorta di polizza d'assicurazione in chiave salvezza alla quale si aggiunge il carisma di un personaggio unico nel panorama nazionale.Hanno fatto il giro del web le immagini del riscaldamento di Treviso nel prepartita contro la Carpegna a Pesaro. Con il bimbo delle giovanili marchigiane che si è unito ai giocatori della Nutribullet e un amorevole Banks che, da buon papà di famiglia, lo ha sollevato di peso portandolo, tra i sorrisi di chi ha assistito alla scena, al "sicuro" a bordo campo.Uomo di valori prima ancora che atleta, un aspetto che anche a Trieste i compagni di squadra e tutti i tifosi avevano apprezzato. «Giocare contro Trieste sarà emozionante - racconta Adrian - sono rimasto in ottimi rapporti con i ragazzi della squadra e alcuni componenti dello staff: ci scriviamo, mi chiamano, si sono congratulati per come sto giocando. Abbraccerò volentieri ognuno di loro. L'anno trascorso insieme ha cementato i rapporti, domani in sera in campo ci sarà fraterna competitività».Parole di affetto, nei giorni scorsi, sono arrivate da Deangeli, il capitano biancorosso.«Lodovico è speciale - continua Banks - Sta trovando la sua strada e sta facendo un bel percorso sia nel basket che nella vita. Spero di essere stato ed essere tutt'ora in grado di aiutarlo in ogni modo possibile. Il nostro rapporto è la definizione del "work hard play hard". E ho incontrato moltissime altre persone speciali a Trieste grazie a lui. Adoro quel ragazzo. E sono davvero contento per lui».Messi da parte i sentimentalismi, si guarda a una sfida che sarà una battaglia. In palio punti dal peso specifico enorme per entrambe le squadre.«Sarà importante come ogni allenamento e ogni partita - conclude la guardia trevigiana - Ma onestamente penso solo alla vittoria. Una volta che gli arbitri alzeranno la palla a due, il mio focus sarà unicamente su me e i miei compagni di squadra. Mi sto preparando per farmi trovare pronto anche se (sorride) alla mia età non so mai come mi sentirò nel giorno della partita»
  4. Quando c'è da divertirsi, ci mettiamo in prima fila 🙂
  5. GIOVEDÌ 12 GENNAIO 2023 - Oggi doveva essere il giorno della verità per il presente e il futuro della Triestina e forse sarà quello di una verità. Quella che Giacomini e soci comunicheranno attraverso un comunicato stampa. Senza domande, senza contraddittorio con i giornalisti delle testate locali e senza essere presenti. I motivi di ordine pubblico e di sicurezza sono prioritari. Ma - come scrive Ciro Esposito oggi su "Il Piccolo" - fare chiarezza sulla situazione degli asset societari e sul futuro della Triestina anche. E a imprenditori che stanno creando il loro business sul digitale i mezzi non dovrebbero mancare. E invece in tarda serata questo è stato il comunicato diffuso dagli attuali proprietari dell'Unione: «La società Triestina calcio comunica di aver deciso di annullare la conferenza stampa indetta per domani (oggi, ndr) presso la sala stampa dello stadio Nereo Rocco. Una decisione nata soprattutto nelle ultime ore dopo che i dirigenti, dal Presidente Simone Giacomini in poi, sono stati vittime di minacce esplicite, violente e pericolose. Una scelta fatta soprattutto per salvaguardare l'ordine pubblico e l'incolumità di ogni singolo individuo. Inoltre nella giornata di domani verrà emesso un comunicato stampa. Da questo momento la società rispetterà il silenzio stampa». Ogni posizione va rispettata e a maggior ragione se concordata con le forze dell'ordine ma questo non cambia di una virgola la necessità di conoscere ciò che sta accadendo. Il presidente Giacomini, attraverso Atlas o Stardust o quant'altri, non intende o forse non ha i mezzi (dopo aver messo sul tavolo un bel gruzzolo per questo primo semestre) per portare avanti il progetto pluriennale che fino a poco più di un mese fa voleva perseguire. Loro hanno salvato la Triestina dal fallimento (per la morte improvvisa del compianto Biasin) e possono agire come ritengono più opportuno anche cedendo le quote a chi pensa di poter prendersi l'onere di sostenere l'Unione. Ma la Triestina, con tutti i limiti che ha questa città, è un patrimonio di una comunità e questa comunità si sta mobilitando e deve farlo in modi civili. La situazione non è sfuggita a uno dei più illustri tifosi della Triestina nonché collega di fama internazionale come Paolo Condò che ha espresso il suo pensiero con una serie di Tweet. «Mi dicono che la Triestina stia per cambiare nuovamente proprietario: dopo nemmeno un anno, e un disastro sportivo senza precedenti, l'azienda di new media che l'aveva presa vorrebbe passare la mano Non so quasi nulla di quanto è accaduto e non do giudizi. Parlo soltanto perché la Triestina è la mia squadra del cuore e un po' di calcio lo mastico. Prima di affidarsi a nuovi proprietari dei quali si sa poco. Sarebbe bene che le autorità locali come il sindaco tentassero una moral suasion con gli imprenditori locali (ce ne sono, ce ne sono) per trattenere la proprietà in città. Magari per un periodo di risanamento, come fece Barilla a Parma dopo il crac Tanzi. L'avevo scritto anni fa in un appello pubblicato dagli amici de Il Piccolo».Insomma la guardia è alta. Le domande sono pronte ammesso che Giacomini voglia o possa rispondere. E se da oggi ci saranno nuovi interlocutori sono pronte anche per loro. E le risposte arriveranno. Nonostante il silenzio stampa - Un lungo messaggio per presentarsi e chiarire i motivi che hanno spinto la nuova proprietà ad acquisire le quote di maggioranza della Pallacanestro Trieste. Metodo inconsueto ma certamente apprezzabile come scrive oggi Lorenzo Gatto, una sorpresa che gli abbonati hanno trovato ieri nella loro mail. Questo il testo della lettera spedita ieri dalla Csg ai tifosi triestini. «Come avrai letto dai media nei giorni scorsi, la Csg (Cotogna Sport Group) ha firmato un accordo vincolante per l'acquisto del 90% delle quote della Pallacanestro Trieste. Come soci fondatori della Csg ti scriviamo con l'obiettivo di presentarci e parlarti del presente e del futuro della Pallacanestro Trieste. Vogliamo innanzitutto ringraziarti per esserti abbonato a questa stagione sportiva e per seguire con affetto e partecipazione - anche quando il gioco si fa duro - la Pallacanestro Trieste: abbiamo da subito qualcosa in comune, condividiamo la passione per la pallacanestro, la grinta per eccellere e il desiderio di vedere la nostra squadra in campo nel miglior assetto possibile. Probabilmente avrai già letto informazioni su di noi: siamo un Gruppo giovane, sul mercato da pochi mesi, composto - e teniamo a sottolinearlo - da professionalità e investitori di grande esperienza e capacità, che hanno deciso di iniziare insieme una nuova attività imprenditoriale per mettere a frutto le competenze acquisite in anni di lavoro e alla prestigiosa Wharton School dell'Università della Pennsylvania. Il core business di Csg consiste nell'acquisire - in diverse discipline e in diversi Paesi - società sportive che supportate dai corretti investimenti, dal know how dei soci e partner di Csg e facendo uso di modelli di sport business e marketing innovativi possano crescere e prosperare. Ma cosa rappresenta per i tifosi? Che noi vogliamo fare la differenza, mettere la squadra in condizioni di eccellere, darci obiettivi sfidanti, costruire un contesto piacevole, divertente e sportivamente interessante per il nostro pubblico, per i partner, per la città. E qui entri in gioco tu, che fai parte di quei tifosi che già conoscono, amano e credono nella Pallacanestro Trieste: insieme potremo fare tanto! Fino alla fine del campionato ci attendono 16 partite, almeno 120 allenamenti e circa 180 giorni in questa seconda parte di stagione, durante i quali ci conosceremo e costruiremo le basi per il futuro insieme. Un futuro che nei nostri piani è lungo e consistente, perché il nostro è un progetto di lungo periodo e ha - lo diciamo adesso - una dimensione europea. Ti chiediamo già oggi di farne parte, di continuare a seguirci, essere parte di quel pubblico che dagli spalti ci darà la spinta giusta per creare il nostro futuro. Abbiamo in programma iniziative e attività nuove che hanno come obiettivo quello di coinvolgerti, di farti vivere un'esperienza unica: la nostra "rivoluzione" ha bisogno di tempo per attuarsi, ma inizia da subito. Nell'attesa di incontrarci all'Allianz Dome, è un vero piacere per noi sapere che sei tra quei tifosi che potranno dire "io c'ero", in questa stagione destinata ad essere la prima della nostra storia»
  6. Qua il testo completo della mail: https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/csg-si-presenta-agli-abbonati-biancorossi-quot-insieme-potremo-fare-tanto-quot.html
  7. Hanno invitato gli organi di stampa, quindi la conferenza sarà in presenza (per dire, hanno invitato anche la nostra testata). Sempre se non cambiano idea...
  8. MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2023 - «Che cosa succederà?»: il post intitolato così e apparso ieri sui profili social della Triestina per una volta è in totale sintonia con i tifosi che si stanno ponendo esattamente lo stessa domanda. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", è paradossale però che il quesito arrivi proprio dalla società rossoalabardata, i cui vertici dovrebbero sapere meglio di tutti cosa sta accadendo.Certo, il countdown associato al post, fa capire che tutto verrà reso noto (almeno si spera) nella conferenza stampa di domani nella quale il presidente Simone Giacomini è chiamato a svelare quali siano le sue intenzioni e come stanno le cose sui passaggi di quote e sui nuovi acquirenti. Sta di fatto che fra i tifosi alabardati monta l'ansia: si è passati dal gioioso conto alla rovescia di appena undici giorni fa negli ultimi secondi del 2022, a un countdown inquietante che rischia di far aprire il 2023 sotto oscuri presagi.Intanto le voci di prossima vendita non si fermano, anzi i possibili acquirenti hanno fatto già ieri una visita in sede per una prima presa di contatto, anche con le strutture societarie, in vista di un closing che sarebbe comunque previsto solo per fine mese. I nomi sono quelli ormai già noti: Antonio Scaramuzzino come possibile amministratore delegato, il procuratore sportivo Marco Calleri (nipote di Gianmarco ex presidente di Lazio e Torino e cugino di Riccardo, figlio dello stesso Gianmarco) nel ruolo di presidente, ma un ruolo di rilievo lo avrebbe anche Piergiorgio Crosti.In questo contesto a inquietare la tifoseria sono anche le insistenti voci di un corposo mercato in uscita. Ad avere maggiori probabilità di lasciare Trieste i giocatori che hanno più richieste di mercato, e questo indicherebbe la precisa volontà di abbassare i costi di gestione di una rosa al momento molto onerosa, in vista proprio della vendita societaria: i nomi che circolano di più sono quelli di Felici e Adorante, ma anche Sabbione, Pisseri, Furlan e Di Gennaro potrebbero far parte della compagnia. Senza dimenticare che Paganini e Sarzi Puttini dovrebbero avere già le valigie pronte e che fuori dai giochi ci sono già Lombardi e Petrelli. Anche se se ne andasse solo la metà di questi, con chi verrebbero rimpiazzati? Che squadra dovrebbe rincorrere una sempre più difficile salvezza? Anche queste sono domande a cui la società deve rispondere in tempi brevi.Intanto è arrivato il conto per quanto accaduto domenica scorsa sugli spalti: il giudice sportivo ha comminato infatti un'ammenda di 1500 euro alla Triestina per «fatti contrari alle norme in materia di ordine e di sicurezza e per fatti violenti commessi dai sostenitori integranti pericolo per l'incolumità». Si fa riferimento all'esposizione di uno striscione offensivo contro il responsabile della comunicazione alabardata Parpiglia, e soprattutto all'avere dato alle fiamme lo stesso striscione, rendendo necessario l'intervento degli steward e dei vigili del fuoco.Inoltre alcuni dei tifosi, oltre a rendersi protagonisti di cori oltraggiosi verso le istituzioni, si sono portati a ridosso della recinzione per contestare una decisione arbitrale e uno di loro l'ha scavalcata venendo subito bloccato dagli steward - L'animo da battaglia della Pallacanestro Trieste è italiana. Il successo su Scafati domenica scorsa ha visto il maggior impiego di elementi indigeni dall'inizio della stagione. Settantasette minuti in tutto. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", era successo in realtà anche a Varese ma lì si era giocato un supplementare e due Usa, Pacher e Spencer, erano stati costretti a lasciare il parquet per raggiunto limite di falli.Stavolta l'impiego complessivo della componente italiana poteva essere addirittura superiore, nel dopogara coach Legovich ha raccontato che Bossi era pronto a entrare ma gli sviluppi delle azioni successive avevano spinto il tecnico a modificare il turnover.Non è stata una novità assoluta vedere un quintetto di chiara identità difensiva-caratteriale con quattro italiani (Ruzzier, Deangeli, Lever, Vildera). Gaines era l'"intruso" per alzare la quota offensiva ma non era serata come racconta l'uno su sei dal campo. Stavolta, però, il poker italiano è stato determinante. Ed è un esperimento che si ripeterà.Con questi uomini Trieste ha imposto il gioco con il quale si sarebbe sviluppata l'ultima parte della gara. Il lavoro difensivo ha limitato Scafati, in attacco si sono scelte soluzioni sicure con l'ordine dato da Ruzzier e gli altri tre italiani a eseguire il copione di Legovich con la massima applicazione. Un po' come quando durante l'epoca dalmassoniana - e Legovich era il vice - scattava l'ora dei "quattro dell'Ave Maria", con Fernandez, Cavaliero, Coronica e Da Ros a buttare il cuore oltre l'ostacolo. Un modello finora inarrivabile per il potenziale di energia e compattezza. Inoltre quella versione grazie al Lobito e a Cavaliero aveva più punti nelle mani. Questo quartetto un po' di punti potrebbe averli ma servirà che Lever trovi continuità e che si realizzi l'ultimo step del recupero di Ruzzier dopo la panchina bolognese: tornare a incidere in attacco. Accadrà, certe abitudini non si perdono, si tratta solamente di rinfrescarle. Il consolidamento del nucleo italiano permette più opzioni. Marco Legovich nel dopopartita aveva sottolineato: «Sono stati tutti protagonisti». E tra i numeri della sfida vinta su Scafati ce n'è uno particolarmente significativo: punti segnati dal quintetto base 32, punti prodotti dalla panchina 32. «E nessuno ha giocato più di 30 minuti», ha rimarcato ancora il coach. Per Scafati sui 59 punti segnati ben 53 sono venuti dallo starting five dove Pirkins si è sciroppato 36 minuti e il quarantenne Logan 35, quasi 30 Stone. Una delle chiavi per raccontare perchè nell'ultimo quarto la Pallacanestro Trieste abbia messo la freccia sta proprio in questi numeri. I biancorossi sono arrivati più lucidi nel finale e lo si è visto quando per approfittare del bonus bruciato da Scafati a quattro minuti dalla sirena si è usata la testa, senza frenesia, creando le condizioni per spingere gli avversari al fallo e quindi a opportunità dalla lunetta.
  9. (OT) Specialmente in un momento complicatissimo come questo, in cui la sopravvivenza di una realtà che noi amiamo da sempre è fortemente compromessa da personaggi di dubbio valore morale e professionale come i signori che stanno gestendo questo teatrino squallido (e, da giornalista pubblicista quale sono, sono sconcertato che certi "professionisti" della comunicazione stiano usando altri siti quali "megafono" per notizie su ciò che accadrà... ma non si era detto che tutto verrà svelato giovedì?), prego personalmente sempre tutti coloro che partecipano alle discussioni di questo forum di fare uno sforzo per commentare sempre in maniera lucida - nonché non offensiva verso chicchessìa - ciò che sta succedendo e ciò che inevitabilmente succederà da qui alle prossime settimane e ai prossimi mesi. Ci attendono tempi difficili, credo sia inevitabile. Ma cerchiamo di essere almeno noi di questa comunità virtuale sempre un mezzo di confronto civile in tutto ciò che riguarda la nostra amata Unione. Perché passeranno i presidenti, i direttori sportivi, i fantomatici responsabili alla comunicazione, le squadre che scendono in campo e i giocatori: ma noi tifosi rimarremo sempre. Anche nel commentare ciò che accadrà da qui in avanti. Grazie
  10. MARTEDÌ 10 GENNAIO 2023 - La dedica speciale sul successo contro la Givova Scafati nelle parole di Marco Legovich. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", il coach della Pallacanestro Trieste, ritornando sulla bomba di Deangeli che ha spaccato in due la partita dell'Allianz Dome spianando la strada al successo biancorosso, ha parlato delle qualità di Lodovico. «Parlare di lui è una questione di cuore, lo scorso anno nelle vesti di assistente abbiamo aperto e chiuso tante volte le luci del palazzetto vivendo in palestra e lavorando tantissimo sul suo tiro. Lodo è un ragazzo spettacolare che ha un sogno, arrivare più in alto possibile».Un rapporto speciale, quello tra il coach e il suo capitano, vissuto con grande intensità anche fuori dal campo. «Quello che abbiamo intrapreso lo scorso anno - racconta Deangeli - è stato un percorso al buio, nel senso che non sapevamo dove ci avrebbe portato. Legovich è una delle pochissime persone che non ha mai dubitato delle mie qualità, ha sempre creduto in me a volte anche più di quanto potessi fare io stesso. La scorsa estate, nonostante l'impegno con la nazionale under 20 in Montenegro e il lavoro di mercato per costruire la squadra, Marco ha continuato a seguirmi. Lavoravo in palestra e gli giravo i video per chiedergli dove intervenire per migliorare. Nei rarissimi momenti di pausa, trovava il tempo per guardare i filmati, correggermi e darmi suggerimenti. La prestazione di domenica scorsa mi rende felice perchè è il mio modo di dirgli grazie, ripagarlo del lavoro che sta facendo con me e della fiducia che mi sta dimostrando».Vittoria fondamentale, quella di domenica all'Allianz Dome contro Scafati, perchè arrivata al termine di una settimana complicata. «Diciamo pure al termine di una settimana estremamente difficile - continua Deangeli - nel corso della quale ognuno di noi si è messo in discussione. Alla fine della partita, parlando col coach, gli ho detto che però dobbiamo allenarci così. Conoscevamo i giochi di Scafati forse meglio dei giocatori di Scafati, averli tenuti a 59 punti è stato il frutto del lavoro fatto in fase di preparazione. Al di là della partita, sono felice per la risposta che tutti abbiamo saputo dare sul campo. Che tu sia notaio, avvocato o giocatore di basket, la differenza la fanno gli uomini. Domenica sera lo siamo stati fino in fondo: dovevamo vincere e abbiamo portato a casa un risultato fondamentale».Una tappa nel percorso di avvicinamento alla salvezza. E siccome gli esami non finiscono mai, già sabato sera, sul parquet del PalaVerde trevigiano, arriverà un'altra sfida verità contro la Nutribullet di Adrian Banks. «La società e lo staff non ci parlano mai della classifica e delle altre squadre - conclude Deangeli - cerchiamo di guardare esclusivamente a noi stessi e al cammino che dobbiamo fare per arrivare a quei 22/24 punti che serviranno per riuscire a salvarsi. Treviso rappresenterà un'altra prova importante, una partita probabilmente simile a quella che abbiamo giocato contro Scafati nella quale dovremo arrivare pronti e consapevoli della battaglia che ci aspetta. Sarà strano ritrovarci di fronte Banks: Adrian è una persona speciale ed è un giocatore straordinario perchè alla sua età continua a far mangiare la polvere ad avversari molto più giovani di lui. Sarà bello ritrovarlo poi, in campo, tornerà ad essere un avversario. Che faremo di tutto per riuscire a battere» - Fa sempre male perdere sul campo. E ancora di più se si tratta della sconfitta numero 14 su 21 partite sin qui disputate. Ed è superfluo, come scrive oggi Ciro Esposito, stare a citare i record negativi di questa squadra perchè sono sotto gli occhi di tutti. Eppure, nonostante questa devastante striscia di non-risultati, le voci che si rincorrono da una settimana di un cambio di assetto societario, che si sta per verificare, hanno un effetto più devastante e inquietante del deprimente ultimo posto in classifica. Toccherà al presidente Simone Giacomini spiegare nella conferenza di giovedì le sue azioni e le sue intenzioni. Ma un concetto deve essere chiaro: l'obiettivo a metà stagione non può essere che il mantenimento della categoria. Questo era l'obiettivo minimo sempre dichiarato dalla società, lo deve essere per chiunque avrà il compito di gestire e guidare l'Unione. Anche i tifosi e la città devono difendere il ruolo tra i professionisti della Triestina. E se non fosse così quale senso avrebbero i prossimi mesi di campionato?GLI ASSETTI Il presidente dovrà finalmente chiarire se la vendita di quote è stata fatta, con chi e a quali condizioni. E forse sarà chiaro anche perché dei soggetti siano intenzionati a comprare quote di una società che ha l'onere di sostenere ingenti costi e in un momento in cui la squadra è ultima in classifica. Nel frattempo ogni giorno spunta qualche nome nuovo. Spesso sono rumors, con tanto anche di smentite, ma delle ipotesi sono concrete. Giacomini ha cercato dei partner per affiancarlo, anzi anche per cedere la maggioranza delle quote (si flotta dal 70 al 90%). Sembra li abbia trovati. E magari qualche nome tra i tanti emersi, sia come soci che per ruoli nell'organigramma, si rivelerà azzeccato. Dal procuratore Marco Calleri (non l'ex presidente di Lazio e Toro, nè il figlio Riccardo) all'imprenditore delle ceramiche Ciarrocchi (che ha già smentito), da Piergiorgio Crosti ad altri personaggi vicini a Lotito, dal possibile ad in pectore Antonio Scaramuzzino al diesse Lamazza (che dice di aver declinato). In particolare Crosti e Scaramuzzino potrebbero essere già oggi a Trieste. IL MERCATO FERMO La certezza è che dopo i primi due arrivi il mercato di Romairone è stato stoppato. Giacomini, dopo aver messo a disposizione un budget con pochi eguali in C, ha deciso di dire stop. Si fa con quello che si ha come peraltro fanno in tanti in C : prima le uscite e poi nuove entrate eventualmente. E chissà che non possa partire anche qualche giovane di belle speranze come Felici o Adorante. Tutto legittimo purché si faccia chiarezza. Un'altra certezza è che la tempistica della scelta non aiuta la Triestina a una già difficile risalita.SQUADRA E TECNICO La squadra ha evidenti deficit tecnici e soprattutto caratteriali che in questi tre mesi Pavanel non è riuscito a correggere. Sono difetti di costruzione oltre a quelli sopravvenuti a causa della mancanza di risultati e di fattori esterni. Pavanel quanto a sconfitte ha raggiunto la doppia cifra. Eppure è l'unico, forse assieme a un manipolo dei suoi giocatori, a credere nella rincorsa per salvarsi. Un atteggiamento il suo al limite del masochismo che tuttavia testimonia quale sia il suo attaccamento ai colori della Triestina. È un valore aggiunto che, oltre alla sua professionalità, non si può non riconoscere. È una sfida non solo personale di chi conosce e vive da anni la città e si rende conto quanto disastrosa sarebbe una retrocessione in serie D.LA SERIE D Ma non è meglio ripartire dai dilettanti per costruire qualcosa di solido e duraturo? No, perché la Triestina ci è già passata in tempi purtroppo molto recenti. Certo per chi dovesse gestirla in D sarebbe un vantaggio economico non da poco. Via tutti i contratti pesanti in essere e giocatori da retribuire con un terzo di un esborso tra i pro. Ma per i tifosi e la città questo significherebbe esporre l'Unione alle scorribande degli avventurieri (per usare un termine soft) del pallone che già si fa fatica a tenere a bada in C. Molte squadre nobili, dopo cadute o fallimenti, hanno saputo rialzarsi. Modena, Reggiana, Padova, Parma, Palermo e l'elenco potrebbe continuare. Tutte piazze dove il tessuto economico locale si è rimboccato le maniche. A Trieste questo manca e lo ha dimostrato la storia recente e non. Solo i tifosi hanno raccolto i denari per tenere in vita il marchio quando non si sapeva neppure se l'Unione avrebbe disputato l'Eccellenza. Dopo l'esperienza meritevole ma fallimentare di alcuni imprenditori triestini, solo il tandem sempre triestino Milanese-Biasin è riuscito a risollevare l'Unione dalla melma della D, di andare vicino alla B, di riportare ventimila al Rocco, di ridare dignità alla Triestina. Piaccia o non piaccia questo è. Giacomini, nonostante la comprensibile delusione per le questioni che potrà esternare, può gestire come ritiene più opportuno la sua impresa ma si è assunto davanti a tutti la responsabilità di tenere la Triestina tra i pro anche passando ad altri o assieme ad altri soci. Gli obiettivi si possono anche non centrare o fallire. Un imprenditore serio e di successo non lascia tuttavia un progetto a metà strada anche se incontra difficoltà. Ci si può salvare anche all'ultimo minuto di un play-out. I triestini che invasero Dro nel maggio 2015 lo hanno già vissuto. E in palio c'era la D, non la C
  11. LUNEDÌ 9 GENNAIO 2023 - L'orgoglio di un successo arrivato al termine di una settimana difficile nelle parole di Marco Legovich. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", il coach triestino sottolinea la bontà di una prestazione che, al di là del gioco espresso, ha portato due punti in classifica che rappresentano ossigeno puro.«Parto dal pubblico che è stato eccezionale - la sua analisi - sarò noioso ma da triestino vedere questo palazzo che, partita dopo partita, si riempie un po' di più credendo nel lavoro che facciamo per me è motivo di grande soddisfazione. Sentire tanto calore è stato fondamentale in un match che è stato difficilissimo: con i ragazzi l'avevamo definita la sfida delle sabbie mobili contro un'avversaria che pian piano ti fa perdere certezze ma siamo stati bravi a tenere botta continuando a eseguire ciò che avevamo preparato in settimana. Si è visto il carattere dei giocatori, la voglia di aiutarsi in campo, la capacità di reagire alle difficoltà. Serviva una vittoria al termine di una settimana difficile - continua ancora Legovich nel dopogara - è arrivata grazie a una grande prestazione di squadra, società e pubblico: questa è davvero una serata da ricordare».Vittoria del gruppo, come testimonia il minutaggio dei singoli giocatori e la scelta dei quintetti in campo nei momenti più delicati della sfida. Serviva una Trieste operaia, Legovich ha sfruttato fino in fondo le caratteristiche dei suoi uomini. Nell'ultimo quarto, quintetto italiano con il solo Gaines in campo e Pacher e Spencer in panchina.«Si è trattato di una scelta esclusivamente tecnica - sottolinea Legovich - in quel momento Vildera ci era più utile per la velocità di roll ma soprattutto per la capacità di mettersi a disposizione nell'area vicino al tiro libero dando profondità e creando spazi per i tiratori oltre che per la capacità di tenere in difesa sull'uno contro uno essendo più aggressivo sui pick & roll. Al di là di questo sono soddisfatto della prima parte di partita di Skylar Spencer, quindi nella scelta dei quintetti non c'è nessun messaggio rivolto ai giocatori. Credo che un dato importante sia che nessuno ha giocato più di 30 minuti, a livello di rotazioni e di coinvolgimento abbiamo trovato qualcosa da parte di tutti».Chiamato in causa da Marco Legovich, Giovanni Vildera sottolinea l'importanza del risultato conquistato da Trieste. «Una vittoria che ci serviva per la classifica - sottolinea il centro biancorosso - stasera (ieri sera ndr) non c'era davvero altro risultato possibile. Con coach Legovich c'è un rapporto di grande fiducia cominciato la scorsa estate quando mi ha chiamato a far parte di questa squadra. Marco è il primo allenatore che in serie A mi dà tutto questo spazio e di questo non posso che essergli grato e non posso far altro che spendermi e dare tutto in ogni singolo allenamento e in ogni partita». - «A fine partita sono andato subito negli spogliatoi, sono sconfitte che bruciano tanto e avevo bisogno di sbollire». Massimo Pavanel è l'immagine dello sconforto, anche se non perde la sua anima combattiva. Stavolta non è andato lui a parlare con i tifosi sotto la curva a fine match («ma la curva sa cosa penso», chiarisce il mister), a dialogare a lungo è stato Beppe D'Aniello. Poco dopo, c'è stata anche una piccola contestazione di un gruppetto di tifosi che ha stazionato fuori dall'uscita del garage della tribuna, costringendo le forze dell'ordine a chiudere i cancelli. Intanto Pavanel ha cercato di raccontare l'ennesima sconfitta: «Cosa mi preoccupa di più? Il risultato. Onestamente la prestazione la squadra ultimamente la fa sempre, a volte è più brillante, altre meno, ma abbiamo creato anche stavolta tante opportunità. Abbiamo subito un gol su un calcio angolo che non c'era, con il giocatore avversario che l'ha presa di nuca. Ne prendiamo atto e andiamo avanti, ma è una sconfitta che brucia moltissimo». Non per questo il tecnico è intenzionato a mollare. Le dirette rivali si distaccano, la situazione societaria è in piena ebollizione, il mercato non si sa se porterà ancora delle novità, ma Pavanel conferma che cercherà ancora di portare fuori l'Unione da questo sprofondo rossoalabardato in cui è finita: «È una cosa che proverò con tutta la voglia e tutta l'anima. Chiaro che i risultati sono pesantissimi da digerire, ma nelle ultime 4-5 gare alla squadra non si può dire niente sul piano prestazionale. Ed è li che dobbiamo continuare a forzare. È stata anche una settimana buona sul piano del lavoro, la squadra ha risposto, ovviamente abbiamo bisogno tutti di un risultato, la squadra, l'allenatore, la società, la città, i tifosi: e tutti a capofitto dobbiamo andare a cercarlo, facendo quadrato tutti assieme». A complicare le cose una continua emergenza sul fronte delle disponibilità, che però sembra destinata a migliorare: «Adorante ha giocato con la febbre, Felici fino al giorno prima aveva una bronchite. Inoltre Gori ha avuto un colpo sul ginocchio che ora andrà valutato, zoppicava, era ammonito e in mezzo ci serviva gente fresca non vincolata da un cartellino giallo. Ma in generale la situazione è in recupero. Ciofani rientrerà dalla squalifica, Di Gennaro da martedì si allena con la squadra, molto probabilmente dalla prossima rientrerà anche Lollo».
  12. Bene, avviso ufficiale e ban per una settimana. Se la prossima domenica vuoi tornare a parlare in maniera pacifica, siamo qui. Altrimenti resta pure lontano dal forum
  13. DOMENICA 8 GENNAIO 2023 - Diciassette giorni dopo la sconfitta con il Pordenone, la Triestina torna in campo. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", di tempo per digerire quella mazzata psicologica ce n'è stato, il problema è che nel frattempo è successo un po' di tutto. Fra mille voci su passaggi di quote societarie, smentite e mezze conferme, e un mercato prima bloccato ma che poi ha almeno portato due rinforzi importanti, la squadra alabardata non ha vissuto esattamente il clima ideale in cui preparare non solo una partita, ma anche una complessa risalita dall'ultimo posto e un percorso che porti alla salvezza. Oggi l'Unione inaugura il 2023 ospitando l'Arzignano Valchiampo (al Rocco si inizia alle ore 14.30, arbitra Luongo di Napoli, prevendita aperta a CC Triestina Club anche oggi dalle 9 alle 11)), una matricola che dopo un buon inizio si è arenata ma che per ora viaggia ancora in acque quasi tranquille. Ma è una squadra che deve essere assolutamente abbordabile per una Triestina come quella vista contro Feralpi, Pergolettese e per 89 minuti con il Pordenone. E non serve sottolineare quanto sarebbe importante una vittoria non solo per una classifica che definire allarmante è un eufemismo, ma anche per regalare un barlume di luce a un ambiente depresso sul piano dei risultati e ora anche in fibrillazione per le vicende societarie. Il problema è che, tanto per cambiare, la Triestina è in totale emergenza sul fronte dei disponibili: anche per questo, oltre che per il loro valore, i due nuovi innesti Malomo e Germano verranno sicuramente gettati subito nella mischia. Il difensore deve puntellare la difesa e sul suo apporto di grinta, agonismo e anche attaccamento alla maglia, non ci sono dubbi. Il centrocampista invece ha già fatto bene con Pavanel a Padova e dovrà diventare in fretta una preziosa pedina in mezzo al campo. La lista delle assenze è lunghissima: mancherà lo squalificato Ciofani, mentre per problemi fisici non ci saranno ancora Pezzella, Lollo, Sottini e Di Gennaro, che dovrebbe recuperare per la prossima settimana. Assenti perché ormai in uscita sul mercato anche Petrelli e Rocchi (quest'ultimo andrà a Potenza), mentre tra i convocati ci sono ancora Paganini, Sarzi Puttini e Furlan, ma visto che sono tutti prossimi a partire, un loro utilizzo è previsto solo in emergenza. Alla resa dei conti, la coppia di difensori centrali sarà composta da Malomo e Sabbione, con Ghislandi a destra e Rocchetti come terzino sinistro. A centrocampo Gori perno centrale, mentre le mezzali saranno Germano e Crimi, a meno che quest'ultimo non abbia ancora i novanta minuti nelle gambe: in quel caso potrebbe esserci Lovisa, mentre sembra più remoto un utilizzo di Paganini. In avanti Adorante è convocato ma fino a ieri ha avuto la febbre e pertanto non è certamente al meglio: probabile dunque che insieme a Minesso e Ganz, in attacco ci sia Felici, anch'esso con la febbre a inizio settimana ma ora voglioso di rientrare dopo quattro giornate di squalifica. Dall'altra parte anche l'Arzignano si schiererà con il 4-3-1-2: davanti a Saio, la coppia Molnar-Piana, con Cariolato a destra e Gemignani a sinistra. In mezzo Casini centrale con Bordo e Antoniazzi mezzali; in avanti Barba dietro le punte Grandolfo e Parigi. - «Solidi. Pronti ad affrontare una battaglia. Attenti in difesa, dimostrando di voler vincere». Lo scrive oggi Roberto Degrassi: Marco Legovich indica la strada alla Pallacanestro Trieste che stasera, alle 19 all'Allianz Dome, gioca contro Scafati la partita più importante di questo suo campionato. Penultima insieme a Napoli dopo il ko a Verona, Trieste in caso di sconfitta rischierebbe di veder allontanarsi ulteriormente le squadre davanti e di andare sabato a Treviso con una zavorra di pressione addosso in un clima già da penultima spiaggia. Il coach biancorosso aveva tuonato nel dopopartita a Verona, dichiarandosi deluso dalla prova della squadra e in particolar modo da alcuni elementi. C'è stato un confronto nei giorni scorsi. Che settimana è stata quella appena trascorsa? «Una settimana molto intensa - spiega Legovich - La sconfitta non è stata indolore, ha rappresentato un passaggio importante. Non possiamo perdere subendo 87 punti in quel modo. Abbiamo lavorato tanto nella metà campo difensiva, abbiamo cercato di prepararci tatticamente ad affrontare una squadra che dopo i movimenti di mercato ha vinto cinque gare nelle ultime sei. Una squadra di sistema, come quelle di Caja, per affrontarle bisogna essere lucidi per 40 minuti. Sempre costanti, solidi. Nessun momento di distrazione, dobbiamo stare sempre sul pezzo». Nel corso della settimana si è parlato anche dell'atteggiamento psicologico in confronti come questo. «Un tema sul quale abbiamo insistito effettivamente - continua il coach triestino - C'è l'esigenza di fare di più, di essere più duri, decisi. Bisogna che tutti capiscano l'importanza di questo momento, pensando a vincere, non dobbiamo preoccuparci di fare la corsa sulle altre perché questo è un campionato che scombina i pronostici. Dobbiamo pensare solo a noi, ad andare avanti, facendo un salto di qualità. Abbiamo dimostrato di saper difendere in modo solido contro Trento, possiamo rifarlo e stavolta per 40 minuti di fila. Voglio che tutti dimostrino che il primo pensiero è voler vincere». Oggi sono in tanti a essere chiamati a una reazione, a cominciare dalle due ali forti, inconsistenti a Verona. Chi invece sta sorprendendo in positivo è il buon Skylar Spencer. Un applauso arriva anche dallo stesso Legovich: «Vive la squadra, si mette a disposizione e sa trarre lezioni dagli errori. Ha una notevole intelligenza tattica, è attento nella lettura delle situazioni difensive. Non sarà un crack ma si sta dimostrando utile». E utile, anzi indispensabile, sarà l'apporto del sesto uomo oggi. Dopo le 3mila presenze contro Trento, sarebbe bello un altro incremento. Intanto è già stato riempito un pullman per Treviso dalla Curva Nord.
  14. Eh, appunto sul concetto del "dover" far mercato: molto secondo mi passa da come uscimo da queste due partide. Al di là che anche mi penso sia necessario ritoccar qualcosa
  15. Tra Scafati e Treviso, sono davvero le due partite più importanti sin qui di stagione? Ne parlo qui, anche con una considerazione sul mercato (se davvero lo faremo a stretto giro...) https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/trieste-tra-scafati-e-treviso-saranno-80-minuti-chiave.html
  16. SABATO 7 GENNAIO 2023 - Scherzi del calendario. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", nelle ultime due giornate di campionato la Pallacanestro Trieste di Frank Gaines e Frank Bartley, cioè il capocannoniere del campionato 2018-19 e di quello attuale, dovrà fronteggiare i due tiratori più maturi e collaudati della categoria. La suggestione dei confronti con la Givova Scafati domani all'Allianz Dome e con la Nutribullet Treviso sabato prossimo sta in due nomi: il "professor" David Logan domani sera e il pistolero ex biancorosso Adrian Banks al PalaVerde.Logan, quarantenne terribile, sta tenendo una media-partita di 17,6 punti, 4 assist e il 42% da tre punti in 30 minuti di impiego. Una garanzia. Il vero babau però sta in panchina. Attilio Caja è l'allenatore tradizionalmente più ostico a Trieste. In realtà dividerebbe questo primato con Frank Vitucci ma va sottolineato che di solito la Brindisi del tecnico veneto aveva una caratura tecnica superiore rispetto ai team che ha dovuto guidare il coach pavese. Probabile che Caja stia pensando di affidare Bartley alle cure di quel mastino di Stone...Un altro spettro da esorcizzare domani sera (palla a due alle 19) sarà l'uomo che con il suo inserimento ha cambiato il volto di Scafati, Stan Okoye. Sedici punti, 6,5 rimbalzi di media in quattro gare. E se il nome ricorda qualcosa, bisogna riandare a un derby contro Udine in A2 a Cividale. Okoye vestiva la maglia dell'Apu e ne fece 29, quella sera. In sostanza, un professore e due soggetti che evocano ricordi spiacevoli. Tre argomenti per alzare la guardia in vista del confronto di domani sera che riporterà a Valmaura Fabio Mian in veste di avversario.La Pallacanestro Trieste non può permettersi di ripetere la prestazione di Verona. Ha bisogno di vincere per staccarsi dal penultimo posto attualmente condiviso con quella GeVi Napoli che ha appena piazzato il colpaccio Joe Young. Ha bisogno di vincere per presentarsi al successivo confronto a Treviso, l'ultimo del girone di andata, senza troppa pressione. Ha bisogno di vincere per darsi risposte sull'atteggiamento e la determinazione del gruppo. Ha bisogno di vincere perchè per la prima volta nell'ultima gara casalinga contro Trento ha sfondato il muro stagionale delle tremila presenze all'Allianz Dome e in occasione del match di domani ha lanciato un'iniziativa ("Porta un amico") per consolidare una robusta presenza di pubblico. Abbiamo già detto che ha bisogno di vincere?...Oggi doppio anticipo in A. Tortona-Virtus Bologna va in scena al PalaFerraris alle 20 mentre mezz'ora dopo toccherà a Germani Brescia-Dolomiti Energia Trentino - Alla Triestina servono aria fresca ed entusiasmo. E poi ovviamente le vittorie. Parola dei due nuovi arrivati, Umberto Germano e Alessandro Malomo, che come scrive oggi Antonello Rodio sul quotidiano locale, dopo due soli allenamenti, si dimostrano ottimisti sulla salvezza dell'Unione. «Da quello che ho visto in questi due giorni, qui i giocatori ci sono - spiega Germano - la personalità c'è, la squadra ha qualità, ma è normale che dopo un girone di andata così, si siano perse alcune sicurezze. Forse c'è bisogno di una ventata di entusiasmo, che arriva solo attraverso i risultati». Il giocatore che arriva dal Padova, dove stava regolarmente giocando, racconta la sua scelta di puntare sull'Unione: «Erano già due o tre settimane che avevo contatti col direttore: all'inizio ero un po' dubbioso, ma non per la classifica o la società, che anzi è fra quelle al top, bensì per questioni familiari visto che mi allontanavo da casa. Ci ho pensato un po' e alla fine ho preso la decisione, e sono convintissimo sia quella giusta. Anche il fatto di ritrovare Pavanel ha influito sulla decisione, lo conosco, secondo me ha buone idee, spetta a noi metterle in pratica». Germano è conosciuto anche per la sua duttilità, avendo giocato in carriera da centrocampista, mezzala, esterno e terzino. Qui toglie qualsiasi dubbio su quale sarà il suo ruolo nella Triestina: «Io sono venuto per fare la mezzala. Poi ho giocato parecchio anche terzino e vengo utilizzato dove c'è bisogno. Personalmente, comunque, preferisco molto di più fare la mezzala, mi piace buttarmi negli spazi davanti e arrivare alla conclusione». Sulla situazione in fibrillazione a livello societario, Germano assicura che i giocatori devono pensare solo al campo: «Queste cose non ci devono portare via energie, ci dobbiamo isolare e pensare a fare più punti possibili. Sotto questo aspetto gli scontri diretti saranno fondamentali, ma i tre punti valgono anche con le squadre che sono più su in classifica e noi non siamo da meno di loro». Suona la carica e trasmette ottimismo anche Malomo: «Ho trovato un bel clima negli spogliatoi e una squadra viva e per me anche forte, certo c'è da migliorare. Avevo paura di trovare un gruppo spento e demotivato, invece è bello carico e voglioso di rialzare la testa. Anche il mister lavora bene, io sono ottimista e credo che tutto si sistemerà. Dobbiamo rispondere sul campo e dare una svolta, serve una ventata di aria fresca. E l'unico modo per far ritornare la gente allo stadio è dimostrare di avere voglia, grinta e mettercela tutta, in modo da avere la coscienza a posto quando si esce dal campo». Malomo sottolinea anche che nell'estate 2020 avrebbe voluto rimanere a Trieste e gli preme chiarire i termini del mancato rinnovo: «Se ne sono dette tante, il rinnovo lo avevo già pronto da inizio stagione, ma tardava ad arrivare. Poi a Gubbio accadde quel brutto infortunio in cui mi sono rotto la testa e la società non ha voluto rinnovare. Mi hanno chiesto però di rimanere per i play-off ma io ho dovuto pensare al prosieguo della mia carriera: non potevo firmare per un mese e rischiare un altro infortunio sapendo che la società non voleva rinnovare, quindi ho preso un'altra decisione pensando a me stesso. Una scelta dolorosa, ma non potevo rischiare di farmi male e rimanere senza squadra».
  17. VENERDÌ 6 GENNAIO 2023 - L'acquisto di un consistente pacchetto di quote della Triestina, al momento controllata al 100% da Atlas e quindi da Stardust, avrebbe dovuto essere messo nero su bianco nella giornata di ieri. Invece, come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", la trattativa ha subito una frenata o meglio un rinvio. L'operazione condotta dai legali del presidente Simone Giacomini e quelli del gruppo di imprenditori romani che hanno presentato un'offerta non è saltata e le parti si sono date una dead-line che è fissata per il 31 gennaio. Questa è la data nella quale gli acquirenti dovranno depositare una fideiussione a garanzia dell'acquisto del pacchetto azionario. Quindi l'operazione resta in piedi ma non è scontato che debba andare in porto.Niente rivoluzioni o cambiamenti dunque per ora nell'asset societario, né stravolgimenti nell'organigramma come il ventilato divorzio dal direttore generale Giancarlo Romairone, oltre all'arrivo come ds di Francesco Lamazza (oggi alla Vibonese). Anzi, la mancata definizione dell'accordo, ha dato il via libera al dg per completare le operazioni di mercato avviate nei giorni scorsi e concordate con il tecnico Massimo Pavanel. La novità a livello di organizzazione della struttura sportiva è l'affidamento dell'incarico a Simone Farina di direttore sportivo della Triestina. L'ex giocatore, che con la sua denuncia per aver subito un tentativo di corruzione fece esplodere nel 2011 l'indagine sulle partite truccate denominata Last Bet, è stato fin dal mese di luglio collaboratore tecnico di Romairone. Insomma il mercato di gennaio sarà gestito da Romairone in tandem con Farina e quindi sul quel fronte cambia poco o nulla.La nuova nomina tuttavia sul piano operativo, visto che Farina è uomo di calcio ed esperto di scouting, potrebbe essere utile in quell'attività di collegamento tra gruppo-squadra e società che è uno dei compiti caratteristici del direttore sportivo quando si è lontani dalle sessioni di mercato. Nelle prossime settimane magari si delineeranno meglio le deleghe e i compiti affidati allo stesso Farina.Intanto fino al 31 gennaio si va avanti così nella speranza che la dirigenza possa completare la rimodulazione della rosa a disposizione di Pavanel e che squadra e tecnico possano concentrarsi soprattutto sulle partite da giocare. Anche perché i punti e le vittorie devono cominciare ad arrivare il prima possibile. Calendario alla mano infatti, a inizio febbraio la difficile corsa verso la permanenza nella categoria potrebbe già essere compromessa. Gli spazi per una risalita ci sono ancora. Tocca a Romairone, Farina e Pavanel far quadrare i conti ed evitare una retrocessione disastrosa per il club e per la città. - La stagione della Pallacanestro Trieste viaggia su binari paralleli. Da un lato si guarda con ottimismo al futuro, grazie all'arrivo della proprietà americana e all'ingresso dei nuovi soci che nelle prossime settimane chiariranno idee e programmi, dall'altra c'è la palpabile preoccupazione per la situazione di una classifica che, a due giornate dal termine del girone d'andata, vede la formazione di coach Legovich proprio ai margini della zona salvezza. Come scrive Lorenzo Gatto, nelle ultime settimane Trieste si è vista raggiungere e superare da Scafati, Treviso e Verona: resta davanti a Napoli e Reggio Emilia in virtù degli scontri diretti ma deve necessariamente ricominciare a far punti per non scivolare ulteriormente in classifica. Proprio ieri Napoli ha annunciato l'ingaggio della guardia Joe Young, 30 anni, 188 cm, che ha iniziato la stagione in Grecia, con il Promitheas di Patrasso segnando 16 punti per partita e in Eurocup è capocannoniere con 23,4 punti per gara e 3,9 assist.LA SOCIETÀ: Da chiarire molti aspetti legati all'arrivo di una proprietà sulla quale c'è ancora molto da scoprire. I nuovi soci saranno a breve in città visto che, entro la fine di gennaio, andrà perfezionato il passaggio del 90% delle quote del capitale che sanciranno il passaggio della Pallacanestro Trieste al gruppo CSG. Nel frattempo Richard de Meo e gli altri componenti del gruppo continuano a seguire l'evolversi del campionato biancorosso.SCONTRI SALVEZZA: Si parte domenica all'Allianz Dome contro Scafati, sabato 14 gennaio si replica al Palaverde di Treviso al cospetto della Nutribullet di Adrian Banks. Due gare che diranno molto sul percorso che attende Trieste nel girone di ritorno. La squadra, reduce dalla prova incolore disputata a Verona, è chiamata a riscattarsi. Il faccia a faccia in settimana tra coach e giocatori testimonia l'importanza di una sfida nella quale tutti sono stati richiamati alle loro responsabilità. Serviranno grinta e determinazione in un match nel quale anche il pubblico triestino sarà chiamato a fare la sua parte. Tifosi chiamati a raccolta dalla società che ha dedicato loro una speciale promozione.ùPALLACANESTRO TRIESTE SPECIAL DAY: L'iniziativa consentirà ai tifosi di portare un amico ad assistere al match con un biglietto cortesia, a fronte dell'acquisto di un tagliando intero. Per ogni tagliando intero acquistato nelle biglietterie dell'Allianz Dome un tifoso può ottenere un biglietto cortesia al costo di due euro nello stesso settore in cui è stato comprato l'intero. Allo stesso modo anche gli abbonati potranno ottenere un biglietto cortesia da due euro solo esibendo l'abbonamento alle biglietterie dell'Allianz Dome, sempre nello stesso settore. La vendita dei tagliandi, iniziata nel pomeriggio di ieri, non comprende i settori Prima Fila e SuperVip ed è valida solo per l'acquisto presso le biglietterie dell'Allianz Dome. La biglietteria sarà aperta ancora oggi e domani dalle 10 alle 13 e poi domenica a partire dalle 17 fino a fine secondo quarto (biglietteria esterna di Via Flavia 3). Contestualmente, attiva da ieri la prevendita online anche sul circuito Vivaticket. Nel tardo pomeriggio di ieri erano stati staccati 383 biglietti dei quali 150 sono della promozione. Non una grandissima risposta da parte del pubblico ma c'è ancora tempo per dare impulso alla prevendita
  18. Grazie infinite a @Capitolo23 che diventa utente benemerito e grazie come sempre anche @GiGi-TO
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