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SandroWeb

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Everything posted by SandroWeb

  1. Post di servizio per sbloccare la discussione dopo il down di venerdi
  2. DOMENICA 21 GENNAIO 2024 - La zona Cesarini, ancora una volta, ha regalato una gioia da ricordare ai ragazzi di Attilio Tesser. Come scrive oggi Guido Roberti su “Il Piccolo”, l’allenatore veneto, nella sala stampa vercellese, complessivamente ha promosso pienamente i suoi giocatori: «Nel primo tempo abbiamo creato tanto contro un’ottima squadra, se non punisci l’avversario in questi casi qualcosa rischi e così hanno pareggiato. Però abbiamo giocato con tanta qualità, con buona personalità e sviluppato tante situazioni. Ci siamo difesi con ordine contro un squadra che attacca in massa e gioca bene. Il secondo tempo è stato più equilibrato, ma non siamo mai stati rinunciatari. Alla fine ci è andata bene, con quel pizzico di buona sorte, ma con merito. Leggo a volte di altre che vincono meritatamente da noi: ho tanti dubbi su quel meritatamente». Una parola su alcuni singoli: Petrasso, Lescano, Fofana. «Rispondo anche sui singoli ma abbiamo giocato da squadra e questo conta. La prestazione di Petrasso è stata decisamente positiva, si è proposto ed aveva sul suo lato un giocatore forte come Mustacchio. Ha spinto e difeso bene, con ordine e buona qualità tattica: sono molto contento della sua prestazione, c’era curiosità nel vederlo in gara ufficiale. Su Lescano fa da punto di riferimento davanti, deve salire un po’ di condizione ma ha fatto reparto per 90 minuti, ha saputo muoversi e tirato tre-quattro volte in porta. Sono contento della sua prestazione. Fofana interno aveva già giocato, deve migliorare un po’ il senso della posizione. Ho scelto lui perché si allena bene, sempre attento, mentre Pierobon probabilmente è in uscita: la valutazione era su chi mentalmente potesse darmi qualcosa in più». Correia stavolta sembrava un po’ più giù di corda ma lo ha tenuto in campo fino alla fine. «Io lo vorrei tenere sottotono così sempre, mi va bene lo stesso» rivela con sottile ironia Tesser, il quale chiude con una riflessione ad ampio respiro sulla bella gara in Piemonte. «È stata una bella partita per la categoria, con intensità, accelerazioni e giocate a viso aperto. Il terreno incide, velocizza molto il gioco nell’esecuzione, le squadre sono state dinamiche ed i miei centrocampisti molto aggressivi davanti. Come la Pro Vercelli con le fasce laterali e le costanti sovrapposizioni degli esterni”. Per gli annali della storia, intanto, il tecnico di Montebelluna eguaglia Cristian Bucchi con 8 vittorie in trasferta in una stagione: un record. – Partiamo dall’unica nota parzialmente positiva di una serata cividalese tutta da dimenticare. Come scrive oggi Roberto Degrassi, Michele Ruzzier ha riportato una distorsione a una caviglia ma non si aggiungerà a Justin Reyes nella lista degli infortunati a lungo. Molto probabilmente il play verrà tenuto precauzionalmente a riposo mercoledì nella gara di recupero casalingo con Chiusi ma poi dovrebbe essere abile e arruolato. ATTEGGIAMENTO L’impressione è che la sconfitta di Cividale non potrà venir liquidata come un incidente di percorso. A Bologna Trieste ha perso contro una squadra che finora si è dimostrata la più forte del girone, a Udine è caduta nel finale commettendo molti errori ma a Cividale ha toppato completamente. Non ha dimostrato capacità di reagire al ko nel derby con Udine nè all’assenza di Reyes, non sono state trovate soluzioni tecniche per tamponare la mancanza del portoricano ma c’è qualcosa ancora più grave che è emerso. Trieste si è lasciata sopraffare, ha subito passivamente la carica di un avversario che si è esaltato con il passare dei minuti, non ha fatto una piega mentre una squadra tecnicamente inferiore si metteva a cercare “numeri”, l’atteggiamento del corpo era lo specchio della disfatta. Le espressioni ricordavano purtroppo quelle viste al PalaPentassuglia brindisino otto mesi fa. Coach Christian ha enormi responsabilità e dimostra di non saper cambiare registro o dare alternative al gioco monocorde dei tentativi da tre. Sei sconfitte in 19 partite, quasi un terzo. Non è un passo da squadra che vale la promozione. A Cividale però anche i giocatori ci hanno messo del loro. Oppure ai biancorossi sul parquet va bene che Dell’Agnello banchetti sotto canestro, che Rota la metta da otto metri di prepotenza, che la Gesteco si involi a 25 punti di vantaggio? L’assenza di Reyes nel tracollo a Cividale ha tolto gli alibi a tutti e su tutto. Dalla panchina al campo. Si pensava che chi finora era stato più sacrificato nel minutaggio ora con più spazio potesse rialzare testa e voce. Trenta minuti per Campogrande e 2 su 9 dal campo. Discontinuo. Ancora. E almeno questa non può essere colpa di Christian visto che il rendimento ondivago dell’esterno ha accompagnato anche le gestioni Ciani e Legovich. Sedici minuti per Ferrero, con 3 punti e accoppiamenti difensivi azzardati. Bossi 5 minuti in valutazione negativa, però non meritava l’umiliazione di essere buttato dentro nei secondi finali. Contro mezzi lunghi Candussi poteva fare la differenza, 0 su 3 da sotto e quattro tentativi da tre di cui non si avvertiva il bisogno. E si può andare avanti così risparmiando in fondo il solo Eli Brooks che a sbattersi ci ha provato, ha strappato pure sette carambole ma se dopo due falli viene dimenticato dall’allenatore in panchina non è mica responsabilità dell’ex Michigan… «DELUSIONE» Nel dopopartita è successo qualcosa di insolito. Dopo mesi di zuccherosi, stucchevoli “I love this team”, Christian in sala stampa si è dichiarato deluso. Parole che confermavano l’espressione al quarantesimo minuto, in disparte dai giocatori. Non ha fatto nomi ma, escluso Brooks e considerando che Ruzzier è uscito infortunato nel terzo quarto, si può pescare nel mucchio tra chi resta. La ripresa della preparazione sarà meno zuccherosa del solito ed è arrivato il momento di un confronto anche schietto e brutale. Il coach si dice deluso di alcuni giocatori ma pare che il sentimento sia ricambiato e da qualcuno sarebbero state esplicitate alla dirigenza nelle scorse settimane perplessità sulle originali metodologie di allenamento. Intendiamoci, per vincere non serve eterno amore. Anzi. Alla fine contano i fatti. I valori. Le parole stanno a zero. Dovrebbero saperlo anche negli Usa visto che l’anedottica di cicli vincenti nella Nba è piena di squadre fatte di rapporti tormentati, divisioni, insofferenze. A Trieste in almeno un’occasione, durante l’era dalmassoniana, il giocattolo fu sul punto di sfaldarsi ma furono i giocatori stessi con un patto nello spogliatoio, in autonomia, a trovare una linea comune e a decidere che il traguardo finale era più importante di tutto. Il tracollo in Coppa Italia nella stagione della promozione se avesse avuto protagonisti diversi rispetto ai quattro dell’Ave Maria e gli altri avrebbe potuto essere un punto di non ritorno. E invece…C’erano i giocatori giusti ma soprattutto le personalità. MERCATO Reyes mancherà ancora sino a fase a orologio iniziata. Trieste non può aspettare i piccoli passi, i dettagli, le lezioni da recepire dopo le sconfitte. Avanti con idee chiare, nette. Confronti. Scelte. Il gm Arcieri nel dopopartita ha parlato di antenne dritte sul mercato. D’accordo, non ha senso prendere un panchinaro tanto per. Il poco che offre la scena attuale tra qualche settimana però sarà più ricco, le squadre deluse dell’A1 cambieranno stranieri, magari pescando Usa che la scorsa estate avevano preferito ingaggi in leghe minori ma iscritte alle coppe e che ora, dopo le eliminazioni, cercano un’altra vetrina strappando altri soldi. Stranieri più forti eguale meno spazio per gli italiani. Ecco quindi che gli italiani da 10-12 minuti attuali potrebbero tra un mese non vedere più il campo. Già succede a Woldentensae (che comunque sino a fine gennaio non si muove da Varese), potrebbe accadere anche ai vari Lombardi (il top di una possibile lista), Treier, Eboua. Anche il mercato presuppone una scelta. Tentare l’all in investendo su uno o due italiani di peso per provarci davvero nei play-off o non agire? La proprietà non ha mai nascosto le ambizioni. Se c’è qualche mossa da fare meglio tentarla ora. Se il prossimo anno fosse ancora A2 i costi sarebbero pesanti, si ripartirebbe da zero non potendo riproporre un nucleo reduce da una retrocessione e da un flop.
  3. LUNEDÌ 22 GENNAIO 2024 – Quarto o quinto posto. Sperare di azzeccare un filotto e che Udine perda le ultime due partite pare una prospettiva improbabile. Per la Pallacanestro Trieste intanto è vietato fallire mercoledì sera. Il recupero alle 20 con Chiusi obbliga la squadra di Jamion Christian a dare un forte segnale di risveglio dopo l’imbarazzante, fallimentare prestazione di Cividale. Come scrive oggi Roberto Degrassi su “Il Piccolo”, la partita con i toscani è una chance indispensabile per non scendere ulteriormente in classifica: attualmente i biancorossi sono quarti a pari punti con Verona e pur dovendo rendere ai veneti il saldo canestri li precedono avendo disputato una partita in meno. Vincendo, il quarto posto verrebbe confermato. L’opzione alternativa meglio non considerarla: deflagherebbe la crisi e lo scollamento con i tifosi diverrebbe definitivo. Quando davanti già si prepara il secondo giro della formula della A2, la fase a orologio. È il caso di cominciare a fare qualche ragionamento sulla seconda fase che – almeno per qualche giornata – Trieste affronterà senza Justin Reyes. Le condizioni di Michele Ruzzier, uscito anzitempo dal parquet di Cividale per la distorsione a una caviglia, non destano invece preoccupazione e dovremmo rivederlo in campo prima che si chiuda la prima fase. Il regolamento della fase a orologio prevede che ogni squadra affronti in trasferta le cinque formazioni dell’altro girone che precedono la sua posizione in classifica mentre ospiterà le cinque del girone verde che la seguono. In sostanza, se Trieste confermerà l’attuale quarto posto dovrà andare a trovare la prima, la seconda, la terza, l’ultima e la penultima del girone verde mentre al PalaTrieste arriveranno i team dal quinto al nono posto. I biancorossi possono già programmare tre trasferte e due di queste sono quelle che qualsiasi pretendente alla promozione vorrebbe evitare: Trapani e Cantù. Scontato anche il raid a Latina, ultima dell’altro girone. Probabile inoltre che ci sia da viaggiare anche fino a Torino dagli ex Ciani e Schina. Se è vero che è nei play-off che si costruisce una promozione è anche vero però che si sono modi più semplici per arrivarci. A Valmaura invece arriverà la squadra delusione del girone verde, Treviglio, solo settima nonostante gli ingaggi estivi di AJ Pacher, Miaschi e Guariglia. MERCATO Ad ammetterlo sono in pochi ma tutte le squadre stanno monitorando il mercato per cercare rinforzi. La questione stranieri non riguarda Trieste che non ha più visti da spendere e se Reyes si ristabilirà in tempi brevi non ha nemmeno necessità di intervenire su quel fronte. Resta in piedi invece la partita degli italiani anche se nessuno dovrebbe muoversi dal piano di sopra sino a fine mese. Per la cronaca ieri Woldentensae per la terza partita consecutiva ha assistito in panchina per 40 minuti alla sconfitta interna di Varese con la Virtus Bologna. “N.e.” anche per Virginio ma il lungo varesino, benchè accessibile, non sarebbe quel profilo di giocatore che invoglierebbe Trieste ad allargare i cordoni della borsa pensando di svoltare il campionato. Sicuramente più stimolante, invece, Eric Lombardi che a Brindisi sta vedendo ridursi il minutaggio: ieri dieci minuti con tre punti nel ko del PalaPentassuglia con Napoli. In grado di occupare entrambi gli spot d’ala ha atletismo ed esperienza e se arrivasse in via Flavia eleverebbe la solidità dei biancorossi. Ma le scelte devono farle Christian e Arcieri. – Nessuna squadra o quasi è perfetta. E come scrive oggi Ciro Esposito sul quotidiano locale, nemmeno la Triestina di Tesser lo è. O meglio non è strutturata per dominare un campionato eppure non è scontato che non possa vincerlo. Perché l’Unione di Tesser, con alcuni limiti presenti anche per la scelta del club di investire su alcuni giocatori da far crescere, è una squadra solida e con qualità tecniche di alto livello. Questo è l’elemento emerso dalla partita del Piola. Una partita che per trame di gioco ed intensità di entrambe le contendenti raramente si vede in questa categoria. È va reso merito alla Triestina di essere stata in grado di tenere testa ai piemontesi (sconfitti in questa stagione al Piola solo nelle ultime due gare) in un confronto di livello per l’intero arco del match, subendo poco (solo un vero sbandamento a inizio ripresa) e soprattutto creando una mezza dozzina di occasioni. Con maggior determinazione in zona gol gli alabardati avrebbero potuto vincere senza l’ausilio della giocata coraggiosa e fortunata di El Azrak in extremis. Questo è un limite già emerso in altre circostanze come alcuni limiti di personalità nelle uscite sono evidenti in chi difende la porta (Matosevic o Agostino). Si può continuare nella disamina sulla rosa evidenziando come qualche uomo d’esperienza in grado di scandire i ritmi del gioco sarebbe molto utile nella gestione dei momenti più delicati di certe partire. Ma anziché concentrarsi su quel che manca (a meno di colpi poco probabili nel mercato di gennaio) a questo punto è meglio concentrarsi su quello che c’è. In primis la Triestina è una squadra che ha sempre reagito con prestazioni di livello all’indomani di qualche caduta. Non è solo una questione di vittorie (importantissime) ma soprattutto è chiaro come il gruppo stia crescendo in personalità. E non bisogna dimenticare che quest’estate la nuova proprietà sia entrata in corsa, abbia scelto un nuovo allenatore e che Tesser abbia dovuto forgiare una gruppo profondamente rinnovato in un ambiente disilluso dall’ultima disastrosa stagione. La nuova società rifondata da Rosenzweig e risanata a suon di milioni non ha mai chiesto una promozione immediata ma l’ha programmata nel tempo così come è stata delineata una programmazione che sia economicamente sostenibile. Su questa direttrice è stata ispirata la campagna trasferimenti gestita da Alex Menta. Si poteva e si può fare qualcosa in più? Ogni attività umana è perfettibile ed è logico che nel tempo vada perfezionata. I tifosi vorrebbero vincere subito ed è una legittima aspirazione. E anche Tesser non è certo il tipo di allenatore che si accontenta. Lo dice la sua storia, lo si vede in ogni partita dall’atteggiamento della squadra sempre propositivo e proiettato alla vittoria. Questa mentalità è una base sulla quale lavorare nei prossimi mesi. Il numero di vittorie e quello dei gol segnati ottenuto finora non ha precedenti nella storia recente dell’Unione. Lo sviluppo positivo per intensità e concentrazione (così come il risultato) della gara di Vercelli, grazie anche al rientro buono anche se non ancora al top di Lescan o, ha evidenziato come la terza piazza sia quasi in cassaforte. Ci sono adesso tutti gli elementi per guardare avanti con convinzione e senza pressione. Di partita in partita la Triestina può costruire le condizioni per disputare un ottimo play-off ed eventualmente per sfruttare al massimo eventuali passi falsi di chi la precede in classifica. Per una squadra che un anno fa aveva quasi trenta punti in meno in classifica e un futuro nebuloso non è poco. Mancano ancora 16 gare di regular season. L’Unione e i suoi tifosi tornano da Vercelli con un’iniezione di fiducia prima di due sfide casalinghe nel solito esilio di Fontanafredda.
  4. Adesso dovrebbe essere a posto. Avviso tutti proprio in tal senso di segnalarmi se salta fuori qualche discussione in cui non è appunto possibile scriverci sopra, grazie
  5. La cosa è successa praticamente a fine secondo quarto, capisco che anche il forum abbia voluto farla finita... 🙂
  6. Inserisco un post per sbloccare la discussione che, dopo il down di venerdì, risultava essere non raggiungibile
  7. Riapro una nuova discussione per la partita di Vercelli, quella già esistente era danneggiata a causa del down al forum del weekend
  8. Ho notato che alcune discussioni più recenti non erano più disponibili, pertanto ho provveduto a eliminare quelle non accessibili ed eventualmente a ri-creare discussioni vuote da riempire nuovamente
  9. Riapro ex-novo la discussione (purtroppo a causa del down di venerdì, non ho potuto recuperare i vecchi post che erano contenuti)
  10. Buongiorno a tutti, dopo un weekend di ripristini e test, riprovo a riaprire il forum dopo i problemi di venerdì scorso (una tabella dei post è andata danneggiata per motivi abbastanza oscuri). Vi prego cortesemente di fare voi i test di funzionalità, così vediamo se tutto è ok Grazie mille
  11. GIOVEDÌ 18 GENNAIO 2024 - In attesa di conoscere i tempi di recupero di Justin Reyes (il giocatore ieri si è sottoposto all'intervento per il menisco del ginocchio destro ma la Pallacanestro Trieste non ha fornito dettagli, rinviando il quadro della situazione ad oggi), la squadra di Jamion Christian si prepara ad aprire la serie degli incontri da affrontare con un solo straniero. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", i comincia domani sera (palla a due alle 20.30) a Cividale contro una Gesteco che dopo un lungo periodo di appannamento ha cominciato a marciare battendo Forlì e Rimini. Inoltre domani Pillastrini potrà far debuttare Lamb che è pur sempre un esterno con esperienza italiana in A. Con Redivo e Lamb il Pilla si ritrova con una coppia di esterni potenzialmente devastante in attacco. Ma il test per Trieste sarà importante soprattutto nei pressi del canestro. Cividale ha un solo lungo vero (Berti) in attesa di avere al top della condizione Campani, ex biancorosso, ma dispone di un paio di elementi che possono creare qualche fastidio in assenza di Reyes: la coppia Miani-Dell'Agnello infatti produce complessivamente 22 punti e 11 rimbalzi a partita. E il baby Marangon contro Trieste ha disputato finora le prove migliori. La partita di Cividale non potrà dare risposte definitive su come sarà Trieste in queste settimane in cui dovrà fare a meno del suo miglior realizzatore e rimbalzista ma qualche indicazione la fornirà. La mancanza di Reyes spinge tutti ad alzare l'attenzione, lo spirito del gruppo di cui si dichiara un entusiasta innamorato coach Christian per un mese - sempre aspettando che qualcuno comunichi la durata prevista dell'assenza - dovrà sopperire alla mancanza di un terminale di riferimento. A Piacenza, quando Reyes rientrò per qualche giorno a casa come da accordi concordati al momento della firma, fu un incredibile Ariel Filloy a metterci la pezza. Senza Reyes, cambieranno alcuni ruoli e responsabilità. A Filloy e a Ferrero si chiederà di far pesare il mestiere e il senso tattico anche se l'assetto più bilanciato potrebbe rivelarsi quello con Campogrande e Deangeli insieme sul parquet chiedendo al capitano di incidere di più a rimbalzo e confidando che il minutaggio più ampio conforti l'ala romana a trovare più continuità. Sembra probabile che a Brooks venga chiesto qualche raid offensivo in più nell'area, l'ex Michigan sta catturando parecchi rimbalzi (oltre 6 a gara) per la sua taglia e per far quadrare i conti a Trieste servirà che questa media non si abbassi. Senza Reyes ecco che quello che - a parte l'ultimo turno in trasferta a Forlì - poteva essere un finale di prima fase in discesa potrebbe creare qualche impiccio. La classifica racconta comunque che Trieste, attualmente quarta, è destinata quasi certamente a mantenere la posizione. Aver concesso il saldo canestri a Udine complica la speranza di sorpassare i friulani pur disponendo di una gara in più (il recupero con Chiusi), paradossalmente battendolo a domicilio sarebbe più semplice fare la corsa su Forlì ma ci vorrebbe un filotto di vittorie. Il +2 che potenzialmente potrebbe diventare +4 nei con fronti di Verona in compenso sembra scongiurare il rischio di scivolare al quinto posto anche se si dovesse steccare uno o due match. - L'Unione piazza la seconda mossa del suo mercato invernale. Due erano i ruoli in cui si voleva intervenire e dopo il terzino Petrasso, ora è stato portato a termine anche il secondo obiettivo che riguarda il centrocampo: la società alabardata ha comunicato ufficialmente l'acquisizione di Marco Ballarini, goriziano classe 2001 che arriva in prestito dall'Udinese con opzione di acquisto da parte della società alabardata. Ballarini è un centrocampista duttile, capace di giocare mezzala, esterno destro e all'occorrenza fare anche il terzino. Cresciuto a livello giovanile nell'Udinese, ha esordito anche in A nel finale della gara vinta dai bianconeri sul campo della Spal il 9 luglio 2020. Poi ha maturato esperienza in C con le maglie di Piacenza, Foggia e lo scorso anno Trento, totalizzando 54 presenze condite da 4 reti e 2 assist. Fermo da qualche mese per un infortunio, è poi rientrato all'Udinese che ora lo ha girato appunto in prestito alla Triestina. Per quelle che pare siano le politiche del club alabardato in questa sessione invernale, i movimenti potrebbero anche essere finiti qui, ma non sono esclusi colpi a sorpresa, soprattutto in caso di buone occasioni. Non a caso emerge una voce anche per il settore offensivo, con la Triestina che si sarebbe fatta avanti per Riccardo Tonin, attaccante classe 2001 in scadenza col Foggia, che in questa stagione vanta 5 gol e 4 assist in 21 presenze. Attaccante scuola Milan, Tonin ha giocato in C anche con Cesena e Monterosi, ed è seguito pare anche da varie società cadette, tra cui Brescia e Cittadella
  12. MERCOLEDÌ 17 GENNAIO 2024 - Manca un Lescano al motore di questa Triestina. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", nonostante i gol alla squadra alabardata nelle ultime sei partite non siano mancati (9 all'attivo), e che casomai buona parte del problema risieda anche nei troppi gol presi (ben 9 al passivo nell'ultima mezza dozzina di gare), non può essere una coincidenza il fatto che da quando il bomber argentino non va in rete, l'Unione ha iniziato il suo periodo complicato di vorticose altalene. Lescano non segna dal 2 dicembre, giorno della doppietta con la quale ha steso la Virtus Verona: da quel giorno sono seguite tre vittorie rocambolesche acciuffate per i capelli e ben tre sconfitte. Insomma il suo peso specifico nell'importanza della squadra va ben oltre il suo feeling con il gol. Non c'è solo la sua capacità, per dirla in gergo calcistico, di buttarla dentro, ma anche il lavoro di sponde per la squadra, i suoi movimenti preziosi per i compagni nonché la sua abilità nei passaggi decisivi. Oltre agli 11 gol segnati, l'attaccante vanta infatti anche 5 assist, dei quali ha beneficiato soprattutto Redan. In quest'ultimo mese e mezzo, invece, Lescano per vari motivi non ha più inciso. Prima un calo di forma, poi l'infortunio per quel maledetto calcione di Delli Carri non punito dall'arbitro che lo ha menomato nella partita con il Padova, lo ha messo ko per oltre due settimane, gli ha fatto saltare la trasferta di Trento e ora lo costringe ovviamente a recuperare la condizione. Ma a rincuorare i tifosi alabardati c'è la storia calcistica di Lescano: per svariati motivi spesso in carriera, soprattutto negli ultimi anni, la sua stagione vive una sorta di buco nero proprio fra dicembre e gennaio, per poi riprendere di slancio nella seconda parte di campionato. L'esempio più clamoroso è quello più fresco, proprio quello dello scorso anno quando Lescano militava nel Pescara. Fino a novembre il bomber aveva messo a segno 8 reti, poi un periodo di magra con addirittura tante partite in panchina fino a fine gennaio. Poi da febbraio il ritorno in grande stile con ben 11 reti messe a segno nell'ultima parte di stagione, 10 delle quali addirittura fra marzo e aprile. Due anni fa con la Virtus Entella una stagione meno eclatante a livello realizzativo, ma anche qui 7 reti fino a inizio dicembre, poi il solito letargo con impiego più limitato, quindi da febbraio in poi le altre 3 reti. E se in precedenza quello con la Sambenedettese era stato un campionato più regolare quanto a frequenza realizzativa, con la Sicula Leonzio il trend del giocatore si era già evidenziato chiaramente: in quel campionato Lescano segnò 5 reti fino a metà novembre, poi il buco con impiego limitato a spezzoni di partita, quindi da febbraio l'esplosione con 6 gol in cinque partite prima che il calcio chiudesse i battenti per covid. Insomma, se la sua tradizionale tabella di marcia resterà la stessa ed entrerà presto in condizione, i tifosi alabardati dovrebbero rivedere presto Lescano tornare a gonfiare la rete e a sfornare assist. L'Unione ne ha un grande bisogno per un finale di stagione dove ci sarà da batta gliare per una posizione al vertice e, probabilmente, lottare per la promozione nei play-off . - Tre giornate alla fine della stagione regolare, sei punti a disposizione per definire la classifica e stilare calendario e avversarie della fase a orologio. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto: la serie A2 lancia la volata di una prima fase che vede la Fortitudo Bologna grande favorita nella rincorsa al primo posto. Due punti di vantaggio su Forlì (ma la differenza canestri favorevole nello scontro diretto), quattro su Udine e, assegnando alla formazione di Christian due punti molto probabili nel recupero casalingo del 24 gennaio contro Chiusi, anche su Trieste. Un margine importante per una squadra che, pur senza dominare, continua a macinare vittorie. Alle sue spalle, i giochi dal secondo al quarto posto restano aperti. Forlì si giocherà nel prossimo settimana il jolly contro Chiusi poi sarà costretta ad affrontare gli scontri diretti a Udine e contro Trieste mentre l'Apu, match casalingo contro i romagnoli a parte, dovrà gestire due trasferte non semplici sui parquet di Orzinuovi e Rimini. Per Trieste la sfida di venerdì a Cividale diventa fondamentale per sperare di poter scalare la classifica e migliorare l'attuale quarto posto giocandosi poi le sue carte nello scontro diretto in programma alla Unieuro Arena, il 4 febbraio, contro Forlì. IL MOMENTO La sconfitta nel derby, l'infortunio di Reyes, la sfida all'orizzonte contro una Cividale reduce da due vittorie consecutive e pronta a inserire nel suo organico un giocatore importante come Lamb. Ce ne sarebbe abbastanza per vivere la vigilia del match in programma al PalaGesteco con un pizzico di inquietudine. Nulla di tutto ciò. Società e staff tecnico mantengono assoluta fiducia nel progetto e in un gruppo di giocatori che considerano sufficientemente attrezzato per gestire l'emergenza. IL MERCATO Reduce dall'infortunio al menisco del ginocchio destro rimediato venerdì scorso a Udine, Justin Reyes sarà operato oggi a Reggio Emilia dal dottor Rocchi. Solo dopo l'intervento sarà possibile valutare la reale entità del danno subito dal giocatore portoricano e, di conseguenza, stilare la tabella di marcia per i tempi di recupero. A Cividale, dunque, Trieste gestirà l'assenza del suo straniero distribuendo minutaggio e responsabilità sul roster attualmente disponibile salvo poi verificare l'opportunità di affidarsi al mercato. PREVENDITA Al via oggi la prevendita dei biglietti in vista del doppio impegno casalingo di mercoledì 24 gennaio contro Chiusi e di domenica 28 gennaio contro Rimini. Tagliandi acquistabili on line sul circuito Vivaticket oppure direttamente al PalaTrieste. Oggi, domani e venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17, lunedì e martedì prossimi solo dalle 16 alle 19 e mercoledì dalle 10 alle 13 poi, solo per quanto riguarda il match contro Chiusi, nella biglietteria esterna del palazzetto dalle 16 e fino alla fine del secondo quarto. In occasione della partita contro Chiusi tutti gli abbonati potranno usufruire della promozione "porta un amico" e acquistare un biglietto aggiuntivo, nel medesimo settore, al prezzo di 5 euro.
  13. MARTEDÌ 16 GENNAIO 2024 - Il problema al momento non ha ancora una soluzione. Diciotto punti abbondanti e dieci rimbalzi. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Picoclo", sono il fatturato medio di Justin Reyes in questa stagione. Domani l'ala portoricana si sottoporrà a un intervento al menisco del ginocchio destro e solo dopo si potrà ipotizzare una data di rientro. Minimo un mese di stop. Il "miracolo" storico di Cerella che nel 2016 rientrò a 24 ore dall'operazione per giocare la finale di Coppa Italia con Milano rimane, appunto, un miracolo. Meglio essere realisti. Il problema non è di poco conto visto che per la fine della prima fase e probabilmente qualche match dell'"orologio" Trieste dovrà fare a meno del principale realizzatore e rimbalzista. Se i tempi dell'assenza saranno sostenibili dopo aver presentato la scorsa estate la squadra come un team di 10-giocatori-10 si provvederà di conseguenza a risolvere l'emergenza in casa dando più minutaggio ad alcune pedine. In caso di stop lungo sarà invece inevitabile il ricorso al mercato straniero tra i vistati o comunitari. Tenendo d'occhio nel frattempo cosa può offrire il fronte italiano. Il gm Michael Arcieri in questi giorni è oltre Oceano per impegni gia assunti in precedenza ma a distanza monitora il mercato per vedere se c'è qualche occasione. Ma andiamo con ordine, guardando le varie possibilità . AVANTI COSÌ A Cividale, inevitabilmente, la Pallacanestro Trieste sarà la solita ma orfana di Reyes. I minuti lasciati liberi dal portoricano saranno assorbiti da Ferrero e Campogrande. L'ex capitano varesino, fionra poco ultilizzato e non particolarmente brillante, presumibilmente dividerà il ruolo di ala forte con capitan Deangeli che, lunghi a parte, è tra gli italiani a disposizione di Christian quello con più attitudine a rimbalzo. Lo spazio che rimarrà sguarnito in ala piccola sarà occupato ampliando l'utilizzo di Luca Campogrande. Per l'esterno romano, finora alterno nel rendimento ma anche nell'impiego da parte di coach Christian, è l'occasione per esprimersi con continuità. Probabile che senza Reyes ci sia ancora più sbilanciamento nella ripartizione tra tiri perimetrali e interni. A Piacenza, senza Reyes, Trieste vinse grazie al 9 su 12 di Filloy nelle triple mentre solo in altre due partite ha tirato meno volte da due punti. ITALIANI Se si va a cercare rattoppi o rinforzi sul fronte italiano non c'è abbondanza. Lombardi o Akele resteranno in A1, lo stesso Giga Janelidze, un ex che avrebbe potuto fare comodo, è nel roster della Reyer Venezia e lì vorrebbe rimanere, una decina di giorni fa aveva bussato alla porta lagunare la Fortitudo trovandola sbarrata. L'italiano più facile da spostare resta il giovane lungo varesino Virginio, allungherebbe le rotazioni ma è difficile immaginarlo come un upgrade. STRANIERI Pochissima scelta tra gli elementi in uscita dalla A1. Uno che potrebbe avere caratteristiche utili per rimpiazzare Reyes in caso di lungo stop ci sarebbe, il francese Noua, verso l'addio a Tortona. In Piemonte è durato solo quattro partite come dopo-Daum. Prima dell'esordio nel campionato italiano aveva messo insieme qualche buona stagione in Francia, sembra difficile che accetti al volo un ingaggio nell'A2 italiana potendo avere mercato altrove. Trieste non ha visti da spendere per Usa "nuovi", può rivolgersi solo ai tagli o provare a setacciare il mercato comunitario. IL TEOREMA DALMASSON Esiste una terza opzione, quella inaugurata nell'era dalmassoniana: prendere il miglior giocatore disponibile, indipendentemente dal ruolo. Dalmasson doveva rimpiazzare un'ala, con Ghiacci prese Bobo Prandin, un play-guardia, ritenendo che i valori tecnici e caratteriali fossero più importanti dell'affinità del ruolo. Riportando questa filosofia alla situazione attuale, significherebbe in sostanza mettersi in fila e sondare Woldentensae, un esterno che ormai è fuori dalle rotazioni varesine, per potenziare quel settore. - La Triestina è sempre in cerca di un centrocampista per arricchire la rosa a disposizione di Tesser. Dopo il tramonto delle piste che portavano a Doumbia dell'Albinoleffe, ad Attys del Trento e a Kouan del Perugia, pare che ora in pole siano rimasti due giocatori italiani. Come scrive Antonello Rodio, fra questi il favorito è sicuramente il goriziano Marco Ballarini, classe 2001, lo scorso anno protagonista di un'ottima stagione al Trento ma quest'anno praticamente fermo perché all'Udinese, dove è cresciuto e ora è rientrato, non sta trovando spazio. Ballarini è un centrocampista duttile, capace di giocare mezzala, esterno destro e all'occorrenza fare anche il terzino. L'altro nome che resta ancora in lizza è quello di Marco Frigerio del Foggia, giovane talentuoso centrocampista scuola Milan classe 2001, che però è richiesto da parecchie società anche di B. Intanto il Padova continua a rafforzarsi: dopo l'importante arrivo a centrocampo del regista Crisetig dalla Reggina, ieri la società biancoscudata ha rimpolpato anche il settore offensivo ingaggiando l'attaccante classe 1994 Luca Zamparo, che approda in prestito con opzione di riscatto dalla Virtus Entella. La curiosità è che Zamparo, prestante punta nata a Latisana, una dozzina di anni fa era alla Triestina. Dopo aver mosso i primi passi nel settore giovanile del Portogruaro-Summaga, il giocatore si era infatti trasferito alla società alabardata nel gennaio 2011, facendo ottime cose nella Primavera. Ma non solo, in quella stagione 2011/12, quella che portò poi al fallimento, Zamparo esordì nei professionisti in C1 proprio con la maglia alabardata, con 4 presenze all'attivo nella regular season e 2 nei play-out. Lasciata Trieste dopo il fallimento della società alabardata, Zamparo ha fatto molta serie C con le maglie di Ferlapi, Cuneo, Rimini e Reggiana, e proprio con gli emiliani ha giocato anche fra i cadetti. Da un anno e mezzo giocava nell'Entella. DIRETTA TV Intanto la Triestina ha iniziato a prepararsi per la prossima delicata sfida: sabato alle 18.30 infatti la squadra alabardata sarà impegnata in casa della Pro Vercelli quinta in classifica. Una buona notizia per i tifosi triestini: oltre che nei tradizionali canali Sky e Now, la partita sarà trasmessa in diretta anche da Telequattro.
  14. LUNEDÌ 15 GENNAIO 2024 - Il dopoderby per la Pallacanestro Trieste è ancora più amaro del ko nei 40 minuti di gioco al Carnera: come scrive Roberto Degrassi sul "Il Piccolo", Justin Reyes a causa dell'infortunio al menisco del ginocchio destro deve finire sotto i ferri. Purtroppo hanno trovato conferma le prime impressioni del finale della partita di Udine, quando Reyes, dopo aver cercato di contenere la penetrazione vincente di Clark, ha iniziato vistosamente a zoppicare uscendo a braccia dall'impianto. Doccia ghiacciata per i biancorossi che perdono il loro miglior realizzatore e rimbalzista, uno dei big del campionato. Solo al termine dell'intervento che mercoledì verrà effettuato dal professor Rocchi, storicamente lo specialista di riferimento della Pallacanestro Trieste, si potrà conoscere la prognosi e si valuteranno i tempi di rientro. L'unica certezza al momento è che, anche ipotizzando un rientro a tempo di record, Reyes salterà gli ultimi incontri della prima fase, quello di venerdì a Cividale, il recupero del 24 gennaio con Chiusi, la gara interna con Rimini e lo scontro diretto con Forlì. Nel 2022 Reyes era rimasto a lungo fermo per un infortunio al ginocchio sinistro ed era tornato in efficienza a ridosso delle convocazioni per i Mondiali. E dal giorno del ritiro con Portorico si è concesso solo una settimana di stop tra il ritorno da Manila e lo sbarco a Trieste. Con queste premesse non sarà quindi il caso di forzare troppo i tempi. La prognosi su Reyes condizionerà anche la strategia di mercato. Se l'assenza fosse lunga bisognerà intervenire sul fronte straniero ma senza visti a disposizione: il club potrà ricorrere quindi o su Usa o extracomunitari già in possesso di visto e quindi tagliati dalla Serie A o da un altro club di A2 oppure su un comunitario. Una scelta non semplice. Facciamo un esempio, un'ipotesi senza alcun fondamento di trattativa ma solo per far capire: per assurdo Trieste, tamponato lo spot da 4 con Deangeli e Ferrero, non potrebbe ingaggiare un nuovo Usa ma il regolamento le consentirebbe di gettonare per il parco esterni Cole che la prossima avversaria, Cividale, da venerdì rimpiazzerà con Lamb. Non c'è abbondanza di possibili sostituti neanche per una più immediata soluzione italiana. Sulla carta sembrano due le opzioni più facili da raggiungere ed entrambe ieri hanno assistito dalla panchina, spietatatamente "n.e.", a Varese-Venezia: il giovane Virginio che non sta trovando spazio nell'Openjobmetis e ancora meno lo troverà quando Okeke sarà arruolabile oppure chiedere a Sartori e Dalmasson di girare dalla Reyer il buon vecchio Giga Janelidze, non un crack, ma utile per la categoria e protagonista dell'ultima promozione di Trieste nella massima serie. A Brindisi Lombardi gioca e ci vorrebbe una signora offerta, ha minutaggio inferiore il reggiano ala-centro Chillo. Ma si tratta, ribadiamo, solo di congetture vedendo cosa offre la piazza. Nell'immediato ci sarà superlavoro per Ferrero e per capitan Lodo che dovrà avvicinarsi a canestro con conseguente aumento del minutaggio di Campogrande ala piccola. - Nessuno si aspettava alla vigilia una battuta d'arresto a Fontanafredda con l'Albinoleffe. Ma sabato sera sugli spalti, anche dopo il doppio vantaggio e soprattutto dopo la rete quasi regalata agli ospiti al 46', si è cominciato a respirare un'atmosfera nefasta. E quando nella ripresa il forcing alabardato ha prodotto altre due palle gol (clamorosa quella di Vertainen) senza bucare la porta, la consapevolezza di una possibile rimonta si è fatta via via più concreta. Troppi palloni lasciati nei piedi degli avversari, troppe le imbucate subite, troppo basso il baricentro tenuto da Correia e compagni. Come scrive oggi Ciro Esposito, eppure la prestazione dell'Unione c'è stata, soltanto che nel finale ancora Celeghin, nella inconsueta versione goleador, si è visto respingere la conclusione sulla linea di porta proprio un minuto prima del gol decisivo di Zoma. Un doppio episodio determinante per la vittoria dell'Albinoleffe che ha ben giocato ma raccolto obiettivamente più di quanto seminato. La Triestina ha messo in scena una rappresentazione sulla falsariga di parecchie gare viste soprattutto nelle partite casalinghe. Partenze a gran ritmo negli avvii di frazioni e finali rocamboleschi ispirati dal carattere della squadra (mostrato anche sabato negli ultimi minuti pur con un uomo azzoppato) e dalle chance offerte dalla panchina lunga. Raramente, anzi mai, a parte alcune trasferte con doppio o triplo vantaggio, la Triestina ha dimostrato di saper gestire le situazioni di vantaggio. È stata invece efficace quasi sempre quando si è trovata nella condizione di dover rimontare. Nel corso della gara poi si verificano dei black-out di concentrazione (reti subite su calcio piazzato, assetto difensivo non impeccabile) ai quali non sempre si può mettere una toppa. Questi aspetti si riflettono sulla classifica e certi passi falsi come quello di sabato non sono compatibili con un gruppo che punta a vincere un campionato. Perché al vertice di solito si insediano le squadre che sanno esprimere continuità sul campo e nel rendimento partita dopo partita. L'Unione ha dato la sensazione di poterlo fare da fine settembre a inizio dicembre. Nelle ultime sei partite sono arrivate 3 sconfitte e 3 vittorie strappate con i denti. C'è un filo conduttore come causa principale di questo calo? Le componenti sono molteplici ma balza agli occhi come il periodo non al top sia coinciso con l'eclissi in zona-gol (e poi proprio l'assenza) del bomber Lescano, di Redan e da ultimo la partenza di Adorante. Insomma Tesser sta facendo a meno di quelli che hanno messo in rete finora ben 22 palloni. Per una squadra che non fa certo leva sulla tenuta difensiva (perfettibile anche in termini di organico) ma sulla verticalizzazione immediata in avanti l'assenza o la forma approssimativa dei finalizzatori è un problema. I loro sostituti fanno quello che possono. L'impegno di Finotto è indiscutibile ma non è un attaccante incisivo, Vertainen ha buoni numeri ma non ha giocato negli ultime sei mesi. Senza gli attaccanti più forti gli avversari possono braccare D'Urso e hanno maggiori opportunità di spingersi in avanti. Insomma senza il suo "vero" attacco l'Unione resta una buona squadra ma senza quel quid in più che sposta gli equilibri anche con i cambi. La situazione si sbloccherà a breve e l'Unione dovrebbe tornare spettacolare e concreta come nel segmento autunnale. Sarà troppo tardi forse per ottenere la prima piazza ma la seconda o la terza sono un'ottima posizione per una serie play-off con ambizione.
  15. DOMENICA 14 GENNAIO 2024 Molto ci si poteva aspettare dalla partita di Fontanafredda ma certamente ipotizzare un rovesciamento della medaglia così dopo il secondo gol di Celeghin era alquanto ardito. Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", da un lato il demerito di aver rimesso in carreggiata i seriani con la distrazione finale nel primo tempo, dall'altro, la rabbia perché davvero, negli episodi, la fortuna ha guardato da qualche parte ma non certo alla Triestina a Fontanafredda. «Le partite vanno giocate con grande concentrazione sempre, spesso e volentieri chi sbaglia meno ha ragione. Ci siamo portati avanti sul 2-0, e nel minuto di recupero abbiamo subìto gol, dire che non deve succedere è banale ma dire che può succedere è vero. Li la partita si è riaperta, molto della partita deriva da quel momento. A inizio secondo tempo abbiamo avuto due occasioni enormi, quella di Vertainen che non so come la palla si sia alzata oltre alla traversa, poi loro hanno preso la supremazia in mezzo al campo e si sono resi pericolosi». Tesser spiega poi quel momento decisivo della sfida, in cui tutto sommato, pur raggiunta sul 2-2 e colpita nel morale, la squadra aveva provato a rimettere la testa avanti, e ci era andata anche molto vicina. «Il tempo di mettermi a 5 per tamponare queste loro folate ma il calcio è così, uomo a terra e dunque uomo in meno, calcio d'angolo loro e gol. Poi per la volontà di tornare avanti a vincere, l'abbiamo persa dopo una respinta sulla linea sul colpo di testa di Celeghin. Invece Rizzo si infortuna da solo, Germano va morbido sull'avversario ed è arrivato il terzo gol. In maniera piuttosto clamorosa. Fa male perdere così, una squadra importante non deve fare certi errori, per i quali l'Albinoleffe ci ha punito». Con la consueta onestà e pacatezza il tecnico di Montebelluna razionalizza la sconfitta e si proietta già al prosieguo del lavoro in una stagione ancora lunghissima. «I gol spesso nascono da errori, alcuni grossi ne abbiamo fatti ma li vedremo con calma, bisogna rimanere sereni, li analizzeremo. Peccato perché avevamo anche fatto cose buone soprattutto nel primo tempo con azioni ben costruite, pulite». Davanti, a slot esauriti, non c'era più margine per correggere la gara. «Chi è uscito stavolta lo ha fatto fondamentalmente perchè aveva qualche problema, Vertainen si è stancato di più mentre a Trento si era giocato solo ad una metà campo, contro l'Albinoleffe c'era più da inseguire». - La sconfitta nel derby regionale lascia una scia di interrogativi ma il principale e più urgente si chiama Justin Reyes. Lo scrive Roberto Degrassi: intervenuto per cercare di chiudere su Clark nella penetrazione che di fatto ha deciso la partita a favore di Udine, l'ala portoricana ha fatto un movimento che l'ha costretto a chiedere il cambio uscendo e tenendosi un ginocchio. Poi è stato accompagnato a braccia fuori dal Carnera. Reyes verrà sottoposto ad accertamenti per conoscerà l'entità dell'infortunio. Legittima l'apprensione: nel 2022 quando giocava a Varese era stato sottoposto a un intervento al ginocchio sinistro e la scorsa estate è passato dalla preparazione preMondiali alla manifestazione stessa e poi all'avventura italiana senza periodi particolari di recupero. Il ginocchio, in questo caso, sarebbe comunque il destro. Solo l'esito finale degli esami potrà tranquillizzare la tifoseria biancorossa o evidenziare la necessità di un rimpiazzo temporaneo. E naturalmente gli abbonati e gli altri appassionati che hanno seguito la squadra al Carnera si attendono che il risultato venga tempestivamente comunicato da parte della società. Tanto attaccamento merita attenzione. IL DERBY Una squadra che non arriva al 60% dalla lunetta si condanna da sola. Il 25% da tre è un'ulteriore aggravante. Ce ne sono altre. La rimessa nel nulla e l'1 su 9 dal campo da parte di un elemento - Filloy - ingaggiato proprio come possibile risolutore nei finali tirati. Concedere con un fallo la chance agli avversari di conquistare il saldo canestri a favore. Sul +7 contro Udine gravata di falli perchè continuare a fiondare mattonate da tre anzichè provare a rallentare e a ragionare per cercare di sfruttare al meglio quel vantaggio? Perchè ancora una volta nelle battute decisive viene chiamato al tiro da tre chi (Deangeli) ha le percentuali peggiori dal perimetro? Se sono scelte tecniche sono sbagliate. Se invece sono libere iniziative sul parquet sono sbagliate comunque. IL RIMPIANTO La partita comunque ha fatto capire che Trieste e Udine valgono sostanzialmente lo stesso ranking. I biancorossi hanno battuto l'Apu in Supercoppa e nella gara d'andata in campionato, i friulani hanno vinto il secondo round. Nessuna ha dominato l'altra nè ha dato l'impressione di poterlo fare. Una eventuale serie play-off, con questi roster, sarebbe sempre aperta. Trieste tirando dalla lunetta con una percentuale appena decente l'avrebbe portata a casa. In sostanza, la squadra di Christian subisce tecnicamente e psicologicamente la Fortitudo Bologna come è stato abbondantemente dimostrato, ma non patisce il confronto con Udine. E questo, almeno, è qualcosa di positivo che rimane della sera al Carnera. LE CRITICITÀ Nel telaio biancorosso sembrano sempre più evidenti alcune criticità. Indipendentemente dall'esito dell'infortunio di Reyes, all'interno del roster non esiste un autentico "4" di ruolo. Ferrero vi si è adattato con gli anni, è ai margini della rotazione (neanche due minuti a Udine) e finora non hai mostrato di poter incidere. Christian usa anche Deangeli in ala forte d'emergenza, i centimetri e l'atletismo li ha, ma questo significa toglierlo dall'applicazione difensiva sugli esterni avversari accorciando la coperta. Servirebbe invece un "4" puro che alla bisogna possa venir riciclato anche come terzo centro qualora falli o infortuni limitassero Vildera e Candussi. Si avverte anche il bisogno di un esterno italiano che garantisca una certa continuità di rendimento. Il Filloy dell'altra sera doveva essere evidentemente un omonimo del Filloy che aveva schiantato Piacenza scatenando l'inferno dai 6,75. Battute a parte, il rendimento dell'italo-argentino è alterno eppure tatticamente il suo ruolo sarebbe fondamentale: alla vigilia del campionato si pensava a lui come l'uomo dell'ultimo tiro, il grimaldello d'esperienza e di classe per far saltare le difese rivali. Anche in questa stagione si sta dimostrando discontinuo Luca Campogrande. Viene fatto giocare poco, vero, ma 0 su 3 nelle triple, 2 su 4 dalla lunetta e la valutazione negativa - come è successo al Carnera - non sono i numeri che si sperano da lui. Un minutaggio maggiore potrebbe forse aiutarlo a entrare in fiducia. Ma le occasioni sono fatte per venir sfruttate. Quasi tutte le altre pretendenti alla promozione hanno un terminale indigeno di riferimento, a cominciare naturalmente dal caso eclatante di Aradori alla Fortitudo.
  16. L'ho scritto in privè con altri amici del forum: di fatto, per come la vedo io, restiamo una eterna incompiuta contro le altre big giocando fuori casa. Non abbiamo mai il colpo in canna per fare la differenza: era successo a Bologna ed è successo ieri. Poi, che ce la possiamo giocare con tutti è palese. Ma non dobbiamo mai dimenticare i propositi con cui eravamo partiti questa estate. Il campionato è lungo, ma non alzeremo troppo l’asticella per come la vedo io. Tanto più con un allenatore che non “sposta” in positivo con le sue scelte partite di questa importanza... Se l'idea è continuare con questo gruppo e non tentare la carta di qualche innesto (ora vediamo le condizioni di Reyes, perché al caso saremo costretti sì a rimpiazzarlo se l'infortunio dovesse essere grave), non facciamoci sinceramente troppe illusioni di arrivare sino in fondo. Contento poi di essere smentito...
  17. SABATO 13 GENNAIO 2024 - Il 19/34 nei liberi, secondo il coach della Pallacamnestro Trieste Jamion Christian, è stato deleterio per Trieste in un derby giocato punto a punto con Udine, che dal canto proprio con Clark è stata inflessibile nel finale. «Una percentuale negativa che ci ha condannato – sottolinea il tecnico stelle e strisce - , mentre il finale è stato gestito nell'unico modo possibile, facendo il nostro gioco e andando al tiro. Un trend così intenso ed equilibrato era previsto, la nostra è stata una buona partita e bisogna anche dare merito all'Apu, che ha disputato un'ottima gara». Una chance, per Trieste, poteva essere data dalle sole 6 palle perse, contro le 10 sprecate dall'Apu Udine, e Christian ne è consapevole: «Diciamo pure che non abbiamo saputo sfruttare al meglio le opportunità che ci si sono presentate ma nel rush conclusivo, con zero secondi disponibili di più non potevamo fare per recuperare il risultato. La nostra strategia, in sostanza, non è stata sbagliata». Una gara che si è rivelata decisamente dura, aggiunge ancora il coach biancorosso in sala stampa del Carnera: «Credo che i nostri tifosi abbiano apprezzato l'impegno che ci abbiamo messo fino all'ultimo secondo ma, ripeto, i giusti meriti vanno dati anche ai nostri avversari, che con Jason Clark in lunetta, nel finale, hanno messo il sigillo finale alla partita». - La Triestina ritorna in esilio. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", dopo la sfortunata parentesi al Rocco con il Padova e il brillante inizio d'anno a Trento, oggi la squadra alabardata (inizio ore 18.30, arbitra Leone di Barletta) ritrova infatti nuovamente il "Tognon", dove finora ha uno score di 5 vittorie in 5 incontri. L'obiettivo è continuare la serie ma di fronte ci sarà un ostico Albinoleffe che vanta la quarta miglior difesa del campionato. E mister Attilio Tesser avverte che i pregi della squadra di Lopez non si nascondono solo nel reparto arretrato: «Se l'Albinoleffe ha preso pochi gol non è solo per la difesa - dice infatti il tecnico alabardato - ma perché è una squadra, bella compatta, che difende bene e gioca bene anche di rimessa. Per superarla serve una prestazione importante, ci devi essere sotto tutti gli aspetti. Quelli tattici, quelli caratteriali, quelli tecnici soprattutto, con grande concentrazione e determinazione». Se la tradizione vittoriosa al "Tognon" fa ben sperare, in Tesser prevale il dispiacere per i tifosi: «Le tradizioni lasciamole perdere, vediamo casomai di mantenerle. Ma il rammarico per la nostra gente è grande: come si fa a non essere dispiaciuti per i nostri tifosi, per chi ha pagato un abbonamento, vorrebbe dare una mano e non può venire a sostenerci? D'altro canto ringraziamo chi è sempre con noi anche a Fontanafredda, un campo sul quale abbiamo fatto buone partite, ma non tanto per il terreno, quanto per la squadra». Già, la squadra: che Triestina scenderà in campo oggi? La novità è che Lescano è tornato in settimana ad allenarsi ed è convocato, anche se non partirà dall'inizio perché deve ritrovare la condizione. Sull'ipotesi che Minesso, dopo l'exploit di Trento, possa trovare più spazio e partire dall'inizio, Tesser però è abbastanza categorico: «No, l'attacco sarà quello di Trento. Lescano si è allenato poco, ma Minesso ultimamente si era allenato meno di lui con la squadra: ha sempre lavorato con grande serietà e professionalità, ma tolti i 5 minuti di Trento e i 10 in Coppa Italia, non gioca da parecchio. Quindi la scaletta non è quella di cambiare, bisogna sempre rispettare le situazioni preesistenti, non vado mai o quasi mai a toccare qualcosa. Se poi dovesse servirmi Minesso per qualche minuto in più, sicuramente lo valuterò, ma in ogni caso prima c'è Lescano». Insomma, ricordando che Redan è ancora squalificato, dalle parole di Tesser sembra proprio che anche contro l'Albinoleffe in attacco ci sarà la coppia Finotto-Vertainen, mentre Lescano e Minesso saranno le alternative in corso d'opera. Alle spalle delle punte D'Urso, mentre a centrocampo ritorna Celeghin che farà reparto con Correia e Vallocchia. In difesa, oltre a Malomo squalificato mancherà anche Pavlev (mal di schiena). Davanti a Matosevic ci sarà la coppia Moretti-Struna con Germano a destra e Anzolin a sinistra. Convocato anche il nuovo arrivato Luca Petrasso: l'ingaggio dell'italo-canadese è ufficiale dopo che ieri mattina è arrivato il transfert. L'Albinoleffe, al quale mancherà l'esterno destro Gusu per lesione muscolare, dovrebbe gi ocare con il 3-5-2: davanti al portiera Marietta il terzetto Borghini, Marchetti, Milesi. A centrocampo Brentan, Agostinelli e Zanini, con esterni Munari e Piccoli. In avanti la coppia Zoma-Longo.
  18. VENERDÌ 12 GENNAIO 2024 - Palla a due alle 21, al Carnera. Ritorna il derby tra Trieste e Udine e nel suo secondo atto mette in palio parecchio. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", la supremazia (almeno parziale) in regione, una notte di festa per i propri tifosi, la possibilità di rincorrere il primo posto del girone rosso, la chance di andare a Roma alle finali di Coppa Italia. All'andata, in una gara che non finirà negli annali quanto a showtime (57-54) decise una tripla di tabella di Eli Brooks. Come è giusto che sia: un tiro ignorante che alla fine si beffa di ogni tatticismo. Quanto ritroveremo di quella sera stavolta? Il tecnico biancorosso Jamion Christian nell'analisi prepartita spiega che «Nulla dei precedenti incontri con Udine influenzerà questa partita, ci saranno due squadre determinate a dimostrare il proprio valore e la propria crescita. La concentrazione è alta nel gruppo e non vediamo l'ora di scendere in campo. Competere contro i migliori è ciò che ti rende una grande squadra». Secondo Christian «Ci sarà sicuramente un po' di nervosismo, data l'importanza del momento, ma la determinazione sarà fondamentale. Entrambe cercheranno di dominare la partita, ma la chiave sarà nel quarto periodo, con giocatori che faranno la differenza e coach che apporteranno soluzioni tattiche al momento giusto». E in quest ultimo caso Christian avrà un avversario tra i più temibili, Vertermati di sfide così in A2 ne ha già vissute tante. Buon per la Pallacanestro Trieste che il coach definisca questo «derby cruciale per la stagione». Di sicuro potrà dare più di qualche buona risposta su che piega prenderà il campionato biancorosso nelle prossime settimane. Una sconfitta annullerebbe il successo "virtuale" nel recupero con Chiusi e se si perdesse con 4 più punti o più sarebbe l'Apu Old Wild West a prendersi il saldo canestri a favore in caso di arrivo alla pari. Una vittoria, invece, significherebbe finire davanti ai friulani la prima fase. LA DIRETTA TV In seguito alla diretta dell'incontro del Settebello agli Europei di pallanuoto il derby su Raisport sarà trasmesso live solo dalle 21.50 ma può essere visto dall'inizio in streaming free su RaiPlay e per abbonati su Lnp Pass. - Un blitz per vivere il derby contro Udine. Come scrive sempre Roberto Degrassi, durerà due giorni appena la visita del presidente della Pallacanestro Trieste Richard de Meo. «Ne avevo sentito tanto parlare di questa sfida e mi sono portato questo refrain anche negli Usa. Dovevo esserci». Non sarà solo una partita, comunque. La visita vuol essere anche un segnale di attenzione e presenza da parte della proprietà di Cotogna Sports Group che ribadisce l'obiettivo della Serie A. Da ottenere ora e, se non dovesse accadere, si riproverà. L'inserimento nel programma della due giorni di un incontro per la gestione del PalaTrieste suona da rinnovo dell'impegno. La visita a Trieste è solo per essere vicino alla squadra per il derby o è anche l'occasione per incontri o iniziative? Questa sarà una visita davvero molto breve. Ci tenevo ad essere presente per questa importante partita, ma insieme al general manager Michael Arcieri abbiamo fissato anche una serie di incontri, soprattutto sul tema della concessione che considero particolarmente importante. Sarò presente all'ultimo allenamento della mattina, prima della partita, ci tenevo a stare assieme alla squadra e al coach. Non perdo un match in Tv, ma essere qui per questa partita è di certo la cosa migliore. Come giudica la stagione della squadra? Si aspettava che la A2 fosse così? La stagione in A2 è veramente lunghissima, e tutto è stato costruito con l'obiettivo di raggiungere l'obiettivo finale, che per noi non è cambiato. Con l'inizio della stagione siamo entrati in una nuova serie, con un nuovo allenatore e con la squadra che ha integrato molti nuovi giocatori. Io vedo una grande progressione e crescita. I momenti complicati esistono, ma finora siamo sempre riusciti a superarli, quindi il mio giudizio è positivo. Questi primi risultati hanno lasciato intendere il nostro potenziale e adesso stiamo costruendo una più chiara identità. Sono anche molto contento perché oltre ai risultati sta crescendo anche lo spettacolo in campo, e vedo il pubblico sempre più partecipe. La cosa più importante è che continuiamo a migliorare nel corso della stagione e che il nostro obiettivo finale resti realistico e raggiungibile. Dopo le tre sconfitte consecutive ha mai pensato di aver sbagliato valutazioni o scelte dopo aver detto di aver allestito un team da A1? Sinceramente no, all'epoca era troppo presto per trarre delle conclusioni, e soprattutto la nostra data Analysis restituiva un quadro diverso e più positivo: i risultati non rendevano giustizia alla forza e ai progressi della squadra che poi abbiamo visto sul campo Gestione palasport, ci sono sviluppi? Come detto, questo è diventato un tema centrale, ed è uno dei motivi per i quali sono qui in questa settimana. Quindi contiamo di avere novità a seguire nei prossimi giorni. Trieste è una mosca bianca in una A2 dove tutte le squadre hanno uno sponsor. Si sta muovendo qualcosa? Stiamo lavorando, sia a livello locale che nazionale e internazionale. Rispetto a inizio stagione la media pubblico è aumentata ma le 4mila presenze stabili sono ancora lontane. State pensando a qualcosa per portare più gente al PalaTrieste? È molto bello vedere come i tifosi sostengono la squadra, e partecipano ai match: è importante per lo staff e per i giocatori. Noi siamo più forti quando possiamo sentire il sostegno attivo della città. La stagione è ancora lunga e possiamo studiare ancora qualcosa per avere un PalaTrieste sempre più pieno. Il vostro impegno viene confermato? L'interesse su Trieste per il momento rimane solo in un ambito sportivo o state considerando anche altri interessi? Il nostro impegno nei confronti della Pallacanestro Trieste è confermato, siamo qui con l'entusiasmo del primo giorno e un legame ancora più forte con il pubblico e la città. Può decollare una collaborazione con la Triestina a sua volta con una proprietà americana? Manteniamo contatti regolari con Ben (Rosenzweig ndr) e con gli altri componenti del management della Triestina. È bello confrontarsi: siamo arrivati a Trieste e abbiamo fatto progressi simili.
  19. GIOVEDÌ 11 GENNAIO 2024 - La lotta per il primo posto del girone A si può dichiarare chiusa? La dimostrazione di forza del Mantova che all'Euganeo ha rifilato 5 gol al Padova chiude il sipario sulla corsa alla promozione diretta? Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", in questi giorni, di fronte allo strapotere della squadra di Possanzini, un po' tutti si interrogano se davvero il Mantova ha messo una pietra tombale sul campionato, dopo aver portato a 7 i punti di vantaggio sul Padova e tenendo la Triestina a 8 lunghezze di distanza. Il tutto dopo 20 giornate. Certo, l'impressione è che sarà difficile, anzi molto difficile, andare a riacciuffare la capolista: oltre a un cammino quasi perfetto, servirebbe anche un crollo dei virgiliani. Ma seppur resti un'impresa molto dura, una rimonta non è impossibile. Lo dimostra il passato. Anzi, lo dimostra lo stesso Attilio Tesser, che di una rimonta simile è già stato autore sette anni fa sulla panchina della Cremonese ai danni dell'Alessandria. E andando a spulciare le statistiche della stagione 2016/17, l'analogia con la situazione attuale è addirittura impressionante. Infatti dopo venti giornate, la capolista di allora, appunto l'Alessandria, guidava il campionato con 50 punti, mentre la Cremonese ne aveva 42. Attenzione, è l'identica spiaccicata fotografia della situazione attuale, con il Mantova davanti a tutti con 50 punti dopo venti turni e la Triestina a 42. Un'analogia pazzesca e una bella botta di speranza per chi crede nella cabala. Ma più che di numeri, qui va sottolineata la capacità di mister Tesser di portare a termine certe rincorse in apparenza impossibili. Addirittura la rimonta di quell'anno è ancora più clamorosa se si pensa che cinque giornate dopo, cioè dopo 25 turni, il distacco era addirittura aumentato a 9 punti e altre due squadre avevano superato la Cremonese. In pratica Tesser aveva poi recuperato 9 punti alla capolista in appena 13 partite. Ovvio, come detto serve anche un brusco calo del ritmo di chi guida la classifica, fatto sta che in quell'anno Cremonese e Alessandria chiusero alla pari a 78 punti e a essere promossi furono i lombardi per il vantaggio negli scontri diretti. Ma non è certo quella l'unica rimonta di Tesser: un'altra delle sue promozioni fu segnata da una notevole rincorsa, quella del 2021/22 quando il tecnico sulla panchina del Modena vinse il campionato dopo essersi trovato dietro anche di 8 punti dalla capolista Reggiana. E anche un altro episodio recente, nel quale stavolta non coinvolge Tesser, testimonia che il campionato non è mai finito finché non lo dice la matematica. Proprio nel girone della Triestina, nel 2020/21, alla giornata numero 29 il Padova si trovava in vantaggio di ben 6 punti sul Perugia. Nelle ultime nove giornate gli umbri rimontarono, acciuffarono i biancoscudati e finirono alla pari, venendo poi promossi in virtù della differenza reti negli scontri diretti. Ecco, a proposito di scontri diretti: la Triestina con il Mantova parte con un bel vantaggio di 4-1 e al "Martelli" dovrà fare un buon risultato per sperare nella rimonta. Hai visto mai che alla fine non si arrivi alla pari e si decida tutto così? - «Sarà un derby intenso, un assaggio di play-off. Una di quelle gare dove si gioca con la spada, non con il fioretto». E il signore, di derby, se ne intende. Alberto Tonut (intervistato da Roberto Degrassi) nel corso della sua carriera di sfide così ne ha vissute a decine. «Quando ero a Cantù eravamo rivali di Varese e Milano, quando giocavo a Livorno c'erano altri cinque team toscani di livello...Qui in Friuli Venezia Giulia ho giocato derby da giocatore di Trieste ma anche da avversario». E chi se lo può aver dimenticato, con Gorizia in una serie play-off che negò la A1 all'allora Genertel a favore della Dinamica di Frates. E di sfide Udine-Trieste? «Parecchie, spesso non fortunate sul campo. Una volta anche con il ricordo spiacevole di una sassaiola contro il nostro pullman che mandò all'ospedale tre di noi. Ma erano altri tempi, 40 anni fa. E altri pullman. Il clima ora è diverso». Ha seguito il derby dell'andata. Che gara sarà? Udine ha stavolta il vantaggio di giocare davanti al proprio pubblico, al Carnera. Inoltre rispetto al primo confronto potrà contare su Gaspardo ed è una bella differenza. La squadra di Vertemati però dovrà anche gestire la pressione. La Pallacanestro Trieste dovrà prima di tutto fare una partita attenta. E non pensare al +3 della partita al PalaTrieste. Cosa potrà decidere il confronto? All'andata vidi un derby all'insegna della parità assoluta deciso da un episodio, il famoso tiro da tre punti di tabella di Eli Brooks. Nel basket sono spesso i piccoli dettagli a fare la differenza, a decidere saranno le piccole cose nel momento giusto. Ovviamente a meno che una delle due non trovi una giornata siderale nel tiro da trei. Quali i possibili protagonisti? Monaldi e Caroti hanno già dimostrato di poter essere protagonisti, compongono un settore affidabile, che si completa bene con Clark. Trieste ha i perni in Ruzzier e Reyes e non ho dubbi che anche domani sera incideranno sul match. Serve però che si aggiungano altri come è già successo in diverse occasioni. Quanto conta per la stagione di entrambe? Molto. Consindero che il primo posto del girone rosso sia ormai della Fortitudo Bologna ma tra il secondo e il quarto ci sarà alla fine una differenza ben più pesante di quella manciata di punti che racconterà la classifica perchè sarà quel piazzamento a determinare le avversarie nella fase a orologio in chiave play-off. L'esito di una partita non ha solo effetti tecnici o statistici, se Trieste dovesse vincere metterebbe Udine in una condizione psicologica particolare perchè sarebbe la terza sconfitta in tre derby disputati in stagione. Quanto ai biancorossi, invece, non ha senso pensare ai due punti virtuali del recupero con Chiusi, se Trieste dovesse perdere domani con uno scarto dai 4 punti in sù resterebbe comunque dietro all'Apu anche aggiudicandosi il match interno del 24 gennaio. Lei è stato il miglior realizzatore italiano nella storia della Pallacanestro Trieste (1932, davanti a Gianni Bertolotti 1860). Ieri ha compiuto i 40 anni un altro personaggio che ha scritto pagine importanti. Daniele Cavaliero. Un grande, Daniele. Purtroppo non abbiamo potuto giocare insieme in carriera. Dani era troppo piccolo. O magari ero troppo vecchio
  20. MERCOLEDÌ 10 GENNAIO 2024 - «Nella mia lunga esperienza sui parquet, i derby per eccellenza sono sempre stati quelli contro Udine e Gorizia. Otto anni vissuti a Varese mi hanno permesso di apprezzare e vivere con partecipazione anche quello contro Cantù ma da triestino cresciuto con addosso la maglia della sua città, le emozioni più grandi sono arrivate nelle sfide regionali». Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", archiviata la carriera da giocatore e appese le scarpe al chiodo, Alessandro De Pol è rimasto nell'ambiente. Oggi è allenatore delle giovanili biancorosse e apprezzato telecronista Rai, per lui i derby contro Udine vissuti da giocatore si perdono nella memoria di un giovane che si affacciava sul palcoscenico della serie A: erano i tempi di Winfred King e Milani, con la giovane Stefanel di Boscia Tanjevic in clamorosa crescita. Di acqua sotto i ponti ne è passata, a distanza di tanti anni ritrova due squadre che sgomitano fianco a fianco nell'anonimato della serie A2 con la speranza di poter centrare la promozione e rientrare dalla porta principale nella massima serie. Per questo, il match in programma venerdì sera al Carnera, sarà una tappa importante per valutare il momento e tastare il polso alle due squadre. «Sarà una gara importante ma non mi sento di definirla una partita decisiva - racconta De Pol -. Il percorso di questa prima parte di campionato ha evidenziato un equilibrio generale e da qui ai play-off, tra stagione regolare e fase a orologio, se ne giocheranno tante altre e altrettanto importanti. Certo, per la classifica e il morale delle due squadre i due punti in palio venerdì sera conteranno parecchio». IL MOMENTO : Trieste arriva a questo scontro diretto reduce da una striscia di nove vittorie su dieci partite e dalla convincente prestazione casalinga offerta contro Piacenza, Udine dal passo falso rimediato al PalaDozza contro la Fortitudo. Passato e precedenti si annullano, il derby vive su logiche che spesso stravolgono i valori del campo. «Trieste è una squadra che è l'immagine della filosofia del suo allenatore - sottolinea De Pol -. Si basa sul talento dei singoli più che su un gioco di sistema, corre tanto e può contare su un altissimo numero di possessi. Sfrutta molto il tiro da tre punti ed è chiaro che per pensare di poter espugnare il Carnera dovrà essere supportata da una buona percentuale dal campo. Il giocatore che non deve mancare è senza dubbio Ruzzier: Michele ha classe, esperienza e talento, da quando ha cambiato marcia ha migliorato il rendimento della sua squadra». Discorso per certi versi simile per quanto riguarda Udine. «Anche l'Apu si basa molto sulle percentuali nel tiro da tre anche se poi mi sembra che dal punto di vista del gioco possa avere qualche alternativa in più. Ha giocatori come Gaspardo e Da Ros che possono creare dal post basso e danno maggiore profondità all'attacco della formazione di Vertemati». IL FUTURO : Due squadre che stanno sgomitando per guadagnarsi il miglior piazzamento in vista della fase a orologio in un campionato che, nei due gironi, sta premiando la leadership di Trapani e Fortitudo Bologna. «A oggi - conclude De Pol - sono senza dubbio le squadre che hanno dimostrato di più, la Fortitudo andrà poi valutata nel lungo periodo e durante i play-off quando sarà costretta a giocare due, tre gare a settimana. Valutazioni che si fermano all'oggi: è chiaro che il mercato e la possibilità di migliorare i roster può cambiare le dinamiche e stravolgere gli equilibri» - Se le partite di questo campionato fossero finite all'85', la Triestina sarebbe in questo momento in lotta per la quinta posizione con Vicenza e Giana, a quasi 20 punti dalla vetta. Il dato è abbastanza impressionante, e la dice lunga su quanto importanti siano stati finora per la squadra di Tesser i finali di partita così efficaci. Lo scrive Antonello Rodio: quella che fu battezzata come zona Cesarini, si è tramutata in una sorta di zona Unione che ha portato agli alabardati effetti tonificanti per la classifica. Il conto è presto fatto: se le partite, come detto, fossero finite a cinque minuti dal 90° (e poi per fortuna c'è anche il recupero), la Triestina avrebbe ben 11 punti in meno. E se dai 42 si precipita ai 31 punti, ecco il perché la squadra alabardata sarebbe adesso impegnata in tutt'altra zona di classifica. Tutto grazie a cinque finali di partita in grande crescendo, tre dei quali nelle ultime quattro partite, che sono frutto di quel mix magico che frulla insieme dna vincente, capacità di non mollare mai, cuore, carattere e condizione fisico-atletica. Tra l'altro più della metà di questi 11 punti, ben 6, sono stati guadagnati addirittura oltre il novantesimo, quindi in pieno recupero, con due rimonte a dir poco clamorose con Lumezzane e Novara. Ma partiamo con ordine e dal primo punticino guadagnato dalla Triestina nel finale di partita, ovvero quello che arrivò all'88' sul campo del Renate grazie alla rete con cui Redan pareggiò i conti con la squadra di casa. Appena una settimana dopo, il clamoroso ribaltone con il Lumezzane a Fontanafredda: l'Unione al novantesimo era sotto di un gol con una squadra ospite che già sognava il colpaccio, poi il pareggio di Adorante al 91' e l'ormai celebre eurogol di Fofana al 93' rovesciarono il risultato. E in pochi minuti, tutti nel recupero, gli alabardati passarono da zero a tre punti in saccoccia. Ma è nell'ultimo mese che con altri tre clamorosi finali la Triestina ha fatto nascere definitivamente la zona Unione. Il 9 dicembre si gioca un'altra partita complicata a Fontanafredda, quella con la Giana che trova il pareggio alla mezz'ora della ripresa. Ma sarà ancora Adorante a sbloccare la situazione all'87' e quindi far passare l'Unione da uno a tre punti guadagnati. La settimana seguente arriva il miracolo di Novara: quando scocca il novantesimo la squadra di Tesser si trova ancora sotto per 2-1, poi il pareggio di Finotto al 93' e la rete del successo di Malomo al 95' sanciscono un altro clamoroso ribaltone: da 0 a 3 punti guadagnati nell'arco di 180 secondi. L'ultimo episodio è quello di domenica scorsa, con la Triestina che espugna Trento grazie alla bellissima rete di Minesso all'89': e qui, invece di un misero punticino, ne arrivano altri 3. Il totale, appunto, è di 11 punti. Se poi volessimo arretrare ancora un po' l'orologio e arrivare alla situazione alla mezz'ora della ripresa, per la Triestina ci sarebbe un altro guadagno di 3 punti. Se infatti la sconfitta con la Pergolettese era arrivata al 37' del secondo tempo (quindi -1), è proprio al 30' della ripresa che sono stati segnati i gol della vittoria con Albinoleffe e il Fiorenzuola (in tutto +4 punti). Altro dato che rafforza il concetto di una Triestina che nei finali di match è capace di gettare il cuore oltre l'ostacolo.
  21. MARTEDÌ 9 GENNAIO 2024 - Si può pensare di tutto nel bene (molto) e nel male (poco) di questa Triestina di Tesser ma il carattere e la personalità sono un dato di fatto. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", l'Unione resta aggrappata con le unghie e con i denti a ogni gara e alla classifica. L'esito del big match di ieri sera con il successo largo del Mantova all'Euganeo lascia poco spazio alla fantasia per il primo posto. Il 5-0 firmato da Redolfi, Fiori, Galuppini, Bragantinie Wieser mortificano il Padova al primo ko stagionale. I virgiliani volano a +7, mentre l'Unione è a un solo punto dai veneti. I giochi davanti non sono ancora completamente chiusi solo grazie alla vittoria alabardata in extremis di domenica che consente di tenere alle spalle a distanza anche la Pro Vercelli ieri vittoriosa per 3-0 a Lumezzane. Con la prestazione del Briamasco, se mai qualcuno avesse qualche dubbio, la squadra ha dimostrato determinazione e concentrazione. Non era proprio così scontato riuscire ad eludere gli strascichi del derby sul Padova in campo (le assenze di Lescano, Redan e Celeghin) e nelle teste dei giocatori che nell'ultima mezz'ora all'antivigilia di Natale per la prima volta in questa stagione erano andate in tilt. La lunga sosta poteva essere un altro ostacolo ma non per questo gruppo entrato sul rettangolo trentino con un solo obiettivo: schiacciare l'avversario togliendogli ogni iniziativa per andare a vincere il match. Sul piano del gioco, della mentalità e della tenuta atletica gli alabardati hanno risposto come hanno sempre fatto dopo una sconfitta. L'energia messa in campo da tutti i protagonisti è stata sapientemente mixata all'equilibrio e agli automatismi nella manovra predicati e messi in pratica da mister Tesser e dal suo staff. Tanto che il Trento di Tedino non ha saputo dimostrare di essere quella buona squadra che naviga vicino alla zona play-off. Due sole occasioni (con risposte di Matosevic) per i padroni di casa parlano chiaro sull'andamento quasi a senso unico della partita. Poi è arrivato il risultato grazie a una rete in extremis nata dalla determinazione di Anzolin e dall'indiscutibile talento di Mattia Minesso, un giocatore che non ha nulla da dimostrare (visto il passato) nonostante a Trieste abbia vissuto l'anno peggiore della sua vita calcistica. Tesser lo conosce e lo stima e, qualora dovesse restare (non probabile), potrebbe essere un'arma in più. I tre punti meritatissimi non possono nascondere le difficoltà che la Triestina ha a concretizzare le tante occasioni create. È successo spesso anche in presenza di Lescano e Redan e a maggior ragione quando non ci sono. I 15 calcio d'angolo battuti sono un record ma è un primato negativo anche quello di non aver indirizzato mai la palla verso la porta avversaria su calci piazzati spesso battuti bene da D'Urso e Vallocchia. Finotto non è un realizzatore, Vertainen ha fatto una buona impressione ma è tutto da scoprire, Redan non è uomo d'area e Lescano è poco efficace nel gioco aereo. Sui piazzati servirebbe più convinzione da parte dei difensori Struna, Moretti e quando c'è Malomo. Questo è un handicap c he in qualche modo il lavoro quotidiano dovrebbe smussare. Così come Correia dovrebbe tentare con maggior frequenza la conclusione da lontano. Anche dal miglioramento in questi dettagli, oltre che dalla crescita dei più giovani come Pierobon, Anzolin, Pavlev, Gunduz e da qualche innesto di mercato (in arrivo l'esterno sinistro italo-canadese di 23 anni Luca Petrasso reduce dall'esperienza nell'Orlando City), dipenderà il rendimento nei prossimi mesi. Stare in alto ma non in pole position è un vantaggio. E poi questa squadra è in grado di arrivare in fondo anche nei play-off con una buona posizione in griglia. Il girone di ritorno è appena cominciato. E i conti si fanno non quando nevica ma quando la neve si scioglie. - Dieci vittorie nelle ultime 11 partite, il terzo posto, un match-crocevia davanti che è anche il più carico di significati e attese, un jolly in tasca da calare. Lo scrive oggi Roberto Degrassi: la Pallacanestro Trieste, suonata la sirena finale del successo su Piacenza, deve già iniziato a concentrarsi sul derby di venerdì sera al Carnera a Udine. In gioco non solo la supremazia (parziale, la stagione è ancora lunga) in campo regionale ma anche un'ipoteca sugli accoppiamenti nella fase a orologio e sull'unico pass rimasto per la Coppa Italia. Un traguardo, quest'ultimo, più sostanzioso di quanto si possa credere. LE COMBINAZIONI Fare compagnia a Trapani, Cantù e Fortitudo alle Final Four significherebbe aver chiuso la prima fase nelle prime due posizioni del girone rosso e di conseguenza contare nella fase a orologio su accoppiamenti esterni più benevoli. Tra finire secondi o quarti sta tutta la differenza del mondo. Chi chiuderà quarto la prima fase in quella successiva dovrà affrontare in trasferta Trapani, Cantù e Torino; chi sarà secondo dovrà andare a fare la vittima sacrificale degli scatenati Sharks ma per il resto pescherà le rivali nel fondoclassifica del girone verde. E la classifica alla fine determinerà la griglia play-off. Trieste battendo Piacenza ha agguantato Udine a quota 26 ma mantiene un jolly in tasca: il recupero casalingo del 24 gennaio contro Chiusi, ultima. Un jolly che pesa, eccome. A parte la Fortitudo destinata a chiudere davanti a tutte la prima fase anche se Piacenza e Verona non saranno trasferte facili, tra le formazioni alle sue spalle Trieste è la sola a poter chiudere seconda pur perdendo uno scontro diretto, a patto di mantenere il saldo canestri a favore. All'andata al PalaTrieste i biancorossi hanno sconfitto sia Udine (di 3, con la famosa tripla di tabella di Brooks) che Forlì (di 17). I friulani hanno il vantaggio di giocare in casa contro Trieste e Forlì con trasferte non impossibili a Orzinuovi e Rimini anche se in corsa per la salvezza. Nel derby di venerdì però Udine avrà maggiore pressione addosso: una sconfitta molto probabilmente significherebbe quarto posto, scivolerebbe a un virtuale meno 4 rispetto a Trieste a tre partite dalla fine. Il clima sarà quello di una serie finale da play-off per intensità, la prima delle due squadre che saprà interpretarlo indirizzerà il match. Meglio prepararsi in anticipo: Trieste non potrà permettersi un approccio soft. LE MINE VAGANTI Con una formula che prevede sei retrocessioni complessive ogni formazione lotta per qualche obiettivo. Cividale contro Forlì ha dato un avvertimento, e adesso potrà inserire Lamb e Colpani in vista del confronto con i biancorossi. Se fino ad adesso a fare la differenza sono stati la caratura tecnica e la profondità del roster tra poco si cambierà registro: si alzerà il livello dell'agonismo. Le pretendenti alla promozione dovranno dimostrare di essere grandi squadre non solo per il palmares dei singoli ma anche per la capacità di sporcarsi le mani e buttarsi sul parquet.
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