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SandroWeb

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  1. MARTEDÌ 19 DICEMBRE 2023 - Michael Arcieri l'aveva già anticipato nel dopogara l'altra sera al PalaTrieste: «Coccoliamoci per qualche ora questa vittoria e poi cominciamo a pensare al match di sabato a Bologna». Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", la vittoria a spese di Cento del resto lascia in eredità poche considerazioni oltre alla constatazione di una squadra in salute: partita decisa già nel primo quarto, turn over e cambi di assetto in corso d'opera in vista delle prossime sfide. Abbiamo provato a inquadrare l'importanza del confronto di sabato sera al PalaDozza. Quanto può essere decisiva? Siamo alla quinta giornata del ritorno, non può dare verdetti definitivi ma può indirizzare sicuramente il prosieguo della stagione per entrambe. Cosa significherebbe una vittoria Per Trieste significherebbe confermare il consolidamento come gruppo di vertice e inoltre darebbe sicurezza in chiave scontri diretti. Finora infatti contro le big i biancorossi hanno convinto davvero solo con Forlì, vincendo in modo rocambolesco il derby di Udine grazie alla tripla di tabella di Brooks e perdendo male con Trapani in Supercoppa e con Bologna e Verona in campionato. Cosa comporterebbe una sconfitta Ridurrebbe al lumicino le possibilità di chiudere al primo posto la prima fase visto che si scivolerebbe a 4 punti dalla Fortitudo concedendole anche il vantaggio degli scontri diretti. Un elemento quest'ultimo, che rischierebbe di vanificare gli effetti della gara da recuperare con Chiusi. Quanto vale il primo posto nella prima fase? Significa avere accoppiamenti più vantaggiosi nella fase a orologio e quindi in ottica play-off e soprattutto permetterebbe di evitare di affrontare Trapani, per giunta a casa sua. Chi arriva nelle migliori condizioni? Le ultime giornate dicono che Trieste è più in forma rispetto alla squadra di Caja che dispone di minori rotazioni Quanto conta il match d'andata? Trieste contro Cento ha dimostrato di saper imparare dai propri errori. Difficile che possa incappare in un altro match come quello dell'andata anche perchè da quella volta è cresciuta. Quali le differenze tra le due squadre? Numerose e pesanti. Trieste ha una panchina più profonda e di maggior qualità, con elementi in grado di occupare più ruoli. In sostanza più talento. La Fortitudo ha una coppia di lunghi Usa, un tiratore dalla affidabile continuità come Aradori ed è una figura che manca a Trieste che ha avuto un rendimento alterno da Filloy e Campogrande, un "piccolo" di ruolo ma non di taglia come Fantinelli. Il fattore campo PalaDozza con la Fossa rappresenta il campo più caldo della A2. Nardò (sconfitta in volata) e Verona (tornata a casa vincitrice) hanno dato l'esempio su come affrontare una gara a Piazzale Azzarita senza farsi condizionare dal contesto. - In occasione dei 105 anni del club il presidente Ben Rosenzweig ha inviato un messaggio. «Tanti auguri Triestina. Oggi l'Unione Sportiva Triestina Calcio compie 105 anni di storia. Fin dall'inizio del mio percorso con la Triestina, ho capito che il Club non è soltanto sinonimo di Calcio, ma di Orgoglio, Territorio e Cultura. I valori profondi del Club si intersecano perfettamente con quelli della comunità di Trieste, che non si arrende mai di fronte alle avversità e che da sempre ha dimostrato di avere una mentalità incredibilmente aperta e accogliente. Sono orgoglioso di guidare questa grande famiglia. Buon compleanno a tutti noi. Vi aspetto numerosi venerdì sera al Rocco, la nostra casa, per festeggiare questo grande traguardo e sostenerci calorosamente nella partita con il Padova».
  2. LUNEDÌ 18 DICEMBRE 2023 - L'ennesima inebriante rimonta alabardata andata in scena nell'incredibile finale di Novara, è sicuramente motivo di soddisfazione, nonché la conferma che questa Triestina non molla davvero mai. Ma a un attento conoscitore di calcio come mister Tesser, non può sfuggire che la pur esaltante vittoria al "Silvio Piola" nasconde anche parecchie zone d'ombra. Come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", il tecnico alabardato parte comunque dal dato positivo, quello del carattere di una squadra mai doma: «Questa nostra qualità è ormai un fattore indiscutibile - dice Tesser - quando lo fai in 5-6 partite, e quando le decidi dopo il novantesimo o comunque in prossimità come era accaduto con la Giana, è perché ci proviamo e ci crediamo sempre fino in fondo. Questo è un dato di fatto ed è sicuramente la nota positiva. Detto questo, sarei più felice se le partite si mettessero come quella del 4-1 al Mantova o si decidessero prima. Ma intanto portiamo a casa tre punti molto importanti contro una buonissima squadra che era difficile da affrontare». Ma non è solo questione che le partite andrebbero vinte in maniera più serena, il fatto è che prendere due reti è comunque una cosa che al mister alabardato non può andar giù. E sono ben 5 i gol al passivo nelle ultime tre partite. «Ora prepariamoci al Padova - avverte infatti Tesser - ma dobbiamo assolutamente migliorare e metterci ancora più applicazione: abbiamo preso due gol, non mi piace. Una squadra che prende due gol non va bene, quindi bisogna lavorare parecchio». In effetti, pur con tanto possesso palla, al 90' la Triestina era sotto. Brucia soprattutto quel pareggio subito quando di fatto si era padroni del campo, insomma la gestione della partita doveva essere migliore. «Dovevamo soprattutto essere più concreti - spiega Tesser - nel palleggio siamo andati sempre alla ricerca della verticale, del far male. Bisogna anche dare merito al Novara che ci ha pressato e ha corso per tutto il campo. I crampi nel finale non sono un caso, hanno corso tantissimo, hanno fatto un'aggressione continua e giocare non era facile. Inoltre qualcuno ha sofferto anche il terreno sintetico, in particolare Redan sui rimbalzi non si è adattato e questo ha condizionato la sua partita». In ogni caso, per Tesser questa vittoria non significa aver dato segnali al Mantova o allo stesso Padova: «Noi non dobbiamo guardare in casa degli altri, ci faremmo solo del male. Poi a campionato inoltrato si guarderà anche agli altri, ma prima non serve a niente. Pensiamo a guardare in casa nostra e a migliorarci nella gestione della partita». Ultima nota per Correia: purtroppo il play alabardato nel finale è stato ammonito e per questo salterà la sfida di venerdì con il Padova. «Purtroppo perdiamo un giocatore per noi molto importante. Però ci sarà un compagno a sostituirlo e c'è la massima fiducia in lui. Questo è il calcio, non ci piangiamo addosso, ovviamente dispiace per Correia, ma comunque aveva bisogno di rifiatare , infatti è arrivato particolarmente stanco a queste ultime partite». - «Da lunedì mattina si comincia a pensare solo alla partita di sabato al PalaDozza». Il mandato è chiaro, lo scrive Roberto Degrassi sul quotidiano locale. L'ottava vittoria consecutiva della Pallacanestro Trieste viene quindi commentata con soddisfazione ma senza indulgere troppo nei compiacimenti. C'è la Fortitudo dietro l'angolo. Il gm Michael Arcieri, dopo aver ringraziato il pubblico per l'adesione al progetto "Regala un sorriso", sottolinea le sei palle perse soltanto. Coach Jamion Christian invece si sofferma sulla «personalità del gruppo che lavora per crescere, abbiamo fatto ricorso a diverse rotazoni perchè in questo campionato così impegnativo è importante avere tante armi». Cosa dirà la partita di Bologna? «Sarà un'opportunità per capire dove siamo». Precisato che Ferrero è stato tenuto precauzionalmente fermo per un dolorino al ginocchio sinistro, viene gesteggiato in sala stampa Giovanni Vildera. Il centro debutta quasi contrito: «Il coach di Cento Mecacci è stato fondamentale per la mia carriera quando ero a Siena, mi ha insegnato tanto». Vildera aggiunge: «Siamo una squadra in fiducia, sono contento di poter dare un buon contributo per una striscia positiva». Arcieri spiega poi che «Giovanni ha accusato qualche linea di febbre nel corso della settimana, ma lui dedicato tanto tempo alla comunità anche se non ci tiene a farlo sapere e viene a contatto con tante persone. Ha cambiato il volto al match, lui è fondamentale per il nostro obiettivo finale».
  3. DOMENICA 17 DICEMBRE 2023 - Oggi la testa, il cuore e le gambe devono essere tutti dedicati al Novara, solo dopo si penserà al big-match con il Padova. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", questo il diktat in casa Triestina, dove vige la consapevolezza che tutta la concentrazione deve essere messa nella sfida odierna allo stadio "Silvio Piola" (inizio ore 14, arbitra Andreano di Prato), senza nessun pensiero a quello che sarà fra cinque giorni il big-match del Rocco. È un concetto che fa capire subito mister Tesser, che alla domanda se il fatto di avere sia Correia che Celeghin diffidati sia oggetto di valutazione nella formazione di oggi proprio in vista del Padova, risponde in modo perentorio: «Non ci sarà nessun ragionamento in ottica diffidati - afferma il tecnico alabardato - giocherà la squadra che riterrò la migliore da schierare all'inizio. Infortuni e squalifiche ne abbiamo noi e ne hanno loro, fa parte del gioco e si va avanti. L'unico obiettivo è presentarsi con la giusta concentrazione, determinazione, cattiveria. Consapevoli delle nostre qualità, ma sempre con una grande dose di umiltà, perché dovremo correre e lottare pallone su pallone». Considerazioni che derivano anche dal fatto che il Novara, al di là dell'ultimo posto in classifica, non perde da un mese e mezzo e ha pareggiato con squadre come Pro Vercelli e Vicenza. Insomma da quando è stata affidata a Giacomo Gattuso, la squadra piemontese è sempre temibile. «Questa è una partita che presenta tante insidie - conferma Tesser - non bisogna mai guardare la classifica perché ogni gara fa storia a sè. Il Novara non perde da cinque turni, ha pareggiato contro formazioni di rango e ha reso la vita difficile anche alla capolista. È subentrato un nuovo allenatore, una persona che conosco molto bene e che stimo. Da quando è arrivato hanno fatto punti, sono molto organizzati, mi aspetto una partita difficile». Va ricordato anche che al "Piola" si gioca sul sintetico, un terreno che può essere forse un vantaggio per una squadra tecnica come la Triestina, ma che può nascondere anche delle incognite. «Il sintetico rappresenta un contesto un po' diverso - spiega Tesser - ho allenato a Novara e lo conosco bene. Ti devi un po' abituare ma questo non deve essere un alibi, devi abituarti e farlo velocemente, tutti vanno a Novara a giocare e ci andiamo anche noi, non è un vantaggio o uno svantaggio, dobbiamo pensare solo a giocare. Dobbiamo affrontare il Novara, non il terreno. Il terreno non è un'insidia, a meno che non si vada ad affrontare la partita con la testa sbagliata, lì allora diventa un'insidia». Quale sarà dunque la Triestina che affronterà il Novara? Innanzitutto va ricordato che non ci saranno Vallocchia e Rizzo, squalificati. Al centro della difesa dovrebbe rientrare dopo un mese Struna, da vedere se con Malomo o con Moretti. Per quanto riguarda i terzini, potrebbe rientrare Anzolin a sinistra con il solito Germano a destra, ma c'è anche Pavlev che è rientrato bene la scorsa settimana. A centrocampo, se davvero Tesser non farà calcoli, ci saranno Correia, Celeghin e Pierobon, tenendo presente che Fofana e, nel caso , lo stesso Germano sono sempre valide alternative. Sulla trequarti dovrebbe agire D'Urso dietro alla coppia Lescano-Redan, anche se ovviamente l'attuale Adorante in versione cecchino metterà in difficoltà il tecnico nelle sue scelte. - Quante occasioni per un incontro solo. Come scrive oggi Roberto Degrassi, contro Cento (palla a due alle 18 a Valmaura) la Pallacanestro Trieste può continuare la sua rincorsa al primo posto collezionando l'ottava vittoria consecutiva. Può consolidare la consapevolezza nei propri mezzi. Può riscattare almeno parzialmente la più dolorosa delle sconfitte stagionali, dopo aver sprecato un vantaggio consistente e un primo tempo incredibile con un folle sparacchiare da tre punti. Può rinsaldare il rapporto con i l pubblico con un'altra prova interna casalinga stabilizzandosi oltre quota 3mila e avvicinando i 4mila. Si può, infine, fare un'opera buona donando giocattoli ai bambini meno fortunati con l'iniziativa "Regala un sorriso". Insomma, potrebbe essere un gran bel pomeriggio ma per realizzarlo bisogna provvedere a una condizione di partenza: battere la Sella Cento. E, aldilà di quanto racconta la classifica e della annunciata assenza di un Usa, Wendell Mitchell, non sarà una questione semplice. Cento ha gli uomini per poter realizzare bottini importanti (Mussini, Archie, Palumbo) e c hi può sorprendere (Moreno, Kuuba e l'ex Trento Laderner). Ci metterà fame ed agonismo, ha bisogno di tenere a distanza le formazioni di bassa classifica e neanche le trasferte delle prossime giornate (Udine e Nardò) saranno semplici. Trieste oggi dovrà dimostrare di non sentirsi sazia dopo il filotto di sette successi consecutivi ma di essere capace di trovare ogni volta nuove energie fisiche ma anche psicologiche. I NUMERI Le statistiche confermano la differenza della classifica. Trieste segna di più (quasi 80 punti contro i 74 degli emiliani), tira da tre punti con la stessa percentuale (33) ma con nove tentativi in più, conquista più rimbalzi (oltre 45 di media mentre Cento è terzultima con 34 e ne concede più di tutti. Attenzione però agli arrivi in volata: dalla lunetta la Sella è sensibilmente più precisa (79% contro i 73). Tra i singoli Mussini è il miglior realizzatore con quasi 17 punti a sera, il veterano Archie ne firma 12 ma con il 41% dai 6,75. GLI AVVERSARI In casa Cento staff tecnico e giocatori sono allineati. Il coach Matteo Mecacci ha dichiarato: «Questo è un momento difficile, dobbiamo provare a recuperare e lavorare in palestra. Trieste è una squadra costruita per risalire in Serie A, quindi complicata da affrontare per noi in questo momento, però sarà una gara che ci preparerà al meglio, per quelli che sono gli scontri delle prossime settimane». Da parte sua Mattia Palumbo, ex Udine e Fortitudo, ha ribadito: «Sarà una partita complicata, Trieste è probabilmente la squadra con il momento migliore di forma e giocare in quel palazzetto sarà difficile»
  4. (OT) Ve devo sempre richiamar all'ordine per farla finida? O ghe la fè da soli?
  5. Sicuro di quello che dici? Articolo di ieri del mio collega Roberto Urizio... https://www.citysport.news/it/notizie/triestina/un-altra-bucci-di-banana-della-politica-sullo-stadio-rocco.html
  6. SABATO 16 DICEMBRE 2023 - Quella sconfitta brucia ancora, eccome. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", lo ha ammesso Michele Ruzzier recentemente: «Il solo rimpianto del nostro girone d'andata è legato alla sconfitta di Cento». Ovvero come dilapidare un robusto vantaggio e poi farsi battere all'overtime aprendo una serie di tre sconfitte di fila. Altri tempi e anche altra Pallacanestro Trieste se ascoltiamo le sette vittorie consecutive. Domani per giunta i biancorossi ritrovano il fattore campo e qualcosa vorrà dire. Trieste per continuare l'inseguimento al primo posto non può concedersi il lusso di sprecare occasioni e quella contro una squadra che quasi certamente arriverà con un solo straniero lo è. IL COACH Ha naturalmente ben presente il ricordo della partita d'andata Jamion Christian rammenta quella lezione: «Cento aveva giocato molto meglio di noi il secondo tempo e il supplementare. Ci concentriamo su capire come ottenere un vantaggio contro le squadre con cui abbiamo perso. Allora avevamo giocato un ottimo primo tempo, segnando molto e muovendo la palla come volevamo». Le notizie provenienti da Cento raccontano dell'assenza di Mitchell, ingaggiato al posto di quel Sabin visto all'andata. Christian tuttavia non si fida. «Vedremo, sembra che tutti trovino un modo per rimettersi in salute quando devono affrontarci», e il riferimento al recupero di Russ Smith da parte di Nardò nell'ultima gara non sembra casuale. Infine, il messaggio al pubblico in vista di domani. «Amiamo giocare in casa, e amiamo i nostri tifosi. L'energia che ci stanno dando è elettrizzante, e ognuno di noi è estremamente grato che ci siano rimasti fedeli nonostante un inizio difficile. Domenica abbiamo bisogno che il PalaTrieste sia carico e ci supporti al massimo. Dobbiamo arrivare a portare qui 5-6mila persone perché quando sono qui a sostenerci in una maniera così forte, diventa un posto davvero difficile dove giocare». L'appello a essere presenti da parte del tecnico riguarda anche l'iniziativa "Regala un sorriso", per portare al Palasport giocattoli da donare a bambini che ne hanno bisogno. «Vi chiediamo di portare un regalo che possiamo mettere sotto il nostro albero, per regalare un sorriso a chi ne ha più bisogno. Queste opportunità sono significative non solo per la nostra squadra di basket, ma anche per la nostra comunità. Facciamo la differenza insieme». - Il rush finale del girone di andata presenta alla Triestina due sfide molto diverse. Come scrive oggi Antonello Rodio, domani l'Unione fa visita al Novara fanalino di coda (inizio ore 14, arbitra Andreano di Prato), poi venerdì prossimo ci sarà il big-match al Rocco contro il Padova. Ed è sacrosanto dire che bisogna sempre pensare una partita alla volta e che già la singola gara presenta mille insidie a prescindere dall'avversaria, ma la situazione contingente finisce per legare inevitabilmente i due incontri che attendono la squadra di Tesser. Domani infatti il tecnico avrà un bel po' di cose da valutare per schierare il suo centrocampo. E il motivo è semplice: dei tre titolari classici, chiamiamoli così, del reparto nevralgico alabardato, uno sarà squalificato e due sono in diffida. A mancare a Novara sarà Vallocchia, appiedato per un turno dal giudice sportivo, ma con la mannaia del prossimo cartellino giallo a sancire lo stop di una giornata ci sono proprio Correia e Celeghin. Se sul sostituto di Vallocchia per Novara ci sono pochi dubbi, perché dovrebbe essere Pierobon come sempre capita quando manca una mezzala, il vero dilemma è se impiegare entrambi gli altri due perni di centrocampo, con il rischio di non poterli poi avere contro il Padova. La prima considerazione da fare è che quella di domani al "Silvio Piola" di Novara non è una partita da sottovalutare e nella quale togliere troppe pedine chiave. Se la classifica dice che i piemontesi sono ultimi, va ricordato anche che sono imbattuti da ben cinque giornate, nelle quali hanno segnato ben 9 reti ottenendo una vittoria e quattro pareggi. Senza dimenticare l'incognita del terreno di gioco sintetico, al quale sono ovviamente più abituati i padroni di casa. Detto questo, bisognerà vedere se Tesser correrà il rischio di schierare Correia e Celeghin assieme a Pierobon o farà un pensierino anche al match col Padova. Le soluzioni, in realtà, ci sono, anche se ovviamente poi questo porta a una minor possibilità di cambiare le cose in corsa. La prima è ricorrere al sostituto naturale di Correia, ovvero Fofana: il centrocampista ivoriano ha sempre fatto bene quando chiamato in causa, è stato il match winner contro il Lumezzane senza dimenticare che con l'Atalanta ha fatto anche un pezzo di partita da mezzala. Altra possibilità in ballo, in questo caso per risparmiare Celeghin, è il possibile impiego di Germano da mezzala. Adesso ci sono infatti altri tre terzini a disposizione: Pavlev è rientrato bene con la Giana, Anzolin finalmente ha potuto rifiatare un turno e Ciofani è sempre una garanzia. Insomma anche questa di Germano a centrocampo potrebbe essere una strada da percorrere, senza magari subito ricorrere a Gunduz, che ricordiamo si è anch'esso cimentato da mezzala. Per quanto riguarda il resto della squadra, potrebbe esserci il ritorno di Struna in mezzo alla difesa, al posto di Malomo o Moretti, mentre per il ruolo di trequartista D'Urso resta favorito, ma anche qui potrebbe essere fatta una valutazione in prospettiva del confronto con il Padova e l'utilizzo di El Azrak non è escluso. In ava nti Facundo Lescano e Redan, che hanno giocato poco contro la Giana, sono i favoriti per partire dal primo minuto, ma è ovvio che un Adorante che sta segnando a raffica mette in difficoltà il mister nelle scelte.
  7. VENERDÌ 15 DICEMBRE 2023 - Quando vinci e non riesci mai ad avvicinarti, e magari al primo fisiologico passo falso finisci per vedere l'obiettivo allontanarsi un po', è naturale che subentri un po' d'ansia e di frustrazione. Come scrive Antonello Rodio su il "Piccolo", può essere inquadrata così la situazione della Triestina, che sta disputando un campionato eccezionale, eppure si ritrova il Mantova ancora avanti di 5 punti, mentre il Padova è appena una lunghezza sopra. Ebbene parlando della squadra di Possanzini, si può considerarla forse a questo punto una capolista inarrivabile, una fortezza invincibile, una squadra che insomma è destinata sicuramente a vincere il girone? Ovviamente se il Mantova mantenesse questo ritmo, forse ci sarebbe poco da fare: in proiezione la sua classifica dovrebbe chiudersi a 91 punti, perfino oltre la stagione dei record apparentemente imbattibili del Sudtirol, che due anni fa chiuse a 90 la sua travolgente cavalcata. E per capire che si tratta appunto di fatti eccezionali, basta ricordare che la Feralpisalò lo scorso anno ha vinto a quota 71. Ma in realtà considerare il Mantova un colosso inavvicinabile sarebbe un errore. A parte che non siamo ancora a metà campionato e con i tanti inghippi che presenta una stagione tante cose possono ancora cambiare (c'è perfino una sessione di mercato di mezzo), il fatto è che in realtà la Triestina sta mantenendo in pratica lo stesso ritmo forsennato dalla capolista. È proprio così se escludiamo le prime tre settimane di campionato, quando il periodo di fisiologico assestamento iniziale dopo tanti cambi costò all'Unione due sconfitte nelle prime quattro partite. Considerando la classifica invece dalla quinta giornata in poi, i dati parlano chiaro: il Mantova ha fatto 31 punti, la Triestina 30 e il Padova 27. In pratica, quel breve scotto iniziale pagato a una squadra totalmente rinnovata, con tantissimi giocatori stranieri e nemmeno una partita ufficiale di Coppa Italia a fare da antipasto, è l'unica differenza in questo momento tra Triestina e Mantova. Perché dalla quinta giornata in poi, il passo delle due squadre è praticamente uguale (e come visto, anche superiore a quello del Padova). Ultimamente entrambe hanno dovuto fare i conti con una sconfitta imprevista, la squadra alabardata a Caravaggio con l'Atalanta e il Mantova in casa con il Trento. Ma i virgiliani avevano conosciuto un secondo ko, quello di Fontanafredda proprio contro l'Unione. Uno scontro diretto che con il suo perentorio 4-1 finale a favore degli alabardati (anche se oggettivamente il risultato fu troppo pesante per quanto costruito dalla squadra di Possanzini) certifica ulteriormente come la capolista non sia assolutamente da considerare una compagine aliena, ma una squadra alla portata dell'Unione. Caso mai, il passo praticamente uguale va a confermare come il ritmo che sta tenendo la squadra di Tesser sia davvero super. Del resto, pur con la citata partenza ad handicap, l'attuale passo della Triestina la porterebbe a 80 punti finali: con questa quota, a parte ovviamente la stagione record del Sudtirol, l'Unione avrebbe vinto tutti i campionati di serie C da quando è tornata fra i professionisti.
  8. GIOVEDÌ 14 DICEMBRE 2023 - Dopo il suo rientro dall'infortunio muscolare, Christian D'Urso è sceso in campo già cinque volte in venti giorni. E come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", a è subito apparso in palla, ha segnato al suo ritorno con l'Arzignano e con la Giana ha confezionato l'assist per il primo gol di Adorante. Insomma la Triestina può nuovamente contare sul suo trequartista di qualità. D'Urso, al rientro dall'infortunio ha dovuto affrontare tante partite in 20 giorni: come sta? «Devo dire che sto bene, non ho accusato tutte le partite molto ravvicinate, anzi sono rimasto perfino sorpreso di aver reagito così bene fisicamente. In teoria pensavo che con tutti questi impegni vicini sarebbe stato peggio per rientrare, considerato il carico di lavoro, invece anche dopo queste partite mi sento benissimo». Oltre a segnare due gol è già arrivato a quota 7 assist: soddisfatto dell'apporto che sta dando alla squadra? «Sì, ma ammetto che avrei potuto fare di più in alcune partite, magari qualche assist, e se avessi concretizzato qualche occasione in più come a Verona sarei stato anche più contento. Sono buoni numeri, ma sui quali lavorare ancora». La squadra nel complesso nelle ultime due partite è apparsa un po' stanca: è una sensazione che corrisponde al vero? «Diciamo che quella con l'Atalanta può essere una partita in cui fisicamente sembravamo in difficoltà, e certo le due trasferte ravvicinate non hanno aiutato molto. Ma contro la Giana è andata molto meglio: noi venivamo da un infrasettimanale e loro no, nei 90 minuti stavamo meglio di loro, dal campo percepivo maggior brillantezza fisica da parte nostra. Poi abbiamo cambiato alcuni interpreti e come sempre chi aveva giocato meno ha fatto bene». Vincere queste partite sofferte è anche un gran bel segnale... «Certo, ma ci dobbiamo mettere in testa che il campionato è molto competitivo, non possiamo pretendere di vincere sempre facilmente. Però con la Giana non abbiamo rubato nulla, abbiamo fatto noi la partita, loro hanno segnato un gran gol su punizione, ma nel complesso abbiamo meritato di vincere». Ora prima della pausa vi aspettano il fanalino Novara e poi il Padova per la seconda piazza: come si affrontano partite così diverse? «Dire che si tratta di due partite importanti è poco, ed è inutile dire che quella col Padova è più importante, perché sono entrambe importanti allo stesso modo. Noi puntiamo al bottino pieno, ce la metteremo tutta, anche se saranno entrambe difficili: è vero che saranno due partite molto diverse, ma tutte e due valgono tre punti e faremo di tutto per portarli a casa». A Novara si giocherà sul sintetico: esperienze a riguardo? «Non gioco da un bel po' sul sintetico, ma non cambia molto, il calcio è quello, forse sarà più veloce. Noi cercheremo di adattarci il meglio possibile, forse per una squadra tecnica potrebbe essere addirittura un vantaggio, ma fin dal riscaldamento bisognerà capire i rimbalzi della palla ed essere di conseguenza attenti a dosare i passaggi e adattarci al gioco più veloce». A proposito di campi, Padova a parte vi aspettano tante partite lontano dal Rocco: come vivete questa situazione? «Non fa piacere a nessuno, noi vorremmo giocare al Rocco perché è bellissimo, è lo stadio di Trieste e i tifosi possono arrivarci senza problemi. È un peccato per noi non poterci goderci il campo, ma dobbiamo adattarci anche a questa situazione. Finora a Fontanafredda è andata bene, la squadra non ha risentito di questo spostamento, ma se dovessi scegliere, preferirei tutta la vita giocare al Rocco». - Sette vittorie consecutive, una classifica che torna a strizzare l'occhiolino ai biancorossi, un calendario che dopo il match di domenica contro Cento proporrà alla Pallacanestro Trieste gli scontri diretti contro Fortitudo Bologna e Tezenis Verona. Ce n'è quanto basta per riaccendere curiosità ed entusiasmo attorno a una squadra che dopo una partenza incerta ha saputo togliere il freno sfruttando tutto il suo enorme potenziale. Proprio le sfide che accompagneranno Trieste al 2024, quelle perse nel girone d'adata, saranno la cartina di tornasole per certificare la crescita di un gruppo che sabato 23 dicembre andrà a sfidare la Fortitudo a casa sua per prendersi una rivincita e la leadership del girone. Un match sentito e atteso non solo dalla squadra ma anche da una tifoseria che si sta organizzando per essere presente al PalaDozza. Riempito il primo pullman, domenica info e prenotazioni direttamente sotto la Curva Nord (oppure rivogendosi al numero 379 1700323). PROMOZIONE: Dal match di domenica contro la Benedetto XIV Cento, la Pallacanestro Trieste ha deciso di dedicare delle speciali promozioni ai suoi tifosi, abbonati e non, per poter assistere alle gare casalinghe con dei prezzi agevolati per le gare del girone di ritorno. Pensando ai suoi abbonati, sarà riproposta l'iniziativa "porta un amico" al costo di 5 euro a tagliando, nel settore di appartenenza, per il recupero della gara del prossimo 24 gennaio contro Chiusi. I tifosi che non hanno sottoscritto l'abbonamento a inizio stagione potranno approfittare della Winter Promo, che permetterà loro di assistere alle cinque gare al PalaTrieste che chiuderanno la regular season con le seguenti modalità. Settore Prima Fila (euro 820), Supervip (euro 525), Vip (euro 310), Parterre (euro 170), SIlver (euro 140), Tribune (euro 95), Distinti (euro 75) University Section (euro 40), Curva Nord e Secondo anello (euro 55). REGALA UN SORRISO: È iniziata ufficialmente martedì scorso l'iniziativa voluta dalla società per rendere il prossimo Natale più dolce per i bambini della nostra città. All'ingresso di via Flavia 3, seguendo gli orari di biglietteria, sarà possibile lasciare un regalo incartato sotto l'albero, regalo che sarà poi distribuito alle Associazioni di volontariato che collaborano con la Pallacanestro Trieste. Sarà sufficiente segnalare con un bigliettino se il regalo sia destinato a un bambino o una bambina, la fascia d'età del dono, un breve messaggio di auguri e lasciarlo vicino alla biglietteria interna che sarà operativa per l'emissione dei biglietti per la partita di domenica contro Cento.
  9. MERCOLEDÌ 13 DICEMBRE 2023 - Nel successo strappato dalla Pallacanestro Trieste a Lecce, contro una Nardò che si è conquistata i galloni di squadra rivelazione di questa prima parte del campionato, è brillata la stella di Giovanni Vildera. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", prestazione importante quella offerta del centro di Montebelluna, 13 punti in 21 minuti spesi sul parquet con il 60 per cento dal campo, prestazione impreziosita da 6 rimbalzi, due palle recuperate e 1 assist. La solidità sotto le plance di Vildera è stata una delle chiavi di un successo che ha allungato a sette la striscia di vittorie di una squadra che adesso, con la partita casalinga contro Chiusi da recuperare il prossimo 24 gennaio, ha virtualmente raggiunto Fortitudo Bologna e Unieuro Forlì al comando della classifica. Una rincorsa lunga che ha cancellato il momento di difficoltà attraversato dalla formazione di Jamion Christian rilanciando le quotazioni della formazione biancorossa. «Sette vittorie consecutive che non sono arrivate per caso- sottolinea Vildera - ma sono il frutto dei miglioramenti che siamo riusciti a fare dopo le sconfitte esterne a Cento e Verona e il passo falso casalingo contro la Fortitudo. La possibilità di allenarci al completo ci ha dato maggior sicurezza nei nostri mezzi, a livello difensivo siamo riusciti a trovare la quadra in tante situazioni adattandoci bene alle caratteristiche delle nostre avversarie, in attacco stiamo riuscendo a correre di più trovando soluzioni che stanno rendendo il nostro gioco più produttivo. Le vittorie aiutano perchè danno un senso al lavoro che fai quotidianamente, siamo sicuri che continuando ad allenarci come stiamo facendo riusciremo a crescere e migliorare ancora». Ritrovata la necessaria fiducia e riagganciato il vertice della classifica, la squadra è pronta ad affrontare un girone di ritorno nel quale dovrà essere capace di elevare il livello delle sue prestazioni. Il calendario non le da una mano visto che le partite più complicate di questa seconda parte di stagione regolare saranno in trasferta. Sui campi di Bologna, Udine e Forlì, la Pallacanestro Trieste si giocherà le chance di scalare ancora la classifica per mettersi nelle migliori condizioni di affrontare la fase a orologio prima e le gare dei play-off decisive per la promozione poi. «Arrivare davanti a tutti al termine della stagione regolare è senza dubbio un obiettivo- conclude Vildera- perchè darebbe un segnale importante alle nostre avversarie e ci faciliterebbe il lavoro nel prosieguo del campionato. Non è però l'obiettivo che stiamo perseguendo, credo che in una stagione così lunga la cosa più importante sarà arrivare a giocarci le partite decisive nelle migliori condizioni possibili. Stiamo lavorando per fare crescere l'intesa tra di noi e migliorare la qualità e l'efficacia del nostro gioco. Credo che questo, indipendentemente dal fatto di arrivare primi, secondi o terzi al termine di questa prima parte del campionato, sia indiscutibilmente l'aspetto per noi fondamentale». - C'erano davvero tanti tifosi alabardati ieri sera alla festa per gli auguri di fine anno organizzata dal Centro di Coordinamento Triestina Club. Un evento ormai tradizionale nel quale si è respirato quell'entusiasmo che la squadra di Attilio Tesser è riuscita a trasmettere in questi primi cinque mesi. Il tecnico, con il vice Mark Strukelj, e una nutrita rappresentanza della squadra hanno voluto onorare con la loro presenza la festa dei supporter. A fare gli onori di casa il presidente Sergio Marassi: «In questa stagione siamo orgogliosi di quanto state facendo sul campo, non solo per le capacità tecniche ma anche per la grinta e il cuore con le quali affrontate le gare. Mi raccomando ora bisogna battere il Padova nel derby». Molto sentito e applaudito il discorso di mister Tesser: «Prima di tutto ringrazio voi tifosi per il sostegno e l'attaccamento anche se purtroppo stiamo giocando lontano da Trieste. Poi devo dire grazie a tutti i ragazzi perché stanno assimilando quello che predico loro da luglio: dobbiamo dare tutto in campo e durante la settimana per il rispetto della maglia storica che portiamo. Questo è lo spirito che deve avere la mia squadra e siamo sulla strada giusta. Questa mentalità vale più di una vittoria. Anche se a me piace sempre vincere».
  10. MARTEDÌ 12 DICEMBRE 2023 - «I lavori di riqualificazione del manto erboso del Nereo Rocco non partiranno prima di fine gennaio, ma le tempistiche di fine cantiere, previste entro la conclusione del mese di marzo, saranno rispettate». Come scrive oggi Riccardo Tosques su "Il Piccolo", Ermes Canciani, presidente della Figc del Friuli Venezia Giulia, riaggiorna il cronoprogramma della rizollatura del campo di gioco della Triestina Calcio. Lo fa proprio ad un mese esatto dall'ultimo match casalingo disputato al Rocco, quello 0-0 con la Pro Sesto al quale seguì, quattro giorni dopo, l'annuncio ufficiale dell'esilio obbligato – seppur a tempo indeterminato – all'Omero Tognon di Fontanafredda. Negli ultimi due match disputati in terra pordenonese l'Unione ha collezionato altrettante vittorie (4-1 all'Arzignano Valchiampo, 2-1 alla Giana Erminio) confermando come vi sia un feeling positivo tra lo stadio del club rossonero e i colori rossoalabardati (l'Unione vanta al Tognon anche le vittorie contro Lumezzane, Mantova e Pro Vercelli). Ma da quell'esilio iniziato il 15 novembre l'auspicio di club e tifosi era che le pratiche burocratiche per dare il via alla tanto attesa riqualificazione della martoriata erbetta del Rocco fossero quantomeno a buon punto. Anche perché l'inizio del cantiere era stato preannunciato per i primi giorni di dicembre. «L'affidamento del cantiere non è ancora avvenuto. Entro la fine di questo mese verranno sondate le aziende che potrebbero svolgere i lavori. La risposta definitiva arriverà entro la prima quindicina di gennaio. Subito dopo si darà il via al rifacimento del campo», ha spiegato Canciani. Ma il terreno del Rocco sarà pronto, come preannunciato, entro la fine di marzo? «Non ci saranno ritardi, siamo nei tempi previsti», garantisce il numero uno della Federcalcio regionale. "FINESTRA" PADOVA Non essendo partiti i lavori, il Rocco sarà lo stadio che ospiterà il super derby del 22 dicembre quando l'Unione, attualmente terza forza del campionato, dovrà affrontare il Padova, seconda della classe con un solo punto di distacco? La risposta è quasi scontata: sì. Il club alabardato, dopo i match disputati a Fontanafredda, ha chiesto la deroga per poter giocare al Rocco. L'ok della Lega dovrebbe arrivare proprio nella giornata di oggi. Nonostante l'erba non sia certo al meglio, un ritorno necessario; impossibile, infatti, pensare di giocare il delicato match contro i patavini a Fontanafredda. Per diverse settimane era rimasta in pole position l'opzione stadio Friuli, ma per motivi di ordine pubblico non è arrivato l'ok da parte della questura di Udine. Quello del 22 dicembre sarà comunque un ritorno al Rocco assolutamente effimero e riservato esclusivamente al match con i biancoscudati. IL GIRONE DI RITORNO Il girone di ritorno, che si aprirà ufficialmente il giorno dell'Epifania, con la trasferta a Trento, vedrà i rossoalabardati costretti a giocare lontano da Trieste almeno sei incontri: Albinoleffe (2ª giornata), Pergolettese (4ª), Pro Patria (5ª), Renate (7ª), Legnago Salus (10ª) e Alessandria (12ª). Forse il ritorno al Rocco si potrebbe registrare nel match contro l'Atalanta Under 23 che, in attesa dell'aggiornamento dei calendari da parte della Lega Pro, è stato fissato per il 24 marzo. Più verosimile l'ipotesi di ricalcare il rinnovato Rocco alla 16ª giornata (data non ancora ufficiale, il 7 aprile) contro la Virtus Verona. A conti fatti resterebbe così un unico match casalingo, quello del penultimo turno contro il Novara (21 aprile), oltre agli eventuali play-off promozione. Concerti musicali permettendo. - Il dilemma è destinato ad accompagnare la Pallacanestro Trieste per un mese e mezzo: quanto pesa la partita da recuperare contro Chiusi? È un vantaggio, un jolly da calare tra terzultima e penultima gara del ritorno oppure falsa la lettura della classifica? In sostanza, come analizza oggi Roberto Degrassi: Trieste adesso è insieme a Udine (nei confronti della quale ha però lo scontro diretto a favore) a due punti dalla coppia di testa Fortitudo-Forlì. Potrebbe di conseguenza immaginarsi virtualmente prima, visto che l'impegno con Chiusi la vedrà in casa contro una delle formazioni finora meno competitive del girone, ma la graduatoria attuale racconta che deve ancora preoccuparsi di tenere a distanza la quinta, Verona, dietro di due lunghezze. Visto che la teoria non regala risposte meglio badare alla pratica che fotografa sette successi consecutivi (di cui quattro lontano da Valmaura) e una squadra che ha scoperto come vincere in modi e con protagonisti sempre diversi. A Lecce contro Nardò non si è assistito a una bella partita, almeno per 20 minuti. Trieste terribilmente imprecisa, con poche idee, lenta, con 4 palle perse nel solo primo quarto. La formazione di Christian ha avuto il merito di aver cambiato il passo ritrovando lucidità nella seconda parte: ha iniziato a correre smascherando la stanchezza e le difficoltà di un'avversaria che tre giorni prima aveva disputato due supplementari contro Forlì, ha letto i punti deboli di chi stava di fronte e li ha castigati. In sostanza, ha dato prova di personalità e consistenza. Dietro al filotto di sette vittorie di fila non c'è casualità. È evidente che la crescita della squadra è coincisa con la crescita, in particolare, di un singolo. Michele Ruzzier. Non ha avuto un grande avvio di stagione, il play triestino. Ha dovuto riabituarsi al contesto della A2, a nuove metodologie di lavoro e soprattutto è sembrato soffocato dall'indeterminatezza nella scelta del regista titolare. Nelle prime partite doveva condividere la gestione con Eli Brooks, un elemento con caratteristiche completamente diverse. Ruzzier si è trovato anche a dover spendere minuti da guardia. Quando si è usciti da questo equivoco ed è stata fatta una scelta netta improvvisamente ogni tessera del mosaico è andata a posto. Meno palle perse complessivamente, attacchi più ragionati. "Ruz" è tornato a penetrare aprendo le difese, a procurarsi falli, a tirare. Più padrone della squadra e, paradossalmente, più leggero. Non dev'essere casuale nemmeno se sta crescendo il rendimento di un altro soggetto assai appannato in avvio di stagione. Ruzzier è chi sa meglio innescare la produttività offensiva di Giovanni Vildera. Il centro barbuto non è uomo da grandi bottini ma è alla seconda gara in doppia cifra e 13 punti e 6 rimbalzi in 21 minuti (di cui per giunta i primi cinque davvero brutti) non sono poca roba. La crescita di Vildera sta coprendo il calo di rendimento di Candussi, in Puglia terribilmente impreciso. E questo riporta alla profondità del roster biancorosso: in questa A2 quante altre squadre dispongono di due centri italiani importanti? In tendiamoci, rimangono problemi in sospeso in casa Pallacanestro Trieste. Nell'arco della partita ci sono comunque troppi alti e bassi. Contro Nardò le triple di Luca Campogrande hanno fatto la differenza ma non c'è tra gli esterni italiani chi dia davvero continuità di rendimento. L'esterno romano alterna performance notevoli a serate da 1 su 7 e lo stesso Filloy è alterno. Si scopre partita per partita chi è il più ispirato, non c'è un terminale affidabile nella sua continuità. Infine, si attende una zampata da parte di Giancarlo Ferrero. Tre minuti sul parquet a Lecce e neppure indimenticabili
  11. LUNEDÌ 11 DICEMBRE 2023 - La Pallacanestro Trieste continua a vincere e con il tasto replay vanno di conseguenza anche i dopopartita del coach Jamion Christian. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", nella sala stampa del palasport "San Giuseppe da Copertino" di Lecce il tecnico biancorosso nel suo intervento esordisce facendo i complmenti a Nardò. «Una squadra molto forte, con talento e atletismo». Sintetizza il successo in una parola sola. «Resilienza». E spiega: «Sono contento di questo successo, sapevamo che avremmo trovato un avversario in grado di impensierirci e abbiamo lavorato tabto in allenamento nel corso della settimana». Dà una scorsa al foglio con le statistiche passatogli dal general manager Michael Arcieri e continua: «Abbiamo trovato anche in questa partita il modo per alzare il livello, più difesa, stiamo crescendo come espressione di squadra». Gli viene chiesto cosa significa questa vittoria. Christian risponde: «Ogni vittoria è importante, questo ha valore anche perchè tra gli avversari era rientrato Russ Smith. Diciamo che ogni successo rappresenta un passo in avanti». La Pallacanestro Trieste rispetto alle altre pretendenti alla promozione ha giocato una partita in meno dovendo recuperare il confronto casalingo con Chiusi inizialmente fissato nel turno infrasettimanale di mercoledì scorso e quindi rinviato al prossimo 24 gennaio. - Il test delicatissimo contro la Giana Erminio è stato superato dalla Triestina. Stavolta non a pieni voti ma l'importante era incassare i tre punti anche senza uno show che spesso la squadra aveva riservato specie a Fontanafredda. Lo scrive oggi Ciro Esposito: è stata una vittoria voluta e ottenuta con l'apporto di tutti: di quelli entrati in campo dall'inizio, che spesso partono dalla panchina, di quelli finora inamovibili entrati dopo, di mister Tesser che ha dimostrato di conoscere alla perfezione le condizioni del gruppo e di saper rischiare, del pubblico alabardato perché agli 800 arrivati da Trieste in pieno inverno c'è da fare un monumento. La prestazione degli alabardati è stata disegnata più dalla volontà e dalla determinazione che dalla perizia tecnica. Del resto c'era da aspettarsi che la squadra avrebbe potuto uscire stanca da una cinquina di partite ravvicinate. La freschezza della Giana Erminio era un'altra componente del match con la quale dover fare i conti. Una squadra giovane con alcuni ottimi giocatori (il bomber Fumagalli su tutti), vivace e in un ottimo momento psicologico e di risultati ha messo in difficoltà l'Unione in alcune fasi della gara. Partite come quella di sabato le vincono anche i tecnici. Sotto questo aspetto Chiappella nella prima parte della gara ha scelto (con otto uomini a coprire gli spazi) di modificare il tradizionale assetto tattico più adatto a sprigionare i cavalli dei suoi ragazzi. E si è visto quanto la Giana sia brillante nel finale di gara in campo aperto. Tesser invece ha fatto valere il suo acume tattico e la sua esperienza apportando alcune modifiche nello schieramento di partenza , per poi accelerare nella seconda parte della gara affidandosi a tre punte di ruolo. Il coraggio e la scommessa hanno pagato anche con un pizzico di buona sorte che tuttvia arriva soltanto a chi la cerca. C'è da sottolineare inoltre come tutti gli interpreti dell'Unione non si siano sottratti alla battaglia. La squadra insomma ha saputo dimostrare una grande capacità di reazione in un momento di appannamento e soprattutto dopo la sconfitta subita martedì scorso a Caravaggio. La capacità di rialzarsi subito è una costante di questa Triestina. Era successo dopo la sconfitta all'esordio con il Trento e dopo quella con la Pergolettese. Questa capacità ha un valore anche superiore al fatto, comunque non di poco conto, che i tre punti con la Giana abbiano consentito di non perdere altro terreno in classifica dallo scatenato Mantova e di restare nella scia del Padova. Ecco la Triestina dovrà farsi trovare pronta proprio nel derby con i biancoscudati in programma tra due settimane. Si giocherà al 99% al Rocco (oggi dovrebbe esserci l'ufficialità) con tutto quello che può comportare sul piano tecnico su un terreno la cui idoneità-praticabilità resta un incognita. Le istanze di ordine pubblico dovrebbero aver prevalso sulla volontà del club. Ad ogni modo ci sarà il tifo delle grandi occasioni e sarà un'occasione quasi unica a disposizione di Lescano e compagni per mettere un ultimo sigillo di prestigio a un girone d'andata c omunque di altissimo livello. Nel mezzo c'è domenica il match di Novara (ultimo in graduatorie) da gestire al meglio cercando di ottenere il massimo risultato senza incappare in infortuni e possibili squalifiche. Tesser e il suo staff tornano in quel Piola portato in serie A con un doppio salto undici anni fa. Chissà che non gli porti bene.
  12. DOMENICA 10 DICEMBRE 2023 - Attilio Tesser, dopo la sconfitta di Bergamo, ha scelto di mescolare un po' le carte cercando di privilegiare i giocatori più freschi. L'approccio alla gara è stato buono poi, prese le misure, la Giana non ha avuto particolari patemi a respingere i tentativi alabardati. E come scrive Guido Roberti, nella ripresa, dopo il vantaggio e il pareggio incassato, la sua Triestina, anche con i cambi di assetto, ha trovato la forza di vincere una partita complicatissima. Tre punti di platino. Di carattere. Tesser, con questa vittoria è giunto all'undicesimo successo stagionale. «È stata una partita difficile come pensavamo, la Giana aveva un ruolino di marcia esterno molto importante, una squadra che gioca molto di rimessa. Il primo tempo lo abbiamo fatto noi, pur non creando tanto, seppur con un rigore netto su Pierobon. Noi non abbiamo subito un tiro in porta. Nel secondo tempo siamo partiti bene trovando il gol, poi ci siamo un po' abbassati e loro hanno trovato il pari su punizione. Non è stato semplice a livello mentale, ho rischiato qualcosa di più davanti con tre attaccanti più un trequartista. Sull'1-1 hanno avuto anche loro le opportunità ma noi ci siamo creati le occasioni importanti per vincere». Questa gara chiudeva in qualche modo un ciclo terribile. «Era la sesta partita in due settimane. Sì, è stata dura dal punto di vista fisico e nervoso, abbiamo viaggiato molto e i ragazzi non sono abituati a questi ritmi ma c'è stata una grande reazione. Ho fatto dei cambi mettendo chi aveva gamba, come Pavlev e sono rimasto molto soddisfatto. Anche di fronte alla Giana che si è disposta a cinque a centrocampo. Quando ci sono queste partite ravvicinate si fatica a prepararle, di solito in una settimana standard si lavora almeno tre pieni sulla preparazione alla gara. Sono quindi molto contento dell'atteggiamento, dovevamo tenere bene il campo e siamo sempre stati corti. Al di là della vittoria, faccio i complimenti ai miei ragazzi per l'atteggiamento, non era semplice». Una considerazione su Adorante? «Andrea ha tanta qualità, deve acquisire ancora più consapevolezza. Sono particolarmente felice per la squadra e per lui che si è fatto trovare pronto. Lescano aveva bisogno di rifiatare. Inoltre non mi aspettavo la Giana con i 5 a centrocampo. Ho preferito due attaccanti di peso e sono molto contento anche di Finotto. Andrea ha saputo stare in silenzio e fare il suo compito, ed è qualcosa di importante per tutta la squadra. Quello che non deve mai mancare per tutti è l'umiltà. Bastano 10-15 minuti di una partita per essere protagonisti, non serve essere titolari, è questo un messaggio importante». - Questa è una giornata che finirà comunque per riscrivere le classifiche e, forse, per fare un po' di chiarezza sul ranking del girone rosso. Ma come scrive oggi Roberto Degrassi, la Pallacanestro Trieste oltre ad aspettare di conoscere gli esiti delle partite di Forlì e Udine dovrà soprattutto preoccuparsi di uscire indenne da Lecce, teatro della gare interne di Nardò (palle a due alle 18). I pugliesi hanno perso gli ultimi due incontri dopo una strepitosa serie utile, quella contro i biancorossi è l'ultima occasione utile per sperare di tenersi agganciati - sia pure nella carrozza di coda - al trenino delle prime con stazione d'arrivo play-off. In caso di sconfitta rischierebbero nulla nei confronti di chi lotta per la salvezza, al limite si condannerebbero a un limbo perenne. Trieste vincendo si sbarazzerebbe intanto di una compagna di viaggio tra Udine e Verona e manterrebbe nel mirino il primo posto consapevole di poter giocarsi, sul finire della prima fase quando la lotta per le posizioni si farà incandescente, il bonus del recupero casalingo con Chiusi. I NUMERI Nei punti segnati Trieste e Nardò sostanzialmente si equivalgono: 79,3 la formazione di Jamion Christian, 79,8 gli avversari. Nardò tira meglio da tre punti (36% contro il 33% triestino) ma con un numero di tentativi sensibilmente inferiore, parecchie le palle perse per entrambe, a rimbalzo non c'è confronto secondo le statistiche di specialità di squadra: Trieste è leader del girone con 45,7 carambole, Nardò ne conquista 33,5. Giusto preoccuparsi di Wayne Stewart, giusto interrogarsi se ci sarà Russ Smith o meno ma è il caso di tenere in considerazione anche qualcun altro: Iannuzzi rimane uno dei lunghi italiani più determinanti della categoria, La Torre dà esperienza e equilibrio difensivo, Parravicini viaggia in doppia cifra e nelle triple spara con il 42%. Infine meglio non fidarsi troppo di Lollo Baldasso: l'ex biancorosso lo conosciamo bene, se incappa nella serata giusta riesce a metterla fin dagli spogliatoi. GLI AVVERSARI Il coach di Nardò Gennaro Di Carlo ha presentato così la partita: «Contro Trieste abbiamo l'esigenza di recuperare energie fisiche e mentali dopo aver giocato mercoledì 50 minuti molto intensi con Forlì, oltre che naturalmente quella di verificare la condizione degli acciaccati. Credo, però, che se prendiamo per il verso giusto quello che è accaduto con Forlì e in generale quello che stiamo facendo in questo campionato, arriveremo domani con un senso di rivalsa, di rivincita, che ci aiuterà a ricaricarci quanto meno di testa. Trieste non ha giocato l'infrasettimanale ed è una squadra molto forte, arriverà a Lecce probabilmente nelle migliori condizioni. Bisognerà fare la miglior partita possibile».
  13. SABATO 9 DICEMBRE 2023 - La Triestina ritorna al "Tognon" di Fontanafredda dove finora ha uno score perfetto (4 vittorie su 4 partite) per cercare di archiviare il prima possibile la sconfitta con i baby dell'Atalanta. Lo scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo": oggi (inizio ore 18.30, arbitra Rinaldi di Bassano del Grappa) di fronte ci sarà una Giana Erminio su di giri, reduce da quattro successi consecutivi, non esattamente l'avversario migliore da affrontare per un'Unione che, dopo il tour de force delle ultime due settimane, qualche segno di appannamento lo ha dato. Come ammette del resto lo stesso Tesser: «Questo ciclo di partite ravvicinate ha fatto affiorare un po' di stanchezza in alcuni giocatori impiegati di più, ho vista meno brillantezza anche nella rifinitura, quindi credo ci sarà bisogno di cambiare qualcosa. Sarà in ogni caso la testa a contare più di tutto, la convinzione e il come affronteremo la partita». Di solito dopo una sconfitta si dice sia meglio giocare subito. Ma stavolta questo si scontra appunto con l'eccessiva frequenza di partite dell'ultimo periodo: «Da un lato c'è grande voglia di tornare in campo e riprendere la marcia positiva avuta finora - spiega Tesser - ma è altrettanto vero che con questa gara si chiude un ciclo di sei impegni in pochissimo tempo e come ho detto un minimo di stanchezza fisica c'è». La brillantezza attuale della Giana, pertanto, è un fattore da non sottovalutare, anche se il tecnico alabardato conta sempre molto sulla forza dei suoi: «Nelle ultime partite la Giana viaggia a un ritmo incredibile e merita i complimenti - afferma il tecnico alabardato - gioca un calcio propositivo, votato all'attacco e mai rinunciatario. Ma quello che conta è quello che facciamo noi: dobbiamo essere lucidi, umili e consapevoli della nostra forza che è elevata, giocando in fiducia, che vuol dire essere propositivi e fare la partita». Per quanto riguarda la formazione, c'è soprattutto una curiosità che serpeggia dopo la partita di Caravaggio: in quell'occasione si sono visti assieme per metà ripresa Correia e Fofana e la domanda è se si sia trattata di una scelta dettata solo dalla situazione o di una soluzione percorribile ancora in futuro: «Avendo in campo in quel momento tre attaccanti - spiega Tesser - martedì avevo bisogno di un altro palleggiatore a centrocampo che potesse sviluppare gioco: è una cosa che si può riproporre in altre situazioni ma non è quello il problema, non sono i nomi ma le caratteristiche che servono in base alla lettura che l'allenatore dà alla partita. Devo tenere conto anche che Correia sta giocando molto ed è apparso un minimo affaticato, quindi dovrei pensare bene se impiegare Fofana come interno, perché in caso di calo di Correia non avrei l'alternativa in panchina. Ma non è un esperimento, è una scelta che dipende dalle letture delle partite». Tirando le somme, restano ancora molti dubbi sulla formazione: davanti a Matosevic al centro della difesa potrebbe rientrare Struna, probabilmente con Malomo, mentre a destra ci sarà Germano. A sinistra il favorito resta Anzolin, ma se per una volta lo si vorrà far rifiatare, toc cherà allora a Ciofani o a Rizzo. A centrocampo Correia dovrebbe partire ancora play, e anche Celeghin a destra appare praticamente certo. Qualche dubbio in più forse su Vallocchia, ma chi al suo posto? Forse Pierobon oppure un Fofana da spostare poi in mezzo in caso di calo di Correia? Sulla trequarti altra incertezza fra El Azrak e D'Urso, mentre davanti dovrebbe toccare a Lescano e Redan. - Il test sarà di quelli tosti. Il parquet di Lecce, dove gioca la formazione di Nardò, è uno dei più difficili del girone rosso ma per continuare a pensare e sognare in grande la Pallacanestro Trieste non può fermarsi. Mercoledì sera in Puglia dopo due supplementari è passata Forlì, altra squadra da quartieri alti. I biancorossi devono dimostrare di avere i mezzi per tenere il passo. Il rischio? Nardò dopo una strepitosa serie positiva ha incassato due sconfitte di fila, a Udine e con Forlì, non ci terrà a collezionare la tripletta. Mercoledì sera il match dei pugliesi ha avuto per spettatore interessato Jamion Christian. «Ho avuto l'opportunità di rivedere la loro partita. Nardò è forte, ha grande talento, una notevole resistenza e un sistema di gioco semplice che dà liberta ai giocatori. Non mi ha stupito la striscia di 7 vittorie». In particolare contro i romagnoli ha brillato Wayne Stewart autore di 38 punti. «Noi abbiamo Reyes che ritengo uno dei migliori difensori del torneo. Stewart è un giocatore eccellente che sa segnare da fuori come penetrare. Anche stavolta mi affiderò lla squadra e alla capacità di difendere tra i lunghi, finora abbiamo fatto un ottimo lavoro». A differenza di Nardò, Trieste non ha avuto l'impegno infrasettimanale perchè la gara interna con Chiusi è stata rinviata al 24 gennaio. Come è stato sfruttato questo vantaggio? «Ci aspetta un team molto fisico e abbiamo insistito su questo, lavorando anche sulla velocità e sulla capacità di riuscire a chiudere le partite. Il nostro tema per questo mese è "non annoiarti, migliorati, approfondisci". Non riguarda solo il confronto di domenica ma tutti i prossimi appuntamenti di dicembre perchè sarà un mese importante per noi».
  14. GIOVEDÌ 7 DICEMBRE 2023 - Dalla Lombardia alla Puglia, dalla trasferta di Orzinuovi a quella di Nardò con in mezzo un'intera settimana di lavoro. La Pallacanestro Trieste ha sfruttato il rinvio del match che, da calendario, avrebbe dovuto giocare ieri sera contro Chiusi (e riprogrammato per mercoledì' 24 gennaio) per preparare al meglio la sfida che nel prossimo fine settimana la opporrà a una Nardò reduce dalla maratona contro Forlì che ha interrotto ieri sera la lunga striscia di sette vittorie consecutive. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", in attesa del posticipo che questa sera al PalaDozza proporrà il derby emiliano- romagnolo tra Fortitudo e Riviera Banca Rimini, l'Unieuro di coach Antimo Martino balza così temporaneamente al comando della classifica affiancando Bologna e staccando Trieste, Udine e Verona. Prestazione sofferta, quella di Forlì e due punti preziosi giunti al termine di un match infinito nel quale, trascinati dalla coppia Xavier Johnson- Kadeem Allen e da un solido Pascolo, i romagnoli sono riusciti a domare l'orgoglio della formazione pugliese ai quali non è bastato un monumentale Stewart, unico Usa in campo. Nardò a lungo sotto pareggia con la tripla di La Torre a 19 secondi dalla fine. Supplementari tirati, non ne basta uno, al termine del secondo la chiude Valentini con la tripla del 107-113 che manda i tioli di coda sul match. Caduta rumorosa, invece, l'Old Wild West Udine, fermata dall'Assigeco sul parquet di Piacenza. Non basta a coach Vertemati l'assenza di Marcos Delia per giustificare una prestazione insufficiente, caratterizzata da poca difesa e pessime percentuali di tiro. I soli 18 punti realizzati nel primo tempo con un significativo 1/17 da tre punti testimoniano la pessima serata di una squadra che è partita male (8-0 iniziale e 15-5 alla fine del primo quarto) salvo poi tentare una tardiva rimonta infrantasi nel finale con la stoppata di Veronesi che ha regalato a Piacenza il 69-67 . Punti d'oro per la Tezenis Verona, corsara su un campo difficile come quello di Cento. Padroni di casa avanti nel corso di tutto il primo tempo (46-37 il parziale dei primi 20'), seconda parte di gara che ha visto la veemente reazione della formazione di Ramagli che trascinata dalla coppia Esposito- Murphy pareggia a quota 62 alla fine del terzo quarto per poi piazzare l'allungo decisivo nei minuti finali. Pesante sconfitta casalinga per Cividale, fermata sul parquet del PalaGesteco da una Orzinuovi che ha potuto sfruttare la solida prova di Basile (28 punti, 3/6 da tre punti e 13/17 dalla lunetta). Non sono bastati a coach Pillastrini i 24 punti di Redivo e i 17 di Miani per portare a termine una rimonta che ha visto i friulani fermarsi a meno 4 sul 71-75. Nel girone verde continua la corsa al comando della capolista Trapani che ferma 78-67 Casale Monferrato. Notae, Horton e Renzi i leader della formazione siciliana, per la Novi Più a fianco della coppia Usa ancora un'ottima prova del triestino Fantoma. Trapani chiama, Cantù risponde con il prezioso successo ottenuto a Treviglio. Brianzoli sempre avanti che chiudono 75-69 con Bucarelli (21 punti) top scorer . - Dopo una sequenza di undici risultati utili consecutivi, di otto vittorie e tre pari, 24 gol fatti e 6 subiti nella striscia, una sconfitta ci può stare. Specie se il ko arriva quasi al termine di un tour de force con ben quattro impegni (compreso quello di Coppa) in dieci giorni e tutti in trasferta (l'unico match casalingo con l'Arzignano a Fontanafredda). Lo scrive oggi Ciro Esposito: un calo di tensione soprattutto mentale è un ostacolo con il quale Tesser sapeva di dover fare i conti. E poi nel 2-1 subito sul prato simil-Rocco di Caravaggio (c'è da chiedersi il perché di questa scelta di un club di serie A) gli episodi non hanno girato nel verso giusto a cominciare dal gol degli avversari dopo soli 4' e viziato da un probabile fallo. Sul piano del gioco c'è da dire che l'Atalanta ha dimostrato di essere una squadra fresca atleticamente e ben impostata da Modesto sul piano del gioco. Insomma non erano certo i nerazzurri i migliori avversari da trovarsi di fronte in una serie di incontri ravvicinati. Si sa che in questa categoria non è facile affrontare le gare infrasettimanali neppure per un team come la Triestina con una panchina lunga e qualificata. Magari è solo un caso ma anche l'ultima sconfitta dell'Unione, il 19 settembre sul campo della Pergolettese, era arrivata a soli quattro giorni dalla vittoria sulla Pro Vercelli. Nel primo tempo di Caravaggio gli alabardati non hanno saputo mai imprimere con continuità quel ritmo che è stato devastante in altre situazioni. Poca ricerca della verticalizzazione, troppi lanci lunghi e baricentro tattico troppo basso hanno consentito solo in una circostanza a Redan di battere a rete. Una occasione da rete contro le cinque-sei nelle corde della squadra di Tesser evidenziano anche l'ottima impostazione dei ragazzi di Modesto. Il tecnico atalantino ha rischiato il talentuoso Mallamo a centrocampo, portando l'ottimo Cortinovis sulla trequarti. Ma soprattutto sono stati i due terzini avanzati Ghislandi e Palestra a dare tanto fastidio non solo alla retroguardia alabardata ma anche al centrocampo. La forza dell'Unione e la capacità di Tesser di cambiare in corsa si sono viste nella ripresa. Il coraggio di togliere all'unisono i big Lescano, D'Urso e Vallocchia (tutti in giornata-no) e tradire il suo modulo più collaudato proponendo le tre punte è un segnale di intelligenza e coraggio ma anche di aver visto la sua squadra in difficoltà o comunque non in grado di gestire e rovesciare una situazione difficile. Se fosse arrivato il pareggio, che sul campo poteva arrivare, oggi si parlerebbe di una mezza impresa. E invece va fatto tesoro di quanto emerso nel match con l'Atalanta nel percorso di crescita di questa ottima Triestina. Per quanto sia ormai assodato il rendimento eccellente di tutti i giocatori schierati da Tesser la squadra non può fare a meno contemporaneamente da inizio gara di Struna (per infortunio), di Germano e Celeghin (per scelta) oltre a Lescano, Vallocchia e D'Urso e in parte Correia (perché in giornata non positiva). Passata questa battaglia bisogna ripartire dall'acume di miste r Tesser e dal recupero pieno di tutti gli elementi di maggior spessore. E soprattutto dalla consapevolezza della competitività di una squadra che sta facendo un super-girone d'andata. Per fortuna tra due giorni si torna in campo. Con una prestazione autorevole contro l'ostica Giana, la sconfitta di Caravaggio resterà solo un ricordo.
  15. MERCOLEDÌ 6 DICEMBRE 2023 - A Caravaggio la Triestina è andata a sbattere contro la maggior freschezza dei giovani atalantini. Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", si è interrotta così la striscia che perdurava dalla partita di Crema, sarà un caso ma distante solo una ventina di chilometri dal Comunale, una zona indubbiamente avara per gli alabardati. Attilio Tesser prova ad interpretare la gara dei suoi e ad attribuire un perché al k.o. rimediato. Una sconfitta che, spiega Tesser, avrebbe potuto essere tranquillamente anche un pareggio, nonostante un primo tempo concluso sotto di due reti. «Se pensassimo di non perdere mai saremmo fuori strada - precisa il tecnico alabardato - Questo è il calcio. Sono state due prestazioni differenti nel primo e nel secondo tempo, giocavamo contro una squadra forte e la prestazione del primo tempo è stata condizionata dal primo gol, dove ho qualche dubbio sull'episodio. Ma non abbiamo avuto il consueto fraseggio a centrocampo, dove loro hanno avuto la prevalenza tecnica anche se non hanno fatto tiri in porta. Poi hanno fatto gol sul finire di tempo mentre noi con Redan ci siamo visti rimpallare un pallone importante servito da Correia. Il secondo tempo è stato migliore, arrivavamo primi sulle seconde palle. Con i tre attaccanti li abbiamo messi in difficoltà cercando la profondità e Matoševic non ha più toccato palla, mentre noi abbiamo avuto due occasioni clamorose. Veniamo da un lungo periodo positivo, complimenti all'Atalanta per la vittoria, ha fatto la sua partita». Anche nella sconfitta, si può evidenziare ugualmente l'ottimo contributo di chi è subentrato a gara in corsa. Germano, Adorante, Fofana tra i migliori in campo. «Lo dico da inizio anno, la forza di un gruppo sta esattamente in questo, chi è entrato ha fatto bene. Il campo era in pessime condizioni e ha impedito di giocare a calcio, c'è stata comunque la volontà di andare a pareggiarla fino alla fine, ed è ciò che ho chiesto ai miei, di restare in partita, e lo abbiamo fatto. Le occasioni nel finale sono troppo grosse per non avere il rammarico di aver portato a casa almeno un punto. Inutile guardare dietro, sabato ci aspetta una partita impegnativa contro una formazione in salute, recuperiamo le energie perche veniamo da due settimane di partite consecutive e in alcuni giocatori stavolta la stanchezza si è vista». Ha rinunciato per una volta ad El Azrak preferendo il tridente puro, soddisfatto per quanto visto con i tre in linea? «Sono soddisfatto, ho pensato con i loro tre difensori di inserire tre attaccanti, preferendo quella soluzione. C'è stata quella bella combinazione tra Finotto e Adorante che avrebbe potuto portare al pareggio» - Ultimo turno infrasettimanale per la regular season della serie A2: come scrive Lorenzo Gatto, questa sera, si parte alle 20 al PalaGesteco con Cividale-Orzinuovi, in programma la seconda giornata del girone di ritorno. Pallacanestro Trieste alla finestra, fermata a causa del rinvio della gara contro l'Umana Chiusi disposto dalla Fip a fronte della convocazione in azzurro di uno degli assistenti della formazione toscana. Match ricalendarizzato per mercoledì 24 gennaio, nel frattempo la formazione di Jamion Christian può sfruttare una settimana di lavoro piena per preparare nella maniera migliore la sfida che domenica la vedrà in Puglia contro Nardò. Nel girone rosso il turno offre alla capolista Fortitudo l'occasione per difendere la sua leadership solitaria dall'assalto di Unieuro Forlì e Old Wild West Udine. Per Bologna in programma la sfida alla Riviera Banca Rimini, formazione che ha tesserato nelle ultime ore il centro Francesco Pellegrino, giocatore che nelle ultime due stagioni ha giocato a Udine ed è in fase di recupero dopo l'operazione al polso della mano destra effettuato a inizio stagione. Derby emiliano-romagnolo che a dispetto della classifica può nascondere insidie visto il momento delle due squadre. La formazione di Dell'Agnello, reduce dal successo casalingo contro Piacenza, affronta con fiducia la trasferta al PalaDozza contro un'avversaria che domenica scorsa ha fatto davvero tanta fatica per passare sul parquet di Chiusi. Trasferte da prendere con le molle per Forlì e Udine. L'Unieuro viaggia verso la Puglia per sfidare Nardò, l'Apu sarà a Piacenza contro un'Assigeco a caccia di punti per dare sostanza alla sua classifica. E a proposito di Udine è ufficiale che il derby con Trieste si giocherà al Carnera il 12 gennaio anzichè il 14, con diretta su RaiSport. Il girone rosso si completa con il match tra Cento e Verona. Nel girone verde, occasione per Trapani che potrebbe dare una spallata decisiva alla classifica per portare a 6 i punti su Cantù. Siciliani a Casale Monferrato, brianzoli chiamati a una sfida decisamente più complicata al PalaFacchetti contro Treviglio. Del turno infrasettimanale potrebbe approfittare Torino di coach Ciani per dare continuità al successo ai supplementari a Latina. Completano la giornata le sfide tra Cremona e Latina e tra Agrigento e Urania Milano.
  16. MARTEDÌ 5 DICEMBRE 2023 - Nemmeno il tempo di festeggiare la bella vittoria di Verona con la Virtus che per la Triestina è già ora di scendere di nuovo in campo. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", oggi a Caravaggio (inizio ore 16.15, arbitra Zanotti di Rimini) gli alabardati fanno infatti visita all'Atalanta U23, seconda formazione baby delle società della serie A a partecipare alla Lega Pro dopo la Juventus. Squadra dotata di giovani (e non solo) di qualità desiderosi di mettersi in mostra, senza patemi di classifica, quindi compagine per sua natura estrosa, brillanta ma incostante, che mister Tesser inquadra in questo modo: «Non affronteremo una squadra di ragazzi, è una Under 23 relativa, ci sono giocatori che hanno già esperienza di serie B come Mallamo, Di Serio, Capone e Cortinovis, oltre a Masi. Di giovani ne hanno di valore, quelli che escono dal vivaio dell'Atalanta hanno tutti prospettive importanti, l'anno scorso a Modena ho avuto Cittadini ed è un esempio chiaro del loro livello. Sarà vero che non hanno patemi di classifica, ma vogliono vincere, come tutte le squadre. Quindi sarà una partita importante e impegnativa, dovremo essere concentrati sul fare il meglio possibile, con la giusta cattiveria e determinazione». Il match di oggi è anche l'occasione per conoscere il parere di Tesser sulle squadre U23 in serie 😄 «Ci sono società che vogliono far crescere così i propri giovani e la trovo una tappa molto positiva per loro. Abbiamo visto l'esempio della Juventus con alcuni giocatori che ora vengono impiegati con regolarità in Serie A. Il mio pensiero è che in ogni caso i giovani di valore si devono meritare il campo e certi palcoscenici, questa è una strada che Atalanta e Juventus hanno intrapreso in maniera importante». Se nell'Atalanta mancherà l'attaccante camerunense Italeng, squalificato, nelle file alabardate sono tutti a disposizione ad eccetto di Struna, che si spera di recuperare per il Giana. E visto l'impegno ravvicinato dopo Verona, Tesser fa capire che ci sarà qualche piccola modifica: «Sono previsti due o tre cambiamenti rispetto a sabato - spiega Tesser - perché stavolta abbiamo davvero poco recupero e bisogna distribuire bene le forze. Cosa che ovviamente vale anche per loro. Qualche modifica ci sarà, ma non tantisse perché la squadra a Verona ha fatto bene. Vorrei magari far rifiatare qualcuno in più ma non lo faccio perché l'aspetto di condizione mentale di alcuni è davvero elevata e non vorrei fare stravolgimenti». Quali potrebbero essere i cambiamenti che ha in mente Tesser? Se la coppia di difensori centrali è obbligata con Moretti e Malomo, qualcosa potrebbe cambiare fra i terzini: la piena disponibilità di Pavlev e Ciofani (oltre che di Rizzo) potrebbe far concedere un po' di riposo sulle fasce a Germano o a Anzolin. A centrocampo Correia è un punto fermo, e se i favoriti per fare le mezzali sono sempre Vallocchia e Celeghin, va valutato che ora sono entrambi in diffida pertanto non è escluso un impiego di Pierobon. Davanti l'inamovibile Lescano potrebbe essere affiancato da Finotto o Adorante, ma resta valida anche la candidatura di Redan do po l'ottima prova di Verona. Da rilevare che il giudice sportivo ha comminato alla Triestina un'ammenda di 1000 euro per cori oltraggiosi contro istituzioni dello Stato e un tesserato della squadra avversaria, cori di propaganda ideologica, lanci di bicchieri di plastica pieni e il danneggiamento della rete sopra la recinzione del settore e di parti dei servizi igienici. - Girone di andata. Tra Trieste e Orzinuovi c'è equilibrio fino a quattro minuti dalla sirena finale. Girone di ritorno. Tra Trieste e Orzinuovi c'è equilibrio fino a quattro minuti dalla palla a due. Lo scrive Roberto Degrassi: intendiamoci, Trieste e Orzinuovi partecipano allo stesso campionato ma hanno roster, possibilità e ambizioni diversi, non si possono mettere a confronto. La considerazione però fa capire che in questi mesi la Trieste smarrita, senza identità né personalità, guidata in modo sperimentale, di qualche settimana fa, un cambiamento lo ha vissuto. Ha messo più a fuoco gli obiettivi e tarato le potenzialità dell'organico a disposizione di Christian. Giovanni Vildera, con il suo 28 di valutazione al palaBertocchi, può essere una fotografia credibile. Un mese fa o poco più era in fondo alla panchina, accanto a un' altra vittima sacrificale delle rotazioni del tecnico statunitense, Stefano Bossi. Eppure sono i due giocatori che con Candussi vantano la maggior esperienza di ADue. Vildera nell'ultima sua avventura nella categoria, a Ferrara, aveva stampato quasi 12 punti e 7 rimbalzi di media nei play-off. Non era ovviamente un brocco un mese e mezzo fa fa, non è un fenomeno adesso, ma è un centro italiano assolutamente affidabile in questo campionato e si è fatto carico della responsabilità nella peggior serata stagionale di Candussi. Rispetto a un mese fa adesso ha un posto nel mosaico, avverte fiducia, punge anche in attacco perché nel frattempo è cresciuto anche chi lo sa rifornire nel modo migliore (Ruzzier). In sostanza, il nostro "Barba" è la plateale dimostrazione che la panchina biancorossa è extralarge e questa è una delle principali armi a disposizione di Christian. Domani sera Trieste starà a guardare lo svolgimento della seconda giornata di ritorno in seguito al rinvio del confronto interno con Chiusi. Sarà spettatrice interessata soprattutto del confronto tra Nardò e Forlì. I pugliesi, protagonisti di un fragoroso filotto di 7 successi prima di cadere al Carnera sabato scorso, domenica riceveranno Trieste e si tratterà della trasferta più impegnativa per i biancorossi dopo quella di Verona. Sarà nel Salento che Deangeli e compagni dovranno dimostrare la profondità dei passi avanti compiuti finora. Avranno un vantaggio non da poco ed è bene ricordarlo già adesso: Trieste ha una settimana di tempo per preparare il match mentre Nardò dopo Udine domani sera se la vedrà appunto con Forlì. Nel giro di otto giorni, insomma, affronterà le tre formazioni che attualmente occupano la seconda piazza e domenica presumibilmente potrebbe accusare i segni della stanchezza. La dimostrazione di cinismo che i biancorossi hanno dato nelle ultime gare diverrà indispensabile.
  17. LUNEDÌ 4 DICEMBRE 2023 - La lezione i ragazzi l'hanno imparata. Parole e musica di Jamion Christian, come scrive oggi Roberto Degrassi: «Nell'intervallo ho ricordato alla squadra la partita di Cento. Anche quella volta eravamo avanti di 17 punti e sappiamo bene com'è andata a finire. Ho chiesto di ricominciare il secondo tempo con la stessa energia messa nella prima parte e siamo riusciti a mantenere il controllo del match». Il coach della Pallacanestro Trieste ricorda che «le grandi squadre sono quelle che imparano dai propri errori». Nel dopogara, accanto a un soddisfatto Michael Arcieri, il tecnico biancorosso a dimostrazione della crescita della squadra sottolinea un dato statistico: «Con Vildera sono 8 i miei giocatori che hanno segnato almeno 15 punti in una partita nel corso di questa stagione. Questa la considero un'immagine significativa di un team che dispone di tante risorse e dove ognuno può essere protagonista». In grande spolvero anche Ruzzier e qui Christian, tessute le lodi di Michi («parlo spesso con lui, sa che ci sono gare in cui ci sarà bisogno della sua difesa, altre in cui serviranno anche i suoi punti, altre in cui gli assist saranno fondamentali»), si spinge persino a ipotizzare che questa «sia la sua miglior stagione». Oddio, per ratificare questa sentenza fa niente se aspettiamo maggio? Dall'altra parte coach Zanchi si rammarica per le assenze (Donzelli, Alessandrini). «Già a ranghi completi tra noi e Trieste c'è un divario, così poi...Rispetto all'andata Trieste è cambiata tanto» - La Triestina a Verona ha messo a terra la più convincente prova di forza di questo primo scorcio di stagione. Lo scrive Ciro Esposito: al di là della vittoria esaltante, la prestazione della squadra di Tesser ha impressionato per la continuità e la progressione con la quale ha corroso la banda di Gigi Fresco. Una prova che non può che essere il miglior viatico verso il recupero di martedì con l'Atalanta che servirà, in caso di successo, a non perdere terreno dalla capolista Mantova (ieri vittorioso sul Renate) e di togliere la seconda piazza al Padova (1-1 con il Lumezzane). Ogni partita, come dice con saggezza Attilio Tesser, fa storia a sè e le insidie che si presentano vanno affrontate cercando di prevederle ma spesso vanno superate quando si presentano. La certezza è che i virgulti della Dea forgiati da un tecnico come Modesto, al quale da sempre piace il gioco, non si chiuderanno. E questa è una situazione nella quale finora questa Triestina si è trovata a suo agio. Lo ha fatto sabato anche la Virtus e ne ha subito le conseguenze (ma ci sono anche i precedenti del Mantova, del Legnago o dell'Arzignano). La prestazione della Triestina in terra veronese ha due elementi che la valorizzano più di quanto non dica il risultato. Il primo è che giocare sul terreno di dimensioni imbarazzanti ma soprattutto insidioso come quello del Gavagnin Nocini non può giovare a chi come l'Unione ha nella tecnica la sua arma migliore. Il secondo elemento da tenere in considerazione è che la Virtus è una squadra che, oltre a saper destreggiarsi al meglio sul prato di casa, si muove all'unisono e con alcuni elementi (anche se un paio di marpioni mancavano a Fresco) di ottimo livello. La Triestina, a dispetto dello score, è stata padrona del campo per almeno 40' del primo tempo rischiando solo in apertura e nella flessione del finale di frazione. Le tante occasioni create non sono state sfruttate ma questa è, in talune circostanze, uno dei lievi deficit della squadra. La ripresa è stata un monologo che ci ha fatto vedere un nuovo aspetto degli alabardati. I giocatori sono andati a strappare con la forza il pallone agli avversari costringendoli a non uscire dalla loro metà campo e frustrando le loro velleità di ripartenze. Da questa base sono nate le giocate di tecnica sopraffina di cui questa Triestina è capace e che si erano già viste in altre circostanze. Al secondo gol di Lescano hanno partecipato con passaggi precisi Vallocchia, Anzolin, El Azrak, Redan e infine Lescano che ha messo la palla in porta al termine di un fraseggio da manuale del calcio. Si sapeva che l'organico allestito da Menta e Donati era di ottimo livello. E si sapeva pure delle grandi capacità di Tesser e del suo staff. Non era prevedibile invece che l'assemblaggio quasi ottimale arrivasse in così poco tempo. Chapeu al lavoro del tecnico e all'applicazione dei giocatori (tutti compresi quelli che entrano a partita in corso). Insomma l'Unione, ancora perfettibile, è arrivata a una condizione completa e il ruolino di marcia (8 vittorie e 3 pareggi di fila negli ultimi due mesi) toglie og ni dubbio anche ai più scettici sulle possibilità di questa squadra di arrivare in alto anche in primavera.
  18. DOMENICA 3 DICEMBRE 2023 - Una azione, quella del secondo gol, da fare vedere ai bimbi e nelle scuole calcio. L'idea di azione corale, orchestrata rendendo protagonisti molti giocatori, disegnata alla perfezione in occasione della rete che ha di fatto chiuso i conti con la Virtus. Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", la Triestina di Tesser è riuscita a vincere dove solo Pavanel era riuscito con un rocambolesco 4-3, Lo ha fatto con un primo tempo buono ed una ripresa pressoché perfetta. Mister Tesser, grande soddisfazione vincere in casa della Virtus. «È stata una bella partita, su un terreno di gioco difficile contro una squadra che tiene bene il campo. Siamo partiti molto bene, abbiamo creato tre occasioni in area di rigore prima che loro riuscissero a creare qualcosa di rimessa, e nel calcio quando non capitalizzi rischi di essere punito. Negli ultimi dieci minuti del primo tempo gli avversari hanno avuto occasioni importanti. Il secondo tempo è stato quasi un nostro monologo. Abbiamo fatto bene e sfiorato subito il gol con Vallocchia, ci ha dato fiducia. Alla fine abbiamo portato a casa una partita non semplice, siamo stati bravi. Anche perché questo è un campo veramente difficile, sono punti importanti». Di fronte una squadra tra le più insidiose. «Loro sono bravi. La Virtus davanti riesce a distendersi molto bene, è una squadra che ha ottime qualità anche nell'uno contro uno, mettono in difficoltà chiunque, quindi bravi i miei ragazzi: sono contento della prestazione e per loro». Redan si è mostrato molto altruista con due assist, il secondo davvero delizioso. «Ha fatto una scelta. Aveva fatto recentemente un gol così e a Vicenza aveva avuto una occasione simile. Ma tutti hanno fatto una bella partita, con concentrazione. Redan ha passato due volte la palla a Facundo ma si sono cercati, a Legnago era stato Lescano a darla a lui, c'è buona intesa, anche quando gioca Finotto. È l'atteggiamento giusto, ma bisogna essere consapevoli che appena si va sotto ritmo è difficile contro chiunque». Una parola sui tifosi e sulla prossima sfida? «Ringraziamo i nostri tifosi. Ci vogliono bene, si sente l'affetto che hanno per questa maglia, per questa squadra: i ragazzi cercano di ricambiare facendo buone prestazioni. Dobbiamo onorare sempre la maglia nel miglior modo possibile. Adesso abbiamo pochissime ore per recuperare, ci aspetta una partita contro una squadra di valore assoluto come l'Atalanta e dobbiamo prepararci bene. Bisogna calarsi in ogni sfida consapevoli della nostra forza e delle nostre qualità ma con umiltà: senza quella non si va da nessuna parte» - Cambia il girone, non deve cambiare il passo. Rimessasi a marciare con cinque vittorie consecutive, la Pallacanestro Trieste oggi a Orzinuovi (palla a due alle 18), nella prima giornata del girone di ritorno, deve solo andare in cerca di conferme. Come scrive Roberto Degrassi, Nelle ultime settimane ha trovato continuità, scoprendosi anche più cinica e concreta. Per restare in alto però questo deve essere solo un punto di partenza. La trasferta in Lombardia, a casa del club che ha nell'ex biancorosso Muzio un dirigente di vaglia, è più di un'opportunità in vista di una settimana che priverà la squadra di coach Christian delle fatiche dell'impegno infrasettimanale (contro Chiusi anzichè mercoledì si giocherà il 24 gennaio) e le permetterà di prepararsi con calma alla difficile missione nel Salento. L'ANALISI Nell'analisi prepartita Christian sembra aver chiarito quanto sarebbe rischioso sottovalutare la gara a Orzinuovi: «È una squadra con la quale ci siamo ritrovati in parità, 68-68, a quattro minuti dalla fine quando abbiamo giocato al PalaTrieste. Mostrano il loro vero valore soprattutto quando giocano sul campo di casa, sono affamati di successo e ne hanno davvero bisogno. Ma noi ne abbiamo bisogno altrettanto, mi aspetto quindi che il nostro gruppo scenda in campo con energia, desideroso di vincere in trasferta». I NUMERI Anche le statistiche oltre alla classifica non sono benevole con l'Agribertocchi. Ha il secondo peggior attacco del girone rosso (70 punti segnati di media contro i 78,6 di Trieste) ed è penultima anche nei rimbalzi (32 a fronte degli oltre 45 di Trieste, leader di specialità). Tira leggermente meglio da tre punti (34% contro il 32%) mentre entrambe fanno a gara a chi perde più palloni: dopo Chiusi, regina degli sprechi, ci sono nell'ordine Orzinuovi e Trieste. L'importante sarà per i biancorossi approfittarne e colpire in transizione.
  19. SABATO 2 DICEMBRE 2023 - Archiviata la questione Coppa Italia, la Triestina si rituffa in campionato con due difficili trasferte in tre giorni. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", tra la sfida di oggi a Verona contro la Virtus (al "Gavagnin-Nocini" inizio 18.30, arbitra De Angeli di Milano) e il recupero di martedì con l'Atalanta U23, gli alabardati sono attesi a due impegni probanti e anche per questo la squadra di Tesser, partita ieri per Veronello, rimarrà nel ritiro veneto anche dopo il match di stasera per ripartire solamente alla vigilia del secondo impegno a Caravaggio. Ancora viaggi, chilometri e stress, ma il ritiro è il modo migliore per preparare bene le sfide, oltre a un'ulteriore occasione per cementare il gruppo: «Avendo un giorno solo dopo il post Verona per preparare la trasferta di Caravaggio - spiega Tesser - ben venga l'opportunità di poter rimanere in ritiro e di questo ringrazio la proprietà. Il gruppo è già sufficientemente coeso, sotto questo aspetto da inizio stagione c'è stata una crescita molto importante e questo è stato un fattore determinante per i buoni risultati. Essere in gruppo in questi giorni sicuramente ci aiuta, ma col tour de force di questo periodo è importante stare assieme soprattutto per recuperare». Si parte con la sfida odierna contro la Virtus Verona, che nonostante l'ultimo periodo non brillante (un punto in tre partite) viaggia dall'inizio nelle zone alte e occupa tuttora la sesta posizione in classifica. Infatti Tesser ha una grande considerazione per la formazione di Gigi Fresco: «È una squadra di valore, che prendendo Ceter anche dopo il mercato dimostra di voler essere competitiva. È molto organizzata, ha grande fisicità e alcune qualità individuali importanti». E poi da non dimenticare che c'è un campo di gioco infido e molto piccolo, che non favorisce chi predilige la manovra come l'Unione. Ma anche su questo Tesser ha le idee chiare: «Il campo è comunque regolamentare - afferma il tecnico - anche se ridotto, stretto e generalmente bruttino come terreno. Ma è una cosa che vale per tutti, dobbiamo quindi armarci anche noi. Senza mai rinunciare a giocare ma consapevoli che quando non si potrà farlo, bisognerà mettere in campo la battaglia. Sarà una partita molto intensa agonisticamente ma i valori tecnici di entrambe le squadre ci sono, mi aspetto comunque una gara particolarmente difficile». Quanto alla situazione della squadra, ieri sono partiti tutti, ma con alcuni distinguo: Pavlev ha appena recuperato da una gastrorenterite e non può essere al cento per cento, quindi partirà sicuramente dalla panchina, e lo stesso Tesser ammette che per un discorso di rotazioni se fosse stato al meglio sarebbe potuto partire dal primo minuto. Quanto a Struna, invece, è ancora in via di recupero, quindi oggi non sarà disponibile, ma si spera di averlo a disposizione almeno per Bergamo. Pertanto oggi davanti a Matosevic vedremo la coppia Malomo-Moretti, con Germano a destra e Anzolin a sinistra. In mezzo al campo Correia in cabina di regia con Celeghin e Vallocchia mezzali. Sulla trequarti potrebbe forse giocare già dal primo minuto D'Urso dopo la buona prova di martedì, ma se non ha ancora i 90 minuti nelle gambe toccherà a El Azrak, mentre davanti Finotto parte leggermente favorito su Redan per giocare accanto a Lescano. - «La Pallacanestro Trieste sta solo grattando la superficie». Come scrive oggi Roberto Degrassi, il concetto del "work in progress" in casa biancorossa adesso ha almeno una dimensione. C'è tanto ancora da fare e i margini di crescita sono in proporzione. Così, almeno, la fotografa il coach, Jamion Christian. Coerente con la sua filosofia e con sè stesso: slalomista quando si prova a dirottarlo su temi tattici o sui singoli, strenuo difensore dell'idea del gruppo. Domani si gioca ad Orzinuovi per la prima giornata del girone di ritorno, dopo il giro di boa ci sta però un primo breve bilancio. Si è chiuso il girone di andata, la squadra è in linea con le attese? Le mie aspettative per una squadra sono sempre incentrate sull'imparare a essere più profondamente connessi per poter raggiungere il massimo livello di prestazioni durante la stagione. Per me le vittorie e le sconfitte fanno parte del processo di un gruppo che impara e cresce di più durante la stagione. Il mio obiettivo è quello di avere una squadra che cresca giorno dopo giorno. Non è stato un adattamento facile. Quale è stato l'ostacolo maggiore nel calarsi nel basket europeo? In cosa ha trovato maggiori difficoltà nel portare una visione americana? Ho la fortuna di avere un ottimo staff che mi aiuta quotidianamente a capire la cultura e qual è il livello di comprensione qui. Non mi sono sentito solo nel mio apprendimento perché finora ho avuto un numero innumerevole di persone che ci hanno supportato. E per fortuna ho una grande squadra di giocatori con cui lavoriamo tutti insieme. Spesso faccio loro domande e me ne fanno a loro volta. Penso che stiamo costruendo qualcosa in cui a nessuno importa chi ottiene il merito, conta solo trovare le risposte giuste insieme. A che punto è la crescita della squadra? Abbiamo ancora molto da migliorare. Ci sono quattro fasi di un team che uso come comprensione generale. Formazione: è il momento in cui un team si riunisce e inizia a definire gli standard di interazione e di lavoro comune. Storming: quando un team deve vivere secondo gli standard stabiliti. È il momento in cui la leadership viene messa maggiormente alla prova. È la fase più importante, perché è qui che si stabilisce lo standard di realizzazione. La terza fase è la normalizzazione: si stabiliscono le norme quotidiane e si pone l'asticella dei risultati. È importante perché mostra agli altri cosa vogliamo e ci dice chi siamo. L'ultima fase è l'esecuzione: anche se nell'ultimo mese abbiamo raggiunto un livello elevato, ci sono ancora molte cose che dobbiamo migliorare per diventare la grande squadra che so che possiamo diventare. Stiamo solo grattando la superficie. Siamo nella seconda fase. Stiamo ancora imparando a fidarci l'uno dell'altro nei momenti cruciali. Anche in questo abbiamo molto da migliorare, ma sono molto soddisfatto della situazione attuale della squadra. Dopo tre sconfitte consecutive ha temuto che potesse chiudersi la sua esperienza a Trieste? No, non ho avuto alcun timore. Capisco che si tratta di un processo di crescita. Vedevo la squadra migliorare di giorno in giorno e questo mi spinge a non portare all'estremo le vittorie o le sconfitte. Nelle prime giornate c'era un equivoco sui ruoli e la coesistenza tra Ruzzier e Brooks. Adesso Ruzzier è primo play, Brooks viene impiegato quasi sempre da guardia. E con questa chiarezza la squadra sta giocando meglio... La mia fiducia nei giocatori è ai massimi livelli. Lo era e lo sarà sempre. Ruzzier è migliorato moltissimo perché è un grande giocatore e ci tiene a dare il meglio di sé. Ma potrei dire la stessa cosa per ognuno. È il fatto che si preoccupino di più dell'obiettivo generale e di migliorare ogni giorno che ci ha permesso di iniziare a fare grandi passi avanti. Quale giocatore l'ha più sorpresa? Non posso dire che qualcuno mi abbia sorpreso più di un altro, mi conforta vedere che c'è un gruppo che ha voglia di lavorare insieme. A turno ho visto giocatori diversi essere i migliori nei punti o nei rimbalzi. Tre aggettivi per l'identità che vorrebbe per questa squadra. Connessa, fisica, resiliente
  20. VENERDÌ 1° DICEMBRE 2023 - La storia del New Deal alabardato nasce nel pomeriggio del 13 maggio nel vetusto stadio Ferruccio di Seregno. Come scrive oggi Ciro Esposito, il gol geniale di Camillo Tavernelli in pieno recupero consente alla Triestina di restare tra i professionisti e di rinsaldare un legame con il suo pubblico quasi compromesso da un'annata indecente. La scintilla di quel giorno non scaccerà l'incubo di sparire dal calcio. L'incubo avvolge la piazza fino a quando, dopo le voci via-via più insistenti della vendita del pacchetto azionario della società, non si concretizza il passaggio dall'Atlas consulting di Simone Giacomini e soci al fondo americano LBK Capital. Poi a luglio ecco la luce con l'arrivo in città di Ben Rosenzweig, l'uomo di Atlanta forgiato nelle migliori scuole e Università dell'economia e finanza mondiale ma con un sorriso e quei modi determinati ma gentili sconosciuti da tempo da queste parti. Ben Rosenzweig non solo è il business-man che ha salvato la Triestina ma è anche un imprenditore con una visione periferica e proiettata al futuro del suo club e di un'intera comunità, quella triestina, da sempre schiacciata tra una dimensione internazionale e un provincialismo talvolta soffocante. A cinque mesi dal suo insediamento non ci sono solo le belle parole spese dal presidente nei giorni di luna di miele in Municipio ma anche e soprattutto a parlare sono i fatti. La sua squadra è stata organizzata con criteri professionali in campo, così come nella sede di piazzale Azzurri d'Italia affidando il timone a professionisti con esperienze di livello maturate nel calcio italiano. Perché la disponibilità di denaro è fondamentale ma quella non basta. Per investire bene il denaro servono idee, uomini, principi e capacità organizzative. Anche nel calcio. Anzi, soprattutto nel calcio. Presidente Rosenzweig, perché un gruppo americano punta sul calcio italiano? "Credo certamente che le società di calcio in Italia siano nel complesso sottovalutate, ma non sono qui per scommettere sul calcio italiano. La mia è una scommessa sulla Triestina. Credo che la Triestina presenti un'opportunità unica di creare valore attraverso la "professionalizzazione" dell'operazione: la giusta combinazione di risorse finanziarie, acume manageriale e governance adeguata può aiutare il club a realizzare il suo pieno potenziale come una delle piazze più importanti in Italia". Trieste è geograficamente baricentrica rispetto all'Est Europa e ai Balcani . È stato anche questo uno dei motivi che vi ha spinto a puntare su questa città? "È sicuramente uno degli elementi che ha contribuito alla nostra decisione di investimento. Trieste ha il vantaggio di essere un crocevia storico tra culture differenti, e la sua posizione di vicinanza con i Paesi balcanici offre un ampio bacino di utenza nel recruiting dei talenti più giovani. Questi talenti, a loro volta, aspirano a venire a giocare in Italia, perché c'è la convinzione che qui i campionati sono più competitivi, gli allenatori migliori, così come lo sviluppo dei giocatori più veloce. Ma soprattutto, i triestini hanno dimostrato di avere una mentalità incredibilmente aperta e accogliente, provando che si può avere successo mescolando giocatori e dirigenti provenienti da contesti diversi". Certamente Trieste ha una tradizione, un pubblico e uno stadio già pronto per la serie A che non è poco in un panorama italiano nel quale si conoscono le difficoltà di costruire nuove infrastrutture. Quanto ha inciso questo aspetto sulla la scelta di investire su questa città? "Molto. La Triestina ha uno dei migliori stadi del Paese, il Nereo Rocco, che può ospitare oltre 24.000 tifosi. Ma la cosa più importante è ciò che lo stadio rappresenta. Lo stadio è infatti un bene fondamentale per la comunità, e può sicuramente migliorare l'esperienza vissuta dai sostenitori durante la partita". Eppure, adesso, la squadra non può giocare al Rocco. Quanto incide questa perdita sul vostro business-plan e per quanto tempo sarà sostenibile? "Non c'è dubbio che l'attuale situazione incida negativamente sulla nostra capacità di generare entrate attraverso una fonte di ricavi chiave: la vendita dei biglietti. L'impatto è ancora maggiore ora che il club sta ottenendo buoni risultati sul campo, invogliando più spettatori a venire allo stadio per sostenere la squadra e divertirsi. Tuttavia, siamo stati molto chiari sul fatto che si tratta di un progetto a lungo termine. E non rinunceremo al nostro business plan di fronte a un ostacolo temporaneo. Siamo consapevoli che i tifosi sono i soggetti più impattati da questa situazione, e faremo tutto il possibile per limitare il loro disagio". Torniamo al Rocco. Sulla questione del manto erboso vi siete misurati con la politica e la burocrazia di questo paese. Finalmente tra qualche mese si tornerà a giocare nello stadio della città su un prato idoneo. Poi però a fine maggio-inizio giugno il Comune ha consesso lo stadio per due concerti. Dalla vostra c'è un contratto (la convenzione con il Comune) che garantisce il vostro diritto a giocare allo stadio tutte le partite anche quelle eventuali di play-off. Come vi muoverete? "Non voglio fare troppi commenti su questa situazione, anche perché ci sono delle discussioni in corso. Stiamo lavorando insieme alle istituzioni per raggiungere il risultato migliore per la comunità di Trieste. Detto ciò, se raggiungiamo i play-off, non c'è dubbio che ci aspettiamo di giocarli al Rocco, davanti ai nostri fedeli e appassionati tifosi". La sostenibilità economica di una società di calcio è garantita anche dagli investimenti sui giovani giocatori. Voi, anche grazie al lavoro del GM Alex Menta, state lavorando in questa direzione. C'è l'esigenza del club di costruire un centro sportivo. Sappiamo che vi siete già mossi in questo senso e quali sono le prospettive? "Alex Menta e il suo team stanno facendo un grande lavoro sull'attività di scouting e recruiting di giovani talenti. È ancora presto, ma stiamo lavorando affinché il club possa contare su ragazzi della Primavera pronti a essere inseriti in pianta stabile in prima squadra. Per quanto riguarda il centro sportivo, anche in questo caso è ancora presto. Tutti sanno che vorremmo costruire strutture all'avanguardia in cui i nostri giocatori possono crescere velocemente". Il popolo alabardato ma non solo, l'intera città ha compreso la serietà del vostro progetto. Quale messaggio volete mandare ai tifosi e ai triestini? "Fin da subito sono stato travolto dalle reazioni positive e dal sostegno della comunità. Ci hanno accolto tutti calorosamente e per questo ne saremo sempre grati. Per far sì che la Triestina diventi il club che auspichiamo, è necessario che tutti facciano la loro parte. In fin dei conti, lo sport è divertimento, e il nostro compito è quello di regalare ai tifosi lo spettacolo che meritano. Lo sappiamo, e prendiamo sul serio questa responsabilità. Ringraziamo i nostri fedeli sostenitori che danno l'anima a questo club, e chiediamo ai tifosi "più occasionali" di darci una possibilità. Tutti sanno come lo sport possa unire una comunità, e noi speriamo di contribuire a trasmettere questo sentimento positivo all'intera comunità di Trieste". - Focalizzato sull'obiettivo, concentrato solamente sulla prossima sfida di campionato. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto: per Michele Ruzzier, punta di diamante della Pallacanestro Trieste che battendo Forlì si è ripresa il secondo posto del girone verde accorciando le distanze dalla capolista Fortitudo Bologna, il futuro è legato solo alla sfida cotro Orzinuovi. Match che dopodomani aprirà il girone di ritorno di un campionato che sta pian piano delineando i suoi valori confermando premesse e aspettative della vigilia. Grande equilibrio, competitività su ogni campo e gare che, lo ha dimostrato Cantù perdendo nettamente sul campo di Vigevano, nascondono in ogni giornata delle insidie. IL BILANCIO DEL GIRONE D'ANDATA «Lo abbiamo chiuso in maniera molto positiva - l'analisi di Ruzzier - con questa striscia di cinque vittorie consecutive che ha sistemato la classifica consentendoci di recuperare il terreno perso all'inizio. Guardandoci indietro l'unica sconfitta che potevamo e dovevamo evitare, anche per il modo in cui è arrivata, è quella di Cento, le altre fanno parte di un normale percorso di crescita. L'obiettivo in vista del girone di ritorno è cercare di fare meglio acquisendo ancora maggiore consapevolezza nei nostri mezzi e mantenendo la continuità di rendimento che abbiamo trovato». LA CRESCITA Dopo le sconfitte contro Fortitudo e Verona, Trieste ha saputo svoltare. Dal match di Piacenza a quello contro Forlì, anche grazie al rientro di un elemento fondamentale per apporto ed esperienza come Filloy, la formazione di Jamion Christian sembra aver trovato la chiave per interpretare e vincere le partite. A volte con un pizzico di buonasorte (vedi tabellata di Brooks nel derby) ma sempre con una comune matrice difensiva. «L'aspetto nel quale siamo maggiormente cresciuti - sottolinea Michele - è la conoscenza reciproca tra giocatori e staff tecnico. C'è voluto un po' di tempo per assimilare una nuova metodologia di allenamenti e un tipo di gioco diverso da quello a cui tutti noi eravamo abituati. La mia sensazione è che siamo arrivati a un buon punto nel processo di apprendimento poi è chiaro che per proporre questo tipo di basket ad alta intensità dovremo essere bravi ad aumentare ancora di più il ritmo sul parquet. Ma sono sicuro che ci arriveremo». LE AVVERSARIE Focalizzata su sè stessa ma con un occhio al cammino di quelle che saranno le dirette contendenti al salto di categoria. Trieste lotta spalla a spalla con Fortitudo, Udine, Forlì e Verona, nell'altro girone valuta il cammino di quelle che saranno le possibili avversarie nei play-off. «Anche se è davvero troppo presto per preoccuparci di questo - conclude Michele - direi che i play-off sono talmente lontani che è meglio pensare solamente al presente. Analizzando questa prima parte di stagione regolare direi che nel nostro girone la sorpresa, per altro relativa, è senza dubbio la Fortitudo. Bologna è partita benissimo con una striscia importante di vittorie anche se gli ultimi passi falsi contro Udine e Verona l'hanno un po' ridimensionata. Dall'altra parte sta facendo corsa a sè Trapani. Sono primi dopo essersi messi in tasca la Supercoppa: in questo momento sono senza dubbio la squadra da battere di questo campionato»
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