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SandroWeb

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  1. GIOVEDÌ 30 NOVEMBRE 2023 - Vero che in Coppa mette minuti nelle gambe chi gioca meno, vero che può essere propedeutica ad un rientrante da infortunio, ma vero anche che ad una squadra cui il calendario di per se impone una agenda fitta e concentrata in 20 giorni, sbrigare una ulteriore pratica infrasettimanale a dicembre in "esilio" al Tognon avrebbe spezzato una volta di più la settimana tipo di avvicinamento ad una gara di campionato. Nessun dramma quindi per l'uscita di scena e ancor di più, la lente di Tesser, va ai prossimi impegni. «Dobbiamo pensare al campionato archiviata la Coppa. Si gioca sempre per vincere ma noi dobbiamo concentrarci sulle partite difficili di Verona e Caravaggio. È un momento particolare con tanti viaggi e ribadisco che dobbiamo arrivare a Natale bene, dicembre non è decisivo per il campionato ma importante per rimanere attaccati alle prime». Tesser allude agli impegni ravvicinati, la squadra domani partirà per un ritiro di 5 giorni a Veronello, sabato la sfida al Gavagnin, martedì il recupero con l'Atalanta». «La Virtus sarà difficile sia per la qualità della squadra che per il campo piccolo, bruttino. E difficile sarà anche l'Atalanta che l'ho vista fare una gran partita contro il Mantova». Due gare per cui si spera possa tornare in gruppo Kiki Struna. «Non si è ancora allenato con noi, dovrebbe riprendere oggi e spero di averlo per la panchina a Verona anche se sono 10-15 giorni che è fermo». Tesser sa bene dunque l'importanza di tener botta in questa fase, tanto che in sala stampa al Menti ha rivelato di non poter escludere dalla corsa al primo posto nemmeno la squadra di Diana. «Per esperienza diretta, ho vinto un campionato recuperando 11 punti ed un altro recuperandone 8. C'è una squadra che sta facendo cose realmente importanti, e bisogna dar loro il merito, il Mantova. La nostra statistica dice che abbiamo il miglior punteggio da quando la Triestina fa la C. Speriamo prosegua. Anche il Vicenza è in corsa, più che mai aperto il discorso, i campionati si vincono a marzo, non prima». La rosa lunga può essere un fattore sulla distanza, il mercato di gennaio inoltre può rimescolare gli equilibri. La squadra al Menti, pur con 9 giocatori su 11 diversi rispetto al successo con l'Arzignano, ha retto bene il campo ed aveva anzi imposto il proprio gioco per buona parte del primo tempo. Da ciò la soddisfazione di Tesser per quanto visto ed il solo rammarico, tradotto in riflessione, su un primo tempo chiuso senza capitalizzare. «Abbiamo fatto bene, i primi 20 minuti abbiamo giocato solo noi, ci siamo avvicinati all'area di rigore e creato palle gol importanti. Il fraseggio è stato buono, poi loro hanno trovato il gol alla prima occasione. Il secondo è stato meno brillante ma è normale avendo tanti ragazzi che giocano poco. Normale un po' di calo, la partita si è rotta sul secondo gol in cui c'era fallo di mano netto ma i ragazzi ci hanno provato fino alla fine. I migliore in campo è stato il loro portiere. Ci sono sempre cose da rivedere se crei occasioni ma non porti a casa il risultato»
  2. MERCOLEDÌ 29 NOVEMBRE 2023 - Termina agli ottavi di finale il percorso della Triestina nella Coppa Italia di serie C. Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", si interrompe la striscia positiva di 12 risultati utili ma nessun dramma, il punteggio di 2-0 maturato a favore del Vicenza punisce con severità un'Unione ribaltata per nove undicesimi ma capace comunque, soprattutto nel primo tempo, pur chiuso sotto 1-0, di mantenere il pallino del gioco. Plauso ai 54 tifosi triestini presenti nel deserto del Menti (meno di 900 tifosi). Tesser lascia a casa Matoševic, Struna, Pavlev, spazio quindi ad Agostino in porta, difesa con il rientrante Ciofani a destra, Anzolin sul lato opposto e la coppia di centrali Moretti-Rizzo. In mediana Fofana perno centrale con Gündüz e Pierobon mezzali, D'Urso trequartista per aumentare il minutaggio nelle gambe, attacco affidato a Redan e al bomber della Coppa Italia di C Andrea Adorante. Clima gélido al "Mentí", aria frizzante non solo per la temperatura prossima allo zero ma anche per il tumultuoso pubblico di casa che solo pochi giorni prima aveva fischiato la squadra nonostante la vittoria sulla Pro Sesto. Avvio di gara tutt'altro che compassato, pochi minuti e la Triestina prende il comando del gioco trovando quelle geometrie volute da Tesser. Prima conclusione della gara a firma Adorante al 13', il suo sinistro termina a lato. Al 18' grandissima occasione con una perfetta ripartenza, rifinitura di D'Urso, nell'uno contro uno Redan si fa murare da un decisivo Sandon. Lo specchio del momento vicentino sembrerebbe un sinistro di Ferrari sbilenco al 20', eppure il calcio è strano ed il Vicenza passa al 24' con Proia, preciso sinistro da centro area e Agostino battuto. L'autore del gol rischia il bis al 31' con un sinistro sporco che esce di pochi metri. Dopo una percussione senza fortune di Gündüz, Massolo salva il Vicenza al 40', punizione di D'Urso e piattone di Redan tolto dall'angolino dall'ex portiere di Samb e Palermo. All'intervallo 1-0 Vicenza, nessun cambio per le due formazioni nel corso del medesimo. Al 56' Pellegrini va vicino al raddoppio ma Agostino è prodigioso, sulla ripartenza D'Urso innesca gli attaccanti ma l'azione sfuma. Raddoppio che arriva al 60', su azione d'angolo dopo una prima smanacciata del portiere alabardato, la correzione vincente a rete di testa di bomber Ferrari. Un minuto prima Tesser aveva tolto D'Urso e Redan per El Azrak e Finotto. La Triestina perde le redini del gioco avute nel primo tempo ed il Vicenza legittima il vantaggio. Al 75' Adorante meriterebbe il gol su punizione ma Massolo è decisivo come è decisivo un minuto dopo su Redan. Accade poi poco, Vicenza ai quarti dove affronterà il Rimini. L'Unione punta il mirino sulle trasferte di Verona e Caravaggio, in ballo l'avvicinamento a Mantova e Padova. - Prima della classe nei rimbalzi. E fin qui va bene. Prima nei tiri da tre tentati. Un dato che racconta una propensione alle conclusioni perimetrali ma poco dice se non viene coniugato con la percentuale. Terza nelle palle perse. E qui non ci siamo. Come scrive oggi Roberto Degrassi sul quotidiano locale odierno, finito il girone d'andata della serie A2 è inevitabilmente il momento per tirare qualche somma. In questo caso mettiamo a raffronto le statistiche di squadra. La Pallacanestro Trieste, seconda in classifica in virtù delle vittorie negli scontri diretti sulle coinquiline Forlì e Udine, guida le graduatorie di due voci statistiche mentre in qualche altro caso viaggia nell'anonimato. La statistica più rilevante è quella dei rimbalzi che vede i biancorossi dominare con 45 carambole a partita, frutto non solo dello specialista Reyer ma anche dell'apporto di rimbalzisti agiunti insospettabili come Eli Brooks. Il primato nei tentativi da tre punti risponde a un'attitudine già denunciata al momento della presentazione della squadra, anche se il ricorso alle conclusioni dai 6,75 con il passare delle giornate si è fatto meno esasperato. Del resto, la percentuale (32%) non è tra le più significative. La squadra di Jamion Christian è sesta sia nei punti fatti che in quelli subiti, abbastanza lontana dalle leader che sono rispettivamente Udine (82,2 punti contro i 78,6 biancorossi ) e Verona (72,1 contro 74,7). In compenso nelle ultime giornate Trieste è riuscita ad alleggerirsi della zavotta del poco invidiabile primato nelle palle perse, anche se Michele Ruzzier resta leader nella classifica inviduale. Pochissimi i recuperi, bene invece gli assist grazie soprattutto a Ruzzier. Nel fine settimana comincia il girone di ritorno che per Trieste significa andare a Orzinuovi nella tana dell'Agribertocchi. La sfida più intrigante è a Udine sabato sera tra l'Old Wild West e la rivelazione Nardò
  3. MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2023 - Secondo impegno del tour de force che attende la Triestina in questo periodo, ma la sfida di stasera al Menti contro il Vicenza (inizio ore 21, diretta su Raisport, oltre che su Sky e Now) fa storia a sé. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", si giocano infatti gli ottavi di Coppa Italia, una manifestazione che visto il cammino degli alabardati in campionato, è sembrato quasi un intralcio a molti tifosi, un impegno di cui sbarazzarsi al più presto. E invece la Triestina e mister Tesser in primis non la pensano affatto così, anche perché la rosa a disposizione è talmente ampia che questo rappresenta il palcoscenico ideale per chi in campionato gioca meno. TESSER E a sentire le parole dl tecnico alabardato, questo è l'input anche per il derby di stasera: «La gara ha significato perché è una partita ufficiale - dice il tecnico - e la Triestina deve sempre fare il meglio che può, poi anche i tifosi ci tengono visto l'avversario. Noi portiamo avanti quel programma messo in atto nei precedenti turni di coppa, dando spazio a chi sta giocando meno e cercando di mettere minuti in quei giocatori che stanno recuperando da infortuni, vedi Ciofani o lo stesso D'Urso. Sarà un'occasione per prepararci anche alla prossima di campionato, in coppa abbiamo fatto delle partite positive quindi speriamo di proseguire su quella strada». ROTAZIONE Per la gara di stasera, che sarà arbitrata da Mastrodomenico di Matera, c'è però un inghippo in più per Tesser, che non potrà far rifiatare tutti: «Ci sarà una rotazione importante ma non totale - confessa il tecnico - lo sarebbe stata se avessi avuto tutti i giocatori a disposizione. Due o tre dovranno venire impiegati per forza di cose perché abbiamo fuori Struna, Pavlev (influenza) che sarebbe stato importante per questa gara e anche Kacinari è in forte dubbio. Insomma sugli esterni siamo corti, quindi qualcuno dovrà fare una sessantina di minuti, un paio di cambi sono programmati ma questo mi disturba perché poi hai meno possibilità di fare scelte durante la partita». FORMAZIONE Tirando le somme, i dubbi sono soprattutto in difesa, dove uno fra Germano, Malomo e Anzolin dovrà per forza giocare. Davanti ad Agostino potrebbe esserci la coppia Moretti-Rizzo, con Ciofani a destra e Anzolin a sinistra. Ma se Tesser volesse far riposare il terzino mancino, a sinistra giocherebbe Rizzo con Malomo in campo accanto a Moretti. Se invece ci fosse Germano a destra, Ciofani andrebbe a sinistra con Rizzo-Moretti in mezzo. A centrocampo Fofana farà il play con mezzali Pierobon e, se ce la farà, Kacinari. Altrimenti come mezzala potrebbe giocare Gunduz. Sulla trequarti D'Urso dietro ad Adorante e a uno fra Redan e Finotto. Anche il Vicenza comunque sarà molto diverso rispetto al campionato. REGOLAMENTO Se alla fine dei 90 minuti il risultato sarà di parità, sono previsti due tempi supplementari e nel caso i calci di rigore. Chi passa il turno, giocherà in casa i quarti di finale in gara unica con la vincente di Cesena-Rimini: possibile data tra martedì 12 e giovedì 14 dicembre, impegno che allungherebbe ulteriormente il tour de force di questo periodo. Senza dimenticare che impegno casalingo vorrebbe dire un'altra partita a Fontanafredda. - Un mese fa la Pallacanestro Trieste era una squadra in cerca d'identità, sull'orlo di una crisi, con qualche elemento sfiduciato e una conduzione tecnica inadeguata nell'approccio al basket europeo. Un mese dopo non si può gridare al miracolo ma Trieste ha cambiato passo. Cinque vittorie consecutive, dal quinto posto è salita al secondo grazie agli scontri diretti, in questo momento è probabilmente la più in forma tra le big del girone rosso. Cosa è cambiato? Come scrive oggi Roberto Degrassi, niente di clamoroso ma qualcosa è successo. La scelta in regia Nella parte iniziale del campionato Trieste ha vissuto su un equivoco in regia, senza una scelta chiara, alternando Ruzzier e Brooks, in qualche caso addirittura adeguando il triestino in guardia, con Bossi ai margini delle rotazioni. Le ultime partite raccontano che i ruoli sono stati definiti: la bacchetta di direttore d'orchestra va nelle mani dove era più logico finisse, quelle di Michele Ruzzier (sette assist contro Forlì). Bossi torna a essere il sostituto naturale e ha i suoi minuti, Brooks può anche fare il play ma è più produttivo nei panni del guastatore. L'ex Michigan ha marchiato tre degli ultimi 5 successi (la tripla di tabella nel derby con Udine, 24 punti a Rimini e 21 l'altra sera, con un complessivo 10 su 17 da tre contro le due romagnole). I minuti che Filloy rischia di perdere da "2" li occupa da "3" quando Christian opta per il quintetto basso. La difesa A Rimini e contro l'Unieuro concessi 62 punti, nel derby lasciati a Udine appena 54 (vabbè, me segnati la miseria di 57...). Ci sono meno pause difensive, c'è ancora parecchio da registrare, anche contro Rimini si sono viste alcune chiusure in ritardo sul perimetro ma si sono subite di meno situazioni di mis-match. I 62 punti segnati sono stati il minimo stagionale per Forlì, in una sola altra occasione contenuta sotto i 70. Come riconosciuto dal gm Arcieri nel dopopartita, in questo momento meglio la difesa dell'attacco. Triple e lunghi Trieste contro Forlì non ha sofferto nonostante un apporto offensivamente impalpabile da parte di Filloy e Campogrande, sulla carta due delle principali risorse dai 6,75. I biancorossi hanno segnato in area 42 punti contro i 22 dei romagnoli e si sono presi 30 tentativi da tre punti, sotto la media stagionale. Pur passando per una formazione che fa un dogma delle conclusioni dal perimetro, presenta la coppia di lunghi più produttiva del girone. Reyes e Candussi insieme fatturano 33 punti, il tandem della Effe Ogden-Freeman 28.
  4. LUNEDÌ 27 NOVEMBRE 2023 - Sorpresa. Dopo la vittoria di ieri sera contro l'Unieuro Forlì, accanto a Michael Arcieri in sala stampa non c'è Jamion Christian. Siedono i viceallenatori Marco Carretto e Francesco Nanni. «Jamion mi ha chiesto di lasciar parlare loro, per condividere con i suoi vice questa soddisfazione», spiega il gm. Cambiano gli esecutori, non la musica, ne senso che il concetto è quello di una squadra che fa piccoli passi avanti ogni partita ma la strada è ancora lunga. «C'è stato qualche momento a vuoto, nel primo tempo è mancata un po' di aggressività. Di fronte però c'era una squadra che alternando le difese costringe gli avversari a rallentare e a sbagliare. Stiamo lavorando per acquisire più continuità e portare quell'aggressività vista nel finale anche per i 40 minuti». A che punto è la squadra dopo il girone d'andata? Risponde Arcieri: «La difesa è più avanti rispettoall'attacco, c'è ancora molto da fare, abbiamo vinto 5 gare ma nonesaltiamoci, si può perdere con tutti , ora pensiamo ad Orzinuovi». Arriva Francesco Candussi, autore di una tripla decisiva. «Partita dura, fisica e molto tattica. Abbiamo piazzato un break, Forlì è stata brava a mettere poi sale negli ingranaggi rientrando. Ha prevalso la nostra disciplina difensiva. La partita persa con la Fortitudo ha rappresnetato per noi una sorta di spartiacque». Avete dimostrato nervi saldi. «Ci sono giocatori con valori. Anzi, con le palle». Arcieri lo guarda. «A inizio stagione gli ho detto: Candu, tu chi vuoi essere? Uno da quintetto in A1? Vogliamo portarlo al primo livello» - La soddisfazione espressa a fine gara da Attilio Tesser per la prova dell'Unione è comprensibile. Come scrive oggi Ciro Esposito, la vittoria sull'Arzignano, per quanto strameritata, non evidenzia nel largo punteggio finale l'andamento del match. Ed è proprio questo aspetto a mettere in luce la forza espressa da questa Triestina sul campo. Non solo quando c'è da attaccare e da fare gol ma anche quando l'avversario sa giocare ed è capace di metterla in difficoltà. Non è da sottovalutare il fatto che la mancanza da quattordici giorni di impegni agonistici avrebbe potuto lasciare qualche strascico soprattutto a livello mentale. Le difficoltà di gestione della partita, dopo il doppio fulmineo vantaggio iniziale, possono anche essere figlie della sosta forzata ma non solo. Già in altre circostanze tuttavia la Triestina non si è trovata a suo agio nella fase difensiva quando l'avversario ha sfruttato il gioco in ampiezza allargando la manovra sulle fasce. Così ha fatto il bravissimo Arzignano (ma era successo anche in altri frangenti) ma l'Unione ha avuto il merito di saperlo arginare o quantomeno di non subire il gol del 2-2 che avrebbe potuto cambiare il trend del match. Quella di sabato sera è stata insomma un'altra prova di maturità e un altro passo in avanti nel percorso di crescita che Tesser ritiene non sia ancora arrivato al suo apice. Il match di Fontanafredda ha in parte ripercorso quello visto due mesi fa con il Mantova. L'avversario, anche se in quella circostanza con tasso tecnico superiore ai vicentini, non si chiude e si gioca la partita a viso aperto costruendo anche un alto numero di palle-gol ma è la Triestina a bucare la porta a ripetizione. Dalla cintola in su gli alabardati hanno forse il miglior organico della categoria. Non solo Lescano è un pericolo pubblico (e segna quasi sempre quando fa coppia con Finotto), Redan è uno straordinario contropiedista, Adorante finalmente sta trovando il ruolo attaccante di peso ma soprattutto impressiona chi gioca dietro alla prima linea. L'ingresso di D'Urso è stato decisivo e non solo per la rete segnata. Correia è giocatore fuori categoria, El Azrak dà vivacità alla trequarti, Celeghin un mastino con acume tattico e poi c'è Vallocchia che, quando sta bene, coniuga sostanza a qualità nei piedi per realizzare reti pesanti (già 3 oltre a quella in Coppa a Verona). Insomma la potenza di fuoco offensiva compensa qualche incertezza nella fase difensiva che è figlia non solo degli interpreti (l'assenza di Struna al centro si è fatta sentire) ma anche della disposizione tattica che con un pressing alto espone la retroguardia a rischi. Comunque questa Triestina entusiasma il pubblico e ha un ruolino di marcia di altissimo livello (30 punti sono un record dal ritorno in C). Il mese di dicembre, zeppo di impegni ravvicinati (domani a vicenza in Coppa, poi doppia trasferta con Virtus e Atalanta U23) e con il derby con il Padova, dirà se l'Unione può ambire al primo posto o giocarsi la promozione attraverso la lotteria dei play-off. Anche se poi ci sarà un mercato di gennaio nel quale Menta potrebbe indovi nare dei colpi per perfezionare la rosa. Un'ultima considerazione sull'esilio a Fontanafredda. Pubblico triestino straordinario nonostante il gelo, prato ottimo e en-plein di vittorie. Su quel campo le qualità tecniche della Triestina sono emerse a differenza di quanto visto al Rocco. Nello stadio di casa qualche punticino si è perso e qualcosa si lascia per strada anche nei continui viaggi. Ala fine i conti potrebbero non tornare. E non certo per responsabilità di Tesser, squadra e club.
  5. DOMENICA 26 NOVEMBRE 2023 - Attilio Tesser aveva affermato alla vigilia che la pausa non aveva influito negativamente sul livello di attenzione della squadra e la squadra, nel clima algido di Fontanafredda, ha riscaldato i cuori dei tifosi alabardati accorsi con il decimo risultato utile consecutivo in campionato, dodicesimo considerando anche la Coppa Italia. Lo scrive Guido Roberti, con l'analisi del tecnico al termine della partita: «Avevo detto che avremmo affrontato una squadra di qualità e non sarebbe stata semplice. Avevo visto l'Arzignano precedentemente, era una delle squadre che mi era piaciuta di più. L'atteggiamento è stato quello giusto, con due gol in 4 minuti e l'aggressività fin da subito in avanti». La fase più difficile della gara indubbiamente la seconda metà di primo tempo, in cui i gialloazzurri della Val di Chiampo hanno avuto una serie di occasioni e maggior possesso palla. "Poi abbiamo fatto fatica, vero, anche nella fase di possesso palla. Abbiamo preso gol e altre volte sono stati bravissimi i nostri difensori a evitarlo. Loro hanno avuto in quella fase la padronanza della partita e nel corso dell'intervallo abbiamo parlato e sistemato qualcosina. Poi nel secondo tempo abbiamo fatto due gol, colpito una traversa e altre occasioni create, abbiamo vinto con merito". Il rientro di D'Urso è una bella notizia per tutta la squadra. Christian oltretutto ha fatto una mezz'ora di grande qualità. "Era da un po' che non giocava, l'ho messo in campo anche un po' prima di quanto pensassi, la voglia di giocare c'è, la qualità è tanta, questi minuti sono stati utili per trovare la dinamicità". A Fontanafredda la squadra ha vinto 4 partite su 4. Al Rocco, statistica piuttosto beffarda, 1 vittoria su 4. L3i però non bada a queste statistiche. "Una squadra forte deve avere sempre determinazione e voglia, capacità di sofferenza come è accaduto nella seconda metà di primo tempo. È facile dirlo quando si vince ma è un dato reale, la capacità di stare in partita". Uno sguardo al tour de force che attende la squadra. "Il campionato è ancora lungo ma intanto dobbiamo arrivare al Natale, alla metà, e giocando ogni tre giorni bisogna essere in salute per fare bene. Giocando Coppa Italia, il recupero di campionato, con poco tempo di recupero, è chiaro che qualcosa in più ci toglie questo aspetto ma per questo motivo mi aspetto il contributo di tutti e ad esempio chi è subentrato lo ha fatto bene, con voglia e concentrazione, con voglia di essere utile all'Unione, il vero senso di appartenenza per essere squadra". - Secondo posto o rientro nei ranghi. Pallacanestro Trieste-Unieuro Forlì, questo pomeriggio alle 18 al PalaTrieste, sta tutta qui. Lo scrive oggi Roberto Degrassi: vincendo, la squadra di Jamion Christian darebbe un chiaro segnale al campionato. Non si tratterebbe solo del quinto successo consecutivo ma sarebbe uno scontro diretto risolto a proprio favore e che varrebbe, appunto, il secondo posto anche in un contesto di condivisione con gli stessi romagnoli e molto probabilmente con Udine, favorita in casa contro Rimini. Il modo migliore per chiudere un girone d'andata che a un certo punto era diventato maledettamente complicato con tre stop di fila e poi è stato raddrizzato con due exploit esterni e la doppietta nei derby. Trieste ha mostrato segnali di crescita nelle ultime prove e stavolta la verifica sarà di quelle probanti: Forlì difende duro e rappresenterà un bel corso accelerato di agonismo in proiezione scontri caldi da fase a orologio e play-off. Agli ordini di Antimo Martino (un nome accostato almeno in un paio di estati alla panchina biancorossa) ci sono poi due Usa di prima fascia come Allen e Johnson. Trieste rispetto a Forlì - che da negli stranieri il massimo apporto offensivo, con il solo Cinciarini italiano in doppia cifra - ha probabilmente più uomini in grado di inventarsi protagonisti e ha più qualità tra le riserve. I NUMERI Forlì segna di più e subisce di meno rispetto a Trieste, finora si è dimostrata più quadrata. Nel confronto con i biancorossi più che i 73,8 punti di media subiti rispetto ai 76 della banda di coach Christian impressiona il fatto che i romagnoli siano la squadra che perde meno palloni del girone. Trieste e Forlì tirano con la stessa percentuale da tre punti (32%) ma i biancorossi lo fanno con 10 tentativi in più. IL PUBBLICO Christian si è appellato al pubblico chiedendo il calore del tifo questo pomeriggio. La prevendita tuttavia finora non sarebbe stata entusiasmante, si spera in un'impennata a ridosso del match. Possibile che il secondo posto in gioco e quattro vittorie consecutive non esercitino alcun appeal?
  6. SABATO 25 NOVEMBRE 2023 - La Triestina si rituffa in clima campionato. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", dopo la settimana di pausa dovuta al rinvio della partita con l'Atalanta U23 (che sarà recuperata il 5 dicembre), l'Unione torna in campo e riparte dal Tognon di Fontanafredda, per evitare le insidie del prato del Rocco in attesa che il campo di casa torni (chissà quando) a essere agibile. Oggi alle 18.30 di fronte ci sarà l'Arzignano Valchiampo, tipica squadra di serie C ostica da superare, una sfida nella quale l'ultima cosa da fare è guardare la classifica e pensare sia un impegno agevole. Un rischio che comunque, grazie alla saggezza di Tesser, la Triestina non correrà. Piuttosto c'è qualche incognita su come reagirà la squadra alle due settimane senza campionato, ma il tecnico alabardato anche su questo non ha dubbi, rassicurato dalla giusta intensità che ha visto negli allenamenti. «Il lavoro in queste due settimane è stato fatto bene - spiega Tesser - la squadra ha dimostrato anche nell'amichevole di Fiume di interpretare bene la partita, con la giusta concentrazione. Non sono quindi preoccupato riguardo a cali fisici o di tensione. Sarebbe grave se questo succedesse, visto che non ce n'è nessun motivo». La Triestina è pronta dunque a un'altra battaglia, perché partite semplici, a meno che non si mettano sul binario giusto nei primi minuti, non ce ne sono. Tanto più se di fronte c'è un'avversaria alla quale fare gol è molto difficile: «L'Arzignano è una squadra che tiene molto bene il campo - dice Tesser - e che gioca speculare a noi, con un 4-3-1-2 interpretato molto bene e con grande intensità. Hanno tre-quattro giocatori importanti e di qualità, stavano per battere con merito il Renate e col Vicenza hanno perso solo nel recupero su calcio piazzato tenendo molto bene. Tra l'altro è una delle migliori difese del campionato, quindi sarà una gara molto impegnativa, come difficili sono tutte le partite. Dipenderà soprattutto da noi, da quello che sapremo fare e da come interpreteremo la partita. Secondo me si tratta di una di quelle gare particolarmente difficili, dove devi essere veramente molto bravo ad avere la concentrazione, la cattiveria, la determinazione massima». Per l'occasione la Triestina deve fare a meno di Struna ma ritrova fra i convocati D'Urso e Ciofani, che però partiranno dalla panchina. Dovremmo comunque rivederli dal primi minuto già martedì a Vicenza in Coppa Italia, come spiega lo stesso tecnico alabardato: «Struna è di fatto l'unico non a disposizione, insieme a Kacinari che ha avuto nella rifinitura un leggero fastidio: lo porteremo comunque con noi ma non potrà essere della partita. D'Urso ha recuperato, sono tre-quattro giorni che si allena con la squadra, sta bene. Chiaramente partirà dalla panchina ma so di averlo a disposizione se mi servirà in corso d'opera, e rientrerà comunque martedì sera a Vicenza. Anche Ciofani è a disposizione, ha fatto tutti gli esami riottenendo l'idoneità, da qualche settimana manca chiaramente l'aspetto agonistico ma già riaverlo in gruppo è utile. Anche lui come D'Urso ripartirà dall'inizio martedì, ma in cas o di necessità sappiamo di averlo già a disposizione». Tirando le somme davanti a Matosevic ci sarà la coppia centrale formata da Malomo e Moretti, con Germano terzino destro e Anzolin a sinistra. A centrocampo ritorna il solito collaudato terzetto con Correia nelle vesti di play e Celeghin e Vallocchia come mezzali. Sulla trequarti toccherà a El Azrak innescare le punte: l'unico dubbio è proprio in attacco dove Redan e Finotto sono in ballottaggio per giocare accanto a Lescano. - Stavolta l'obiettivo dichiarato è davvero ambizioso. Portare 5mila persone al PalaTrieste per spingere domani i biancorossi al quinto successo consecutivo, battendo Forlì e conquistando il secondo posto. Lo scrive oggi Roberto Degrassi: il proposito è dello stesso allenatore della PallTrieste nella consueta analisi pregara del venerdì pomeriggio: «Abbiamo bisogno di voi. Abbiamo davanti una grande sfida e abbiamo bisogno di tutta la vostra energia positiva per raggiungere l'obiettivo. Vi vogliamo tutti in palazzo!» La partita chiude il girone d'andata e ha un notevole peso specifico nel prosieguo della stagione triestina. Chiudere l'andata da secondi, magari confidando in un exploit veronese a Bologna, permetterebbe di temere la Fortitudo nel mirino e di acquisire grazie agli scontri diretti un minimo vantaggio nei confronti di Forlì e Udine. In caso di sconfitta, invece, Trieste rimarrebbe staccata da Forlì e presumibilmente anche da Udine (in casa con Rimini) rischiando di venir raggiunta da Nardò e di conseguenza affacciandosi al girone di ritorno attardata rispetto al vertice. Inoltre il rendimento negli scontri diretti con le big finora è stato discontinuo: ha battuto due volte Udine tra Supercoppa e campionato, ma ha perso con Fortitudo e Verona in A2 e Trapani in Supercoppa. Christian annota le indicazioni positive lasciate dalla gara vinta a Rimini («Per settimane abbiamo parlato di chiudere il prima possibile la partita contro le squadre avversarie, sono contento che i nostri ragazzi siano riusciti a farlo domenica scorsa») e inquadra così Forlì: «Abbiamo l'opportunità di sfidare una squadra davvero forte. Abbiamo sempre messo in campo tutto il nostro orgoglio e crediamo che questa sfida abbia una grande importanza sia per i tifosi che per la classifica. Penso che la nostra versatilità sia una forza anche se questa partita potrebbe richiedere un approccio leggermente diverso rispetto a quanto visto in altre». Dall'altra parte il coach romagnolo Antimo Martino ha dichiarato al sito della Lnp: «Sapevamo che il calendario ci avrebbe messo di fronte a due partite ravvicinate molto difficili, con Udine ed a Trieste. Il nostro obiettivo dev'essere affrontare Trieste con la stessa attenzione e la stessa mentalità con cui abbiamo giocato con Udine, consci del fatto che farlo in trasferta contro una squadra di questo livello sarà ancora più difficile. Trieste ha un roster profondo, in cui spiccano atletismo e talento. Ha tanti giocatori che potrebbero tranquillamente giocare, come del resto avveniva lo scorso anno, in Lba, e quindi sicuramente per noi sarà un test molto difficile, che però vogliamo affrontare con determinazione e fare uno step in avanti nel nostro processo di crescita».
  7. VENERDÌ 24 NOVEMBRE 2023 - Dopo due settimane senza campionato, la Triestina è pronta a tornare in pista. E come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", è pronta a farlo ripartendo da quel "Tognon" di Fontanafredda che finora ha sempre portato bene all'Unione con tre vittorie su tre gare, anche se l'ultima al cardiopalma con l'ormai storico gol di Fofana che piegò allo scadere il Lumezzane. E domani (inizio ore 18.30) la squadra di Tesser se la vedrà proprio con una squadra che ha gli stessi punti del Lumezzane, ovvero l'Arzignano. La squadra di Bianchini la scorsa settimana è stata a un passo dal battere il Renate di Pavanel (che è riuscito a pareggiare solo nei minuti finali), dando segni di ripresa dopo tre ko consecutivi. Ma si tratta della classica formazione ostica da superare, come quasi tutte in serie C nonostante la classifica possa far pensare ad altro. Per la sfida di domani Tesser fra l'altro dovrà rinunciare a Struna: il difensore è alle prese con una leggera lesione muscolare, nulla di grave ma di certo il centrale sloveno sarà costretto a saltare la partita con l'Arzignano. Si punta a recuperarlo per il prossimo impegno di campionato, ovvero la trasferta di Verona di sabato 2 dicembre contro la Virtus. Oggi potrebbe però esserci già la bella sorpresa di rivedere fra i convocati Christian D'Urso, che come si ricorderà era uscito per infortunio durante la partita con il Fiorenzuola al Rocco, poco meno di un mese fa. All'epoca gli esami strumentali avevano evidenziato una piccola lesione miotendinea alla coscia sinistra, con una prognosi di venti giorni prima del graduale rientro in gruppo. Tempi che sono stati pienamente rispettati: il trequartista infatti è guarito, sta già lavorando con il gruppo e proprio oggi ci sarà l'ultima verifica per vedere se c'è il semaforo verde per il suo rientro. Insomma D'Urso dovrebbe essere a disposizione, anche se questo ovviamente non significa impiego dal primo minuto già domani a Fontanafredda, perché come spesso accade in questi casi il rientro sarà graduale e il giocatore se sarà convocato partirà probabilmente dalla panchina. Non ci sarà invece ancora Ciofani, che dal giorno della partita di Alessandria quando era uscito per una tachicardia, è stato tenuto prudenzialmente a riposo o quasi. Nel frattempo però ha fatto tutti gli accertamenti del caso, la società alabardata è stata molto scrupolosa sottoponendolo a numerosi esami dai quali per fortuna non è saltato fuori niente. In pratica il difensore alabardato è idoneo a riprendere l'attività, solamente che ora avrà bisogno di riprendere con gli allenamenti a un certo ritmo per ritrovare la condizione. Tutti abili e arruolati gli altri, per cui tirando le somme davanti a Matosevic dovremmo vedere la coppia centrale formata da Malomo e Moretti, con Germano a destra e Anzolin a sinistra. In mezzo si dovrebbe tornare al solito terzetto con Correia play centrale supportato dalle mezzali Celeghin e Vallocchia. In avanti El Azrak agirà da trequartista dietro alle due punte con Redan favorito su Finotto per giocare accanto a Lescano. E tutti gli altri, come sempre, pronti a dare una prezios a mano in corso d'opera. - Si chiude domenica, con la sfida in programma contro la Unieuro Forlì, il girone d'andata della Pallacanestro Trieste. Scontro diretto al vertice, importante sotto molteplici aspetti: per la classifica e per i segnali che una prestazione convincente potrebbe dare in prospettiva. Come scrive Lorenzo Gatto sul quotidiano locale, un risultato positivo porterebbe a cinque la striscia di vittorie consecutive e consentirebbe ai biancorossi di agganciare i romagnoli al secondo posto dietro la capolista Fortitudo ma, soprattutto, consentirebbe alla formazione di Jamion Christian di battere una delle formazioni accreditate al salto di categoria. Tra gare di Supercoppa e campionato, Trieste ha perso piuttosto nettamente in casa contro Trapani e Fortitudo Bologna e in trasferta contro la Tezenis Verona, battendo invece per due volte l'Apu Udine. A guidare i biancorossi verso il necessario salto di qualità e un match che si preannuncia combattuto c'è Ariel Filloy, leader carismatico di un gruppo che dal suo rientro, sul parquet dell'Assigeco Piacenza, non ha più conosciuto battute d'arresto. «Vincere aiuta a vincere - sottolinea il gaucho argentino - e ci aiuta lavorare con più serenità. Devo dire che anche nelle settimane più difficili di questo inizio di stagione, quando non riuscivamo a fare risultato, ci siamo sempre allenati bene e con grande fiducia nelle cose che ci chiedeva il nostro staff tecnico. Questa striscia di risultati positivi rende le cose più facili, sta crescendo molto la chimica di gioco tra di noi e credo si sia potuto vedere nelle nostre ultime uscite. Riusciamo a essere più efficaci sotto diversi aspetti e i numeri parlano chiaro. Dopo il successo ottenuto a Rimini abbiamo lavorato nella maniera giusta, la settimana di allenamento penso sia andata molto bene. Stiamo continuando a lavorare tutti insieme, in salute, non c'è nessuno che si tira indietro mai e queste cose (salute e spirito di sacrificio ndr) sono fondamentali». Sfida intrigante quella in programma domenica al PalaTrieste contro un'avversaria che in questo girone d'andata ha saputo mantenere costanza di rendimento perdendo due sole partite, al PalaDozza contro la Fortitudo e all'Agsm Forum contro la Tezenis. Anche per questo, testare la formazione di Antimo Martino lontano dalle mura dell'Unieuro Arena sarà certamente un passaggio importante della stagione di Trieste. «Conosciamo il valore di Forlì - sottolinea Filoy - e siamo consapevoli del fatto che ci attende un match molto complicato. Sfruttando il mix di talento ed esperienza a disposizione di coach Martino stanno disputando un buonissimo campionato. Sono una squadra che sa punire ogni indecisione e per questo sappiamo che dovremo cercare di commettere meno errori possibili nell'arco dei quaranta minuti di partita». Un fattore determinante, come sempre è successo in questa stagione, potrà arrivare grazie al sostegno di un pubblico che Filloy chiama a raccolta per il match di dopodomani. «I nostri tifosi non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto e ci danno sempre una grande mano - conclude Ariel - Giocare in un palazzetto come que llo di Trieste, con tante persone che ti sostengono è sempre bellissimo, lo è ancora di più quando le sfide che ci troviamo di fronte sono accompagnate da un tifo caldissimo»
  8. GIOVEDÌ 23 NOVEMBRE 2023 Li chiamano lunghi undersize. Piccola taglia. Ma sanno farsi rispettare, eccome. Ma rappresentano eccezioni, mica la regola. Nel libro dei ricordi del campionato italiano almeno due lunghi bonsai un posto se lo sono guadagnato: Kyle Hines e Clarence Kea in epoche diverse hanno infatti dimostrato come si possa essere fior di centri pur senza raggiungere i due metri. "Appena" 198 centimetri ma un pazzesco ingombro fisico. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", esiste anche un'eccezione alle eccezioni. C'è infatti chi centro non è, non ha neppure una stazza taurina, non arriva neanche al metro e 95 eppure nell'ambito del suo campionato guarda tutti gli altri rimbalzisti dall'alto in basso. Nel girone rosso della serie A2 infatti Justin Reyes è attualmente il top rebounder con 10,4 carambole a dispetto dei 193 centimetri dichiarati. In realtà sarebbe già un'anomalia che il portoricano della Pallacanestro Trieste con un'altezza da guardia giochi ala forte, con qualche sporadica esclusione da "5", a coach Christian piacendo. Va comunque sottolineato per correttezza di informazione che il precedente leader, il riminese Justin Johnson, è stato spodestato in quanto statisticamente penalizzato dalla sfortunata partita contro Trieste quando dopo tre minuti di gioco (e zero rimbalzi) in un contrasto proprio con Reyes ha rimediato un trauma cranico ed è stato trasportato all'ospedale. Le statistiche purtroppo non fanno distinguo e quella sfortunata breve presenza viene conteggiata abbassando di conseguenza la media stagionale. Nel girone verde guida invece Polakovich di Agrigento. Due metri e 5 centimetri, come volevasi dimostrare... Reyes, come ha sviluppato questa attitudine a rimbalzo? "Ho cominciato a specializzarmi ad andare a rimbalzo fin da quando ero molto piccolo. Ero sicuramente atletico, ma meno tecnicamente bravo rispetto ai miei compagni, così ho iniziato a concentrarmi sul prendere il maggior numero di rimbalzi possibile, in modo da avere più chance di avere la palla in mano". C'è qualche trascorso giovanile da centro, benchè sottodimensionato? "No, non ho mai giocato come centro, nemmeno da piccolo, però al college ho potuto giocare da ala grande, mi è servito molto per crescere". Cosa conta di più, avere il senso della posizione o le doti atletiche? "Senza dubbio l'atletismo mi aiuta a prendere qualche rimbalzo in più, ma il posizionamento è la cosa più importante. Studiare il rimbalzo della palla al ferro e sul tabellone, capirne le traiettorie. C'è dietro un gran lavoro di tecnica, che si somma all'intuito del giocatore". Si è ispirato a qualche giocatore in particolare? "Il mio giocatore preferito, quello a cui mi sono sempre ispirato, è Dwayne Wade. È sempre stato in grado di fare un po' di tutto e di eccellere in alcuni aspetti, un giocatore incredibile". Altezza da guardia, in grado di giocare sia ala piccola che ala forte, in casi eccezionali persino centro. Ma alla fine il vero ruolo qual è? "Direi che mi sento più un'ala piccola, ma faccio sempre quello che il coach mi chiede, per il bene della squadra". *** Basterebbero tre semplici statistiche: 10 stagioni, 301 partite, 25 gol. Ma Ersilio Cerone vale molto, molto di più per la Triestina. Lo scrive oggi Riccardo Tosques sul quotidiano locale: i terzo giocatore con il maggior numero di presenze nella storia del club rossoalabardato (in testa Piero Pasinati, secondo Maurizio Costantini) da qualche mese è diventato responsabile tecnico del settore giovanile del Tagliacozzo, paesino abruzzese di 7mila anime nella Marsica, rifiutando proposte di prime squadre di serie C e D. Anche perché nel cuore del 61enne Ersilio è rimasta sempre e solo lei: la Triestina. LA SERIE A MANCATA «Sono arrivato nell'estate del 1984, dopo tre anni al Pescara. La Triestina aveva appena cambiato allenatore (Giacomini al posto di Buffoni, ndr ). Il campionato ci vide protagonisti: la serie A era a portata di mano. Ma nelle ultime tre giornate successe un po' di tutto. Alla terzultima gara un discusso autogol di Maurizio Braghin (nel 1986 sospeso per tre anni causa calcioscommesse, ndr ) ci fece pareggiare con il Lecce. Ricordo come ieri quel calcio di punizione e la sfortunata deviazione nella nostra porta di Braghin: fu del tutto involontaria. A due turni dalla fine, invece, buttammo davvero via la promozione. Nel match contro il Monza ci fu un concesso un calcio di rigore inesistente. De Falco, il primo rigorista, aveva preso una botta. Romano, secondo rigorista, non se la sentì neanche lui. Alla fine sul dischetto andò De Giorgis che in cuor suo sperava di aggiustare una stagione personale non positiva. Ma calciò la palla sul palo: da possibile eroe divenne il capro espiatorio di quella mancata fondamentale vittoria. Col senno di poi la colpa, per me, fu di chi, preposto a tirare i rigori, non si presentò davanti al dischetto. Il ko a Campobasso dell'ultima giornata contò poco: la serie A era già sfumata». IL RAPPORTO CON DE RIÙ «Ho avuto la fortuna di giocare nel periodo migliore della Triestina post anni Sessanta. Ho dato tanto a questo club e a questa città, e ho ricevuto sicuramente di più: sia in termini di affetto da parte dei tifosi, di rapporti umani con i triestini, che in termini economici grazie alla società che ha avuto un presidente unico come Raffaele De Riù. A qualcuno è rimasto indigesto, ma fidatevi che trovarne uno così oggi è praticamente impossibile. Al sabato veniva assieme alla moglie a cenare con noi giocatori. Alla domenica sedeva in tribuna per guardare le partite. Non era coinvolto solo finanziariamente ma anche emotivamente. Noi eravamo come dei figli per lui: ci ha dato dei bei soldi e non ci ha mai fatto mancare nulla. E noi sul campo rispondevamo dando tutto quello che potevamo». CALCIOSCOMMESSE «Negli anni Ottanta fummo "mazzoccati" dalle penalizzazioni. Furono ben 10 i punti totali in tre stagioni, tanto che nel campionato 1987-'88 retrocedemmo. Mi chiedo, visto che il tema è tuttora attuale, se le scommesse sono state legalizzate, perché un tesserato non può scommettere su una partita, purché non riguardi la propria squadra, esattamente come può fare chiunque altro? Forse la gente fa fatica a comprendere che ai giocatori possa piacere il gusto del gioco d'azzardo. La cosa inaccettabile è se giochi sulla tua squadra e magari a perdere: in questo caso sono il primo a condannare un simile comportamento». FERRARA ALABARDATA «Il 4 giugno 1989 la Triestina piegò la Spal a Ferrara con il gol di Papais e tornammo in B. Fu un anno altalenante, ma dopo la retrocessione in C, tutti avevamo voglia di rivalsa. Fu il giusto premio per un gruppo incredibile. C'erano squadre più forti di noi, penso allo Spezia in cui all'epoca militava Spalletti, ma a livello collettivo la Triestina di Marino Lombardo fu spettacolare. L'emozione di vedere Ferrara tappezzata dei nostri colori la porto ancora dentro con me. Così come la festa a Trieste». LO STADIO ROCCO «Trentamila triestini sugli spalti per l'inaugurazione di uno stadio allora avveniristico. Una squadra che stava marciando verso il ritorno in B. E invece quel 18 ottobre 1992, io mi infortunai dopo soli 20 minuti, e poco dopo incassammo il gol che ci costò la sconfitta contro la Vis Pesaro. La rete fu messa a segno da Pellegrino. Tanti anni dopo lo incontrai ad un corso a Coverciano. "Ma proprio contro di noi dovevi fare il tuo unico gol in carriera?", gli dissi un po' scherzando, un po' rimproverandolo...». LA FINE DI UN'ERA «Il 12 maggio 1994 giocai l'ultima partita con la Triestina. Pareggiammo per 2-2 a Perugia. Era la finale di ritorno della Coppa Italia di serie C che vincemmo davanti ad un arrabbiatissimo presidente Gaucci. Un mese e mezzo dopo la Triestina fallì. Fu una stagione difficile. Per 8 mesi non arrivarono gli stipendi. Ricordo ancora quei momenti quando di fatto fui costretto a lasciare la città in cui stavo da Papa e in cui avrei voluto rimanere per sempre. Noleggiai un camion e ad attendermi davanti al mio appartamento in via Rossetti c'erano tre personaggi splendidi dell'Unione: il magazziniere Marcello Bisiacchi, l'autista Decarli e il massaggiatore Alessandro Maffi. Piansero. Fu un momento tristissimo. Per diversi anni non tornai più in città per il dispiacere». LE AMICIZIE «Poche settimane fa ho ricevuto una videochiamata da due ex compagni di squadra: Angelo Consagra, oggi ristoratore in Sicilia, e Giuseppe Romano, allenatore del Licata. Era da tanto tempo che non li sentivo ma è stato come se non ci fossimo mai persi di vista. A Trieste sono rimasto in contatto con Massimo Colino e Maurizio Costantini. E ho nel cuore Massimo Milanese: quando giocammo insieme lui era giovanissimo, ma legammo molto. In generale credo che il calcio di oggi sia peggiorato anche nei rapporti umani: una volta ci si conosceva, si parlava, ci si frequentava con le famiglie, si andava a mangiare a casa dai rispettivi genitori. Oggi i compagni di squadra stanno sempre davanti ai telefonini e non si conoscono nemmeno». I TOP DI ERSILIO «Totò De Falco e Francesco Romano sono stati importantissimi negli anni d'oro. Ma il giocatore più forte con cui ho giocato è stato Franco Causio: a 37 anni arrivò portando tanta qualità e tanta umiltà. Era un burbero. Ma anche un fuoriclasse. Per quanto riguarda gli allenatori Massimo Giacomini e Attilio Perotti, tecnicamente e tatticamente, mi hanno insegnato davvero tanto. Ma umanamente ricordo con enorme affetto le qualità di Enzo Ferrari». LA TRIESTINA DI OGGI «Attilio Tesser è un allenatore preparato, dalle doti umane come pochi altri. Mark Strukelj, con cui giocai nella nazionale di serie C a Trinidad e Tobago, è un grande professionista. La società arrivata in estate è seria. La tifoseria sempre calorosissima. Io credo che questo possa essere l'anno giusto per tornare in serie B: lo spero con tutto il cuore. E dal cuore dico solo una cosa: "Forza Triestina"».
  9. MERCOLEDÌ 22 NOVEMBRE 2023 - A forza di sentirlo ripetere, ormai, quasi non ci si faceva più caso. «Serie A2 equilibrata e difficilissima». Come scrive Roberto Degrassi, i giochi alla vigilia del campionato sembravano facili da pronosticare: nel girone rosso tre squadre favorite - Trieste, Udine e Fortitudo - Verona appena sotto, un po' più sotto Forlì, Cento e Rimini mine vaganti e poi le altre a lottare per la salvezza. Ma i pronostici sono fatti per venir smentiti. A quaranta minuti dalla fine del girone d'andata la classifica è molto più ingarbugliata. Fortitudo prima, dall'inizio. Ha dovuto rinunciare per due gare ad Aradori ed è un signor alibi ma la sensazione è che stia rallentando il passo. Un sofferto successo su Piacenza, il derby vinto con Cento, la legnata subita a Udine e una risicata vittoria contestata da Cividale. I messaggi neanche tanto subliminali inviati da Caja per allungare il roster non sono un caso. La Effe ha 18 punti, Forlì con una ottima coppia Usa è a 16, davanti a Trieste e Udine con 14, due punti davanti a Verona e Nardò. Rispetto ai pronostici dell'estate c'è qualcosa di strano? Sì. Forlì sta andando oltre i pronostici ma l'intruso assolutamente inatteso è Nardò che di vittorie consecutive ne ha infilate addirittura sei, imponendosi a Verona dopo un supplementare e senza un tipetto come Russ Smith dal ventello facile. Un paio di correzioni sul mercato compreso l'arrivo dell'ex triestino Lollo Baldasso e il lavoro è stato fatto. Come non bastasse nel prossimo turno è forse la più agevolata della compagnia. La Fortitudo al Paladozza se la vedrà con Verona, al PalaTrieste scontro diretto tra biancorossi e Forlì mentre Udine ospiterà Rimini che dopo l'ennesima sconfitta con Trieste e i fischi di una tifoseria scontenta non può più cannare. Nardò avrà a Lecce l'Umana Chiusi, ci sta che centri il settimo sigillo. In sintesi, domenica sera se vincessero Trieste e Verona avremmo nella parte alta della classifica un'ammucchiata imprevedibile in sede di pronostici. Se Nardò è corsa ai ripari con i due movimenti di mercato consentiti nel girone d'andata, adesso prova a farlo anche Cento che sta per chiudere con Wendell Mitchell, play-guardia in uscita da Brindisi, cenerentola della serie A1 in compagnia di Treviso (ma quest'ultima firmando Robinson e Olisevicius sarà presto in risalita). Il mercato, del resto, cominciano a monitorarlo un po' tutti. La Fortitudo dare più profondità e qualità alla panchina, le squadre nella seconda metà della classifica per non arrivare in una condizione troppo penalizzante alla fase ad orologio dove, come si è ormai capito, i recuperi saranno dannatamente complicati. Sul conto di Trieste nessun rumor. Del resto, se è vero che continua a essere "work in progress"... - Manca ancora parecchio alla sessione di mercato di gennaio, ma in casa alabardata ci si sta già muovendo per rinforzare ulteriormente la rosa. Come scrive oggi Antonello Rodio, da qui i rumor sull'interesse della Triestina per Christopher Attys, 22 anni, nazionalità francese e haitiana, centrocampista del Trento, che impressionò al debutto stagionale al Rocco nelle file della squadra di Tedino. Si tratta di una mezzala cresciuta fra Inter e Spal, che già la scorsa stagione aveva vinto il premio come miglior giocatore del Trento. Intanto la Triestina deve pensare anche al presente e all'impegno di sabato contro l'Arzignano, che si giocherà al Tognon di Fontanafredda alle 18.30. Il Centro di coordinamento, che ha già completato un pullman, sta cercando di allestirne un secondo ma le adesioni devono arrivare entro le 19 di oggi chiamando i seguenti numeri: 040382600 o 3408593145. Il costo è di 15 euro. Ricordiamo che scade domani alle 19 la prelazione per gli abbonati, che per avere il biglietto gratuito possono recarsi con l'abbonamento al Centro Coordinamento o al Bar Capriccio, oppure inviare una mail ad accrediti@ustriestinacalcio1918.it o un whatsapp al 3474570809.
  10. MARTEDÌ 21 NOVEMBRE 2023 - Un po' più cinica, un po' più concreta. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", questa è la Pallacanestro Trieste uscita dal PalaFlaminio a Rimini dopo il quarto successo consecutivo in una A2 che ha ormai una sua fisionomia con cinque squadre (la Fortitudo capolista, Forlì, Trieste, Udine e Verona) che fanno corsa a parte per le piazze di vertice. COSA VA Trieste sta cominciando a vincere oltre che con protagonisti diversi anche in modi differenti. A Rimini ha tirato in modo bilanciato tra conclusioni da tre (Brooks a parte, per il resto uno scarso 6 su 30) e tentativi in area e per la prima volta ha perso meno di dieci palloni, "appena" otto. Al PalaFlaminio pur nell'ambito di una rotazione a ranghi completi anche trovato spazio importante anche gli elementi più sacrificati finora. Dodici minuti per Bossi, 26 per Vildera anche in considerazione dei falli di Candussi. Per il centro veneto sei punti ma soprattutto dieci rimbalzi. Bossi invece ha contribuito ad ampliare le dimensioni del vantaggio biancorosso dopo il primo strappo provocato da Ruzzier. E questo è un altro aspetto significativo. Se Eli Brooks, completamente recuperato, è stato il Mvp del match con una solida prova offensiva, l'allungo che ha indirizzato il confronto è avvenuto quando a gestire il gioco sono stati in successione i due play triestini. In quel momento Trieste ha letto i punti deboli dell'avversario e ha capito come colpire. La squadra di Christian a Rimini ha mostrato anche continuità nella tenuta difensiva: 62 punti subiti, senza incassare break significativi nel corso dell'incontro. Un segnale di maturità è che siano arrivate risposte in merito a due tra i problemi più evidenti: l'incapacità di chiudere i match e la mancanza di regolarità nei 40 minuti. Segno di una squadra che sa porsi in discussione ed imparare dai propri errori. COSA NON VA Era difficile pretendere un'altra prestazione da parte di Luca Campogrande sulla falsariga della prova monstre contro Cividale. A Rimini però ha tirato a salve. Il passo avanti per l'esterno romano sarà evitare un rendimento che ricorda le montagne russe, up and down. Non sono molti i 7 minuti sul parquet di Ferrero ma in quel frangente l'ex capitano varesino non ha tentato nemmeno un tiro. Finora il veterano è uno degli elementi più nell'ombra. Serata no al tiro per Justin Reyes che tende a soluzioni individuali. Il portoricano però sa come rendersi comunque utile: nel terzo quarto ha dominato a rimbalzo, spuntando un'arma che Rimini aveva sfruttato bene per una ventina di minuti. Nella casella del "cosa non va" anche la costante dei problemi di falli di Candussi. LE PROSPETTIVE La partita di domenica al PalaTrieste contro Forlì rappresenta più che mai un esame di maturità. Sarà uno scontro diretto e finora i biancorossi ne hanno toppati due (Fortitudo e Verona) risolvendo il terzo grazie a una magia di Brooks sulla sirena. Trieste deve dimostrare di saper imporsi con personalità su un'altra formazione di spessore. Si tratta di una risposta fondamentale in prospettiva play-off. - Dopo tre gare giocate al Rocco, la Triestina torna al Tognon di Fontanafredda. Per la partita di sabato contro l'Arzignano (inizio 18.30), tornano le modalità già collaudate nelle precedenti occasioni per l'acquisizione dei biglietti, ma con qualche novità riguardante la vendita libera. Intanto è già partita la fase di prelazione per gli abbonati che durerà fino alle 19 di giovedì. Per ottenere il biglietto gratuito, chi ha sottoscritto la tessera stagionale avrà varie opzioni. Gli abbonati possono recarsi, muniti di abbonamento, nei punti vendita del Centro Coordinamento Triestina Club (fino a venerdì 9-12 e 16-19, sabato 9-12) e del Triestina Fan Club Bar Capriccio (fino a venerdì 9-13.30 e 17-19.30, sabato 9-12). Oppure inviare una mail a accrediti@ustriestinacalcio1918.it, allegando una foto dell'abbonamento al fine di ricevere il biglietto in formato digitale, o con le stesse modalità inviare un Whatsapp al 3474570809. Terminata la fase di prelazione per gli abbonati, in caso di residua disponibilità di tagliandi (il numero totale di posti disponibili è 1961), venerdì alle 9 partirà la vendita libera. Il ticket avrà il prezzo unico di 5 euro ma, ecco le novità, a differenza delle precedenti gare disputate al Tognon, potrà essere acquistato senza vincoli di territorialità, sia online attraverso il circuito DIY Ticket sia nella sede societaria, il Centro Coordinamento Club e il Bar Capriccio. Questa volta dalle 16.30 sarà anche operativa la biglietteria dello stadio il giorno del match.
  11. LUNEDÌ 20 NOVEMBRE 2023 - In sala stampa nel post partita di Rimini-Trieste, la domanda di tutti è una sola: come sta Johnson? Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", la risposta la dà Sandro Dell'Agnello, nuovo coach riminese: «Si è sottoposto a una Tac, è cosciente, sarà trattenuto in ospedale per accertamenti, pare abbia il sopracciglio spaccato forse per una ginocchiata fortuita alla testa». E adesso spazio alle parole. Quelle di Jamion Christian e Michael Arcieri sono al miele. «Siamo contenti per essere riusciti nel secondo tempo a chiudere la partita, dobbiamo continuare così, lavorando sulle piccole cose giorno dopo giorno». Ma come è stata trovata finalmente la chiave per consolidare un break? «Nelle ultime tre settimane abbiamo svolto allenamenti molto intensi, lavorando con un senso d'emergenza. Abbiamo insistito sulla necessità, dopo aver conquistato un vantaggio di 10 punti, di non andare a tiri affrettati da tre ma di cercare attacchi più lenti e ragionati». L'abbiamo vista osare con un quintetto cambiato di pacca e poi con un terzetto di numeri "3-4" in campo insieme...Può spiegare queste mosse? «Una delle nostre armi è la duttilità, ho giocatori che possono coprire più ruoli, ci vuole tempo per capire le combinazioni migliori in determinate situazioni». - Anche restando a riposo causa il rinvio della partita con l'Atalanta U23 (che si recupererà martedì 5 dicembre), la Triestina non perde terreno dalla vetta. Come scrive Antonello Rodio, lo scivolone imprevisto del Mantova di ieri contro il Trento, stoppa infatti la capolista a quota 32. E la giornata per l'Unione sarebbe stata ancora più positiva se il Padova al 96' non avesse riacciuffato in extremis una vittoria che stava gettando al vento contro la Pro Vercelli. Alla fine di questa domenica adrenalinica, in vetta al girone C il Padova aggancia quindi il Mantova, con la Triestina al terzo posto a 5 punti e una partita da recuperare. Il risultato più sensazionale è dunque la caduta della capolista, che conosce il suo secondo ko stagionale (il primo era stato con la Triestina). Per il Trento invece un altro colpaccio prestigioso dopo quello messo a segno al Rocco alla prima giornata. Ieri, dopo un primo tempo piuttosto scialbo, il Mantova a inizio ripresa aveva messo alle corde il Trento sfiorando il gol con Trimboli e Burrai. Poi però al 66' è arrivato il patatrac difensivo dei virgiliani, rimasti vittima dell'ossessione di costruire l'azione dal basso: un appoggio sbagliato, un controllo maldestro e l'ex alabardato Pasquato ruba palla e la serve per Petrovic che non perdona. Il Mantova ha provato a reagire, ma il portiere Russo ha detto no ai tentativi di Galuppini e Debenedetti. Stava per combinare una frittata anche il Padova, che dopo 24 minuti era già in doppio vantaggio sulla Pro Vercelli grazie alle reti di Varas e Delli Carri, entrambe su assist di Radrezza. Al 34' però i piemontesi riaprono la partita grazie a un colpo di testa dell'ex alabardato Sarzi Puttini, poi pareggiano all'88' con Comi, che in mischia batte Donnarumma. Ma il Padova è davvero tosto e al 96' si riprende la vittoria con un diagonale vincente di Palombi. Nella terza partita di ieri è arrivata la prima vittoria del Novara, che ha battuto la Pergolettese 2-1: ospiti in vantaggio con Figoli, poi nella ripresa per i piemontesi pareggio di D'Orazio e al 95' gol decisivo di Rossetti. PREVENDITA . Si apre oggi alle 10 la prevendita per la partita Triestina-Arzignano, che si giocherà sabato al Tognon di Fontanafredda (inizio ore 18.30). Si parte ovviamente con la fase di prelazione per gli abbonati, che durerà fino alle 19 di giovedì 23 novembre. Per ricevere il ticket gratuito gli abbonati avranno le solite opzioni: recarsi con abbonamento al Centro Coordinamento o al Bar Capriccio, inviare una mail ad accrediti@ustriestinacalcio1918.it o mandando un Whatsapp al 3474570809. In caso di residua disponibilità di tagliandi (1961 i posti totali), venerdì 24 novembre alle 9 partirà la vendita libera. Il biglietto avrà un costo di 5 euro (omaggio da 0 a 3 anni).
  12. Stavolta sono soddisfatto anche io. Bravi in difesa, chirurgici quanto basta in attacco, finalmente una partita mai in discussione anche se loro veramente poca roba e senza Johnson ancora peggio. Abbiamo messo molta continuità in questi 40 minuti. Reputo che con Forlì sia davvero un crocevia importante: perché se la centriamo, mettiamo veramente da parte tutta la negatività (giustificata, sia ben chiaro) di questo inizio campionato. Non sarà facile, stavolta spero che ci sia tanta gente in palazzo perché è quasi come una partita di play-off. E dovremo abituarci a match di questo tipo. Su Brooks: comincia a essere davvero il nostro uomo migliore. Con tutti gli annessi e connessi del caso...
  13. Johnson ha battuto la testa ed è rimasto senza sensi. Mi pare avesse anche un taglio sulla fronte
  14. DOMENICA 19 NOVEMBRE 2023 - Adesso bisogna innestare la quarta. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", dopo tre vittorie consecutive la Pallacanestro Trieste oggi ha la possibilità a Rimini di allungare ancora e di scalare di un gradino la classifica. Sempre in Romagna infatti si affrontano - anche loro con palla a due alle 18 - le seconde, Forlì e Udine, che precedono i biancorossi di coach Christian di due punti. Vincessero i forlivesi e i triestini ecco che domenica prossima Trieste avrebbe la teorica possibilità di intascarsi persino il secondo posto, ospitando proprio l'Unieuro. Ma un passo alla volta, secondo la filosofia predicata da Jamion Christian e da Michael Arcieri. Sul pullman per Rimini hanno preso posto tutti, compresi Eli Brooks (alle prese con un'infiammazione all'inguine e tenuto precauzionalmente a riposo contro Cividale) e Giancarlo Ferrero. Tra essere nei 12 e scendere sicuramente in campo, però, passa ancora una certa differenza: si deciderà in extremis soprattutto per quanto riguarda la combo guard statunitense. Probabile comunque che venga riconfermato lo starting five di domenica scorsa, con Michele Ruzzier play e Ariel Filloy guardia, confidando in un'altra giornata di grazia di Luca Campogrande, strepitoso contro i ducali. Rimini ha da poco messo al timone Sandrokan Dell'Agnello che neanche a farlo apposta qualche settimana fa ha assistito a un paio di allenamenti dei biancorossi a Valmaura. Si spera che nel frattempo Christian abbia sparigliato le carte. IL CONFRONTO Trieste segna più di Rimini (78,3 punti di media contro 73,7) e tira più volte e meglio da tre punti. Non è comunque che i romagnoli ci vadano piano quando si trovano a 6,75 metri dal canestro: sono la quarta squadra del girone rosso ad azzardare più tentastivi. I biancorossi prevalgono anche nel confronto a rimbalzo e naturalmente hanno il poco invidiabile primato delle palle perse. I pezzi pregiati sono i due stranieri, Marks (oltre 17 punti di media) e Johnson (15 punti e 7 rimbalzi). In due inoltre subiscono una decina di falli a partita. Trieste, insomma, sa da chi dovrà principalmente guardarsi. La piazza sarà bella carica con i riminesi che hanno le idee chiare su cosa fare: «Trieste è pericolosa da tre punti e cerca di correre e affrettare le soluzioni. Bisogna metterla in condizione di non fare il proprio gioco». Arbitrano Salustri, Ferretti, Praticò. - La Triestina fa un'ottima figura anche al cospetto della vicecapolista della serie A croata. Lo scrive Antonello Rodio: nell'amichevole giocata ieri a Fiume, infatti, la squadra di Tesser ha pareggiato per 1-1 con i locali del Rijeka, attualmente secondi in classifica dietro all'Hayduk Spalato. L'Unione nel primo tempo è passata in vantaggio al 23' con Adorante, che ha ben sfruttato un cross colpendo di testa in rete. Ma gli alabardati al 38' hanno sfiorato addirittura il raddoppio con Pierobon che ha colpito la traversa su cross di Finotto. In apertura di ripresa è arrivato il pareggio del Rijeka con un calcio di punizione di Cabraja. Incontro comunque intenso fino al termine, con espulsione nei secondi finali di Lescano per doppia ammonizione. La Triestina è partita con Agostino in porta e la coppia centrale formata da Malomo e Moretti, con Pavlev a destra e Rizzo a sinistra. A centrocampo Fofana play con Celeghin e Pierobon mezzali, mentre Gunduz ha giocato sulla trequarti dietro a Finotto e Adorante. Nella ripresa sono entrati Vallocchia, Anzolin, El Azrak, Lescano. Germano, Kacinari, Kozlowski e Correia. Quest'ultimo si è fermato nel finale, probabilmente per un malessere dovuto all'influenza. Positivo il bilancio tracciato da mister Tesser a fine gara: «È stata una partita buona, vera, molto intensa sotto l'aspetto agonistico. Sotto l'aspetto tecnico abbiamo fatto un buon primo tempo, poi abbiamo sofferto per una ventina di minuti, abbiamo fatto parecchi cambi e modificato anche il modulo, poi ci siamo ripresi bene nella parte finale. Sono soddisfatto dell'atteggiamento e della mentalità dei ragazzi. All'ultimo momento si è fermato Correia che non si sentiva bene, probabilmente un po' di influenza, speriamo possa smaltirla presto». E adesso inizierà il tour de force, che la Triestina è pronta ad affrontare: «Giocando ogni tre giorni - spiega Tesser - bisognerà sfruttare la rosa nella sua completezza, e quando si sarà chiamati in causa bisognerà dare il meglio. I ragazzi hanno dimostrato anche a Fiume partecipazione e impegno, dimostrando di essere in un momento di salute, infatti mi è dispiaciuto non giocare in campionato»
  15. SABATO 18 NOVEMBRE 2023 - Amichevole di spessore oggi per la Triestina, alla ricerca di un impegno probante per mantenere alti intensità e ritmo partita, visto che questo week-end l'Unione è costretta allo stop in campionato dopo il rinvio della partita con l'Atalanta U23 causa gli impegni nelle rispettive nazionali di tanti baby nerazzurri. L'entourage alabardato ha puntato su un'amichevole decisamente tosta: oggi infatti la squadra di Tesser affronterà alle ore 14.30 il Rijeka al Nhk Rijeka Stadium - Rujevica. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", si tratta di un test impegnativo e prestigioso perché il Rijeka attualmente occupa la seconda posizione nella serie A croata, alle spalle del solo Hayduk Spalato. Insomma un'avversaria di qualità che metterà a dura prova gli alabardati. Nessuna trasferta però per i supporter dell'Unione perché non è prevista biglietteria per la tifoseria ospite. Ma se la Triestina è costretta a saltare la partita con l'Atalanta U23, che sarà recuperata martedì 5 dicembre alle 16.15, il campionato di serie C va avanti e già oggi sono previste sei partite valevoli per la quattordicesima giornata. Tra gli incontri odierni spiccano gli impegni di Vicenza e Virtus Verona. I biancorossi di Diana, reduci da due vittorie, vogliono continuare il filotto nella trasferta di Legnago, mentre la Virtus di Gigi Fresco, dopo la batosta con il Giana, cercherà di riprendere la sua marcia ospitando il Lumezzane. Le altre big invece vanno in campo domani. La capolista Mantova riceverà il Trento in un match sulla carta abbastanza agevole, mentre sembra più duro l'impegno del Padova che giocherà in casa, ma contro quella Pro Vercelli che è sesta nonostante lunedì abbia gettato via due punti col fanalino Novara facendosi rimontare tre volte. Due punti che avrebbero proiettato i piemontesi in quarta posizione. - «Non ci lasciamo ingannare dalla classifica dei nostri avversari. Hanno cambiato da poco allenatore chiamando Dell'Agnello, sarà la prima partita in casa con il nuovo coach e avranno un motivo in più per metterci energia davanti a un pubblico molto caldo». Jamion Christian, coach della Pallacanestro Trieste, non si fida. Domani alle 18 a Rimini non sarà una passeggiata anche se il tecnico è ottimista. «Ci alleniamo ogni giorno di più per essere sempre meglio. I ragazzi sono stati fantastici: focalizzazione professionale e comprensione dell'importanza del match». Dell'Agnello poco tempo fa in un tour d'aggiornamento era stato anche a Trieste a vedere un paio di allenamenti. «Abbiamo avuto l'occasione di passare un po' di tempo insieme. Abbiamo grande rispetto per il suo modo di allenare e per il suo percorso». Per quanto riguarda il piano partita di Trieste Christian sottolinea: «Non abbiamo ancora giocato una partita completa di 40 minuti e siamo davvero concentrati su questo compito. È una stagione lunga ed ogni momento conta. Stiamo cercando di imparare dai momenti in cui non siamo stati al nostro apice della forma e da quelli in cui siamo stati al massimo». Anche stavolta nell'analisi prepartita nessun accenno alla condizione dei giocatori in forse, Brooks e Ferrero. Come scrive oggi Roberto Degrassi sul quotidiano locale, sarà pure pretattica ma i tifosi, la principale risorsa, della Pallacanestro Trieste, gradirebbero sapere
  16. VENERDÌ 17 NOVEMBRE 2023 - La larga sconfitta rimediata al Carnera dalla Fortitudo Bologna nel recupero della settima giornata contro l'Apu Udine riapre i giochi nella rincorsa al primo posto nel girone rosso. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", primo passo falso stagionale per la formazione di Attilio Caja che adesso, alla vigilia di un turno che proporrà ai felsinei la difficile trasferta sul parquet del PalaGesteco contro Cividale, sente il fiato sul collo delle avversarie. Domenica, il penultimo turno del girone d'andata, proporrà lo scontro diretto tra seconde con Udine impegnata a Forlì, occasione importante per Verona e Trieste che, rispettivamente in casa contro Nardò e a Rimini possono sfruttare il calendario per accorciare il distacco dalle dirette rivali. Reduce da tre successi consecutivi, la formazione di Jamion Christian lavora per trovare continuità di gioco e di rendimento. La qualità del basket proposto dai biancorossi è ancora lontana da uno standard accettabile, nelle ultime settimane sono arrivati successi apparsi più frutto degli episodi che di una crescita consolidata, adesso è il momento di dare un segnale chiaro sulla direzione in cui questo gruppo sta andando. Contro Cividale l'assenza di Brooks ha consentito a Ruzzier e Bossi di riprendere in mano le chiavi della squadra. Qualcosa di meglio, in termini di fluidità di gioco e velocità di circolazione della palla, si è visto, la cosa importante ora è non fare un imperdonabile passo indietro. Trasferta a Rimini tutt'altro che semplice contro un'avversaria che sta pagando il pessimo inizio di stagione ma che ha un roster certamente migliore di quanto non racconti la sua attuale classifica. Per entrambe c'è l'incognita infortunati: se di Rimini si conosce tutto (risentimento muscolare per Tassinari, distorsione al ginocchio per Adam Abba e affaticamento per Grande) nulla è dato sapere circa la formazione con cui Trieste scenderà sul parquet del PalaFlaminio. Le fini strategie comunicative della società impongono il più stretto riserbo, solamente a pochi minuti dalla palla a due capiremo se Brooks e Ferrero (colpo alla mano nel derby contro Cividale) saranno effettivamente della partita - La Triestina potrà tornare al Rocco nella seconda metà di febbraio. Come scrive oggi Ciro Esposito, avrà un campo perfetto che sarà omologato dall'Uefa. Sarà in erba naturale (non il mix naturale-sintetico), con un nuovo fondo (si scaverà per almeno mezzo metro), con la predisposizione del riscaldamento termo-idraulico. Grazie anche all'utilizzo dei teloni sarà più semplice la manutenzione e diminuiranno i relativi costi. Tutti gli attori stanno accelerando e la probabile partita dell'Under 21 azzurra in marzo è un dead-line sui tempi di realizzazione del nuovo manto erboso. Sembra una buona notizia ma solo perché a quelle cattive ci si fa l'abitudine. Un po' di chiarezza dopo mesi di confusione diventa un punto dal quale ricominciare. Resta il fatto che la squadra di Tesser dovrà emigrare per 7 gare, che la società del presidente Rosenzweig dovrà sobbarcarsi gli oneri e soprattutto che i quattromila abbonati e gli altri appassionati continueranno a subire danni e disagi. Dopo un mese di settembre con il Comune a rimpallare (e a rimpallarsi) responsabilità, quello di ottobre speso ad uscire dall'impasse, finalmente a novembre si è messo un punto fermo. La manutenzione straordinaria ordinata a suon di quattrini dall'amministrazione e l'impegno esemplare quotidiano degli addetti al campo della società Gramigna non hanno potuto sovvertire quanto si era visto sull'erba il 4 settembre contro il Trento. Ormai è fatta e sono i cittadini a giudicare. Ora Comune, Regione, Figc e Triestina lavorano assieme per accelerare i tempi. E questo è un fatto positivo. Oggi la Giunta darà l'ok al DIPP (il progetto preventivo), il 20 la Figc presenterà il progetto alla Regione che ha stanziato 1,3 milioni (800 mila circa saranno destinati al Rocco), poi partirà la procedura negoziata (lo strumento più agile nella legge sugli appalti inferiori a 1 milione) per individuare il soggetto che eseguirà i lavori seguendo il progetto definitivo ed esecutivo. Secondo la Figc, cui è stata affidata la gestione dell'operazione, ai primi di dicembre saranno assegnati i lavori. La direzione del progetto è stata affidata a Giovanni Castelli (esperto agronomo di Comune e LegaPro) che sarà affiancato, secondo gli accordi presi dalle parti, da Erminio Sinigaglia quale consulente agronomo della Triestina. È verosimile che il cantiere possa aprire prima di Natale, anche se gli inghippi burocratici sono sempre in agguato (norme antiriciclaggio ecc.), il campo dovrebbe essere praticabile dopo 50-60 giorni. Su queste basi la Triestina ha chiesto, ottenendo un sì ancora ufficioso (manca il nulla osta ufficiale), di disputare tutte le partite al Tognon di Fontanafredda fino alla disponibilità del Rocco. Ci sarà forse un'unica eccezione: il derbissimo con il Padova del 22 dicembre. Si sta lavorando sull'ipotesi Udine. Per quanto possa essere una soluzione comprensibilmente indigesta alla tifoseria sembra essere l'unica strada per far partecipare il pubblico a un match così sentito e importante. Poi, una volta incassato l'eventuale sì dell'Udinese, la decisione spetterà alle autorità preposte a ll'ordine pubblico (l'orario potrebbe anche essere anticipato rispetto alle 20.45). «Sappiamo bene quanti disagi stanno subendo i nostri tifosi - commenta il Club Manager della Triestina Gianbattista Domestici - ma abbiamo fatto di tutto per uscire da una situazione che abbiamo subito. Verremo incontro agli abbonati negli eventuali play-off e nella prossima stagione». La Triestina si è comportata con determinazione e pazienza per uscire dal tunnel. E anche i tifosi hanno avuto pazienza. Anche troppa , ma ne avranno ancora per il bene della Triestina.
  17. GIOVEDÌ 16 NOVEMBRE 2023 - A partire dal 25 novembre, sino a data da destinarsi, la Triestina giocherà le partite casalinghe allo stadio Omero Tognon di Fontanafredda. E non è da escludere una trasferta friulana anche per il super derby del 23 dicembre con il Padova, questa volta, però, sul terreno di gioco dell'Udinese. Così scrive oggi Riccardo Tosques su "Il Piccolo". L'ITER Triestina, Comune di Trieste e Figc Fvg stanno chiudendo il cerchio per dare l'avvio agli interventi di riqualificazione dell'erba dello stadio Nereo Rocco. Da un punto di vista squisitamente burocratico, la riunione conclusasi ieri in serata a Trieste tra i tre soggetti ha decretato una (necessaria) accelerazione sintetizzata in due passaggi fondamentali: domani la Giunta comunale darà l'ok al progetto dei lavori, lunedì 20 (ultimo giorno disponibile) la Federcalcio regionale consegnerà tutti gli incartamenti necessari alla Regione per ottenere così dall'amministrazione Fedriga il finanziamento pubblico di un milione e 300 mila euro per rizollare il campo di gioco del Rocco e per organizzare il torneo internazionale riservato alla categoria Primavera. GLI AZZURRI Nella giornata di ieri, oltre ad avere la conferma che il prossimo anno il nuovo Rocco ospiterà una partita di qualificazione agli Europei dell'Italia Under 21, è emerso anche che nella mal augurata ipotesi in cui la Nazionale maggiore non dovesse centrare l'obbiettivo degli Europei gli azzurri di Spalletti potrebbero giocare una partita amichevole in regione proprio al Rocco. LA TRIESTINA Ma al di là del ritorno dei colori azzurri a Trieste, la questione della rizollatura del Rocco riguarda prettamente una squadra: la Triestina. Ecco quindi che la dirigenza dell'Unione ha deciso di optare per lo spostamento del campo di gioco di casa: sarà ancora Fontanafredda ad ospitare le partite dei rossoalabardati. Si inizierà subito, ossia a partire da sabato 26 novembre quando il calendario prevede l'incontro con l'Arzignano Valchiampo. Da lì l'Unione farà ritorno a casa solamente quando i lavori al Rocco saranno conclusi. Quanto durerà l'esilio? Una certezza a tale proposito, in questo momento, ancora non c'è, ma sostanzialmente si può ipotizzare che la Triestina rimarrà lontano da Trieste almeno sino a fine marzo. IL PADOVA Calendario alla mano, in questo fine 2023, sono ancora tre gli incontri casalinghi da giocare per l'Unione. Fontanafredda ospiterà i match contro l'Arzignano (sabato 26 novembre) e contro la Giana Erminio (sabato 9 dicembre). Resta da capire dove si disputerà il derbyssimo contro il Padova di venerdì 22 dicembre. L'opzione di giocare anche questa partita al Tognon è da escludere a priori, in primis, per motivi di ordine pubblico. Dunque, che fare? Per ora le bocche dei diretti interessati rimangono ancora cucite, ma l'ardita ipotesi dello stadio Friuli di Udine non pare affatto da escludere. Anzi. Per struttura, capienza e vicinanza il campo di gioco dell'Udinese è in pole position per ospitare l'ultimo incontro dell'anno solare di Unione e biancoscudati. Peraltro il 23 dicembre l'Udinese sarà di scena fuori casa, sul terreno di gioco del Torino. CONCOMITANZA Nella giornata di ieri è stato anche trovato un accordo per evitare sovrapposizioni al Tognon tra la Triestina e i veri padroni di casa, ossia quel Fontanafredda Calcio che milita nel girone A del campionato di Promozione. I rossoneri giocheranno tra le mura amiche solo domenica 19 novembre e sabato 2 dicembre: i restanti incontri del Fontanafredda verranno disputati all'Ottavio Bottecchia di Pordenone, permettendo così alla Triestina di avere la precedenza assoluta per giocare al Tognon. LA FIGC «Nell'interesse soprattutto della Triestina, l'erba dello stadio Rocco verrà riqualificata. Le tempistiche burocratiche per dare il via ai lavori sono molto strette, ma direi che siamo veramente in dirittura d'arrivo per consegnare le carte alla Regione», ha commentato a margine dell'incontro il presidente della Figc Fvg Ermes Canciani. Il numero uno della Federcalcio regionale è ottimista sull'avvio del cantiere: «Entro fine mese-inizio dicembre verranno assegnati i lavori alla ditta che dovrà occuparsi di un intervento molto importante per lo sport triestino e regionale. Regione, Comune, Triestina e Figc Fvg stanno lavorando per ridare ai tifosi il miglior Rocco possibile». - «La vittoria di domenica contro Cividale ha regalato due punti importanti per la classifica e un pizzico di serenità per affrontare le prossime gare. Il percorso in questo campionato, però, rimane ancora altalenante: se Trieste vuole davvero proporsi tra le protagoniste di questa stagione deve riuscire a fare quel salto di qualità in termini di gioco che al momento ancora le manca». Nello Laezza, intervistato da Lorenzo Gatto sul quotidiano locale odierno, analizza il momento della Pallacanestro Trieste. Un percorso che ha visto i biancorossi affrontare difficoltà superiori rispetto a quelle che erano previsioni e aspettative della vigilia. Partita per dominare il campionato, la formazione di Jamion Christian si ritrova al quinto posto dopo un paio di mesi nei quali, molto raramente, è riuscita a esprimere una pallacanestro convincente. «Contro Cividale qualcosa in più si è visto - sottolinea Laezza - la squadra ha espresso una pallacanestro più efficace e in questo, probabilmente, l'assenza di Brooks e la possibilità di affidarsi a due play-maker puri come Ruzzier e Bossi è stato determinante. Michele non è ancora il Ruzzier di Cremona ma è un giocatore di categoria superiore, Bossi ha confermato domenica che è un giocatore perfetto per questo campionato e deve giocare. Piange il cuore vederlo relegato in fondo alla panchina. Aldilà del successo di domenica, bisogna dare ai risultati il giusto peso. Cividale non è una squadra costruita per centrare la promozione, finora negli scontri diretti contro squadre di livello Trieste non ne è uscita bene». Il riferimento di Laezza va soprattutto al match giocato e perso in casa contro la Fortitudo. «Non fa testo la partita con Udine, perchè un derby vive su sensazioni ed emozioni che a volte stravolgono equilibri e valori - continua Nello - se penso però alla partita di Verona e soprattutto al match con la Fortitudo, il campo ha parlato in maniera chiara. Direi che quella partita ha confermato che, oggi come oggi, contro una squadra costruita con lo stesso obiettivo, Trieste non è in grado di giocarsela. Tatticamente e fisicamente Bologna ha dominato, quei 40' devono essere un monito molto chiaro per capire in che direzione bisogna andare». Risultati che hanno in parte minato il rapporto di fiducia tra la squadra e il pubblico. Ricucito nel derby contro Udine e rinsaldato nel post partita contro Cividale quando la parte più calda della tifoseria ha chiamato i giocatori sotto la curva. Resta la sensazione, però, di un pubblico ancora tutto da riconquistare. «Trieste è una piazza esigente, abituata a vedere basket di un certo livello - conclude Laezza -. Continuo a sottolineare perchè l'ho vissuto in prima persona che giocare qui non è affatto semplice. Il pubblico ti può aiutare ma se le cose non vanno bene e non hai la personalità necessaria per affrontare le difficoltà, la pressione ti può schiacciare. Se, come appare evidente, il pubblico non ha ancora costruito un rapporto di fiducia con questo gruppo, evidentemente, da parte della società e della squadra non è arrivato il messaggio giusto. I tifosi vanno conquistati prima ancora che con i risultati con l'atteggiamento in campo e l'impegno che non deve mai mancare. Il primo passo, però, devono farlo i ragazzi in campo».
  18. MERCOLEDÌ 15 NOVEMBRE 2023 Arrivato quasi alla fine del girone d'andata, il campionato di serie A2 comincia a scoprire le sue carte. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo": se nel girone rosso, in attesa del recupero che questa sera al Carnera metterà la Fortitudo di fronte all'esame Old Wild West Udine, Bologna veleggia imbattuta al comando, nel gruppo verde regna grande equilibrio con una classifica ancora abbastanza compatta. Avversarie di un girone contro le quali, nella seconda parte del campionato, si troverà a confrontarsi la Pallacanestro Trieste in una fase a orologio composta da dieci partite che definirà la griglia play-off in vista della lunga volata verso la promozione. Di un girone tutto da scoprire e degli equilibri del campionato ci parla Franco Ciani, ex biancorosso da due stagioni sulla panchina della Reale Mutua. «Il bilancio di questi primi mesi a Torino lo definirei in linea con le aspettative – sottolinea il tecnico friulano – considerando la catena di infortuni che ci ha privato nel corso del primo mese di Matteo Schina e adesso di Federico Poser. In questo senso il bilancio di sei vittorie e tre sconfitte, con i nostri stop arrivati in trasferta sui campi di Trapani, Cantù e Rieti, può essere senza dubbio positivo». Girone che propone una qualità di avversarie e un livello di gioco decisamente competitivo come testimoniano i risultati di queste prime nove giornate. «È un girone nel quale, per ambizioni e qualità di roster che sono in linea con gli investimenti fatti, Trapani e Cantù sono senza dubbio le formazioni più attrezzate. Mi sembra di poter dire che chiunque voglia provare a salire, prima o poi, si troverà a fare i conti con una di queste due squadre. Dietro loro metterei Treviglio e Torino, poi Rieti e Urania Milano. Ma in generale, in un campionato nel quale non esiste una zona cuscinetto tra play-off e play-out e in cui ci saranno sei retrocessioni per arrivare, nella prossima stagione, alla serie A2 a 20 squadre, ogni partita si sta confermando una battaglia». Discorso che vale, naturalmente, anche per il girone che coinvolge le tre regionali, squadre che vivono in realtà che coach Franco Ciani conosce molto bene. «I risultati di questi primi mesi ha proposto situazioni che non mi hanno sorpreso – la sua analisi –. Trieste viene da una retrocessione difficile da assorbire e ha dovuto fare i conti con un campionato molto diverso da quello in cui aveva giocato nelle ultime sei stagioni. C'è bisogno di un fisiologico adattamento alla categoria, in questo senso le vittorie contro Piacenza, Udine e Cividale hanno proposto qualcosa di diverso. Starà alla bravura dello staff tecnico e dei giocatori la capacità di calarsi fino in fondo in questo campionato. Lo stesso discorso si può fare per Udine che è partita certamente con un piglio più deciso ma ha bisogno di tempo per assorbire l'arrivo di tanti giocatori nuovi e creare l'identità necessaria. Discorso diverso per Cividale che n el corso dell'estate ha fatto una scelta precisa decidendo di partire con un solo straniero per dare spazio e valorizzare i suoi tanti giovani. Arrivati a questo punto del campionato, però, era arrivato il momento di rinforzare la rosa e la scelta di Cole va proprio in quella direzione. In una stagione in cui una vittoria o una sconfitta in più può fare la differenza, credo sia stata la scelta più corretta ». - La frenata di sabato scorso con la Pro Sesto è un piccolo incidente di percorso che può benissimo capitare in un cammino finora esaltante come quello della Triestina. Lo scrive Antonello Rodio oggi sul quotidiano locale: agli occhi dei tifosi può sembrare più grave viste le contemporanee vittorie del Mantova e del Padova che hanno allungato sugli alabardati, ma bene ha fatto Tesser a fine partita a non ritenersi affatto preoccupato per la classifica. Anzi, il tecnico si è detto maggiormente preoccupato se qualcuno pensa che si possa vincere sempre e con facilità, quando tutti ormai sanno le grandi insidie che nasconde ogni singolo match di serie C. Il ritmo della Triestina, è bene ribadirlo, resta quello di una prima della classe. Per essere più chiari, lo scorso anno, l'Unione a questo punto della stagione sarebbe stata in testa alla classifica con i suoi 27 punti. Chi era al comando nella passata stagione, ovvero il Pordenone, dopo tredici giornate aveva infatti 26 punti. Mentre la Feralpi, che poi avrebbe vinto il campionato, ne aveva appena 23. E i gardesani chiusero poi a 71 punti, quando l'attuale ritmo della squadra alabardata, se mantenuto, la porterebbe in proiezione a chiudere la stagione addirittura a 79 punti. Una quota che appena qualche mese fa avrebbe assicurato una vittoria in carrozza del girone. Insomma quella dell'Unione è finora una stagione al top, c'è poco da discutere. E allora è facile comprendere che se l'attuale classifica dice che la Triestina si trova a 5 punti dalla vetta, il vero problema è di un Mantova (e in misura minore il Padova) che in questo momento sta facendo un campionato assolutamente sopra le righe. La squadra di Possanzini infatti sta tenendo un ritmo a dir poco pazzesco. Giusto per capire la portata dell'impresa che finora stanno portando avanti i virgiliani, è che con i suoi 32 punti il Mantova dopo tredici giornate è un solo punto sotto rispetto all'incredibile cammino del Sudtirol dei record, quello di due anni fa, che a questo punto della stagione aveva 33 punti. E all'epoca, come tutti ricorderanno, si diceva che quello sarebbe stato un ritmo irripetibile. Ebbene il Mantova, con il ruolino di 10 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta (quella con la Triestina), sta mantenendo proprio quel ritmo che sembrava impossibile. Quella stagione gli altoatesini la chiusero a 90 punti, rallentando solo un pochino rispetto al ritmo tenuto nel primo terzo di campionato. Se il Mantova mantenesse questo ritmo pazzesco per tutto il campionato, arriverebbe addirittura a 93 punti. Più probabile che anche per la squadra di Possanzini, prima o poi, arrivi un momento di difficoltà, quantomeno di rallentamento, altrimenti ci sarebbe solo da togliersi il cappello, applaudire e recriminare di aver trovato proprio in questa annata un'avversaria che ha avuto il tocco magico. Se invece la capolista avrà un periodo di impasse, dovrà essere pronta e attenta l'Unione a sfruttarlo per accorciare e riportarsi sotto. Senza dimenticare che anche il Padova sta facendo un cammino straordinario. Ma se lo stesso Vicenza, ora a 10 punti dalla vetta, conta di rientrare, allora è davvero troppo presto per tirare qualsiasi conclusione.
  19. MARTEDÌ 14 NOVEMBRE 2023 - Ultima partita con la Pro Sesto a parte - perché può anche capitare una giornata storta in cui la palla non va dentro - l'attacco della Triestina è stato fin qui più che convincente. Giusto per ricordare, nelle tre partite precedenti a quella di sabato, l'Unione era andata a segno ben 8 volte. Ma la buona notizia per Tesser - come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo" - è che la squadra alabardata ha fatto grandi progressi anche nel settore difensivo, dove nelle prime giornata zoppicava ancora un po'. Basti pensare che delle 9 reti subite finora dalla Triestina, ben 4 sono arrivate nelle prime quattro giornate (non a caso quelle dove sono arrivate anche le due uniche sconfitte), mentre nelle successive nove partite Matosevic è stato battuto solo 5 volte. Un dato quindi in costante miglioramento che ha portato infatti la squadra alabardata a diventare la seconda meno perforata del girone dietro al solo Padova, che di reti al passivo finora ne ha solamente 7. Tra l'altro va guardato anche il peso dei gol subìti, perché dei cinque che l'Unione ha preso dopo il primo mese di campionato, ben quattro sono stati praticamente ininfluenti dato che comunque in quelle occasioni la squadra di Tesser ha vinto. Altro dato importante quello dei clean sheet, che sono stati solamente due nelle prime otto giornate, mentre nelle ultime cinque partite per ben tre volte la porta alabardata è rimasta imbattuta. Quello con la Pro Sesto è tra l'altro il secondo clean sheet consecutivo, mentre il terzo era stato ottenuto contro il Vicenza in inferiorità numerica. Insomma dopo un primo periodo di assestamento, con delle fisiologiche sbavature dovute ai tanti giocatori nuovi da assemblare, Tesser è riuscito a modellare una squadra che senza rinunciare alla sua vocazione offensiva, è diventata anche difficile da perforare. Ovviamente non si tratta di una questione che coinvolge solo il reparto arretrato: certo, in difesa sono arrivati Struna, Pavlev, Anzolin, Moretti senza dimenticare Rizzo, e l'amalgama con i vari Malomo, Germano e Ciofani ha comunque preso un po' di tempo. Ma come noto la fase difensiva coinvolge anche gli altri reparti e un'adeguata copertura della difesa dipende molto anche dal centrocampo, dove a parte Celeghin c'è stata una vera rivoluzione con gli arrivi di Correia, Vallocchia e Pierobon senza dimenticare Fofana e altri ancora. Un assetto come il 4-3-1-2 necessita di precisi meccanismi di copertura, tenendo conto che anche i tre davanti devono fare il loro lavoro per iniziare a ostacolare la manovra avversaria. E molti giocatori chiave sono arrivati solamente nelle ultime ore di mercato, ecco perché nel primo mese di campionato era assolutamente logico che non tutto funzionasse alla perfezione. Adesso la Triestina, pur con un atteggiamento sempre aggressivo e votato all'attacco, ha trovato la giusta solidità difensiva che è caratteristica necessaria per riuscire a restare al vertice. E se in due mesi e mezzo i progressi sono stati evidenti, si può ipotizzare che i margini di miglioramento siano ancora parecchi. Lo sottolineano gli stessi giocatori. E, questo è il bello, il discorso vale per tutti i reparti. - Ariel Filloy. Eli Brooks. Luca Campogrande. Lo scrive Roberto Degrassi sul quotidiano locale odierno: sta a vedere che il tempo comincia a dare ragione agli annunciati (dallo staff biancorosso) 10-possibili protagonisti-10 della Pallacanestro Trieste di inizio stagione. Il gaucho con 9 triple su 12 tentativi permise il sacco di Piacenza, la combo guard ex Michigan ha firmato il derby contro Udine, l'altra sera il meno esotico del terzetto, il romanissimo Luca Campogrande, ha deciso il duello contro Cividale con 7 bombe. Una partita speciale, per l'esterno, entrato subito in campo con il mood giusto. Grugno deciso, concentrato, letale in uscita dai blocchi. I 21 punti per giunta sono arrivati in 22 minuti, una prova di grande qualità, arricchita anche dall'attenzione difensiva sul più pericoloso dei ducali, Redivo. Un anno fa di questi tempi Campogrande raccontava così un rendimento sottotono: «Mi alleno bene, tutto riesce facile, in partita invece mi frena l'emotività». Nel dopogara dell'ultimo dei due derby al PalaTrieste il general manager Michael Arcieri si è soffermato sul lavoro tecnico e motivazionale fatto su e con il giocatore: «Luca deve essere sempre pronto per prendere palla e tirare, noi sappiamo che è un grande realizzatore. Io e il coach abbiamo parlato tanto con lui nel corso della settimana». Un episodio confermato dallo stesso Campogrande: «Lavoro durante l'allenamento e anche al termine. Con Nick». Ohibò, e chi è Nick? Si tratta del quarto componente dello staff tecnico biancorosso, in realtà mai presentato ufficialmente: Nicholas Schlitzer, 31 anni, statunitense, esperienze europee da giocatore in Gran Bretagna, Georgia, Svezia e Islanda e recentemente nelle minors italiane a San Sepolcro. Il suo compito è lavorare sul tiro con i giocatori. COSA VA Contro Cividale si è vista una migliore circolazione della palla, migliori spaziature, si è tirato molto da tre ma rare volte le conclusioni sono state prese fuori equilibrio o forzando. Può darsi che sia un risultato del "work in progress" ma può darsi anche - o, come propendiamo, soprattutto - grazie a un unico direttore d'orchestra, Michele Ruzzier. A causa dell'assenza di Brooks (tenuto precauzionalmente a riposo ma scalpitante per giocare), non ci sono stati equivoci nè sovrapposizioni. "Ruz" tira ancora troppo poco dal campo ma ha una visione di gioco superiore al compagno di squadra che spesso brucia i primi 10 secondi del possesso palleggiando. Tra le note positive le 3700 presenze al PalaTrieste e il pubblico che richiama i giocatori in campo dopo il successo. COSA NON VA Il problema è noto, il match con Cividale ha fornito la riprova: a Trieste manca il killer instict, la capacità di chiudere una gara dopo aver raggiunto un discreto vantaggio. Nel dopogara il viziaccio è stato riconosciuto, assicurando che sarebbe diventato uno dei temi da affrontare nella preparazione in vista della trasferta di Rimini. Tra le note dolenti anche il periodo attraversato da Vildera e Ferrero. Il lungo veneto sembra in involuzione eppure è con Bossi e Candussi l'elemento con maggior esperienza in A2. Manca il suo lavoro oscuro ma di qualità. Dell'ex capitano varesino invece manca l'apporto offensivo: in 18 minuti di impiego medio segna poco più di 4 punti ma soprattutto colpisce da tre punti con il 10%, mai così poco in carriera.
  20. Io ho sinceramente paura che la situazione sia anche figlia del poco minutaggio. Che non so sia legato a problemi fisici o a pure e semplici scelte tecniche da parte di Christian, che a quel punto preferisce ruotarne solo due
  21. Solito pick&roll centrale, solite palle perse. Anche ieri come le altre volte. P.S. Ad ogni modo, Ruzz "pompa" il palleggio molto meno di Brooks... forse quello dovrebbe essere l'indice di gradimento per fare la scelta su chi deve portar palla quando sono entrambi in campo
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