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SandroWeb

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Everything posted by SandroWeb

  1. GIOVEDÌ 2 NOVEMBRE 2023 - Volti risollevati in sala stampa dopo la vittoria a Piacenza. Come scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo", Michael Arcieri e Jamion Christian possono sorridere. «Abbiamo avuto giorni duri e buoni in allenamento, sapevo che avremmo giocato con forza e fiducia». Sul marziano Filloy: «Ariel è un giocatore davvero speciale, è stato difficile giocare senza di lui per 4 gare, non è solo un tiratore ma porta valori anche nello spogliatoio.» Senza Reyes si è vista una maggior responsabilizzazione da parte del gruppo. «Reyes è importantissimo per noi ma il momento che stiamo vivendo ci ha portato a non pensare alla sua assenza ma a giocare». Il numero che colpisce in positivo oltre a Filloy è il saldo a rimbalzo, in negativo le palle perse nel secondo tempo. «Quando si perdono 18 palloni come in questa gara di solito si perde, c'è tanto lavoro da fare ma vincere aiuta a vincere. Abbiamo fatto un passo importante, tutti hanno fatto giocate importanti ma naturalmente Ariel ha fatto un capolavoro». Conclude Arcieri: «C'è un concetto: entrare nel momento. Ecco, lo abbiamo fatto, ci resta lavoro da fare ma abbiamo i segnali per un passo avanti: si è visto il cuore della squadra. Una vittoria importante per creare le condizioni per tornare a casa e preparare il derby. In settimana Jamion ha parlato con Vasco Vascotto, è stato bello vedere due personaggi di sport diversi condividere aspetti della filosofia sportiva». Salieri, coach piacentino, recrimina sul 6/17 ai liberi e sullo scarto a rimbalzo. Complimenti meritati a Gallo. - Dopo la tripletta segnata al Mantova, era rimasto a digiuno per ben quattro giornate, per lui un tempo lunghissimo. Ma come scrive Antonello Rodio sul quotidiano locale, sabato contro il Fiorenzuola Facundo Lescano è tornato prontamente al gol, con un'inedita esecuzione di petto. L'attaccante italo-argentino è arrivato così a 8 reti in undici giornate, confermandosi il capocannoniere del girone A. Non lo è di tutta la serie C, ma è comunque secondo a una sola lunghezza da Murano del Picerno, che nel girone C ha già messo a segno 9 reti. Ma Lescano è in pratica sul podio di tutto il calcio professionistico italiano, perché tra serie A, B e C, al momento oltre a Murano solamente l'interista Lautaro con 11 reti ha fatto meglio dell'alabardato. Insomma dopo tanti anni la Triestina torna a sognare con un grande bomber, uno di quelli che a suon di gol trascina la squadra, un attaccante che ricorda le gesta dei vari De Falco, Granoche e Godeas. Curiosamente, al momento Lescano è proprio alla pari di Granoche, un altro sudamericano come lui: nella sua stagione magica 2007/08, il Pablo uruguaiano dopo undici giornate aveva infatti segnato 8 reti, esattamente come adesso Facundo. Quell'anno poi El Diablo finì a 24 reti totali, ma saltò le ultime quattro giornate per un grave infortunio al ginocchio. Lescano sta insomma viaggiando allo stesso ritmo indiavolato di Granoche, migliore anche di quella partenza sprint che ebbe Godeas nel 2011/12, quando iniziò segnando 7 reti in undici partite: poi l'ariete di Medea frenò, causa anche le tante traversie della squadra, e chiuse la stagione a 14 gol. Resta ancora inarrivabile, almeno al momento, il cammino di Totò De Falco nella mitica stagione dei 25 gol, quella 1982/83 della promozione in serie B, ultimo campionato davvero vinto dalla Triestina. Dopo undici giornate di quel campionato di quarant'anni fa, infatti, De Falco con un avvio portentoso era già arrivato a ben 12 reti. Un ritmo impossibile da tenere fino alla fine, ma comunque Totò chiudendo a quota 25 segnò quello che ancora adesso è il record per un bomber alabardato in una stagione. Saprà Lescano continuare a tenere quel passo? E soprattutto, trascinata anche dai suoi gol, riuscirà la Triestina a vincere finalmente un campionato oltre quarant'anni dopo e salire in B? È quanto sperano tutti i tifosi alabardati.
  2. La verità xe che ormai le difese avversarie ga capido come difender su sta sorta de pick&roll che femo. Go contado almeno 3 bale perse identiche su passaggio centrale de Michele o de Brooks in pitturato sulle quali Piacenza va sempre in anticipo. E sta roba continua a ripeterse già da molte partide
  3. Un'altra costante che questa squadra no riva a cavarse via xe esser in doppia cifra de vantaggio e spegnerse. Non so se sia un problema che a un certo punto crollemo fisicamente o più a livello de testa (o entrambe le cose). Ad ogni modo, le 9 palle perse dai nostri playmaker xe el segnal de quanta poca tranquillità ga questa squadra
  4. Teniamoci i due punti, teniamoci anche un super Ariel, ma i 40 minuti odierni non spostano di una virgola quello che abbiamo visto sino a qua. Ringraziamo il 6/17 di Piacenza ai liberi e il fatto di non aver pagato le 18 palle perse, di cui la metà perse in maniera imbarazzante.
  5. MERCOLEDÌ 1° NOVEMBRE 2023 - La strada per rilanciarsi diventa sempre più complicata per la Pallacanestro Trieste. Come scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo", stasera (palla a due alle 20.30) a Piacenza i biancorossi infatti saranno senza Justin Reyes. L'ala portoricana è volato per un paio di giorni a casa e salterà la gara rientrando alla vigilia del derby di domenica con Udine. Impossibile? Magari. Invece pare tutto vero. L'assenza - che è peratro non è stata comunicata ufficialmente dal club biancorosso, come del resto nel caso delle quattro gare saltate da Filloy - sarebbe dovuta a motivi personali e sarebbe stata chiesta con largo anticipo ottenendo il placet da parte della società. Sarebbe accaduto, pare, ancora prima della formulazione dei calendari quando Reyes non aveva ancora firmato il contratto ma stava già trattando il suo arrivo. Quello che allora poteva sembrare un semplice permesso, una delle condizioni poste per accordarsi, però adesso va ad aggravare una situazione che è già pesante. Trieste ha perso le ultime tre gare, non può permettersi di subire il poker a Piacenza perchè altrimenti la partita dell'ultima spiaggia diverrebbe quella che nessuno vorrebbe come sfida dentro o fuori: il derby con Udine. Pressione a mille. Certo, se una reazione deve esserci questo è il momento. Chi ha da dare, tutto dia, dentro e fuori dal campo. Coach Jamion Christian resta in sella ma non può permettersi un altro passo falso anche perchè a quel punto non avrebbe più il controllo della situazione. Da settimane sentiamo parlare di amore per il gruppo e di clima idilliaco ma i risultati negativi fanno esasperare i contrasti. Nella sua analisi pregara il tecnico biancorosso intona un refrain già conosciuto. «Abbiamo tanta voglia di scendere in campo di nuovo. Pensavamo di fare un passo in avanti contro Verona, ma non ci siamo riusciti. Abbiamo bisogno di farlo ancora più grande con Piacenza. Avremo di fronte una squadra molto forte, giocano ad un ritmo molto elevato. Entrambe le squadre hanno molta fame di portare a casa la vittoria». La Palisse non avrebbe saputo dire di meglio... Continua Christian: «Il morale della squadra e l'approccio dei giocatori a queste sfide sono buoni. Abbiamo un gruppo di professionisti straordinario in questo spogliatoio che comprende questo processo. Ci sentiamo davvero in una fase cruciale adesso, è qui che si impara tutto sulla propria squadra, si sviluppa il carattere e si costruisce la tenacia. Quindi, stiamo cercando di imparare tutto ciò che possiamo in questi momenti, così da poter dare il meglio per il resto della stagione. È stata una partita difficile contro Verona, ma abbiamo imparato molto e migliorato in diversi aspetti». Il concetto dell'imparare ritorna molto spesso in queste settimane. Ma la PallTrieste, costruita per vincere il campionato, doveva nascere, come diceva quello, già "imparata". Adesso bisognerebbe salire in cattedra e dare lezioni. Altrimenti, si va incontro solo a una bocciatura... - Sospiro di sollievo in casa alabardata. L'infortunio a Christian D'Urso è meno grave del previsto mentre Germano potrebbe forse saltare solo la partita di sabato ad Alessandria ed essere disponibile la prossima settimana. Lo scrive Antonello Rodio sul quotidiano odierno: ieri D'Urso è stato sottoposto ad accertamenti strumentali dopo l'infortunio occorso nella gara contro il Fiorenzuola che lo ha costretto a lasciare il campo dopo appena venti minuti: dall'esame risulta che il trequartista alabardato ha riportato una piccola lesione miotendinea alla coscia sinistra, con una prognosi di venti giorni prima del graduale rientro in gruppo. Un esito per fortuna molto meno pesante rispetto a quanto temuto in un primo momento. Sabato l'ex Cosenza faceva molta fatica a camminare quando è uscito dal campo, per cui si temeva una lesione muscolare decisamente importante e c'era già chi paventava un suo rientro appena per il 2024. E invece Tesser e tutti i tifosi alabardati possono stare più tranquilli perché il problema è più leggero: D'Urso fra una ventina di giorni potrà gradualmente già rientrare in gruppo, per cui potrebbe essere pronto a giocare fra poco più di un mese. In sostanza il trequartista dovrebbe perdere 4-5 partite ed essere disponibile per il rush finale di dicembre, con le ultime tre-quattro gare del girone di andata, compreso ovviamente il derby prenatalizio con il Padova. Quanto a Umberto Germano, come si ricorderà nei primi minuti della gara col Fiorenzuola ha riportato una forte contusione nella zona dell'anca, ma poi ha stoicamente tirato avanti per tutto il primo tempo prima di gettare la spugna. Le sue condizioni verranno monitorate quotidianamente: salterà sicuramente la partita con l'Alessandria, ma l'obiettivo, più che per la gara di Coppa Italia contro il Renate di martedì prossimo, è di poterlo avere a disposizione per il successivo impegno casalingo di campionato con la Pro Sesto di sabato 11 novembre. Per quanto riguarda le soluzioni a disposizione di Tesser, ci sono pochi dubbi. Toccherà a El Azrak, naturale sostituto di D'Urso, giocare trequartista e innescare le punte alabardate. Certo in questo modo al tecnico verrà a mancare un prezioso ricambio spaccapartite, come si era dimostrato l'olandese, che quando è entrato in corso d'opera lo ha fatto sempre con grande efficacia. Ma del resto proprio l'abilità di El Azrak in quella posizione, con la sua predisposizione poi a spostarsi a destra in fase offensiva, permetterà a Tesser di mantenere inalterata l'intelaiatura della squadra e l'impianto di gioco. Poi, se servirà far rifiatare l'olandese, il tecnico penserà sicuramente a qualche soluzione alternativa. Quanto a Germano, per il ruolo di terzino di destro si potrà contare sull'esuberanza giovanile di Pavlev oppure sull'esperienza di Ciofani, a seconda che si preferisca un assetto più offensivo oppure più coperto. Anche se lo stesso Ciofani ha dimostrato di saper spingere con profitto e infatti l'assist del gol di Lescano contro il Fiorenzuola è tutto suo con quel cross al volo dalla destra. Intanto occhio anche al centrocampo, perché è entrato in diffida Vallocchia, che al prossimo cartellino giallo sarà squalificato.
  6. Gent.mi, ho effettuato un aggiornamento del forum ("minudaia", in termini tecnici 😄 ma controllate come sempre se tutto viaggia come deve)
  7. Nel frattempo, la Curva Nord smentisce una possibile "diserzione" per il derby con Udine: https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/curva-nord-quot-momento-complesso-per-la-squadra-ma-non-diserteremo-il-derby-quot.html
  8. E, con buona probabilità, senza Reyes (tornato a casa per un permesso di qualche giorno, già concordato in precedenza)
  9. MARTEDÌ 31 OTTOBRE 2023 - La Triestina ha innestato il turbo. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", con il successo sul Fiorenzuola non solo è arrivata al settimo risultato utile di fila (solo il Padova sta facendo meglio, visto che è ancora imbattuto), ma se togliamo il primo mese di campionato, ovvero le prime quattro partite, la squadra di Tesser sarebbe al comando solitario in classifica. Dati ovviamente parziali visto il limitato lasso temporale preso in considerazione, ma sintomatici della crescita costante dell'Unione. Del resto che ci sarebbero state all'inizio alcune settimane di assestamento, lo aveva detto anche il tecnico alabardato vista la particolare conformazione della rosa, quasi interamente rinnovata e con tanti stranieri provenienti da modi di giocare diversi. Ma col tempo e con il lavoro la squadra sta trovando via via una maturazione sempre più convincente. E questo nonostante tutte le difficoltà legate alle condizioni del campo del Rocco, che hanno costretto finora la Triestina a giocare tre partite casalinghe in esilio a Fontanafredda, e a cercare di giostrare su un manto erboso precario nelle gare svolte nell'impianto di Valmaura. L'accelerazione dell'Unione è certificata proprio dal ritmo tenuto dalla quinta in poi, ovvero togliendo le prime quattro partite nelle quali erano arrivate anche le due sconfitte. Ebbene negli ultimi sette turni la Triestina ha ottenuto 17 punti, un traguardo che nessuno ha saputo eguagliare. Nel calcolo dalla quinta all'undicesima giornata, alle sue spalle, staccato di un solo punto c'è il Mantova a 16 (attuale capolista della classifica complessiva), seguono la Pro Vercelli a 15 e il Padova a 13. Questo significa che la squadra di Tesser, che ora viaggia appaiata a quella di Torrente, ha recuperato ben 4 punti ai biancoscudati nell'ultimo periodo. In queste sette giornate prese in considerazione, è certificata anche la crisi del Vicenza, che ha ottenuto appena 8 punti, ben nove in meno dell'Unione. Quanto al filotto dei sette risultati positivi di fila, di per sè non è un evento eccezionale, in quasi tutti gli anni recenti di serie C ci sono state serie piuttosto lunghe della Triestina, ma qui è la qualità del filotto a fare la differenza, perché la compagine di Tesser ha messo a segno ben 5 vittorie e 2 pareggi. Ad esempio anche a Bucchi e Sannino era riuscita una serie di sette risultati utili di fila, ma con 3 successi e 4 pareggi. Più significativa la serie di Pavanel del 2019, che era arrivato a dieci risultati utili ma con 6 vittorie e 4 pareggi, prima di essere curiosamente interrotto proprio dal Pordenone di Tesser. Addirittura a 12 partite utili di fila era arrivato Pillon nel 2021, ma con sole 5 vittorie e ben 7 pareggi: una serie, anche qui un dato piuttosto curioso, interrotta da un sconfitta contro la Sambenedettese a causa di una rete di Facundo Lescano. Insomma alcuni protagonisti della Triestina attuale hanno in passato spezzato le serie delle squadre alabardate del recente passato. Ma la cosa più importante è che questa serie positiva è ancora aperta: e la forza della squadra e il calendario fanno sperare che lo sia ancora a lungo - «Ci alleneremo per migliorare». E, intanto, almeno la prima parte del proposito è stata rispettata. Allenamento ieri pomeriggio per la Pallacanestro Trieste reduce da Verona e in vista della trasferta di domani a Piacenza. Il ko in Veneto carica di pressione il match di domani: aperta la crisi, una quarta sconfitta di fila non sarebbe sostenibile. Con lo spettro del derby al PalaTrieste contro Udine sullo sfondo in un contesto che diverrebbe incandescente. Lo scrive oggi Roberto Degrassi: domani i biancorossi non hanno alternative. La presenza del gm Michael Arcieri accanto al coach Jamion Christian nel dopogara di Verona va interpretata come un sostegno e una conferma, non ci sono per ora segnali dagli States, ma i risultati devono cominciare ad arrivare e non si possono rimandare i bilanci a maggio. I PROBLEMI Uno dei problemi più evidenti è che quello che dovrebbe essere il piano-partita non trova mai realizzazione se prendiamo per buone le dichiarazioni del dopogara. Nelle partite precedenti il primo obiettivo doveva essere attaccare il ferro e invece si era tirato prevalentemente da tre. A Verona, in una serata in cui si è privilegiato il gioco interno rispetto al perimetro, «Trieste avrebbe dovuto giocare con aggressività e non lo ha fatto», citando le parole in sala stampa. La questione, com'è evidente, non è marginale: Trieste pensa un genere di partita e alla prova dei fatti non riesce a farla. Alla sesta partita i biancorossi non hanno ancora una precisa identità . Ed è un problema per una squadra che per ammissione della proprietà e nelle attese dei tifosi in A2 deve starci solo di passaggio. È una squadra con una connotazione difensiva? No, a Verona ha difeso bene nel terzo quarto ma prima e dopo ha concesso rimbalzi offensivi e ha consentito transizioni a causa del numero spropositato di palle perse . Trieste è la formazione che perde più palloni ma il dato più clamoroso è che il saldo negativo tra sprechi e recuperi è enormemente superiore a quello di tutte le altre squadre: -10,1. Riandiamo, allora, alla scheda tecnica con cui era stato presentato il coach dalla Pallacanestro Trieste: «Christian si distingue per la sua difesa in stile "mayhem" , una tecnica veloce, incentrata sulla pressione aggressiva e sul trapping. Una difesa progettata per indurre palle perse agli avversari e diverse rubate; possessi extra che il coach vuole trasformare in punti predicando la protezione della palla e una costruzione intelligente del tiro da 3». Tra teoria e pratica come si vede c'è un po' di differenza... Nelle dichiarazioni del dopopartita si è ribadito che la squadra è work in progress. Ma Trieste è in realtà una delle squadre che hanno maggiormente conservato il nucleo di giocatori rispetto alla stagione precedente. Il vantaggio biancorosso, soprattutto nella prima fase del campionato, doveva essere proprio questo: contare su metà squadra (Ruzzier, Bossi, Campogrande, Deangeli, Vildera) che già si conosceva e con un sesto elemento, Candussi, già affiatato con almeno tre giocatori. C'erano le condizioni per approfittare dei prevedibili problemi di costruzione del gruppo da parte degli altri team. A Verona i "vecchi" dell'anno prima in campo erano appena un paio. Udine stessa ha tenuto Gaspardo e poco altro. E ha cambiato allenatore, proprio come Trieste. DERBY D'accordo, domani bisogna pensare a Piacenza, ma è già febbre da derby. Ieri pomeriggio è stata aperta la prevendita alla biglietteria interna del Palatrieste con 200 biglietti venduti nel giro di poche ore. Si prosegue oggi dalle 16 alle 19, domani chiusura, giovedì e venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. La biglietteria esterna (botteghini di via Flavia sarà aperta domenica dalle 19 e fino alla fine del secondo quarto. Si possono acquistare i biglietti anche alla filiale della BCC Venezia Giulia di via Roma 18 oggi, giovedì e venerdì dalle 11 alle 15. Da parte dei tifosi udinesi vengono annunciati addirittura dieci pullman in allestimento e sarebbero pronti a venire a Trieste 500 sostenitori dell'Apu.
  10. Proprio la volontà di mettere la palla molto più in area rispetto al recente passato, secondo me, è l'unica cosa da salvare di ieri. Perché evidentemente si era capito quanto fosse improponibile tornare allo stesso "non schema" che contro la Fortitudo ci aveva praticamente ucciso. C'è senza dubbio un problema di automatismi: ad esempio, l'asse play-pivot ha girato bene praticamente solo nel secondo quarto con Brooks e Vildera, poi fatica a non finire. E naturalmente la cosa si propaga anche negli altri ruoli
  11. Sicuramente ghe tien e se vol investir, ma alla luce de come xe stada gestida la fine dello scorso anno e dell'inizio del nuovo campionato - per come la vedo mi - pecca sicuramente de un po' de mancata conoscenza del nostro basket. E volendo buttar un po' de acqua sul fogo, gli effetti se li podarà probabilmente veder alla distanza. El voler dir "no resteremo a lungo in A2" al momento xe stado un boomerang, checché ne dicano...
  12. Però una proprietà non pol nemmeno "pretender" el silenzio assenso del tifoso o degli addetti ai lavori. E savemo perfettamente che Trieste xe sempre stada una piazza tranquilla dove poder lavorar in pace, pertanto el "stemo boni altrimenti questi va via" xe un po' fine a se stesso. Specie tenindo conto in che modo semo scesi lo scorso anno e che questa xe sì una piazza tranquilla, ma al tempo stesso competente de basket. E certe robe che se vedi a occhio nudo xe imperdonabili
  13. Per lo più, nel momento in cui si decideva la partita. Che manchi tranquillità e concentrazione in cabina di regia a questa squadra è forse l'elemento più negativo, per come la vedo io
  14. Ancora una volta battuta, ancora una volta contestata dai propri tifosi (stavolta in trasferta). Doveva essere riscossa per la Pallacanestro Trieste e invece la “Fatal Verona” amplifica ancor di più uno status che è definitivamente diventato preoccupante. Certo, qualcosina in più si è visto ieri contro la Tezenis rispetto alla figuraccia contro la Fortitudo (francamente, ci voleva poco…), ma ciò che conta è il risultato. E in una serie A2 dove nulla può essere concesso, ecco che la terza sconfitta di fila è figlia di uno spartito visto troppe volte in così poche partite giocate. E ciò che forse è più grave, è che non sembra esserci nulla all’orizzonte di “rivoluzionario” per tentare di invertire la rotta. (continua su http://www.elsitodesandro.com/il-progetto-estivo-fa-gia-acqua-da-tutte-le-parti-ma-di-rivoluzioni-non-se-ne-vedono-allorizzonte/)
  15. LUNEDÌ 30 OTTOBRE 2023 - Una memorabile gag della Witz Orchestra era la riproposizione di un disco rotto che si inceppava e riprendeva. Ecco, come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", i dopogara della Pallacanestro Trieste stanno diventando questo. Ma qui non c'è niente da ridere. Si presentano il gm Michael Arcieri e coach Jamion Christian. «Partita difficile, abbiamo avuto lo stesso problema dell'ultima gara, 19 palle perse sono troppe. Non abbiamo giocato con aggressività e così tutto diventa più difficile» dice il gm. «Non abbiamo replicato l'aggressività di Verona» aggiunge il coach. Come se ne esce, avete sentito la contestazione dei tifosi. Farete qualcosa? «Possiamo capirli, il lavoro non cambia, dobbiamo tornare a lavorare» dice il gm. «Amo i nostri tifosi, capiamo la situazione, torniamo a lavorare» aggiunge il coach. Viene ribadito che la filosofia del gioco non è il tiro da tre ma andare al ferro, che però si lasciano troppi rimbalzi offensivi, la nostra constatazione che da tre dopogara si sente la stessa spiegazione trova una replica in «Siamo work in progress, una squadra non si costruisce in cinque partite, miglioreremo, ci vuole pazienza». Ma quella ormai è più ridotta del tempo concesso per una rimessa. Gli americani sono pragmatici, di solito. Questo è il momento di esserlo davvero. - Il successo sofferto contro il Fiorenzuola ci consegna una Triestina pienamente consapevole della propria forza e delle proprie qualità. Come scrive Ciro Esposito oggi sul quotidiano locale, il lavoro di Tesser e lo spessore dei giocatori hanno raggiunto un livello alto per la categoria. Non lo dice solo la classifica ma anche la progressione delle prestazioni viste sul campo nell'ultimo mese. Il periodo di collaudo di una formazione con un organico largamente rinnovato stagione è durato nemmeno 30 giorni. Dal match perso a causa di una distrazione nel finale di Crema, l'Unione non ha più conosciuto sconfitte e di partite ne ha vinte cinque (sei con la Coppa Italia). Correia e compagni hanno dimostrato di saper mantenere equilibrio ed efficacia anche quando si sono trovati di fronte agli ostacoli che ciascuna partita presenta. L'attitudine a spingere è figlia di quella mentalità vincente che Tesser ha predicato fin dal giorno del suo insediamento e che è stato il modus operandi di tutta la sua carriera. Certo la pratica di questa filosofia necessita di avere a disposizione gli uomini giusti nei posti giusti. E di questo va dato atto alla società e al lavoro e alla capacità del Gm Alex Menta. Non tutti i tecnici tuttavia sono capaci di saper toccare le corde umane e tecniche adeguate a far sentire oltre 20 giocatori partecipi del progetto. La Triestina si è imposta su un Fiorenzuola molto ben impostato e quasi sempre lucido, non accontentandosi del pari come aveva fatto con il Lumezzane dimostrando di saper vincere di forza e qualità (come con il Mantova, a Busto e a Legnago) ma anche quando la partita presenta momenti complicati. Le qualità caratteriali e mentali esaltano le caratteristiche indiscutibili di un bomber come Lescano, di un giovane promettente come Redan, di un play moderno e di altra categoria come Correia a centrocampo. A fare la differenza tuttavia non è solo la qualità fisica e tecnica individuale ma la coesione di squadra e la mano di Tesser nella lettura di gara. C'è ancora qualcosa che manca? Nell'arco della partita si contano un paio di distrazioni in una fase difensiva comunque sempre più solida. È successo sabato specie sul corner degli emiliani che ha prodotto il secondo gol. Questo difetto unitamente a una gestione, quando in vantaggio, non sempre impeccabile sono aspetti che possono ancora essere migliorati anche se la perfezione non è di questo mondo. La prima vittoria al Rocco ha sfatato per i più superstiziosi una tradizione storicamente sfavorevole che si annida più nelle teste dei tifosi che dei protagonisti in campo. In questo momento è proprio il campo di gioco, o meglio l'erba del Rocco, a essere d'intralcio a una squadra destinata a navigare nei piani alti. Come era prevedibile il manto erboso sabato era peggiore di quello del derby con il Vicenza. Diciamo una via di mezzo tra quello disastroso sul quale si è giocata la gara con il Trento e quello visto nel derby. Non serve essere degli agronomi per constatare come prima del match con i veneti il terreno aveva riposato per 45 giorni. Dopo il disastro del rifacimento post conc erto il Comune sta provvedendo a una manutenzione straordinaria e si è dotato di teli (prima prestati dalla Spal, ora in arrivo dall'Inghilterra) ma la sensazione è che la situazione non sia destinata a migliorare. Il fatto che la Regione abbia messo a disposizione un corposo contributo per il rifacimento totale è una buona notizia. Ma l'intervento non è fattibile nell'immediato o a breve termine. L'incolumità dei giocatori di entrambe le squadre, specie in alcune zone, è a rischio (ieri due infortuni gravi lasciano aperto il dubbio). Certamente sul piano tecnico è un handicap e gli alabardati, se me mai ve ne fosse bisogno, lo hanno rimarcato. Chi dice che anche altri campi di C sono uguali evidentemente non li ha mai visti da vicino (la tenuta del Sandrini di Legnago sotto il diluvio è l'esempio più recente). La prossima settimana sono previsti due match con il Renate in Coppa e poi con la Pro Sesto. È quasi scontato che il prato difficilmente potrà reggere con il meteo di stagione. La Triestina sembra disposta, nonostante costi suoi e disagi per i tifosi, ad emigrare almeno occasionalmente ma non è autorizzata. Chi è deputato a concedere eventuali deroghe, e cioè la Lega Pro, deve fare una seria riflessione
  16. Io sono convinto che in questa fase si vuole "proteggere" sino allo sfinimento il progetto estivo. Che allo stato attuale è già un mezzo fallimento, se sei a -6 dalla vetta con appena sei partite giocate. Poi magari vinciamo a Piacenza per i Santi e il derby lo portiamo a casa, ma al momento personalmente sono sfiduciato da morire.
  17. L'unica cosa veramente evidente è che questa settimana è quella decisiva per tante cose. E con un eventuale 0-2 tra Piacenza e Udine, bisognerà parlare di qualcosa altro in conferenza stampa. Anche perché non credo si voglia avere un palazzo dello sport vuoto...
  18. DOMENICA 29 OTTOBRE 2023 - Una partita difficile e sofferta, alla fine della quale è arrivata la prima vittoria della stagione al Rocco, ma per mister Attilio Tesser non è stato affatto una sorpresa che il Fiorenzuola l'abbia reso tanto dura. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", il tecnico aveva avvertito alla vigilia delle qualità della squadra di Turrini, e lo ricorda a fine gara: «È stata esattamente la partita che mi aspettavo. Il Fiorenzuola l'avevo visto nelle ultime due partite e aveva fatto molto bene. L'ha dimostrato anche con noi, la sua predisposizione a giocare ci ha messo in difficoltà, era un rischio grosso per noi pressando molto alti. Abbiamo perso delle palle, in altre ci hanno tagliato fuori loro, soprattutto nel primo tempo, ma eravamo consapevoli che non sarebbe stata una partita semplice, del resto non ce ne sono mai». Proprio per questo motivo, essere usciti con un successo in una partita dalle mille insidie, è un ulteriore segnale di quanto la Triestina sia una squadra capace di affrontare le difficoltà: «Siamo una squadra che può anche sbagliare - dice Tesser - ma che lotta, non è mai passiva, ci prova sempre. Facendo così si rischia, ma con l'impegno di tutti ce l'abbiamo fatta, anche di chi è entrato dopo, come sempre avviene. Mi è piaciuto l'atteggiamento, con pezzi di gara fatti bene e qualcosa da rivedere. Abbiamo anche sviluppato tanti cross con azioni dalle fasce come mai si era visto prima: e non solo con Ciofani sul gol di Lescano, ma anche con Germano e Anzolin che hanno messo palle pericolose». Ma se si è sofferto tanto, non tutto è andato per il verso giusto. Nel mirino ovviamente il gol del Fiorenzuola: «Su quel corner si è peccato in attenzione e concentrazione - spiega il tecnico - nessuno va fuori a contrastare ed è un dato di fatto che abbiamo dormito. Del resto se non ci fossero degli errori tutte le partite finirebbero 0-0. Però per il resto sono stati pericolosi solo su tiri da fuori dove noi c'eravamo sempre, azioni dove sono stati bravi loro e non c'è stato nostro demerito, come sul tiro con la grande parata di Matosevic. Ma conta la mentalità con cui abbiamo reagito al gol subìto, e parecchie occasioni le abbiamo avute anche noi, anche se sprecate. Inoltre abbiamo dovuto gestire gli spot dopo i cambi per infortunio di Germano e D'Urso». Una doverosa chiusura sulle condizioni del campo: «La situazione è evidente a tutti, stavolta ha ceduto un po' di più della scorsa volta, sono venuti via pezzi di campo, si rischia costantemente. Anche l'arbitro si è fatto male a una caviglia, e quello di D'Urso è un infortunio muscolare ma causa una scivolata più accentuata. Dispiace, ma è cosi. Speriamo si possa migliorare la situazione» - Una reazione, forte, immediata. Lo scrive oggi Roberto Degrassi sul quotidiano locale: la Pallacanestro Trieste, reduce dal pesante ko interno con la Fortitudo, non ha alternative: oggi a Verona, inizio alle 18, deve dimostrare di aver capito la lezione e di essere pronta a cambiare passo. Una terza sconfitta consecutiva senza un segnale di crescita si riassumerebbe in una parola sola: crisi. Con tutte le conseguenze che comporterebbe. La Tezenis è avversaria tosta, l'altra retrocessa dalla A, ha un quintetto di primo livello ma complessivamente al roster biancorosso accreditiamo più qualità. Bisogna tenere conto tuttavia che Verona è tradizionalmente un campo tabù per Trieste e che il coach della Tezenis Alessandro Ramagli è troppo smaliziato per non aver preparato soluzioni per punire i reiterati tentativi da tre biancorossi. Coach Jamion Christian ha avuto una settimana per provare qualche credibile alternativa. Oggi si dovrebbe - ricorriamo al condizionale in mancanza di comunicazioni ufficiali - rivedere Ariel Filloy sul parquet anche se con un minutaggio presumibilmente limitato. Ma anche se a mezzo servizio il gaucho ha la garra per prendersi gli ultimi tiri e risolvere un eventuale arrivo in volata. L'analisi prepartita di Christian è per gran parte un remake di quelle precedenti, con il rinnovato amore per il gruppo, la parola "entusiasmo" che ricorre e la constatazione che gli avversari sono una squadra molto forte. Due gli spunti da ricordare: «Il livello emotivo e competitivo della squadra sono come dovrebbero essere, è stata una grande settimana di allenamenti». «Nella ultime due gare il nostro attacco non è stato al livello delle prime prove, possiamo migliorare tanto. La nostra è una pallacanestro fisica, siamo tra i migliori a rimbalzo e dobbiamo imporci sotto i tabelloni, dimostrando di essere connessi tra il momento difensivo e quello offensivo». In sostanza, oggi si dovrebbe vedere una squadra che vuole imporre la propria personalità e con una maggior ricerca di soluzioni nel pitturato senza affidarsi a un'ossessiva ricerca del tiro da tre punti. Sarebbe il segnale migliore visto che dopo Verona ci sarà mercoledì un'altra trasferta, a Piacenza, mentre domenica prossima c'è il rovente derby con Udine. Otto giorni decisivi per indirizzare il prosieguo della stagione triestina: stare al vertice o anonimato in attesa di provare ad accendersi nei play-off. Non esisteranno mezze misure. Non in questa serie A2
  19. SABATO 28 OTTOBRE 2023 - Da allenatore esperto e pragmatico qual è, Attilio Tesser non vuole sentire parlare di tabù Rocco da sfatare in vista della gara odierna della Triestina contro il Fiorenzuola (inizio alle 18.30). È vero, l'Unione cerca ancora la prima vittoria nel suo vero stadio di casa dopo la sconfitta col Trento e il pari con il Vicenza, ma come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo" il tecnico bada al sodo e afferma che oggi la vittoria deve arrivare soprattutto per un motivo: «Non dobbiamo nemmeno pensare che ci sia un tabù del Rocco – dice Tesser – è chiaro che speriamo di vincere e di giocare al massimo, ma lo dobbiamo fare non per sfatare, anche perché è un po' troppo presto per parlare di sfatare qualcosa, ma semplicemente perché ci servono i tre punti. E vogliamo farlo davanti ai nostri straordinari tifosi, che hanno dimostrato il loro apporto sia con il Vicenza che martedì, a Legnago, sotto il diluvio». La Triestina è tornata dal Veronese con ancora maggiore consapevolezza della propria forza, ma Tesser avverte che ogni partita fa storia a sé, quindi anche nella gara di oggi (la partita, oggi in diretta su Sky, sarà anche trasmessa in differita domani da Telequattro alle 17.30 e alle 21), la squadra dovrà fare altrettanto bene: «A Legnago la squadra ha fatto una buonissima partita – spiega il tecnico – con 60-70 minuti di ottimo livello tecnico: ha costruito tanto e rischiato poco, ha avuto il piglio giusto in una gara non semplice, come abbiamo visto negli ultimi 15 minuti quando siamo un po' calati e sono usciti loro. Ma altrettanto bravi dobbiamo essere con il Fiorenzuola in questa terza partita in sette giorni, contro una squadra che ha appena battuto il Vicenza e pochi giorni prima a Verona ha giocato molto bene non meritando la sconfitta. Quindi dobbiamo essere consapevoli che sarà una partita particolarmente difficile». Il Fiorenzuola è una squadra molto diversa rispetto a un paio di settimane fa: esonerato l'ex tecnico alabardato Bonatti dopo 2 vittorie e 6 sconfitte, con Turrini in panchina gli emiliani hanno cambiato marcia. Tesser non vuole fare paragoni tra le due gestioni tecniche, ma prende atto che la squadra vista nelle ultime due partite è molto tosta: «Non faccio confronti perché non mi permetto. Ho visto le ultime due partite e questa è una squadra che gioca bene a calcio, in maniera anche qualitativa, è sempre propositiva. Il successo sul Vicenza non arriva da casualità ma è stato pienamente meritato. Ma come sempre dipende da noi, dobbiamo preoccuparci di approcciare bene, di giocare con massima concentrazione e giusta intensità, dimostrare di avere più fame dell'avversario, perché partite facili non ce ne sono». Quanto alla squadra che manderà oggi in campo, Tesser annuncia: «Qualche piccolo cambiamento ci sarà, visto anche lo sforzo fatto due giorni fa, tutti devono sentirsi partecipi in questo gruppo e penso questa sia la cosa più bella che i ragazzi stanno formando in spogliatoio». Fra i convocati, oltre a Vallocchia che ha scontato la squalifica, rientra Pavlev che sta meglio anche se non ancora benissimo, ed è disponibile Fofana pur avendo accusato un leggero affaticamento in settimana. Tirando le somme, dovrebbero rientrare rispetto a martedì Anzolin, Vallocchia e forse anche Struna. Davanti a Matosevic, dunque, ci sono Moretti, Struna e Malomo a giocarsi i due posti da centrale, mentre Germano sarà terzino destro con Anzolin a sinistra. In mezzo al campo Correia play con Celeghin a destra e il rientro di Vallocchia a sinistra. In avanti D'Urso farà il trequartista mentre per giocare accanto a Lescano, Redan resta favorito su Finotto e Adorante. - Con la maglia della Tezenis, nel giugno del 2022, ha conquistato la promozione riportando Verona, dopo vent'anni, nella massima serie. Dopo la parentesi con la Fortitudo, quest'anno ha riabbracciato Trieste ma per Francesco Candussi (intervistato oggi da Lorenzo Gatto) la sfida di domani all'Agsm Forum non sarà, inevitabilmente, una sfida come le altre. «Non solo la promozione ma in generale cinque stagioni che non si dimenticano – racconta il centro biancorosso –. Ricordi e affetti che rimangono, l'impatto emotivo sarà certamente particolare poi testa e cuore sulla partita che dovremo giocare. Siamo reduci da due sconfitte consecutive, a Verona l'obiettivo è ben chiaro nella testa di tutti». OBIETTIVO RISCATTO Dovrà essere la partita della svolta, quaranta minuti nei quali Trieste sarà chiamata a dare un segnale forte per cancellare l'immagine balbettante che il match contro la Fortitudo ha lasciato. «La sconfitta di domenica scorsa, a livello di fiducia e convinzione, non ci ha fatto bene – sottolinea Francesco – Siamo consapevoli, però, che deve restare un episodio e che tutto dipende da noi. Abbiamo capito che l'atteggiamento con cui siamo entrati in campo contro Bologna non ci può portare da nessuna parte, in settimana abbiamo lavorato con grande intensità e posso dire che adesso siamo una squadra molto diversa da quella di lunedì scorso. Poi, è chiaro, aspettiamo il match di domani perché al netto del buon lavoro che abbiamo svolto durante gli allenamenti, l'unico giudice credibile resta il campo». Solo una questione di atteggiamento? L'impressione nella disfatta contro Bologna è stata quella di una squadra senza certezze tecniche. Offensivamente nessuna soluzione alternativa al tiro da tre punti, in difesa confusione e difficoltà a limitare le giocate di un'avversaria brava a eseguire lo spartito preparato da coach Caja. «Non è così – sottolinea Candussi – la partita l'avevamo preparata bene poi le difficoltà iniziali ci hanno mandato in tilt e abbiamo eseguito poco e male quello su cui, a livello di piano partita, avevamo lavorato in settimana». IL RIENTRO DI FILLOY Serve una scossa, il ritorno in campo di un giocatore di esperienza e grande carisma come il giocatore argentino può essere una manna per tutto il gruppo. «La sua presenza per noi è fondamentale– conferma Francesco –. Filloy è un leader naturale, un giocatore che da sempre il massimo ed è capace di mettere i puntini sulla i nel corso di ogni allenamento. Sempre ad altissimo livello in ogni singola giocata, pretende che ognuno di noi sia pronto almeno a pareggiare la sua grande intensità mentale. Non so quanti minuti Ariel sarà in grado di giocare domani, di certo il fatto di averlo al nostro fianco sia durante la settimana che nelle partite ci dà grande fiducia» .
  20. VENERDÌ 27 OTTOBRE 2023 - Lo stesso destino all'inizio dell'estate, lo stesso destino adesso. Come scrive oggi Roberto Degrassi, Pallacanestro Trieste e Tezenis Verona, avversarie qualche mese fa in serie A e retrocesse sul campo, domenica si ritroveranno una contro l'altra in terra scaligera per una partita che per entrambe è una sorta di bivio. Trieste ha perso due partite, di cui l'ultima malissimo in casa. Non può permettersi di ripetere una prestazione come quella di domenica scorsa contro la Fortitudo Bologna altrimenti, a dispetto del «non sentiamo campanelli d'allarme» si potrebbe a pieno titolo parlare di crisi e di guida tecnica in discussione. Verona, che ha gli stessi punti di Trieste (6, staccata di quattro lunghezze dalla capolista bolognese) finora ha mostrato un rendimento ondivago, non sembra avere ancora una fisionomia definita. Chi vince si mantiene accodato alle realtà di vertice, chi perde finirà a metà classifica in attesa di tempi migliori e con parecchia pressione addosso. Fin qui le analogie ma la parte più interessante del confronto tra le due società sta nelle strade individuate per approcciare la serie A2 dopo la retrocessione. I biancorossi hanno sostanzialmente riconfermato il nucleo italiano che era in A l'anno scorso ad eccezione di Lever (approdato a Napoli), inserendo oltre ai due stranieri solo due pedine, Filloy e Ferrero. Però è stato completamente rivoluzionato lo staff tecnico: non ci sono più Legovich e i gli assistenti di un anno fa, è arrivato Jamion Christian con due vice nuovi - e con cui peraltro mai aveva collaborato in passato - e una inedita concezione di gioco e di preparazione. In sostanza, stessi giocatori (o quasi) ma manico nuovo. Verona ha invece seguito la filosofia opposta. Riconfermato Alessandro Ramagli, che prima della retrocessione aveva portato la Tezenis alla promozione nella massima serie. Roster pressochè interamente rinnovato: in pratica è rimasto il solo Liam Udom. Tutto il resto è arrivato nell'estate, dopo aver lasciato alla ribalta più prestigiosa Cappelletti, Bortolani e Casarin. Anche in questo caso nuova anche la coppia di stranieri. L'avvio alterno della formazione veneta si spiega anche così, avendo dovuto assemblare una rosa di elementi con storie cestistiche diverse. La Pallacanestro Trieste ha, secondo logica, un vantaggio: una compattezza inevitabilmente maggiore. Ma deve abituarsi a un modo di concepire il basket che non aveva mai frequentato, con coach Christian che ricorda di stare ancora imparando come si gioca in A2. Dall'altra parte invece Ramagli si è scelto gli uomini in base al tipo di gioco che voleva esprimere. TRIPLE CONTRAPPOSTE Differenza abissale anche nell'atteggiamento di gioco. Quale squadra tenta più tiri da tre punti per gara? Trieste, lo sappiamo, con 37,6 (e il 30% di realizzazione). Quale squadra ricorre meno invece alle conclusioni dai 6,75? Verona, naturalmente, appena venti volte di media, quasi la metà rispetto ai biancorossi. Filosofie opposte. Trieste segna di più (81.2 contro 74), subisce in proporzione (80 contro 72), cattura più rimbalzi ma perde più palloni. - Ottenere la prima vittoria al Rocco, continuare il filotto positivo e sfruttare gli scontri diretti fra le dirette rivali per avvicinarsi ulteriormente al vertice: gli obiettivi della Triestina in vista della partita di domani contro il Fiorenzuola (inizio ore 18.30, arbitra Gianluca Catanzaro di Catanzaro), potrebbero sembrare facili osservando nome e classifica dell'avversario. E invece, oltre al consueto avvertimento, che non è affatto un luogo comune, secondo il quale in serie C non esistono partite semplici, bisogna fare i conti con un'avversaria che è profondamente diversa rispetto a un paio di settimane fa. Come scrive oggi Antonello Rodio sul quotidiano locale odierno, a inizio stagione il Fiorenzuola si era affidato all'ex tecnico alabardato Bonatti, che anche stavolta però ha avuto un avvio deficitario, con 2 vittorie e 6 sconfitte in otto partite. Poi, dopo due partite casalinghe consecutive con Pergolettese e Legnago nelle quali la squadra aveva segnato zero gol e ne aveva presi ben 6, la società ha deciso di voltare pagina affidando la panchina a Turrini. E in pochi giorni il Fiorenzuola ha mutato volto: una settimana fa meritava addirittura la vittoria in casa della Virtus Verona, prima di capitolare nei minuti finali per un calcio di rigore. Martedì scorso invece ha battuto a sorpresa il Vicenza per 3-1, mettendo in mostra fra l'altro un temibile italo-nigeriano in prestito dal Milan che tra pochi giorni compirà 20 anni: Bob Murphy Omoregbe è infatti entrato a metà ripresa e ha spaccato la partita mettendo a segno due gol con due micidiali contropiedi. Insomma uno che negli spazi aperti può fare davvero male. Detto questo, e ricordato che il Fiorenzuola sarà tra l'altro privo dell'attaccante Oneto, squalificato, la Triestina vista nelle ultime partite ha tutte le carte in regola per tenere a bada una squadra che pur viaggiando sulle ali dell'entusiasmo, ha una caratura non paragonabile a quella dell'Unione. Certo, bisognerà approcciare bene la partita come fatto a Legnago, cercare di pressare subito l'avversaria ma senza esporsi a pericolose ripartenze che come detto possono essere letali. Tesser comunque può contare su quasi l'intera rosa: squalificati non ce ne sono ma continuerà ad essere probabilmente assente Pavlev per infortunio. Ma la rosa è ampia e anzi rispetto a Legnago Tesser può recuperare anche Vallocchia, che ha scontato la squalifica e potrebbe riprendere il posto occupato martedì da Pierobon. Inoltre il tecnico potrà contare anche sul rientro di Anzolin, che dopo aver rifiatato in settimana riprenderà presumibilmente il suo posto contro il Fiorenzuola: infatti ci sarà bisogno di spingere sulla fascia, ma anche della sua velocità per fronteggiare le ripartenze avversarie. E poi l'altro ritorno sarà quello di Tesser in panchina: con Strukelj è andata benissimo, ma ora il mister è pronto a guidare i suoi a bordo campo in quella che vorrebbe tanto fosse la prima vittoria della stagione al Rocco. Intanto sono stati resi noti data e orario del secondo turno di Coppa Italia: la Triestina giocherà contro il Renate martedì 7 novembre alle 16.15. Dove? Dovrebbe farlo al Rocco, ma ovviamente è ancora troppo presto per dirlo.
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