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SandroWeb

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  1. GIOVEDÌ 5 GENNAIO 2023 - Un gruppo di imprenditori romani, uno di questi con esperienza nel mondo del calcio, si è fatto avanti per entrare nell'Unione. L'offerta dettagliata è arrivata al presidente Simone Giacomini che l'ha valutata talmente interessante da mettere in pista i suoi legali per avviare la trattativa (Atlas Consulting ha il 100% delle quote). Trattativa che - come scrive Ciro Esposito oggi su "Il Piccolo" - è aperta e fino a ieri mattina sembrava dovesse concludersi entro il pomeriggio di oggi.Invece pare che le parti si siano prese del tempo per chiudere entro il 31 gennaio. Il condizionale è d'obbligo perché la situazione è più che mai fluida. Ma al netto di possibili evoluzioni il fatto che il dg Romairone abbia concluso formalmente il primo dei suoi acquisti con l'arrivo di Malomo può essere interpretato come un segnale che l'ingresso dei nuovi, se ci sarà, non sia immediato come sembrava in un primo tempo. In questi giorni infatti il dirigente alabardato era stato stoppato proprio dall'incedere della trattativa di vendita. Nulla trapela se l'eventuale acquisizione sia orientata a prendere subito la maggioranza e a comandare o se si profili una fase di transizione. Una prima ipotesi di accordo sul tavolo prevederebbe che Giacomini resti presidente, Romairone dg mentre i nuovi soci nominerebbero un direttore sportivo (l'attuale ds della Vibonese Francesco Lamazza in pole). Questo deporrebbe a favore di una transizione ragionata perché di solito chi ha la maggioranza è legittimato a comandare e ad avvalersi di uomini di sua fiducia. La certezza è che Giacomini, dopo aver sempre smentito le voci di cessione, ora è disposto a trattare. Già nei mesi scorsi si erano fatti avanti investitori interessati a entrare nella Triestina. Finora il presidente aveva sempre declinato e aveva espresso anche pubblicamente le sue intenzioni. Certamente i risultati disastrosi e la conseguente ostilità dell'ambiente triestino (come è successo a quasi tutti i suoi predecessori) hanno avuto un'influenza sul cambio di rotta. Si tratta di una svolta pienamente legittima che tuttavia arriva nel momento peggiore per le sorti sportive della squadra. Lo stand-by a inizio mercato o un eventuale passaggio nei prossimi giorni ai nuovi soci dell'operatività nelle cessioni o acquisti, creano ulteriore disorientamento. Insomma le scelte eventualmente dovevano essere fatte prima.Pavanel ha individuato quali pedine possano servire e si è confrontato con Romairone per avere i giocatori il prima possibile in campo. In questo senso il via libera al dg, definitivo o temporaneo che sia, fa un minimo di chiarezza. Il ritorno di Malomo in prestito dal Foggia con obbligo di riscatto (in caso di salvezza), in difesa potrebbe essere un toccasana se il giocatore sta bene. Stando all'agenda del dg poi dovrebbero arrivare in primis il terzino-centrocampista Germano dal Padova e per l'attacco Bernardotto dal Crotone. Ma sempre per l'attacco è ancora viva la trattativa per portare a Trieste il centravanti del Renate Maistrello, il difensore Crialese e soprattutto il talentuoso triestino Scozzarella pur con l'incognita dei pesanti infortuni subiti. In città nessuno farà i salti di gioia ma almeno una strada per tentare il recupero è stata definita. Se salta il piano la situazione rischia di aggravarsi. Anche perché domenica c'è da affrontare l'Arzignano con una rosa ridotta all'osso e una squadra da inventare. - Resettare e ripartire, cancellando le scorie che la sconfitta di Verona ha inevitabilmente lasciato nel gruppo. Come scrive oggi Lorenzo Gatto, è settimana intensa, quella vissuta dalla Pallacanestro Trieste in preparazione alla delicata sfida che domenica porterà la Givova Scafati sotto le volte dell'Allianz Dome. Match da non fallire alla luce di una classifica che conferma il grande equilibrio nella corsa verso la salvezza. Coach Legovich, particolarmente severo nel dopo partita di domenica scorsa, si è confrontato in questi giorni con i giocatori. Un colloquio franco e senza peli sulla lingua, voluto per ribadire che per superare questo momento di difficoltà servirà tutt'altro atteggiamento rispetto a quello visto contro la Tezenis. Servono guerrieri pronti a combattere: se la squadra c'è, i giorni che condurranno agli scontri diretti contro Scafati e quello del fine settimana successivo al PalaVerde di Treviso contro la Nutribullet di Adrian Banks dovranno dimostrarlo. E domenica sera, contro un'avversaria reduce da cinque successi nelle ultime sei giornate e sicuramente tra le squadre più in condizione e fiducia dell'intero campionato, servirà in effetti una Trieste molto più determinata rispetto a quella vista nelle ultime settimane. In casa Givova, l'arrivo di coach Caja sulla panchina e quella di Stan Okoye sul campo hanno contribuito alla rinascita di una squadra che sta volando in classifica e domenica scorsa ha demolito Napoli sul parquet del PalaMangano chiudendo con un ampio successo costato la panchina di coach Buscaglia. Squadra e pubblico, un connubio inscindibile per cercare di trovare le risorse fisiche e nervose necessarie. In questo senso la società chiama a raccolta i tifosi e lancia per domenica l'ennesima promozione rivolta ai suoi sostenitori. PALLACANESTRO TRIESTE SPECIAL DAY: L'iniziativa consentirà infatti ai tifosi di portare un amico ad assistere al match con un biglietto cortesia, a fronte dell'acquisto di un tagliando intero. Per ogni tagliando intero acquistato nelle biglietterie dell'Allianz Dome un tifoso può ottenere un biglietto cortesia al costo di 2EUR nello stesso settore in cui è stato comprato l'intero. Allo stesso modo anche gli abbonati potranno ottenere un biglietto cortesia da 2EUR solo esibendo l'abbonamento alle biglietterie dell'Allianz Dome, sempre nello stesso settore. La vendita dei tagliandi, iniziata nel pomeriggio di ieri, non comprende i settori Prima Fila e SuperVip ed è valida solo per l'acquisto presso le biglietterie dell'Allianz Dome. La biglietteria osserverà i seguenti orari: oggi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, domani dalle 10 alle 13, sabato dalle 10:00 alle 13:00, domenica a partire dalle 17 fino a fine secondo quarto (biglietteria esterna di Via Flavia 3). Contestualmente, attiva da ieri la prevendita online anche sul circuito Vivaticket.
  2. Grazie come sempre al buon @mario-manzanese per il generoso obolo annuale
  3. MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 2023 - Sul fatto che quella appena iniziata sarebbe stata per la Triestina una sessione di mercato movimentata, c'erano ben pochi dubbi. Ma le scintille dei primi giorni, fra trattative, tira e molla, rumors e smentite, fanno pensare che si possa andare ben oltre le previsioni. Anche perché - come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo" - oltre alle tante voci sui giocatori - e ce ne sarebbero ben cinque attualmente in fase avanzata di trattativa con l'Unione - continuano a susseguirsi anche quelle in ambito societario. In particolare tuttomercatoweb, portale che già nei giorni scorsi aveva rilanciato le news su un cambio di proprietà e su un presunto divorzio con Romairone, entrambe smentite dalla società alabardata, ieri ha annunciato che Francesco Lamazza (diesse della Vibonese con esperienze alla Cavese, alla Sambenedettese e al Messina) potrebbe essere presto il nuovo direttore sportivo della Triestina. Dalla società alabardata intanto filtra poco o nulla, ma almeno riguardo i giocatori che potrebbero presto arrivare a Trieste, qualche conferma arriva. Di alcuni obiettivi si sapeva già: in particolare l'interesse per il ritorno del difensore Alessandro Malomo, attualmente al Foggia, e la corte serrata per il centrocampista del Padova Umberto Germano, che avrebbe accettato alla fine la soluzione alabardata. Anche il nome dell'attaccante 25enne del Crotone Gabriele Bernardotto, era in qualche modo già emerso. I due nomi nuovi accostati all'Unione sono invece Carlo Crialese e Matteo Scozzarella. Crialese, 31 anni, potrebbe essere il nuovo terzino sinistro, ruolo nel quale certamente la Triestina vuole qualcosa di nuovo: attualmente il giocatore milita nel Crotone con il quale in questo primo scorcio di stagione ha collezionato 8 presenze. Per lui in precedenza tanta esperienza in serie C con Pro Vercelli, Perugia, Bassano, Juve Stabia, Cremonese ed Entella, e proprio con i liguri Crialese tre anni fa ha fatto anche 11 presenze in serie B. Ma il nome più suggestivo è decisamente quello del centrocampista Matteo Scozzarella, triestino classe 1988, cresciuto nel San Giovanni e uno dei pochi "muli" a raggiungere la serie A (44 presenze). Il suo percorso, che dopo l'infanzia nella società rossonera di Spartaco Ventura è proseguito con l'Itala San Marco prima del lancio verso l'Atalanta, non ha mai incrociato l'Unione, ma adesso potrebbe essere finalmente arrivato il momento di giocare con la squadra della sua città. Scozzarella attualmente è al Monza, dove non sta giocando: la scorsa stagione in serie B, dopo tre presenze nella parte iniziale della stagione, si ruppe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, restando fuori fino a fine campionato. Giornata movimentata anche per altri club del girone A. L'Arzignano, che domenica affronterà la Triestina, ha preso dal Trento il trequartista Luca Belcastro, mentre è ufficiale l'arrivo di Davide Voltan alla capolista Feralpisalò. E mentre il Renate riceve in prestito dal Modena il centrocampista Jacopo Nelli dal Modena, il Trento continua a bussare alla porta del Pordenone per il difensore Barison. - Si apre la settimana più complicata della stagione della Pallacanestro Trieste. Lo scrive Roberto Degrassi oggi sul quotidiano locale: la sconfitta di Verona ha relegato i biancorossi al penultimo posto insieme a Napoli. Intanto l'accoppiata veneta Tezenis-Treviso, sulla quale si potrebbe fare la corsa salvezza, con una doppietta di vittorie è due punti sopra. Le ultime due partite del girone d'andata (Scafati domenica all'Allianz Dome e poi la trasferta a casa di Banks al PalaVerde) mettono Trieste con le spalle al muro. Non si può perdere altro terreno. Anche perchè le situazioni di difficoltà si possono gestire se ci sono spirito di gruppo e la fame giusta. E qualche segnale dissonante affiora.I PROBLEMI Nel dopogara coach Legovich non le ha mandate a dire. «Sono deluso dalla prestazione di qualche ragazzo perché penso che davanti ad una partita del genere bisogna andare oltre ai problemi, con aggressività e volontà di costruire qualcosa assieme». Non ha fatto nomi esplicitamente anche se la risposta a una domanda sulla prova negativa di Pacher ha confermato che AJ era uno dei tipetti in questione. Gli altri? Si possono solo fare supposizioni. Di sicuro non sono andate giù le otto palle perse da Davis così come l'impiego di Deangeli da ala forte nell'ultimo quarto si può leggere come una bocciatura della prova di Lever.L'unica certezza è che la Pallacanestro Trieste non ha...certezze. O ne ha troppo poche. I biancorossi hanno punti di riferimento per due ruoli e mezzo, considerando come mezzo l'impiego parziale di Bartley da "3". Per quanto riguarda il settore ali e lunghi ogni gara diventa un rebus. Spencer sarà quello, eccellente, delle ultime due gare o l'anonimo 5 di buona parte dell'andata? Pacher sarà una presenza o si estranierà dalla lotta tirando quattro volte in 24 minuti come a Verona? Lever sarà in giornata sì o no? Campogrande darà continuità alla prima bomba a segno o si smonterà al primo errore senza mai provarci da due? Generosità e sbattimento in difesa tolgono i punti interrogativi su Vildera e Deangeli ma è difficile che da loro arrivi una produzione offensiva significativa.In sintesi, va bene che prima bisogna pensare a quello che si ha in casa come si ricorda in casa biancorossa, ma un elemento davvero affidabile tra ali e lunghi farebbe dannatamente comodo e pure in tempi rapidi. Il nome in cima alla lista dei desideri dei tifosi si sa (Parks) ma i giocatori sotto contratto con altri club dipendono dalle loro strategie, quindi il primo giro d'orizzonte sarà - se sarà - inevitabilmente su chi è a spasso. Vista la resurrezione di Spencer dovendo azzardare il nome del più traballante sembra proprio Pacher.DAVIS Si ha un bel dire nessuno legge i social quando sappiamo che un'occhiata la danno tutti. La lettura diventa particolarmente interessante quando si tratta di giocatori Usa visto chedi solito gli sfoghi sui social sono la fotografia del loro pensiero. In casa PallTrieste Corey Davis è quello che più ama raccontare di sè. Nella notte post Verona ha scritto: «Smetti di depositare energia nelle persone e nelle situazioni se l'energia non viene restituita. Non sei un caricabatterie. Trasforma quell'energia che dai, verso l'interno. Concentrati su di te». Più che un'autocritica per una pessima prova suona come malcontento nei confronti di qualcuno. Per una squadra che ha bisogno di compattezza e intensità esistono modi migliori per iniziare la settimana più difficile.Rispetto a prima dell'arrivo di Ruzzier Davis gioca in media tre minuti in meno segnando gli stessi punti a partita (una dozzina). A Verona però ha effettuato il minor numero di tiri, appena 5 in 28 minuti. Gaines, ad esempio, ne ha tentati 14 (con 11% nelle triple) restando sul parquet tre minuti in meno. Davis ha giocato 21 minuti da play e sette da guardia. Le 8 perse sono il massimo stagionale. Come Ruzzier ha patito la fisicità di Casarin.
  4. MARTEDÌ 3 GENNAIO 2023 - Dopo la sconfitta di ieri sera a Verona e come scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo", Marco Legovich non nasconde la sua delusione: «Sono deluso dalla prestazione della squadra, dobbiamo metterci maggior cattiveria e aggressività. Sono deluso in particolare da qualche ragazzo perchè bisogna andare oltre ai problemi e alle difficoltà fisiche e affrontare la partita in modo diverso. L'abbiamo persa soprattutto nei primi venti minuti».Il riferimento a giocatori deludenti aldilà delle condizioni fisiche chiama in causa Pacher, impalpabile, come riconosce lo stesso Legovich. «Si è allenato a parte in settimana ma questo non cambia. Non ha giocato bene e deve capire che in serie A bisogna affrontare i match in modo diverso, ma non penso solamente a lui parlando di prove deludenti, ci sono stati anche altri giocatori che si sono espressi al di sotto del loro rendimento. Avevamo preparato la partita nel corso della settimana ma tutto questo non ha trovato applicazione sul campo. Dobbiamo capire che per lottare per salvarsi bisogna andare addosso agli avversari sin dal primo possesso. Abbiamo concesso tiri aperti ma soprattutto abbiamo perduto troppi palloni. Sapete quanta importanza io dia a questo valore, abbiamo perso il doppio dei palloni rispetto a Verona. Non è questo il modo di affrontare una partita di questa importanza».Alla fine la cartolina migliore da Verona la regalano i tifosi, Trieste e Verona sono gemellati e sia prima della palla a due che al termine del match si sono scambiati cori di incitamento. E adesso sotto con Scafati, una partita che è già carica di pressione. - La rumba è iniziata: da ieri si è aperta la sessione del calciomercato invernale, che chiuderà i battenti il 31 gennaio. Ma tra il classico moltiplicarsi di rumors, bufale e trattative, la Triestina dovrà dimostrare concretezza e anche con una certa fretta, perché a fine mese si saranno giocate già molte altre partite. Come scrive oggi Antonello Rodio sul quotidiano locale, la società alabardata ha bisogno di intervenire in ogni reparto: servono uno o due difensori centrali, un terzino sinistro, almeno un centrocampista (ma anche due in caso di partenza di qualcuno) e un attaccante con un certo feeling con il gol. Questo l'obiettivo minimo, ma visto l'ultimo posto in classifica non è esclusa una rivoluzione più massiccia. Tenendo però ben presente le tradizionali difficoltà del mercato di gennaio, a cui si somma l'infelice posizione di fanalino di coda che non aiuta certo in fase di appeal. I nomi che circolano però sono tanti, segno che si è già iniziato a lavorare da tempo. I due difensori centrali sarebbero già stati individuati, ma la trattativa non è facile, anzi. La prima operazione riguarda il ritorno di Alessandro Malomo, già in alabardato per due stagioni dal 2018 al 2020 (con Pavanel) e attualmente al Foggia. Per lui si lavora per un prestito, ma l'Unione non è l'unica sul giocatore. L'altro nome è quello di Salvatore Monaco, attualmente messo ai margini dal Padova, ma su di lui gli ultimi rumors non sono positivi: dal Veneto si parla di un possibile rifiuto del giocatore all'ipotesi Trieste. Restando in tema di difesa, spunta anche il nome del terzino sinistro classe 1990 Alessandro Fabbri, finora protagonista nel Trento con 19 presenze. La società gialloblu però non sembra intenzionata a privarsene facilmente, inoltre la concorrenza è folta visto che Fabbri piace anche Cesena, Novara e Viterbese. Per quanto riguarda il centrocampo, pista confermata anche dal ds del Padova Mirabelli, si continua a monitorare Umberto Germano, che non andrà al rinnovo con la società biancoscudata e pertanto si guarda volentieri in giro. Pare sia invece dura arrivare a un altro ritorno, quello di Steffè, perché il Potenza non sembra disposto a parlarne. In questo settore occhio alle partenze, perché da Avellino continuano a dare come molto vicino l'approdo di Luca Paganini. In attacco sono tre i nomi al momento sul taccuino. Il primo è quello di Tommy Maistrello, 29 anni, bomber da tre anni al Renate con una lunga esperienza in serie C. Trattativa difficile perché l'attaccante avrebbe ricevuto altre due proposte. Nel mirino c'è anche Gabriele Bernardotto, 25 anni, attaccante che sta trovando poco spazio nel Crotone: su di lui anche Gelbison, Lecco, Alessandria e Lucchese. La terza pista è quella che porta a Michael De Marchi, 28 anni, attaccante del Padova che piace però anche a Virtus Verona e Trento. Intanto le rivali per la salvezza si sono già mosse. Il Piacenza accoglie in prestito l'attaccante Vincenzo Plescia dalla Carrarese, di proprietà dell'Avellino. Il Trento fa suo il portiere Sebastiano Desplanches del Vicenza, ma si rinforza anche in attacco con l'arrivo di Carletti dal Latina
  5. LUNEDÌ 2 GENNAIO 2023 - Pronti per il ciclo di fuoco con l'animo più leggero. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", l'ufficializzazione dell'accordo per il passaggio del 90 per cento delle quote al gruppo americano CSG garantisce un futuro solido al basket biancorosso e spazza parte dei patemi sul futuro. Al resto, ora, dovrà provvedere la squadra per centrare una salvezza che dovrebbe essere solo un punto di partenza.Trieste ha un trittico di scontri diretti da affrontare in sequenza e si parte stasera da Verona, palla a due alle 20.30, contro una Tezenis Verona dimostratarsi finora capace di exploit inattesi come di passi falsi imprevisti. Gente che sa bene come trovare la via del canestroI biancorossi hanno una sola incognita ma non è di poco conto: le condizioni di AJ Pacher dopo la rovinosa caduta sul parquet andando a rimbalzo contro la Dolomiti Energia Trento.Nell'analisi pregara, è l'assistent coach Massimo Maffezzoli a dare una risposta sulle condizioni di Pacher: «Ha subito un brutto contatto ma gli esami strumentali alla testa e al polso dolorante hanno escluso fratture o serie conseguenze. Tuttavia Pacher sta seguendo un lavoro differenziato e il suo impiego verrà deciso con molta probabilità in extremis». In sostanza, sarà tra i 12 ma non si sa con quale apporto.IL TIFO Sarà interessante vedere gli sviluppi del confronto tra i due reparti esterni. Verona ha dato una meritata vetrina nella massima serie all'ex udinese Cappelletti (e l'Old Wild West lo sta ancora rimpiangendo), ha la fantasia di Bortolani e Karvel Anderson che, come racconta Maffezzoli «è il primario obiettivo del loro attacco nonchè un giocatore che attraverso le sue iniziative è in grado di accendere tato i compagni quanto il pubblico». A proposito di pubblico, sia da parte dei tifosi della Curva Nord che da parte della stessa società biancorossa è stato rivolto un invito per andare a seguire la Pallacanestro Trieste in questa trasferta relativamente vicina.I biancorossi, assicura Maffezzoli, nel corso della settimana si sono allenati forte, consapevoli che questo è uno scontro diretto che vale doppio. Finora Trieste ha affrontato due sfide calde, entrambe in trasferta (Napoli e Reggio Emilia) e con esito positivo. Dopo la battaglia di Verona, la squadra di Legovich ospiterà Scafati e poi chiuderà il girone di andata al PalaVerde ospite di Banks e della sua Nutribullet Treviso.Ma intanto, pensiamo a questa sera. «Dovremo essere bravi ad approcciare la gara nel modo giusto senza permettere a Verona di accendersi di entusiasmo. Dovremo dimostrare di essere solidi in difesa, come è successo contro Trento, migliorando nei giochi corali in attacco», conclude Maffezzoli.I NUMERI Trieste e Verona si equivalgono nella produzione offensiva (79,7 punti di media, ma i biancorossi hanno avuto più overtime), Pacher & Co. sono migliori a rimbalzo (37,8 contro 34,8). Nel tiro da due e da tre quasi impercettibile prevalenza veneta (rispettivamente 49,9% e 33,6% contro 49% e 33,4%) mentre la Tezenis è decisamente più precisa dalla lunetta con il 76,5% contro il 71,4%. Un dato, quello ai liberi, nel quale Trieste deve migliorare. Gli scontri diretti spesso vengono decisi dai dettagli e elevare le percentuali dalla lunetta potrebbe permettere anche di rimediare a un'altra pecca emersa in questa prima parte di campionato: la difficoltà a chiudere le partite dopo aver accumulato un discreto vantaggio.Nella valutazione di squadra Verona occupa attualmente l'ultimo posto mentre Trieste è undicesima e vanta il leader individuale di questa graduatoria, Frank Bartley. Il centro undersized Smith è invece il miglior gialloblu - Oggi, nel giorno in cui la Triestina ritorna al lavoro per preparare la sfida di domenica al Rocco contro l'Arzignano Valchiampo (inizio ore 14.30), scatta il semaforo verde anche per la sessione invernale del calciomercato, che chiuderà i battenti il 31 gennaio. Come scrive Antonello Rodio, sarà una sessione nella quale la Triestina è attesa a una massiccia campagna di rinforzi per risollevarsi dall'ultimo posto in classifica: l'Unione ha fretta e necessità di innestare forze nuove fin dalle prime partite, per cui si attendono novità fin dalle prossime ore. Primo obiettivo puntellare la difesa, e non a caso la mossa che sembra più imminente è quella di un ritorno in alabardato di Alessandro Malomo. Attualmente il difensore, che ha giocato con la Triestina dal 2018 al 2020 proprio con Pavanel in panchina, ha un contratto con il Foggia fino al 2024 per cui la formula alla quale si sta lavorando sembra quella del prestito. In questa stagione Malomo ha totalizzato 10 presenze da difensore centrale prima di fermarsi per un infortunio, ma dopo la pausa potrebbe essere disponibile. Attenzione che nei due anni precedenti al Sudtirol, Malomo è stato impiegato da terzino destro, per cui un suo arrivo non esclude affatto l'operazione in corso per Salvatore Monaco: al centrale attualmente al Padova, l'Unione ha fatto una precisa offerta e attende a breve una risposta.Andassero in porto entrambe le operazioni, si potrebbe profilare una nuova coppia di centrali Malomo-Monaco, ma il primo potrebbe fare anche il terzino destro con Monaco in mezzo assieme a Di Gennaro o Ciofani. Ma in casa alabardata sembra imminente anche un'operazione in uscita: dalla Campania danno per quasi certo l'arrivo all'Avellino di Luca Paganini, uno dei migliori di questa prima parte di campionato per la Triestina, che in caso di partenza dell'esterno romano dovrebbe aumentare le operazioni previste in mezzo al campo. Non a caso sembra calda la pista per Umberto Germano, centrocampista trentenne del Padova capace di giocare da mezzala, da esterno e all'occorrenza da terzino. In carriera ha giocato parecchi stagioni in B con la Pro Vercelli, poi da tre anni e mezzo è con i biancoscudati, dove quest'anno ha collezionato 9 presenze dopo essere rimasto fermo per infortunio nei primi mesi.
  6. Dopo la "sbornia" dell'annuncio della nuova proprietà, meglio non fallire l'appuntamento di domani...
  7. L'interesse chiaro che c'è, farlo tornare qua la vedo praticamente impossibile nel breve. Tanto più da una squadra che, come parlavamo qualche giorno fa con Marco Legovich, non lascia andare via praticamente nessuno e ha velleità di alta classifica. Non credo che il buon Jordan farebbe "downgrade" così a cuor leggero, al di là dell'affetto che prova ancora per Trieste
  8. SABATO 31 DICEMBRE 2022 - La svolta è arrivata e adesso è ufficiale. Come scrive Roberto Degrassi oggi su "Il Piccolo", la Pallacanestro Trieste passa in mani americane. Il gruppo CSG (Cotogna Sports Group) acquisirà il 90% delle quote della società biancorossa entro gennaio. È stato firmato l'accordo vincolante che chiude una trattativa durata quattro mesi. Un lieto fine che ha rispettato sostanzialmente i tempi annunciati dal presidente Mario Ghiacci («entro Natale»), con uno slittamento dovuto a una venuta in Italia prima programmata e poi rinviata. La dirigenza di CSG sarà a Trieste a metà gennaio, quando verrà nominato il nuovo Consiglio di amministrazione. Il 10% del club rimarrà a soci locali e nel comunicato che annuncia l'accordo si sottolinea che CSG interverrà con capitali propri e fondi di investitori diretti. In sintesi, chi metterà i denari sarà anche chi metterà la faccia. E nello sport attuale una simile precisazione non è mai scontata.DENTRO CGS Partiamo dal nome, curioso. Cotogna Sports Group. La società è stata chiamata così perchè Cotogna è il nome del ristorante dove i soci si sono trovati per definire lo sbarco nello sport europeo. Dovendo trovare una sigla, si è scelto un nome che in qualche modo ricordasse l'avvio dell'avventura. CSG si descrive, sul proprio sito, come un gruppo di investimento focalizzato sull'acquisizione e lo sviluppo di franchigie sportive che siano adatte alla sua visione strategica. Trieste rappresenta il debutto formale nel mercato sportivo internazionale ma gli investitori vantano già conoscenze nel marketing sportivo e sui mercati finanziari. C'è un filo comune che li lega e si chiama Wharton Business School, una delle più prestigiose al mondo in campo economico. Tra gli allievi storici anche un certo Donald Trump.I SOCI Il socio fondatore che ha già visitato Trieste nelle scorse settimane è Richard de Meo, Ceo di Foenix Partners, ed è lui l'uomo di riferimento. Conosce l'Italia per averci vissuto e studiato quattro anni e ha collaborato con Enel e Agip. Ha giocato a basket e calcio. Spiega così lo sbarco a Trieste: «Nell'ultimo anno abbiamo analizzato il mercato del basket europeo per trovare una società dove avviare il nostro progetto. Trieste ha ciò che cerchiamo come città, infrastrutture, storia, squadra, posizione geografica. Vogliamo una crescita graduale puntando alla Coppe Europee. Ci focalizzeremo sull'innovazione dei processi organizzativi, di marketing e comunicazione portando know-how e facendo leva sulle nostre relazioni internazionali, in particolare con la Nba. L'acquisizione delle quote avviene nel massimo rispetto del management e dell'eccellente lavoro svolto finora tenendo conto del basso livello di budget a disposizione».Fitzann Reid è un avvocato specializzata in affari e finanza, ex procuratore federale. Ha giocato a buon livello a calcio durante gli anni universitari. Richard Johnson è un avvocato esperto in affari internazionali, fusioni e acquisizioni. Attualmente consigliere generale per una società di software internazionale focalizzata sullo streaming sportivo, è un ex tennista e allenatore d'élite. Conosce bene l'Italia. John Jeffries è un cardiologo noto a livello internazionale. Tra l'altro è il cardiologo dei Memphis Grizzlies. Connor Barwin è un ex giocatore pro di football americano (10 anni nella Nfl), ora direttore dello sviluppo dei giocatori ai Philadelphia Eagles. Prab Sekhon opera nel settore energetico ed è un investitore CleanTech, da sportivo per quattro anni nella Nazionale canadese di karate.GHIACCI Mario Ghiacci è soddisfatto come un maratoneta giunto al traguardo. «L'ingresso di CGS fa della Pallacanestro Trieste una società che guarda al futuro in una prospettiva completamente unica nel mercato italiano. L'acquisizione avviene nel rispetto dell'impegno profuso in questi anni dagli attuali soci e da tutto lo staff e questo mi rende orgoglioso del lavoro svolto. CSG ha un grande progetto per coinvolgere il nostro pubblico e costruire qualcosa che in Italia non abbiamo ancora visto e nel quale crediamo, lavorandoci da sei mesi».I SOCI Così gli attuali soci di maggioranza Luca Farina e Marco Bono: «Consideriamo assolto il compito che ci eravamo dati: salvare, con il supporto di Allianz e degli altri stakeholders, la società dal fallimento dopo l'uscita di Alma, traghettarla verso una nuova proprietà, mantenere intatto l'asset sportivo attraverso la permanenza in Serie A. Il Consorzio Trieste Basket, che ci vede soci, assumerà - mantenendo il 10% delle quote - il ruolo di unico azionista di minoranza della Pallacanestro Trieste e con esso il compito di essere testimone del passato, consigliere per il futuro e valido partner per il presente. Questi anni sono stati sfidanti: abbiamo dovuto gestire l'improvvisa uscita di Alma e poi l'impatto della pandemia. Nonostante le difficoltà - anche grazie all'inserimento all'avvio di questa stagione dei nuovi soci triestini Gianfranco Cergol e Settimo Real Estate, a quelli storici tra i quali va citata per l'impegno negli anni la società IS Copy, e la grande dedizione di Mario Ghiacci - è stato protetto il valore della Pallacanestro Trieste e abbiamo avuto la possibilità di scegliere tra più potenziali acquirenti, focalizzando l'attenzione su quello che aveva una dimensione internazionale e dimostrava propensione all'investimento». L'accordo è stato gestito con l'assistenza dello studio legale Campa di Milano. - Dopo l'allenamento di ieri mattina, è iniziata la seconda tranche di ferie per gli alabardati con altri tre giorni di riposo. Ma già nella serata di lunedì 2 gennaio è previsto per tutti alle ore 22 il rientro a Trieste. Come scrive Antonello Rodio sul quotidiano locale, all'indomani infatti inizierà la settimana tipo di lavoro che porterà al primo impegno del 2023: nel mirino c'è la delicatissima partita con l'Arzignano di domenica 8 gennaio (inizio ore 14.30), che deve essere il primo mattoncino della risalita dell'Unione. Ma lunedì ci sarà anche il semaforo verde per la sessione di calciomercato invernale, nella quale ci si aspetta una Triestina molto attiva per cercare di rimodellare una squadra attualmente ultima in classifica.E infatti i rumors di giocatori accostati all'Unione continuano a moltiplicarsi. L'ultima voce riguarderebbe un clamoroso ritorno: la Triestina infatti potrebbe riavere nelle sue fila Alessandro Malomo, difensore centrale classe 1991 attualmente al Foggia, dove in questa stagione ha collezionato 10 presenze prima di fermarsi per un problema fisico. Come si ricorderà, Malomo ha già giocato con gli alabardati per due stagioni, dal 2018 al 2020, proprio con Pavanel in panchina che quindi lo conosce benissimo.Intanto continua a essere rovente la linea fra Trieste e Padova con varie trattative. Al momento la più calda sembra quella per Umberto Germano, eclettico centrocampista trentenne capace di giocare in posizione centrale, da mezzala, ma anche di fare l'esterno o il terzino destro. Per lui in carriera tanta serie B con la maglia della Pro Vercelli, da tre anni e mezzo è al Padova, dove quest'anno finora ha collezionato 9 presenze. Presenze che ha quasi interamente raccolto nelle ultime partite dopo che in precedenza è rimasto fermo a lungo per un infortunio alla spalla. Germano va in scadenza a giugno, il Padova non sembra interessato al rinnovo e pertanto non si opporrebbe al trasferimento, ma adesso la decisione spetta ovviamente al giocatore.E un'altra decisione importante che si attende a breve da Padova è quella di Salvatore Monaco, il difensore centrale che è una precisa richiesta di Pavanel e al quale la Triestina ha offerto due anni e mezzo di contratto, ma a questo punto bisogna vedere se questa ipotesi è solamente alternativa a Malomo o se sono entrambe percorribili.E giusto per restare nelle file del Padova, alla Triestina piace anche Michael De Marchi, attaccante 28enne con 15 presenze e un gol in questa stagione. Qui la pista sembra più fredda anche perché c'è l'interesse di altri club, Trento e Virtus Verona su tutti.
  9. Ed eccoci all'ufficialità... https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/ufficiale-il-90-delle-quote-di-trieste-al-gruppo-csg.html
  10. VENERDÌ 30 DICEMBRE 2022 - Sta crescendo, assieme alla sua squadra, in un campionato che fino al termine della stagione regolare costringerà le formazioni impegnate nella corsa salvezza a una lotta serrata. Carattere, grande forza di volontà e determinazione: le qualità che Skylar Spencer, come scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo", sta mettendo in mostra in questa sua esperienza triestina. Giocatore poco appariscente ma utile, che in questi primi mesi non ha sempre convinto: sta lavorando, però, per migliorare e nel match contro Trento è stato un fattore decisivo nel successo che ha consentito a Trieste di portare a casa punti preziosissimi. Una carriera, quella di Spencer, che dopo l'esperienza al college con l'Università di San Diego lo ha visto girare il mondo per coniugare passione e lavoro. Trieste e il campionato italiano sono solo l'ultima tappa di un percorso che lo ha visto toccare, dopo la Malesia e un fugace ritorno a casa in G-league, paesi come Finlandia, Lituania e Belgio. Una vita da globetrotter che gli ha fatto apprezzare un tipo di pallacanestro molto differente da quella che aveva conosciuto al college. «Girare il mondo ed essere costretto a cambiare posti e abitudini anno dopo anno non è facile - racconta il centro nativo di Inglewood -. Fa parte del nostro mestiere ed è qualcosa che ho imparato ad accettare e, sotto certi aspetti, apprezzare. Il basket europeo è effettivamente diverso da quello che si gioca negli Stati Uniti. Da noi è più basato sulle giocate individuali, qui si gioca una pallacanestro più di sistema in cui mi trovo meglio». Con coach Legovich e il suo staff, Spencer ha iniziato un lavoro specifico: c'è fiducia reciproca e i risultati si stanno cominciando a vedere. «Lavoriamo molto - conferma Skylar - la cosa su cui maggiormente il coaching staff insiste è la necessità di mantenere alta l'aggressività nel corso dei quaranta minuti. Nel corso degli anni ho sempre cercato di migliorare il livello dei campionati in cui ho giocato, qui in Italia la qualità dei centri mi obbliga a elevare il mio rendimento». Prestazioni che sono cresciute, nelle ultime settimane, anche grazie all'arrivo di Ruzzier. Un play puro con qualità differenti rispetto a Davis e con il quale Spencer sembra aver trovato un ottima intesa. I giochi a due sul pick&roll testimoniano il livello di complicità tecnica raggiunta dai due giocatori. «È una impressione che confermo - sottolinea Spencer -. Michele è il tipo di play-maker con cui mi piace giocare. Quello che si vede in partita non è frutto del caso ma di qualcosa su cui lavoriamo e che prepariamo nel corso della settimana». Nel mirino della Pallacanestro Trieste c'è la trasferta di Verona e un match contro la Tezenis che rappresenta un passaggio importante della stagione. A caccia di una continuità di rendimento finora mancata, la formazione di Legovich cercherà lunedì prossimo di bissare il successo casalingo conquistato contro Trento. «Siamo consapevoli dell'importanza della partita ma non vogliamo caricarla di significati particolari - conclude il centro americano - per non mettere una pressione eccessiva in questa vigilia. Personalmente cerco di avvicinarmi alle sfide di campionato sempre allo stesso modo, preparandomi al meglio per essere pronto a dare il massimo. Sarà così anche per la partita di lunedì prossimo a Verona. Sono convinto che vedremo una Trieste adeguata all'impegno che andremo ad affrontare» - Con la maglia della Triestina ha passato gran parte della sua carriera, ben dieci stagioni dal 1981 al 1991, poi è stato per due volte sulla panchina alabardata da allenatore. Ma soprattutto Maurizio Costantini, oltre che profondo conoscitore di calcio e intervistato oggi da Antonello Rodio, si è visto spesso al Rocco quest'anno a vedere l'Unione, quindi ha le carte in regola per dare la sua opinione sulla travagliata stagione alabardata. Costantini, ma la Triestina si salverà? «Mi auguro vivamente di sì, per mille motivi. Ci sono squadre che hanno sicuramente meno qualità, ma ci mettono più cattiveria agonistica e determinazione, e sotto questo aspetto la Triestina deve dare di più. E poi sarebbe veramente un peccato retrocedere per un altro motivo: la società». Cosa pensa della nuova proprietà? «Ha grandi potenzialità e mette a disposizione molti denari. Certo, dovrebbe migliorare i rapporti con la città: per questo aspetto, se vogliono, sono a disposizione. Mi piacerebbe per tanti motivi e sarebbe bello poter dare una mano per ricucire alcune cose». Si è fatto un'idea di cosa finora non ha funzionato nella squadra? «Complicato dirlo da fuori, i motivi precisi non li so, solo chi è all'interno sa tutte le sfaccettature e le problematiche. Io da fuori ho visto una squadra molto timorosa, che alla prima difficoltà tende a smarrire il senso di stare nella partita. Ultimamente vedo che vorrebbero anche provare a giocare, ma in questo momento dovrebbero pensare forse meno a giocare e un po' di più a lottare. Comunque con Feralpi e Pordenone meritava di fare più punti, la strada deve essere quella». Può aver pesato la rivoluzione iniziale? «Forse inizialmente, anche se all'inizio non vinceva ma neanche perdeva molto, poi via via si è persa la fiducia ed è da capire cosa sia successo. A mio modesto parere, credo che dopo il cambio tecnico si sia perso del tempo a cercare di cambiare modulo a una squadra costruita in un certo modo, questo può aver ulteriormente rallentato il cammino per trovare un'identità». In generale come giudica il lavoro di Pavanel? «Massimo è sicuramente un tecnico bravo e preparato. Non è mai semplice subentrare, e se si perdono subito due partite viene meno la fiducia. Non so su cosa stia lavorando, io posso giudicare solo dalle partite che vedo». E che difficoltà ci sono? «Vedo una squadra che ha difficoltà a produrre gioco, anche se con la Feralpi e nel primo tempo con il Pordenone si è visto qualcosa di buono. Rispetto ad altre squadre ha problemi a muovere la palla con facilità, anche se questo oltre che dalla qualità dei giocatori è dettato anche dalla serenità. Però i numeri non mentono, c'è difficoltà a fare gol e anche a tenere la porta inviolata». Vista la classifica, ci saranno problemi a far arrivare rinforzi nel mercato di gennaio? «Non sarei così negativo. Trieste è una piazza importante che attrae, ha una storia, ha un grande impianto, certo ci sono aspetti da migliorare. Non credo sia così difficile convincere dei giocatori a venire in una situazione sì complicata, ma con grandi potenzialità. Certo bisogna essere bravi a capire dove intervenire. Servono rinforzi un po' in tutti i reparti». Quanti ne servirebbero? «Direi uno o due per reparto, in tutto 5-6 giocatori di spessore. Servono giocatori più fisici e strutturati, quelli che strappano, e anche se aggrediti hanno la capacità di rompere gli schemi. Forse trovare un attaccante può presentare maggiori difficoltà in questo momento, ma la società pare abbia delle possibilità economiche». Che tipo di giocatori sarebbero adatti a questa situazione? «In questi frangenti non sempre servono quelli tecnicamente più bravi, punterei piuttosto sulle qualità caratteriali. Ora il bel gioco è l'ultimo problema a cui pensare. Servono tempra, determinazione, cattiveria, arrivare primi sulla palla, cose che finora in parecchi non hanno dimostrato di avere».
  11. È evidente/logico che, a stagione ben che inoltrata, non potrà cambiare in corso d'opera il modus operandi societario pur con una realtà nuova che entra. Mi pare di capire che tutti i "ritardi" siano stati dovuti a non lasciare nulla al caso: è un'operazione importante da ambo le parti, anche per questo motivo non si può parlare di puro eccesso di zelo da parte dell'attuale cabina di regia. Direi di viverla dunque con meno stress possibile, c'è gente sui social che si sta strappando i capelli perché non arriva ancora l'ufficialità...
  12. Un piccolo aggiornamento: tutto sta andando come deve andare, alla fine è solo una questione di capire quando la società deciderà di comunicarlo ufficialmente. Questione di ore o di qualche giorno al massimo, da come mi è parso di capire da fonti ben informate 🙂
  13. GIOVEDÌ 29 DICEMBRE 2022 - A tre turni dal termine del girone d'andata, nel contesto di una stagione che si conferma tremendamente equilibrata, si infiamma la lotta per non retrocedere. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", l'ultima giornata del 2022, con i successi di Treviso a Casale Monferrato, di Scafati a Brindisi e di Verona a Napoli ha ulteriormente alzato la quota salvezza allargando il campo delle pericolanti anche a formazioni che alla vigilia del torneo erano accreditate di tutt'altra classifica.La fotografia della A che si affaccia sul 2023 evidenzia un gruppo di società ancora alla ricerca di una precisa identità. Il mercato delle ultime settimane ha cambiato, a volte anche radicalmente, il volto delle squadre: l'evoluzione e la crescita dei prossimi mesi sarà fondamentale per risolvere il rebus e definire gli equilibri nella parte bassa della classifica.IN CRESCITA Tra le squadre più in salute, spicca la Givova Scafati. Affidata alle cure di Attilio Caja, la formazione campana è notevolmente cresciuta conquistando 4 vittorie nelle ultime 5 giornate, percorso impreziosito dall'inatteso successo a Bologna sul campo della Virtus. Alla leadership di un uomo di esperienza come Logan si è aggiunta quella di Stan Okoye che anche a Brindisi, nell'ultimo turno di campionato, è stato fondamentale per rintuzzare la rimonta pugliese. Segnali positivi anche da Treviso, con la Nutribullet che affidandosi al mix di esperienza e talento della coppia Banks-Iroegbu ha saputo invertire un momento negativo strappando punti fondamentali su un campo difficile come quello di Tortona. Squadra che, un po' come Trieste, vive sul rendimento dei suoi esterni: il derby di lunedì con Venezia rappresenterà un test importante per valutare il momento in casa trevigiana e l'effettiva crescita di un gruppo che sembra aver trovato la chiave per svoltare.STABILI Trieste e Verona, reduci da una giornata che ha portato in dote punti fondamentali per la classifica, sono alla ricerca di una continuità di rendimento finora mancata. Lo scontro diretto in programma nel prossimo turno rappresenta per entrambe un momento importante nella stagione. Vincere significa confermare le indicazioni positive ricavate rispettivamente grazie ai successi contro Trento e Napoli e fare un pieno di fiducia.IN CALO Brindisi e Sassari, sorprendentemente coinvolte nelle zone basse della classifica, stanno faticando a esprimere un potenziale che vale più dei 10 punti finora raccolti. Presumibile attendersi un cambio di passo nelle prossime giornate anche se, lo dimostrano i risultati delle ultime settimane, sottovalutare i problemi potrebbe rivelarsi estremamente pericoloso. In questo momento le due squadre più in difficoltà sembrano comunque Napoli e Reggio Emilia. La Ge.Vi di Buscaglia ha sciupato al PalaBarbuto l'occasione di battere Verona e mettere 4 punti di vantaggio tra sè e la zona salvezza. Una squadra involuta nel gioco che fatica a trovare una coerenza tecnica dopo i cambi di stranieri degli ultimi mesi. Momento di grave crisi a Reggio Emilia dove, nonostante il cambio di panchina e l'arrivo di Sakota, la Unahotels fatica a ritrovarsi. Ultima, con quattro punti di distacco dal gruppo a quota 8, Reggio deve tornare a vincere. Senza appelli l'anticipo della tredicesima giornata in programma già domani sera contro Pesaro. - Un nuovo cambio di proprietà per la Triestina? Come scrive Antonello Rodio, la società presieduta da Simone Giacomini lo smentisce seccamente, bollando come totale fake new la notizia circolata ieri su un presunto passaggio di mano, anzi è pronta a impegnarsi in un mercato importante per potenziare l'Unione nella corsa salvezza.Tutto è iniziato ieri nella tarda mattinata quando il sito Tuttomercatoweb.com ha lanciato una news che ha subito fatto il giro della città e fatto discutere la tifoseria alabardata: «C'è un gruppo romano interessato all'acquisto della Triestina - ha scritto il portale specializzato in trattative di mercato - contatti in corso per il passaggio di consegne a questo gruppo di cui potrebbe fare parte la famiglia Calleri, già presente in altri club in passato. Trattativa che procede, contatti importanti in corso. La Triestina può passare di mano».Insomma, detta così, sembra una trattativa già in stato avanzato. Per la cronaca, visto che si parla della famiglia Calleri, va ricordato che Gianmarco Calleri, che tra pochi giorni compirà 81 anni, è stato presidente della Lazio dal 1986 al 1992, prima di vendere la proprietà della società biancoceleste a Sergio Cragnotti, e poi è stato proprietario del Torino dal 1994 al 1997.Il figlio di Calleri, Riccardo, è invece un procuratore che è stato anche un dirigente di Gea World, la società di Alessandro Moggi.C'è qualcosa di vero su questo possibile passaggio di mano? Logico chiedere lumi quindi alla società alabardata, che da parte sua ha definito la notizia una totale fake new, ribadendo che il presidente Simone Giacomini non ha nessuna intenzione di vendere la Triestina.Di interessamenti, questo è vero, nel corso di questi mesi ce ne sono stati parecchi, fin da quando la nuova proprietà ha rilevato la società e l'ha salvata all'ultimo minuto dal rischio di mancata iscrizione alla serie C. Ma nonostante si siano fatti avanti in parecchi, l'Atlas Consulting e con essa la Stardust non hanno la minima intenzione di passare la mano.Anzi, proprio oggi ci sarà un summit societario con il presidente Giacomini, l'amministratore delegato Ettore Dore e il direttore generale Giancarlo Romairone per definire nei dettagli la campagna rinforzi e le strategie per la sessione invernale di mercato che inizierà il 2 gennaio.Gli obiettivi per questa finestra di mercato sono stati in gran parte definiti, ma adesso si tratta di mettere giù le strategie per arrivare a raggiungerli.Del resto che le cose si stiano già muovendo, lo dimostrano anche le insistenti voci sulla corte serrata al difensore centrale del Padova Salvatore Monaco, per il quale secondo rumors di mercato la Triestina avrebbe messo sul piatto addirittura un'offerta per un contratto di due anni e mezzo.Tutto questo per cercare di accelerare le operazioni: Monaco attualmente è in pratica fuori lista a Padova e Massimo Pavanel, che lo scorso anno nel club biancoscudato lo aveva messo al centro del suo progetto difensivo, lo vorrebbe arruolato e già a disposizione in occasione della prima partita del nuovo anno, ovvero quella in programma il prossimo 8 gennaio allo stadio Rocco contro l'Arzignano Valchiampo, formazione attualmente undicesima con 26 punti, undici più della Triestina relegata in ultima posizione
  14. MERCOLEDÌ 28 DICEMBRE 2022 Il mercato invernale deve ancora iniziare (il 2 gennaio ci sarà lo start ufficiale), ma c'è già un nome che affiora dai vari rumors come primo obiettivo per la campagna di riparazione della Triestina. Lo scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo" odierno: si tratta del difensore centrale Salvatore Monaco, nome espressamente voluto da Massimo Pavanel. Napoletano, 30 anni, Monaco è attualmente un giocatore del Padova che lo scorso anno, quando l'attuale allenatore alabardato era sulla panchina dei biancoscudati, aveva sempre giocato titolare. Poi con l'arrivo di Oddo qualche presenza l'aveva persa, mentre in questa stagione il giocatore è stato praticamente messo ai margini della rosa: in campionato non ha finora mai giocato, mentre le sue uniche tre presenze sono avvenute nelle partite di Coppa Italia di serie C.Proprio per il fatto che non sta giocando, Monaco potrebbe essere allettato da un trasferimento in direzione Trieste, dove ritroverebbe un tecnico che ha grande fiducia in lui. Solamente in due delle venti partite giocate finora, la squadra alabardata non ha preso gol, e probabilmente Pavanel vorrebbe mettere Monaco al centro della difesa assieme a Di Gennaro o a Ciofani, per cercare di blindare il reparto arretrato.Monaco dovrà decidere il da farsi e si spera possa farlo in tempi brevi, in maniera che la società possa dirottare su altri nomi in caso di risposta negativa. Prima di approdare lo scorso anno a Padova, Monaco ha giocato in serie B con Perugia e Salernitana, e in serie C con gli stessi umbri, con Arezzo e Grosseto.Intanto da Avellino arriva la voce di un interessamento per l'alabardato Luca Paganini, che però finora è stato uno dei pochi a salvarsi offrendo un discreto rendimento prima da esterno e poi da mezzala, anche se ha pagato una lunga squalifica di tre giornate. A prima vista non sembra uno dei nomi della Triestina pronto a fare le valige, anche perché Pavanel lo stima molto.Intanto una delle rivali dirette dell'Unione, il Trento, perde per un grave infortunio l'attaccante Andrea Brighenti, che nell'ultima partita giocata con la Juve Under 23 ha riportato la parziale rottura del tendine d'Achille della caviglia sinistra. Il giocatore sarà operato già nei prossimi giorni e per lui si prospetta un lunghissimo stop. - Per il big day societario della Pallacanestro Trieste potrebbe anche essere questione di ore. In casa biancorossa, però, più che a un domani tutto da costruire fuori dal campo, si pensa all'immediato futuro sul parquet con tre scontri diretti in sequenza. Come scrive Roberto Degrassi sul quotidiano locale, la vittoria su Trento ha ridato fiducia dopo il ko a Varese, ha riportato più pubblico e calore all'Allianz Dome e ha scacciato l'incubo di una serie di stop casalinghi. Inoltre, il successo sulla Dolomiti Energia Trentino permette di fotografare una nuova fase di crescita del gruppo di Marco Legovich.EFFETTO RUZZIER L'impressione è che il cantiere biancorosso sia ancora in evoluzione con l'assestamento di alcuni equilibri. Rispetto a un mese fa infatti l'impatto di Michele Ruzzier nel gioco di Trieste comincia a farsi sentire. Dopo le prime gare di rodaggio in seguito a mesi di panchina alla Virtus Bologna, il play sta ritrovando la condizione e il ritmo-partita. Non sta ancora incidendo in termini di punti (4 di media e ancora neanche una bomba a segno) ma porta lucidità in regia, più ordine e finalmente riesce a coinvolgere i lunghi. Spencer dovrebbe portargli una confezione di paste per sdebitarsi delle occasioni che il Ruz gli ha proposto.Legovich con quattro pedine importanti da ruotare sta trovando nuovi equilibri. L'accoppiata Ruzzier-Davis insieme sul parquet, con l'Usa ad agire da guardia, non è più un esperimento sporadico, così come l'impiego di Bartley da ala piccola sfruttandone i mezzi fisici. Un esempio: contro Trento le due ali italiane, Campogrande e Deangeli, hanno giocato complessivamente 15 minuti. Significa che dei suoi 33 minuti sul parquet Bartley ne ha spesi la maggioranza impiegato da "3".GAINES Nella rotazione dei big infatti va tenuto conto anche di Frank Gaines, che peraltro nelle ultime settimane sta proponendo un'immagine diversa. Penalizzato da un linguaggio del corpo apparentemente indifferente a quanto succede in campo, sembra più coivolto nelle dinamiche del gruppo. Ha destato sorpresa il Gaines scherzoso della cena natalizia o che domenica scorsa entra sul parquet sorridendo e giocando. In campo si prende sempre le sue conclusioni da tre ma aumentano i tentativi di entrata, perde molti meno palloni, partecipa di più alle varie fasi del gioco. Segna 15,6 punti, appena fuori dalla top ten dei migliori tiratori della serie A, ma tutti quelli che gli sono davanti giocano più minuti. Gaines è in teoria l'uomo più affidabile per l'ultimo tiro ma con tre handler sul parquet (Ruzzier, Davis, Bartley), come sottolinea Legovich, ci sono più soluzioni nei finali in volata. In fondo, poter avere alternative tra cui scegliere (almeno nel settore play-guardie) rappresenta il primo, unico, lusso.PACHER Brividi per AJ Pacher, malamente caduto durante la partita andando a rimbalzo e picchiando schiena, testa e un polso sul parquet. Sottoposto già domenica sera a una Tac al cranio sono stati esclusi danni neurologici. Verrà comunque tenuto sotto osservazione anche per valutare le condizioni del polso sinistro.
  15. MARTEDÌ 27 DICEMBRE 2022 - L'orgoglio per un successo che rilancia Trieste nella corsa salvezza, al termine della gara, nelle parole di Marco Legovich e Lodovico Deangeli.Coach e capitano di una squadra che, contro una Dolomiti Energia Trento brava a non mollare e a crederci fino alla fine, ha saputo gettare il cuore oltre l'ostacolo venendo a capo di una sfida che cancella il ricordo del doppio passo falso contro Brindisi e Varese e regala entusiasmo in vista di un finale d'andata che proporrà ai biancorossi le decisive sfide contro Verona, Scafati e Treviso.«La vittoria contro Trento - sottolinea Marco Legovich - è il regalo di Natale che abbiamo voluto fare alla città, a tutti i tifosi e anche a noi stessi. Non era facile ripartire dopo la sconfitta di Varese, i ragazzi sono stati bravi a interpretare la partita nel modo corretto anche assistiti da un pizzico di fortuna. Sulla tripla di Atkins che avrebbe potuto pareggiare nei secondi finali ho avuto una sorta di deja vu, per fortuna quel tiro è uscito e ci ha permesso di portare a casa due punti preziosissimi. Credo che ce li siamo meritati, però, per l'abnegazione difensiva che ci ha permesso di tenere una squadra come Trento a 68 punti».Continua il tecnico biancorosso: «Questa squadra, passo dopo passo, sta crescendo. La fotografia migliore sta probabilmente nel numero di palle perse. Stasera (ieri ndr) ne abbiamo regalate 10, a inizio stagione il numero era di molto superiore. Segno dei miglioramenti di un gruppo che sta lavorando in palestra, quotidianamente, con grande serietà e impegno».Un'analisi da cui riparte Lodovico Deangeli che, come ha raccontato, ha chiesto di essere presente in sala stampa per togliersi il classico sassolino dalla scarpa. «Prima di essere un giocatore di questa squadra - racconta il capitano - sono un grande tifoso e di conseguenza ho il difetto di leggere tutto ciò che viene scritto e che ci riguarda. Non sappiamo cosa ci riserva il futuro a livello societario - prosegue l'ala triestina - a oggi però la squadra è questa e mi piacerebbe che si pensasse e si parlasse soprattutto di questo gruppo che, dopo questa partita, sarebbe salvo. Stiamo lavorando con serietà e grande entusiasmo,credo che ci meritiamo maggiore considerazione».Sull'altro fronte della barricata, coach Lele Molin sottolinea i limiti della sua squadra. «Non si può pensare di vincere in trasferta - l'analisi del coach della Dolomiti Energia Trento - perdendo quindici palloni e concedendo undici rimbalzi offensivi. Nei momenti topici della partita abbiamo concesso secondi e terzi tiri ai nostri avversari, Trieste è stata sicuramente brava ad approfittarne». - Un riposo brevissimo, lo stretto necessario, perché la situazione è molto delicata e serve subito tanto lavoro per iniziare a risalire la china. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", la Triestina ultima in classifica torna subito ad allenarsi e limita al massimo i giorni di pausa perché il mese della ripartenza dopo la sosta sarà probabilmente decisivo per le sorti del campionato. Da domenica 8 gennaio a domenica 6 febbraio, l'Unione scenderà in campo per ben sei volte, e fra queste partite ci sono quattro impegni casalinghi e due match saranno veri e propri scontri diretti. Insomma se gli alabardati si faranno trovare pronti, avranno davvero la possibilità di iniziare a uscire in fretta dall'incubo in cui si sono cacciati. Ecco perché si è deciso per non fare una lunga pausa, ma di spezzare in due tronconi i canonici sette giorni di riposo del periodo. Fatto sta che gli alabardati, che si erano allenati anche il giorno dopo la sconfitta di Lignano con il Pordenone, hanno goduto al momento di quattro giorni di festa, dal 24 dicembre sino a oggi. Ma già stasera ci sarà per tutti il ritrovo allo stadio alle ore 19.30. Già, perché da domani si torna a far sul serio. Per smaltire i primi panettoni e tornare a mettere benzina nelle gambe, sono previsti subito due doppi allenamenti, al mattino e al primo pomeriggio, per domani e per giovedì. Ci sarà poi un'ulteriore seduta venerdì mattina, a cui seguiranno gli altri tre giorni di festa previsti per i giocatori, ovvero il 31 dicembre, il primo e il 2 gennaio. Ma già nella serata di lunedì 2 gennaio è previsto per tutti alle ore 22 il rientro a Trieste. All'indomani infatti inizierà la settimana tipo che porterà al primo impegno del 2023, quindi con allenamenti ogni giorno e la doppia seduta al mercoledì. La volontà è di ripartire di slancio, non solo sulla base delle buone prestazioni recenti che purtroppo non hanno sempre portato punti, ma anche per il fatto che la Triestina avrà sul piatto la possibilità di ricominciare con due partite casalinghe. E al Rocco, finora, l'Unione ha sempre mostrato le cose cose migliori e, soprattutto, ha guadagnato la quasi totalità dei suoi punti. Domenica 8 gennaio si ricomincerà ospitando l'Arzignano, squadra di metà classifica ma ampiamente alla portata di una Triestina come quella vista contro Pergolettese e Pordenone. Ed è ovvio che sarà fondamentale ripartire con un successo. Sette giorni dopo al Rocco arriverà il Novara, compagine di alta classifica che però all'andata gli alabardati misero in difficoltà. A seguire la partita sulla carta più difficile del periodo, ovvero la trasferta a Vercelli, ma poi arriveranno due scontri diretti fondamentali in appena tre giorni. Innanzitutto al Rocco domenica 29 gennaio arriverà il Trento, che attualmente precede di due punti la Triestina, poi mercoledì 1 febbraio ecco la trasferta a Verona con la Virtus, che nelle ultime settimane si è risollevata ma che potenzialmente resta una rivale su cui fare la corsa per la salvezza. Il mese di fuoco si concluderà domenica 5 febbraio al Rocco con la Pro Sesto, la squadra rivelazione del girone di andata, che è stata anche in vetta e ora è quarta. La speranza è che per quel periodo abbia perso un po' del proprio slancio e arrivi a Trieste senza velleità particolari.
  16. Ho unito le due discussioni di auguri in questa che era già stata aperta in precedenza
  17. Forse ci siamo... https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/pallacanestro-trieste-sempre-piu-vicino-il-closing-con-la-nuova-proprieta.html
  18. Auguri a tutta la nostra splendida comunità!
  19. SABATO 24 DICEMBRE 2022 - Vigilia di campionato all'insegna della voglia di riscatto per la Pallacanestro Trieste che lunedì sul parquet dell'Allianz Dome (palla a due alle 17.30) chiude il 2022 ospitando la Dolomiti Energia Trento. Come scrive Lorenzo Gatto, Reduce da due sconfitte consecutive in casa con Brindisi e a Varese, la formazione triestina va a caccia di punti preziosi per consolidare la sua classifica e ritrovare confidenza con la vittoria.Sfida complicata dal valore di un'avversaria che, nel girone d'andata, ha saputo nobilitare il suo percorso centrando risultati importanti, come il successo della scorsa settimana contro Milano testimonia.Massimo Maffezzoli, primo assistente di coach Marco Legovich, ha sottolineato le insidie di una partita che Trieste non può permettersi di sottovalutare. «Ci siamo buttati alle spalle la partita di Varese, che ha mostrato due facce: una che ci è piaciuta meno, dove non siamo stati incisivi ad imporre le nostre cose e un'altra dove abbiamo fatto una grande partita di collettivo e dove abbiamo dimostrato quello che è capitato spesso in questa parte di stagione, ossia di esserci e di potercela giocare con tutti. A Masnago siamo stati puniti dagli episodi ma siamo tornati a casa con la consapevolezza che il nostro percorso in termini di crescita e in termini di coesione prosegue».Lavoro e grande intensità nel corso degli allenamenti, dunque, per arrivare pronti a un match che la squadra non vuole sbagliare. «In questa settimana - l'analisi di Maffezzoli - ci siamo concentrati sulle caratteristiche di un'avversaria che sta vivendo un grande momento, sta compiendo un percorso in Europa diverso da quello del campionato in Italia, anche se nella prima sono comunque in crescita grazie al doppio successo casalingo conquistato contro Gran Canaria e Amburgo. Il loro scivolone di mercoledì in Polonia non deve distrarci dal nostro obiettivo, sappiamo che Trento ha una fortissima identità difensiva figlia del lavoro del suo coach e che può fare molto male in attacco se messa nelle condizioni di poter esprimere le caratteristiche e le qualità delle sue individualità. Dovremo presentarci solidi, concreti, concentrati ed imporre la nostra idea di pallacanestro».Maffezzoli inquadra così le caratteristiche della prossima avversaria: «Trento gioca di sistema, molto brava ad imbrigliare gli attacchi avversari con un gioco fatto di fisicità, di cambi, e grande attenzione ai dettagli come ad esempio i cambi e le rotazioni. Sarà uno degli aspetti nei quali dovremo essere bravi attraverso quelli che noi reputiamo essere gli accorgimenti corretti ad imporre il nostro attacco rispetto alla loro difesa». - Chi ha vissuto le trasferte di Busto Arsizio, Piacenza e Seregno, tanto per citare le ultime, non può che sottolineare di aver visto in campo a Pordenone un'altra Triestina. Perché - come scrive Ciro Esposito - in prima istanza è naturale valutare quale sia lo spessore dell'avversario. E la squadra di Di Carlo, per quanto non sia in un momento top, ha 21 punti in classifica più dell'Unione. In secondo luogo, la Triestina timida e senza verve che ha affrontato le ultime gare fuori casa, al Teghil ha giocato oltre un'ora con grande applicazione, pressing e riuscendo a costruire anche un paio di nitide occasioni da rete nel primo tempo. Insomma l'Unione di Pavanel ha giocato una match simile a quello contro la Pergolettese, accelerando e concretizzando nella prima parte della gara per poi cercare di contenere nella parte finale. Il problema è che i punti non sono arrivati perché il Pordenone non è la Pergolettese (specie quando gioca lontano da Crema). Le scelte nei cambi di Pavanel hanno indubbiamente inciso anche se sono avvenute solo negli ultimi dieci minuti. La necessità di trovare alternative è figlia anche dell'atteggiamento della squadra nel corso della prima ora di gioco. Il lavoro richiesto dal tecnico alle tre punte per garantire equilibrio al suo modulo ha spolmonato i tre protagonisti e in particolare Minesso e Adorante che di partite intere finora ne ha giocate due. Quest'ultimo già al 15' della ripresa ha cominciato a mostrare segni evidenti di cedimento ma con chi avvicendarlo per mantenere l'assetto che stava funzionando? L'unica alternativa era il giovane Iacovoni, giocatore di prospettiva, ma senza esperienza specie per giocare contro i marpioni di una delle squadre più strutturate del girone. Crimi era già stato speso per l'infortunio di un Lollo fino a quel momento molto brillante. Alle spalle di Pavanel c'erano Furlan (ma non si sa in quali condizioni) e Lovisa. Pava ha scelto Sarzi Puttini ma soprattutto ha modificato un sistema difensivo che di partita in partita appare sempre più sicuro, nei limiti di una squadra che oggi è ultima in classifica. Pavanel ha il merito di aver dato in queste ultime gare una struttura alla squadra con alcuni giocatori chiave come Gori e Ciofani. Sull'altro fronte la sua condotta tattica tende ad accettare l'abbassamento della squadra quando è in vantaggio nella parte finale della gara, con l'idea di chiuderla sfruttando qualche contropiede. Il problema è che con l'assenza di Felici questa squadra non ha contropiedisti. È indubbio che serva più coraggio, quello stesso che si è visto negli ultimi approcci, ma è altrettanto evidente come al tecnico manchino dei tasselli. A questo dovrà pensarci la società nel mercato di riparazione seguendo le indicazioni del tecnico e quello che offre il mercato, che non è molto ricco di giocatori utili, nonostante la dichiarata disponibilità del club di mettere sul piatto qualche milione di euro. Ma come si è potuto constatare i soldi non bastano (6 milioni e 15 punti in classifica). Romairone deve azzeccare gli uomini adatti concordati con il mister. Ecco un motivo per il quale il tecnico deve rimanere nonostante il suo rendimento sia catastrofico con 9 sconfitte su 13 partite. Pavanel, e lo si vede da come lo sta seguendo buona parte della squadra, è un punto di riferimento sul quale tentare la difficilissima rincorsa al mantenimento della serie. Se poi a gennaio non dovessero arrivare i punti necessari a mantenere in vita l'obiettivo allora sarà necessaria una riflessione. Ma l'esercizio che solletica molti tifosi di gettare tutto, tanto ormai si andrà in D, è privo di senso. Tre mesi e mezzo fa non la pensavano così anche se la delusione ora è forte e comprensibile. Il 2022 che se ne sta andando ha fatto male a tutti. Si può ancora rimediare ma il club, lo staff tecnico e i giocatori non possono più sbagliare. E soprattutto devono fare punti. Auguri a tutti, non solo si buon Natale
  20. VENERDÌ 23 DICEMBRE 2022 - Mastica amaro l'ambiente alabardato e non potrebbe essere altrimenti. Come scrive Guido Roberti oggi su "Il Piccolo", l'Unione è stata punita oltre i propri demeriti, il rimpianto per i punti lasciati per strada è almeno parzialmente mitigato dalla prestazione, nel primo tempo in particolare e per certo la migliore in una stagione di trasferte disastrose sul piano dei punti raccolti. Tanta la rabbia poi di Massimo Pavanel per gli episodi sospetti, tra cui il possibile rigore non concesso alla Triestina. «La squadra ha fatto una grande partita e meritava di fare dei punti, se non tre almeno uno. Con gli specialisti che ha il Pordenone, dare 4-5 punizioni dal limite le percentuali di segnare sono molte di più. Mi dà fastidio attaccarmi a queste cose qui però sono situazioni nette e incidono moltissimo su una squadra che sta lottando e lo sta facendo con ordine. Un'ottima gara, senza alcun tipo di timore reverenziale, dobbiamo avere la forza di essere più forti anche di questi episodi». La Triestina si è abbassata inevitabilmente negli ultimi minuti, la punizione concessa che ha consentito a Burrai di pareggiare non ha convinto per nulla il tecnico. «Abbiamo speso tanto e per le caratteristiche che abbiamo negli ultimi minuti abbiamo dovuto cambiare, se dal punto di vista delle decisioni le situazioni fossero state decise in altra maniera, l'avremmo portata a casa». Rimane la prestazione, fatta di buona verticalità nel primo tempo e di buon piglio. «È evidente un netto miglioramento della squadra nel modo di tenere il campo, il ritorno del Pordenone era logico, ma fino al 40' del secondo tempo l'avevamo gestita bene. La situazione in classifica è pesante ma dobbiamo vedere anche i progressi fatti». In una partita in cui il Pordenone ha faticato molto a fare gioco, la perdita di Lollo ha inciso parecchio: il centrocampista della Triestina fino al momento dell'uscita era tra i migliori in campo. Una presenza costante la cui uscita si è sentita. «Lorenzo ricade in questi problemi fisici che lo limitano, stava facendo un'ottima partita e purtroppo ci capitano sempre queste situazioni, di dover cambiare quando non vorresti cambiare niente. Crimi è in recupero, confidiamo di recuperare altri giocatori». Sguardo a gennaio, si riprenderà con due gare di fila in casa. «Guardiamo alla ripresa che sarà con l'Arzignano, una delle squadre che dà più fastidio di tutte. Archiviamo il Pordenone prendendo tutto ciò che abbiamo fatto di buono». - Natale di lavoro per la Pallacanestro Trieste, in campo per preparare la sfida che lunedì 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, la vedrà sul parquet dell'Allianz Dome contro la Dolomiti Energia Trento. Lo scrive Lorenzo Gatto oggi sul quotidiano locale odierno: coach Legovich ha preparato per la sua squadra un programma di allenamenti intenso, che prevede sedute mattutine anche nelle giornate del 24 e del 25. Caccia ai due punti in una giornata che, in chiave salvezza, vedrà solamente Trieste e Napoli poter contare sul fattore campo. La Ge.Vi di coach Buscaglia ospita Verona nell'unico scontro diretto del dodicesimo turno. Per il resto trasferte per Treviso, Scafati e Reggio Emilia impegnate rispettivamente a Casale Monferrato contro la Bertram Tortona, a Brindisi e a Brescia. L'AVVERSARIA Quale versione di Trento si troverà ad affrontare la Pallacanestro Trieste resta l'incognita in questi giorni di vigilia. La squadra brillante che ha saputo imporsi in campionato contro l'Armani Milano o la formazione balbettante che mercoledì sera, in Eurocup, ha subito una severa lezione (80-57) dallo Slask Wroclaw? In Polonia, nonostante gli auspici della vigilia, la formazione di Lele Molin non è mai entrata in partita subendo il ritmo di un'avversaria che in Europa non era ancora riuscita a vincere. Ancora a riposo dopo l'infortunio al vasto mediale della coscia che lo sta tenendo fermo da qualche settimana, Matteo Spagnolo potrebbe rientrare proprio lunedì prossimo a Trieste. PROMOZIONE Continua la prevendita, la società propone ai suoi tifosi una promozione dedicata alle famiglie. Chi acquisterà almeno tre biglietti, di cui due adulti e un Under, si vedrà scontare un biglietto intero con tariffa U18. Per ogni 2 adulti in più che acquisteranno un biglietto, a uno verrà applicata la tariffa U18. Ancora oggi tagliandi acquistabili in via Miani 5/1 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Lunedì 26 dicembre, giorno della partita, la biglietteria esterna di via Flavia sarà aperta dalle 15 fino a fine secondo quarto. Biglietti acquistabili, come sempre, anche online sul circuito Vivaticket.
  21. Appena approdato su queste lande e già @Faber effettua una donazione per il forum Grazie mille!
  22. GIOVEDÌ 22 DICEMBRE 2022 - La prima giornata di ritorno, nonché turno conclusivo del 2022 prima della pausa per le festività, rappresenta anche l'ultima possibilità di quest'anno solare che ha la Triestina per dare un segnale di vita anche in trasferta. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", dopo aver sfornato alcune buone prestazioni al Rocco e aver ottenuto sabato scorso anche un'importante vittoria ai danni di una diretta rivale come la Pergolettese, adesso l'Unione deve iniziare a racimolare qualcosa anche fuori casa, dove finora ha uno score disastroso di tre pareggi e sei sconfitte in 9 partite. DERBY Certo sulla carta l'occasione di oggi non sembra delle più propizie: la squadra di Pavanel sarà impegnata infatti a Lignano, allo stadio Teghil, nel derby contro il Pordenone (inizio 14.30, arbitra Centi di Terni), una delle big del campionato che punta alla promozione diretta. Anzi, a un certo punto i neroverdi di Mimmo Di Carlo sembravano aver iniziato una fuga solitaria importante, prima di frenare bruscamente e ripiombare nel gruppone di testa scendendo addirittura al quinto posto. Questo perché il Pordenone non vince da oltre un mese e delle ultime cinque partite ne ha pareggiate quattro (di cui tre per 2-2) e ne ha persa una. FAME Insomma la fame di vittoria dei ramarri in questo derby sarà un ostacolo non da poco per gli alabardati, che già all'andata al Rocco riuscirono per un solo tempo a tenere botta agli avversari, prima di cedere le armi nella ripresa. Ma anche se dalla parte opposta della classifica, anche l'Unione ha tanta fame di punti: la squadra, lo si è visto contro il Pergocrema, sembra essere finalmente entrata nell'ottica del traguardo salvezza, mettendoci grinta, agonismo e giocando sporco, se necessario. Bisognerà vedere se basterà contro un avversario dalla qualità indubbiamente maggiore, che però non è nel suo momento migliore. ASSENZE Purtroppo Pavanel deve ancora una volta fare i conti con numerose assenze: è vero che rientrano dalle squalifiche Lollo e Sabbione, ma ritorna fra gli indisponibili il difensore centrale Sottini, che si aggiunge a una lunga lista comprendente Di Gennaro, Pezzella, Petrelli e Felici, con quest'ultimo che sconterà la sua quarta e ultima giornata di squalifica. Forfait più contenuti nelle file del Pordenone: non ce la fa il centrale difensivo Bassoli ed è out anche il lungodegente Magnaghi. FORMAZIONI Nessun dubbio sul 4-3-1-2 per Pavanel, che sembra aver trovato il sistema migliore. In difesa non ci sono scelte, con ben due centrali fuori per infortunio. Probabile una conferma della coppia Ciofani-Rocchi in mezzo, con Ghislandi terzino destro e Rocchetti a sinistra. L'unica alternativa è un Sabbione centrale che dirotterebbe Ciofani sulla fascia mancina. In mezzo al campo Gori sarà ancora il perno centrale e Paganini farà la mezzala destra. Sulla sinistra Lovisa sembra ancora leggermente favorito (e contro il Pordenone sarà molto motivato), ma Lollo rientra dalla squalifica e Crimi potrebbe iniziare ad avere maggior minutaggio, quindi se la giocano in tre per un posto. In avanti Minesso giocherà alle spalle di Ganz e Adorante. Modulo speculare per il Pordenone, anch'esso in campo con il 4-3-1-2. Davanti a Festa la coppia centrale difensiva sarà composta da Pirrello e Ajeti con Bruscagin a destra e Benedetti a sinistra. In mezzo il solito Burrai a dettare i ritmi con Torrasi e Pinato mezzali. Il trequartista Zammarini giocherà a supporto delle punte Palombi e Candellone. Tutti in panchina gli ex alabardati Martinez, Negro e Giorico. - Cominciata la prevendita, in casa Pallacanestro Trieste, in vista del match che lunedì 26 dicembre vedrà la formazione di Marco Legovich impegnata sul parquet dell'Allianz Dome contro la Dolomiti Energia Trento. Per la partita di Santo Stefano, ultimo impegno del massimo campionato in questo 2022, la società propone ai suoi tifosi una promozione dedicata alle famiglie. Chi acquisterà almeno tre biglietti, di cui due adulti e un Under, si vedrà scontare un biglietto intero con tariffa U18. Per ogni due adulti in più che acquisteranno un ticket, a uno verrà applicata la tariffa U18. Oggi e domani, tagliandi acquistabili in via Miani 5/1 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Lunedì 26 dicembre, giorno della partita, la biglietteria esterna di via Flavia sarà aperta dalle 15 fino a fine secondo quarto. Biglietti acquistabili anche online sul circuito Vivaticket
  23. MERCOLEDÌ 21 DICEMBRE 2022 - I dettagli che fanno la differenza. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", la sconfitta della Pallacanestro Trieste a Varese, per certi versi molto simile a quella rimediata in casa contro Brescia, pone l'accento sulla necessità di trovare, nei momenti topici della partita, la qualità nelle giocate che decidono la sfida. È sotto questo aspetto che Trieste deve crescere perchè, se dopo il disastroso inizio di campionato, la formazione di Legovich ha trovato stabilità alzando il rendimento e il livello delle prestazioni, adesso deve completare il percorso di crescita per unire alle buone prove offerte anche la capacità di essere cinica e portare a casa i due punti. A Varese la squadra ha sofferto ma ha saputo reagire ricucendo nell'ultimo quarto un gap importante, nei momenti decisivi è mancata però la lucidità per fare le giocate giuste. Un'analisi che chiama in causa la qualità di un roster troppo sbilanciato sulle giocate dei suoi esterni. Quanto l'arrivo di Ruzzier possa essere funzionale alla crescita del gruppo si capirà con il passare delle giornate, la domanda da porsi è se in una squadra nella quale le responsabilità sono già molto concentrate sui piccoli, l'arrivo di Michele fosse davvero quello che serviva. Trieste ha lacune importanti in almeno due ruoli. Sta giocando di fatto senza un'ala piccola, costretta ad adattare Bartley nel ruolo di "3" (e nel supplementare a Masnago, complice l'uscita per falli di Pacher e Lever, anche da "4"), e non ha sotto canestro l'affidabilità per provare a trovare soluzioni alternative al lavoro delle sue guardie. Di mercato, almeno sino a quando non sarà chiarito il nodo legato all'arrivo della nuova proprietà, sembra poter difficile parlare, l'obiettivo in un mese che proporrà a Trieste tre scontri diretti in chiave salvezza, è riuscire a fare di necessità virtù ottimizzando il rendimento dell'intera rosa e raccogliendo quei punti fondamentali per presentarsi nel girone di ritorno con una classifica adeguata. Domenica, intanto, la formazione di Marco Legovich si riaffaccerà all'Allianz Dome per sfidare Trento. Ultimo appuntamento del 2022 prima del mini ciclo che a gennaio proporrà ai biancorossi le trasferte di Verona e Treviso inframmezzate dal match casalingo contro Scafati. La sfida contro la Dolomiti Energia, reduce dal roboante successo conquistato domenica scorsa contro l'Armani Milano, arriva forse nel momento migliore della formazione guidata da Lele Molin. Che ha trovato una buona condizione raccogliendo successi anche in Eurocup (battute Gran Canaria e Amburgo nelle ultime uscite casalinghe) e che al fianco di un leader come Flaccadori ha trovato la qualità di un gruppo che, a turno, sa trovare protagonisti diversi a seconda del tipo di avversario affrontato.PROMOZIONE: Saranno in vendita a partire da oggi i biglietti per la sfida di lunedì 26 dicembre contro Trento. Per la partita di Santo Stefano, la Pallacanestro Trieste dedica ai suoi tifosi una promozione dedicata alle famiglie. Chi acquisterà almeno tre biglietti, di cui due adulti e un Under, si vedrà scontare un biglietto intero con tariffa U18. Per ogni 2 adulti in più che acquisteranno un biglietto, a uno verrà applicata la tariffa U18. Oggi, domani e venerdi, biglietteria aperta in via Miani 5/1 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. - La sua lunga assenza in mezzo al campo è stata davvero pesante e per capirne l'importanza sono bastati i venti minuti giocati contro la Pergolettese, quando è entrato con corsa, grinta e dinamismo. Ma adesso Marco Crimi - intervistato da Antonello Rodio sul quotidiano locale - è pronto a tornare di nuovo protagonista in questa Triestina, anche se ammette che vivere il difficile momento della squadra da fuori è stato davvero duro: «È stato un brutto periodo - confessa il centrocampista alabardato - perché uno prova anche con le parole a cercare di aiutare, ma è dura quando non riesci a dare una mano dal punto di vista fisico, anche perché proprio l'atteggiamento in campo è quello dove mi riesce meglio trasmettere qualcosa. Sudavo di più a guardare le partite da fuori rispetto a quando sono disponibile». Anche vedendola da fuori, questa Unione è rimasta un po' un enigma per Crimi: «Abbiamo provato in tutti i modi, ci siamo sempre confrontati per cercare di capire quale potrebbe essere il problema. L'unica cosa è il lavoro, cercare di pensare meno possibile alla situazione e tirare fuori un po' di più ciascuno di noi, perché quello che abbiamo fatto finora non è certo bastato». Dopo il rientro dall'infortunio, Crimi racconta la sua condizione fisica: «Non sto ancora al cento per cento, ma se c'è da dare una mano, la si dà senza dubbio, poi deciderà il mister. I tempi di recupero parlavano di gennaio, ma abbiamo fatto un buon lavoro per accelerare un po' i tempi. E poi adesso inizia il girone di ritorno, dobbiamo fare assolutamente meglio, c'è da stringere i denti e soprattutto cercare di fare punti ogni partita». L'ostacolo di domani però è di quelli tosti: ad aspettare a Lignano la Triestina ci sarà il Pordenone: «Sicuramente avrà dei punti deboli - dice Crimi sull'avversario - però è una squadra molto ben organizzata. Noi dobbiamo pensare a cercare di metterli più in difficoltà per quelle che sono le nostre caratteristiche. Di sicuro per fare punti dovremo fare una grande partita. In trasferta non siamo ancora riusciti a ottenere una vittoria, non so quale sia di preciso il problema del rendimento esterno, ma anche qui bisogna cercare di fare qualcosa di più. Noi viviamo il momento per quello che è, con la giusta tensione, perché abbiamo ottenuto una vittoria ma non siamo certo usciti dalla situazione negativa in cui ci troviamo». Dopo una prima parte di campionato in cui si giocava a due, al rientro Crimi ha trovato un centrocampo a tre, un aspetto che può agevolare i suoi compiti: «Sì, io sono nato mezzala, per cui a tre mi trovo certamente più a mio agio. Ma avevo giocato anche a due in base alla situazione, per cui non c'è nessun problema». Secondo Crimi, unico reduce dalla scorsa stagione, fra le due Triestine non c'è tutto questo divario: «C'erano tanti ragazzi forti lo scorso anno, ma anche in questo ce ne sono tanti sicuramente bravi. Secondo me le due squadre sono paragonabili dal punto di vista tecnico ed entrambe forti, il problema è quest'anno non siamo riusciti ad esprimerci al cento per cento». Ultimo pensiero per il mancato applauso della curva domenica scorsa: «Capiamo il momento dei tifosi, ma noi abbiamo bisogno anche di loro, quindi cercheremo di riavvicinarli il più possibile»
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