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SandroWeb

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  1. MARTEDÌ 20 DICEMBRE 2022 - E se la Triestina ripercorresse le orme della Pro Sesto? Lo scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo" odierno: detta così, senza spiegazioni, potrebbe sembrare un'ipotesi bizzarra e strampalata. Descrivendone i motivi, però, si capisce perché i tifosi alabardati dovrebbero mettere la firma per un destino del genere. Tutto parte dall'analisi per verificare come sia andata nel recente passato alle squadre che hanno chiuso il girone di andata a 15 punti, come ha appena fatto la Triestina. È una quota che dà ancora chance di salvezza diretta? O bisogna per forza passare dai play-out? Ebbene la statistica, limitandoci ai gironi in cui ha militato l'Unione dal suo ritorno in serie C, dicono che girando la boa a 15 punti ci si può benissimo salvare, quasi sempre attraverso i play-out, ma talvolta addirittura direttamente. Ma perché, così per gioco, abbiamo tirato in ballo la Pro Sesto affermando che c'è da sperare di avere lo stesso destino? Ebbene lo scorso anno ad arrivare a 15 punti alla fine del girone di andata fu proprio la compagine lombarda ora allenata da Andreoletti. La salvezza a dire il vero fu un po' tribolata: la Pro Sesto fece un buon girone di ritorno con 23 punti e chiuse complessivamente a 38, quota che le valse il quartultimo posto in classifica. I due match di play-out contro il Seregno finirono con due pareggi e tanto bastò alla Pro Sesto per salvarsi. Adesso quella squadra si trova sorprendentemente in testa alla classifica, nonostante un budget che di fronte a corazzate come Vicenza e Pordenone, ma anche rispetto alla stessa Triestina, è davvero poca cosa. Ecco perché ripercorrere una strada del genere, e vedere tra un anno non solo la Triestina saldamente in serie C, ma addirittura chiudere il girone di andata al comando, non sarebbe affatto un brutto futuro. Meglio sarebbe, però, evitare i patemi dei play-out e salvarsi direttamente. Lo scorso anno ad esempio bisognava arrivare a 42 per evitare il pericolo degli spareggi, mentre due anni prima fu 41 la quota magica. In precedenza però ci fu anche una salvezza diretta a 38. Fatto sta che la Triestina per poter solamente iniziare a pensare a quel traguardo ancora più ambito, deve dare una netta accelerazione e fare un girone di ritorno da almeno 25-26 punti. Ma tornando all'analisi di chi ha fatto male nel girone di andata nelle ultime stagioni, le speranze di salvezza aumentano. Due anni fa, furono Imolese e Fano a girare a 15 punti, ebbene poi si scontrarono ai play-out con i romagnoli salvi grazie a due pareggi. Decisamente anomala la stagione 2019/20 interrotta dal covid, però a livello d statistica va registrato che il Gubbio, che aveva chiuso a 15 punti il girone di andata, nei pochi turni giocati nel ritorno prima dello stop ai campionati, riuscì addirittura ad aggrapparsi fino al sestultimo posto e a guadagnarsi la salvezza diretta. Poco leggibile la stagione 2018/19 visto che il fanalino di coda aveva ben 17 punti, mentre la stagione ancora precedente, quella del ritorno in serie C della Triestina, ci fu il Fano che chiuse l'andata addirittura a 13 punti e poi arrivando a 38 nella classifica finale, si guadagnò la salvezza diretta. Esempi che fanno ben sperare, a patto che l'Unione cambi davvero marcia. - Passi avanti sul piano del gioco e dell'atteggiamento, non della classifica per una Pallacanestro Trieste punita a Masnago oltre i suoi demeriti. Come scrive Lorenzo Gatto, è stata una partita giocata con personalità, carattere e grande determinazione dalla formazione di Marco Legovich che ha ritrovato in Lombardia quell'animus pugnandi completamente mancato nel match casalingo contro Brindisi. Non è bastato per uscire imbattuta dal campo perchè nel finale gli episodi hanno sorriso alla formazione varesina, resta la convinzione che mettendo sul parquet la stessa voglia mostrata nei minuti finali del match, Trieste possa lottare per centrare la salvezza e guadagnarsi un posto nella A del prossimo anno. RISVEGLIO TARDIVO: Tre quarti di gara a inseguire, complice anche una difesa che non sempre ha saputo rispettare il piano partita consentendo a Varese di esprimersi sui ritmi desiderati, poi la rimonta coincisa con il risveglio di Bartley. Cinque punti segnati nei primi trenta minuti prima del finale di gara esplosivo che ha ribadito quanto la guardia nativa di Baton Rouge possa fare la differenza in un campionato che lo vede primo nella classifica dei marcatori e secondo nell'indice di valutazione generale dietro solo al pesarese Abdur-Rahman. Assieme a Bartley, a reggere il peso dell'attacco sono stati Davis e Gaines: gli esterni americani hanno combinato per 69 punti totali confermando l'impressione che se i tre tenori biancorossi non steccano, le possibilità di Trieste di portare a casa i due punti aumentano sensibilmente. CRESCITA: Nel prossimo match casalingo contro Trento (pessimo cliente che ha appena fermato la corsa dell'Armani Milano ed è in grande fiducia) servirà però l'apporto di tutto il gruppo. A Varese, Lever a parte, gli altri hanno faticato. Spencer è partito bene poi si è perso tornando a palesare le consuete lacune, Ruzzier, Deangeli e Vildera hanno segnato 6 punti in tre, Campogrande non ha cancellato la virgola dal suo tabellino tirando una sola volta nei 16' in cui è rimasto sul parquet. Discorso a parte merita Pacher, autore di un solo punto in 30' di impiego ma la cui partita va ben oltre i numeri. Dieci rimbalzi catturati, 2 assist, tanta difesa e un + 11 di plus/minus che testimonia l'importanza di un giocatore il cui apporto va valutato non fermandosi alle statistiche. Chiosa finale per Bossi, giocatore che ha ribadito la volontà di restare a Trieste per giocarsi fino in fondo le sue chance in questo primo anno in A1. Fa specie il "non entrato" di domenica, anche alla luce della presa di posizione della società che ha visto il presidente Ghiacci e il tecnico Legovich rifiutare l'offerta arrivata da Cento. Dichiararlo incedibile per poi lasciarlo un'intera partita in panchina sembra un po' un controsenso. FATTORE CAMPO: Masnago al gran completo ha dimostrato quanto un ambiente caldo possa incidere. Per trascinare la squadra di casa e, in alcuni casi, per condizionare le scelte arbitrali. Aspetto non secondario in una stagione così equilibrata. In questo senso l'Allianz Dome fatica a essere un fattore e deve crescere per una Trieste che, sul suo campo, dovrà andare a caccia dei successi fondamentali per centrare l'obiettivo stagionale.
  2. LUNEDÌ 19 DICEMBRE 2022 - Con un misto di amarezza per il risultato finale e orgoglio per la prestazione della sua squadra, Marco Legovich commenta la sfida persa a Masnago nel dopo partita. «Abbiamo giocato un primo tempo difensivamente al di sotto delle aspettative nel quale non abbiamo messo in pratica le cose che avevamo preparato- le parole del coach triestino-. Ai ragazzi, però, ho detto che sono fiero della loro partitia, perché dopo due spallate di Varese siamo rimasti comunque nel match. Siamo rientrati da un -14, con grande mentalità e ci siamo ritrovati. La cosa più frustrante è ovviamente perdere la partita avendo inseguito per tutti i quattro quarti e ritrovandosi alla fine con la palla della vittoria in mano e non riuscendo a vincerla per un soffio. Al supplementare intervengono poi gli episodi, che nuovamente di hanno condannato». La chiave del recupero, nella parte finale dei regolamentari, grazie alla zona. «Abbiamo provato a rallentare il ritmo della gara subendo però alcuni mismatch- continua Legovich- ma ci ha comunque aiutato a recuperare 14 punti a Varese. La chiave per rientrare è stato il tenere forte negli uno contro uno, per non dare la possibilità di creare tiri aperti. Lo ripeto, sono orgoglioso dei ragazzi e sono stufo di fare i complimenti senza portare a casa i due punti. E' frustrante per me, per la società e per i giocatori stessi. Dovremo essere in grado magari di non meritare complimenti, ma di portare a casa i due punti» - Tre vittorie in quattro mesi. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", questo è stato il ruolino di marcia della Triestina nell'intero girone d'andata. È lo specchio che qualcosa anzi tanto non ha funzionato e che la strada per risalire oltre la fatidica zona playout è tutt'altro che agevole. Ma ogni vittoria ha la sua storia e il suo perché. E quella che Pavanel e i suoi ragazzi hanno conquistato sabato pomeriggio al Rocco ha un significato diverso dalle misere altre due volte. Non c'è nulla di esaltante ma un passo in avanti è stato fatto. Quella contro la Pergolettese era una sfida con tanti ostacoli sia dal punto di vista psicologico che tecnico. L'Unione veniva da una sconfitta bruciante e pesante nello scontro diretto con il San Giuliano City e con un fardello di pessimismo nell'ambiente della tifoseria ormai diffuso e non solo limitato alla Furlan. E il migliaio di presenze allo stadio dimostra quanta delusione serpeggi tra i supporter alabardati. Non solo ma la Triestina doveva affrontare una squadra che quasi certamente dovrà impegnarsi a fondo e fino in fondo per evitare la roulette dei playout. Sul piano tecnico poi le assenze erano davvero tante e tutte concentrate su difesa e centrocampo. Assenze che, tra infortuni e squalifiche sono normali quando si arriva a metà stagione, ma che indirizzano l'andamento di una sfida soprattutto per chi, come l'Unione, è costretto a vincerla. Ebbene Pavanel è riuscito a superare le forche caudine cremasche senza intaccare le sue convinzioni tattiche nonostante i diversi interpreti. E questi hanno dimostrato come con la capacità di concentrazione per tutta la gara si possono ovviare anche i deficit tecnici che emergono nell'arco di una stagione. Ciofani e Gori hanno tirato fuori quella personalità che serve a fare coraggio e compattare i compagni. Non sono ancora dei leader ma siamo sulla strada giusta. E davanti quella stessa caratteristica è stata mostrata da Minesso non tanto nella prestazione, vogliosa ma ancora altalenante, ma con un colpo risolutore che poi è quello che tutti da mesi si aspettavano. Per la prima volta in questa drammatica stagione il gruppo ha dimostrato maturità nella conduzione della gara sapendo gestire senza troppi affanni il risicato vantaggio. Il merito va ascritto all'applicazione dei protagonisti (non è successo in troppe altre partite) ma anche al mantenimento del sistema di gioco, fatta eccezione per il finale, che è da sempre nel calcio uno strumento per dare certezze a chi va in campo. Certo l'atteggiamento e la capacità di concentrazione devono ora avere quella continuità finora quasi sconosciuta ma questa squadra ha dimostrato in casa di poter competere con molte protagoniste di questo girone molto equilibrato. Il risultato, la prestazione, il recupero di Crimi, la prima rete di Minesso sono dei puntelli sui quali costruire la seconda parte della stagione. A gennaio alcuni se ne andranno, altri (Maistrello, Steffè, Mensah?) arriveranno ma quello che conta di più è l'identità del gruppo mancata in questi primi quattro mesi. Per avere una riprova che qualcosa è veramente cambiato c'è subito il derby giovedì a Lignano contro il Pordenone. I punti servono come il pane ma vedere soprattutto una squadra viva sarà ancora più importante.
  3. DOMENICA 18 DICEMBRE 2022 - Contava vincere, contava solo vincere e la sua Triestina lo ha fatto con la perla di Minesso ma soprattutto con una tenuta ordinata nella ripresa, la cui diretta conseguenza è la seconda partita interna consecutiva senza reti subite. Come scrive Guido Roberti su "Il Piccolo", Massimo Pavanel chiude l'andata con due squadre alle spalle, di questi tempi buoni motivi per sorridere seppur con raziocinio. Il cammino salvezza è ancora lungo. «Sono già due o tre partite che abbiamo trovato come coprire bene il campo, avendo di più tutte le caratteristiche dei giocatori al loro posto, sacrificando qualcosa con gli esterni ma con densità a centrocampo. Riusciamo a fare appoggi vicini più facilmente, una strada buona da percorrere. La partita era molto difficile ma l'abbiamo interpretata bene». Una vittoria in una situazione di emergenza, tra squalifiche e assenze la coperta era corta. Anche questo un segnale prezioso. «Ne avevo undici con i cambi quindi non avevo dubbi, abbiamo fatto la partita che dovevamo fare contro una squadra che ha nei due quinti i giocatori più importanti, Bariti e Villa. Non era facile ma abbiamo contenuto bene». La Pergolettese ha fatto poco o nulla nel secondo tempo, qualcosa di più nel primo tempo ma Mastrantonio grandi pericoli non ne ha occorsi. Sia con la difesa a quattro che addirittura nel finale con linea a cinque in fase difensiva. «Abbiamo difeso molto bene sugli esterni, ci abbiamo lavorato in settimana prevedendo diversi cross ma i miei sono stati bravi e faccio una nota di merito alla difesa, era la prima volta con questa disposizione e sono stati molto bravi». Il tecnico sull'uomo decisivo Minesso. "Un gol importante per lui e per tutta la nostra società, che ha investito su questo giocatore per quello che può e potrà dare». Una evidenza di questa Triestina è la grave difficoltà fuori casa. Con Massimo Pavanel il gioco in casa si è pur visto, in trasferta sono ben sei le sconfitte consecutive della squadra, quella di Sesto San Giovanni sotto gestione Bonatti, e le cinque con il tecnico veneto. All'orizzonte l'ardua sfida al Pordenone al Teghil di Lignano. «In casa noi abbiamo sempre fatto prestazioni, e raccolto meno di quanto meritavamo, il problema è di come ci siamo espressi fuori, è li che dobbiamo fare il passo avanti». - Ripartire dopo la sconfitta contro Brindisi per voltare pagina e portare a casa punti preziosi in chiave salvezza. Voglia di riscatto, in casa Pallacanestro Trieste, alla vigilia del match che questo pomeriggio alle 18, sullo storico parquet di Masnago, metterà la formazione di Marco Legovich di fronte alla Openjobmetis Varese. Settimana di lavoro al completo per i biancorossi, come racconta l'assistant coach Andrea Vicenzutto. «Dopo la sconfitta di domenica scorsa abbiamo lavorato per mettere l'accento sulle cose positive fatte in una partita giocata contro una squadra importante come Brindisi, cercando di trasportarle sul match di questa sera in modo da preparare nel modo migliore una sfida che per certi versi sarà simile. Varese ha tanti punti nelle mani, dovremo essere bravi sia a limitare la loro capacità offensiva che essere equilibrati nel nostro ritmo offensivo per cercare di utilizzare quelli che sono i nostri punti di vantaggio contro la loro difesa. Ci troveremo ad affrontare il miglior attacco del campionato - continua Vicenzutto - sintomo di una squadra che ha fiducia e che sta giocando una buona pallacanestro offensiva. La loro caratteristica principale è quella di giocare usando moltissimi possessi, spingendo il ritmo di gioco ad altissimo livello, cosa che li rende particolarmente difficili da affrontare. È una squadra che può fare grandissimi parziali con giocatori come Johnson, Brown o Colbey Ross ma anche con altri tiratori come Woldentensae e Ferrero, in grado con il tiro dai tre punti di tirare fuori grandi parziali in pochissimo tempo. Su questo aspetto dovremo porre grande attenzione». Varese, reduce dai passi falsi contro Virtus Bologna e Pesaro, cerca il riscatto davanti ai propri tifosi come testimonia Guglielmo Caruso. «Torniamo in campo con la convinzione di ritrovare la vittoria davanti al nostro pubblico - racconta il centro della Openjobmetis - la chiave della partita sarà la continuità: dobbiamo essere costanti in tutti i quarti, una difficoltà che ci stiamo portando dietro da inizio anno anche se abbiamo mostrato dei miglioramenti in tal senso. Dobbiamo essere in grado di fare una partita solida per 40 minuti sia in attacco che in difesa e non dovremo regalare nulla ai nostri avversari perché sono una squadra che non possiamo sottovalutare».
  4. Si respira un'aria completamente diversa da settimane, è inutile girarsi intorno. Bene così, chiudere l'anno solare da secondi e con tutte le peripezie dei mesi precedenti è tanta roba. Ottimo Scaramelli, abbiamo pescato davvero bene: eccellente sia come ala che sullo spot di terzino, è uno che morde le caviglie in difesa e che ci aiuterà tanto a giocare anche in seconda fase. Vedremo Vinkovic se saprà anch'esso dare il contributo che serve a questa squadra. Bene anche il pubblico: la rinascita parte anche dalle presenze a Chiarbola, è indubbio
  5. SABATO 17 DICEMBRE 2022 - Ieri Massimo Pavanel ha festeggiato il suo compleanno, ma il tecnico alabardato il regalo più bello lo aspetta oggi dalla sua squadra. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", nel momento più buio, lì in fondo a tutta la classifica con la sola compagnia del Piacenza, una vittoria oggi al Rocco contro la Pergolettese (inizio ore 14.30, arbitra Sacchi di Macerata) sarebbe un prezioso salvagente gettato al naufrago che annaspa disperato. Perché purtroppo la sensazione lasciata dall'Unione dopo la partita con il Sangiuliano è questa, di una disperazione quasi rassegnata, perché oltre a indiscussi demeriti propri bisogna fare i conti anche con qualcosa che va sempre storto, dai rimpalli agli episodi arbitrali. Però Pavanel è l'esatto opposto della rassegnazione, il problema è trasmettere questa sua vis pugnandi anche alla squadra, che invece sul campo spesso barcolla alle prime difficoltà. Senza girarci troppo attorno, oggi la vittoria contro la Pergolettese degli ex Lambrughi e Bariti, è d'obbligo per tanti motivi. Innanzitutto per la classifica, per girare la boa a quota 15 e cercare di lasciarsi alle spalle almeno due squadre; poi per tirare su il morale e provare a rassenerare un ambiente decisamente elettrico anche nel rapporto con i tifosi; inoltre perché l'avversaria è potenzialmente proprio una di quelle rivali su cui fare la corsa in un'auspicabile rimonta verso una salvezza diretta ora purtroppo lontana ben dieci punti. Anzi attualmente la Pergolettese è proprio la sestultima in classifica, e con 22 punti rappresenta il bersaglio ideale per la Triestina, che potrebbe in un colpo solo andare a meno sette da questo ambito traguardo. Come noto, però, Pavanel arriva all'appuntamento con tantissime assenze. Ci sono innanzitutto ben tre squalificati, ovvero Sabbione, Felici e Lollo. Poi, oltre all'assenza di Lombardi ormai fuori dai piani, l'elenco degli infortunati comprende Di Gennaro, Pezzella e ora anche Petrelli. Inoltre, anche se è fra i convocati, difficilmente Crimi verrà rischiato prima della sosta, anche se vista la situazione forse qualche minuto potrebbe giocarlo. C'è la buona notizia del ritorno fra i disponibili dopo parecchie settimane del difensore centrale Sottini, ma ovviamente anche lui non è ancora al cento per cento. Possiamo immaginare che Pavanel vorrebbe schierarlo da subito, ma è probabile che parta dalla panchina e che dal primo minuto tocchi all'inedita coppia Ciofani-Rocchi fare la guardia nel mezzo della difesa, con Ghislandi a destra e Sarzi Puttini a sinistra. A centrocampo c'è il rientro di Gori come perno centrale, e al momento l'ipotesi più plausibile è per una conferma come mezzali di Paganini e Lovisa. Eventualmente c'è l'alternativa Furlan, che se a posto potrebbe essere anche azzardato dal fischio di inizio sia in questa zona ma anche nel pacchetto d'attacco, che dopo il forfait di Petrelli non è abbia molte cartucce in panchina oltre al baby Iacovoni. Gli altri tre attaccanti, infatti, saranno presumibilmente tutti in campo subito, con Minesso dietro a Ganz e Adorante. Dopo questo desolante 2022, finire l'anno al Rocco con una vittoria farebbe accendere almeno una speranza per il futuro - Tifosi triestini sotto l'ideale albero di Natale rappresentato a Chiarbola che alle 19, per il match della prima giornata di ritorno tra Pallamano Trieste e Arcom Mestrino, aprirà le porte a tutti gli appassionati biancorossi. Iniziativa voluta dalla società per chiamare a raccolta il pubblico nell'ultima gara di questo 2022, match che mette in palio il secondo posto in classifica. «La posta in palio è molto alta visto che la seconda piazza in ottica play off rappresenta una posizione importantissima- l'analisi del direttore sportivo Giorgio Oveglia-. Abbiamo ben presente la partita di andata, conclusasi in perfetta parità, e siamo consapevoli delle difficoltà che questo match ci proporrà. I veneti, di Dragan Rajic, possono contare su dei giocatori molto interessanti, dall'ucraino Petrycko tra i pali a Rossi grande protagonista con 7 reti realizzate nell'ultima gara vinta sul campo di Palazzolo. Sfida nella sfida quella tra Jan Radojkovic e il loro mancino Alberto Lollo che, rispettivamente con 100 e 98 reti, si stanno contendendo il titolo di capocannoniere del torneo. Ci presentiamo a questa partita concentrati sperando di avere sugli spalti il nostro pubblico, che da sempre ci sta vicino, come ottavo uomo». Esordio stagionale con la maglia biancorossa per Luciano Scaramelli, terzino destro che dopo il match con l'Arcom saluterà i compagni di squadra per rispondere alla convocazione della nazionale cilena impegnata, a gennaio, nei mondiali in programma in Svezia e Polonia. Nulla da fare, invece, per Toni Vinkovic, il giovane croato proveniente dal RK Porec che ha firmato in settimana ma che non ha potuto essere tesserato in tempo per scendere in campo contro il Mestrino.
  6. Grazie infinite a @sir_john e a Roberto Stalio per le donazioni
  7. VENERDÌ 16 DICEMBRE 2022 - La Pallacanestro Trieste fa quadrato attorno a Stefano Bossi. Lo scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo": in un mercato che continua a farla da padrone spostando giocatori, nei giorni scorsi è arrivata in società la richiesta di informazioni per il play-maker triestino. Si è mossa Cento, squadra al vertice del girone rosso della serie A2 assieme a Forlì e Pistoia, a caccia di un play-maker in grado di sostituire l'infortunato Zampini. Richiesta declinata dal presidente Mario Ghiacci e dal tecnico Marco Legovich che, come già sottolineato nel giorno della presentazione di Michele Ruzzier in biancorosso, considerano Bossi un elemento importante per gli equilibri del gruppo. Nel prossimo mese, a partire dal match di domenica a Varese contro la Openjobmetis fino ad arrivare all'anticipo dell'ultima giornata del girone d'andata in programma al palaVerde di Treviso contro la Nutribullet, Trieste si troverà ad affrontare un ciclo di gare decisivo per la sua classifica e per il raggiungimento dell'obiettivo stagionale. In quest'ottica la volontà di non cedere nessuno, pur nella consapevolezza che con una concorrenza nel ruolo come quella attuale, per Stefano non sarà semplicissimo trovare spazio. «La possibilità di trasferirsi a Cento sarebbe stata senza dubbio interessante- sottolinea Massimo Raseni, procuratore triestino del giocatore- ma Bossi ha un contratto con la Pallacanestro Trieste e in questo momento non vuole prendere in considerazione nessuna alternativa. La società gli ha confermato la fiducia e ribadito la volontà di trattenerlo. Se nei prossimi mesi la sitazione cambierà e dovessero arrivare nuove proposte valuteremo, al momento va bene cosi». Archiviato il discorso Bossi, la squadra ha ripreso a lavorare buttandosi alle spalle la sconfitta di domenica scorsa contro l'HappyCasa Brindisi e mettendo nel mirino la prossima difficile trasferta in programma a Masnago contro Varese. Diramate dalla lega, intanto, date e orari delle partite dalla sediscesima alla diciannovesima giornata del massimo campionato. Domenica 22 gennaio, alle 17, Trieste di scena al Taliercio contro l'Umana Reyer Venezia per l'inizio del girone di ritorno, domenica 29 gennaio appuntamento alle 18 all'Allianz Dome contro la Ge.Vi Napoli, domenica 5 febbraio ancora un impegno casalingo, alle 17, contro l'Armani Milano prima della trasferta del 12 febbraio alle 17 in casa della Bertram - Si avvicina il delicatissimo match che chiuderà il girone di andata della Triestina: domani alle ore 14.30 al Rocco arriva la Pergolettese, in una partita da vincere a tutti i costi, sia per la disastrosa classifica dell'Unione, sia perché l'avversaria è una delle possibili rivali su cui fare la corsa in vista del traguardo salvezza. Come scrive Antonello Rodio, il problema è che per l'ennesima volta Pavanel arriva alla vigilia di un match importante con una rosa ridotta all'osso o quasi, perché anche alcuni disponibili non è che siano proprio al cento per cento. Facendo la conta, bisogna ricordare che ci sono ben tre squalificati, ovvero Sabbione, Felici e Lollo. A questi si aggiungono gli infortunati Di Gennaro e Pezzella, inoltre Crimi non sembra ancora pronto per essere gettato nella mischia e Furlan pur disponibile non è ancora al top. Una buona notizia potrebbe essere il rientro di Sottini dopo tante settimane: il difensore centrale dovrebbe essere a disposizione, ma ancora un po' a mezzo servizio. In mezzo a questo caos, l'unica luce è il rientro dalla squalifica di Gori. Tirando le somme, Pavanel si ritrova con gravi problemi in difesa e a centrocampo. Al momento, considerando squalifiche, acciacchi e infortuni, l'ipotesi più plausibile per il reparto arretrato è una coppia centrale formata da Ciofani e Rocchi, con il capitano che verrebbe dunque adattato a centrale. In questo caso come terzini ci saranno Ghislandi a destra e Sarzi Puttini a sinistra. Solo nel caso Sottini fosse in condizione tale da poter essere rischiato dal primo minuto, ci sarebbe lui accanto a Rocchi, e a quel punto Ciofani potrebbe tornare a fare il terzino sinistro, sempre con Ghislandi a destra. Ma è probabile che Sottini venga tenuto in panchina come ricambio di emergenza. Altre soluzioni non ce ne sono. Anche a centrocampo la coperta è molto corta. Il rientro di Gori permette almeno di rivedere l'ex Frosinone, in forma prima della squalifica, come perno centrale davanti alla difesa, mentre come mezzali dovrebbero essere confermati Paganini e Lovisa. Qui l'unica alternativa è Furlan, che se a posto potrebbe essere anche azzardato dal fischio di inizio. L'unico reparto dove c'è maggior abbondanza di scelte è l'attacco: al momento l'ipotesi di Minesso dietro a Ganz e Adorante è ancora quella gettonata, ma Furlan potrebbe rientrare eventualmente anche in questo pacchetto.
  8. GIOVEDÌ 15 DICEMBRE 2022 - La qualificazione ai quarti di finale di Euro Cup è cosa fatta. Come scrive Lorenzo Degrassi oggi su "Il Piccolo", c'erano pochi dubbi considerata la differenza delle forze in campo emersa già il 30 novembre nella gara di andata, anche se alla vigilia del match in casa Pallanuoto Trieste aveva decisamente prevalso la prudenza. Dopo il 12-20 di Parigi, i ragazzi di Daniele Bettini hanno replicato anche alla "Bruno Bianchi", gremita da almeno 500 rumorosi tifosi che hanno assiepato la tribuna. Presente anche una manciata di tifosi provenienti da oltralpe che non hanno mai smesso di incitare i loro beniamini, fra un "allez Noisy" e un "arbitre vendu". La partita ha avuto ben poco da dire, a parte il brivido iniziale che ha spaventato solo i tifosi più timorosi. Il primo gol alabardato ha fatto sciogliere i presenti, fino a quel momento piuttosto freddini nei confronti di una formazione che non finisce mai di stupire. I giocatori in vasca hanno contribuito a scaldare il tifo sugli spalti e così, sul finire dell'incontro, tutto il pubblico presente si è alzato in piedi a tributare la giusta ovazione alla squadra di casa. Nella sostanza, è stata una prima volta da ricordare per la Pallanuoto Trieste e per i suoi supporter. Dopo la prima partita casalinga in una Coppa europea in assoluto per la compagine della Samer & Co. Shipping a questo punto ne seguirà sicuramente un'altra, considerato che i quarti di finale si disputeranno con l'identica formula del doppio confronto il 25 gennaio (andata) e l'8 febbraio (ritorno). I francesi ci hanno comunque provato fino in fondo, trascinati dall'ex Pallanuoto Trieste Drasko Gogov, che evidentemente ci teneva a fare bene davanti ai suoi vecchi compagni di squadra, dal talento del croato Petkovic e dalle bordate dell'americano Bowen. Capitan Petronio e compagni però hanno sempre tenuto il controllo della situazione, amministrando il vantaggio accumulato due settimane or sono in terra transalpina e esaltandosi quando necessario spinti dal tifo della "Bianchi". «L'inizio della partita è stato un po' scioccante - ammette a fine match coach Daniele Bettini - ma nell'arco delle due partite si può ben dire che abbiamo meritato nettamente il passaggio del turno. C'era l'ansia del risultato e di sapere che stavamo giocando una prima europea di fronte al nostro pubblico - aggiunge - ma una volta superato questo stress iniziale abbiamo ricominciato a giocare come sappiamo e per gli avversari non c'è stata più partita». Adesso sale l'attesa per conoscere il nome del prossimo avversario europeo degli alabardati, ma per saperlo bisognerà aspettare il sorteggio da parte della Len. Chi vorrebbe evitare Bettini? Pragmatica la risposta dell'allenatore ligure, ormai triestino d'adozione: «Chi è arrivato ai quarti di finale di una competizione europea significa per forza che è forte perciò mi vanno bene tutte». La squadra dovrà per forza mettere da parte la stanchezza, perché prima della pausa invernale toccherà ancora onorare il campionato. Che vedrà la Pallanuoto Trieste affrontare sabato alle 18.30, sempre alla "Bianchi", la De Akker Bologna. Poi sarà veramente festa. - Inutile girarci attorno. In una Triestina contestata nel complesso dalla tifoseria causa l'ultimo posto in classifica, uno dei giocatori più "beccati", soprattutto sui social, è Alessio Sabbione. «Come sto vivendo questa situazione? Mi dispiace - spiega il giocatore - sono un ragazzo che dà veramente il cuore nelle partite e negli allenamenti. Quindi mi fa molto male. Però all'inizio ero visto abbastanza in buona luce, quindi non devo dare troppo peso a quello che viene detto, perché comunque non c'è neanche la conoscenza con chi dice certe cose: magari non mi conoscono bene e come mi impegno, loro vedono la partita e giustamente uno si basa su quello e dice che questo giocatore non sta rendendo come dovrebbe. Quindi gli attacchi ci stanno, ma io devo viverli piuttosto come una carica, una sfida con me stesso». Uno degli episodi più controversi è stato quando l'ex capitano alabardato ha gettato la fascia ad Alessandria, un gesto che vuole chiarire: «Non è stato buttare la fascia, è stata un'incazzatura per un'espulsione che non ritenevo corretta, è stato un gesto di rabbia, ma assolutamente non un gesto che centra con la fascia o con la squadra». Anche se causa squalifica sabato con la Pergolettese non ci sarà, Sabbione ha sulle spalle tanta esperienza per analizzare la situazione e provare a capire come uscirne. «Ho vissuto situazioni belle e altre di difficoltà, ma è vero che se riesci a uscire da quelle più complicate, questo ti rende più forte. Non bisogna farsi prendere dallo sconforto, ma cercare di rimanere il più concentrati possibile, ognuno deve scavare dentro di sé e tirare fuori le proprie risorse». Importante, considerati i problemi, continuare a combattere: «Ovviamente la situazione è veramente brutta, è anche facile lasciarsi un po' abbattere da alcuni pensieri, ma quello che sto vedendo è che siamo compatti, il mister ci sta dando una giusta mentalità, non ci lasciamo abbattere dal pessimismo, ci mettiamo comunque in discussione perché è il nostro lavoro. Quindi bisogna aver fiducia, in settimana ci alleniamo veramente tutti a tremila, ci dispiace che questo poi non lo stiamo portando in campo, ma dobbiamo andare avanti per la nostra strada». Intanto Sabbione ha già fatto il difensore centrale, la mezzala e il mediano davanti la difesa, cambiando anche nella stessa gara: «Non c'è problema, magari nel corso della stessa partita è più complicato, anche per la differenza fra difensore e centrocampista come mentalità, letture e velocità di pensiero, ma fra infortuni e squalifiche il mister ne ha bisogno e quindi si fa».
  9. MERCOLEDÌ 14 DICEMBRE 2022 - Si parte dal 20-12 collezionato in grande stile in Francia, legittimo quindi pensare che questa sera (inizio alle 20, ingresso gratuito con prenotazione del posto tramite l'app iPrenota) la Pallanuoto Trieste possa fare il proprio debutto casalingo assoluto in ambito internazionale mettendo a referto uno storico passaggio del turno. Ma come ci insegnano anche in questi giorni i Mondiali di calcio in Qatar (e come scrive Riccardo Tosques su "Il Piccolo" odierno, nello sport non bisogna dare nulla per scontato. Mai. Non a caso coach Bettini dopo il +8 inflitto al Cn Noisy Le Sec ha predicato subito calma. Perché i quarti di finale dell'Euro Cup sono davvero tanto, tanto vicini. Ma la certezza ancora non c'è.«Non voglio assolutamente sentir parlare di formalità o che abbiamo già un piede nei quarti di finale», ha ribadito ieri, senza troppi giri di parole, il tecnico alabardato. Anche perché se la Pallanuoto Trieste sta viaggiando a ritmi alti in campionato (terza posizione dietro a Pro Recco e An Brescia) come peraltro confermato dalla splendida vittoria esterna contro la Telimar Palermo, la formazione transalpina non è affatto da meno. La compagine allenata dal serbo Stefan Ciric occupa attualmente la seconda posizione in classifica. Negli ultimi due incontro il Noisy Le Sec ha battuto Strasburgo, cedendo poi di un solo gol al Marsiglia, campione in carica del massimo torneo nazionale francese. La vittoria ottenuta a Palermo a dato ulteriore entusiasmo ad un gruppo che mai come quest'anno pare destinato a togliersi grandi soddisfazioni. «Siamo tornati dalla Sicilia - continua Bettini - ancora più consapevoli della nostra forza». Alla Bianchi la squadra alabardata sarà al gran completo. Ci sarà anche Ivan Bego che in Sicilia ha rimediato una forte contusione al volto. «Dobbiamo stringere i denti. Ci attende una partita tosta, complicata, da affrontare con la massima concentrazione. Loro proveranno fin da subito a recuperare qualche gol, dovremo essere bravi e attenti a contenere i loro tiratori. Piedi per terra e sangue freddo, siamo vicini ad un traguardo importante, per raggiungerlo dovremo giocare la nostra pallanuoto con ritmo e qualità», l'ultimo ammonimento di coach Bettini.Per quanto concerne i francesi ci sarà molta curiosità nel rivedere in acqua Drasko Gogov, per tre anni al servizio della Pallanuoto Trieste.Il giocatore più temibile? Il croato Antonio Petkovic, calottina numero 8 dal gol facile. In posizione di centroboa occhio ai movimenti di Ivan Krapic, anche lui croato, nato a Fiume. LE FORMAZIONI Pallanuoto Trieste: Oliva, Podgornik, Petronio, Buljubasic, Vrlic, Valentino, Bego, Mezzarobba, Razzi, Inaba, Bini, Mladossich, Ghiara.Noisy Le Sec: Garseau, Saudadier, Ondo Methogo, Bjorch, Do Carmo, Caumette, Gogov, Petkovic, Bowen, Krapic, Ait Dahmane, Guerin, Dutet.GLI ARBITRI La partita tra Pallanuoto Trieste e Noisy Le Sec sarà diretta da David Gomez (Spagna) e Ivan Raikovic (Serbia); delegato Len Matjaz Rakovec (Slovenia).GLI ALTRI MATCH Le altre gare di ritorno degli ottavi: Ortigia Siracusa-Rn Savona (2-7), Szolnok-Honved Budapest (11-13), En Tourcoing-Primorac Kotor (7-7), Csm Oradea-Steaua Bucarest (8-8), Cn Barcelona-Vk Sabac (10-13), Stella Rossa Belgrado-Vasa (10-15), Panionios-Partizan Belgrado(11-12). - Riportata con i piedi per terra da un'HappyCasa Brindisi che ha ribadito, con crudele cinismo, gli obiettivi di questa stagione, la Pallacanestro Trieste prepara la parte finale di questo girone d'andata. Gli scontri diretti in programma nelle ultime cinque giornate saranno un primo passaggio chiave nella rincorsa alla permanenza nella categoria, obiettivo che vista la vitalità di un mercato in continuo movimento e i conseguenti cambi di formazione delle compagini che bazzicano le zone basse della classifica, sarà tutt'altro che semplice da raggiungere.Niente voli pindarici dunque: pensare a salvarsi deve essere il mantra di un campionato partito all'insegna di sangue, lacrime e sudore. I risultati del prossimo mese daranno indicazioni più precise su quello che sarà il cammino della formazione di Marco Legovich da qui al termine della regular season.IL CALENDARIO: Delle squadre prese in esame, Trieste è l'unica ad avere tre scontri diretti. Napoli, Verona e Scafati ne hanno due, Treviso uno, Reggio Emilia nessuno. I biancorossi giocheranno domenica prossima a Masnago contro Varese poi subito dopo Natale in casa contro la Dolomiti Energia Trento dell'ex Grazulis. Dopo Capodanno arriveranno gli scontri diretti, due dei quali da giocare lontano dall'Allianz Dome. Si partirà lunedì 2 gennaio all'AGSM Forum di Verona contro la Tezenis di Ramagli, la domenica successiva arriverà a Trieste la Givova Scafati poi la trasferta al PalaVerde, in programma sabato 14 gennaio nell'anticipo della quindicesima giornata, contro la Nutribullet Treviso.LE AVVERSARIE: Il barometro della lotta salvezza segna sereno a Scafati. L'arrivo di Caja e gli innesti che hanno cambiato il volto dei campani hanno rafforzato il roster di una squadra radicalmente diversa da quella che aveva iniziato il campionato. La firma di Okoye, dopo quelle di Logan e Imbrò, ha portato talento ed esperienza, la vittoria in casa della Virtus Bologna ha consolidato la fiducia di un gruppo che in questo momento sembra poter invertire i pronostici di inizio stagione. Tra le squadre che appaiono più in difficoltà ci sono in questo momento Reggio Emilia e Treviso. La Unahotels ha cambiato coach Menetti sostituendolo con Sakota e in questi giorni ha annunciato la firma della guardia Nembhard, Treviso invece non ha ancora preso provvedimenti anche se il malessere diffuso in un ambiente deluso dai risultati sta inducendo la società a riflessioni in chiave mercato. Le parole di Nicola dopo il derby perso contro Verona hanno messo in discussione l'intero gruppo: nel mirino potrebbe esserci anche l'ex biancorosso Banks, incapace finora di essere quel trascinatore su cui la Nutribullet sperava di poter contare. Stagione non all'altezza delle aspettative, finora, culminata contro la Tezenis in una prova da 6 punti e 7 palle perse
  10. CHE PALLE QUESTI OT! Comincio a cancellare post a manetta se non la smettete
  11. MARTEDÌ 13 DICEMBRE 2022 - La partita di Seregno è stata persa così come sono state perse altre nove prima di quella di domenica. E cioè oltre la metà di quelle giocate. Gli episodi non sono stati favorevoli? L'arbitro ha commesso degli errori penalizzanti? Come scrive oggi Ciro Esposito sul quotidiano locale, in parte è così anche se chi frequenta il calcio ha visto molto e tanto di peggio ed è successo anche agli avversari (vedi la Virtus a Trieste). Si può comprendere lo sfogo a caldo del mister ma non il resto. Con una media a partita, che era di 1 punto nell'era Bonatti, ed ora è di poco sopra lo 0.50 a match c'è poco da discutere. O meglio c'è tanto da discutere ma è fuorviante e nefasto trovare alibi e dare la caccia a nemici veri o presunti. Ad agosto c'era il problema dell'allestimento della squadra vista l'operazione salvataggio in extremis, a settembre il ritardo della preparazione, ad ottobre l'inesperienza di Bonatti, poi la mancanza di cattiveria dei giocatori mandati in ritiro a oltranza, quindi la contestazione del pubblico e l'atteggiamento dei media, adesso gli errori arbitrali. Massimo Pavanel e la società fanno quadrato ed è pienamente legittimo e sensato. Tutti dovrebbero essere consapevoli tuttavia che la piazza sta cadendo nell'indifferenza e nel sarcasmo che è peggio della critica e della contestazione. Ormai servono solo fatti concreti sul campo e fuori. Le chiacchiere, le polemiche, le dispute sui social stanno a zero. Un numeretto che sta lì anche a ricordare quanti punti ha fatto la Triestina di Pavanel in trasferta e quanti gol abbia segnato (solo un rigore inutile di Ganz a Busto) in due mesi lontano dal Rocco. In casa questo gruppo fragile e mal assortito ha saputo creare qualcosa di meglio: un'ora con il Mantova, un tempo con il Renate, un'intera partita con la Feralpisalò. E da lì che Pavanel deve partire e dimostrare sabato contro la Pergolettese che c'è qualcosa da salvare. È l'ultima partita al Rocco dell'annus horribilis planetario e alabardato (anche per la prematura scomparsa dell'ex presidente Mario Biasin). Il club, anche sul piano della comunicazione, deponga l'ascia e la corazza e lanci qualche segnale tangibile alla città. Una tregua potrebbe non fare male. Poi sarà il tempo della rivoluzione di gennaio. Se ci sarà. Il presidente Giacomini e la società la scorsa settimana non hanno palesato tentennamenti. Sia nel rintuzzare le critiche che nell'affermare la volontà di proseguire nel progetto. Gli attori e cioè il tecnico, il direttore generale e la presidenza si sono già confrontati su cosa c'è da tenere e da buttare. L'esperienza di 6 milioni di euro investiti per una squadra che vede da vicino lo spettro della D è fresca. Ed è un inedito assoluto per il calcio professionistico italiano di terza serie e non solo. C'è sempre tempo per rimediare quando c'è consapevolezza degli errori commessi anche se la situazione è difficile da raddrizzare. Al di là di un ambiente ormai disilluso e deluso, anche sul piano tecnico la dirigenza alabardata sarà messa a dura prova. Togliendo i giovani perché hanno giocato a sprazzi (Felici a parte), non sono più di 5-6 i giocatori (portieri esclusi) che in questo contesto hanno saputo finora esprimere un rendimento appena sufficiente: Di Gennaro, Crimi, Ciofani, Gori, Paganini, mezzo Ganz, forse Lollo in alcune gare. E visto che finora tutti i tentativi di cambiare contesto sono andati a vuoto, a gennaio bisognerà attuare una staffetta per almeno una mezza dozzina di giocatori. Ma i nuovi arrivi devono essere pronti per giocare subito, abituati alle battaglie di chi deve salvarsi in C e auspicabilmente da inserire nel progetto della prossima stagione. Non bastano i soldi, servono idee chiare, conoscenza e competenza. Per non ripetere quel che è sotto gli occhi di tutti. - Un vecchio professore balcanico, che di basket qualcosa sapeva, dipingeva metafore per raccontarci la vita. «Tu sei come mucca di Erzegovina: prima fare tanto buon latte e poi dà calcio al secchio». Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", , quel professore si chiamava Aza Nikolic, una leggenda che ha segnato un'epopea. L'esempio, diventato un cult delle citazioni sportive, era riferito a squadre o giocatori che costruivano qualcosa di buono poi vanificandolo banalmente.Ecco, la Pallacanestro Trieste sta facendo questo. Aveva vinto a Reggio Emilia confermando progressi e solidità di gruppo emersi già nel ko interno con Brescia ma alla prova di verifica - quello che giustamente Marco Legovich ha definito «esame di maturità» - contro Brindisi ha steccato. Era una sfida crocevia, di quelle che vincendo danno relativa serenità mentre perdendo ti fanno male. Trieste ha perso, e male. Siamo crudi e realisti: i biancorossi non possono prescindere da intensità difensiva e gioco di squadra, altrimenti in questa serie A perdono sicuramente contro dieci formazioni e rischiano seriamente contro le ultime cinque. Non dispongono di classe diffusa tale da svoltare un match semplicemente aumentando i giri. E lo si è visto quando nelle rotazioni è rimasto in campo il quintetto "dei gregari", quello con minor talento offensivo e che stavolta non ha graffiato neanche in difesa. Contro Brindisi Trieste è apparsa scarica, di testa e nelle gambe, senza capacità di reazione. Quando l'HappyCasa ha sorpassato conquistando una manciata di punti di vantaggio, i biancorossi sono rimasti impietriti, quasi rassegnati.I PROBLEMI Qualche numero. Trieste 24 punti in area, Brindisi 42. Eppure la squadra di Legovich ha conquistato 19 rimbalzi offensivi, un'enormità visto che la media stagionale appena superava gli 11. I quattro lunghi insieme hanno tirato con il 22,2% (4 su 18), non si può andare da nessuna parte con questi dati. Il solo Perkins dall'altra parte ha segnato il doppio dei quattro i lunghi triestini messi insieme. Tirando con il 62%...Stavolta non ha cannato il solo Spencer, benchè sia l'anello debole del parco stranieri biancorosso, non avendo la personalità per essere un punto di riferimento sotto canestro nè quel po' di pericolosità offensiva da poter preventivare di ricavarne qualcosa.A un terzo di campionato già in archivio l'altro anello debole è l'ala piccola. Bartley può coprire alcuni minuti ma domenica scorsa l'abbiamo visto eccessivamente e ostinatamente individualista, poco inquadrato in un contesto di gruppo. Il 3 titolare è, o meglio sarebbe, Luca Campogrande ma l'esterno romano non riesce a uscire dal tunnel. Sette minuti anonimi, un solo tiro da tre tentato e fallito, un fallo subito e stop. Non sono numeri da ala piccola da starting five di serie A. Al giocatore, reduce da due anni complicati e condizionati dagli infortuni, sono state date responsabilità e fiducia. Ma i fatti raccontano che la scommessa purtroppo non sta pagando.FATTORE CAMPO Houston abbiamo un problema. Anzi, Valmaura abbiamo un problema. Cinque sconfitte su sei in casa. All'Allianz Dome le quattro peggiori prestazioni stagionali. L'effetto fortino non esiste più. Il pubblico si è ormai assestato attorno ai 2500 spettatori, largamente il più basso dell'ultimo weekend. Poco, troppo poco per una città appassionata di basket. La situazione è complessa. La squadra ha bisogno del calore del pubblico ma d'altra parte non si mette certo nelle condizioni migliori per sognare il pienone se il rendimento casalingo rimane insoddisfacente. Attenzione: nel girone di ritorno quasi tutti gli scontri diretti saranno in casa. Si tratta dell'unico vero favore fatto dal calendario. Non sfruttarlo sarebbe un delitto
  12. LUNEDÌ 12 DICEMBRE 2022 - Non lesina critiche alla direzione arbitrale il tecnico Massimo Pavanel. Come scrive Guido Roberti oggi su "Il Piccolo", l'attenzione nel dopogara è diretta essenzialmente agli episodi di una trasferta ancora una volta amara per l'allenatore veneto, sempre battuto lontano dal Rocco. «Sono troppi episodi, io non mi attacco mai a queste cose qui ma bisogna darci un taglio. Io sono sempre il primo responsabile ma almeno voglio che le cose siano fatte giuste, e stavolta ci sono state troppe situazioni dubbie, una caterva. Noi abbiamo i nostri limiti, le nostre pecche però che non ci venga tolto ciò che ci guadagniamo. Il gol era regolare, poi cartellini gialli al primo fallo, una espulsione senza senso. Da questo punto di vista qui si è toccato il fondo. Rispetto per la nostra società, rispetto per la nostra squadra. Poi noi in campo senza dubbio dobbiamo fare meglio».Tutto questo va ad aggiungersi a una situazione difficile soprattutto a centrocampo. È stata una preparazione un po' da inventare? «Ho dovuto inventare a centrocampo e poi abbiamo avuto anche l'infortunio di Di Gennaro, ma tutto sommato abbiamo tenuto bene su un campo difficile, abbiamo concesso il minimo sindacale, a parte poi il calcio di rigore e anche lì potremo ridire sulla punizione o la distanza della barriera. Il pari come minimo lo avremmo meritato».Per quanto visto son qui, possiamo dire che almeno un po' d'equilibrio in più questo 4-3-1-2 lo abba dato? «Siamo più compatti è vero, dobbiamo però riuscire a fare più male davanti, le situazioni pericolose ci potevano essere ma non siamo stati cattivi nelle conclusioni. Chiaro che se giochi così devi essere in grado di fare male».Quale è la situazione in infermeria in vista di un altro scontro salvezza al Rocco sabato prossimo? «Una situazione seria, si è fermato anche Di Gennaro, oltre a Sabbione che sarà squalificato. Recupereremo Gori, Lollo ha tenuto bene il campo, gli altri come Sottini, Furlan o Pezzella sono tutti da valutare, ma non ci piangiamo addosso, purché ci venga dato il nostro».Sotto per effetto di quel gol di Fusi a fine primo tempo, come valuta l'apporto di chi è subentrato dalla panchina? «Sono entrati in momenti non semplici e per di più siamo rimasti in inferiorità numerica quindi sono state chiare le difficoltà. Dobbiamo dare qualcosa di più» - Dopo la sconfitta di ieri sera della sua Pallacanestro Trieste, Marco Legovich esordisce facendo i complimenti a Brindisi e poi attacca: «Avevamo una prova di maturità che abbiamo fallito clamorosamente, non si può tirare da due con le stesse percentuali delle triple, non è accettabile. Mi prendo le responsabilità e in settimana lavoreremo su questo. Ci eravamo preparati a questo esame ma la prestazione è stata insufficiente. Gli esterni hanno sfruttato poco le occasioni dentro il pitturato e segnare 12 punti con quattro lunghi è un dato che non ci porta da nessuna parte».Stavolta le rotazioni non hanno funzionato. «Sono d'accordo, non hanno pagato. C'erano stati falli che hanno costretto a modificare le rotazioni ma all'intervallo eravamo sotto di cinque mentre poi abbiamo sbagliato troppo». Poco gioco di squadra e più individualismo rispetto alle ultime prove. «Brindisi è diversa da Reggio, siamo stati sotto ritmo, abbiamo creato opportunità ma le abbiamo fallite anche quando eravamo liberi».Michele Ruzzier fa autocritica: «Dovremo farci un esame di coscienza, personalmente ho commesso sbagli troppo ingenui. Brindisi ci ha messo in difficoltà e ha giocato meglio di noi».Frank Vitucci dedica la vittoria alla madre scomparsa nei giorni scorsi e ringrazia lo staff e la squadra che l'hanno supportato preparando la partita in modo ottimale.
  13. DOMENICA 11 DICEMBRE 2022 - Pallacanestro Trieste con l'incognita Pacher stasera all'Allianz Dome contro l'HappyCasa Brindisi. Come scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo", il lungo statunitense è alle prese con l'influenza e anche ieri ha dovuto disertare l'allenamento, solo oggi coach Marco Legovich saprà se potrà contare almeno per qualche spezzone sull'apporto di AJ. Sarebbe una grana la sua assenza visto che Pacher è in crescendo di condizione ed è diventato una sorta di garante degli equilibri difensivi. Per fortuna il ritorno di Alessandro Lever dopo due mesi di stop è avvenuto subito a buon livello ma nel pacchetto lunghi va sempre considerata la variabile Skylar Spencer. Nell'ultima esibizione casalinga, persa contro Brescia, il centro protagonista in negativo nel finale uscì dal parquet in lacrime: l'orgoglio ferito, magari, potrà fare il miracolo stasera (palla due alle 20.30).Pacher o no, per Trieste è una gara crocevia. Un successo consentirebbe ai biancorossi di stabilizzarsi a metà classifica e lasciare almeno una squadra quattro punti indietro visto che in Verona-Treviso qualcuno resterà a secco. Una sconfitta spezzerebbe la possibile continuità dopo il blitz al PalaBigi reggiano ma soprattutto allungherebbe la serie di sconfitte casalinghe e non sarebbe il massimo vista la necessità di riportare presto pubblico più numeroso a Valmaura.MAFFEZZOLI Nell'analisi prepartita, affidata stavolta all'assistent Massimo Maffezzoli, si sottolinea che «Brindisi è una squadra dal grande atletismo, ha chiari riferimenti sia interni che sul perimetro, ama correre e ha fisicità a rimbalzo e in attacco anche con gli esterni. Abbiamo lavorato sulla sia dell'entusiasmo per il successo di Reggio Emilia ma ci siamo confrontati con intoppi come l'influenza di Pacher e un problema a un ginocchio per Deangeli, già risolto. Dovremo essere umili, compatti e concentrati e chiediamo al pubblico di supportarci in una gara che è veramente molto importante per la nostra classifica».Brindisi, senza Harrison e Etou, nell'ultimo turno ha battuto in casa Venezia presentando nello starting five l'ex tortonese Mascolo, preferito a Bowman in regia, e Mezzanotte, lungo letale da tre. Ampi minutaggi anche a Riisma, esterno estone di nascita ma di formazione italiana, e al lungo Bayehe. In sostanza, Frank Vitucci attinge a tutte le armi a disposizione e il risultato sono imprevedibilità ed entusiasmo. Le statistiche raccontano che in punti segnati e rimbalzi Trieste e Brindisi sostanzialmente si equivalgono, i biancorossi perdono più palloni (13 contro 11) ma danno più assist, gli uomini di Legovich tirano meglio da due (51,1% contro 47,4), peggio da tre (33,6 contro 35,1) e dalla lunetta (70,4 contro 74,3). Nella Pallacanestro Trieste c'è da attendersi una prestazione di puntiglio da parte di Frank Gaines, rimasto clamorosamente all'asciutto nell'ultima uscita. Un'altra prova oscura al tiro sarebbe uno smacco - Un anno fa a Seregno l'Unione chiudeva con una vittoria sui locali le sue fatiche dell'anno solare. Stessa pioviggine, stessa nebbia, stesso prato sconnesso del Ferruccio. E come scrive Ciro Esposito sul quotidiano locale, la situazione della Triestina purtroppo non è la stessa del dicembre scorso e non è lo stesso nemmeno l'avversario. Quell'Unione viaggiava oltre i 30 punti e con quel risicato 1-0 (sul Seregno poi sceso in D) puntava ancora alle posizioni di vertice. Un risultato così oggi sarebbe una manna per questa Triestina che arranca in ultima posizione a quota 12. Il precedente dunque potrebbe incontrare il favore dei cabalisti.In questo lunch-match (si gioca alle 12), che tutti si augurano non resti sullo stomaco già disturbato dei tifosi, l'Unione si troverà di fronte il Sangiuliano, neopromosso ed emigrato a Seregno in quanto orfano del suo campo, ma messo benino in classifica con otto punti più dell'Unione ma con un rendimento molto zoppicante dopo un avvio fulmineo. Gli alabardati invece di fiammate quest'anno non ne hanno proprio avute. Potrebbe essere l'occasione giusta almeno sul piano del risultato dopo la prima partita decente giocata domenica scorsa al Rocco contro la Feralpisalò. È inutile illudersi sulla continuità di questa Triestina ma sperare non è vietato. Diciamo che Pavanel dovrebbe giocare per vincere ma in fondo anche un pari non sarebbe da buttare. Perché si è visto com'è finito il recente scontro-salvezza a Piacenza ed è bene non trascurare quella lezione. Se la Triestina gioca con la stessa determinazione e concentrazione vista sette giorni fa qualcosa di buono succederà. Pavanel sembra aver trovato l'assetto al momento più equilibrato e dovrà affrontare il 4-3-3 dei lombardi. La grande incognita è a chi affidare il ruolo di mediano davanti alla difesa. Anzi non è un'incognita perché, a meno di stravolgimenti, Pavanel per quel ruolo non ha altro che Sabbione posto che Lollo, ammesso che si sia ripreso, non ha nelle gambe per giocare più di una mezz'ora. Gori è fuori per squalifica (come Felici), Pezzella infortunato, Crimi in lento recupero. Tra gli esterni sembra invece parzialmente recuperato Furlan. Quindi c'è poco da scegliere, anzi praticamente nulla. Non solo ma l'avanzamento di Sabbione costringe il tecnico anche a un ritocco non da poco in difesa con l'incerto Rocchi (Sottini è ancora out) a fare da spalla all'inamovibile Di Gennaro. Gli altri destinati a giocare da subito dovrebbero essere gli stessi che hanno creato qualche difficoltà ai gardesani con fiducia ad Adorante in attacco al fianco di Ganz.Insomma Massimo Pavanel deve affrontare un'altra partita snodo con quello che gli resta. Non è comunque poco se la squadra giocherà compatta e sarà di nuovo in grado di tenere alto l'impatto agonistico per tutta la gara. La squadra si è allenata per tutta la settimana alle 12 ed è rimasta assieme sin da venerdì pomeriggio. Sono dettagli che possono anche avere il loro peso specifico. Ma prima di tutto è necessario non lasciar scappare via il Sangiuliano
  14. SABATO 10 DICEMBRE 2022 - La Pallacanestro Trieste conta moltissimo sulla sua crescita e, se mai avesse qualche dubbio, c'è coach Legovich a ricordarglielo. Lo scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo": quando parla di Alessandro Lever il tecnico sottolinea volentieri le note positive ma la conclusione del discorso è sempre la stessa: «Può fare ancora di più e alzare l'asticella, deve convincersene». Il buon Lever a convincersene sta cominciando davvero: nel finale a Reggio Emilia sei punti pesantissimi e una dimostrazione di personalità. E domani sera all'Allianz Dome contro Brindisi è attesa una conferma.Lever, ci sono grandi aspettative da parte dello staff tecnico.«Cerco di continuare con impegno nel lavoro già iniziato lo scorso anno, ringrazio Legovich e il preparatore Bonetta per quello che stiamo facendo, sono passi fondamentali per la crescita. Io so che c'è sempre un passo in avanti che posso aggiungere e del resto sono il primo a essere critico con me stesso e a pretendere sempre qualcosa in più. Diventare sempre più tosto, prendere più iniziative».Due mesi di stop per infortunio. Al Forum qualche settimana fa il rientro. Adesso com'è la condizione?«Mi sento bene. La forma cresce di settimana in settimana e sento che a breve sarà ottimale. Mi sono ributtato nella mischia senza timori perchè lo staff medico e atletico hanno fatto un ottimo lavoro».Da spettatore ha esaminato l'evoluzione del gruppo e intuito dove il suo apporto potrebbe rivelarsi importante.«Vero, non mi sono limitato a fare il tifoso. Ho cercato di capire in che modo, al rientro, avrei potuto rendermi più utile».Lei e Pacher siete sulla carta le due ali forti biancorosse ma in realtà si ha la sensazione che, come a Reggio Emilia, spesso vi vedremo contemporaneamente sul parquet. Anche perchè lei è nato come 5 e poi diventato 4 negli Usa.«Con AJ mi trovo bene, possiamo entrambi tirare da tre e questo ci permette di aprire il campo, far lavorare le difese avversarie e liberare più spazi per i compagni soprattutto quando di fronte ci sono rivali della nostra stazza».Il suo rientro è avvenuto quasi in contemporanea all'arrivo di Ruzzier. Cosa ha portato Michele in più alla PallTrieste?«Ha avuto esperienze diverse dagli altri compagni, ha giocato in squadre molto importanti del nostro campionato, sa fare la cosa giusta nel momento giusto e dal punto di vista tattico è importante sapere di poter contare su un elemento così, anche in allenamento».Domani arriva Brindisi. Un successo vi permetterebbe di allontanarvi dalla zona calda. Come si affronta questa gara?«Abbiamo la consapevolezza che possiamo giocarcela con tutti se affrontiamo le sfide nel modo giusto, se non perdiamo troppi palloni ad esempio e se ci buttiamo sul parquet lottando in ogni azione. I risultati stanno arrivando e vogliamo dar loro continuità».Sperando di ritrovare più pubblico.«Ne abbiamo bisogno. Il tifo dell'Allianz Dome può darci una spinta in più, come in passato». - La Triestina è partita già ieri verso la Lombardia, a dimostrazione di come in casa alabardata si stia preparando con grande cura una partita delicata come quella di domani a Seregno con il San Giuliano City. Lo scrive oggi Antonello Rodio: per tutta la settimana, visto l'inusuale orario di inizio della gara alle ore 12, la squadra si è allenata a mezzogiorno, proprio perché i giocatori possano arrivare preparati a un match che deve segnare anche una svolta nel trend finora disastroso in trasferta. Il problema è che Pavanel arriva alla sfida con il San Giuliano con parecchie assenze e soprattutto con un centrocampo davvero ridotto ai minimi termini. La squalifica di Gori, autore di una prova maiuscola contro la Feralpi, è l'ulteriore tegola in un reparto che sta già soffrendo molte defezioni. Visto che il modulo schierato domenica scorsa ha funzionato e non sarebbe logico andarlo a toccare, per continuare nel 4-3-1-2 Pavanel ha bisogno di trovare un giocatore che possa sostituire Gori. Se gli altri due di centrocampo saranno sicuramente Paganini e Lovisa, con quest'ultimo che ha meritato la conferma con una prova di sostanza, manca appunto un perno centrale da schierare davanti alla difesa. Naturalmente la soluzione ideale sarebbe quella di Crimi, ma il giocatore ha appena ripreso a lavorare con la squadra dopo il lungo infortunio e sarebbe davvero prematuro gettarlo subito nella mischia, oltre che rischioso per un'eventuale ricaduta. Un altro giocatore di sostanza che ultimamente ha fatto bene è Lollo, ma dopo gli impegni ravvicinati seguenti a un lungo periodo di inattività, il centrocampista con la Feralpi ha dato forfait per un affaticamento muscolare. Questa settimana ha intensificato i ritmi, ma la sua presenza è ancora in bilico e dovrà essere valutata attentamente fino alla vigilia. Un discorso che riguarda anche Furlan, apparso anch'esso sulla via del recupero ma ancora al confine tra un rientro immediato ma rischioso e una possibile ulteriore prudenza. E non dimentichiamo che fra gli assenti figurano anche l'infortunato Pezzella e lo squalificato Felici. Come può dunque risolvere il rebus Pavanel? Se Lollo non recupera, ci sarebbe una soluzione d'emergenza già adottata in qualche partita, ovvero schierare Sabbione a centrocampo, per dare un po' di fisicità e altezza davanti alla difesa. Soprattutto in una partita che molto probabilmente sarà giocata soprattutto su grinta e agonismo. E a proposito di difesa, con Sabbione a centrocampo, il posto da centrale accanto a Di Gennaro sarebbe preso a quel punto da Rocchi, oppure da Sottini se si riuscirà a recuperare il giocatore scuola Inter. Sembrano scontati invece Ghislandi e Ciofani come terzini, e anche il terzetto offensivo con Minesso dietro a Ganz e Adorante. La missione dell'Unione, dopo aver spazzato via quello della porta mai inviolata, è di sfatare anche il tabù delle trasferte
  15. VENERDÌ 9 DICEMBRE 2022 - La crescita del pacchetto italiani contro una formazione che spesso proprio con i suoi italiani l'ha messa in difficoltà. Come scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo" di oggi, tra le chiavi della partita di domenica sera all'Allianz Dome tra Pallacanestro Trieste e Brindisi c'è anche l'attesa per una conferma: l'arrivo di Michele Ruzzier e il ritorno di Alessandro Lever dopo l'infortunio hanno elevato la qualità del pacchetto indigeno a disposizione di Marco Legovich e lo si nota anche nei tabellini. Nelle nove partite disputate finora in due occasioni gli italiani complessivamente non avevano raggiunto nemmeno la doppia cifra. In tre incontri l'apporto offensivo degli italiani è stato significativo: contro la Reyer Venezia (24 punti su 78 totali) e, appunto, nelle ultime due esibizioni, quelle con Ruz e Lever: 23 punti su 90 contro Brescia e ben 32 (il 38% del totale) su 84 a Reggio Emilia. In sostanza, il successo al PalaBigi è stato quello nel quale gli italiani biancorossi hanno inciso maggiormente, riuscendo a compensare anche la serata abulica di Gaines, rimasto a secco.Del resto, i margini di crescita del team di Legovich sono legati proprio ai progressi del parco italiani con il miglioramento nella condizione di Ruzzier e Lever e confidando in una ritrovata vena da tre da parte di Campogrande. L'ala romana, comunque, a Reggio Emilia ha mostrato disponibilità a lavorare duro in difesa in modo da rendere meno pesante una nuova prestazione scadente dai 6,75.L'Happycasa Brindisi riporta alla mente confronti - nell'era dalmassoniana spesso perdenti visto che Frank Vitucci era con Caja era l'avversario tabù del coach mestrino - in cui a spostare i valori spesso sono stati proprio i giocatori italiani in maglia pugliese. Un plotone che però nell'ultima estate ha preso strade lontane da Brindisi. Il tiratore Visconti si è accasato alla Carpegna Pesaro, il play Zanelli è a Treviso, Mattia Udom è a Trento e quello che era il pezzo pregiato, Raphael Gaspardo, è stato ingaggiato con un contratto impegnativo dall'Old Wild West Udine in A2 dove peraltro è stato il peggiore nel derby perso a Cividale. In compenso è arrivato quel Bruno Mascolo che con Tortona l'anno scorso ci ha fatto parecchio male. - Quella di domenica scorsa contro la Feralpisalò, è stata appena la terza volta che Andrea Adorante (intervistato oggi da Antonello Rodio) è partito da titolare. Ma è indubbio che l'attaccante classe 2000 ha portato nuova linfa al reparto offensivo alabardato, soprattutto schierato accanto a Ganz e con il supporto di Minesso subito dietro. Uno schieramento che è piaciuto allo stesso giocatore parmense: «Ho apprezzato questa soluzione: essendo una punta più fisica e strutturata, è utile avere due giocatori a fianco più mobili e di movimento. A mio parere questa soluzione ha funzionato e potrebbe funzionare ancora, ma ovviamente le scelte le fa il mister e io sono a sua disposizione». Contro la Feralpi, Adorante nei primi minuti ha avuto anche due grandi occasioni, e se sulla prima è stato bravo il portiere avversario, sulla seconda qualche rammarico c'è: «Potevo fare meglio, ma sono arrivato in contrasto con il difensore, ci ho messo più forza possibile per buttarla dentro, ma non l'ho presa ed è andata così. Ora spero di sbloccarmi nelle prossime partite». Di sicuro anche lui ha preso parte all'iniezione di gioventù che forse è stata una delle cose più convincenti della prestazione alabardata, ma l'attaccante non ne fa una questione di età: «Sicuramente noi giovani abbiamo voglia tanta di emergere e di diventare qualcuno, questo può essere un aspetto importante, ma come io personalmente quando entro in campo dò il massimo, così è per gli altri: non è questione di giovani o di più grandi, noi siamo a disposizione dei più esperti per dare loro una mano, e loro la danno a noi per emergere e dare il meglio». Dopo un precampionato in cui era spesso titolare, Adorante forse sperava di trovare più spazio, ma adesso potrebbe essere arrivato il momento della continuità: «Sicuramente la voglia è quella di giocare, entrare e fare sempre bene, poi naturalmente le scelte le fanno i mister a seconda di chi è più pronto, e magari a inizio campionato non davo la necessaria fiducia. Il mio compito è di meritarmi questa fiducia, trovare più spazio possibile e dare conferme all'allenatore quando si viene impiegati». Adesso ovviamente il focus è per la partita di domenica a Seregno contro il Sangiuliano City (si gioca alle ore 12), un match nel quale l'Unione deve dimostrare di saper finalmente cambiare marcia anche in trasferta: «Giocare al Rocco è un'emozione incredibile - spiega Adorante - quando c'è tanta gente che urla e ti incita viene voglia di fare ancora di più, ma adesso fuori casa dobbiamo assolutamente immedesimarci in queste diverse realtà e andarci senza paure. Secondo me la prestazione contro la Feralpi ha tirato fuori in noi qualcosa di importante, che ora dovremo utilizzare in queste tre partite che mancano prima della sosta. Speriamo davvero di vedere qualcosa di importante, noi ci siamo preparati bene anche nei dettagli, a partire dagli orari degli allenamenti alla colazione tutti insieme allo stesso orario. La preparazione alla partita di domenica è stata molto attenta, noi siamo pronti».
  16. GIOVEDÌ 8 DICEMBRE 2022 - Batte il cinque la Pallanuoto Trieste e con uno schiaffo a mano aperta al Bogliasco continua a macinare punti pesanti con vista sul vertice della Serie A1. Lo scrive oggi Francesco Bevilacqua su "Il Piccolo": senza Bini, out per infortunio e Petronio costretto ai box dall'influenza con gli onori e gli oneri del capitano che passano sulle spalle di Mezzarobba, ad una Trieste assetata bastano due tempi per inabissare la formazione ligure, troppo poco aggressiva per poter anche solo disturbare la macchina irriducibile di Daniele Bettini che stravince 20-6 anche il turno infrasettimanale valido per l'ottava giornata del torneo. L'assedio della Bianchi è incalzato da una prestazione ispiratissima di Andrea Mladossich e soprattutto dalla fluidità di gioco propria di chi non sta disputando una partita ogni tre giorni. È proprio Mladossich a rompere il ghiaccio, seguito prontamente da Mezzarobba, Inaba e Razzi che a metà del primo quarto scombinano tutti i piani degli ospiti, svegliati dal rigore di Puccio e dal 5-2 di Guidazzi in risposta al bis di Mezzarobba. Il 6-1 della seconda frazione è una doppia mandata sull'incontro: comincia Inaba, quindi Valentino, Mezzarobba, Mladossich, Bego e ancora Mladossich imbavagliano qualsiasi intenzione della squadra di Malagotti, a caccia di punti sul sentiero sbagliato. Puccio timbra il cartellino grazie ad un rigore sulla sirena ma la voragine che apre il secondo tempo è quanto mai scoraggiante per i liguri. Mladossich inaugura anche il cambio campo, Guidaldi beffa il neoentrato Ghiara, avvicendatosi con Oliva, ma Razzi chiude la pratica con una gran esecuzione in rovesciata prima del 14-3 in superiorità numerica che vale il gol numero cento del campionato alabardato. C'è tempo per infierire: Podgornik ed Inaba ne mettono due a testa mentre Razzi e Bego scolpiscono il 20-6 dopo il break, piuttosto timido di Brambilla e Blanchard. Briciole di una torta che Trieste non ha mai dato l'impressione di voler spartire. Trieste-Bogliasco era l'ultimo impegno casalingo prima della gara di ritorno degli ottavi di finale di Euro Cup contro il Noisy Le Sec tra poco meno di una settimana, anticipato dall'uscita siciliana di sabato pomeriggio contro il Telimar Palermo. - Il suo rientro a tempo pieno sulla fascia destra dopo l'infortunio, è stato uno degli aspetti che hanno funzionato di più per la Triestina contro la Feralpisalò. Ma Davide Ghislandi, intervistato da Antonello Rodio, sa che può fare ancora di più: è un giovane con la testa sulle spalle, con una buona capacità di analisi, ambizioso ma con la giusta umiltà di chi sa di dover ancora imparare. Ghislandi, quest'estate l'Atalanta l'ha mandata a crescere a Trieste con una società ambiziosa: come reagisce un ragazzo di 21 anni a una stagione così diversa dal previsto? «Ripeto le parole del mister, che valgono anche per me e rispecchiano gli insegnamenti dei miei genitori: da situazioni così, si esce solo più forti. È una situazione pesante, a vedere la classifica si prova vergogna, per primi noi che andiamo in campo. Ci si sente di aver toccato il fondo, ma ne usciremo più forti, come calciatori e anche come persone».Come giudica finora la sua stagione?«Sono sicuro che posso e devo dare di più, ma sono soddisfatto dell'ultima partita, con i compagni siamo riusciti anche a costruire e a offendere». Il suo infortunio è arrivato nel momento peggiore per un giocatore, quello del cambio panchina con modifiche nel sistema e nei metodi. «Gli infortuni fanno parte del mio lavoro, ma quel momento in effetti è stato abbastanza difficile, perché si sa che il giudizio iniziale si basa proprio sui primi giorni di lavoro»Il rientro è stato simile a fare dei corsi di recupero? «Sì, perché quando rientri è comunque faticoso, sai che ti devi gestire, capire come sta il tuo corpo e quanto puoi spingere. E inserirsi anche in nuovi meccanismi è stato doppiamente faticoso».Il suo approccio prima con Bonatti e poi con Pavanel?«Più o meno lo stesso, non li conoscevo bene, ma di entrambi sapevo già qualcosa attraverso altri giocatori. Il primo l'avevo sfiorato con la Primavera, mentre Pavanel ha allenato due amici come Brogni e Bergonzi che me ne avevano parlato bene». Con la Feralpi finalmente la squadra ha tenuto botta per 95 minuti: questione di condizione fisica o di tenuta mentale? «Il calcio è sì anche un gioco con un aspetto mentale, ma si tratta di un mix, è fatto soprattutto di episodi che influiscono molto sulle partite e che devi portare dalla tua parte. E sia chiaro che non è una scusa, ma qualche volta avremmo davvero meritato di raccogliere qualcosa di più». Ora però serve continuità, a partire dal Sangiuliano. «In settimana negli allenamenti non c'è stato nessun senso di rilassamento, c'è una diversa apertura che giova a tutti, ma sappiamo che abbiamo solo pareggiato e per domenica siamo carichi, visto che ci giochiamo parecchio». Contate ancora nella salvezza diretta? «Spesso è un concetto che si dice così per dire, ma noi ora veramente pensiamo partita per partita, senza guardarci alle spalle, bensì concentrandoci solo sulla prossima gara. Anche perché ora pesano sempre di più».In cosa sente di dover migliorare?«Fisicamente ho dei limiti naturali che però penso di saper sopperire in altri modi, piuttosto ora con Pavanel stiamo lavorando su una cosa specifica: giocando con due punte e un altro riferimento vicino, io da terzino appena ho la palla devo guardare avanti e cercare anche una soluzione lunga dove c'è più densità di compagni, con una palla che sia giocabile o comunque rigiocabile. E in questo devo migliorare perché altri mister in passato prediligevano un giro palla maggiore. Ma ora quello che ci serve è questo e io ascolto sempre gli allenatori».Cinque minuti in serie A li ha già fatti: l'obiettivo è tornarci e sempre con la maglia dell'Atalanta? «Ho dei sogni che vorrei coronare ai più alti livelli, lavoro per quello e sì, mi piacerebbe arrivare lì, con la squadra della mia città. Ma soprattutto mi piacerebbe sempre fare un passo avanti, ogni anno fare dei progressi, senza l'arroganza di dire che dovrei stare più in alto»
  17. Nell'intervista si è messo anche a ridere prima di rispondere 🙂 Ha già un po' di riflettori puntati addosso, logico che rispondesse così...
  18. In attesa di domenica, ho fatto quattro chiacchiere con Bartley: https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/bartley-quot-il-nostro-obiettivo-lavoriamo-per-raggiungere-i-playoff-quot.html
  19. MERCOLEDÌ 7 DICEMBRE 2022 - Si è preso una soddisfazione nella sua Reggio Emilia. Abbracci e pacche sulle spalle prima della palla a due, l'intervallo a chiacchierare con "Papero" Montecchi, poi il ritorno a casa con i due punti mentre il club locale gestiva la fine del rapporto con coach Menetti proprio a causa della sconfitta con la Pallacanestro Trieste. Mario Ghiacci (intervistato da Roberto Degrassi per "Il Piccolo"), da ultimi a zero punti dopo le prime quattro giornate a quota sei, adesso, con meno ansia addosso. "Ha pagato la coerenza. Mi spiego, e per farlo devo prenderla un po' alla lontana: la nostra società ha tenuto la barra dritta, abbiamo creduto nelle nostre scelte. Abbiamo dovuto affrontare alcune situazioni: un calendario terribile perchè ci ha proposto subito le rivali più forti, l'infortunio di Lever che ha indebolito il reparto lunghi, inoltre abbiamo allestito un roster compatibile con risorse penalizzate in quanto la gestione dell'impianto comporta costi". Cioè meno budget destinato alla squadra per fronteggiare i costi dell'Allianz Dome? "Questa è la sostanza, per far quadrare i conti". Ha parlato di scelte. Vediamole, partendo dalla più impegnativa. Il coach. "Da quando si è deciso di non proseguire il rapporto con Franco Ciani non abbiamo avuto alcun dubbio nell'affidare la squadra a Marco Legovich. Una decisione presa dopo averlo testato in questi anni, abbiamo seguito la sua crescita, il suo modo di lavorare. Proprio per questo motivo dopo la partenza complicata da quattro sconfitte abbiamo voluto eliminare qualsiasi chiacchiera sulla panchina confermando più che mai la nostra scelta". Quella di Bartley si è rivelata un affare. "Non è stato un colpo di fortuna. O, meglio: sapevamo che era buono ma non potevamo sapere come si sarebbe ambientato nel campionato italiano. Lo seguivamo, è stato scoutizzato e Legovich lo seguiva già da un paio d'anni". È lui la sorpresa della PallTrieste? "Bartley certamente ma aggiungo anche Pacher. Ha faticato ad adattarsi alla serie A dopo una lunga esperienza in A2. Ha ottime caratteristiche che vanno completate con gli altri lunghi in organico. Non dimentichiamo che l'infortunio di Lever non ha rappresentato un problema solo per le partite. La sua assenza l'abbiamo accusata in allenamento perchè un conto è lavorare con 4 lunghi e uno chiedendo a Deangeli, che ha una disponibilità totale e ci dà tutto, di adattarsi. Pacher è cresciuto nelle ultime settimane e ha dimsotrato ciò che sapevamo: l'avvio stentato non aveva motivazioni tecniche ma di adattamento". A Reggio Emilia Gaines zero punti. Quello che dovrebbe essere il tiratore più affidabile. "Frank è un ottimo giocatore, il gruppo lo supporta e ci darà soddisfazioni. A me piace che sia uno da tiri ignoranti, alla Basile. Capace di decidere una partita con un paio di conclusioni inattese. Arriverà anche qualche giorno e per gli altri saranno dolori". Sembra avere grande fiducia nel gruppo, nonostante qualcuno non incanti..."Non abbiamo la presunzione di pensare di aver costruito una super squadra. Non lo potevamo fare. Abbiamo scelto uomini con valori tali da poter funzionare insieme. Prendete Bossi. A Reggio Emilia ha giocato cinque minuti ma di grande qualità. Ed è stato utile anche lui per il successo. Questo è un gruppo molto sano. Non significa che siamo fermi. Quando abbiamo individuato la possibilità di alzare il livello tecnico della squadra inserendo Ruzzier lo abbiamo fatto". Cosa ha significato il successo al PalaBigi? "Un passo importante ma non ci è passata la febbre. Questo è un campionato pazzesco, a pesare saranno i dettagli, tutti si sono già mossi per modificare il proprio assetto, sono saltate due panchine. Qui bisogna vivere davvero una gara alla volta. L'unica cosa da fare è continuare a lavorare così. Dobbiamo confermarci, a testa bassa". Si attende che venga consolidato anche il futuro societario con l'arrivo della nuova proprietà Usa. Una svolta che però resta senza una data. "Mi rendo conto di ripetermi. Stiamo andando avanti ma i tempi non li dettiamo noi, cedere un'azienda non succede dalla sera alla mattina e anche nello sport chi investe prima fa controlli approfonditi. A noi sta bene".Sereni? "Sì. Abbiamo tutti la voglia di fare le cose a posto. Serve un po' di tempo, d'accordo. L'importante è il risultato". Domenica arriva Brindisi. Finora all'Allianz Dome non è mai stata superata quota tremila. "Avverto un ritrovato entusiasmo dopo la partenza deludente. Mi farebbe piacere se potessimo tornare ad avere una cornice importante di pubblico. Chi è venuto a vedere l'incontro con Brescia nonostante la sconfitta si è divertito e ci ha visti lottare. Questa squadra vuole vincere insieme alla sua gente. È un bel gruppo. Merita fiducia". - Chi ha detto che il 17 porta male? All'Unione non sembra proprio, visto che esattamente alla diciassettesima giornata la squadra alabardata è riuscita a sfatare un fastidioso tabù stagionale, quello che la voleva sempre trafitta da almeno una rete. Come scrive Antonello Rodio sul quotidiano locale odierno, contro la Feralpi, infatti, per la prima volta in questo campionato la Triestina è finalmente riuscita a concludere una partita con la porta inviolata, oltre a sciorinare una prestazione convincente e intensa per tutti i 95 minuti di gara. Un segnale di luce importante, perché quello dei zero "clean sheet" stava diventando, oltre che un pesante dato statistico, anche una zavorra mentale che a un certo punto delle partite inevitabilmente affiorava. Anche se sotto accusa in questi casi ci finisce sempre la difesa, è noto che quando si prendono tante reti vengono coinvolti anche gli altri reparti in quella che, non a caso, complessivamente si chiama fase difensiva.Sotto questo aspetto, Pavanel potrebbe aver trovato finalmente l'assetto in grado di garantire una certa copertura e una buona solidità, anche se ovviamente ora dovranno arrivare le controprove. C'è innanzitutto una questione tattica, perché una difesa a quattro e un centrocampo a tre, soprattutto quando c'è un Gori in forma a fare da perno centrale davanti al reparto arretrato, oltre a essere una delle soluzioni preferite dal tecnico, è forse il sistema che meglio si adatta alle caratteristiche dei giocatori alabardati per riuscire a mantenere un certo equilibrio.Ma poi è anche una questione di uomini: domenica è stata adottata una soluzione vista molto poco in questa stagione. Schierare Ghislandi a destra e Ciofani a sinistra, ha permesso non solo una diligente copertura sulle fasce, ma anche una buona spinta offensiva sulle corsie. In mezzo la coppia Di Gennaro e Sabbione ha funzionato, anche perché quest'ultimo nel suo ruolo naturale mostra maggiori sicurezze e, in attesa dell'infortunato Sottini, offre al momento maggiori garanzie di Rocchi.Ma non è una soluzione totalmente inedita. Anzi, è uno schieramento che per un paio di volte si era visto a inizio campionato, adottato all'epoca da Bonatti, e che aveva anche funzionato in modo soddisfacente. Era esattamente questo infatti il quartetto difensivo in campo a Novara, quando la Triestina una volta andata in vantaggio, riuscì a resistere sul campo di una delle squadre più forti del girone fino agli ultimi minuti, prima di subire il pari in mischia. Stesso schieramento anche nel match successivo al Rocco con la Pro Vercelli, dove il gol al passivo arrivò ancora nella parte finale del match. Poi, tra scelte tecniche diverse o infortuni, questo pacchetto non era più stato utilizzato.Lo stesso Pavanel, appena arrivato, per molto tempo non ha potuto utilizzare Ghislandi che si era infortunato proprio in quei giorni. Ma ora il ragazzo dell'Atalanta, dopo qualche settimana di carburazione al rientro per entrare in condizione, sembra di nuovo pimpante. Adesso Pavanel spera di aver trovato finalmente la quadra nel reparto arretrato, in attesa che anche l'attacco inizi a sbloccarsi. Ma intanto, il primo mattoncino verso la salvezza passa proprio per una maggior solidità difensiva. Perché in effetti partire ogni volta da almeno un gol sotto, rende tutto ancora più difficile.
  20. Visto che, come tanti altri siti o pagine Facebook, anche questo forum è "passibile" dell'...interessamento da parte della società sulle chiacchiere che vengono fatte, fatto fermo che non esiste che qualcuno metta il bavaglio a qualcun altro, prego tutti gli iscritti di mantenere sempre un atteggiamento consono nelle discussioni. Mi si permetta comunque di dire che il momento che stiamo vivendo - non solo sul lato squisitamente sportivo - è davvero oscuro...
  21. MARTEDÌ 6 DICEMBRE 2022 - «Io amo Trieste, amo la Triestina e sono il primo che vado avanti. Devono venire con me». Come scrive Ciro Esposito su "Il Piccolo" odierno, sosì si era pronunciato Massimo Pavanel al termine della disfatta di Piacenza. La determinazione del tecnico e forse la settimana trascorsa assieme in ritiro hanno fugato i dubbi sulla volontà degli alabardati di uscire dal tunnel e anche quelli di chi non credono nella capacità di Pavanel di compattare il gruppo. Questo è un aspetto non secondario emerso dalla prestazione con la Feralpisalò. I giocatori non hanno mollato di un metro gli avversari, mordendo le caviglie facendo falli, gettando la palla in tribuna quando serviva. Tutti segnali di un gruppo che non ha smobilitato a dispetto dei risultati molto deludenti dell'ultimo mese. Certo la Feralpisalò non è sembrata molto ispirata, fatto che spesso succede a molte squadre alla terza partita di fila in sette giorni, e nel finale ha dato l'impressione anche di accontentarsi di non perdere. La Triestina comunque ci ha messo del suo tanto da meritarsi qualche applauso da quella minima parte del pubblico arrivata al Rocco (quasi tremila dei quattromila abbonati non erano presenti). E la partita di domenica ha dimostrato ancora una volta quanto la carica agonistica conti in questo campionato tanto equilibrato perché poco tecnico. Ma a parte la grinta e la concentrazione della Triestina durata per la prima volta quest'anno fino ai minuti di recupero c'è anche un aspetto tecnico-tattico.Il 4-3-3 è da sempre l'assetto preferito da Pavanel con un uomo davanti alla difesa (domenica Gori) e un altro a ridosso delle punte (Minesso) una potente (Adorante) e l'altra più guizzante (Ganz). Questo consente di sviluppare la fase offensiva con i terzini allargando le maglie del centrocampo avversario. Pavanel farebbe bene a continuare su questo cliché per dare un'identità all'Unione. Lo aiuta al momento la maxi-squalifica di Felici perché l'allenatore si ritroverebbe un surplus di esterni e in più con il giovane ex-Palermo come il migliore di questo avvio di stagione. Del resto la squadra è stata costruita da Romairone su un altro assetto con l'anomalia di Minesso e senza una punta di peso. Ecco perché la Triestina è una squadra poco "centrata" e difficile da governare. Va detto poi che con l'assetto di domenica è paradossalmente più facile trovare le misure a una squadra più forte che gioca a specchio. Quando invece ci si trova a dover affrontare squadre da zona salvezza spesso con tre dietro e una linea a 5 (come ha giocato ad esempio il Piacenza) le operazioni si fanno più complicate. E questo sono e saranno le partite che l'Unione dovrà vincere se vuole tirarsi fuori dalle pesti e trovare quella continuità finora mancata in modo eclatante. Un'identità tattica definita assieme alla vis pugnandi e ad azzeccati aggiustamenti a gennaio possono portare fuori dal tunnel. La strada numericamente è in salita. L'Unione non deve toppare le prossime due partite con San Giuliano e Pergolettese e poi per evitare i play-out dovrà fare un girone di ritorno da oltre 25 punti. Insomma si tratta di un'impresa ardua ma non impossibile. Intanto Pavanel si deve concentrare sulla partita di domenica per evitare una prestazione come quella di Piacenza. Stavolta un rovescio sarebbe imperdonabile. - C'era una squadra che in troppi, e troppo frettolosamente, indicavano come principale indiziata a lasciare la categoria. C'era una squadra che destava scetticismo e curiosità perchè aveva deciso di mettere sulla panchina un trentenne alla prima esperienza da head coach. C'era una squadra che...«Vedrai, ben che vada, avranno dieci punti alla fine della stagione».C'è una squadra che nella sua corsa verso la salvezza ha sostenuto due scontri diretti, entrambi in trasferta, e li ha vinti. C'è una squadra che assiste adesso alla scoperta del proprio coach dopo che in un mese ha vinto tre partite e davanti all'esigente popolo del Forum per tre parziali se l'è giocata alla pari con Milano. C'è una squadra che, vincesse domenica sera, sarebbe più vicina alla zona play-off che a quella retrocessione.L'ieri e l'oggi della Pallacanestro Trieste sono tutti qui. E per una volta lasciamo che parlino i fatti. Lo scrive Roberto Degrassi oggi sul quotidiano locale: i biancorossi, dopo lo scalpo di Napoli un mese fa, domenica scorsa si sono presi anche quello di Reggio Emilia, due punti pesantissimi per rincorrere la serenità. La serie degli scontri diretti riserva, da qui alla fine del girone d'andata, in ordine sparso Verona, Scafati e Treviso, altre pretendenti alla salvezza. Intanto domenica all'Allianz Dome - a proposito, sarà la volta buona per tornare sopra le tremila presenze? - arriverà Brindisi con la prospettiva, battendola, di agganciarla a quota 8.A Reggio Emilia la squadra di Marco Legovich piazzato il primo break non si è più fatta raggiungere. Ruotando 11 giocatori ma mantenendo costante la pressione difensiva Trieste ha arginato i terminali offensivi emiliani e ha tolto dal match il temuto Hopkins, uno che peraltro se non è in giornata è già bravo ad annullarsi da sè. I biancorossi hanno vinto nella sera in cui il loro giocatore più noto per capacità d'attacco, Gaines, allenatosi a mezzo servizio in settimana, ha scritto zero. Una rarità per uno che è stato capocannoniere della serie A.IL COACH Nel dopogara Legovich ha elogiato il gruppo. «Uomini veri, un gruppo che sta bene anche dal punto di vista umano». Di questo gruppo, però, l'artefice è proprio il coach più giovane del campionato. Ha convinto due tiratori, Gaines e Campogrande, che se non è serata si può pur sempre contribuire in altro modo alla causa. Ha gestito l'esuberanza di Bartley, tatticamente anarchico in precampionato, valorizzando le sue doti fisiche e tecniche ma nel contesto del collettivo. Risultato: il "toro" porta palla se serve, aiuta a rimbalzo, selezione meglio le conclusioni. Ha dato fiducia, attendendolo, a AJ Pacher, lo ha incoraggiato a prendersi più responsabilità e quello ha elevato il proprio rendimento. Ha lavorato su Deangeli per dargli anche una dimensione offensiva e adesso il capitano mette una tripla a partita senza prendere a badilate il canestro. Ha coinvolto Bossi anche dopo l'arrivo di Ruzzier, confermandogli la stima e un ruolo nel gruppo. Infine, quella che sembra ormai una missione: far esplodere definitivamente Lever. Non c'è occasione in cui Legovich non sottolinei che l'altoatesino ha margini di miglioramento importanti ma deve convincersene. A Reggio Emilia Lever è stato protagonista nell'ultimo quarto infilando quattro liberi e andando a sfidare in uno contro uno Reuvers battendolo in semigancio. Una bella dimostrazione di personalità. La coppia Pacher-Lever insieme sul parquet, apparentemente insolita visto che sarebbero le due ali forti del roster, si dimostra un'arma interessante. Rispetto a Spencer è più ordinata e affidabile e rispetto a Vildera ha più colpi in attacco sapendo colpire dai 6,75
  22. Come la penso io: https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/la-squadra-ha-definitivamente-svoltato-ora-tocca-al-pubblico.html
  23. LUNEDÌ 5 DICEMBRE 2022 - Dopo la vittoria importantissima di ieri sera a Reggio Emilia e come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", Marco Legovich in sala stampa non nasconde la propria soddisfazione e premette: «Parlerò poco di tecnica. Abbiamo vinto una partita difficile con una prestazione da uomini veri. I miei giocatori sono stati eccezionali, siamo riusciti a realizzare tutto quello che avevamo preparato nel corso della setimana. Poteva essere una settimana complicata ma ci siamo scrollati di dosso le conseguenze di una sconfitta all'overtime contro Brescia e abbiamo mostrato la voglia di riprenderci, nonostante nei giorni scorsi Gaines e Pacher abbiano dovuto saltare alcuni allenamenti».Continua il tecnico biancorosso: «Questa è una squadra che sta crescendo, si rafforza il legame tra i giocatori e non mi riferisco solo a quello tecnico ma anche ai rapporti umani. Si sta consolidando un gruppo vero che io sono orgoglioso di allenare. Questi sono due punti davvero d'oro. Siamo riusciti a essere lucidi anche contro la zona avversaria, l'unica cosa che non mi è piaciuta è stata la gestione degli ultimi possessi quasi avessimo accusato la paura di vincerla».Nel primo quarto ha ruotato tutti e 11 i giocatori per tenere alta la pressione in difesa. «Lo scopo era effettivamente questo e devo dire bravi a tutti e 11 perchè ognuno ha contribuito a questa vittoria».Tra gli autori dei punti decisivi nell'ultimo quarto i due giocatori che si sono aggiunti alla squadra più di recente, il rientrante Lever e Michi Ruzzier. «Con Ruzzier abbiano un'altra pedina che ci dà tranquillità nei minuti caldi. Lever si è fatto un bel regalo di compleanno, lo stimoliamo perchè ha grandi margini». - «Finalmente ho visto la mia squadra, ho visto il mio carattere». Massimo Pavanel tira fuori la grinta, fiero della prestazione di una Triestina che contro la Feralpi avrebbe meritato di uscire dal campo con i tre punti. «Abbiamo fatto una grande partita contro una grande squadra - commenta il tecnico alabardato - siamo stati eroici viste le difficoltà a livello di disponibilità, i ragazzi hanno risposto alla grande con una partita intensa. E per la prima volta lo hanno fatto per 95 minuti, questo è per me un importante segnale di continuità». A margine della partita, Pavanel ci tiene però soprattutto a elogiare e difendere la società alabardata, spesso accusata dai tifosi di essere assente in questo periodo difficile: «Ne approfitto per dire una cosa - sottolinea il mister - abbiamo una società molto viva: non parlo a vanvera, se dico che ci sono margini importanti per il futuro, è perché li ho visti, altrimenti non avrei accettato di venire. È gente che lavora, che probabilmente non è qui perché fa altro, ma ci sono persone anche qui, come il direttore sportivo che è sul campo sempre ogni giorno, col quale mi confronto e col quale stiamo già pianificando quello che sarà. E ci sono io, fin quando mi sarà data la possibilità di lottare». Da qui, un accorato appello di Pavanel ai tifosi: «Chiedo che tutta Trieste sia al nostro fianco, perché questa battaglia si fa tutti assieme. So che è difficile, so che tutti avrebbero voluto un impatto diverso, ma posso garantire che c'è tanta voglia di fare bene. Dobbiamo uscire da questa situazione tutti assieme, tutta la città, non con fazioni. Chi non vuole venire va benissimo, ma chi viene come stavolta ci ha dato una mano e alla fine ha applaudito, e questa deve essere la nostra forza». Pavanel torna poi a parlare della bella prestazione, nella quale anche la tattica ha avuto la sua importanza: «Per la contrapposizione tattica che si è creata, era il tipo di partita che liberava i terzini in ampiezza: noi l'abbiamo interpretata bene con Ghislandi e Ciofani, ma vorrei un gioco ancora più verticale. Questo è il mio ideale per come vedo io la squadra. Ma non dimentichiamoci che siamo ultimi e che dobbiamo lottare su ogni campo a partire da domenica prossima. Altre volte abbiamo fatto bene in casa, anche se mai come stavolta per 95 minuti, ma siamo mancati spesso in trasferta e ora invece quella che ci serve è la continuità».
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