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hector

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Posts posted by hector

  1. 9 ore fa, forest ha scritto:

    Intervista interessante, a mio parere, per due ragioni.

    La prima è ovvia, ed è che chi deve venire per fischiare è molto meglio che stia a casa.

    Fischiare la prestazione di oggi significa essere ciechi o in malafede, non esiste una terza via.

    I problemi ci sono e sono parecchi, li vediamo, le critiche sono sacrosante ma il dissenso a prescindere è non solo stupido ma, soprattutto, dannoso.

    La seconda cosa è che Pava conferma quel che in fondo già sapevamo, e cioè che lui col centrocampo a rombo ci sguazza perché si sente a casa.

    Poi tergiversa sul perché non lo ha proposto prima, ma l'ovvia realtà è il numero di esterni che abbiamo, uno dei quali (ovviamente Felici) è stato fin qua il giocatore migliore.

    Quindi, quando lui dice che Minesso deve fare il trequartista. Ganz la seconda punta e Adorante il riferimento davanti, che Lovisa ha sempre giocato dove ha giocato oggi, che Gori davanti alla difesa ha fatto molto bene e che schierati in questo modo diamo spazio ai terzini di avanzare, lascia sospeso un asterisco che porta a: e Felici, se giochiamo così, dove lo metto?

    In panchina. 

    Se davvero abbiamo trovato la quadra, continuiamo con questa impostazione tattica, con tutte le conseguenze del caso. Siamo a dicembre e abbiamo fatto 12 punti, non possiamo permetterci il lusso di fare forzature tattiche perché Tizio o Caio devono giocare per forza. Anche se Tizio o Caio sono più forti degli altri. Qua l'importante è trovare un modo di giocare e di stare in campo, una identità di squadra, al di là dei singoli. Ieri questa identità l'ho vista, dobbiamo continuare su questa strada.

  2. 1 ora fa, ndocojo ha scritto:

    Direi belle risposte un po da tutti oggi, mele marce, acerbe o freschissime (poche).

    Pare addirittura risorto Minesso tornato ad essere un giocatore di calcio.

    Giocando come oggi non si retrocede, considerando tutte le assenze.

    Ma saranno capaci di dare continuità?

    Le squadre che retrocedono mica giocano sempre male. Anzi, a volte giocano proprio bene ma non raccolgono abbastanza punti. Come noi oggi, che meritavamo di vincere. Abbiamo spinto molto e sprecato altrettanto, anche se non dobbiamo far finta che le 3 conclusioni pericolose del Salò nel secondo tempo non ci siano state.

    Una cosa che non viene quasi mai detta è che questa squadra ha una differenza palese di prestazioni tra casa e trasferta. Sono diverse giornate che non giochiamo affatto male in casa, ma abbiamo raccolto poco. Zero assoluto, invece, in trasferta: squadra non pervenuta (tralasciando il primo tempo di Piacenza quando gli avversari ci hanno lasciato il controllo delle operazioni, ma siamo stati sterili).

    Il problema è proprio dare continuità di prestazioni. Secondo me, proiettare sul futuro le prestazioni appena fatte (se giochiamo male siamo condannati alla retrocessione diretta, se giochiamo bene il futuro è luminoso e ci salviamo) è un errore. Finché non troviamo, insieme alle prestazioni, anche le vittorie, non sono molto ottimista, ché per salvarsi bisogna per forza vincere qualche partita. Fermo restando che, se conquisteremo un posto nei playout, le nostre possibilità di vincerli dipenderanno molto dallo stato di forma in cui ci arriveremo.

  3. 1 ora fa, forest ha scritto:

    Io continuo a pensare che sia inconcepibile.

    Per me, si tifa la Triestina.

    Non le proprietà, non i giocatori.

    Anzi, sempre secondo me, più la situazione è difficile e più il tifoso divrebbe sentire non il dovere ma il piacere di dare una mano, sia pur in percentuale minima, facendosi trovare presente.

    È, come quasi in tutta Italia, un tifo per modo di dire, che in realtà non ha niente a che fare col tifo.

    Vado solo se i risultati sono buoni o almeno accettabili, e se lo spettacolo mi aggrada.

    Come al cinema, o a teatro.

    Per me, il tifoso innamorato della propria squadra è come il tifoso innamorato della propria donna: la ama per quel che è, e basta.

    Quando è giovane e figa, ma anche a sessant'anni e persino se lo tradisce.

    Anche perché un ipotetico futuro migliore ha come base proprio il pubblico: uno stadio comunque pieno, anche con risultati di me**a e una proprietà discutibile, da un lato la responsabilizza e dall'altro, quantomeno, ne attira di potenziali altre.

    Chiunque investe volentieri dove c'è un pubblico degno di essere chiamato tale, ovvero presente sempre e comunque.

    Che non vuol dire farsi complici di chi comanda, ma dire: voi state sbagliando tutto ma noi siamo sempre qua, perché questa è roba nostra e non vostra, fra dieci anni voi non ci sarete più ma noi sì.

    Questo è il tifo.

    Fermo restando che chi ha investito (malissimo) una vagonata di milioni, e che certamente sta anche sbagliando molto a livello di comunicazione, non ha nessun piacere o interesse a ritrovarsi ultimo, e men che meno ce l'avrebbe a retrocedere.

    Ci sarebbe da salvare la baracca, molto prima dei processi pur legittimi.

    Dunque, secondo me, se la casa va a fuoco prima si corre a spegnere l'incendio e dopo si cercano e processano i colpevoli.

    Ma mi rendo conto che sono discorsi lunari, con poche lodevoli eccezioni il tifoso italiano medio è sta roba qua: ventimila se va bene, mille se va male.

    Nel calcio ho completamente sbagliato il paese dove nascere :)

     

    Esattamente.

  4. Il 2/12/2022 at 11:03, Lorenzo72 ha scritto:

    "Alcuni giocatori non stanno giocando a calcio, ci sono alcune mele marce che sappiamo già che manderemo via"...

    Queste sopra citate sono le parole che più mi hanno colpito dell'intervista del presidente Giacomini riportata oggi sul quotidiano locale; a ciò, aggiungo le parole di Pavanel dopo la vergognosa prestazione di Piacenza: "io vado avanti per primo, chi vuole stare con me mi segua"

    Io non so esattamente chi e quante siano le mele marce, ma loro si; e allora mi chiedo perché non metterle fuori rosa subito e piuttosto fare giocare davvero qualche ragazzino della primavera finché queste mele marce non verranno buttate a gennaio; tanto in questa situazione non credo si faranno altri punti, se l'andazzo è quello di Vicenza che fa rima con Piacenza...

    E poi, si possono sapere davvero chi sono queste mele marce? Perché a vedere la situazione in casa alabardata di mele buone forse riesco a contarle sulle dita di una mano.

    E se pensiamo di salvarci in questa situazione o con gli eventuali ritorni di Mensah e Procaccio siamo completamente fuori strada; se sarà ancora Pavanel l'allenatore o chi per lui (onestamente non lo vedo bene...in due mesi è invecchiato di dieci anni oltre a fare risultati da esonero certo) , da gennaio riparte un altro campionato per noi se si cambiano 10 dei 20 giocatori attualmente in rosa.

    E arrivare ai playout sarà comunque impresa ardua.

     

     

     

    Una domanda che avrei fatto io a Giacomini è: "In caso di retrocessione, continuereste l'avventura nella Triestina?".

    Peccato che non sia stata posta. Adesso questo sparisce di nuovo alla Mehmeti e chissà quando torna.

    Ma Dore si occupa anche di Triestina nei ritagli di tempo?

  5. 1 ora fa, atleticoiero ha scritto:

    Uno dei misteri più fitti di questa "società" è proprio la figura, a dir poco oscena, di Parpiglia. Io guardo pochissimo la televisione e non avevo mai sentito il suo nome prima del suo arrivo a Trieste, cercando sul web ho notato però un curriculum di tutto rispetto per il personaggio. La mia domanda è che cosa ha da guadagnarsi un "responsabile della comunicazione" a fare certi teatrini squallidi? E' davvero un responsabile della comunicazione (ruolo che per altro sta assolvendo malissimo...) oppure il suo ruolo in società è un pochino più rilevante?

    Io ho la sensazione che, con un presidente latitante, in società comandi lui.

  6. 38 minuti fa, ndocojo ha scritto:

    Ormai penso che anche l'avventura di Pavanel sia giunta al capolinea. 

    Magari non succederà perché rigiochiamo già domenica, ma, da strenuo difensore del mister, non riesco a immaginare che possa continuare questo andazzo. 

    Probabilmente è arrivato con l'aspettativa di dare poche e chiare indicazioni ad una squadra che pareva solo mal allenata. 

    Invece si è trovato davanti ad uno spogliatoio non so se distrutto o inesistente, ad un gruppo squadra che non esiste e a limiti tecnico/tattici enormi, oltre ad una società lontana e probabilmente indaffarata in altri problemi. 

    Spiace, ma questa squadra non si salva neanche se a gennaio si riuscisse a prendere 2 top player per la categoria. 

    Io ero contento quando Pavanel arrivò. Ma non è mia abitudine innamorarmi di un'idea e difenderla anche quando è indifendibile.

    Pavanel ha la sua fetta di responsabilità, peggio di così non si poteva fare. Era stato chiamato per risollevare la squadra, ma la squadra è affondata sempre più. I numeri parlano chiaro.

    Poi è ovvio che in questa situazione il problema principale è la società, e in particolare la sua costruzione della rosa. Eppure l'allenatore dovrebbe servire a qualcosa... E in questo caso ho la sensazione che il mister abbia peggiorato la situazione. Almeno così dice la classifica.

    Mi dispiace moltissimo perché lui per me è una bandiera. Il problema è capire se è fattibile, da parte della società, un nuovo cambio di allenatore.

  7. 18 minuti fa, Lorenzo72 ha scritto:

    Non ho visto la partita. Premessa a parte avevo scritto che attendevo i fatti alle parole di Minesso al caffè dello sport: parole al vento. Sconfitta che ci mette nel fango fino a sopra i capelli, e ancora una prova negativa di quasi tutta la squadra Minesso compreso.

    Al di là del campo, dove siamo veramente scarsi, deboli, sottoperformanti, trovo nella squallida performance di Parpiglia, la sintesi di questa stagione: vergogna, squallore, imbarazzo, maleducazione.

    Se questo personaggio sinistro rappresenta la Triestina, abbiamo davvero toccato il fondo del wc. Che brutta persona.

     

    Il fatto che siamo penultimi ovviamente non è strettamente correlato con Parpiglia. Però forse questo personaggio fa parte di un quadro generale di squallore, nel quale non stupisce che la prima squadra sia sull'orlo del baratro.

    Ma veramente ci siamo messi nelle mani di questi qua pochi mesi fa? E molti di noi (io compreso, pur con qualche distinguo) ne erano pure felici...

    Mi si dirà che la cosa più importante è la solidità economica, e questa non manca. Mah, io preferirei avere gente con qualche soldo in meno ma con più dignità. E forse - ma magari chiedo troppo - con qualche competenza calcistica.

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  8. 23 minuti fa, forest ha scritto:

    L'impegno, per me, non è mancato, e non solo in Sabbione.

    Infatti mi dispiace leggere che abbiamo una squadra di fighette a cui non frega nulla, e personalmente solo per questa ragione allo stadio avrei aspettato il 95' prima di iniziare coi cori di protesta.

    È che siamo scarsi, e come spesso capita quando sei scarso poi ti gira anche male.

    Perché onestamente quanto ho visto oggi mi fa supporre che con qualche titolare in più qualche punto lo si sarebbe potuto portare a casa.

    Credo poco a un esonero considerato che si gioca mercoledì, secondo me questa settimana si prosegue così.

    Ultime due righe sull'arbitraggio, sul quale ho letto molte lamentele.

    Per me, fra l'altro, sul nostro gol Ganz la ferma col braccio destro, roba quasi impossibili da vedere per l'arbitro ma vista benissimo dagli spalti e soprattutto dagli ospiti che hanno protestato parecchio (torto non avevano) e invano sperato nel guardalinee.

     

    C'era, evidente, il mani sulla riga di un difensore del Lecco, ma temo preceduto da un tocco di petto, dunque per regolamento in questo caso non è rigore.

    Arbitro messo benissimo in questo caso, era proprio di fronte, poco da recriminare.

    C'era invece, senza discussioni, il secondo giallo a Maldonado.

    È stato chiaro ed evidente l'imbarazzo dell'arbitro, che sapeva benissimo di aver già ammonito Maldonado per una roba francamente mai da giallo, e ricordandoseme non se l'è sentita di espellerlo.

    Capita, ma la maggior parte degli arbitri se ne fregano e anche in serie A vediamo spessissimo espulsioni dopo due gialli dei quali il primo è spesso a dir poco discutibile.

    Ecco, se il Lecco fosse rimasto in dieci avremmo probabilmente visto un'altra partita, ma che oltre ad essere scarsi non ci giri benissimo ce ne siamo abbondantemente accorti.

    Nelle ultime giornate abbiamo visto il tipico repertorio della squadra che retrocede, o che lotta fino all'ultima giornata per non retrocedere. Fa una buona prestazione (Renate) e pareggia. Ne fa una pessima (Vicenza) e ne prende 4. Ne fa una discreta (Lecco) e perde di misura.

    Infatti non è vero che le squadre che retrocedono giocano per forza sempre male. Semplicemente fanno una fatica tremenda a fare punti, perché sono scarse. È per questo che non vedo motivi di rallegrarsi per una buona prestazione se non arrivano le vittorie.

    Quanto all'arbitraggio, è vero che ci sono stati errori in un verso e nell'altro. Però secondo me il primo giallo a Maldonado c'era: il nostro giocatore ruba palla sulla trequarti e subisce fallo. Non importa l'entità, il giocatore avversario ferma un'azione potenzialmente importante, è da giallo. È chiaro che in questo momento ci manca anche un po' di fortuna. Quella che ci aveva permesso di ottenere il 50% delle vittorie del nostro campionato (con la Virtus Verona), adesso latita.

  9. Spesso si dice che le squadre forti non hanno bisogno di favori arbitrali per vincere. In questo caso mi viene da dire che la Triestina non ha bisogno di torti arbitrali per perdere. La superiorità numerica sarebbe stato il giusto premio per un finale di tempo in crescendo.

    Certo che dopo il rigore regalato al Vicenza, si può dire che ultimamente non siamo neanche fortunati con gli arbitri.

  10. 55 minuti fa, forest ha scritto:

    Può essere.

    Però la vittoria di pura fortuna l'abbiamo avuta, con la Virtus, e non è successo niente.

    Io penso, magari sbagliando, che sia più facile alla lunga fare punti con le buone prestazioni che a botte di sedere, semplicemente perché se giochi bene vuol dire che ne sei capace e puoi rifarlo, mentre che l'arbitro ti regali un rigore inesistente capita una volta, magari due, ma alla lunga....

    Ho sempre ragionato così nei campionati, e invece esattamente come te nelle manifestazioni a eliminazione diretta, dove se gioco bene ma vado fuori ho finito, mentre con la botta di sedere intanto resto vivo e a migliorare faccio sempre in tempo.

    In ogni caso, sempre secondo me, non mi farei prendere dall'ansia della montagna dei sei punti, primo perché per fortuna manca una vita e secondo perché se trovi finalmente un'identità sei punti possono essere due partite, posto che nellla nostra zona di classifica non è che si corra senza lasciare niente per strada.

    Io confesso di non aver ancora capito se questa squadra sta sottoperformando rispetto alle possibilità, e onestamente tutti gli addetti ai lavori che interrogo, da ignorante sostanziale della categoria, sostengono questo, o se è formata invece da giocatori scarsi come sostengono legittimamente molti tifosi.

    L'idea che mi sono fatto è che presi singolarmente non siano scarsi, che ognuno di loro inserito in altro contesto tornerebbe ad essere un protagonista almeno in questa categoria, ma che messi assieme non facciano una squadra.

    A volte, una punta ha bisogno di un determinato contesto che ne esalti le caratteristiche, un centrale difensivo di un altro centrale che lo completi per rendere al massimo, un buon regista di due medianazzi di un certo tipo al fianco ecc.ecc.

    Insomma, forse abbiamo preso un buon cioccolato, del latte fresco e dell'ottimo merluzzo , ma a pucciare il merluzzo nel cacao non è che venga fuori 'sta delizia....

     

    Il fatto è che di vittorie ne abbiamo avute solo due, ed è un po' poco per escludere definitivamente che una vittoria, anche fortunosa, possa costituire in futuro l'inizio di una svolta. In ogni caso di prestazioni decenti ne abbiamo fatte forse tre, e allo stesso modo non è successo nulla.

    È chiaro che la vittoria da sola non risolve nulla, ma magari un colpo di fortuna può innescare un meccanismo di fiducia che ti fa giocare meglio, e di conseguenza avere più chance di vincere nelle partite successive. Succede molto spesso nel calcio, potrebbe succedere anche a noi. Era successo alla Triestina dell'anno scorso, quando una vittoria davvero brutta in inverno (non mi ricordo con chi) aveva scatenato severe critiche per la prestazione scadente, ma poi si era rivelata la prima di 3 o 4 vittorie consecutive.

    Quanto ai 6 punti da recuperare, si dice sempre che in fondo sono due partite. Lo diciamo sempre quando dobbiamo rimontare per raggiungere un obiettivo (penso alle rimonte sognate contro Monfalcone e Mestre anni fa). Ma nella mia esperienza, di solito ai sogni di rimonta risponde una realtà diversa: si rimane sempre là, perché in fondo è quella la classifica che ci si merita. È chiaro che stavolta la lotta è nei bassifondi e quindi non si correrà come ai vertici, però intanto facciamole ste due vittorie, ché altrimenti restiamo sempre là e la stagione ci sfugge di mano.

    Io non so se la squadra stia sottoperformando rispetto al suo valore oppure no. Forse non è nemmeno troppo importante. Mi basta guardare la classifica. Quella purtroppo non mente.

  11. Il 24/11/2022 at 21:00, forest ha scritto:

    Su una possibilile vittoria non saprei, il risultato non sempre rispecchia quel che si vede.... mi accontenterei abbondantemente di rivedere la squadra vista col Renate, e possibilmente che quel tipo di aggressivita' non sia un'eccezione ma diventi la regola.

    Secondo me, pareggiare con una buona prestazione equivale a trovarsi nella stessa situazione post Renate. Il rischio di ripiombare in prestazioni come quelle di Vicenza è altissimo. Con l'aggravante che la salvezza diretta è sempre più lontana e la retrocessione diretta un po' più vicina.

    Non è più il tempo di cercare in campo segnali incoraggianti per il futuro. Qua c'è assoluta urgenza di fare punti, indifferente come. C'è adesso come ci sarebbe se mancassero poche giornate, ché non è che i punti in palio adesso valgano meno di quelli in palio ad aprile. C'è una categoria da salvare e una montagna da scalare, ossia i 6 punti che ci separano dall'obiettivo, senza dover passare dal playout.

    Quel che è certo è che questa squadra finora non ha ricevuto la scossa né dopo le 2 (!) vittorie, né dopo le poche buone prestazioni. Ma per me, per una squadra emotivamente debole come la nostra, questa fatidica svolta che aspettiamo da tempo è molto più probabile che arrivi dopo 3 punti, fatti anche di sola fortuna, che dopo una prestazione decente ma senza vittoria. È noto che sul morale i punti pesano molto di più delle prestazioni.

    Penso che questa squadra possa ancora salvarsi, ma deve muoversi e in fretta, anche perché le dirette pretendenti non staranno ad aspettarci.

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