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SandroWeb

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  1. GIOVEDÌ 26 OTTOBRE 2023 - La partita di Legnago nascondeva non poche insidie. Come scrive Ciro Esposito su "Il Piccolo", affrontare il match del Sandrini a pochi giorni di distanza da una prova mentalmente impegnativa come il derby con il Vicenza rappresentava uno stress test ad alta intensità. La freschezza della matricola Legnago (e lo si è visto nel finale) su un campo reso insidioso dalla pioggia avrebbe potuto complicare i piani di Tesser peraltro costretto alla tribuna dalla squalifica. E invece la Triestina ha reso tutto facile con una personalità e soprattutto una continuità viste solo a tratti in queste prime dieci partite di campionato. I tifosi si aspettavano una prova di maturità e la squadra è riuscita a superarla con un voto alto. Del resto il progresso tattico, tecnico, atletico e mentale impresso in questi mesi di lavoro da Tesser e dal suo staff sono stati evidenti partita dopo partita. Al Sandrini Correia e compagni hanno saputo strappare l'iniziativa ai padroni di casa e a tagliare la loro difesa con quel gioco verticale che molto si addice alle caratteristiche degli interpreti alabardati. Il recupero palla di tutti e tre i centrocampisti sostenuti anche dalla presenza ai lati dei senatori Ciofani e Germano ha esaltato le doti di D'Urso come suggeritore e anche finalizzatore. Il trequartista sin dai primi minuti ha trovato la posizione giusta (leggermente decentrato a sinistra e qualche metro più avanti) in uno schieramento del Legnago con quattro uomini (e non cinque) sulla linea mediana). La differenza vera l'ha fatta tuttavia la compattezza tenuta dalla formazione alabardata con un Lescano capace di svariare su tutto il fronte d'attacco. Il bomber non ha segnato (anche per una paratona di Fortin) ma ha dato un ottimo contributo alla causa. Il fatto che le vittorie arrivino anche nelle partite nelle quali l'italo-argentino non segna, e lo faccia Redan, la dice lunga sulla forza di questa squadra. E lo stesso vale per la capacità di rendere sterile e sincopata la manovra del Legnago che solo negli ultimi 20' si è reso pericoloso. A voler trovare un difettuccio c'è quell'azione di Van Ransbeeck in apertura fermata da Correia in extremis. Al di là delle recriminazioni avversarie su un fallo da ultimo uomo lo squilibrio a destra si era creato per una palla persa a centrocampo. Un pericolo in avvio c'era stato anche in altre occasioni non capitalizzate dagli avversari di turno. Può succedere quando si parte con il pressing alto. La presenza sulle fasce di due giocatori, più esperti e rocciosi di Anzolin e Pavlev come Ciofani e Germano, si è fatta sentire in fase difensiva. Così come nelle ultime gare lo stesso portiere Matosevic è riuscito a dare maggior sicurezza al reparto arretrato. Insomma la Triestina si sta avvicinando alla miglior condizione di una squadra comunque rivoluzionata durante l'estate. Con queste premesse arriva la partita con il Fiorenzuola di nuovo al Rocco il cui manto erboso resta sempre precario. La squadra emiliana nel post Bonatti sta facendo bene ma resta pur sempre inferiore e di parecchio all'Unione. Ogni gara fa storia a sè ma se la Triestina riesce ad affrontarla con la concentrazione di Legnago le chance di vincerla ci sono tutte. I tecnici non guardano la classifica a un quarto di stagione, i tifosi sì. Perché il prossimo turno propone le sfide tra Virtus Verona e la capolista Mantova e soprattutto il derby veneto tra un Vicenza in crisi e il solido Padova. E i tifosi sognano... - Uno schiaffo, quello ricevuto domenica dalla Fortitudo, che non ha ferito solo la squadra e i tifosi ma anche chi i colori della Pallacanestro Trieste li ha difesi con orgoglio e passione. Per Roberto Prandin, per tanti anni bandiera biancorossa e intervistato da Lorenzo Gatto, i quaranta minuti vissuti sul parquet di Valmaura sono stati una lenta agonia. Una prestazione incolore che ha lasciato grande perplessità sul futuro di un team che deve ritrovarsi al più presto se vuole sperare di competere per la promozione. «La premessa fondamentale è che quella contro Bologna era la prima partita che vedevo in questa stagione - racconta Bobo- Il giudizio, di conseguenza, non può che essere parziale. Per quanto riguarda i 40' con la Fortitudo, con grande onestà, devo ammettere che la prestazione di domenica scorsa lascia molti dubbi. Bologna è un'ottima squadra, con due buoni lunghi, un Aradori che mai come in questa stagione si è calato nel ruolo di leader e un allenatore come Caja che sta facendo un ottimo lavoro e ha allestito un roster di tutto rispetto facendo giocare molto bene i suoi ragazzi. Detto questo - prosegue Prandin che ha annunciato il proprio ritiro qualche settimana fa dopo l'esperienza a Monfalcone - la Pallacanestro Trieste ci ha messo molto del suo: in attacco, non solo per la pessima serata al tiro, ha fatto troppa fatica a fare canestro in difesa forse è andata anche peggio. Ci può stare un passo falso, si può perdere una partita in casa ma non così». Proprio l'arrendevolezza con cui Trieste si è consegnata, sin dalla palla a due, nelle mani della sua avversaria è stato il segnale più preoccupante di un match nel quale non c'è davvero nulla da salvare. «È vero- sottolinea Prandin - la cosa che maggiormente mi ha colpito è stata la totale mancanza di reazione da parte dei ragazzi. Quando ti capitano giornate in cui il tiro non va devi cercare di aggrapparti alla difesa, puntare su grinta e agonismo mettendo grande pressione sulla palla. Questo è mancato, adesso speriamo che il rientro di Filloy possa servire a dare una scossa alla squadra. Per esperienza e talento, Ariel è un giocatore unico ed è il leader naturale del gruppo. Averlo in campo, soprattutto nei momenti difficoltà, potrà fare la differenza». Nonostante il momento attraversato dai biancorossi Prandin resta fiducioso. «In questo momento devi esserlo - il parere di Bobo - Il bilancio, anche se Fortitudo a parte non hai ancora affrontato le migliori squadre del girone, resta positivo. La squadra è forte, con italiani che vengono dalla serie A e uno straniero come Justin Reyes che resta un giocatore fuori categoria». Un ultimo flash per salutare uno dei personaggi che hanno fatto la storia del basket di questa città. «Mi ha fatto piacere rivedere presente al palasport Sergio Dalla Costa - conclude Bobo - Per me, lui, è ormai famiglia ma ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo negli anni in cui ho giocato qui e penso vada ringraziato per tutto quello che ha dato alla pallacanestro triestina».
  2. MERCOLEDÌ 25 OTTOBRE 2023 - L'Unione c'è eccome. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", tre reti sul campo del Legnago sotto il diluvio sono il risultato di una partita giocata con personalità e autorevolezza. La squadra sta crescendo nella capacità di occupare il campo e valorizza in tal modo il tasso tecnico decisamente superiore ai veronesi. Vero è che c'è stato un calo negli ultimi venti minuti di gara ma ci può stare sul 3-0 e in un turno infrasettimanale. Anzi la squadra ha fugato i timori di Tesser della vigilia sulle energie mentali spese nel match con il Vicenza con una prestazione frutto di grande concentrazione. Una caratteristica che non era ancora affiorata con la continuità vista al Sandrini. A Legnago sono emerse le doti tecniche di Correia, D'Urso, Redan e Lescano solo per citare i più in evidenza. I padroni di casa denunciabi un fallo da ultimo uomo al 5' di Correia che l'arbitro comprensibilmente non ha ritenuto tale. Ma c'è poco da recriminare perché il successo della Triestina è stato limpido come i sei risultati utili consecutivi. LE MOSSE Tesser, che segue dalla tribuna per la squalifica, non fa molte rotazioni. Per necessità visto l'infortunio il tecnico inserisce Germano nel ruolo di terzino destro e sull'altro lato la novità è Ciofani con Moretti e Malomo al centro e Struna a rifiatare. La mediana è quella più utilizzata salvo la presenza di Pierobon che prende il posto dello squalificato Vallocchia. A orchestrare l'attaco D'Urso alle spalle di Lescano e Redan. Donati risponde con la sua classica difesa a tre e la prima linea affidata al monfalconese ed ex alabardato Rocco assieme a Giani. IL PROTAGONISTA Sin dai primi minuti si vede che la Triestina è determinata a fare il colpo. Una sbavatura iniziale in difesa (una costante) con intervento in extremis di Correia (con il Legnago a chiedere fallo e espulsione) è l'unica pecca. La Triestina quando accelera fa male e Redan è il suo profeta. Prima l'olandese si fa parare la conclusione da ottima posizione ma poi su splendida palla di Lescano trafigge il bravo Fortin. Ma non basta, passano 5' e Redan trova il raddoppio trasformando un gran assist di un ispirato D'Urso. IL DOMINIO Gli alabardati diretti dalla panchina da Strukelj (Tesser in tribuna squalificato) giocano alti, in pressing e di precisione. Il Legnago è alle corde e non riesce a costruire una trama. LA CONFERMA Se i veronesi pensano a un'Unione in frenata nella ripresa si sbagliano di grosso. Perché Correia continua a prenderle tutte in mediana, Celeghin è una diga assieme a Pierobon (l'unico un po' impreciso) e D'Urso fa fuori gli avversari come birilli. Proprio il trequartista al 20' riceve da Pierobon, elude due marcature e scaraventa la palla nel sette. Una rete da applausi che mette in ghiaccio il match. IL CALO Il turbinio di cambi fa bene ai padroni di casa anche perché l'Unione molla un po' la presa. Al 25' un guizzo di Svidercoschi a destra offre il pallone della staffilata vincente a Giani. Come spesso accade l'inerzia passa sull'altra sponda. Strukelj inserisce Fofana, Adorante (per Lescano) e Finotto e poi blinda la difesa con Struna al posto di D'Urso. E così, con tre centrali, l'Unione arretra ma è un po' più sicura pur lasciando campo agli avversari. Matosevic si supera a tre dalla fine per evitare il secondo gol che avrebbe complicato un po' il finale e Fortin fa un miracolo su Lescano. Alla fine la squadra di Tesser porta a casa una vittoria ineccepibile. La sessantina di tifosi eroici arrivati al Sandrini può esultare. Lontano dal Rocco è il sesto squillo in otto partite (compreso l'esilio di Fontanafredda). È arrivato il momento di uscire con un successo anche dal campo dissestato ma amico. Quella di sabato con il Fiorenzuola sembra essere la più ghiotta delle occasioni. - Non è durato molto il forzato stop di Corey Davis. L'ex play della Pallacanestro Trieste, sospeso per doping lo scorso aprile, ha appena firmato un contratto con la formazione spagnola del Girona. Un rientro nel basket europeo neanche dalla porta di servizio per un giocatore fermato sei mesi fa perchè risultato positivo, durante un controllo di Nado Italia, a un metabolita della cocaina, la benzoylecgonina. Era lo scorso 19 aprile, alla vigilia della trasferta a Sassari che Davis vide solo da spettatore. Da quella volta si sono divise la sua strada e quella del club biancorosso, in attesa che il giocatore chiedesse di poter sottoporsi alle controanalisi (esame che può essere richiesto dal soggetto mentre il club non ha la facoltà diretta di poter pretedenere il riesame). La positività di Davis privò Trieste di un elemento da 13 punti a partita e fu una delle concause che portarono alla retrocessione. La sospensione cautelare cui il play Usa dovette sottoporsi non fu tuttavia un eccesso di prudenza da parte della Pallacanestro Trieste. Il club biancorosso non avrebbe potuto impiegare il giocatore in quanto la sospensione era stata disposta dal Tribunale Nazionale Antidoping, in accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping. Trieste non avrebbe potuto di conseguenza ignorare il provvedimento. Coreey Davis del resto è stato effettivamente squalificato, con una pena richiesta inizialmente rilevante e poi ridimensionata a pochi mesi in considerazione del fatto che la cocaina non ha effetti benefici sull'attività sportiva. In sostanza Davis ha assunto una sostanza proibita ma non per trarne un illecito vantaggio sulle proprie prestazioni sportive. Scontata la squalifica a metà ottobre, libero da qualsiasi forma di legame con la Pallacanestro Trieste, ha potuto rimettersi in gioco, accogliendo la proposta di ingaggio che gli è arrivata dal Basquet Girona che dopo un inizio fulminante ha incassato tre sconfitte nella Liga Endesa spagnola.
  3. No, per il momento non c'è un aggiornamento utile per questo bug. Ci risentiamo alla prossima release 😄
  4. Loro (= Arcieri e anche De Meo) sanno che le cose non stanno andando come previsto. Personalmente non credo che, al protrarsi di una evidente difficoltà tecnica come quella attuale, si farà finta di niente: ci sono parole e discorsi fatti molto chiari a inizio dell'estate, questa non è una stagione di transizione e come tale gli errori sono ammessi solo fino a un certo punto. La verità è che nessuno si immaginava di essere in questa situazione "imbarazzante", dove alla quinta di campionato un pubblico che sempre ha sostenuto la squadra incondizionatamente in anni difficili ha nettamente preso una posizione forte e chiara. E su questo non credo possano fare spallucce, specie con un derby alle porte che - se perso malamente come il match con la Fortitudo - rischia di aprire una disaffezione ancor peggiore con i supporters
  5. MARTEDÌ 24 OTTOBRE 2023 - Continuare il filotto positivo e possibilmente portare a casa tre punti per restare vicini al vertice: come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", questa la mission della Triestina che oggi sarà impegnata nell'ostica trasferta di Legnago (al "Sandrini" inizio ore 18.30, arbitra Ceriello di Chiari), non proprio il massimo dopo il derby col Vicenza che è costato un notevole dispendio di energie. Un aspetto che preoccupa un po' anche Tesser, che annuncia un po' di cambiamenti: «Sicuramente recuperare le energie nervose più che fisiche sarà importante - dice il mister - con il Vicenza non è stata una partita come le altre, il dispendio è stato superiore e questo un po' preoccupa. Probabilmente ci sarà un po' di rotazione, perché qualche giocatore è uscito particolarmente affaticato da venerdì, ma se vogliamo essere una squadra importante dobbiamo essere capaci di superare anche queste difficoltà». Oltre a Vallocchia squalificato, non ci sarà Pavlev, che avrebbe giocato ma che ieri in allenamento ha subìto un intervento alla caviglia. E allora quali potrebbero essere i cambiamenti di Tesser? Davanti a Matosevic rientra capitan Malomo, mentre Moretti e Struna si giocano l'altro posto e stavolta, visti i crampi di venerdì, potrebbe riposare lo sloveno. Giocherà anche Ciofani: a destra se riposerà Germano, a sinistra se sarà invece Anzolin a rifiatare. In mezzo Correia, Celeghin e Pierobon, davanti D'Urso a supporto di Lescano e uno fra Redan, Finotto e Adorante, con quest'ultimo che potrebbe avere una chance nel turno delle rotazioni. Gli altri, El Azrak su tutti, pronti a entrare in corso d'opera. Oggi Tesser non sarà in panchina perché squalificato (ammenda e inibizione fino a fine mese per l'ad Sebastiano Stella e il dg Alex Menta), ma il mister si fida pienamente del suo vice Strukelj: «Non ricordo quante volte Mark è stato al mio posto - dice Tesser - di squalifiche non ne ho avute tantissime. Ma non conta se ci sono io o Mark, conta la mentalità della squadra, è la Triestina che gioca, andiamo in campo tutti assieme. Sono ovviamente dispiaciuto di non essere in panchina, ho sbagliato e devo fare mea culpa, ma Mark sa cosa chiedo alla squadra, sono oltre vent'anni che lavoriamo assieme e ho piena fiducia di quello che saprà trasmettere in campo». Di fronte un Legnago che ha solo 4 punti meno dell'Unione, e del quale Tesser ha grande rispetto: «Il Legnago ha poco della matricola, è una squadra che sta facendo molto bene e ad oggi sarebbe nei playoff. Sono molto organizzati, Donati ha dato un modo di tenere il campo importante, hanno alcuni giocatori di grossa caratura tecnica. Sarà una partita difficile contro un avversario che è in un ottimo momento, dopo la vittoria 4-0 a Fiorenzuola e una sconfitta solo al 91' contro l'Atalanta, in una gara nella quale hanno mostrato di avere un'ottima condizione. Detto questo, sarà importante quello che riusciremo a fare noi». Il Legnago, che deve fare i conti con parecchie assenze, dovrebbe giocare con il 3-4-1-2: davanti a Fortin il trio di difensori Motoc, Noce e Zanandrea, in mezzo al campo Dialbj e Viero, esterni Muteba e Mazzali, poi Van Ransbeeck dietro alle punte, che saranno Svidercoschi e l'ex alabardato Daniele Rocco, che in questa stagione è già a quota 4 reti. - Per l'undicesima giornata di campionato, sabato la Triestina tornerà in campo al Rocco. Lo scrive Laura Tonero su "Il Piccolo": ieri, valutate le condizioni del manto erboso dopo le sollecitazioni della partita contro il Vicenza, e a seguito dell'abbondante pioggia caduta dopo il match, il campo è stato ritenuto nuovamente idoneo. Quindi è stato confermato che sarà l'impianto sportivo di Valmaura a ospitare la partita contro il Fiorenzuola, fissata appunto per le 18.30 del 28 ottobre. Venerdì scorso, va detto, il campo ha retto. La soluzione dei teloni sistemati in fretta e furia lo scorso mercoledì sera dagli operatori de La Gramigna, l'azienda che ha in appalto dal Comune la manutenzione ordinaria, assieme al personale del Municipio, ha funzionato, riducendo il rischio dettato dalle piogge che hanno preceduto l'incontro. Il campo, come dicevamo, ha tenuto, ma resta certamente delicato. È vero che durante la partita i giardinieri sono intervenuti alcune volte per sistemare delle zolle, ma è cosa che succede con una certa frequenza anche nei campi in piena salute. Quello del Rocco, invece, dopo aver subito lo choc da ripristino post Måneskin, è un "paziente" fragile, in sofferenza, a cui vanno riservate cure costanti, affinché non si palesi una ricaduta. Per questo il Comune ha previsto che dopo ogni partita venga sottoposto a una manutenzione straordinaria, almeno fino a che non darà prova di assoluta resistenza. Così si continua con concimazione, sabbiatura e bucatura del terreno, oltre all'uso di prodotti specifici, che servono ad apportare batteri che facilitano la decomposizione della parte organica che si forma tra il vecchio terreno e le nuove zolle. Per le prossime ore sono previste altre precipitazioni, quindi non è da escludere che il campo venga nuovamente protetto con i teloni, così da evitare un accumulo di acqua su un terreno che ha evidenziato problemi di drenaggio. Gli ampi teloni utilizzati la scorsa settimana e ancora in dotazione al Rocco, sono stati presi in prestito dalla Spal. Va precisato che per gli impianti che ospitano partite di Serie A e B, quei teloni devono obbligatoriamente far parte della dotazione, ma non per la Serie C. Per dotarsi di quelli stesi al Rocco la scorsa settimana, servirebbe un investimento di circa 25 mila euro - «Serve tempo». «Serve pazienza». D'accordo. Ma serve anche un gioco. E serve la consapevolezza che così c'è il rischio di andare a sbattere contro i prossimi ostacoli che non sono per niente agevoli. Come scrive oggi Roberto Degrassi, la disfatta casalinga della Pallacanestro Trieste contro la Fortitudo lascia in eredità amarezza e più di qualche problema aperto. Il primo autentico scontro diretto con una concorrente per la promozione è stato un brusco richiamo alla realtà. Nel dopopartita la frase «Non ci sono campanelli d'allarme» da parte del gm Michael Arcieri e di coach Jamion Christian si legge come una conferma della convinzione nella strada scelta. Progetto e timoniere continuano, insomma. Ma qualche correttivo si impone. Nel dopopartita Michele Ruzzier, visibilmente dispiaciuto per l'esito del match davanti ai 3700 di casa, ha osservato che «ci stiamo adeguando a un nuovo tipo di basket e ci vuole tempo». Il coach ammette che «Stiamo imparando». E si rimanda il momento della verità ai play-off, a maggio e giugno. In realtà la griglia dei play-off la si costruisce già da adesso. Con la seconda sconfitta di fila Trieste è scesa al quarto posto, a 4 punti dalla Fortitudo in fuga e appaiata a Verona e a Piacenza, le prossime due avversarie esterne. Dopo quelle sortite, arriverà Udine, che ha appena scavalcato i biancorossi. Brutto e inopportuno fare tabelle di marcia? Ci sta, ma bisogna essere realisti: per veleggiare nelle zone alte della classifica servono almeno due vittorie, altrimenti si rischia di venir ingabbiati nella terra di nessuno. COSA NON VA Dopo il test con Caja, che ha preparato come da timori della vigilia un piano-partita perfetto, a Verona Trieste si troverà di fronte l'altro tecnico più navigato del campionato, il pluripromosso Ramagli. La riproposizione del solito copione da parte biancorossa rischia quindi di venir letta e battezzata facilmente. Nel dopopartita è stato riconosciuto che la squadra avrebbe dovuto attaccare il ferro senza dover ricorrere tanto al tiro da tre, eppure la pratica contraddice la teoria. Nel primo tempo Trieste ha tirato 21 volte da tre, solo tre volte con successo. Gioco in post? Pick and roll? I sei assist sono il minimo stagionale e qualcosa significano. Le 12 palle perse, purtroppo, anche. In 21 minuti sul parquet Candussi ha tentato due-conclusioni-due nel pitturato e quattro dal perimetro. Brava la difesa bolognese, sicuro, ma non è stato nè coinvolto nè sfruttato. In 22 minuti per Campogrande solo 11 tentativi da tre e nessuno da due punti: perchè con un esterno di quasi due metri non si cerca mai di combinare un mismatch? Deangeli, un tiro dal campo in quasi 19 minuti: il gioco offensivo non è il suo pane ma possibile che non si possa sfruttare comunque l'atletismo? Positivo l'inizio gara di Ruzzier ma continua a sembrare limitato dal gioco di quest'anno quando invece sarebbe il valore aggiunto del team. L'unico a cercare di attaccare credibilmente il ferro è stato Ferrero ma in quel momento la gara era già segnata. Eli Brooks si sbatte con generosità pencolando tra lo spot di guardia e di play ma rimane abbastanza indecifrabile quale possa essere il suo apporto: al momento brilla soprattutto come rimbalzista aggiunto e non è quello che gli si chiedeva. Ariel Filloy ha saltato la quarta partita consecutiva. Nel dopogara è stato detto che «fossimo stati in giugno nei play-off l'avremmo potuto rischiare ma in questo punto della stagione meglio monitorarlo e farlo riprendere con calma». Si presume che Verona possa essere il momento buono. Non potrà fare miracoli ma un po' di garra riuscirà a mettercela. E di quella c'è un gran bisogno. PUBBLICO I 3713 dell'altra sera sono la nota migliore. Ma se poteva essere l'occasione per fidelizzare gli spettatori è stata sprecata. Alla fine non sono mancate le contestazioni, legittime finchè si rimane in una forma di civile dissenso. Chi ha trasceso in toni e modi ha sbagliato. Bello, piuttosto, il gesto di capitan Deangeli, dispiaciuto per la gara, verso i tifosi. Isoliamo questo fotogramma in una serata per il resto da dimenticare.
  6. La mia analisi post-Fortitudo https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/trieste-a-fari-cosi-spenti-non-si-va-da-nessuna-parte.html
  7. LUNEDÌ 23 OTTOBRE 2023 - Jamion Christian è un'amabile persona, un grande lavoratore e ha una passione sconfinata per il basket ma le sue sintesi postgara stanno diventando prevedibili quanto il suo gioco: lo scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo. «Amo la mia squadra. Abbiamo da imparare e riguarderò il video della partita per vedere cosa c'è da migliorare» è l'esordio dopo che il gm Michael Arcieri ha rimarcato che di nuovo è mancato il tiro da tre punti, con 12 palle perse. Poi, incalzato, il coach ammette: «Abbiamo giocato troppo dal perimetro, è vero. Non abbiamo messo aggressività, non siamo entrati nel pitturato. E quando si gioca contro squadre forti dopo i primi errori tutto diventa difficile. Le proteste alla fine? Io capisco la delusione, i tifosi amano questa squadra, l'amo anche io che ho attraversato l'Oceano per allenarla. Condivido la delusione, spero di condividere presto gioia e successi». Cosa pensate di fare per cambiare l'inerzia? «Basta guardare il roster per capire la nostra identità, dobbiamo cercare di essere meno prevedibili, fare cose diverse e meglio. Ma non è» e qui parlano all'unisono Christian e Arcieri «che dobbiamo cambiare tutto per due partite o che ci siano campanelli di allarme». Il pubblico più che deluso è preoccupato, alla vigilia di tre impegni difficili. «Dovrà servirci da stimolo in più per lavorare, siamo ancora all'inizio». Michele Ruzzier, fatti i complimenti alla Fortitudo, rimarca che «Non abbiamo fatto una buona partita ma siamo tutti connessi, dobbiamo resettare questo incontro e ripartire. Ci stiamo abituando a un nuovo tipo di basket, pensavamo ci volesse forse meno tempo ma lavorando ci riusciremo. E il campionato è ancora lungo». Attilio Caja, infine, chiarisce un concetto. All'osservazione "avete vinto", puntualizza: «No, abbiamo dominato» - Nemmeno il tempo di metabolizzare il tirato derby con il Vicenza, con il corollario di emozioni che si è portato dietro, che per la Triestina è già l'ora di ripartire: come scrive Antonello Rodio, domani la squadra di Tesser è attesa infatti alla trasferta a Legnago (inizio ore 18.30), in casa di una matricola che ha approcciato bene la categoria e nonostante la battuta d'arresto in casa dell'Atalanta, è ottava ad appena quattro punti dall'Unione. La Triestina però, dopo il pareggio col Vicenza, ci arriva con una consapevolezza diversa, anzi con la conferma di essere ormai una squadra capace di reagire a vari tipi di avversità. È una consapevolezza che arriva dall'ultimo trittico di partite, Renate, Lumezzane e appunto Vicenza, nel quale in circostanze diverse l'Unione alla fine è riuscita comunque a portare a casa un risultato positivo. Adesso però la Triestina deve dimostrare però di fare un altro step verso una mentalità vincente che si sta via via consolidando. Se nelle ultime tre occasioni la squadra ha dovuto infatti rincorrere gli avvenimenti (ed era successo anche con Albinoleffe e Pergolettese), è tornato il tempo di tornare a mordere subito la partita mettendola in qualche modo in discesa, come era avvenuto con Mantova, Pro Patria e Pro Vercelli. Questo non solo in vista della trasferta di domani a Legnago, ma soprattutto dei prossimi impegni con Fiorenzuola, Alessandria e Pro Sesto che potrebbero diventare un filotto da sfruttare al massimo. Nei prossimi turni il Padova incontra Renate e Vicenza, il Mantova se la vedrà con Pro Vercelli e Virtus Verona, insomma Lescano e compagni hanno la possibilità di accorciare rispetto alla vetta. Sia chiaro, avversarie semplici non ce ne sono, il campionato lo sta ampiamente dimostrando, per questo recuperare situazioni problematiche non solo è complicato, ma anche molto dispendioso. E tra l'altro la battaglia col Vicenza, affrontata per oltre metà gara in inferiorità numerica, è stata sicuramente dispendiosa sia sul piano fisico che mentale. Non il massimo per aprire una settimana caratterizzata da tre partite ravvicinate, ma qui il discorso vale per tutte. In ogni caso non si può rifiatare perché davanti continuano a correre. Sia Padova che Mantova hanno sofferto, ma alla fine hanno portato a casa i tre punti, e questo è sempre un merito. Perché altre volte è capitato proprio alla Triestina di vincere in modo un po' rocambolesco, come successo col Lumezzane. Fatto sta che biancoscudati che virgiliani si sono riportati 4 e 3 punti avanti agli alabardati, che nel frattempo sono stati raggiunti anche da Pro Vercelli e Virtus Verona. Insomma non sono permesse pause. Naturalmente a Legnago la Triestina non troverà tappeti rossi, tutt'altro. Serviranno forse anche forze fresche per tenere alti i ritmi. Tra l'altro non ci sarà Tesser in panchina dopo l'espulsione con il Vicenza (l'ufficialità arriverà però solamente oggi), ma Marc Strukely è un vice di cui il mister può fidarsi ciecamente dopo anni e anni di lavoro assieme. Non ci sarà nemmeno Vallocchia, che dopo il discusso cartellino rosso di venerd ì sera sarà squalificato, ma sotto questo aspetto Pierobon assicura dinamismo e corsa. E comunque dal gruppo arrivano solo rassicurazioni in questo senso: finora, come ha sottolineato Tesser, chiunque sia stato chiamato in causa ha risposto alla grande.
  8. Non c'è da salvare praticamente nulla da questi 40 minuti. E lo dico io che sono sempre moderato (forse anche fin troppo, ma la mia indole è questa). Siamo parecchio nel marasma, probabilmente nessuno pensava di trovarsi così in difficoltà già adesso. E forse tanto meglio così che un po' di nodi siano già venuti al pettine, perché siamo a inizio stagione e il modo per sterzare c'è. Ammesso che in società si stia pensando a qualcosa di diverso, e qui si apre una parentesi che nessuno di noi qua dentro può sapere. Anche io sono dell'idea che fino al derby non succede nulla. Poi se continuiamo a fare tutta sta difficoltà, i cambiamenti arriveranno per inerzia...
  9. (OT) Una piccola nota: non mi interessa ciò che è accaduto in altri forum in passato al di fuori di questo. Pensiamo a vivere tranquillamente su questo, possibilmente senza pestarci gli zebedei a vicenda
  10. DOMENICA 22 OTTOBRE 2023 - Il primo big-match della stagione. Se le prime partite erano state per squadra e coach un corso accelerato su come abituarsi al campionato di A2, oggi la Pallacanestro Trieste assaggia uno scontro diretto con un'altra pretendente alla promozione. Più nascosta nei pronostici rispetto ai biancorossi ma quando ti chiami Fortitudo Bologna ti porti addosso un nome che è già una responsabilità. Palla a due alle 18 per una gara che è un po' anche un primo crocevia. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", la Effe è prima, se Trieste la ferma la raggiunge, rimette in gioco il primato e accorcia la classifica, se invece dovesse farla franca la truppa di Caja Trieste sarebbe al secondo stop di fila alla vigilia di due trasferte, non proprio il clima più salutare. Aggiungiamo inoltre che questo è uno dei due grandi appuntamenti della stagione regolare per sperare in un afflusso di pubblico importante. L'altro è il derby con Udine, che te lo dico a fare. Da casa biancorossa nessuna comunicazione ufficiale in merito a Campogrande e Filloy, che non sono stati impiegati a Cento. Anzi, Ariel è da tre partite di fila che è costretto a osservare i compagni. Campogrande, che aveva rimediato una distorsione a una caviglia, dovrebbe essere della partita ed è pure un ex. Filloy si è allenato a parte, finora è stato trattato con prudenza ed è probabile che vada nei 12 ma assai meno probabile che scenda sul parquet. Pretattica o meno, lo scopriremo alle 18. Nell'analisi pre-partita coach Jamion Christian fotografa così l'incontro: «Le chiavi del match sono sempre quelle di affermare chi siamo: una squadra aggressiva, veloce e orientata all'attacco. Bologna si distingue per una difesa disciplinata e quindi i nostri stili di gioco sono opposti. Vincerà chi riuscirà a imporre il proprio marchio. Abbiamo diverse strategie di gioco a disposizione, sia veloci che lente, ma conta soprattutto affermare chi siamo e mettere in pratica la nostra filosofia». La sconfitta incassata a Cento, commenta il tecnico biancorosso, non ha lasciato scorie. «Il nostro gruppo è stato eccezionale fin dall'inizio della stagione, considerando ogni partita come la più importante. Abbiamo colto l'occasione della sconfitta per imparare e migliorare». Il coach lancia infine un appello al pubblico: «Sarà fantastico avere i nostri tifosi in tribuna, entusiasti, partecipi del nostro obiettivo. Abbiamo bisogno del loro sostegno, delle loro grida e del loro entusiasmo per aiutarci a essere migliori in campo. Credo che il legame che abbiamo con i nostri tifosi sia unico, così come la loro determinazione. Quando sono concentrati nel sostenerci e mettere pressione sugli avversari, diventiamo una squadra difficile da battere» - Lo spettacolo sugli spalti del Rocco per il derby con il Vicenza toglie ogni dubbio, se mai ve ne fossero, del perchè il calcio di terza serie stia stretto a Trieste. Specie quando il pubblico rossoalabardato si identifica con una Triestina gladiatoria oltre che tecnicamente ben attrezzata. Su questo c'era ancora qualche minimo dubbio ma solo perché finora nessun test di inizio campionato aveva messo di fronte l'Unione a un avversario del livello del Vicenza. Come scrive Ciro Esposito sul quotidiano locale odierno, la squadra di Tesser ha tenuto botta giocando un tempo in inferiorità numerica e non rinunciando mai (a parte gli ultimi minuti) ad attaccare. LA PRESTAZIONE Questo atteggiamento la dice lunga sulla prestazione di venerdì sera degli alabardati. La squadra, a parte qualche sbandata nei minuti iniziali, non si è mai scomposta nemmeno quando ha dovuto incassare l'espulsione di Vallocchia francamente esagerata. Ma gli arbitri di C non hanno quasi mai la lucidità per ponderare un fallo o un'azione pericolosa di un giocatore già ammonito. Così è successo venerdì e succederà ancora. Era già successo nell'unica apparizione al Rocco con la cacciata di Pierobon. Rispetto a quella circostanza con il Trento l'Unione ha reagito in modo ben diverso. C'è da dire che l'atteggiamento aggressivo voluto da Tesser può portare ad un eccesso di foga specie dei più giovani. IL GRUPPO Ma il vantaggio è che finalmente si vede un gruppo capace di pressare a tutto campo e di non aspettare l'avversario. È la strada giusta, quella che ha trascinato la squadra a giocare una ripresa di grande livello e maturità alla pari e anche qualcosina in più del Vicenza. L'AVVERSARIO La squadra di Diana è una corazzata con uomini fisicamente e tecnicamente di prim'ordine. La Triestina, almeno al momento, ha dimostrato di poter giocarsela con cotanto avversario anche superiore nell'organico. Da una parte Tesser ha il merito di aver raggiunto prima del collega la coesione e lo spirito di gruppo e dall'altra l'Unione può contare su elementi, qualitativamente dotati, ma soprattutto con una maggior freschezza e fame di quelli vicentini. Insomma i tifosi nonostante la X del risultato finale non sono tornati a casa delusi. IL CAMPO La X vale anche per il terreno di gioco sotto gli occhi di tutti dopo 45 giorni di stop e tre gare giocate in esilio. Va dato atto a chi si è prodigato nella manutenzione straordinaria disposta dal Comune, dopo l'errore nel rifacimento post Maneskin, di aver reso il manto erboso praticabile. E anche l'utilizzo dei teli anti-pioggia è stato probabilmente decisivo. Una pratica che non va abbandonata almeno in assenza di bora sostenuta. Non è certo un prato perfetto ma il lavoro svolto ha reso minimo il pericolo per gli atleti. Il manto è instabile, si vedono leggere ondulazioni, le zolle sono uscite in particolare in alcune zone ma non a blocchi di mezzo metro come visto con il Trento. Non si può non sottolineare come la logica indichi che il prato abbia beneficiato di un lungo stop e di giornate di caldo e con poca pioggia. Le incognite dunque restano andando verso un utilizzo ben più frequente e un meteo invernale che può rendere difficile il pur valido lavoro dei manutentori. Il prato (e soprattutto la base) andrebbe rifatto per essere certi della sua tenuta. Ma avrebbe senso investire centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per poi darlo in pasto ai prossimi concerti? E lo stesso vale per rimettere a nuovo con una spesa di molto superiore (spogliatoi, tornelli, tribuna e percorsi per i tifosi ospiti) il Grezar che sarebbe utilizzato per il calcio solo in caso di fase finale dei play-off. La sconcertante scelta, non di fare da hub di concerti che rappresentano un plus per la città, ma di programmarli durante la stagione agonistica ha fatto entrare i protagonisti in un vicolo cieco (o quasi). Il manto erboso del Rocco, pur se tecnicamente penalizzante, ad oggi ha ricevuto l'ok della Lega. Domani ci sarà un altro sopralluogo ma, a meno di disastri, non è ipotizzabile che ci siano dei passi indietro. La Triestina giustamente vorrebbe avere a disposizione il manto più perfetto possibile, poter programmare le partite senza guardare con timore al meteo e magari anche fare le rifiniture inibite a Trieste da anni. Tutte condizioni che al momento sembrano inattuabili. C'è il serio rischio di poter decidere solo work in progress. È una situazione pesante che può essere ammortizzata almeno in parte solo con una schietta collaborazione tra i soggetti riuniti nella commissione voluta dalla Regione. Con una certezza: il pubblico triestino ha il diritto di vedere l'Unione giocare al Rocco
  11. Il mio prepartita per domani: https://www.citysport.news/it/notizie/pallacanestro-trieste/arriva-la-quot-f-quot-capolista-trieste-ha-bisogno-di-ritrovare-fiducia.html
  12. SABATO 21 OTTOBRE 2023 - La Triestina non ha vinto ma è come se l'avesse fatto. E il pubblico del Rocco può andarne fiero. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", il pari finale, su un manto erboso appena accettabile, dice che l'Unione prima in 11 è stata superiore al Vicenza, poi per tutta la ripresa in 10 (doppio giallo a Vallocchia) tutto sommato anche. Il Vicenza ha dimostrato la sua forza mentre il gruppo di Tesser ha lavorato di squadra con generosità, qualità e attenzione. Ottenere un punto così fa morale e dimostra che l'Unione non è inferiore al Vicenza. Anzi. LE FORMAZIONI Tesser conferma l'undici iniziale schierato contro il Lumezzane con Moretti al posto dello squalificato ex Malomo e Correia nel ruolo di play a posto di Fofana. Sull'altro fronte Diana rinforza il centrocampo preferendo Cavion al più leggero Greco. L ' AVVIO Le due squadre giocano a viso aperto e le occasioni ci sono. Apre le danze Finotto con una stangata da fuori deviata da Confente. Poi è il Vicenza a mangiarsi di grandi chance prima con Della Morte e poi con Ferrari di testa da ottima posizione. Risponde Correia al 14' con un fendente di poco a lato. La Triestina comunque riesce ad alzare il ritmo e la linea del pressing prendendo un po' di campo all'undici di Diana. Il match si gioca sul filo dell'equilibrio con D'Urso a dare una mano ai compagni in mediana. Al 34' su cross proprio di D'Urso l'arbitro ferma il gioco in modo dubbio su una mischia in area. L'ESPULSIONE Episodio chiave al 41' con Vallocchia, già ammonito, che interviene in scivolata e si becca il secondo giallo eccessivo (il giocatore era entrato sulla palla). Triestina in dieci. Esce D'Urso ed entra Pierobon. La Triestina ha bisogno di tutta l'energia del suo pubblico. SI RIPARTE L'Unione ci prova subito e Finotto impegna Confente e subito dopo ci prova anche Lescano lanciato con precisione da Correia. Tesser dà più consistenza al centrocampo ma anche fantasia con El Azrak che rileva per Finotto. Diana risponde con gli ingressi di due pezzi pregiati come Jimenez e Scarsella rinforzando la trazione anteriore. Ma la Triestina c'è e il pubblico lo capisce alzando il volume. El Azrak fugge verso la porta e viene atterrato da Costa: poteva scattare il rosso, arriva solo il giallo. Il Vicenza pur in superiorità numerica non prende le redini della gara e Diana si gioca anche le carte Greco e Rossi (fuori Ronaldo) e poi Rolfini per Della Morte. IL FINALE La differenza in campo non si vede e il merito va tutto agli alabardati che va vicino al gol. Punizione pennellata di El Azrak e testa di Moretti con paratona di Confente. Struna esce con i crampi (Rizzo) e c'è spazio anche per Ciofani. L'Unione stringe i denti su un Vicenza che al 41' sfiora il gol beffa con Scarsella che la mette fuori da un passo. Perde le staffe e viene espulso anche Tesser su un fallo che non c'era di Moretti. Finisce 0-0. Va bene così. - Il tempo della conoscenza e dell'ambientamento è finito, da domani e fino al derby del prossimo 5 novembre, la Pallacanestro Trieste deve cominciare a fare sul serio. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto: contro la capolista Fortitudo comincia domenica il ciclo di fuoco che proporrà alla formazione di Jamion Christian quattro delle avversarie più in forma del campionato. Dopo Bologna, due trasferte insidiose sui campi di Verona e Piacenza, viatico alla sfida contro Udine che, in diretta televisiva sulle frequenze di RaiSport, dirà qualcosa di più sulle reali potenzialità della formazione allestita nel corso dell'estate da Mike Arcieri. La Fortitudo che domani alle 18 arriva sul parquet del PalaRubini è senza dubbio la peggior avversaria che Trieste poteva trovare sulla sua strada. Squadra in salute e in grande fiducia, guidata da un coach navigato come Attilio Caja che a Trieste, nel corso degli ultimi anni, ha spesso e volentieri banchettato facendo leva sulla capacità di ingabbiare il gioco biancorosso grazie alle riconosciute alchimie difensiva. Per una squadra ancora alla ricerca di una precisa identità, un gran brutto cliente da affrontare in un match che ha un solo risultato possibile. Trieste deve vincere per non perdere ulteriore terreno dalla vetta anche alla luce di un calendario tutt'altro che in discesa. Il momento, complice la perdurante assenza di Ariel Filloy, non è dei più semplici da gestire. A Cento, nei momenti caldi della partita, sono mancati leadership e regia, con alcune palle sanguinose palle perse che, nei supplementari, sono costate un'evitabile sconfitta. Christian continua a considerare Brooks un play-maker sacrificando sull'altare dei minuti da concedere al suo straniero la leadership di due giocatori che creatori di gioco lo sono davvero. Ruzzier si sta spersonalizzando, Bossi fatica a trovare minuti e vederlo giostrare quasi esclusivamente da guardia è un delitto. Ripartire da alcune certezze come quelle che i due giocatori made in Trieste sono in grado di offrire può essere un buon punti di partenza per affrontare le prossime gare con attitudine vincente.
  13. VENERDÌ 20 OTTOBRE 2023 - È arrivata l'ora di Triestina-Vicenza: il ritorno al Rocco dell'Unione coincide stasera (inizio ore 20.45, arbitra Nicolini di Brescia) non solo con un derby tradizionalmente molto caldo, ma anche con un'affascinante sfida di alta classifica. Anzi, a dirla tutta e come scrive oggi Antonello Rodio sul "Piccolo", in caso di vittoria la squadra di Tesser si ritroverebbe momentaneamente al primo posto in classifica in attesa degli impegni di domani di Padova e Mantova. Ma è meglio non correre troppo. Intanto, oltre alle due squadre, stasera ci sarà un terzo osservato speciale, ovvero il terreno di gioco. Sarà inevitabile cercare di capire le condizioni del manto erboso, anche per cominciare a ipotizzare cosa succederà da domani in poi. In ogni caso, fra la gioia del ritorno al Rocco e la preoccupazione per i rischi legati alle condizioni del campo, Attilio Tesser non ha dubbi su cosa prevale: «Certamente prevale la gioia nel tornare davanti ai nostri tifosi - dice il tecnico - nello stadio dove è naturale che giochi la Triestina. Fa molto piacere tornare a casa nostra». Piena concentrazione dunque sui tre pesantissimi punti in palio, considerando che il Vicenza arriva da due ko consecutivi e con una certa pressione addosso, mentre l'Unione ha una ghiotta occasione per vedere la vetta ma deve anche ricordare qualche approccio soft di troppo che ha messo alcune partite in salita. Anche se mister Tesser assicura che questa non deve essere una preoccupazione: «Ne abbiamo parlato fra noi in settimana e dico subito che per noi questi approcci non possono essere ritenuti un problema: si è trattato sempre di situazioni diverse, non c'è stato un comune denominatore. E in ogni caso bisogna essere consapevoli che in alcuni momenti si approccia bene, in altri meno. Quello che conta davvero è vedere il rendimento della squadra nel suo complesso, che per me a oggi rimane sicuramente positivo. Certo cercheremo di partire bene, anche perché è molto importante farlo in una partita come questa». Di fronte, infatti, un Vicenza per il quale la definizione di corazzata trova d'accordo Tesser: «Gli addetti ai lavori e chi conosce bene la categoria lo hanno definito così e sono d'accordo: anzi, penso che già lo fosse lo scorso anno, poi si è ulteriormente rinforzata con innesti mirati di alto livello, anche da categorie superiori. Perché sta incontrando delle difficoltà? Perché al di là dei valori, in questo campionato le partite sono tutte difficili, non ce n'è una facile. Anche all'interno di una singola gara possono esserci momenti di difficoltà, nessuno in Lega Pro arriva e le vince tutte». Venendo alla squadra, l'unico indisponibile è Malomo, squalificato, mentre Kacinari non si è allenato per una botta ma è disponibile. Tutti arruolati gli altri, con qualche dubbio di formazione. Su questo Tesser svela qualcosa ma non troppo: «Dall'ultima partita non ci saranno grossi scostamenti». Cercando di interpretare le parole del mister, in difesa dovrebbero essere confermati Germano a destra e Anzolin a sinistra, mentre Struna e Moretti formeranno la coppia di centrali. In mezzo al campo le mezzali dovrebbero essere ancora Celeghin e Vallocchia, mentre a questo punto per il ruolo di play c'è davvero un ballottaggio fra Correia e Fofana. In avanti D'Urso giostrerà dietro a Lescano e a uno fra Finotto e Redan. - Parte domenica, con la sfida contro la Fortitudo Bologna in programma alle 18 sul parquet del PalaRubini, il ciclo di ferro della Pallacanestro Trieste. Fortitudo, Tezenis e Assigeco rispettivamente a Verona e Piacenza poi Apu Old Wild West in casa, cui peraltro farà seguito Cividale: nelle prossime tre settimane il cammino biancorosso in questo campionato prenderà una direzione più chiara. E a proposito del derby, come scrive oggi Lorenzo Gatto, in programma il 5 novembre, è stato ufficializzato ieri grazie all'accordo stipulato tra la Lega Nazionale Pallacanestro e la Rai, il passaggio televisivo in chiaro su Rai Sport con diretta a partire dalle 21. VOGLIA DI RISCATTO Capolista imbattuta dopo quattro giornate, la formazione di Attilio Caja è quella che ha maggiormente convinto in questo inizio di stagione. Classifica figlia del mercato estivo di una società che, in controtendenza con le scelte di un torneo che solitamente riempie la casellina degli stranieri con almeno un esterno, ha puntato su una coppia di lunghi di sostanza. L'ala pivot Deshawn Freeman e il centro Mark Ogden sono, assieme all'eterno Aradori, i punti di riferimento di un gruppo che in brevissimo tempo ha trovato chimica e identità. Quello che, dopo quattro giornate di campionato, non è ancora riuscita a trovare Trieste. Per fermare la corsa della Fortitudo e venire a capo delle alchimie di coach Caja, servirà una prestazione molto diversa da quelle delle ultime settimane. Trovare un equilibrio di squadra mettendo i giocatori nelle condizioni di esprimersi secondo ruolo e potenzialità è indubbiamente il punto di partenza per pensare di uscire dal trittico Fortitudo–Verona–Udine con un ruolino di marcia che giustifichi le ambizioni biancorosse. PREVENDITA Poco più di duemila spettatori nei match casalinghi contro Orzinuovi e Nardò, il red wall al PalaTrieste in questo inizio di stagione è ancora un ricordo lontano. In una sfida difficile e delicata come quella di domenica, l'apporto del pubblico potrebbe risultare decisivo, per questo sarà importante valutare la reazione dei tifosi dopo la sconfitta di Cento e l'appello della società. La prevendita della partita, partita martedì scorso, non sta dando segnali incoraggianti e in questo i prezzi che sono stati proposti per il big match, 49 euro per il parterre, 27 euro per le tribune e 16 euro per curva e secondo anello non stanno aiutando l'afflusso. Non è prevista la vendita online. Oggi biglietteria interna del PalaTrieste disponibile dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, domani dalle 10-13 e 16-19. Domenica i botteghini di via Flavia saranno aperti dalle 15.30 fino alla fine del secondo quarto. Non si sa ancora quanti saranno i tifosi bolognesi al seguito.
  14. GIOVEDÌ 19 OTTOBRE 2023 - Si prospetta una cornice importante per la sfida di domani con il Vicenza che segna il ritorno al Rocco della Triestina. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", dopo un giorno e poche ore dall'apertura della prevendita (era iniziata alle 17 di martedì), i biglietti venduti sono già circa 2200, una cifra alla quale ha contribuito in maniera sostanziosa anche la tifoseria ospite, che finora è poco sopra i 750 ticket (quasi 1500 dunque quelli alabardati). A questa cifra, ovviamente, vanno aggiunti i 3920 abbonati, la gran parte dei quali finora non ha potuto vedere da vicino le gesta dell'Unione se non nell'esordio col Trento. E anche se tradizionalmente è difficile che tutti gli abbonati siano allo stadio, stavolta la voglia di riabbracciare la squadra di Tesser e l'importanza del match dovrebbero trascinare al Rocco la quasi totalità dei possessori della tessera stagionale. Insomma già ora siamo oltre le 6mila presenze allo stadio e mancano ancora oggi e tutta la giornata di domani. Una febbre alimentata non solo dal tanto atteso rientro nello stadio di casa dopo tre esili forzati a Fontanafredda, ma anche dall'importanza di un derby sentito come quello con il Vicenza Ma qual è il clima fra i tifosi alabardati per questo ritorno al Rocco? Le sensazioni sono controverse. Lo spiega Sergio Marassi, presidente del Centro di coordinamento dei Triestina Club, che in queste ore sta percependo il termometro dei sentimenti dei supporter dell'Unione: «Cosa ne pensano i tifosi della situazione che si è creata? - dice Marassi - C'è grande entusiasmo per poter finalmente rivedere la Triestina al Rocco, soprattutto in una partita così importante per l'avversario e per la classifica, ma allo stesso tempo tutti si chiedono cosa succederà dopo. Su questo c'è grande preoccupazione, il dubbio è se il campo terrà durante la partita, ma anche di capire in che condizioni sarà dopo. Insomma tanti si chiedono se riusciranno a vedere ancora qualche partita nello stadio di casa». PREVENDITA Intanto la prevendita per il match prosegue oggi e domani. Questi i prezzi dei biglietti. Tribuna Pasinati: intero 23 euro, ridotto 18 euro, cortesia 4 euro; Tribuna Colaussi: intero 15 euro, ridotto 12 euro, cortesia 3 euro; Curva Furlan e Curva Trevisan: intero 10 euro, ridotto 8 euro, cortesia 2 euro. Per la tifoseria alabardata, i biglietti saranno acquistabili online attraverso il circuito di vendita DIY Ticket e presso quattro sedi fisiche: in sede societaria (oggi orario 9.30-12.30 e 14.30-18.30, domani 9.30-12.30; al Centro Coordinamento Triestina Club (oggi 9-19, domani 9-16); al Triestina Fan Club Bar Capriccio (oggi 9-13.30 e 16.30-19.30, domani 9-19.30); al Ticket Point di Corso Italia oggi e domani (8.30-12.30 e 15.30-19.00). Domani i botteghini dello stadio Rocco apriranno alle 18.45, ma è raccomandato l'acquisto in prevendita per evitare lunghe code dell'ultimo momento con il rischio di entrare quando la partita sarà già cominciata. - «Niente è semplice. Lo abbiamo sempre pensato, lo stiamo verificando ogni domenica. Siamo una realtà work in progress. Non basta un precampionato per dare un'identità a una squadra. Ci vorrà tempo? Va bene, è a maggio-giugno che dovremo essere una macchina perfetta. La sconfitta a Cento ha lasciato una lezione? Senz'altro». Michael Arcieri, general manager della Pallacanestro Trieste e intervistato da Roberto Degrassi, non cerca di giocare con le parole. Fotografa il momento della squadra biancorossa, dopo la sconfitta a Cento e in vista del big-match di domenica con la Fortitudo capolista, senza effetti speciali. Una chiacchierata a ruota libera. Cosa ha lasciato la sconfitta in Emilia? Abbiamo imparato che venti buoni minuti non bastano e non basta nemmeno essere avanti di 17 all'intervallo. In A2 ogni incontro sarà difficile. Non basta concentrarsi sulle sfide di cartello come quella con Bologna o Udine. Bisogna sapere ad esempio che Nardò ha un tipo come Russ Smith che può segnare 50 punti da solo. Un buon vantaggio non significa niente perchè ci sono campi caldi e con due triple gli avversari ti riaprono la partita. C'è un dato che fa impressione. Le 17 palle perse. Sembra impossibile. Dobbiamo dare valore a ogni possesso per 40 minuti di fila. Ci manca continuità e arriverà con il tempo. Ci sono varie situazioni che ci portano a essere ancora un cantiere ma non è adesso che si tirano le somme. A Cento erano assenti Campogrande e Filloy. Quando rientrano? Luca riprende, Filloy ha un risentimento muscolare che monitoriamo perchè a me non interessa avere Ariel al 70% o con margini di dubbio perchè rischierei di forzarlo e vederlo fermarsi. Giocherà quando sarà al 100%. Abbiamo allestito una rosa di 10 titolari proprio per essere in grado di fronteggiare qualsiasi evenienza. Non mi sentirete cercare alibi nelle assenze. Certo, costringono a modificare le rotazioni e i minutaggi ma abbiamo staff e giocatori in grado di fronteggiare queste situazioni. La vostra caratteristica più evidente della squadra è il ricorso al tiro da tre. Che però a Cento è diventato l'unico spartito. Abbiamo commesso errori, non lo nego. Mi consola però notare che abbiamo sbagliato molti tiri aperti. Ci siamo presi i tiri che dovevamo e li avevamo costruiti bene, le forzature sono state poche. Il tiro da tre per noi è importante ma non è la priorità. Piuttosto conta andare in transizione. Dovevamo andare prima a canestro, avremmo dovuto procurarci più liberi. Il nostro piano partita è andare al ferro. In percentuale nella vostra filosofia di gioco quanto conta il tiro da tre? Credo che una formula 60% triple e 40% tiro da due possa funzionare. Qui tutti possono colpire da tre. Solo Vildera ha una dimensione interna, lo stesso Deangeli sta lavorando tanto per migliorare nelle bombe. Quando si potrà trarre un primo bilancio della vostra stagione? Credo che dopo 10 partite potremo avere un'idea chiara su chi siamo, dopo i derby. Non abbiamo ideali tabelle di marcia. Per me è importante migliorare giorno dopo giorno. Proprietà americana, gm italo-americano. Avete scelto anche un coach Usa per un campionato così particolare e italiano come la A2. Una filosofia che confermereste? A Varese avevo preso la stessa decisione scegliendo Matt Brase. Alla fine, Usa o Italia, parliamo di basket, un gioco universale. Io individuo persone competenti e Christian come Brase ha competenze altissime. Jamion ha tutte le caratteristiche che voglio in un coach: conoscenza tecnica, valori importanti, entusiasmo ed energia. Si è gettato con passione in questa esperienza, sta studiando la lingua italiana, è contento del gruppo a disposizione e lui ha un eccellente rapporto con tutti. Non è uno che critica a muso duro i giocatori, analizza quello che non va. Sta imparando e si sta adattando a una realtà nuova e regole nuove. Fiducia e tempo sono di aiuto. In cosa ravvisa la differenza maggiore tra la mentalità Usa e quella italiana? Il campionato Nba è lunghissimo quindi c'è un'intensità meno continua. Si cerca di partire con energia, poi c'è una fase di flessione per recuperare le forze per la parte finale. Qui non si può ragionare così. Ogni partita conta, non si può mollare un secondo. Affrontiamo l'ultima? Beh, sappiamo che non potremo rilassarci perchè loro la vivranno come un'occasione per una svolta. A Cento c'erano calore e rumore, il pubblico si faceva sentire da sesto uomo. In Italia c'è un modo diverso di vivere il basket ma mi piace. Domenica arriva la Fortitudo, una delle sfide più sentite dalla tifoseria. Nelle prime due gare interne ci sono stati attorno ai 2200 spettatori. Contro le Effe e nei derby ci si aspetta di più. Mi rifaccio alle parole di Ferrero che in un'intervista ha unito nello stesso percorso da fare insieme squadra e pubblico. Questo è un campionato lungo e la strada la faremo insieme. Ci saranno sicuramente alti e bassi, sorrisi e momenti difficili, ma se ci sarà condivisione sarà più facile affrontarli. Sarà fantastico, sarà difficile. Ma lo faremo uniti. Dopo Cento i giocatori erano arrabbiati, li ho visti subito unirsi e chiedersi come migliorare. Avete annunciato di voler vivere più intensamente il rapporto con Trieste. E stiamo iniziando a farlo e lo faremo sempre più. Con iniziative apparentemente piccole forse ma che vogliono essere di aiuto alla comunità. Associazioni, scuole. Lo facciamo perchè ci crediamo, non per fare cose di facciata. Sulle maglie si legge ancora solo Trieste. Manca ancora un main sponsor. Stiamo lavorando e c'è un motivo per il quale non vedete ancora un marchio. Vogliamo un main sponsor che - come i nostri altri partner - condivida i nostri valori e intenda impegnarsi a lungo termine. Non ci interessa uno sponsor che si impegni per un anno soltanto dicendo "e poi per il futuro vediamo come andrà...". Noi vogliamo un main sponsor che sia parte attiva e sul quale contare per più anni. Così è più difficile trovare uno sponsor? Possibile. Ma questa è la nostra decisione. Tradotto: Cotogna Sports Group riconferma un impegno a lungo termine. Assolutamente. Crediamo in quello che vogliamo realizzare e siamo intenzionati ad andare avanti. Prima abbiamo accennato alle maglie. Non sono ancora state scoperte le nuove divise ideate da Bureau Borsche. Quando le vedremo? Abbiamo pensato che il momento migliore sia una partita di massimo richiamo. Il derby con Udine... Esatto. Magari con un evento alla vigilia per presentarle. Sappiamo quanti conti quella sfida.
  15. MERCOLEDÌ 18 OTTOBRE 2023 - Si fa presto a parlare di squadre che non mollano mai. A volte sono solamente luoghi comuni, spesso esagerazioni che rientrano nel fin troppo abusato ricorso all'epica sportiva. Ma come rimarca oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", questa Triestina di Tesser sta dimostrando con i fatti che qualcosa del genere sta davvero crescendo nella truppa alabardata. Non a caso il mister parla spesso di dna, di mentalità, di spirito di gruppo: tutte cose che fin dal primo giorno a Trieste ha indicato come fondamentali per la costruzione di una squadra vincente. E lo spirito da battaglia, la vera voglia di non mollare mai, la si dimostra proprio quando le cose in una partita stanno andando storte. Certo, sarebbe meglio se le cose filassero subito per il verso giusto, come nel caso delle partite con il Mantova, la Pro Vercelli, la Pro Patria. E invece in queste prime otto partite, in ben cinque occasioni la squadra alabardata è andata sotto nel punteggio. Certo, questo è un aspetto negativo che va assolutamente migliorato, ma a rincuorare è la capacità di reazione dei ragazzi di Tesser: in questi frangenti, infatti, solo all'esordio con il Trento l'Unione non è riuscita a replicare, mentre per quattro volte su cinque ha risposto al gol avversario. Non solo, in due di queste occasioni ha addirittura clamorosamente ribaltato il risultato: è successo a Zanica, quando dopo la rete del vantaggio dell'Albinoleffe, l'Unione ha rimontato e vinto con una doppietta di Lescano nel giro di dieci minuti. Ed è successo di nuovo sabato a Fontanafredda, con quel micidiale uno-due nei minuti di recupero che ha permesse di superare il Lumezzane. In un'altra occasione, quella in casa del Renate di Pavanel, la bella reazione ha prodotto il pareggio nel finale. Solo a Crema la risposta che ha portato al pareggio è stata poi vanificata dal definitivo vantaggio della Pergolettese. Insomma per quanto dimostrato in queste prime otto giornate, la Triestina è davvero una squadra che non molla mai. A favorirla in questa attitudine c'è anche un'altra qualità fondamentale per una squadra di calcio, anzi la caratteristica basilare, che è quella di buttarla dentro. Non a caso, infatti, la Triestina finora è la squadra più prolifica del girone con 15 reti (quasi due di media a partita), davanti anche al Padova. Ed è la terza fra tutte le 60 della serie C, dietro solamente a Cesena e Turris. Perché poi puoi avere la forza di carattere che vuoi, ma se non c'è la gente che segna, può servire a poco. E alla Triestina gente che segna, da Lescano in poi, non manca di certo. A questo proposito c'è un altro dato interessante: a parte la partita d'esordio col Trento, l'Unione è sempre andata in rete nelle altre partite. Ed è un altro bel biglietto da visita in vista del derby con il Vicenza di venerdì al Rocco. Nel quale oltre alla capacità di andare in gol, servirà anche una grande attenzione difensiva e il già citato carattere da squadra vincente. Perché a questo punto, quella che si prospetta venerdì, è una battaglia su un terreno probabilmente molto difficile, visto che oltre alle condizioni precarie del campo denunciate dalla società alabardata anche ieri, si aggiungeranno le abbondanti piogge previste nei prossimi due giorni - Quasi dieci tentativi per ogni quarto di gioco. Già 151 conclusioni azzardate dai 6 metri e 75 nelle prime quattro giornate di campionato di A2. Lo scrive oggi Roberto Degrassi sul quotidiano locale: che la Pallacanestro Trieste avrebbe fatto ricorso all'arma del tiro da tre punti lo si sapeva. Lo aveva anticipato all'inizio della preparazione il general manager Michael Arcieri, lo aveva ribadito il coach Jamion Christian. C'era curiosità su come la squadra avrebbe poi messo in pratica questi propositi. Ecco la risposta, guardando l'avvio del torneo. Una escalation. "Appena" 32 tentativi all'esordio contro Orzinuovi che per giunta quanto a ostinazione da tre riuscì persino a battere i biancorossi provandoci 33 volte, 33 a Chiusi, 36 in casa contro Nardò e domenica scorsa 50 con la complicità dei cinque minuti di tempo supplementare a Cento. Nella classifica dei tentativi da tre punti la Pallacanestro Trieste non teme rivali, la può insidiare solo l'Urania Milano nell'altro girone (33,8 di media). Nel girone rosso la seconda in questa voce statistica, il Piacenza, non arriva nemmeno alla trentina di prove. L'ultima, Chiusi, in pratica tenta la metà delle volte di Trieste. Dalla teoria, insomma, la squadra di Christian è passata alla pratica facendone una religione cestistica e tentando una tripla quasi ogni minuto. Lo fa con tutti, tranne Giovanni Vildera. Brooks prova 7 bombe a sera, sei Candussi e Reyes. In proporzione però quelli ai quali si chiede quasi esclusivamente di colpire dai 6,75 sono soprattutto Giancarlo Ferrero e Luca Campogrande. Per l'ala romana 14 prove da tre e solamente un paio da due punti. Ventidue tentativi da tre e 6 da due per l'ex capitano varesino che finora non ha fortuna da fuori visto il 14%, il minimo in carriera. Trieste da record anche se andiamo a vedere i dati della stagione regolare degli ultimi due campionati che però forniscono un elemento incoraggiante. Un anno fa la Vanoli Cremona fu la squadra che fece più ricorso al tiro da tre punti (30,2 a sera) ed è stata promossa. Anche l'anno prima ad abusare dei tentativi di bomba era stata una formazione che poi sarebbe stata promossa, cioè Scafati. Un dato che va ad alimentare il dibattito su quanto il ricorso sistematico alle triple possa pagare in un torneo come l'A2, portando in questo caso acqua al mulino biancorosso. C'è chi c'è già riuscito, pur senza farne un comandamento come Trieste. Il modello al quale è stata accostata Trieste è Varese, il club dal quale provengono il gm Arcieri, Ferrero e Reyes. Sorpresa: con un roster con cinque stranieri, quindi più attrezzato atleticamente e più veloce, i lombardi effettuano un po' meno tentativi rispetto a Trieste. Lo stanno facendo adesso ma accadeva anche l'anno scorso. L'allievo, insomma, pare averci preso più gusto del maestro...
  16. MARTEDÌ 17 OTTOBRE 2023 - La Triestina e i suoi tifosi sono sempre più vicini alla prospettiva di dover affrontare il quarto viaggio verso Fontanafredda. Ieri è stata una lunga giornata di dubbi, per capire se la sfida con il Vicenza di venerdì prossimo si giocherà al Rocco o, di nuovo, allo stadio Tognon. Come scrive Laura Tonero oggi su "Il Piccolo", in serata il dilemma non era ancora stato risolto: si resta ancora in attesa che la LegaPro accolga o meno le indicazioni arrivatele da Trieste. Le prossime ore serviranno a svelare il campo di gioco. La Triestina, valutate le condizioni del campo dopo le abbondanti piogge di domenica scorsa, ha comunicato appunto alla Lega, così come al Vicenza, che a suo parere non ci sono le condizioni di sicurezza - e quindi di garanzia per l'incolumità dei calciatori - per poter giocare. Questo anche tenendo conto delle previsioni meteo per i prossimi giorni. Il terreno dello stadio Rocco, sul quale dopo il concerto dei Måneskin dello scorso 16 luglio è stato posato il nuovo manto erboso, non gode di un buon drenaggio. Qualcuno reputa non sia stato trattato nella dovuta maniera prima della posa delle nuove zolle. Altri sostengono ci fossero già dei problemi precedenti. Fatto sta che «quando piove è come se l'acqua cadesse su delle piastrelle», aveva commentato l'entourage della Triestina dopo uno degli ultimi sopralluoghi. Una condizione che rende più difficile per le zolle attecchire al terreno. Quindi dopo l'acquazzone di domenica scorsa, la Triestina ha valutato troppo precarie le condizioni del campo, proponendo a malincuore di disputare la partita "in casa" al Tognon. A questo punto la Lega – che ricordiamo aveva dato il via libera per la ripresa del gioco sul campo del Rocco, con parere favorevole anche dell'esperto agronomo ingaggiato dal Comune Giovanni Castelli – o avvalla la richiesta della Triestina, comunicando direttamente che il match di venerdì prossimo si giocherà a Fontanafredda, oppure in queste ore invierà un suo perito direttamente a Trieste a valutare le condizioni del campo. Assumendosi però in quel caso la responsabilità se qualcosa dovesse andare storto. Sta di fatto che mancano tre giorni e ancora non ci sono certezze sulla destinazione di una partita, tra l'altro molto sentita dai tifosi, molto attesa, trasmessa in diretta televisiva. «È una desolazione», commenta Michele Bertocchi, presidente del Triestina Fan Club Bar Capriccio, la cui petizione Certezze per l'Unione ha raggiunto le 1.200 sottoscrizioni: «Una dura prova per i tifosi, senza contare che se si gioca ancora a Fontanafredda non sappiamo neppure con che modalità intendono gestire la tifoseria». Ovvero, «se decidono di far disputare la partita a porte chiuse o di far accedere i supporter dell'Unione. Quindi non riusciamo neppure a organizzarci per la trasferta. E noi che abbiamo anche il servizio di biglietteria siamo bloccati. Non ho parole». Da indiscrezioni risulta che per domani sia in programma una riunione del Gos a Pordenone – proprio nella prospettiva che la partita si disputi al Tognon – e che si stia valutando di adottare le stesse modalità decise per la partita con il Mantova, quindi con i biglietti riservati al settore ospiti venduti solo ai residenti nella provincia di Vicenza. Si vedrà. Tra l'altro, ad attendere la decisione per poter predisporre l'adeguato servizio sono anche le forze dell'ordine, e ovviamente i Comuni di Fontanafredda, Pordenone e Trieste. Da quello di Trieste, ieri sera, non è stato possibile ricevere informazioni in merito nonostante ripetute telefonate sia al sindaco Roberto Dipiazza che all'assessore allo Sport e all'Impiantistica sportiva Elisa Lodi. Al di là della partita del prossimo 20 ottobre, restano poi da valutare nel complesso le condizioni del campo del Rocco. Tra le possibilità sul tavolo – non è escluso questo sia stato uno dei punti discussi nella commissione permanente riunitasi in Regione e a cui hanno preso parte oltre al presidente Massimiliano Fedriga, anche Dipiazza e i vertici della Triestina – anche la completa rizollatura del campo. Il governatore infatti dopo l'incontro aveva parlato di «soluzioni durature e non rattoppi». «È l'unica via d'uscita – valuta ancora Bertocchi – ma bisognava già avviarla, così da dare un senso a questa lunga agonia e interromperla» - Diciassette palle perse e una recuperata. Qualche volta i numeri possono raccontare molto. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", per raccontare tutto sulla domenica della Pallacanestro Trieste a Cento ne aggiungiamo altri: 22 tiri da tre tentati nel primo tempo, altrettanti nel secondo, ma con una differenza non proprio inconsistente: nei primi 20 minuti con il 50%, nei secondi con il 18%. Proviamo a tradurre i numeri in considerazioni. Se il saldo tra palle perse e recuperate è di -17 vuol dire che è mancata la lucidità, che ci sono state troppe forzature e disattenzioni, che qualcosa nell'approccio non ha funzionato, che non sono stati trovati correttivi in corsa e che, lapalissiano, gli avversari hanno dimostrato maggior reattività. SENZA ALTERNATIVE Se il numero dei tentativi da tre è stato lo stesso tra un parziale in cui tutto entrava e uno in cui la mira difettava vuol dire che la squadra di Jamion Christian ha eseguito, nonostante tutto, sempre lo stesso spartito senza trovare alternative. Si è intestardita a battere sempre le stessa strada anche quando sarebbe stato logico fare qualcosa di diverso, ad esempio rallentare il ritmo quando gli avversari hanno cominciato la rimonta o variare il copione perimetrale per cercare altre soluzioni. Qualche esempio: Candussi ha tentato (male) 10 tiri da tre e otto da sotto, eppure lui con il semigancio aveva colpito spesso nelle gare precedenti. Michele Ruzzier sa fare male in entrata alle difese avversarie eppure a Cento un solo tentativo in 31 minuti. Per Ferrero otto tentativi solamente da tre in 26 minuti. Sono giocatori di talento, con un repertorio tecnico vario che in A2 può fare la differenza. L'omologazione non è mai un arricchimento, neanche su un campo di basket. SBALZI FATALI La sconfitta all'overtime a Cento è la conferma di un difetto emerso nelle tre precedenti partite di campionato. La PallTrieste in virtù di un roster di primo livello sa esprimere parziali di prepotenza cestistica come il +22 nei confronti degli emiliani. Purtroppo, però, già contro Orzinuovi, Chiusi e Nardò ha accusato parziali imbarcate. Black-out con letture difensive sbagliate, fraintendimenti, cali di tensione. Campanelli d'allarme contro quintetti che al momento sembrano tra i più deboli del girone ma che non sono stati colti a sufficienza. Contro una formazione più solida come Cento la flessione è stata pagata salata. 25 punti concessi nel terzo quarto. Gli ultimi 80 secondi dell'overtime passati dal +4 dopo la tripla di Candussi al meno 5 conclusivo. Un supplementare con quattro sanguinose palle perse. Trieste sta continuando a esprimersi a strappi. Nel dopogara coach Christian ha usato un curioso paragone: «Come quando si cavalca un toro». Non abbiamo mai provato l'esperienza e ne facciamo pure volentieri a meno ma conosciamo la morale: si può finire disarcionati. Ed è successo. E di tori brutti brutti ce ne sono, in vista. Bisogna attrezzarsi trovando continuità. Cominciando da domenica contro la Fortitudo. GLI ASSENTI A Cento mancavano Filloy e Campogrande, riducendo le rotazioni degli esterni. Filloy (limitato, pare, da problemi a un polpaccio ma mancano comunicazioni in merito) nel roster biancorosso è l'uomo dell'ultimo tiro. Avrebbe fatto comodo, sicuro. È un rimpianto, non un alibi. PREVENDITA Si apre oggi la prevendita in vista del confronto al PalaTrieste domenica contro la Fortitudo. Al momento confermato l'orario d'inizio alle 18, pareva esserci l'ipotesi di uno slittamento serale per una diretta tv ma rimane l'ora prevista. Gli orari della biglietteria del PalaTrieste: oggi e domani 16-19, giovedì e venerdì 9-13 e 15-19, sabato 10-13 e 16-19.
  17. LUNEDÌ 16 OTTOBRE 2023 - Nuovo capitolo nel difficile rapporto tra le principali realtà sportive cittadine e il Comune di Trieste, oggetto del contendere sempre il nodo legato alla gestione degli impianti di gioco. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", dopo i problemi al Rocco che hanno costretto la Triestina a emigrare a Fontanafredda, arriva la dura presa di posizione della Pallamano Trieste sfrattata dal palasport di Chiarbola per lavori riguardanti il cambio dei canestri che dovrà utilizzare lo Jadran nel corso delle partite casalinghe, alla vigilia della settimana che la condurrà all'importante match casalingo di sabato prossimo contro Sassari. Duro il comunicato della società che, a firma del presidente Michele Semacchi, punta l'indice su un'amministrazione incapace di tenere in considerazione le necessità di chi lo sport di vertice cerca di farlo con serietà e passione. " In data 12 ottobre- si legge nel comunicato stampa- la società ha ricevuto una mail da parte del Servizio Sport del Comune di Trieste con la quale viene imposta la sospensione di tutti gli allenamenti al palasport di Chiarbola per la prossima settimana, vigilia della gara casalinga di sabato 21 ottobre contro il Sassari. Trattasi di un fatto gravissimo ai danni della società nel pieno del campionato nazionale di serie A Gold. Il consiglio Direttivo della Pallamano Trieste ha preso un appuntamento con l'assessore allo sport Elisa Lodi per il prossimo venerdì in Comune e si riserva ulteriori comunicazioni e decisioni sul futuro della società dopo l'incontro con l assessore .Il Presidente Michele Semacchi comunica la sospensione di tutta l'attività sportiva sia giovanile ( sette campionati giovanili in corso) sia della serie A". Situazione che si somma a quella del finale della passata stagione nella quale, per oltre un mese, la società era stata costretta ad allenarsi in Slovenia e giocare a Calvola per lavori di manutenzione del palazzetto e che oggi paralizza, di fatto, tutta l'attività del settore giovanile rendendo altresì impossibile alla prima squadra la preparazione del match di sabato prossimo contro il Sassari. La perplessità sulla decisione del Comune riguarda sia il preavviso praticamente nullo con cui è stata annunciata la chiusura del palasport sia la scelta della data, considerato il fatto che dopo il match di sabato 21 il campionato di pallamano si fermerà per gli impegni della nazionale. "Purtroppo- la chiosa finale di Semacchi- l'impegno economico e l'entusiasmo messo dagli imprenditori triestini per rilanciare la storica società triestina ( 53 anni di storia 17 scudetti 6 coppe Italia e 11 titoli italiani di categoria giovanili) non viene né riconosciuta ne' rispettata dalle istituzioni". Presa di posizione che ha avuto l'immediata replica dell'assessore Lodi. "In merito al comunicato stampa della Pallamano Trieste, tengo a precisare che consapevole dell'impegno economico della società e del pool degli sponsor vicini alla stessa in considerazione degli impegni presi dal mio predecessore volti a ospitare presso il palaChiarbola la società sportiva Jadran, neo promossa, si è reso necessario acquistare nuovi canestri omologati per la serie B di basket. Il montaggio è previsto per la prossima settimana (quella che comincia oggi ndr) e durerà 5 giorni al fine di permettere l'omologazione del campo per la pallacanestro e per la riunione della commissione pubblico spettacolo". Una risposta che non convince l'esponente del Pd Salvati. "Il neo assessore allo sport Elisa Lodi non ha perso tempo per causare ulteriori disagi a danno dello sport cittadino- il suo commento-. Non bastasse la vergognosa vicenda dello Stadio Rocco ora si è messa contro anche la pallamano inibendo senza preavviso tutta l'attività agonistica della Pallamano Trieste". - Un incidente di percorso. Nel dopopartita del match di Cento perso al supplementare, Jamion Christian è sereno e la prende con filosofia. Coach, ma questa squadra finchè entrava il tiro da tre ha girato, poi si è aggrappata a Reyes senza altre opzioni. «Reyes è un grande giocatore ma non è l'unico a esserlo in questa squadra. Nel secondo tempo ci sono state situazioni diverse alle quali di solito riuscivano a dare risposte che stavolta non ci sono riuscite». Avanti di 22, quando si è visto che Cento con Mussini e Archie stava cambiando ritmo Trieste non ha saputo reagire subito lasciando che gli avversari rientrassero in partita. «Questa gara è vissuta a strappi, un po' come quando si cavalca un toro, non siamo stati in grado di riprenderla quando gli avversari sono riemersi. Ma io adoro allenare questi ragazzi e tornare in palestra per lavorare insieme e migliorare», aggiunge il coach dimostrando con le sue risposte che se fosse stato uno sciatore sarebbe stato un eccellente slalomista...Quanto all'assenza di Filloy - senza che ancora sia mai stato comunicato il motivo clinico - per la terza gara consecutiva, Christian si limita al «lo monitoriamo day by day ma non vedo l'ora di riaverlo». Anche noi.
  18. DOMENICA 15 OTTOBRE 2023 - Se un calciatore dovesse eleggere un contesto in cui inserire il primo gol, difficilmente potrebbe immaginare una sceneggiatura cosí emozionante. Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", Lamine Fofana, centrocampista che ha sostituito egregiamente Correia nel cuore della mediana, al terzo di recupero si è inventato una rete capace di far impazzire il "Tognon". Un gol bellissimo, preziosissimo, culmine di un entusiasmo di per se già elevato al pareggio di Adorante. Fofana, si poteva immaginare qualcosa di più alla prima da titolare? «Non c'è niente di più» risponde l'ivoriano. «Sono molto felice per il gol e soprattutto per i tre punti perché dobbiamo proseguire il nostro percorso, cercare di dare continuità alle vittorie e ai risultati positivi». Fofana ben prima della rete aveva fatto le prove generali, con due conclusioni dalla distanza, una per tempo, e la seconda più pericolosa della prima, benché non indirizzata in porta. Il centrocampista conferma, i tentativi non sono risultati vani. «Ho provato e grazie a Dio alla fine il gol è venuto, ma la cosa più importante sono i tre punti». Ad accendere la sfida ancora una volta nei minuti finali i compagni subentrati, da El Azrak a Pierobon, o Adorante autore del gol che ha riaperto tutto. «Una grande squadra si vede anche dalla panchina, chi entra lo fa con la mentalità giusta, per dare una mano, così si comporta una squadra e cosí possiamo arrivare fino in fondo». Veniamo alla sua gara, eccellente sia in interdizione che in impostazione. «Sono molto contento della mia partita e della prestazione della squadra, anche perché davanti abbiamo trovato comunque una formazione esperta per la categoria, quindi la nostra è una grande prestazione». Un Lumezzane cui vanno dati diversi meriti, vi hanno imbrigliato a lungo. «Una squadra tosta con giocatori di categoria, o che hanno giocato in serie A e B, non era facile». Risolviamo il dubbio amletico, continua a prediligere il ruolo di mezzala oppure ora prevale il gusto per il regista? «Ho giocato spesso da mezzala, ma come ho detto fin dal ritiro sono a disposizione del mister e dove mi chiede di giocare, gioco. Le scelte dell'allenatore vanno sempre rispettate, siamo tutti professionisti, dobbiamo farci trovare pronti e cogliere le occasioni che l'allenatore ci dà». - Dopo le tre vittorie consecutive che sono valse il primato in coabitazione con la Fortitudo Bologna, oggi comincia la fase più impegnativa del girone d'andata della Pallacanestro Trieste. Lo scrive Roberto Degrassi sul quotidiano locale: alle 18 palla a due a Cento contro una squadra dal rendimento alterno ma con un organico di qualità e che ha bisogno di tenere a distanza le ultime della classifica. Intendiamoci, soppesando i roster Trieste vale comunque il pronostico ma è una trasferta di quelle da trattare con riguardo e sarà fondamentale trovare quella continuità nell'arco dell'incontro che finora è mancata. Mussini e compagnia non lascerebbero facilmente impuniti eventuali black-out. I DUBBI Trieste parte con due punti interrogativi, Campogrande (che ha rimediato una slogatura a una caviglia durante la gara casalinga con Nardò) e Filloy, inutilizzato nelle ultime due prove. Da parte biancorossa nessuna comunicazione ufficiale, il più in dubbio dovrebbe essere l'esterno romano mentre per Filloy, allenatosi parzialmente, si deciderà in extremis. Pare di capire che non ci sia l'intenzione di forzare l'impiego di giocatori non al top per evitare ulteriori complicazioni. IL COACH Nell'analisi pre-gara coach Jamion Christian si dichiara «entusiasta della squadra per come abbiamo iniziato l'anno. Il motto con cui abbiamo iniziato è stato: iniziare veloci e finire più forti. Giocare contro Cento è un'opportunità per confrontarci e verificare i nostri miglioramenti. Ci stiamo concentrando molto sull'attitudine a essere competitivi e connessi soprattutto in difesa ma anche in attacco attraverso scelte migliori. Abbiamo segnato 96 punti l'ultima volta, lo possiamo fare perché abbiamo talento ma per battere le migliori il nostro attacco deve continuare a crescere». E in attesa di affrontare la tradizionale bestia nera Caja con la sua Effe Christian si concentra sulla difesa di Cento: «È molto forte in difesa. Ha un grande equilibrio, esperienza e in attacco muove bene la palla»
  19. Agli amici che amministrano questa città, diciamo che le orecchie continuano a fischiare sempre più intensamente... 🙂 bene così
  20. Non faccio in tempo a riaprire il modulo per le donazioni che c'è già @Capitolo23 che mi omaggia del suo obolo: grazie!
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