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SandroWeb

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  1. LUNEDÌ 8 GENNAIO 2024 - Tesser ha rilanciato la Triestina nel clima del campionato come meglio non avrebbe potuto. E come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", ci sarebbero state tante mani da mordersi qualora il punteggio fosse stato di 0-0. La tenacia con cui i suoi ragazzi hanno cercato la vittoria ha ricevuto in premio una gioia da ricordare. «La partita l'abbiamo fatta noi per 90 minuti» conferma il tecnico. «Il pericolo in queste partite in cui hai la supremazia è di prendere gol su ripartenza, invece abbiamo tenuto la concentrazione alta, propositivi e siamo stati premiati». Inevitabile un capitolo su Minesso. «È più di una soddisfazione, penso si sia visto un film davanti in quei momenti, mesi di sofferenza e con la consapevolezza che potrebbe essere in uscita. Dentro avrà provato gioia ma penso anche rabbia. Facile da dirsi adesso ma chi lo vede allenarsi, quando corre da solo come è successo spesso, si accorge che va più forte di chi gioca. Un professionista vero. In pochi minuti ha fatto un gol che regala a noi e ai tifosi tanta soddisfazione, e a lui una meritata visibilità. Ho avuto la fortuna di allenarlo a Modena, se non c'era l'infortunio faceva parte di questa squadra». Torniamo all'interpretazione di gara, davvero impeccabile.«Una buona prestazione, peccato non aver finalizzato la supremazia netta contro una squadra che giocava bassa. Dopo quel palo interno, l'altra occasione di Vertainen, avevamo qualcosa da recriminare per quanto fatto sul campo». La partenza di Adorante è stata spiazzante? «Il ragazzo ha contribuito nella prima parte di stagione a darci una mano, ha fatto una scelta di andare via, credo sofferta. Se un ragazzo vuol giocare qualche minuto in più per me va lasciato libero, chi sta alla Triestina deve stare sereno, motivato, consapevole di stare in una squadra e società che vogliono far bene. È una constazione, non una polémica, voglio gente contenta di indossare questa maglia e di credere nel progetto della Triestina». Ancora un successo dopo una sconfitta, miglior modo per ripartire. «Sarebbe meglio non avere sconfitte. Presentarsi dopo una sosta ci sono sempre incognite, ma la squadra stava bene, si sono fatti trovare bene e saper reagire alla sconfitta è un merito di questi ragazzi ma se vuoi essere competitivo devi sempre pensare alla partita dopo con spirito propositivo, con umiltà». E oggi gli assenti erano parecchi.. «Nel mio pensiero è sempre meglio avere tutti i giocatori a disposizione, avevamo assenze pesanti, ma cerco di fare sentire tutti partecipi, se abbiamo fatto 42 punti fino ad oggi è perché c'è un gruppo sano e forte, una squadra che ha un suo dna» - Viatico migliore in vista del derby non poteva esserci. Come scrive Lorenzo Gatto, Trieste batte Piacenza, mette Udine nel mirino e venerdì va al Carnera (in attesa del recupero del 24 gennaio con Chiusi). Felice per successo e prestazione il coach biancorosso Jamion Christian: «Credo che la partita giocata confermi la crescita di una squadra che dalla gara d'andata ad adesso ha sicuramente fatto dei progressi - sottolinea il coach - Non era facile, Piacenza è un'ottima squadra che sta facendo e farà bene in questo campionato, essere riusciti a batterla con autorità è un segnale importante in vista del derby. Contento per il risultato e per aver avuto la possibilità di schierare Rolli e Camporeale (rispettivamente due e un minuto in campo ndr), ragazzi che assieme a Antonio e Pieri lavorano con noi ogni giorno e meritavano questa soddisfazione». Già proiettato sul derby, invece, Lodovico Deangeli. «Buona vittoria quella contro Piacenza - sottolinea il capitano - non era semplicissimo trovare le giuste motivazioni alla vigilia di una gara importante come quella di venerdì. Non siamo stati perfetti, soprattutto all'inizio abbiamo commesso qualche errore che contro Udine, per pensare di poter portarla a casa, dovremo cercare di evitare»
  2. DOMENICA 7 GENNAIO 2024 - «Nessun alibi. Certo, sarebbe stato preferibile aver avuto tutta la rosa a disposizione, ma in campo ci saranno tutti giocatori della Triestina e contro un'avversaria particolarmente difficile, dovremo pensare solo a dare il meglio di noi stessi». Mister Attilio Tesser sgombra subito il campo da qualsiasi equivoco. Lo scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo": per la trasferta di oggi a Trento (al Briamasco inizio ore 14, arbitra Calzavara di Varese) che segna l'inizio del girone di ritorno, la situazione alabardata fra squalifiche, infortuni e partenze di mercato è oggettivamente complicata, ma per il tecnico la squadra ha comunque le carte in regola per far bene in condizioni di emergenza: «Ogni partita che abbiamo cercato di interpretare vale tre punti, quindi dobbiamo cercare di farli anche stavolta», dice il tecnico. La situazione è presto detta: saranno assenti per squalifica Redan, Malomo e Celeghin, mentre Lescano è ancora out per l'infortunio occorso contro il Padova. È in forte dubbio Pavlev per un problema alla schiena capitato durante la rifinitura, mentre Fofana e Ciofani sono appena rientrati dall'influenza. Per fortuna rientra Struna, che si è allenato poco ma è a posto e Tesser non rinuncerà alla sua esperienza, mentre va segnalato il reintegro in rosa di Minesso, che si è sempre allenato bene e può essere disponibile per uno spezzone di partita. Alla luce della situazione, e soprattutto di un attacco con gli uomini contati (a disposizione solamente Finotto, Vertainen rientrato dal prestito in Grecia e il citato Minesso), non è escluso a Trento un cambio di modulo, ovvero un 4-3-2-1, anche per conservare qualche attaccante in panchina. Tesser ammette che è un'ipotesi fondata: «Valuterò solo all'ultimo se metterla in pratica o meno, ma la punta con due trequartisti è una situazione che ho provato in allenamento in settimana, anche perché Vertainen si allena in gruppo di fatto da quattro giorni e in sei mesi in Grecia ha avuto poco minutaggio. Ma è un atleta, e a livello fisico di primo acchito dà l'impressione che la struttura sia una delle sue caratteristiche. Comunque il 4-3-2-1 l'ho praticato quasi sempre anche lo scorso anno a Modena, quindi non è da escludere». Già, Vertainen, potrebbe essere lui la novità del giorno in casa alabardata. Questo il giudizio su di lui del tecnico alabardato: «L'impressione è positiva, anche se poi è da vedere in partita perché in allenamento, magari giocando su metà campo, si può valutare in un determinato modo mentre la gara è un'altra cosa. Le qualità fisiche ci sono, tecnicamente mostra di poter fare bene da raccordo con la squadra, spero potremo vederlo anche in fase di finalizzazione. Chiaramente deve avere il tempo di integrarsi con la squadra e con determinati movimenti». Tirando le somme dopo la lista dei forfait e le indicazioni del mister, si può ipotizzare che davanti a Matosevic ci sarà la coppia centrale formata da Moretti e Struna, con Germano terzino destro e Anzolin a sinistra. In mezzo al campo Correia ritorna nel suo ruolo di play dopo l'assenza con il Padova, e sarà supportato dalle mezzali Va llocchia e Pierobon. Nel settore offensivo, a questo punto è probabile che vedremo in campo insieme D'Urso e El Azrak alle spalle della punta Finotto. In questo modo Tesser potrebbe conservare Vertainen e Minesso come cambi, mentre Gunduz e Kozslowski sono due alternative sulla trequarti. - Una vittoria questo pomeriggio per andare venerdì al Carnera a giocare un derby rovente alla pari con Udine e con il vantaggio di dover recuperare la gara interna contro Chiusi. Lo scrive oggi Roberto Degrassi: la Pallacanestro Trieste oggi alle 18 affronta a Valmaura l'Assigeco Piacenza, battuta all'andata con uno strepitoso Ariel Filloy da tre punti (9 su 12, serata mostruosa) interrompendo una striscia di tre sconfitte e una crisi che era ormai incombente. Gli emiliani sono roba tosta, hanno già dimostrato che se azzeccano la giornata possono far male e in regia e nel pacchetto lunghi hanno uomini che sanno fare i protagonisti. Inutile però girarci attorno: Trieste non può permettersi di sprecare questa opportunità. Nell'anticipo più atteso la Fortitudo Bologna ha mostrato di non guardare in faccia nessuno: Caja ha dato una lezione a coach Jamion Christian quando al PalaDozza sono andati i biancorossi, è salito in cattedra anche contro Vertemati e una Udine che nelle due partite più importanti affrontate in trasferta (al PalaTrieste all'andata e ieri a Bologna) non ha saputo andare oltre i 54 punti. Se oggi Trieste vince raggiunge l'Apu al terzo posto e quindi si trova nelle condizioni, vincendo al Carnera venerdì sera, di chiudere la prima fase davanti ai friulani. I primi due posti che danno il passo per le Final Four di Coppa Italia invece stanno scappando in mano: il primato della Fortitudo, del resto, a questo punto è meritatissimo. Nessuno è stato più continuo finora nel girone rosso. I NUMERI Prima di pensare a venerdì però Trieste deve mettere la testa sul parquet di casa. I biancorossi e gli emiliani hanno numeri simili per punti segnati (79,9 contro 78,5) e subiti (75,4 contro 75,1), Trieste cattura più rimbalzi ma ha di fronte la squadra che recupera più palloni e per chi ha ripreso a perdere una marea di possessi non è una grande prospettiva. Ruzzier e soci devono imporre una prestazione di personalità. E lanciare un segnale in vista del derbissimo non sarebbe affatto male anche per ringraziare quei tifosi che hanno già riempito sei pullman. GLI ANTICIPI Nel girone rosso Fortitudo-Apu 68-54, con bolognesi sempre avanti anche a +21 nonostante i quattro falli di Aradori. Vittoria casalinga per Cividale che regola Forlì con il risultato di 86-77. Nel girone verde non ce n'è per nessuno quando deve affrontare Trapani che domina il derby siciliano con Agrigento 98-76. Clamoroso crollo casalingo di Treviglio con Vigevano 68-90, Cremona batte Casale (Fantoma 12) 110-103 mentre il confronto tutto laziale tra Latina e Luiss Roma è vinto da quest'ultima
  3. SABATO 6 GENNAIO 2024 - Avvertenza in vista della partita di domani pomeriggio al PalaTrieste. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", se la Pallacanestro Trieste dovesse considerare l'arrivo di Piacenza come un possibile sospiro di sollievo nel bel mezzo di una serie di scontri diretti (già in archivio il ko di Bologna e la vittoria su Verona, venerdì prossimo si va a Udine) rischierebbe di pagare serissime conseguenze. Avete presente la coppia di testa Fortitudo&Forlì? L'Assigeco è andata un passo dal batterle entrambe, per giunta a domicilio. In sostanza, per evitare rogne domani la squadra di Jamion Christian dovrà ripartire dalla voglia di vincere che ha messo nell'ultimo quarto contro Verona, magari lasciandosi ispirare dalla determinazione feroce di Giovannone Vildera. Il coach biancorosso, dopo la rituale constatazione che l'avversario è fortissimo - come più o meno tutti, dalla Effe a Chiusi, stando alle dichiarazioni della vigilia - torna sulla gara con la Tezenis attribuendo la vittoria ad «aver fatto bene i dettagli, piccole cose che però sono importanti anche quando non si gioca bene». GLI AVVERSARI Nelle ultime giornate le avversarie si sono messe con la difesa a zona per fronteggiare Trieste. I biancorossi si sono attrezzati? Christian assicura che «siamo soddisfatti dei tiri che abbiamo creato contro la zona. Non sempre abbiamo ottenuto i risultati che volevamo, ma abbiamo avuto buone occasioni e tiri aperti, anche nel finale con la Fortitudo. Piacenza è la squadra più brava nel forzare agli errori gli avversari e come hanno provato a fare altri cercherà di rallentarci, pressando a tutto. Sarà fondamentale la nostra capacità di tenere palla contro la loro pressione. Stiamo lavorando bene e stiamo aocnora migliorando». Trieste dovrà cercare di limitare Miller e Skeens. «Ma c'è anche Sabatini, uno dei migliori uomini-assist dell'A2. Miller è un giocatore con un anello Nba vinto con Toronto, completo mentre Skeens può essere dominante a rimbalzo. Non bisogna guardare al match dell'andata, Piacenza rispetto allo scorso novembre è cresciuta». OCCHIO AGLI ANTICIPI La Pallacanestro Trieste è spettatrice interessatissima agli anticipi odierni. Alle 18 al PalaDozza saranno di fronte Fortitudo-Udine mentre alle 20 toccherà a Cividale-Forlì. Giocano in anticipo quindi tutte e tre le squadre che precedono i biancorossi in classifica, con i ducali di Pillastrini a fare da intrusi. Il confronto bolognese ridisegnerà la corsa al vertice: se vincerà la Effe ipotecherà uno dei due primi posti alla fine della prima fase, se passeranno i friulani accorceranno la classifica, terranno a distanza Trieste (che però ha una gara da recuperare) e rimetteranno in gioco la leadership. Trieste, da parte sua, ha poco da far calcoli: deve vincere per non perdere il treno. - Con la trasferta di domani allo stadio Briamasco di Trento (inizio ore 14), la Triestina riprende il cammino dopo la pausa per le festività. Lo scrive oggi Antonello Rodio, è un incontro delicato e importante per vari motivi: l'Unione deve innanzitutto dimostrare di saper ripartire subito in quarta dopo la battuta d'arresto con il Padova, c'è poi la ghiotta possibilità di accorciare le distanze da almeno una delle squadre che sono avanti in classifica visto lo scontro diretto al vertice in programma lunedì, inoltre c'è anche la voglia di rivalsa dopo il ko dell'andata. Ma evidentemente è destino che contro il Trento l'Unione si presenti sempre molto rimaneggiata. All'andata fra motivi burocratici post mercato e squalifiche, mancarono parecchi giocatori e Tesser si ritrovò con due soli attaccanti a disposizione. Un po' come accadrà domani, con il problema che a settembre i disponibili erano Lescano e Redan, stavolta sono Finotto e Vertainen. Ma non è tutto qui: per capire quale Triestina potrà far scendere in campo domani Tesser, bisogna riassumere il parco degli illustri assenti. Per squalifica mancheranno Redan, Malomo e Celeghin, non ci sarà poi Lescano che appena oggi toglierà i punti della brutta botta subita con il Padova e lunedì tornerà ad allenarsi. Inoltre Struna è in forse visto che ha appena ripreso da un infortunio, e poi è arrivata l'imprevista partenza di Adorante in direzione Juve Stabia, rimpiazzata al momento dal rientro del finlandese Vertainen dal prestito in Grecia. Nel frattempo non è ancora dato sapere se Minesso verrà reintegrato, mentre c'è da tener conto anche che Fofana e Ciofani in settimana hanno avuto la febbre. Tirando le somme, se per due terzi il tradizionale 4-3-1-2 di Tesser può stare in piedi, nella parte offensiva del modulo c'è molta incertezza. Certo, il tecnico potrebbe insistere nel sistema tradizionale schierando davanti Finotto e Vertainen in coppia con D'Urso alle loro spalle. Ma non avrebbe nemmeno un attaccante in panchina. E considerando che Finotto non ha mai giocato 90 minuti e il finlandese di minuti negli ultimi mesi ne ha giocati pochi, sembra una soluzione azzardata. Potrebbe allora farsi spazio l'ipotesi di un 4-3-2-1, un albero di Natale con D'Urso e El Azrak alle spalle prima di Finotto e poi, in caso di staffetta, di Vertainen. Occhio poi che Tesser ha anche altre carte offensive da giocarsi, ad esempio Gunduz ed eventualmente Kozlowksy, per mischiare le carte sul fronte d'attacco. Per il resto della formazione le cose sembrano più chiare. Davanti a Matosevic, Moretti sarà affiancato da Struna se ce la farà, altrimenti da Rizzo. Germano e Anzolin restano favoriti per fare i terzini, mentre a centrocampo Correia tornerà nel suo ruolo di play con Pierobon e Vallocchia mezzali. Unica possibile variazione, Germano schierato a centrocampo, ma potrebbe farlo anche a partita in corso, con impiego di Pavlev come terzino. Nelle file del Trento, che ieri ha ingaggiato dal Crotone il centrocampista Pasquale Giannotti, mancherà invece lo squalificato Attys, uomo chiave della squadra di Tedino e obiettivo del mercato alabardato
  4. VENERDÌ 5 GENNAIO 2024 - Il cronoprogramma per l'avvio dei lavori sul prato va avanti, così come va avanti la manutenzione straordinaria (e molto onerosa) disposta dal Comune, con le lampade per favorire l'attecchimento dell'erba ancora in funzione. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", le sorprese in questa vicenda sono sempre possibili ma Trieste si sveglia all'alba del nuovo anno orfana del Rocco. La notizia è di fine novembre ma ora, dopo qualche mese di utilizzo a singhiozzo, per almeno una novantina di giorni questa mancanza si toccherà con mano. Tre mesi perché il cronopragramma confermato dal presidente Figc Ermes Canciani è così scandito: «Entro metà mese sarà inviato il capitolato alle dieci aziende interessate, a fine gennaio è prevista l'assegnazione dei lavori e poi sono previste 8 settimane di cantiere, meteo permettendo. Insomma la previsione di conclusione dei lavori per fine marzo, a meno di eventi non prevedibili, sarà rispettata». Uno stop così non era mai successo nei gloriosi e talvolta infausti trentun'anni di servizio dell'impianto intitolato al Paròn. Né mai è successo nel nostro Paese che uno stadio cittadino di primo livello fosse off-limits non per un restyling strutturale ma per l'inadeguatezza di un manto erboso appena rifatto. Rifatto male, molto male. Così come l'inutilizzabilità del Rocco fa male sì alla Triestina (con i danni economici e tecnici conseguenti) ma soprattutto alla comunità. Perché tutti i triestini sono orgogliosi di quel catino, a lungo atteso dagli anni '80 in poi, e aperto dopo una tribolata gestazione di sette anni. Non sono amareggiati dunque soltanto i supporter della squadra cittadina. I numeri parlano chiaro: nelle cinque gare disputate nell'impianto di Valmaura sono stati venduti oltre 38 mila posti (per le presenze bisogna fare i conti con i tifosi abbonati che talvolta hanno disertato gli spalti) con una media partita di 7.650. Un numero nemmeno raggiunto nella somma delle presenze nelle cinque tappe dell'esilio, pur benevolo quanto a risultati, di Fontanafredda dove la Triestina ha già disputato e disputerà per mesi le sue gare casalinghe a 125 chilometri da casa ed è stata e sarà seguita comunque da un migliaio abbondante di resilienti e irriducibili. A loro e agli altri appassionati va un applauso a parziale risarcimento per delle scuse mai arrivate. Il vulnus che passerà alla storia si è annidato sulla spianata del Rocco a luglio. La gestione del rifacimento post concerto dei Maneskin sotto la vigilanza del Comune prima o poi sarà chiarita: perché i lavori sono partiti in ritardo? Perché il Comune ha contribuito finanziariamente a una parte del rifacimento di solito in capo agli organizzatori? Perché l'appalto è stato affidato a un'azienda che ha posizionato un'erba strutturalmente non idonea? Ma il peggio della vicenda è andato in scena da settembre a novembre. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. E così in prima battuta l'assessorato competente ha dato la colpa alla rifinitura pre-Trento della Triestina, poi il sindaco ha definito (dopo una manutenzione straordinaria costata decine di migliaia di euro) quello del Rocco un campo quasi perfetto. Poi sono arrivati i balletti politici in una maggioranza imbarazzata e ci si è esibiti in uno stucchevole referendum virtuale tra chi vuole i concerti (nessuno è contrario) e chi il calcio. Nel mezzo partite al Tognon inframmezzate da gare al Rocco su un prato con ampie zone degradate nonostante gli indubbi sforzi dell'amministrazione per migliorarlo (con l'acquisto anche dei teloni anti-pioggia). E a rincarare la dose si sono aggiunte le affermazi oni del primo cittadino a sottolineare come i campi di C siano anche peggio del Rocco. In parte è vero ma non si possono certo comparare le realtà pur operose di Gorgonzola, Meda o Legnago con un capoluogo di regione a detta di tutti in espansione. E nemmeno si possono accostare alcuni pur dignitosissimi stadi di provincia con un impianto di livello internazionale. E poi mica sulle piccole realtà lombarde o venete sono piovuti prima i milioni di un magnate australiano e soprattutto oggi quelli di un brillante e abile finanziere americano? L'atrattività di un territorio verso eventuali investitori si misura anche sull'affidabilità della classe politica. E Lbk Capital ha scelto di investire a Trieste anche perché attratta dalla possibilità di utilizzare il Rocco, uno stadio in grado di soddisfare l'ambizioso progetto americano. Ebbene questo aspetto non è sfuggito al governatore Massimiliano Fedriga che con un intervento pubblico da 1.3 milioni (votato quasi all'unanimità dal Consiglio e la cui gestione è stata affidata alla Figc) ha rassicurato il presidente Rosenzweig e messo una pezza al pasticcio partorito da esponenti del suo stesso brand politico. Fra tre mesi dunque sarà tutto dimenticato? Nemmeno per sogno. Perché forse il prato sarà un biliardo e il fondo del Rocco all'avanguardia, ma il manto sarà da rifare dopo i due concerti programmati proprio quando la Triestina potrebbe essere impegnata nella fase decisiva dei play-off per salire in serie B. Insomma la storia continua. E non è per nulla una bella pagina di storia. Per la Triestina, per i tifosi, per i cittadini, per la città
  5. GIOVEDÌ 4 GENNAIO 2024 - Il terribile mix di squalifiche, infortuni e novità di mercato sta creando in casa alabardata una totale emergenza in vista della ripresa del campionato e della sfida di Trento di domenica (inizio ore 14). Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", soprattutto in attacco la Triestina è alle prese con una situazione preoccupante, con Tesser che si ritrova in un colpo solo privo della coppia titolare e di quella che finora era la principale e più proficua alternativa. Ma anche in difesa la situazione non è delle più brillanti. Le squalifiche, come noto, riguardano in attacco Redan e in difesa Malomo, ma c'è anche Celeghin che priverà gli alabardati di un'importante pedina a centrocampo. La questione si aggrava considerando però l'infermeria. Facundo Lescano, infatti, è ancora alle prese con il micidiale calcio subìto all'inizio della partita con il Padova, che gli aveva provocato un buco sullo stinco. Appena dopodomani, all'attaccante verranno tolti i 19 punti che sono stati necessari per ricucire la ferita, per cui solo lunedì potrà tornare ad allenarsi. Poi ovviamente dovrà appena ritrovare la condizione. A proposito di infortuni, c'è anche da registrare la situazione di Struna, che non si allena dalla partita col Padova per un riacutizzarsi di un fastidio e dovrebbe riprendere appena oggi. E in quel settore, come detto, mancherà già lo squalificato Malomo. Ad aumentare i problemi c'è poi l'influenza, che in questi giorni ha colpito Fofana, Ciofani e Kacinari. Ma è stata l'apertura di mercato ad aggravare ulteriormente la situazione, con un duro colpo che la Triestina si è trovata in qualche modo a subire: la volontà di Adorante di partire e l'accordo con la Juve Stabia, hanno privato infatti Tesser non solo di una risorsa che quando chiamata in causa ha sempre risposto presente e spesso fatto la differenza, ma anche del miglior attaccante del girone di andata per rapporto tra gol e minuti giocati. Inoltre in queste prime partite del girone di ritorno con Redan squalificato e Lescano infortunato, Adorante sarebbe partito sicuramente titolare. E invece in vista della sfida di Trento, mister Tesser si ritrova un reparto offensivo formato solamente da Finotto e dal finlandese Eetu Vertainen. Tenendo conto che Finotto finora è stato il terzo attaccante utilizzato come minutaggio, e che Vertainen è appena rientrato dal prestito al Kallithea, in serie B greca, non esattamente la situazione ideale per una partita che si prospetta difficile. Pare comunque che l'entourage alabardato punti molto sul finlandese classe 1999, che al dg Menta piace parecchio. Ma bisogna tenere presente che Vertainen viene da mesi in cui ha giocato solo pochi minuti, per cui dovrà dimostrare di essere subito pronto. La capacità di adattamento non gli dovrebbe mancare, visto che finora ha militato nella massima serie finlandese con Ilves Tampere e HJK Helsinki, nella serie A scozzese con il St Johnstone e nella Premiership in Irlanda del Nord con il Linfield.
  6. MERCOLEDÌ 3 GENNAIO 2024 - Il mercato della Triestina inizia con una partenza illustre. Perché, come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo" è vero che Andrea Adorante non era uno dei cosiddetti titolari, ma l'attaccante è stato molto importante in questo girone di andata, senza dimenticare quanto fu decisivo nella salvezza dello scorso anno. Si tratta di una partenza che la società alabardata non aveva previsto, anzi il dg Alex Menta non l'ha presa benissimo, per usare un eufemismo. Di fronte all'offerta della Juve Stabia, però, Adorante ha espresso la chiara volontà di andare dove spera, evidentemente, di avere più spazio a disposizione. E di avere giocatori scontenti in rosa non era il caso, su questo anche gli allenatori la vedono in modo chiaro. Insomma dopo aver alzato in un primo momento le barricate di fronte alle avances della Juve Stabia, in seguito di fronte alle volontà del giocatore la Triestina ha dato il via libera. La formula sarà quella del prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione in B, cosa al momento abbastanza probabile visto che la squadra campana è in vetta al suo girone con sette punti di vantaggio sulla seconda. Dovrebbe esserci invece un normale diritto di riscatto in caso di permanenza in C. Come detto, si tratta di una partenza piuttosto pesante per l'Unione: in questa stagione Adorante aveva segnato 4 gol in appena 350 minuti giocati con una media di una rete ogni 87 minuti. Fondamentali la rete del pareggio contro il Lumezzane allo scadere (poi ci avrebbe pensato Fofana a completare il sorpasso) e soprattutto la doppietta con cui ha steso la Giana Erminio. Ma Adorante, che nella scorsa stagione fu il capocannoniere alabardato con 6 gol, resterà nella storia dell'Unione anche per quell'incredibile rete al 94' della famosa Pergolettese-Triestina: una rete che letteralmente tirò fuori per i capelli la squadra alabardata dagli inferi della serie D per regalarle i play-out. Che poi finirono bene grazie a San Tavernelli. E adesso cosa farà la Triestina sul mercato? C'è innanzitutto il rientro dal prestito al Kallithea di Eetu Vertainen , attaccante finlandese classe 1999. A Menta il giocatore piace, pare anche abbia destato una buona impressione in questi giorni di allenamento, certo al momento non vanta numeri che fanno sognare. In questi mesi nella serie B greca ha giocato solo pochi minuti, però in precedenza ha militato nella massima serie del suo paese con Ilves Tampere e HJK Helsinki, nella serie A scozzese con il St Johnstone e nella Premiership in Irlanda del Nord con il Linfield, dove ha segnato 17 gol in 26 presenze. La sensazione, però, è che la Triestina potrebbe tornare sul mercato anche in attacco, per cercare una punta disposta anche a partire alle spalle del duo titolare Lescano-Redan, ma pronta a essere incisiva quando chiamata in causa. Intanto per il ruolo di terzino sinistro al momento è decisamente in pole Abdoul Guiebre del Modena, la cui unica controindicazione è che è stato convocato con la nazionale del Burkina Faso per la Coppa d'Africa che inizia a metà gennaio. La sua squadra non dovrebbe fare molta strada, ma almeno un paio di partite del girone di ritorno Guiebre le salterebbe. Scendono invece le quotazioni di Maximilian Ullmann , il giocatore del Venezia che a quanto pare preferirebbe non scendere in serie C. Fra le altre, è ufficiale l'arrivo al Mantova di Francesco Bombagi, classe 1989, centrocampista che vanta un'esperienza importante tra serie C e B con oltre 350 presenze (e 58 reti), mentre al Padova arriva in prestito dal Lecco l'attaccante classe 2002 Mattia Tordini - Sei pullman di tifosi della Pallacanestro Trieste per vivere il derby contro l'Apu Old Wild West venerdì 12 gennaio al Carnera di Udine. La più sentita delle partite della prima fase sta già infiammando la tifoseria biancorossa. Sono circa 320 i biglietti assegnati ai triestini che occuperanno la parte destinata ai tifosi ospiti e anche uno spicchio della curva Est. Gli abbonati dell'Apu sono 2400. Da stamani altri 700 biglietti saranno messi in vendita su vivaticket e nelle rivendite in provincia di Udine. Il confronto al Carnera, del resto, non avrà solamente il sapore della sfida di campanile. Per entrambe le squadre potrà segnare una svolta in classifica. Attualmente Udine è avanti di due punti rispetto a Trieste che però deve recuperare il 24 gennaio il confronto casalingo contro Chiusi ultima in classifica e può quindi ragionevolmente pensare di appaiare l'Apu. Nel turno di questo weekend i friulani di Vertemati sono attesi sabato sera a Bologna dalla Fortitudo capolista mentre domenica Trieste ospiterà l'Assigeco Piacenza. In teoria quindi non è da escludere che il confronto del 12 gennaio si possa giocare tra due formazioni alla pari in classifica. Altro pepe per il derby. All'andata decise una tripla di tabella di Eli Brooks. Ma prima della sfida a Udine c'è da pensare al match casalingo contro Piacenza, piegata all'andata grazie a una strepitosa serata di Ariel Filloy nel tiro da tre punti. Un successo che chiude la striscia di tre sconfitte di fila e aprì il filotto di 8 vittorie. Piacenza attualmente occupa il sesto posto, staccata di quattro lunghezze da quella Verona caduta proprio al PalaTrieste nell'ultimo turno. Gli emiliani sembrano tranquillamente destinati ai play-off.
  7. MARTEDÌ 2 GENNAIO 2024 Nel ciclo di ferro della Pallacanestro Trieste, con tre scontri diretti in quattro turni, la partita di domenica a Valmaura contro Piacenza solo apparentemente sarà più semplice. Bene ricordarsi che all'andata i biancorossi vinsero solo grazie a una serata pazzesca di Filloy nel tiro da tre. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", la prossima però sarà soprattutto la giornata di Fortitudo-Udine che finirà fatalmente per condizionare anche il ranking futuro di Trieste e Forlì. Se vinceranno i bolognesi ipotecheranno uno dei primi due posti nella prima fase, se vinceranno i friulani la classifica si accorcerà e Trieste potrebbe rivedere il vertice, a patto però di andare a violare il Carnera il venerdì dopo. COSA VA La vittoria su Verona ha permesso alla Pallacanestro Trieste di eliminare la Tezenis dalla corsa ai primi quattro posti. La squadra di Jamion ha adesso due punti in più e una gara in meno rispetto a quella di Ramagli. Quest'ultima però si tiene stretta il saldo canestri negli scontri diretti. Contro i veronesi i biancorossi hanno confermato che, a parte i due stranieri, in questa fase del campionato a marcare l'identità della squadra sono soprattutto due giocatori. Michele Ruzzier riesce con il talento e l'esperienza a tenere in pista Trieste nei momenti di sbandamento cercando di dare un senso ai giochi, Giovanni Vildera sta dimostrando come si gioca per vincere in A2. Ruvido quel che serve, dannatamente concreto, fuori cuore, gomiti e attributi. Quello che serve in un campionato in cui il palmares conta nulla. Agonismo e sbattimento sono i requisiti richiesti. Anche nei big-match o presunti tali. COSA NON VA Dopo un periodo nel quale sembrava aver perso il maledetto vizio di buttare palloni, Trieste è tornata a sprecare possessi, persino cannando le rimesse. Involuta, dando spesso l'impressione di non saper cosa fare, è tornata ad accusare fasi di sconcertante discontinuità. Cinque minuti di difesa efficace, poi altrettanti da groviera. Rispetto al filotto vincente, sul piano del gioco non ha fatto passi avanti, anzi. Bisogna essere consapevoli che certi errori commessi contro Verona in casa e stemperati alla fine dalla vittoria, saranno castigati se ripetuti la sera del 12 al Carnera... MERCATO A precisa domanda nel dopogara il gm Michael Arcieri e coach Christian hanno spiegato: «Non pensiamo al mercato, ci muoveremmo solo in caso di infortuni, abbiamo fiducia nel gruppo». Ma intanto qualcun altro si muove tra chi punta alla promozione: prima Cantù con Moraschini, adesso Udine con de Laurentiis e vedrete che a Bologna Caja che pretende una panchina più profonda verrà prima o poi accontentato. Trieste avrebbe margini operativi ridotti sul fronte straniero (Usa di A o A2 già vistati oppure comunitari) dove peraltro Reyes e Brooks fatturano 32 punti in due e sono una delle coppie passaportate più produttiva. Non c'entra ma è una parentesi amarcord sugli Usa triestini d'antan: che nostalgia rivedere Sly Gray, applaudito ospite della gara con Verona. Sul fronte italiano qualche correttivo ci starebbe, per corrobare il pacchetto lunghi ad esempio. Accasatisi quel paio di pezzi buoni, curiosando tra i roster e i giocatori più sacrificati nel minutaggio - in attesa di eventuali restyling che potrebbero liberare qualche elemento di sostanza - ci sarebbero il solido ex Giga Janelidze e la giovane conoscenza di Arcieri, Ferrero e Reyes a Varese, Virginio. Ma per ogni nuovo arrivo deve esserci anche una partenza. - Un asse che percorrendo la fascia centrale del campo va dal portiere alla prima punta passando per il centrocampo, formato da quattro perni assoluti, giocatori che quando sono mancati (in presenza o di rendimento) sono affiorate alcune difficoltà. E poi il dato che questa Triestina ha in pratica 12 "titolari", più altri 7 supporti di valore che hanno puntualmente dato il loro apporto quando chiamati in causa. Lo scrive oggi Antonello Rodio: queste le due principali considerazioni che emergono analizzando il minutaggio dell'Unione alla fine del girone di andata. Si parlava di asse di punti fermi, un asse che non può che partire da Matosevic, che essendo stato sempre presente guida la classifica con 1710 minuti (recuperi esclusi), anche se a dire il vero questo capita a parecchi portieri. Il filo idealmente arriva fino alla parte opposta del campo, ovvero al bomber Lescano, secondo alabardato più utilizzato da Tesser con 1513 minuti. A parlare per lui le 11 reti messe a segno, un'importanza che si è resa ancora più evidente nelle ultime partite quando fisiologicamente l'argentino ha avuto un leggero calo di forma: in queste occasioni l'Unione o se l'è cavata a fatica, oppure è rimasta a secco come contro il Padova. Il filo attraversa come detto il centrocampo dove pulsa il cuore dell'Unione, la zona dove regna incontrastato il direttore d'orchestra Correia. C'è lui sul podio dei più utilizzati con 1449 minuti, a pochissima distanza da Lescano: a Correia, del resto, Tesser ha rinunciato solamente per cause di forza maggiore, ovvero per licenza matrimoniale del franco-senegalese (e la Triestina riuscì a battere il Lumezzane solo con una rocambolesca rimonta nel recupero), o per squalifica, e contro il Padova si è visto come è andata a finire. L'asse centrale però si completa anche in difesa e non poteva che essere Malomo a chiudere il cerchio con il quarto posto a 1298 minuti. Il capitano è una garanzia di affidabilità, ma anche in questo caso i suoi momenti meno felici hanno avuto un certo peso sulla squadra. A una manciata di minuti da lui, a quota 1295, c'è il terzino Anzolin, che ha dovuto fare gli straordinari sulla fascia mancina vista la mancanza di vere alternative di ruolo. A seguire altri giocatori fondamentali dell'ottimo girone d'andata alabardato, ovvero Germano (1202 minuti), Vallocchia (1191) e Celeghin (1177). La top ten si chiude poi Struna (1119) e D'Urso (112), dietro di loro quasi appaiati Redan (996) e Moretti (995). I giocatori elencati finora sono 12, e dietro di questi c'è un bel buco: questo significa che Tesser ha insistito parecchio su un undici base, nel quale c'è stato solamente un reparto che ha avuto un'alternanza importante, quello dei difensori centrali, con Struna e Moretti vicini tra loro ma non molto distanti dallo stesso Malomo. La lista degli altri, ed è fuorviante definirli rincalzi vista la loro importanza, è capeggiata da Pavlev con 725 minuti, dietro al quale c'è un altro discreto buco. Poi tutti vicini troviamo Finotto (578), Pierobon (573), Ciofani (525) ed El Azrak (489). Ancora più dietro ecco Adorante (35 0), punta dal rendimento top per rapporto reti-tempo giocato, visto che vanta al momento un gol ogni 87 minuti (senza dimenticare la tripletta in Coppa Italia). Poi ancora Fofana (322), la cui unica colpa è avere davanti un Correia stellare, infine solo pochi minuti per Rizzo (37), Gunduz (31) e Kacinari (7)
  8. Di una cosa siamo e saremo per sempre convinti un po’ tutti: che, per la Pallacanestro Trieste e i suoi tifosi, il 2023 che fra qualche ora ci metteremo definitivamente alle spalle è stato un anno solare tutt’altro che da incorniciare. E a distanza di 365 giorni fa, quando i piedi biancorossi erano ancora ben puntati in serie A, di cose su cui ragionare ce ne sono indubbiamente parecchie... (continua su http://www.elsitodesandro.com/dalla-dimensione-europea-alla-volonta-di-rinascita-ecco-il-2023-della-pallacanestro-trieste/)
  9. SABATO 30 DICEMBRE 2023 - Due punti chiave nella rincorsa alle posizioni di vertice nel match che questa sera alle 20.30, sul parquet del PalaTrieste, opporrà la formazione di Jamion Christian alla Tezenis Verona. Come scrive oggi Lorenzo Gatto, quaranta minuti per cancellare lo schiaffo subito al Paladozza e ripartire in un girone che sta ancora cercando di delineare i suoi equilibri. Trieste è chiamata a un pronto riscatto oltre che nel risultato anche nella prestazione. Contro le dirette concorrenti alla promozione, finora, ha stentato: è arrivato il momento di dimostrare non solo a parole ma anche nei fatti che il gruppo è cresciuto ed è pronto a fare quel salto di qualità indispensabile per puntare a traguardi ambiziosi. Settimana di lavoro proficua, stando a quanto racconta il tecnico biancorosso. «Abbiamo lavorato con grande intensità – sottolinea coach Christian – i ragazzi sono concentrati e desiderosi di dimostrare di essere una delle migliori squadre di questo campionato. Riconosciamo la forza della Tezenis, avversaria fisica, intelligente e ben allenata ma confidiamo nella nostra crescita e andiamo in campo fiduciosi». Gruppo al completo con Campogrande che dopo essersi fermato a causa di un malanno di stagione ha ripreso regolarmente ad allenarsi e sarà della partita. Sul fronte veronese, la Tezenis non avrà il lungodegente Bartoli (menisco) e Massone (trauma distorsivo alla caviglia) e arriva a Trieste per continuare a cavalcare il suo buon momento. «Siamo a metà del percorso – sottolinea il tecnico scaligero Alessandro Ramagli – a fronte delle 16 partite finora giocate ne mancano 6 di stagione regolare e 10 di fase a orologio. In questa seconda metà del campionato dobbiamo trovare quella stabilità che ancora non riusciamo a esprimere per 40', a cominciare dal match di questa sera a Trieste. Partita nella quale sarà fondamentale comprendere i tempi del gioco, capire quando spingere e quando invece controllare il ritmo, limitare al massimo le palle perse e soprattutto mostrare una tenuta difensiva costante». Prevendita che non decolla in una vigilia di partita che non sta scaldando gli animi dei tifosi biancorossi. L'obiettivo è superare almeno il numero dell'ultimo match casalingo disputato contro Cento e sfondare il muro dei tremila spettatori. Dopo gli anticipi che ieri hanno visto in campo Old Wild West Udine-Sella Cento e Juvi Cremona-Sebastiani Rieti, si completa questa sera il programma della quinta giornata di ritorno. Nel girone rosso le due capolista, con due impegni sulla carta facili: Forlì ospita Piacenza, mentre la Fortitudo fa visita a Orzinuovi. - Il mercato invernale scatta il 2 gennaio, ma la Triestina sta lavorando da tempo a quelle che sono ritenute le priorità di questa sessione, ovvero le lacune da colmare in una rosa che ha comunque viaggiato a mille. Pertanto non si prevedono interventi pesanti in un meccanismo che ha un'alchimia ormai collaudata: con 39 punti nel girone di andata, l'Unione lo scorso anno si sarebbe trovata in vetta con 4 punti sulla seconda. Ma tutto è migliorabile, soprattutto se bisogna tentare una rimonta. E allora ecco, come scrive oggi Antonello Rodio, che il dg Alex Menta e il ds Morris Donati stanno lavorando innanzitutto sui due ruoli che sono stati individuati come settore da potenziare: terzino sinistro e mezzala. Sulla corsia mancina, infatti, finora Anzolin ha tirato la carretta quasi da solo, con saltuari adattamenti degli altri laterali Ciofani e Pavlev. Ebbene prima la rosa di candidati era piuttosto vasta, con una mezza dozzina di nomi, ma poi la scelta pare essersi ristretta a tre soli nomi: si tratta di Abdoul Guiebre del Modena, Maximilian Ullmann del Venezia e Riccardo Zoia della Vis Pesaro. La strada che porta a Guiebre, classe '97 del Burkina Faso e giocatore con già una notevole esperienza in Italia (Rimini, Rieti, Monopoli, Reggiana e ora Modena) non è però semplice: non solo interessa in B alla stessa Reggiana, sua ex squadra, ma è stato pure convocato nella sua nazionale del Burkina Faso per la Coppa d'Africa che inizia a metà gennaio, con il problema che si potrebbe averlo solo a febbraio inoltrato. Sempre alte dunque le chance per l'austriaco Ullmann, classe '96, che dopo aver giocato in patria con il Rapid Vienna è approdato al Venezia, dove ha esordito in A ma ha trovato poco spazio. Dopo il prestito al Madgeburgo è tornato in laguna. Vanta anche una presenza nella nazionale maggiore austriaca. Ma in ballo come detto c'è anche il classe '01 Zoia, già da tre anni in serie C. Parecchi i nomi per il ruolo di mezzala. Al momento in pole sembra esserci Issa Doumbia, classe '03 nato in Italia da genitori ivoriani e cresciuto nell'Albinoleffe, con il quale ha debuttato in C già due anni fa. Da segnalare però che non gioca da novembre, pare per un problema muscolare. Ma resta in ballo anche la strada che porta a Cristopher Attys, 22 anni, nazionalità francese e haitiana, mezzala cresciuta fra Inter e Spal che da due stagioni si sta mettendo in grande evidenza nel Trento. Nelle ultime ore è emersa anche la voce di un interesse per Emanuele Ndoj, albanese classe '96 del Brescia, da sei anni con le rondinelle, anche in A (a parte una parentesi con il Cosenza). Nelle retrovie affiora anche l'ipotesi che porta al goriziano Marco Ballarini, classe '01, lo scorso anno al Trento ma quest'anno fermo perché all'Udinese, dove è rientrato, non sta trovando spazio. Ma attenzione, perché torna a farsi strada una suggestiva ipotesi estiva, quella che portava a Matthäus Taferner: l'austriaco classe '01 ora in forza allo Wsg Swarovski Tirol è stato visto al Rocco per Triestina-Padova. Trattativa sempre molto difficile, ma il centrocampista-trequartista tor na a essere un obiettivo. Da segnalare anche che l'attaccante Eetu Vertainen è stato richiamato dal prestito all'Athens Kallithea: ora si valuterà se farlo rimanere o girarlo ancora in prestito.
  10. VENERDÌ 29 DICEMBRE 2023 La delusione per la sconfitta, il rammarico per le modalità con cui è arrivata, la rabbia per alcune discutibili decisioni arbitrali: in casa alabardata Triestina-Padova è stato tutto questo. Ma non solo, purtroppo. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", adesso infatti sono arrivati anche gli strascichi disciplinari e quella piombata ieri sulla Triestina da parte del giudice sportivo è stata una vera e propria stangata: 3 giornate di squalifica a Redan, 2 a Malomo e una a Celeghin, oltre che un turno di stop al medico e la puntuale ammenda per i soliti cori. La sanzione più pesante è quella per l'olandese Redan, che come si ricorderà era stato espulso al 27' della ripresa dopo un parapiglia generale: giusto il cartellino rosso all'attaccante, ma che sia stato l'unico punito e che non si sia tirato fuori nemmeno un cartellino giallo è parso strano, anche perché tutti hanno visto un paio di giocatori del Padova mettere le mani addosso a Vallocchia. Tre le giornate di stop per Redan, «per avere tenuto una condotta violenta – così dice la motivazione - verso un calciatore avversario in quanto, con il pallone non a distanza di gioco, lo colpiva con un pugno al volto». Pesante anche la sanzione per Malomo: il capitano alabardato, protagonista del discusso episodio in occasione del gol del Padova, è stato poi espulso dalla panchina, dove era finito dopo essere uscito per infortunio. A Malomo sono state inflitte due gare di squalifica dal giudice sportivo ed è stata anche mantenuta l'ammonizione ricevuta in campo (la settima della sua stagione). La motivazione dice che il difensore alabardato «ha tenuto una condotta non corretta, irriguardosa ed ingiuriosa nei confronti della quaterna arbitrale, in quanto, dopo essere stato sostituito, pronunciava fasi irrispettose ed offensive al loro indirizzo e, in segno di stizza, sferrava un calcio alla base metallica della propria panchina proferendo un'espressione blasfema». Più tradizionale la squalifica per un turno di Celeghin: il centrocampista era in diffida e pertanto il cartellino giallo gli è costato il turno di stop. A Trento dunque Tesser dovrà fare a meno di tutti questi tre giocatori, ma Malomo e Redan salteranno anche la successiva partita contro l'Albinoleffe, mentre l'attaccante olandese non ci sarà neanche a Vercelli. Nella partita contro la Triestina, però, il Trento dovrà fare a meno di Attys, squalificato. Le sanzioni contro l'Unione però non finiscono qui. Ammenda di 500 euro e una gara di squalifica anche per l'operatore sanitario Marcello Tence, che «durante il rientro negli spogliatoi nell'intervallo, ha tenuto una condotta irriguardosa e minacciosa nei confronti dell'arbitro, in quanto si avvicinava a quest'ultimo e, con tono aggressivo, pronunciava frasi irrispettose e minacciose nei suoi confronti, per contestarne l'operato». Dulcis in fundo, si fa per dire, i soliti 100 euro di ammenda per i cori oltraggiosi contro le istituzioni dello stato - Una settimana fa a Bologna la Pallacanestro Trieste andava a caccia di una vittoria per rincorrere il primo posto. Domani sera (PalaTrieste, 20.30) contro Verona cercherà una vittoria per eliminare i veneti dalla top 4 e rincorrere Udine, ora terza - ma i biancorossi hanno una gara in meno - in vista del derby del 12 gennaio. Come scrive Roberto Degrassi oggi, quella che attende Trieste non sarà insomma una pratica più semplice rispetto alla Fortitudo. Sulla panchina avversaria c'è quel marpione di Ramagli che avrà osservato con attenzione il video del match perso contro la Effe e cercherà di colpire la banda di Christian nei suoi punti deboli. Di sicuro, rispetto all'esibizione del PalaDozza, Trieste deve alzare il rendimento, e di parecchio. L'analisi prepartita di coach Jamion Christian non si discosta molto dalle precedenti. In sintesi: bisogna imparare dagli errori e ogni volta che lo facciamo è un'occasione in più per crescere, abbiamo disputato una grande settimana di allenamenti. Indicazione, quest'ultima, da verificare sul parquet visto che era stata riferita anche prima della trasferta al PalaDozza. In ogni caso, anche Campogrande si è riaggregato al gruppo nella preparazione. Passando più nello specifico, la partita di Bologna ha mostrato le difficoltà della squadra quando i due centri, Candussi e Vildera, sono gravati di falli. Quali contromosse? Christian spiega: «Abbiamo finito la partita con più o meno lo stesso numero di falli di Bologna, siamo in realtà una delle squadre meno fallose della A2. Dobbiamo gestire i falli in modo che i ragazzi giochino liberamente, rilassati,, c'è Reyes che può anche adattarsi a centro e anche Ferrero può giocare da ala grande e 5. Abbiamo una buona versatilità nel reparto lunghi». All'andata Verona si è imposta di 12 punti. Oltre a batterla, domani servirà tenere d'occhio anche la differenza canestri. «Quello che conta è soprattutto vincere. Verona ha giocato una partita più di noi e se noi riusciremo a fare il nostro dovere (battere Verona e vincere il recupero contro Chiusi, ndr) speriamo che la differenza canestri non conti alla fine dell'anno. Ma è qualcosa di cui dobbiamo tener conto, vista anche la loro vittoria contro Bologna». Il coach biancorosso rivolge poi uno sguardo verso il futuro. «All'inizio del 2023, mi trovavo in una posizione interessante come allenatore: lavoravo dedicandomi di più alla comunicazione e osservando da lontano le migliori squadre al mondo giocare un gran basket. Sto cercando di fare tutto il possibile per applicare alla nostra squadra le lezioni apprese. Sto guardando da dove è partita la nostra squadra, imparando a fidarci l'uno dell'altro, ad essere tutti coinvolti. Mi piace dove siamo perché so che ci attende ancora una grande crescita. Vedo ragazzi fare cose che forse non hanno mai fatto nella loro carriera, e stanno solo imparando a farle adesso. Credo che il nostro futuro sarà più luminoso del nostro passato. Ho una quantità enorme di speranza perché credo profondamente nelle persone con cui lavoro ogni giorno».
  11. GIOVEDÌ 28 DICEMBRE 2023 - I due big-match a Mantova e a Vicenza in notturna e in giornate atipiche (venerdì e lunedì), ma anche il ritorno per ben quattro volte su dieci partite al calcio di una volta, ovvero alle ore 14 della domenica, cosa che invece nel corso del girone di andata alla Triestina era capitata appena in un paio di occasioni. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", queste le principali curiosità dal programma che la Lega Pro ha stilato e reso noto dalla seconda alla decima di ritorno, ovvero per i prossimi due mesi di campionato. Era già noto, invece, che alla ripresa del torneo la Triestina per la prima giornata di ritorno giocherà domenica 7 gennaio alle ore 14 a Trento, con l'Unione pronta a vendicarsi della sconfitta dell'andata al debutto stagionale allo stadio Rocco. La settimana successiva invece, che segnerà anche (a meno di clamorose sorprese) il ritorno al Tognon di Fontanafredda, l'Unione ospiterà l'Albinoleffe: si giocherà sabato 13 gennaio alle 18.30. Sette giorni dopo ecco la trasferta in Piemonte in casa della Pro Vercelli quarta in classifica, un po' la sorpresa di questa stagione: non a caso la testata online TuttoC ha eletto il suo tecnico Andrea Dossena come miglior allenatore del girone A per questo girone di andata. A Vercelli si giocherà sabato 20 gennaio alle ore 18.30. A seguire un doppio turno casalingo (per modo di dire visto l'esilio a Fontanafredda), con due partite interne contro avversarie sulla carta abbordabili da sfruttare al massimo come prezioso trampolino in vista del big-match con la capolista Mantova. Per queste due partite si tornerà tra l'altro all'orario delle 14 domenicali che dovrebbe essere il migliore per avere un certo seguito di tifosi anche al Tognon. Si comincia con Triestina-Pergolettese domenica 28 gennaio alle ore 14, incontro nel quale gli alabardati vorranno prendersi una rivincita dopo la sconfitta dell'andata, e poi a seguire tocca a Triestina-Pro Patria domenica 4 febbraio, sempre alle ore 14. Un doppio turno casalingo che, come si diceva, introdurrà a un big-match che sarà fondamentale per il tentativo della squadra di Tesser di accorciare la distanza dalla vetta, ovvero la trasferta a Mantova. La sfida con la squadra di Possanzini si giocherà venerdì 9 febbraio alle ore 20.45. Attenzione comunque che l'incrocio con la capolista arriva proprio all'inizio di una delle temute settimane con tre partite. Dopo Mantova infatti l'Unione tornerà in campo già il martedì seguente, il 13 febbraio, con la notturna casalinga contro il Renate, che si giocherà alle 20.45. Per completare il trittico ecco domenica 18 febbraio (con calcio d'inizio alle ore 14) la trasferta in casa del Lumezzane. Otto giorni dopo, altra trasferta e altro big-match. La Triestina infatti sarà impegnata al Menti contro il Vicenza, fin qui grande delusione della stagione ma già vincente dopo il cambio in panchina con Vecchi nuova guida tecnica. La sfida con i biancorossi veneti si giocherà lunedì 26 febbraio alle ore 20.30. E che il fascino del derby fra Triestina e Vicenza sia sempre immutato, lo testimonia il fatto che la partita sarà trasmessa in diretta anche su Raisport. - Oltre 2000 euro di ammenda dal giudice sportivo, suddivisi tra Fortitudo Bologna e Pallacanestro Trieste, dopo il match giocatosi sabato scorso al PalaDozza. Per il giudice sportivo, punibili "i fischi e le offese durante la esecuzione degli inni nazionali". Passato quasi inosservato, invece, il comportamento dei tifosi che a bordo campo, nel corso della gara, hanno condizionato per 40 minuti la direzione arbitrale e la prestazione dei giocatori biancorossi su un parquet che continua a rimanere una zona franca del basket italiano. A Trieste l'invasione di un tifoso (per altro a fine gara e assolutamente pacifica) venne punita con 12 mila euro di multa e un turno di squalifica, a Bologna succede di peggio senza che gli arbitri sentano il dovere di segnalarlo nel referto di fine gara. Segnalato l'ennesimo episodio che mina la credibilità dell'intero sistema, Trieste continua la preparazione in vista del match che sabato sera alle 20.30 porterà sul parquet del PalaRubini la Tezenis Verona. Squadra che lavora al completo, l'unico giocatore in dubbio è Luca Campogrande, alle prese con una leggera infreddatura. Si conta di recuperarlo in tempo per consentire a coach Christian di contare sul roster al completo.
  12. MERCOLEDÌ 27 DICEMBRE 2023 Meno di una ventina di giorni per una risposta. La domanda è quella consegnata dal match perso al Paladozza contro la Fortitudo: la Pallacanestro Trieste è animale da scontri diretti? Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", la risposta è dietro l'angolo: sabato al PalaTrieste arriva Verona che ha appena raggiunto la squadra di Christian a quota 22, il 12 gennaio si andrà invece al Carnera per un derby contro un'Apu lanciatissima a suon di trentelli agli avversari. Due scontri che disegneranno in modo credibile quello che sarà il ranking del girone rosso al termine della prima fase. In questa stagione Trieste ha perso due volte con la Fortitudo, è stata battuta nettamente a Verona e in casa da Trapani in Supercoppa, ha liquidato in Supercoppa e in campionato Udine ma nell'ultimo caso in modo fortunoso con una tripla di tabella di Brooks al termine di una gara brutta per entrambe le squadre, si è sbarazzata di Forlì. Coach e gm biancorossi non perdono occasione per ricordare che siamo appena a un quarto della stagione ma certe attitudini è bene coltivarle presto, anche perchè la formula della fase a orologio di scontri diretti ne riserverà parecchi e concentrati in poco tempo. Per intenderci, se la prima fase finisse ora, Trieste dovrebbe affrontare, tra le altre, Trapani e Cantù a casa loro, roba da esperienze forti. La partita di Bologna non può venir riassunta e liquidata nella constatazione che in fondo a cinque minuti dalla fine Trieste era riuscita a riportarsi a un punto di ritardo perchè significherebbe non guardare ai problemi da affrontare. Nel dopogara coach Christian ha assicurato che i 46 tiri da tre punti non si ripeteranno. D'accordo, ma perchè allora si è fatto ricorso a sparacchiamento di bombe quando di fronte c'era un avversario senza il play titolare, con il sostituto gravato di 4 falli, con coach Caja espulso per doppio tecnico, con una rotazione corta e presumibilmente in difficoltà nel reggere lo stress di un finale in volata? Il dato più allarmante che lascia in eredità il match del Paladozza è aver rivisto Trieste commettere gli errori dell'inizio campionato: tentativi da tre a raffica, palle perse in modo banale, un coach che non legge correttamente le situazioni in campo e non sa trovare contromisure. Nonostante i 10 titolari e una panchina lunga e di qualità, stanno emergendo alcuni nodi nel roster biancorosso. Si sta rinnovando quello che da almeno tre anni è un buco nell'organico triestino: non c'è un esterno italiano che garantisca continuità. Il rendimento di Filloy (il peggiore tra i biancorossi a Bologna) e di Campogrande vale un giro sulle montagne russe, Deangeli ha limiti offensivi. Lo spot di ala piccola parte coperto dal capitano, poi cambiato dopo tre o quattro minuti da Filloy, nel secondo quarto da Campogrande se non gli viene chiesto di occuparsi di qualche lungo avversario. Comincia ad avvertirsi anche la mancanza di un terzo lungo "vero", un 4 che non sia adattato (con'è in fondo lo stesso Reyes) ma sia un'ala forte italiana fatta e finita con la possibilità anche di coprire le spalle a Candussi o Vildera in caso di problemi di falli o indisponibilità. Nella PallTrieste della promozione un giocatore così c'era, il buon Giga Janelidze. E proprio di uno così - un tassello, un'assicurazione in caso di magagne - potrebbe esserci bisogno - Sono giorni di riposo per il calcio giocato di serie C, ma nelle società si stanno affilando le armi in vista dell'apertura del calciomercato invernale, che inizierà il 2 gennaio. Lo scrive oggi Antonello Rodio: per alcune società si tratterà di semplici anche se importanti ritocchi, per altre invece di imponenti campagne di rafforzamento dopo le delusioni dei primi mesi. Operazioni che significheranno ulteriori esborsi rispetto a quelli già effettuati in estate. Sotto questo aspetto, la classifica del monte ingaggi del campionato di serie C pubblicata su Trivenetogoal, può già aiutare a capire chi sono stati i virtuosi della stagione e chi invece finora ha speso male i suoi soldi e per riparare dovrà investirne altri. Attenzione, si tratta di cifre da prendere con le molle, nel senso che ogni società ha la sua storia e i numeri comprendono a volte emolumenti che ancora si trascinano dal recente passato, anche di componenti dirigenziali. Mentre non comprendono ad esempio costi di cartellini, a volte fondamentali per capire gli investimenti di una società. Però sono comunque utili per una stima generale, una sorta di tendenza di massima. E il dato di maggior rilevanza è che il Mantova dei miracoli sta spendendo circa un terzo di ingaggi rispetto alla Triestina, e ancora di meno a confronto con il Vicenza. Proprio il Vicenza infatti, la principale delusione di questa stagione, è quella che ha speso di più con oltre 6 milioni e mezzo di euro di ingaggi, ai quali aggiungere fra l'altro un milione e mezzo abbondante di premi contrattuali. È evidente che di fronte al rendimento deficitario e a una rosa che non ha funzionato, dopo aver speso tanto e aver già cambiato guida tecnica, la società sarà costretta ad ulteriori esborsi e notevoli cambiamenti. Dietro al Vicenza, come monte ingaggi c'è proprio la Triestina con circa 6 milioni di euro: come detto ci sono alcune voci legate al passato, ma va detto anche che il monte dei premi contrattuali è ancora più sostanzioso del Vicenza, con circa 2,7 milioni. In questo caso, però, l'investimento è decisamente più riuscito: la Triestina partiva da una miracolosa salvezza ottenuta ai play-out e con l'eredità di tante situazioni pesanti, ora è al terzo posto e in piena lotta promozione. Ma naturalmente il dato più impressionante è quello del Mantova: con poco meno di 2 milioni di ingaggi e premi limitati a circa 700mila euro, e venendo da una riammissione dopo la retrocessione sul campo, ora si ritrova un'armata quasi perfetta che ha girato alla fine dell'andata all'incredibile quota record di 47 punti. La dimostrazione di come le scelte giuste e l'alchimia perfetta si creano al di là dei capitali impiegati. Anche il Padova ha fatto bene: ha tagliato le spese rispetto alle stagioni precedenti, viaggia a 3,3 milioni di ingaggi (e 1,3 di premi) ma è seconda e punta al successo assoluto. Si tratta di cifre che portano tra l'altro a un'altra amara riflessione: l'investimento della Triestina "americana" è notevole, considerato anche che come detto queste cifre non tengono conto del costo dei cartellini, dove la societ à alabardata è stata molto attiva. Il tutto per ricevere lo schiaffo di dover giocare quasi tutta la stagione lontano dallo stadio di casa, con pesanti ripercussioni anche sui ricavi e sulle spese. E con la non remota prospettiva di dover giocare fuori Trieste le gare decisive dei play-off. Peggior accoglienza da parte delle istituzioni locali non poteva esserci.
  13. DOMENICA 24 DICEMBRE 2023 - I 46 tentativi da tre punti. «Non penso che succederà di nuovo». Come scrivi oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", le sedici palle perse dopo che nelle ultime settimane Trieste era riuscita a controllare gli sprechi? «Non si ripeterà». Cosa ascoltare? Le parole o le espressioni di Jamion Christian e Michael Arcieri in sala stampa? I volti sembrano tirati, la sconfitta non scivola via indolore. Le parole sono un po' annacquate dopo i complimenti di rito all'avversario. «Sempre bello giocare in un ambiente come questo, mi dispiace che non abbiamo portato la giusta intensità ed energia». Sotto con le domande, poco natalizie. Trieste si è trovata nelle condizioni di poter vincere comunque ma proprio in quel momento non ha dimostrato la personalità di una grande squadra. Replica Christian: «Siamo migliorati nel corso delle ultime settimane, alla fine vincerà la squadra che sarà più progredita. Sono contento che contro una Fortitudo così forte abbiamo lottato, siamo tornati a meno uno e quello lo interpreto come un buon segno». Trieste ha 10 uomini eppure qualcuno come Filloy, Ferrero o Bossi è ancora in difficoltà. «Per qualcuno serve più tempo, con 10 uomini è più complicato trovare minuti e ritmo. Non sono preoccupato». E le 46 prove da tre punti? «Non credo si ripeterà ancora qualcosa del genere». - La sconfitta è sempre difficile da digerire. Specie quando si tratta di un derby, d'alta classifica e con il record di 13 mila appassionati sugli spalti. E peggio ancora quando c'è la consapevolezza che in campo c'è una Triestina molto competitiva. Come scrive oggi Ciro Esposito, i 39 punti conquistati spesso con sprazzi di gran gioco e gol e l'entusiasmo della piazza ritrovato stanno a testimoniare l'ottimo lavoro svolto da staff tecnico e società. E non è che una sconfitta, ma soprattutto la prestazione confusa dell'ultima parte della gara contro il Padova, deve produrre uno stato di depressione. Come la soddisfazione per il gran cammino dei primi 18 turni, di una squadra costretta a vagabondare per giocare in casa, non avrebbe dovuto portare all'esaltazione. È comprensibile che sia così. Perché il calcio è prima di tutto passione ed emozione ed è sacrosanto che chi le vive possa sognare. Ma per migliorare le performance è utile analizzare con razionalità la situazione. E allora c'è da dire che la Triestina non è arrivata al big-match con i biancoscudati nelle migliori condizioni psico-fisiche. E di questo Tesser ne era consapevole. Il gruppo ha toccato il suo apice a Verona per poi incappare in un giornata-no con l'Atalanta, ha saputo capitalizzare con coraggio e soffrendo le gare con Giana e Novara. Ma contro il Padova i limiti sono emersi in modo più evidente. Perché la squadra di Torrente non è per caso seconda in classifica e imbattuta. I veneti sono solidi è hanno messo giù la gara in modo fisico e ruvido anche sul piano dei falli. È vero che l'arbitro non ha fermato un atteggiamento manifestatosi in modo quasi intimidatorio con un fallaccio dopo pochi minuti sul bomber Facundo Lescano (che ha subito una ferita profonda sullo stinco). E da lì il direttore di gara, che non ha sanzionato l'intervento nemmeno con un giallo (e il rosso avrebbe cambiato la storia del derby), ha perso la capacità di interpretare in modo equilibrato la sfida. Ne ha fatto le spese l'Unione che è una squadra determinata e grintosa ma non adatta alla battaglia anche sporca condotta dagli avversari. A questo si potrebbe anche aggiungere che le condizioni del prato, come è già successo finora, certamente non agevolano le verticalizzazioni palla a terra che sono nelle corde dei giocatori dell'Unione. Al netto dei condizionamenti esterni venerdì sera ha pesato non solo l'assenza di Correia, un giocatore fuori categoria per qualità e capacità di occupare il campo, ma anche la condizione approssimativa di Lescano e il nervosismo evidente sin dai primi minuti di Malomo. Sul piano delle scelte tecniche poi non ha pagato il posizionamento a sinistra di Pavlev che, nonostante l'impegno e un salvataggio miracoloso, ha giocato in affanno. E nonostante questi handicap c'è da dire che l'Unione ha saputo tenere testa per gran parte del primo tempo (e anche per una frazione della ripresa), costruendo anche un paio di palle-gol, a una squadra in salute. E tutto sommato anche sotto di un gol nel secondo tempo ha avuto la chance del pareggio con Adorante. Questo sta a dimostrare lo sp essore di questa Triestina. Una squadra che tuttavia in tante partite, quando non riesce a segnare e a mettere in sicurezza il risultato, fa fatica a gestire la gara. E quando l'avversario è tosto come il Padova si è vista emergere una confusione nella conduzione del gioco finora sconosciuta. Questo aspetto non è certamente sfuggito a Tesser ed è certo che lo analizzerà con la squadra. La capacità di ripartire bene a gennaio passa anche per il lavoro di queste due settimane senza partite. Per paradosso l'allentamento della pressione (mai avvertita da Tesser ma non estranea ai giocatori) dovuta all'allontanamento dalla prima piazza ,occupata da uno straordinario Mantova, può incidere. Il resto lo farà come sempre il lavoro settimanale e qualche eventuale innesto di mercato sul quale il Gm Menta è attentissimo. Un terzino sinistro, forse un centrale difensivo e un'altra mezzala, possono dare ulteriore spinta. Ma una squadra da 39 punti quanti margini di miglioramento può avere? Non tantissimi ma vale la pena provarci con un occhio a questa stagione e al futuro. Intanto la società è solida, il gruppo di livello e questo è un regalo già confezionato e consegnato. Quello di Natale arriverà magari il prossimo anno. O forse prima dell'estate. LE PARTITE DI IERI Tre i match a completare la giornata. Il Trento è stato sconfitto di misura dal Renate, vittoria per 3-1 del Lumezzane sull'Albinileffe e 0-0 tra Pro Patria e Pro Sesto.
  14. SABATO 23 DICEMBRE 2023 - Alla viglia Tesser aveva detto che per tenere testa a una squadra come il Padova serviva una Triestina di alto livello. Lo è stata per 50 minuti, poi dopo l'episodio del gol non ha avuto la capacità di reagire e alla fine hanno prevalso i nervi. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", questa l'analisi del tecnico a fine partita: «Abbiamo perso, ma per 55 minuti abbiamo giocato solo noi, il Padova non ha mai tirato in porta. Noi abbiamo avuto le occasioni, ma il calcio è fatto di gol e noi non abbiamo finalizzato. Anzi forse abbiamo fatto il più bel primo tempo della stagione, vista anche la squadra che avevamo di fronte. Poi non abbiamo reagito, ma anche se di fronte c'era una squadra forte, la palla gol per pareggiare l'abbiamo avuta noi, mentre loro hanno avuto solo quella su cui Pavlev ha fatto il miracolo». Poi però sono saltati i nervi, e Tesser la spiega così: «Chiaramente abbiamo speso energie mentali e nervose, e anche la serenità con cui stavamo giocando. E li non avevamo avuto la reazione che potevamo avere. Però questo nervosismo che non ci ha aiutato, è stato per me legittimo». «Se mi nascondo dietro all'arbitro si creano alibi – dice Tesser - ma anche con questo arbitro abbiamo avuto l'occasione per vincere la partita, perché nel primo tempo li abbiamo presi a pallonate. Ma il portiere ha parato e non abbiamo finalizzato. Hanno segnato alla prima occasione, Liguori si è inventato una grande rovesciata e possiamo discutere se è fallo su Malomo o no. Poi la gara è cambiata, il nervosismo di Redan non mi piace, è negativo, ma perché un solo espulso da una parte mentre in 4 hanno messo le mani addosso a Vallocchia? Senza dimenticare di Lescano, che ha un buco sulla tibia e l'autore del fallo non è stato nemmeno ammonito. Sono tensioni che portano i nervi e questo ha spinto i giocatori ad andare oltre» - La credibilità di squadra d'alta classifica passa attraverso tappe obbligate e stasera la Pallacanestro Trieste ne deve affrontare una. Come scrive oggi Roberto Degrassi, al Paladozza di Bologna, alle 20.30 contro la Fortitudo, i biancorossi sono chiamati a una prestazione convincente di personalità, soprattutto in proiezione futura. Stasera a piazzale Azzarita farà caldo ma da qui in avanti, tra fase a orologio e play-off, di sfide così la squadra di Jamion Christian ne dovrà parecchie. Meglio cominciare a farci l'abitudine. Contro la Effe di Caja - storicamente uno dei tecnici più indigesti a Trieste qualsiasi sia stato il coach che lo ha affrontato - bisogna dimostrare che la lezione dell'andata (ko interno per 84-65) è stata assimilata e che una formazione che dichiaratamente punta alla promozione non deve avere timore di nessun luogo e nessun avversario. Squadra annunciata al completo agli ordini di Christian e a sostenerla ci sarà il primo vero esodo stagionale: sono circa 150 i tifosi che da Trieste si muoveranno verso il Paladozza tra pullman e mezzi propri. Anche questa è una prova generale per il futuro. La Fortitudo è capolista insieme a Forlì con due punti di margine su Trieste che però deve recuperare una partita, quella del 24 gennaio in casa contro Chiusi, ora ultima. Vincendo stasera quindi i biancorossi affiancherebbero concretamente i bolognesi ma virtualmente potrebbero già immaginarseli alle spalle. In caso di sconfitta invece, la Fortitudo volerebbe a +4 con gli scontri diretti a favore. In sostanza, non basterebbe confidare nel recupero con Chiusi per mettere il muso avanti. QUI BOLOGNA Per la Fortitudo Bologna si è espresso Pietro Aradori: «Stiamo facendo un bel lavoro, non so se sia la miglior stagione da quando sono qui, perché ne ho fatte altre buone, ma è un gioco di squadra ed i risultati avvalorano quanto fa il singolo. Ogni squadra contro cui giochiamo è un trabocchetto, Trieste è una di quelle che in estate si è esposta di più, all'andata abbiamo fatto un'ottima partita contro una squadra in difficoltà, ma ora si sono migliorati. Resta una delle grandi favorite. Noi ci siamo meritati tutto quello che abbiamo ottenuto e stiamo ottenendo. Tutto quello che succede ce lo prenderemo, siamo in ballo». PREVENDITA CONTRO VERONA Sono stati definiti dettagli e prezzi per la prevendita dei biglietti per la prossima partita interna di domenica 30 dicembre contro la Tezenis Verona. I tifosi potranno acquistare i biglietti online in pre-vendita a partire già dal giorno di Natale, lunedì, sul circuito Vivaticket al link https://pallacanestrotrieste.vivaticket.it/. Da mercoledì 27, a partire dalle 16 inizierà invece la vendita nelle biglietterie interne al PalaTrieste fino a venerdì con orario 16-19, sabato 30 dalle 10 alle 13. Biglietteria esterna sabato 30 dalle 16 sino alla fine de lsecondo quarto. I biglietti sono acquistabili anche alla Banca di Credito Cooperativo Venezia Giulia (sportello di via Roma 18) dal mercoledì 27 a venerdì 29 dicembre dalle 10.30 alle 13.30.
  15. VENERDÌ 22 DICEMBRE 2023 - Ci siamo. Alle 20.45 i riflettori del Rocco si accendono su un derby attesissimo. Come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", Triestina-Padova, qualunque sarà il risultato, non sarà determinante per l'esito del campionato. Ma la sfida è attesissima perché la cornice di pubblico è da grandi eventi. La vendita dei biglietti continua a correre: si va verso i 12.000 con 11.300 posti venduti (compresi gli abbonati) a ieri sera (1.138 i padovani) e la curva Furlan esaurita (4.500 spettatori con gli abbonati). Uno spettacolo che metterà a nudo quanto pesi l'esilio di Fontanafredda e quanto siano pesanti le responsabilità di chi ha costretto la Triestina a emigrare. Proprio a causa di quel manto erboso rifatto male sotto la gestione del Comune e che gli stessi riflettori metteranno in evidenza nell'auspicio che nessuno dei protagonisti si faccia male. La febbre dei tifosi è alta invece perché, oltre a essere per molti l'ultima occasione di vedere l'Unione live (a gennaio partiranno i lavori sul terreno) è la prima volta che dopo tante stagioni la Triestina se la gioca almeno alla pari con i rivali e cerca l'operazione sorpasso. L'Unione non sta attraversando un periodo di forma smagliante ma ha la chance per dimostrare di avere la garra (vedi Novara) di chi non molla mai. Il Padova invece, che occupa la seconda piazza una lunghezza sopra gli alabardati, è il team più regolare del lotto e soprattutto finora è imbattuto. Tutti si aspettano che l'Unione in un colpo solo faccia quell'impresa che significherebbe sorpassare i biancoscudati ma soprattutto porterebbe a un'esaltazione i tifosi del Rocco frustrati nella loro passione da stagioni zeppe di delusioni. Oltre alle suggestioni c'è una partita da giocare tra due tecnici esperti come Tesser e Torrente capaci di organizzare due team di alto livello. Da una parte gli alabardati possono sfruttare il loro pressing intenso e le accelerazioni in verticale, dall'altra i biancoscudati la difesa arcigna ma anche la qualità di Raddrezza, affiancato da operai di lusso come Fusi e Varas a in un 3-5-2 le cui sorti dell'attacco sono affidate a Liguori e Bortolussi. Ma l'attenzione in fase difensiva dovrà essere speciale sulle sgroppate dei "quinti" Villa e Capelli. Tesser non si getterà all'assalto e per farlo dovrebbe scegliere in partenza i suoi uomini più esperti (con Correia out). Struna e Malomo presidieranno l'area con Germano e Anzolin ai lati. A centrocampo, senza il play titolare, sarà determinante la prova di Fofana che ha già dimostrato di avere stoffa e carattere, mentre il rendimento di Celeghin e Vallocchia è stato sempe buono e costante. Finora la Triestina è allergica al risultato di misura e quindi saranno decisive le prestazioni della trazione anteriore. Con l'inamovibile prestigiatore D'Urso sulla trequarti, è saggio concedere fiducia al bomber Lescano: Facundo è reduce da un paio di partite scialbe ma proprio questa del Rocco può essere l'occasione per far vedere di che pasta è fatto. La stessa riflessione vale per il giovane olandese Redan splendido uomo assist e anche goleador ma soprattutto nelle gare dispu tate lontano da Trieste. Ma alla fine in un match con un andamento prevedibilmente equilibrato (anche se poi gli episodi saranno più determinanti che in altre circostanze) potrà essere la panchina a fare la differenza. Entrambe sono ben allestite ma quella della Triestina ha dimostrato finora di essere più determinante di quella padovana. Insomma questa sera si preannuncia un derby degno della memoria del Paròn le cui gesta legano indissolubilmente le due piazze nella storia. Il Padova ha una striscia positiva da record. I record prima o poi si interrompono e anche gli invincibili prima o poi perdono. I triestini sognano che questo succeda. Questa notte, al Rocco. Le probabili formazioni. Triestina (4-3-1-2) : Matosevic; Germano, Struna, Malomo, Anzolin (Pavlev); Vallocchia, Fofana, Celeghin; D'Urso; Lescano, Redan. All. Tesser Padova (3-5-2) : Donnarumma; Delli Carri, Crescenzi, Belli; Capelli, Fusi, Raddrezza, Varas, Villa; Liguori, Bortolussi. All. Torrente
  16. GIOVEDÌ 21 DICEMBRE 2023 - Benemerito per i tifosi biancorossi lo era diventato già la sera del 16 giugno 2018 riportando la Pallacanestro Trieste in serie A1 dopo 14 anni. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", adesso Eugenio Dalmasson è allenatore benemerito anche per la Federbasket che concede il riconoscimento a "chi abbia svolto attività federale dimostrando qualità morali e didattiche ineccepibili, nonché continuità di prestazione e valida opera in favore dello sviluppo e dell'immagine della Pallacanestro e della Categoria". Dalmasson, cosa rappresenta questa qualifica? "Lo considero un bilancio di una vita di lavoro, mi fa piacere. Non si tratta di un atto dovuto, a maggior ragione ora che faccio un altro lavoro". Con la Reyer Venezia, club manager. "Collaboro con l'organizzazione generale, curo l'attività di un'organizzazione complessa, le squadre maschili, le femminili, le collegate". Tra cui Chiusi, "team satellite" che gioca in A2 nel girone di Trieste. Quindi deve seguire anche il secondo campionato. "Sì, purtroppo non lo seguo direttamente perchè considerando anche le coppe sono almeno 4 le partite che mi impegnano. Anche se senza lo stress della panchina". Come giudica la stagione biancorossa? "Trieste è con Trapani la squadra con le maggiori potenzialità, anche se ha trovato più tardi la continuità rispetto ai siciliani. Le 8 vittorie di fila dicono però che ha trovato i giusti equilibri. Ovviamente in un campionato così lungo ed equilibrato tutto dipende da come arrivi in fondo, nei play-off, quando contano i valori tecnici ma non solo. Di sicuro Trieste può giocarsela". Trieste è partita con l'obiettivo di risalire subito. Inevitabile tentare un confronto con la squadra dell'ultima promozione, la sua. La prima osservazione dei tifosi è: "Ma quella era più spettacolare". C'era un certo Javonte Green. .. "E dobbiamo essere orgogliosi di averlo costruito, quei due anni a Trieste sono stati il trampolino di lancio della sua carriera. Credo però sia impossibile confrontare quella squadra e questa. Percorsi troppo differenti". Spieghi. "Quella si basava su un nucleo italiano costruito nel tempo. L'anno prima avevamo raggiunto da outsider la finale promozione persa con la Virtus Bologna. C'era un'ossatura dove sapientemente si interveniva con i tasselli giusti anno dopo anno. Fernandez venne scelto in precedenza a stagione in corso, Cavaliero ci aveva raggiunto alla vigilia dei precedenti play-off. C'era una forte identità. Penso ad esempio a un capitano come Andrea Coronica, aveva una leadership maturata nel corso degli anni, andava in spogliatoio ed era credibile quando diceva a Cavaliero cosa fare, così come avrebbe fatto poi con Peric o Dragic. Con quel nucleo avevamo avuto pazienza, senza chiedere tutto e subito. Avevamo atteso Bowers perchè sapevamo che entrato in condizione ci avrebbe dato una mano". L'anno del red wall. "La crescita di quel gruppo è stata seguita e condivisa dal pubblico. Siamo passati dallo zoccolo duro dei primi anni ai 6mila con tanti giovani avvicinatisi nel tempo. Far parte del Red Wall rendeva orgogliosi, l'identificazione era totale e reciproca tra squadra e pubblico. Ma si inseguiva una A1 che mancava da tempo. Anche in questo caso impossibile fare confronti. Dopo la delusione di una retrocessione bisogna ritrovare l'entusiasmo, non dico che sia facile ma sono certo che quando si farà sul serio nei momenti chiave il pienone ci sarà. Trieste ama il basket". Sabato Trieste è a Bologna. "Non sarà un match decisivo, comunque vada. La Fortitudo capolista è figlia dell'ottimo lavoro di Caja ma..." Ma? "Trieste e Udine hanno qualcosa in più in quello che considero il girone più forte". - Detto nel gergo che piace spesso utilizzare anche agli allenatori, Triestina-Padova è una di quelle partite che si preparano da sole. Lo scrive oggi Antonello Rodio: sul piano nervoso e mentale, i giocatori non hanno certo bisogno di motivazioni in vista di un derby da sempre molto sentito, tanto più se in palio c'è il secondo posto del girone. Ma sul piano tecnico-tattico la battaglia è già iniziata nella preparazione di questi giorni. Ed è una battaglia nella quale non ci sarà Omar Correia, il play alabardato che ha diretto finora con abilità l'orchestra di Tesser. Il centrocampista franco-senegalese arrivato in estate dal Koper, spesso valore aggiunto di questa Unione, è infatti squalificato, e in vista del Padova la sua assenza è molto pesante. Ma come ha sottolineato Tesser, ci sarà comunque al suo posto un altro giocatore sul quale c'è la massima fiducia. E quel giocatore è ovviamente Fofana, il quale nell'unica altra occasione in cui è partito dall'inizio perché Correia si stava sposando in Francia, si è subito calato nel ruolo di match-winner contro il Lumezzane a metà ottobre. Toccherà quindi a Fofana dirigere domani le danze in mezzo al campo, mentre le mezzali saranno Celeghin e Vallocchia: il primo è stato fra i migliori a Novara e ha anche segnato, il secondo sarà bello riposato dopo lo stop per squalifica in Piemonte. In difesa, davanti a Matosevic, è probabile che in una partita del genere Tesser si affidi alla coppia centrale di maggior esperienza, ovvero quella formata da Malomo e Struna, anche se Moretti ha sempre dato ampie garanzie di rendimento. Come terzini i favoriti restano Germano a destra e Anzolin a sinistra, ma Pavlev e Ciofani restano valide alternative. Davanti la classe di D'Urso sulla trequarti cercherà di innestare le due punte. A proposito, si può prescindere dalla coppia del gol formata da Lescano e Redan? Visto il loro rendimento di Novara, si potrebbe dire di sì, e visto soprattutto il calo di forma del bomber argentino, in questo momento forse Adorante e lo stesso Finotto assicurano una maggior brillantezza. Ma la molla del big-match potrebbe risvegliare la fame da gol di Lescano e i guizzi di Redan, pertanto Tesser sarà di fronte a scelte importanti. Ma il fatto che abbia varie opzioni a disposizione, è proprio una delle armi vincenti di questa Unione.
  17. MERCOLEDÌ 20 DICEMBRE 2023 - Da una parte una Triestina più adrenalinica e spettacolare, capace di imprese mirabolanti, ma anche di qualche caduta di troppo. Dall'altra un Padova solido, cinico e spietato, che non ha ancora conosciuto il sapore amaro della sconfitta. Due squadre molto diverse eppure quasi appaiate in classifica, entrambe all'inseguimento del Mantova capolista. Ecco come si presentano le duellanti al big-match di venerdì sera al Rocco. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", queste le caratteristiche ben precise emerse dopo 18 giornate di campionato, che anche i numeri in qualche modo confermano. MODULO Triestina e Padova sono diverse fin dal modulo. Attilio Tesser predilige il 4-3-1-2 e si sa che il sistema con il trequartista necessita di verve e di una certa fantasia. Con in pratica tre attaccanti, ognuno deve sacrificarsi per la squadra, che da parte sua deve reggere un sistema che senza grande abnegazione corre il rischio di essere troppo sbilanciato. La squadra di Vincenzo Torrente invece gioca con il 3-5-2, quasi l'emblema della compattezza, sistema che non concede troppi fronzoli ma che è durissimo da superare, con un centrocampo folto e attento la cui nervatura centrale è formata da Fusi, Radrezza e Varas. PUNTI Al momento i due sistemi di gioco hanno prodotto per vie diverse quasi lo stesso risultato. I veneti hanno 40 punti, l'Unione 39, due percorsi di assoluto valore. Infatti si tratta di un ritmo che negli scorsi anni, stagione del Südtirol dei record a parte, avrebbe assicurato il primato. Solo che stavolta davanti c'è un Mantova al momento stellare che non perde un colpo. ATTACCO La diversa natura delle due squadre si rispecchia anche nel modo di ottenere i risultati. La Triestina vanta un attacco più estroso e brillante, che con 35 gol segnati è il migliore del girone. A guidarlo la super coppia Lescano-Redan (18 gol in due), ma anche chi ha giocato meno, come Adorante (4 gol), è stato decisivo. Meno prolifico il Padova che comunque ha realizzato la bellezza di 30 reti spalmando però un po' il suo bottino: comanda Bortolussi con 6 gol davanti a Liguori e Varas con 4. DIFESA Naturalmente c'è il rovescio della medaglia. Sotto il profilo difensivo il Padova vanta qualcosa in più: ha preso infatti solo 11 reti, e quella comandata dal portiere Donnarumma è la retroguardia migliore del girone. La Triestina invece ha 15 reti al passivo, frutto di qualche sbandata di troppo soprattutto nelle ultime partite, dove è subentrata un po' di stanchezza e Matosevic è stato battuto 5 volte nelle ultime tre gare. RUOLINO Tutto questo si ripercuote anche sul ruolino di marcia. L'Unione ha vinto di più, 12 successi contro 11, ma purtroppo è incappata anche in tre ko contro lo zero immacolato dei biancoscudati nella casella delle sconfitte. È proprio da qui che passa al momento la maggior solidità della squadra di Torrente, che non a caso ha ottenuto finora 7 pareggi contro i 3 alabardati, segno che è riuscita a portare a casa un punto anche nelle situazioni critiche.
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