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hector

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  1. In panchina. Se davvero abbiamo trovato la quadra, continuiamo con questa impostazione tattica, con tutte le conseguenze del caso. Siamo a dicembre e abbiamo fatto 12 punti, non possiamo permetterci il lusso di fare forzature tattiche perché Tizio o Caio devono giocare per forza. Anche se Tizio o Caio sono più forti degli altri. Qua l'importante è trovare un modo di giocare e di stare in campo, una identità di squadra, al di là dei singoli. Ieri questa identità l'ho vista, dobbiamo continuare su questa strada.
  2. Se i punti tra la penultima e la quint'ultima sono più di 8, a retrocedere direttamente sono due squadre anziché una. Al momento i punti di distacco sono 7.
  3. Le squadre che retrocedono mica giocano sempre male. Anzi, a volte giocano proprio bene ma non raccolgono abbastanza punti. Come noi oggi, che meritavamo di vincere. Abbiamo spinto molto e sprecato altrettanto, anche se non dobbiamo far finta che le 3 conclusioni pericolose del Salò nel secondo tempo non ci siano state. Una cosa che non viene quasi mai detta è che questa squadra ha una differenza palese di prestazioni tra casa e trasferta. Sono diverse giornate che non giochiamo affatto male in casa, ma abbiamo raccolto poco. Zero assoluto, invece, in trasferta: squadra non pervenuta (tralasciando il primo tempo di Piacenza quando gli avversari ci hanno lasciato il controllo delle operazioni, ma siamo stati sterili). Il problema è proprio dare continuità di prestazioni. Secondo me, proiettare sul futuro le prestazioni appena fatte (se giochiamo male siamo condannati alla retrocessione diretta, se giochiamo bene il futuro è luminoso e ci salviamo) è un errore. Finché non troviamo, insieme alle prestazioni, anche le vittorie, non sono molto ottimista, ché per salvarsi bisogna per forza vincere qualche partita. Fermo restando che, se conquisteremo un posto nei playout, le nostre possibilità di vincerli dipenderanno molto dallo stato di forma in cui ci arriveremo.
  4. Una domanda che avrei fatto io a Giacomini è: "In caso di retrocessione, continuereste l'avventura nella Triestina?". Peccato che non sia stata posta. Adesso questo sparisce di nuovo alla Mehmeti e chissà quando torna. Ma Dore si occupa anche di Triestina nei ritagli di tempo?
  5. Io ho la sensazione che, con un presidente latitante, in società comandi lui.
  6. Io ero contento quando Pavanel arrivò. Ma non è mia abitudine innamorarmi di un'idea e difenderla anche quando è indifendibile. Pavanel ha la sua fetta di responsabilità, peggio di così non si poteva fare. Era stato chiamato per risollevare la squadra, ma la squadra è affondata sempre più. I numeri parlano chiaro. Poi è ovvio che in questa situazione il problema principale è la società, e in particolare la sua costruzione della rosa. Eppure l'allenatore dovrebbe servire a qualcosa... E in questo caso ho la sensazione che il mister abbia peggiorato la situazione. Almeno così dice la classifica. Mi dispiace moltissimo perché lui per me è una bandiera. Il problema è capire se è fattibile, da parte della società, un nuovo cambio di allenatore.
  7. Lo dico da un paio di mesi: questa è la peggiore Triestina di sempre. Il crollo del secondo tempo è ingiustificabile. Neanche avessimo fatto un primo tempo a ritmi forsennati... Attualmente siamo da retrocessione diretta. Ma l'obiettivo è a -1 ed è presto per alzare bandiera bianca.
  8. Lo dico da un paio di mesi: questa è la peggiore Triestina di sempre. Il crollo del secondo tempo è ingiustificabile. Neanche avessimo fatto un primo tempo a ritmi forsennati... Attualmente siamo da retrocessione diretta. Ma l'obiettivo è a -1 ed è presto per alzare bandiera bianca.
  9. Il fatto che siamo penultimi ovviamente non è strettamente correlato con Parpiglia. Però forse questo personaggio fa parte di un quadro generale di squallore, nel quale non stupisce che la prima squadra sia sull'orlo del baratro. Ma veramente ci siamo messi nelle mani di questi qua pochi mesi fa? E molti di noi (io compreso, pur con qualche distinguo) ne erano pure felici... Mi si dirà che la cosa più importante è la solidità economica, e questa non manca. Mah, io preferirei avere gente con qualche soldo in meno ma con più dignità. E forse - ma magari chiedo troppo - con qualche competenza calcistica.
  10. Ma quel tizio con gli occhiali da sole che sostituisce Parpiglia per qualche secondo, maneggiando ovviamente lo smartphone, chi è? Al di là di questo, se la voce della società (Parpiglia) è lo specchio fedele della società, siamo veramente messi malissimo. E lo dico indipendentemente dalla classifica.
  11. Nelle ultime giornate abbiamo visto il tipico repertorio della squadra che retrocede, o che lotta fino all'ultima giornata per non retrocedere. Fa una buona prestazione (Renate) e pareggia. Ne fa una pessima (Vicenza) e ne prende 4. Ne fa una discreta (Lecco) e perde di misura. Infatti non è vero che le squadre che retrocedono giocano per forza sempre male. Semplicemente fanno una fatica tremenda a fare punti, perché sono scarse. È per questo che non vedo motivi di rallegrarsi per una buona prestazione se non arrivano le vittorie. Quanto all'arbitraggio, è vero che ci sono stati errori in un verso e nell'altro. Però secondo me il primo giallo a Maldonado c'era: il nostro giocatore ruba palla sulla trequarti e subisce fallo. Non importa l'entità, il giocatore avversario ferma un'azione potenzialmente importante, è da giallo. È chiaro che in questo momento ci manca anche un po' di fortuna. Quella che ci aveva permesso di ottenere il 50% delle vittorie del nostro campionato (con la Virtus Verona), adesso latita.
  12. Più 2 sul Piacenza. Ormai l'obiettivo sono i playout. Mercoledì la sfida della vita a Piacenza.
  13. Spesso si dice che le squadre forti non hanno bisogno di favori arbitrali per vincere. In questo caso mi viene da dire che la Triestina non ha bisogno di torti arbitrali per perdere. La superiorità numerica sarebbe stato il giusto premio per un finale di tempo in crescendo. Certo che dopo il rigore regalato al Vicenza, si può dire che ultimamente non siamo neanche fortunati con gli arbitri.
  14. Pazzesco. Adesso è inutile che li ammonisca tutti, se dopo si guarda bene dall'ammonire una seconda volta uno stesso giocatore.
  15. Pronti via. La passiamo a un giocatore sulla linea di fondo dimenticandoci che nel calcio esiste il fuorigioco. Poi occasione colossale Lecco. Poi gol Lecco. Ottimo inizio.
  16. Il fatto è che di vittorie ne abbiamo avute solo due, ed è un po' poco per escludere definitivamente che una vittoria, anche fortunosa, possa costituire in futuro l'inizio di una svolta. In ogni caso di prestazioni decenti ne abbiamo fatte forse tre, e allo stesso modo non è successo nulla. È chiaro che la vittoria da sola non risolve nulla, ma magari un colpo di fortuna può innescare un meccanismo di fiducia che ti fa giocare meglio, e di conseguenza avere più chance di vincere nelle partite successive. Succede molto spesso nel calcio, potrebbe succedere anche a noi. Era successo alla Triestina dell'anno scorso, quando una vittoria davvero brutta in inverno (non mi ricordo con chi) aveva scatenato severe critiche per la prestazione scadente, ma poi si era rivelata la prima di 3 o 4 vittorie consecutive. Quanto ai 6 punti da recuperare, si dice sempre che in fondo sono due partite. Lo diciamo sempre quando dobbiamo rimontare per raggiungere un obiettivo (penso alle rimonte sognate contro Monfalcone e Mestre anni fa). Ma nella mia esperienza, di solito ai sogni di rimonta risponde una realtà diversa: si rimane sempre là, perché in fondo è quella la classifica che ci si merita. È chiaro che stavolta la lotta è nei bassifondi e quindi non si correrà come ai vertici, però intanto facciamole ste due vittorie, ché altrimenti restiamo sempre là e la stagione ci sfugge di mano. Io non so se la squadra stia sottoperformando rispetto al suo valore oppure no. Forse non è nemmeno troppo importante. Mi basta guardare la classifica. Quella purtroppo non mente.
  17. Secondo me, pareggiare con una buona prestazione equivale a trovarsi nella stessa situazione post Renate. Il rischio di ripiombare in prestazioni come quelle di Vicenza è altissimo. Con l'aggravante che la salvezza diretta è sempre più lontana e la retrocessione diretta un po' più vicina. Non è più il tempo di cercare in campo segnali incoraggianti per il futuro. Qua c'è assoluta urgenza di fare punti, indifferente come. C'è adesso come ci sarebbe se mancassero poche giornate, ché non è che i punti in palio adesso valgano meno di quelli in palio ad aprile. C'è una categoria da salvare e una montagna da scalare, ossia i 6 punti che ci separano dall'obiettivo, senza dover passare dal playout. Quel che è certo è che questa squadra finora non ha ricevuto la scossa né dopo le 2 (!) vittorie, né dopo le poche buone prestazioni. Ma per me, per una squadra emotivamente debole come la nostra, questa fatidica svolta che aspettiamo da tempo è molto più probabile che arrivi dopo 3 punti, fatti anche di sola fortuna, che dopo una prestazione decente ma senza vittoria. È noto che sul morale i punti pesano molto di più delle prestazioni. Penso che questa squadra possa ancora salvarsi, ma deve muoversi e in fretta, anche perché le dirette pretendenti non staranno ad aspettarci.
  18. Mastrantonio viene richiamato dalla Roma e Romairone ci fa un pensiero. Giusto per fare schifo in ogni singolo ruolo
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