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hector

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  1. Come sempre provo a scindere la prestazione dal risultato, anche se sono in parte legati. Secondo me dal punto di vista della prestazione abbiamo fatto peggio rispetto all'ultima in casa con la Feralpi Salò. Però ci siamo difesi senza troppi affanni e tutto sommato siamo stati solidi. In più abbiamo trovato la giocata giusta (individuale) in attacco. Ma della prestazione, francamente, non mi interessa quasi nulla. Il livello è quello della bassa classifica e dobbiamo metterci il cuore in pace sul fatto che non vedremo mai bel calcio e ottime prestazioni. Bisogna solo racimolare più punti possibile, in qualunque maniera. Oggi ne sono arrivati 3 ed è oro, meglio di così... Inoltre spero che la vittoria possa dare morale e compattare il gruppo. Sarebbe importante in vista delle prossime partite. Quindi bene, testa bassa e continuare così.
  2. Perché sentirmi dire "aprite i vostri cuori" o "non sapete amare" o cazzate simili da predicatore fanatico, quando stiamo parlando di un calciatore, è indegno e non mi va...
  3. Chi non è esaltato come Adani, non ha cuore, non ama. Così stando a lui, ovviamente. Penso che la finale me la guarderò su un altro canale.
  4. È già tanto non essere ultimi a dover recuperare molti punti sulla penultima... La compagnia di Trento e Piacenza fa piacere ovviamente. Però a questi ritmi finiamo giù tutte e 3 direttamente...
  5. Temo che in generale il livello della comunicazione sia proprio questo. Teniamo conto che il loro target è costituito da ragazzini fanatici di Tik Tok, persone che non sanno distinguere tra un testo grammaticalmente corretto e uno pieno di errori.
  6. Premessa doverosa: anch'io come te vorrei che la curva fosse sempre piena e rumorosa, per me quel calore è l'essenza del calcio e una delle cose più belle della vita. Detto questo, che tutto ciò influenzi i risultati è discutibile. Il fatto che nel calcio la squadra in casa guadagni in media più punti di quella in trasferta dipende da molti fattori e vale anche per le squadre che non hanno tifoserie calorose. Poi c'è anche un'esperienza empirica che viviamo da anni sulla nostra pelle. È da anni che quando alziamo un po' l'asticella delle presenze e del tifo, non vinciamo mai. Quest'anno contro Pordenone e Padova abbiamo perso, lo scorso anno contro il Palermo uguale. Ma potrei andare a ritroso per diversi anni e non ricordo nemmeno una vittoria in un match clou al Rocco. Dico match clou perché sono quelli in cui di solito ci sono più presenze e calore. Mi viene in mente il disastro con la Pro Dronero... A volte mi metto nei panni del tifoso occasionale che viene in stadio solo nelle grandi occasioni, e ci vede perdere ogni santa volta. I due anni della pandemia, passati senza tifo, sono stati dignitosi. Questo invece, caratterizzato dal ritorno del tifo in curva, dignitoso non lo è. Tranne l'ultima partita con la Feralpi Salò, che è stata l'unica veramente buona, e in cui la curva è stata silente. Con ciò non voglio dire, ovviamente, che il tifo influenzi negativamente le prestazioni della nostra squadra. Penso che siano fatti casuali. Però secondo me dimostrano a sufficienza che non c'è nemmeno quella influenza positiva sui risultati che sostieni tu. Dicevi che il tifo incute timore negli avversari. Può succedere, ma molte volte accade l'esatto opposto: gli avversari si esaltano nel tifo contrario e danno letteralmente il meglio di se stessi, nella speranza di vederci ammutolire in seguito a una loro prodezza. Dicevi che il tifo mette soggezione agli arbitri, ma a volte accade l'opposto, quando l'arbitro vuole dimostrare personalità prendendo decisioni contrarie alla squadra verso la quale c'è grande tifo, e so per certo che gli osservatori degli arbitri apprezzano molto quando questo accade. Anche a me piace pensare che la mia voce dia una spinta decisiva alla nostra squadra, e che se conquisteremo i 3 punti sarà anche grazie a me. E quando sono in curva lo penso veramente! Mi sento uno dei protagonisti. Il famoso dodicesimo uomo. Ma la mia è una religione... Non c'è nulla di razionale.
  7. Altra vittoria della Virtus Verona. Occhio che se le varie Mantova, Virtus Verona e Albinoleffe si mettessero a correre, a quel punto il rischio per noi sarebbe di essere lasciati in fondo alla classifica con il Piacenza (e forse il Trento). A quel punto si potrebbe retrocedere anche senza playout, pure arrivando terz'ultimi.
  8. Avevamo questo ritmo anche senza infortuni e squalifiche, coi vari Crimi, Pezzella, Felici ecc. abili e arruolati. È chiaro che è meglio averli che non averli, ma visti i risultati mi sembra che l'alibi delle assenze non stia in piedi.
  9. Sui portieri sei suscettibile Valutare un singolo episodio non vuol dire "dare la colpa" al portiere, né mettere sotto processo un reparto dove in effetti siamo a posto. Ogni episodio è discutibile come gli altri... A me è parso rivedibile il portiere in quell'episodio. Poi è stato bravo sul rigore. Dare valutazioni serene non significa vedere fantasmi, ci mancherebbe.
  10. Dovendo recuperare, il cambio Sarzi per Minesso non l'avrei mai fatto. È un modo scolastico di intendere il calcio che a me non piace.
  11. Ma infatti... Allo stesso modo, le discussioni sulla società e le prospettive future non possono basarsi sulla convinzione - che leggo in molti commenti - che il prossimo anno giocheremo ancora in serie C. Dovremmo tutti prendere atto del fatto che la retrocessione in D è una possibilità concreta.
  12. Confidiamo in Pavanel, che riesca a far risorgere la squadra nonostante tutto quello che c'è intorno. Sulla questione delle minacce di querela. Non credo che le critiche o la satira dei tifosi rappresentino minimamente una fattispecie di reato o illecito. È come se tu mi dicessi una qualsiasi frase bonaria e io, per il solo fatto che mi stai antipatico, ti rispondessi: "Guarda che ti porto in tribunale eh". È una minaccia che lascia il tempo che trova. Anche se, ovviamente, andare in tribunale è comunque una bella rottura.
  13. Io a centrocampo metterei Paganini, Lovisa e Furlan. Mi rendo conto che non è il massimo, ma penso che sia meno peggio di una soluzione con Sabbione. Sabbione è un difensore centrale, che a determinate condizioni può anche fare bene il suo lavoro. Ma con il centrocampo non c'entra nulla.
  14. Non è necessario, penso, che scriva ancora una volta che non siamo una grande tifoseria. Ma che la predica arrivi dal pulpito del primo responsabile dell'attuale situazione sportiva, lo trovo singolare.
  15. Ma mica sto dicendo che siamo una grande tifoseria... Anzi, lo scenario degli spalti vuoti a causa della classifica testimonia proprio il contrario. Allo stesso tempo descriverci come una piazza difficile, che rende il clima infuocato e quasi invivibile per ogni proprietà, è lontano dalla realtà. Questa narrazione, secondo me ridicola, è funzionale a chi cerca alibi e non vuole prendersi le proprie responsabilità. Non a caso, l'ha appena fuori Giacomini, ed è esattamente il motivo per cui ne stiamo parlando. Credo che la tifoseria abbia un ruolo marginale, nel bene e nel male. Basta pensare a società che sostanzialmente non hanno tifoserie ma che navigano nelle massime categorie. Io vado in stadio perché è la passione della vita, ci vado da quando ero piccolo e farò sempre così, lo stadio è casa mia. E ci vado perché tifare è clamorosamente divertente. Ma non mi illudo che il mio, nostro supporto influenzi granché i risultati. Ora, farmi dare da Giacomini lezioni su cosa voglia dire essere tifosi, anche no, grazie. Già si soffre abbastanza così, sentirsi anche additare come responsabili è francamente troppo.
  16. Per me non c'entra nulla il numero di presenze in stadio. Non nascondo la mia antipatia per questa società, che ritengo responsabile dell'attuale disastro, ma il mio posto in curva è scontato.
  17. Non è un caso che il dibattito sulle responsabilità dei tifosi arrivi al culmine del disastro della gestione sportiva da parte della società. Quando le cose vanno male, le responsabilità vengono scaricate sulla piazza, è tipico. Trovo grottesco che questo meccanismo venga addirittura appoggiato da molti tifosi. Non ricordo, viceversa, nei rari momenti positivi degli ultimi anni, un dibattito sugli effetti positivi del tifo sui risultati della squadra.
  18. Direi che comincia a essere urgente fare 3 punti. Con questo ritmo retrocederanno direttamente due squadre, quindi è meglio aumentarlo un po'. Sono convinto che questa squadra possa conquistare un posto nei playout, ma bisogna sbrigarsi, senza illudersi che il mercato di gennaio sarà la nostra salvezza.
  19. In panchina. Se davvero abbiamo trovato la quadra, continuiamo con questa impostazione tattica, con tutte le conseguenze del caso. Siamo a dicembre e abbiamo fatto 12 punti, non possiamo permetterci il lusso di fare forzature tattiche perché Tizio o Caio devono giocare per forza. Anche se Tizio o Caio sono più forti degli altri. Qua l'importante è trovare un modo di giocare e di stare in campo, una identità di squadra, al di là dei singoli. Ieri questa identità l'ho vista, dobbiamo continuare su questa strada.
  20. Se i punti tra la penultima e la quint'ultima sono più di 8, a retrocedere direttamente sono due squadre anziché una. Al momento i punti di distacco sono 7.
  21. Le squadre che retrocedono mica giocano sempre male. Anzi, a volte giocano proprio bene ma non raccolgono abbastanza punti. Come noi oggi, che meritavamo di vincere. Abbiamo spinto molto e sprecato altrettanto, anche se non dobbiamo far finta che le 3 conclusioni pericolose del Salò nel secondo tempo non ci siano state. Una cosa che non viene quasi mai detta è che questa squadra ha una differenza palese di prestazioni tra casa e trasferta. Sono diverse giornate che non giochiamo affatto male in casa, ma abbiamo raccolto poco. Zero assoluto, invece, in trasferta: squadra non pervenuta (tralasciando il primo tempo di Piacenza quando gli avversari ci hanno lasciato il controllo delle operazioni, ma siamo stati sterili). Il problema è proprio dare continuità di prestazioni. Secondo me, proiettare sul futuro le prestazioni appena fatte (se giochiamo male siamo condannati alla retrocessione diretta, se giochiamo bene il futuro è luminoso e ci salviamo) è un errore. Finché non troviamo, insieme alle prestazioni, anche le vittorie, non sono molto ottimista, ché per salvarsi bisogna per forza vincere qualche partita. Fermo restando che, se conquisteremo un posto nei playout, le nostre possibilità di vincerli dipenderanno molto dallo stato di forma in cui ci arriveremo.
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