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La rassegna stampa sandrina di domenica 24 luglio


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LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI DOMENICA 24 LUGLIO

 
Cita

 

DA IL PICCOLO DI TRIESTE
 
Aquaro, il giramondo: «Dalla Cina alla Bulgaria ma ora c’è solo l’ Unione»
L’esperto difensore centrale italo-svizzero sa anche segnare
«Mi piace il progetto alabardato, spero in un torneo al vertice»
 
di Antonello Rodio
 
Ha giocato a calcio sui campi di mezzo mondo, dalla Svizzera alla Germania, dalla Bulgaria alla Cina: adesso Giuseppe Aquaro è arrivato alla Triestina. Al difensore centrale 33enne italo-svizzero non si può certo dire che manchi l'esperienza. E anche di un certo livello, visto che ha segnato pure due gol con il Cska nelle qualificazioni di Europa League. Aquaro, come mai tanti anni in giro per il mondo? "Purtroppo non è stata una scelta: dopo essere cresciuto nelle giovanili del Chievo, sono andato in prestito a Foggia e Melfi, ma mi ero fatto male. In quel momento è saltata fuori la possibilità di una squadra svizzera: ho giocato con Vaduz e Aarau, certo la serie A e la B svizzere non sono paragonabili a quelle italiane, ma comunque un buon livello. E da lì in poi ho girato". Alzando però anche il livello. "Sì, c'è stata l'esperienza con il Cska Sofia nella A bulgara, dove nelle qualificazioni di Europa League ho segnato due gol. Poi con il Karlsruhe nella B tedesca che non ha nulla di meno di quella italiana, il Panetolikos nella serie B greca e lo Shenzhen Rub in Cina". Il ricordo più piacevole? "Tutte le esperienze sono state utili, anche quelle negative che servono per imparare. Ma ricordo con piacere quella in Cina, dall'altra parte del mondo, davvero un po' diversa e particolare anche per la cultura differente. Poi lo scorso anno sono tornato in Italia, in Lega Pro con la Lupa Castelli Romani, ma è stata un'annata negativa e la squadra era davvero scarsa".
 
Che differenza c'è per un difensore centrale giocare in Italia o all'estero? "Grandi differenze non ne ho trovate, ma forse è quasi più facile fuori, perché da nessuna parte si lavora come in Italia sulla tattica". E adesso come mai alla Triestina? "Quando chiama una squadra come la Triestina è difficile dire di no: una piazza importante, con una nuova società e un bel progetto. Mi ha convinto il fatto che si punta in alto, vengo da un'annata poco bella e volevo stare in una società che ha ambizioni. Mi hanno colpito l'organizzazione e la professionalità, del resto mi era bastata mezza giornata in sede per vedere come si lavorava e cosa si era capaci di fare". L'obiettivo è quello di risalire subito? "Sì, perché vedere la Triestina in D è proprio brutto, una società importante e una città con uno stadio così non c'entrano niente con questa categoria".
 
Le sue caratteristiche di difensore? "Innanzitutto porto tanta esperienza, poi la qualità va dimostrata sul campo. Sono un destro, di testa stacco bene, mi piace uscire palla al piede, comunque so adattami al tipo di gioco del mister. I miei gol? Spesso di testa su corner e su calci piazzati". Cosa sente di promettere ai tifosi? "Secondo me promesse di vittorie non ne vanno fatte, è inutile, non sono le promesse che valgono ma quello che si fa poi veramente. Quello che invece posso dire è che cercherò di metterci tutto l'impegno possibile, sperando in un campionato di vertice".

 

 
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