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Musei di sera


giuli

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L'edizione 2006 ripropone l'appuntamento serale tutti i martedì e mercoledì del mese di agosto (ingresso intero 2 euro,ridotto 1) dalle 20 alle 24 nelle aree espositive di piazza della cattedrale 1 dove si trovano l'orto Lapidario,il Giardino del capitano e il Civico Museo

Visite guidate :

Antico Egitto ore 20.30;21.30 22.30

Analisi sulle mummie egizie ore 21,22,23

La scrittura nell'antichità ore 20.30,21.30,22.30

Roma antica ore 20.30; 21.30 e 22.30

Lapidario medievale-moderno ore 20.30,21.30,22.30

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ci sono stata lo due anni fa, è una simpatica manifestazione, naturalmente oltre alle visite guidate si può gironzolare da soli qua e là.

La sezione sulla scrittura mi sembra sia una novità di quest'anno, sono stata due settimane fa a fare un visita al Museo. Vi consiglio anche il Lapidario medievale e moderno, ci sono alcuni pezzi conservati delle demolizioni di Cittàvecchia.

La sezione egiziana è la più popolare, ma anche la parte romana non è male, ed io vi consiglierei di ammirare pure i vasi greci ( senza visita guidata, ma ci sono i cartellini), perchè i vasi attici sono proprio belli. In mezzo ai vasi attici hanno messo pure il rython d'argento a testa di animale, uno dei pezzi più preziosi del museo, che per molti anni era rimasto invisibile perchè in restauro

Eccovi una foto di due anni fa, nell'orto lapidario, sono dei bassorilievi romani del cosiddetto Ponte di Ronchi perchè si suppone appartenessero ad un ponte romano

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Ps al museo si può fotografare se si fa domanda scritta sul momento e si promette di farne solo uso personale

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VISITE GUIDATE

Egitto antico ore 20.30, 21.30, 22.30

a cura di Ilaria Micheli

La ricchezza e la varietà dei materiali della Collezione Egizia del Civico Museo di Storia ed Arte permettono di ripercorrere molti aspetti della vita, delle credenze e del culto dei morti presso il mondo dei faraoni. La visita illustra in particolare le diverse divinità che sono onnipresenti, raffigurate in statuette in bronzo e faïance, incise sulla pietra e dipinte con colori vivaci sul legno e sul papiro. La moltitudine delle divinità antropomorfe e zoomorfe aveva il compito di proteggere gli uomini e garantire l’ordine sulla terra, nel cielo e soprattutto nell’aldilà. Gli animali sacri, gli amuleti e i ricchi materiali completano la descrizione del corredo funerario che garantiva all’egiziano la vita nel mondo dell’oltretomba nei campi di Iaru.

Analisi sulle mummie egizie ore 21.00, 22.00, 23.00

a cura di Marzia Vidulli Torlo

Nel 2004 le due mummie egizie del Museo Civico di Storia Naturale sono state concesse in deposito al Civico Museo di Storia ed Arte ed esposte accanto alla mummia che già si trovava nella collezione egizia di questa sede. Nell’occasione sono state effettuate analisi Tac presso la Struttura complessa di radiologia dell’Ospedale Maggiore di Trieste, utilizzando una macchina di nuovissima generazione. Fabio Cavalli e a Fulvio Costantinides hanno così potuto indagare queste antiche mummie per conoscere il procedimento di imbalsamazione, ricavare molte informazioni sui tre individui, sulla loro età al momento della morte, fino a scoprire, in un caso, le cause del decesso. I dati antropometrici hanno inoltre permesso una ricostruzione dei loro volti, con un risultato molto attendibile. Tutti questi risultati vengono presentati nel corso di una proiezione commentata.

La scrittura nell’antichità ore 20.30, 21.30, 22.30

a cura di Anna Crismani

I materiali delle collezioni del Civico Museo di Storia ed Arte, che nelle manifestazioni passate sono stati presentati con visite tematiche singole, vengono ora riproposti con una chiave di lettura che accompagna il visitatore in un percorso nelle sale del primo piano alla riscoperta dell’evoluzione della scrittura nell’antichità. Attraverso l’osservazione e la lettura dei testi in sumerico del III millennio a.C., di quelli geroglifici e cuneiformi, di quelli etruschi e venetici si giunge ai caratteri greci e latini.

Di queste due ultime scritture, delle quali più ricca è la documentazione, si analizzano anche i diversi materiali e le tipologie degli oggetti su cui le iscrizioni venivano poste a scopo funzionale all’uso dell’oggetto, come semplici legende alle figurazioni, oppure come dedica e invocazione agli dei o epitaffio per i defunti.

Roma antica ore 20.30, 21.30, 22.30

a cura di Paolo Casari

La visita ha inizio presso il Cenotafio a Winckelmann. La morte a Trieste del grande studioso tedesco è infatti all’origine della costruzione del monumento funebre e della volontà di circondarlo con le memorie storiche della città. Vengono quindi illustrate la nascita dell’Orto Lapidario, primo tra le istituzioni museali triestine, la sua inaugurazione nel 1843, ed alcune sculture della più antica collezione, quella appartenuta agli Arcadi Sonziaci della fine del Settecento. Si passa quindi al piano terra della palazzina del Museo, ove si possono ammirare i materiali del periodo romano provenienti da Aquileia della collezione di Vincenzo Zandonati (acquistata dal Comune di Trieste nel 1870) ed altri notevolissimi reperti. Lo sguardo alle antichità romane permette di cogliere la qualità della produzione artistica e artigianale di epoca romana e di approfondire qualche aspetto della vita sociale, politica ed economica del periodo.

Lapidario medievale-moderno ore 20.30, 21.30, 22.30

a cura di Giorgio Potocco

Il percorso lungo il tratto superstite delle mura, che conserva torri e una porta, offre l’opportunità di rievocare le vicende della città di Trieste tra Quattrocento e Seicento. In un secondo momento la visita del Lapidario medievale-moderno permette di ritrovare le lapidi provenienti tanto dalle torri civiche e dai palazzi pubblici, quanto dalle case dei tergestini, per rievocare la funzione nei secoli del Lapidario come luogo di ricovero dei reperti provenienti da demolizioni, fortuiti ritrovamenti, danneggiamenti e salvataggi. Da questo punto di vista si segnalano in particolare la colonna con la Fuga in Egitto dal bivio per San Giuseppe della Chiusa, gli orginali delle statue di Michez e Jachez e un pozzo con dedica al governatore Carlo Zinzendorf, datata 1780, proveniente dalla stazione di posta di Opicina.

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Da comune.trieste.it

CONCERTI

A cura di Casa della Musica – Scuola di Musica 55

Orto Lapidario

Martedì 1 agosto – ore 21

BandOrkestra.55

Banda Larga

Marco Castelli, direttore

Con i suoi 18 elementi, la BandOrkestra.55 è una sorta di ‘Banda Moderna’ che utilizza una miscela di swing, ska, atmosfere etniche, boogie-woogie, afro, latin e reggae in una contagiosa miscela di esplosive sonorità. Dopo il successo incontrato nella serata ‘speciale’ dello scorso settembre, la BandOrkestra.55 ritorna a Musei di Sera per una festosa inaugurazione, con la sua musica libera da vincoli di ‘genere’ e di ‘mercato’, a cui ci si può accostare con il gusto del divertimento immediato o dell’ascolto attento, ma che rivela comunque un raffinato progetto musicale ed una grande forza comunicativa. Il repertorio della BandOrkestra.55 comprende composizioni originali di Marco Castelli, oltre a standards e a brani provenienti da altri mondi musicali, nell’espressione di un suono personale e contemporaneo, ricco di energia, di invenzioni e di colori imprevedibili.

Concerto realizzato con il contributo dell’Assessorato allo Sport nell’ambito di Serestate

Mercoledì 2 agosto – ore 21

Fox Trot… mon amour !

La musica di Romano Borsatti nella Trieste degli anni Venti

Ornella Serafini, voce

Corrado Gulin, pianoforte

Massimo Favento, violoncello

La vivace attività del compositore triestino Romano Borsatti (1892-1962) - il cui lascito è custodito dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” - ha tracciato negli anni Venti e Trenta del Novecento un itinerario musicale aperto agli spunti musicali più vari: forte è la presenza dello stile americano tra Fox Trot, Fox Blues e Black Bottom. Non mancano però suggestioni del teatro leggero mitteleuropeo tra Valzer e Romanze, né pagine prettamente cameristiche come la Romanza Appassionata. Interessante è la creazione di strutture musicali come l’Agitato Furioso che reca in partitura l’indicazione «per accompagnare films cinematografiche (Combattimento, inseguimento, incendio, tempesta)». L’intento del programma è quello di volgere lo sguardo su momenti del ‘900 in cui la ricezione di spunti culturali e musicali in voga a livello internazionale motivò la maturazione di compositori delle nostre terre che fecero di tale contaminazione ante litteram il loro dato più originale.

Martedì 8 agosto – ore 21

IndovinatoDuo

Violino, percussioni… e fisarmonica

Fulvia Pellegrini, violino

Pietro Sponton, percussioni

con la partecipazione di

Massimiliano D’Osualdo, fisarmonica

Nato nella primavera del 2002 dall’incontro tra la violinista Fulvia Pellegrini e il percussionista Pietro Sponton, questo inedito connubio strumentale e musicale si è fatto in breve notare per il fascino eccentrico dei suoi impasti sonori e per l’uso di strumenti poco frequentati dal repertorio folk. L’ottima tecnica individuale è al servizio di un suono di gruppo caldo e originale, in un continuo scambio di avvolgenti atmosfere. Recentemente arricchitosi con la presenza della fisarmonica di Massimiliano D’Osualdo, nel 2005 il gruppo ha prodotto la sua prima incisione discografica, dal titolo Indovinatoduo. Il disco ha avuto ottime accoglienze di critica e di pubblico, suscitando unanimi consensi, non soltanto per l’originalità degli abbinamenti strumenatali, ma anche per la raffinata cura degli arrangiamenti.

Mercoledì 9 agosto – ore 21

HGM Jazz Orchestra Zagreb

Orchestra Jazz della Gioventù Musicale di Zagabria

Sigi Feigl, direttore

L’Orchestra Jazz della Gioventù Musicale di Zagabria è nata nel 2002 per iniziativa dei giovani partecipanti alla Summer Jazz School del Centro Culturale Musicale Internazionale della Gioventù Musicale di Grisignana. L’elevata qualità dei risultati di quell’esperienza, condotta da Boško Petrovi?, ha suggerito di dar vita alla prima big band jazz professionale giovanile della Croazia. Sotto la guida dell’austriaco Sigi Feigl, la HGM raduna studenti delle scuole musicali e giovani musicisti dell’intera Croazia e si è imposta come una delle più significative realtà giovanili sulla scena del jazz europeo. La sua presenza a Musei di Sera si inserisce nella rete di scambi che il Comune di Trieste ed i Civici Musei di Storia ed Arte hanno intrecciato negli ultimi anni con le realtà culturali della Croazia.

Martedì 15 agosto – ore 21

Cordaglia

Piccolo ensemble di strumenti a corda

Anselmo Pelliccioni, violoncello

Roberto Monti, chitarra

Paolo Ghetti, contrabbasso

Una formazione strumentale atipica, frutto dell’incontro tra interpreti di provenienza romagnola con percorsi musicali e professionali differenti. Musica latina, tango, jazz, classica, evocazioni etniche si fondono nel suono caldo del violoncello, del contrabbasso, della chitarra, mentre brani originali scritti da Monti e Ghetti si affiancano a riletture di pagine di Gismonti, Piazzolla, Corea, Metheny, Morricone. Attraverso l’improvvisazione, gli arrangiamenti, il dialogo, “Cordaglia” si muove tra suggestioni melodico-armoniche di un ensemble cameristico e dinamiche ritmiche di derivazione jazzistica, passando dal lirismo assorto di alcuni momenti ai climi più festosi di certa musica popolare. Il risultato è una proposta trasversale ad ogni schema stilistico, che si offre all’ascolto con il sapore di un’arcana contaminazione.

Mercoledì 16 agosto – ore 21

Ermanno Signorelli Trio

L’in-canto mediterraneo del jazz

Ermanno Signorelli, chitarra

Ares Tavolazzi, contrabbasso

Lele Barbieri, percussioni

Quello di Ermanno Signorelli, in una formazione di Trio parzialmente modificata rispetto a due anni fa, è un gradito ritorno a Musei di Sera. Nato a Napoli nel 1960, Ermanno Signorelli ha compiuto i suoi studi musicali al Conservatorio «Benedetto Marcello» di Venezia, diplomandosi in chitarra classica e proseguendo successivamente nello studio della composizione. Vincitore di diversi premi nazionali e internazionali, fin da giovanissimo, ha svolto un’intensa attività concertistica. Perfezionatosi in chitarra jazz, ha collaborato, tra gli altri, con Enrico Rava e Paolo Fresu. Presente in numerosi festival in Italia e all’estero, nonché in trasmissioni radiofoniche e televisive, dai primi anni ‘90 si dedica interamente alla composizione. Frutto di una personale ricerca formale e sonora, il suo progetto musicale elabora atmosfere asciutte e colori di natura prettamente europea e mediterranea, pur conservando un carattere tipicamente jazz.

Martedì 22 agosto – ore 21

Gee – Gallo - Minetto

London jazz club

Jonathan Gee, pianoforte e voce

Danilo Gallo, contrabbasso

Alessandro Minetto, percussioni

Formatosi nell’estate 2003 il trio ha all’attivo concerti in Italia, Inghilterra, Francia, Irlanda, Scozia e Slovenia, nonché il cd Cream of mandarins (votato «Album of the week» dal quotidiano britannico The Guardian). Per Musei di Sera il gruppo si presenta nella formazione di ‘vocal trio’. Ospite abituale dei migliori jazz clubs di Londra, Jonathan Gee si esibisce infatti nella doppia veste di pianista e cantante. Salutato all’inizio degli anni Novanta dalla giuria del British Jazz Award come «la più grande promessa della nuova generazione» sembra non aver tradito le aspettative: più di venti album con artisti come Bobby Wellins, Ed Jones, Eddie Parker, Claire Martin; innumerevoli tour in tutto il mondo; regolari presenze in trasmissioni televisive a livello nazionale e internazionale. Ultimamente unisce la sua carriera di pianista a quella di cantante, specialmente in coppia con Dominic Alldis in tour nel Regno Unito.

Mercoledì 23 agosto – ore 21

Gorni Kramer Quartett

Pippo non lo sa…Sebastiano Zorza, fisarmonica

Marko Feri, chitarra

Aleksandar Paunovic, contrabbasso

Giorgio Fritsch, batteria

Come ha scritto Giorgio Tortora, qualcuno ricorderà che alle spalle dei mattatori televisivi dei favolosi anni Sessanta, stava seduto un elegante signore sorridente con due baffi tanto impomatati da farli brillare alla luce delle telecamere. Si chiamava Gorni Kramer, ed era un fisarmonicista. La RAI gli aveva affidato il compito di ‘americanizzare’ i temi degli ‘stacchi’ musicali, dei ‘separè’ che quelle trasmissioni dai nomi altisonanti – Studio 1, Partitissima, Canzonissima – proponevano durante il sacro rito del sabato sera. Gli chiedevano di suonare “swing” e lui lo faceva, c’era bisogno di coprire i buchi di uno spettacolo e lui li copriva, in qualsiasi momento, in qualsiasi tonalità, con dolci canzoni dai titoli innocenti Neve al chiaro di luna, Pippo non lo sa, Concertino. Finita l’epoca quel genere venne dimenticato, considerato minore perché troppo facile, per nulla irriverente, alternativo. Quel genere però ci ha fatto sognare, innamorare, e guardare il cielo con il naso all’insù, e quindi perché no? Perché non provare a riguardarlo ancora quel cielo?

Martedì 29 agosto – ore 21

Trio vocale AdLib

Musica in gioco

Katja De Sarlo, soprano

Mya Fracassini, mezzosoprano

Costanza Redini, contralto

Il Trio Vocale "AdLib" nasce dal fortunato incontro di tre artiste accomunate dalla passione e dalla curiosità per le tante forme che la vocalità umana può assumere. Tutte sono in possesso di una formazione tecnica di tipo classico e vantano una lunga esperienza nel campo della polifonia. A Musei di Sera presentano un programma che esplora i rapporti tra la musica ed il gioco: dai generi più o meno esplicitamente ‘giocosi’, ai grandi compositori che non hanno disdegnato di regalarci piccoli gioielli in cui il gioco può essere letterario, numerico, simbolico, enigmistico o, ancora, più strettamente musicale. Il concerto si sviluppa tra questi diversi rami del ‘gioco musicale’, proponendo musiche che spaziano dalle villanelle e mascherate del Cinquecento, salendo su fino al Novecento con musiche di autori quali Adriano Banchieri, Giovanni da Nola, Claudio Monteverdi, Antonio Salieri, Wolfgang Amadeus Mozart, Zoltan Kodaly e Paul Hindemith.

Mercoledì 30 agosto – ore 21

Il Signor G… uno e due

Da Gershwin… a Gaber

Nicolò Ceriani, baritono

Marco Ballaben, pianoforte

C’è qualcosa che potrebbe accomunare George Gershovitz e Giorgio Gaberscik (Gershwin e Gaber, per riconoscerli meglio) al di là delle facili e casuali analogie di nomi e cognomi? Lo scopriamo, attraverso un racconto inedito, divertito e cantato della vita del compositore russo-americano, intrecciata e commentata da alcune delle più significative canzoni del cantautore milanese-triestino. Lo spettacolo, scritto ed interpretato da Nicolò Ceriani, si avvale dell’essenziale apporto strumentale di Marco Ballaben, in un continuo scambio musicale tra il re incontrastato della musica americana del secolo scorso ed il creatore del teatro-canzone.

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