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  1. LUNEDI' 18 NOVEMBRE 2019 - Delusione per essere andati vicini all'impresa, puntando anche il dito verso qualcuno: Eugenio Dalmasson non le manda a dire in sala stampa, al termine della battaglia di 45 minuti contro la capolista Segafredo: «Abbiamo disputato i primi 20 minuti di grande qualità. Nel parziale successivo abbiamo subito il break della Virtus ma proprio in quel frangente abbiamo mostrato uno dei momenti migliori perchè siamo stati in grado di reagire subito, chiudendo il quarto in vantaggio».Al coach viene chiesto qualche commento sui singoli. Elmore, responsabilizzato dall'assenza di Fernandez, ha risposto positivamente. «Nei primi 20 minuti straordinario ma mancano i secondi venti». Strautins, poco utilizzato, stava per caso male? «Stava benissimo». L'assenza del Lobito ha comportato una rivoluzione nelle rotazioni, con Cavaliero a portare spesso palla. «Quando ci sono situazioni del genere bisogna percorrere strade diverse dal solito. Anche Daniele ha disputato ottimi 20 minuti, tenendo bene finchè ha retto la lucidità».Osserva Dalmasson: «Come era già accaduto a Pistoia e l'altra settimana contro Brindisi non siamo riusciti a spuntarla nei finali punto a punto». Il motivo? «Devo ancora capire alcuni di questi giocatori, se ci sono limiti per disabitudine o perchè proprio oltre non si riesce ad andare». Inevitabile una domanda sulla rimessa buttata alle ortiche da Jones che ha vanificato il possesso sul +5 a meno di due minuti dalla fine. «Un delitto. Semplicemente un delitto. E parliamo di uno dei giocatori più esperti».Sasha Djordjevic rende omaggio alla partita di Trieste. «Sono sincero - attacca il coach della Virtus - ha giocato un'ottima partita e se fosse riuscita a portarla a casa avrebbe meritato la vittoria. Hanno giocato una prima parte di gara straordinaria nella quale hanno messo grande energia e accuratezza nei passaggi sfruttando al meglio le nostre difficoltà. Il nostro primo tempo non è stato all'altezza, dieci palle perse per il nostro modo di giocare è qualcosa di inaccettabile».La reazione, come già nella parte finale di Eurocup in Israele, è arrivata nella seconda parte di gara. «A dimostrazione che non siamo stanchi - continua Djordjevic - abbiamo limitato il numero di palle perse, abbiamo cominciato ad avere più pazienza in attacco trovando migliori soluzioni di tiro e questo ci ha permesso di costruire quel parziale che ci ha riportato in partita».Bene Teodosic ma, nell'economia di una partita così tirata, non solo lui. «Credo che siamo stati bravi a non appoggiarci solo alle giocate di Milos, tanti giocatori ci hanno dato quelle piccole cose che alla fine hanno fatto la differenza». - Il Piccolo odierno, parlando della gara rinviata tra Imolese e Triestina, apre un caso: sono le 14.20, splende il sole, il manto erboso intravisto dalla recinzione sembra in buone condizioni. Loro non sanno, vista l'età, che in una mattinata di riunioni in Comune e annesso tantam dei social, si è deciso che la partita non si giocherà. È la storia del rinvio di un match di calcio certamente per un'emergenza idrogeologica ma anche per gli eccessi di burocrazia del Belpaese. Su Imola diluvia da due giorni, come in gran parte d'Italia, il torrente Santerno che attraversa la cittadina romagnola è ingrossato e l'acqua lambisce (ma non li supera) gli argini. Un sottopasso, proprio sotto il rettilineo dell'autodromo Enzo e Dino Ferrari, è impraticabile. È una delle vie d'accesso allo stadio, ma non l'unica. Evidentemente il piano della viabilità e le norme di sicurezza sono minate. Da qui la decisione del Comune di un niet all'evento. La decisione arriva verso le 11.30 quando il sole comincia a fare capolino. Alle 14 il Santerno scorre innocuo, il sottopasso è svuotato dall'acqua: transito interdetto ma ci passano le biciclette. Non si poteva provare a rinviare il match di un paio d'ore? Già, e poi chi se ne assumeva la responsabilità? L'amministratore pubblico e le forze dell'ordine hanno certamente applicato la legge con grande diligenza. La Triestina si è accollata una trasferta inutile da tremila euro e anche alcuni impavidi tifosi. Con un po' di saggio e antico buon senso le cose sarebbero andate diversamente.
  2. DOMENICA 17 NOVEMBRE 2019 - Un sabato da incorniciare, quello che ci siamo lasciati alle spalle: Pallamano Trieste e Pallanuoto Trieste maschile trovano le imprese rispettivamente con Cassano Magnago e Ortigia Siracusa. E se per la waterpolo è un inizio di campionato di altissimo livello, per l'handball la vittoria di ieri è la seconda di una stagione iniziata con una marea di difficoltà. Per Andrea Carpanese è senza dubbi è la gioia più bella della sua giovane carriera da allenatore: “Dedico questa vittoria a mio papà e al mio collega Giorgio che mi ha sempre supportato psicologicamente in questi momenti difficili. È risultato che premia tutti i ragazzi U16 e U18 che vengono all’allenamento, è la vittoria di un ragazzo di 17 anni come Valdemarin che è stato protagonista in attacco, ma è anche quella di Zoppetti che ha parato un rigore e di tutti quelli che hanno lavorato duro per questo risultato. Dovevamo fare la partita perfetta, ci siamo andati molto vicino”. - Oggi pomeriggio Triestina a Imola (ore 15), Pallacanestro Trieste invece contro la capolista Virtus Segafredo Bologna con il dubbio Juan Fernandez, alle prese con un lieve stiramento della muscolatura della schiena: tutto da valutare il suo utilizzo contro la squadra di Sasha Djordjevic
  3. SABATO 16 NOVEMBRE 2019 - L'Alabarda lancia la sfida. Questa sera, palasport di Chiarbola dalle 18.30, la formazione di Carpanese tenta l'assalto al Cassano Magnago per sovvertire un pronostico che appare chiuso in partenza e dare una scossa alla sua classifica. Come scrive oggi Lorenzo Gatto, sulla carta è un testa coda che non dovrebbe lasciare scampo: Trieste, reduce da un inizio di stagione in salita, non ha ancora trovato una condizione sufficiente per mettere in difficoltà l'avversaria. Analisi logica che non tiene conto del carattere e della voglia di reazione di un gruppo che già sabato scorso ad Appiano ha dimostrato di voler invertire la tendenza.«Non vogliamo sentirci battuti in partenza - sottolinea il ds Giorgio Oveglia -: sono convinto che con l'aiuto del nostro pubblico possiamo giocarci le nostre carte fino in fondo. Chiarbola è sempre stato per noi un punto di riferimento imprescindibile, riempirlo per dare la carica ai ragazzi può essere un fattore importante per gettare il cuore oltre l'ostacolo. Un palazzetto pieno può essere un segnale per i ragazzi ma anche per la società che continua a sopravvivere senza quella solidità economica indispensabile per riuscire a guardare al futuro con quel pizzico di ottimismo in più».Nona giornata che in coda propone sfide interessanti. Su tutte lo scontro diretto che a Fasano opporrà i padroni di casa dello Junior al Gaeta. Detto che almeno una delle due dirette rivali di Trieste muoverà la sua classifica, la trasferta di Appiano a Conversano e il testa a testa tra Fondi e Bolzano non dovrebbero riservare brutte sorprese all'Alabarda. Tutto da seguire e decisamente aperto nel pronostico il match in progranna a Cologne tra il Metelli e il Bressanone - Interrompere la dittatura bianconera e costringere la Virtus Bologna al primo stop stagionale in campionato. Trieste sogna l'impresa e prepara la sfida alla Segafredo in programma domani alle 18 sul parquet dell'Allianz Dome. Recuperato Fernandez, fermo un paio di giorni per risolvere il problema alla caviglia che lo ha condizionato contro Brindisi, la formazione di Dalmasson arriva al gran completo al match contro la capolista. Impressionante il ruolino di marcia della formazione bolognese. Otto vittorie consecutive in campionato, sei su sette in Eurocup per un primato che non conosce avversari. Le ultime uscite hanno mostrato una Virtus con il fiato un po' corto: il successo di domenica scorsa contro Treviso è arrivato in volata, quello di mercoledì in Israele contro il Maccabi Rishon al termine di una rimonta che ha visto Bologna risalire dal meno 17. Occhi puntati su Teodosic ma è il collettivo il vero punto di forza della squadra a disposizione di Sasha Djordjevic. In dubbio Kyle Weems, rientrato in settimana negli Stati Uniti per partecipare ai funerali del padre. Oggi intanto sarà una mattinata di confronto non solo sportivo quello in programma alle 10 nella palestra di Via Locchi. Incontro aperto a tutti, organizzato per raccontare il percorso di scrittura creativa sviluppato all'interno della Casa Circondariale di Trieste: sotto la guida di Giuliano Caputi e Lucia Vazzoler, con la supervisione di Pino Roveredo, sono nate scritture di vario tipo. Stefano Attruia e Daniele Cavaliero porteranno la loro testimonianza di fronte ai ragazzi delle giovanili di Pallacanestro Trieste, Futurosa, Servolana, Barcolana e Interclub. - Archiviata la parentesi di Coppa Italia, nella quale l'Unione almeno ha ripreso confidenza con il successo, la Triestina ora si rituffa in campionato per cercare di invertire la rotta dopo le pesanti sconfitte con Feralpi e Vicenza. Domani l'Unione gioca sul terreno dell'Imolese (inizio ore 15, arbitra Paterna di Teramo), una trasferta ben più ostica di quanto non dica la classifica. È vero infatti che la matricola terribile dello scorso anno è solo un lontano ricordo e l'Imolese ha iniziato in modo disastroso finendo in fondo alla graduatoria, però ultimamente ha mostrato netti segnali di ripresa: non solo è reduce da quattro risultati utili consecutivi, ma nelle ultime due uscite casalinghe ha battuto il Carpi e pareggiato con il Sudtirol. Proibito quindi sottovalutare una formazione che sotto la guida di Atzori (subentrato a fine settembre a Coppitelli) si sta decisamente ritrovando, pur essendo ancora al penultimo posto. La Triestina, però, più che non sottovalutare l'avversario, deve ritrovare soprattutto se stessa dopo l'ennesimo capitombolo di questo campionato da montagne russe. La compattezza persa nuovamente con Salò e Vicenza, è stata ritrovata mercoledì in Coppa Italia. Una partita, quella con la Virtus Verona, che ha dato anche segnali confortanti a Gautieri su alcuni giovani rimasti finora un po' in disparte: Matosevic è sempre stato presente nell'azione, Paulinho e Steffè hanno fatto una discreta partita in mezzo al campo, ma soprattutto si è potuto apprezzare un Ermacora fisico e attivo sulla fascia sinistra della difesa. E non è detto che questa non sia una buona soluzione anche per il campionato. Se Frascatore è ancora acciaccato (non è stato nemmeno convocato nella partita di Coppa Italia) e Scrugli non sta attraversando un momento brillante, Gautieri potrebbe anche optare per Formiconi nel suo ruolo naturale a destra e il giovane Ermacora a sinistra. Senza dimenticare che ultimamente lo stesso Steffè è stato impiegato come terzino. Per il resto, a parte la coppia difensiva centrale Lambrughi-Malomo, dalla cintola in su il tecnico sceglierà chi vedrà meglio in questi due giorni di allenamento, facendo un mix tra chi ha giocato poco o niente contro la Virtus e chi ha recuperato bene da mercoledì. Saranno quindi rispolverati Giorico e Maracchi, mentre fra i quattro davanti è un vero rebus. L'obiettivo, comunque, è la vittoria. Anche perché attualmente l'Unione è decima, sulla soglia dei play-off, e scivolarne fuori non sarebbe cosa buona.
  4. Sì. Ieri sera sospesa una partita di serie D (poi spostata in via Locchi). Vedremo nelle prossime ore
  5. VENERDI' 15 NOVEMBRE 2019 -Bella intervista quest'oggi sul Piccolo di Lorenzo Gatto a Daniele Cavaliero: la guardia triestina si racconta dopo l'esordio in serie A di quasi 19 anni fa. È il 18 novembre del 2000, l'allora Telit gioca in casa contro la Scavolini Pesaro. Daniele Cavaliero entra in prima squadra complice l'infortunio al ginocchio che blocca capitan Laezza. C'è bisogno di un cambio per Scoonie Penn, Luca Banchi non ha dubbi e se lo porta in panchina. «Secondo quarto, siamo sotto di sette - ricorda Cavaliero - e io in panchina scherzo col massaggiatore Bussani. Banchi si gira e urla il mio nome. Mi alzo come in trance, vado sul cubo del cambio e con le ginocchia che tremano entro al posto di Scoonie. Evito Lazic con un palleggio dietro la schiena e sento l'ooh del PalaTrieste. Avrei voluto fermarmi per gustare quel momento ma le urla di Banchi mi hanno riportato alla realtà». Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Domenica, nella sfida giocata all'Allianz Dome contro Brindisi, Daniele ha raggiunto e superato i mille assist in carriera, una carriera fatta di tante tappe che gli hanno lasciato ricordi indelebili.LE PRIME STAGIONI TRIESTINE «Sono stati anni fondamentali - ricorda Daniele - nel corso dei quali ho conosciuto quella che ancora oggi è la mia seconda famiglia. Furio Steffè, Paolo Paoli, Andrea Bussani, Mamo Sbisà e i dottori Palombella e Ubaldini. Si sono spesi per la mia crescita e a loro sarò sempre grato. Ho vissuto intensamente ogni giorno fino all'estate del 2004. Dover partire è stato un trauma: quando l'ho saputo ero a un camp con Furio (Steffè) e Silvia, la mia fidanzata di allora. Ricordo mi misi a piangere per la delusione».IL PASSAGGIO A MILANO «Le opzioni non mancavano. Potevo andare alla Virtus Bologna o a Napoli, scelsi l'Armani perchè era la sfida più difficile ma con quella volevo confrontarmi. Non avevo potuto essere la bandiera di Trieste, avrei voluto diventare quella di Milano. Al primo anno finale con la Fortitudo, persa a gara-4 con l'instant replay sulla bomba a metàcampo di Ruben Douglas ma la conoscenza di tante persone. Il più importante Mario Ceretti, ancora oggi assistente di riferimento della prima squadra. Con lui perfeziono l'arresto e tiro che è stato il marchio di fabbrica della mia carriera. Gli ultimi sei mesi del secondo anno vado in prestito a Roseto da coach Caja. Ha bisogno di un esterno per sostituire un americano, mi da fiducia e mi fa giocare più di 30' a partita. Per me, allora 21enne, una esperienza formativa culminata con la salvezza all'ultima giornata».LA FORTITUDO «Lascio Milano e arrivo a Bologna. Devo dirlo, non ero pronto per l'Eurolega. Vivo un anno difficile nel corso del quale instauro rapporti importanti con Belinelli e Fultz ma in cui faccio fatica. Primo momento difficile della carriera perchè la Fortitudo mi scarica. Chiamo a casa per sfogarmi e resto in piazzale Azzarita a pensare. Qualche ora dopo, mentre su un muretto sono fermo a ragionare sul mio futuro, vedo arrivare la macchina di mio papà. Quando ringrazio la mia famiglia per essermi stata sempre vicina penso a momenti come questi».IL RISCATTO «Un anno importante il successivo ad Avellino. La bravura e le idee di Boniciolli e Zorzi ci portano a vincere coppa Italia e a centrare le semifinali scudetto. Lascia Matteo e vado via anche io, tentato dal progetto Montegranaro. Lì ho conosciuto la bellezza della provincia e il valore di persone di cuore con cui ho instaurato un rapporto vero. La prima stagione non va come avrei voluto, la seconda invece è forse la migliore della mia carriera. Devo molto a Giustino Danesi, preparatore, professionista pazzesco e grande amico che è rimasto tale anche a distanza di tanti anni».PESARO, AVELLINO E VARESE «Dopo Montegranaro, raggiungo Pesaro. Prima stagione indimenticabile, riportiamo 13mila persone al Palasport e centriamo la semifinale scudetto. Secondo anno interlocutorio prima del ritorno ad Avellino. È l'anno della delusione azzurra, della mancata convocazione per gli Europei in Slovenia. Perdo motivazioni ma a Varese, riportando una piazza storica a giocare una finale europea da capitano, ritrovo stimoli e motivazioni».IL RITORNO A CASA «Non avrei potuto scegliere un finale più bello e ancora oggi mi capita di darmi un pizzicotto per capire se è tutto vero. Essere in piccola parte protagonista del ritorno di Trieste in serie A ha significato raccogliere i frutti di tanti sacrifici e anni di lavoro e ha dato un senso a tutta la carriera. Ho ritrovato le persone con cui tutto è iniziato, ne ho conosciute altre come Uccio Cerne con cui si è instaurato un legame molto stretto, ho ammirato compagni di squadra come Fernandez e Da Ros vedendoli crescere e migliorare giorno dopo giorno. Tutto questo mi rende felice e questa felicità la porto con me ogni giorno anche in questa stagione che non è partita nel verso giusto. Ne sono convinto, le cose cominceranno a girare. Una promessa che faccio a tutti quei tifosi che, come me, hanno a cuore le sorti della Pallacanestro Trieste». - La Triestina avrà presto un'occasione di rivincita con il Vicenza. Dopo il passaggio del turno ottenuto mercoledì sera ai danni della Virtus Verona, si sapeva già che l'Unione avrebbe incrociato la squadra di Di Carlo agli ottavi di finale della Coppa Italia di serie C. Rimaneva da stabilire dove e il sorteggio svoltosi ieri nella sede della Lega Pro ha decretato che la gara si giocherà allo stadio Menti di Vicenza, mercoledì 27 novembre. L'orario è ancora da stabilire. Chi passerà il turno, incontrerà poi nei quarti di finale la vincente di Feralpisalò-Pro Patria. Si giocherà nuovamente in gara secca e se al termine dei 90 minuti il risultato sarà ancora di parità, si disputeranno i tempi supplementari e poi eventualmente ci saranno i calci di rigore. Ricordiamo che un anno fa la Triestina venne eliminata in Coppa Italia proprio dal Vicenza al Menti solo dopo i tiri dal dischetto. Un impegno dunque molto difficile per la squadra di Gautieri, ma la speranza è anche quella che il Vicenza abbia la testa altrove e punti soprattutto al campionato. Anche se ovviamente sarà proprio la Triestina a dover essere diversa rispetto a quella vista domenica scorsa contro i biancorossi, soprattutto perché la Coppa Italia è una bella occasione per riparare ai danni fatti finora in campionato: ricordiamo che chi la vince salta i primi due turni di play-off e accede direttamente alla fase nazionale. Una gara, quella col Vicenza del 27 novembre, che la Triestina dovrà affrontare senza Gautieri in panchina: il tecnico infatti è stato squalificato per una giornata dopo l'espulsione di mercoledì sera, avvenuta nell'intervallo per proteste. Salterà la gara di Vicenza anche il terzino destro Scrugli, espulso nel finale di gara per un'entrata in ritardo catalogata come "atto di violenza verso un avversario in un'azione di gioco". Queste le altre partite valevoli per gli ottavi di finale in programma mercoledì 27 novembre: Feralpisalò-Pro Patria, Juventus under 23.Pro Vercelli, Cesena-Piacenza, Siena-Teramo, Avellino-Ternana, Catanzaro-Casertana, Potenza- vincente tra Catania e Sicula Leonzio. Intanto la Triestina si rituffa in campionato dove dopo due sconfitte consecutive è chiamata a riprendere il cammino. Gli alabardati si stanno infatti preparando per la trasferta di domenica a Imola (inizio ore 15). A dirigere la gara sarà Daniele Paterna di Teramo. Lo scorso anno ha diretto la Triestina nella sconfitta interna con il Fano per 0-1 e nell'andata delle semifinali play-off, quando l'Unione pareggioò a Salò contro la Feralpi per 1-1. -
  6. GIOVEDI' 14 NOVEMBRE 2019 - Resettare il passato anche se glorioso e calarsi nel clima della battaglia. «Dobbiamo acquisire la mentalità di chi lotta per la salvezza». Parola di Eugenio Dalmasson, intervistato da Roberto Degrassi del Piccolo. La Pallacanestro Trieste riparte da qui. Dalla rabbia e dalla voglia di affrontare con diverso spirito i finali in volata. La classifica che la vede terzultima, cioè appena sopra la soglia di rischio, raccomanda un cambio di marcia. «Il campionato - osserva il tecnico biancorosso - vive una fase di assestamento. Sapevo che dopo 7-8 giornate i valori avrebbero cominciato a delinearsi, sarebbero arrivate le prime risposte. E questo significa che dobbiamo metterci nelle condizioni di chi deve pensare alla salvezza. Giocare nella massima serie è un onore ma bisogna conquistarselo, non c'è niente di scontato e acquisito. Lo spirito da battaglia lo raccomando ai nuovi arrivati ma anche a chi c'era già. Negli ultimi anni ci siamo abituati bene, abbonati alle vittorie. Ecco, resettiamo certe convinzioni. Nelle ultime giornate per tre volte abbiamo affrontato finali punto a punto. Per un certo verso è un segnale positivo, significa che ce la siamo giocata fino alla fine. Ma la sconfitta di Pistoia e quella casalinga con Brindisi raccontano anche che bisogna avere il cinismo. Pensare che se arrivi punto-a-punto non la perdi più perchè puoi venirne a capo. Questione di testa e abitudine. Al PalaCarrara e domenica scorsa siamo stati mosci nel finale per quel genere di partite. Aver vinto contro Brescia però fa capire che disponiamo anche di qualità». Su Elmore e Justice: «Jon e Kodi sono due giocatori sui 12 che ho a disposizione. Non dipendiamo da loro ma ci servono. Lo staff tecnico cerca di aiutarli, chiedo ai tifosi di incoraggiarli in modo che avvertano la fiducia. Poi, ovviamente, dipende anche da loro riuscire a superare i momenti di difficoltà. Nell'economia della squadra servono. Avevo già previsto di far esordire Elmore nello starting five contro Brindisi indipendentemente dall'infortunio di Fernandez (scavigliatosi nell'allenamento di sabato, ha giocato stringendo i denti ed è rimasto fermo nei primi giorni della ripresa degli allenamenti, ndr) e nel primo tempo ha fatto bene, calando poi». Sulla partita di domenica contro Bologna: «Ci sono tanti motivi per disputare una gara così al massimo. Dovremo andare al di sopra delle nostre possibilità, consapevoli che affrontare campioni come Teodosic o Markovic rappresenta un onore. Ci sarà grande pubblico e abbiamo l'opportunità di far vedere a tutti chi siamo veramente, senza avvertire la pressione di chi si trova di fronte una squadra imbattuta. Prima nel campionato italiano, bene nell'Eurocup, il sistema di gioco delle Vu nere è forte, c'è entusiasmo e si è tornati a pensare in grande ma ricordiamoci che la Virtus sta costruendo dopo essere rimasta fuori dai play-off per due anni di fila. Noi, ai play-off, invece c'eravamo». - Massimo risultato col minimo sforzo per la Triestina, vittoriosa 1-0 in Coppa Italia contro la Virtus Verona. Partita decisamente movimentata per Carmine Gautieri, che al di là della soddisfazione per la vittoria, si è visto espellere dall'arbitro nell'intervallo. Il perché nel secondo tempo sia rimasto in tribuna, lo spiega lo stesso tecnico: «Alla fine del primo tempo su una punizione avversaria, l'assistente aveva detto all'arbitro che era finita, ma quest'ultimo ha fatto battere lo stesso. Gli ho solo detto che doveva fischiare il termine del tempo, perché se prendiamo gol è una situazione difficile da spiegare. E lui mi ha detto di rimanere fuori. Indipendentemente da questo, serve maggior collaborazione e tranquillità da parte di tutti: del resto a Coverciano ci chiamano per avere un dialogo, e un arbitro molto preparato come quello di oggi deve anche capire quando un allenatore è sotto tensione e usare il buon senso. Comunque accetto la decisione, mi scuso con lui se ho sbagliato, ma come sempre sono stato molto educato». Al di là dell'espulsione, rimane la soddisfazione per la qualificazione: «Devo dire che dopo la sconfitta con il Vicenza mi aspettavo una reazione - afferma Gautieri - e soprattutto una prova di compattezza. Non era semplice, anche perché abbiamo cambiato 4-5 giocatori e sapevamo che loro sono in un buon momento. La compattezza l'abbiamo mantenuta, in parte siamo stati ordinati e qualcosa abbiamo creato, anche se bisognava essere più cattivi negli ultimi metri. Analizzando tutta la partita, comunque, va detto che loro ci hanno impensierito solo negli ultimi minuti quando siamo rimasti in dieci. Sono molto contento di Ermacora che a mio avviso si è fatto trovare pronto». E adesso si va avanti per una Coppa Italia che può essere un traguardo utile anche in ottica campionato: «È una competizione a cui teniamo tantissimo, perché se hai la fortuna di arrivare fino in fondo, puoi trovarti in una situazione interessante. E poi io dico ai ragazzi che anche ogni allenamento è una competizione da vincere, perché alleni anche la voglia di fare risultato»
  7. MERCOLEDI' 13 NOVEMBRE 2019 - Una buona occasione: la Triestina ritorna subito in campo per dimenticare i fantasmi del disastroso derby con il Vicenza. Stavolta è di scena la Coppa Italia di serie C, per la precisione i sedicesimi di finale, e oggi al Rocco arriva la Virtus Verona (inizio ore 17, arbitra De Tommaso di Rimini). Come scrive Antonello Rodio oggi, messe un attimo nel cassetto le delusioni del campionato, l'Unione si getta dunque nell'arena di una competizione che gli alabardati non possono assolutamente permettersi di snobbare, vista l'attuale situazione di classifica in campionato, che li vede al decimo posto. Se la scorsa stagione la Coppa Italia poteva essere vista come un intralcio in mezzo alla lotta per il vertice in campionato, stavolta la manifestazione a eliminazione diretta va presa più sul serio.Non dimentichiamo che un'eventuale vittoria finale, oltre al prestigio per l'albo d'oro, sarebbe utilissima anche in chiave play-off: vincere la Coppa Italia, infatti, è come arrivare terzi in campionato. Quindi si salterebbero i primi due turni di play-off, quelli che si giocano nell'ambito del proprio girone, per accedere direttamente alla fase nazionale, in pratica gli ottavi di finale.Certo, vincere la manifestazione non è affatto semplice: in caso di successo odierno, la Triestina negli ottavi di finale giocherebbe il 27 novembre a Vicenza, giusto per capire le difficoltà dell'impresa. Ma è anche probabile che andando avanti. molte formazioni di vertice avrebbero più la testa sul campionato, non dando il 100% in Coppa.Ma intanto c'è da superare il turno odierno, e per la Triestina di questo periodo non è affatto una cosa scontata. Anche perché di fronte c'è una Virtus Verona che in campionato è addirittura settima, con ben 4 punti in più dell'Unione, anche se forse oggi schiererà soprattutto le seconde linee. Cosa che la Triestina non può permettersi del tutto, se vuole provare a vincere. Gautieri opterà presumibilmente per un mix fra giocatori che ultimamente hanno giocato poco e titolari. La sensazione è che si darà spazio soprattutto a chi domenica contro il Vicenza ha avuto poco minutaggio, ovvero i vari Mensah, Procaccio, Granoche e Steffè, e anche a chi non ha giocato affatto, come Paulinho e almeno uno fra Codromaz e Cernuto. Inoltre c'è un'emergenza terzini perché Frascatore è ancora out e non è nemmeno convocato. Se si vuol fare riposare qualcuno tra Formiconi e Scrugli, si ricorrerà forse a Ermacora, ma non va esclusa una riproposizione in quel ruolo di Steffè o lo spostamento di qualche centrale.Al di là dell'undici di partenza, comunque, è ovvio che è l'atteggiamento a dover essere diverso rispetto al Vicenza: senza fame, grinta e agonismo, non si passa nemmeno il turno di coppa. Si gioca in gara secca, in caso di parità si disputeranno due tempi supplementari e poi eventualmente ci saranno i calci di rigore. Ricordiamo che la Tribuna Colaussi resterà chiusa. Disponibili biglietti in Curva a 5 euro e in Tribuna Pasinati a 10. I tagliandi si possono acquistare stamane in sede societaria dalle 9 alle 13 e al Centro di coordinamento con orario 9-12. Le biglietterie del Rocco operative dalle 15. - «Per una volta, cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno».Alex Pernic, pivot dell'Alabarda, descrive così le sensazioni in casa Pallamano Trieste dopo il pareggio strappato ad Appiano. Un punto che consente alla formazione di Carpanese di muovere la classifica e abbandonare l'ultimo posto in classifica alla vigilia di un finale di girone d'andata che proporrà ai biancorossi un autentico tour de force.Era importante dare un segnale al campionato e alla società: dopo un primo tempo in salita la squadra ha saputo reagire sfiorando il successo in un finale di partita caotico. «Il bicchiere diventa mezzo vuoto se pensiamo che, davvero, potevamo impadronirci dell'intera posta - continua Pernic - Abbiamo reagito a un brutto primo tempo con carattere, purtroppo nel momento decisivo ci è mancata la lucidità per fare le cose giuste. Non è la prima volta, dobbiamo crescere in questo senso ma ripeto vogliamo guardare gli aspetti positivi del punto strappato ad Appiano e ripartire da quel pareggio prezioso».Cassano Magnago, Bressanone, Siena, Bolzano e Pressano le partite che condurranno l'Alabarda alla seconda parte della stagione. Si parte sabato alle 18.30 contro il Cassano Magnago, seconda forza del campionato e formazione che nelle ultime stagioni è diventata una sorta di bestia nera per Visintin e compagni.A proposito di Marco, continua il lavoro del capitano che sta stringendo i tempi per tornare a disposizione nel più breve tempo possibile.Il lungo stop gli ha consentito di risolvere i problemi alla schiena, il lavoro di potenziamento muscolare e di rieducazione posturale dovrebbe garantirgli quella stabilità sufficiente per tornare in campo.Tecnicamente Visintin potrebbe rientrare tra circa un mese nella trasferta di Bolzano e giocare le ultime due gare del girone d'andata, più probabile invece vederlo tornare a metà gennaio per la ripresa del campionato con il primo turno del girone di ritorno in programma al Palasport di Chiarbola contro Gaeta
  8. MARTEDI' 12 NOVEMBRE 2019 - La sconfitta contro Brindisi lascia alla Pallacanestro Trieste una scomoda conseguenza: come scrive infatti Roberto Degrassi, la formazione di Eugenio Dalmasson da domenica sera è sola a precedere, con 4 punti in classifica, Pistoia e Pesaro, le squadre che attualmente occupano i posti che valgono la retrocessione. L'ultimo turno ha visto l'allungo di Cremona e nella prossima giornata il calendario combina due match - Pistoia-Cantù e Roma-Pesaro - che potrebbero dare un assist a chi adesso arranca sul fondo. In sostanza, Virtus Bologna o no, la PallTrieste ha bisogno di tornare a fare punti in fretta per riuscire a tenere sempre a debita distanza chi insegue e mantenere la serenità.Certo, per arrivarci, i biancorossi devono ritrovare tutti. Nella domenica in cui il buon Cooke tra punti e rimbalzi non fa rimpiangere Mosley e risulta abbondantemente il Mvp di casa, latitano ancora Elmore e stavolta soprattutto Justice. I 15 minuti scarsi di impiego di quella che dovrebbe essere la guardia titolare raccontano del momento che sta attraversando Justice. Meno due di valutazione, 1 su 7 dal campo, poca personalità. L'altra faccia della medaglia sono i quasi 25 minuti di Daniele Cavaliero che a quasi 36 anni deve sopperire da play alle incertezze altrui, spremersi in difesa e essere uno dei terminali più affidabili da tre punti. Per carità, il buon Daniele non si tira mai indietro ma la squadra pensata in estate doveva avere altri equilibri. Un Fernandez non al meglio e gravato di falli - rimasto sul parquet appena 15 minuti - ha fatto risaltare il disagio di Elmore che se l'è cavata meglio di Justice ma il 2 su 11 al tiro fa capire che c'è ancora tanto da lavorare. Margini per intervenire sul mercato non ci sono, quindi l'unica possibilità - a meno di colpi di scena - è fare in modo che i due si calino sempre più all'interno del gruppo. Lavoro in più per staff tecnico e compagni ma alternative non se ne vedono e non si può pensare che il 6+6 di inizio torneo diventi stabilmente una sorta di 4+6... - Due sconfitte secche con sei reti sul groppone in meno di una settimana sarebbero segnali da allarme rosso. Lo scrive quest'oggi Ciro Esposito, con il condizionale è d'obbligo perchè la Triestina di quest'anno vive in emergenza praticamente da inizio campionato. Due sconfitte contro due avversarie di alto livello come la Feralpisalò e la capolista Vicenza ci possono anche stare. Sul piano emotivo le due battute d'arresto (che si sommano alle altre quattro) sono devastanti perché la società si era prefissa un obiettivo (la prima piazza) da tempo di fatto irraggiungibile e i tifosi ci hanno creduto. Con questo anche il gruppo alabardato non può non fare i conti e in campo talvolta si percepisce l'imbarazzo che si trasforma in frenesia o apatia. Entrambe cattive consigliere.Sul piano razionale ci sono delle cause che hanno contribuito al fatto che la Triestina (a tre mesi dall'inizio della stagione) non abbia un'identità tecnica, tattica e caratteriale che si esprime con continuità nel corso di una gara o in una sequenza di partite. La squadra impostata sull'assetto che nella seconda parte della scorsa stagione aveva fatto benissimo non ha trovato finora il rendimento atteso da molti dei giocatori nuovi e vecchi. Questo non significa che siano diventati dei brocchi. La stessa difesa, una delle migliori, è diventata un colabrodo. Frascatore e Lambrughi hanno avuto dei problemi fisici e Scrugli non ha mai entusiasmato. Ma il problema è che il reparto arretrato non ha carretteristiche di contenimento (su palle inattive e forcing avversario) se non è supportato dal centrocampo, dagli esterni e anche dalle punte. Insomma, con un "difensore aggiunto" in meno come Coletti, con l'incapacità di fare pressing alto (cosa che non si è vista nelle ultime due partite), con un ritmo nella fase d'attacco poco intenso, quelli dietro fanno fatica sugli avversari (non sempre Offredi è stato impeccabile e dialoga poco con in compagni in campo) e le reti arrivano in sequenza. Maracchi e Steffè (peraltro poco impiegato)sono molto al di sotto del loro standard, così come Procaccio e anche Gatto. Mensah non è stato impiegato con continuità mentre Ferretti ha deliziato con qualche spunto ma nulla di più. Del resto la mancanza di costruzione di una continuità è anche figlia di tre guide tecniche che si sono susseguite in tre mesi. Quando i tecnici hanno più o meno tenuto in campo gli stessi uomini l'Unione ha vinto. A parte il partitone con il Padova, la Triestina è riuscita almeno a vincere con le squadre di medio-bassa classifica. Sì perché ci sono anche gli avversari più strutturati che evidentemente in questo girone sono più attrezzati complessivamente dell'Unione rispetto ai competitor della scorsa stagione. La situazione, specie per l'incapacità di reazione del gruppo nei momenti difficili, è molto delicata. Ma non è una situazione nuova nelle vicende calcistiche. È successo di recente alla Ternana, era successo due anni fa al Pordenone (reduce da un'eliminazione alle finali play-off). Il vantaggio che può avere Gautieri è che il campionato è ancora lungo e lui è appena arrivato.La società deve mantenere lucidità e fermezza (anche con misure drastiche) e apportare (se intende) qualche ritocco (un mediano e un esterno per esempio)nel mercato di gennaio anche o soprattutto in chiave futura. Non è facile ma con umiltà, pazienza e consapevoli che la squadra non è da top ma nemmeno da buttare nonostante i suoi difetti. E consapevoli che i tifosi hanno tutte le ragioni per protestare e contestare ma che giocando con semplicità e con il cuore si possono riavvicinare. A cominciare dal match di domani in Coppa Italia. Che visti i tempi di magra deve diventare un obiettivo. -
  9. LUNEDI' 11 NOVEMBRE 2019 - «Bisogna guardarsi allo specchio e farsi un esame di coscienza, capire cosa non va e lavorare per uscirne, perché l'unica medicina che conosco per risolvere i problemi è il lavoro». Carmine Gautieri non può certo essere tenero dopo la batosta casalinga con il Vicenza e dopo quella ripresa sciagurata che ha rovinato un primo tempo tutto sommato dignitoso: «Avevamo tenuto il campo bene nel primo tempo - afferma il tecnico - poi nella ripresa dopo pochi secondi abbiamo preso un gol che non si può prendere da calcio d'inizio. C'è stata una reazione, ma poi abbiamo sbagliato tutto, perdendo le distanze e l'equilibrio. E questo ha fatto la differenza contro una squadra che è stata più brava di noi a capitalizzare le occasioni create». A fine partita c'è stata la contestazione della curva, ma Gautieri elogia i tifosi e loda la piazza: «I tifosi ci hanno incitato fino alla fine. Ho la fortuna di lavorare in un'ottima società, in una città bellissima, con uno stadio favoloso e una tifoseria spettacolare: penso che sia io che i giocatori dobbiamo capirlo bene, perché piazze come queste non ce ne sono, te ne rendi conto quando non ci sei più. Sono situazioni da preservare, da tenersi strette, qui c'è tutto per poter fare bene, oltre al discorso calcistico anche la civiltà. Sappiamo che in altri posti può diventare difficile anche andare al bar a bersi un caffè, qui non succede e deve essere cosi, perché la civiltà di Trieste è difficile trovarla altrove». Tornando alla partita, il tecnico spiega anche la decisione di iniziare col 4-3-3, anche se già nel primo tempo si era ritornati al 4-4-2: «La squadra in allenamento aveva fatto molto bene col 4-3-3, che in fase di non possesso diventatava 4-4-1-1. Poi, visto che eravamo in difficoltà, ci siamo messi fissi col 4-4-1-1, ma avevamo lavorato bene con entrambi i sistemi di gioco. Delle giocate buone le avevamo anche fatte, ma serve più cattiveria negli ultimi 16-18 metri per essere più incisivi». Sotto accusa, ancora una volta, la scarsa capacità di reazione della squadra, che una volta in difficoltà finisce per prendere spesso delle imbarcate: «I ragazzi devono capire che nel calcio come nella vita ci sono delle difficoltà, e a queste bisogna reagire subito. Se al minimo problema pensiamo che è finita, allora non andiamo da nessuna parte. La mia squadra sa bene che dobbiamo essere sempre equilibrati, indipendentemente dal risultato. Ma sono convinto che per le qualità morali che ha, questo gruppo può venirne fuori» - «Per pensare di battere un avversaria forte come Brindisi avremmo dovuto fare qualcosa in più».L'allenatore Eugenio Dalmasson inquadra con una battuta la sfida che ha visto Trieste arrendersi all'HappyCasa al termine di un match combattuto per 40'. Ci ha provato la sua squadra, ha stretto i denti nel momento più difficile quando, nel terzo quarto, la formazione pugliese ha toccato il massimo vantaggio poi è rientrata trovando a poco più di un minuto dalla fine un illusorio vantaggio.«In quei momenti- continua Dalmasson- si è vista l'esperienza dei nostri avversari. Sono stati bravi a fare le scelte giuste e a trovare i canestri che hanno deciso la partita. Devo dire che per quello che è stato l'andamento del match trovo lo scarto finale eccessivamente severo».Dall'altra parte della barricata, Frank Vitucci esprime soddisfazione per un successo che mantiene la sua squadra al secondo posto alle spalle della capolista Virtus Bologna. «Vittoria importante - sottolinea Vitucci - perchè ottenuta in trasferta su un campo certamente difficile. Partita dura che in alcuni frangenti ci ha visto fare un po' troppa fatica. Meglio nel secondo tempo: abbiamo migliorato le spaziature e ci siamo passati un pochino di più la palla. Questo ci ha permesso di alzare un po' le nostre percentuali e trovare con più contnuità il canestro. Alla fine, comunque, sono state le piccole cose a fare la differenza. Noi abbiamo mostrato più voglia di vincere che lucidità, alla fine è bastato per portare a casa i due punti».Sul fronte triestino applausi per Derek Cooke, dati alla mano il migliore in campo tra i biancorossi. Tredici punti segnati con un solo errore dal campo, 14 rimbalzi, un 28 di valutazione che rappresenta di gran lunga il dato migliore per la formazione di Dalmasson.«Non è bastato - sottolinea il centro americano - e questa è l'unica cosa che mi interessa. Il mio obiettivo è giocare duro per aiutare i miei compagni a vincere, resta il rammarico per non esserci riuscito. Abbiamo commesso degli errori, dovremo ragionarci su e lavorare in settimana per migliorare e crescere».Lavoro che condurrà Trieste alla sfida contro la capolista del campionato. Di fronte alla Virtus Bologna, otto vittorie consecutive in uno splendido inizio di stagione, servirà una grande prestazione. «Non guardo all'avversaria: che sia Pistoia, Brindisi o Bologna sappiamo che dobbiamo tornare in palestra a lavorare per migliorare e presentarci pronti alla prossima sfida».
  10. DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019 - «Sono convinto che manca davvero poco per fare il salto di qualità: quel poco che manca è giocare 95 minuti sempre al massimo, se lo facciamo ci toglieremo tantissime soddisfazioni». La battuta di arresto con la Feralpi non ha scalfito le convinzioni di Carmine Gautieri sulle potenzialità della Triestina, ma il tecnico alabardato (come scrive oggi Antonello Rodio) avverte che oggi contro il Vicenza servirà un atteggiamento molto diverso rispetto a Salò: «La voglia di rivincita è tanta e la battuta di arresto ci deve servire da lezione. Bisogna andare in campo con l'atteggiamento giusto, con la cattiveria necessaria, con voglia, compattezza e l'equilibrio che ci hanno contraddistinto nelle tre vittorie consecutive». Il mister spiega che proprio in questi fattori risiede la grande differenza fra i tre successi e quanto successo con la Feralpi: «Anche altre volte abbiamo sofferto, ma ci siamo compattati e aiutati l'uno con l'altro, e alla fine abbiamo portato a casa la vittoria. Lunedi invece abbiamo sbagliato l'approccio fin dai primi minuti, non deve assolutamente succedere: con il Vicenza serve una partita gagliarda, bisogna battagliare, vincere i duelli ed essere pronti a incidere su ogni situazione». Anche perché di fronte ci sarà un Vicenza che Gautieri descrive così: «Una squadra tosta che merita le prime posizioni, una compagine esperta con giocatori di categoria superiore, costruita per vincere il campionato. Hanno preso tanti giocatori, addirittura sei di loro erano capitani nelle squadre dove giocavano lo scorso anno. Ma questo non ci deve far paura, indipendentemente dall'avversario bisogna capire cosa vogliamo noi. E se vogliamo giocare alla morte, lo facciamo. Dobbiamo fare la partita perfetta, ma dipende da noi». Gautieri spiega che dopo il ko di lunedì scorso si è lavorato tanto per cercare di correggere cosa non ha funzionato contro la Feralpi: «Questa settimana abbiamo lavorato molto attraverso i video, abbiamo visto cosa abbiamo sbagliato a Salò, cose che avevamo anche preparato in settimana. Indipendentemente da vittorie o sconfitte, anche le settimane precedenti avevamo commesso sugli errori, ed è su questo che lavoriamo sempre per migliorare. E poi ovviamente ho lavorato sulla testa dei ragazzi: torno a dire che questo è un gruppo predisposto al lavoro e che come detto manca davvero poco per il definitivo salto di qualità». E se il tecnico del Vicenza Di Carlo ha detto che ritiene ancora la Triestina tra le favorite, Gautieri è pronto a ribattere: «Io sono contento che tutti dicano che noi possiamo puntare a posizioni importanti, ma la stessa cosa dico a Di Carlo per dare anche a lui un po' di pressione: ha la squadra per poter vincere il campionato. E questo lo sa bene pure lui». - A tre settimane di distanza dal successo strappato alla Germani Brescia, Trieste torna nella casa felice dell'Allianz Dome. Punto di riferimento di una squadra che, reduce dalla deludente prestazione offerta contro Pistoia, è chiamata a riscattarsi e a riprendere il suo cammino in campionato. Avversaria di turno l'HappyCasa Brindisi, formazione che occupa il secondo posto di una classifica che rimane molto corta e che sta convincendo sia in Italia che in Europa. Palla a due alle 17.30, per la formazione di Dalmasson una sfida da affrontare con la cattiveria giusta: atteggiamento e mentalità molto diverse da quelle che, al palaCarrara, sono state alla base della gara contro la OriOra. REAZIONE: In settimana si è lavorato sull'aspetto motivazionale. Il match giocato a Pistoia ha mostrato indubbie lacune tecnico-tattiche ma, fondamentalmente, ha messo in evidenza una squadra alla quale manca l'istinto di uccidere le partite. Una dote importante in un campionato equilibrato come quello di quest'anno, una qualità che Trieste deve coltivare per riuscire a centrare l'obiettivo stagionale. Contro Brindisi, avversaria di talento reduce da risultati importanti sia in Italia che in Europa, la formazione di Dalmasson deve riuscire a trovare una sua precisa identità. Perseguire i giusti equilibri sul parquet senza essere schiava di eccessive rotazioni. Un po' quello che ha fatto Brindisi nel match giocato e vinto in campionato contro la Reyer Venezia. Banks e Martin sono rimasti in campo 37 minuti, Brown 38: Vitucci non ha esitato a cavalcare l'ottima serata dei suoi alfieri trovando, alla fine di un match molto combattuto, la strada per arrivare al successo. SCELTE: Sei partite di campionato, poco più di 70 punti segnati. Trieste fatica a trovare la via del canestro. Riuscire a essere più efficaci in attacco e alzare le medie realizzative diventa un primo passaggio importante per pensare di poter portare a casa i due punti. In difesa una delle chiavi può essere la difesa su Brown, avversario capace di mettere in difficoltà la difesa triestina grazie a dinamismo e velocità. Un'idea per riuscire a limitarlo potrebbe essere l'utilizzo di Mitchell, giocatore con i piedi rapidi per tenere il giocatore. BIGLIETTI E VIABILITA': Proseguita in questi giorni, la prevendita dei tagliandi si è chiusa sabato a mezzogiorno. Oggi, dalle 15.30, riaprirà la biglietteria di via Miani 3. Per quanto riguarda la viabilità, per evitare possibili ingorghi con le macchine che lasceranno il Rocco al termine di Triestina- Vicenza, il consiglio per i tifosi è quello di arrivare con buon anticipo
  11. SABATO 9 NOVEMBRE 2019 - In viaggio per Appiano, dove alle 19 affronterà i padroni di casa della Sparer, l'Alabarda va a caccia di due punti fondamentali per la sua classifica. Scontro diretto in ottica salvezza: situazione impensabile alla vigilia per una società che proprio nell'anno del cinquantenario si trova ad affrontare la stagione più difficile della sua storia. La sconfitta di sabato scorso contro Merano e il contestuale successo degli altoatesini a Cologne hanno relegato la formazione di Carpanese all'ultimo posto della classifica. Serve un immediato riscatto, servono come l'ossigeno i due punti per tornare a respirare e affrontare con un pizzico di tranquillità in più un finale di girone d'andata che proporrà a Trieste un calendario in salita. Rispetto agli ultimi impegni, l'Alabarda ritrova il suo straniero. Dusan Fidel, infatti, ha ormai del tutto recuperato dallo strappo al polpaccio rimediato in campionato contro Cologne ed è pronto a rientrare. Il suo apporto sarà fondamentale al cospetto di un'avversaria che dopo una partenza difficile ha deciso di cambiare straniero. Agli ordini del tecnico Otto Forer è arrivato il russo Aleksandr Semikov, terzino fisicamente possente che ha esordito con sette reti trascinando la sua squadra al successo. Ma è tutta la squadra a rappresentare un ostacolo duro per una Trieste che, lo ricordava nei giorni scorsi il capitano Marco Visintin, sul campo di Appiano ha sempre fatto fatica a imporsi. In settimana squadra motivata dallo stato maggiore capitanata dal presidente Lo Duca. La socierà ha chiesto ai giocatori impegno e determinazione per uscire da una crisi che non sembra avere soluzioni. L'ottava giornata di campionato, intanto, vede le dirette avversarie dell'Alabarda impegnate in scontri diretti sulla carta proibitivi. Cologne gioca sul campo della capolista Siena, Gaeta ospita il Conversano, Fasano viaggia alla volta di un Bolzano che deve tornare a fare risultato dopo un inizio di stagione a luci e ombre, Fondi gioca al palAvis contro il Pressano. - Domani al Rocco, per uno dei derby tradizionalmente più sentiti, non solo arriva il Vicenza, ma anche il tecnico sicuramente più prestigioso dell'intera serie C, ovvero Mimmo Di Carlo, da questa stagione sulla panchina dei biancorossi, dove ha avuto una lunga militanza da calciatore e che è stato intervistato da Antonello Rodio. Di Carlo, dopo tanti anni di panchine di serie A e qualcuno in B, desta sensazione il suo ritorno in una serie C affrontata solo a inizio carriera: come mai questa scelta? «La mia scelta è stata dettata dal fatto che qui c'è una proprietà di spessore, con persone serie e con un preciso progetto di crescita da fare anno dopo anno. Il fatto poi che questa realtà si chiami Vicenza, per me era troppo stimolante e mi ha evocato tantissime emozioni».Quindi nessun peso a scendere di categoria? «Assolutamente no, è vero che ho fatto tanti anni in categorie superiori, ma il Vicenza è la mia serie A e mi sono buttato a capofitto in questa avventura. Inoltro ho ritrovato Magalini come diesse che ho avuto negli anni di Mantova. Insomma ci sono tante cose che mi hanno portato a questa decisione, soprattutto l'idea di costruire una squadra per primeggiare e crescere sempre di più». L'obiettivo è la promozione immediata? «Quest'anno credo che siamo in un gruppetto di 4-5 squadre molto simili come valori, penso al Padova, alla Triestina, al Suditirol, senza dimenticare Piacenza, Reggiana e Carpi, ognuno con le sue strade e i suoi progetti. Credo che tra queste ci si giocherà il campionato, anche se non è emersa ancora una squadra più forte delle altre».Com'è andata questa settimana con i due derby col Padova? «In campionato era più giusto il pareggio, anzi nel primo tempo abbiamo fatto più noi, poi sappiamo com'è il calcio ed è arrivato il loro gol nel finale, difficile da recuperare sul campo pesante. Poi in Coppa Italia c'è stata una reazione molto positiva, ho fatto giocare quelli che ritengo gli altri titolari e si sono fatti valere, a dimostrazione che il gruppo ha tanta voglia di essere protagonista». Ha citato ancora la Triestina fra le favorite nonostante sia molto indietro in classifica: come mai? «Ma basta vedere l'organico e cosa hanno fatto lo scorso anno, anche se ogni stagione si riparte da zero. Ma ripeto, basta guardare la rosa, lo stadio, la tifoseria, la storia, le tante motivazioni. Resta una squadra con la quale per fare risultato, soprattutto al Rocco, devi giocare al 100 per cento. Se dai il 90 per cento non esci con un successo».Si è fatto un'idea su cosa non ha funzionato finora nella Triestina? «Credo che quando si incappa inizialmente in qualche risultato negativo, poi non si accende la scintilla. Quell'avvio non ha creato l'alchimia giusta e non ha portato entusiasmo. Ma il valore della squadra è alto, mancano un po' di punti, è un dato di fatto, ma ha tutto il tempo per recuperare. Anche se spero inizi a farlo dalla partita dopo quella contro di noi».Che partita si attende domani?«Di grande spessore e intensità. La Triestina sarà arrabbiata dopo la sconfitta di Salò e ci metterà qualcosa in più per vincere, ma troverà un Vicenza che se la giocherà allo stesso modo e ribatterà colpo su colpo: noi stiamo bene, c'è entusiasmo e voglia di crescere ancora, e la sconfitta con il Padova ci deve dare una spinta ulteriore». - Lo scontro ad alta quota tra Arturs Strautins e Akil Mitchell non ha creato danni. Un colpo fortuito, una contusione alla testa che ha procurato due piccole ferite all'orecchio, una giornata di stop che non impedirà al centro biancorosso di essere regolarmente in campo domani per la sfida contro l'HappyCasa Brindisi. Con Mitchell precauzionalmente a riposo, dunque, Trieste ha continuato ieri la preparazione in vista del match che riporterà i biancorossi all'Allianz Dome a tre settimane dal match giocato e vinto contro la Germani Brescia. GLI AVVERSARI: Reduce dal successo casalingo contro Venezia e da quello in coppa contro il Besiktas, Brindisi arriva a Trieste per allungare la striscia positiva. Largo il successo europeo contro i turchi, un 84-72 che, con 16 punti segnati, ha visto protagonista Campogrande.Negli scontri diretti in campionato Vitucci in vantaggio 2-0 nel confronti di Dalmasson. SPONSOR: Nuova partnership per la Pallacanestro Trieste: si tratta di Tiare Shopping, che dalla partita casalinga con Brindisi inaugurerà una serie di eventi durante i match all'Allianz Dome. Sui profili social (Facebook e Instagram) della società verrà pubblicato un quiz per i più appassionati. I sei vincitori del quiz potranno concorrere nella gara che caratterizzerà lo show di metà tempo, che metterà in palio un montepremi di 150 Euro. BIGLIETTI: Prevendita aperta ancora in mattinata dalle 9 alle 12: solamente per questa settimana verrà richiesto pagamento esclusivamente in contanti e non sarà possibile utilizzare il POS. Domani le casse di Via Flavia 3 apriranno dalle ore 15.30, due ore prima della palla a due.
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