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  1. DOMENICA 22 MAGGIO 2022 - Nell'esplosiva cornice della Bruno Bianchi, gara1 della finale per il terzo posto scivola dalle mani della Pallanuoto Trieste che - come scrive oggi Francesco Bevilacqua - rincorre per tutta la partita la Rari Nantes Savona e pur controllandola a vista, non riesce a trovare i giusti meccanismi per il sorpasso. Cosa riuscita proprio tra queste acque in gara2 contro Brescia.La battaglia di Mompiano, combattuta solamente a metà settimana, ha evidentemente lasciato più di qualche scoria nel gruppo di Bettini che soffre la difesa alta dei liguri, apparsi comprensibilmente più freschi e capaci di riscuotere il vantaggio di qualche giorno di riposo in più fino ad espugnare il bacino triestino per 10-15.Con il successo nel primo round, la formazione di Alberto Angelini può protendere un braccio verso il biglietto per la prossima Champions League; guai però a sottovalutare Trieste che se messa all'angolo ha dato più volte dimostrazione di saper reagire in maniera adeguata.La scintilla per il podio ligure la accende Campopiano, che non aspetta un minuto per sbloccare il risultato, c'è spazio anche per Fondelli, che prima di finire anzitempo la sua gara per un'espulsione; graffia il tabellino con il 2-0. Trieste non rimane a guardare e dimezza le distanze con Buljubasic. Patchaliev non si fa pregare in superiorità numerica e Rizzo riprende la corsa del Savona con un tiro dai 5 metri che mette i biancorossi sul +3.C'è tempo per Bini poco prima della sirena: l'alabardato riceve palla da Petronio e la scarica sul secondo palo. Iocchi Gratta fa 2-5, Razzi è bravo ad accorciare in superiorità numerica ma Savona ha il piede premuto sull'acceleratore. Con un poker, firmato da Molina, Campopiano, Rocchi e Bruni, gli ospiti si portano con largo anticipo a distanza di sicurezza.La sensazione è che a Trieste serve una scossa: l'innesco può arrivare dal 4-9 di Mezzarobba che tiene vivi i suoi poco prima del cambio campo. Tanti i legni colpiti dai padroni di casa che non riescono a mantenere un ritmo pericoloso, per tutto il resto c'è Massaro: un armadio davanti alla gabbia savonese. L'unico ad avere le chiavi della porta avversaria sembra essere Inaba che dopo aver preso le misure, mette a segno una doppietta nel terzo periodo che grazie al secondo timbro di Razzi, termina con 3 reti per parte. Il 7-12 non convince Savona che prova lo strappo con il rigore realizzato da Rizzo.Inaba ha ancora qualcosa da dire ma dopo tre minuti il parziale racconta ancora +5 per i biancorossi. Si gioca molto con il cronometro: nei secondi che pattinano sull'acqua Savona trova anche il tap in del 9-15 sfruttando l'ennesima superiorità numerica in proprio favore.Rimane solamente il tempo a Mladossich per mandare la Pallanuoto Trieste in doppia cifra, ma la partita è già in soffitta.Mercoledì con inizio alle 19.30 il ritorno alla piscina Zanelli.Agli alabardati di Daniele Bettini rispetto alla prestazione casalinga di ieri sera servirà decisamente qualcosa di più. -Cinque giorni dopo la sua morte, ieri Mario Biasin è stato celebrato e ricordato all'Aami Park, lo stadio in cui era in programma il ritorno della semifinale fra il Melbourne Victory, di cui il patron della Triestina era presidente, e il Western United. Come scrive Antonello Rodio, momenti toccanti di grande commozione vissuti dai tifosi, ma soprattutto dalla famiglia Biasin presente al gran completo, con la moglie Glenda, i quattro figli di Mario e anche i nipotini. Con loro, anche Mauro Milanese, la sorella Romina e il marito, giunti giovedì scorso in Australia per stare vicino alla famiglia Biasin e per partecipare ai funerali dell'amato cugino, anche se la data delle esequie non è stata ancora comunicata. Uno striscione è stato esposto dai nipoti ("We love U nonno"), la sua fotografia a lungo è apparsa sul maxischermo e gli è stato dedicato un settore dello stadio. Per la cronaca, il Victory, dopo aver vinto l'andata in trasferta per 1-0, ha perso invece per 1-4 il match di ritorno in casa.In questo momento il lutto resta doverosamente in primo piano, ma è ovvio che non c'è molto tempo per capire come la Triestina possa andare avanti nel dopo-Biasin, dunque a breve andranno approfonditi gli scenari sul futuro della società, visto che le incombenze per l'iscrizione al prossimo campionato sono vicine. Comprensibilmente la Triestina non potrà essere in cima ai pensieri della famiglia Biasin (ricordiamo che Mario era a capo della Metricon Homes, un impero economico nel settore immobiliare, con tutte quel che ne consegue), ma appena possibile Mauro Milanese dovrà approfondire con la moglie Glenda e i quattro figli di Mario il prosieguo dell'impegno della famiglia sul fronte alabardato, almeno per quel che riguarda le incombenze più immediate. Intanto, dopo un'altra settimana di allenamenti seguita all'eliminazione play-off di Palermo, svoltasi in un mesto clima di tristezza dopo la notizia della scomparsa del patron, la Triestina ha decretato il rompete le righe per la prima squadra. Venerdì si è infatti svolta l'ultima seduta collettiva di allenamento, ma in realtà non per tutti è già l'ora della pausa. Gli infortunati non sono mai mancati nella rosa alabardata in questa stagione, e di acciaccati ce ne sono ancora parecchi: da domani per loro il lavoro finalizzato al recupero fisico continuerà con i preparatori in maniera da poter proseguire sulla via della completa riabilitazione. Poi per tutti ci sarà inizierà un'attesa mista a preoccupazione. Sia chi è ancora sotto contratto con la Triestina, sia chi spera in un eventuale rinnovo, dovrà attendere notizie sul futuro dell'Unione che potranno arrivare solo da Milanese quando tornerà dall'Australia.PLAY-OFF. Saranno Feralpisalò-Palermo e Catanzaro-Padova le semifinali play-off della serie C (andata mercoledì, ritorno domenica 29). Questo il responso dopo le gare di ritorno di ieri sera del secondo turno dei play-off nazionali. Ma il Padova ha tremato perché ha perso all'Euganeo 0-1 con la Juve U23 (Barrenechea) e solo per il successo dell'andata e per la miglior posizione in regular season ha passato il turno. Durissima anche per il Palermo, che a un quarto d'ora dalla fine si è ritrovato sotto di due reti al Barbera con l'Entella (Merkaj e Karic), prima di acciuffare il 2-2 con Soleri e Fella. Tutto semplice per il Catanzaro che ha battuto il Monopoli 1-0 con Biasci
  2. SABATO 21 MAGGIO 2022 - Senza nemmeno sporgersi troppo, dalla piscina Bianchi si vede la Champions League. Come scrive Francesco Bevilacqua su "Il Piccolo", Pallanuoto Trieste e Rari Nantes Savona sono pronte a scrivere l'ultimo capitolo della loro stagione, a sole due vittorie dal più prestigioso sogno continentale. Il sipario che si alza su gara1 della finale per il terzo posto svela le carte di due formazioni che si trovano nel posto giusto al momento giusto.Riconosciuta la superiorità (non senza asterischi) di An Brescia e Pro Recco che le hanno eliminate in semifinale, triestini e liguri saranno di fronte nella doppia, eventualmente tripla, sfida verso la Champions, affidata ai fischietti Bruno Navarra e Mirko Schiavo.Prima sirena del confronto tra alabardati e savonese alle 20.45 di questa sera davanti agli spalti che come in occasione della sfortunatissima gara2 di semifinale contro i leoni lombardi, straborderanno di tifosi, ancora una volta verso quota 900. Alcuni posti sugli spalti della piscina Bruno Bianchi sono ancora prenotabili tramite l'app iPrenota mentre la diretta streaming sarà disponibile sulla piattaforma Vimeo della società alabardata.«Siamo reduci da un ruolino di partite molto dispendiose - analizza l'allenatore alabardato Daniele Bettini due giorni dopo la prova della Mompiano contro Brescia - e per prima cosa abbiamo pensato a ricaricare le batterie e ritrovare energie».Il gruppo, che questa sera si presenterà al completo, ha svolto alcune sedute defaticanti fino a venerdì quando ha ricominciato a spingere sull'acceleratore in preparazione al confronto con i biancorossi. «Abbiamo avuto davvero poco tempo per lavorare ma ci faremo trovare pronti» ha sottolineato il tecnico alabardato di ritorno da Padova, teatro di gara3 della finale scudetto femminile tra la formazione patavina e L'Ekipe Orizzonte, squadra in cui milita la figlia Dafne, ex orchetta (la serie è attualmente sul 2-1 per le siciliane).«Certamente quello che ci attende contro il Savona sarà un confronto molto complicato, allo stesso tempo però sono convinto che dal round con il Brescia siamo usciti rafforzati. Abbiamo disputato tre gare di altissimo livello - continua Bettini - maturando la consapevolezza di potercela giocare alla pari con i campioni d'Italia in carica. Ci ha dato consapevolezza. Siamo cresciuti in termini di esperienza e di fiducia nei nostri mezzi. Il Savona è forte, senza dubbio, ma abbiamo negli occhi l'obiettivo della Champions League, ci teniamo davvero tanto e cercheremo di raggiungere il palcoscenico europeo a tutti i costi».Non c'è solamente il Savona a sbarrare la strada dei triestini, che oltre a doversi misurare contro la caratura tecnica della formazione di Alberto Angelini per il quale Bettini non ha mai nascosto la sua profonda stima, dovranno fare i conti con una tradizione di bestia nera.Nei tre precedenti tra campionato e coppa Italia, la Pallanuoto Trieste ha collezionato infatti un pareggio e due sconfitte, risultato che fa di Savona il tabù della squadra griffata Samer & Co. Shipping, capace sempre di raggiungere la doppia cifra.Infine per quanto riguarda la lotta per il tricolore, a Punta Sant'Anna verrà inaugurata l'ennesima stagione della serie esclusiva che ormai da un decennio assegna lo scudetto (Pro Recco-Brescia comincerà alle 18). - Si riaccendono le luci dell'Allianz Dome: riprendono lunedì, infatti, gli allenamenti della Pallacanestro Trieste che, agli ordini di Marco Legovich, ritroverà in palestra la pattuglia italiana rimasta in città dopo la fine del campionato.Come scrive oggi Lorenzo Gatto, ultime fatiche di questa stagione prima del rompete le righe e l'inizio del lavoro estivo che servirà a costruire la squadra da schierare nel prossimo campionato.Da sistemare la casella dell'allenatore dopo l'uscita dall'uno più uno firmato lo scorso anno con Franco Ciani. Il primo nodo da sciogliere sarà la scelta di colui il quale siederà sulla panchina biancorossa, a cascata arriveranno poi le eventuali conferme dei reduci di questa stagione e le operazioni di mercato per completare il roster.In palestra, oltre agli italiani, potrebbe fare capolino anche Konate che ha ritardato il rientro a casa e a metà della scorsa settimana era ancora in città. Non ci saranno, invece, i giovani Longo e Fantoma che sempre lunedì, alle 18, giocheranno al Dome la gara d'andata dello spareggio contro Casale Monferrato valido per l'accesso alle finali nazionali di categoria.Nel frattempo i play-off scudetto hanno promosso le prime semifinaliste, con Segafredo Bologna e Armani Milano che hanno agevolmente superato il turno chiudendo senza sconfitte le serie contro Unahotels Reggio Emilia e Carpegna Pesaro. La Virtus ha confermato il doppio successo casalingo passando anche alla Vitifrigo Arena: vittoria preziosa perchè ottenuta lasciando a riposo Teodosic e Shengelia e perchè regala alla formazione di Scariolo giorni di scarico preziosi in attesa dell'inizio della semifinale contro la vincente della serie tra Bertram Tortona e Umana Venezia. Serie che, dopo il successo in gara-tre al Taliercio della formazione di coach Ramondino, sembra essere tornata nelle mani dei piemontesi. Venezia ha confermato in quaranta minuti tutte le difficoltà di una stagione caratterizzata da troppi alti e bassi. Dall'altra parte del tabellone Milano a valanga su Reggio Emilia. Metabolizzate le difficoltà di gara-uno, l'Armani ha schiacciato il piede sull'acceleratore non lasciando alla formazione di Caja nessuna chance di competere. Olimpia in attesa del recupero di Melli e dell'avversaria che affronterà in semifinale.Ieri sera al palaSerradimigni la gara-3 tra Banco di Sardegna Sassari- Germani Brescia si conclude 98-68.
  3. VENERDI' 20 MAGGIO 2022 - Pallacanestro Trieste e Franco Ciani verso la risoluzione contrattuale: lo scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo". Nei giorni scorsi, infatti, la società ha comunicato al tecnico friulano la volontà di non restare nell'uno più uno firmato all'inizio della scorsa stagione esercitando la clausola di uscita prevista nell'accordo entro lunedì 23 maggio, a quindici giorni dalla fine del campionato. Ufficialmente una decisione che non compromette il rapporto tra le parti e che, vale per Ciani così come per i giocatori che hanno concluso la stagione, va inquadrato nella volontà da parte della società di non prendere impegni per il futuro senza una adeguata copertura. Margini per trattare, dunque, una volta fatta chiarezza sull'ingresso dei nuovi soci e su quello che sarà il budget in vista della prossima stagione potrebbero esserci ma la sensazione, stando ai rumors raccolti, è che la Pallacanestro Trieste abbia comunque deciso di voltare pagina. Ipotesi tutta da verificare così come da valutare, nel caso in cui Ciani fosse effettivamente ai saluti, chi potrà essere il nuovo tecnico al quale affidare la panchina biancorossa. Nelle scorse settimane era circolato il nome di Gianmarco Pozzecco, ipotesi però immediatamente scartata perchè il Poz sta bene a Milano ma soprattutto perchè il nome di Gianmarco, in queste ore, viene accreditato come quello del possibile successore di Meo Sacchetti alla guida della nazionale italiana. Per il resto ci si affida alle ipotesi al termine di una stagione che ha comunque liberato sulla piazza più di qualche allenatore d'esperienza. Di certo c'è che in caso di necessità, visto l'appeal di una piazza appetita come quella triestina, la società non dovrebbe faticare a convincere il profilo individuato. Nel frattempo, con gli stranieri che hanno già fatto ritorno a casa, dalla prossima settimana i giocatori italiani rimasti a Trieste torneranno in palestra per gli ultimi allenamenti della stagione - Sul campo è stata la più bella sorpresa della stagione alabardata, ma il ventunenne Nicolas Galazzi ha dimostrato di esserlo anche fuori dal terreno di gioco. Purtroppo, come era pressoché scontato, con la chiusura del suo prestito il giocatore tornerà al Venezia, società che l'ha mandato in questa stagione a Trieste a farsi le ossa in serie C. Come scrive Antonello Rodio, del resto la retrocessione in serie B dei lagunari ha tolto qualsiasi dubbio: Galazzi servirà quasi certamente a loro fra i cadetti. Ma per un calciatore c'è modo e modo di salutare una squadra e una città, anche se l'esperienza insieme è durata appena un anno. C'è chi sparisce dai radar senza colpo ferire, nel silenzio o nell'indifferenza assoluta, invece Galazzi si è dimostrato grande anche in questo, salutando con un lungo post su instagram nel quale ha ringraziato Trieste e la Triestina. Partendo innanzitutto da un'analisi non banale dell'annata alabardata: «È arrivato il momento dei saluti - esordisce il giocatore nel post - è stato un anno con tante cose positive ma purtroppo anche negative. Ci siamo complicati le cose da soli ma sicuramente non ci siamo mai tirati indietro contro ogni avversità che si è presentata nel nostro percorso fino all'ultima partita. Ci abbiamo sempre creduto e anzi dopo la fine del campionato ci siamo ancor di più uniti e tutti avevamo in testa un solo obiettivo, vincere». Poi Galazzi passa a raccontare la sua esperienza personale a Trieste. I tifosi l'hanno apprezzato, tanto che i club gli hanno assegnato il premio di alabardato dell'anno. E infatti soprattutto i suoi primi mesi sono stati spettacolari per qualità, giocate di classe e pericolosità offensiva. E i numeri non mentono, visto che nonostante le otto partite perse per la frattura del radio del braccio destro, ha chiuso con uno score di 4 reti e 7 assist. Al rientro dall'infortunio non è tornato a quella brillantezza iniziale, penalizzato anche dal dover talvolta giocare terzino, ma la sua classe è rimasta sempre preziosa per l'Unione. Ma da quanto scrive, anche lui ha apprezzato la piazza, il Rocco e il calore dei tifosi: «Questa esperienza è stata fondamentale per la mia crescita - ha scritto Galazzi - mi ha dato la possibilità di confrontarmi in una nuova dimensione. È stato veramente bellissimo giocare in questo stadio, con questa gente, che anche se c'è stata solo nelle ultime partite, mi ha fatto emozionare. Fin dal primo giorno, dalla prima partita ho sentito il vostro bene e io fino all'ultimo secondo ho cercato di dare tutto quello che avevo per voi e per questa maglia». Da ragazzo intelligente oltre che bravo, Galazzi non dimentica nemmeno l'ultima tragedia che ha colpito il mondo alabardato, ovvero la scomparsa di Mario Biasin. Ma lo fa con delicatezza ed eleganza, come quella che ha fatto vedere sul campo: «Insieme abbiamo lottato e non è andata di certo come volevamo - chiude Galazzi - ora si è presentato un altro ostacolo da superare, un po' più grande, ma ti auguro di superarlo e di continuare ad inseguire i palcoscenici che ti meriti. Grazie Trieste, grazie Triestina».
  4. GIOVEDÌ 19 MAGGIO 2022 - "Abbiamo portato i campioni d'Italia a gara3 e non posso che essere contento".Il tecnico della Pallanuoto Trieste Daniele Bettini esorcizza con un sorriso il rammarico per aver sentito il profumo della finale scudetto, a soli cinque metri di distanza, poi sfumata nella "bella" della Mompiano che mette in acqua Brescia e Pro Recco per la finale, e Savona-Trieste per il terzo posto; l'ultimo con il biglietto della Champions League allegato.«È un peccato per come è andata a finire perché ci siamo andati molto ma molto vicini - commenta il tecnico degli alabardati a bordo piscina - siamo partiti nuovamente con il piede sbagliato con la differenza che questa volta non siamo riusciti a recuperare lo svantaggio».È un passo, comunque in avanti, che Trieste compie nel suo percorso di crescita che quest'anno l'ha portata a varcare le porte dell'Europa: «Avevamo di fronte i campioni d'Italia e abbiamo dato tutto quello che avevamo. Abbiamo sbagliato tanto ma la strada presa è quella giusta - continua l'allenatore ligure - Ci aspettavamo un inizio così, loro sono difficili da arginare in ogni parte del campo e non possiamo dire di non averci provato. Purtroppo dovevamo dare qualcosa di più all'inizio per cercare di limitarli e rallentarli - continua nella sua analisi Bettini - Quel 9-8 a poco dalla fine in gara2? È un rammarico, non un incubo perché sono orgoglioso di quanto fatto dai ragazzi in questa stagione e in queste tre semifinali pazzesche, bellissime, tirate e sentitissime da ambo le parti. Abbiamo portato i campioni in carica in gara3, quasi buttati fuori in gara2».Anche il clima ha inciso su una partita in cui forse per la prima volta Trieste ha preso piena contezza dei suoi mezzi, all'altezza di una sfida non più impossibile.«In gara1 forse c'era maggiore spensieratezza ed è un fattore che ha influito come tanti altri. Neanche il Brescia si aspettava di arrivare con noi sino a qui e credo siano state tre partite equilibrate per il gioco espresso. Dobbiamo sempre ricordarci che il nostro è un percorso, non un salto, e in questa strada mettiamo anche questo buon risultato; ora ci prepariamo per il terzo posto e vediamo cosa succederà».
  5. MERCOLEDÌ 18 MAGGIO 2022 - È finalmente arrivato il giorno della resa dei conti tra Pallanuoto Trieste e An Brescia, chiamate a rapporto nella vasca della piscina di Mompiano per regalare al campionato di Serie A1 la seconda finalista. Come scrive oggi Francesco Bevilacqua, a partire dalle 18.30 (con diretta su Rai Sport +HD) andrà in onda l'interminabile epilogo della semifinale play-off, una data cerchiata in rosso sul calendario alabardato da diversi mesi di risultati incoraggianti e prestazioni sugli scudi.Gara1 a Trieste ed il ritorno conquistato leoni ha proposto un equilibrio inedito nella pallanuoto tricolore con i ragazzi di Daniele Bettini che proveranno in tutti i modi ad infrangere il soliloquio di lombardi e Pro Recco, da circa un decennio iscritte gelosamente alla finale scudetto di questo sport. «La delusione dopo aver perso ai rigori c'è, inutile negarlo - spiega l'allenatore, inquadrando l'ennesima partita decisiva di una squadra da record - comunque ci siamo allenati bene, con intensità e spirito».La concentrazione del tecnico si appoggia sull'aspetto mentale della preparazione: «Dobbiamo resettare. Siamo a Brescia con l'intenzione di giocarci le nostre possibilità fino all'ultimo secondo. Sappiamo bene che sarà una partita dove fisico e testa conteranno più degli aspetti tattici - aggiunge - Entrambe le squadre accuseranno un po' di fisiologica stanchezza, normale visto che ci siamo affrontati solo tre giorni fa e dovremo pensare a cambiare approccio rispetto all'esordio di gara2 (in svantaggio, poi rimontato, di 7 reti; ndr)».Nessuno stravolgimento di formazione tra le linee triestine che si presenteranno al primo sprint con gli stessi titolari che hanno cominciato alla Bianchi. La gara che assegnerà il penultimo biglietto per la Champions League e la finale scudetto contro la Pro Recco segna inevitabilmente un punto di svolta nella storia della Pallanuoto Trieste. Perché di questa partita ci sarà un "prima" e un "dopo": un cardine sul quale il presidente Samer progetterà un futuro già tratteggiato da dichiarazioni supportate da risultati come questo.Dall'altra parte del ring, Brescia dovrebbe aver smaltito lo sbalzo di umore per una gara2 vissuta sull'altalena delle emozioni. Abbassato l'elmetto, i ragazzi di Bovo hanno solo un obiettivo che non intendono negoziare. «Sarà dentro o fuori - ha dichiarato Christian Presciutti, il killer degli alabardati dai 5 metri - Siamo pronti, rispettiamo tutti gli avversari, ma non abbiamo di paura di nessuno, anzi sono gli altri a doversi preoccupare di noi. Sappiamo quello che vogliamo e andremo a prendercelo. Mi aspetto un ambiente bello carico e una piscina piena». Non ci saranno solo lombardi tra gli spalti incandescenti di Mompiano, una "delegazione" di fedelissimi alabardati è infatti partita per Brescia con la speranza di immortalare un ricordo indelebile.Gara3 sarà affidata ai fischietti Alessandro Severo e Stefano Pinato. Ad attendere gli sconfitti nella finale del terzo posto sarà la Rari Nantes Savona; a cadere nelle braccia della Pro Recco ci penseranno i vincitori da sabato - Lo choc per l'improvvisa scomparsa un un incidente stradale del presidente Biasin è ancora vivo in casa alabardata. Come scrive oggi Ciro Esposito, in qualche modo si deve andare avanti e dopo la chiusura di lunedì della sede l'attività ordinaria è ripartita. L'amministratore unico Mauro Milanese è in procinto di volare in Australia per stare vicino alla famiglia e per partecipare alle esequie anche se la data del funerale non è stata ancora comunicata. A fare da punto di riferimento al momento c'è il segretario generale Beppe D'Agnello. Lui ha condiviso fin dai primi giorni l'esperienza della gestione Milanese-Biasin e ha conosciuto bene il presidente. «È stata una notizia fulminante - dice D'Aniello - porterò sempre con me il privilegio di aver conosciuto una persona di straordinario spessore con un'umanità e un'umiltà che è raro incontrare». In molti a Trieste hanno avuto la sensazione che Biasin vivesse a distanza, anche per il lavoro intenso in Australia con la Metricon, l'avventura della Triestina. Invece D'Aniello rivela un particolare inedito. «A Trieste è venuto poche volte ma noi ci sentivamo ogni mese - sottolinea il segretario generale -. Periodicamente infatti partecipavo in video-call a un breefing con i suoi collaboratori amministrativi per analizzare l'andamento della gestione della società. Quasi sempre c'era anche Biasin che dispensava consigli e faceva anche da interprete a me nel suo triestino. E poi infondeva sempre serenità a tutti anche nei momenti difficili. Qualche volta, soprattutto nel periodo Covid, si era collegato in videochiamata dalla sua casa. Insomma era vicino alle vicende dell'Unione anche stando a oltre 6 mila chilometri di distanza. Abbiamo fatto l'ultima conference ad aprile e avevamo concordato di aspettare gli esiti dei play-off per convocare quella di maggio. E invece è arrivata questa terribile notizia. Sono addolorato e ci mancherà. Più che un presidente Mario Biasin era un padre per tutti anche qui in società».Una volta passato il periodo dedicato giustamente all'elaborazione del lutto ci sarà da guardare avanti per capire come possa andare avanti la Triestina nel dopo-Biasin. Non è né il momento, né ci sono ipotesi da elaborare perché molto dipenderà dalla volontà della famiglia Biasin e dalla conseguente scelta di impegno di Milanese. Sul piano tecnico-operativo l'Unione può continuare ad agire perché tutte le deleghe e i poteri sono in capo all'amministratore unico. Biasin è solo formalmente il presidente ma soprattutto è il socio unico della società Met 511 che a sua volta detiene tutte le azioni della Unione Sportiva Triestina 1918 srl. Socio unico che in questi sei anni di gestione ha costantemente erogato denaro con la formula del finanziamento-soci. La somma versata dovrebbe essere superiore ai 20 milioni di euro anche perché le perdite di bilancio sono state aggravate dalla mancanza o dalla netta riduzione di ricavi (da biglietti e sponsor) dopo due stagioni e mezza di pandemia. Uno sforzo notevole che non ha portato l'Unione al salto di categoria ma che invece le ha garantito quella solvibilità e dignità calpestata nelle precedenti gestioni.
  6. MARTEDÌ 17 MAGGIO 2022 - I grandi uomini se ne vanno quando meno te l'aspetti. Lo scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo": il destino ha fermato il suo cuore generoso in un incidente stradale. Il come e il perché non contano nulla. Ieri alle nove del mattino la notizia della morte di Mario Biasin intercettata sul sito del Melbourne Victory ha avuto un effetto deflagrante. Il primo pensiero è andato alla moglie Glenda, ai quattro figli, ai nipoti e a Mauro e Romina Milanese comprensibilmente chiusi nel loro dolore. Ma a piangere è l'intera comunità cittadina assieme al mondo rossoalabardato.Il presidente dell'Unionese n'è andato all'improvviso e lascia a 71 anni un vuoto in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, di parlarci, di pranzare assieme, di riflettere con lui su Trieste e sulla Triestina sull'erba del Rocco. Il sorriso, la battuta in triestino sempre pronta e lo sguardo capace di vedere oltre quasi da sognatore, restano nel cuore ferito. Perché Mario Biasin era un presidente gentleman, un uomo di quelli che non ne nascono più. La ragione e il cuore uniti in un entusiasmo contagioso capace di far breccia anche nei suoi burberi concittadini. Nel maggio del 2016, nella sua prima volta a Trieste da presidente dell'Unione assieme all'inseparabile moglie Glenda, le navi da crociera ormeggiate davanti al suo hotel sulle Rive stavano lì a ricordargli il suo viaggio della vita. Era partito con il padre e la famiglia il 15 marzo del '54, come migliaia di triestini, sulla Castel Verde. «Quando siamo arrivati in Australia siamo stati alloggiati nelle baracche di un villaggio per emigrati» ricordava Mario. Un'esperienza che si portava dentro con fierezza anche dopo essere riuscito a fondare nelle costruzioni un'azienda milionaria. «Voi vi siete dimenticati di noi ma noi non di voi» diceva Mario per spiegare l'affetto per la sua città dove aveva vissuto solo per tre anni. E come lui le migliaia di triestini partiti per cercare fortuna o per sopravvivere in quegli anni post-bellici e di sofferenza per la città affidata all'amministrazione americana.La passione per il calcio la aveva ereditata dal padre e quando alla fine del secolo scorso veniva in Europa, proprio il papà voleva andare a vedere il football di livello internazionale. E poi c'era il secondo cugino Mauro che contribuiva ad alimentare la passione con le sue performance sui campi di serie A. Un rapporto filiale, quello con Mauro e la sorella Romina, perché Mario era legatissimo alla loro mamma e sua prima cugina scomparsa prematuramente. Anche in Australia il calcio aveva la sua parte con il Melbourne Victory, un gioiellino che milita nella massima divisione, e che doveva essere il modello per la sua Triestina. A Melbourne Biasin era partito dal basso ma aveva studiato e ha coltivato un'idea visionaria: costruire case chiavi in mano per la classe media australiana. E negli ultimi anni l'obiettivo era quello di allestire anche un progetto di edilizia popolare sostenuto dal governo. Per lui, che da bimbetto aveva dovuto abbandonare la sua casa, pensare alle case dove vivere bene era una missione. Era un'idea semplice che Biasin, è riuscito a realizzare dal 1976 con la Metricon entrata ormai nel gotha delle imprese di costruzioni australiane con un fatturato di un miliardo e mezzo di dollari. "Love where you live" era il suo credo che è anche il principio e il brand dell'azienda. Proprio l'amore per le persone si leggeva nel suo volto. Per amore verso la città, i suoi tifosi, i giovani atleti alabardati Biasin ha "salvato" e ridato vita alla Triestina a suon di milioni come unico azionista. Il suo sogno era quello di vedere di nuovo gremito lo stadio Rocco. «Pian pianin» diceva. Lo ha visto, anche se solo per una volta. Unico, come unica è la sua storia e il suo rapporto con Trieste. E infine (anzi per primo) l'amore per la famiglia costruita con la signora Glenda, e vissuto con i figli e i nipoti. Mancherà a loro, mancherà a tutti. Mario resterà per sempre nel cuore. Il suo sogno ha illuminato uno stadio dopo anni di buio. È un giorno tristissimo ma chissà che nel suo nome e con la sua idea il sogno non possa continuare. E comunque, grazie - La partita è aperta, le carte sul tavolo, scoperte. Pallanuoto Trieste e Brescia esigono la finale scudetto e la resa dei conti è giunta al suo febbricitante epilogo. L'ultimo ballo di una semifinale già scritta in un racconto thriller che non ha ancora letto nessuno.Quello che però che già tutti sanno è che non potrà finire male. Prima di tutto - come scrive Francesco Bevilacqua - perché la sensazione che si respira nei pressi di Passeggio Sant'Andrea è che questa, di tutta la storia, sia solo l'inizio. E poi perché, qualsiasi risultato rifletta il tabellone tra 32 minuti di pura pallanuoto, la notizia è che ai campioni d'Italia in carica non sono bastate due gare per liquidare Trieste che ai tempi regolamentari di questi play-off ha lo zero vicino alla voce sconfitte. Mercoledì sera (ore 18.30) bisognerà ricorrere al "passi chi può", soluzione meno usata del "si salvi chi può" ma non per questo meno efficace. Servirà entusiasmo, fortuna, ritmo, fantasia, sofferenza, freddezza per decifrare e addomesticare una partita dai mille volti, che potrà essere risolta in un soffio. La squadra griffata Samer & Co. Shipping ha già esplorato le variabili sulle quali Brescia può condurre gli avversari, riuscendo sempre a rimontare, persino da quello 0-7 che avrebbe annegato chiunque in Italia e non solo. Galleggiare però non basta più, perché Bettini e la sua folle pattuglia di alabardati hanno intenzioni straripanti, incontenibili anche per i campioni d'Italia. A spiegare l'umore della squadra giuliana, è il direttore sportivo Andrea Brazzatti, certo che le smorfie per la sconfitta dai cinque metri sono durate quel segmento di tempo trascorso tra il rigore decisivo di Presciutti e la doccia. «L'arrabbiatura è passata presto - ha garantito il ds - ho visto un clima disteso in tutti questi giorni, ci siamo confrontati ed allenati bene sia in vasca all'aperto che a secco e conviviamo con il fatto che i rigori si sbagliano e si deve andare avanti. Rammarico? E' normale, ma tendiamo a trasformarlo tutti insieme in energia positiva da tradurre nel gioco di mercoledì». Il match point della Mompiano si giocherà a viso aperto perché non ci sarà tempo di nascondersi e attendere.«Non intendiamo lasciarli scappare. Il loro valore tattico è una certezza in eurovisione (i leoni sono arrivati primi nel girone di Champions League e sono in corsa nelle final eight, ndr) e cercheremo di mantenere la scia per lasciare la gara aperta fino all'ultimo gol. Vogliamo ottenere questo pesantissimo risultato che ha un peso enorme per tutti e una pressione che con il passare dei minuti non sarà facile gestire»
  7. Ho creato una discussione ad hoc, data l'importanza della notizia:
  8. Credo che meriti una discussione ad hoc... https://www.citysport.news/it/notizie/triestina/addio-al-patron-della-triestina-mario-biasin.html
  9. LUNEDÌ 16 MAGGIO 2022 - Si stringono i tempi per la nuova proprietà dell'Allianz Pallacanestro Trieste. Come scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo", l'obiettivo è di arrivare a una fumata bianca entro fine mese.E i tempi potrebbero essere rispettati, cercando di interpretare la nota con cui i componenti del Consiglio di Amministrazione - così è firmato il documento (il Cda è composto da Mario Ghiacci, Mario Bono e Luca Farina, ndr) - fanno il punto sulla due diligence, cioè la fase di verifica sulle offerte che sono pervenute.Sembra sempre più probabile che il futuro biancorosso sia in mani locali. La proposta da parte di una cordata di imprenditori edili del territorio, del resto, offre garanzie per un coinvolgimento anche di chi già in questi anni ha investito nella società. La cordata locale infatti mira all'acquisizione della maggioranza delle quote ma non ha la pretesa di acquisire il completo pacchetto azionario.Come specifica lo stesso Cda «gli attuali soci confermeranno la propria disponibilità a mantenere la quota di minoranza: si verrà così a creare un nuovo schema allargato che permetterà di rinforzare la società dal punto di vista finanziario e integrare le attuali sponsorship». Tutto questo avverrà attraverso un aumento di capitale. In sostanza, i nuovi proprietari non dovrebbero accollarsi completamente il peso, non solo economico, di disegnare il futuro della Pallacanestro Trieste. Se una delle condizioni che la PallTrieste si è data dalla sua rifondazione è quella di avere sempre una rappresentanza locale, in questo caso non ci sarebbero problemi, con una cordata di imprenditori triestini sostenuti dai triestini già presenti nel segno della continuità.L'ALTERNATIVA Il CdA nella sua nota accenna anche a un'altra offerta sotto esame, arrivata da parte di un imprenditore residente all'estero. A scanso di equivoci, non è ovviamente Mario Biasin, anche se anche questo pretendente alla Pallacanestro Trieste opererebbe fuori Europa. La differenza tra questa proposta e quella della cordata di costruttori locali è sostanziale, visto che l'imprenditore "estero" si candiderebbe all'acquisto del pacchetto azionario completo, con l'uscita di scena degli attuali soci. Non essendo stati resi noti i dettagli delle due offerte, tuttavia, non si possono comparare gli investimenti economici previsti.Nella nota il CdA biancorosso sottolinea che il bilancio del club ora è in attivo «nonostante l'avvio dell'attuale gestione nell'aprile 2019 con un passivo consistente, oltre 1,7 milioni di euro». Un lavoro intenso svolto dalla squadra societaria presieduta da Mario Ghiacci.LE SCADENZE Non è casuale che venga ipotizzata la scadenza di fine mese per l'analisi delle offerte. L'obiettivo infatti è di «definire il nuovo assetto in tempo per l'iscrizione al campionato 2022-23 e per formalizzare gli accordi con il nucleo centrale del gruppo squadra». Il 23 maggio, ad esempio, è prevista la scadenza per l'eventuale uscita dal contratto con il capoallenatore Franco Ciani, legato da un 1+1. Nello stesso giorno è fissata anche la ripresa degli allenamenti del nucleo italiano, in primis Alessandro Lever e Luca Campogrande, tra i probabili punti fermi nel roster della prossima stagione - Nel frattempo, Mario Ghiacci ha fatto un bilancio di stagione sul numero odierno di Citysport.News: Ghiacci, quella che si è chiusa con la vittoria con Treviso è stata un’annata particolare per Trieste: che giudizio dà alla stagione? “Positivo, anche perché abbiamo passato indenni alcuni momenti molto difficile. Non nascondo il fatto di aver avuto personalmente il timore di rischiare la retrocessione, il fatto di aver gestito la situazione con grande fermezza ha fatto per fortuna la differenza. Sapevamo a un certo punto di dover lavorare in maniera diversa con i giocatori, gestendo con grande attenzione il gruppo. I giocatori hanno recepito il messaggio e alla fine ci siamo tolti un bel pensiero”. E poi la delusione del nono posto finale… “Sapevamo di quanto fosse equilibrato il campionato e che la differenza l’avrebbe fatta anche un solo canestro. Col senno di poi, essere arrivati alle spalle di Pesaro è anche causa della gara d’andata in cui ci siamo presentati in campo senza Konate e il loro lungo a fare una partita clamorosa”. Ci sono tante istantanee diverse nel campionato appena concluso: quale la più positiva e quale invece quella da dimenticare? “Sicuramente il filotto negativo dalla Coppa Italia in poi è stato deludente, pagando poi anche la mossa azzardata che abbiamo fatto nel prendere Alexander. Arrivando però come terzi alla fine del girone di andata avevamo un certo tipo di obiettivo alle Final Eight, diciamo che c’è stata anche da parte mia un po’ di ansia da prestazione. Per fortuna ce ne siamo resi conto presto, l’innesto di Clark e le successive vittorie di fila sono state invece il momento più favorevole dell’annata”. Chiuso un capitolo, se ne apre un altro molto importante in ambito societario. Sarà possibile rimanere ad alti livelli, senza la sponsorizzazione come main sponsor di Allianz? “Non ho il minimo dubbio per ciò che la nuova proprietà potrà portare alla Pallacanestro Trieste: c’è una lega di serie A da mantenere in vita, importantissima per questa città. Dobbiamo ora chiudere la stagione e aprire parallelamente la nuova: a giorni ci saranno comunque novità”. Lei conta di esserci ancora nel prossimo futuro? “Prima viene la società, poi tutto il resto. Se la nuova proprietà mi vorrà ancora, la mia avventura in Pallacanestro Trieste continuerà”.
  10. DOMENICA 15 MAGGIO 2022 - La paura può giocare brutti scherzi. Sarà stato il clamoroso (ma meritato) 11-10 conquistato in gara-1. Sarà stato l'assordante tifo della Bruno Bianchi, davvero da brividi. Sarà stata la consapevolezza che di fronte c'erano i campioni d'Italia in carica, feriti, arrabbiatissimi. Resta il fatto che, come scrive oggi Riccardo Tosques su "Il Piccolo", Trieste si è ritrovata sotto 7-0 di fronte ad una "Bruno Bianchi" stracolma di tifosi in un match che i più avrebbero ritenuto praticamente impossibile da ribaltare. Invece, con una rimonta leggendaria, gli alabardati hanno capovolto il match, trovandosi addirittura in vantaggio prima di chiudere i tempi regolamentari sul 9-9. Purtroppo, dai cinque metri i bresciani sono stati più freddi: peccato, ma ci sta. Mercoledì 18 maggio le due squadre si riaffronteranno per gara-3, quella decisiva, che assegnerà il pass diretto per la Champions League e per la finale scudetto contro Recco.Dura 118 secondi l'imbattibilità di Paolo Oliva: Luongo, defilato sulla sinistra, trova il pertugio per gonfiare la rete alabardata. Subito dopo Presciutti scaglia una bomba dai 6 metri che vale il 2-0 bresciano. A 4'23'' Vapenski infila Oliva con la complicità della traversa (anche se ci vorrebbe il Var per avere la conferma che la palla sia entrata).Nel secondo tempo Trieste rimane ancora ai blocchi di partenza. Lazic a 1'28'', in azione di superiorità numerica, trasforma un bell'assist di Renzutto. In superiorità numerica Luongo cala il pokerissimo riuscendo ad evitare il contrasto di Petronio. Va tutto bene al Brescia che a 3'50'' con un tiro non irresistibile di Dolce trova il 6-0. A 4'31'' altro "gol fantasma" con Presciutti che con l'uomo in più firma il 7-0. Trieste si sblocca a 5'43'': tiro di Petronio parato da Tesanovic, la palla arriva a Bego che non sbaglia. A 6'49'' Mezzarobba mette la palla sopra la testa del portiere avversario per il gol del -5. La partita si scalda sulle panchine, con quella bresciana che incassa un cartellino rosso. A 2'' dalla fine arriva l'8-2 di Costantin. Al cambio di campo Trieste risorge. Dopo 40'' Mezzarobba rimanda a -5 gli alabardati. Poi sale in cattedra Oliva che respinge un rigore a Presciutti. Esplode la Bianchi a 4'55'' con il diagonale vincente di Buljubasic che vale il -4. Pazzesca bomba di Bini dalla lunghissima distanza a -1'24''dalla sirena: Trieste è a -3. A 30'' dalla sirena Ray Petronio va a referto con un missile: Trieste è a -2. I Bettini boys ci credono. Gli ultimi otto minuti si aprono con Buljubasic che dopo 42'' si inventa una beduina che esalta la Bianchi: Trieste è a- 1. A 3'46'' arriva il pareggio. È firmato da Podgornik. Manca solo il sorpasso. Eccolo. È di Michelino Mezzarobba. Mancano 2'54''. Trieste è avanti 9-8: perdeva 7-0. Pelle d'oca. Brescia riemerge a -2'23'' con Presciutti: è il gol del 9-9. Gli ultimi sessanta secondi sono al cardiopalma. ma non si segna. L'allenatore Bovo viene espulso. Finisce 9-9. Si va ai rigori. Inizia Petronio: palo e gol. Tocca a Renzuto Iodice: per vie centrali, non sbaglia ed è 1-1. Mezzarobba: parato. Presciutti: rimbalzo sull'acqua e gol. Razzi: metà altezza, imprendibile, rete. Luongo: Oliva c'è, si rimane sul 2-2. Buljubasic: di potenza, Trieste è avanti. Vapenski: freddezza, è 3-3. Vrlic: di potenza, gol. Alesiani: non sbaglia ed è 4-4. Finito il primo round si ricomincia da Petronio: tiro fuori dallo specchio. Renzuto Iodice: niente da fare, Oliva risponde presente. Mezzarobba: parato. Presciutti: gol della vittoria. I rigori finiscono 5-4. Vince l'An Brescia. Mercoledì la gara decisiva. - Oltre alla delusione per l'eliminazione, la Triestina ha avuto anche pesanti ripercussioni disciplinari dopo il match di Palermo, con ben sei giocatori squalificati per un turno (da scontare all'inizio della prossima stagione, qualsiasi maglia indosseranno) e anche due membri dello staff tecnico stoppati per una giornata. Lo scrive oggi Antonello Rodio: tra questi non figura il portiere Offredi, diventato bersaglio negli ultimi due giorni sui social di tanti tifosi palermitani che affermano di un presunto pugno che il numero uno alabardato avrebbe rifilato a un raccattapalle, fatto che ha scatenato una mini invasione con conseguente sospensione della partita per tre minuti: ma come già riferito da tifosi triestini presenti, Offredi ha semplicemente strattonato un ragazzo che tardava a riconsegnare la palla, oltre ad aver rigettato sugli spalti una delle numerose bottiglie che gli sono piovute sul campo.Tutto confermato del resto dal referto del giudice sportivo, dove non c'è nessuna punizione per il portiere alabardato (nemmeno un'ammonizione), e dove anzi viene comminata al Palermo un'ammenda di 6mila euro per una serie infinita di comportamenti scorretti da parte del suo pubblico. Si comincia dai cori oltraggiosi nei confronti dei tifosi alabardati, per proseguire con il lancio in campo di sei fumogeni, un accendino e di numerose bottiglie d'acqua (che non hanno mai centrato il bersaglio) verso un'assistente, un componente della procura federale, gli occupanti della panchina alabardata, i giocatori della Triestina quando sono andati sotto la loro curva e infine il quarto uomo.A questo si aggiunge la continua perdita di tempo dei raccattapalle, per finire al fattaccio, che nel comunicato del giudice sportivo viene descritto nel dettaglio: «per avere i sostenitori del Palermo, all'8' del secondo tempo, lanciato all'interno del recinto di gioco, in conseguenza dello strattonamento di un raccattapalle da parte di un calciatore della squadra avversaria (qui l'unico riferimento ad Offredi, ndr), diciotto bottiglie d'acqua e sette lattine di birra, senza colpire alcuno, così provocando, unitamente al lancio di un fumogeno, la sospensione della gara per circa tre minuti, durante la quale quattro tifosi hanno fatto accesso nel recinto di gioco da una porta aperta sul lato curva sud, rientrando sugli spalti a seguito dell'intervento degli steward».Insomma, un ambientino a dir poco bollente. Ma come detto a sua volta la Triestina ha avuto pesanti ripercussioni in fatto di squalifiche. Ci sono innanzitutto i quattro giocatori che essendo già diffidati e avendo rimediato un cartellino giallo, sono stati squalificati per un turno: si tratta di Calvano, Crimi, Ligi e Volta. A questi però si aggiungono anche le squalifiche per una giornata di Trotta e Martinez, entrambi per ripetute espressioni blasfeme (ben sette volte per l'attaccante, tre per il portiere) dette quando erano in panchina. A tutto questo si aggiungono le squalifiche, sempre per un turno, di Mirko Savini e Flavio Giampieretti, rispettivamente vice e collaboratore tecnico di Bucchi: nel concitatissimo finale di gara, dice il comunicato del giudice sportivo, entrambi si sono diretti verso la panchina avversaria proferendo parole offensive ai suoi occupanti, con Giampieretti (anche 500 euro di ammenda per lui) che ha cercato anche il contatto fisico.
  11. SABATO 14 MAGGIO 2022 - «Un leone ferito è ancora più pericoloso». Usa una metafora fino a un certo punto Daniele Bettini per inaugurare la sfida stellare che attende la Pallanuoto Trieste alla Bruno Bianchi di questo pomeriggio alle 16.30. Come scrive Francesco Bevilacqua su "Il Piccolo", gara-2 delle semifinali scudetto contro i campioni d'Italia del Brescia è alle porte e la prossima mezz'ora di pallanuoto potrà portare la squadra del presidente Samer all'ultima serie per lo scudetto con tanto di pass per la prossima Champions League. Un match point che nel solo caso di vittoria bresciana rimanderebbe tutto di qualche giorno, in occasione di gara-3 di mercoledì 18 maggio (alle 20). Trieste arriva sospinta dal vento dell'entusiasmo dopo aver sorpreso i leoni nella loro casa, la vasca della Mompiano: un Olimpo dal quale gli alabardati non hanno fretta di scendere per continuare a stupire. Si parte dal 10-11 dell'andata, una lesa maestà che ha inciso enormemente sull'umore e determinazione dell'ambiente alabardato. Per continuare nel sogno scudetto i lombardi sono quindi obbligati a neutralizzare il vantaggio avversario; il problema però si chiama Trieste, una squadra che il sogno lo sta abitando da un po', non ha nulla da perdere e i 900 spettatori attesi sugli spalti avranno tutta l'aria di chi ha già cerchiato in rosso le date delle finali. «Un leone ferito è ancora più pericoloso - ha spiegato nella maniera più chiara possibile Bettini alla vigilia della partita - loro sono fortissimi, lo sappiamo, e rimangono favoriti per il passaggio del turno. Verranno qui per dare battaglia dal primo all'ultimo minuto». Pratico ed essenziale come la squadra che dovrà tuffarsi in acqua, plasmata con cura maniacale da inizio stagione per figurare da protagonista di questo campionato. «Sarà importante mantenere sempre la concentrazione alta e mettere in pratica quello che ci siamo detti. La partita della scorsa settimana non conta più - ha ammonito il tecnico - dobbiamo scendere in campo e pensare solamente a giocare come sappiamo fare. E poi c'è il pubblico, ci attendiamo tantissima gente e tanto tifo. I nostri meccanismi sono rodati, non ti inventi nulla di nuovo in una manciata di giorni. Abbiamo però rivisto e analizzato nei minimi dettagli gara 1». Brescia arriva da un doppio ko che sarebbe un guaio sottovalutare: lo scivolone interno contro Trieste e la frenata indolore in Champions League mettono Bovo all'angolo ma la sensazione è che non ci starà per molto. «All'andata abbiamo concesso davvero troppi gol. Siamo stati contratti ed a tratti impauriti giocando male sia davanti che dietro - ha sottolineato l'allenatore dei leoni - si capiva subito che gara-1 sarebbe stata difficile anche se non mi aspettavo di perdere». Trieste-Brescia è l'autostrada sulla quale ha ballato tutto il campionato: il primo round se lo sono aggiudicati i triestini con quel 13-12 che ha svelato qualche carta. Il ritorno alla Mompiano nella seconda fase ha tuttavia ribadito le intenzioni dei lombardi (15-11) che comunque hanno ceduto il fianco ai gialloblù nell'ultimo incontro. Sugli spalti della Bruno Bianchi, aperti al massimo della capacità, c'è ancora posto (è possibile prenotare il proprio tramite l'app iPrenota seguendo le informazioni sui canali social della Pallanuoto Trieste); la diretta streaming è affidata alla piattaforma Vimeo della società ospitante. - Adesso è ufficiale: l'Italbasket torna a Trieste e lo farà con un'amichevole di lusso. Lo scrive Roberto Degrassi: il prossimo 25 giugno infatti gli azzurri di Meo Sacchetti affronteranno la Slovenia che in quell'occasione, in vista delle qualificazioni Mondiali e degli Europei di settembre, potrebbe proporre anche Luka Doncic, la stella dei Dallas ai play-off Nba.Il ritorno della Nazionale italiana a Trieste era nell'aria e lo avevamo anticipato nelle scorse settimane, ieri è arrivata l'ufficializzazione durante il Consiglio federale. Il 20 giugno gli azzurri si radureranno a Trieste allenandosi all'Allianz Dome. Troppo presto per avere un programma dettagliato del soggiorno triestino: il rapporto con la città comunque è consolidato e in passato non sono mancate le occasioni in cui la Nazionale ha aperto le sue porte con iniziative coinvolgenti per i tifosi. Per quanto riguarda i giocatori che parteciperanno al raduno e all'amichevole bisognerà aspettare le convocazioni a ridosso del 20 giugno: proprio quel giorno infatti è prevista l'eventuale gara7 della finale scudetto, che ovviamente obbligherebbe il ct a rimescolare le carte. Pare già da escludere la possibilità di vedere a Trieste la grande speranza azzurra Paolo Banchero: i draft della Nba infatti si terranno il 23 giugno e il talento in uscita da Duke University sarà una delle primissime chiamate.Per quanto riguarda la Slovenia, invece, i play-off Nba si chiuderanno con l'eventuale gara7 il 19 giugno ma sembra improbabile che i Mavericks di Doncic arrivino fino in fondo. Goran Dragic ha già chiuso il suo rapporto con la Nazionale due anni fa, Zoran, ex triestino, invece è ancora in pista. A titolo indicativo un anno fa in occasione del preolimpico questo era il roster sloveno: Doncic, Aleksej Nikolic, Luka Rupnik, Jaka Blazic, Klemen Prepelic, Zoran Dragic, Gregor Hrovat, Vlatko Cancar, Edo Muric, Jakob Cebasek, Mike Tobey, Ziga Dimec. Sì, quel Cebasek nella lista è proprio lui, la meteora dell'Allianz preso a gettone per un mese ma subito infortunatosi dopo un debutto da otto minuti...L'amichevole di Trieste servirà agli azzurri per preparare l'ultima tappa della prima fase delle qualificazioni ai Mondiali 2023. Il 4 luglio infatti l'Italbasket sarà ad Almere per affrontare i Paesi Bassi. Come annunciato dal presidente federale già qualche mese fa, l'Italia non giocherà invece il primo luglio contro la Russia.L'evento azzurro dell'anno è tuttavia legato agli Europei di settembre, con una prima fase a Milano e il girone finale a Berlino.Tappa in Friuli Venezia Giulia anche per la Nazionale femminile che a Cividale affronterà il 17 luglio la Slovenia e due giorni dopo la Spagna
  12. VENERDÌ 13 MAGGIO 2022 - La Triestina si congeda dal campionato con sentimenti contrastanti. Nell'1-1 al "Barbera" una partita quasi perfetta, tutta orgoglio, con qualità nei ricami di gioco, assolve dall'eliminazione e al tempo stesso fa sorgere più di qualche rimpianto per quel primo tempo sbagliato al Rocco. Probabilmente è lì che la Triestina si è giocata le possibilità di sgambetto al Palermo di Baldini. Così il tecnico dell'Unione a fine gara: «In queste due partite abbiamo visto la nostra annata, non siamo stati fortunati, sugli episodi ci è sempre girata storta, all'andata abbiamo giocato un tempo per parte, stasera c'è stato un dominio totale, in lungo e largo, purtroppo non siamo riusciti a fare gol, il rigore puo' capitare è indubbiamente non era destino per noi. Proviamo rammarico ma non rimpianto, perché se dovevamo uscire, oggi usciamo e concludiamo con una grande prestazione. Dispiace di non aver vinto, perché almeno con una prova del genere fatta qui meritavamo la vittoria, sarebbe cambiato poco e a prescindere la ricorderemo questa gara». Sul piano tattico, sostiene il tecnico Bucchi, le cose migliori l'Unione stagionale le ha fatte con il 4-3-3. "È vero, quando abbiamo potuto adottare quel sistema di gioco abbiamo fatto le nostre cose migliori. Ricordo la striscia di fine 2021, poi tra infortuni e giocatori che abbiamo perso per strada è stata dura. Stasera siamo tornati sul nostro terreno ideale sul piano tattico e abbiamo fatto una gara di grande qualità, abbiamo vinto tutti i duelli e non ci siamo mai fatti intimorire. Ho visto la squadra che avrei voluto vedere tutto l'anno. Oggi ci lecchiamo le ferite ma ripeto, non dobbiamo avere rimpianti». Infine, il messaggio del tecnico ai tifosi dell'Unione, tra cui i 49 giunti fino al capoluogo siciliano, e ai giocatori. «Quando sono arrivato - conclude il tecnico - l'obiettivo era ritrovarli, ringraziamo gli 8000 dell'ultima in casa, ringraziamo la quarantina di tifosi che ci hanno seguito oggi e anche nei momenti difficili. E grazie ai miei ragazzi, mi sono emozionato con loro tante volte in questa stagione e io sono venuto a Trieste proprio perché avevo voglia di tornare ad emozionarmi di nuovo, provare questo tipo di sensazioni. Credo che quest'anno abbiamo creato qualcosa di bello, non solo dal punto si vista sportivo ma anche dal punto di vista umano, questo a mio avviso è il successo di questo gruppo». - Dopo aver concluso la sua intensa stagione sulla panchina dell'Allianz, Marco Legovich è pronto ad abbracciare l'avventura con la nazionale italiana. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto: il vice allenatore della Pallacanestro Trieste, terminato il settimo anno nella società che lo ha lanciato ai massimi livelli, vivrà infatti un'estate colorata d'azzurro.Il giovane tecnico triestino farà parte dello staff tecnico dell'Italia Under 20 che parteciperà agli Europei di categoria. La rassegna continentale si terrà a Podgorica (Montenegro) dal 16 al 24 luglio e gli azzurrini saranno guidati in panchina dal coach della Germani Brescia Alessandro Magro, affiancato oltre che da Marco anche da Iacopo Squarcina, assistente della Virtus Bologna.Premio meritato per Legovich, una nomina che rappresenta il riconoscimento di una crescita costante che ne ha fatto, oltre che uno degli assistenti più giovani dell'intera serie A, anche uno degli allenatori emergenti più apprezzati dell'intero panorama nazionale.Proprio per cominciare a definire compiti e lavoro in vista delle convocazioni dell'Under 20 e dei primi stage in preparazione all'Europeo, in questi giorni Legovich ha raggiunto Brescia per confrontarsi con il tecnico della Germani Alessandro Magro, suo head coach azzurro.Al palaLeonessa ritrova l'ex Marco di Benedetto (premiato in questa stagione come miglior dirigente dell'intero campionato) e potrà assistere agli allenamenti di una squadra che prepara il quarto di dinale dei play-off scudetto in programma contro il Banco di Sardegna Sassari.La prossima settimana, poi, assieme a Daniele Cavaliero, Legovich sarà alla Stark Arena di Belgrado per assistere alle final four di Eurolega che vedranno in campo i campioni in carica dell'Efes Pilsen contro i greci dell'Olympiacos Pireo e, in un derby tutto spagnolo, il Barcellona contro il Real Madrid di Pablo Laso.
  13. GIOVEDÌ 12 MAGGIO 2022 - Il secondo e ultimo atto della sfida con il Palermo per la Triestina assomiglia più che alla celeberrima (ultima) spiaggia di Mondello a un'ascesa al Monte Pellegrino suggestivo sfondo del Barbera. Lì si consumerà alle 20.30 il destino dell'Unione. Come scrive oggi Ciro Esposito, l'ambiente è caldo, anzi rovente. Sugli spalti da una parte i 30 mila e passa rosanero (stadio già sold-out), dall'altra una cinquantina della Furlan. Se al Rocco la cornice era da serie B, alla Favorita il pubblico sarà da A o quasi da Champions. Sull'erba nefasta due mesi or sono alla Nazionale di Mancini ci sarà una squadra che, dopo la vittoria a Trieste, ha più di trequarti di qualificazione in tasca e non perde da oltre un anno in casa. Dall'altra un'Unione che non intende recitare il ruolo di vittima sacrificale. "Non è mai finita finché non è finita" è lo spirito con il quale gli alabardati devono identificarsi. Pur sapendo che il popolo del Rocco la sospingerà idealmente più per adesione fideistica che con la forza della ragione. E invece un sottilissimo filo razionale c'è. Parte dal secondo tempo del Rocco con l'Unione capace di mettere in difficoltà i forti siciliani. Certo non basta un tempo per assolvere all'obbligo di vincere con due gol di scarto. Dopo aver gettato una frazione ora la Triestina deve saper interpretare la gara con continuità.Il tecnico Bucchi ne è consapevole. Martedì sera l'ultimo allenamento al Rocco, ieri dopo l'arrivo a Palermo una leggera rifinitura.«Ripartiamo dagli ultimi 45' - dice il tecnico - ma stavolta dobbiamo giocare con intensità e senza errori per 100 minuti. Del resto per passare dovevamo vincere almeno una delle due sfide. Affrontiamo la gara del Barbera con questo obiettivo. Dobbiamo provarci e ci crediamo».Già a parole è tutto più facile ma come fare? «Abbiamo imparato dal primo tempo - continua il tecnico - che non dobbiamo lasciare spazi aperti alle incursioni. Se giochiamo corti e pronti sulle seconde palle si è visto che possiamo fare male».Quasi certamente i rosanero partiranno lancia in resta e bisognerà prima di tutto resistere all'assalto. «Nei play-off nessuno può permettersi di speculare sul risultato - aggiunge Bucchi -. Sarà una partita spettacolare e aperta. I ragazzi sanno che hanno delle chance».L'inserimento di un terzo centrocampista ha dato più equilibrio alla squadra. Bucchi ha a disposizione, oltre agli stacanovisti Calvano e Crimi, anche Giorno e Giorico (e Iotti). Ma come stanno? «Come chi non gioca da mesi - conclude - o nel caso di Giorico ha fatto solo un tempo nell'ultima gara. Comunque possono giocare entrambi». Probabile che la scelta ricada sul sardo anche se Giorno ha più attitudine alla costruzione e quindi sarebbe più adatto a completare una mediana con due incontristi. Sul piano tattico oggi sarà decisivo frenare le volate di Floriano e Clemente senza dimenticare al centro bomber Brunori che di certo vorrà mettere il sigillo. Per fare questo c'è la difesa a quattro (con Rapisarda e Galazzi terzini) o tre dietro alla linea a cinque (St Clair a destra). Ma bisogna anche pensare a fare gol. Senza Gomez, oltre a Procaccio, Bucchi può scegliere tra Trotta e De Luca (o entrambi) perché Sarno è dolorante e Litteri in panca con poca autonomia. Quella di stasera sarà una sfida che resterà nella memoria. La Triestina comunque vada volterà pagina per questa stagione o per la prossima. - opopartita rovente, a Verona, al termine della sfida tra Tezenis e Staff Mantova, gara-due dei quarti di finale play-off della serie A2. Come scrive Lorenzo Gatto, Quaranta minuti tiratissimi, sfida punto a punto che nelle battute decisive ha premiato la formazione scaligera scatenando l'ira del presidente virgiliano Adriano Negri, entrato in campo per esternare ai direttori di gara tutta la rabbia accumulata nel corso di un match carico di tensione.Dalle parole ai fatti: nel momento in cui la terna stava imboccando il tunnel degli spogliatoi, il numero uno di Mantova ha sferrato un calcio all'arbitro triestino Enrico Bartoli colpendolo alla tibia. Scatto d'ira costato caro al massimo dirigente di Mantova: 18 mesi di inibizione, fino al 10 novembre 2023, per "comportamento plateale non regolamentare, offensivo e aggressivo nei confronti degli arbitri". Nella determinazione della sanzione, il giudice sportivo si è ovviamente basato sul referto stilato a fine gara dai direttori di gara. Un campionario di comportamenti censurabili che hanno portato alla determinazione della pena. Si legge nella sentenza che "a fine gara, Negri entrava nel terreno di gioco e dopo aver rovesciato volontariamente una bottiglietta d'acqua sul tavolo degli ufficiali di campo, bagnando il rapporto dell'osservatore arbitrale, seppur trattenuto a stento dall'addetto agli arbitri della societa ospitante (cui peraltro nella foga rompeva il cinturino dell'orologio), offendeva gravemente e ripetutamente gli arbitri e colpiva, da dietro, con un calcio violento alla tibia il secondo arbitro".Per Enrico Bartoli, che è uno dei fischietti più esperti e apprezzati nella categoria, quest'anno alla tredicesima stagione nel campionato di serie A2, si tratta di una prima assoluta della quale avrebbe fatto sicuramente a meno. Le proteste, finchè rimangono nell'ambito della civiltà, possono fare parte del gioco anche se già difficilmente digeribili, gli insulti gratuiti e ancor peggio gli attacchi fisici alla persona non possono essere tollerati.L'aggressione all'arbitro triestino - che non può rilasciare dichiarazioni in merito - è stata documentata dalle riprese di emittenti locali e nel giro di poche ore ha naturalmente acceso reazioni sui social. Molti i messaggi di solidarietà a Bartoli anche sul sito de Il Piccolo. Un messaggio di solidarietà al fischietto giuliano è venuto anche dal presidente del Comitato regionale della Fip Giovanni Adami.A testimonianza del clima che si respira in questa serie le parole di coach Valli al termine della sfida di mercoledì. «Di cosa devo parlare, di pallacanestro o di altro? Io credo che quando si affronta un play-off bisogna dare alle due squadre la possibilità di giocarli e questo non è successo».
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