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  1. GIOVEDÌ 13 AGOSTO 2020 - Sembra essersi risolta la "questione estremo difensore" per la Triestina. Lo scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo": alla fine, dopo che la questione portieri in casa alabardata era diventata un vero e proprio giallo, sembra proprio che tra i pali della porta alabardata continuerà a esserci ancora Daniel Offredi. Eppure ancora ieri sono riemerse con una certa veemenza le voci di un forte interesse della società alabardata per Raffaele Ioime, che nell'ultima stagione ha giocato a Potenza ed è stato autore anche di quella bella parata che ha deviato il tiro di Procaccio sulla traversa, prima della famosa azione del rigore non concesso. Anzi, secondo i rumors sembrerebbe esserci un vero duello fra Triestina e Padova per Ioime.Il fatto è che ieri è arrivata una notizia che quasi certamente, a meno di clamorose sorprese, farà desistere l'Unione dalla rincorsa al numero uno del Potenza.Non è un mistero che alla Triestina Ioime piace veramente, ma l'interesse era diventato forte quando il Sudtirol ha iniziato a fare una corte spietata per Offredi e per un suo ritorno. Insomma in qualche modo la società alabardata, che in realtà non aveva mai messo davvero in uscita sul mercato Offredi, doveva comunque tutelarsi in caso di partenza dell'attuale portiere.E proprio per questo motivo ha sondato per vedere se c'era la possibilità di arrivare a Ioime. Possibilità che effettivamente c'era, ma sulla quale ora la Triestina quasi certamente frenerà. Ed eccoci alla notizia ufficiale arrivata ieri che ha cambiato le carte in tavola: il Sudtirol infatti ha comunicato di aver acquisito a titolo definitivo Giacomo Poluzzi, 32enne portiere nativo di Bologna, che si è legato al club biancorosso con un accordo biennale. Nella scorsa stagione Poluzzi era in forza alla Virtus Francavilla, che aveva raggiunto i play-off del girone C.Pertanto, tramontata definitivamente l'ipotesi di un Offredi di ritorno a Bolzano, il portiere sembra proprio destinato a rimanere a Trieste. Tenendo sempre presente ovviamente che nel mercato mai nulla è scontato fino al gong finale, che è lontanissimo.Non ci dovrebbero essere novità nemmeno sulla coppia di punte, con Gomez confermatissimo e Granoche che da tempo ha fatto sapere alla società di voler ancora giocare e tentare la promozione sul campo nel suo terzo anno di contratto.Anche per questo la società alabardata smentisce le voci di un interesse per l'attaccante del Vicenza Alessandro Marotta, che effettivamente era stato sondato lo scorso anno, ma che quest'estate non è mai stato preso in considerazione.Sembra invece ci sia davvero un forte interesse per Reda Boultam, il ventiduenne centrocampista olandese di origini marocchine, scuola Ajax, che nelle ultime due stagioni ha giocato in B nella Cremonese: un calciatore dai piedi buoni che potrebbe far comodo nel centrocampo alabardato come mezzala, ma all'occorrenza sa agire anche come trequartista o esterno offensivo. - È il gran giorno di Myke Henry in casa Allianz a due settimane dal suo arrivo a Trieste. Lo scrive Lorenzo Gatto: l'ala statunitense esce oggi dalla quarantena e, espletate le formalità sanitarie, sarà finalmente sul parquet dell'Allianz Dome per lavorare assieme ai compagni. Il mosaico biancorosso si sta pian piano componendo: con l'inserimento nel gruppo di Upson e Henry mancano all'appello solamente Udanoh e Doyle. Udanoh è ancora a Milano in attesa della nascita della sua primogenita. Le immagini che il giocatore ha postato sui social, direttamente dall'ospedale, lasciano prevedere che il lieto evento dovrebbe essere imminente. Fiocco rosa virtuale in casa Allianz, dunque, aspettando un giocatore che arriverà certamente carico e molto motivato a iniziare la nuova stagione.Ancora dubbi, invece, per Milton Doyle. Cosa fare al suo arrivo? Continuare con la linea della prudenza e aspettare le canoniche due settimane o adeguarsi alla linea di altre società del massimo campionato e affidarsi al doppio tampone nell'arco delle 72 ore? Una decisione che verrà presa contestualmente all'arrivo a Trieste della guardia dell'Ilinois.
  2. Si parte domenica 30 contro Trento in casa, solo la prima del girone va alla Final Four di Bologna
  3. MERCOLEDÌ 12 AGOSTO 2020 - L'unica volta che ha giocato allo stadio Rocco risale esattamente a dieci anni fa, ottobre 2010: sugli spalti c'erano i tifosi virtuali di Fantinel, con il gigantesco telone che copriva la Tribuna Colaussi. Giuseppe Rizzo - intervistato oggi da Antonello Rodio su "Il Piccolo" - indossava la maglia della Reggina e per la Triestina fu una batosta storica: 0-4 in casa.Adesso lo stadio Rocco sarà casa sua: Giuseppe Rizzo infatti è la nuova mezzala della Triestina («ma a centrocampo posso fare qualsiasi ruolo, come giocare a due o a tre», chiarisce il diretto interessato) e su quell'erba non vede l'ora di giocarci, possibilmente con i tifosi veri.«Me la ricordo bene quell'esperienza di dieci anni fa con i tifosi di cartone in gradinata - racconta Rizzo - speriamo che presto possano tornare quelli veri, anche perché ora che è stato pure rinnovato, il Rocco è davvero uno stadio da paura. In ogni caso, sono contentissimo di venire a Trieste e non vedo l'ora di iniziare. Cosa mi ha convinto? Il progetto Triestina e i compagni che ho avuto e che ovviamente ho sentito».Già, perché Rizzo arriva da quel Catania con il quale per due stagioni e mezza ha giocato con Ciccio Lodi, e negli ultimi mesi del 2019 con Vincenzo Sarno. Con quest'ultimo, però, l'amicizia è di ancor più vecchia data, visto che giocarono assieme nella Reggina dal 2011 al 2013. E i due sono stati prodighi di consigli per Rizzo: «Mi hanno detto che Trieste è una città bellissima e la Triestina una grande società, dove c'è proprio tutto per fare bene. Con loro mi trovo a meraviglia: Ciccio ha giocato tanti anni in serie A, ha un piede che mette la palla dove vuole ed è super nelle punizioni, Vincenzo è un ottimo dribblatore dal grande estro».Il fatto che dieci anni bazzicava già in serie B, non deve fare pensare che Rizzo sia già avanti con gli anni: all'epoca era ancora un ragazzino che si era già ritagliato un posto in cadetteria, e adesso ha solo 29 anni e ci tiene a sottolinearlo: «Sono arrivato molto presto in serie B e per questo può sembrare che la mia carriera sia già lunga. Ma ho appena 29 anni, ho voglia e tanta fame, ancora mi posso mangiare il mondo. E con questa fame spero di aiutare la Triestina a risalire in serie B, dove io ho giocato tanti anni, sarebbe davvero un sogno. Ma di obiettivi non voglio parlare: anche a Catania ho cercato di vincere il campionato ma non ci sono riuscito, quindi non dico niente».Ma oltre a tantissime presenze fra i cadetti, Rizzo può vantare anche 11 partite disputate nel campionato di serie A nel 2013 con la maglia del Pescara, un'esperienza che gli è rimasta bene impressa nella mente: «Finora sono contento della mia carriera. Il mio sogno da bambino era quello di giocare in serie A e ci sono riuscito. Certo, qualche rimpianto in una carriera c'è sempre. Ma posso dire di aver giocato in tante belle piazze e voglio fare ancora bene».Da giovane, con la Reggina, il neoalabardato si guadagnò il soprannome di "Gattuso dello Stretto", e basta questo a descriverne le caratteristiche.«Sono un lottatore generoso - conferma Rizzo - di quelli che non mollano mai. Diciamo che a me tocca il lavoro sporco. Per quello mi diedero quel soprannome, ma il mio idolo è De Rossi e mi piace molto anche Nainggolan. Insomma, tutti lottatori di centrocampo» - Un fulmine a ciel sereno gli ha stravolto la stagione. Come scrive LorenzoGatto, ufficializzato il passaggio in prestito da Trieste a Caserta, Matteo Schina ha visto sfumare la possibilità di giocare il suo primo campionato da protagonista in serie A2. Poteva essere una stagione importante, nella quale trovare minuti da protagonista in un contesto decisamente formativo, tutto è sfumato complice l'esclusione dello Sporting Club JuveCaserta dal prossimo campionato di serie A2. Una decisione assunta dal Consiglio Federale della Fip che, preso atto del parere negativo della Com.Te.C, ha bocciato il club campano "per mancanza dei requisiti minimi richiesti".«Inutile dire che da parte mia c'è grande dispiacere - racconta Matteo Schina - ho creduto nel progetto che la società mi aveva presentato e devo dire pensavo si potessero fare buone cose assieme. Sui social le voci sulle difficoltà della società si rincorrevano ma sono rimasto tranquillo finchè il mio procuratore, Massimo Raseni, mi ha avvisato che il trasferimento a Caserta era saltato».Situazione che adesso lascia Schina a piedi in attesa della possibilità di trovare una nuova squadra. Si allenerà con l'Allianz ma l'obiettivo resta quello di cercare una nuova sistemazione. «Con Matteo il contatto è quotidiano - racconta il procuratore triestino Massimo Raseni - Devo dire che quanto è successo a Caserta ci ha davvero spiazzati. Si sapeva che la società campana aveva qualche problema ma non al punto da ipotizzare una situazione a rischio. In queste settimane il presidente della Fip Petrucci e il presidente del Coni Malagò avevano appoggiato la rinascita del basket casertano per cui si pensava di poter dare fiducia al loro progetto».Cercato all'inizio del mercato da Treviglio e Udine, Schina aveva sul piatto le offerte di Urania Milano (la squadra dove si è accasato Stefano Bossi) e Cento poi alla fine aveva preferito scegliere un'altra strada. Adesso, dopo aver espletato le formalità sanitaria necessarie, comincerà ad allenarsi con l'Allianz in attesa di capire come potrà evolvere un mercato al momento fermo.«Ci fosse la possibilità mi piacerebbe trovare una sistemazione in A2 - conferma Matteo - ma resto alla finestra e non escludo niente». Sul futuro di Schina sta lavorando ovviamente il suo procuratore. «In questo momento le squadre di serie A2 hanno completato i loro roster - spiega Raseni - perciò dobbiamo aspettare che comincino gli allenamenti per capire se possono aprirsi delle soluzioni interessanti. Verso la metà di settembre le squadre si ritroveranno in palestra e quelle società che hanno chiuso il roster al risparmio prendendo under da testare potrebbero aver bisogno di cambiare. Si era aperta una chance con la possibilità di trasferire il contratto di Matteo ad Avellino in caso di ripescaggio della società irpina, poi non se n'è fatto più nulla».Schina alla finestra, dunque, con il paracadute offerto dalla possibilità di lavorare in palestra con il preparatore Paoli e tenersi in forma in vista di un'eventuale chiamata. Farsi trovare pronto diventa fondamentale per poter rispondere a una chiamata.
  4. MARTEDÌ 11 AGOSTO 2020 - Il primo allenamento all'Allianz Dome non si scorda mai, se arriva dopo due interminabili settimane di quarantena, a maggior ragione. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", è iniziata ieri pomeriggio l'avventura di DeVonte Upson con la maglia della Pallacanestro Trieste, poco meno di due ore nelle quali società, staff tecnico e compagni di squadra hanno dato il benvenuto al centro della Georgia. Prima, scortato dal fido Sergio Dalla Costa, le visite mediche che in mattinata a Pineta del Carso gli hanno dato il via libera per cominciare ad allenarsi.«Mi è sembrato un ragazzo entusiasta, con la faccia giusta e la curiosità e la voglia di scoprire le cose che gli stanno attorno - racconta il team manager biancorosso - Scendendo da Contovello, nel mio inglese improvvisato, gli ho detto "guarda il panorama". Mi ha fatto piacere perchè ha preso il telefonino e ha filmato le immagini della città. Mi ha fatto un'ottima impressione, adesso aspetto di vederlo sul campo».E Upson, la sua voglia di cominciare questa sua esperienza in biancorosso, è riuscito finalmente a sfogarla sul campo.«Le due settimane in quarantena sono state davvero lunghe - racconta - nel complesso, però, le cose sono andate bene. Sono riuscito a tenermi in forma nella palestra dell'hotel, ci andavo praticamente tutti i giorni anche più volte al giorno e questo mi permette adesso di farmi trovare pronto per inserirmi nel gruppo. È difficile spiegare a parole quanto mi manca il campo. Non ricordo nemmeno da quanto tempo non gioco una partita vera, credo fosse l'inizio di maggio quando il Covid ha iniziato a diffondersi anche negli States. Tornare in campo e sfidarmi in un cinque contro cinque è la cosa che in questo momento mi rende più impaziente».Per quanto riguarda la stagione, Upson non vuole parlare di obiettivi personali. «Non me la sento - conferma - il mio desiderio è diventare un buon compagno di squadra dentro e fuori il campo. Vorrei sorprendere le persone che non mi conoscono ancora e ovviamente voglio vincere, per la squadra e per questa meravigliosa città che sto cominciando a conoscere. Ieri ho sostenuto le visite mediche e ho ripreso ad allenarmi, si tratta di un piccolo passo verso la normalità che, spero, ci possa portare tra qualche mese a giocare davanti al nostro pubblico. Giocare senza i tifosi è sicuramente diverso, più difficile, ma noi faremo il nostro lavoro in qualunque circostanza sapendo che loro saranno comunque al nostro fianco». - Era nell'aria già da qualche giorno, ma adesso è anche ufficiale: Giuseppe Rizzo è un giocatore della Triestina. Messinese classe 1991, centrocampista, il giocatore ha sottoscritto con la società alabardata un contratto biennale, con scadenza fissata al 30 giugno 2022. È esattamente la mezzala da battaglia dalle spiccate doti in copertura che Mauro Milanese cercava: buon fisico (180 cm di statura per 71 kg), a cui abbina corsa, dinamismo, carattere e grinta, insomma un mastino in mezzo al campo con spiccate qualità di interdizione. Non è un caso se ai tempi della Reggina era stato soprannominato il "Gattuso dello stretto" e se il suo idolo è Daniele De Rossi. Cresciuto nel settore giovanile del Messina per poi passare alla Primavera della Reggina, ha esordito in B con i calabresi già nella stagione 2009/2010: in due stagioni e mezza con i granata totalizzerà 90 presenze e 3 reti. A gennaio 2013 il prestito al Pescara e l'esordio in A, dove Rizzo colleziona 11 presenze. Poi rimane a Pescara anche in B, quindi altre esperienze con i cadetti con Perugia, Vicenza, Salernitana. Quindi a gennaio 2018 il passaggio al Catania in serie 😄 in questi due campionati e mezzo con i siciliani ha collezionato 73 presenze (9 delle quali ai playoff) e una rete. Altro aspetto che non guasta di certo, in questi anni a Catania ha giocato con Lodi, quindi l'intesa a centrocampo non ha nemmeno bisogno di essere rodata. E negli ultimi mesi del 2019 in squadra c'era anche Sarno. Ma a proposito di centrocampo, la Triestina potrebbe anche non aver finito qui. Sembra infatti che l'Unione stia seguendo con grande interesse Reda Boultam, 22 anni, centrocampista olandese di origini marocchine, scuola Ajax, che nelle ultime due stagioni ha giocato in B nella Cremonese (in tutto 18 presenze). Milanese era già sulle sue orme lo scorso anno e adesso che il giocatore si è svincolato dalla Cremonese, è tornato all'assalto. Reda Boultam è un centrocampista di grande qualità dai piedi buoni e dagli ottimi numeri (la scuola Ajax è una garanzia in questo senso), che può giocare mezzala, ma anche trequartista o addirittura esterno offensivo. Ma oltre alla qualità vanta anche un'ottima struttura fisica (è alto 187 centimetri). Certo, vista anche la giovane età è un po' una scommessa, ma anche intrigante visto che è un talento non ancora esploso del tutto. Continuano intanto ad accumularsi i difensori centrali accostati alla Triestina: dopo quelli di Ligi, Conson, Troest (ormai vicinissimo al Padova) e la possibilità di un eventuale ritorno di Signorini, ora spunta il nome di Tommaso Silvestri, 28 anni, da due stagioni al Catania, squadra alla quale ormai la Triestina sembra guardare con una certa continuità (negli ultimi mesi dal club siciliano sono arrivati Lodi, Sarno e ora Rizzo). Al momento, comunque, quella di Silvestri resta solo una delle tante ipotesi. In casa alabardata si lavora anche in uscita, soprattutto per i giocatori sotto contratto che sicuramente non rientrano nel progetto. Uno di questi è il portiere Alex Valentini, rientrato dal prestito all'Alessandria, che pare interessi al Catanzaro.
  5. Qui tutte le discussioni relative al campionato di serie A Tim 2020/21
  6. Direi di chiudere questa discussione e aprire una nuova riservata al 2020/21
  7. LUNEDÌ 10 AGOSTO 2020 - Parte sotto i peggiori auspici la stagione della Pallamano Trieste. Come scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo", nella prima amichevole contro Isola, a due settimane dall'inizio della preparazione, Jan Radojkovic si è rotto il tendine d'achille e ieri è stato operato dal dottor Golob e il suo staff che hanno positivamente portato a termine l'intervento. Tempi di recupero stimati attorno ai sei mesi, se tutto andrà bene il centrale biancorosso tornerà in campo a febbraio del prossimo anno.Nonostante l'infortunio, Radojkovic non perde il buonumore. «Un grande inizio, davvero - sottolinea scherzando Jan - Anche quest'anno non andrò a Sassari, evidentemente è destino che non vada in Sardegna. A parte le battute, sono cose che capitano. Lavorerò per tornare in campo quanto prima». Senza Radojkovic e con l'arrivo del terzino Arsenic ancora in attesa, Trieste contro Isola ha giocato una buona partita. Tre tempi da 20 minuti che si sono conclusi con la formazione padrona di casa in vantaggio 31-25. Nei venti minuti finali spazio ai tanti giovani della panchina biancorossa e parziale di 17-6 che ha chiuso la sfida sul 48-31. «Direi che come prima uscita possiamo essere soddisfatti- sottolinea il ds biancorosso Giorgio Oveglia- Senza Jan e in attesa di Arsenic la squadra ha lavorato bene pur facendo fatica sui terzini. Abbiamo avuto un ottimo apporto dalle ali (Dapiran e Bratkovic dieci reti in due) e dai pivot (Pernic e Di Nardo otto reti) - Primi giorni con tutti promossi in casa Pallacanestro Trieste: lo scrive Roberto Degrassi. La speranza di avere a disposizione già oggi Upson e in settimana Henry. La scelta consapevole di affrontare la Supercoppa con l'impegno che richiede ma senza forzature. «L'obiettivo è arrivare melle condizioni migliore il 27 settembre, quando inizierà il campionato».Non può che essere un bilancio parziale quello dei primi tre giorni di allenamento. Eugenio Dalmasson ci prova. «Abbiamo svolto sei allenamenti in tre giorni, tra parte atletica al Grezar e lavoro all'Allianz Dome. La squadra sta reagendo bene e adesso il lavoro diventerà più sostanzioso anche se senza contatto nel rispetto dei protocolli. Fondamentali, 3 contro zero», spiega il coach. Finora si sono visti all'opera Fernandez, Laquintana, Alviti, Grazulis, Da Ros, Coronica e i giovani Arnaldo, Longo e Pieri. Cavaliero ai box dopo aver effettuato un "tagliando", Udanoh in attesa dell'erede ma esperienza ed etica del lavoro sono garanzie e aggregarsi con qualche giorno di ritardo non è un problema.Curiosità ed impazienza semmai riguardano i nuovi stranieri senza precedenti nel nostro campionato. «Upson ha concluso il periodo di quarantena e domani (stamani, ndr) effettuerà le visite mediche e ottenuto l'ok potrà unirsi ai compagni. Intanto sabato ha conosciuto la sua nuova squadra e ha seguito i due allenamenti, abituandosi al clima biancorosso. Non forzeremo i tempi, però, è fermo da tempo a causa del lockdown e le due settimane di quarantena appena trascorse sono state pesanti dal punto di vista psicologico. Immaginate il disagio di un giocatore che sbarca dall'aereo dagli States, arriva in una città e in un Paese completamente nuovi e deve subito venir recluso in una stanza di albergo per 15 giorni», spiega il coach. A metà settimana si concluderà la quarantena per Myke Henry. «Ma prima di quel giorno dovrebbe esserci il via libera per accelerare le verifiche per i giocatori provenienti dagli Usa, con due tamponi in 72 ore. Sarebbe un'ottima notizia per Milton Doyle visto che, in attesa che il consolato di Chicago completi le pratiche per il viaggio in Italia, si andrà oltre Ferragosto», aggiunge Dalmasson.Udanoh, rimasto in Italia, ha già svolto le visite mediche ed è pronto per unirsi al gruppo quando avrà stretto per la prima volta tra le braccia la sua primogenita. Al momento l'unico straniero al lavoro è l'unico europeo, Andrejs Grazulis. «Si sta confermando un grande lavoratore, un vero professionista, molto attento». Nei prossimi giorni si aggiungerà ai biancorossi Matteo Schina, legato all'Allianz da un quinquennale, e tornato da Caserta dopo che non è stata accolta la richiesta di iscrizione del club campano in A2. L'intenzione della PallTrieste resta quella di fargli maturare un'esperienza nella seconda lega ma in attesa di sistemazione lavorerà con la squadra.Il 30 agosto in casa contro Trento il primo atto della Supercoppa. Complessivamente sei partite in 16 giorni, un vero e proprio tour de force. Come lo affronterà l'Allianz? «Dovremo tenere conto che di fatto per due settimane non ci alleneremo più. Le partite rappresenteranno anche la preparazione verso il via al campionato. Noi come le altre squadre dovremo essere bravi a dosare le forze, non si può rischiare di compromettere l'inizio della stagione. Vedercela contro Venezia, la favorita, Treviso e Trento sarà un eccellente test tecnico anche se, qualora non dovesse passare la possibilità di evitare la quarantena con i tamponi in 72 ore, diverse squadre saranno incomplete» - Due settimane di vacanza nella sua casa a Sorrento non servono tanto a staccare la spina quanto a ritemprare la mente. Più che ferie un periodo di riflessione per Carmine Gautieri. Perché il pensiero lo porta sempre a Trieste dove ha lasciato un conto in sospeso. Due mesi di ambientamento, due mesi di costruzione e proprio quando Gautieri vedeva i frutti del suo lavoro (e di quello a gennaio di Milanese) il lockdown. Insomma un percorso interrotto nemmeno a metà e con un playoff buono concluso con l'amaro in bocca. «Non sono a Trieste ma penso alla Triestina e mi sento quasi ogni giorno con Mauro - esordisce Gautieri -. Prima di ferragosto torno perché c'è tanto da lavorare per preparare la ripresa».La società sta lavorando sodo per creare le migliori condizioni. La Legapro invece cambia le regole in corsa. La rosa ridotta a 22 giocatori creerà qualche difficoltà?«Andavano fatte delle riforme ma quella della riduzione delle liste non era a mio avviso una priorità. Non è scontato che dia una mano sul piano economico alle squadre meno ambiziose e crea difficoltà a chi ha tanti giocatori sotto contratto. Mi pare che la sciagura del Covid non ci abbia fatto fare dei significativi passi in avanti».E sul piano tecnico?«Per quanto mi riguarda sono tranquillo. Una rosa di 22 ben assortita, come vogliamo fare, mi dà ampie garanzie. Certo con infortuni e squalifiche ci sarà da ragionare ma in fondo quando giocavo io si ruotavano 14-15 giocatori anche in serie A».D'accordo ma la Triestina è già adesso in overbooking con i rientri dei prestiti. Siete pronti a scremare?«Io punto su 22 elementi e il discorso è già stato messo in chiaro con la società e con quelli che non faranno parte del progetto. Anzi voglio partire sin da Ravascletto con gli uomini sui quali puntiamo. Non voglio che ci sia qualcuno che può disturbare il lavoro».Ma il mercato è in piena evoluzione ed è improbabile che Milanese riesca nel frattempo a indirizzare altrove chi ha un contratto.«Sappiamo che possiamo contare su un gruppo numeroso e che ha fatto bene. Ai tre quattro-innesti devono corrispondere altrettante uscite».A proposito di arrivi Rizzo è un rinforzo importante?«Conosco le qualità e le caratteristiche del giocatore e sarà preziosissimo per il nostro centrocampo. E poi conosce bene sia Lodi che Sarno e so che si sono parlati».Comincerete ad allenarvi anche prima della partenza per la montagna?«Sì ho intenzione di cominciare a lavorare sul campo appena finiti, i tamponi, i test medici e quelli atletici».E poi?«Sono convinto che stare due settimane assieme e al fresco sia un momento fondamentale della stagione. Ci si può allenare con le partite distanti, si può rafforzare il gruppo, si alimenta la cultura del lavoro e cominceremo a provare diversi moduli di gioco partendo dal 4-3-3».Eppure la stagione che arriva ha tante incognite e non si sa ancora quali saranno le avversarie.«Per ora pensiamo a noi. Voglio una Triestina che sappia giocare a calcio, divertirsi ma anche saper affrontare alcuni match con quella cattiveria necessaria su alcuni campi. Un conto è giocare a Padova, altro a Fano o a Fermo. Insomma dovremo essere capaci di saper cambiare pelle».Oltre al Padova e al Modena anche la Samb si sta rafforzando. E poi potrebbe arrivare la Ternana. «Sì ma magari anche Perugia o Pescara. Ogni anno ci sono 4/5 squadre al top. Guardiamo al nostro obiettivo che è vincere perché se lo merita la società, la piazza e i tifosi. La pressione non è un problema ma uno stimolo».Tifosi che tuttavia devono ancora restare fuori dai giochi. Non le sembra un paradosso?«Peggio non c'è rispetto per loro. I cinema e le discoteche sono aperte, nelle manifestazioni sportive minori c'è il pubblico contingentato. Perché per il calcio si usa un altro metro? La pressione delle istituzioni sportive finalmente sta salendo. Penso e spero che almeno in parte a settembre gli stadi saranno riaperti. Sempre tutelando la salute di tutti che resta la priorità».
  8. DOMENICA 9 AGOSTO 2020 - Sarà Allianz-Dolomiti Energia Trento, domenica 30 agosto con orario da definire, la gara d'esordio di Trieste nella Supercoppa del Cinquantenario. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto: anticipazione attendibile ma non ancora ufficiale dal momento che il calendario completo della manifestazione verrà diramato domani dopo che verrà sciolto il nodo della sede in cui si giocheranno le gare del girone comprendente Pesaro, Roma, Sassari e Brindisi. Probabile la scelta di un unico indirizzo (in ballo le sedi di Pesaro e Olbia), una volta assegnato il fattore campo la Lega emetterà il programma della fase eliminatoria che partirà il 27 settembre con la sfida tra Cantù e Milano e si concluderà tra il 18 e il 20 settembre, alla Unipol Arena di Bologna, con le final four a cui parteciperanno le quattro vincitrici dei gironi. Dopo l'esordio casalingo contro Trento, Trieste giocherà mercoledì 2 settembre a Treviso e sabato 5 settembre ancora in casa contro la Reyer Venezia. Il girone di ritorno si aprirà con una doppia trasferta martedì 8 settembre a Venezia e venerdì 11 settembre a Trento per chiudersi lunedì 14 settembre con il match casalingo contro la De Longhi Treviso. Sei partite in 16 giorni, programma decisamente intenso per una squadra che avrà poi ulteriori due settimane per completare la preparazione (saltato il ritiro inizialmente previsto a Lasko) e presentarsi pronta per il campionato.Nel frattempo DeVonte Upson ha terminato la quarantena prevista dalle disposizioni anti-Covid. Domani sarà alla Pineta del Carso per gli ultimi test quindi, se tutto sarà a posto, potrà cominciare ad allenarsi. Un tassello alla volta, l'Allianz sta costruendo il suo puzzle: tra cinque giorni terminerà il periodo "di reclusione" anche Henry mentre si resta in attesa di Udanoh e Doyle il cui arrivo non è ancora certo. Udanoh è a Milano per questioni familiari, la possibilità di unirsi alla squadra dipende da quanta voglia di conoscere mamma e papà avrà nei prossimi giorni la sua primogenita.Discorso diverso per Doyle che dovrebbe arrivare prima di Ferragosto per poi sottostare ai protocolli previsti. Al momento non si sa ancora se anche lui dovrà osservare i 14 giorni di quarantena o se dovrà sottoporsi a doppio tampone a una distanza di tre giorni uno dall'altro. Nel frattempo i primi giorni di preparazione sono volati via abbastanza tranquilli con il consueto lavoro atletico mattutino affidato al professor Paoli e quello pomeridiano in cui i giocatori hanno ricominciato a prendere confidenza con il pallone sotto l'occhio dello staff tecnico. L'unico straniero è Grazulis affiancato dalla vecchia guardia e da Laquintana e Alviti. Con loro i giovani Arnaldo, Longo e Pieri. - Primo scrimmage per la Pallamano Trieste, che sul parquet di RD Butan plin Izola esce sconfitta con il punteggio di 48-31 in favore della formazione allenata dall'ex allenatore biancorosso Fredi Radojkovic.
  9. SABATO 8 AGOSTO 2020 - Si appresta a cominciare la sua quinta stagione con la maglia della Pallacanestro Trieste. Arrivato da Verona nel 2016, Matteo Da Ros (intervistato oggi da Lorenzo Gatto de "Il Piccolo") ha giocato due campionati da protagonista in serie A2 culminati con la promozione al palaFerraris, ha ritrovato la gioia della serie A1 dopo gli esordi giovanili alla Virtus Bologna e ha vissuto un'ultima difficile annata che, per chi come lui fa parte della vecchia guardia, rappresenta un ricordo non proprio piacevole. Stimoli e grandi motivazioni, dunque, raddoppiati dal lungo periodo di stop che lo ha costretto a restare per cinque mesi senza basket. Un'astinenza servita a smaltire le tossine e ripresentarsi con rinnovata determinazione ai nastri di partenza della serie A.«Credo che tutti vogliano cancellare il ricordo della difficile stagione scorsa - sottolinea Da Ros - Sono stati commessi errori da parte di tutti, è innegabile. Per quanto concerne il gruppo storico che è rimasto, quello della promozione per intenderci, è ovvio che senta un peso specifico diverso e che voglia cancellare l'amaro ricordo della stagione scorsa».Un campionato difficile per l'Allianz ma anche per Matteo che in qualche momento ha fatto difficoltà a trovare spazio sul parquet. Aldilà del desiderio di riscatto come squadra ci sono anche obiettivi personali? «Non mi pongo obiettivi personali, sarebbero egoistici e poco pragmatici ai fini di un gioco di squadra. L'unica cosa su cui concentrarci è ritrovare il piacere di vivere lo spogliatoio, la palestra, gli allenamenti. Cose che lo scorso anno, a causa principalmente dei risultati, è andato scemando da parte di tutti ma che stavamo ritrovando verso la fine. Dopo un periodo di stop così lungo il bisogno principale è questo, costruire un gruppo solido e capace di affrontare una stagione difficile. Ma siamo fortemente motivati a farlo».Dal gruppo, dunque, dovrà arrivare la spinta per costruire la nuova stagione. Un gruppo che si sta pian piano formando e che si completerà prima con l'innesto di Upson e Henry e poi con l'arrivo di Doyle. Nuovi acquisti di un mercato che, in generale, ci si aspettava sottotono o comunque non roboante e che invece ha sorpreso per la capacità di regalare colpi inattesi. Che idea si è fatto della nuova stagione e delle prossime avversarie? «Poche idee e pochi pareri, non conoscendo tutti i giocatori. Ovvio che il mercato che hanno fatto corazzate come Milano, Virtus, Venezia, Sassari e Fortitudo sia sotto gli occhi di tutti. Bisognerà vedere come si evolveranno le squadre con tasselli mancanti, sarà, certamente un campionato imprevedibile dal quale aspettarsi qualche sorpresa».E a proposito di mercato e sorprese, la società più attiva in questo momento è naturalmente Roma, l'ultima a muoversi. Virtus che potrebbe inserire nello staff tecnico Riccardo Esposito e ha ufficializzato la firma di Riccardo Cervi, il centro per qualche settimana a Trieste nella parte finale della stagione. Sul fronte stranieri la società capitolina ha puntato Christopher Evans, l'ala lo scorso anno nel campionato di serie A francese con la maglia di Orleans. Giocatore di esperienza, con un passato in Eurolega nella stagione a Gran Canaria, Evans potrebbe ritrovare tra i compagni di squadra Gerald Robinson, altro obiettivo della Virtus con cui ha giocato a Monaco. - Giornata molto importante quella di ieri per il centrocampo della Triestina 2020/21. È arrivata innanzitutto l'ufficialità del rinnovo per Federico Maracchi, ma poi c'è una novità ormai data da più parti per quasi certa, ovvero l'ingaggio di Giuseppe Rizzo, che sarebbe a un passo dal firmare un biennale con opzione per il terzo anno con la società alabardata.Rizzo, messinese classe 1991, sarebbe un altro tassello fondamentale per il reparto nevralgico della formazione alabardata, e corrisponde in effetti all'identikit tracciato da Milanese quando l'amministratore unico ha descritto quali caratteristiche dovrebbe avere il nuovo centrocampista, ovvero una mezzala dalle qualità più difensive e votata all'interdizione. Ebbene Rizzo risponde a questi requisiti, visto che in carriera è stato soprannominato anche come un mini Gattuso, e che i suoi modelli rispondono ai nomi di De Rossi, Nainggolan e Marchisio. Ulteriore nota a favore di un possibile approdo in alabardato, il fatto che Rizzo fino a qualche mese fa giocava con Lodi e Sarno nel Catania, visto che arriva da tre stagioni giocate con i rossoblu siciliani. Ma in precedenza Rizzo ha giocato parecchio in serie B con Reggina, Vicenza, Salernitana, Perugia e Pescara. Anzi, con gli abruzzesi vanta anche 11 presenze in serie A nel 2013. Sul centrocampista siciliano, che piaceva a molte squadre, sembrava essere decisa anche la Sambendettese, ma la Triestina avrebbe operato il sorpasso. Nello scacchiere alabardato Rizzo sarebbe la mezzala di lotta e di fatica, quella conquista palloni, comunque il giocatore all'occorrenza sa destreggiarsi anche da mediano centrale.Se Rizzo è a un passo, la sicurezza è quella della permanenza in alabardato di Federico Maracchi. L'accordo era nell'aria da qualche settimana, anzi dalla società era trapelato chiaramente che una sua conferma non era in dubbio, ma adesso c'è anche la firma. Maracchi, che lo scorso giugno ha compiuto 32 anni, ha prolungato il rapporto con l'Unione con un biennale, con scadenza al 30 giugno 2022. In questi due anni in maglia alabardata il centrocampista ha totalizzato 62 presenze condite da ben 9 reti, anche se sotto l'aspetto realizzativo quasi tutti i gol sono arrivati nella sua prima stagione in alabardato, mentre in quella appena finita ha avuto anche problemi al ginocchio che ne hanno limitato il rendimento. Tutti risolti, comunque, grazie alla pulizia del menisco a inizio giugno.Da ammirare poi la caparbietà e la grinta con cui Maracchi si è allenato e ha cercato la condizione per tutto giugno, tanto da riuscire a essere utilizzato nei play-off. Questa conferma è anche un segnale di continuità della voglia di lasciare comunque una traccia di triestinità in una rosa che negli ultimi mesi ha assunto sempre di più una connotazione meridionale. E con ottimi risultati visti i progressi della squadra. E se arriverà anche Rizzo, siciliano, l'affiatamento con i napoletani Lodi e Sarno è assicurato, visto che fino a qualche mese fa giocavano assieme.
  10. VENERDÌ 7 AGOSTO 2020 - Di nuovo assieme, pronti a ripartire, dopo cinque mesi vissuti senza basket. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto nel suo pezzo su "Il Piccolo": lo scorso 7 marzo, contro Pistoia, l''Allianz Trieste aveva chiuso il suo campionato, si è ritrovata ieri cominciando a lavorare in vista della nuova stagione. Presente la vecchia guardia assieme a Laquintana, Alviti e Grazulis, plotone rafforzato dalla presenza di Arnaldo, Longo e Pieri, i tre giovani del settore giovanile aggregati alla prima squadra. A guidare il gruppo, Juan Manuel Fernandez, punto di riferimento riconosciuto della nuova Allianz.Terzo campionato in serie A, un ruolo da leader che rappresenta una grande responsabilità ma allo stesso tempo un forte stimolo professionale. Come si riparte in questa stagione? "Si riparte con tanta voglia perchè siamo fermi veramente da tanto tempo. Una situazione particolare che mi rende carico e curioso di vedere come lavoreremo assieme con la nuova squadra. Personalmente sono soddisfatto: sentirmi leader è una cosa che cercavo da molto tempo. Devo ringraziare la società per la fiducia che cercherò di ripagare sul campo. A Trieste mi trovo benissimo e per me non ci poteva essere una situazione migliore, spero di lavorare bene con i ragazzi e di vincere tante partite quest'anno". Qual è la sua opinione sulla nuova squadra e in generale sui singoli con particolare riferimento al "collega di reparto" Laquintana? "Tommaso lo conosco per averci giocato contro. È un giocatore che mi piace molto, che ha uno stile di gioco diverso dal mio e questo è positivo perchè potremo portare in campo due stili diversi così come giocare insieme. Sono contento del suo arrivo così come di quello di Alviti e degli americani. Alcuni li conosco per averli visti, altri non tanto. Sono fiducioso che sentiranno l'emozione di giocare a Trieste come la sentiamo noi che siamo qui da diversi anni. Capiranno da subito cosa significa giocare per questa città e per questa gente e speriamo che il gruppo possa essere la forza in più anche quest'anno come è sempre stata". Ci si aspettava un mercato in tono minore e invece ci sono stati movimenti importanti che hanno portato alla costruzione di squadre certamente interessanti. Cosa pensa della prossima serie A? "Ero certo che le big si sarebbero mosse senza problemi. Milano a occhio ha fatto uno squadrone, la Virtus Bologna ha confermato il nucleo dello scorso anno, mi intriga la Fortitudo. Sarà un campionato strano con tanti punti di domanda, molto dipenderà dalla possibilità di giocare con il pubblico. Per adesso, visto il poco tempo che abbiamo a disposizione fino all'inizio della Supercoppa, cerco di pensare a noi. Sarà una preparazione diversa dal solito in cui dovremo essere pronti a cambiare metodologie di lavoro se le cose dovessero mutare. Da parte nostra mi aspetto un campionato con tanta voglia di riscatto, la vecchia guardia vuole togliersi soddisfazioni puntando più in alto possibile". A proposito di pubblico c'è ancora grande incertezza in vista della prossima stagione. Per voi, che lo scorso 7 marzo, avete toccato con mano cosa significa giocare in un palazzetto vuoto e silenzioso, cosa significa il rischio di una stagione a porte chiuse? "Giocare senza pubblico è brutto, lo faremo se ci daranno l'ordine di farlo ma personalmente preferirei avere al mio fianco i tifosi. Noi abbiamo uno dei palazzetti più belli e una delle tifoserie più calde, per noi sarebbe un valore aggiunto importante. Spero davvero che la situazione continui a migliorare e si possa arrivare al campionato con il pubblico sugli spalti". - Al momento sono solamente voci, ma i rumors attorno alla Triestina continuano a essere numerosi sul fronte mercato. Ritorna un nome che si era già fatto qualche tempo fa, ovvero quello di Antonio Vacca, centrocampista classe 1990, per il quale la società alabardata avrebbe aperto negli ultimi giorni una trattativa per il Venezia. Il giocatore napoletano, tra l'altro, pare conosca bene Gautieri e Sarno, oltre a Milanese, e questo potrebbe avere un'influenza su un'eventuale scelta, anche se il giocatore piace parecchio anche al Catania. Da notare però che, per caratteristiche, Vacca come ruolo principale avrebbe in pratica lo stesso di Lodi, regista basso davanti la difesa, anche se forse potrebbe giocare anche da mezzala. Un altro nome spuntato in ottica Unione è quello di Andrea Pastore, 26 anni, terzino sinistro del Lecco con la capacità di giostrare anche da centrocampista. Oltre che alla Triestina, Pastore piacerebbe al Catanzaro. Un'ultima possibilità, questa dell'approdo in Calabria, che sembra aumentare dopo che il Catanzaro ha ufficializzato l'arrivo in panchina di Antonio Calabro (l'ex allenatore della Viterbese ha firmato un biennale), un tecnico al quale il giocatore piace molto. Intanto, mentre si apre la caccia agli svincolati del Siena e il Gubbio si fionda subito sul centrocampista Fabio Gerli. la Sambenedettese continua a essere attivissima e ha ufficializzato l'arrivo dalla Fermana del centrocampista Antonio Bacio Terracino, mentre dovrebbe essere ormai vicino anche l'arrivo in prestito dal Parma dell'attaccante Manuel Nocciolini. E a proposito di attaccanti, l'Alessandria ha un obiettivo a dir poco speciale: la squadra piemontese sarebbe infatti sulle tracce di Alessandro Pazzini che, chiusa la sua esperienza all'Hellas Verona, medita sul proprio futuro.
  11. GIOVEDÌ 6 AGOSTO 2020 - Vicenza e Reggiana sono già volate in serie B, ma il girone della Triestina del prossimo campionato non si prospetta certo una passeggiata, anzi. A fronteggiare l'Unione, di squadre quotate, non ci sarà solamente il Padova, con le solite eventuali outsider Südtirol e Feralpisalò (e occhio a Sambendettese e Modena che si stanno muovendo bene sul mercato). Il problema, come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", è che nel girone B si prospetta innanzitutto il quasi certo ritorno della Ternana, ma in più c'è il grosso spauracchio del possibile arrivo del Perugia o del Pescara (o addirittura di entrambe), perché è ovvio che le retrocesse dalla B non incutono timore solo per il loro valore tecnico, ma anche del paracadute di cui beneficiano con relativi denari da investire. Ovviamente non c'è ancora nessun quadro completo, bisogna vedere chi sarà a posto con l'iscrizione, quali saranno ripescaggi e riammissioni, ma al momento ci sono delle novità certe per il girone della Triestina: come detto non ci saranno né il Vicenza né la Reggiana (promosse in B), non ci saranno inoltre (a meno di riammissioni) Arzignano, Rimini e Ravenna (retrocesse), e neppure il Campodarsego (rinuncia). Questa notevole perdita di squadre venete e romagnole, fa presagire un possibile allargamento geografico del girone. Ecco perché la Ternana dovrebbe sicuramente far compagnia all'Unione, che del resto ha già l'altra umbra Gubbio nel proprio girone. Ma la situazione è in evoluzione guardando soprattutto alla situazione in serie B e ai possibili scenari che si prospettano. Le tre squadre già retrocesse dai cadetti, ovvero Trapani, Juve Stabia e Livorno, non riguardano la Triestina. Ma il play-out che si giocherà il 10 agosto metterà di fronte Perugia-Pescara e in caso di sconfitta degli umbri, è quasi certo che anche il Perugia possa rientrare nel girone della Triestina, con ulteriori difficoltà in più visto che ai grifoni le ambizioni di risalita non mancheranno. Ma attenzione, in caso di sconfitta del Pescara, non è detto che anche gli abruzzesi non possano rientrare a far parte del girone B. Del resto, con il drastico abbassamento di squadre venete e romagnole, dipende dove si deciderà di allargare il raggruppamento, se verso ovest (squadre lombarde) o verso sud. In quest'ultimo caso anche Pescara e Teramo potrebbero rientrare. Ma c'è un dubbio sul play-out di serie B che verrà sciolto proprio oggi: nella giornata odierna si saprà infatti l'esito del ricorso del Trapani al Collegio di Garanzia del Coni avverso i 2 punti di penalità comminati per il ritardato pagamento degli stipendi. Qualora il ricorso venisse accolto e i 2 punti revocati, il Trapani sarebbe salvo, mentre il Pescara sprofonderebbe in C e Perugia e Cosenza si affronterebbero ai play-out. Nel caso il ricorso fosse solo parzialmente accolto, con la revoca di 1 punto di penalità, allora a retrocedere sarebbe sempre il Pescara ma il play-out si giocherebbe fra Perugia e Trapani. Insomma, se al Trapani ridanno indietro i punti, esiste il concreto rischio che la Triestina si ritrovi sia Perugia che Pescara il prossimo anno. E non è esattamente un'ipotesi incoraggiante. - Flessibili e ambiziosi. Aggettivi declinati così, al plurale. Perchè il concetto, Mario Ghiacci presidente dell'Allianz Pallacanestro Trieste lo estende a tutte le anime in biancorosso. Lo scrive Roberto Degrassi: flessibili perchè «abbiamo imparato in questi mesi ad avanzare settimana per settimana, giorno per giorno». E il periodo della flessibilità è destinato ad allungarsi in uno scenario del basket italiano che dà poche certezze che non siano le date d'inizio di Supercoppa e del campionato. Si spera nell'apertura almeno parziale al pubblico, si spera in una immediata approvazione del credito d'imposta, si spera che i vincoli della quarantena imposti agli atleti dagli Usa possano venir ridotti con la verifica dei tamponi. Per navigare verso il futuro, in sostanza, serve flessibilità. La stessa usata durante il mercato, pronti a cogliere le occasioni.Ma al popolo biancorosso fa molto più effetto sentire l'altro aggettivo pronunciato da Ghiacci durante la conferenza stampa che condotta insieme al tecnico Eugenio Dalmasson ieri mattina all'Allianz Dome ha di fatto inaugurato la stagione della Pallacanestro Trieste. Ambiziosi. «Vogliamo essere ambiziosi - spiega Ghiacci - Abbiamo allestito una squadra competitiva, con giocatori con forti motivazioni, talento e fisicità. Una squadra che vogliamo far vedere al nostro pubblico perchè siamo convinti che saprà farsi apprezzare». E intanto il presidente e il coach respirano l'aria del palazzone di Valmaura. «Ci riappropriamo di un'emozione». Con un'occhiata al parquet a nuovo. «Lo abbiamo rinnovato, rappresenta un salto di qualità per abbellire un Palasport stupendo».Ghiacci ringrazia Cda, soci e staff. Allianz e Bluenergy «perché ci hanno permesso di essere concreti in questo mercato». E la lista dei ringraziamenti aspetta di essere allungata nelle prossime settimane, credito d'imposta permettendo.Intanto, da oggi per otto giocatori sarà il momento di cominciare la preparazione. Upson, che è stato il primo tra i nuovi Usa a iniziare il periodo di quarantena, dovrebbe unirsi al gruppo la prossima settimana. Un gruppo, ha osservato Ghiacci, «che abbiamo costruito insieme a Eugenio lavorando come ai vecchi tempi». I vecchi tempi di successi anche se il coach difende la squadra dell'ultima parte dello scorso campionato: «Eravamo intervenuti per migliorarla, stavamo crescendo e ci saremmo fatti apprezzare salvandoci sul campo». - Un giovane talento serbo per completare il roster e mettere a disposizione del tecnico Carpanese la rosa al completo. Nikola Arsenic (come scrive oggi Lorenzo Gatto) è pronto a partire, valigie fatte e la voglia di arrivare a Trieste per unirsi quanto prima ai suoi nuovi compagni di squadra. Il nodo da sciogliere resta però quello legato al ritiro del visto con cui poter entrare in Italia. La Pallamano Trieste ci sta lavorando sodo, senza soste, nel tentativo di trovare una soluzione e nel frattempo guarda alla prima amichevole della stagione che sabato alle 18, sul parquet di Isola, la vedrà in campo contro la locale formazione guidata da Fredi Radojkovic e che vedrà l'ex Thomas Postogna impegnato a difendere i pali della porta della compagine slovena. Arsenic e Trieste, un feeling nato nel corso di un mercato che ha visto il ds Giorgio Oveglia orientarsi con convinzione sul terzino centrale lo scorso anno in Italia con la maglia dello Sparer Appiano. «È un giocatore che ci ha impressionato da subito - sottolinea Oveglia - per l'ottima predisposizione a giocare in uno contro uno e per la capacita di mettere in difficoltà le difese avversarie grazie a un ottimo tiro da fuori. È giovane ma ha già diverse esperienze lontano da casa e il fatto che abbia giocato in Italia e conosca il nostro campionato è senza dubbio un valore aggiunto». Ad Appiano ha lasciato un ottimo ricordo, la società alto atesina ha confermato il mancino russo ma, se le norme l'avessero permesso, avrebbe trattenuto anche lui. «Quando ci siamo messi sul mercato alla ricerca di un terzino destro abbiamo pensato immediatamente ad Arsenic. Le valutazioni sull'impegno economico ci hanno dato margini di trattativa e siamo andati con decisione su un giocatore che può essere importante nell'economia della nostra squadra. Il suo gioco può liberare Dapiran e Bratkovic, trovando una buona intesa con Radojkovic e Hrovatin e creando spazi per Popovic che grazie alla sua vicinanza può trovare senza dubbio benefici». Trieste, dunque, pronta ad accoglierlo se le condizioni lo permetteranno. Nel frattempo continua la preparazione di una squadra che sta terminando la seconda settimana di preparazione in vista dell'esordio in campionato previsto a Sassari il prossimo 5 settembre. Dopo l'amichevole di sabato a Isola una serie di incontri già programmati dallo staff tecnico biancorosso. Venerdì 14 secondo match di questo intenso mese di agosto contro lo Zamet quindi il 21 sarà la volta di Umago e il 28 di Capodistria.
  12. MERCOLEDÌ 5 AGOSTO 2020 - Arsenic o non Arsenic, questo è il problema in casa Pallamano Trieste dove il destino del giovane terzino serbo è in questi giorni appeso a un filo esile. Si gioca tutto sulla possibilità di far arrivare il giocatore in tempi stretti per potergli permettere di rispettare la prevista quarantena e consegnarlo nelle mani di un sempre più impaziente Carpanese.In campo per preparare la stagione ormai da una decina di giorni, Trieste sta prendendo pian piano forma con l'inserimento di Dapiran e Bratkovic e il consolidamento del nucleo storico. Sabato alle 18, a Isola, la prima amichevole, test utile per alleggerire la pressione di due settimane di lavoro nella quale la squadra ha lavorato con il preparatore Sain e il tecnico Carpanese. Come scrive oggi Lorenzo Gatto, l'accordo tra Pallamano Trieste e Arsenic è definito, il giocatore ha sottoscritto il contratto per la prossima stagione e si sta allenando a casa in attesa di poter partire e raggiungere la sua nuova squadra. Il problema è la chiusura del confine con la Serbia e la difficoltà di far arrivare al giocatore il visto necessario per farlo entrare in Italia. «Ci stiamo lavorando ormai da giorni- sottolinea la presidente Alessandra Orlich. Stiamo cercando di trovare la soluzione per portarlo a Trieste perchè è un atleta al quale non vorremmo dover rinunciare. Ci piace sia come giocatore che come persona, ha dimostrato grande voglia di venire da noi e sarebbe un peccato dover puntare su un altro terzino».Il contratto tra Trieste e Arsenic prevede tra le clausole una possibilità di uscita da parte della società nel caso in cui la situazione non dovesse sbloccarsi. Ma certo, doversi rimettere sul mercato a preparazione iniziata e con un solo mese dall'inizio della nuova stagione non è l'obiettivo della pallamano Trieste. - L'Assemblea della Legabasket, preso atto della volontà delle società aventi diritto, ha ratificato la permanenza nella massima serie delle 16 squadre iscritte al prossimo campionato. La prossima serie A, con Cremona e Roma regolarmente ai nastri di partenza, prenderà il via alla fine di settembre preceduta dalla Supercoppa del Cinquantenario, la manifestazione che dal 27 agosto fungerà da gustoso antipasto della nuova stagione. Quattro gironi da quattro squadre con gare di andata e ritorno: le prime classificate di ogni raggruppamento si qualificheranno per le final four che si disputeranno a Bologna, nella Segafredo Arena, da venerdì 18 a domenica 20 settembre. Divisione territoriale e competenza geografica per i quattro raggruppamenti. Il girone A sarà composto da Brescia, Milano, Varese e Cantù, il girone B da Virtus e Fortitudo Bologna, Cremona e Reggiana, il girone C da Venezia, Trento, Treviso e Trieste, il girone D da Sassari, Brindisi, Roma e Pesaro. Il calendario con date e orari delle gare dovrebbe essere annunciato dopo il consiglio federale della Fip in programma a Roma domani alle 14. Le gare di Supercoppa saranno interamente seguite da Eurosport che sta definendo con la Lega l'accordo come title sponsor della manifestazione. Nodo focale il ritorno dei tifosi nei palazzetti. Si preannuncia un settembre caldo in questo senso con Fip e Lega che dovranno trovare assieme al ministro Spadafora una strada comune per andare incontro alle esigenze delle società. Nel frattempo si lavora per gradi, l'obiettivo sarebbe quello di garantire l'accesso a un numero massimo di mille persone nelle gare di Supercoppa. Il provvedimento, ancora da studiare nei dettagli, potrebbe essere inserito nel "decreto agosto" (quello che conterrà anche le norme legate al Credito di Imposta per una cifra attorno ai 60 milioni di euro) e che il governo dovrebbe varare nella giornata di domani. Con che criteri le società gestiranno l'ingresso degli spettatori nei loro palazzetti, quali dovranno essere le misure di sicurezza da applicare e come verranno scelti i settori nei quali destinare i tifosi è ancora tutto da definire. Nel frattempo, in casa Allianz, continuano le visite mediche nel rispetto della procedura antiCovid, con i giocatori che in questi giorni saranno sottoposti a tampone e test sierologico. Se tutto sarà a postogiocatori, staff tecnico, massaggiatori e fisioterapisti si presenteranno al raduno in programma giovedì. Presente il nucleo italiano formato da Fernandez, Laquintana, Cavaliero, Coronica, Alviti e Da Ros unitamente a Grazulis e Udanoh. Upson e Henry, già a Trieste, stanno rispettando il periodo di due settimane di quarantena e si uniranno successivamente al gruppo così come Doyle che però deve ancora ricevere il visto grazie al quale potrà imbarcarsi per l'Italia e raggiungere Trieste.
  13. MARTEDÌ 4 AGOSTO 2020 - Si riaffaccia sul palcoscenico della serie A con l'energia di un ragazzino. Lo scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo": per Franco Ciani il ritorno nel massimo campionato a quasi 15 anni dall'esperienza vissuta a Livorno, significa mettersi alla prova. Arriva chiamato da Eugenio Dalmasson, sulla base di un'amicizia e una reciproca stima professionale per dare un contributo importante in una stagione che per mille motivi si annuncia tanto difficile quanto stimolante. «Ripeto un po' le cose che ho detto quando ho accettato la proposta dell'Allianz- sottolinea Ciani- e cioè che da un punto di vista personale quest'avventura mi regala grandi motivazioni partendo dalla curiosità di ritrovarmi con un livello professionale che ho già conosciuto ma che è molto cambiato nel corso degli anni. Ritorno in serie A con un'esperienza e una consapevolezza diversa e la voglia di confrontarmi con quello che è stato il mio cammino delle ultime stagioni. Negli ultimi quindici anni credo di aver consolidato conoscenze e certezze, è arrivato il momento di mettermi alla prova per verificare i frutti di questo lavoro". Trieste pronta a partire, dunque, in un mercato che il presidente Ghiacci e coach Dalmasson hanno costruito con pazienza e attenzione assemblando, giocatore dopo giocatore, una squadra capace di supportare le ambizioni dell'Allianz. «Credo che la società abbia lavorato molto bene- continua Ciani- e dobbiamo essere soddisfatti della squadra che esce da questo mercato. Una Trieste rinnovata ma con un potenziale importante, un gruppo duttile e con caratteristiche che ci permetteranno di cambiare molto nel corso della stagione ma anche della stessa partita. Il punto di forza restano gli italiani: giocatori di spessore e non di complemento, uomini in grado di dare un contributo tangibile. Credo sia fondamentale l'equilibrio in campo tra italiani e stranieri e in questo senso la nuova Alllianz parte con il piede giusto. Poi è chiaro, una squadra rinnovata dovrà cercare la giusta amalgama in palestra ma mi sembra che la voglia e la disponibilità che abbiamo percepito siano il viatico migliore per impostare una stagione piacevole». Squadra chiusa con il botto grazie all'arrivo di Milton Doyle, un giocatore che a ragione può essere considerato la ciliegina sulla torta. «A volte puntare i riflettori sulla ciliegina toglie importanza alla torta- spiega il tecnico udinese. E' vero che Doyle è un buon giocatore ma è altrettanto vero che le sue qualità assumono un valore ancora maggiore se inserite nel contesto della squadra. Lui sarà un riferimento offensivo oltre che un difensore capace di rendersi utile, porterà nel gruppo la sua capacità di segnare ma anche quella di giocare per i compagni». Un'ultima battuta da Ciani sulla situazione post covid e sui protocolli molto penalizzanti con cui le squadre dovranno fare i conti. «Non mi compete la parte relativa alla gestione dei costi- conclude Franco- certo che da addetto ai lavori non può non esserci preoccupazione per ciò che stiamo vivendo. Giocare senza pubblico snaturerebbe l'essenza del nostro movimento» - Intanto, in attesa di conferme sull'introduzione del credito di imposta, in attesa delle norme che regoleranno i protocolli sanitari e l'eventuale accesso del pubblico alle gare che da fine settembre sanciranno la ripresa dell'attività, il mondo del basket si interroga sul suo futuro. Lo farà oggi a Bologna in una riunione di Lega che, all'ordine del giorno, avrà la ratifica delle 16 squadre aventi diritto a partecipare al prossimo campionato oltre che la partita dei diritti televisivi. CREDITO DI IMPOSTA: Condizionale d'obbligo, come da troppi mesi a questa parte, per una norma che diventa vitale per consentire alle società di mantenere attive molte delle vecchie sponsorizzazioni. Le voci raccolte dicono che il credito di imposta sulle sponsorizzazioni sportive entrerà nell'elenco delle misure che il governo approverà nel prossimo decreto agosto. In attesa delle opportune verifiche, le società attendono le modalità applicative di una misura che, sempre secondo le voci raccolte, dovrebbe avere un impatto economico inferiore rispetto alle ipotesi iniziali passando dai 100 ai 60 milioni di bonus. Quello che resta da capire è in quale misura e fino a che tetto massimo si potrà ottenere lo sconto PUBBLICO: Il tema caldo dell'assemblea in programma oggi riguarderà proprio la presenza dei tifosi sugli spalti. Troppe società, più o meno in maniera dichiarata, sostengono l'ipotesi di un rinvio nel caso in cui non dovesse arrivare il nulla osta da parte del Comitato Scientifico al quale è affidata l'ultima parola. Ci si aspetta battaglia su un aspetto troppo vincolante per il futuro delle società. Senza gli incassi del botteghino, il regolare svolgimento della stagione potrebbe essere a rischio.DIRITTI TV: La proposta sarà quella di ratificare gli accordi in essere con la Rai (in chiaro) e con Discovery (diritti criptati in streaming) rimandando il varo per il nuovo triennio che, complice l'emergenza Covid, passerà dalla durata 2020-2023 a quella 2021-2024. In caso di accordo, la firmaentro i prossimi 15 giorni dovrebbe garantire la copertura televisiva per la Supercoppa che inizierà il 29 agosto e sarà affidata a Eurosport.
  14. LUNEDÌ 3 AGOSTO 2020 - La società l'ha già ampiamente fatto capire, manca solo l'ufficialità che probabilmente arriverà dopo un incontro nei prossimi giorni: Federico Maracchi - come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo" - anche la prossima stagione vestirà la maglia alabardata e resterà una bandiera di triestinità in un gruppo il cui obiettivo, come ammette anche il centrocampista, è senza dubbio quello di riportare la Triestina in serie B. E proprio Maracchi, ora che ha messo finalmente alle spalle il problema al ginocchio, potrà essere ancora più importante in mezzo al campo. Maracchi, è stata un'annata particolare per tutti, ma per lei si sono aggiunti anche i problemi al ginocchio: come è andata? «A inizio stagione avevo un certo fastidio, ma riuscivo ancora a gestirlo bene. Poi invece con i primi freddi il ginocchio ha iniziato a gonfiarsi sempre di più e ho sofferto parecchio. Tanto che a un certo punto ho deciso che, appena sarebbe stato possibile, bisognava fare una pulizia del menisco». È quello il motivo di una stagione piuttosto altalenante?«Si, ne ho risentito ed è stata una stagione di alti e bassi quest'anno, come del resto quella della squadra che non riusciva a ingranare nella prima parte di stagione. Poi, proprio nel momento in cui si stava iniziando a ingranare, è arrivato il blocco del campionato». L'operazione è avvenuta a inizio giugno: non era possibile farla prima? «No, non si poteva fare perché tutte le cliniche erano chiuse per il lockdown. Ne ho parlato con Milanese e abbiamo deciso che appena ci fosse stata l'opportunità, avremmo fatto la pulizia del menisco in modo da avere le tempistiche giuste per poi essere disponibile per i play-off, come in effetti poi è avvenuto». Anche se è stata un po' una rincorsa quella dell'ultimo mese, vero? «Sì, non sono riuscito a lavorare tantissimo assieme alla squadra, ma del resto se non fossi riuscito a fare l'operazione, questa storia sarebbe andata avanti all'infinito. Invece per fortuna ora ho risolto definitivamente il problema». E a Potenza come è andata? «Non pensavo di giocare, poi vista l'espulsione di Giorico ero entrato già a Bressanone e poi a Potenza è toccato a me. Comunque mi sentivo bene,ovviamente non potevo essere al cento per cento, ma finché le gambe giravano ho avuto solo sensazioni positive. Peccato per il risultato, brucia ancora per come è andata, ma il calcio è cosi e soprattutto i play-off sono sempre un terno al lotto». Alla luce di quello che è accaduto dopo, questa Triestina poteva arrivare fino in fondo?«Certo, con un po' di fortuna si poteva anche farcela. Se pensiamo che il Potenza ha avuto un rigore per andare in vantaggio in casa di quella Reggiana che poi è stata promossa, e che noi a Potenza avevamo dominato la partita in un ambientino non certo semplice, è ovvio che l'eliminazione brucia ancora di più». Cosa manca a questa Triestina per essere da vertice assoluto? «Direi che mancano solo quei due-tre ritocchi giusti al posto giusto e possiamo essere molto competitivi. Dopo la finale persa con il Pisa va detto che probabilmente con quella squadra avevamo fatto il massimo, stavolta invece secondo me ci sono ancora margini di miglioramento, per cui basta poco per fare il salto». L'arrivo di Lodi è stato un toccasana per il centrocampo?«Sì, è un giocatore di grande personalità ed esperienza, che serve moltissimo in certi momenti delle partite». Le modalità dell'eliminazione saranno un'ulteriore molla per la prossima stagione? «Sì, di certo ci darà ancora più stimoli, anche se le motivazioni già ce le abbiamo e il nostro obiettivo è quello che portiamo avanti già da due stagioni, ovvero riportare la Triestina in serie B. Sarà ancora una volta un girone molto difficile, però è chiaro che partiamo per vincere» - Regna il caos nel mondo del basket a poco meno di un mese dalla partenza della Supercoppa e dall'avvio della nuova stagione. Lo scrive Lorenzo Gatto oggi: quali saranno le regole che i club dovranno rispettare per adeguarsi ai parametri attualmente previsti e soprattutto quali saranno i protocolli applicati nelle prossime settimane è la domanda che il presidente della Lega, Umberto Gandini, ha sottoposto al ministro dello sport Spadafora. Una domanda alla quale, già nei prossimi giorni, il governo dovrà dare una risposta e da cui dipenderà il destino di molte società anche nella massima serie. IL PROTOCOLLO SANITARIO: Nel documento elaborato dal governo si preventiva una spesa per i club attorno ai 10 mila euro mensili per la sanificazione delle aree comuni dei palazzetti, per tamponi fatti ogni quattro giorni e per le precauzioni necessarie alle squadre che viaggiano in trasferta. Secondo il protocollo, inoltre, le squadre dovranno sostenere un test sierologico cinque giorni prima dei tornei di preparazione, da ripetere anche prima della Supercoppa di agosto e dell'avvio del campionato previsto a fine settembre. LE PAROLE DEL PRESIDENTE GANDINI: «All'inizio sarà così- ha sottolineato il presidente della Lega- ma è impensabile pensare di mantenere questo regime per tutta la stagione. Se l'evoluzione del virus dovesse rimanere quella attuale e viste anche le aperture su altri aspetti della vita quotidiana, auspichiamo un allentamento dei vincoli e di conseguenza anche dei costi. Col ministro Spadafora stiamo affrontando proprio queste tematiche legate alla ripartenza». SPERANZE: Si vive di auspici ma, per il momento, il mondo del basket è lontano da certezze di qualsiasi tipo. Così come quelle legate all'apertura dei palazzetti e alla presenza del pubblico sugli spalti. Le indicazioni presenti nel documento ufficiale ipotizzano infatti una ripresa a porte chiuse. Nei palasport al momento sono previsti 125 persone tra giocatori, Staff e addetti ai lavori. «Anche su questo- ha concluso Gandini- abbiamo un comitato tecnico che sta lavorando per la riapertura al pubblico considerando le normative esistenti. Puntiamo a riportare i tifosi e per farlo probabilmente dovremo adattare le nostre arene. Ulteriori costi su cui auspichiamo un aiuto da parte dello stato»
  15. DOMENICA 2 AGOSTO 2020 - Con la serie C in archivio, la A quasi e la B che deve consumare la sua coda con playoff e playout il tema sul come cominciare la prossima stagione balza in testa all'agenda. Se ne parla su "Il Piccolo" odierno con il pezzo di Ciro Esposito: forse non ancora per il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ma per i club coinvolti la questione protocolli e soprattutto l'apertura al pubblico diventano elementi decisivi per un minimo di pianificazione. Anzi per la terza serie l'ingresso del pubblico negli stadi, seppur parziale e ben controllato, diventa decisivo. E la Triestina con il suo amministratore unico Mauro Milanese è una delle società che sta scandendo il pressing sulla Lega Pro. Ieri, sulla chat condivisa anche dal numero uno della Lega Francesco Ghirelli, Milanese ha espresso la sua opinione sottoscritta da molte società. «Ho chiesto che è necessario muoversi subito chiedendo un'apertura al pubblico del 50% magari per ottenere un 30% - è il pensiero di Milanese -. Credo sia nell'interesse di tutti perché senza pubblico e di conseguenza senza sponsor non si può sostenere una stagione di serie C». C'è un problema economico ma anche di appeal e rispetto dei tifosi (che infatti si stanno mobilitando) posto che anche l'offerta televisiva della C è molto limitata rispetto a quella delle due categorie superiori. «Sempre nel rispetto delle tutele sanitarie l'obiettivo da raggiungere in una prima fase è quello di garantire almeno l'ingresso agli abbonati. Perché a porte chiuse nessuno sponsor è comprensibilmente disposto a investire. Dobbiamo programmare le entrate della prossima stagione sportiva. Il percorso può essere graduale e siamo in grado di applicare le normative purché dettate dal buon senso. Al di là del distanziamento già previsto, decida il Comitato tecnico scientifico se servono le mascherine, gli ingressi si possono scaglionare attraverso i tornelli dove si può misurare la temperatura a ciascun spettatore». In effetti il via libera agli spettacoli, pur con pubblico limitato, c'è già su tutto il territorio nazionale e anche alcuni presidenti di Regione, tra i quali Massimiliano Fedriga, stanno dando il via libera nel caso di manifestazioni sportive riservate ai dilettanti. Entrando nel merito dello stadio Rocco la Triestina con un potenziale di 7 mila posti si troverebbe di fronte a una stagione quasi normale anche se condizionata dall'evoluzione della pandemia.E così sarebbe anche per le altre grandi piazze al pari di quelle più piccole i cui impianti da 2.500-3.000 posti difficilmente arrivano alle mille presenze. «Per me il buonsenso dovrebbe prevalere perché il calcio non è poi così diverso dalle altre attività. Anzi è la terzo comparto economico del Paese. Dobbiamo prendere una posizione unitaria e farci sentire a costo di mettere in preventivo anche la possibilità di uno sciopero». Parole forti anche per provocare una scossa quelle di Milanese che sollecita gli altri presidenti a chiedere al presidente Ghirelli di inviare «a chi di dovere» un documento ufficiale sulla scia di quanto fatto in questi giorni dalla Lega Nazionale Dilettanti. Insomma la partita, prima di tornare in campo, è di quelle importanti come e più di una finale. Una partita che si giocherà convivendo con il coronavirus.Perché se chiudere una stagione fermata a due terzi dal Covid era doveroso e le società hanno dimostrato capacità e disponibilità, cominciarne una nuova al buio sarebbe pericolosissimo per la tenuta di un sistema C finanziariamente poco solido. - È arrivato a Trieste da un paio di giorni e sta rispettando la quarantena prevista per chi entra in Italia dagli Stati Uniti. Myke Henry (intervistato da Lorenzo Gatto) è atteso da due settimane di isolamento, periodo in cui cercherà di mantenere la condizione fisica grazie al programma che il preparatore dell'Allianz, il professor Paoli, ha preparato per lui. A cavallo di ferragosto, se tampone e test sierologico saranno negativi, potrà finalmente unirsi al resto della squadra per cominciare una stagione che aspetta con grande voglia e curiosità. La sua carriera, eccezion fatta per l'esperienza in Israele, l'ha vista sempre giocare negli Stati Uniti. Cosa l'ha spinto a scegliere l'Europa in generale e l'Italia in particolare? «Ho scelto l'Europa perché un mercato in cui non ho mai giocato prima e penso che fosse arrivato il momento per me di esplorare nuovi posti. L'Italia è un paese bellissimo che non puoi non apprezzare in quanto è ricco di storia. In più ho sentito che il vostro campionato è di un buon livello e questo mi darà la possibilità di mettermi alla prova per crescere e migliorare». Ha preso informazioni sul basket italiano? Cosa conosce del nostro campionato? «Quando è arrivata l'offerta di Trieste ho chiesto naturalmente informazioni sul campionato e mi sono fatto spiegare che tipo di basket si gioca. Ma non ho approfondito più di tanto, voglio concentrarmi principalmente su di me e sulla squadra per capire come lavorare al meglio per vincere». Ha dichiarato in una intervista che il suo sogno resta quello di giocare nella Nba. Visto il percorso che negli ultimi anni ha fatto Javonte Green, l'Italia può essere in questo senso un trampolino di lancio? «Sì, il mio obiettivo è senza dubbio dimostrare che ho le capacità e il talento per approdare nella Nba. E altrettanto penso che l'Italia possa davvero essere un buon trampolino di lancio per dimostrare il mio valore. Voglio però puntualizzare che sono concentrato solo su Trieste e che il mio obiettivo principale e giocare bene per vincere qui". Non è mai facile parlare di se stessi ma ci regala una breve presentazione del Myke Henry giocatore? «Mi considerano un realizzatore puro perchè riesco a segnare con una certa facilità ma devo dire che mi considero un giocatore completo e pericoloso a tutto campo, uno che in campo sa mettersi al servizio dei compagni di squadra e che fa il possibile per portare la mia squadra alla vittoria». Un'ultima battuta rivolta ai tifosi dell'Allianz. Nella speranza di poterli vedere molto presto all'interno del palazzetto, vuole dire loro qualcosa? «Voglio ringraziarli perchè non ho ancora giocato una partita con la maglia di Trieste eppure sento il loro sostegno e il loro supporto e questo è davvero particolare e molto bello. Ciò che posso dire e promettere»
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