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  1. SABATO 23 MARZO 2019 - «Crediamo nell'idea di pallamano che ci ha proposto Carpanese: il matrimonio sta funzionando e sono sicuro che continuerà così».Marco Visintin, capitano biancorosso, sottolinea con soddisfazione a Lorenzo Gatto sul numero odierno de "Il Piccolo" il momento dell'Alabarda, alla vigilia della trasferta che questa sera alle 20.30 porterà Trieste sul campo di Cassano Magnago. Partita dura contro un'avversaria in lotta per i play-off. «Cassano è una squadra giovane e capace di giocare una pallamano veloce - continua Visintin -: ci ha messo in difficoltà sia in campionato che in coppa. Abbiamo un conto in sospeso, vogliamo fare la nostra partita e portare a casa i due punti. Abbiamo il morale alto e ci proveremo».Sarà un'Alabarda diversa da quella sconfitta 23-22 in campionato ed eliminata nei quarti di coppa Italia. «Con l'arrivo di Carpanese sulla panchina abbiamo impostato un gioco più veloce, divertente e spettacolare - continua il capitano - grazie al quale abbiamo aumentato la media dei gol segnati. È un gioco che porta dei rischi in termini di palle perse e aumenta le difficoltà per la nostra difesa ma siamo convinti che ne valga la pena».Con il quarto posto ormai lontano, il finale di stagione rischia di trasformarsi in una sorta di inutile appendice. «Siamo sesti a pochi punti da Fasano e Cassano che ci precedono - conclude Marco Visintin - ed è un peccato perchè abbiamo buttato via qualche partita. Siamo consapevoli che possiamo fare ancora tanti punti, fino alla fine lotteremo e proveremo a migliorare la nostra posizione» - La FIBA chiama Trieste, Trieste risponde. Come scrive Raffaele Baldini, sempre sul quotidiano locale odierno, Gianluca Mauro in rappresentanza del gruppo Alma, essendo il Presidente Luigi Scavone impegnato su altri importanti fronti lavorativi, ha incontrato a Mies (vicino a Ginevra) il board federale nelle figure del CEO Patrick Comninos e del Competition Manager Dejan Lekic. L'invito è partito proprio dalla FIBA, come ci tiene a sottolineare Mauro: «siamo orgogliosi di esser stati ricevuti quale tangibile segno di interesse verso la realtà cestistica triestina. Hanno vivisezionato tre anni di gestione in continua crescita, hanno potuto constatare il gran numero di appassionati che riempiono l'Allianz Dome, la virtuosa situazione economica e i risultati sportivi. L'Alma, Trieste e tutti i tifosi devono essere fieri di un riconoscimento che va al di là delle proiezioni future» .A proposito di proiezioni future, questo flirt fra le parti prelude ad una prossima presenza in una competizione europea?«È presto per dirlo, perché prima di tutto c'è un ordine meritocratico che fa capo ai risultati in campionato. Poi c'è da garantire, oltre che una sostenibilità pretesa dalla FIBA (la wild-card a Bologna è andata proprio in questa direzione), una struttura degna di questo nome per far fronte a tre impegni settimanali fra coppe e campionato.È chiaro che l'ultima parola spetta al Presidente Scavone, edotto su tale opportunità e da sempre interessato all'argomento, ma attento a valutare tutte le sfumature del caso». Se l'Alma Trieste piace alla FIBA, dal vostro punto di vista come valutate la realtà contrapposta all'Eurolega? «Convincente. In tutti gli aspetti ho trovato comuni denominatori con la gestione aziendale che noi portiamo avanti. Un'organizzazione importante, in grado di offrire un prodotto credibile, dal punto di vista mediatico (8 telecamere e gestione autonoma del servizio) ed economico (contributi, seppur non eclatanti nei numeri). Per chi investe nello sport, una vetrina di grande appeal».Avete già pensato ad un possibile budget aggiuntivo per affrontare una coppa europea come la "Champions"? «È prematuro, Luigi Scavone ha sempre anteposto lo strutturarsi a livello societario piuttosto a lanci nel vuoto senza paracadute. La politica dei piccoli passi, da sempre nostro marchio di fabbrica, è stata molto apprezzata dalla FIBA».Ricapitolando, a prescindere da quelle che sono le logistiche dietro la presenza dell'Alma in una coppa europea, c'è l'inevitabile passaggio attraverso l'imbuto stretto dei meriti sportivi: «certamente non se ne esce, dal nono posto in giù non c'è neanche l'opportunità di partecipare alla Champions. Però non deve essere un principio legato alle sirene europee quello che mette in moto la volontà dei nostri ragazzi, bensì l'idea di primeggiare sempre. Se non ponessimo i playoff come obiettivo da qui in avanti (scongiuri e matematica scontati riferiti alla salvezza), saremmo degli spettatori non paganti nelle prossime otto giornate di campionato. L'ho detto diverse volte, mi piace il motto "Viva l'A e po bon" ma non quando si tratta di scendere in campo. Voglio vincere!»
  2. VENERDI' 22 MARZO 2019 - Una bella intervista, quella di Antonello Rodio sul quotidiano locale odierno, realizzata con quel Giorgio Roselli che domenica ritorna in quello stadio Rocco che lo aveva visto sulla panchina della Triestina dal 1995 al 1997. Il tecnico della Sambenedettese ritroverà sulla sponda opposta il suo amico Pavanel, capitano di quell'Unione che lui allenò. Da calciatore, invece, i ricordi sono più legati al Grezar, dove in un incredibile Triestina-Taranto finito 4-6 realizzò una doppietta per i pugliesi. Roselli, che effetto fa ritornare a Trieste? «Sono stato in tanti posti da calciatore o allenatore, per me i ritorni sono stati sempre molti. Ma dico la verità, quello a Trieste è sempre il più particolare perché lì c'è un mix unico: durante la settimana sei al nord, mentre il giorno della partita sei al sud. Insomma per chi fa calcio è davvero l'ambiente ideale dove lavorare». E poi di fronte ci sarà Pavanel. «Già, si incontrano due grandi amici, al di là del fatto che era il capitano di quella mia Triestina. Poi l'amicizia è continuata, Massimo è davvero un ragazzo in gamba e ci sentiamo spesso, confrontandoci anche sulle altre squadre». Come è cambiata la Sambenedettese rispetto all'andata? «All'epoca sentivo la squadra mia da pochissimo: ero entrato in una situazione drammatica e ci aspettavano cinque sfide con le big. Tutti si attendevano il tracollo e invece iniziò la nostra resurrezione. Dopo la sosta abbiamo recuperato degli infortunati, abbiamo iniziato a giocare meglio ma a fare meno punti, perché chi rientra non ha ancora la condizione psico-fisica. Comunque stiamo facendo bene visto che il livello è altissimo».E la Triestina? «Ricordo che in quel periodo fu la squadra che ci mise più in difficoltà, stava bene in campo, segno che c'è un allenatore che convince i giocatori a fare determinate cose. Ora la Triestina è perfino migliorata dal tempo e dal mercato: l'ho vista benissimo con il Vicenza, alla grande nel secondo tempo con il Pordenone. Credo sia al top della condizione psicofisica, del resto è seconda e deve tenere la posizione. Per la prima piazza invece penso che il discorso sia chiuso». Avete appena pareggiato a Pordenone e Salò: segno che state bene? «Contro le grandi squadre abbiamo sempre fatto bene: la Feralpi con noi ha dimostrato situazioni di gioco ottimali, però nella ripresa hanno sofferto i nostri alti ritmi. Ma il problema per noi è che la Triestina è diversa da tutte le altre». In che senso?«Ad esempio il Pordenone ha un'ossatura, un allenatore espertissimo, giocatori di qualità e personalità, una società che da qualche anno punta in alto. Ma la Triestina in questo mix di qualità, organizzazione ed esperienza, ci aggiunge anche la corsa, l'intensità, la pressione. Basta vedere cosa ha fatto Bariti a Vicenza. Non ha giocatori statici, quindi crea più problemi». Che partita prevede? «Se riusciamo a far andare più piano la Triestina, restare compatti e palleggiare meglio, allora possiamo giocarcela. Se lasciamo spazi e non facciamo una grande prestazione, andremo invece in difficoltà. Vorremmo insomma una di quelle partite destinate a decidersi solo per qualche episodio, in quel caso vorrà dire che avremo fatto una grande partita». - Alma domenica nella tana della lanciatissima Acqua S.Bernardo: come scrive Lorenzo Gatto, stessa filosofia di gioco, due modi diametralmente opposti di perseguirla. Trieste e Cantù, di fronte in una sorta di vero e proprio spareggio play-off domenica al palaDesio, sono rispettivamente il secondo e terzo attacco del campionato. Squadre frizzanti (87 punti di media a partita l'Alma, quasi 85 i brianzoli) che sulla fase offensiva cercano di trovare linfa per arrivare alla vittoria.La differenza? Nella rotazione degli uomini. Se Trieste ne ruota dieci, dividendo minutaggio e responsabilità nell'arco dei quaranta minuti, Cantù viaggia a oltre trenta minuti di media a partita con i suoi americani trovando dalla panchina l'apporto degli italiani La Torre e Parrillo. Stessa filosofia, un impiego di uomini decisamente diverso. I brianzoli, soprattutto dopo la partenza di Mitchell e Udanoh, con le sette vittorie consecutive inanellate in questo girone di ritorno confermano come una panchina lunga non è indispensabile per competere ad alto livello.Filosofie a confronto in un match che domenica non farà prigionieri. Reduce dalla sconfitta casalinga rimediata a Trento, l'Alma deve andare a caccia del successo se vuole mantenere viva la speranza di conquistare un posto play-off. Lasciare i due punti sul parquet di Desio vorrebbe dire veder scappare i brianzoli e ritrovarsi a 22 punti in classifica con sette partite da giocare. Avellino, Brindisi e Milano fuori, Cremona, Reggio Emilia, Venezia e Sassari in casa. Un percorso in salita che renderebbe estremamente complicata la rincorsa a quei 32 punti che dovrebbero essere la soglia per raggiungere la post season.Quale Alma si presenterà domenica sul parquet del palaDesio? Le notizie che filtrano dall'Allianz Dome parlano di una squadra in salute che nel corso della settimana ha lavorato al completo cercando di prepararsi al meglio. Serviranno grinta, determinazione e cattiveria agonistica per uscire con i due punti da un palazzo che, sulla scia dell'entusiasmo creatosi, è pronto a stringersi attorno alla sua squadra. Ultimo allenamento domani a Valmaura quindi la partenza. - Due settimane ai box per Alex Pernic dopo il problema al ginocchio rimediato contro Bolzano domenica scorsa. «Per quella che è stata la dinamica dell'infortunio, è andata veramente bene - spiega il pivot - Due settimane di stop non fanno piacere ma poteva andare molto peggio». Dovrà rispettare una decina di giorni di riposo assoluto e poi, in base alla risposta alle terapie del ginocchio, si valuterà come procedere.Intanto, in vista della sfida che domani porterà Trieste a Cassano Magnago, Andrea Carpanese sarà costretto a chiedere gli straordinari Di Nardo. Graverà sulle sue spalle il peso di 60' durissimi anche se non è escluso che si possano studiare soluzioni alternative per dare qualche minuto di riposo offensivo al pivot.Quella di Cassano è una sfida molto importante in chiave play-off. Non tanto per Trieste, ormai tagliata fuori dalla post season, quanto per i lombardi. Cassano è in lotta con Fasano per difendere il quarto posto e i due punti contro l'Alabarda diventano fondamentali. Dalla parte di Trieste la forza dei nervi distesi, la convinzione di poter disputare una buona prova e un sottile desiderio di riscatto dopo la sconfitta nei quarti di Coppa Italia che, per molti motivi, non è stata ancora digerita.
  3. Un amarcord d'annata, quello che abbiamo voluto fare con Pablo Granoche e Riccardo Allegretti... 😉
  4. GIOVEDI' 21 MARZO 2019 - Tutto pronto al "Rocco" per l'amichevole dell'Under 21 tra Italia e Austria di oggi alle 18.30. Gigi Di Biagio, ct degli azzurrini, si è così espresso: «Questo match di Trieste è una di quelle poche occasioni che mi daranno la possibilità di sperimentare e di provare anche qualcosa di nuovo» dice Gigi Di Biagio. In campo dunque non ci saranno solo i più utilizzati. «Voglio provare anche alcuni di quei ragazzi che sono di alto livello ma magari un po' border-line. Del resto i ritmi di campionato e Coppe ci danno poche possibilità di stare assieme. Quello che c'è devo sfruttarlo al massimo». Per le due partite (c'è quella di lunedì a Frosinone contro la Croazia) Di Biagio ha portato con sè venticinque elementi. Come scegliere? «I nomi contano poco. Le valutazioni si fanno alla fine degli allenamenti che per quanto mi riguarda fanno sempre la differenza». Il friulano Meret in porta ritrova la convocazione in azzurro. Giocherà? «A dir la verità oggi ha la febbre e vedremo se nella nottata riuscirà a ristabilirsi. Se sta bene gioca altrimenti troverà spazio nel prossimo match». Infine una considerazione su quelle che, nonostante la giovane età, sono le stelle della squadra come Cutrone e Tonali. «Patrick è un ragazzo di grande prospettiva, ultimamente ha giocato poco ma è motivatissimo. E in fondo questa con la Nazionale è un'occasione per lui per ritrovare la forma migliore. Farà una grande gara. Tonali è uno dei centrocampisti emergenti. Assomiglia a Pirlo? "Ma secondo me non è solo un regista ma sa fare anche altre cose come ad esempio la mezz'ala». E se le dice uno che di centrocampo se ne intende, c'è da fidarsi". Questa la probabile formazione. ITALIA (4-3-3): Meret (Audero); Calabria, Romagna, Bastoni. Dimarco; Murgia, Locatelli, Mandragora; Orsolini, Cutrone, Parigini. - "La sfida con Cantù? Non sarà decisiva". Lo dice Jamarr Sanders nel consueto appuntamento del mercoledì dell'Alma con la stampa. «A Trento ci tenevo a far bene, è vero, perchè ho trascorso due anni nei quali mi sono trovato davvero bene. E' stato particolare tornare poi, una volta iniziata la partita, mi sono concentrato solo sul campo. Ci aspettavamo una partita dura, è stata tirata come immaginavamo. Nel finale loro hanno tirato fuori l'esperienza derivante da anni nella massima serie e due finali scudetto giocate. Hanno indovinato le giocate giuste e si sono portati a casa i due punti. Di positivo, nella sconfitta, c'è che alla fine siamo riusciti a mantenere a nostro vantaggio la differenza canestri nello scontro diretto».Sconfitta che lascia l'amaro in bocca per il modo in cui è arrivata. L'Alma aveva chiuso il terzo quarto con un parziale favorevole di 25-12, il risultato sul 66-61 a suo favore e l'inerzia pienamente nelle mani. La sensazione che, ripartendo con il quintetto che aveva finito il terzo quarto, il risultato avrebbe potuto essere diverso è palpabile. «Può essere- sottolinea Sanders- ma non c'è la controprova e comunque parlare con il senno di poi è sempre facile. Giochiamo in dieci, con rotazioni continue, e abbiamo fatto nè più nè meno quello che abbiamo sempre fatto nel corso del campionato. Se ricordate, in casa contro Pesaro, dopo un primo quarto difficile è stato il secondo quintetto a girare la partita. Quella volta è andata bene, a Trento abbiamo trovato un'avversaria che ha saputo superarci».Archiviata Trento, si pensa alla prossima sfida sul campo di Desio. Di fronte all'Alma una Cantù che non finisce di stupire, reduce da sette vittorie consecutive e capace di fare benissimo nonostante la partenza di due super giocatori come Mitchell e Udanoh. Per Trieste un autentico spareggio play-off. Perdere e restare a 22 punti con sette giornate da giocare, vorrebbe dire abdicare con largo anticipo alla possibilità di giocare la post season. «Sarà una gara difficilissima- conclude Sanders- ma non penso che domenica sia una gara da dentro o fuori. Dovessimo perderla, avremmo davanti a noi altre sette partite. Possiamo vincerle tutte, abbiamo davanti a noi l'esempio di Cantù che ha una striscia aperta proprio di sette partite. Per cui si va in campo per vincere ma non direi che quella di domenica è la partita che decide l'intera stagione»
  5. Nella tana della squadra che, dati alla mano, è la più in forma dell'intero campionato...
  6. MERCOLEDI' 20 MARZO - Scivolata dal settimo al decimo posto della classifica in un'ultima giornata che ha visto tutte le dirette concorrenti centrare il successo, l'Alma riprende la preparazione in vista della prossima decisiva sfida in programma a Desio contro Cantù.Un vero e proprio spareggio per continuare a cullare il sogno di raggiungere i play-off: una vittoria terrebbe aperta la porta mantenendo Trieste in corsa, una sconfitta al contrario renderebbe estremamente complicata la rincorsa a quella quota 32 che dovrebbe essere la linea spartiacque per andare a caccia della post season. La sconfitta di Trento, crollo in classifica a parte, non ha lasciato tracce in una squadra che ieri, agli ordini del professor Paoli, ha ripreso a lavorare con convinzione e la giusta serenità. Non mancano determinazione e voglia di riscatto, la condizione fisica fortunatamente sorregge un gruppo che non vede l'ora di tornare sul parquet per andare a caccia di un immediato riscatto.Non sarà facile se è vero che la prossima avversaria dell'Alma è una Cantù reduce dal convincente successo ottenuto contro Pesaro e più in generale in striscia positiva da ben sette giornate - La Triestina un po' timida e a tratti impacciata di molte trasferte del girone di andata, si è trasformata in impetuosa e arrembante corsara nel ritorno.L'Unione con il 2019 ha dato infatti una vera svolta al suo campionato, anzi il trend era già stato invertito nell'ultima partita fuori casa del 2018, quella vinta a Pesaro contro la Vis. Fatto sta che il salto di qualità richiesto alla squadra di Massimo Pavanel in questa seconda parte della stagione, è arrivato proprio dove gli alabardati avevano convinto meno nei primi mesi di campionato, ovvero nelle partite lontano dallo stadio Rocco.Nelle nove trasferte giocate nel girone di andata, la Triestina aveva raccolto due vittorie (Renate e Pordenone), tre pareggi (Albinoleffe, Monza e Sambenedettese) e quattro sconfitte (Rimini, Sudtirol, Fermana e Teramo): un totale di nove punti che significava una media di appena un punto a partita. Troppo poco per le ambizioni alabardate.Per non parlare di una differenza reti negativa, con appena sette gol realizzati e 10 subiti. Insomma un cammino non consono a una grande che voleva lottare per il vertice della categoria.Poi nel girone di ritorno la trasformazione: nelle sei trasferte disputate finora, la Triestina non solo è imbattuta, ma ha vinto ben quattro volte (Vis Pesaro, Virtus Vecomp Verona, Ternana e Vicenza) e ha pareggiato nelle altre due (Ravenna e Giana Erminio).Non solo: i due pareggi sono pieni di recriminazioni, perché a Ravenna l'Unione stava vincendo 2-0 e si è fatta raggiungere al 94', mentre a Gorgonzola ha subito il pareggio del Giana Erminio a dieci minuti dal termine in un'azione che era chiaramente viziata da un fallo di mano. Insomma gli alabardati sono andati davvero vicino a centrare il bottino pieno. Adesso è una Triestina che ha fatto un salto anche nella mentalità, capace di imporsi con autorità su qualsiasi campo, senza timori di sorta, a volte imponendo il proprio gioco, in altre occasioni agendo di rimessa con grande efficacia.Tirando le somme, in queste sei trasferte la Triestina ha guadagnato 14 punti, per una media stratosferica di 2,33 punti a partita. Un ruolino di marcia travolgente anche a suon di gol, come dimostrano le ben 12 reti realizzate e solamente sei al passivo.Nel contempo, si è leggermente ridotto il rendimento casalingo della formazione alabardata, da 2,1 punti a partite nel girone d'andata a 1,83 del girone di ritorno, un dato che resta comunque alto rispetto alle altre squadre. Ma il dato è significativo, perché paradossalmente adesso l'Unione va più forte in trasferta che in casa, dove ovviamente nei numeri pesa però la sconfitta contro il Pordenone
  7. MARTEDI' 19 MARZO 2019 - «Abbiamo reagito al brutto colpo di domenica scorsa, ed è quello che volevamo e che avevamo preparato». La soddisfazione di capitan Alessandro Lambrughi è palpabile, dopo il 2-0 rifilato al Vicenza. «Una partita difficile ma ci eravamo guardati in faccia e volevamo una prestazione, il risultato a sua volta sarebbe stato una conseguenza. Così è stato, abbiamo trasmesso solidità, bravi a ripartire e adesso andiamo avanti a testa bassa».Una prova di sacrificio per qualcuno, la squadra ha assorbito bene le mosse tattiche?«Si era fatto male Maracchi nella rifinitura quindi siamo tornati al 4-4-2, credo che tutti nell'interesse della squadra si sono sacrificati, e in particolare Procaccio e Bariti hanno fatto una grande partita. Questa squadra raccoglie i frutti di mesi di lavoro».Giacomelli, Curcio e Guerra, poi Arma. La Triestina ha retto benissimo.«Non solo loro, il Vicenza è una squadra di alta classifica, sta attraversando un momento così così, ma le qualità dei loro giocatori non si discutono, penso più che altro che siamo stati bravi noi a trasmettere solidità, dal portiere e la difesa a tutti gli altri, attaccanti compresi. Con l'ingresso di Arma avrebbero potuto metterci più pressione con le palle lunghe, lo avevamo previsto tra primo e secondo tempo. Bravi noi».Importante in vista del finale e dei play-off essere consapevoli di poter giocare anche fuori casa con autorità.«È l'aspetto che ci era mancato nel girone di andata, sotto questo punto di vista siamo cresciuti, adesso dovremo essere bravi a ritrovare la stessa continuità che avevamo dimostrato, per arrivare fino in fondo».La prova di Bariti è un segnale importante. La sua azione del secondo gol?«Più merito di Davide che demerito dei difensori. E' tanto che si allena bene e voleva esprimersi così, sono contento per lui». - Il "Rocco" intanto si prepara per l'amichevole di lusso tra Italia U21 e Austria (fischio di inizio alle 18.30). I lavori di restyling della struttura non sono ancora ultimati ma la partita di giovedì sarà una prima prova generale in vista degli Europei di giugno. A Trieste sarà di scena la Serbia che giocherà le tre partite del girone di qualificazione che il capoluogo condivide con Udine. La nazionale giocherà poi allo Stirpe di Frosinone lunedì 25 contro la Croazia.«Quelli con l'Austria e la Croazia sono due test ravvicinati che possono metterci nelle condizioni di trovare delle soluzioni in vista della scelta finale dei 23. Parlo da diversi mesi con Roberto Mancini, ci sentiamo quattro volte a settimana, ma non c'è un accordo, piuttosto un modo simile di vedere le cose». Così Luigi Di Biagio, commissario tecnico della Nazionale Under21, nella conferenza stampa in apertura del raduno degli azzurrini che Trieste e poi a Frosinone affronteranno due nazionali entrambe finaliste dell'Europeo.
  8. LUNEDI' 18 MARZO 2019 - La Triestina c'è: smaltita completamente la delusione del post-Pordenone, è grande Unione a Vicenza. 2-0 ai berici e, col pari del Feralpi Salò in casa contro la Sambenedettese, il secondo posto viene consolidato. In sala stampa ha parlato Daniele Riganti, vice di Pavanel con quest'ultimo vittima di un malore (per fortuna nulla di grave): «E' stata una prestazione di carattere, viste le difficolta' che ci sono capitate in settimana in cui abbiamo perso delle pedine importanti. E per quello che e' successo durante la gara a Pavanel, ma come sempre quando c'e' un gruppo forte si va oltre l'ostacolo. Per cui possiamo gioire per la vittoria ma ovvio che c'era preoccupazione per Massimo».Come avevate preparato la gara durante la settimana? «Ad inizio settimana avevamo un'altra idea, poi per necessita' abbiamo ripiegato su un'altra idea di gioco e ci e' riuscito quello che volevamo, chiaramente e' importante poter avere due punte che attaccano la profondita' e infatti siamo riusciti a mettere in difficolta' il Vicenza».Una bella lotta al secondo posto. «Il campionato e' bello perche' siamo tutte in pochi punti, per cui ogni domenica diventa fondamentale. C'è molto equilibrio» E l'ottima prova di Bariti? «Una prestazione importante perche' e' un ragazzo d'oro, ci eravamo trovati alla fine del ritiro che sembrava in partenza, ma lui si e' sempre allenato alla grande ed eravamo convinti che ci avrebbe ripagato alla grande, come ha fatto con questa prestazione». - L'Alma spera nel colpaccio a Trento sino all'ultimo quarto, poi le percentuali realizzative mediocri degli ultimi dieci minuti danno via libera alla Dolomiti Energia. "Trento la conosciamo - ha spiegato Dalmasson a fine partita - è capace di esprimere una grande intensità e noi nel finale non siamo riusciti a pareggiarla. Paradossalmente proprio quando abbiamo allungato a +5 anzichè aumentare la pressione per mettere al sicuro la partita ci siamo fermati, compiaciuti. E Trento ha saputo approfittarne. Questo genere di gare richiede estrema attenzione. Qualcuno ha sofferto più di altri queste situazioni di partita».I falli di Knox quanto hanno condizionato le scelte? «Justin stava mettendo in difficoltà i lunghi di Trento, quando è rientrato è stato meno incisivo anche perchè Hogue alla distanza è cresciuto».Nell'ultimo quarto ha cambiato diversi giocatori ma si è aspettato per chiamare time-out. «La nostra forza è giocare di squadra, ogni giocatore ha dimostrato di saper rendersi utile, anche chi parte dalla panchina può essere un protagonista, da qui la scelta dei cambi», con implicito riferimento ai recenti successi con l'apporto importante del secondo quintetto.Il tecnico della Dolomiti Energia Buscaglia confessa che temeva il confronto con l'Alma. «Una partita che abbiamo preparato con grande attenzione perchè so quanto valga Trieste e quanto sia complicato affrontarla - spiega - Ci trovavamo di fronte un attacco da 90 punti e siamo stati bravi a tenerlo sotto media. Nel corso della settimana lo avevo ripetuto ai ragazzi. Sapevamo che sarebbe stato letale lasciarla sfogare in transizione e siamo stati abbastanza bravi ad arginarla anche se l'Alma ha saputo trovare le contromisure sviluppando l'attacco in post basso. Già nel corso del terzo quarto abbiamo impresso un segno alla partita aumentando l'intensità ma non abbiamo avuto quella continuità che invece ci ha permesso di comandare nell'ultimo parziale. Non siamo riusciti a capovolgere la differenza canestri ma contava soprattutto la vittoria». - Per la Pallamano Trieste non arriva un "Carpanese capitolo secondo" contro la prima della classe: i biancorossi del nuovo allenatore giocano bene per tre quarti di partita, poi Bolzano passa nettamente a Chiarbola. “Abbiamo saputo giocare alla pari contro un’ottima squadra - dichiara Carpanese nell'immediato dopo gara - l’uscita di scena di Pernic ci ha tolto profondità nei cambi e abbiamo perso un pochino di smalto alla fine. Peccato per il divario finale, forse troppo ampio”. Un rovescio che non cancella quanto di buono fatto vedere: “Stiamo prendendo una nuova identità, ma siamo ancora lontani dalle squadre di vertice”.
  9. DOMENICA 17 MARZO 2019 - Una domenica bestiale: è ciò che attende Triestina, Alma e Pallamano Trieste. Sarà l'Unione a iniziare il trittico di giornata, con il derby triveneto a Vicenza (ore 16.30), c'è delusione per il fallito assalto al primo posto, ma c'è una preziosa seconda piazza da difendere in ottica play-off e il tecnico alabardato ha insistito sul fatto di ripartire da quel brillante secondo tempo che ha messo alle corde la capolista. I tifosi hanno già dimostrato di essersi ripresi e di non mollare, e seguiranno in massa la Triestina sugli spalti del Menti (saranno circa 400). Ora tocca alla squadra dimostrare di essere ancora sul pezzo e di aver messo alle spalle il ko con la capolista di Tesser. Pavanel potrebbe optare per il 4-4-2, ma con l'assenza di Mensah e Beccaro, come esterni avrebbe a disposizione solamente Petrella, Bariti oppure Procaccio. In ballo c'è anche la soluzione con tre centrocampisti, che prevede l'innesto di Steffè accanto a Maracchi e Coletti: e a quel punto sarebbe Procaccio il favorito per supportare la coppia Granoche-Costantino in una sorta di 4-3-1-2. Senza dimenticare che a volte il tecnico ha rispolverato a sprazzi anche il 3-5-2, altro modulo che prevede comunque le due punte. Sul fronte opposto, la sensazione è che Colella possa dare un turno di riposo all'affaticato Giacomelli, con il trequartista Curcio dietro alla coppia formata da Guerra e dall'ex alabardato Arma. - Alma a Trento per mantenere il settimo posto in classifica: una vittoria oggi significherebbe staccare la Dolomiti Energia garantendosi anche il vantaggio dei confronti diretti. Come anticipato da coach Dalmasson dopo la doppietta contro le pericolanti, adesso Trieste può affrontare il prosieguo della stagione con animo più leggero. L'Alma affronta la trasferta alla Blm Group Arena a ranghi completi e con una buona condizione, come hanno confermato le ultime uscite.La sfida di Trento mette di fronte due formazioni che hanno alcune caratteristiche comuni. Nè l'Alma nè la Dolomiti Energia infatti hanno un unico vero terminale offensivo. Se la squadra di Dalmasson ha sei uomini in doppia cifra di media (dai 14,3 punti di Wright ai 10,1 di Fernandez) e un altro, Cavaliero, a ridosso, anche quella di Buscaglia ha una ottima distribuzione dei punti. Quattro elementi in doppia (Craft, Gomes, Hogue, Marble) e tati altri in grado di colpire, da Dada Pascolo a Flaccadori, da Mian a Forray. - Posticipo televisivo di campionato per la Pallamano Trieste: alle 17.15 c'è la capolista Bolzano a Chiarbola. Da una parte la squadra fresca vincitrice della Coppa Italia e grande favorita per la vittoria finale del campionato, dall'altra una Trieste alla ricerca della sua identità dopo il cambio di guida tecnica che ha portato sulla panchina biancorossa Andrea Carpanese.Sulla carta, visto il valore della rosa che Bolzano può mettere in campo, non ci dovrebbe essere partita, l'Alabarda però cercherà di sfruttare il fattore campo e la spinta dei suoi tifosi per provare a essere competitiva. Il clima è quello giusto, la fiducia portata dal convincente successo della scorsa settimana contro Bressanone rende positivo l'ambiente.Tra i più in forma nello scacchiere biancorosso c'è senza dubbio Giacomo Hrovatin, il giovane centrale che sabato scorso, con il suo ingresso in campo, ha certamente cambiato il corso della partita. «Siamo reduci da una bella settimana- racconta Jack- la vittoria contro Bressanone ci ha dato serenità permettendoci di lavorare bene. Bolzano è una corazzata, squadra completa che può schierare due giocatori per ogni ruolo. Noi dovremo cercare di fare il nostro gioco mantenendo l'aggressività difensiva e cercando di esprimere quel gioco veloce che ci permette di trovare con più facilità la via della porta».
  10. SABATO 16 MARZO 2019 - «Il Vicenza? La migliore gara che ci potesse capitare in questo momento». Ne è certo Massimo Pavanel, alla vigilia del derby del Menti di domani pomeriggio. «L'amaro in bocca rimasto dopo il Pordenone - dice il mister - deve durare il minor tempo possibile e soprattutto il contraccolpo deve essere positivo. Dobbiamo avere la rabbia di andare a far risultato subito e per fortuna che c'è il Vicenza e che c'è un derby, fattori che tengono alta attenzione e voglia. Sarei più preoccupato se arrivasse una gara sulla carta abbordabile. Come se poi ce ne fossero». Il tecnico alabardato afferma di voler far tesoro della sconfitta di domenica e confida nella voglia della squadra di riprendere il cammino: «La Triestina arriva alla sfida con due capisaldi: il secondo tempo eccezionale giocato contro il Pordenone e la risposta dei tifosi, che ci hanno chiamato due volte sotto la curva e anche domani saranno numerosi. Questo ci dà la carica per una partita di grande spessore. Dobbiamo trarre degli insegnamenti da quella sconfitta, cercare di dare il massimo, e comunque abbiamo il dovere di provare ad accorciare sul Pordenone, perché nulla è scontato e può succedere ancora di tutto». - Prevista per oggi pomeriggio la partenza dell'Alma alla volta di Trento: Trieste ci arriva in salute, reduce da un'ottima settimana nella quale la squadra ha potuto lavorare al gran completo. Situazione ideale per un gruppo che dalla continuità degli allenamenti e dalla fiducia del lavoro può trarre benefici importanti per continuare la rincorsa alla post season. Scontro diretto tra due squadre che, seguendo percorsi diversi, sono arrivate fianco a fianco alla discesa finale del campionato. Stessa classifica, stesse ambizioni per due formazioni che arrivano in ottime condizioni di forma nella fase decisiva della stagione. Filosofia molto simile per due società che sfruttano al massimo le rotazioni.Cosi come succede a Trieste, anche Trento utilizza dieci giocatori passando dai 30 minuti "offerti" a Craft e Gomes per arrivare ai 14 e 13 garantiti a Mian e Jovanovic. Rispetto all'andata sarà una partita diversa perchè se da una parte l'Alma si presenta con un Dragic in più nel motore, Trento ha un Craft decisamente più inserito nei giochi e recupera un Hogue che nell'economia della formazione di Buscaglia ha peso e responsabilità notevoli
  11. Grazie a @gioser per l'obolo apprezzatissimo
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