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  1. L'idea del nuovo direttivo biancorosso... https://www.citysport.news/it/notizie/pallamano-trieste/pallamano-trieste-un-futuro-sostenibile-grazie-al-padel.html
  2. VENERDÌ 27 GENNAIO 2023 - Una ventata di spensieratezza e ottimismo. Come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", i nuovi arrivati Enrico Celeghin e Camillo Tavernelli sono consci che proprio loro, assieme alle altre novità nella rosa, dovranno portare entusiasmo e una scossa per la risalita della Triestina. Anche se assicurano di aver trovato un ambiente motivato e per nulla depresso. «Sono arrivato in ritiro la sera prima della partita di Vercelli - racconta Tavernelli - e mi aspettavo, vista la classifica, un po' di caos, un ambiente un po' diviso. Invece l'ho trovato sereno e unito. Questo mi ha un po' stupito e reso ancora più felice della scelta fatta». Celeghin, da parte sua, dice che qualche scoria c'è, ma sono di più gli aspetti positivi: «Io ho trovato un gruppo sano, un po' provato dalle difficoltà di questi mesi, ma mi sembra più che normale visti i presupposti che c'erano a inizio stagione. C'è però la necessaria positività, è giusto non deprimersi, è una situazione che va affrontata nel modo migliore. Siamo tutti concentrati sul pezzo: con la fine del mercato inizia un nuovo campionato e possiamo farcela». La curiosità del perché due giocatori accettano di arrivare a metà gennaio in una squadra ultima in classifica, è presto soddisfatta: «L'importanza della piazza è stato uno dei motivi - afferma Celeghin - non ci ho pensato un attimo. Sappiamo della classifica, ma penso che salvarsi qui è un obiettivo importante quanto da un'altra parte può esserlo quello di vincere il campionato. Ci sono 15 partite e l'unico pensiero è centrare l'obiettivo». Anche per Tavernelli nessun dubbio: «Non è stato difficile scegliere, questa piazza ha la sua storia. E poi mi è piaciuto subito il rapporto con il direttore che mi ha spiegato il progetto futuro. Ma ora l'obiettivo è centrare la salvezza». Sui ruoli dove giocare, i due sono molto chiari. «A centrocampo ho giocato sia a due che a tre - dice Celeghin - facendo sia la mezzala che il play. A Vercelli sono entrato come mezzala e ne sono contento, penso di poter dare un contributo in entrambe le fasi». «A Novara giocavo esterno, ma io preferisco giocare nelle vie centrali - confessa Tavernelli - quindi in questo modulo posso fare il trequartista o ancora meglio la seconda punta, come facevo al Cittadella. Se mi ha pesato la discesa dalla B? Con il ds del Cittadella Marchetti si è deciso per Novara per trovare più continuità senza essere usato a spezzoni. Ne ho ricavato beneficio ed è un obiettivo che per me continua anche qui». In serie B ha trovato invece poco spazio Celeghin, ma sta per fare solo 24 anni ed è deciso a tornarci: «Dopo l'annata positiva con il Renate, sono rientrato al Como in B: all'inizio ho trovato spazio, poi anche per la rosa molto ampia, ne ho trovato meno. Ma è giusto ambire a qualcosa in più, lavorando con professionalità e voglia di migliorarsi. Io mi auguro di tornare in B il prima possibile, ma intanto in questi mesi ho un grande obiettivo da centrare. Sono contento che la piazza si aspetti buone cose da me, il direttore mi ha chiesto di portare entusiasmo e spensieratezza. Sento la responsabilità di portare aria nuova e me la prendo volentieri, ma sono un ragazzo ambizioso e autocritico, per cui la pressione me la metto già da solo». Per entrambi, la testa è già al Trento per iniziare la corsa salvezza: «Al Rocco dieci giorni fa col Novara non facemmo un tiro in porta - ricorda Tavernelli - sono stato molto colpito quel giorno dalla compattezza della Triestina. Ora noi nuovi arrivati dobbiamo portare spensieratezza per portare una continuità positiva. Per le potenzialità di questa squadra possiamo fare tante vittorie: se remiamo tutti dalla stessa parte non ci saranno problemi, è solo questione di tempo». «L'anno scorso in basso c'erano squadre meno organizzate - osserva Celeghin - questo complica la situazione, ma abbiamo valori importanti e lavorando su noi stessi sul piano umano, caratteriale e dell'organizzazione, una partita alla volta ne usciremo». - La carica dei quattromila è pronta a dare l'assalto all'Allianz Dome per il match contro la Ge.Vi Napoli che domenica metterà in palio punti fondamentali nella rincorsa alla salvezza. Lo scrive Lorenzo Gatto: continua a dare risposte positive la prevendita, sia per quanto riguarda la sottoscrizione degli abbonamenti studiati ad hoc per il girone di ritorno sia in riferimento alla vendita dei soli biglietti per la partita in programma domenica con inizio alle 18.Ieri sera, a tre giorni dal match, erano 312 i nuovi abbonamenti sottoscritti e 734 i biglietti venduti: numeri che potranno essere incrementati ancora oggi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 e domani dalle 10 alle 13. Domenica, solo per i singoli biglietti, gli sportelli di via Flavia saranno aperti dalle 16 e fino alla fine del secondo quarto. Negli orari di apertura della biglietteria chi ha acquistato su Vivaticket l'abbonamento "Be Bold" per il girone di ritorno potrà ritirare la tessera fisica che gli consentirà l'accesso all'Allianz Dome.La squadra chiama e il pubblico di Trieste, dunque, comincia a rispondere. Un trend in continua crescita (contro Scafati si era finalmente sfondato il muro delle 3000 unità), segno che le vittorie conquistate nelle ultime settimane, il buon gioco mostrato dai ragazzi di coach Legovich a Treviso e soprattutto a Venezia e la fiducia portata dalla nuova proprietà americana stanno pian piano ricreando entusiasmo attorno alla Pallacanestro Trieste.Nel frattempo continua la preparazione in vista del match contro la Ge.Vi Napoli di Cesare Pancotto. Si lavora con la forza dei nervi distesi e si deciderà senza forzare i tempi l'eventuale impiego di Emanuel Terry. In questi primi giorni, coach Legovich e il suo staff stanno valutando le condizioni di forma del giocatore e il suo graduale inserimento nel gruppo.Non c'è fretta di decidere come, al momento, è stata rinviata la decisione legata a un eventuale passaggio al 6+6. Se Terry sarà convocato e farà parte della squadra chiamata a sfidare Napoli nell'ennesimo scontro salvezza di questo campionato, lo capiremo probabilmente solo al momento del riscaldamento prepartita.Di certo c'è la volontà di non stravolgere gli equilibri del gruppo in un match così importante per il campionato. Battere Napoli, allungare in classifica e mettere ulteriori punti di margine rispetto alla zona retrocessione diventa la priorità in una giornata che potrebbe sorridere ai colori biancorossi.Novità dal mercato, intanto, con la Nutribullet Treviso che nelle ultime ore ha annunciato la firma del francese Hugo Invernizzi, esterno arrivato alla corte di Marcelo Nicola per sostituire il partente Sokolowski.
  3. GIOVEDI' 26 GENNAIO 2023 - Emanuel Terry è arrivato in biancorosso seguendo i consigli di un ex che ha vissuto l'esperienza italiana come trampolino di lancio per guadagnarsi la vetrina dell'Nba. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo" odierno, Javonte Green non ha dimenticato i suoi anni triestini e, da Chicago, è stato decisivo nella scelta di un giocatore che arriva per mettere la sua fisicità e il suo talento al servizio di Marco Legovich. Terry ha iniziato da pochi giorni il suo percorso con la maglia della Pallacanestro Trieste e sta lavorando duro per inserirsi nel gruppo e prepararsi al suo esordio in campionato.L'ARRIVO A TRIESTE «Non avevo mai sentito parlare di Trieste, è stata un po' una scelta alla cieca, ovviamente ho fatto le mie ricerche come faccio sempre quando viaggio. Decisiva è stata la chiacchierata che ho fatto con Javonte. Siamo amici, l'ho conosciuto qualche anno fa durante una Summer League e quando gli ho chiesto cosa pensasse mi ha detto di cogliere l'occasione al volo. Mi ha detto che sarà una bella esperienza e di fidarmi dell'ambiente, che il posto è meraviglioso: che la squadra ha bisogno della mia energia e che qualunque cosa riuscirò a fare sarà di aiuto. Sinceramente non vedo l'ora di far parte di tutto questo».PRIME IMPRESSIONI «Sono stato accolto alla grande dai compagni di squadra. Quando vai in una nuova squadra, e l'ho fatto molte volte negli ultimi cinque anni, devi ricominciare ad imparare gli schemi, e devi farlo nel giro di pochi giorni. I miei compagni di squadra hanno fatto un grandissimo lavoro per rendermi semplice il processo, per assistermi nel capire le diverse posizioni, per inserirmi nel sistema. Il modo di giocare qui mi ricorda quello al quale ero abituato ai tempi del college, molto pick and roll, molti giochi in uscita dai blocchi. Il coach e i compagni hanno fatto di tutto per accelerare l'inserimento, mi hanno dato il libro degli schemi, un sacco di carta, un sacco di filmati già prima che arrivassi, hanno risposto a qualunque domanda facessi loro».IL RAPPORTO CON IL COACH «Marco Legovich è una gran persona. Avevo già parlato con lui un paio di volte quando ero ancora in Corea del Sud, è molto contento di avermi portato a bordo. Mi ha solo chiesto di giocare duro e determinato. Ho questa bellissima sensazione che quando una persona, fra tutti gli individui che ci sono nel mondo, sceglie me, io devo rispondere facendo del mio meglio per far rimanere questa squadra forte almeno quanto lo è ora, perché è forte indipendentemente da quello che potrebbe sembrare dalla classifica. Io devo solo far trasparire la persona che sono per essere d'aiuto, e ringrazio il coach per aver avuto la fiducia nel credere che io possa fare tutte queste cose».CARATTERISTICHE Più ala forte o più centro? In quale ruolo, Emanuel Terry preferisce giocare? «Ho affrontato molte situazioni tattiche nelle quali c'era bisogno di me per occupare il pitturato e altre nelle quali mi è stato chiesto di creare spazio sul perimetro. In generale faccio quello che il coach mi dice di fare e quello di cui la squadra ha bisogno. Se devo scegliere, penso che da ala io riesca ad esprimere meglio la mia pallacanestro».IL CAMPIONATO «Conosco un paio di giocatori delle altre squadre: Jacorey Williams, che incontrerò proprio domenica quando Napoli arriverà a Trieste, e Ky Bowman. È divertente vedere come il mondo della pallacanestro sia così piccolo e ci sia una così bella atmosfera. Girando per il mondo per tanti anni prima o poi ti imbatti in vecchi compagni di squadra, gente che non vedevi da tempo, ti fai nuovi amici. Anche se non conoscevo nessuno dei nuovi compagni di squadra, dopo soli due giorni ho la sensazione di essere in una famiglia, dove ognuno è legato agli altri, ed è veramente bellissimo farne parte - Mancano tre giorni all'importantissima sfida con il Trento di domenica (inizio ore 14.30) e cinque giorni alla fine della sessione del mercato invernale. Come scrive Antonello Rodio sul quotidiano locale odierno, logico che in casa alabardata siano ore frenetiche tra la volontà di dare subito ulteriori rinforzi a Pavanel in vista dello scontro diretto per la salvezza e la realtà delle difficili e caotiche trattative degli ultimi giorni di mercato. Soprattutto quando oltre che in entrata, si è alle prese anche con numerose operazioni in uscita. Il principale obiettivo della Triestina, e ormai lo sanno anche i muri, al momento è un attaccante. Proprio per questo si era sondato nei giorni scorsi Bortolussi (ormai approdato al Padova) e si è insistito con De Marchi dello stesso Padova (obiettivo più raggiungibile) ma senza escludere altre piste. A questo proposito la società alabardata sta tentando un difficile colpaccio, quello di arrivare a Facundo Lescano, il bomber italo-argentino classe 1996 attualmente al Pescara da dove in effetti, dopo aver segnato 8 reti in 19 presenze, sembra in uscita. Protagonista e titolare fino a dicembre, da gennaio infatti Lescano è finito in panchina e il rapporto con la società abruzzese sembra essersi deteriorato. Ma per un attaccante che nelle ultime tre stagioni in serie C è sempre andato in doppia cifra (con Entella, Sambenedettese e Sicula Leonzio), è ovvio che le richieste siano tante e l'onerosità dell'operazione elevata. La Triestina però ci sta provando e avrebbe fatto un'importante offerta per Lescano, ma anche qui sembra ci sia la fortissima concorrenza del Padova. Operazione comunque molto complicata e la posizione in classifica dell'Unione offre poco appeal e non aiuta di certo. Intanto si concretizza un'operazione in uscita: Alessio Sabbione, uno dei più discussi dalla tifoseria in questi mesi di campionato, approda all'Alessandria. Il difensore centrale, partito capitano in questa stagione ma poi contestato per qualche errore di troppo, a dire la verità si è speso anche generosamente in più ruoli, finendo per ricevere i complimenti da Pavanel sul piano umano quando ha dato tutto sul campo pur essendo chiamato in causa all'ultimo momento ed essendo già in odore di partenza. Ma sono ore calde anche sul fronte dei portieri: Pisseri ha manifestato l'intenzione di fare le valigie, solo che a lungo per lui non si è fatta avanti nessuna squadra. Ieri sera però si è aperto uno spiraglio per la soluzione Monopoli, che sarebbe in vantaggio sull'Avellino. La società pugliese deve però prima cedere Nocchi, poi potrebbe puntare con decisione sul portiere alabardato che in questo campionato si è diviso i compiti con Mastrantonio. In caso di partenza di Pisseri, l'Unione avrebbe già pronta una soluzione: si tratta del portiere croato Kristjan Matosevic del Cosenza, che quindi eventualmente tornerebbe in alabardato dopo l'esperienza a Trieste tra il 2019 e il 2020. Dopo aver lasciato la Triestina, Matosevic si è messo in bella evidenza con la maglia del Cosenza, in serie B. In uscita dovrebbe esserci anche Furlan, per il quale si continua a parlare con il Pordenone
  4. MERCOLEDÌ 25 GENNAIO 2023 - Ha cambiato il volto della Pallacanestro Trieste portando qualità nella gestione delle partite. Michele Ruzzier - intervistato da Lorenzo Gatto su "Il Piccolo" - si gode il momento e la crescita di una squadra che, dal suo arrivo, ha cambiato marcia guadagnando 5 successi nelle ultime 9 giornate di campionato. Merito della maturazione di un gruppo che, anche beneficiando della sua presenza, ha saputo trasformarsi. L'esempio più eclatante è rappresentato da Skylar Spencer, per impatto e rendimento un altro rispetto a quello di inizio stagione. Lasciata Bologna per ritrovare la gioia di sentirsi giocatore, Ruzzier sta recuperando pian piano il ritmo partita e domenica scorsa a Venezia ha offerto, con impressionante continuità, una prestazione davvero solida. Regia, punti, personalità e leadership ai massimi livelli. «Mi sto godendo il momento- racconta Ruzzier- devo dire che la vittoria di domenica al Taliercio e prima quelle contro Scafati e Treviso mi hanno regalato una gioia indescrivibile. Ho lasciato la Virtus per rimettermi in gioco e tornare a sentirmi protagonista sul parquet, poterlo fare con la maglia di Trieste e nella società in cui sono cresciuto è per me un privilegio. Aumenta le responsabilità ma allo stesso tempo amplifica le sensazioni positive. Ci ho messo un po' per ritrovare il ritmo partita, a un mese e mezzo di distanza dal mio ritorno a casa devo dire che sto recuperando quella confidenza con il campo che mi mancava». Confidenza che tutta la squadra ha gradualmente trovato in una fase della stagione in cui tutto sembra riuscire facile alla formazione di Legovich. Difficile, dall'esterno, spiegare i motivi di questa trasformazione. «Nessun segreto particolare- continua Michele- direi che le parole magiche sono coesione e lavoro. Ho trovato un gruppo che sta molto bene assieme e nel quale è stato davvero facile inserirmi. Non c'è un leader unico, tutti all'interno della stessa partita sappiamo essere protagonisti. E poi c'è il lavoro clamoroso del nostro staff tecnico che prepara le partite in maniera perfetta. Abbiamo la sensazione di essere sulla strada giusta e questo ci aiuta perchè cresce di settimana in settimana la fiducia nelle cose che facciamo». Nonostante un rendimento che, dopo le prime quattro sconfitte, l'ha vista vincere sette delle ultime dodici partite, Trieste non riesce a scrollarsi di dosso la concorrenza delle squadre impegnate nella lotta per non retrocedere. Difficile, in questo momento, capire fin dove potrà spingersi la formazione di Marco Legovich. «Impossibile in questo momento- sottolinea il play triestino- troppi risultati a sorpresa stanno compattando la classifica con il rischio di vedersi alzare la quota salvezza. Non resta che continuare a lavorare pensando partita per partita». La prossima, domenica al Dome contro Napoli, è l'ennesimo spareggio salvezza di questo campionato pazzo. Un match nel quale l'apporto dei tifosi potrà giocare una componente importante. «Intanto- conclude Michele- vorrei ringraziare i tifosi che ci hanno seguito domenica a Venezia e la settimana prima a Treviso. Vedere tanta gente in trasferta a sostenerci, per noi, non ha prezzo. L'affetto del pubblico te lo devi guadagnare, speriamo che le vittorie delle ultime settimane, in questo senso, siano servite. Perchè, lo dice uno che da avversario ha visto cosa può essere l'Allianz Dome, il tifo a Trieste può davvero fare la differenza». - «Trieste? Gran bella città, con uno stadio altrettanto bello. Il mio amico Carmine Gautieri mi ha detto però che è una piazza esigente. Se ci fosse un progetto serio da parte della Triestina, potrei anche pensare di tornare ad allenare in quella che è stata la città che ha dato i natali ad una mia bisnonna: dopo oltre mille panchine io ancora voglia di divertirmi. E di divertire». Lo scrive oggi Riccardo Tosques sul quotidiano locale: compassato, flemmatico, con la battuta, tagliente, sempre pronta. Di sigarette (pare che da tre sia passato ad un pacchetto e mezzo al giorno) non ne ha potuta tirare fuori nemmeno una al Caffè San Marco, sede ieri pomeriggio della presentazione della sua autobiografia "La bellezza non ha prezzo" (Rizzoli, 18.50 euro), redatta assieme al vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Andrea Di Caro. In compenso Zdenek Zeman, il boemo più conosciuto del calcio italiano, ha intrattenuto il pubblico accorso per sentire un simbolo antisistema del calcio nazionale. «Nei primi anni Novanta col mio Foggia abbiamo sempre vinto a Trieste (9 gol fatti, 0 subiti, a segno, tra gli altri, Signori, Stroppa e Di Biagio, ndr). Nonostante questo sono contento siate arrivato il vostro invito», ha esordito il 75enne tecnico nato a Praga. Una Praga abbandonata a malincuore dopo la chiusura delle frontiere del primo luglio 1969. «Ho dovuto attendere la caduta del Muro di Berlino per tornare a casa mia e riabbracciare mio padre. Il comunismo? Non ci si è mai arrivati e non ci si arriverà mai. Erano solo tempi bui. Ti laureavi per poi andare a fare lo spazzino, se ti andava bene. Grazie ad intellettuali ed universitari l'allora Cecoslovacchia ha ritrovato la libertà». L'esilio dalla sua Boemia permette al giovane Zeman di creare la sua seconda vita. In Italia. Dove conosce e sposa Chiara, ex nuotatrice siciliana. «A Palermo studiai all'Isef. Iniziai a fare l'allenatore di nuoto, pallamano, pallavolo. Ma lo sport più bello era il calcio. Iniziai ad applicare il 4-3-3, un modulo che avevo appreso a Praga ma che rispetto alla scuola danubiana volevo rendere più veloce, con maggiore ricerca di spazi e verticalizzazioni. Vedo tanti allenatori che iniziano con un modulo, poi perdono una partita e cambiano identità. Per preparare il gioco di una squadra ci vuole tempo ed applicazione. Non arrendersi subito». Dopo varie giovanili, Zeman ottiene la possibilità di allenare una prima squadra: il Licata. Che ancora oggi viene ricordata come la sua squadra preferita e con cui vince un campionato di C2. Ma inevitabilmente è il Foggia il team che fa conoscere il tecnico in tutta Italia: nasce "Zemanlandia". «Baiano, Signori, Rambaudi ci portarono in serie A. Con l'aggiunta di Salimov e Kolyvanov conquistammo l'anno successivo una salvezza insperata da tutti. Tranne che da me, perché conoscevo il valore di quei ragazzi». Il calcio spettacolo di Zdenek suscita l'interesse delle squadre della capitale. Prima la Lazio (dove ottiene un secondo posto, suo miglior piazzamento in A), poi la Roma. Allena tanti campioni. Gascoigne, Nesta, il connazionale Nedved in biancoceleste. Cafu, Aldair, Balbo in giallorosso. «Il migliore di tutti? Totti. Aveva occhi anche dietro la testa. È durato fino a 41 anni ma avrebbe potuto giocare ancora qualche anno se fosse andato d'accordo con il suo allenatore (Spalletti, ndr)». La carriera di Zeman subisce uno spartiacque il 26 luglio 1998 quando a Predazzo, durante il ritiro della Roma, il tecnico lancia un allarme con parole che faranno storia. «Cosa serve per essere i migliori nel calcio del Duemila? Bastano due persone che oggi sono indispensabili: uno che sappia di farmaci e uno laureato in economia, molto furbo. Spero che il calcio esca dalle farmacie. E dagli uffici finanziari». Venticinque anni dopo, il calcio tricolore si trova grossomodo nella stessa situazione? «Ho dovuto ingaggiare diversi avvocati per difendermi da cose che erano vere. Purtroppo oggi il calcio è anche peggiorato. Si parla solo di business, ci sono regole diverse da quelle sportive. Un allenatore non conta nulla all'interno di un club. Non c'è più divertimento». Le grandi società non si avvicineranno più (tranne un'altra parentesi con la Roma) a Zeman. Che però si ritaglierà le sue soddisfazioni. Il Lecce, secondo miglior attacco della serie A, con Bojinov e Vucinic. Il Pescara, promosso nella massima serie con 90 gol all'attivo, con i vari futuri campioni europei Immobile, Verratti e Insigne (vale la pena ricordare un 2-2 strappato in trasferta dalla Triestina in Coppa Italia con reti di Princivalli e Godeas e doppietta in rimonta di Insigne). Zeman, nella serata di ieri, ha ricevuto al Rossetti il premio Eastern Star Award. In precedenza solamente un'altra personalità non cinematografica, Michail Gorbacëv, era stata insignita del premio istituito dal Trieste Film Festival-Alpe Adria Cinema. «Non posso paragonarmi certo a Gorbacëv - ha concluso Zeman - ma nello sport ho cercato di avvicinarmi il più possibile alla bellezza. Facendo divertire il pubblico. Perché questo è lo scopo del calcio. Un gioco che bisogna affrontare al meglio possibile, tatticamente, tecnicamente e fisicamente. Nello sport numero uno del mondo devi dare emozioni. Le mie squadre quando perdevano uscivano spesso tra gli applausi. Questa è la mia bellezza». Una bellezza che a Trieste manca da parecchio tempo. Anche Zeman lo sa.
  5. MARTEDÌ 24 GENNAIO 2023 - La vista delle Alpi innevate alle spalle del Piola è l'unica immagine positiva che conserveranno i 30 tifosi alabardati giunti in Piemonte per assistere all'ennesimo k.o. Come scrive oggi Guido Roberti su "Il Piccolo", nelle difficoltà l'ultima cosa da fare è mollare, non è per tutti, servono valori e gli uomini giusti. Nelle difficoltà ci si appella anche alla suggestione dei bei ricordi, a chi è stato capace di trasformare le difficoltà in successi memorabili. Ad osservare la "sua" Triestina al Piola, Ezio Rossi, l'allenatore dei miracoli di inizio millennio. Nel suo Piemonte, Ezio non ha potuto che constatare con la sua schiettezza i limiti della squadra. «Ho visto un primo tempo molto preoccupante, una squadra in grande difficoltà sotto tutti punti di vista. Nel secondo un po' meglio, il gol su calcio piazzato ha rianimato i giocatori spenti ma alla fine non ci sono state tante occasioni, dunque non si può recriminare troppo». Rossi, un dato allarmante, una squadra che in svantaggio non rimonta mai.«Non ho visto le partite ma leggo, se però la Triestina è quella del primo tempo sarà dura salvarsi. Mi auguro che i nuovi arrivi portino entusiasmo e volontà per scongiurare almeno la retrocessione diretta. Seguo molto la D, per quanto visto ci sono giocatori della Triestina che avrebbero fatto fatica anche lì». In tutto ciò si inseriscono alcuni giovani diventati pedine fisse. «Per i giovani, in una squadra in cui non funziona niente è comunque difficile, ma in D assicuro che ce ne sono tanti di valore uguale, mi ha colpito un po' di più Ghislandi, il più maturo». Come si esce da una situazione così?«Mi successe 2 anni fa a Varese, subentrai con loro ultimi. Individuai cose che non mi piacevano e approfittando del mercato ne cambiai una decina. Da ultimo non è facile trovare giocatori che accettino di venire. Alla lunga, con il gioco, ci salvammo».Per Pavanel un compito arduo... «Quando non arrivano i risultati è difficile per l'allenatore, vai al campo a volte e fai fatica ad essere convincente perché realmente non sai più cosa dire. Ma mai mollare, e devi avere la fortuna di avere ragazzi che ti seguono». Cosa servirebbe? «Un attaccante di peso penso sia la prima cosa da trovare sul mercato». Rossi da tempo ha fatto una scelta, rimanere nei dintorni della sua Torino e seguire in particolare la D.«Farei fatica a muovermi da qui, ho sempre detto che lo avrei fatto solo per la Triestina. Purtroppo nessuno negli ultimi 20 anni ha pensato che Ezio Rossi potesse essere utile». Nell'annus horribilis un accento alle incertezze societarie. Lei visse quei 2 mesi di incertezza con i fantomatici ungheresi interessati all'Unione nell'inverno 2002 (una cordata cui Vendramini provò a piazzare la Triestina). Come tutelò la squadra? «C'era la lotta per la società tra Fioretti-Vendramini e Berti, ma ricordo che in modo molto diretto dissi alla dirigenza di non varcare più la porta di quello spogliatoio dopo una partita persa 11 contro 9 ad Arezzo. La squadra si schierò tutta dalla parte di Berti, perché avevamo visto in lui la persona affidabile che poi è stata. Avevo una squadra molto coscienziosa, i vari Birtig-Masolini-Venturelli.. Berti poi si riprese abilmente la società». E la storia parlò poi per quell'uomo dalle cravatte stravaganti, per l'allenatore dei miracoli Ezio Rossi - Poteva sembrare uno slogan, invece è realtà. Lo scrive oggi Roberto Degrassi sul quotidiano locale odierno: la triestinità della Pallacanestro Trieste è diventata una chiave dei tre successi consecutivi. Anzi, le chiavi, tutte triestine, sono quattro. La qualità del lavoro di Marco Legovich e del suo staff. Il ritorno di Michele Ruzzier. La crescita di Lodovico Deangeli. L'entusiasmo del tifo.Nelle due vittorie in Veneto a Treviso e a Venezia, entrambe nette e convincenti, oltre alla conferma di Bartley sempre più capocannoniere e alla sorprendente esplosione di Spencer passato nel giro di un mese e mezzo da similbrocco a mister doppia doppia a fare la differenza sono stati proprio i fattori triestini. In attesa di verificare gli effetti dell'inserimento del nuovo arrivato, Emanuel Terry, sbarcato ieri sera. Stamani le visite mediche, poi il primo allenamento. Verranno valutate le condizioni atletiche e si deciderà. Sembra scontato a questo punto il passaggio al 6+6, con Terry che arricchirà il pacchetto dei lunghi con caratteristiche nuove: può giocare in alternativa a Spencer garantendo verticalità ma può difensivamente essere prezioso anche sulle ali forti o persino sui 3 alti. In sostanza, probabilmente con i piedi veloci e le mani rapide di Terry in circolazione il veneziano Brooks domenica si sarebbe divertito meno...Ma torniamo ai fattori triestini. Il più giovane coach della massima serie nelle ultime settimane ha vinto di misura il confronto con un mago delle difese come Caja, ha dominato il confronto a domicilio con Nicola e ha firmato il suo capolavoro stagionale imponendo lo spirito dei biancorossi a un coach biscudettato come Walter De Raffaele. Trieste non ha vinto per fortuna propria o per demeriti altrui nè per una pesca miracolosa nel tiro da tre (ha fatto il 29%, per dire). Ha vinto perchè ha difeso meglio e nei momenti decisivi si è fatta trovare più pronta mostrando personalità.La crescita nella condizione da parte di Michele Ruzzier ha portato Trieste a una svolta. Più regista rispetto a Davis, ha portato ordine e lucidità, con la capacità di coinvolgere anche i lunghi. Alla Virtus, negli spezzoni di partita che gli venivano concessi, non gli venivano richiesti punti visto che tra Teodosic, Belinelli, Weems e compagnia tirante di gente per imbucare il canestro ce n'era a bizzeffe. I 15 punti in 21 minuti con il percorso netto dalla lunetta (6 su 6) certificano che nell'arsenale di Trieste c'è un'arma in più.Dopo il largo minutaggio al PalaVerde, altri 20 minuti di parquet al Taliercio per capitan Deangeli, l'uomo la cui utilità non viene raccontata dalle statistiche. Ma per Legovich Lodo rappresenta ormai una pedina imprescindibile, la vera ala piccola titolare con la capacità di dare equilibrio e annullare gli esterni avversari (Bramos virgola).La quarta chiave triestina del miniboom stavolta era confinata dietro una parete di plexiglass ma al Taliercio si è fatta sentire, eccome. Altra mobilitazione di tifosi al seguito, anche se minore rispetto al Palaverde a causa del numero inferiore di biglietti a disposizione. E intanto la campagna abbonamenti lanciata per il girone di ritorno è partita con il piede giusto.
  6. LUNEDÌ 23 GENNAIO 2023 - I cori dei tifosi triestini, esultanti sugli spalti del Taliercio dopo la fine della partita, risuonano in una sala stampa che accoglie da trionfatore coach Marco Legovich. Come scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", l'abbraccio e i sorrisi con Frank Bartley nel passaggio di consegne dell'intervista post partita davanti alle telecamere di Eleven, testimoniano il senso dell'impresa compiuta da una squadra che sembra non volersi più fermare. Terzo successo consecutivo per una classifica che, settimana dopo settimana, conferma la crescita del gruppo.«L'analisi di questa partita - le parole di coach Legovich - potrebbe toccare mille aspetti ma credo che sia giusto fermarsi alla grande prestazione che hanno offerto i ragazzi. Sono fiero di loro, della capacità di soffrire nei momenti più delicati della partita e di come sono riusciti a ripetere una prestazione di grande livello difensivo nonostante si trovassero di fronte un'avversaria della qualità e del talento della Reyer. Mi ha colpito la lucidità dei ragazzi di fare sempre la cosa giusta al momento giusto. Non era facile, non era scontato e questo va senza dubbio a loro merito».Una partita vinta due volte da una squadra che, dopo aver a lungo controllato il risultato, ha subito a cavallo tra la fine del terzo e l'inizio del quarto quarto il parziale di 17-3 che aveva rimesso in partita la formazione veneziana. «In quel momento - sottolinea Legovich - abbiamo fatto fatica collassando troppo in difesa contro le iniziative di Parks. Ci stava, era normale che la qualità offensiva della Reyer prima o poi ci mettesse in difficoltà. Ma siamo stati bravi a reagire, ritrovando lucidità offensiva e facendo quelle due-tre giocate in attacco che ci hanno rimesso in mano l'inerzia».Su sponda reyerina, Walter De Raffaele fa i complimenti a Trieste per l'ottima partita disputata. «Credo sia doveroso rendere merito ai nostri avversari per l'ottima partita giocata - sottolinea il tecnico livornese - Sono stati solidi, aggressivi, bravi a contenere tutti gli uno contro uno contro i nostri attaccanti. La reazione del secondo tempo ci ha rimesso in partita ma, nei minuti finali, ci è mancata l'energia per completare la rimonta e rimettere la testa avanti. Rispetto alla partita di Bologna, se non è un passo indietro certamente non è un passo avanti. Stiamo sbagliando tanto, alla fine abbiamo pagato la stanchezza di questo periodo che tra campionato ed Eurocup ci sta sottoponendo a un ciclo di partite impegnativo. Sapevo che Trieste ci avrebbe aggredito da subito - conclude De Raffaele - in questo sono stati molto bravi. Hanno condotto nel corso dei quaranta minuti, alla fine è giusto dire che hanno meritato di portare a casa i due punti» - La Triestina non fa un punto lontano dal Rocco dal 24 settembre quando Paganini riuscì a riacciuffare il Trento in casa sua pur giocando in dieci uomini. Come scrive oggi Ciro Esposito sul quotidiano locale odierno, era il terzo pareggio in altrettante trasferte ottenuto dal gruppo guidato da Bonatti. Sembrava una tragedia e invece quel rendimento era da salvezza. Il rovescio subito sabato pomeriggio al Piola è l'ottavo di fila. Con un ruolino di marcia così nefasto è evidente che l'Unione sia relegata all'ultimo posto che, senza un sensibile miglioramento dei numeri lontano dal Rocco, è destinato a restare tale o giù di lì. Ma le sconfitte non sono tutte uguali. Quella pre-talizia aveva messo in evidenza una squadra capace di tenere testa al Pordenone per poi cedere nel finale. La sconfitta con la Pro Vercelli ha visto una Triestina imbambolata e imprecisa nella prima parte della gara, più reattiva e vicina anche al pari nel secondo tempo. Insomma alla squadra manca sempre un pezzo di partita. Così come manca la capacità di riorganizzarsi una volta subito un gol dagli avversari. E questo finora è successo non solo in trasferta ma anche in casa. Soltanto che al Rocco la formazione forgiata da Pavanel, oltre all'atteggiamento più riflessivo degli avversari, riesce a stare più alta e a creare un numero di occasioni che spesso porta a una o due reti di vantaggio (Mantova e Novara) in una frazione più o meno lunga della sfida. E poiché in difesa gli alabardati collezionano quasi sempre uno o due svarioni pesanti (con vari attori) ecco che la forza per spostare il baricentro una ventina di metri più avanti diventa decisivo. E' un lavoro che per esempio Malomo riesce a guidare meglio di Di Gennaro o Ciofani e l'assenza del centrale sabato ha avuto un peso non solo per la retroguardia ma per tutta la squadra. Visto il doppio svantaggio poi Pavanel avrebbe potuto inserire prima le due nuove pedine Tavernelli e Celeghin in relazione anche alle prestazioni inconsistenti di Minesso e Paganini. Ma il tecnico è l'unico a poter valutare le condizioni di giocatori che hanno fatto una buona impressione ma con appena un paio di allenamenti alle spalle.Il fatto è che prima della sosta natalizia si prevedeva come le prime cinque gare di inizio 2023 avrebbero detto se la Triestina è in grado o meno di restare a contatto con le ultime del girone. Tre gare se ne sono andate e i tre punti in cassaforte sono pochini. La settimana di stop di mercato per le ormai note vicende societarie hanno avuto un peso negativo sul progetto di Pavanel. Così come pesa l'incertezza sulle uscite. L'orologio tuttavia non può essere tirato indietro e bisogna guardare avanti. E' necessario che Romairone entro questa settimana metta a disposizione una punta di peso e magari anche un terzino sinistro. Il centravanti a questo punto non potrà essere un fenomeno ma urge la presenza di un uomo di fisico che possa essere alternativa ad Adorante o anche giocare assieme a lui. Non serve a nulla la caccia ai responsabili già identificati e identificabili, e nemmeno la fronda su Pavanel (quali poi sarebbero le alternative in questo frangente?). L'unico obiettivo è quello di non sbagliare le prossime gare con Trento e Virtus Verona. E anche l'apporto dei tifosi potrebbe dare una mano. Perché gettare tutto all'aria a inizio febbraio non ha senso e sarebbe molto pericoloso per il futuro dell'Unione
  7. DOMENICA 22 GENNAIO 2023 - Provarci è un dovere. Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", la Pallacanestro Trieste, ricaricata dalle due vittorie consecutive contro Scafati e Treviso e dalla visita della nuova proprietà Usa, affronta la trasferta del Taliercio (inizio alle 17) con uno spirito diverso da quello con cui si sarebbe approcciata un mese fa. Esame severo, severissimo, ma le partite da vincere assolutamente riapriranno la serie domenica prossima contro Napoli in casa. Questo pomeriggio però c'è tanta voglia di sorprendere e conquistare almeno uno scalpo eccellente in un campionato che già visto alcune concorrenti dirette per la salvezza firmare imprevedibili exploit esterni contro quintetti di fascia alta.La lista dei potenziali pericoli in casa Umana è così lunga che si fa prima a dire chi può venir sottovalutato: nessuno. Da Spissu a Watt, da Willis al nostro amato ex Parks. A proposito degli ultimi due avrebbe fatto comodo avere già qui Emanuel Terry che difensivamente può dare fastidio a lunghi di un certo tipo. Il rinforzo biancorosso arriverà all'inizio della prossima settimana. Nel frattempo questa di oggi non è una prova d'appello per nessuno. La società ha riconfermato la fiducia e l'attaccamento a AJ Pacher respingendo al mittente l'approccio da parte di Cremona.La presentazione del match è stata nuovamente affidata all'assistent Andrea Vicenzutto (scaramanzia? A Treviso ha portato bene): «Abbiamo cercato di mantenere più in alto possibile l'intensità e l'attenzione emotiva dei giocatori che sono stati brabi a rispondere presente. Conosciamo la levatura del roster veneziano, indipendentemente dalle ultime due prestazioni negative. Sono diversi i giocatori in grado di cambiare la partita in qualsiasi momento e dovremo farci trovare pronti di fronte a qualsiasi situazione tecnica».L'assistent si sofferma anche sulla nuova mobilitazione dei tifosi al seguito dopo quella fortunata al PalaVerde di Treviso: «Bello essere seguiti così e percepire il sostegno dei nostri tifosi. Questo, con l'arrivo della nuova proprietà, aumenta il nostro entusiasmo e speriamo di continuare a rendere felici i nostri tifosi».Nell'anticipo Pesaro soffre ma alla fine batte Verona 76-73. - Ennesima delusione fuori casa per la Triestina, ennesima ricerca dei perché da parte di Pavanel, otto partite lontane dal Rocco, otto sconfitte. Difficile salvarsi senza un apporto di punti anche lontano dal Rocco.Come spiega questo cambio di volto così repentino dei suoi ragazzi? «Il primo gol a freddo ci ha messo in difficoltà, l'approccio è stato sufficiente prima del gol, dopo invece abbiamo accusato un po' il colpo ma credo di poter dire che questo è un ko diverso dalle altre perché poi la squadra ha reagito bene nel secondo tempo e i due nuovi innesti sono entrati bene dando vivacità. Credo che avremmo meritato il pari, siamo stati più altalenanti di domenica scorsa ma la reazione che ho visto non l'avevo vista in altre trasferte».Quanto confida nell'apporto dei nuovi, giunti in una squadra che ha inevitabilmente delle scorie da ultima in classifica? «È il nostro obiettivo, mettere facce nuove che mettano dentro aria pulita, e i due nuovi sono entrati con la voglia di cambiare la partita. Nel secondo tempo abbiamo messo in grossa difficoltà la Pro».L'ultima cosa da fare oggi è guardare la classifica? «Anche prima. Ogni battuta d'arresto per noi è un blocco ma ci sono sconfitte e sconfitte e bisogna saper guardare oltre, stavolta non ci siamo disuniti e meritavamo il pari».Serve ancora qualcuno dal mercato? «Sicuramente una alternativa di struttura come Adorante, certe partite in cui spendi molto soprattutto, stavolta non potevo togliere centimetri ad esempio».Malomo come mai mancava? «Ha accusato un risentimento muscolare domenica scorsa, martedì presentava un gonfiore e dalle analisi è risultato uno stiramento di 6-7 millimetri».Torniamo al primo tempo. Ci sono stati nuovamente segnali di disunione dopo uno svantaggio. «Ci siamo allungati in mezzo al campo, le mezze ali si sono aperte molto lasciando tanto spazio tra loro e Gori. All'intervallo ho detto questo, nel secondo tempo abbiamo sistemato questo aspetto, è stato un altro tipo di gara».I due nuovi avrebbero potuto giocare dall'inizio? «No, Tavernelli era arrivato la sera prima e Celeghin aveva fatto due allenamenti ma venivamo da un'ottima gara quindi cercavo continuità. Martedì ci rimetteremo al lavoro per scegliere la formazione migliore da opporre al Trento»
  8. SABATO 21 GENNAIO 2023 - Sarà finalmente la partita della svolta in trasferta? Sono mesi che tutti si pongono questa domanda a ogni appuntamento esterno, visto il pessimo rendimento stagionale fuori casa della Triestina, che lontano dal Rocco ha finora raccolto 3 punti in dieci partite. Ma come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo", a furia di aspettare, non è che adesso ci sia poi tutto questo tempo. La risalita verso la salvezza dell'Unione impone di cominciare a fare punti pesanti da subito anche in trasferta. I tempi potrebbero essere maturi perché quella di oggi contro la Pro Vercelli sul sintetico dello stadio Silvio Piola (inizio ore 14.30, arbitra Grasso di Ariano Irpino), è una partita che si presenta sotto diversi buoni auspici. Innanzitutto la Triestina era già andata vicina a un clamoroso colpaccio nell'ultima partita giocata fuori casa, quella prenatalizia col Pordenone poi finita purtroppo con una beffa. Ma mai gli alabardati erano stati così vicini a un risultato importante lontano dal Rocco. Inoltre la squadra di Pavanel è reduce da un convincente vittoria contro il Novara che ha dato fiducia, e a parte qualche black-out è da un po' che gli alabardati hanno trovato una certa quadratura. C'è poi l'entusiasmo portato dai nuovi arrivi: dopo quelli di Malomo e Germano, è l'ora della prima volta anche per il centrocampista Celeghin e per l'attaccante Tavernelli, freschissimo nuovo arrivo. C'è inoltre da considerare che la Pro Vercelli sta passando un brutto periodo ed è reduce da tre sconfitte consecutive, tanto che dopo un buon inizio di stagione ora si trova appena due punti sopra la quota salvezza. Saprà stavolta la Triestina concretizzare queste promettenti premesse? Sarebbe opportuno, anche perché Pavanel si merita di portare a casa finalmente qualche punto dopo che nelle sei trasferte con lui in panchina è rimasto sempre a secco, un dato che deve bruciargli e non poco. Per quanto riguarda la squadra, subito convocati i nuovi arrivi, mentre restano ancora ai box Sottini, Pezzella e Lollo. Tutto fa presagire per una conferma dell'undici schierato sabato scorso con il Novara, con il solo Celeghin che potrebbe ambire forse a un posto da titolare da mezzala al posto di Paganini. Per il resto davanti a Pisseri ci sarà ancora la coppia Ciofani-Malomo con Ghislandi a destra e Rocchetti a sinistra (torna intanto fra i convocati Sarzi Puttini). A centrocampo Gori in mezzo a dirigere le danze con mezzali Germano e uno fra Paganini e Celeghin. In attacco Minesso dovrebbe nuovamente giostrare alle spalle delle punte Adorante e Felici, con Furlan, Ganz e Tavernelli possibili alternative in corso d'opera. - Prima uscita per la Pallacanestro Trieste in versione stelle e striscie domani pomeriggio sul parquet del Taliercio. La formazione di Marco Legovich comincia il girone di ritorno al cospetto di una Umana reduce dalla sconfitta contro Bourg en Bresse, la formazione francese che ha consolidato il suo primato facendo scivolare Venezia al quarto posto del suo girone di Eurocup.Derby all'insegna degli ex: su sponda triestina in campo Ruzzier, Campogrande e Vildera, con la casacca della Reyer ci sarà in campo Jordan Parks. Trieste al completo, pronta a dare continuità al suo buon momento cercando il terzo sigillo consecutivo dopo i successi contro Scafati e Treviso.IL MERCATO Le novità coinvolgono le squadre impegnate nella lotta per non retrocedere. Treviso ha annunciato la firma del centro Ellis e, dopo aver liberato Sokolowski è a caccia di un esterno, Reggio Emilia è uscita dal contratto con RJ Nembhard e ha messo sotto contratto Jeremy Senglin. La firma di Emanuel Terry sta concentrando sulla PallTrieste l'interesse del mercato dei lunghi. Si valuta l'abbondanza nel ruolo e la possibilità di trovare nell'organico di coach Legovich giocatori in grado di rinforzare l'organico delle società di serie A2. Nelle ultime ore si è fatta viva la Vanoli Cremona chiedendo informazioni su AJ Pacher, così come è successo qualche settimana fa con Bossi, però, la società triestina ha rispedito al mittente la richiesta. Il motivo l'ha spiegato Mario Ghiacci durante la presentazione della nuova proprietà americana. «Aldilà del valore di un giocatore sul quale continuiamo a nutrire fiducia - le parole del gm - c'è un aspetto che va oltre la componente tecnica. Pacher è un ragazzo fondamentale per i nostri equilibri, sa fare squadra. In qualsiasi gruppo di lavoro, un ambiente sereno è la chiave per ottenere risultati: nello sport uno spogliatoio compatto è la base per andare in campo e vincere».
  9. VENERDÌ 20 GENNAIO 2023 - «Se siamo qui è perchè è stata Trieste a fare la differenza. E vogliamo restare con un progetto a lungo termine». Come scrive oggi Roberto Degrassi su "Il Piccolo", Il nuovo presidente della Pallacanestro Trieste Richard de Meo ha le idee chiare. Spirito giovane e imprenditoriale, sana concretezza. Nessun fuoco d'artificio alla presentazione della nuova proprietà del club biancorosso entrato nell'era Csgi, Cotogna Sports Group Italia. E neanche promesse tanto per impressionare la piazza. Certo, l'Europa è nei progetti e nemmeno lontani. Certo, infiammare un entusiasmo che si è finalmente riacceso è una priorità. Ma facendo un passo alla volta, con finanziamenti importanti legati a scelte sostenibili.Quando, parlando dell'obiettivo Europa da raggiungere in qualche anno, un errore di traduzione gli attribuisce la frase «Abbiamo bisogno di capitali», de Meo in italiano immediatamente corregge. «No, noi abbiamo capitali». Ed è come se l'intero Allianz Dome sorridesse di sollievo. La svolta americana è arrivata.In questi giorni, per la firma di acquisto del 90 per cento delle quote e la presentazione a Trieste, de Meo è accompagnato dai soci Fitzann R. Reid (presidente di Csgi) e da Prabhdeep Sekhon. Già la prossima settimana sbarcheranno gli altri soci. Tutta la galassia Cotogna Sports Group potrà quindi conoscere direttamente Trieste e, magari, continuare a innamorarsene.LA SCELTA Già, ma perchè è stata scelta proprio Trieste? «Siamo partiti con l'idea di investire in Europa, ci siamo concentrati sull'Italia e poi ci siamo orientati su Trieste. Questa operazione viene condotta con metodo scientifico, abbiamo valutato tante proposte ma è stata proprio Trieste a fare la differenza. Ci sono voluti sei mesi per portare a termine questa operazione, intanto sono venuto in città, ho conosciuto Ghiacci, l'allenatore Legovich, la vostra organizzazione. Eravamo in luglio e in questo palazzo c'era comunque gente al lavoro. Inoltre sicuramente Trieste ha molti vantaggi stretegici e sta vivendo un momento storico importante in fase di sviluppo» la spiegazione di de Meo. Ghiacci aggiunge: «Chi ha lavorato qui in questi anni, dai ragazzi della sede allo staff tecnico, ha permesso di creare una società seria, sana, con valori importanti. Abbiamo dato a de Meo tutte le informazioni di cui aveva bisogno. Il documento che ha portato al closing ha 156 pagine».In merito alla scelta di Trieste per lo sbarco della proprietà Usa si aggiunge una suggestione raccontata da Fitzann R. Reid: «Sapevamo che qui ha giocato anche Michael Joran, anche negli Stati Uniti molti conoscono la storia di quella partita che ha disputato a Trieste».LA SOSTENIBILITÀ L'aggettivo «sostenibile» è stato ripetuto spesso nel corso della conferenza stampa, soprattutto da parte del managing director di Csgi Sekhon. «Il nostro è un progetto sostenibile, questo è un gruppo di persone, c'è un network che espande i suoi contatti fino alla Nba e in diversi altri sport e sfruttarlo non potrà che permetterci di migliorare. Qui, grazie al lavoro che è stato fatto da Ghiacci e dal suo team, ci siamo sentiti subito a nostro agio».SPONSOR E BUDGET La Pallacanestro Trieste non ha ancora un main sponsor anche se sulla maglia ci sono comunque marchi con apporti importanti. Arriverà dagli Usa anche il main sponsor. «Gli sponsor sono di tre livelli: locali, nazionali e internazionali. Fanno tutti parte dell'autostenibilità del nostro progetto. I capitali che noi vogliamo investire non sostituiscono una sponsorizzazione. I contratti che saranno siglati saranno a lungo termine perchè voglio rimanere per molti anni». È già stato ipotizzato un budget per affrontare la prossima stagione? «Sappiamo di dover investire subito ma ci concentriamo sulla stagione in corso».OBIETTIVI L'Europa in qualche anno, è stato detto. Ma la priorità adesso è una sola e la grida forte e e chiara Mario Ghiacci: «La salvezza diventa basilare per poter realizzare questo progetto. Si tratta di uno dei campionati più difficili di sempre, ma noi siamo fiduciosi perchè a vincere non sono i singoli ma il gruppo e quello di Trieste ha valori».LA COMUNITÀ «C'è una parola che sentirete spesso nei nostri discorsi. Lighthouse. Faro. Vogliamo sviluppare tutto ciò che ruota attorno al settore giovanile, sarà un tema importante per noi, con un Academy per i giovani. Vogliamo che squadra e società siano calati nella comunità, puntare sui giovani, attrarre anche pubblico da fuori regione con giocatori Nba. Non abbiamo intenzione di sconvolgere la cultura e le abitudini locali ma cercheremo solo di aggiungere show allo show».MI MANDA GREEN Si è parlato anche di basket giocato. Di Michele Ruzzier («Arrivato con il convinto sì del vecchio Cda ma anche dei soci Usa» ricorda Ghiacci) e di Emanuel Terry che dovrebbe unirsi la prossima settimana alla squadra. «Un'opportunità maturata nel giro di un'ora, tra la segnalazione da parte del suo agente Usa che è lo stesso di Javonte Green e il sì di Legovich. Su Terry c'era anche Reggio Emilia, che già era stata in concorrenza con noi per Ruzzier e l'avevamo preceduta. La storia si è ripetuta e adesso posso svelarvi un segreto: sapete chi ha consigliato Emanuel Terry a scegliere l'offerta di Trieste? Proprio il suo buon amico Javonte Green. Vai lì che troverai un bell'ambiente...». Non sono mancate le domande sulle prossime mosse tecniche, 5+5 o passaggio al 6+6? Niente è deciso anche perchè, parole sempre di Ghiacci, «le scelte si fanno anche in base a tante valutazioni. Ad esempio Pacher non sta giocando bene ma per noi è un elemento importante, anche nello spogliatoio. Il basket è fatto anche di valori». Si farà quello che verrà considerato necessario, quindi. Del resto, c'è una condizione necessaria - «la salvezza» - per realizzare i progetti. «L'Europa nell'ambito di un programma a lungo termine». - Potrà sembrare strano a dirlo visto l'ultimo posto in classifica, ma in questa stagione c'è anche una Triestina da play-off: purtroppo è quella dei primi tempi, mentre le partite durano 90 minuti e oltre. Così scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo": sabato scorso con il Novara finalmente l'Unione ha tenuto fino in fondo l'ottimo risultato del primo tempo, però è stato un evento rarissimo in questa stagione, perché gli alabardati nelle seconde frazioni di gioco di punti ne hanno persi un sacco. Andando infatti ad analizzare tutte le 22 partite giocate fin qui, la Triestina ha perso ben 12 punti nei secondi tempi. Questo significa che se le partite fossero finite dopo i primi 45 minuti, l'Unione non starebbe certo pensando a una difficile salvezza da conquistare, anzi in classifica avrebbe 30 punti e sarebbe al nono posto, quindi in posizione utile per i play-off. Un ulteriore dato decisamente sorprendente, che del resto è anche la causa del pessimo rendimento della Triestina nella ripresa, è nei gol segnati e subiti. Ebbene considerando solamente i secondi tempi, la squadra alabardata in questo campionato ha segnato solamente 5 reti e ne ha subiti ben 20. Uno score, quello delle reti segnate, frutto tra l'altro in gran parte delle primissime partite della stagione. Se Pavanel ha dato finalmente una certa solidità a questa squadra, che soprattutto nell'ultimo periodo ha fornito buone prestazioni, va anche detto che l'unica rete segnata nel secondo tempo nelle 15 partite con il mister in panchina, è quella inutile di Ganz su rigore allo scadere del match di Busto Arsizio. Ed è su questo che l'Unione deve assolutamente migliorare se vuole puntare alla salvezza, perché senza reti nei secondi tempi difficilmente si porta a casa il risultato, a meno di blindare la porta dopo essere passati in vantaggio nel primo tempo. Cosa riuscita con Pergolettese e Novara, solo sfiorata invece nella maledetta partita con il Pordenone. Come ha perso 12 punti la Triestina nei secondi tempi? È presto detto: il primo punto già al debutto, visto che dopo il primo tempo con il Pordenone si era sullo 0-0. Poi c'è stata la trasferta di Novara, con l'Unione che aveva chiuso i primi 45 minuti in avanti prima di subire il pareggio nel finale di gara: e lì di punti se ne sono persi due. Altri due se ne sono andati nei secondi tempi delle trasferte con Pro Sesto e Juve Next Gen, entrambe chiuse in parità nella prima frazione prima che la ripresa fosse fatale. Quindi con il Renate altri due punti se ne sono andati nella ripresa, dopo che l'Unione aveva chiuso il primo tempo in vantaggio. Poi in casa con il Lecco l'1-1 del primo tempo si è trasformato in sconfitta, e un altro punto se ne è andato a Piacenza nella debacle del secondo tempo dopo una discreta prima frazione. E poi sono ben 3 i punti persi con il Pordenone, dal primo tempo chiuso in vantaggio alla grande beffa dei minuti finali. Insomma due Triestine diverse fra primo e secondo tempo: un lusso che gli alabardati non si possono permettere.
  10. GIOVEDÌ 19 GENNAIO 2023 - La Pallacanestro Trieste adesso ha ufficialmente un'anima americana. E un nuovo presidente statunitense: Richard de Meo. Il 90% delle quote, la cui vendita è stata definita ieri a Milano, tuttavia resta formalmente in Italia: la proprietà del club biancorosso infatti è della Cotogna Sports Group Italia (Csgi), la società controllata da Csg e costituita per operare nel nostro Paese. Cambia anche il Consiglio di amministrazione: Mario Ghiacci, che fino a ieri era presidente e general manager, rimane una figura centrale della società ma come gm.Andiamo con ordine. De Meo e altri due rappresentanti di Csg, Fitzann R.Reid e Prabhdeep Sekhon, sono giunti lunedì sera a Milano. Ieri mattina, sempre nel capoluogo lombardo, si è svolta l'assemblea dei soci della Pallacanestro Trieste che ha approvato il bilancio, chiuso senza perdite al 30 giugno scorso. Il Cda in carica (Mario Ghiacci, Luca Farina, Marco Bono, Vincenzo Settimo e Gianfranco Cergol), preso atto della richiesta da parte di Csgi, si è dimesso insieme ai sindaci e ha nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione. A quel punto è stata formalizzata la vendita del 90 per cento delle quote e si è tenuta la prima assemblea dei nuovi soci che ha assunto le cariche e le responsabilità economiche e gestionali. Questo quindi il nuovo Cda della Pallacanestro Trieste: Richard de Meo presidente, Fitzann R.Reid vicepresidente, Connor Bawin, Mario Ghiacci vicepresidente e a rappresentare il socio di minoranza Trieste Basket Srl Andrea Bochicchio. Confermati i sindaci del precedente mandato Ave Chinetti e Andrea Bussani, con l'inserimento di Anna Masè.Ghiacci opererà come general manager in collegamento con de Meo e Reid. Fitzann R.Reid, che è presidente di Csgi (il braccio operativo italiano di Cotogna Sports Group) ha commentato: «Dopo una lunga due diligence abbiamo chiuso con successo l'accordo di acquisizione. Oggi è cominciato il nuovo corso della Pallacanestro Trieste», anticipando il programma della due giorni triestina dei nuovi proprietari giunti ieri sera in città. Oggi incontreranno la squadra, lo staff, i soci di minoranza, i partner con gli sponsor, la stampa e una delegazione di tifosi. Inoltre tra oggi e domani incontreranno le autorità e visiteranno la città oltre ad assistere a un allenamento della squadra di Legovich. Il rientro negli Stati Uniti avverrà sabato, quindi almeno al momento non è previsto che qualcuno della nuova proprietà assista alla gara di domenica al Taliercio contro l'Umana Reyer Venezia.Anche Prabhdeep Sekhon, managing director di Csgi, ha voluto sottolineare l'importanza dell'operazione formalizzata ieri, ringraziando gli studi legali Pavia e Ansaldo e Campa Avvocati: «Questi atti formali sono il nostro punto di partenza. Abbiamo fortemento voluto Mario Ghiacci nel nostro Cda e nella gestione della società: mantiene il ruolo di gm in segno di continuità e per dare grande valore al lavoro fatto sin qui, che continuerà nel tempo. Vogliamo ringraziare il precedente Cda per il lavoro svolto e per averci permesso di acquisire una società dal bilancio sano e dalla importanti prospettive». - Giornata a due facce per il mercato della Triestina. Tutto come previsto per l'arrivo di Enrico Celeghin, ufficializzato ieri, sembra sfumare invece lo scambio di terzini con il Novara, che doveva riguardare Sarzi Puttini e Ciancio.Ma partiamo dal nuovo rinforzo: come anticipato, Celeghin arriva dal Como in prestito con diritto di riscatto. Classe 1999, veneto di Dolo, è un centrocampista mancino capace di giocare sia mezzala che mediano, che porta fisicità e duttilità al reparto. Dopo essere cresciuto nella primavera dell'Inter e del Torino, nel 2018 Celeghin è passato al Como in D ottenendo subito la promozione in C. Lo scorso anno è andato in prestito al Renate dove ha vissuto una stagione da protagonista con 36 presenze e 4 gol, mentre quest'anno ha faticato a trovare spazio in B col Como. Per un'operazione portata a termine, un'altra si è bloccata. Paradossalmente, è stata la vittoria della Triestina sul Novara a frenare un altro arrivo. Dopo la sconfitta al Rocco, la società piemontese ha infatti esonerato Semioli e ha deciso per il ritorno in panchina di Marco Marchionni, che appena arrivato ha dichiarato incedibile Simone Ciancio. Di conseguenza pare saltato lo scambio con Sarzi Puttini, che il direttore generale alabardato Romairone aveva già definito all'inizio di gennaio, prima di essere frenato dal blocco sul mercato della scorsa settimana. Sarzi Puttini resta comunque in uscita, ma per ora soluzioni sulla sua destinazione non ce ne sono.Fra le altre squadre la Feralpisalò ha acquisito a titolo definitivo dall'Arzignano Valchiampo il portiere Giacomo Volpe, mentre il Vicenza pare ormai vicinissimo a Davide Merola, classe 2000, attaccante di proprietà dell'Empoli in prestito al Cosenza. Ma anche il Piacenza, diretta rivale dell'Unione, vuole piazzare un colpo in attacco e sta provando a ingaggiare Davide Luppi, classe 1990, già in B con Modena, Verona e Cittadella, che vuole rilanciarsi dopo una prima parte di stagione sottotono alla Torres.
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