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  1. LUNEDI' 16 SETTEMBRE 2019 - Persa, ripresa e poi persa nel modo più beffardo. Una sconfitta, la seconda consecutiva, che - come scrive Guido Roberti - lascia in eredità al tecnico Pavanel molte riflessioni. «Siamo partiti benissimo ma la prima volta che hanno varcato la metà campo ci hanno fatto il gol» esordisce il tecnico. Dopo il loro 1-0 abbiamo avuto la palla clamorosa per l'1-1. In certi momenti del primo tempo eravamo troppo lunghi, dobbiamo trovare gli equilibri perché con quattro attaccanti così si fa fatica a trovare il passaggio intermedio. Sinceramente non meritavamo di andare sotto di due gol. Nel secondo tempo c'è stata l'espulsione, abbiamo cercato di trovare più equilibrio in mezzo. Siamo poi passati a un 3-4-2 iper-offensivo e abbiamo cambiato la partita in modo molto importante. Con quello che avevamo speso, a dieci minuti dalla fine con l'ultimo cambio avevo pensato di rimettere a posto, inserendo Codromaz, una difesa che aveva solo Lambrughi come centrale». Preoccupano Pavanel i momenti occorsi a Cesena in cui la squadra è parsa sfilacciata. «In certi momenti sì, perché se giochiamo a quattro attaccanti e non rientriamo è chiaro che facciamo fatica, e quindi lo dovrò valutare questo aspetto, perché o riesci a fare tre-quattro gol come ci riusciva l'anno scorso, viceversa se ne fai di meno e ne prendi come li stiamo prendendo, dobbiamo rivedere qualcosa». Sette i gol subiti in quattro partite. «Se analizzo le occasioni subite, non he ho viste tante del Cesena, e uguale domenica scorsa contro il Piacenza, e questo mi preoccupa. Subiamo tante reti concedendo poco. Dobbiamo trovare la quadra e non perdere la fiducia». Buono l'impatto di Ferretti sulla gara. «Quelli che sono subentrati hanno fatto tutti bene, su un tiro di Ferretti ha fatto un miracolo Agliardi. Ma in generale pensavo di avere un palleggio diverso, nel secondo tempo abbiamo tenuto più la palla ma è vero anche che abbiamo creato qualcosa di meno». Dea bendata che infierisce sull'Unione al di là dei molti interrogativi oggettivi. «In questo campionato molto spesso l'episodio fa andare l'esito da una parte o dall'altra. In questo momento non ci gira tanto ma noi dobbiamo serrare le fila cercando di partire dalle cose positive, come rimontare due gol in dieci che non succede tutti i giorni. Abbiamo delle qualità, dobbiamo trovare equilibrio» - Su City Sport in edicola oggi, c'è una sorta di sfogo da parte di Gianluca Mauro sulle voci : "Le trattative tuttora in corso con il fondo sono riservate. A oggi non siamo in grado di dire se l’accordo andrà in porto o meno, al di là di questo potremo dire qualcosa di più solo al momento opportuno e solamente quando le cose saranno certe e contrattualizzate. In questo ambito, in giro sto leggendo troppe illazioni senza senso. Il rischio paventato da qualcuno che non arriviamo a fine stagione? A tutto questo rispondo col dire che, ad eccezione del sottoscritto e del CdA, nessuno altro può permettersi di parlare di questo o di entrare nei meandri societari senza sapere bene le cose. Lo ripeto, ho letto e sentito parecchie stupidaggini sui media locali. Tutto questo è scorretto nei confronti di chi sta investendo sul basket a Trieste e potrebbe portare più di qualcuno a stufarsi nello spendere i soldi. Stiamo facendo lo sforzo di alzare il tasso manageriale al nostro interno, cercando di trasformaci e di migliorare. In tanti si stanno prodigando per poter dare economicamente un contributo serio e importante. Da quando sono arrivato in Pallacanestro Trieste sono stati risanati fior di debiti e su questo frangente non siamo assolutamente ai livelli del passato: sono dell’idea che rumors di questo tipo sono dei veri e propri insulti”.
  2. DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019 - Oggi a Cesena (inizio ore 17.30, arbitra Meraviglia di Pistoia) la Triestina troverà un ambiente molto caldo, visto che il Manuzzi, con i suoi probabili 10mila spettatori (ci sono 8500 abbonati) sarà un catino ribollente di passione ed entusiasmo, soprattutto dopo la vittoria esterna dei bianconeri domenica a Verona. Come scrive Antonello Rodio, a Cesena l'Unione ci arriva con la pesante zavorra mentale della bizzarra sconfitta col Piacenza, un passo falso che fra l'altro ha creato anche una prima piccola ansia da classifica, perché ritrovarsi a 5 punti dal Padova, nonostante si sia appena alla terza giornata, non rientrava certo nei piani alabardati. Oggi dunque la squadra di Pavanel deve dimostrare di saper reagire subito da grande squadra al pesante contraccolpo di domenica scorsa, deve dimostrare che quello col Piacenza è stato solo un episodio più unico e raro, e deve confermare di essere compagine che vuole recitare un ruolo da primattore in questo girone. Nelle parole della vigilia di Pavanel, le premesse sono buone: la squadra non solo ha digerito con umiltà quanto accaduto, ma ne ha fatto tesoro come una lezione utile per il prosieguo del campionato. E ha una fame, appunto, da lupi. Sul fronte della rosa, Pavanel ha tutti a disposizione a parte il solo Ermacora. Molte incertezze per quanto riguarda la formazione, con il tecnico che ha solo l'imbarazzo della scelta in molti ruoli. L'impressione è che, nonostante Formiconi sia stato uno dei migliori col Piacenza, in difesa si possa rivedere sulla fascia destra Scrugli, che dopo l'esordio con il Gubbio non aveva più giocato. Per il resto la coppia Lambrughi-Malomo e Frascatore sulla corsia mancina non dovrebbero essere in dubbio. In mezzo al campo l'unico perno sicuro è Giorico, per il resto se la giocano Maracchi (favorito), Steffè e Paulinho. Da valutare se già dall'inizio Pavanel opterà per due esterni offensivi, come quasi tutti quelli che ha in rosa. In caso contrario, potrebbero crescere le quotazioni di Beccaro, con Mensah sull'altro lato e Gatto e Procaccio tenuti come pedine di svolta durante la partita. In attacco a far coppia con Granoche potrebbe esserci di nuovo Costantino, ancora alla ricerca della brillantezza dopo un inizio di stagione opaco - Di nuovo un finale punto a punto, ancora un successo per Trieste che sul parquet del palaCiti di Parma batte la formazione slovena del Sencur e conquista la finale del quarto memorial Bertolazzi.Gara fisica, intensa, che ha visto la formazione di Dalmasson giocare un gran primo tempo e imporre il suo ritmo chiudendo decisamente avanti nel punteggio, Piccolo black out a inizio ripresa e terzo quarto di chiara marca slovena con la formazione di Popovic che recupera e mette la freccia chiudendo avanti il parziale. Equilibrio nei minuti finali con il Sencur avanti fino a 3' dalla sirena e battute decisive nelle quali la fisicità di Mitchell e l'esperienza del solito Daniele Cavaliero finiscono per fare la differenza regalando a Trieste il terzo successo in volata di questo precampionato. Stasera alle 20 la finale contro Varese. - Dopo aver perso a Fondi, nella gara d'esordio contro il Gaeta, l'Alabarda Onoranze Funebri segna il passo anche contro il Fasano restando ancorata sul fondo della classifica a zero punti.Match sofferto, quello giocato dalla formazione di Carpanese che ha avuto qualche sprazzo positivo in sessanta minuti che hanno messo a nudo tutti gli attuali limiti dell'organico biancorosso. La squadra ci ha messo il cuore trascinata, nel secondo tempo, dall'orgoglio del suo capitano. VIsintin, nonostante il mal di schiena, ha provato a giocare e a dare la scossa ma purtroppo non è bastato.
  3. SABATO 14 SETTEMBRE 2019 - Esordio casalingo per l'Alabarda Onoranze Funebri in campo questo pomeriggio alle 18.30, sul parquet di Chiarbola, contro lo Junior Fasano.Reduce dal passo falso di Fondi contro il Gaeta, la formazione di Carpanese va a caccia del primo successo stagionale, risultato prezioso per dare fiducia all'ambiente e portare i primi punti in classifica. In dubbio la presenza di Marco Visintin che dopo aver saltato la prima sta ancora combattendo con il mal di schiena che lo ha bloccato proprio alla vigilia del match di sabato scorso. Il capitano, grazie al riposo e alle sedute di fisioterapia, ha ripreso a muoversi senza sentire dolore e ieri, con estrema prudenza e dopo essersi scaldato bene, ha svolto una parte dell'allenamento.Oggi giornata decisiva per valutare le possibilità di vederlo in campo: Visintin farà riscaldamento con lo squadra poi, in un senso o nell'altro, deciderà il da farsi. Con o senza il capitano sul parquet, Trieste è chiamata a riscattarsi giocando una partita più solida sia in difesa che in attacco. Nel corso della settimana si è lavorato principalmente sulla fase offensiva visto e considerato il fatto che le cattive percentuali di tiro, contro il Gaeta, sono state la causa principale della sconfitta. Ritrovare velocità cercando di spingere la seconda fase e curare le collaborazioni centrale-pivot e centrale-ali diventano i passaggi chiave per riuscire ad avere la meglio sulla compagine pugliese.Guardando al resto della giornata, incontro di cartello quello che, al palaTacca, chiude il programma del secondo turno. Reduce dal buon pareggio strappato al Pressano, Cassano Magnago misura le sue ambizioni affrontando i campioni d'Italia del Bolzano. Match interessante anche quello tra l'ambiziosa matricola Sassari guidata dall'ex Stabellini e il Conversano e il match tra Bressanone e Pressano: l'esperienza di Lazarevic e Cutura contro il braccio già rovente di Nikocevic. - «Siamo dei lupi. Dei lupi affamati di prestazione e di vittoria». Intervistato da Antonello Rodio, Massimo Pavanel fa capire benissimo che atmosfera si respira questa settimana in casa alabardata. Dopo la sconfitta con il Piacenza, bizzarra per le modalità tutte particolari in cui è arrivata, domani la Triestina è in cerca di un pronto riscatto sul difficile campo di Cesena. Il tecnico alabardato non nega le difficoltà della sfida, ma assicura che la sua squadra ha una voglia matta di riprendersi: «Ogni partita di questa serie C è difficile, figurarsi a Cesena in un ambiente molto caldo. Ma noi siamo molto convinti di riprendere il nostro cammino che abbiamo iniziato l'anno scorso. Se domenica scorsa abbiamo giocato 70 minuti, stavolta dobbiamo farne 95 con intensità e concentrazione. Come detto, siamo lupi affamati, c'è tanta voglia di ripartire e di far vedere quanto valiamo». Il tema di evitare in futuro i black-out viene sottolineato in modo particolare da Pavanel: «Io con il Piacenza per 70 minuti ho visto una Triestina molto buona, perfino migliore di quella delle due partite precedenti. Ma come detto dobbiamo arrivare a 95 minuti, questo campionato non permette cali di tensione. E bisogna cominciare da Cesena, dove troveremo un ambiente caldo. Ma è bello giocare in stadi così con tanta gente, ti dà la misura del valore di essere giocatore e allenatore. Del resto diciamo sempre che chi viene a giocare in uno stadio come il Rocco si esalta, beh stavolta dobbiamo a essere noi a esaltarci in una cornice così importante». In settimana tecnico e squadra si sono confrontati su cosa sia successo col Piacenza: «Non abbiamo fatto processi, ma considerazioni e riflessioni normali come dopo ogni gara - dice il mister - come sempre ci sono diverse motivazioni alla base di un accaduto. È stata una cosa che al momento ha sorpreso tutti, anche la gente allo stadio, questo significa che qualcosa va corretto. Un mio maestro dice sempre di abbracciare la sconfitta che può insegnare molto. Io dico che è giusto, magari non vorrei farlo troppo spesso. Ma le riflessioni le abbiamo fatte, c'è gran voglia di riprendere il cammino, siamo una squadra forte e dobbiamo andare a Cesena per vincere». Insomma, c'è voglia di far tesoro dell'esperienza di domenica scorsa: «Sono eventi che vanno accettati con umiltà - afferma Pavanel - lasciando fluire più l'emozione che la razionalità, cosa che dobbiamo fare io, squadra e staff, ritrovando cammino emotivo dell'anno scorso. E vivendo la partita con gioia, senza paura negli occhi, senza vittimismi». Ecco, a proposito di vittimismi, Pavanel su questo fronte sembra deciso a voltare pagina: «Anch'io a fine gara ho parlato delle decisioni arbitrali, ma sono cose che secondo me non vanno toccate. Un allenatore vero e forte non le tocca, piuttosto deve passare alla squadra il messaggio di andare a cercare una situazione in più, di creare un'occasione in più, di lavorare per prendere un cross in meno. Su altre cose non si può intervenire, ormai sono decisioni prese, eventualmente sarà la società a fare le proprie valutazioni, ma noi non dobbiamo crearci degli alibi». Pavanel infine chiarisce quale sarà il fulcro alla base delle sue scelte per domani: «La squadra deve avere la consapevolezza delle sue qualità, sfruttarle rispettando sempre l'avversario e le sue caratteristiche, ma non andando a stravolgere il nostro pensiero. Durante una gara succedono mille cose, cambiare non significa rinnegare quanto fatto prima, ma leggere la condizione atletica o lo schieramento tattico». - Dieci giorni di stop prima di riprendere a lavorare. Come scrive Lorenzo Gatto, è corsa contro il tempo per rimettere in sesto Arturs Strautins e consentirgli di essere a disposizione dello staff tecnico in vista dei primi ravvicinati impegni di campionato nella gara d'esordio contro Venezia, giovedì 26 settembre al Taliercio e nella prima casalinga all'Allianz Dome contro l'Openjobmetis Varese, domenica 29 settembre. Il giocatore lettone, infortunatosi lo scorso fine settimana al torneo Palladio di Vicenza nel match contro la Virtus Roma, continua le terapie e verrà monitorato giorno per giorno dallo staff medico per valutare i miglioramenti e pianificare il rientro. Senza il suo ariete, rimasto a casa per proseguire le cure, Trieste è partita questa mattina alla volta di Parma per partecipare alla quarta edizione del Memorial Bertolazzi, manifestazione che oltre alla formazione di Eugenio Dalmasson vedrà in campo la Virtus Roma, Varese e la formazione del Kk Sencur. Il programma prevede, nella giornata odierna, le due semifinali: alle 18.30 biancorossi in campo contro gli sloveni del Sencur mentre a seguire, dalle 21, la Virtus Roma giocherà contro Varese. Ultimo torneo del precampionato per una squadra che reduce dal match casalingo contro il Lokomotiv Kuban di Luca Banchi deve continuare a lavorare per inserire al meglio i suoi tanti innesti e trovare un giusto equilibrio di squadra. Venerdì prossimo a Capodistria un'amichevole che chiuderà definitivamente il precampionato. Ultimo giorno di campagna abbonamenti per la Pallacanestro Trieste, a caccia del record che nella passata stagione aveva visto quasi 4500 tifosi dare fiducia alla società biancorossa. Intanto ieri è stata aggiudicata la quattromillesima tessera. E la mattinata odierna (biglietteria aperta ancora dalle 9 alle 12) e la vendita degli abbonamenti per le aziende e per il settore giovanile potrebbero dare la spinta decisiva per superare il numero di abbonamenti dello scorso anno.
  4. VENERDI' 13 SETTEMBRE 2019 - Uno dei protagonisti di mercoledì sera contro il Kuban è stato proprio lui: come scrive Lorenzo Gatto. Andrea Coronica c'è, nel momento del bisogno il capitano risponde presente. Per coach Eugenio Dalmasson, davvero, un uomo per tutte le stagioni. Tredici punti in quattordici minuti, 5/5 dal campo, la solita robusta dose di energia spesa sul parquet. «Il mio impegno in questa squadra non cambia - sottolinea - Da una parte, in campo e fuori, mi sento il collante del gruppo, dall'altra un giocatore che deve farsi trovare pronto quando c'è bisogno. La difficoltà è riuscire a mantenere sempre alta attenzione e concentrazione negli allenamenti e durante le partite pur sapendo che potresti non entrare. Ma fa parte del mio ruolo, ci sono abituato». Un Coronica che rappresenta l'emblema di un gruppo di italiani di primo livello. In un precampionato che vede Trieste lavorare per inserire i suoi nuovi stranieri, la presenza e l'apporto della vecchia guardia sta facendo la differenza. «Siamo consapevoli che la grande forza della nostra squadra è rappresentata dal nucleo storico che ha vinto la serie A2. Quel gruppo, assieme a Peric e Strautins, rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Gli americani, pian piano, arriveranno. Ricordiamoci che abbiamo bisogno di tempo e che dovremo avere pazienza. Ma i risultati, col lavoro, non tarderanno ad arrivare». Fin troppo semplice fare un confronto tra la Trieste della passata stagione e quella di quest'anno. Da giocatori di esperienza e conoscitori del nostro campionato a giovani scommesse alla prima esperienza in Italia. «Siamo una squadra - sottolinea il capitano - che all'interno della stessa partita potrà fare cose stupende e magari qualche stupidaggine. Fa parte della natura giovane di questa squadra che, ripeto, ha bisogno di tempo per consentire a tutti i suoi elementi di esprimersi al massimo. A livello di gioco credo che l'imprinting resti quello di sempre. Aldilà delle diverse caratteristiche degli esterni o dei lunghi rispetto a quello della passata stagione rimane lo stesso». Due settimane, poco meno, all'inizio di una stagione che, con la trasferta a Venezia, i match interni contro Varese e Milano, Sassari fuori e Brescia in casa non disegna per Trieste un avvio tranquillo. «In questo mese abbiamo lavorato in maniera egregia - conclude Andrea - abbiamo sviluppato il 50% del nostro potenziale ma partiamo comunque per cercare di fare il meglio e arrivare alla pausa dopo la gara interna con Brescia nella miglior posizione di classifica possibile. È chiaro che speriamo di fare tanti punti ma aldilà di tutto credo che la cosa più importante, ragionando sull'intera stagione, sarà essere riusciti a creare sul campo una nostra identità». - "Io spero che a fine stagione entrambe centrino i rispettivi obiettivi, ma domenica tiferò sicuramente Triestina". Alla vigilia della trasferta di Cesena, Totò De Falco è stato intervistato da Antonello Rodio: "Quest'anno il Cesena è ripartito da zero. La scorsa stagione ha vinto il campionato con una società completamente nuova perché si veniva da un fallimento, ma dopo la promozione ha pensato di rifare tutto: ha tenuto solo tre o quattro giocatori ma gioca solo Agliardi, il resto è tutto nuovo, compreso l'allenatore". E che squadra è venuta fuori da questa rivoluzione? "Una squadra molto giovane, che ha bisogno di tempo, che gioca a pallone, si schiera con il 4-3-3 e ha buoni elementi. E come ogni squadra giovane fa dell'entusiasmo la sua virtù, del resto gioca davanti a minimo 10mila persone". E come è partito il Cesena?"L'amichevole disputata contro il Milan ha creato troppe attese. C'era tanto entusiasmo, ma ha iniziato prendendo 4 gol a Carpi e poi perdendo in casa col Pesaro. Ma è stata una partita strana, sulla falsariga di quella della Triestina contro il Piacenza: quando si pensava che era ormai vinta, ha preso due gol". Poi però è arrivata la riscossa... "Sì, ha vinto a Verona giocando bene nella ripresa. Adesso però il calendario che attende il Cesena è molto tosto. Certo, il successo di Verona ha portato fiducia". Come si spiega invece il black-out della Triestina con il Piacenza? "Una partita che è stata dominata dagli alabardati per 70 minuti: mi chiamavano amici da Piacenza avviliti perché c'era una sola squadra in campo. La Triestina. Poi sembrava esserci anche un rigore su Mensah che avrebbe chiuso la partita, ma non mi piace utilizzare gli arbitri come alibi. Dopo il pareggio non so proprio cosa sia successo, c'è stato un contraccolpo forte e da una prestazione bellissima si è passati a una forte delusione". Al Manuzzi che partita sarà domenica? "Le pressioni credo saranno più sulla Triestina, visti i risultati di domenica scorsa. Penso e spero che l'Unione venga a giocare per vincere, ma è una sfida dove può succedere di tutto. Il Cesena è una formazione da prendere con le molle, ma credo che Pavanel lo sappia bene". Quali sono gli obiettivi del Cesena? "In piazze come Cesena fai fatica a parlare solo di salvezza, poi la soglia tra una salvezza tranquilla e la zona play-off è minima, pertanto è quasi semplice ritrovarsi poi nella post-season". La Triestina è più forte rispetto allo scorso anno? "É chiaro che se guardiamo i nomi, soprattutto davanti, l'Unione ha tanti giocatori che potrebbero giocare in categorie superiori. Credo sia una squadra costruita per vincere, Mauro Milanese ha preso il meglio che poteva e ha fatto grandi cose sul mercato. Però ha anche ragione Massimo Pavanel quando dice che la Triestina non può essere l'unica favorita solo per quanto fatto lo scorso anno". In che senso? "Che ormai quello che è capitato lo scorso anno non c'entra niente. Purtroppo stavolta la Triestina ha beccato nel girone 4-5 squadre di grande spessore, penso ad esempio al Vicenza, al Padova, alla FeralpiSalò e anche al Carpi, che non è affatto una sorpresa. La Triestina ha le armi per giocarsela, è una seria candidata, ma assieme appunto ad altre 4-5. Visto da fuori, può avere solamente un problema". Quale? "Quello di gestire tutti quei giocatori, quasi tutti abituati a fare i titolari. Questa non credo sia una situazione semplice, ma la mia è soltanto una mia supposizione fatta da lontano".
  5. Per analizzare il dopo Kuban, credo sia fondamentale partire dalla condizione stratosferica di Fernandez: tirato a lucido così è davvero un bel vedere, si vede che ha fiducia a tonnellate e con lui in cabina di regia la squadra gira ovviamente meglio che con Elmore. E a mio avviso, se ad oggi tutti gli indizi portano a pensare che sarà il Lobito a partire in quintetto a inizio stagione, il buon stato di forma di Juan aiuterà Elmore stesso a prendere i ritmi giusti. Confortante, a livello di voglia di scrollarsi la scimmia di dosso, la sua seconda parte di gara ieri dopo i primi venti minuti abbastanza inguardabili sia in difesa che in attacco. Sarà da aspettare, questo ce lo dobbiamo mettere in testa un po' tutti, anche se fra due settimane c'è Venezia e uno step in più lo dovrà fare in questi quindici giorni. Continuo a pensare che debba ancora capire dove sia atterrato e che il modo di giocare nel suo amato college è ormai cosa superata. Vedremo a Koper più che a Parma come sarà in grado di crescere... Sugli altri: benissimo Peric che conferma quanto visto a Vicenza la scorsa settimana, bene Jones (seppure un po' "timido" in certi ambiti, ma ha preferito più giocare per la squadra), Justice dimostra nuovamente di non essere semplice tiratore dalla distanza ma di avere abilità di buon passatore e di essere giocatore intelligente nell'andare anche a colpire in penetrazione sulla linea di fondo. Bravo anche Coronica, con Strautins fuori è evidente che voglia dare un segnale pure lui di non essere solo un capitano che sventola asciugamani in panchina. Sui lunghi: passo indietro rispetto alle scorse uscite per Mitchell (parecchio nervoso), Cooke conferma al momento la mia idea che debba lavorare tanto specialmente in difesa. Quei mancati tagliafuori sotto canestro contro Kuban ci son costati parecchi secondi tiri per i russi e qualche rimbalzo in attacco concesso di troppo
  6. GIOVEDI' 12 SETTEMBRE 2019 - Vince al fotofinish la Pallacanestro Trieste nell'amichevole di ieri sera all'Allianz Dome contro il Lokomotiv Kuban: 92-91 e spazio praticamente per tutti in casa biancorossa. In spolvero Peric, Jones e anche il capitano Coronica, sono di Justice invece le giocate decisive per la vittoria finale. Sabato e domenica nuovo rodaggio a Parma, al memorial Matteo Bertolazzi con Virtus Roma (affrontata e battuta l'altro week-end al Palladio di Vicenza), Capodistria e Varese. Sarà interessante confrontare la crescita triestina con la compagine di Caja. Il precampionato si concluderà alla Bonifika Arena contro Capodistria. Il 26 debutto in campionato al Taliercio, contro i tricolori dell'Umana Reyer. - Sul Piccolo odierno, con Antonello Rodio, si parla ancora della sconfitta alabardata interna contro il Piacenza.quando la Triestina, dopo 70 minuti di predominio in cui non aveva rischiato praticamente nulla, ha preso in pochi minuti tre gol rimediando una cocente sconfitta. Ebbene in quel breve lasso di tempo, sono mutate drasticamente le statistiche dell'avvio di campionato alabardato. Fino al momento del pareggio, infatti, la Triestina stava avendo la miglior partenza dei suoi tre anni in serie C. Nella prima stagione, con Sannino, la squadra alabardata cominciò con due pareggi casalinghi (Reggiana e Sudtirol) e la sonante vittoria di Ravenna, per cui dopo tre giornate aveva 5 punti. Nello scorso campionato, con Pavanel, la Triestina iniziò con i successi al Rocco contro Vis Pesaro e Ravenna, e con la sconfitta di Rimini, pertanto dopo tre turni vantava 6 punti. Pertanto fino al momento del contestato pareggio del Piacenza, l'Unione viaggiava con 7 punti, che sarebbe stato il miglior risultato del triennio. E invece, dopo quei dieci minuti in cui gli alabardati hanno staccato la spina, la Triestina si ritrova ad appena 4 punti, in quella che classifica alla mano è la peggior partenza del triennio. Ma che per fortuna, proprio perché sono passate appena tre giornate, vale ancora molto poco. Anche squadra e tecnico hanno le risorse tecniche e caratteriali per riprendersi subito. Inevitabilmente il black-out ha fatto precipitare anche gli altri numeri, molto parziali dopo soli tre turni, ma comunque curiosi. Ad esempio i gol subiti, mai così tanti con le 4 reti al passivo. Lo scorso anno erano state 2, due stagioni fa erano 3. Per non parlare del fatto che i gol sono stati tutti subiti al Rocco, dove la scorso campionato la rete alabardata era ancora inviolata dopo ben tre partite casalinghe. Ma anche l'attacco ha iniziato a rilento: due anni fa aveva già segnato 7 gol (anche se il dato è drogato dalle 5 reti di Ravenna), la scorsa stagione era già andato a segno ben 6 volte, un dato foriero di un campionato pirotecnico sul fronte offensivo. Adesso, dopo tre giornate, l'attacco è a sole 3 reti segnate. Ma come abbiamo visto, basta davvero poco per cambiare le cose, soprattutto dopo pochi turni. Come dieci minuti senza luce hanno avuto effetti così negativi, un lampo positivo nelle prossime due trasferte di Cesena e Verona può subito cambiare volto alla stagione, che del resto è appena iniziata. Serve un battito d'ali importante: se lo scorso anno il primo successo fuori casa arrivò appena alla quinta trasferta, adesso gli alabardati devono cominciare molto prima a fare i corsari. - Ultimi due giorni per la campagna abbonamenti della Pallamano Trieste che si chiuderà alla vigilia del match casalingo di sabato contro il Fasano. Rush finale dal quale la società si aspetta una piccola impennata vista la risposta finora discreta ma tutto sommato non all'altezza delle aspettative della vigilia. «Speravamo in qualcosa di più - ammette il direttore sportivo Giorgio Oveglia - Nei giorni in cui stavamo decidendo se iscriverci, era la fine di giugno, tante persone ci avevano chiesto di non mollare spronandoci e spingendoci a non desistere. Pensavamo ed eravamo convinti che questo sostegno morale potesse trasformarsi in qualcosa di concreto: una risposta c'è stata ma non nel modo in cui ci aspettavamo».Indecisi e ritardatati possono ancora rimediare. Quattro le tipologie studiate dalla società: l'abbonamento cuore al costo di 100 euro prevede l'ingresso alle 13 partite di campionato, la maglietta del cinquantenario e l'ingresso gratuito per la gara di qualification round Coppa Italia, l'abbonamento adulti al prezzo di 60 euro, l' abbonamento studenti al prezzo ridotto di 30 euro e l'abbonamento mini muli per tutti gli under 14 al prezzo simbolico di 1 euro. Sarà possibile acquistare gli abbonamenti ancora oggi e domani presso il Palazzetto dello sport di Chiarbola, via Visinada 5 con orario 18.30-20, il Ticket Point di Corso Italia 6/c con orario 8.30-12.30 e 15.30-19, il Bar Astoria di via San Francesco 14 e il Triestina Fan Club Bar Capriccio di via Bramante 4. Sabato, giorno della partita, il botteghino del palasport di Chiarbola sarà a disposizione dei tifosi fino all'inizio del match. Reduce dalla sconfitta nella gara d'esordio a Fondi contro il Gaeta, l'Alabarda ha ripreso la preparazione in vista del match che sabato alle 18.30 la vedrà in campo, sul parquet di Chiarbola, contro il Fasano. Occhi puntati su Marco Visintin, il capitano biancorosso che sabato scorso, complice un fastidioso mal di schiena, non ha potuto scendere in campo. Qualche giorno di riposo è servito a migliorare la situazione anche se il dolore permane e impedisce al giocatore di allenarsi. Visintin resterà a riposo e cercherà di recuperare la condizione per essere in campo sabato. Per il resto match delicato contro un'avversaria che, allo stesso modo di Trieste, ha fallito il primo appuntamento della stagione perdendo in casa contro Merano. L'Alabarda troverà sulla sua strada un'avversaria determinata; si preannuncia un match combattuto.
  7. MERCOLEDI' 11 SETTEMBRE 2019 - Arturs Strautins sicuramente assente, Jon Elmore sofferente (botta alla spalla, comunque nulla di grave) ma a disposizione di coach Dalmasson nella prima uscita casalinga in programma questa sera alle 20 contro il Kuban. Come scrive Lorenzo Gatto, ancora tutta da valutare la situazione di Strautins che, escluse fratture, dovrà aspettare ancora qualche giorno prima di poter valutare tramite risonanza magnetica i danni ai legamenti riportati a causa della distorsione alla caviglia rimediata a Vicenza contro Roma. Il giocatore si sta sottoponendo alle terapie necessarie in questa prima fase post infortunio, nei prossimi giorni sarà più chiara la diagnosi e con essa i tempi di recuperi necessari per il ritorno in campo. Discorso diverso per Elmore che ieri mattina ha raggiunto i compagni, si è cambiato ma non ha svolto esercizi che comportassero l'utilizzo della spalla infortunata. La sua presenza stasera non sembra essere in discussione vista la volontà del giocatore di essere presente alla prima casalinga davanti ai suoi nuovi tifosi. L'amichevole sarà gratuita per tutti coloro che hanno già sottoscritto l'abbonamento per la stagione 2019/2020, mentre i non abbonati avranno la possibilità di acquistare un biglietto unico al prezzo di 10 euro, direttamente il giorno della partita, alle casse di Via Flavia 3. Le casse esterne di Via Flavia apriranno alle 18.00, mentre l'apertura porte è prevista alle 18.30. La società comunica che verrà sospesa la possibilità di sottoscrivere l'abbonamento per la stagione 2019/2020. Non saranno disponibili i parcheggi interni dell'Allianz Dome: «Ci scusiamo con i nostri tifosi per questo disguido - queste le parole di Mario Ghiacci -; il mese di agosto ci ha visto implementare diverse cose all'interno della struttura di Via Flavia e stiamo cercando di ottimizzare tutto in vista dell'avvio del campionato. Chiediamo di avere ancora un po' di pazienza, stiamo lavorando per tutti coloro che ci hanno dato e ci stanno dando fiducia» - Come sottolinea Antonello Rodio, dopo tre giornate la classifica non è esattamente quella che sognavano gli alabardati per l'inizio di stagione. E un po' di timore per quel Padova già davanti a tutti a punteggio pieno, con 5 punti di vantaggio sulla Triestina, comprensibilmente esiste.Ma è vera fuga quella del Padova? Guardando il calendario, forse l'allungo dei biancoscudati ha meno significato di quanto si pensi. Andando a vedere nel dettaglio, infatti, la squadra veneta in queste prime tre giornate ha affrontato tre compagini che a luglio non dovevano nemmeno prendere parte alla serie C. Il Padova alla prima giornata è andato in casa della Virtus Verona, che lo scorsa stagione era retrocessa e poi quest'estate è stata ripescata. Poi ha ospitato il Fano, anch'esso retrocesso sul campo nello scorso campionato di serie C e poi ripescato per carenze nell'organico della categoria. E comunque, prima di dilagare fino al 6-1 finale, nel primo tempo la partita era ancora sullo 0-0. Alla terza giornata la squadra veneta ha affrontato l'avversario finora più insidioso, il Modena, in una trasferta su un campo impegnativo nella quale se l'è cavata di misura con grande malizia, sfruttando fisicità ed agonismo. Ma, va ricordato, il Modena lo scorso anno era in serie D, ha vinto i play-off (che in D valgono solo per la graduatoria) e quest'estate è stato ripescato in C. Questo per sottolineare che il Padova ha sì iniziato bene, ma va rivisto contro avversari più probanti. Ben diverso l'avvio della Triestina, che ha esordito con una squadra sulla carta da bassa classifica e infatti ha vinto, ma poi è andata su uno dei campi più impegnativi della categoria come quello di San Benedetto del Tronto (dove c'è anche una buona squadra) e poi se l'è dovuta vedere addirittura con un Piacenza che la scorsa stagione, proprio come l'Unione, ha visto svanire il sogno della promozione in serie B solo nella finale play-off, che gli emiliani hanno perso con il Trapani. Insomma l'inizio alabardato non è certo positivo, ma di fronte c'erano ben altre difficoltà. Del resto, l'altra grande favorita del girone, ovvero il Vicenza, fin qui ha tenuto un cammino molto aderente al calendario. Sul citato campo di Modena, ha strappato un pareggio alla prima giornata, poi ha regolato in casa la Fermana ma si è fermata di nuovo sul pari in quel di Carpi. Un cammino da perfetta media inglese, ma che la vede ad appena 5 punti, solo uno sopra la Triestina, a testimoniare che il calendario conta eccome. Delle altre tre squadre partite forte, bisogna dire che il Carpi vanta il successo in casa del Sudtirol: per il resto ha regolato in casa il neopromosso Cesena e poi ha pareggiato fra le mura amiche con il Vicenza. Per quanto riguarda le due emiliane a 7 punti, il Piacenza vanta l'impresa di Trieste, ma poi ha sudato per battere il Modena e ha pareggiato ad Arzignano, mentre la Reggiana, oltre ai successi su Feralpisalò e Ravenna, ha anche un pari interno con l'Imolese. Insomma, dopo tre giornate conta anche chi si è incontrato, ma dopo il ko interno col Piacenza, adesso la Triestina nelle prossime due trasferte deve iniziare a recuperare il terreno perduto
  8. MARTEDI' 10 SETTEMBRE 2019 - Grinta, talento e un pizzico di lucida follia. Come scrive Lorenzo Gatto oggi, dalle mani di Kodi Justice al termine di un match sofferto e condotto sempre all'inseguimento la Pallacanestro Trieste ha trovato il canestro della vittoria con una bomba da otto metri che ha baciato il tabellone per poi finire morbida nella retina.Successo ai supplementari e benzina nel motore di un gruppo che sta affrontando con il giusto entusiasmo questa fase della preparazione. Il messaggio più importante che arriva da Vicenza è l'impressione di una squadra capace di non arrendersi alle difficoltà, che ha saputo stringere i denti nel corso di un match in salita per piazzare la zampata vincente nel finale.«È stata una bella emozione - sottolinea Justice - quando vinci così e sei il protagonista del canestro decisivo non puoi non essere contento. Aldilà di tutto, però, la mia soddisfazione è stata poter condividere con i compagni un successo importante. Perchè in questo momento abiamo bisogno anche di queste cose e pur nella consapevolezza di non aver disputato un match perfetto abbiamo trovato il modo di portare a casa un risultato positivo».Trieste torna dal torneo Palladio più forte, dunque. I successi contro la Virtus Roma in semifinale e la De' Longhi in finale testimonia la cresciata di un gruppo che, nonostante le assenze di Strautins prima e del lettone e Fernandez poi ha saputo dimostrare di essere in crescita. «Ogni partita per noi è importante - commenta Kodi - perchè ci dà la possibilità di giocare assieme, di eseguire in partita le cose che proviamo in allenamento lavorando su esecuzioni ad alto livello. È presto per dare dei giudizi, pensate che questo è un gruppo nuovo che gioca assieme davvero da poco tempo. Abbiamo bisogno di stare assieme e di migliorare giorno dopo giorno. Di una cosa sono certo: quando sarà il momento saremo pronti». - Finora aveva giocato pochissimi minuti nel finale della partita con il Gubbio. Domenica invece, contro il Piacenza, Guido Gomez ha potuto debuttare fin dal primo minuto e certamente sognava un esordio diverso. Certo, c'è la soddisfazione personale per una prova anche gagliarda, ma ovviamente il risultato pesa sul giudizio finale della giornata: «Diciamo che sono felice personalmente per la prestazione, ma dico anche che sono soddisfatto per l'impatto importante che la squadra ha avuto all'inizio. Poi è vero, purtroppo siamo usciti dal campo con zero punti, ma va detto che abbiamo avuto troppi episodi importanti che ci sono andati contro. Che dire, questo è il calcio, non resta adesso che rimboccarci le maniche e pensare a fare bene alla prossima partita». Gomez, tra l'altro, è stato uno di quelli che più velocemente e con grande efficacia si sono adeguati al terreno pesante durante il diluvio, dando battaglia nelle pozzanghere: «Si, ci siamo adattati bene come squadra alle condizioni del campo - conferma l'attaccante - ma ripeto che il nostro approccio complessivo è stato molto buono. Nei primi 60 minuti abbiamo davvero fatto la differenza poi difficile dire cosa è andato storto: Ma anche qui ribadisco: certi episodi possono sembrare delle sciocchezze, ma ci sono andati davvero tutti contro. Ora comunque bisogna voltare subito pagina . Adesso prepariamoci bene per Cesena, l'importante è che ci sia sempre l'atteggiamento giusto, perché poi i risultati arriveranno sicuramente». Se finora Gomez ha giocato poco, è perché il pacchetto offensivo alabardato è numeroso e di grande spessore. Ma il venticinquenne napoletano assicura di avere ben chiara la situazione: «Io sono venuto qua sapendo bene del pacchetto di attaccanti che ci sono, e so cosa vuol dire avere a fianco giocatori così importanti. Io sono a disposizione del mister»
  9. LUNEDI' 9 SETTEMBRE 2019 - «Una partita difficile da spiegare: come si fa?». In sala stampa dopo l'1-3 del Piacenza all'Unione, Massimo Pavanel è il ritratto della delusione e dell'incredulità, come del resto può esserlo un tecnico che ha visto la sua squadra dominare tre quarti di partita e poi subire una pesante sconfitta interna. Oltre all'analisi, però, il mister alabardato sottolinea anche alcuni episodi arbitrali che secondo lui hanno influito sull'esito finale: «Abbiamo dominato la partita per oltre 70 minuti, poi bisogna dire che diverse situazioni non ci hanno favorito: c'era un rigore su Mensah e forse nel primo tempo anche su Maracchi, e poi c'è il gol del pari loro molto dubbio e credo viziato da fuorigioco». Detto questo, Pavanel ammette però che dopo il pareggio del Piacenza qualcosa non ha funzionato nella Triestina: «Onestamente io la prestazione la salvo, quello che non mi è piaciuto è stata la nostra partita dopo aver subito l'1-1. Potevamo reagire a un'ingiustizia, invece siamo rimasti a controllare la partita, che a quel punto sul secondo gol ci è sfilata via. Perché è successo? Nel calcio non sempre si riescono a trovare i perché, ne parleremo in settimana e vedremo. Io dico che avevamo fatto un'ottima prestazione per oltre 75 minuti e che avevamo il pieno controllo della partita. Poi i loro due gol sono arrivati su due palle laterali e lì dobbiamo lavorarci perché non ci siamo mossi bene, anche se il primo come ho detto penso sia stato viziato da fuorigioco. Nel secondo invece in effetti abbiamo marcato male. Comunque è un risultato pesante, ma chi ha visto la partita sa che non ci sta». Il rammarico del tecnico è ancora maggiore per quanto la Triestina aveva dimostrato per tre quarti di gara: «Avevo avuto buone risposte dai nuovi innesti Gomez e Gatto, ma nel complesso eravamo belli tosti, sempre primi sulla palla, ripeto, è difficile giudicare una gara così. Anche fisicamente eravamo più in palla delle altre partite. Ma se abbiamo perso di sicuro abbiamo sbagliato qualcosa e cercheremo di correggere i nostri errori. È stata una di quelle classiche partite che sei in dominio e quando ti risvegli ti ritrovi sotto. Il campionato è così, tante squadre hanno giocatori che ti castigano alla prima ingenuità. Anche se ripeto, la prima ingenuità è stata indotta. Ma su quell'episodio non si era fermato tutto, bisognava andare avanti e invece poi abbiamo sbagliato. C'è tanta rabbia perché avevamo visto una Triestina migliore di quella di domenica scorsa, ma proprio la prestazione ci dà anche la consapevolezza che questa deve essere la strada e che bisogna continuare ad avere fiducia in quello che facciamo». - All'ultimo secondo del supplementare, dopo una gara condotta all'inseguimento, Trieste pesca il jolly e cavalcando la tripla di tabella di Kodi Justice batte Treviso e porta a casa l'edizione 2019 del torneo Palladio. Come sottolinea Lorenzo Gatto, Kodi Justice come il Derrell Washington del 9 dicembre 2001: era un'altra Treviso, la Benetton dei campioni imbattuta in serie A ma il dolce sapore della vittoria con una bomba che bacia il tabellone ed entra sulla sirena, rimane lo stesso anche in una sfida di precampionato. Mercoledì c'è l'amichevole all'Allianz Dome contro il Kuban di Luca Banchi. - Si parla anche di società: come sottolinea Raffaele Baldini, l'ultima new sul fondo svizzero arriva dallo stringato comunicato stampa societario, in cui si parla di un incontro posticipato al 20 settembre con il Cda. Neanche Nostradamus avrebbe gli elementi per prefigurare lo scenario possibile, men che meno dopo il dribbling del presidente Gianluca Mauro: «Non ho grandi cose da dire».È chiaro che la trattativa va avanti, così come è logico pensare che il gruppo svizzero voglia capire anche la situazione politica in divenire del nostro Paese, mai come in questo periodo tutta da decifrare. Ci sono tante sfumature nel "maneggiare" un fondo, figuriamoci se d'estrazione svizzera, per cui ogni aspetto viene calibrato con estrema attenzione. Ed è con la stessa circospezione che si muove la società in senso comunicativo, cioè non elargisce nulla se non pillole di "politichese sportivo".Al di là di una sorta di "piano B" che sarebbe tenuto in piedi a margine di questa trattiva, sembra defilarsi l'eventuale "piano C", quello legato ad un altro fondo spagnolo presente in diverse realtà sportive di livello.Le valutazioni economiche studiate a tavolino non convincerebbero il sodalizio iberico, pur considerando le ottime referenze della Pallacanestro Trieste. Indiscrezioni a latere parlano anche di un progetto per l'ampliamento dell'Allianz Dome già redatto (probabile aggiunta di un anello), in linea con possibili ambiziosi scenari futuri. Settembre probabilmente sarà il mese decisivo, in un senso o nell'altro.
  10. Sì, un po' "appesantito" ma nulla di ecclatante. Paoli saprà metterlo in sesto Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  11. DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019 - Pioggia e brutto tempo: se ciò sarà confermato, non sarà certo un clima favorevole per una squadra come quella di Massimo Pavanel, votata al gioco, abituata a manovrare e chiamata a una partita di attacco.E del resto non sarà affatto semplice neppure l'avversario: il Piacenza infatti, proprio come la Triestina, è reduce da una finale play-off persa, con tutta la conseguente voglia di rifarsi e di riprovare subito il grande salto.Finora gli emiliani non avranno ancora incantato sul piano del gioco, ma vantano già quattro punti proprio come l'Unione, vengono dalla vittoria nel derby contro il Modena e soprattutto possono schierare in attacco gente come Cacia e Paponi, solo per citare qualche calibro da novanta della formazione.Insomma sarà sfida difficile, vera, già da alta classifica. E la Triestina dovrà essere pronta a far pesare la sua caratura, solo lievemente offuscata dal sudato pareggio di San Benedetto del Tronto, dove del resto faticheranno tutte le squadre.Per la sfida odierna, comunque, gli alabardati ritrovano il loro faro di centrocampo: Giorico, la cui assenza si era fatta sentire una settimana fa nelle Marche, si è pienamente ripreso dalla botta subita contro il Gubbio ed è pronto a rimettersi in cabina di regia.Sul fronte degli acciacchi c'è solo un piccolo dubbio e riguarda Frascatore, vittima in settimana di un problema alla caviglia: ma il terzino sembra aver recuperato, ieri si è allenato regolarmente nella rifinitura ed è molto probabile che possa essere al suo posto nel ruolo di terzino sinistro.Se non ce la farà, Pavanel adotterà la soluzione vista per tutto il precampionato, con Scrugli a destra e Formiconi a sinistra, mentre ovviamente la coppia centrale sarà formata da Malomo e capitan Lambrughi.Tornando a centrocampo, per giocare accanto a Giorico è lotta incerta a tre fra Steffè, Maracchi e Paulinho: forse un peso nella scelta potrebbero averla le condizioni del campo. Insomma, ci sarà incertezza fino all'ultimo.Sugli esterni come favoriti partono ancora Procaccio e Mensah, anche se Gatto, dopo i progressi dimostrati domenica scorsa (suo il palo che ha fatto tremare la Sambenedettese) spera sempre di poter debuttare dal primo minuto.In attacco Costantino è ancora il possibile prescelto per giocare accanto a Granoche, ma ovviamente Ferretti e Gomez ci sperano anche loro. Di sicuro, maltempo o no, l'Unione avrà anche tanto bisogno dei suoi tifosi.A proposito, oggi è l'ultima occasione per abbonarsi alla stagione alabardata. Quota 4mila è a un passo, ieri gli abobnati erano 3925.C'è tempo solo fino a stamattina, sia nella sede della Triestina (orario 9-13) che al Centro di coordinamento (orario 9-12). - Bene la Pallacanestro ieri a Vicenza nella gara contro Roma. Al completo, per la prima volta nella stagione a un mese esatto dall'inizio della preparazione. Successo convincente per la formazione di Eugenio Dalmasson che mette in tasca la finale al termine di un match giocato su buoni livelli. Bene la difesa, convincente grazie alle continue collaborazioni e ai convincenti raddoppi, buona a tratti la fluidità di un attacco che ha sfruttato molto le qualità dei singoli.Bene Da Ros e Fernandez, i più continui nell'arco dei 40', convincenti a tratti Peric e Mitchell, da rivedere Jones e Justice con quest'ultimo che, oltre alle doti di tiratore, ha messo in mostra buone qualità di passatore. Più indietro Elmore e Cooke, entrambi ancora bisognosi di lavorare con la squadra. Da valutare le condizioni di Strautins, uscito molto dolorante alla caviglia. Stasera la finale contro Treviso - Parte con il piede sbagliato il campionato dell'Alabarda Onoranze Funebri. Sul parquet laziale di Fondi, contro un Gaeta che si conferma avversaria indigesta, la formazione di Carpanese si arrende 24-22 rimediando una sconfitta nella quale i demeriti vanno oltre il risultato finale. I due gol di scarto, maturati in un finale di gara nel quale Trieste ci ha messo almeno tanto cuore, non rendono l'idea di una partita che nel secondo tempo è stata molto sofferta per i biancorossi.
  12. D'accordo su Elmore, non su Justice che il suo lo ha fatto (bene tiro piedi per terra da lontano, ma anche ottimi assist), naturalmente voglio rivederlo in altre occasioni. Jones un po' ingiudicabile, ma si vede che ha la stoffa
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