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  1. MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE 2020 - Piove sul bagnato in casa alabardata. Lo scrive Antonello Rodio, relativamente all'emergenza Coronavirus sfociata nell'Unione. La trasferta di Pesaro, che già sul piano sportivo si annunciava come problematica vista la totale emergenza in tema di infortunati, si sta rivelando una vera odissea per la Triestina.Alla vigilia della partenza l'incubo del Covid era piombato anche sull'Unione, con la nota positività al virus di Tartaglia che aveva costretto la società ad annullare anche la presentazione della squadra in piazza Verdi.Lunedì sera si è proceduto dunque a un altro giro di tamponi a tutto il gruppo e ieri mattina, prima della partenza per Pesaro, è arrivato il responso: anche Vincenzo Sarno è risultato positivo al coronavirus.Sarno che, per inciso, non avrebbe comunque partecipato alla trasferta marchigiana perché l'esterno da un paio di giorni è alle prese con un problema muscolare.I due elementi risultati positivi al virus, entrambi asintomatici anche se Angelo Tartaglia lunedì scorso aveva avuto una leggera influenza, sono ovviamente stati posti in isolamento come da protocollo sanitario: resteranno così per dieci giorni e dovranno avere una serie di tamponi negativi prima di rientrare in gruppo.Il resto della truppa alabardata, che ovviamente ieri mattina non ha potuto allenarsi perché in attesa dei tamponi, all'ora di pranzo è partita dunque alla volta di Pesaro, dove oggi l'Unione affronta la Vis alle 18.30.Ma naturalmente non è finita qui. Il protocollo, in caso di positività di qualche elemento, prevede un giro di tamponi anche nello stesso giorno della gara, con risultati che devono arrivare almeno quattro ore prima della partita. Pertanto la società si è messa subito all'opera per trovare a Pesaro un laboratorio disponibile a effettuare uno screening notturno: insomma nella notte appena trascorsa, qualche istante subito dopo la mezzanotte, il gruppo squadra si è sottoposto a un ulteriore giro di tamponi in modo da avere il responso oggi nel primissimo pomeriggio. Nella speranza che non spuntino fuori altri positivi.In ogni caso, come noto, per la Lega Pro si deve giocare quando si hanno almeno tredici giocatori della rosa disponibili con almeno un portiere. Il grosso problema della Triestina è che tra quelli disponibili e convocati parecchi sono in condizioni precarie. Maracchi e Petrella ad esempio, che avevano dato forfait nella partita di sabato scorso allo stadio Rocco contro il Ravenna, sono stati arruolati all'ultimo minuto, anche se il primo è reduce da qualche giorno di febbre e il secondo è stato alle prese con un doloroso mal di schiena. E tra i 19 convocati (tra i quali tre portieri), anche Struna e Palmucci non stanno certo benissimo. Insomma Carmine Gautieri oggi nella trasferta marchigiana avrà a disposizione al massimo un paio di cambi.È quasi più folta la truppa dei rimasti a casa: oltre agli infortunati di lungo corso Paulinho, Procaccio e Reda Boultam, e oltre ai positivi al virus Tartaglia e Sarno, sono ai box anche Lambrughi e Giorico, rimasti ad allenarsi a Trieste per riprendersi dai rispettivi infortuni.Insomma sette giocatori alabardati assenti e altri quattro che sono stati convocati ma sono in condizioni precarie.La speranza è che dopo i tamponi di oggi risultino tutti negativi, altrimenti si aprirebbero scenari davvero inquietanti. - Partita la preparazione in vista della sfida che riporterà la Pallacanestro Trieste sul parquet dell'Allianz Dome. Contro Brindisi, domenica alle 19.30 arbitri Baldini-Giovannetti-Vita, la formazione di Dalmasson va a caccia del riscatto dopo la sconfitta rimediata a Brescia. A riposo Cebasek complice un leggero affaticamento alla schiena, regolarmente a disposizione il resto del gruppo. A parte, seguendo il programma personalizzato, hanno lavorato Cavaliero, Henry e Udanoh con i primi due che in mattinata hanno tirato a canestro tanto per mantenere confidenza con il pallone. Comincia oggi la prevendita dei biglietti in vista della prossima sfida. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 19 e i domani (9-13 e 15-19) prelazione per gli abbonati. Venerdì (9-13, 15-19), sabato (9-13) e domenica (10-13) vendita libera
  2. MARTEDì 20 OTTOBRE 2020 - Riesaminando lo svolgimento della partita persa dall'Allianz a Brescia in quanti hanno pensato che è stata sostanzialmente sprecata una buona occasione? Se lo chiede Roberto Degrassi oggi su "Il Piccolo": essere risaliti dal meno 27 al meno 3 in trasferta ha un doppio significato: merito alla squadra che ha effettuato il recupero ma anche constatazione che pure chi stava di fronte evidentemente era vulnerabile. Trieste per quattro volte ha buttato i possessi che avrebbero potuto portarla in parità caricando la Germani di pressione. D'accordo, per la prima volta il faro della squadra Juan Fernandez ha steccato una partita, avere Henry o Cebasek non è la stessa cosa, però sarebbe sbagliato archiviare il ko di Brescia come l'ineluttabile resa a un team più attrezzato senza nemmeno prendere in esame rimpianti ed errori.Nell'analisi del dopogara Eugenio Dalmasson ha commentato: «Abbiamo affrontato la gara con due atteggiamenti diametralmente opposti. Nei primi 20 minuti non siamo entrati in partita, subendo la fisicità di Crawford e Moss e senza mettere la giusta aggressività. Nella seconda parte abbiamo ricucito lo strappo ma con un grande dispendio di energie che ci ha privato della lucidità necessaria per completare la rimonta».Diplomatico ed ecumenico il coach biancorosso nel valutare la prova dei due nuovi innesti, Marcos Delia e Jakob Cebasek. Dichiara al sito PallTrieste: «Non giocavano una partita da otto mesi e hanno bisogno di un naturale periodo di adattamento, e la squadra deve aiutarli. L'importante è non caricare i ragazzi di grandi aspettative, dando loro il tempo per trovare il ritmo gara».Una condizione, questa del tempo a disposizione, che tuttavia non è la stessa per i due. Il match di Brescia ha fatto capire che Delia può essere sicuramente di grande aiuto all'Allianz, si vede che è ancora fuori condizione ma movimenti ed esperienza ne fanno un signor centro. In prospettiva sicuramente più utile alla causa di quell'Upson ancora una volta deludente e non solo per quei due liberi cannati in un momento chiave. Upson sembra uno scolaro che si applica ma povera stella non riesce a tenere il passo dei compagni. Il contrario di un Doyle che ha le stimmate del primo della classe ma non sempre si applica del tutto. Sembra una facile previsione che con il recupero - speriamo non lontano - di Udanoh e la crescita della forma di Delia, per il buon Upson non ci sarà più spazio.Si è impegnato anche Cebasek a Brescia, con qualche aspettativa ragionevolmente inferiore rispetto a quelle che circondano Delia. L'esterno sloveno deve tamponare l'emergenza dell'assenza di Henry e non sembra avere i numeri per minacciargli il posto. Ha un mese di contratto più un'eventuale estensione. Sarà una garanzia contro gli infortuni. Intanto Henry morde sempre di più il freno per rientrare già domenica contro Brindisi.Henry è l'ideale collegamento tra la classe di Doyle e quello che è l'asse emotivo della squadra: Fernadez&Laquintana e Alviti. A Brescia insolitamente male Lobito e molto meglio Tommy, stupefacente la continuità di rendimento dell'ala. Da Alviti-Laquintana è arrivata una scarica di energia nervosa. Peccato che il turnover non li abbia graziati, in un paio di occasioni sono stati richiamati in panchina in striscia e trance agonistica. Meritavano di restare in campo. - Doveva essere quasi una festa "contingentata" e nel rispetto delle misure anti-Covid per salutare i tifosi esiliati in gran parte dal Rocco. E invece l'appuntamento delle 18.30 sul palco di piazza Verdi è stato annullato alle 17.45. Come succede ormai quasi quotidianamente nell'universo calcistico ma per la prima volta alla Triestina alla società è arrivata la notifica della positività al Covid di un suo atleta. E la Triestina ha diffuso un comunicato sul caso di positività "di un membro del gruppo squadra". Si tratta del difensore Angelo Tartaglia che nella mattinata di ieri non si era allenato per un leggero stato febbrile senza manifestare altri sintomi (sabato non aveva giocato la partita con il Ravenna perché squalificato). La società, che da tempo sta applicando regole anche più rigorose dei pur rigidi protocolli in vigore, per precauzione aveva provveduto a sottoporre immediatamente al tampone il giocatore assieme al compagno di squadra Federico Maracchi che aveva disertato la partita di sabato con il Ravenna a causa di un malessere con qualche linea di febbre. Ebbene l'esito del primo tampone è stato negativo per il centrocampista triestino e positivo per il difensore napoletano che è stato testato per una seconda volta ieri sera. È successo in non pochi casi infatti che la positività riscontrata nel primo test non sia confermata dal secondo. Oggi arriverà il responso mentre il giocatore è stato immediatamente isolato. Anche tutto il gruppo ieri sera è stato tamponato come richiesto dal protocollo (i test vanno effettuati nelle 48 ore che precedono la gara). Stamattina si saprà il responso prima della partenza programmata per Pesaro. La squadra comunque vada dovrà presentarsi alla partita che si svolgerà domani alle 18.30 allo stadio Benelli. Il rinvio o la riprogrammazione del match è prevista infatti solo nel caso di disponibilità di meno di 13 giocatori. La Triestina a causa di infortuni e convalescenze ha a stento 15-16 giocatori su una rosa di 24 al momento utilizzabili e se ci dovessero essere parecchie altre defezioni non resterebbe che richiamare alcuni atleti della Berretti che tuttavia dovrebbero essere sottoposti a tampone. Insomma si tratta di una prospettiva difficilmente praticabile a meno di ottenere un'improbabile deroga. Le vie d'uscita per la rigidità della LegaPro sono davvero poche nel caso malaugurato di un contagio più largo. L'auspicio è quindi che oggi sia riscontrata la negatività di tutti e che anche Tartaglia sia un "falso positivo". In attesa del responso sanitario e comunque con l'augurio al giocatore di rientrare il prima possibile, non resta che, facendo gli scongiuri, fare l'abitudine e attrezzarsi ad affrontare queste situazioni. Dalla serie A ai dilettanti i casi di positività sono all'ordine del giorno ed è illogico prospettare un miglioramento improvviso della curva epidemiologica, anzi. È il momento che le istituzioni calcistiche, e in particolare quella della terza serie dove le società solo spendono e non incassano, facciano una seria riflessione se sia il caso o meno di andare avanti con il format tradizionale e anche di fermarsi.
  3. LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2020 - Per i “miracoli” ci si deve ancora attrezzare, in casa Allianz: con quel brutto e maledetto vizio già visto a Sassari di complicarsi la vita sul nascere, stavolta la Pallacanestro Trieste non trova la quadra per costruire una “remuntada” che sarebbe stata davvero incredibile, per come si erano messe le cose a Brescia. La Germani fa e disfa dopo aver quasi “passeggiato” per 25 minuti abbondanti di gara, per la squadra di Eugenio Dalmasson nel 75-63 finale c’è tanto orgoglio per essere riusciti a riaprire un match già chiuso, pur con la consapevolezza che non sempre le cose possono andare come accaduto quindici giorni fa contro la Dinamo. Trieste riparte dal quintetto-base visto contro l’Armani, mettendo in campo sulla palla a due Fernandez, Doyle, Alviti, Grazulis e Upson. Biancorossi rapidamente in difficoltà in avvio, Il primo acuto è bresciano con la tripla di Crawford e il sottomano di Chery, l’Allianz ha invece polveri bagnate al tiro, riuscendo ad “aprire la scatola” difensiva con Alviti prima e Doyle qualche istante dopo (8-5). L’inerzia però è abbondantemente nelle mani della Germani, che ha tanta qualità offensiva e che costringe Trieste a perdere già una caterva di palloni: in un amen il team di Esposito va sul +9 (14-5 al 5’), Dalmasson blocca tutto e chiama time-out: si vede in campo la “new-entry” Delia per dare maggiore profondità in pitturato, ma niente cambia nei minuti che seguono. Anzi, con Burns da lontano a regalare il primo vantaggio interno in doppia cifra (19-7) è notte fonda per i giuliani, che crollano sul -20 del 10’ quasi senza accorgersene (29-9). Se il finale di primo quarto era stato da tregenda, poco di buono si vede anche nei minuti successivi: la Germani banchetta letteralmente sino al 36-9 di Crawford, ed è un Everest da affrontare senza bombole di ossigeno quello che la squadra di Dalmasson è costretta a scalare. Poche idee e ben confuse per i giuliani, che riescono finalmente a scollinare in doppia cifra di punti segnati con Grazulis e soprattutto con Alviti. È -18 al 15’ (38-20) e perlomeno l’Allianz reagisce dopo aver giocato con l’encefalogramma piatto: ma di strada da fare per impensierire la Germani ce n’è tanta, Chery e Crawford rispediscono al mittente il tentativo di recupero giuliano (46-20), dall’altra parte della barricata c’è Doyle a mettere un po' di pepe in una minestra biancorossa che però è ancora tanto sciapa. Nel finale di periodo arrivano i primi punti triestini di Delia, Brescia però è parecchio lontana a metà gara (48-27). Per ribaltare la frittata servirebbe una vera e propria rivoluzione sul parquet e, per grande merito di Trieste, ciò avviene: si attiva Grazulis con sei punti di fila e voilà, il gap si assottiglia sul -15, prendendo i connotati di un match che potenzialmente può riaprirsi. E in effetti la Germani perde parecchio smalto e convinzione, Alviti ci mette un nuovo “carico” con un’altra tripla da lontano e l’Allianz è sul 48-36. Esposito corre ai ripari con il time-out, Cebasek inanella di tabella il primo canestro giuliano della sua carriera per il -10 ospite al 26’. Brescia si accorge di non essere più padrona del match e Crawford non basta per riprendere l’inerzia in mano: tripla di Doyle, bomba di Laquintana. Sì, c’è ancora un match tutto da giocare (56-48 al 30’): Trieste arriva a -3 con palla in mano, ma il black-out letale è dietro l’angolo. Brescia si tiene in canna i colpi del ko proprio nei minuti che contano, l’Allianz crolla improvvisamente e vanifica tutto sul più bello. Peccato. - Arrivare a Trieste mercoledì pomeriggio, fare due allenamenti con la squadra e scendere subito in campo il sabato contro il Ravenna, non era esattamente la cosa più facile del mondo. Ma Anìbal Capela - come scrive Antonello Rodio su "Il Piccolo" - se l'è cavata alla grande e il difensore portoghese spiega che è stato anche merito dei suoi compagni: «Con Ligi ho giocato insieme a Carpi tre anni fa, ci conosciamo e sappiamo le nostre qualità, pertanto è stato facile giocare vicino a lui. Ma questo è un lavoro di squadra e devo dire che anche con i compagni che ancora non conoscevo è stato semplice, perché hanno capito il mio momento che ero fermo da due mesi e mezzo, e mi hanno dato una mano in vari momenti della partita. È stato un grande lavoro di squadra». Capela, che pur è stato sabato uno dei migliori, ammette di non essere ancora al meglio: «Da tanto mi manca l'allenamento con la squadra, ne ho fatti solamente due e ho subito giocato. Ma siamo all'inizio, c'è tanto da migliorare, ho cercato di dare il massimo ma non sono ovviamente nelle condizioni ideali. Ma con l'aiuto della squadra è andato tutto bene». Sulla vittoria con il Ravenna nonostante l'emergenza, il difensore ha le idee molto chiare: «Quando si punta a qualcosa di importante e si hanno gli obiettivi che abbiamo noi - dice Capela - bisogna trovare delle soluzioni anche ai momenti di difficoltà che si incontrano. Noi stavolta avevamo tanti giocatori indisponibili, inoltre abbiamo preso un gol all'inizio che ha condizionato la partita, ma ci siamo ripresi bene e abbiamo portato a casa i 3 punti. Questo è l'atteggiamento giusto, bisogna trovare il modo di vincere e fare punti anche nelle difficoltà, perché poi quando staremo bene sarà tutto più facile». Il primo impatto di Capela con il mondo alabardato, comunque, è stato molto positivo: «Sono contentissimo di avere la possibilità di giocare per una società seria che punta a obiettivi importanti. E poi giocare in questo stadio è davvero fantastico».
  4. (OT) Al primo casino/fastidio/mal di pancia, vi avviso che chiudo la discussione e punisco i colpevoli. Ok?
  5. DOMENICA 18 OTTOBRE 2020 - Vincere in totale emergenza, sfangarla in qualche modo nonostante gli uomini contati, anche più di quello che poteva sembrare da fuori, era la missione che mister Gautieri aveva affidato oggi alla sua squadra. Ecco perché il successo sul Ravenna è così prezioso: «Posso fare solamente i complimenti ai ragazzi - afferma il tecnico alabardato - perché eravamo in totale emergenza, Alle varie assenze si è aggiunta all'ultimo anche quella di Maracchi che aveva qualche linea di febbre, inoltre molti di quelli in panchina non avrebbero neanche potuto entrare, in realtà avevo solo tre cambi disponibili oltre ai portieri, ovvero Mensah, Filippini e Granoche. Ma la squadra ha lottato, ha giocato e ha sofferto contro un Ravenna che correva, si abbassava e ripartiva. Ovviamente dobbiamo far meglio, ma questa era una partita da portare a casa in qualche modo, visto come eravamo corti». Stavolta, subita la rete, l'Unione ha avuto anche una bella e fulminea reazione ribaltando la partita: «Sì, siamo stati bravi a non disunirci - sottolinea Gautieri - a rimanere in partita creando davvero tanto: i dati ci dicono di una partita importante. Poi lo sappiamo che bisogna migliorare tante cose, ma c'è stata una grande reazione. Del resto le partite sono lunghe e anche i campionati, e bisogna avere equilibrio in tutto quello che si fa». L'uomo della giornata è comunque Litteri, e Gautieri afferma di non esserne affatto sorpreso: Litteri non lo scopro certo io, ha giocato in categorie superiori, è arrivato qui e si è messo subito a disposizione, è un professionista serio. Ha fatto molto bene, ma anche gli altri, mettendolo nelle condizioni di poter finalizzare». L'altro bomber, Gomez, partendo da esterno sinistro ha dimostrato la consueta generosità. Il tecnico comunque non ritiene che questa posizione gli precluda di essere decisivo in zona gol: «Se guardo le ultime due partite, Gomez ha avuto varie palle gol anche partendo da esterno: anche col Ravenna ha tirato fuori da buona posizione e su un cross non ci è arrivato di poco. Insomma Guido arriva comunque sempre bene in area, anche se ci arriva in modo diverso. Ma comunque sappiamo che possiamo giocare anche con sistemi diversi, partendo sempre dal 4-3-3». - L'Allianz con due novità ci prova stasera a Brescia. Lo scrive Roberto Degrassi: sul parquet della Germani, alle 20.45, Trieste priva degli infortuni Henry, Cavaliero e Udanoh, per la prima volta propone Cebasek e Delia (Mussini ha già giocato domenica scorso contro Milano all'Allianz Dome). Numericamente, insomma, l'assetto c'è, naturalmente si tratta di verificare l'inserimento e l'apporto dell'esterno sloveno e del lungo argentino.Le impressioni destate nel corso della settimana in allenamento sono state positive. Un debutto, quello dei due neobiancorossi, contro un avversqario bello tosto. Brescia nelle previsioni della vigilia del campionato era una delle più serie candidate a giocarsi il ruolo di guastafeste dietro al terzetto Milano, Virtus Bologna e Reyer Venezia.«La Germani è una delle formazioni più attrezzate e rispetto allo scorso anno ha alzato ulteriormente l'asticella delle proprie ambizioni - conferma Eugenio Dalmasson - Inoltre ha appena perso in Europa e cercherà di fornire subito una risposta».Il coach dell'Allianz inquadra così l'importanza dell'innesto di Cebasek e Delia. «Sono due elemento con un forte senso del gruppo, giocano per la squadra e si sono già inseriti bene facendosi benvolere dai compagni. Hanno fatto alzare il livello e l'intensità in allenamento rispetto al periodo in emergenza - prosegue Dalmasson - Potrò gestire con più serenità le rotazioni e avremo meno ansie per la situazione falli ma non posso ignorare che un conto è fare bene in allenamento e un altro è il contesto della partita. Sia Jakob che Marcos sono lontani da mesi dal ritmo agonistico, sarebbe utopistico pretenderli a uno standard elevato. Potranno però darci un buon aiuto e a Brescia sicuramente ci servirà. Gli avversari saranno senza Cline? Credo che gli infortuni con cui quasi tutte le squadre stanno facendo i conti in queste settimane siano dovuti proprio alla lunga assenza dai parquet».Confidando in un buon inserimento da parte delle new entry, all'Allianz servirà una prova di personalità e intensità difensiva. Riprendere, in sostanza, il filo delle prime due esibizioni in campionato. Grande curiosità per come reagirà Tommaso Laquintana al ritorno in una piazza che lo ha coccolato nelle ultime stagioni: emozione o prestazione da protagonista? Ugualmente forti ma più lontani i ricordi del Lobito. Da seguire anche la prova di Milton Doyle: dalla guardia ex pro ci si attende maggior leadership, contro l'Armani il tabellino è stato ingrassato solo nel garbage time, l'Allianz ha bisogno di maggior continuità. Quella che invece stanno garantendo Alviti e Grazulis.
  6. SABATO 17 OTTOBRE 2020 - Ex della partita assieme a Fernandez, Tommaso Laquintana (intervistato da Lorenzo Gatto) ritorna a Brescia con un carico di emozioni da gestire. Se il Lobito, passati gli anni, si sente ormai un mulo triestino, per Tommaso l'impatto con il palaLeonessa sarà certamente più difficile da affrontare. Domani sera, nel posticipo televisivo della quarta giornata, la possibilità di violare il parquet della Germani passerà anche dalle mani del play di Monopoli.EMOZIONI «Tornare a Brescia sarà un'emozione indescrivibile, ci ho trascorso due anni fantastici - conferma Laquintana - Sono cresciuto tanto sia come giocatore che come persona, sono tanto affezionato alla piazza. Tifoseria pazzesca che ci è sempre stata vicina, il secondo anno mi avevano persino dedicato un fan club (Tommy bello bello fans club, ndr) dove spesso organizzavamo feste con tutti i tifosi».NUOVI EQUILIBRI «Gli infortuni ci hanno costretto a rinunciare a giocatori importanti però la società è stata bravissima a trovare i sostituti giusti. Anche con i nuovi arrivi, direi che Trieste non cambia. Abbiamo una mentalità acquisita imposta dal nostro preparatissimo staff tecnico per cui il nostro modo di giocare sarà sempre quello. Dovremo soltanto adattarci a questi nuovi giocatori perchè sicuramente hanno delle caratteristiche tecniche diverse, ma la nostra personalità e il modo di approcciare le gare rimarranno sempre gli stessi. Adesso sta a noi ripagare la società degli sforzi fatti con i risultati sul campo».GLI INNESTI «Riguardo Cebasek e Delia, la prima cosa da sottolineare è che sono due bravissimi ragazzi, molto disponibili, mi hanno fatto da subito un'ottima impressione. Jakob è un lottatore, un grande tiratore, penso che ci darà una grossa mano in attacco ma specialmente in difesa. Marcos invece sarà il nostro centro titolare, tecnicamente validissimo, capisce benissimo il gioco. Due innesti che daranno un grande aiuto».GLI AVVERSARI La Germani non è partita bene. Tre giornate in Eurolega con due sconfitte e un successo ai supplementari contro l'Ulm, due sconfitte iniziali in campionato a Varese e in casa contro la Virtus con il colpo in trasferta a Treviso. Come non bastasse, nel match di mercoledì in Montenegro contro il Mornar Bar, si è infortunato T.J. Cline annunciato assente domani. «Brescia non è partita benissimo però non va sottovalutata. Come potenziale è tra le migliori 4-5 squadre in Italia. Avrà certamente voglia di riscatto, noi abbiamo lavorato benissimo questa settimana, sappiamo che una bellissima opportunità e cercheremo di ripeterci dopo la vittoria di Sassari».LA CHIAVE «Per portare via i due punti da Brescia dovremo sicuramente restare concentrati per tutti i 40 minuti. Ci saranno momenti nella partita in cui andremo sotto però li dovremo essere forti mentalmente e stare sul pezzo per cercare l'impresa».PRIMO BILANCIO «Per il momento sono soddisfatto di come sto giocando e di quello che sta facendo la squadra. Ma siamo appena all'inizio: dobbiamo continuare a lavorare nella consapevolezza che la strada che abbiamo intrapreso ci può regalare soddisfazioni». - Quale Triestina scenderà in campo oggi al Rocco contro il Ravenna (inizio alle ore 15, arbitra Centi di Viterbo)? Quella concreta e quadrata vista contro Cesena e Modena, o quella che perde completamente il filo una volta sotto nel punteggio come è accaduto contro il Matelica e a Legnago?L'Unione di queste prime giornate, ancora alla ricerca di continuità a causa anche delle tante assenze, ha dimostrato di poter essere un po' tutto: una squadra che passa su un campo difficile e batte una candidata al vertice, oppure una compagine che viene battuta da due neopromosse. Insomma gli alabardati, soprattutto in una fase di costruzione come questa, devono forse combattere soprattutto contro se stessi.Certo, se nel calcio valesse la proprietà transitiva, oggi la Triestina dovrebbe fare un sol boccone del Ravenna: gli alabardati infatti hanno battuto il Modena, che dopo pochi giorni ne ha rifilati tre ai romagnoli. Ma nel calcio non funziona così e il successo bisognerà sudarselo in campo.INFORTUNI Anche perché a complicare i piani della squadra di Carmine Gautieri, c'è una lista di infortunati che continua sinistramente ad allungarsi ogni settimana. Alle assenze di lungo corso come quelle di Paulinho, Procaccio e Reda Boultam, questa settimana si sono aggiunte quelle di Giorico, alle prese con un problema muscolare che lo terrà a riposo una settimana, di Petrella, bloccato ieri dal mal di schiena, e di capitan Lambrughi, che è convocato ma difficilmente utilizzabile visto che si è allenato tutta la settimana a parte causa la forte botta al piede di Cesena. Inoltre non ci sarà Tartaglia, squalificato dopo l'espulsione di Legnago, e anche qualcuno che è destinato a prendere posto in panchina non è al massimo.NOVITÀ Per fortuna Gautieri ha almeno una pedina nuova in più su cui contare, ovvero il portoghese Anìbal Capela, che nonostante abbia disputato solamente due allenamenti con la squadra, vista la situazione di emergenza verrà gettato subito nella mischia per giocare accanto a Ligi al centro della difesa. Per il resto il pacchetto arretrato alabardato sarà completato da Rapisarda a destra e Brivio a sinistra.Anche in mezzo al campo uomini contati per Gautieri: probabile un terzetto in avvio con Lodi, Rizzo e Maracchi, con il solo Calvano disponibile di rincalzo. Nonostante di esterni offensivi sia rimasto sano ormai il solo Sarno, il tecnico alabardato almeno all'inizio non dovrebbe discostarsi dal modulo 4-3-3, anche se ieri nella rifinitura ha provato a lungo anche il 4-3-1-2. Ma almeno all'inizio si dovrebbe rivedere Guido Gomez impiegato a sinistra, Litteri (o in alternativa Granoche) in mezzo e Sarno a destra.La buona notizia è che finalmente Mensah dovrebbe essere pronto per il rientro, almeno per poter disputare uno scampolo di partita.RAVENNA Anche il Ravenna, nelle cui file De Grazia è squalificato, mentre Papa e il portiere Tonti sono infortunati, ha qualche dubbio di formazione e di modulo, visto che oltre al tradizionale 3-5-2 c'è in ballo anche il 4-3-3.BIGLIETTI Anche oggi sarà aperta soltanto la Tribuna Pasinati dello stadio Rocco con capienza massima di mille spettatori, ma costo dei biglietti interi scontati rispetto alle altre partite (15 euro al posto di 20 euro, con 1,10 euro di prevendita).I biglietti si possono acquistare stamane nella sede alabardata e in quella del Centro di coordinamento con orario dalle 9 alle 11, online sulla piattaforma www.diyticket oppure chiamando il numero 040-9896246 che permette di prenotare i biglietti e pagarli in tutti i bar, rivendite tabacchi, edicole SisalPay.
  7. VENERDI 16 OTTOBRE 2020 - Ripartire dalla difesa per trovare quella continuità di risultati mancata in questo inizio di stagione. Gli oltre 25 gol subiti a partita sono un dato da valutare, la Pallamano Trieste deve ritrovare la compattezza della sua 6-0 per riuscire a compiere il salto di qualità necessario per competere ad alto livello. Come scrive Lorenzo Gatto, contro Siracusa domani alle 19 in una ottava giornata che riporterà i biancorossi a Chiarbola dopo il blitz vincente di Cassano Magnago, l'obiettivo è sfruttare il fattore campo per dare continuità al successo esterno di sabato scorso e proseguire la scalata verso le zone alte della classifica. L'occasione è ghiotta, l'errore da evitare è quella di sottovalutare un'avversaria che vale certamente più di quanto non racconti momentaneamente la sua classifica. «Alzare ritmo e intensità della difesa, per una squadra come la nostra, è certamente importante- sottolinea Giorgio Oveglia-. Se ci divertiamo in difesa troviamo buone soluzioni anche in attacco, l'obiettivo nelle prossime gare è certamente quello di ridurre il numero di gol subiti a partita". Obiettivo sul quale Trieste ha lavorato nel corso della settimana. Difesa e seconda fase le armi da sfruttare al cospetto di un'avversaria che qualcosa, a livello di contropiede, concede sempre alle sue avversarie. "Sono una squadra da non sottovalutare- continua il ds biancorosso che anche domani sarà in panchina a guidare i suoi ragazzi- li ho visti giocare contro Siena e devo dire che mi hanno fatto una buona impressione. Hanno individualità di rilievo che si inseriscono bene nel contesto di una squadra che ha una logica di gioco ben definita. Dovremo fare attenzione alle loro qualità cercando, nello stesso tempo, di sfruttare al massimo le nostre" - Rientra l'allarme Fernandez in casa Allianz. Il pestone all'alluce che aveva tenuto con il fiato sospeso lo staff tecnico biancorosso non ha lasciato strascichi: sono bastati due giorni di riposo per rivedere il giocatore allenarsi regolarmente. Lobito abile e arruolato, dunque, alla vigilia della trasferta che porterà Trieste sul parquet del palaLeonessa. Allianz riveduta e corretta dopo il robusto intervento sul mercato di riparazione. C'è curiosità per vedere all'opera i nuovi arrivati e capire come l'inserimento di Delia e Cebasek cambierà il modo di giocare della formazione triestina. La presenza di un centro di peso e la ritrovata abbondanza nella rotazione degli esterni posso essere carte da giocare contro una Germani che sta ancora lavorando per trovare una sua identità. Brescia ha iniziato un po' in sordina la sua stagione: una sola vittoria su tre gare in Eurocup, ai supplementari contro l'Ulm, un solo successo in campionato, la scorsa settimana a Treviso dopo i passi falsi a Varese e in casa contro la Virtus Bologna. La sconfitta di mercoledì in Montenegro contro il Mornar Bar, aldilà del risultato negativo, ha lasciato qualche strascico in vista del positicipo serale di domenica contro Trieste. Da valutare, infatti, le condizioni fisiche di T.J. Cline, l'ala forte titolare fermatosi nel primo tempo a causa di un problema muscolare. Monitorato dallo staff medico bresciano, Cline verrà rivalutato per decidere se schierarlo o meno. Dovrebbe recuperare, invece, Kalinoski, la guardia che ha saltato la trasferta di coppa complice un attacco febbrile. Previsti al palaLeonessa, dando per scontata la forma dell'ordinanza da parte del governatore Fontana, i 700 spettatori già presenti nelle gare di supercoppa e nell'esordio casalingo della Germani contro Bologna. Numero esiguo rispetto alle necessità di club che sugli incassi del botteghino hanno costruito, a inizio stagione, parte del budget stagionale. Vale per Brescia come per Trieste e in quest'ottica il mancato incasso della biglietteria si compensa con la preziosa vicinanza degli sponsor. In questo senso anche la scelta di Edilimpianti, che non solo ha confermato ma incrementato il suo impegno al fianco della Pallacanestro Trieste rappresenta un segnale importante. «Una scelta che è per noi motivo di grande orgoglio- sottolinea il presidente Ghiacci. Si tratta di un partner importante che in un momento economicamente complesso ha deciso di incrementare il suo impegno. Da quest'anno Edilimpianti Trieste assumerà il ruolo di Gold Sponsor»
  8. GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2020 - Dopo Mussini e Delia, anche Jakob Cebasek è pronto a entrare nel gruppo Allianz. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto su "Il Piccolo": il giocatore sloveno, che ha cominciato ad allenarsi con il gruppo all'inizio della settimana, ha superato il tryout al quale lo ha sottoposto lo staff tecnico, sarà tesserato pronto per esordire nel match che domenica, nel posticipo della quarta giornata, vedrà i biancorossi sul parquet del palaLeonessa contro la Germani Brescia.Cebasek ha convinto: gran lavoratore, buona propensione al sacrificio difensivo, discreto passatore che sa anche prendersi responsabilità di tiro. A gettone per le partite in cui Myke Henry sarà costretto ad assistere da spettatore, sarà un aiuto per la squadra e un uomo in più nelle rotazioni di Trieste.E ce ne sarà bisogno se è vero che dopo Cavaliero, Henry e Udanoh, nell'allenamento di martedì si è fermato anche Fernandez. Niente di serio, pare, ma è certo che in questo momento la dea bendata sembra aver voltato le spalle all'Allianz. Anche per il Lobito problemi all'alluce del piede con il giocatore che martedì ha eseguito esami strumentali per scongiurare problemi seri. Esito positivo se è vero che dovrebbero bastare 48 ore di stop per rivedere in campo il giocatore.Fernandez non si è allenato ieri, starà fermo anche oggi e, se non subentreranno complicazioni, dovrebbe tornare a lavorare con i compagni a partire da domani per preparare il suo ritorno a Brescia. Nel frattempo gli infortunati continuano a lavorare a parte per cercare di ridurre i tempi di recupero.Henry sta meglio, sembra stia spingendo per poter accelerare il rientro ed essere disponibile già per la prossima sfida casalinga in programma contro l'HappyCasa Brindisi. Desiderio legittimo ma al quale la società sta ponendo un freno nella convinzione che, visti anche i referti medici, sia meglio mantenere prudenza per non rischiare nulla. Notizie positive anche per quanto riguarda Udanoh che potrebbe ricominciare ad allenarsi prima del mese inizialmente previsto.In attesa di sviluppi si guarda con fiducia alla sfida di domenica a Brescia. Match al cospetto di un'avversaria reduce dall'impegno di Eurocup disputato ieri in Montenegro sul campo del Mornar Bar. Per la Germani, considerando il viaggio di ritorno, due soli giorni per preparare la sfida con l'Allianz, un piccolo vantaggio che Trieste potrebbe sfruttare a suo favore. L'Allianz intanto continua ad allenarsi per integrare al meglio i suoi nuovi arrivati. Oltre a Cebasek, c'è curiosità di vedere all'opera Marcos Delia, il centro ingaggiato domenica scorsa che porterà chili e centimetri sotto i tabelloni aggiungendo una dimensione interna che Trieste non aveva avuto in queste prime giornate di campionato. - Ieri pomeriggio è atterrato all'aeroporto di Ronchi e poi ha firmato un contratto triennale con la società alabardata. Il difensore centrale portoghese Anìbal Araujo Capela ora è ufficialmente un giocatore della Triestina. 29 anni, alto 188 cm, Capela va a completare il pacchetto difensivo alabardato e ha alle spalle una carriera di alto livello divisa tra il Portogallo, dove ha giocato in serie A (oltre che nelle nazionali giovanili lusitane) e la serie B italiana, nella quale ha giocato le ultime tre stagioni, una a Carpi e due a Cosenza. Intanto la società, per venire incontro ai tifosi ha abbassato la tariffa del biglietto intero per Triestina-Ravenna di sabato (inizio ore 15). Il costo infatti è di 15 euro, mentre il ridotto resta a 10 euro (per entrambi più i diritti di prevendita 1,10 euro). I ticket sono in vendita nella sede societaria (oggi e domani 9-13 e 15-19, sabato 9-11), nella sede del Centro di coordinamento (oggi e domani 9-12 e 16-19, sabato 9-12), sulla piattaforma www.diyticket.it, e chiamando lo 040-9896246 che permette di prenotare i biglietti e pagarli in tutti i punti SisalPay
  9. MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2020 - Arriva oggi l'ultimo tassello che mancava alla rosa della Triestina. Come scrive Antonello Rodio, si tratta di Anibal Capela, difensore centrale di 29 anni, portoghese, che nella giornata odierna firmerà un contratto che lo legherà all'Unione per i prossimi tre anni. Dopo aver militato nella serie A in Portogallo, Capela negli ultimi tre anni ha giocato da titolare in Italia in serie B tra Carpi e Cosenza. Un arrivo quantomai provvidenziale vista l'emergenza difensiva in casa alabardata.Come previsto dopo l'espulsione di domenica a Legnago, il giudice sportivo ha infatti squalificato Tartaglia per una giornata (e tra l'altro ne ha rifilate due a De Grazia, centrocampista del Ravenna avversario sabato dell'Unione). Un'assenza che prima dell'arrivo di Capela, consentiva a Gautieri di avere a disposizione solamente un centrale di ruolo, ovvero Alessandro Ligi. L'infortunio di Lambrughi, come detto, non è grave come sembrava in un primo momento, anzi il capitano ha ripreso piano piano ad allenarsi da solo, ma quasi certamente non sarà pronto per la sfida di sabato con il Ravenna.Se Capela sarà già in buone condizioni atletiche, potrebbe anche giocare già sabato vista la situazione, anche se al momento è difficile ipotizzarlo visto che potrà svolgere solamente un paio di allenamenti con la squadra. Ma nel caso non fosse pronto, c'è qualche altra soluzione casalinga con cui Gautieri potrà cercare di sopperire alle assenze di Lambrughi e di Tartaglia? In rosa ci sono due terzini che in carriera, anche se raramente, hanno giocato anche centrali, ovvero Struna e Filippini. Lo sloveno è un destro, mentre l'ex Gubbio è un mancino. Se dovrà ricorrere a uno dei due, visto che Ligi è mancino e si è vista in queste partite la differenza di rendimento quando si schiera a sinistra o a destra (dove incontra delle difficoltà), logica vuole che sia Struna il prescelto.Ma ovviamente ci sono ancora tre allenamenti, l'arrivo di Capela e le condizioni fisiche dei singoli da valutare, cosa che solamente mister Gautieri può fare. Se l'emergenza in difesa è acclarata, potrebbe tra l'altro emergerne anche una a centrocampo. Dopo essere uscito nell'intervallo della partita di Legnago per un problemino muscolare, anche Giorico sembra in dubbio per il match contro il Ravenna, e non è che in mezzo al campo le scelte abbondino: resterebbero infatti disponibili solamente Lodi, Maracchi, Rizzo e Calvano. Insomma bisogna stringere i denti, soprattutto quando alla lunga lista di infortunati si aggiunge anche la squalifica. E se sabato al Rocco arriva almeno un Ravenna che finora si è dimostrato piuttosto malleabile, si avvicina una settimana di tre impegni ravvicinati: mercoledì 21 ottobre gli alabardati saranno a Pesaro, mentre domenica 25 si tornerà al Rocco per la Virtus Verona. - Arriva da Saladillo, Buenos Aires, per dare manforte al reparto lunghi di Trieste. Un centro vero, un giocatore di esperienza internazionale che potrà elevare il livello e la qualità del gioco dell'Allianz. Sbarcato domenica scorsa a Trieste, dopo aver assistito al match contro l'Armani Milano, Marcos Delia si è calato nella realtà triestina e ha già cominciato a lavorare con la squadra pronto a esordire domenica nel posticipo in casa della Germani Brescia.Un giudizio sull'esperienza dello scorso anno alla Virtus Bologna. Cosa si aspettava e come giudica il suo campionato? A Bologna credo di aver fatto una buona stagione anche se avrei certamente voluto giocare di più, mettermi di più in mostra. Eravamo una squadra davvero lunga e la rotazione era frequente. Il bilancio finale però lo considero positivo perché ho avuto l'opportunità di giocare con un grande team, con un ottimo allenatore. Come sta fisicamente, è già pronto per giocare? Sono assolutamente pronto a tornare in campo, non vedo l'ora, sono ansioso di tornare a giocare. Mi sono allenato per tutte l'estate individualmente. Ho lavorato molto sul mio corpo e sui fondamentali. Devo ritrovare il ritmo di gioco, quello verrà stando in campo, ma sono convinto che in questo i miei compagni di squadra mi aiuteranno moltissimo. La presenza di Fernandez può essere indubbiamente un aiuto prezioso per integrarsi nella squadra. Quanto ha inciso il fatto che giochi nell'Allianz per indirizzare la sua scelta? Juan sarà importante per la mia integrazione in squadra. Lo conoscevo bene già prima di venire a Trieste, abbiamo giocato assieme in Nazionale. Ho seguito la sua stagione passata, è una cosa che cerco di fare con tutti i ragazzi argentini che giocano nella lega. Lui è qui a Trieste da diversi anni, conosce bene la società, la città, e me ne ha parlato solo bene. Sono contentissimo di poter giocare con lui qui a Trieste. La partita con Milano forse non è stato il miglior approccio per valutare il potenziale della squadra. Ma che idea si è fatto di questa Trieste? Domenica ero all'Allianz Dome a seguire la partita e quello che mi è balzato agli occhi come prima cosa è la chimica che c'è in squadra. Poi il cuore. So che ci sono diversi infortuni, ma nessuno di quelli scesi in campo ha mollato un solo centimetro e hanno lasciato tutto sul parquet. Giocare in una squadra con questo tipo di attitudine per me è una grande opportunità. Dovesse descriversi ai suoi nuovi tifosi, quali sono i punti di forza di Delia? Posso portare portare sicuramente esperienza, anche a livello internazionale. Questo inoltre è il mio quinto anno in Europa, conosco bene il campionato. Credo di essere in grado di leggere bene il gioco e di poter impattare bene a livello difensivo. Mi piace giocare in post, costruire il gioco da quella posizione e trovare soluzioni in pick and roll. Credo che con Juan potremo capirci molto bene. E a proposito del campionato, qual è il suo giudizio generale? Credo che sia un campionato duro, con molte ottime squadre, che però si trovano tutte a giocare senza la propria gente sugli spalti e questo lo rende un campionato diverso da sempre. Il livello medio è alto e ci sarà sicuramente bagarre fino all'ultima partita. - «Ho lasciato la guida tecnica per cercare di dare una scossa ai ragazzi. Non è stata una decisione facile ma credo di aver scelto per il meglio nella convinzione di aver fatto il bene della squadra».Andrea Carpanese racconta il travaglio interiore che lo ha portato a rassegnare le dimissioni da allenatore della Pallamano Trieste. Decisione improvvisa, giunta giovedì scorso dopo la sconfitta interna contro Pressano e alla vigilia del match giocato sabato sul campo di Cassano Magnago.«Devo dire che l'ultimo periodo, a livello gestionale, è stato abbastanza pesante - racconta Carpanese - Ho sempre parlato con i ragazzi, ogni giorno e durante ogni singolo allenamento il confronto non è mai mancato, eppure mi sono accorto che non riuscivo a a trasmettere ai giocatori l'idea di gioco che avevo in testa. Dopo il ko di Fondi ho provato a essere un po' più duro per cercare di stimolare una reazione ma, devo ammetterlo, il primo tempo giocato contro Pressano mi ha fatto perdere fiducia. A quel punto, pensando prima al bene della squadra, ho pensato che la cosa migliore fosse farmi da parte per stimolare la loro reazione».Scelta coraggiosa e non comune che la società ha apprezzato. Al punto che a Carpanese è stato chiesto di restare con altri compiti. «In questo momento ho bisogno di prendermi un po' di tempo - racconta Andrea - Voglio lavorare un po' su me stesso, finire la formazione conseguendo il terzo livello e riflettere un po' su tutte le cose che sono successe. Indipendentemente da come sono finite le cose, considero l'esperienza sulla panchina qualcosa di molto formativo perchè mi ha insegnato molto».Non sono mancate le attestazioni di stima da parte di coloro i quali vivono attorno al mondo della pallamano. «Ho sentito tanta solidarietà, apprezzamento e stima e questo mi ha riempito di gioia - racconta "Carpa" - Non sono riuscito a farlo direttamente e ne approfitto per ringraziare tutti coloro che si sono fatti vivi con un messaggio di supporto. Tifosi, addetti ai lavori ma anche gli stessi giocatori che, mi ha fatto piacere, si sono assunti la loro parte di responsabilità».L'ultima battuta da parte di Carpanese, i ringraziamenti a chi in questa lunga parentesi biancorossa è stato compagno di viaggio di un'avventura decisamente unica. «Devo ringraziare Giorgio Oveglia che mi ha preso sotto la sua ala protettrice dimostrandomi sempre grande fiducia poi gli allenatori su tutti Claudio Schina, Marco Bozzola e Piero Sivini. Un pensiero speciale va a Marco Visintin, un amico con cui il rapporto è andato molto oltre quello che si può creare dentro a uno spogliatoio. Ringrazio Davide, Mario, Sergej, Francesco e Enzo e tutte le persone che lavorano nell'ombra e che, pur non apparendo, sono fondamentali per la società. E poi i tifosi, i vecchi compagni di squadra e i giocatori di questa stagione ai quali auguro di poter dimostrare il loro valore e di raggiungere grandi risultati».L'ultimo pensiero è per la persona che maggiormente ha lasciato il segno nella vita sportiva di Carpanese. «Un immenso grazie va al professor Lo Duca - conclude Andrea - per tutto quello che ha fatto per me. Mi ha fatto crescere come giocatore e come persona e mi ha permesso di far parte di una grande famiglia che mi ha insegnato valori profondi. Alla nuova società, che ringrazio per l'opportunità che mi ha offerto, auguro di riuscire a tramandare ancora quei valori che sono alla base dei successi conquistati da Trieste in questa meravigliosa storia cinquantennale»
  10. MARTEDÌ 13 OTTOBRE 2020 - Un vicecampione del mondo come rinforzo sotto i tabelloni per l'Allianz. Roberto Degrassi parla del nuovo volto in casa Pallacanestro Trieste che ha firmato Marcos Delia, 28 anni, 209 cm, centro vero, 22 minuti di media con l'Argentina argento ai Mondiali 2019, nella passata stagione alla Virtus Bologna. Il lungo argentino arriva con un contratto di due mesi al termine dei quali la società potrà esercitare il rinnovo sino a fine stagione.Delia ieri mattina si è sottoposto alle visite mediche e nel pomeriggio si è presentato all'Allianz Dome per un allenamento insieme all'esterno sloveno in prova Jakob Cebasek. Oggi sosterrà il primo allenamento con la sua nuova squadra, un test per valutare la condizione atletica di un elemento che va a rinforzare sensibilmente il pacchetto dei lunghi biancorossi, orfano dell'infortunato Udanoh.Soddisfatto il presidente biancorosso Mario Ghiacci: «É stata una settimana di grande lavoro per la società e siamo felici di come siamo riusciti ad affrontare il problema delle indisponibilità di Henry, Cavaliero e Udanoh, nonostante il poco tempo a disposizione e il momento particolare. Devo ringraziare Mussini, Cebasek e Delia per la loro disponibilità. Si sono dimostrati grandi persone. Quella di Delia - continua Ghiacci - come si capisce dal curriculum del giocatore non è una scelta d'emergenza. In settimane in cui sicuramente la fortuna non ci è stata amica falcidiando il roster, abbiamo avuto un momento di buona sorte chiudendo la trattativa nel giro di tre giorni con la collaborazione del suo procuratore».Per Eugenio Dalmasson, invece, «Marcos è un giocatore che interpreta il ruolo classico del pivot in grado di proporsi in post basso per i compagni come di portare dei pick and roll. È dinamico, abile in avvicinamento a canestro, potendo contare su buoni fondamentali ed è ambidestro».Non è mai stato un giocatore da statistiche individuali rilevanti (7,5 punti e 4,5 rimbalzi con le Vu nere) ma è un elemento di sostanza, difensore di alto livello e ha un forte impatto sul quintetto. Gestirà lo spot da 5 insieme a Devonte Upson rispetto al quale ha più centimetri e caratura internazionale. In possesso anche del passaporto italiano, Delia per le norme federali ha però uno status diverso rispetto a Fernandez: il Lobito è stato riconosciuto italiano prima che venisse modificata la regola Fip sui passaportati mentre Delia viene equiparato a un comunitario. Proprio Fernandez diventerà inevitabilmente il punto di riferimento di Delia a Trieste. E pare che da parte di Juan e Genesis sia già partito un invito per una cena tutta a base di specialità argentine...L'ambientamento comporta sicuramente meno incognite per Jakob Cebasek. L'esterno sloveno è nato a Lubiana ma ha giocato, tra gli altri team, con il Primorska di Capodistria. L'ultima esperienza con il Sentjur è stata anche la migliore dal punto di vista statistico con 17,5 punti a partita. In carriera Cebasek, che è stato anche chiamato nella Nazionale slovena, ha dimostrato anche una buona attitudine a rimbalzo. Ha iniziato il suo periodo di prova con l'Allianz che presumibilmente durerà fino a giovedì, in tempo così - se il provino convincerà lo staff tecnico biancorosso - per venir tesserato e schierato già domenica prossima a Brescia. Il suo sarebbe un contratto a gettone in sostituzione di Myke Henry, quello che sembra essere l'infortunato recuperabile prima tra i tre ora in infermeria. L'esterno sloveno allungherebbe le rotazioni alternandosi da "3" con Davide Alviti. Con l'ala di Alatri candidato inevitabilmente a confermarsi nello starting five. Nelle prime tre giornate di campionato Alviti in 27 minuti di impiego medio ha segnato 13,3 (quinto italiano) punti tirando con il 44,4% da tre e catturando 8,7 rimbalzi che gli valgono il quinto posto assoluto davanti a fior di centro. Secondo giocatore italiano in classifica. Il primo? Un signore italiano di formazione che gioca a Varese. Arturs Strautins. - A Legnago è arrivata la seconda dura lezione di questo avvio di campionato per la Triestina. E non è la prima volta nella storia di quattro stagioni nella terza serie. Ne parla oggi Ciro Esposito: ogni anno, dalla gestione Sannino (con una squadra non di alto livello) a quella di Pavanel, per arrivare a quella di Gautieri tutti a parlare della cattiveria che manca nell'affrontare le squadre più spigolose e sgobbone della C. A questo punto sarebbe il caso di scrollarsi di dosso questo imbarazzante equivoco: chi va in campo (anche se i protagonisti sono diversi) mettendoci più umiltà, chi sta fuori comprendendo che il blasone non conta e che le legittime aspettative non sono un diritto acquisito. I successi vanno costruiti sul campo. E sul rettangolo verde domenica a Legnago la sconfitta è stata lampante e non solo per il punteggio. Gli episodi contano. Subire un gol nel momento migliore o vedersi fischiato un rigore e un'espulsione su un'azione probabilmente viziata da un fallo sono situazioni che indirizzano la gara. Ma non possono e non devono condizionare la prestazione di una squadra che dovrebbe avere l'ambizione di stare al vertice. La discontinuità nel rendimento tra up e down (lasciamo stare i risultati) è un chiaro segnale che il gruppo è ancora in formazione. Non solo ma la costruzione della squadra, che ha nel suo dna comunque la capacità di arrivare spesso in zona gol ma segnando a singhiozzo, ha al momento alcuni handicap che società, tecnico e staff devono risolvere o ammortizzare. Gli infortuni di breve o lunga durata pesano, così come hanno un peso la rinuncia legittima ai chi c'era quest'estate (caso Di Massimo) o la condizione di forma ancora approssimativa di chi è arrivato nell'ultima giornata di mercato. Il gioco sviluppato da Gautieri funziona se la squadra è capace di conquistare il pallone in pressing, se gli esterni (sia terzini che esterni sono efficaci) se le mezzali si inseriscono in area. A centrocampo Lodi non si discute come giocatore ma non gli si può chiedere di corre dietro ai giovanetti avversari. In quel ruolo a Cesena Giorico (domenica nella ripresa anche claudicante) ha fatto decisamente meglio. Rizzo è l'unico inamovibile mentre Maracchi viene utilizzato col contagocce e Calvano deve ancora carburare. Le assenze di Paulinho e soprattutto di Procaccio si sentono. Sulle fasce Brivio e Rapisarda giocano a corrente alternata, mentre dei cinque esterni originari il tecnico ne ha a disposizione solo due: Petrella e Sarno e quest'ultimo non è ispirato. Se poi Petrella, che invece sta bene, parte dalla panchina con bomber Gomez a sinistra per fare spazio a Litteri la logica è poco intelligibile. Così come la fretta di stravolgere gli assetti una volta sotto di un gol. Era successo al Rocco, a Legnago la ripresa ha visto da subito in campo tutti e tre i bomber. Mossa rischiosa e apparsa precipitosa per gli equilibri complessivi. Poi se uno di questi segna il tecnico è un genio ma non è successo. A tutto questo si può anche aggiungere come sabato prossimo al centro della difesa a disposizione ci sarà solo Ligi in attesa che dal mercato arrivi uno svincolato. Insomma le problematiche da affrontare non sono poche ma la confusione non può che aggravarle. Capita spesso nella gestione della stagione che tutti i problemi si accavallino. La capacità è quella di adattarsi perdendo meno terreno possibile. Il tempo c'è, la stagione è appena cominciata e chissà se finirà. E a pensare positivo, quando tutti rientreranno, la squadra tornerà spumeggiante e reattiva come in certi frangenti dell'ultima stagione, dei play-off e del precampionato. O no?
  11. LUNEDÌ 12 OTTOBRE 2020 - Senza rimpianti, con la consapevolezza di aver dato tutto sul campo e di essere riusciti a limitare lo straordinario talento offensivo di un'avversaria giunta al diciassettesimo risultato utile della sua stagione.Eugenio Dalmasson, allenatore dell'Allianz, rende merito al valore di Milano sottolineando però la buona prestazione offerta dai suoi ragazzi. «La partita ha confermato tutte le difficoltà che immaginavamo - sottolinea il tecnico mestrino - loro hanno più esperienza e qualità, è stata una sfida impari però la squadra ha saputo soffrire e con tutte le energie sopperire alla mancanza di chili e centimetri in tutti gli scontri diretti. Questa è la cosa che ci portiamo come dote per quando ci scontreremo con squadre del nostro livello. È stata una prova dignitosa contro un'avversaria che ha dimostrato di essere di un altro livello».Un'analisi di quello che, con il senno di poi, Trieste avrebbe dovuto fare meglio e uno sguardo alla settimana di lavoro che, con gli arrivi di Jakob Cebasek (in prova) e Marcos Delia, vedrà l'Allianz preparare la prossima trasferta a Brescia. «Quando perdi lucidità, Milano sfrutta i suoi giocatori più forti e più alti, accentuando le tue difficoltà. Questo è un aspetto che avevamo sottolineato in settimana - Dovevamo sicuramente passarci di più la palla per avere meno pressione costante sui giocatori quando attaccavamo, facile a dirsi certamente meno a farsi. Archiviamo questa partita per tornare a lavorare con qualità e al completo, che è la cosa più semplice ma che ci è mancata in settimana. Sono soddisfatto per questa gara perché chi è andato in campo ha dato una mano e ci portiamo a casa quello che di buono che la partita ci ha dato. Pensiamo a lavorare per migliorare».Soddisfatto dell'atteggiamento della sua squadra, Ettore Messina fa i complimenti alla sua Armani. «Approccio giusto e partita nella quale nessuno ha avuto paura di spendersi sul parquet e sbucciarsi le ginocchia - sottolinea il tecnico milanese - eccezion fatta per gli ultimi minuti del primo tempo. Siamo stati solidi e abbiamo potuto contare sull'apporto di una panchina che ci ha dato molto permettendoci di non spremere i nostri titolari. Sono contento perchè in questo campionato, lo dimostrano i risultati di questa giornata, non esistono partite facili se ti permetti di sottovalutare le avversarie».Ultima battuta da Devonte Upson, positivo nei numeri nonostante la forza degli avversari che ha dovuto affrontare. «È stata una partita difficile viste le tante assenze - le parole del centro - ma siamo rimasti uniti e abbiamo cercato di dare tutto quello che avevamo e che potevamo. Ho affrontato Hines che è sicuramente tra i migliori in Europa nel suo ruolo e ho dato il meglio di me. Non mi interessa l'aspetto individuale, ho dato tutto per il bene della squadra e per aiutarla». - La serie C è questa. Nemmeno il tempo di godersi gli incoraggianti successi contro Cesena e (soprattutto) Modena che l'Unione ripiomba nelle lacune viste e riviste negli ultimi 12 mesi. Spettri evocati dall'intraprendente Legnago che in particolare in superiorità numerica ha spadroneggiato nel secondo tempo. Eppure il primo tempo, pur con alcune eccezioni, aveva mostrato una discreta Triestina. Il rammarico del tecnico Gautieri nasce dal non essere riusciti a passare in vantaggio.«Nel primo tempo abbiamo avuto l'occasione per passare in vantaggio, poi abbiamo preso gol forse sull'unica azione loro in area». L'episodio che ha di fatto tagliato fuori dalla gara la Triestina, il raddoppio veronese, lascia qualche perplessità al tecnico. «Nel secondo tempo ci siamo messi diversamente, abbiamo subito espulsione e rigore che a mio avviso erano preceduti da un fallo a metà campo e da un fallo su Tartaglia. Su quell'episodio si è messa male, e nei restanti minuti è finita per noi».Al netto dell'episodio, è innegabile che nella ripresa l'Unione abbia perso totalmente la bussola, senza mai dare l'impressione di poter rientrare in gara. Dopo il Matelica, un'altra matricola terribile centra un successo di prestigio. «Il Legnago è una squadra che corre, che mena e gioca, una squadra che sale dalla D in C sa a cosa va incontro. Complimenti a loro, meritano la posizione in classifica che hanno». Gautieri infine motiva le mosse di inizio secondo tempo, con l'innesto di Calvano al posto di Lodi e Granoche per Giorico. Sostituzione, quest'ultima, che ha convinto il tecnico ad applicare un profilo tattico spiccatamente offensivo, con l'impiego nel medesimo momento di Litteri e Granoche davanti, Gomez e Sarno sugli esterni.«Giorico ha chiesto il cambio per un problema all'aduttore. Poi abbiamo deciso di metterci con il 4-2-4, cercando maggiormente il gioco in ampiezza e portando più gente in area. All'inizio lo stavamo anche facendo, poi siamo rimasti in dieci uomini e sono saltati tutti i nostri piani». Sei giorni a separare la debacle del "Sandrini" dalla sfida di sabato in anticipo contro il Ravenna.
  12. DOMENICA 11 OTTOBRE 2020 - Trieste fa lo scalpo a Cassano Magnago e si rimette in marcia in campionato: dopo le due sconfitte di fila e la rinuncia alla panchina da parte di Andrea Carpanese, il team affidato temporaneamente al ds Giorgio Oveglia confeziona probabilmente la più bella prestazione a livello di organico di questo inizio stagione, con un 24-25 finale che riporta entusiasmo e ottimismo nel sodalizio biancorosso dopo una settimana difficile. Parte bene Trieste nei primi tre minuti, con i gol di Visintin e Dapiran per il provvisorio 2-1 biancorosso. I giuliani sfruttano adeguatamente il gioco in ala (rete di Bratkovic) ma sul lato opposto Cassano Magnago trova il break di 3-0 con Fantinato e Scisci: la gara vive comunque di grande equilibrio, gli ospiti pareggiano le sorti con Bratkovic prima di un nuovo mini-allungo interno sino al 9-6 del 12’ di Fantinato. I lombardi controllano il ritmo, pur permettendo a Trieste di riavvicinarsi nuovamente anche grazie alla provvisoria esclusione temporanea di Moretti al 14’: è ancora Bratkovic – letteralmente una macchina dai 7 metri – a innescare il contro-parziale per il momentaneo -1 sul 10-9, che diventa 12-12 ispirato dalla tripletta di Kuodys. I biancorossi sono in fiducia, trovano anche il modo di mettere la freccia al 23’ prima di una girandola di espulsioni per due minuti sia da una parte che dall’altra, l’ultimo acuto è dei giuliani e lo firma nuovamente Bratkovic (4/4 ai rigori in trenta minuti), con una nuova parità proprio in prossimità della sirena di metà gara sul 15-15. È un autentico botta e risposta quello che va in scena a Cassano Magnago in apertura di ripresa: Moretti da una parte, Hrovatin dall’altra e tra le due squadre c’è una nuova parità al 38’ sul 19-19. Successivamente gli attacchi di ambo le squadre si bloccano, ma non per questo il ritmo di gara. E Trieste in tal senso è brava a restare aggrappata al match con sufficiente tranquillità: è capitan Visintin a essere in ala l’arma in più per i biancorossi (21-21 superando la boa di metà tempo), sale successivamente in cattedra Dapiran con due gol in rapida successione, è quindi Kuodys a regalare il +1 (23-24) a nove minuti dalla fine, prima del time-out chiamato da coach Kolec. I giuliani falliscono in più riprese il doppio vantaggio, Fantinato inanella invece un nuovo pari a quota 24 ed è il preludio per un arrivo in volata: Dapiran firma l’ennesimo sorpasso esterno del match, ma gli ospiti perdono Visintin per espulsione temporanea nell’ultimo minuto e mezzo di gara. L’eroe nel finale è Milovanovic: due parate da favola rimandano al mittente la possibilità di agguantare il pari. Cassano Magnago si arrende, Trieste torna a vincere. E lo fa con convinzione.
  13. SABATO 10 OTTOBRE 2020 - Rivoluzione in casa pallamano Trieste alla vigilia della sfida di questa sera a Cassano Magnago. Andrea Carpanese, nella serata di giovedì, ha rassegnato le dimissioni dalla guida tecnica della squadra.In questo senso le prestazioni negative contro Fondi e Pressano hanno accelerato una scelta che era nell'aria da qualche settimana. «Era da un po' di tempo che stavamo valutando questa ipotesi- conferma la presidente Alessandra Orlich- per cercare di far fare alla squadra un salto di qualità. Decisione necessaria ma non per questo facile. A Carpanese da parte mia e della società va il ringraziamento per quanto fatto in questi mesi. Le valutazioni tecniche sono una cosa, il giudizio sulla persona un'altra. Credo che Andrea abbia dimostrato quanto tiene alla pallamano Trieste con il suo impegno, la sua serietà e la sua passione».Questa sera a Cassano Magnago in panchina ci sarà Giorgio Oveglia, in attesa che venga definita la trattativa con il nuovo allenatore. «Siamo ai dettagli con un tecnico sloveno- conclude la presidente- per la nostra società si tratta di uno sforzo importante per cercare di dare un ulteriore impulso alla squadra». - Per almeno un mese l'Allianz dovrà fare a meno di Myke Henry, Daniele Cavaliero e Ike Udanoh. Anche l'ala-centro, infatti, dovrà restare fermo a lungo. Questo il responso di quello che sta diventando suo malgrado il protagonista di questa disgraziata settimana: il dottor Rocchi di Reggio Emilia. Lesione traumatica meniscale. Anche nel caso di Udanoh, l'Allianz dovrà cercare un sostituto a gettone comunitario.Domani all'Allianz Dome arriva l'Armani Milano (palla a due alle 17). In altri tempi si sarebbe parlato di pienone e si sarebbe pensato solamente a come fermare la corazzata di Ettore Messina. Ma gli spalti di Valmaura putroppo saranno occupati solo dalle 1000 persone ammesse e qalsiasi valutazione tecnica del match è condizionata dalla situazione clinica della banda biancorossa. Eugenio Dalmasson cerca di prenderla con filosofia. «Sappiamo che servirà un mese per recuperare i nostri tre giocatori. E ovviamente la situazione di Udanoh - proprio perchè si tratta dell'infortunio più recente - è quella della quale abbiamo meno certezze sulla tempistica. Non posso che ringraziare la società per essersi mossa tempestivamente per trovare una soluzione. La firma di Mussini ci permette di allungare le rotazioni con un elemento che già si allena con noi, Federico è legato a questa maglia ed è in grado di entrare in squadra senza disagio. Jakob Cebasek, l'esterno sloveno in prova, si allenerà con noi e vedremo se può essere l'uomo giusto per sostituire Henry».E adesso anche la grana Udanoh. La caccia al sostituto non è ancora cominciata. «Il responso medico è arrivato nel pomeriggio. Cercheremo un centro valutando quello che offre il mercato», aggiunge il coach. Da considerare naturalmente che queste tre tegole capitano nel momento peggiore: con le limitazioni all'affluenza del pubblico i budget di tutte le società di serie A perdono una robusta quota di risorse e di conseguenza qualsiasi intervento sul mercato va a gravare su un quadro già pesante. Per fortuna nei mesi scorsi la Pallacanestro Trieste è stata tra i club più virtuosi anche se non ha tesoretti cui attingere e non può pensare a gettonari di primissima fascia.Intanto, però, domani arriva Milano. L'avversario che non ci voleva nel momento che nessuno avrebbe mai voluto. «Non cambiano l'attenzione e il modo in cui dobbiamo approcciarci a questa partita. Basta pensare alla caratura dell'Armani. Una sfida che offre mille stimoli e sapete cosa ho notato? La delusione negli occhi di chi non potrà scendere in campo. Questo è un incontro che tutti vorrebbero giocare. Mi spiace non poter essere al completo - prosegue Dalmasson - perchè queste sono occasioni per continuare a crescere dopo le vittorie delle prime due giornate. Occasioni per portare avanti un progetto e un'identità di squadra. Naturalmente in questo momento per tamponare l'emergenza succederà che qualcuno debba adattarsi a giocare fuori ruolo, un intoppo nella normale evoluzione della squadra. Ma nel corso di un campionato può succedere anche questo. Inutile piangerci addosso. Pensiamo a disputare la nostra partita». - Se in serie C ci fosse ancora la regola sulle rose precedente alla modifica apportata in seguito allo sciopero dell'Aic (poi revocato proprio in seguito alla modifica), allora la Triestina avrebbe già saturato il suo roster. Ma proprio quella protesta aveva costretto a rivedere la norma per consentire alle società di serie C di portare da 22 (più un giovane nato nel 2001) a 24 giocatori (sempre più un 2001) le proprie rose. La lista consegnata dalla Triestina alla fine della sessione di mercato, chiusa lunedì sera, annovera al momento proprio 22 calciatori più un classe 2001 (Palmucci). La lista dei 22 comprende i portieri Offredi e Valentini, i difensori Rapisarda, Struna, Lambrighi, Ligi, Tartaglia, Brivio e Filippini, i centrocampisti Lodi, Giorico, Maracchi, Reda Boultam, Rizzo, Calvano, gli attaccanti Gomez, Granoche, Litteri, Sarno, Petrella, Mensah e Procaccio. Non sono dunque presenti nella lista il portiere Ioime (che deve attendere il semaforo verde per la questione dell'aritmia) e il centrocampista Paulinho, infortunato di lungo corso. E non sono presenti nemmeno Gatto e Cernuto, che come noto non rientravano in questa stagione nei piani della società ma non si sono accasati da altre parti e pertanto sono ancora sotto contratto. Ovviamente, chi ha presentato una lista sotto il tetto massimo può integrarla in ogni momento fino al raggiungimento dei 24 giocatori. Una volta raggiunto il limite, la lista resterà poi definitiva fino al termine del mercato di gennaio, con due possibili bonus da giocarsi nel periodo: si può cambiare un portiere e c'è la possibilità di cambiare un infortunato con un giocatori fuori lista. Pertanto allo stato attuale in casa alabardata ci sono due posti liberi in rosa, due caselle che si possono ancora riempire. Secondo Mauro Milanese, come noto, quello che ancora manca alla squadra è un difensore centrale di piede destro, e su questo l'amministratore unico è impegnato. Negli ultimi giorni, ad esempio, è emerso il nome di Anibal Capela, 29 anni, portoghese, adesso svincolato dopo due stagioni giocate in serie B al Potenza. La trattativa però è ancora in corso. Se davvero l'Unione arruolerà ancora solo un calciatore, resterà dunque libera una casella. Vista la situazione degli esterni offensivi, che con Mensah non ancora a posto e Procaccio fermo a lungo, al momento vede a disposizione solo Sarno e Petrella, potrebbe emergere l'ipotesi di reintegrare in rosa Leonardo Gatto, quantomeno per questi mesi fino alla sessione di mercato invernale. A quel punto resterebbe solamente Cernuto fuori lista. Più difficile appare invece il reintegro di entrambi, se per caso non arrivasse nemmeno un difensore. Sono valutazioni che farà la società in questi giorni. Naturalmente a gennaio, con il mercato aperto, potrà nuovamente cambiare tutto. Senza dimenticare che per quel periodo dovrebbe finalmente rientrare anche Paulinho, che aveva iniziato il 2020 alla grande prima di fermarsi per la rottura del crociato proprio mentre la squadra si stava preparando ai play-off.
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