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  1. DOMENICA 25 SETTEMBRE 2022 - Quell'urlo di gioia per una vittoria è ancora lì, strozzato in gola, in attesa di uscire liberatorio in questo avvio di stagione stentato. Come scrive Guido Roberti dopo l'1-1 della Triestina a Trento, della prova al "Briamasco" l'allenatore Bonatti è soddisfatto, rinfrancato dalla dichiarazione del presidente Giacomini giunta via messaggio a fine gara: «La squadra ha avuto una grande reazione in 10 per tutto il secondo tempo, un applauso ai ragazzi». Bonatti analizza così la gara: «Abbiamo visto il loro 3-5-2 e ci siamo schierati con il rombo, dimostrando duttilità tattica, tanto che non abbiamo subito un tiro. Abbiamo avuto molto più palleggio, potevamo creare più occasioni, ma è mancato peso specifico davanti. La squadra è entrata in campo determinata, ha provato a cambiare i ritmi e non si è fatta sorprendere. Nel sapere gestire i ritmi di gioco qualcosa si è visto. Dobbiamo essere più efficaci davanti, a volte non gestiamo la palla con i tempi giusti, cosa che è capitata con il pallone messo da Sarzi che ha portato al gol». Nella ripresa dal rischio frittata è arrivato il pari. «Siamo rimasti con il 4-3-2 dopo l'espulsione di cui non voglio parlare e abbiamo preso gol su palla inattiva, il terzo nelle ultime quattro partite: su questo dovremo cambiare qualcosa ma abbiamo concesso solo due tiri fuori. Con il loro 4-3-3 non abbiamo sofferto e abbiamo avuto una occasione con Minesso a porta vuota, finendo in attacco». A fine gara la settantina di tifosi giunti in Trentino ha palesato un po'di delusione. «Posso comprendere il dispiacere per l'esito, tutti vogliamo vincere ma l'anno scorso la prima vittoria è arrivata alla quinta, l'anno della finale persa all'ottava giornata erano stati fatti solo 12 punti. Noi siamo in totale trasformazione, i passi in avanti sono evidenti come tenuta atletica e volontà di essere in controllo della gara. Ci sono ancora 33 partite - continua Bonatti - il percorso prosegue e questa squadra ha grande attaccamento ai colori, quello che mi è stato chiesto. Mi piace immergermi nel tessuto della città, in cui trovo grandissimo calore, che mi porta ad avere grandi responsabilità. Cerco di gestirle con la lucidità delle scelte e con il trasporto di non arrendermi mai. La squadra lo ha interiorizzato, chiaro che vorremmo la gioia piena che meritano i tifosi, la proprietà, la squadra» - Senza Lever, assenza alla quale Trieste dovrà fare nei prossimi mesi l'abitudine e con Barkley precauzionalmente a riposo dopo il colpo alla testa rimediato nella semifinale di venerdì contro la Reyer Venezia, la Pallacanestro Trieste soccombe contro Treviso nella finalina di consolazione chiudendo al quarto posto il Basketball "in" Jesolo.Al cospetto di una Nutribullet priva dell'ex Adrian Banks, la formazione di Marco Legovich ha gestito le fasi iniziali poi, dopo un primo tempo equilibrato, ha preso decisamente in mano le redini del confronto. Vantaggio convincente e consistente che, sul 71-58 del 33', sembrava darle necessarie garanzie di vittoria. E invece Trieste si è spenta sul più bello mentre Treviso, dimostrandosi più pimpante anche dal punto di vista fisico, ha costruito grazie a difesa e intensità la rimonta piazzando nel finale l'allungo che è valso una meritata vittoria.Trieste parte con Davis, Gaines, Deangeli, Packer e Spencer, Treviso risponde con Zanelli, Jurkatamm, Jantunen, Sokolowski e Derek Cooke. Primo quarto giocato sul filo di un costante equilibrio con ampie rotazioni e scarti sempre estremamente ridotti. La formazione di Legovich, con un buon Deangeli in evidenza, prova per due volte ad allungare ma Treviso replica con lucidità e grazie a una tripla di Sorokas scoccata a diciotto secondi dalla prima sirena chiude avanti il quarto sul 25-27. Polveri bagnate in apertura di secondo quarto: due minuti senza segnare poi sono Vildera, Bossi e Spencer a confezionare l'8-0 che porta Trieste sul 33-27. Reazione Nutribullet che vale l'allungo sul 35-36, si prosegue tra sorpassi e controsorpassi con Gaines che a sei secondi dall'intervallo lungo piazza i due liberi che valgono il 38-39 a fine primo tempo.Pacher e Spencer subito in evidenza per il 46-40 che costringe Nicola al time-out dopo neppure due minuti di secondo tempo. Trieste prova a insistere e tocca il massimo vantaggio sul 56-47 grazie a una bella bomba di Gaines in transizione. Nuovo minuto di Treviso, Nutribullet che si scuote con le bombe di Zanelli e Jurkatamm ma sono Pacher, Davis e Campogrande a segnare i canestri che al 30' tengono i biancorossi avanti sul 63-55.Tre minuti di ottima Trieste per il massimo vantaggio biancorosso, sembra finita ma la formazione di Nicola ha la pazienza di rimontare pian piano, grazie a difesa e concretezza. Un break di 12-0 firmato Jantunen, Iroegbu e Cooke riporta la Nutribullet a meno uno sul 71-70. Deangeli segna un provvidenziale canestro per sbloccare Trieste, ma ormai i trevigiani sono li: è ancora Sokolowski a decidere la gara, prima con una penetrazione e poi con una bomba. Nell'ultimo minuto, Spencer prova a riaprirla ma Iroegbu è determinante e, con una penetrazione e due liberi, dà il definitivo 83-78 a Treviso.
  2. SABATO 24 SETTEMBRE 2022 - Nella scorsa stagione - sembra passato un secolo per quanto è successo da allora, ma stiamo parlando di appena un anno fa - la prima vittoria della Triestina arrivò alla quinta giornata. E come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", quest'anno è cambiato tutto. La proprietà, la dirigenza, lo staff tecnico, i giocatori. Eppure, a distanza di dodici mesi, l'Unione si ritrova aggrappata alla cabala per poter emulare almeno in questo dato la squadra dello scorso anno. Perché è inevitabile sottolineare che dopo quattro turni con una sconfitta e tre pareggi, la vittoria in casa alabardata manca enormemente: lo si percepisce anche dalle dichiarazioni di allenatore e giocatori, e dalla voglia della società di trovare riscontro sul campo a tutto il lavoro che sta facendo.Anche perché l'impressione è che ci sia un urgente bisogno di un successo anche per sbloccarsi mentalmente e giocare in maniera più serena. Riuscirà dunque oggi l'Unione a rompere finalmente questo incantesimo e a scrollarsi di dosso questo macigno, dando la gioia dei tre punti ai propri tifosi? L'appuntamento, va detto, non è proprio dei più semplici: la trasferta di Trento (calcio di inizio alle 14.30, arbitra Centi di Terni) nasconde molte insidie perché la Triestina va a far visita a un'avversaria che ha i suoi stessi punti e che proprio per questo ha attorno un ambiente già caldo, che si aspettava molto di più in questo avvio. Però, a fronte delle tre sconfitte, va ricordato che l'unica vittoria del Trento è arrivata con un roboante 4-1 proprio su quella Pro Vercelli con cui gli alabardati la scorsa settimana hanno pareggiato. Ai padroni di casa mancherà anche il centrocampista Damian, squalificato, ma soprattutto in attacco c'è gente capace sempre della giocata decisiva, come il bomber Bocalon o la vecchia conoscenza alabardata Pasquato. Insomma, partita non certo facile, anzi, ma la qualità della Triestina è decisamente superiore ed è ora di farla valere. Bonatti dovrà fare ancora a meno di Lombardi, alle prese con il problema muscolare che l'ha messo ko a Novara, e del portiere Mastrantonio, impegnato con la nazionale Under 19. Ricompare però fra i convocati Sarzi Puttini, che aveva saltato il match con la Pro Vercelli e rappresenta un'importante alternativa difensiva. Detto questo, come favoriti per difendere sulle fasce restano i terzini Ciofani e Ghislandi, mentre davanti a Pisseri la coppia di difensori centrali dovrebbe essere ancora formata da Sabbione e Di Gennaro. A centrocampo nel mezzo ci sono due posti per tre contendenti (Gori, Pezzella e Crimi), mentre sulle corsie dovrebbero esserci Furlan e Paganini, a meno che non si intenda dare fiducia dal primo minuto a Felici. In avanti probabile conferma per il duo Ganz-Minesso, con la speranza che i due si sblocchino dopo un inizio un po' problematico e sottotono. Dopo una settimana di lavoro senza partite ravvicinate, ci si attende una crescita anche sul piano dei meccanismi e dell'amalgama. Ma è soprattutto sul piano della continuità nei novanta minuti che Bonatti si aspetta dei progressi importanti. Del resto, se si va troppo a corrente alternata durante un match o non si riescono a gestire bene i vari momenti della gara, è davvero difficile uscire vincitori da certi campi di serie C - Non ci sarà sempre l'Umana Venezia davanti per la Pallacanestro Trieste. In questo precampionato due volte i biancorossi ci hanno rimesso ed è dal secondo stop, quello di ieri sera al PalaCarnaro di Jesolo, che arrivano i responsi più attendibili visto che domenica prossima sarà già campionato.Contro una tra le formazioni più solide della A, a parte le due divine che fanno campionato a parte (Milano e Virtus, chi altri?), Trieste combatte alla pari per il primo quarto, rimane in linea di galleggiamento nel parziale successivo, perde il filo al rientro dagli spogliatoi subendo il break che di fatto chiude la questione delegando agli ultimi dieci minuti inutile accademia. In attacco Trieste punge troppo poco da tre punti, un po' una costante estiva, in difesa alterna momenti di buona pressione a fasi di abulia. Va anche detto che non tutte le prossime avversarie avranno talento e fisicità come gli uomini di De Raffaele.Il più atteso tra i biancorossi era inevitabilmente Skylar Spencer. Il centro ha confermato di essere in una buona condizione atletica e sembra garantire un upgrade rispetto al giunco Fayne: sotto canestro sa lavorare e farsi rispettare. Bartley esce nel terzo quarto dopo aver ricevuto un colpo alla testa, da vedere se oggi sarà recuperabile.Trieste parte lasciando in panchina Gaines e Spencer, i veneti senza Parks e Bramos escludono dallo starting gli azzurri Spissu e Tessitori. La prima azione fa ben sperare obbligando Venezia a spendere i 24 secondi senza attaccare il canestro. Segnali di fumo. L'arrosto lo impiatta l'Umana con un 8-0. Il più svelto a reagire è Davis, dimezzando lo scarto. Al 6' debutto biancorosso di Spencer, dentro per Vildera, subito dopo tocca a Gaines. In otto minuti Trieste ha segnato 6 punti, tutti con Davis. Spezza la monotonia Pacher con un gioco da quattro punti con tripla e libero aggiuntivo. Legovich prova anche un quintetto anomalo e difensivo con Spencer e Vildera insieme e Deangeli in ala piccola. Primo quarto sul 12-18 con un robusto ricorso al turnover da entrambe le parti.Dai cambi viene risparmiato Spencer per un corso accelerato di inserimento nei giochi biancorossi, il nuovo centro può quindi concedersi anche il primo schiaccione prima di riaccomodarsi in panchina. Venezia per la prima volta con un vantaggio in doppia cifra, Deangeli rintuzza piazzando una tripla che non è la specialità della casa. Nelle file triestine per dare profondità al reparto lunghi a causa dell'assenza di Lever e dell'apprendistato di Spencer arrivato da 4 giorni c'è ancora il generoso gregariato di Marcius. Il primo vero allungo lagunare è di quelli che lasciano il segno: dal +5 al +13 (32-45) con cui si va al riposo lungo. Ventisette punti subiti in un quarto. Per Bartley fino a questo momento tre punti con 0/7 dal campo, da tre 14,3% di squadra, c'è da lavorare.L'Umana fa sapere che vuol essere sul pezzo dalla prima giornata di campionato: in difesa non molla un centimetro e in attacco trova in Willis il castigamatti. L'ex brindisino con due triple scaraventa Trieste a 21 punti di distanza (36-57) spoilerando gli accoppiamenti per finale e finalina del Memorial Silvestrin. I biancorossi sfiduciati continuano a non metterla dai 6,75. Brividi per Bartley che fermato fallosamente si accascia sul parquet, esce tenendosi la borsa del ghiaccio sulla testa. Si vede Gaines che con due fiammate riporta il divario in termini più accettabili ma è ancora poco per riaprire davvero il match. L'ultimo quarto aggiunge poco o niente. Oggi Trieste riaffronterà Treviso, già battuta a Caorle, nella finalina per il terzo posto alle 19.
  3. VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2022 - Prove generali per la Pallacanestro Trieste, in campo questa sera sul parquet del Pala Cornaro di Jesolo contro l'Umana Venezia. Lo scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo": ultimo torneo del precampionato per una squadra che si presenta al derby contro la Reyer con la novità Spencer, il centro titolare arrivato all'inizio della settimana e subito sul parquet nonostante i due soli giorni di allenamento alle spalle. «Il torneo Basketball "in" Jesolo dedicato a Luca Silvestrin sarà per noi l'ultima occasione sia per verificare a che punto siamo arrivati nel nostro percorso di crescita e avere delle risposte in questo senso, sia per confrontarci con squadre del nostro campionato - l'analisi del tecnico biancorosso Marco Legovich - Il primo confronto con Venezia ci porrà davanti a una squadra di alta fascia che sarà protagonista in LBA per di più al completo dopo i rientri dei nazionali impegnati all'europeo. Sarà un test importante dal punto di vista tecnico e di impatto fisico, molto utile per entrare nel clima della stagione».Squadra che ha lavorato, negli ultimi giorni, per inserire Skylar Spencer e trovare una fisionomia definitiva in vista del campionato. «Quella che va chiudendosi è un'altra settimana di lavoro positiva - conferma Legovich - in cui abbiamo inserito Skylar. Nei due allenamenti svolti assieme alla squadra squadra si è mostrato molto ricettivo, disponibile, attento e motivato a far sì che il suo processo di inserimento sia il più veloce disponibile. Si tratta di un giocatore che in queste prime sessioni di lavoro sta dimostrando quello che ci aspettavamo: si è presentato in ottime condizioni di forma, e sta confermando sul lato tecnico quello che avevamo visto: una grande presenza in area, protezione del pitturato, attento difensivamente, capace di finalizzare le occasioni che gli forniscono gli esterni».Mancherà invece Alessandro Lever che qualche giorno fa, a Reggio Emilia, si è sottoposto all'intervento chirurgico servito per stabilizzare il legamento crociato del ginocchio sinistro e nei prossimi giorni comincerà il programma di recupero per tornare in campo al termine delle otto settimane previste.«Chiudo la presentazione dell'impegno jesolano con un pensiero per Alessandro - sottolinea il tecnico triestino - dicendo che ci dispiace molto non averlo con noi sin dall'inizio, volevamo essere al completo. Per lui lo staff medico e fisioterapico hanno già stilato un percorso di recupero minuzioso per rientrare nei tempi corretti».Al Pala Cornaro stasera semifinali al via dalle 19 con la sfida tra Ge.Vi Napoli e Nutribullet Treviso (sconfitta da Trieste a Caorle sabato scorso), a seguire in campo appunto la Pallacanestro Trieste e Venezia.Domani le finali, i biglietti sono acquistabili sul circuito Vivaticket con ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni. - La Triestina sta ultimando la preparazione in vista della trasferta di domani a Trento: come scrive Antonello Rodio, allo stadio Briamasco si inizierà alle 14.30 e l'obiettivo della squadra alabardata, ovviamente, è quello di riuscire a cogliere finalmente la prima vittoria. Bonatti dovrà fare ancora a meno di Lombardi, che a Novara era uscito per uno stiramento: servirà ancora qualche giorno per gli esami di verifica sulla situazione, ma l'esterno dovrebbe averne ancora per qualche settimana. Potrebbe essere recuperato invece Sarzi, che aveva saltato la partita con la Pro Vercelli per un affaticamento muscolare: già da qualche giorno il terzino sinistro lavora con il gruppo e pertanto è probabile che sarà convocato per la partita di domani a Trento. Ancora assente invece il portiere Mastrantonio, impegnato in Polonia con la nazionale under 19 nella prima fase di qualificazione degli europei di categoria (domani ci sarà il match con la Bosnia Erzegovina). Per il resto saranno tutti a disposizione del tecnico alabardato, che avrà la possibilità di ampia scelta in una rosa ben fornita. Tra l'altro, avendo avuto finalmente una settimana completa per poter allenarsi dopo il tour de force di tre partite ravvicinate, è auspicabile che i meccanismi siano ancora più oliati e che il percorso di crescita della squadra abbia avuto uno step significativo. Dall'altra parte ci sarà un Trento che ha gli stessi punti della Triestina, ma con un cammino molto diverso frutto di ben tre sconfitte e una vittoria, quella sonante rifilata proprio alla Pro Vercelli per 4-1. Insomma una formazione, quella del tecnico Lorenzo D'Anna, ancora alterna e imprevedibile, che dovrà fra l'altro scontare un'assenza pesante, quella del centrocampista Filippo Damian, che è squalificato. Ma nella formazione trentina non mancano i giocatori di valore, a partire dall'attaccante Riccardo Boccalon, che a proposito della partita di domani ha sottolineato la forza della squadra alabardata, ma ha anche ribadito che il loro obiettivo è la vittoria: «La Triestina? Sfidiamo una corazzata del girone - ha detto Boccalon - visto quanto ha speso e operato in estate, ma noi guardiamo in casa nostra e abbiamo voglia di rivalsa e di prenderci i tre punti per dare una gioia ai tifosi: sta a noi accendere questa miccia e creare più entusiasmo con una vittoria». La sfida sarà diretta dall'arbitro Matteo Centi di Terni (assistenti Giorgi e Voytyuk, quarto ufficiale Albano di Venezia). Con Centi la Triestina ha un solo precedente, il successo sul Ravenna per 2-1 dell'ottobre 2020
  4. GIOVEDÌ 22 SETTEMBRE 2022 - Operato martedì a Reggio Emilia dall'equipe del professor Rocchi, Alessandro Lever ha cominciato il lento percorso che, nel giro di circa due mesi, dovrebbe consentirgli di tornare sul parquet. Lo scrive oggi Lorenzo Gatto: l'intervento chirurgico al ginocchio sinistro, servito a stabilizzare la lesione del legamento collaterale mediale, ha avuto successo non riscontrando problematiche tali da allungare i tempi di ripresa. Lever osserverà un iniziale periodo di riposo quindi sarà preso in carico dallo staff medico, dai fisioterapisti e dal preparatore atletico della Pallacanestro Trieste che lavorerà per accorciare il più possibile i tempi di recupero. Calendario alla mano il lungo bolzanino salterà le prime sei giornate del girone di andata quindi, dopo la settimana di pausa prevista a metà novembre, potrebbe trovarsi in rampa di lancio per rientrare. Possibile già nella trasferta del 20 novembre al Mediolanum Forum contro l'Armani, più probabile nel match in programma all'Allianz Dome il 27 novembre contro la Germani Brescia. Nel frattempo occhi puntati su Skylar Spencer, il centro arrivato lunedì a Trieste che ieri, davanti ai tifosi che hanno potuto assistere all'allenamento, ha lavorato con i suoi nuovi compagni. Due giorni di allenamento e sarà già partita visto che la formazione di Marco Legovich sarà impegnata nel Basketball "in" Jesolo, il torneo organizzato da Massimo Piubello che vedrà in campo anche Reyer Venezia, Ge.Vi Napoli e Nutribullet Treviso. Gare in programma domani a partire dalle 19, prima semifinale tra Ge.Vi Napoli e Nutribullet Treviso, a seguire il derby tra Trieste e Venezia. Sabato le finali, i biglietti sono acquistabili sul circuito Vivaticket con ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni. Al torneo Basketball "in" Jesolo seguirà la presentazione della Pallacanestro Trieste che si terrà venerdì 30 settembre proprio alla vigilia dell'inizio della nuova stagione. Una serata di festa nella quale, oltre alla prima squadra, sfileranno i ragazzi del settore giovanile e la formazione di Futurosa che parteciperà al prossimo campionato di serie A2 femminile. Prevista un'asta di beneficenza con in palio le maglie ufficiali della stagione 2021/2022 il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore dell'associazione #iotifosveva e una lotteria con premi a estrazione tra cui abbonamenti per la stagione 2022/2023 e abbigliamento e merchandising della Pallacanestro Trieste. - Se dopo otto stagioni vissute tra serie B e A, ha accettato di scendere di categoria pur di approdare alla Triestina, Luca Paganini nel progetto alabardato ci crede davvero. Come scrive Antonello Rodio, anche se il 29enne esterno dell'Unione ammette che l'occasione di arrivare a Trieste è capitata per lui nel momento giusto. «Quest'estate ero ancora senza squadra - racconta Paganini - ho sentito vari compagni di squadra fra cui Gori, e mi hanno parlato benissimo del progetto e della società, un ambiente che ovviamente per blasone conoscevo già. Così non ci ho pensato due volte a fare una scelta che si sta rivelando giusta e di cui sono soddisfatto, perché qui ci sono le carte in regola per fare grandi cose». E così dopo otto anni Paganini ha ritrovato il clima rovente della serie C : «Da allora qualcosa è cambiato, di certo bisogna affrontarla sempre nella maniera giusta, con positività ed entusiasmo. Del resto in qualsiasi categoria, se non ci stai con la testa e rallenti un po', fai fatica. Per questo motivo ogni avventura va affrontata con la giusta determinazione». Paganini ha pochi dubbi anche sulla bontà del modulo: ha giocato in altri sistemi, ma quello attuale è il suo preferito: «In carriera ho fatto più moduli e diversi ruoli. Da esterno ho fatto tutta la fascia da difensore ad attaccante, nel 4-3-3 ho fatto la mezzala, comunque il 4-4-2 è il modulo con cui sono cresciuto ai tempi del Frosinone e mi sono trovato bene. Poi ogni allenatore ha qualche idea diversa dagli altri, ma bene o male le basi sono le stesse ed è un modulo che mi ispira molto». Anche per il 29enne romano, la Triestina crescerà col tempo: «L'inizio complicato me l'aspettavo, le prime partite devi capire ancora un po' di cose. Ma non sono preoccupato, ogni giorno vedo la sintonia che si sta creando nel gruppo. Si sta arrivando a un buon livello, adesso siamo più coesi e con le idee più chiare. La continuità nei 90 minuti? Noi cerchiamo di mantenere sempre l'attenzione alta, l'approccio mentale è lo stesso per ogni partita, poi a seconda dell'avversaria hai dei piccoli cambiamenti. Il fatto è che la nostra voglia deve essere sempre superiore a quella degli avversari». L'occasionissima fallita con la Pro Vercelli non gli va ancora giù: «Quel traversone è stato sporcato un po', io ero andato troppo a colpo sicuro, ma c'è stata una piccola deviazione che mi ha spostato la palla. Peccato, ma ne verranno altre. Alla fine quando non si vince c'è sempre amarezza, resta un bruciore dentro fastidioso, ma in spogliatoio ci parliamo e ci diciamo di tenere sempre la testa alta e guardare avanti: possiamo affrontare qualsiasi problema se lo facciamo insieme». E adesso la trasferta di Trento, dove tutti si aspettano la prima vittoria: «Per noi è una partita fondamentale, andremo ad affrontarla con lo spirito giusto. Sentiamo l'aspettativa che c'è fra i tifosi per questa stagione, è un fattore che ci dà forza per tirare fuori il meglio di noi. Vorremmo avere qualche punto in più, ma dobbiamo avere testa libera e positività su questo fronte, e non farci prendere dall'ansia».
  5. MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2022 - Se risultati e prestazioni ancora stentano a decollare, c'è almeno un settore nel quale la Triestina può dormire sonni tranquilli, ed è quello dei portieri. Anzi, se il problema c'è, è un problema molto dolce, visto che da quanto si è potuto vedere in queste prime quattro giornate, scegliere fra Davide Mastrantonio e Matteo Pisseri potrà essere complicato, ma lo si potrà fare con la sicurezza di scegliere bene in entrambi i casi. Come scrive Antonello Rodio oggi su "Il Piccolo", finora i due portieri si sono alternati nelle quattro partite giocate dall'Unione. Mastrantonio, che essendo un 2004 ha appena 18 anni, è arrivato in prestito dalla Roma con l'etichetta di baby gioiello da crescere, che dopo aver entusiasmato nelle categorie giovanili e nelle nazionali di categoria, è chiamato a farsi le ossa anche nei professionisti. Pisseri, classe 1994, è un portiere molto più esperto, che ha già dimostrato una notevole affidabilità visto che vanta tante stagioni in serie C sempre da protagonista e lo scorso anno ha totalizzato 37 presenze anche in quella serie B che si era guadagnato l'anno precedente con la maglia dell'Alessandria. Ebbene alla prova dei fatti, entrambi stanno rispondendo alla grande. Mastrantonio, che ha potuto disputare anche tutto il precampionato, si era già messo in mostra nelle amichevoli ma ha subito confermato di non avere timori al debutto in serie C già nella prima giornata con il Pordenone, e anche a Novara ha salvato la porta alabardata più volte prima di capitolare ai padroni di casa. Caso mai la sola perplessità è in un gioco con i piedi ancora da registrare, fattore comunque importante per una squadra che vuole giocare costruendo dal basso. Pisseri è arrivato più tardi, a fine agosto, in pratica alla vigilia del via del campionato, ma non ci ha messo molto ad ambientarsi. Messo un po' a sorpresa fra i pali ad Arzignano, a parte una leggera incertezza sul corner del gol, poi ha risposto alla grande sfoderando interventi decisivi. Sabato scorso con la Pro Vercelli poi si è davvero superato: con altrettanti interventi prodigiosi ha negato per quattro volte la rete all'attaccante dei piemontesi Arrighini, con il quale ha instaurato un vero duello personale. E che sia a Trieste per guadagnarsi i galloni di titolare, lo ha detto chiaramente a fine partita. E allora come scegliere? Bonatti ha affermato che probabilmente alternerà i due, volendo tenere entrambi sulle spine e scegliendo anche in base al lavoro settimanale. Una mano in questo senso gliela danno anche le convocazioni in nazionale di Mastrantonio, che saranno frequenti: infatti dopo aver saltato la partita con la Pro Vercelli, il diciottenne di scuola giallorossa non potrà esserci nemmeno a Trento. Con queste premesse, è probabile che vedremo i due dividersi la porta alabardata. La cosa certa è che una coppia di portieri così forte, forse la Triestina non l'ha mai avuta, ma anche in tutta la serie C è difficile trovare un duo così competitivo. E visto che la concorrenza, se vissuta in modo sano, alza il livello, la certezza è che quest'anno l'Unione potrà avere qualche punto in più proprio grazie alle due saracinesche alabardate. - A 50 giorni dall'inizio della preparazione, l'arrivo di Skylar Spencer completa il mosaico biancorosso. Centro nuovo, vita nuova per la Pallacanestro Trieste che adesso dovrà stringere i tempi per arrivare pronta, o per lo meno il più pronta possibile, all'esordio del 2 ottobre contro la Carpegna Pesaro. Compito arduo per coach Legovich e il suo staff che nel corso di queste settimane di lavoro hanno dovuto fare i conti con numerosi contrattempi. L'arrivo ritardato di Davis, il cambio del pivot con la rinuncia a Fayne, l'infortunio di Lever e ora la necessità di inserire a tempo di record Spencer hanno complicato i piani di una squadra che avrà a disposizione pochi giorni per trovare la quadra.Oggi pomeriggio, dalle 18, allenamento a porte aperte per consentire ai tifosi di vedere la squadra al completo: due giorni di lavoro intenso che porterà i biancorossi verso Basketball "in" Jesolo, il torneo dedicato a Luca Silvestrin, il cestista scomparso nel 2021 e organizzato da Massimo Piubello che vedrà in campo anche Reyer Venezia, Nutribullet Treviso e Ge.Vi Napoli. Al Pala Cornaro semifinali in programma venerdì: alle 19 Napoli contro Treviso, a seguire Trieste-Umana Venezia. Sabato le finali, biglietti sul circuito Vivaticket con ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni.Fervono i preparativi, intanto, per la presentazione della Pallacanestro Trieste che si terrà venerdì 30 settembre proprio alla vigilia dell'inizio della nuova stagione. Una serata di festa con la Curva Nord nella quale, oltre alla prima squadra, sfileranno il settore giovanile e il Futurosa che parteciperà alla A2 femminile. Prevista un'asta di beneficenza con in palio le maglie ufficiali della stagione 2021/22 il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore dell'associazione #iotifosveva e una lotteria con premi a estrazione tra cui abbonamenti per la stagione 2022/23 e abbigliamento e merchandising della Pallacanestro Trieste
  6. MARTEDÌ 20 SETTEMBRE 2022 - Comincia l'avventura triestina di Skylar Spencer. Il nuovo centro della Pallacanestro Trieste è sbarcato ieri all'aeroporto con la moglie e la figlia, con una prima breve visita della città, oltre smaltire il jetlag del volo transoceanico.Stamani Spencer si sottoporrà alle visite mediche e successivamente potrà prendere parte al primo allenamento in maglia biancorossa. Intanto ieri sui canali social della PallTrieste ha rivolto un breve saluto ai suoi tifosi. «Ciao sono appena atterrato con la mia famiglia. Siamo felicissimi di essere qui. Non vedo l'ora di mettermi al lavoro e giocare davanti ai nostri tifosi e vivere insieme una bella stagione».La prima partita di Spencer sarà venerdì nella giornata inaugurale del torneo di Jesolo, alle 21 contro la Reyer Venezia. In settimana naturalmente allenamenti a ritmo sostenuto per cercare di inserire il centro nei giochi biancorossi. Il tempo non è un alleato comodo visto che il campionato inizierà il 2 ottobre e ci sono meno di due settimane per far entrare Spencer nello spirito della squadra di Marco Legovich. La meteora Fayne ha occupato settimane preziose, raramente il roster è stato completato a ridosso del via ma solo dieci giorni fa si sono create le condizioni per poter mettere sotto contratto Spencer che in precedenza, con un altro procuratore, aveva lasciato cadere la prima offerta da parte biancorossa.Da completare addirittura invece il roster di Pesaro, prima avversaria di Trieste in campionato, che deve ufficializzare il quinto straniero. Intanto ha messo sotto contratto il cavallo di ritorno Totè. - L'attestazione di fiducia sul lavoro di Bonatti e del suo gruppo non era richiesta alla società ma è stata opportuna. Come scrive oggi Ciro Esposito, il presidente Giacomini ha ribadito senza alcun indugio come la scelta dell'allenatore e dei giocatori è collocata in un progetto pluriennale. Si sapeva che il tecnico era alla prima esperienza tra i pro, così come era chiaro che l'allestimento della squadra è stato veloce ma pur sempre con un ritardo dovuto all'acquisizione a fine giugno della società dalla famiglia Biasin. Sono dati di fatto e non alibi. Tre pareggi in quattro gare sono un bottino striminzito ma quello che manca veramente è la vittoria. La piazza critica e va rispettata anche dalla società: perché la piazza è uno dei valori principali della Triestina. Ed è anche per questo motivo che i nuovi proprietari hanno concentrato su Trieste e non altrove le loro attenzioni e i loro investimenti. Tutti sapevano che l'avvio sarebbe stato non privo di incognite e il periodo di adattamento del tecnico alla categoria e del suo gruppo era una delle scommesse. Una scommessa che è ancora aperta. I risultati acquisiti finora sono indubbiamente modesti anche se contano relativamente in questa fase iniziale. Più che altro la Triestina non ha trovato quel guizzo che di norma cancella almeno per un po' i tanti dubbi.Sul campo si è vista una squadra motivata ma ancora incapace di esprimere continuità nella fase offensiva e troppo spesso bucata in quella difensiva. I singoli protagonisti hanno invece dimostrato buone qualità tecniche e anche una discreta condizione atletica. Un tanto a conferma che gli uomini a disposizione ci sono e tocca a Bonatti trovare la quadratura.A soffrire di più in questa situazione sono come sempre gli attaccanti. Non è un caso che i gol realizzati siano maturati su calci piazzati e da un'invenzione dalla distanza di Felici ad Arzignano. Insomma finora la Triestina non ha saputo bucare la porta avversaria su azione manovrata e nemmeno ha costruito nell'arco di un match più di una-due palle-gol. Davvero troppo poco nonostante in serie C i destini delle partite siano spesso determinati dagli episodi.Ad ogni modo a Minesso e Ganz (o Petrelli o Adorante) non arrivano palloni puliti davanti. Anzi per loro volontà o perché costretti dall' assetto si muovono spesso a ritroso per recuperare palloni o pressare gli avversari con grande dispendio d'energia. Entrambi dovrebbero giocare in fase di possesso almeno una quindicina di metri più avanti e in particolare Ganz sfrutterebbe al massimo le sue potenzialità muovendosi nei pressi o all'interno dell'area di rigore. Il dilemma è: questa Triestina vuole attaccare verticalizzando (Minesso troverebbe la sua miglior dimensione) o crossando in area? Non è irrilevante anche la scarsa quantità di cross che invece un sistema con due esterni e con le sovrapposizioni dei terzini dovrebbe garantire. Insomma le questioni irrisolte sono molte e il lavoro da fare è parecchio. Un lavoro che nelle prossime settimane dovrebbe tradursi in una maggiore fluidità sul campo. Ci sono tre occasioni da non sprecare. A Trento sarà un crash test perchè la formazione di casa, votata alla manovra più che al contenimento, specie al Briamasco sa farsi valere. Seguirà la partita con la Virtus Verona che è avversario con il quale l'obiettivo raggiungibile è la prima vittoria al Rocco. Seguirà la trasferta di Sesto San Giovanni contro una squadra modesta dove servirà il mestiere e la classica partita sporca. Al termine di questo ciclo si capirà di che pasta è fatta l'Unione e quale ruolo potrà recitare in questo campionato, nonostante l'handicap iniziale
  7. LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2022 - Saranno derby di precampionato ma vincerli fa comunque bene al morale e all'entusiasmo della tifoseria. Lo scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo": dopo aver battuto Udine nella semifinale del Memorial Pajetta qualche settimana fa, la Pallacanestro Trieste a Caorle ha vinto l'altra sfida tradizionalmente più sentita dal popolo biancorosso, quella con Treviso.Il confronto con la Nutribullet ha consegnato più di qualche indicazione a coach Marco Legovich verso l'inizio del campionato, il 2 ottobre all'Allianz Dome contro Pesaro. Indicazioni che adesso verranno arricchite con l'arrivo di Skylar Spencer, il centro che prende il posto della meteora Fayne.Oggi l'arrivo del nuovo 5, domani le visite mediche e poi il lavoro in palestra con i nuovi compagni di squadra. Per vederlo in azione non bisognerà attendere troppo. Venerdì esordirà a Jesolo nel quadrangolare che vedrà i biancorossi affrontare in semifinale la Reyer Venezia.E proprio da quello che Spencer potrà dare a Trieste partiamo per un'analisi con il tecnico.«Servirà un po' di pazienza. Abbiamo notizie incoraggianti sulla sua condizione fisica, abbiamo parlato del lavoro da svolgere e negli States ha curato la forma ma dovrà inserirsi in un contesto nuovo. Proviene da stagioni convincenti, sia in Belgio, un torneo dal livello tecnico inferiore al nostro ma non da sottovalutare, che nella Vtb League con Astana. Era il miglior rimbalzista offensivo in una lega dove le squadre avversarie si chiamavano, tra le altre, Cska Mosca o Kazan. Una stoppata e mezza a sera di fronte a lunghi di stazza e valore. Ci aiuterà a proteggere l'area e a rimbalzo. Non possiamo considerarlo un fattore in attacco ma dall'altra parte del campo credo che si possa far sentire in modo importante».IL PUNTO POST CAORLE «Sono soddisfatto della nostra prestazione contro Treviso. Non minimizzo gli errori che ci sono stati in alcune fasi della gara e dobbiamo migliorare la gestione del ritmo. Mi è piaciuta la capacità di rimanere aggrappati alla partita anche quando ci siamo trovati sotto di 14 punti, abbiamo reagito, salendo di tono in difesa. Abbiamo trovato anche il tiro da tre dopo un primo tempo senza aver segnato una tripla. A memoria, i tiri che ci siamo presi da tre nel secondo tempo erano tutti buone conclusioni, con una sola forzatura. Mi è piaciuto anche che ci siano stati vari protagonisti in diversi momenti del match. Bartley, Vildera, Davis che non è stato incisivo in attacco ma ha lavorato in difesa e ha servito otto assist, Gaines nel finale in volata».BARTLEY «Ha una fisicità importante e in difesa la fa pesare, lo ha dimostrato anche a Caorle contro Banks. Deve acquisire continuità per affermarsi ma ha tutto per riuscirci».GAINES «Frank è quello che si è visto contro Treviso. Vero, non aveva impressionato per buona parte dell'incontro ma alla fine le due triple che hanno svoltato il match le ha messe lui. Fa parte della sua mentalità, noi lo abbiamo verificato già in allenamento: nelle partitelle in famiglia può succedere che sembri apparentemente fuori dal contesto ma quando c'è da chiudere la sfida eccolo, puntuale e inesorabile».VILDERA «Molto positivo. Sta dando risposte importanti e ci sta permettendo di poter affrontare l'inserimento di Spencer con una certa serenità. Giovanni assicura difesa, intensità, ha il senso dei propri limiti e non commetterà mai forzature in attacco, sta dimostrando di essere sicuramente adeguato al contesto di una squadra di Serie A».LA SOSTITUZIONE DI LEVER «La mancanza di Alessandro comporta un adeguamento del nostro assetto, con Deangeli impiegato prevalentemente da ala forte accorciando la rotazione degli esterni a cinque giocatori. A Caorle avevamo due soli lunghi di ruolo, oltre a Marcius che però non sarà con noi in campionato. L'innesto di Spencer permetterà più soluzioni. L'eventuale impiego di Vildera anche da 4? In allenamento lo abbiamo provato, valuteremo questa possibilità ma la priorità sarà inserire il nuovo centro».IL FUTURO «Dobbiamo ricordarci che nel corso di queste settimane i giocatori sono arrivati in momenti diversi e l'ultimo di loro sta per arrivare. Ovviamente non possiamo fermarci per aspettarlo e l'obiettivo sarà cercare di portare il prima possibile la squadra a un allineamento nella condizione fisica. Sul piano tecnico dobbiamo cercare di acquisire più continuità e attenzione,a quel punto avremo la possibilità di fare un altro passetto avanti» - Non è un bel vedere la classifica con l'Unione in zona play-out. Fa male osservare una squadra con fior di giocatori tecnicamente bloccata davanti al suo pubblico. Eppure, come scrive oggi Ciro Esposito, sono passate solo quattro giornate e la Triestina ha perso una sola volta. È proprio il pubblico a soffrire di più non potendo gioire per il gioco e la vittoria della sua squadra. Allo stadio sabato il tifo ha sostenuto la Triestina che lo ha ripagato con una prova di carattere. Ma è inutile nascondere che il malumore serpeggia tra i tifosi. Così va il calcio. Il tecnico Bonatti, alla sua prima esperienza in C, è sotto osservazione. Anche se quasi sempre, almeno a Trieste, i cambi in corsa sono stati inutili o spesso dannosi. Il passato dunque consiglia prudenza anche perché il percorso in questa stagione è appena cominciato.Presidente Giacomini, la società in questi mesi ha protetto squadra e tecnico da ogni possibile turbolenza esterna, e adesso?«Bonatti ha il pieno sostegno della società. Ci confrontiamo ogni giorno e sappiamo il grande lavoro che sta facendo. I giocatori sono validi, il tecnico è preparato anche se alla prima esperienza in C. Lui ci mette anima, corpo e testa e il gruppo è compatto. Paghiamo solo un ritardo di conoscenza di una squadra rinnovata totalmente. Ora il calendario consente di lavorare per alcune settimane in modo lineare e sono certo che l'amalgama potrà crescere. Anche noi aspettiamo la prima vittoria e arriverà».Piena fiducia allo staff dunque in linea con il progetto di medio termine impostato dalla società con il direttore generale. Però la squadra non esprime le proprie potenzialità.«La mia linea nella gestione della Triestina è quella che applico alle nostre altre aziende. Faccio le scelte con razionalità senza lasciarmi trascinare da derive dettate dall'emotività. Bonatti è stato scelto da me personalmente assieme al direttore generale Romairone. E anche il fatto di cambiare tutta la rosa è stata una nostra scelta, sapendo quanto avrebbe potuto incidere sui primi mesi di lavoro. Molti dei giocatori scesi in campo finora non hanno potuto disputare nemmeno un amichevole estiva. Noi lavoriamo in prospettiva, il tecnico e la squadra possono lavorare in assoluta serenità». Quale messaggio lancia ai tifosi?«Intanto non posso non sottolineare come sabato siano stati stupendi. Hanno visto che questo gruppo ha carattere e hanno sostenuto la squadra fino in fondo. Mancano i cambi di ritmo, la sicurezza e la fiducia che deriva dalla conoscenza reciproca e anche dai risultati. Sono sicuro che le vittorie arriveranno e tra 3-4 gare vedremo una Triestina più convincente. Chiedo ai tifosi di avere ancora un po' di pazienza».L'obiettivo dichiarato non è quello di vincere il campionato ma di essere competitivi e fastidiosi. L'avvio tuttavia non è stato convincente sul piano dello sviluppo del gioco. Lei cosa si aspetta?«Il calcio è veloce, tutto cambia in fretta. La rosa ha qualità e l'Unione deve solo sbloccarsi mentalmente». Avete investito molto sulla rosa. A quanto ammonta il budget?«Per quanto riguarda la prima squadra il budget è il 20% più alto di quello dell'ultima stagione. Poi stiamo investendo anche sulla Primavera e sul settore giovanile perché riteniamo sia un asset decisivo per la crescita di un'impresa calcistica»
  8. DOMENICA 18 SETTEMBRE 2022 - Una questione di gestione dei ritmi non ancora soddisfacente, che porta a perdere in equilibrio e solidità: dopo l'1-1 al Rocco di ieri è questo in sintesi il problema attuale della Triestina secondo il tecnico alabardato Bonatti, l'aspetto che spiega le tante occasioni concesse alla Pro Vercelli, a fronte di una costruzione offensiva dell'Unione più cospicua delle prime partite. «È stata una partita aperta - spiega Bonatti - con tante occasioni create ma anche concesse. Abbiamo espresso in fase di possesso un gioco più dinamico e lineare, non a ritmi elevati come dovremmo, quantomeno non nella corretta alternanza di ritmo. Quando cresce il ritmo siamo pericolosi, prendiamo campo e fiducia: sotto questo aspetto abbiamo espresso qualcosa in più rispetto alle due trasferte, anche grazie al Rocco che lo consente, però manca ancora qualcosa per concretizzare. Ma è chiaro che se tiri la coperta da una parte, perdi solidità, quella che avevamo mostrato nelle ultime due partite. Serve più equilibrio». Secondo il tecnico, non è una questione di modulo: «Cambiare sistema? Mi si potrebbe dire di mettersi a tre a centrocampo, ma io potrei rispondere che siamo già in quattro: il principio è che la palla va pressata, altrimenti concedi cambi gioco e sei costretto a rincorrere perché fuori posizione. La crescita deve essere di sistema: mantenere solidità e intensità, ma soprattutto gestire meglio i ritmi. I miglioramenti ci sono, ma a salti, dovremo essere bravi ad alimentare la crescita da una parte, ma senza perdere dall'altra». Di certo alla squadra non manca il carattere, visto il recupero finale: «Questa squadra ha voglia di dare soddisfazioni, forse talmente troppa che a volte tende a irrigidirsi, e questo spiega il finale di Novara. Ma si gioca sempre per vincere, anche dopo l'1-1 c'era la convinzione di cercare la vittoria. Sono convinto che quando cresceremo in condizione, fiducia e ritmo, saremo una versione migliore dell'attuale. Che non è da buttare, ma è una versione a cui manca ancora quella scintilla». Sul fatto che Ganz non abbia preso bene la sostituzione, Bonatti afferma: «Non l'ho visto, ero concentrato sulla partita perché le sostituzioni sono fasi sensibili, in cui c'è il rischio che si abbassi l'adrenalina. Ma se non l'ha presa bene, tanto meglio, non mi fa piacere se uno è contento di andare fuori. E poi si sa che un attaccante soffre la mancanza del gol, ma siamo tutti con lui». - Il miglior momento difensivo della partita e due triplone di Frank Gaines a ricordare che non si diventa capocannonieri della A per caso. Come scrive Roberto Degrassi su "Il Piccolo", così in volata la Pallacanestro Trieste rovescia a Caorle un confronto con la Nutribullet Treviso che l'ha vista a lungo all'inseguimento. Una dimostrazione di lucidità e personalità. Il cantiere di Marco Legovich rimane comunque aperto. La pressione difensiva, il gioco in velocità, l'intensità ieri si sono visti solamente a sprazzi, c'è la sensazione che debba ancora venir raggiunto un equilibrio. L'ormai imminante arrivo del big man, Skylar Spencer, accelererà il processo.Chi si aspettava che Treviso-Trieste fosse un sontuoso duello tra esimi crivellatori di retine come Banks e Gaines sarà rimasto deluso: il pistolero ha lasciato la cartucciera a Memphis concludendo il match con un inconsueto zero mentre l'ex canturino per tre quarti della partita, prima dei fuochi d'artificio negli ultimi cento secondi, non aveva inciso. Il tabellino, alla fine, propone altri nomi da protagonisti. Frank Bartley, ad esempio, nominato Mvp della gara. Non è probabilmente l'applicazione della disciplina tattica fatta giocatore ma ha coraggio, fantasia e intraprendenza.Il settore lunghi biancorosso è giocoforza dimezzato: Lever è a bordo campo in tuta e con le stampelle a sostenere i compagni di squadra accanto a Sheqiri mentre Spencer è in arrivo dagli States. C'è ancora Marcius ma dal 2 ottobre, dalla palla a due contro Pesaro, non ci sarà più. Legovich di conseguenza parte con Pacher e Vildera, con l'ex trevigiano centro. Vildera alla fine si rivelerà una delle presenze più efficaci. Tra gli esterni l'ex più importante del match, Banks (le altre vecchie conoscenze di Valmaura nel roster di Nicola sono Cooke e Simioni) esordisce preso in consegna da Bartley. Completano lo starting five triestino Davis e Campogrande, con Gaines in panchina. Alla Nutribullet mancano Sokolowski, Jantunen e Jurkatamm.Punteggio minimo (8-6 Treviso al 5') con Trieste che per metà quarto colpice solo da sotto, con Vildera a far bottino. Al 6' dentro Gaines per aumentare la pericolosità perimetrale. Ne approfitta...Bartley per i due canestri di fila del +4 biancorosso (10-14). Fuoco di paglia: l'8-0 trevigiano ribalta la situazione e il quarto si chiude 18-16 per i veneti, con Banks a secco.Trieste continua a faticare in attacco, senza identità nè mordente, anche con qualche ragazzo in campo Treviso continua a condurre i giochi, allungando sul 27-18 con la tripla di Iroegbu (14'). Campogrande monotematico spara a salve non provando nulla che vada oltre il tentativo da tre (0/7 alla fine), macina punti Vildera che non è l'uomo da cui te lo aspetteresti, dall'altra parte la concretezza di Sorokas è impressionante. 37-23 al 17'. Bartley si accende a sprazzi, ma quando lo fa si sente e riporta lo scarto in cifra singola. All'intervallo sul 37-29.La prima tripla dell'incontro di Trieste, con Bartley, apre il terzo quarto. Il bis concesso dal torello biancorosso - il più anarchico della truppa ma anche il più efficace - innesca la rimonta (43-39 al 25'). Altra frustata dai 6,75 con fallo subito in aggiunta e convertito a canestro. Dieci punti in neanche cinque minuti. La prima bomba a segno che non viene sganciata da Bartley arriva da Gaines a 100 secondi dallo scadere del quarto. Al 30' 56-50 con Bartley a quota 20.Il parziale conclusivo vede per cinque minuti la situazione cristallizzata, con la misera di 5 punti a testa e una sequela di errori e forzature. Vildera e Pacher lanciano un avvertimento ai trevigiani (61-59 a 4' dalla sirena). Il resto lo fa Gaines. A 105 secondi dalla fine porta Trieste a -1, nel possesso successivo di nuovo da tre firma il sorpasso. Difesona triestina che paralizza Iroebgu, in transizione Deangeli sbaglia da sotto ma si riscatta arpionando nel ribaltamento di fronte un rimbalzo che dà il la al contropiede e al docile sottomano di Davis che chiude i giochi.
  9. Banks ha giocato sì, spadellando fortissimamente 🙂 La nostra partita è la cartina tornasole di questo precampionato: primi due quarti poco brillanti, quando contava però nell'ultimo quarto siamo saliti di giri in difesa e con Bartley e Gaines l'abbiamo portata a casa. Molto bene Vildera ieri, con tutte le assenze che abbiamo sotto canestro ha saputo tenere benissimo in pitturato e con l'energia giusta. Male Campogrande invece, 0/7 da tre (e il tiro pesante ieri è stato una croce per Trieste, appena 6/24). Mi è piaciuto Davis che, pur con qualche difficoltà al tiro, ha messo 8 assist e mi è parso in buona forma. Tutto sommato una bella vittoria dopo una partita difficile e sempre a rincorrere: questa squadra ha carattere e soprattutto sembra non disunirsi nei momenti di difficoltà. Aspettando di essere al completo (ma anche di vedere l'impatto di Spencer), sicuramente più luci che ombre dopo Caorle
  10. SABATO 17 SETTEMBRE 2022 - I Governi fanno un primo bilancio dopo i fatidici 100 giorni. Dal 22 giugno i giorni trascorsi non sono nemmeno 90 ma, come scrive oggi Ciro Esposito su "Il Piccolo", il presidente della Triestina Simone Giacomini ha voluto tracciare alcune linee. Perché tante operazioni sono state fatte e tante altre sono in divenire. Acquistare e gestire una società di calcio è un'operazione adrenalinica ma che esce dagli schemi tradizionali del business, anche quelli di ultima generazione nei quali si cimenta Stardust. La Triestina rappresenta una città, è sempre sotto i riflettori, i tifosi hanno una relazione morbosa con la loro squadra. E poi ci sono i risultati che, quando non vengono, fanno emergere stati emotivi comprensibili e fastidiosi. «Nessuno mi ha costretto a entrare nel calcio ma l'ho voluto e fare il presidente è un ruolo nuovo che mi piace e lo sto affrontando con l'umiltà di chi deve imparare. Stiamo lavorando per un progetto importante negli anni e ribadisco che non c'è l'obbligo di vincere il campionato ma di essere ambiziosi. Io e tutto lo staff abbiamo la volontà di raggiungere traguardi alti per la società, la squadra e la città».GLI OBIETTIVI «Stiamo lavorando da due mesi a tappe forzate, il dg Romairone ha fatto un ottimo mercato con un budget definito fin dai primi giorni. Io continuo a non fare proclami. Perché i tanti cambiamenti richiedono di non avere fretta. Noi vogliamo parlare con i fatti e non con le dichiarazioni». La cesura con il passato è stata totale. «Abbiamo dovuto allestire da zero una filiera organizzativa sul modello delle altre nostre aziende. La parte sportiva è stata rifondata dal dg Romairone ma tanti dipendenti che lavoravano già nella Triestina sono stati confermati. La struttura è stata costruita a tempo di record e questo è motivo di grande soddisfazione. Ora dovremo occuparci di altri aspetti altrettanto importanti»LA SQUADRA Finora sul piano della comunicazione territorio e tifosi hanno avvertito un distacco nelle relazioni con la squadra. «È stata una scelta - continua il presidente - per proteggere un gruppo totalmente nuovo guidato da mister Bonatti. Abbiamo deciso di dare a tecnico, giocatori e staff l'opportunità di concentrarsi sul lavoro con la massima tranquillità. Possiamo considerare ultimata anche questa fase. Ci sarà naturalmente modo per avere una maggiore apertura, nel frattempo invito a seguire i nostri social dove i contenuti sull'attività ci sono».I TIFOSI Dopo una luna di miele iniziale in parte della tifoseria comincia ad affiorare il classico scetticismo. «L'aver raggiunto i 4 mila abbonati è un risultato che dimostra come questa città sia reattiva e meriti altri palcoscenici calcistici. Ringrazio tutti i tifosi per la loro adesione. Capisco le delusioni del passato ma io guardo solo al presente e al futuro. Si va avanti solo se spinti da un atteggiamento positivo». Eppure è bastato mettere un marchio diverso da quello storico sulla maglia utilizzata per la festa per scatenare una reazione. I tifosi, che sono padroni del marchio, hanno le loro ragioni così come è legittimo per la società avere la proprietà del brand che intende valorizzare. Ma anche su questa questione ci vorrà del tempo e pazienza. «Come avete visto sulle magliette è rimasto il marchio storico. Non voglio forzature anche perché forse dobbiamo conoscerci un po' meglio. Vorrei discuterne e trovare un accordo ma sia chiaro che io voglio acquistare il marchio che deve essere della Triestina».LE INIZIATIVE L'Unione è orfana di un'intera generazione (tra i 20 e i 30 anni) di tifosi. «Confermo che faremo delle iniziative nelle scuole per avvicinare i giovani alla Triestina. In questi mesi abbiamo già potenziato la comunicazione sui social e lo faremo ancora di più nei prossimi mesi. Abbiamo in programma di allestire degli spettacoli al Rocco dedicati ai più piccoli e anche un servizio di baby-sitting per i genitori che vogliano seguire le partite. Insomma vogliamo avvicinarci il più possibile alla comunità». E c'è anche il progetto mai nascosto di valorizzare lo stadio e forse anche il Palazzetto.«Abbiamo già preso accordi con diverse persone influenti nell'ambito dello spettacolo, soprattutto musicale. Ora stiamo lavorando per calendarizzare appuntamenti non solo all'interno dello stadio, ma anche nella città di Trieste». LA CITTÀ Ma come sta rispondendo alle sollecitazioni una città che di solito brilla per la sua pigrizia? «Con le istituzioni le relazioni sono eccellenti e anche le imprese del territorio ci hanno accolto con grande disponibilità. La stessa trovata nelle società dilettantistiche con le quali stiamo trovando collaborazione». - Nel frattempo, la Triestina va a caccia della sua prima vittoria. Oggi allo stadio Rocco (inizio alle 14.30, arbitra Cherchi di Carbonia) arriva la Pro Vercelli e l'Unione è chiamata a dare uno scossone al suo percorso dopo un inizio un po' titubante, peraltro comprensibile vista la rosa interamente rinnovata. Ma le altre non stanno ad aspettare per cui la squadra di Bonatti deve dimostrare che la tanto annunciata crescita è giunta a un punto sufficiente per vincere. La Triestina ci è andata già molto vicino a Novara, dove ha dimostrato segni di miglioramento, ma non ancora quel piglio e quella resistenza necessari per portare a casa i tre punti. In ogni caso, se tutti nel clan alabardato, dallo staff tecnico ai giocatori, ribadiscono che la squadra è forte e che è solo questione di tempo, oggi che siamo alla 4ª giornata, contro la Pro Vercelli e davanti ai propri tifosi l'Unione deve tirare fuori qualcosa in più, abbinando il carattere a una qualità che è indubbia, ma finora ancora parzialmente inespressa. Purtroppo Bonatti inizia a dover fare i conti anche con gli infortuni. Lombardi e Sarzi Puttini non sono tra i convocati, probabilmente nemmeno Furlan è al meglio (lieve risentimento nel riscaldamento di Novara) ma è convocato e comunque la rosa alabardata è lunga e di spessore: se anche Furlan non ce la facesse, ci sono Paganini e Felici, già autore di una bellissima rete ad Arzignano, per coprire le corsie a centrocampo. Ne può risentire ovviamente la panchina, con la possibilità dei cambi che si riduce in quel settore, ma ad esempio anche Rocchetti può fare benissimo quel ruolo. Per quanto riguarda il resto della formazione, in porta ci sarà Pisseri, visto che Mastrantonio è convocato con la nazionale U19. Al centro della difesa Di Gennaro e Sabbione restano favoriti, mentre senza Sarzi Puttini, i terzini dovrebbero essere ancora Ghislandi e Ciofani, a meno che a sinistra non venga lanciato Rocchetti. A centrocampo, detto degli esterni, in mezzo potrebbe tornare dall'inizio Gori con uno fra Crimi e Pezzella, ma questi ultimi due a Novara hanno fatto bene. In attacco quasi certo il rientro di Ganz che ha riposato in settimana: accanto lui Minesso oppure Petrelli. - Con l'esordio stagionale contro Pesaro ormai nel mirino, la Pallacanestro Trieste torna in campo questa sera a Caorle, palla a due alle 19 sul parquet del PalaMare, contro la Nutribullet Treviso. Test di livello per diversi motivi, importante perché al cospetto di un'avversaria che giocherà per i suoi stessi obiettivi, utile per testare il livello di preparazione della squadra e il nuovo assetto e i necessari equilibri dopo l'infortunio che ha privato la squadra della presenza di Alessandro Lever. «Il nostro primo pensiero va al ragazzo - il commento di coach Marco Legovich -. Purtroppo non è il primo infortunio, ma siamo sicuri che Ale tornerà quanto prima per dare una mano alla squadra. Già da questa sera dovremo far fronte a questa situazione, sfruttando e adattando le caratteristiche dei giocatori disponibili. L'abilità di Lodovico Deangeli di coprire più ruoli sarà molto importante, ma anche Giovanni Vildera, che negli allenamenti ci garantisce buone prestazioni nel ruolo di 4 e 5, sarà sicuramente utile alle rotazioni nel pitturato. Siamo una squadra che anche in campionato dovrà fare di necessità virtù. Dovremo essere bravi a trovare soluzioni all'interno del nostro roster, scovare opportunità anche in questa situazione non ottimale». Una partita, quella contro Treviso, che servirà come cartina di tornasole in vista del campionato. «Mi aspetto un ulteriore passo avanti per quanto riguarda l'intensità nel corso dei quaranta minuti - continua il coach -. Voglio vedere una partenza con un piglio diverso, consci che ormai ci stiamo avvicinando all'inizio del campionato. Ormai alcune cose dobbiamo averle imparate: dobbiamo partire in modo forte, consistente, duro, stiamo lavorando su questo. A dare ancor più concretezza al lavoro ci ha pensato Corey Davis, che si allena con noi ormai da dieci giorni e si è subito integrato nel sistema di gioco offensivo e difensivo. Il suo ingresso nel gruppo ha dato grande ritmo e consistenza agli allenamenti, ha portato la sua personalità al servizio della squadra». Il tutto, in attesa dell'arrivo dell'ultimo americano, il centro chiamato a completare l'organico bancorosso. «Skylar Spencer sarà a Trieste all'inizio della prossima settimana - conclude Legovich -. Gli mancherà sicuramente la parte agonistica del lavoro in squadra, ma abbiamo fatto il possibile per metterlo nelle migliori condizioni di arrivare qui pronto, aggiornandolo con video di allenamenti e amichevoli per la parte tecnica, mentre dal punto di vista atletico i continui feedback tra il giocatore e il nostro preparatore Bonetta sono stati fondamentali»
  11. VENERDÌ 16 SETTEMBRE 2022 - Davvero un bel regalo di compleanno quello che Marco Legovich si è ritrovato confezionato ieri, con tanto di fiocco rosso, sotto le plance dell'Allianz Dome. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", la visita specialistica dal professor Rocchi a cui si è sottoposto Alessandro Lever nella serata di martedì a Reggio Emilia, infatti, ha evidenziato un trauma distorsivo al ginocchio sinistro, infortunio che, come si legge nella nota diffusa ieri dalla società, costringerà il giocatore a fermarsi.Nei prossimi giorni il giovane centro bolzanino dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico per stabilizzare la lesione del legamento collaterale mediale, ancora da stabilire i tempi di recupero che verranno valutati dallo staff medico e fisioterapico della società dopo l'intervento.Salvo complicazioni, tra degenza, recupero e allenamenti per recuperare la condizione fisica necessaria, ci vorranno almeno due mesi per rivedere Lever sul parquet.Periodo di tempo che, calendario alla mano, lo costringerebbe a saltare le prime sei giornate del girone d'andata. Considerata la settimana di pausa prevista per il secondo week end di novembre, il possibile rientro di Alessandro potrebbe avvenire il 20 novembre a Milano contro l'Armani o la settimana dopo in casa contro la Germani Brescia.Per il momento non si pensa al mercato, la Pallacanestro Trieste attende l'arrivo di Skylar Spencer per valutare l'impatto che il giocatore statunitense potrà avere per fare delle valutazioni più approfondite.Al momento l'idea è quella di restituire Lodovico Deangeli al ruolo di ala forte per dare minuti di riposo a Pacher, utilizzando Bartley sia da guardia che da ala piccola alternandolo con Gaines e Campogrande.Un nuovo assetto da provare in queste ultime settimane di precampionato nelle quali lo staff tecnico avrà a disposizione l'amichevole di domani sera a Caorle contro la Nutribullet e poi, nel week end successivo, il torneo Basketball "in" Jesolo nel corso del quale affronterà prima la Reyer Venezia e poi, in base all'esito delle due semifinali, un'avversaria tra Treviso e Ge.Vi Napoli.A proposito dell'amichevole di domani, il derby contro la Nutribullet Treviso di Marcelo Nicola si giocherà sul parquet del Palamare Valter Vicentini di Caorle con palla a due alle 19. I biglietti della partita saranno acquistabili direttamente alla biglietteria del palasport veneto al costo di dieci euro, prezzo speciale di un euro riservato agli under 14. - Generazioni di tifosi percepiscono il battito accelerato al cuore quando si menziona Totò De Falco, vera bandiera dell'Unione, capace con il suo amore per la città di incarnarla in ogni sua sfaccettatura. Lo scrive oggi Guido Roberti: sarà a Trieste oggi in occasione della presentazione del libro "Un capitano, c'è solo un capitano" dello scrittore Michele Grilli, evento organizzato dal TC Totò De Falco alla Biblioteca Comunale di Muggia a partire dalle 17, cui seguirà l'inaugurazione della nuova sede del club presieduto da Raffaella Longo, alla Trattoria al Porto. Il libro racconta le storie di 20 capitani legati in modo viscerale alle città in cui hanno giocato. E come poteva mancare il legame indissolubile tra Totò e Trieste. Totò, stavolta ti riporta qui un libro.. «Mi regala grande soddisfazione perché è stato scritto da un ragazzo di Jesi che non conoscevo, ed essere accostato a nomi di grosso calibro riempie di orgoglio». Capitano e bandiera, sembra una utopia. «Il calcio è lo specchio della vita di ogni giorno, certi valori non torneranno più, che un giocatore rimanga per anni nella stessa squadra è difficile, non si tratta di essere nostalgici ma gli anni '80 sono quelli che davvero sono rimasti di più nell'immaginario delle persone».A Trieste è cambiato tutto nel dopo Biasin, come percepisci la Triestina?«Non l'ho ancora vista giocare quindi non esprimo giudizi. E' un anno zero, le difficoltà - anche di risultati - erano preventivabili ma partiamo dal presupposto che se parliamo ancora di Triestina in serie C lo si deve a questa società. Bisogna dargli tempo, la società è fatta di persone giovani e gli errori sono dietro l'angolo, soprattutto se magari sono ignari del calcio. Quando fai tabula rasa non è facile, è importante che conoscano la città perché Trieste è particolare ed io credo di conoscerla nel bene e nel male. Ogni piazza ha le sue prerogative e ci si deve adattare alla vita della città e non il contrario. Diamo tempo anche alla squadra che ha un allenatore giovane».Quanto è vero l'assunto "squadra tutta nuova, più tempo per l'amalgama"?«Il concetto ci può stare se hai cambiato 25 giocatori. Tutto può essere, Ascagni ed io il primo giorno sembrava giocassimo assieme da sempre, ma ci eravamo inseriti in una intelaiatura dell'anno prima con 5-6 giocatori. Si è scelto così ora, condivisibile o meno che sia è il bello del calcio, per me 5-6 elementi dell'anno scorso si potevano tenere, tutto sommato era una squadra arrivata quinta. Sono scelte e ci vorrà più tempo. I nomi in rosa sono importanti». Cosa ti senti di dire ai club, la vera linfa vitale della Triestina?«I club nascono nelle annate migliori, è normale. Trieste ha fatto 4.000 abbonati ed è una buona base, il resto lo devono fare i risultati, quelli trascinano tutto. La città deve fare la sua parte, e per me è importante il ruolo del Centro di Coordinamento nella vita dei club. A Trieste a causa delle delusioni di tanti anni mancano i giovani. Gli ultimi sono quelli che erano giovani con gli eroi di Lucca. A Trieste dunque dico di dar fiducia alla società, e alla società di capire la città, perché piccoli equivoci si possono risolvere se c'è contatto. Trieste se c'è contatto ti dà tutto, se c'è distacco, contano solo i risultati»
  12. GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2022 -La Triestina ritorna da Novara con un punto che non è certo da buttare, anzi. Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", ovviamente essere raggiunti a meno di dieci minuti dal termine brucia parecchio, ma va riconosciuto che la squadra di Cevoli ha premuto tanto nella ripresa e solo grazie alle prodezze di Mastrantonio l'Unione era riuscita a mantenere ancora la porta inviolata. E così, nonostante la grinta non sia mai mancata, il progressivo arretramento della squadra alabardata è stato fatale.Un arretramento che il tecnico Andrea Bonatti spiega così: «Quando si perde campo c'è un concorso di motivazioni: c'è la bravura dell'avversario che forza i ritmi per provare a raddrizzare la partita, ma c'è anche in questo momento da parte nostra un problema di omogeneità di condizione fisica. Questo comporta una perdita di aggressività davanti e di ritmo di gioco per tenere un possesso più offensivo. E la conseguenza è che perdi campo: lì è una questione di tenuta mentale, di resistenza, di nervi, devi esser bravo a stringere le distanze fra la linea di difesa e quella di centrocampo per provare a mantenere un po' il possesso una volta che si riconquista la palla».Secondo il tecnico, dunque, sull'atteggiamento della Triestina conta molto anche la condizione fisica, o meglio il fatto che non tutti i giocatori siano allo stesso livello. Insomma per Bonatti il percorso di crescita è solo all'inizio, ma c'è piena fiducia sul fatto che si possa far meglio: «Va anche detto - spiega il tecnico alabardato - che il Novara è una squadra aggressiva, in salute e trascinata dall'entusiasmo. Noi siamo in un percorso di crescita anche dal punto di vista fisico, e quindi il dispendio di energie per noi è stato elevato, soprattutto pensando che era la seconda trasferta in tre giorni. Ma la squadra ha dimostrato di essere attaccata alla partita. Peccato per l'episodio che ha portato al pareggio, per la volontà messa in campo la squadra dava l'impressione che si potesse reggere ancora».Da qui la sicurezza che questa Unione possa solamente che crescere, sul piano dei risultati e del gioco: «Dobbiamo essere lucidi e riflettere sul percorso che stiamo portando avanti - dice Bonatti - sono convinto che arriveranno tempi migliori in cui esprimeremo un gioco più pulito che in queste due trasferte è un po' mancato. Portiamo a casa però la consapevolezza di un gruppo di giocatori che pian piano sta diventando squadra, accettando le difficoltà del momento ma cercando di muovere la classifica e portare fiducia».Una gara, quella di Novara, che secondo Bonatti ha confermato comunque le difficoltà della serie C. «Sarà un girone enormemente equilibrato, in cui tutte le squadre, partita per partita, possono essere protagoniste. Proprio per questo il pareggio, se fatto con dei contenuti, stavolta non dico tecnico-tattici ma emozionali, non muove solo la classifica, ma conferma che c'è una base da cui attingere per continuare una crescita che sono sicuro questa squadra ha nelle sue potenzialità, al momento parzialmente inespresse solo per questione di tempistiche. Ma siamo fiduciosi che questo possa avvenire in breve tempo». E si spera che la vittoria arrivi già sabato: al Rocco infatti arriverà la Pro Vercelli (inizio ore 14.30) e i tifosi sperano di assistere al primo successo della nuova Unione.
  13. Sembrerebbe che Sandrin non si sia fortunatamente rotto il setto nasale, sebbene abbia dovuto fare riallineamento... comunque dovrà stare fuori per un po'
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