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3° giornata di ritorno Legadue, FMC Ferentino-AcegasAps Trieste, domenica 10 febbraio ore 18.15 | Prima, durante e dopo

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Non c'è più spazio per fazzoletti, pianti greci e possibili crisi depressive sul fronte biancorosso: l'AcegasAps, dopo i 15 giorni più travagliati degli ultimi anni, torna on-the-road all'indomani dell'All-Star Game di categoria, disputatosi domenica scorsa. E lo fa con la consapevolezza di chi si è gettato alle spalle la nuova situazione di roster: niente più Brandon Brown, addio anche a Jobey Thomas (volato a Barcellona, sull'altro lato dello stivale italico) e soprattutto, per buona e propria pace interiore, con nessun orecchio teso verso la stanza dei bottoni societaria. Una sorta di frullatore in continua attività che nei prossimi giorni potrebbe decretare l'auspicata entrata in gioco di nuovi soci e sponsor.

Le ultime "distrazioni" su quanto successo lontano dal parquet hanno sicuramente minato la tranquillità dei tifosi, che continuano a manifestare il proprio dissenso su forum e social networks, meno invece ne ha risentito il lavoro certosino di coach Eugenio Dalmasson. Il tecnico, trovatosi a lavorare settimanalmente senza i due principali attori protagonisti di stagione, ha dovuto fare di necessità virtù: i voli immaginari verso sogni di play-off hanno preso la via del dimenticatoio, ma al tempo stesso la solidità del resto del gruppo (con Filloy e Mescheriakov gli unici "foresti" rimasti in maglia AcegasAps) è stata già rodata nell'ultima di campionato contro Brescia. Una battaglia incredibile, conclusa con la vittoria lombarda solo al supplementare, che ha significato inequivocabilmente come la "defraudata" Trieste ha l'immensa volontà di giocarsela sino alla fine, contro tutto e contro tutti, senza piagnistei. Aldilà del suo status di team "de-americanizzato".

Una sfida gustosa attende Carra e soci, contro l'avversario per antonomasia dello scorso campionato di DNA: si va a Ferentino, compagna di una serie infinita di partite tra regular e post-season dell'immediato passato. E' cambiata la categoria per entrambe, neo-promosse nel calderone della LegaDue: di conseguenza, sono mutati gli obiettivi, trasformati in corso d'opera dalla salvezza sul campo a una semplice fine stagione relativamente tranquilla (per i noti fatti dell'esclusione di Napoli, tutti infatti possono dormire su due guanciali).

L'FMC, nella persona del presidente non ha mai nascosto di voler svettare il più alto possibile già in questo campionato, ma i risultati per i ciociari non sono stati sempre positivi: i 12 punti in classifica, frutto di sei vittorie e dieci sconfitte, hanno costretto i laziali a piazzare le tende nella parte sinistra di classifica. Di conseguenza, anche il roster è mutato parecchio da quello messo in piedi durante l'estate: via Righetti, Carrizo, El Amin, Fiorletta e Perroni, un benvenuto è stato riservato invece all'ala Marco Allegretti (svincolato dopo la saracinesca calata in quel di Sant'Antimo) e al play statunitense Hamilton, approdato in maglia granata prima di Natale. Il cuore pulsante di Ferentino è però rimasto immutato: la classe di Guarino in cabina di regia, la fisicità di James ed Experigin, la mano mortifera di Gurini in sospensione. Una serie di variabili che, se diventano "impazzite", fanno il gioco del team allenato da Franco Gramenzi.

Tanto i ciociari si sono dimostrati squadra leggerina in trasferta (solo due punti conquistati lontano dalle mura amiche) quanto sufficientemente solida in casa (5 vittorie su 7 partite disputate al "Ponte Grande"): un ulteriore elemento di riflessione per l'AcegasAps, che in fatto a cuore ha dimostrato di esserci nonostante le difficoltà extra-sportive. Per sbancare Ferentino servirà una prova enorme di tutti, veterani e "piccini", di certo non solo con l'anima in corpo ma anche dal punto di vista fisico e mentale.

Nota importante per gli interessati: la gara di domenica 10 febbraio verrà trasmessa in diretta sui siti Legaduebasket.it e Sportube.tv.

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Comunque un rinforzino è palese che lo devono prendere, tanto più ora che sembra la situazione societaria si sia tranquilizzata, un giovane di belle speranze o un americano sotto costo giusto per allungare le rotazioni e avere una bocca di fuoco in più!!perche l'unico che attualmente può inventarsi un canestro è filloy, gli altri bravissimi ma nessuno è ancora in grado di inventare dal palleggio!!

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perche l'unico che attualmente può inventarsi un canestro è filloy, gli altri bravissimi ma nessuno è ancora in grado di inventare dal palleggio!!

che tra l'altro madre natura non ha a lui donato la virtu' della rapidita'.

non credo comprino nessuno per lo scopo di migliorare questo campionato.non avrebbe se

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questo campionato ormai è buttato nel c...o...credo sarà difficile vedere altre vittorie visto che fisiologicamente ci sciogliamo come neve al sole gli ultimi minuti... Peccato perchè a mio avviso quest'estate tremeranno in tante al piano di sopra e i margini per essere ripescati c'erano tutti...speriamo almeno di non essere noi a tremare...

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Bravo comunque Dalmasson ad essere sbottato solo una volta in questa situazione di lavoro, alla vigilia delle voci sui tagli. Gli tolgono in pratica la possibilita' di giocare alla pari l'ultimo quarto, (alla pari per modo di dire,senza gli Usa...) perche' a quel punto tutti i pezzi forti rimasti hanno 3 o 4 falli. Ieri comunque Cantarello si e'preso la soddisfazione di una stoppata su Guarino, o era Gurini

Anche se dal pianeta Reyer (maschile e femminile) venne esonerato nel 2010, c'e'comunque stima reciproca con Brugnaro, tre anni alla guida della squadra maschile (con promozione in A2) ,uno con quella femminile (vicinissimi a Coppa Italia e eliminate da Taranto poi campione). Immagino quindi possa essere un uomo di fiducia di Brugnaro nella nuova realta', sempre che gli consentano di lavorare almeno alla pari con gli altri coach. Brugnaro pensavo veramente potesse portargli in dote qualcuno gia'adesso,proprio per consentirgli di lavorare bene.

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se c'e' il terrore delle promozioni lo dicano apertamente. Nel deserto di quelli che ci potevano prendere, si fa avanti proprio quello che in A1 c'e' gia'...Come se Bepi a suo tempo avesse avuto noi e Verona per esempio. Mosca bianca comunque Brugnaro che nel bagno di sangue dei problemi del basket, riuscira' a gestire due realta' cosi'dispendiose quando a malapena altrove si riesce a gestirne con fatica una. soltanto

Certo dovra'convincersi prima o poi a gettare la maschera di unico erede di Acegas in fatto di molti denari da porre sul tavolo.

Quelli messi ( o dichiarati) adesso servono per le tartine e l'abbeveraggio delle conferenze stampa..

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se c'e' il terrore delle promozioni lo dicano apertamente. Nel deserto di quelli che ci potevano prendere, si fa avanti proprio quello che in A1 c'e' gia'...Come se Bepi a suo tempo avesse avuto noi e Verona per esempio. Mosca bianca comunque Brugnaro che nel bagno di sangue dei problemi del basket, riuscira' a gestire due realta' cosi'dispendiose quando a malapena altrove si riesce a gestirne con fatica una. soltanto

Certo dovra'convincersi prima o poi a gettare la maschera di unico erede di Acegas in fatto di molti denari da porre sul tavolo.

Quelli messi ( o dichiarati) adesso servono per le tartine e l'abbeveraggio delle conferenze stampa..

Da quanto mi risulta Brugnaro non è, non sarà e non intende essere il socio di maggioranza o il proprietario occulto della Pall.Trieste. Sei ... forastrada, almeno per il momento.

Qui vedrebbe, stando alle voci, un'interessante opportunità di business se la Pall.Trieste otterrà la concessione del PalaTrieste e una situazione di collaborazione altrettanto interessante in ottica Reyer.

So che sembra strano, d'altra parte considera che è co-sponsor (piuttosto "pesante", sembra) anche dell'AJ Milano.

PS

Qua non si tratta di promozioni, bensì di sopravvivenza.

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mi ricordo che Gus parlava di Acegas come braccio armato del sottobosco politico al quale la squadra era legata a doppia mandata dopo il fallimento 2004. Si crearono condizioni in cui lo stesso DiPiazza ando'a trattare con Andrighetto l'acquisto dei diritti di Dueville,e successivamente con Padova e Novara dove i colloqui invece non andarono a buon fine.

Adesso leggendo il blog del Baldo, mi sono soffermato su un pezzo che parla di matrice politica.

Dice il Baldo : "L'entrata a scoppio ritardato di Brugnaro, l'improvviso desiderio di parte delle realta'imprenditoriali di supportare il progetto basket nel momento in cui tutto e' difficile e cupo: non ci sono spiegazioni logiche se non una chiara mossa di matrice politica.

In pratica e senza fronzoli si e'voluto dare un segnale forte, vedi la dolorosa rinuncia a Brown e Thomas,per poi attuare le mosse pronte sullo scacchiere da tempo. Non chiedetemi il perche' di tutto cio',fatto sta che e'cosi' pur considerando che la cosa e'stata smentita. Dopo la cessione degli americani e'quindi cominciato una sorta di anno zero.. "

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Secondo le mie fonti, Dalmassons a fine stagione se ne va

E chi arriva?

Ancora non si sa, tutto dipenderà da chi avrà il comando della Società. Le notizie dell'addio di Eugenio arrivano, e non dirò più altro, dalla Lombardia, regione che Dalmassons conosce molto bene e dove ha tantissimi amici tra allenatori e giocatori

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con Brugnaro il coach si conosce gia'bene, magari se gli prospettano una squadra con cui poter lavorare bene e senza le carenze di quest'anno (..ti prendo gli Usa,amalgami la squadra, ne vinci 8 e ti rompo il giocattolo) anche sulla crescita dei giovani pro-Reyer di cui Dalmasson e'rimasto tifoso,forse ci starebbe e magari non gli dispiacerebbe questo ritorno ,seppur non da head-coach, a una collaborazione con Brugnaro,proprio in virtu' della conoscenza e rispetto fra le due parti.

Certo che poi se Francia come coach mettiamo vuole Lardo, Brugnaro ripropone Dalmasson, e i Boniciolli vorrebbero ,la butto li', lanciare un Comuzzo allora diventa piu'difficile concentrarsi su una scelta

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