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La rassegna stampa sandrina di domenica 9 ottobre 2016


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LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI DOMENICA 9 OTTOBRE

Da Il Piccolo di Trieste

Principe regale, sbancata Bressanone
Cosic sempre più decisivo: otto reti. La squadra di Hrvatin conserva il comando della classifica a punteggio pieno

di Lorenzo Gatto

Di forza, soffrendo un po' nel finale dopo aver dominato per larghi tratti, la Principe espugna il campo di Bressanone e si mantiene, a punteggio pieno, al comando della classifica del girone A. Dopo la vittoria casalinga contro Merano, dunque, arriva una splendida conferma per una Trieste che anche ieri contro la Forst ha potuto contare sul prezioso contributo di un solidissimo Cosic. Otto le reti del terzino sloveno bravo a prendersi sulle spalle la responsabilità della squadra nei momenti difficile del match. Ma, sarebbe ingeneroso non riconoscerlo, tutti a cominciare da capitan Visintin hanno dato un contributo importante confermando l'idea che il gruppo che sta forgiando Hrvatin può davvero togliersi delle belle soddisfazioni.

Derby d'Italia che parte all'insegna dell'equilibrio nei primi minuti di partita con Pagano che tiene i suoi in linea di galleggiamento (2-3 al 5') poi è la maggior freschezza della Principe a fare la differenza. Trieste gioca sul ritmo e allunga grazie alle reti di Visintin e Cosic che costringono Kokuca a chiamare time-out. La Forst prova a reagire ma perde troppi palloni e sono due seconde fasi finalizzate da Cosic e Radojkovic a dare il + 5 alla Principe sull'8-3. Sbaglia un rigore Lazarevic, dall'altra parte ancora Radojkovic è freddo e al 16' regala alla sua squadra il massimo vantaggio sul 9-3. Frettoloso minuto di sospensione chiesto ancora dai padroni di casa, break che non sortisce effetti perchè la formazione di Hrvatin continua a gestire il match a suo piacimento. Bellomo al 20' firma il 12-4, capitan Visintin al 25' il 16-8 con la Forst che rosicchia qualcosa fino al 10-16 palla in mano ma Lazarevic sbaglia il possibile meno 5 e Pernic proprio allo scadere manda le squadre negli spogliatoi sul 17-10.

Secondo tempo che non sembra variare il tema tattico della gara con il solito ottimo Cosic a trascinare offensivamente i suoi tenendo Trieste avanti 22-15 al 13'. Due minuti a Bellomo, Pfattner comincia a parare e la Forst si rifa sotto con Pagano, Slanzi e Dorfmann a confezionare il parziale di 3-1 che a metà ripresa fissa il punteggio sul 23-18. Due minuti a Dorfmann danno fiato alla Principe che su rigore, con Radojkovic, allunga nuovamente a + 6 ma è Lazarevic, doppietta in 37 secondi, a riportare i padroni di casa in partita sul 20-24. Bressanone ci prova ma la Principe tiene botta non scendendo mai sotto le 4 reti di vantaggio. Si chiude 29-23 con le perle finali di Anici e Pernic. 

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Unione a Este per tenere la vetta
Recuperato il terzino sinistro Pizzul ma la formazione padovana è pericolosa

di Antonello Rodio

Centrare la terza vittoria consecutiva in trasferta, ma soprattutto dimostrare di essere davvero una squadra matura, che non allenta la tensione nemmeno dopo una grande vittoria: è questa la mission che attende oggi la Triestina a Este (inizio ore 15, arbitra Feliciani di Teramo). Si sa, il più grande rischio dopo partite ad alta tensione emotiva come quelle di domenica scorsa con l'Altovicentino, è di staccare un po' la spina, soprattutto dopo una vittoria ottenuta in quel modo. Ma Andreucci è tecnico preparato e saggio e ha lavorato tutta la settimana proprio per non far allentare la tensione. La Triestina deve resettare tutto e prepararsi alla sfida odierna proprio come ha fatto nelle precedenti occasioni, conscia delle proprie forze e con autostima ovviamente cresciuta, ma anche consapevole che sui campi di serie D non si può concedere nulla o quasi e soprattutto l'agonismo e l'atteggiamento giusto sono fondamentali. Anche perché l'Este è compagine di tutto rispetto, che viaggia al quinto posto con 8 punti e soprattutto ha battuto anch'essa l'Altovicentino (proprio per 3-2, lo stesso risultato della Triestina) e in trasferta è stata capace di vincere a Tamai per 3-0. Insomma, sulla carta squadra sicuramente inferiore ma anche da prendere con le molle, nonostante il passo falso interno con il Calvi Noale, poi parzialmente rimediato con il pareggio a Belluno della scorsa settimana. Proprio per questo Andreucci mai come questa settimana ha tenuto tutti sulle spine, mescolando le carte continuamente anche nella rifinitura di ieri. Insomma, anche se la formazione della scorsa settimana resta sicuramente quella più probabile, non vanno certo escluse sorprese, da Frulla a Carraro, da Marchiori a Dos Santos.

In ogni caso, partendo proprio dalla squadra della scorsa settimana, due sono le cose fondamentali emerse dalla rifinitura del Rocco: Pizzul sta meglio, ha svolto tutto l'allenamento, è regolarmente convocato. Ma, un po' a sorpresa, quale possibile alternativa in caso di complicazioni, è stato provato in quella zona Celestri. Altro aspetto che ha trovato conferma dopo gli allenamenti dei giorni precedenti, l'utilizzo di Bradaschia come trequartista al posto di Serafini, che potrebbe giocare in posizione più avanzata accanto a França. Sempre che non ci sia una mossa Dos Santos ovviamente, anche se il brasiliano come altre volte potrebbe essere impiegato come arma letale a partita in corso. Se non ci saranno problemi, dunque, davanti a Voltolini vedremo Pizzul a sinistra e Bajic a destra, con la coppia Leonarduzzi-Aquaro sempre favorita e Marchiori possibile alternativa. A centrocampo il terzetto dovrebbe essere ancora quello formato da Cecchi, Corteggiano e Turea, anche se Frulla e Carraro, come lo stesso DI Dionisio, come detto sono stati sempre mescolati ai probabili titolari nelle varie prove. L'importante, qualunque sarà lo schieramento, è di cercare di continuare il filotto vincente: un risultato negativo vanificherebbe infatti la bella vittoria sull'Altovicentino, ma questa Unione ha già dimostrato di non soffrire le vertigini della vetta. E a supportarla, tra i due pullman e parecchie autovetture private, ci saranno anche molti tifosi alabardati. 

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L’Alma oltre i suoi limiti se vuole vincere a Roseto
Alle 18 biancorossi in campo senza Pecile e con Coronica, Prandin, Baldasso in condizioni precarie.
Per Dalmasson sarà determinante l’approccio mentale

di Matteo Contessa

Non si presenta sotto i migliori auspici il debutto in trasferta dell’Alma in questo campionato, stasera alle 18 a Roseto contro gli Sharks. Pecile è rimasto a casa per via delle condizioni precarie, ma in Abruzzo di giocatori biancorossi in condizioni non ottimali ne sono arrivati anche altri. Coronica sta ancora recuperando dall’intervento di pulizia al ginocchio, Prandin ha appena superato la fase acuta di una malattia ma è ancora abbastanza debilitato, Baldasso probabilmente riassaggerà oggi il parquet ma ha saltato di fatto tutta la preparazione. Il tutto mentre di fronte ci sarà una Sharks euforica per il gran successo di domenica scorsa a Verona e che avrà l’appoggio molto caloroso dei suoi tifosi nell’esordio casalingo del torneo.

Dunque, più che fare pronostici è il caso di guardare alla sfida odierna da un’altra prospettiva. «Il problema in questo momento non è di natura tecnica - chiarisce ulteriormente i tecnico biancorosso Eugenio Dalmasson -, ma di altro genere. Dobbiamo trovare il passo e la mentalità giusti per giocare e vincere in campionato. È abbastanza evidente quanto la partita sarà per noi difficile a causa dell’entusiasmo che anima i rosetani dopo l’exploit di Verona, dell’ambiente notoriamente appassionato e perciò ostico per gli avversari e soprattutto per il nostro approccio “da trasferta” che è ben diverso da quello casalingo. In sostanza, per noi è un altro esordio, dopo quello di domenica scorsa». L’assenza di Pecile toglie una grande opzione al coach, ma il possibile esordio di Baldasso potrebbe permettere a Parks di riavvicinarsi a canestro e giocare nel suo ruolo naturale, ritrovando quelle sicurezze che il cambio forzato di spot gli ha in parte minato. «Beh, ma non è che Baldasso possa rientrare e giocare subito tanti minuti, per cui non darei troppa enfasi a questo elemento - sottolinea Dalmasson -. Del resto Jordan aveva giocato da ala piccola anche in tutto il precampionato e non era andato male. Diciamo che quello odierno sarà innanzitutto un collaudo mentale; dovremo avere una grande mentalità, l’approccio giusto, la personalità e pensare di squadraper tutti i quaranta minuti. Tutte situazioni che al momento non abbiamo appieno e che dobbiamo fare nostre». 

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Amoroso: per noi due punti necessari
L’ala rosetana: «Ma battere la squadre di Dalmasson richiede un match perfetto»

di Lorenzo Gatto

Dalla Fortitudo Bologna a Roseto assecondando la volontà di riavvicinarsi a casa. Valerio Amoroso, 36 anni compiuti lo scorso 26 settembre, ha accettato l'offerta della società abruzzese facendo un po’ la stessa scelta che ha riportato Andrea Pecile a Trieste. «Nel corso dell'estate - spiega - ho lasciato aperta la porta a due strade. La prima portava a un progetto ambizioso e a una società costruita per tentare di raggiungere obiettivi importanti, la seconda alla possibilità di tornare alle mie origini. Ho scelto quest'ultima e ho privilegiato Roseto perchè in Abruzzo, dai 17 ai 20 anni, ho vissuto anni bellissimi e ho potuto apprezzare la splendida accoglienza dei rosetani. Aggiungete il fatto che conosco bene sia il coach, sia il preparatore atletico ed ecco che è stato facile prendere questa decisione».

Inizio con il botto quello di Roseto, formazione capace di stupire espugnando il parquet di Verona. Vittoria che Amoroso tende però a non enfatizzare troppo. «Non voglio farlo - sottolinea - perchè all'inizio del campionato le sorprese ci possono stare. Le grandi squadre ci mettono un po’ a carburare e a trovare chimica e alchimie giuste, noi siamo stati bravi a sfruttare la possibilità che ci è capitata. Prendiamo i due punti nella consapevolezza che una vittoria non cambia i nostri obiettivi e che se siamo partiti con l’obiettivo dichiarato della salvezza un motivo c’è». Prudenza, dunque, anche alla vigilia della partita di questa sera contro Trieste. «Per noi è una sfida importante - sottolinea Valerio - perchè queste partite casalinghe sono quelle che dobbiamo vincere per fare punti e centrare il nostro obiettivo. Non sarà facile, lo sappiamo, perchè aldilà di quelli che saranno i giocatori in campo Trieste è sempre Trieste. Ha mantenuto la stessa filosofia nel corso degli anni puntando su ritmo, intensità e grande difesa. Sono armi che conosco bene - conclude - perchè lo scorso anno, vestivo la maglia della Fortitudo, l'unica squadra capace di violare il PalaDozza fu proprio quella di Dalmasson. Di conseguenza ne conosco bene le caratteristiche e so che per vincere dovremo fare una gran partita». 

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Trieste ancora iridata
Roncelli è d’oro nella gara Quartetti
«Papà Elio mi aveva predetto che avrei vinto questo titolo»
Bronzo nei Gruppi al Fiumicello. Tra gli atleti Irene Regeni

di Riccardo Tosques

Il Friuli Venezia Giulia ha colpito ancora. Nell'ultima giornata dei Campionati del Mondo di pattinaggio artistico su rotelle a Novara ha regalato le ultime due medaglie ai nostri atleti impegnati nel pattinaggio spettacolo.

QUARTETTI L'acuto più alto, cercato da una vita, è finalmente arrivato. La 30enne triestina Francesca Roncelli si è laureata campionessa del mondo nella gara riservata ai Quartetti. L'atleta tesserata con l'Artiskate Verona è salita sul podio più alto con il gruppo Celebrity formato da Paola Fraschini, Cinzia Roana e Michela Mezzari. Il team ha conquistato platea e giudici inscenando lo spettacolo "Notturno" ideato e coreografato dal triestino Sandro Guerra, uno spettacolo delicato e di grande classe che ha ricevuto dalla giura anche due 9.7 nel merito tecnico e due 10 nell'impressione artistica. L'oro mondiale di Novara fa seguito dunque allo splendido titolo di campionesse europee conquistato pochi mesi fa a Matosinhos, in Portogallo, e il titolo Italiano. E pensare che nell'estate del 2012 Roncelli aveva deciso di abbandonare la sua attività di pattinatrice, anche in seguito alla grande delusione ricevuta dai campionati Italiani di singolo. Nella sua lunga carriera, inizia nel Polet, proseguita per tantissimi nello Skating club Gioni, prima del passaggio allo Skating club Edenlandia di Napoli. Quest'anno la grande sfida di tornare a calcare i palcoscenici delle rotelle con una nuova esperienza: i Quartetti. «Se qualcuno me l'avesse detto non ci avrei mai creduto e invece dopo aver smesso di pattinare quattro anni fa, ora sono di nuovo qua, nove anni dopo il Mondiale in Australia, con una medaglia d'oro mondiale al collo», ha commentato Roncelli. «Per me questo è il coronamento di una carriera che mai avrei potesse arrivare dopo aver smesso: eppure papà Elio (l'ex allenatore della Triestina, ndr) aveva detto che prima o poi sarei diventata campionessa del mondo». Con il titolo conquistato ieri Francesca Roncelli è diventata la dodicesima pattinatrice triestina a conquistare un titolo iridato nel pattinaggio artistico su rotelle.

GRUPPI L'altra grande soddisfazione è arrivata dal Grande Gruppo Diamante del Pattinaggio Fiumicello. Il team della presidente Bianca De Felice, dopo il quarto posto raggiunto l'anno scorso, ha messo in bacheca la medaglia di bronzo grazie allo spettacolo "Scheda madre" proposto dal solito Sandro Guerra. Il programma di un impatto emozionale incredibile ha raggiunto punteggi sino al 9.7 nel merito tecnico e sino al 9.8 nell'impressione artistica. Questi gli atleti del gruppo Diamante, allenati da Alberto Burba ed Elisa Burba: Ilaria Benet, Raffaella Bernardi, Alberto Burba, Giulia Capoleva, Daisy Castellan, Matteo De Sabbata, Serena Dean, Sonia Dean, Marta Delle Vedove, Elena Delneri, Sara Dovier, Giada Ferro, Greta Fogar, Sara Fogar, Arianna Gerion, Sara Leggieri, Ilaria Lupieri, Federica Marrone, Valentina Nardella, Anna Paron, Carolina Piscitelli, Jessica Pohlen, Irene Regeni, Alessia Scarel, Sara Scarel, Elena Sfiligoi, Eva Tonzar e Martina Toso. 

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