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La rassegna stampa sandrina di lunedì 20 novembre 2017

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LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI LUNEDI' 20 NOVEMBRE 2017

Da City Sport

Da Ros-mania a Mantova
L’Alma sbanca il Palabam 

di Alessandro Asta

Il “Messia” del PalaBam è lui, quello in grado di far resuscitare un’intera squadra in grande difficoltà. In parole povere, nei quaranta minuti di Mantova, Matteo Da Ros è quanto di più somigliante a un’iradiddio della palla a spicchi: i suoi 33 punti imbucati in maniera chirurgica è l’emblema di un’Alma che gigioneggia decisamente troppo contro la Dinamica, trovando – ed è questa la cosa più importante – un altro attore protagonista diverso di giornata in quella che è l’ottava vittoria consecutiva in altrettante partite di campionato. Nel 74-84 finale ci sarebbe parecchio da discutere, con una discontinuità di rendimento della formazione biancorossa che ieri sera si è materializzata in maniera tangibile (specialmente in difesa, con quei 23 rimbalzi in attacco concessi agli avversari che fungono da vera nota stonata). La verità è che l’istinto da killer la capolista Trieste riesce a metterlo in atto sempre nel momento che conta, in particolare quello degli ultimi quarti di partita, dove le mani non tremano più e quando trasuda tutta la quintessenza di una squadra per certi versi non trascendentale ma ancora una volta tremendamente concreta nel guadagnare altri due punti in classifica, mantenendosi da sola in testa a Est.

Inizio positivo di partita per l’Alma, che trova come miglior amico il tiro da tre: Da Ros imbuca un paio di triple in un battito di ciglia, mentre Green trova la schiacciata in contropiede (5-12). Mantova si rimette in cammino abbastanza rapidamente, grazie a un Moraschini che porta quasi interamente sulle proprie spalle il peso dell’attacco virgiliano: gli Stings giocano però a sprazzi, non tenendo in difesa contro un Da Ros che la mette ovunque dal perimetro, il massimo vantaggio di frazione lo regala poi Janelidze con un tap-in (19-28) sino al +8 Alma al 10’. I padroni di casa tornano sul parquet con il piglio giusto, Trieste invece sembra cullarsi troppo sugli allori: in un amen è 7-0 di break degli Stings (27-28) in un ambito dove le idee dei giuliani risultano essere piuttosto annacquate. Il primo vantaggio interno lo porta Moraschini sul 31-30, la Dinamica però commette il peccato veniale di forzare diverse conclusioni dalla lunga distanza, non approfittando di fatto del pessimo momento dei giuliani che dura per i primi sette minuti di seconda frazione: con Da Ros a suonare la carica e Green a infilare una provvidenziale conclusione dall’angolo, Trieste si rimette parzialmente in carreggiata sino a metà gara, chiudendo in svantaggio sul 41-40. 

L’Alma non brilla nemmeno uscendo dagli spogliatoi: piccolo allungo degli Stings nei primi tre minuti di terzo quarto sul 46-42, con un Candussi a fare pentole e coperchi. Ancora una volta è un “Da Ros contro tutti” quello che va in scena al PalaBam (cinque punti di fila, saranno 28 al 30’), si risveglia anche Green e, dopo il +5 della penultima sirena, una sua schiacciata regala il primo momento di vera convinzione biancorossa. Gli Stings si sciolgono progressivamente sulle due triple di Janelidze (64-76 a sei minuti dalla fine), Trieste controlla con relativi pochi patemi d’animo sino alla fine e si regala un nuovo primato solitario nel girone. 

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Bologna continua la rincorsa
Jesi fa lo scalpo alla Gsa Udine,
a Treviso il derby con Verona

Tutto come da pronostico per la Fortitudo Bologna targata Consultinvest, prima inseguitrice dell’Alma in classifica: dopo un primo tempo dominato contro Bergamo (seppure nei primi dieci minuti si sia segnato col contagocce in piazzale Azzarita, con la squadra di Boniciolli avanti per 9-7), l’orgoglio ospite con Solano riporta provvisoriamente con i piedi per terra i padroni di casa, a cui bastano gli sprazzi di Legion (18 per lui alla fine) per intascare il 68-62 finale e un nuovo -2 nei confronti di Trieste. Sorprende e non poco invece il risultato del “Carnera” di Udine, dove la lanciata Gsa viene letteralmente stoppata in casa dalla Termoforgia Jesi: si decide tutto nel finale, con i marchigiani che riescono a tenere con le unghie un piccolo ma prezioso vantaggio sino al 68-70 conclusivo.
Tra le altre gare del pomeriggio, Treviso mette a nudo le debolezze della Tezenis: la De’Longhi si consola dopo il rovescio di domenica scorsa a Valmaura, vincendo di tredici lunghezze sulla Tezenis (Brown 28 punti, Antonutti 21). Bene anche Ravenna, che travolge Piacenza per 71-56, in serata Montegranaro ha la meglio sull’Agribertocchi Orzinuovi.

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Principe sublime!
Altra trasferta ok,
Merano al tappeto

Ormai è diventata una bella abitudine, quella di guadagnare i due punti lontano da Trieste. E per la Principe che riesce nell’intento di centrare la sua quinta vittoria consecutiva in trasferta, il girone d’andata non poteva concludersi in maniera migliore. I giuliani sbancano Merano - parquet che in passato si è rivelato molto spesso indigesto – e lo fanno rompendo in due l’equilibrio già nel primo tempo: il 28-25 recita solo in parte come l’inerzia del match sia stata per lunghi tratti nelle mani del team di Oveglia che, solo nel finale, ha lasciato ricucire buona parte del gap agli storici avversari dell’Alperia, caduti però nella trappola difensiva degli ospiti lungo il corso della sfida senza mai realmente tirarsi fuori dalle secche.

A inizio gara sono i padroni di casa a fare la partita: per Trieste i gol di Crespo Diego e Visintin mantengono i biancorossi a stretto contatto con il Merano, sospinto a sua volta dall'ex di turno Radojkovic e da Starcevic (6-4). I due minuti sanzionati a Suhonjic fanno il gioco della Principe all'11', che trova non solo il pari a quota 7 ma anche un piccolo principio di allungo con il duo Udovicic-Crespo Diego, per il 7-9 che si concretizza qualche minuto più tardi. L'ottimo momento giuliano è sottolineato dalla rete del +3 di Carpanese, sul fronte opposto il time-out chiamato da Prantner non sembra dare i risultati sperati: l'Alperia non difende e per Trieste si aprono le porte per un ulteriore break, in questo caso a opera di Udovicic e Visintin. È 8-13 al 21', con la Principe che continua a essere padrona del parquet altoatesino: il massimo vantaggio di frazione arriva proprio alla sirena di metà gara, sul +7 ospite siglato da Pernic (8-15).

Merano tenta l’acuto appena rientrata dagli spogliatoi (2-0 di parziale con Gufler e Lukas Strickler), è la vecchia guardia biancorossa con Carpanese e Visintin a tenere ancora a bada gli avversari: ci pensa poi il giovane Allia a siglare il gol del 12-19 a venti minuti dal termine. Il più è fatto per la Principe che, come già accennato, molla leggermente la presa nella parte finale del match permettendo un piccolo recupero da parte dell’Alperia: i gol di Starcevic e Gufler sono però insufficienti per poter sperare di rovesciare un’inerzia di partita saldamente in mano a Trieste, meritatamente seconda in classifica. (A.A.)

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Da Il Piccolo di Trieste
 
Alma sull'ottovolante
con un super Da Ros
I biancorossi espugnano anche Mantova 74-84
 
di Roberto Degrassi
 
E adesso sono otto. Non c'è neanche più bisogno di altre conferme: chi vuole salire in A1 sappia che contro questa Alma avrà vita durissima perchè Trieste lassù, da sola, ci sta di un bene...Passa anche a Mantova nella peggior giornata a rimbalzo (saldo negativo di 15, nientemeno), con Bowers a fare il capotifoso in panchina ma inutilizzabile, con Loschi fuori, tifoso aggiunto sulla sediola poco distante dai 12 a referto, con Fernandez che dopo i fastidi agli adduttori a un certo punto esce tenendosi dolorante la mano destra mentre il colorito del volto di coach Dalmasson diventa più bianco dei suoi capelli. Finisce invece con l'ottava perla di una stagione finora eccellente e stavolta l'ecumenica spartizione dei meriti viene spazzata via dalla clamorosa partita di Matteo Da Ros. Trentatrè punti, sette rimbalzi, 5 assist, 8 falli subiti, 4 su 4 nelle triple, 38 di valutazione, persino più di Green.
 
Da Ros, saltata buona parte della preparazione, fino a qualche partita fa con un polso fasciato tirava con percentuali da tregenda ma si era reso comunque utile sotto i tabelloni. L'ampio minutaggio che gli è stato concesso gli ha permesso di ritrovare la condizione tecnica e psicologica: ieri è stato un iradiddio, colpendo da tre, in post basso, dai 4 metri. Il commento migliore viene dalla sua vittima, il coach avversario Davide Lamma: «È uno dei migliori giocatori italiani in questo momento, A1 compresa». Mostruosa l'ala milanese, lo ha assecondato Javonte Green in procinto di aggregarsi alla Nazionale del Montenegro, con recuperi e giocate essenziali nei minuti che contavano.L'Alma infatti ha firmato l'ottovolante di successi ma per lunghi tratti è salita davvero su un taboga. Ha iniziato benissimo, tirando con il 58 per cento dal campo e chiudendo il primo quarto con 28 punti segnati, dando l'impressione di poter gestire comodamente il confronto. Ha visto invece rimettere in discussione la partita nel parziale successivo quando Mantova, grazie anche a un solidissimo Candussi, ha iniziato a fare pesare la superiorità a rimbalzo mentre in attacco Trieste faticava a trovare alternative a Da Ros e Green come conferma la miseria dei 12 punti in 10 minuti.Nel festival dei falli antisportivi (ben 5 alla fine) e delle chiamate fiscali, l'Alma ha dovuto gestire una situazione complicata: Cittadini 4 falli, altrettanti Janelidze. Ne è venuta a capo cambiando registro quando serviva, elevando sensibilmente l'intensità e riuscendo a non farsi guidare dalla frenesia. La profondità della panchina, anche in situazioni di emergenza, premia le scelte di Dalmasson. Mentre Mantova forza al tiro, Trieste rimane in assoluto controllo, dimostrando che la capacità di una capolista sta anche nel castigare qualsiasi circostanza in cui l'avversario abbassa la guardia. Il break nella seconda parte del terzo quarto permette all'Alma di sorpassare a sua volta la Dinamica Generale e andare al quarto decisivo con sei punti di margine. Quanto basta per costruirci sopra una formidabile accelerazione in cui anche Janelidze firma due triple.Partita virtualmente chiusa già a 5 minuti dalla sirena, Mantova arriva a -6 ma è ormai un buffetto per Trieste che ha già indossato la corazza.
 
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Dalmasson: «La svolta nel finale del terzo quarto»
Il coach confida nel completo recupero di Bowers durante la sosta per la convocazione
di Green con il Montenegro. I complimenti di Lamma e del grande ex Candussi
 
L'Alma ieri al PalaBam ha vinto due volte. Con la squadra sul parquet e con il pubblico sugli spalti. Numerosi, colorati, calorosi, i tifosi al seguito hanno abbracciato i giocatori mentre "la gallina con due teste" ormai è diventato una sorta di inno. Il presidente Gianluca Mauro scherza dando un'occhiata allo score: «Non è che Da Ros mi verrà a chiedere un premio?». Eugenio Dalmasson in salastampa tiene l'euforia fuori dalla porta. «Non è stata una gara semplice e ce la aspettavamo. Siamo emersi quando abbiamo saputo interpretare la partita e compreso dove migliorare. Ci stiamo abituando a ultimi quarti di grande personalità ma stavolta le basi per il successo le abbiamo poste già nei minuti finali del parziale precedente», è l'esordio del coach.
 
Benchè Dalmasson non ami soffermarsi troppo sui singoli proprio non si può esimere dal commento su Da Ros: «Intendiamoci, Matteo è importante nell'economia di squadra anche quando segna poco ma conquista 10 rimbalzi e serve otto assist, come è già successo. Stavolta ha mostrato una grande sicurezza anche nel tiro da tre punti. Dopo un'estate tribolata ha ritrovato la forma e l'abitudine».La prova monstre di Da Ros ha fatto passare in secondo piano le assenze. «Eravamo senza Loschi, ho voluto Bowers in panchina per fargli respirare nuovamente il clima del campo ed è stato vicino ai compagni, incoraggiandoli. La pausa forzata per il rinvio del confronto casalingo con Roseto in seguito alla convocazione di Green con il Montenegro ci consentirà di progredire nel recupero di Laurence. Non dimentichiamo che poi ci attenderanno tre partite in otto giorni e avremo davvero bisogno di tutti».
 
Nonostante la pausa, nessuno strappo alla regola alla tabella della preparazione della squadra. Oggi riposo, poi si torna a lavorare in palestra.Oggi sarà una giornata di riposo a Trieste, vicino agli affetti, anche per il migliore della Dinamica. Per Francesco Candussi 23 punti e 12 rimbalzi. Al termine l'ex biancorosso è il primo ad andare a congratularsi con Coronica e compagni e a sentirlo conversare in dialetto Mauro si lascia scappare un sorriso sornione. Uno così, in futuro, se...Chapeau a Davide Lamma. L'allenatore della Dinamica Generale esordisce applaudendo la prova dei suoi «ma di fronte a questa Trieste forse non sarebbe bastata nemmeno la partita perfetta. L'Alma è prima meritatamente. Esce un giocatore e ne entra un altro altrettanto bravo. È al limite della perfezione. Noi dobbiamo ancora lavorare tanto». (ro.de.)
 
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Le pagelle dell'alma
 
Cittadini: voto 5 Non la miglior versione, soprattutto perchè condizionata dai falli. In quasi 17 minuti di utilizzo solo due punti con 1 su 4 dal campo e 3 rimbalzi. Pochino.
 
Green: voto 7/8 Una partita giocata ai margini, senza imporre la propria pallacanestro. Quanto basta per confezionare 24 punti con soli 4 errori dal campo, 6 rimbalzi e 7 falli subiti. Ok, non vuole strafare.
 
Fernandez: voto 6 Settimana difficile per l'argentino, con alcuni allenamenti saltati per acciacchi. Nervoso e meno incisivo, segna comunque il canestro della staffa in entrata. Alla fine 6 punti in 20 minuti di parquet.
 
Baldasso: voto 6 Dopo i fuochi d'artificio viene sfruttato con parsimonia da coach Dalmasson. Due soli tiri tentati con un canestro, nessuna particolare negatività ma nemmeno picchi positivi.
 
Janelidze: voto 7 Viene "abusato" da Candussi in area pitturata, si guadagna minuti di campo grazie alla vena offensiva: 10 punti, due triple e solo due errori dal campo. Doppia cifra per il rinnovo contrattuale.
 
Cavaliero: voto 5/6 Non riesce ancora a trovare la sua dimensione in questa stagione. Un leader incatenato, 2/8 dal campo e tanti momenti ai margini del gioco. Necessario riavere il fuoriclasse triestino.
 
Prandin: voto 5/6 Le sue scorribande finiscono in un vicolo cieco. Due errori dal campo su due tentativi e una difesa meno tignosa del solito. E' in campo quando la squadra crea il break decisivo.
 
Coronica: n.g.
 
Da Ros: voto 9 Extraterrestre, anche nel riscrivere le teorie della fisica con la parabola di tiro. Dominante senza curarsi di chi si trova di fronte: 33 punti, 4/4 da tre punti (!), 7 rimbalzi, 5 assist e 38 di valutazione. Da Nazionale.
 
Dalmasson: voto 8 La vince alzando l'asticella delle difficoltà: fuori Loschi, con la squadra a soffrire in area pitturata non rischia Bowers. L'impianto solido del suo sistema garantisce controllo da parte degli effettivi, le vittorie fanno il resto per un'autostima generale ai massimi livelli. R.B.
 
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L'Unione deve fare i conti con l'handicap della difesa
I black-out hanno penalizzato la Triestina anche a Padova. Sannino: «Ragazzi super
ma ho a disposizione solo due centrali e mezzo». E le condizioni di Mori sono un enigma

di Antonello Rodio

I due errori difensivi che sono costati la sconfitta di Padova, sono gli ultimi di una serie di qualche black-out di troppo che ha avuto la retroguardia alabardata in questo primo scorcio di stagione, pur in un contesto di rendimento soddisfacente. Ma per una valutazione più accurata bisogna partire dal dato del minutaggio dei difensori centrali: nettamente in testa c'è El Hasni con 1038 minuti giocati, poi Aquaro e Codromaz quasi alla pari (716 e 689), quindi l'irrilevante apporto di Mori con appena 79 minuti in campo. È evidente che se rispetto alle attese della vigilia e dell'ipotetico ranking dei quattro difensori (un parere pressoché unanime tra gli addetti ai lavori visto il curriculum dei giocatori), il numero 3 capeggia di gran lunga su tutti, il 2 e il 4 sono alla pari come impiego mentre il numero 1 non ha praticamente mai giocato, ecco che alcune amnesie difensive dell'Unione possono essere comprensibili.

Mister Sannino però, e giustamente considerato il suo ruolo, più che di una questione di qualità dei difensori avuti a disposizione, punta l'attenzione sulla mancata rotazione in un reparto nevralgico, a cui è stato costretto proprio dagli infortuni: «Avendo quattro difensori centrali a disposizione - afferma il tecnico - come doveva essere all'inizio, potevo far girare tutti e ruotarli a seconda delle partite. In questo girone di andata ho dovuto fare di necessità virtù, causa infortuni ne ho avuti a disposizione praticamente due e mezzo, e meno male che nelle disgrazie ci sono due giocatori che comunque hanno fatto bene ma che devono continuamente giocare». Da qui dipende ovviamente il rischio di Padova, ovvero l'utilizzo di Aquaro che a qualcuno è apparso un po' forzato, visto che il giocatore arrivava da un infortunio e poi è dovuto nuovamente uscire dal campo dopo appena un quarto d'ora. Ma Sannino assicura che quella di venerdì sera è stata una scelta ponderata: «Naturalmente ho parlato a lungo con Aquaro sulle sue condizioni, lui mi ha detto che voleva esserci ma la decisione finale è stata ovviamente la mia. Ho deciso di rischiarlo perché a me interessava avere un giocatore di personalità per un tipo di partita come quella di Padova. Ma è andata come è andata». Aquaro comunque si è fermato in tempo senza forzare. Naturalmente non ci sarà domani sera a Padova in Coppa Italia, ma forse con qualche altro giorno di recupero potrebbe essere disponibile per la partita casalinga contro il Gubbio. Situazione insomma da monitorare nei prossimi giorni. Il vero problema è quello di Mori, che doveva essere il leader della difesa e appena rientrato dall'infortunio di quest'estate è di nuovo andato ko. Ora da circa un mese gli è stata data la possibilità di andare a curarsi dove confida di poter mettersi definitivamente a posto. La speranza di tutti è che la situazione sia in fase di soluzione.

Nel frattempo Sannino elogia un altro pregio della sua Triestina, ovvero la capacità dei suoi ragazzi di saper giocare in vari modi, con vari moduli come è successo nell'ultimo mese, e di sperimentare con successo tutte le novità ideate: «I ragazzi finora sono stati straordinari - spiega il tecnico - da fuori può sembrare che cambiare sistema di gioco metta in difficoltà i giocatori, invece ritengo che per noi questa sia una grande risorsa. E badate che non sono mai improvvisazioni, ma si tratta di cose che proviamo e riproviamo in allenamento, e alle quali i ragazzi hanno risposto sempre bene. E saper cambiare sistema di gioco è sempre un vantaggio».

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Domani in Coppa Italia la rivincita all'Euganeo

Per gli alabardati è già ora di tornare all'Euganeo. Domani sera infatti (inizio ore 20.30) va di nuovo in scena Padova-Triestina, stavolta valevole per i sedicesimi di finale della Coppa Italia di serie C. Sannino non avrà a disposizione, oltre agli infortunati Aquaro, Grillo e Mori, neanche Acquadro, che in Coppa Italia è squalificato. Probabile l'utilizzo di giocatori che fin qui hanno giocato meno, anche se l'intenzione è quella di cercare la qualificazione.La gara è secca: chi vince accede agli ottavi. In caso di parità si giocano i supplementari e gli eventuali rigori. Sono già qualificate al turno successivo il Vicenza (successo sul Pordenone) e l'Albinoleffe (2-0 sulla Pro Piacenza). Domani si giocano anche Paganese-Juve Stabia, Lecce-Bisceglie, Matera-Reggina e Trapani-Siracusa. Mercoledì ci sono Renate-Giana Erminio, Bassano-Feralpi Salò, Reggiana-Prato, Pontedera-Lucchese, Viterbese-Teramo, Casertana-Sambenedettese, Catania-Cosenza. La prossima settimana Piacenza-Alessandria e Livorno-Arezzo. (a.r.)

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