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La rassegna stampa sandrina di martedì 18 ottobre 2016


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LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI MARTEDI' 18 OTTOBRE 2016

Da Il Piccolo di Trieste

Unione, cambiano le pedine ma arriva sempre la vittoria
Merito anche di Andreucci
Il tecnico grazie alla buona rosa messa a disposizione dalla società
sa ritoccare la formazione di partenza e azzecca gli inserimenti in corsa

di Antonello Rodio

Il bello di questa Triestina che viaggia in vetta alla classifica, è che cambiando i fattori il prodotto non cambia. E se i conti ancora non tornano, la mossa per risolvere il bandolo della matassa finora è stata sempre azzeccata. Metafore per dire che se l'Unione per ora è davanti a tutti, è anche grazie a una rosa che non si ferma ai soli undici titolari e che le decisioni di mister Andreucci a partita in corso hanno sempre funzionato. Certo, sono ragionamenti che in questo momento della stagione senza infortuni (e tutti sperano sia sempre così) e senza squalifiche, possono risultare semplicistici. Ma fisiologicamente nel calcio ci sono periodi in cui si deve ricorrere anche alle cosiddette seconde linee, ecco perché rincuora il fatto che al momento la gestione dell'intera rosa funziona come un orologio svizzero. E a confortare la sensazione ci sono anche le parole del tecnico sui ragazzi che stanno giocando meno ma sono altrettanto validi.

Sta di fatto che si soffre col Cordenons e le entrate di Corteggiano e Celestri mettono in cassaforte il match, con Legnago e Altovicentino entra Dos Santos e fa due assist vincenti, a Este si invertono il ruolo dei giocatori in attacco e si vince comunque 2-0, nell'immediata vigilia della sfida con il Calvi Noale Serafini ha un problema ma la squadra crea lo stesso occasioni, poi entra lo stesso Serafini (assieme a Turea) e risolve la partita. C'è l'impressione insomma che pur lavorando su una base ben chiara che dà la necessaria stabilità e fornisce continuità, apportando talvolta qualche modifica il palco resta sempre ben saldo in piedi, e le eventuali correzioni in corso d'opera riescono sempre a centrale il loro scopo. Non a caso Andreucci domenica ha voluto proprio citare alcuni ragazzi che stanno giocando meno, assicurando che anche loro meritano di trovare spazio. Domenica a centrocampo è stato il caso di Carraro, giocatore diverso da Turea ma utile appunto per le sue diverse caratteristiche. Nello stesso reparto Frulla si era già reso utile in precedenza, Di Dionisio ha giocato con il Calvi Noale i suoi primi minuti stagionali, mentre il tecnico ha voluto ricordare quello che finora è stato forse il più sacrificato di tutti, ovvero il classe 1998 Celestri, che è una preziosa pedina da giocarsi a centrocampo ed era pronto a rendersi utile perfino da terzino sinistro in caso di forfait di Pizzul. E poi lo stesso Dos Santos, il Marchiori pronto a fare il suo ruolo di difensore centrale ma improvvisatosi anche perno di centrocampo, e ancora il Crosato che a Este aveva fatto il suo debutto stagionale. Tutti tasselli di un puzzle che finora si incastrano alla perfezione.

PULLMAN Tifosi pronti a seguire la Triestina anche domenica prossima in trasferta, per la sfida contro l'Arzignanochiampo. Il Centro di coordinamento organizza la trasferta in pullman ad Arzignano: il costo del viaggio è di 18 euro per i soci e di 20 euro per i non soci. Per prenotazioni telefonare allo 040382600 ogni pomeriggio dalle 16 alle 19. Anche la Curva Furlan organizza un pullman: costo 15 euro, adesioni al numero telefonico 3423597141. 

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Bajic: «Neppure in Lega Pro questo tifo»
Il terzino: «Sono felicissimo della scelta di Trieste. Domenica bravi a essere pazienti»

Finora è uno dei giovani più positivi della stagione: il terzino destro Stefan Bajic, 19 anni da appena un mese, domenica contro il Calvi Noale è stato autore di un'ottima prestazione, trovando subito un riscatto dall'opaca prova di Este: «A dire la verità la settimana scorsa stavo anche male fisicamente - afferma Bajic - stavolta è andata decisamente meglio. Ho fatto tanti dribbling e incursioni? Sì, perché in questa partita avevamo molto più spazio sugli esterni, infatti loro erano più compatti dietro e quindi noi terzini potevamo fare qualcosina in più per aiutare anche la manovra in avanti».

A parte la positiva prestazione personale, il terzino nato a Fiorenzuola d'Arda da genitori montenegrini e proveniente dalla Berretti della Cremonese, riconosce che la vittoria sul Calvi Noale è stata tutt'altro che semplice: «In questo campionato tutte le partite sono difficili - dice Bajic - ci sta di trovare tante avversarie che si mettono tutte in difesa e serve sempre un gol per sbloccarla. Ma noi siamo stati bravi anche a esser pazienti, abbiamo aspettato e quando abbiamo trovato il pallone giusto è arrivato il rigore e poi il gol». Per il resto, il giovane difensore non può che essere soddisfatto di questo avvio di stagione: «Io sono contentissimo della scelta di venire a Trieste e in effetti per ora stiamo andando benissimo, speriamo di continuare così con questi risultati. Il nostro obiettivo è di cercare di stare lì fino alla fine e cercare di vincere, ma ritengo che sia troppo presto per dire se potrà essere davvero solo una partita a due fra noi e il Mestre: il campionato finisce appena a maggio, però se si continua a vincere e stare in alto è meglio. Anche il pubblico ci sta dando una grossa mano: neanche in Lega Pro si vede questo tifo e uno stadio così, è entusiasmante e l'ambiente attorno a noi è bellissimo anche in settimana. Trieste merita di stare più in alto di questa categoria».

Bajic riconosce che il suo percorso di crescita è agevolato anche dalla presenza di due centrali esperti come Leonarduzzi e Aquaro: «Oltre che validissimi come calciatori, loro sono molto bravi anche come persone, sono degli educatori che aiutano molto e con la loro esperienza danno una mano a noi giovani». (a.r.) 

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Pipitone: rispondo alle critiche con i fatti
Il centro: «L’importante era vincere e anche grazie agli altri ho dato il mio contributo»
 
Messo sotto accusa dopo le prime deludenti prestazioni stagionali, contro la Proger Chieti il reparto lunghi dell'Alma ha saputo riscattarsi. Incidente solo a tratti Parks, ancora alla ricerca della miglior condizione, al fianco dell'immarcabile Matteo Da Ros e di un Alessandro Simioni capace di farsi sentire sia in attacco che in difesa, è stato Vincenzo Pipitone la sorpresa positiva della sfida. Del pivot siciliano sono piaciuti l'approccio mentale e una determinazione spinta ai massimi livelli: coach Dalmasson lo ha chiamato in causa lanciandolo nel quintetto titolare, lui ha risposto con determinazione garantendo una presenza costante sotto i tabelloni. I dieci rimbalzi (di cui cinque offensivi) nei 15' di partita parlano per lui ma la fotografia migliore della partita di Pipitone sta tutta nei minuti iniziali: Vincenzo stoppa Mortellaro con una grande azione difensiva poi vola sul ribaltamento di fronte prendendo posizione in area per ricevere l'assist di Da Ros e convertire il canestro del 10-0 dopo 4'.
 
«Contento della mia prestazione? Più che altro contento della prestazione della squadra- il suo commento nel dopo partita- perchè è chiaro che mai come questa sera contava la vittoria. Volevamo toglierci il peso delle prime sconfitte dalle spalle, esserci riusciti ci fa tirare un bel sospiro di sollievo». Nessuna rivincita personale da prendere, piuttosto la voglia di dimostrare a chi gli ha dato fiducia che non si sbagliava. «Le critiche ci stanno- sottolinea Vincenzo- non ci faccio caso. Devo solo continuare a lavorare come sto facendo per dimostrare a chi mi ha voluto ancora a Trieste che non si sbagliava. Domenica sera sono riuscito a dare il mio contributo e questo anche grazie all'aiuto dei miei compagni». Stimolato a riguardo, Pipitone spende una parola positiva per Matteo Da Ros. «Avete visto che partita ha giocato Matteo ma prima che al giocatore vorrei esprimere un ringraziamento al Da Ros compagno di squadra. Matteo è una splendida persona, ha portato nel gruppo la sua esperienza e i suoi consigli sono preziosi per prepararsi nel modo migliore alle partite e affrontare nel modo giusto gli avversari». (lo.ga.) 
 
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Alma, alla terza il solito riscatto
Il collettivo scaccia i fantasmi
Come lo scorso anno la squadra di Dalmasson ha ritorvato la sua identità al PalaRubini contro Chieti. Intensità difensiva e attacco con ottime percentuali. In attesa che Parks ritorni sui suoi livelli

di Lorenzo Gatto

La metamorfosi biancorossa si è compiuta. Era accaduto lo scorso anno, con il successo a spese di Imola che aveva cancellato i passi falsi contro Verona e Mantova, si è verificata puntuale anche in questa stagione con la larga vittoria contro Chieti che ha spazzato i dubbi e le insicurezze createsi dopo i ko rimediati contro Treviso e Roseto. Da bruco a farfalla, il tutto in quaranta minuti. Quaranta minuti che hanno consentito all'Alma di spazzare via la Proger e ai tifosi di ritrovare sul parquet la squadra sicura e determinata dello scorso campionato. Il gruppo e la forza del collettivo sempre davanti al talento dei singoli.

Ciò che con Treviso si era visto solamente a sprazzi e a Roseto era mancato, con cinque uomini in doppia cifra e gli altri a recitare il ruolo di comprimari, è stato invece il punto di forza della vittoria di domenica. Trieste è partita dalla difesa per annullare gli avversari e trovare energia sull'altro lato del campo. Ha tenuto a 52 punti un'avversaria reduce dal convincente successo a Ferrara e che in queste prime giornate di campionato aveva mostrato tutte le sue qualità guadagnandosi il ruolo di leader nella speciale classifica della valutazione mentre in attacco ha trovato prezioso contributo da tutti. Sugli scudi un inarrestabile Matteo Da Ros, mvp indiscusso della partita con una prestazione d'autore ben supportato da Green e da un precisissimo Baldasso. Javonte sembra sempre più a suo agio negli schemi dell'Alma e ieri ha mostrato sprazzi di grande pallacanestro, Baldasso, con il 66% dall'arco dei 6.75 (4/5 a Roseto e 4/7 domenica), si sta confermando il tiratore più affidabile a disposizione di coach Dalmasson. Ma al di là di quanto raccontano numeri e statistiche, è stata importante la presenza di Pipitone e Simioni, il ruolo di un Prandin bravo a confermarsi alter ego di Bossi e l'energia di capitan Coronica che ha portato sul parquet tutta la sua voglia di vincere lavorando con la squadra e risultando, assieme a Da Ros, assist-man della partita.

Capitolo particolare merita il momento di Parks. Ne parliamo a parte ma le parole di Dalmasson nell'immediato dopo Proger fotografano al meglio il momento dello straniero dell'Alma. «Lo scorso anno ci ha dato una mano a superare momenti di difficoltà, adesso è la squadra che deve aiutarlo a ritrovarsi» ha detto il coach biancorosso. Lettura perfetta, partendo dalla considerazione che essendo un ragazzo intelligente, Jordan saprà trovare il modo di tornare a incidere sulle partite. Un valore aggiunto fondamentale per l'Alma nella speranza di essere competitiva in vista delle prossime trasferte. Domenica a Verona contro una Tezenis arrabbiata e vogliosa di riscatto dopo l'inatteso passo falso interno contro Piacenza e, la settimana dopo, a casa di Boniciolli, Ruzzier e Gandini in una sfida alla Fortitudo che si preannuncia tanto affascinante quanto difficile. 

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