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La rassegna stampa sandrina di lunedì 24 ottobre 2016


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LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI LUNEDI' 24 OTTOBRE 2016

Da City Sport

Alma vicina al colpo
Verona la risolve negli ultimi secondi
Non basta la grande reazione dell'ultimo quarto

di Alessandro Asta

Nonostante un autentico UFO di nome Frazier da 33 punti, l’Alma va vicinissima al colpo gobbo al PalaOlimpia di Verona: in un concitato finale punto a punto, Trieste perde di misura per 75-70, ritrovando un concreto Parks da 25 punti e 7 rimbalzi e arrivando a un passo dallo sbancare il parquet scaligero.

Pronti, via e uno degli ex di turno si accende subito, con Da Ros a infilare la difesa scaligera dalla media distanza. L’Alma parte bene sullo 0-4 al 4’, è però la difesa ospite a salire decisamente sugli scudi in avvio di sfida, con Verona a forzare e non poco in attacco. La Tezenis inaugura la propria partita con il sottomano di Diliegro, ma la buona circolazione di palla dei giuliani produce un nuovo +4 con il semi-gancio di Green (2-6): Verona continua a fare baruffa al tiro (1/5 dal campo) riuscendo tuttavia ad avvicinarsi sul -2 con Robinson prima di un’invenzione di tabella insaccata ancora da un ispirato Green. Il prodotto di Radford ne mette ulteriori due in pitturato, spingendo gli ospiti sul +5 del 6’ (5-10), anche se il momento d’oro dei biancorossi viene chiuso dalla Tezenis nel giro di trenta secondi sull’asse Frazier-Diliegro. Sul mini-break interno di 4-0 è da una tripla di Bossi che l’Alma costruisce un contro-parziale di 5-0 (9-15 al 7’). Complice la mano fredda dalla linea della carità (solamente 2/6 nel quarto iniziale) Trieste non riesce ad allungare nel punteggio, venendo raggiunta da una Verona sospinta da Diliegro già in doppia cifra di realizzazione alla prima sirena.
Dopo la parità a quota 15 del 10’, gli ospiti partono con acceleratore a tavoletta nel secondo periodo: prima Prandin, poi Parks confezionano due appoggi al vetro per il 15-19. La Scaligera continua a pasticciare un po’ sotto il ferro biancorosso, nuovamente Parks – stavolta con una schiacciata – la punisce: l’Alma mantiene tre lunghezze di margine al 14’ (18-21) ma ancora una volta l’inerzia cambia padrone in pochissimi istanti. I lampi in solitaria di un incontenibile Frazier producono l’11-3 di parziale per Verona, per la prima volta avanti nel punteggio sul 29-26. Con Prandin a fare il “castigamatti” dal perimetro, Trieste rimane ancorata ai veneti sul -2 del 18’, ancora con Frazier a mettere sulla graticola i giuliani nel finale di quarto (35-29, con ben 17 punti realizzati a metà gara). I biancorossi non pagano comunque eccessivo dazio a metà partita, chiusa con sole tre lunghezze di ritardo.

La Tezenis riparte dalla mano caldissima di Frazier (altri cinque punti imbucati in un amen), a cui segue uno slam-dunk di Green. La tripla di Baldasso riporta l’Alma a -3 (42-39 dopo quattro minuti di terzo quarto), in un momento del match dove si accendono sia Portannese su lato veronese che Bossi su quello triestino: è però sempre Frazier a fare il bello e cattivo tempo sul parquet, ispirando l’allungo scaligero del 27’ per il -11 di Trieste (54-43). Il massimo svantaggio giuliano raggiunge le 16 lunghezze nell’ultimo minuto di frazione, col 2+1 di un positivo Parks a dare leggermente ossigeno agli ospiti sulla terza sirena (59-46).
Ridotta alla canna del gas, l’Alma riapre i giochi nell’ultimo quarto: un buon break di 6-2 in proprio favore riporta provvisoriamente i biancorossi sotto la doppia cifra di gap (61-52). C’è fiducia nei giuliani e la si vede a occhio nudo: Parks ma soprattutto Bossi rimettono ulteriormente le cose a posto per gli ospiti, solamente a -5 a sei minuti dal termine. Verona sembra spegnersi sul più bello, Trieste si riavvicina ancora con una tripla di Parks (63-61) e risponde con la “bomba” di Coronica ai tre punti del solito Frazier. Il pareggio si materializza sul 68 pari con due liberi di Bossi a 2’30’’ ed è volata sino alla sirena finale: la Tezenis torna avanti con quattro punti di fila di Diliegro, l’Alma si mantiene ancora in vita con Parks a 10’’ dalla fine (72-70). E’ Brkic a chiuderla col 3/4 dalla linea della carità, ma Trieste esce a testa alta da Verona.

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Eugenio Dalmasson: "Positivo il nostro atteggiamento"

Non fa drammi coach Eugenio Dalmasson al termine della gara contro la Tezenis, con Trieste che si è tenuta in vita sino a pochi secondi dalla fine: “Sicuramente avevamo bisogno di trovare la continuità giusta per vincere qui a Verona, direi che tutti i miei giocatori sono stati bravi nel fornire l’atteggiamento giusto anche nei momenti difficili della partita. Il merito dei nostri avversari è stato quello di sfruttare le situazioni dove abbiamo peccato di fragilità e inesperienza: questi sono passaggi obbligati che una squadra come la nostra deve intraprendere, dobbiamo pertanto essere capaci di dare il massimo con il gruppo che abbiamo a disposizione”.

L’allenatore biancorosso esprime anche un giudizio sulla buona prova di Parks: “Ha dato senza dubbio un segnale importante all’interno del match, ma deve essere maggiormente la nostra guida per energia e carica che sa sprigionare. Sono certo che il vero Jordan non lo abbiamo ancora visto in questo inizio di stagione, tuttavia il suo apporto contro Verona è decisamente soddisfacente, specie se paragonato con quello di domenica scorsa”.

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Fabrizio Frates: "Soddisfatti di questo risultato"

Tira un sospiro di sollievo Fabrizio Frates, subito dopo la gara che ha visto la Tezenis tornare alla vittoria: “Siamo soddisfatti del risultato, anche perché iniziare la stagione con due sconfitte consecutive in mezzo a grande vittoria in trasferta era una situazione un po’ particolare per noi. Sicuramente i nostri problemi fisici continuano ad affliggerci, è altrettanto vero che in un momento di sofferenza come quello attuale si è vista una Verona generosa: ricordiamoci sempre che siamo partiti in questo campionato con un roster completamente nuovo, è logico dunque aver bisogno di tempo per creare una vera e propria identità di squadra”.

Frates analizza inoltre alcuni aspetti del match di ieri al PalaOlimpia: “Rispetto a quanto fatto vedere nelle partite precedenti siamo stati abili nell’entrare in campo con una solidità difensiva notevolmente diversa. Dovremo però analizzare la grande sofferenza nei rimbalzi rispetto a Trieste, un aspetto che è finito poi con l’influire lungo il corso di tutti i quaranta minuti. Ringrazio il pubblico, che ci ha dato una mano nei momenti difficili”.

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Da Il Piccolo di Trieste

Baijc spinge, França segna
È una Triestina da record
En plein in trasferta della formazione alabardata che si impone per 3-1 anche
sul terreno di un ottimo Arzignano. Decisivi il bomber e il giovane difensore

di Ciro Esposito

L’Unione non finisce di stupire. Alle vittorie larghe (quattro) lontano dal Rocco il popolo alabardato ci ha già fatto l’abitudine. Ma quello di ieri in terra vicentina è un altro tassello in questo sorprendente avvio di stagione da record (mai così)della Triestina di Andreucci che resta capolista con cinque squilli consecutivi è ha nella sua scia solo il Mestre. Perché il successo per 3-1 è maturato su un campo inisidioso contro una squadra ben costruita e presente sul campo in tutto l’arco della gara. Un Arzignano capace di reagire allo svantaggio iniziale (anche se su un rigore dubbio fischiato a Pizzul) ma soprattutto in grado di mettere davvero alle corde gli alabardati nei primi 10’ della ripresa. Il tecnico Beggio ha ottenuto promozioni e ha forgiato una squadra di ottima caratura. Ma Andreucci anche ieri ha dimostrato di saper cambiare in corsa in modo saggio. Il merito del successo va ancora all’attacco alabardato con una sponda “creativa” di Serafini per França (ma il brasiliano ammette che è un autogol di Vanzo che ha colpito di testa) proprio nel miglior momento degli avversari. Un attacco sorretto da un Bajic debordante sulla destra e capace ancora una volta di segnare e di ispirare le altre due marcature. Ma poi ci ha pensato il tecnico alabardato a rimettere ordine a centrocampo con l’inserimento (poco prima del gol) di Turea per Carraro e poi di Di Dionisio, con l’arretramento di Bradaschia e lasciando davanti Serafini e bomber França. Arzignano a quel punto sterilizzato anche se indomito fino agli ultimissimi minuti. Vittoria dunque dei singoli, del collettivo, dell’allenatore.

Insomma un successo di quelli che pesano nell’economia di una stagione. Corteggiano non può dare il suo importante contributo a centrocampo e si siede in panchina. Lo sostituisce Frulla. Carraro è ancora a destra la spalla di Cecchi. Dos Santos attende a bordo campo. Serafini torna in posizione arretrata a cercare di creare spazi per Bradaschia e França defilati. L’Unione ha il vantaggio di passare quasi subito, come era successo a Este. Corner pennellato di Frulla, difesa un po’ assorta e stacco vincente di testa di Bajic al secondo gol stagionale. Ma l’Arzignano si scuote quasi subito nonostante la propensione della capolista a fare la partita. Voltolini è bravo a smanacciare un tiro-cross di Bernasconi. I padroni di casa insistono con il pressing a tutto campo e con una trama offensiva efficace. Ma per passare serve uno dei pochi svarioni stagionali del bravo Leonarduzzi che offre una palla in area troppo rischiosa a Pizzul. E serve anche la generosità dell’arbitro di concedere un penalty su Bernasconi per l’intervento del baby terzino apparso ai più sulla palla. Maldonado non si fa pregare e infila Voltolini (28’). L’Unione continua a macinare ma la manovra non è fluida è l’Arzignano punge in contropiede con Romio sulla destra. Partita in equilibrio e risultato giusto ma i padroni di casa ripartono in quarta. E l’Unione è sorpresa. Tre occasioni in sequenza: la prima capita a Grbac che calcia alto, la seconda è costruita da Marchetti e deviata di piede da un ottimo Voltolini, la terza è “corretta” da un intervento in extremis di Pizzul. Andreucci inserisce Turea e ridà più equilibrio all’assetto. Ma il gol arriva da un cross non irrestibile di Bajic, sfruttato al meglio di testa da Serafini e deviato in rete da França (o meglio dalla testa di Vanzo. Per l’Arzignano è un brutto colpo. Di Dionisio entra per Frulla, França potrebbe raddoppiare ma viene spinto nel momento decisivo. È solo questione di tempo. Al 37’ Bradaschia lancia dalla trequarti, Bajic va ancora di testa con la sfera che sbatte sulla traversa e França è prontissimo per il tap-in. Fine dei giochi, nonostante la generosità dei vicentini. Serafini potrebbe anche fare il poker (intervento sospetto al limite di Kerezovic). Ma sarebbe stato troppo. L’Unione va avanti, l’Arzignano farà strada. Magari la prossima domenica al Del Molin contro il Mestre. E per la Triestina potrebbe essere la prima fuga. 

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Serafini: «Corriamo tanto ma attenti al Mestre»
«Dovremo cercare di non lasciare punti per strada contro chi lotta per salvarsi»

Il settore offensivo della Triestina sembra coordinato alla perfezione. Per due settimane il bomber Carlos França si era concesso una pausa realizzativa, e a risolvere le partite contro Este e Calvi Noale ci aveva pensato Serafini. Ieri, al Comunale di Arzignano, Matteo Serafini si è risistemato in posizione di trequartista, e come tale, è entrato in modo determinante nell'azione del vantaggio alabardato della ripresa, con una imperiosa sponda aerea per il ben posizionato collega brasiliano. Serafini si sofferma sull'importanza dei tre punti su un campo per tradizione ostico. «Arzignano è un campo difficile, i veneti fanno dell'organizzazione il punto di forza della loro squadra e sono più abituati di noi a giocare su un campo così pesante. Dopo il vantaggio non siamo riusciti a mantenere la concentrazione iniziale e il gol subito è arrivato infatti su una disattenzione nostra. Siamo stati bravi sugli episodi e nelle ripartenze, bravi soprattutto a concretizzare al massimo le occasioni che abbiamo creato». Una Triestina che a seconda dell'avversaria può cambiare posizioni in campo e interpreti… «L'importante è che non cambi il risultato - sorride Serafini - stiamo correndo tanto ma c'è un'altra squadra che fa altrettanto. Non dobbiamo mollare il colpo e restare sempre sul pezzo, lo dimostra il fatto che abbiamo conquistato sette vittorie e non abbiamo staccato il Mestre. Continuiamo sulla nostra strada consapevoli che è su questi campi e in questo tipo di partite che i punti valgono doppio».

Nel duello ormai limpido tra Triestina e Mestre quanto conteranno continuità e tenuta mentale? Serafini replica sicuro: «Senza dubbio sarà determinante la continuità nel duello col Mestre. Dovremo cercare di non lasciare punti per strada contro le squadre che lotteranno per salvarsi o di metà classifica». Prossimo avversario la Vigontina, da attendersi l'ennesima gara del Rocco contro una formazione arroccata. «Sono quelle partite in cui bisogna cercare di fare gol prima possibile per costringere l'avversario ad aprirsi - commenta Serafini - Sicuramente verranno per non prendere gol e portare via punti dal Rocco, noi non ce lo possiamo permettere. Dovremo cercare di colpire presto come fatto qui ad Arzignano sul primo calcio d'angolo». Domenica prossima al Rocco le risposte, una Triestina che finora sta collezionando record e spunti per gli statistici, si troverà a sfidare un altro tabù, quello di esultare al Rocco nel primo tempo, anche sotto la curva Trevisan. (g.r.) 

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Andreucci: «Dedicato ai tifosi e alla famiglia di Eugenio»
Il tecnico alabardato soddisfatto per la disponibilità da parte dei giocatori ad adattarsi ai cambi
di modulo in corsa. «Che bravi i nostri sostenitori al seguito ma penso anche a chi soffre da casa»

di Guido Roberti

Nessuna squadra aveva ancora violato la porta del Comunale di Arzignano. L'Unione di Andreucci lo ha fatto e per ben tre volte, impresa tutt'altro che facile. Arzignano squadra compatta e aggressiva, attrezzata in ogni reparto per disputare un campionato di medio-alta classifica. Andreucci parte da qui, dai meriti dell'avversario, che di conseguenza implementano i meriti giuliani. «L'Arzignanochiampo ha disputato un'ottima gara, ci ha messo sicuramente in difficoltà ad inizio secondo tempo. Nel primo tempo siamo partiti molto bene comandando il gioco, creando due occasioni e infatti abbiamo trovato la via del gol. La reazione dell'Arzignano è stata buona, il pareggio li ha esaltati e infatti ci hanno creato diversi problemi. È una vittoria molto importante su un campo difficile».

La svolta della gara a inizio ripresa. Voltolini salva il risultato, la Triestina realizza nel momento migliore dell'Arzignano Voltolini in questa partita è stato molto bravo, ha effettuato un paio di parate importanti e noi conosciamo le sue qualità. Abbiamo dimostrato di essere una squadra solida, lo dimostrano il vantaggio della ripresa e il gol che ha chiuso la partita. Abbiamo ancora molto da migliorare, da martedì si torna al campo e penseremo alla prossima gara con la Vigontina. Quali sono le sue valutazioni sui reparti e nel complesso sulla squadra? Mi è piaciuta la disponibilità di tutti, ad esempio quando siamo passati a quattro in mezzo. Con tre a centrocampo eravamo andati in difficoltà contro gli esterni dell'Arzignano, ho preferito rafforzare il centrocampo e avvicinare le punte. I ragazzi sono stati molto bravi ad interpretare a quel punto la partita, a crescere in corso e a vincerla. Giocare in trasferta con più di un centinaio di tifosi al seguito rappresenta un fattore in più? Mi piacerebbe dedicare questa vittoria in primis alla famiglia di Eugenio (Andreucci si riferisce al giovane cestista del Basketrieste Eugenio Rossetti scomparso qualche settimana fa in seguito ad un malore in campo, ndr). Abbiamo sempre il dovere di pensare al dolore di chi rimane, ed è stata una scomparsa che ci ha colpito molto. I nostri tifosi sono sempre bravi, dedichiamo a loro il successo visti i chilometri che si fanno, ma dedichiamo il successo anche a tutti quei tifosi che invece non possono venire con noi in trasferta, magari per una passione eccessiva costata una diffida. 

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L’Alma fa harakiri a Verona
Rimontata la Tezenis ha mancato il colpo del ko, finendo sconfitta per 75-70

di Matteo Contessa

L’Alma perde a Verona per due volte la stessa partita, concedendo alla Tezenis la prima vittoria interna del campionato con il punteggio di 75-70. Era partita avanti, la squadra di Dalmasson, ma si è fatta rimontare e staccare. Di nuovo è tornata in linea di galleggiamento, ma quando doveva dare solo il colpo di grazia si è inceppata, facendosi sfilare il match. Con una difesa quasi inappuntabile per quasi tutto il primo tempo aveva messo in soggezione i gialloblù di Frates, impedendo loro di trovare il ritmo partita. Per più di un quarto d’ora l’Alma aveva menato le danze soprattutto perchè Pipitone teneva a bada Diliegro sotto i tabelloni e gli esterni neutralizzavano Frazier e Robinson. Quando questa semi-perfezione è venuta a mancare per alcune rotazioni forzate, si sono accesi Diliegro e Frazier e hanno aperto la scatola, portando la Tezenis fino al +15 all’inizio dell’ultimo quarto. A quel punto loro sono tornati in panchina a tirare il fiato, l’Alma ha subito dimezzato lo svantaggio, ha preso fiducia riuscendo in una impensabile rimonta che, grazie a un clamoroso break di 22-7 in 5 minuti, l’ha riportata in parità (68-68) a meno di 3’ dal termine. Match in pugno e invece i biancorossi hanno sbagliato per tre-quattro volte di seguito in attacco e Diliegro-Brkic li hanno puniti, realizzando quei 7 punti che hanno deciso il match. Alla fine, a condannare i biancorossi sono stati il terzo quarto assolutamente inguardabile e la troppa imprecisione in attacco. Nella terza frazione Verona ha scavato il fossato decisivo, se l’Alma fosse rimasta a tiro forse il finale sarebbe stato diverso. Invece si resta a 2 punti e senza aver cancellato quei limiti di tenuta che stanno accompagnando questo avvio di stagione.

Senza Boscagin da una parte e Pecile dall’altra è stato buono l’avvio di partita dell’Alma soprattutto in chiave difensiva: 6-2 dopo 3’30”. Portannese non riusciva a tenere Green che ne approfittava, 8 punti in 5’. L’Alma arrivava così fino al 15-9, poi Pipitone che stava imbrigliando bene Diliegro è uscito con 2 falli, il giovane Simioni non è stato in grado di battagliare con Dane che nel finale di quarto ha infilato 6 punti e ha rimesso le cose in equilibrio al 9’: 15-15 alla fine del primo quarto. Per 5 minuti nel secondo quarto match in equilibrio con i biancorossi sempre avanti, poi si è acceso anche Frazier e ha rotto l’incantesimo: 7-0 di break tutto suo e la Tezenis per la prima volta in vantaggio, 25-21. Al’ala di Verona si è chiusa la vena, è diventato inarrestabile e si è messo a imperversare esattamente come fece Smith due settimane fa a Roseto: punti a ripetizione (17 punti in un amen), falli degli avversari, la Tezenis ha provato ad allungare: 35-29 al 18’. Parks e Green nel finale di quarto rintuzzavano in parte, si è tornati negli spogliatoi sul 35-32 per i gialloblù. Ma per l’Alma il peggio stava appena arrivando, con un brutto ritorno in campo che ha dato vigoria e fiducia agli avversari. Che ne hanno approfittato: Diliegro e Portannese hanno portato al vantaggio in doppia cifra, 54-43 al 28’, con l’Alma che sembrava un pugile all’angolo in balia dei colpi. Tezenis dilagante terza frazione chiusa sul 59-46, con un parziale di 24-14. La Tezenis volava fino al +15, 61-46, e i giochi sembravano chiusi già al 31’. Invece Dalmasson ha sistemato qualcosa, il ritorno in panchina simultaneo di Diliegro e Frazier (i due che hanno fatto la partita veronese) ha lasciato qualche chance in più e così è iniziata la repentina rimonta biancorossa: con il 15-2 di parxile confezionato in 3 minuti si era già a -2, 61-63, quando c’erano più di 5 minuti da giocare. E al 37’11” Bossi ha siglato dalla lunetta il pareggio, 68-68. Braccino corto per la Tezenis, ma paradosalmente cortissimo per l’Alma, che invece di affondare il fendente decisivo, ha sbagliato gli attacchi cruciali e ha concesso a Diliegro e Brkic di chiudere la contesa a proprio vantaggio. 

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Le tifoserie gemellate regalano un pomeriggio di sano spettacolo

di Lorenzo Gatto

Da Arzignano a Verona, 44 chilometri legati da un sottile filo biancorosso. Dopo aver visto la Triestina espugnare il campo vicentino mantenendo la vetta della classifica, i tifosi dell’Alma si sono catapultati al PalaOlimpia per sostenere la Pallacanestro Trieste. C'è fiducia nella squadra dopo il rotondo successo conquistato la scorsa settimana contro Chieti: una cinquantina i ragazzi della Nord a cantare in curva, altrettanti sulle tribune a sostenere i ragazzi di Dalmasson. Due furgoni Ducati, un pullman e qualche macchina al seguito: tanta roba soprattutto se rapportati agli spettatori che riempiono (a metà) il PalaOlimpia. Nessun problema di ordine pubblico, visto lo storico gemellaggio tra le due tifoserie. Se a Treviso il PalaVerde è stato vietato alla Fossa dei Leoni, a Verona il feeling sugli spalti è alto. Simpatico striscione della curva gialloblù al quale i ragazzi della Curva Nord rispondono con cori d'amicizia. Clima rilassato sugli spalti e dovrebbe essere sempre così. Sembra una banalità dirlo, invece la normalità nei palazzetti ormai è diventata un'altra. Pronti, via e lo spicchio biancorosso esplode sul primo canestro di Da Ros e vive con fiducia un primo quarto nel quale la fisicità di Green tiene a lungo l'Alma avanti nel punteggio. L'impressione è che Trieste però non sfrutti tutte le occasioni che la Tezenis le regala e infatti è Verona a chiudere, seppur di poco, avanti la prima frazione. Si riparte con la Curva Nord pronta a spingere i suoi ragazzi ma l'Alma è rimasta negli spogliatoi del PalaOlimpia. Sembra finita e invece Trieste ha energie da spendere e spinta dal tifo dei suoi tifosi torna in parità, 68-68, a due minuti dalla fine. Ci prova l'Alma ma non riesce a produrre lo scatto decisivo. «Butta de bever, Verona butta de bever» i titoli di coda della curva: non si può dire che i tifosi non l'abbiano presa con filosofia. 

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