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La rassegna stampa sandrina di venerdì 10 agosto 2018


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LA RASSEGNA STAMPA SANDRINA DI VENERDI' 10 AGOSTO 2018

Da Il Piccolo di Trieste

Da Ros: «Posso essere fondamentale anche in A»
Il giocatore, reduce dall'operazione al polso, non sa però quando potrà essere in campo: «Torno tra novembre e dicembre»

di Lorenzo Gatto

«Il mio rientro? Non so se sarà a metà novembre, fine novembre o dicembre».Così Matteo Da Ros si esprime circa le ipotesi sul suo ritorno in squadra. Operatosi a luglio a un polso dopo l'intensa stagione che ha sancito la promozione dell'Alma riportando Trieste in serie A, il lungo milanese ha iniziato il lento cammino che lo porterà a recuperare la miglior condizione in vista di una stagione importante per un giocatore chiamato a mettersi in gioco nella massima serie dopo gli ottimi campionati disputati da protagonista in serie A2. Il momento per misurarsi nel massimo campionato è arrivato, la cosa importante è che Da Ros possa farlo sfruttando al meglio le sue possibilità. Anche se questa, per lui, è la seconda estate difficile caratterizzata da un'operazione.

Come è andato l'intervento al quale si è sottoposto? "È andato bene, ci sono buonissime probabilità di tornare ad avere un polso normale per un ventottenne e non, come detto dal chirurgo, di avere un polso inutilizzabile a trentacinque anni. Quello che forse non si sa è che è stata un'operazione completamente diversa da quella dello scorso anno: è stato necessario un innesto osseo nello scafoide sinistro, con un pezzo della mia stessa cresta iliaca. Lo scafoide originario stava rischiando di sgretolarsi per via di una forma degenerativa di pseudo artrosi dovuta al fatto di aver giocato con un polso rotto per mesi ed essermi operato troppo tardi la prima volta".

Difficile, a questo punto, parlare di tempi di recupero? "Proprio perché è stata un'operazione complicata e parecchio invasiva, i tempi di recupero di allungano. Ho giocato per un anno intero con questo problema perché sentivo che la squadra, i compagni e il mio staff avevano bisogno del mio aiuto. Ora, però, devo mettermi al primo posto e salvaguardare il mio futuro anche, se non soprattutto, extra cestistico. E allora non so se il mio rientro potrà avvenire a novembre o a dicembre". Lo scorso anno anno il lavoro svolto con il prepatore atletico fu fondamentale per riportarla in campo in buone condizioni. Con Paoli avete già studiato qualcosa? "Ho ancora il gesso e solo ieri ho tolto i punti sia dal polso che dal fianco. Ci vorrà tempo. E tanta pazienza".

Al rientro, ci sarà l'impatto con un campionato, quello di serie A, che rappresenta per lei una novità. Che stagione si aspetta? "Campionato e situazioni diverse, completamente. Il mio ruolo all'interno del gruppo cambierà, ma sono convinto che se guarirò al 100%, sarò fondamentale anche per questa squadra". Della nuova Alma, invece, che idea si è fatto? "Mi sembra sia stato svolto un ottimo lavoro, come al solito d'altronde. Giocatori atletici, intercambiabili, in grado di fare tante cose sul campo".

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Pucelj esamina l'organico nella prima sfida in famiglia
La squadra triestina non è riuscita a trovare una sparring-partner in Croazia
o in Slovenia. L'allenatore: «Ma così ho potuto far giocare tutti i giovani»

di Lorenzo Gatto

Primo test in famiglia per la Pallamano Trieste a dieci giorni dall'inizio della preparazione. Sul parquet di Chiarbola tre tempi da venti minuti per sciogliere le gambe e alleggerirle dal peso della prima parte del lavoro precampionato. Per Peter Pucelj, nuovo tecnico biancorosso, l'occasione per verificare quanto le sue prime indicazioni tecniche siano state assorbite dal gruppo. «Abbiamo cercato uno sparring partner tra Slovenia e Croazia - ha raccontato Pucelj- ma tutti hanno cominciato a lavorare dopo di noi e nessuno si è reso disponibile. Meglio così, forse, abbiamo una rosa molto lunga e non sarebbe stato possibile far giocare tutti. Così - conclude il tecnico sloveno - ho avuto la possibilità di vedere i ragazzi all'opera».

Capitani coraggiosi a guidare i rispettivi gruppi. La fascia alle colonne della pallamano Trieste: da una parte capitan Visintin, dall'altra il vice Carpanese. E se Marco catechizza i suoi con il tradizionale urlo "duri muli", nell'altra metacampo Carpanese lancia la sfida con un provocatorio "per carpa hip hip urrah" che alza da subito il livello della sfida. Sorrisi pre partita a parte, sul campo si fa sul serio sin dal fischio d'inizio. Pucelj affida le casacche rosse a Milanovic, Tocchetto, Sodomaco, Hrovatin, Sandrin, Visintin e Pernic opponendoli ai neri guidati in porta da Zoppetti con Radojkovic centrale, Miskulic e Carpanese terzini, Muran e Dovgan sulle ali e Di Nardo in pivot. Primo mini tempo da venti minuti controllato dai rossi che grazie alla maggior freschezza atletica dei giovani Hrovatin, Sandrin e Sodomaco prende sin dalle battute iniziali un largo vantaggio. Pernic finalizza con buone percentuali, la sua squadra gestisce bene il ritorno degli avversari chiudendo sul 16-9 il primo terzo di partita.

Secondi venti minuti caratterizzati dal ritorno dei neri. Di Nardo suona la carica, Miskulic si sveglia e con quattro reti di pregevole fattura trascina la sua squadra al successo parziale. Break di 15-10 e risultato che dopo 40' recita 26-24 per i rossi. Nell'ultimo quarto spazio per tutti: entrano anche Allia, Parisato per i rossi, Baragona e Mazzarol per i neri. Si completa nell'ultimo parziale la rimonta dei neri. 35-35 il risultato (ultimo parziale 11-9) con il gol di Radojkovic pareggiato a 22 secondi dalla fine da un sette metri di Sandrin. Archiviata l'amichevole in famiglia, oggi ultimo giorno davoro in attesa di riprendere gli allenamenti la prossima settimana. Potrebbero esserci novità per quanto riguarda l'arrivo del secondo straniero, il terzino sinistro che completerà il gruppo a disposizione di Pucelj. Martedì potrebbero esserci finalmente novità sul parquet di Chiarbola.

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Pavanel: «Sarà la duttilità il segreto dell'Unione»
Il tecnico commenta il momento della squadra dopo la buona amichevole vinta a Postumia contro l'Ankaran

di Guido Roberti

Le prime amichevoli della stagione del centenario, inframezzate dall'impegno di Coppa Italia a Pisa, sentenziano una chiara volontà dell'allenatore Pavanel nel cercare di dare più opportunità e sbocchi alle qualità dei suoi ragazzi, come singoli e di riflesso come squadra. Da questo punto di vista, l'amichevole di Postumia vinta 4-0 contro l'Ankaran ha fornito spunti piuttosto netti, in particolare il 4-2-3-1 della ripresa non solo ha divertito i presenti, ma probabilmente ha convinto Pavanel a registrare con maggior consapevolezza la soluzione tattica come prima alternativa al fedele 4-3-1-2.

«Andiamo avanti a fare prove, queste partite servono per questo, devo capire dove i giocatori possono rendere meglio e come possiamo cambiare pelle. Abbiamo diverse possibilità, sta a me trovare il modo giusto a seconda della partita, dell'avversario e dello stato di forma. Un test per noi importante» spiega Pavanel.Certo, comunque che quello contro l'Ankaran è stato un test ben diverso da quello precedente visto a Santa Croce. «Avevamo di fronte un avversario diverso rispetto al Vesna - spiega infatti il tecnico -, però ho visto nel secondo tempo la voglia di tendere in avanti, e buona determinazione negli ultimi 16 metri. Nel primo tempo invece abbiamo avuto alcune situazioni nelle quali avremmo dovuto essere più ficcanti, nel secondo lo siamo stati, anche belli da vedere».E allora è stata proprio la duttilità l'arma in più mostrata dagli alabardati. «Una duttilità - spiega Pavanel - che dobbiamo avere in questo campionato. Non dimentichiamoci che ci sono 5 sostituzioni, se giochi sempre alla stessa maniera sei abbastanza prevedibile, poter cambiare facendo leva su giocatori imprevedibili: faccio l'esempio di Procaccio e Petrella, fa diventare le cose più difficili per le avversarie cui cambiano i riferimenti. L'idea è questa, i ragazzi stanno rispondendo e dopo questa amichevole sono decisamente più contento rispetto la partita contro il Vesna".

Infine, Pavanel si sofferma anche sull'ultimo innesto offertogli dalla società, Thomas Bolis. «Viene da una scuola importante come quella dell'Atalanta - analizza il mister alabardato -. È ancora presto, ma si nota la capacità di giocare la palla in verticale, con una certa forza. Si gira sempre, vuole giocar la palla. Dovrà combattere dal punto di vista fisico, la grande discriminante per tutti i ragazzi che escono dal contesto giovanile, ma ho intravisto qualità importanti per noi.

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Thomas Bolis si presenta
«Pronto a confrontarmi puntando sulle mie qualità»
Il giovane bergamasco è l'ultimo arrivato in casa alabardata
ma ha già potuto mettersi in mostra nell'ultimo test oltre confine

Una scuola calcio che da almeno un ventennio sforna giocatori da massima serie a cadenza regolare. La tradizione e la cura per il settore giovanile dell'Atalanta non hanno bisogno di presentazioni. L'esserne stato capitano della Primavera nerazzurra, avendo fatto capolino quale convocato anche in serie A, è una ulteriore ottima credenziale. La serie C, ricca di marpioni della categoria e spesso di avversari pratici piuttosto che eleganti, sarà dunque un banco di prova attendibile per Thomas Bolis, l'ultimo arrivato in casa alabardata, classe '98 e bergamasco doc. Nemmeno due giorni di permanenza a Trieste e il giovane centrocampista ha potuto saggiare il campo con i suoi nuovi compagni nella ripresa dell'amichevole di Postumia, schierato in mediana assieme a Maracchi, nel 4-2-3-1 disegnato da Pavanel.

Bolis, quali sono state le sue prime sensazioni? "È la prima volta che gioco una squadra fatta di adulti, in una grande società con ottimi compagni. Mi sto ambientando, fin da subito, e spero di iniziare presto questo nuovo campionato". Cosa l'ha convinta a venire a Trieste? "Ho avuto diverse richieste, ho aspettato ma quando ho visto che c'era la possibilità di venire a giocare nella Triestina non ho esitato. Appena si poteva concretizzare, ho accettato perché questa è una piazza importante, una grande città e un club con una storia importante: per di più proprio quest'anno compie i 100 anni. Una motivazione in più per venire a Trieste".

Quali sono le sue caratteristiche e su cosa crede ci sia da migliorare? "Sono un mediano a cui piace impostare il gioco, mi considero quindi soprattutto un costruttore. Devo migliorare sotto tutti i punti di vista, ho appena compiuto 20 anni per cui ho tutto il tempo davanti a me. Di certo vorrei migliorare la rapidità e l'aggressività nella fase di non possesso".La serie C sarà un bel banco di prova.."Sarà decisamente una esperienza importante per me, in un campionato nel quale ci si può confrontare con gente che magari gioca da 15 anni in questa categoria, per cui bisogna subito adattarsi e al tempo stesso cercare di farsi vedere il più possibile facendo leva sulle proprie qualità".

Come è stato l'impatto con i nuovi compagni? "Sono tutti bravissimi ragazzi, sono qui da pochi giorni e ovviamente ho legato prima con quelli con cui condivido l'abitazione. Ma piano piano mi sto ambientando e lo farò con tutti". 

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