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Terremoto a Giava


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Da Corriere.it

Terremoto a Giava, oltre 3mila vittime

Epicentro vicino alla città di Yogyakarta e al tempio di Borobudur. Migliaia di feriti. Non risultano finora vittime italiane

GIAKARTA - Si aggrava di ora in ora il bilancio del violento terremoto che ha colpito all'alba l'isola di Giava, in Indonesia. La scossa, di 6,2 gradi della scala Richter, è stata avvertita alle 5,54 (le 0,54 in Italia) di sabato, e ha seminato morte, devastazione e disperazione a Yogyakarta, l'antica città reale sulla costa meridionale dell'isola indonesiana. Il bilancio ancora provvisorio fornito dal governo di Giacarta parla di oltre 3mila morti e diverse migliaia di feriti, molti dei quali in gravissime condizioni; centinaia gli edifici rasi al suolo o distrutti, aeroporto inagibile, 200mila gli sfollati (stima la Croce Rossa).

Stando alle prime verifiche condotte dall'ambasciatore italiano a Giacarta, Francesco Greco non risulterebbero italiani tra le vittime. «Per ora le informazioni avute dalla polizia e dall'Unità di crisi indonesiana indicano che non ci sono vittime di razza caucasica a eccezione di un cittadino olandese», ha detto l'ambasciatore precisando che «è d'obbligo» in situazioni come questa parlare di «dati provvisori».

LA SCOSSA - L'epicentro è stato localizzato vicino alla costa a 25 km a sud-ovest della città di Yogyakarta, nelle cui vicinanze sorge il tempio di Borobudur, il più grande complesso buddista del mondo che è rimasto danneggiato (ancora da verificare l'estensione e la gravità dei danni agli edifici del IX secolo). Dopo il sisma è stato notato un aumento dell'attività del vicino vulcano Merapi, entrato in attività nelle scorse settimane. Non è stato lanciato un allarme tsunami.

SOCCORSI CON L'ESERCITO - Il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha ordinato all'esercito l'evacuzione dei superstiti. I nove ospedali della zona sono in crisi per l'affollamento dei feriti, secondo la Croce rossa indonesiana. Testimoni hanno riferito che centinaia di case sono crollate, anche molti uffici ed edifici governativi sono stati rasi al suolo. Migliaia di persone si sono accampate nella piazza principale di Yogyakarta e migliaia di altre hanno trovato rifugio all'interno di moschee, chiese e ospedali della regione. Il sottosegretario ai Trasporti, Hatta Rajasa, ha riferito che l'aeroporto di Yoyakarta è stato chiuso perché la pista è stata danneggiata. Danni anche alle strade che portano alla costa e alcune aree sono rimaste senza energia elettrica.

NAPOLITANO: «L'ITALIA VI È VICINA» - «Sono profondamente addolorato per la notizia del violento terremoto che ha colpito l'Indonesia e che ha provocato la perdita di tante vite umane». Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio di cordoglio inviato al presidente indonesiano Yudhoyono. «In questa tragica circostanza l'Italia, unita al suo Paese da stretti legami di amicizia e di collaborazione, si sente vicina la popolo indonesiano». Ad oltre quindici ore dalla violenta scossa di terremoto che ha colpito l'area intorno alla città di Yogyakarta, sull'isola indonesiana di Giava, «non risulta nessun italiano tra le vittime di razza caucasica già identificate dalle autorità locali». Lo ha confermato all'Ansa l'ambasciatore italiano a Giakarta Francesco Maria Greco. «Per ora le informazioni avute dalla polizia e dall'Unità di crisi indonesiana indicano che non ci sono vittime di razza caucasica ad eccezione di un cittadino olandese», ha detto l'ambasciatore precisando che «è d'obbligo» in situazioni come questa parlare di «dati provvisori».

GLI AIUTI - Un volo speciale con 27 tonnellate di beni umanitari è stato allestito su indicazione del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, per le popolazioni dell'Indonesia colpite dal terremoto. L'aereo con i generi di prima necessità, allestito dalla Cooperazione allo sviluppo della Farnesina, contiene tende multiposto, coperte, set di cucina per famiglie, rotoli di plastica, generatori elettrici, pompe idriche, unità di purificazione per l'acqua e taniche per un valore complessivo di circa 155mila euro.

27 maggio 2006

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Povera gente :ehno:

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gò sentì anche mi in tv, ma visto che iero sai imegnado nel week end no savevo ben de preciso tuto laccaduto...

come sempre, quando accadi robe del genere, no go parole...

purtroppo la zona evidentemente xè infelice soto el punto de vista ambientale... :ehno:

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