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Trafici Portuali (iera: Anek Lines scampa)


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Ogi sul Picolo xe scrito che l'Anek Lines scampa a Venezia a partir da genaio...

niente più tragheti per la Grecia....

meno turisti d'estate che se fermerà a Trieste andando in Grecia...

e la grande comunità grega de Trieste?

e tuti i greghi che studia (per la maggior parte medicina) a Trieste?

Adeso i doverà andar a Venzia a ciapar el tragheto...

Che bel... proprio bel...

:ehno::disgust:

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mi spero che vegni presto qualchidun altro xche saria veramente un peca', ricordemose cmq che la anek in tuto el tempo che xe vignuda qua ga provedu' a butar zo piu volte la banchina del molo audace, a far cascar diverse auto in mar, e romper la banchina davanti el savoia quindi spero che rivi veramente qualchidu mejo :D :D :D

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  • 2 months later...

Quele che par bone notizie xe ogi sul Picolo:

la MCS ga deciso de resta ancora per rivalutar l'attività del porto alla luce de quela che sembra una mossa che se ga dà de recente...

visto che se tratta della seconda compagnia de trasporto merci al mondo, dopo la evergreen presumo, diria che la notizia no pol che esser bona...

speremo che no i resti delusi de novo e no i scampi via sul serio :rolleyes:

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  • 1 year later...

Dal sito dela region:

TRIESTE, 5 GIU - L' Autorità Portuale di Trieste "sta operando per portare a soluzione i problemi e ricreare le condizioni ottimali per la ripresa dei collegamenti con la Grecia": lo afferma oggi una nota della dirigenza dello scalo giuliano. I traffici passeggeri da e verso la penisola ellenica erano stati interrotti al termine del 2004 per decisione della società Anek Lines, che aveva preferito utilizzare il Terminal passeggeri di Venezia. "L' Autorità Portuale - prosegue la nota - ha adottato tutte le iniziative utili a soddisfare le esigenze degli armatori, in primis avviando e finanziando il progetto del raddoppio della rampa di ormeggio, lavoro che è stato condizionato nella tempistica - precisa il testo - dalle laboriose procedure ambientali connesse con il problema dei siti inquinati". Secondo quanto comunicato all' epoca dalla società Anek, tuttavia, "non erano maturate le sinergie imprenditoriali locali necessarie, soprattutto - precisa l' Autorità portuale - nei rapporti tra armatore e terminalista". Per quanto riguarda invece la recente chiusura del Servizio Passeggeri gestito dalla Tirrenia da e per le località costiere istriane, il comunicato specifica che esso "rappresentava l' ultima tranche dei collegamenti internazionali tra l' Italia e i vicini Paesi dell' ex Jugoslavia, sostenuti dai contributi erogati tramite la legge finanziaria, in virtù degli impegni di cui al Trattato di Osimo. Essendo venuto a mancare il sostegno economico - conclude la nota - il collegamento marittimo è cessato". (ANSA).

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  • 7 months later...

ripesco sto topic disendo che finalmente un minimo de ripresa in porto ghe xe, dopo l'eser cascai SAI in basso nei 2 ani pasadi:

De bon xe che xe i rinfusi liquidi (petrolio) in calo, quindi i container, che se no sbaio "val" de più, ga un discreto aumento.

Capimose, se vivacchia ancora, no stemo diventando un porto del mar del Nord.. e Capodistria ne dà straze in 1000 setori diferenti. Ma, se no altro, se va in meio... sperando in un piano regolator e de espansion del porto.

Oviamente ben i pasegeri, che no xe milioni, ma i xe "de qualità", per la storia dele crociere.

dal sito del ANSA

PORTI: TRIESTE, NEL 2006 +0,94% NELLA MOVIMENTAZIONE

(ANSA) - TRIESTE - Il 2006 si e' chiuso positivamente per il porto di Trieste: 48.167.718 le tonnellate complessive di merce sbarcata-imbarcata, rispetto alle 47.718.331 tonnellate del 2005, per una crescita di +0,94%. La crescita e' stata prodotta - ha reso noto l' Autorita' portuale - essenzialmente dai risultati raggiunti dal traffico di merci varie in colli e dai traffici specializzati. In particolare, a fronte di una certa stabilita' nei comparti rinfuse (rinfuse liquide: 37.765.398 tonnellate, -0,54% rispetto al 2005; rinfuse solide: 1.977.314, +0,73%), il settore delle merci varie in colli, con 8.425.006 tonnellate movimentate nel 2006 rispetto a 7.785.074 tonnellate del 2005, vede una crescita di +8,22%. Il Terminal contenitori, con 220.310 TEU sbarcati-imbarcati, fa segnare nell' anno appena concluso un livello mai raggiunto in precedenza, e nel raffronto con i 198.319 TEU del 2005, riporta una crescita di +11,09%. Le merci trasportate in contenitore assommano a 2.397.942 tonnellate (+3,61% rispetto al 2005). In ulteriore ripresa il comparto RoRo-Ferry, che nel 2006 ha sbarcato-imbarcato 207.378 automezzi con 5.680.786 tonnellate di merce trasportata, chiudendo pertanto l¿anno con incrementi rispettivi di +5,21% nel numero di camion e di +6,77% nel quantitativo (tonnellaggio) di merce relativo. Il comparto passeggeri nel 2006 ha registrato la mancanza dei collegamenti veloci con l' Istria attivi sino al 2005 ma ne e' stato ampiamente compensato dalla notevole crescita del movimento crocieristico, tanto da chiudere in attivo: 103.408 passeggeri rispetto ai 90.523 del 2005 (+14,23%); di questi, oltre 40.000 sono stati i crocieristi transitati o sbarcati-imbarcati a Trieste, con una netta predominanza di passeggeri che hanno usufruito della linea attivata nel nostro porto da Costa Crociere.(ANSA). COM-GRT/SM

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  • 2 weeks later...

si, efetivamente el fronte crociere va sai sai ben..!

Msc: Trieste come home port di Opera

La compagnia rafforza inoltre la sua presenza nell'Adriatico settentrionale

E' stato sancito oggi dal management di Msc il legame tra la compagnia e Trieste, oltre all’ingresso del capoluogo friulano nella programmazione 2007 della società e nei futuri piani di sviluppo. Msc conferma, così, il proprio interesse per la città e la propria presenza strategica sull’area Triveneto: saranno 9 gli scali effettuati da Msc Opera per un totale di circa 30.000 passeggeri movimentati. Nel 2007 la nave giungerà a Trieste per la prima volta il 17 settembre e sarà presente ogni lunedì nel capoluogo friulano fino al 5 novembre per crociere di 7 notti alla scoperta di Grecia e Croazia (Trieste, Ancona, Gythion, Pireo, Corfù, Spalato). Msc Cociere potenzia così la propria espansione nei porti dell’Adriatico settentrionale, inserendo Trieste nella programmazione di quest'anno e rafforzando il legame con una città che rappresenta un vero e proprio ponte con l’Europa dell’Est. “Trieste sta acquistando per Msc un valore sempre più importante nei piani di espansione della compagnia - dichiara Leonardo Massa, direttore commerciale Italia e Spagna di Msc -. Siamo molto incoraggiati dalle proiezioni di vendita e dall’entusiasmo che ci manifestano i nostri partner commerciali sul territorio. Oltre ai passeggeri stranieri, infatti, registriamo un interesse crescente proprio dal bacino d’utenza prossimo all’area triestina”.

http://www.guidaviaggi.it/detail.lasso?id=77333

per el "friulano" mandeghe pur email de protesta, mi go za fato (ormai xe un classico.. ma se no altro quasi sempre i provvedi, xe de dir :D)

Area Triveneto

Roberto Rambaldelli

Email: rrambaldelli@givisrl.com

Divisione Web

Fabrizio Carioni - Golem100 Srl

Email: fabrizio@golem100.com

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E nel fratempo semo el terzo porto de italia, no più el secondo (almeno secondo sto articolo.. Gioia Tauro e Napoli, dove i xe?). E dir che Taranto ga iniziado a portar container solo nel 2000...

Nel 2006 movimentate quasi 50 milioni di tonnellate. L´incremento è stato del 3,7 per cento

Porti, Taranto sorpassa Trieste

Ilaria Ficarella

Secondo scalo per le merci. Arrivano investitori cinesi

Brindisi Il governo ha indicato Giuseppe Giurgiola

È il secondo porto in Italia. I dati sul volume dei traffici nel 2006 confermano che lo scalo di Taranto è riuscito a scalzare quello di Trieste e a posizionarsi immediatamente dopo quello di Genova. Un risultato, commenta il commissario uscente dell´autorità portuale ionica Luigi Lobuono, «che conferma le grandi potenzialità del porto e che è merito degli operatori e dei concessionari che vi operano». Nel 2006 il porto di Taranto ha movimentato 49,4 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 3,7 per cento rispetto al 2005 e del 46 per cento rispetto al 2000, anno in cui venne avviata l´attività di movimentazione dei container.

Gli imbarchi sono aumentati del 4,7 per cento, gli sbarchi del 3,2. Nel settore delle merci varie il traffico è salito a 17,7 milioni di tonnellate (pari a un più 6,2 per cento) grazie al netto aumento dei container, attestatisi a 6,2 milioni di tonnellate (23,2 per cento) per una movimentazione di 892.303 teu (24,5 per cento). Spiega l´autorità portuale tarantina: «Il traffico dei contenitori ha raggiunto il suo massimo storico da quando è operativo nel porto di Taranto il terminal container». In particolare, a raggiungere questo risultato ha contribuito il fatto che negli ultimi due mesi del 2006, sul terminal ha cominciato ad operare, in aggiunta al concessionario taiwanese Evergreen, anche la Msc il cui apporto è stato del 6 per cento rispetto al totale di traffico. In flessione, anche se abbondantemente compensata, risulta invece la movimentazione delle merci convenzionali, scese a 11,4 milioni di tonnellate. Diminuiti anche i container movimentati per ferrovia, che sono stati 29.447 teu, con una perdita del 15 per cento. Altalenanti infine i risultati sul fronte delle rinfuse: sono state complessivamente 31,8 milioni le tonnellate movimentate. Per le rinfuse liquide, petrolio e prodotti raffinati hanno fatto registrare una crescita anche fino a 11 punti percentuali (da Taranto sono passati quasi tre milioni di tonnellate di petrolio e oltre quattro di raffinati), mentre cala dell´11,2 per cento il traffico di altre merci. Le rinfuse solide sono invece in netto decremento: scende soprattutto la movimentazione del carbone che ha perso quasi il cinque per cento rispetto allo scorso anno. Nel 2006 le navi partite e arrivate in porto sono state 5.231 (più 0,6 per cento).

I risultati conseguiti l´anno scorso, che fanno di Taranto il secondo porto italiano, potrebbero essere determinanti nella scelta che alcuni investitori cinesi e non sono starebbero per fare nel Mediterraneo, secondo quanto confermato anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Enrico Letta. Fondamentale in questo senso diventa anche la possibilità di gestire i fondi per l´ampliamento dei fondali, sbloccati dal governo Prodi e resi agibili dall´ultima legge finanziaria che ha semplificato le procedure. Ma resta ancora aperta la questione del cambio al vertice dell´autorità portuale di Taranto. I ministri per i Trasporti e le Infrastrutture, Alessandro Bianchi e Antonio Di Pietro, hanno indicato Michele Conte per la presidenza dell´ente tarantino che dovrebbe così uscire dalla lunga fase di commissariamento. Stessa situazione si sta profilando per il porto di Brindisi. I ministeri hanno già espresso la propria preferenza per Giuseppe Giurgola, ex direttore generale del ministero dei Trasporto che peraltro ha già ricoperto in passato l´incarico di commissario dell´autorità portuale brindisina. Anche sul nome di Giurgola è attesa per le prossime ore la decisione del presidente della Regione Puglia.

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Xe de dir che (visto de persona) oltre a gaver una cità orenda, i ga spazi beeen più grandi dei nostri per far robe.

Cmq quel bel piano regolator del porto che i doveva far, dove xe finido?

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  • 2 months later...

LO SCALO DEL FUTURO

I porti della regione si collegano a piattaforme logistiche nel retroterra: una rivoluzione

Fernetti invasa dai Tir russi e ucraini. Trieste epicentro dei traffici dall’Est

Silvio Maranzana

Il decollo delle strutture logistiche legato alla sinergia con i traffici marittimi

TRIESTE. Fernetti aspira al Punto franco, Gorizia sta per costruire un nuovo magazzino, Cervignano passa nelle mani del terminalista del Molo Settimo, Sesana fa la rivoluzione più netta: diventa in parte proprietà stessa del porto di Capodistria. I porti fungono sempre più da semplici «gate», sono le strutture del retroterra, che un tempo erano autoporti, a trasformarsi proprio nel corso di questi mesi in veri e proprie piattaforme logistiche per la manipolazione, la movimentazione e lo smistamento delle merci.

Lo si intenda come una battagliera concorrenza oppure come un’ineluttabile alleanza sinergica, il rapporto tra gli scali di Trieste, Capodistria e Monfalcone passa in gran parte attraverso manovre di fanteria, più che di marina. Un viaggio in quelle che l’ampliarsi dell’Unione europea e il conseguente ridursi delle pratiche burocratiche rischiava di degradare a vecchie retrovie, dà invece il senso dell’evoluzione che le sta al contrario trasformando in una sorta di prima linea.

«Sono stato io a portare i mobili della cucina in una delle ville di Putin», dice il padroncino che in canottiera sorveglia a Gorizia lo scarico della merce dal cassone del suo Tir. Una recente frase dell’assessore regionale ai Trasporti Lodovico Sonego è particolarmente sintomatica: «Vogliamo fare fatturato con la logistica e non più con la timbratura di documenti». A Fernetti il presidente del terminal, Giorgio Maranzana, con l’utilitaria di servizio fa lo slalom tra i camion indicando le targhe: russe e ucraine sono quelle più numerose. «La diminuzione degli arrivi, susseguente agli ingressi in Europa di Romania e Bulgaria - spiega - è stato contenuto nella misura del 4-5 per cento». «Il calo è stato completamente compensato dal forte sviluppo dei traffici proprio con Russia e Ucraina», conferma Bruno Podbersig, direttore della Sdag di Gorizia.

Da Fernetti la Elen Lux Five e la Spedimec stanno facendo massicce spedizioni di mobili, sanitari e piastrelle, prodotti soprattutto in Friuli, nel Veneto e nelle Marche, verso Ucraina e Russia «perché tra i nuovi ricchi di quei Paesi - dicono - tutto ciò che è italiano è trendy, a cominciare dalle mutande Dolce e Gabbana».

È chiaro però che il decollo delle strutture logistiche è connesso a una più stretta sinergìa con i traffici marittimi. Una delle «azioni» da perseguire contenute nel Piano operativo triennale che il Comitato portuale di Trieste voterà domani è proprio l’«integrazione operativa tra le infrastrutture trasportistico logistiche regionali (Cervignano, Gorizia e Fernetti)». Ancora più concretamente lo stesso Piano prevede il trasferimento proprio a Fernetti e alla stazione di Prosecco di una parte del Punto franco che oggi copre quasi per intero il Porto Vecchio di Trieste.

Pierluigi Maneschi e Claudio Boniciolli sono stati precursori nel puntare sull’importanza strategica dei retroporti. Il primo, presidente di Italia Marittima e di To Delta che gestisce il Molo Settimo, con l’operazione-Cervignano, su cui ci soffermeremo più avanti, il secondo con un sopralluogo a Fernetti nelle prime settimane di mandato come presidente dell’Autorità portuale. «Bisogna passare dalla difesa all’attacco», ha detto l’assessore Sonego commentando la decisione di realizzare a Gorizia non un centro direzionale che sarebbe stato in linea con le esigenze burocratiche del passato, bensì un magazzino, molto più adatto alla piattaforma logistica del futuro. «I lavori partiranno entro l’anno - dice con una certa soddisfazione il direttore Podbersig - sarà il nostro primo magazzino generale con una superficie di 8.200 metri quadrati».

L’operazione va comunque a termine con quattro anni di ritardo per il braccio di ferro innescato con i residenti delle cosiddette Case dell’eremita appartenenti alla minoranza slovena e che avrebbero dovuto essere espropriate. Poi una rotazione della costruzione progettata, come una specie di uovo di Colombo, ha salvato il borgo storico e sbloccato l’ampliamento. Problemi causati da crisi di crescita di questo tipo di strutture che per reinventarsi un ruolo devono creare nuovi spazi. È la prossima fase che attende Fernetti. Sta per partire la gara per la realizzazione di un nuovo magazzino da cinquemila metri quadrati, ma il terminal ha bisogno di espandersi per poter fungere da retroporto. E il presidente Giorgio Maranzana (An) si appresta ad iniziare un non facile confronto con le comunelle di Monrupino sulla proprietà dei terreni circostanti.

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PORTI: TRIESTE; APPROVATO PIANO TRIENNALE, OPERE PER 713 MLN

(ANSA) - TRIESTE - Il comitato portuale di Trieste ha approvato oggi il piano operativo triennale 2007-2009 dello scalo giuliano. Il costo degli interventi previsti e' di oltre 713 milioni di euro. Il documento e' stato approvato nonostante le astensioni dei cinque rappresentanti dei lavoratori e del rappresentante della Dogana. All' unanimita' e' stato invece approvato il bilancio consuntivo 2006 ed il consuntivo dell'attivita' svolta nel 2006. L'ok al piano operativo triennale da' il via libera al piano di sviluppo infrastrutturale dello scalo giuliano: dai nuovi investimenti strategici per l'allungamento del Molo VII, per i quali si prevede un investimento di 120 mln di euro - realizzati in parte con finanza di progetto da parte del terminalista Marine Terminal - all'allungamento del Molo della Stazione Marittima. Approvati, infine, anche gli investimenti per la Piattaforma Logistica, il potenziamento delle strutture portuali e retroportuali, l'abbattimento di una serie di magazzini ed l'attuazione di una serie di bonifiche interne allo scalo.

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La settimana passada ( o quela prima, no me ricordo) iera in visita a Trieste una comitiva de coreani con tanto de ministri e bla bla bla per un ipotetica collaborazion, sbarcando quà le loro merci e trasferindole via gomma/rotaia i sparagnasi 5-6 giorni de navigazion che andar fin nord eu.

Saria de far "qualche" intervento (attrezar moli, tirarghene su uno) e ghe xe stà ditto che i attuali finanziamenti no permetti grosse rivoluzioni, che ghe volessi almeno 20 milioni de € e lori ga risposto qualcosa tipo "Tutto quà?" con le man za in portafoglio.

Come finirà? :cherobeara:

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