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forest

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  1. Rispondendo qualche giorno fa a Smaramba circa le nostre esigenze, avevo scritto che per me l'urgenza principale è un regista basso, affiancato se possibile da un terzino e da un esterno veramente forte, considerando personalmente una buona risorsa il possibile passaggio, anche a gara in corso, dal 4-4-2 al 4-3-3 e viceversa. Considero una prima punta un'esigenza sostanzialmente per la panchina, perché non andrei a toccare troppo un reparto che è stato comunque il migliore del girone, ma in certi tipi di gare la coesistenza fra Granoche e Costantino mi è parsa complicata, e fra le righe mi pare che Pavanel si riferisca proprio a Pablo quando parla di gente arrivata alla fine non proprio al top. Rifacendomi allo schema postato qua sopra da Guiz, in una mia idea iniziale di formazione non partirei da Mensah ma da Procaccio, ben più efficace nel fare la doppia fase, fermi restando mister x dalla parte opposta, un altro mr X a fianco di Maracchi e, se proprio si potesse, un terzo al posto di Formiconi, pur riconoscendo a quest'ultimo un rendimento nei play-off che ha smentito completamente chi come me gli avrebbe preferito Libutti. Mi piacerebbe avere sempre pronto il piano B, con l'X regista a formare un centrocampo a tre assieme a Maracchi e Steffè, e con l'X di cui sopra ad agire da esterno offensivo partendo con uno solo fra i due punteri. Leggendo, mi pare che le idee di Pavanel non siano distantissime dalle mie, e quindi le approvo incondizionatamente 😃
  2. Non è la stessa cosa, ma dimostra che il provincialismo alberga ovunque... Ricordo del resto uno Juve-Milan in cui Ancelotti a un certo punto mostrò il dito medio alla curva, esasperato dopo un'ora di insulti. Bada bene, i tifosi delle altre squadre non sono meglio, anzi, ma è questa supposta diversità che si ricava dal tuo riferimento ai napoletani che non comprendo, e per me non ha ragione di esistere.
  3. E il maiale che non poteva allenare, salvo vincere tre volte quel che la Juve aspetta da vent'anni? Ci sta tutto, da altre parti è successo anche di peggio, ma le lezioni di stile proprio no....
  4. La conferma è stata pubblica, ed è avvenuta ben due volte e non una. Magari un modo per forzare un po' la mano: io ti confermo subito dopo una sconfitta, mica porrai condizioni? 😃 Ci sta, dai...
  5. Potrei risponderti con un elenco infinito di calciatori che stanno in questi giorni ridiscutendo contratti ben lontani dalla scadenza. Perché? Perché esiste quello che nelle trattative si chiama punto di equilibrio, ed è quello in cui ci si siede senza che nessuna delle parti abbia un vantaggio di partenza. Un calciatore di grande valore che ha il contratto in scadenza nel 2020 lo sta certamente già ridiscutendo, anzi molto probabilmente lo ha già fatto. Questo nell'interesse stesso della società, che non vuole perderlo a zero a fine stagione. Qua siamo a livelli molto più bassi, è ovvio, ed è normale e legittima la posizione di Pavanel che sa di aver fatto bene, sa di avere altre richieste e teme di trovarsi magari sostituito a novembre, dopo un brutto inizio, senza più i pretendenti che oggi ci possono essere. E' una forma di cautela comprensibile, così come è altrettanto comprensibile che Milanese dal canto suo voglia avere le.mani il più libere possibili se le cose non dovessero andar bene. Spesso in questi casi si trova un compromesso, del tipo che ti garantisco il rinnovo in automatico se a dicembre o a gennaio la posizione in classifica sarà consona alle mie aspettative (sto facendo solo esempi, ovviamente, della trattativa non so nulla e se lo sapessi certo non la metterei in piazza). Qua il problema, però, non è questo: un accordo si trova, fra chi vuole trovarlo. Si tratta invece di stabilire se Milanese è convintissimo che puntare di nuovo su Pavanel sia la scelta migliore, e se Pavanel è da parte sua convinto che rimanere sia la cosa giusta da fare. Se i presupposti sono questi, si farà. Altrimenti meglio di no. Il resto è aria fritta
  6. Ma chiaro, questo è tutto un altro discorso infatti.... Io eccepivo sui rilievi "morali" a Pavanel, nella sostanza concordo che se non c'è convinzione reciproca è meglio non proseguire. Ma senza per questo dare patenti di irriconoscenza, da nessuna delle due parti.
  7. Trovami una sola frase da cui si possa anche solo ipotizzare che a inizio stagione l'obiettivo fosse la B al primo anno. Poi l'appetito vien mangiando, ed è naturale che sia così, ma diverse squadre nella considerazione generale ci partivano davanti. Basta controllare sul web, puoi farlo anche subito. Ovvio che la squadra poi è stata rinforzata, l'obiettivo strada facendo è diventato quello, ma ricordiamoci sempre che prima dei playoff eravamo consapevoli di avere sostanzialmente 25 probabilità su cento di salire, come tutte le altre semifinaliste, forse un pelo in più per i piccoli vantaggi di cui godevamo in semifinale. Definire l'annata meno che positiva, al di là dell'ovvia delusione finale, significa dimenticare quelli che erano i presupposti di inizio stagione: ufficialmente i playoff, ufficiosamente un posto fra le prime cinque in regular season. Per quale oscura ragione Pavanel non dovrebbe farlo notare, se non altro per bilanciare il principio perfettamente descritto da Lupo e Guiz secondo cui se le cose vanno male la colpa, per i giocatori, non è quasi mai la loro? Ripeto: è un normalissimo gioco delle parti, inserito in una realtà di sport professionistico dove queste sono le dinamiche, che ci piacciano o meno. Paragonarle al nostro vivere quotidiano può essere divertente, ma non è in alcun modo significativo: ognuno di noi giocherebbe nella Triestina gratis solo per l'onore di indossarne la maglia, perché come ovvio ragioniamo da tifosi, ma non possiamo fare finta di non sapere che per un professionista siamo nient'altro che una opportunità lavorativa da cogliere traendone il massimo profitto possibile. Sarà anche brutto e poco poetico, ma mica per questo possiamo ignorarlo....
  8. La vecchietta al mezzanino crede certamente a un sacco di cose, di questo non dubito 😃 Mi riferivo al tuo post del 31-05-2019, thread Champions League, in risposta a una mia considerazione sul fatto che la tua definizione di stile Juve fosse giornalisticamente interessante ma non avesse alcuna aderenza con la realtà 😃 Ovviamente senza alcun intento polemico, figurati, volevo solo sottolineare che la storia bianconera non è fatta solo di Agnelli, Platini, champagne, ostriche e tartufi. E la firma.di Sarri, che fra l'altro per me è un ottimo tecnico, semplicemente lo conferma.
  9. Proprio così, amico mio 😃 Del resto mi pare che qualche contratto in altre realtà sportive cittadine tu l'abbia visto firmare. Quasi sempre in bianco per amor di maglia, immagino... 😃
  10. Come volevasi dimostrare, ti abituerai a Oliver Hardy... A proposito, raccolgo l'invito a poter scrivere che lo stile Juve è un'invenzione giornalistica solo dopo la firma di Sarri: lo stile Juve è solo un'invenzione giornalistica 😃😃😃
  11. Io vi seguo sui discorsi tecnici ma non comprendo minimamente quelli moralistici, onestamente. Trattasi di dinamiche normalissime, e prendersela con Pavanel (o con Milanese) perché ognuno fa i suoi interessi non ha alcun senso. Discorsi come "se nol xe convinto che el vadi via" possono essere sensati se riferiti a quel che pensa Pavanel, ammesso che qualcuno possa saperlo, ma non hanno attinenza con la realtà laddove si discutono le dinamiche fra tesserati e società. Da che mondo è mondo, si confrontano tre professionisti (un tesserato, allenatore o giocatore che sia, il suo procuratore e il rappresentante delle società) in un tavolo dove ognuno fa legittimamente i propri interessi. Un procuratore che non cercasse, dopo un'ottima stagione, di spuntare condizioni migliorative per Pavanel, facendo leva come ovvio sulle eventuali offerte, sarebbe un procuratore che non sa fare il suo lavoro. Stesso discorso per la società, che legittimamente cerca di spendere il meno possibile e di non essere vincolata da tempi troppo lunghi che ne condizionino, inevitabilmente, le scelte. È il gioco delle parti, cosa c'è da stupirsi? Qualcuno pensa seriamente che Granoche o Costantino (sparo i primi due nomi che mi vengono in mente, del tutto a caso) abbiano firmato in bianco per amore della maglia? È la logica del calcio professionistico, dello sport professionistico in genere ed è la ragione per cui personalmente non ho mai provato alcun tipo di venerazione verso alcun tipo di giocatore, ben sapendo che il mio idolo diventerà l'idolo di chiunque sia disposto ad offrirgli di più. Del resto, è quello che farebbe chiunque di noi nell'ambito della sua professione: mettere sul piatto una eventuale offerta migliorativa per spuntare condizioni migliori nel proprio posto attuale, e se ciò non risultasse possibile riflettere un attimo. Che c'è di male, esattamente? È la normalità assoluta, salvo eccezioni rare proprio in quanto tali. Io credo che alla fine Pavanel rimarrà qua, si trova bene ed è legato a Trieste. E alla fine, immagino, si troverà un compromesso che accontenti tutte le parti in causa. Ma accusarlo perché cerca semplicemente di difendere i suoi interessi è fuori dal mondo, così come è scontato che Mauro difenda quelli societari. Succede quotidianamente, in tutte le società sportive di tutti gli sport professionistici del pianeta, cascare dal pero equivale a controllare se sta scendendo Babbo Natale dal camino. Poi si può discutere all'infinito se la riconferma sia opportuna, è legittimo ed è un classico e divertente gioco da tifosi. Ma dare patenti di irriconoscenza o insensibilità non ha senso alcuno, verso nessuna delle parti in causa. Ognuno fa i suoi interessi, come è sempre stato e come sempre sarà...
  12. Niente di tale, alla fine ci vorrà qualche giorno ma si ripartirà da Pavanel. Altri scenari, al momento, sono decisamente improbabili.
  13. Alla fine resterà, son schermaglie. È il gioco delle parti, uno tira di qua, uno tira di là.....
  14. Alessyum, nessuno in tutta la C ha probabilmente un 12 superiore a Matosevic, che in una squadra senza particolari ambizioni farebbe l'1 senza problemi. La prima cosa che ti chiede un portiere (o il suo procuratore) è di giocare, a meno che non parliamo del quarantenne che viene a prendersi gli ultimi soldini. Se uno è veramente buono, il 12 non lo fa. Mai. È un anno buttato, al di là del fatto che ovviamente qualcosa impari dal titolare e negli allenamenti, ma la verità è che si cresce giocando e sopportando la pressione, perché giudicare un portiere in allenamento è come dare i voti a un rigorista. Senza pressione, parano e segnano tutti. In campo, quando conta e hai gli occhi di tutti addosso, è tutto un altro discorso. Quindi, alla fine, il 12 in serie C è necessariamente un compromesso fra quel che vorresti e quel che oggettivamente non è possibile pretendere di avere. Tenuto conto di questo, Matosevic è un'alternativa eccellente.
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