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SandroWeb

I suntini sandrini di mercoledì 12 agosto 2020

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MERCOLEDÌ 12 AGOSTO 2020

- L'unica volta che ha giocato allo stadio Rocco risale esattamente a dieci anni fa, ottobre 2010: sugli spalti c'erano i tifosi virtuali di Fantinel, con il gigantesco telone che copriva la Tribuna Colaussi. Giuseppe Rizzo - intervistato oggi da Antonello Rodio su "Il Piccolo" - indossava la maglia della Reggina e per la Triestina fu una batosta storica: 0-4 in casa.Adesso lo stadio Rocco sarà casa sua: Giuseppe Rizzo infatti è la nuova mezzala della Triestina («ma a centrocampo posso fare qualsiasi ruolo, come giocare a due o a tre», chiarisce il diretto interessato) e su quell'erba non vede l'ora di giocarci, possibilmente con i tifosi veri.«Me la ricordo bene quell'esperienza di dieci anni fa con i tifosi di cartone in gradinata - racconta Rizzo - speriamo che presto possano tornare quelli veri, anche perché ora che è stato pure rinnovato, il Rocco è davvero uno stadio da paura. In ogni caso, sono contentissimo di venire a Trieste e non vedo l'ora di iniziare. Cosa mi ha convinto? Il progetto Triestina e i compagni che ho avuto e che ovviamente ho sentito».Già, perché Rizzo arriva da quel Catania con il quale per due stagioni e mezza ha giocato con Ciccio Lodi, e negli ultimi mesi del 2019 con Vincenzo Sarno. Con quest'ultimo, però, l'amicizia è di ancor più vecchia data, visto che giocarono assieme nella Reggina dal 2011 al 2013. E i due sono stati prodighi di consigli per Rizzo: «Mi hanno detto che Trieste è una città bellissima e la Triestina una grande società, dove c'è proprio tutto per fare bene. Con loro mi trovo a meraviglia: Ciccio ha giocato tanti anni in serie A, ha un piede che mette la palla dove vuole ed è super nelle punizioni, Vincenzo è un ottimo dribblatore dal grande estro».Il fatto che dieci anni bazzicava già in serie B, non deve fare pensare che Rizzo sia già avanti con gli anni: all'epoca era ancora un ragazzino che si era già ritagliato un posto in cadetteria, e adesso ha solo 29 anni e ci tiene a sottolinearlo: «Sono arrivato molto presto in serie B e per questo può sembrare che la mia carriera sia già lunga. Ma ho appena 29 anni, ho voglia e tanta fame, ancora mi posso mangiare il mondo. E con questa fame spero di aiutare la Triestina a risalire in serie B, dove io ho giocato tanti anni, sarebbe davvero un sogno. Ma di obiettivi non voglio parlare: anche a Catania ho cercato di vincere il campionato ma non ci sono riuscito, quindi non dico niente».Ma oltre a tantissime presenze fra i cadetti, Rizzo può vantare anche 11 partite disputate nel campionato di serie A nel 2013 con la maglia del Pescara, un'esperienza che gli è rimasta bene impressa nella mente: «Finora sono contento della mia carriera. Il mio sogno da bambino era quello di giocare in serie A e ci sono riuscito. Certo, qualche rimpianto in una carriera c'è sempre. Ma posso dire di aver giocato in tante belle piazze e voglio fare ancora bene».Da giovane, con la Reggina, il neoalabardato si guadagnò il soprannome di "Gattuso dello Stretto", e basta questo a descriverne le caratteristiche.«Sono un lottatore generoso - conferma Rizzo - di quelli che non mollano mai. Diciamo che a me tocca il lavoro sporco. Per quello mi diedero quel soprannome, ma il mio idolo è De Rossi e mi piace molto anche Nainggolan. Insomma, tutti lottatori di centrocampo»

- Un fulmine a ciel sereno gli ha stravolto la stagione. Come scrive LorenzoGatto, ufficializzato il passaggio in prestito da Trieste a Caserta, Matteo Schina ha visto sfumare la possibilità di giocare il suo primo campionato da protagonista in serie A2. Poteva essere una stagione importante, nella quale trovare minuti da protagonista in un contesto decisamente formativo, tutto è sfumato complice l'esclusione dello Sporting Club JuveCaserta dal prossimo campionato di serie A2. Una decisione assunta dal Consiglio Federale della Fip che, preso atto del parere negativo della Com.Te.C, ha bocciato il club campano "per mancanza dei requisiti minimi richiesti".«Inutile dire che da parte mia c'è grande dispiacere - racconta Matteo Schina - ho creduto nel progetto che la società mi aveva presentato e devo dire pensavo si potessero fare buone cose assieme. Sui social le voci sulle difficoltà della società si rincorrevano ma sono rimasto tranquillo finchè il mio procuratore, Massimo Raseni, mi ha avvisato che il trasferimento a Caserta era saltato».Situazione che adesso lascia Schina a piedi in attesa della possibilità di trovare una nuova squadra. Si allenerà con l'Allianz ma l'obiettivo resta quello di cercare una nuova sistemazione. «Con Matteo il contatto è quotidiano - racconta il procuratore triestino Massimo Raseni - Devo dire che quanto è successo a Caserta ci ha davvero spiazzati. Si sapeva che la società campana aveva qualche problema ma non al punto da ipotizzare una situazione a rischio. In queste settimane il presidente della Fip Petrucci e il presidente del Coni Malagò avevano appoggiato la rinascita del basket casertano per cui si pensava di poter dare fiducia al loro progetto».Cercato all'inizio del mercato da Treviglio e Udine, Schina aveva sul piatto le offerte di Urania Milano (la squadra dove si è accasato Stefano Bossi) e Cento poi alla fine aveva preferito scegliere un'altra strada. Adesso, dopo aver espletato le formalità sanitaria necessarie, comincerà ad allenarsi con l'Allianz in attesa di capire come potrà evolvere un mercato al momento fermo.«Ci fosse la possibilità mi piacerebbe trovare una sistemazione in A2 - conferma Matteo - ma resto alla finestra e non escludo niente». Sul futuro di Schina sta lavorando ovviamente il suo procuratore. «In questo momento le squadre di serie A2 hanno completato i loro roster - spiega Raseni - perciò dobbiamo aspettare che comincino gli allenamenti per capire se possono aprirsi delle soluzioni interessanti. Verso la metà di settembre le squadre si ritroveranno in palestra e quelle società che hanno chiuso il roster al risparmio prendendo under da testare potrebbero aver bisogno di cambiare. Si era aperta una chance con la possibilità di trasferire il contratto di Matteo ad Avellino in caso di ripescaggio della società irpina, poi non se n'è fatto più nulla».Schina alla finestra, dunque, con il paracadute offerto dalla possibilità di lavorare in palestra con il preparatore Paoli e tenersi in forma in vista di un'eventuale chiamata. Farsi trovare pronto diventa fondamentale per poter rispondere a una chiamata.

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